"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°35 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 3 al 9 settembre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 16 settembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






Canonizzazione
Madre Teresa


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  Imitiamo Madre Teresa che ha fatto... (Papa Francesco tweet)

Comunicato dell’Elemosiniere del Santo Padre, Mons. Konrad Krajewski:
“Oggi, domenica 4 settembre, viene offerto dal Santo Padre un pranzo (a base di pizza napoletana) a 1.500 persone. Il pranzo si svolge nell’Atrio dell’Aula Paolo VI, dopo la celebrazione della Messa con il rito di Canonizzazione della Beata Teresa di Calcutta.
Gli invitati sono poveri e bisognosi, soprattutto delle case (dormitori) delle Suore di Madre Teresa e provengono da tutta Italia: da Milano, Bologna, Firenze, Napoli e da tutte le case di Roma. Hanno viaggiato durante la notte con diversi pullman per partecipare prima alla Canonizzazione e poi al pranzo.
Il pranzo sarà servito da circa 250 Suore di Madre Teresa, 50 Fratelli della Congregazione maschile e da altri volontari.
La pizza viene preparata da una pizzeria napoletana con il proprio staff di quasi 20 persone e con la propria attrezzatura mobile (3 forni).”
Questi 1500 poveri partecipano alla Santa Messa occupando i posti nel Reparto San Pietro."

  Madre Teresa amava dire... (Papa Francesco)

PAPA FRANCESCO: Madre Teresa, instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione.
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(video - estratto Omelia del 4.09.2016)

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  Portiamo nel cuore il sorriso di Madre Teresa... (Papa Francesco tweet)

Madre Teresa, da oggi "ufficialmente" Santa, prega per noi!

  La santità non è qualcosa di straordinario... (Madre Teresa)

5 settembre Memoria liturgica di Santa Madre Teresa di Calcutta
Vedi il post della canonizzazione «Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”» Papa Francesco Omelia e Angelus 04/09/2016 (testo e video) 

 
Sono come una piccola matita... (Madre Teresa)
  Dona perché hai tutto ciò che serve...

"Suor Teresa è una donna anziana, ... che, dove guarda, “vede”
Pier Paolo Pasolini 
TV2000- Ripropone l'incontro di tra Pier Paolo Pasoli e Maria Teresa di Calcutta.
Un incontro particolare avvenuto a Calcutta nel 1961, tra il poeta e una ancora poco conosciuta Madre Teresa.Servizio di Nicola Ferrante

 
video

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«Vi auguro che queste pagine facciano bene al vostro cuore come hanno fatto bene al mio» Papa Francesco Prefazione al libro "Amiamo chi non è amato. Testi inediti di Madre Teresa di Calcutta"


«Vi auguro che queste pagine facciano bene al vostro cuore come hanno fatto bene al mio». Papa Francesco termina con queste parole la Prefazione da lui appositamente scritta per il libro Amiamo chi non è amato. Testi inediti di Madre Teresa di Calcutta (Editrice Missionaria Italiana, 96 pagine, euro 9,50, già disponibile online e nelle librerie dal 29 luglio, info www.emi.it, tel. 051326027). Madre Teresa sarà proclamata santa dallo stesso Francesco il 4 settembre a Roma.
Nel volume, realizzato sotto la supervisione del Mother Teresa Center, sono pubblicati due interventi tenuti da Madre Teresa a Milano nell’ottobre 1973. Vengono riportati fedelmente i discorsi che la famosa suora dei poveri pronunciò ai giovani e alle religiose. Il libro presenta anche l’ampio e vivace scambio di domande e risposte tra Madre Teresa e l’uditorio a seguito di entrambe le conferenze della futura santa.
L’amore per i poveri e la libertà di mettersi al loro servizio, la pratica delle opere di misericordia, il primato della preghiera, la scelta di «amare chi non è amato»: i temi centrali della vicenda umana e cristiana di Madre Teresa sono presenti in queste pagine, ricche di spunti e suggestioni.
Nella sua Prefazione Papa Francesco indica cinque parole-chiave della personalità e dell’azione di Madre Teresa: preghiera, carità, misericordia operosa, famiglia e giovani. 
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C’e un’espressione di Madre Teresa, che qui non leggiamo, ma che vorrei facesse da sfondo alla mia riflessione: «Noi non siamo una Ong. Le Ong lavorano per un progetto; noi lavoriamo per Qualcuno». Perciò, anch’io ripeto spesso che la Chiesa non è una Ong, perche lavora per Cristo e per i poveri nei quali vive Cristo, ci tende la mano, invoca aiuto, chiede il nostro sguardo misericordioso, la nostra tenerezza. 
Rileggendo queste pagine ho pensato di raccogliere alcune riflessioni attorno a cinque parole. ...
   Il testo integrale della prefazione scritta da Papa Francesco


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«Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”» Papa Francesco Omelia e Angelus 04/09/2016 (testo e video)

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Il coraggio di toccare il fondo del dolore di Enzo Bianchi

