"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
|
NEWSLETTER n°33 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 20 al 26 agosto 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 2 settembre 2016
|
|
|||||||||||||
|
|
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"In preghiera ... <3 #terremoto
Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6,0, ha colpito nella notte l'Italia centrale provocando morti e feriti. L'epicentro è nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti, nel Lazio, a soli 4 chilometri di profondità. La prima scossa, violentissima, alle 3.36 del mattino è stata sentita da Rimini a Napoli IN DIRETTA DA AMATRICE Sui luoghi del #terremoto, video dell'inviata Francesca Malaguti Aggiornamenti continui nel filo diretto del Gr1 bit.ly/RaiRadio1 videoA causa del terremoto
avvenuto questa notte urge sangue, di tutti i gruppi sanguigni. Dalle 8
alle 11, all'ospedale de Lellis di Rieti. Portate documento di identità
e codice fiscale. Grazie a tutti.
Avis Provinciale di RietiTERREMOTO IN ITALIA - PAPA FRANCESCO: PREGHIAMO E LASCIAMOCI COMMUOVERE CON GESÙ !!
#terremoto #papafrancesco #preghiamo videoStamane il Papa aveva
telefonato al vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, che era a
Lourdes in pellegrinaggio. "Alle 7 - racconta il presule - ho ricevuto
una telefonata da parte di Papa Francesco. Mi ha informato di aver
saputo del terremoto alle 4.15 del mattino e di aver subito celebrato
la Messa pregando per le persone coinvolte. Mi ha invitato a non avere
paura, e mi ha rivolto parole di vicinanza e di incoraggiamento che
porterò alla popolazione"...
Papa invia i Vigili del Fuoco del Vaticano ad Amatricetweet di Enzo Bianchi 25/08/2016
La terra trema e procura morte...... Uno scatto che racchiude la tragicità di quanto accaduto ad Amatrice, Accumoli e agli altri paesi colpiti dal terremoto.
Una foto già ribattezzata da molti utenti sui social "la Pietà", proprio per il pathos che esprime. Ma, a differenza dell'opera di Michelangelo - una semplice, per quanto magnifica, statua - questa donna è reale, e per questo colpisce ancora di più l'osservatore, anche lui impotente di fronte a tanto dolore... La "pietà di Amatrice" è la foto simbolo del terremotoTERREMOTO - "Bisogna
stare fisicamente vicini a coloro che sono sopravvissuti e soffrono,
per poter ridare la speranza sulla vita!!" (suor Mariana - piccolo
estratto video da AGORA' ESTATAE Raitre del 26.08.2016)
video--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)In
conseguenza al sisma che questa mattina ha colpito il centro Italia, la
Presidenza della Cei dispone l’immediato stanziamento di 1 milione di
euro dai fondi dell’otto per mille per far fronte alle prime urgenze e
ai bisogni essenziali. Ne dà notizia l’Ufficio nazionale per le
comunicazioni sociali della Cei: “La Chiesa che è in Italia si
raccoglie in preghiera per tutte le vittime ed esprime fraterna
vicinanza alle popolazioni coinvolte in questo drammatico evento. Le
diocesi, la rete delle parrocchie, degli istituti religiosi e delle
aggregazioni laicali sono invitate ad alleviare le difficili condizioni
in cui le persone sono costrette a vivere”. A tale scopo, la Presidenza
della Cei indice una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese
italiane il 18 settembre 2016, in concomitanza con il 26° Congresso
eucaristico nazionale, come frutto della carità che da esso deriva e di
partecipazione di tutti ai bisogni concreti delle popolazioni colpite.
Le offerte raccolte dovranno essere inviate con sollecitudine a Caritas Italiana, Via Aurelia 796 – 00165 Roma, utilizzando il conto corrente postale n. 347013 o mediante bonifico bancario su Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113 specificando nella causale “Colletta terremoto centro Italia”.
Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
– on line (sul sito www.caritas.it)
– Banca Prossima, piazza della Libertà 13, Roma – Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474
– Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
– UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119
Dopo
la tragedia che ha colpito nella notte il Centro Italia, quella di Papa
Francesco non poteva essere un’udienza come tutte le altre. Infatti, il
Santo Padre, visibilmente commosso, ha deciso di sospendere la
catechesi che aveva preparato, ed ha invitato tutti a recitare con lui
una parte del Santo Rosario per le vittime e per tutti coloro che sono
stati colpiti dal terremoto.
Guarda un estratto video dell'intervento di Papa Francesco videodi seguito il testo integrale...
-------------------------------------------- “Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto” (1 Re, 19)
di Luigino Bruni
Quel campanile della chiesa di Amatrice che segna le 3.36, è un’immagine forte per dire che cosa è accaduto questa notte.
Quel
minuto è stato l’ultimo minuto per le tante vittime, sarà un minuto
ricordato per sempre perché inciso nella carne e nel cuore dei loro
famigliari, e sarà ricordato dal nostro Paese, la cui storia recente è
anche una serie di orologi fermati per sempre dalla violenza degli
uomini o da quella della terra.
Anch’io
lo ricorderò per sempre, perché questo urlo della terra ha raggiunto
anche la casa dei miei genitori di Roccafluvione, a una ventina di km
da Arquata del Tronto, dove mi trovavo per visitarli.
Una
lunga notte di paura, di dolore, di pensieri per Amatrice, Arquata,
Accumuli, paesi della mia infanzia, vicino ai paesi dei miei nonni,
borghi dove nelle estati accompagnavo mio padre che lì lavorava come
venditore ambulante di polli.
E poi ancora pensieri, pensieri che non facciamo mai, perché si possono fare solo nelle notti tremende.
...
E
così, mentre cercavo, invano, di riprendere sonno, pensavo ai libri
tremendi di Giobbe e di Qohelet, che si capiscono forse durante queste
notti. Quei libri ci dicono che nessun Dio, nemmeno quello vero, può
controllare la terra, perché anche Lui, una volta che entra nella
storia umana, è vittima della misteriosa libertà della sua creazione.
Neanche
Dio può spiegarci perché i bambini muoiono schiacciati dalle antiche
pietre dei nostri paesi, e non può spiegarcelo perché non lo sa, perché
se lo sapesse sarebbe un idolo mostruoso.
Dio,
che oggi guarda la terra delle tre A (Arquata, Accumuli, Amatrice), può
solo farsi le stesse nostre domande: può gridare, tacere, piangere
insieme a noi.
E
magari ricordarci con le parole della Bibbia che tutto è vanità delle
vanità: tutto è vapore, soffio, vento, nebbia, spreco, nulla, effimero.
Vanità
in ebraico si scrive hebel, la stessa parola di Abele, il fratello
ucciso da Caino. Tutto è vanità, tutto è un infinito Abele: il mondo è
pieno di vittime.
Questo
lo possiamo sapere. Lo sappiamo, lo dimentichiamo troppo spesso. Queste
notti e questi giorni tremendi ce lo fanno ricordare.
-------------------------------------------- Terremoto, i rifugiati donano il pocket money per le persone sfollate L’iniziativa
è nata da un gruppo di migranti ospitati in un centro Sprar di Gioiosa
Ionica (Reggio Calabria). “Un piccolo gesto simbolico di solidarietà da
parte di chi si è sentito accolto in Italia e ora vuole ricambiare” Un
piccolo gesto di solidarietà dal grande valore simbolico. I rifugiati e
richiedenti asilo ospiti in un centro Sprar di Gioiosa Ionica (in
provincia di Reggio Calabria), gestito dalla Rete dei Comuni Solidali,
hanno deciso di donare il loro pocket money in favore delle popolazioni
colpite dal violento terremoto, che questa notte ha devastato il centro
Italia. In tutto si tratta di 75 persone, beneficiarie
dell’accoglienza, che rinunceranno alla somma loro garantita (di circa
2,5 euro al giorno) per fare una donazione agli sfollati dei comuni di
Accumoli, Amatrice e Pescara del Tronto. ... (fonte: Redattore Sociale) Davanti
a tragedie come quella che sta mettendo in ginocchio i comuni di
Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e Arquata del Tronto
vengono portate alla luce, oltre ai superstiti, anche storie di
profonda solidarietà.