Narra san Bonaventura nella Legenda major che Francesco d’Assisi verso la fine della sua vita, acclamato come santo al suo passare di città in città, avrebbe detto:«Potrei ancora avere figli e figlie: non lodatemi come se fossi già sicuro! Non si deve lodare nessuno, quando non si sa come andrà a finire”. Sì, nella chiesa, fin dai tempi apostolici, ci sono sempre state persone riconosciute e acclamate come santi dai loro contemporanei, prima ancora della morte, per la loro vita conforme a quella di Gesù o per il loro messaggio ritenuto ispirato da Dio. Per altri l’invocazione “santo subito!” è risuonata già durante le esequie; per altri invece ci sono voluti secoli prima che la chiesa di Roma riconoscesse la loro testimonianza come esemplare per la vita cristiana e le loro parole coerenti con la dottrina cattolica: soprattutto questo è accaduto per quanti durante la loro vita avevano conosciuto diffidenze, ostracismi, persecuzioni e perfino condanne da parte dell’autorità ecclesiastica. Basti pensare a quelli che sono chiamati “profeti” dopo essere stati silenziati, censurati, calunniati e a volte uccisi per quello che dicevano e facevano.
Madre Teresa di Calcutta ha ottenuto innumerevoli riconoscimenti pubblici – sia nella chiesa che nella società mondiale – durante la sua lunga vita, in particolare negli ultimi due decenni, e la sua popolarità, capace di superare confini di ogni tipo, è stata ampliata dall’epoca storica in cui ha vissuto
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Domenica madre Teresa sarà canonizzata, sarà cioè affermato dalla chiesa cattolica che la sua vita, il suo modo di dare carne al vangelo è testimonianza credibile di quel Gesù, uomo e Dio, che è passato facendo il bene, al punto da vivere ora in una comunione più forte della morte. Se l’esistenza terrena di questa “piccola grande donna” non è stata altro che un’incarnazione di questo amore più forte dell’odio che conferisce dignità a ogni persona, non si può dimenticare quanto affermato da papa Francesco: “Non c’è un santo che nel suo passato non abbia commesso peccati ed errori, e non c’è un peccatore che nel suo futuro non possa divenire santo”

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Il segreto di Madre Teresa: DA PICCOLA DONNA A GRANDE SANTA di Mimì Caruso

Riproponiamo un articolo scritto nel 2003 in occasione della Beatificazione di Madre Teresa
Il segreto di Madre Teresa:  
DA PICCOLA DONNA A GRANDE SANTA 
di Mimì Caruso
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Quale segreto il suo? Lo stesso di tutti i santi! Un’adesione totale al progetto di Dio, un abbandono alla sua volontà, un sì detto e rinnovato ogni giorno, un procedere lento nella strada della santità. Un cammino semplice, così lei stessa amava definirlo, semplice sì, ma non per questo facile! Semplice perché alla portata di tutti (il Signore ama tutti, tutti chiama a sé ed a tutti dà l’aiuto necessario), ma non facile perché non privo di fatica (Lui è esigente e si aspetta che ognuno dia il massimo di se stesso)!!! 
Spesso Madre Teresa diceva che “la santità non è un privilegio per pochi, ma è una necessità per tutti” e che per raggiungerla basta fare piccole cose, ma con grande amore! Cos’è una goccia? Quasi nulla, ma l’oceano non è forse fatto da tante gocce? 
Questa donna, definita santa ancora in vita, era talmente straordinaria da indurci a pensare di poterla solo ammirare, ma non imitare, perché era speciale, unica, ma lei stessa ci ricordava spesso che ogni essere chiamato all’esistenza è altrettanto speciale ed unico!
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Questa piccola grande donna ha avuto occhi per vedere i poveri ed in ciascuno di loro, fino all’estremo delle sue forze, ha amato il suo Sposo. 
“Nel volto dei miseri” disse all’indomani della sua scomparsa Giovanni Paolo II, “Madre Teresa ha riconosciuto quello di Gesù... ha fatto sentire agli sconfitti della vita la tenerezza di Dio, Padre amorevole di ogni creatura”
Che eredità ha lasciato?
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   Il segreto di Madre Teresa:  DA PICCOLA DONNA A GRANDE SANTA

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MANDAMI QUALCUNO DA AMARE di Madre Teresa di Calcutta

MANDAMI QUALCUNO DA AMARE
Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo,
quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro;
quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato, fa che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri,dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me,mandami qualcuno di cui occuparmi;

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Pubblichiamo ampi stralci dell’articolo scritto per il «Corriere della Sera» da Tiziano Terzani nel 1996, dopo aver trascorso due settimane a Calcutta con Madre Teresa, seguendola nei suoi spostamenti tra i poveri.

  Tiziano Terzani:   «Mi guarda e dice: smetti di scrivere e vai a lavorare tra i moribondi»


Madre Teresa è emblematica per il pontificato di Francesco, come lo furono, ad esempio, i santi martiri ugandesi proclamati da Paolo VI, o le canonizzazioni di Josémaria Escrivá e santa Faustina Kowalska per Giovanni Paolo II

  Andrea Tornielli:   Così i Pontefici scelgono i loro simboli


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I NOSTRI TEMPI


Terremoto Italia Centrale

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Terremotati e richiedenti asilo, la bandiera di tutti noi di Danilo Paolini - Qui ci facciamo fratelli di Ernesto Oliviero


Terremotati e richiedenti asilo, 
la bandiera di tutti noi
di Danilo Paolini
Prima «noi», poi «loro». Non è mica colpa «nostra», è colpa «loro». «Noi» non siamo razzisti. Anzi, «noi» siamo fin troppo buoni e «loro» se ne approfittano. E adesso? Adesso è venuto giù un pezzo d’Italia, la falce implacabile del terremoto ha mietuto le sue vittime senza chiedere il passaporto o il permesso di soggiorno. Adesso gli sfollati siamo noi. Tutti noi, cioè con «noi» anche «loro». E conta poco, anzi niente, che perfino in queste ore di lutto ci sia chi gioca a «noi» e «loro»: mettiamoci «loro» nelle tende», «noi» andiamo nelle strutture dove sono ospitati; prendiamo per «noi» i fondi stanziati per «loro»… Ma siamo uguali, ugualmente fragili. Lo saremmo sotto le bombe e i colpi di mortaio che martirizzano Aleppo, lo siamo sotto le macerie di Amatrice, Accumoli, Arquata. Esseri umani. Carne, sangue, anime. Non c’è differenza tra il Medio Oriente e il Lazio o le Marche, quando si muore innocenti. Quando a 8 mesi o a 10 anni si saluta la vita senza ancora averla assaggiata. Quando paghi il prezzo di un figlio o di un genitore alla vacanza "del cuore" nel paesino della nonna, dove vai pochi giorni all’anno. Il paese che in estate vede triplicare la sua popolazione. Se il terremoto avesse bussato a ottobre avrebbe inghiottito meno vite, pensi. E capisci che non servono i carri armati. Basta uno scrollone di 142 infiniti secondi.
Non deve essere poi tanto diverso lo stato d’animo di chi sopravvive ma resta senza casa. Il terremoto, come la guerra, può trasformarti in un richiedente asilo. Cambia poco se la tenda è montata nel campo sportivo dove fino a ieri giocavi a pallone con gli amici. L’angoscia e la paura non si misurano in metri e nemmeno in miglia marine.
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Qui ci facciamo fratelli
di Ernesto Oliviero
Una nuova tragedia a casa nostra. Un grande desiderio: che nessuno si freghi le mani pensando 'qui ci facciamo i soldi'. Vorrei, e non sono un sognatore, che il dolore ci insegni rapporti più giusti fra noi, che le case crollate vengano riedificate secondo le più severe norme di sicurezza, investendo tutte le risorse necessarie. Vorrei che dal dolore straziante di chi ha visto vita, casa e sogni in polvere possa nascere un’Italia più pulita e più onesta, dove l’altro è mio fratello e non uno da imbrogliare, uno da amare come vorrei essere amato io. Vorrei che questo dramma contribuisse a un mondo nuovo dove i bambini crescano per scoprire la bellezza della vita. Vorrei che questo orrore dilatasse la nostra umanità al mondo intero in cui l’altro sono io, il suo dolore è il mio dolore. Non sono un sognatore né un illuso: vivere da fratelli è la realtà dell’umanità, il destino vero di ciascuno di noi.
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A leggere infatti i deliri vergati dopo il terremoto si coglie una perfetta sovrapposizione fra i cattolici tradizionalisti della destra fascista, cioè quelli che vorrebbero le nuove crociate contro l’Islam, e gli stessi musulmani radicali.

 
Fabrizio D'Esposito: 
  Estremisti cattolici e islamici uniti: “Il terremoto è un castigo di Dio” (pdf)

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È grande l'impegno profuso, dal primo momento del sisma, da pediatri e psicologi, che, con  professionalità ed empatia, sono accanto ai bambini per aiutarli a ritornare lentamente alla vita. Le conseguenze del trauma possono farsi sentire anche a distanza, anche per quei piccoli che non hanno vissuto in prima persona quei tragici momenti, ma hanno guardato le immagini in televisione

  Gigliola Alfaro:   Terremoto: ascolto e presenza la ricetta per aiutare i bambini



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BUONE NOTIZIE - La storia di King, netturbino per gratitudine a Gangi (PA)

 
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Il piano del G20 - Disuguaglianza e ingiustizie fiscali: alla radice dei mali di Leonardo Becchetti


L'appello a una crescita inclusiva e la definizione di una "lista nera" dei paradisi fiscali (con previsione di misure di ritorsione nei loro confronti) sono due segnali incoraggianti nei risultati finali del G20 che la "fase due" della globalizzazione sta forse iniziando.
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I due temi chiave del G20, giustizia fiscale e crescita inclusiva, sembrano molto diversi, ma sono in realtà indissolubilmente legati. Le crescenti diseguaglianze che hanno portato i 62 uomini più ricchi del pianeta ad avere una ricchezza pari a quella della metà più povera (più di 3 miliardi e mezzo di persone), quando solo nel 2010 il numero (anche allora terribilmente basso) era di 388, sono una forma di "inquinamento sociale" che produce danni devastanti in termini di debolezza della domanda interna, conflitti sociali latenti e flussi migratori difficilmente controllabili.
Le persone affrontano i disagi e i drammi legati all’abbandono del loro Paese e alla lunga traversata migratoria quando il livello di diseguaglianza tra benessere nella nazione di partenza e benessere atteso nel luogo di destinazione supera livelli di guardia fino a far diventare il "costo di restare" superiore a quello, che sappiamo essere enorme, di mettersi in viaggio. Per un processo di azione e reazione, gli imponenti flussi migratori mettono in moto nei nostri Paesi meccanismi di difesa, soprattutto da parte di quei cittadini e lavoratori che si sentono direttamente in concorrenza con i nuovi arrivati. Proliferano così arroccamenti nazionalistici che avvelenano i rapporti tra i popoli e pregiudicano le possibilità di uno sviluppo cooperativo di economia e società.
Le direttrici di azione per mettere a segno progressi su questo importante fronte sono ben note. Una lotta serrata e coordinata a livello istituzionale ai paradisi fiscali per realizzare il famoso assunto di pagare meno/pagare tutti. Che non lo può limitare al solo canone Rai
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Leggi anche il post già pubblicato:
  • Aumenta sempre più il divario tra ricchi e poveri. Sessantadue persone detengono la stessa ricchezza della metà della popolazione mondiale - "Semplicemente “immorale”: Quando è troppo, è troppo!" di Giulio Albanese


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La "grande muraglia" che il governo inglese, in accordo con quello francese, ha deciso di erigere per fermare i migranti sulla Manica è l'ennesimo esempio di una politica incapace di gestire la crisi umanitaria. A chi e a che cosa servono davvero i muri?

  Alberto Laggia:   CALAIS, L'EUROPA E LA POLITICA DEL CALCE... STRUZZO




In tutta Italia, tra parrocchie, monasteri, conventi, istituti religiosi e famiglie. La Fondazione Migrantes traccia un primo bilancio a un anno dall'appello lanciato da papa Francesco a tutte le comunità cattoliche d'Europa. Gli esempi di Torino, Bergamo, Como, Cremona e Ventimiglia.

  Raffaele Iaria:   MIGRANTI A CASA MIA: LA CHIESA NE ACCOGLIE 30 MILA



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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   "Il sabato è fatto per l'uomo"... (Antonio Savone)
  Vuoi discepoli poveri?... (GIOBA vignetta)
  Gesù inaugura un rapporto con Dio...  (Alberto Maggi)
  Prega per me. Gesù prega per me il Padre...  (Papa Francesco)
  Le beatitudini non sono che la sintesi... (p. David Maria Turoldo)
  Il cristiano è un uomo a cui Dio ha affidato... (San Giovanni Crisostomo)
 
 
 
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3 settembre - Memoria liturgica di San Gregorio I, detto Magno - Papa e dottore della Chiesa 
Nonostante la malferma salute, esplicò una multiforme e intensa attività nel governo della Chiesa, nella sollecitudine caritativa, nell'azione missionaria. Autore e legislatore nel campo della liturgia e del canto sacro, elaborò un Sacramentario che porta il suo nome e costituisce il nucleo fondamentale del Messale Romano. Lasciò scritti di carattere pastorale, morale, omiletico e spirituale. Patrono di Cantanti, Musicisti, Papi.
Per saperne di più proponiamo la catechesi di Benedetto XVI nell'Udienza Generale del 4.06.2008

  Donami un cuore che ti ama...
  E' dall'amore di Dio che nasce...
  La sacra scrittura cresce...

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8 settembre Natività della Beata Vergine Maria
  E ricordatevi la ricorrenza liturgica della Madonna... (Papa Francesco)
  Maria, Madre della Chiesa...  (don Tonino Bello)
  Maria, Madre di Gesù, dammi il tuo cuore...  (Madre Teresa di Calcutta)

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Natività della Vergine Maria - Preghiera di San Giovanni Paolo II


PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA 
NATIVITÀ DELLA VERGINE MARIA
O Vergine nascente,
speranza e aurora di salvezza al mondo intero,
volgi benigna il tuo sguardo materno a noi tutti, 
qui riuniti per celebrare e proclamare le tue glorie!
O Vergine fedele,
...

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Storia di benedizione Natività della Beata Vergine Maria di Antonio Savone


Celebriamo la nascita di Maria. A noi come quel giorno a Giuseppe viene ripetuto: Non temere di prendere con te Maria. Sappiamo cosa abbia significato per Giuseppe accogliere questo invito dell’angelo. Ma per noi cosa potrebbe significare?
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Le nostre proiezioni ci hanno sempre spinto a pensare Dio come al di là della misura più grande. E invece Dio si mostra da sempre “convertito” al fascino della piccolezza. Addirittura si svuota ...
Non temere di prendere con te Maria.

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Settembre 2016: «Per una società che ponga al centro la persona umana» (videomessaggio)

Intenzione di preghiera di Papa Francesco
per il mese di Settembre 2016
«Perché ciascuno contribuisca al bene comune e all’edificazione
di una società che ponga al centro la persona umana»
“La humanidad vive una crisis que…”
"L'umanità sta attraversando una crisi che non è solo economica e finanziaria... è anche ecologica, educativa, morale, umana.
Quando si parla di crisi si parla di pericoli, ma anche di opportunità.
Qual è l'opportunità? : quella della solidarietà.
Vieni, aiutami...
Perché tutti contribuiscano al bene comune e alla costruzione di una società che ponga la persona umana al suo centro”
  video


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Vangelo: Lc 14,25-33
Passare per la porta stretta (13,24) è molto difficile, solo "poveri, storpi, zoppi e ciechi" (14,13), solo gli ultimi sono in grado di entrarci perché sono come Gesù, e per questo prediletti dal Padre. Adesso Gesù si rivolge ai discepoli dicendo loro di discernere bene se si trovano tra quelli, se anche essi hanno scelto l'ultimo posto(14,10), condizione necessaria per stare con Lui. Non si tratta di volontà o pretesa umana, non si tratta di uno sforzo stoico: solo ci viene chiesto di accogliere, mossi solo dall'amore per il Signore e per il suo Regno, il dono di Grazia che ci viene consegnato nella povertà e nell'umiltà. Se nella vita cristiana trascuriamo di vivere come Gesù: da poveri, umili e casti, diventiamo "sale insipido" (14,35), buono solo per essere gettato via. Consegnandoci a Gesù senza riserve, assumendo nella nostra esistenza il suo vissuto, "avremo la forza" (14,29.30) per  "sollevare la nostra croce",  il coraggio cioè di essere perseguitati nel suo Nome, di accettare ed affrontare la derisione e il disprezzo del mondo. Oggi la Chiesa è fortemente tentata di usare, sempre "a fin di bene", il potere, facendo quasi a gara con il mondo. Essa ricerca una visibilità vana, come non sapesse che la sua identità con il Signore Crocifisso è l'unica sua forza.
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Se il desiderio di chi ama il mondo è la ricchezza, quello dei discepoli deve essere la povertà. Il Regno appartiene ai poveri, perché Gesù stesso si è fatto povero.

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"Si è discepoli di Gesù soltanto se si è capaci di amare " di p. Ermes Ronchi - XXIII Domenica Tempo Ordinario - anno C


Commento
XXIII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture: Sapienza 9, 13-18; Salmo 89; Filèmone 9b-10. 12-17; Luca 14, 25-33
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Gesù, sempre spiazzante nelle sue proposte, indica tre condizioni per seguirlo.Radicali. 
La prima: Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Gesù punta tutto sull'amore. ...
La seconda condizione: Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me. Non banalizziamo la croce, non immiseriamola a semplice immagine delle inevitabili difficoltà di ogni giorno, dei problemi della famiglia, della fatica o malattia da sopportare con pace. Nel Vangelo "croce" contiene il vertice e il riassunto della vicenda di Gesù: amore senza misura, disarmato amore, coraggioso amore, che non si arrende, non inganna e non tradisce. ...
Ed elenca la terza condizione: chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo. La rinuncia che Gesù chiede non è un sacrificio, ma un atto di libertà: esci dall'ansia di possedere...Non lasciarti risucchiare dalle cose: la tua vita non dipende dai tuoi beni. Lascia giù le cose e prendi su di te la qualità dei sentimenti. Impara non ad avere di più, ma ad amare bene.
Gesù non intende impossessarsi dell'uomo, ma liberarlo, regalandogli un'ala che lo sollevi verso più libertà, più amore, più consapevolezza. Allora nominare Cristo, parlare di vangelo equivale sempre a confortare il cuore della vita.

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Quell'atto di libertà chiamato martirio di Enzo Bianchi


Martire è da sempre un termine dai molteplici significati. ...
Nessuna fede può chiedere ciò che è umanamente contro la ragione: la morte di innocenti in nome di Dio.
Il discepolo di Gesù di Nazareth invece ama la vita e non la disprezza, non cerca il martirio come autoimmolazione e nemmeno come perseguimento di una santità eroica – sarebbe orgoglio diabolico! – ma di fronte all’esplicita richiesta di rinnegare la propria fede con le parole o con azioni contrarie alle esigenze del vangelo, può giungere ad accettare di essere perseguitato e a consegnare la sua vita fino a morire. Il martire cristiano non è un “uomo contro” bensì un “uomo per”, una persona che scegliwe di accettare la mrote in nome dell’amore più grande che quotidianamente vive. A volte le circostanze della persecuzione sono particolarmente aberranti, altre volte il silenzio, l’oblio, la “normalità” avvolgono sofferenze e morte inflitte a motivo della propria fede, ma l’atteggiamento del martire cristiano non muta: chiamato ad amare i nemici, a perdonare i persecutori, sull’esempio di Gesù, fa della morte violenta inflittagli un gesto di vita e di amore, l’unico atto che può spezzare la catena delle vendette. Un gesto di cui magari pochi o nessuno verrà a conoscenza, parole di perdono che non sempre qualcuno saprà ascoltare o tramandare, momenti di angoscia e di dolore lacerante che nessuno saprà lenire, ma anche attimi di grandezza umana e spirituale, raggi di luce nel buio della disumanità. In questo senso il martire non sceglie la morte, non desidera la gloria del martirio, ma decide di vivere fino all’estremo la vita e ciò che dà senso alla vita: l’amore per gli altri.

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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Un invito rivolto ai cristiani perché si ricordi la tragedia delle Torri gemelle nei luoghi di culto musulmani. Un modo per dire "no" al terrorismo. Aprire le porte delle moschee ai cristiani l'11 settembre, quindicesimo anniversario del tragico attacco terroristico negli Stati Uniti contro le Torri gemelle, e il 12 settembre, quando i musulmani festeggeranno l'Id al-Adha, la festa del sacrificio: questa, sintetizza il giornale vaticano, la proposta lanciata dalla Co-mai, per dire insieme "no" al terrorismo e ricambiare l'invito dei cristiani a recarsi nelle chiese subito dopo la barbara uccisione di don Jacques Hamel avvenuta durante una messa a Saint-Etienne-du-Rouvray, in Francia. Allora furono ventitremila i musulmani che a fine luglio accettarono quell'invito.

 
  Il Co-mai invita tutti i cristiani in moschea


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"Mi piace una chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti". La chiesa italiana dopo il convegno di Firenze- Matteo Maria Zuppi,arcivescovo di Bologna (Testo e video)

Intervento in occasione del Meeting per l'amicizia fra i popoli 
- Rimini, 24 Agosto 2016
Anzitutto grazie per il tema di quest'anno, che aiuta tutti a trovare il tu ed a riconoscere il bene che è per me. Quindi ci fa trovare la gioia che si ha quando si scopre un bene! Senza il tu restiamo prigionieri dell'io, perché, come dice Bauman, la solitudine è la grande minaccia in questi tempi d'individualizzazione. E in fondo il relativismo ha la sua religione pratica in quella che De Rita chiama l'egolatria, così pervasiva, che ci fa credere finalmente padroni di noi stessi, che rende prigionieri del materialismo, che deforma l'individuo riducendolo a isola, cancellando la dimensione trascendente. E non si capisce la terra senza guardare al cielo. Se nel recente passato abbiamo vissuto la tentazione di un io che doveva annullarsi in un noi totalizzante (e certi rigurgiti di nazionalismo o etnicismo rivelano un inquietante potere di attrazione e di annullamento della persona in cambio di una qualsiasi identità che dia sicurezza), oggi siamo tanto prigionieri di un io che diffida del noi, che cerca se stesso nel benessere individuale, che si accontenta di un noi virtuale e s'infastidisce quando si deve misurare con la concretezza dell'altro. Solo nella relazione l'io trova se stesso; solo specchiandosi in un tu l'io trova la sua vera immagine. Dio è il primo e ultimo Tu. Sì, davvero "tu sei il mio bene".  
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  "Mi piace una chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati..."
  video integrale

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CREDERE AL TEMPO DI INTERNET Stati Uniti: con Facebook e Twitter preti e vescovi “social”. Coast to coast, il Vangelo corre nella rete

Si moltiplicano anche oltre oceano prelati, parroci e religiosi che sono in contatto con i fedeli mediante i nuovi strumenti della comunicazione web, che in questo senso ha rimpiazzato la tv. "La tecnologia ha cambiato lo stile di vita delle persone e per la Chiesa è utile essere presenti nel luogo, fisico o virtuale, in cui la gente effettivamente si trova". Un documento della Conferenza episcopale e corsi nei seminari
...

E anche i seminari hanno corsi di formazione specifica sul tipo di comportamento e immagini che sono più adatte per la condivisione con i fedeli: anche in questo modo la chiesa nordamericana cerca di guardare avanti.

  La versione inglese

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Condivisione e cammino con i poveri da poveri don Virginio Colmegna - "La Chiesa della misericordia alla luce della Evangellii gaudium"

Condivisione e cammino 
con i poveri da poveri 
don Virginio Colmegna
Relazione tenuta a Fara San Martino il 3 settembre 
in occasione del Convegno diocesano
"La Chiesa della misericordia 
alla luce della Evangelii gaudium"
"... L’Evangelii Gaudium è un enciclica da meditare e da vivere collocandola nel cuore del cammino della pastorale della Chiesa: la proposta è l'invito ad un evangelizzazione per attrazione da innamorati di Gesù, che si mettono in ginocchio ai piedi del crocifisso con lo sguardo e il “respiro della resurrezione”, camminando con il pellegrino e con i due discepoli di Emmaus che dicono poi “resta con noi Signore che si fa sera” riconoscendo il Risorto allo spezzare del pane. La novità è questa e va vissuta interiormente spinti da questa grande opportunità, kayros, che lo Spirito ci dà per accogliere, custodire, vivere interiormente il cammino che Francesco fa intravedere per la Chiesa e quindi per noi, per ciascuno di noi... Nell'enciclica al numero 1 si legge “la gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù” ma è purtroppo attuale la grande tentazione di essere travolti dalla tristezza, di chiuderci in noi stessi per la paura. A questo riguardo, Papa Francesco, ha rivolto un forte ammonimento ai giovani a Cracovia e questa sollecitazione riguarda anche noi: non deve mancare la speranza, il sogno di una fraternità umana che riviva la gioia della condivisione. Chi vive con i poveri ne avverte le sofferenze, Il grido o i silenzi... la loro vita non può rassegnarsi e abbandonarsi alla perdita di speranza. E’ come una spina nel fianco... Per questo abbiamo bisogno di una Chiesa che sia viva, gioiosa.
Ancora nell'enciclica si legge: “Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia”: questo è un grande dono che dobbiamo avvertire in profondità e non è semplicemente un sentimento, un'emozione, ma la consapevolezza di essere dentro un percorso, nel dono dello spirito, di essere persone che accolgono questa dimensione, che si fidano del Signore Gesù, che hanno tra le mani e nel cuore la freschezza del Vangelo, lasciandoci appunto interrogare dal Vangelo, dalla freschezza delle Beatitudini. Questa gioia è interiore, vive in una dimensione contemplativa, di discepoli innamorati di Gesù
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  Condivisione e cammino con i poveri da poveri  (PDF)

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Dio e marketing Francesco prima di Jobs

Dio e marketing Francesco prima di Jobs
Furono i francescani del Medioevo a inventare la politica aziendale adottata oggi dai giganti globali 
Immaginiamo una grande organizzazione multinazionale, conosciuta in tutto il mondo, fondata grazie allo slancio visionario di un giovane fondatore carismatico, che è diventato un mito già da vivo e ancor più dopo la morte; un’organizzazione riconoscibile anche visivamente per le sue scelte di comunicazione e per il look inconfondibile che la caratterizza. Sto parlando della Apple e di Steve Jobs? No, sto parlando di san Francesco e dell’ordine francescano. Le analogie tra gli ordini religiosi del Medioevo e le grandi aziende odierne sono così vistose che viene da chiedersi se le strategie e il linguaggio delle multinazionali non si siano ispirati consapevolmente a quell’esperienza. Oggi non c’è documento di marketing o manuale di comunicazione aziendale che non impieghi a ogni riga le parole vision e mission, che rivelano immediatamente la loro appartenenza al linguaggio dei frati e dei monaci. E d’altra parte, perché le aziende non dovrebbero ispirarsi a un modello di tale successo? ...

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Scelte evangeliche per un cammino di liberazione - CARTA DI RESPONSABILITÀ E IMPEGNO firmata da oltre trenta sacerdoti e religiosi che collaborano con l’associazione Libera, guidata da don Luigi Ciotti

CARTA DI RESPONSABILITÀ E IMPEGNO
Sacerdoti, religiosi, religiose che da anni chi in modo più coinvolgente chi indirettamente si impegnano con Libera sui vari territori del Paese. Sono parroci, animatori di comunità di accoglienza per poveri ed emarginati, religiosi e religiose che quotidianamente lavorano a contatto con i giovani e in quelle che Papa Francesco definirebbe le "periferie esistenziali".
E proprio l'incontro con il Papa durante la giornata della memoria e dell'impegno di qualche anno fa a Roma è come se avesse confermato la bontà e la necessità di incontrarsi .Un'occasione per pregare insieme, confrontarsi, capire meglio i propri limiti ma anche incoraggiarsi reciprocamente sul lavoro da fare. E così quest'anno dopo essere stati insieme nel monastero San Magno di Fondi hanno redatto una vera e propria Carta di impegni evangelici, alla quale ora chiunque - sacerdoti, religiosi/e, Vescovi, laici - potrà aderire.
Scelte evangeliche per un cammino di liberazione
Siamo sacerdoti, religiosi e religiose impegnati da anni con le nostre comunità e i nostri gruppi a far incontrare le fatiche degli uomini con la tenerezza di Dio, 
ci sentiamo sollecitati dal Magistero e dall'azione di Papa Francesco a favore degli ultimi e degli emarginati,
ci poniamo sulla scia dell'impegno sottoscritto nel "Patto delle catacombe" da numerosi vescovi partecipanti al Concilio Vaticano II,
ci ritroviamo alla fine di un percorso di riflessione e di preghiera che dura da molti mesi, nel Monastero San Magno di Fondi, luogo di antica spiritualità benedettina olivetana e di un'attuale presenza di Fraternità e preghiera, 
consapevoli che il momento attuale, portatore di grandi e profondi mutamenti, chiedendo la fatica della conversione, genera un diffuso clima di sospetto e spesso di chiusura e di indifferenza di fronte alla vita,
provocati dall'evangelista Luca che parlandoci di Maria nel viaggio verso Elisabetta scrive, secondo una traduzione più fedele del termine greco anastàsa, "risorta, Maria in piedi", indicandola dunque come la prima tra i risorti e prima del Risorto stesso,
con lo stile di Maria, da figli del Risorto, insieme alle nostre comunità 
ci impegniamo
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Certi che questi impegni già caratterizzano ogni credente radicato nel Vangelo e che tanti altri fratelli e sorelle, sacerdoti, religiosi e laici vogliano sottoscriverli insieme a noi, sentiamo la responsabilità di ribadire insieme le nostre scelte, e con le nostre comunità, come Maria, vogliamo impegnarci a riconoscere e ad essere strumenti dell'azione misericordiosa e capovolgente di Dio che "rovescia i potenti dai troni e rimanda a mani vuote i ricchi" (Lc 1,52-53), perché anche noi come il profeta Geremia nello scrutare questi orizzonti incerti, con gli occhi pieni di speranza vogliamo sussurrare al mondo:"vedo un ramo di mandorlo" (Ger 1,11). 
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Vedi anche i nostri post precedenti:
  • Il primo giorno di pri­ma­vera è la Gior­nata della memo­ria e dell'impegno - a Roma Libera in preghiera con il Papa ed i familiari delle vittime innocenti delle mafie
  • 21 Marzo Gior­nata nazio­nale della memo­ria e dell'impegno Veglia di preghiera con Papa Francesco / 1 (testi, foto e video)
  • 21 Marzo Gior­nata nazio­nale della memo­ria e dell'impegno Veglia di preghiera con Papa Francesco / 2 (testi, foto e video)

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... Sono parroci, vicari espiscopali, direttori di Caritas, animatori di comunità. Vengono dal Sud e dal Nord, portano esperienze di lotta alle mafie ma anche storie di perdono. Per tre giorni hanno pregato e riflettuto nel bellissimo monastero benedettino olivetano di San Magno a Fondi, terra fortemente inquinata dalle mafie, ristrutturato e affidato a don Francesco Fiorillo, parroco attivissimo, che ne ha fatto un luogo di spiritualità. Perfetto per l’annuale incontro dei preti di Libera, quest’anno dedicato a «Misericordia e verità si incontreranno»...

 
Antonio Maria Mira: 
  Vangelo e legalità: denuncia e misericordia

Un manifesto sottoscritto da don Luigi Ciotti e da un gruppo di sacerdoti di Libera chiama in causa la Chiesa italiana sui temi della lotta al fenomeno mafioso e alle sue infiltrazioni. A più di un anno dallo shock del funerale dei Casamonica e dopo la sequenza di "inchini" che hanno turbato le processioni in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, viene proposto ai vescovi e a tutti i parroci di sottoscrivere una "carta di responsabilità e impegno" nella quale sono elencati 23 punti di mobilitazione attiva.

  Andrea Gualtieri:   Mafie, Don Ciotti ai vescovi: "Basta inchini ai boss"

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Feste religiose
Il conducente dell'auto che nella notte ha travolto e ferito una trentina di persone a Nule è stato circondato poco dopo il fatto e malmenato. L'automobilista ha rischiato il linciaggio da parte della folla inferocita alla quale è stato sottratto dall'intervento dei carabinieri che nulla hanno potuto per evitare che l'uomo venisse accoltellato a un fianco.


  ANSA:    Piomba con l'auto sui fedeli ad una festa, 31 feriti. Viene accoltellato da folla inferocita

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Messaggio per chi ancora avesse qualche dubbio: la riforma della Curia romana è realtà. È un processo irreversibile, avviato nel 2013 con l’istituzione del Consiglio di cardinali, il cosiddetto C9, e ancora prima – volendo – con la rinuncia di Benedetto XVI e il conseguente Conclave che ha portato all’elezione di papa Francesco. Insomma, è un cammino ben tracciato, che sta procedendo con i giusti tempi del discernimento, processo molto caro a Bergoglio.

  Vincenzo Corrado:  Nuovi Dicasteri: la riforma della Curia romana è realtà di Chiesa viva


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 FRANCESCO
 


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03/09/2016:

  Imitiamo Madre Teresa che ha fatto...


04/09/2016:

  Portiamo nel cuore il sorriso di Madre Teresa...


05/09/2016:

  Chi costruisce su Dio...

06/09/2016:

  Che grande regalo ci ha fatto...


07/09/2016:

  Dio si impetosisce sempre...


0809/2016:

  Offrire la testimonianza della misericordia...


09/09/2016:

  Il Signore si fa presente ogni giorno...



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«Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”» Papa Francesco Omelia e Angelus 04/09/2016 (testo e video)


SANTA MESSA E CANONIZZAZIONE DELLA BEATA
MADRE TERESA DI CALCUTTA
GIUBILEO DEGLI OPERATORI E DEI VOLONTARI DELLA MISERICORDIA
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza San Pietro
Domenica, 4 settembre 2016
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Madre Teresa, in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata. Si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che «chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero». Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato; ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini – dinanzi ai crimini! - della povertà creata da loro stessi. La misericordia è stata per lei il “sale” che dava sapore a ogni sua opera, e la “luce” che rischiarava le tenebre di quanti non avevano più neppure lacrime per piangere la loro povertà e sofferenza.
La sua missione nelle periferie delle città e nelle periferie esistenziali permane ai nostri giorni come testimonianza eloquente della vicinanza di Dio ai più poveri tra i poveri. Oggi consegno questa emblematica figura di donna e di consacrata a tutto il mondo del volontariato: lei sia il vostro modello di santità! Penso che, forse, avremo un po’ di difficoltà nel chiamarla Santa Teresa: la sua santità è tanto vicina a noi, tanto tenera e feconda che spontaneamente continueremo a dirle “Madre Teresa”. 
Questa instancabile operatrice di misericordia ci aiuti a capire sempre più che l’unico nostro criterio di azione è l’amore gratuito, libero da ogni ideologia e da ogni vincolo e riversato verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, razza o religione. 
Madre Teresa amava dire: «Forse non parlo la loro lingua, ma posso sorridere». Portiamo nel cuore il suo sorriso e doniamolo a quanti incontriamo nel nostro cammino, specialmente a quanti soffrono. Apriremo così orizzonti di gioia e di speranza a tanta umanità sfiduciata e bisognosa di comprensione e di tenerezza.
  video dell'omelia
ANGELUS
Cari fratelli e sorelle,
mentre ci avviamo a concludere questa celebrazione, desidero salutare e ringraziare tutti voi che vi avete preso parte.
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  video integrale

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 Udienza Generale - Piazza San Pietro 
È la misericordia che salva (cfr Mt 11,2-6)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno! ...
L’ammonimento di Gesù è sempre attuale: anche oggi l’uomo costruisce immagini di Dio che gli impediscono di gustare la sua reale presenza. Alcuni si ritagliano una fede “fai di te” che riduce Dio nello spazio limitato dei propri desideri e delle proprie convinzioni. Ma questa fede non è conversione al Signore che si rivela, anzi, gli impedisce di provocare la nostra vita e la nostra coscienza. Altri riducono Dio a un falso idolo; usano il suo santo nome per giustificare i propri interessi o addirittura l’odio e la violenza. Per altri ancora Dio è solo un rifugio psicologico in cui essere rassicurati nei momenti difficili: si tratta di una fede ripiegata su se stessa, impermeabile alla forza dell’amore misericordioso di Gesù che spinge verso i fratelli. Altri ancora considerano Cristo solo un buon maestro di insegnamenti etici, uno fra i tanti della storia. Infine, c’è chi soffoca la fede in un rapporto puramente intimistico con Gesù, annullando la sua spinta missionaria capace di trasformare il mondo e la storia. Noi cristiani crediamo nel Dio di Gesù Cristo, e il nostro desiderio è quello di crescere nell’esperienza viva del suo mistero di amore.
Impegniamoci dunque a non frapporre alcun ostacolo all’agire misericordioso del Padre, ma domandiamo il dono di una fede grande per diventare anche noi segni e strumenti di misericordia.
  video della catechesi
   testo integrale
  video integrale

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«Non bastano parole di pace per il mondo... » - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
8 settembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
grandi incontri non fanno la pace se i cuori sono in guerra
Chiedere a Dio la “saggezza” di fare la pace nelle cose di ogni giorno perché è dai piccoli gesti quotidiani che nasce la possibilità della pace su scala mondiale. Attorno a questo pensiero di fondo Papa Francesco ha sviluppato l’omelia della Messa celebrata in Casa Santa Marta nella Festa della Natività di Maria, la prima dopo la pausa estiva.

La pace non si costruisce tanto nei grandi consessi internazionali. La pace è un dono di Dio che nasce in posti piccoli. In un cuore per esempio. O in un sogno, come accade a Giuseppe, quando un angelo gli dice di non temere di prendere Maria in sposa, perché lei donerà al mondo l’Emmanuele, il “Dio con noi”. E il Dio con noi, dice il Papa, “è la pace”.
Un dono da lavorare ogni giorno
...
Guerra nei cuori, guerra nel mondo
...
"La pace è un dono, è un dono artigianale che dobbiamo lavorare, tutti i giorni, ma lavorarlo nelle piccole cose: nelle piccolezze quotidiane. Non bastano i grandi manifesti per la pace, i grandi incontri internazionali se poi non si fa, questa pace, nel piccolo. Anzi, tu puoi parlare della pace con parole splendide, fare una conferenza grande… Ma se nel tuo piccolo, nel tuo cuore non c’è pace, nella tua famiglia non c’è pace, nel tuo quartiere non c’è pace, nel tuo posto di lavoro non c’è pace, non ci sarà neppure nel mondo”.
La domanda da porsi
...
“Come è il tuo cuore, oggi? E’ in pace? Se non è in pace, prima di parlare di pace, sistema il tuo cuore in pace. Come è la tua famiglia oggi? E’ in pace? Se tu non sei capace di portare avanti la tua famiglia, il tuo presbiterio, la tua congregazione, portarla avanti in pace, non bastano parole di pace per il mondo… Questa è la domanda che oggi io vorrei fare: come è il cuore di ognuno di noi? E’ in pace? Come è la famiglia di ognuno di noi? E’ in pace? E così, no? Per arrivare al mondo in pace”.
(fonte: Radio Vaticana)
  video

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«Evangelizzare è vivere la fede, è parlarne con mitezza, con amore, senza voglia di convincere nessuno, ma gratuitamente» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
9 settembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Questione di stile
L’evangelizzazione si fa con la testimonianza e poi con la parola, stando ben attenti a non cadere nella tentazione di ridursi a funzionari che fanno passeggiate o fanno proselitismo. Rilanciando «lo stile» evangelizzatore di san Paolo, il suo «farsi tutto a tutti» senza cercare il vanto personale, nella messa celebrata venerdì mattina, 9 settembre, nella cappella della Casa Santa Marta, Papa Francesco ha voluto anche riproporre la figura di san Pietro Claver, gesuita missionario tra i deportati.

«L’apostolo Paolo spiega ai cristiani di Corinto cosa è evangelizzare», ha subito affermato il Pontefice riferendosi alla prima lettura proposta dalla liturgia odierna (1 Corinzi 9, 16-19.22-27). «Anche noi — ha spiegato — possiamo oggi riflettere su cosa significa evangelizzare, perché noi cristiani siamo chiamati a evangelizzare, a portare il Vangelo, che significa dare testimonianza di Gesù Cristo».
...
Prima di riprendere la celebrazione, il Pontefice ha affermato che «anche tutti noi, fratelli e sorelle, abbiamo l’obbligo di evangelizzare, che non è bussare alla porta al vicino e alla vicina e dire: “Cristo è risorto!”». È anzitutto «vivere la fede, è parlarne con mitezza, con amore, senza voglia di convincere nessuno, ma gratuitamente». Perché evangelizzare «è dare gratis quello che Dio gratis ha dato a me».
(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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