A
prestare il proprio soccorso ai vigili del fuoco e agli operatori del
118 che in queste ore stanno tentando di estrarre vive dalla macerie
più persone possibili ci saranno infatti anche dei richiedenti asilo,
che vogliono mostrare così la loro gratitudine verso la terra che li
ospita.
... Terremoto Centro Italia, i richiedenti asilo ospitati nelle Marche partono per aiutare la Protezione Civile-------------------------------------------- Il racconto di due mamme.
Simona era a 20 chilometri da Amatrice: ho trascinato mia figlia fino
all'auto. Miracolati perché la casa è al piano terra, siamo usciti
facilmente. Chiara a Roma, al 7° piano, col figlio gravemente disabile:
notte di terrore, passata ai piedi del suo letto. Noi non possiamo
fuggire
REDATTORE SOCIALE: Terremoto e disabilità, la paura di non poter scappare: mamme raccontanoLa pietà dei soccorritori e il miracolo di chi ce l’ha fatta a sopravvivere al sisma
Fabrizio Caccia: Le urla, i pianti, la ricerca dei parenti La tragedia dei piccoli e i superstiti... Sono confuso, e
meravigliato per come, in una tragedia e nel pianto, guardando un tg,
all’improvviso ci appaia, mite e lampante, l’eroismo e la santità degli
umili.
Roberto Mussapi: La santità degli umili che emerge dalla tragediaUn testimone oculare
della sofferenza che si respira nelle zone colpite dal sisma è
sicuramente il vescovo di Ascoli,mons. Giovanni D’Ercole, che da ieri è
tra i terremotati, la sua gente, aiutando, confortando e anche scavando
tra le macerie. Mons. D’Ercole ci racconta la serata e la notte di ieri
Debora Donnini: Vescovo di Ascoli tra i terremotati: ci chiedono di non abbandonarliSembra uno scenario di
guerra: così mons. Domenico Pompili, vescovo di Rieti, che si
trova ad Amatrice. Nell’intervista di Debora Donnini, mons. Pompili
racconta il dramma delle zone terremotate della sua diocesi:
Debora Donnini: Vescovo di Rieti: dov'è Dio? Dalla parte di chi soffre. E dov'è l'uomo?«Sgomento. Avevo visto
diversi di questi luoghi nei miei primi di episcopato qui. Rivederli
ora stringe il cuore». Domenico Pompili, vescovo di Rieti,
dall’altro giorno continua a percorrere in lungo e in largo la porzione
della sua diocesi devastata dal terremoto. «Incontro le persone che
vivono ancora l’incredulità per quanto accaduto – prosegue nel suo
racconto il vescovo, che raggiungiamo mentre prosegue questo suo
peregrinare –. È come vivere in un mondo sospeso, in cui il presente
appare cancellato e il futuro appare cancellato».
Un vescovo in questa situazione cosa può dire? O fare?... Lo stesso strenuo impegno che anima dalla notte della tragedia Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno. Nella Messa celebrata ieri all’obitorio, di fronte a decine di vite spezzate dall’insensatezza del terremoto, ha indicato il senso della morte di Cristo in croce. E ha invitato ad andare oltre, a scoprire la luce della Resurrezione dopo il buio del sepolcro. ... Enrico Lenzi e Luciano Mola: Noi vescovi e il dolore della nostra gente--------------------------------------------------------------- Le lacrime non
bastano a lenire il dolore di chi ha perso un figlio, una mamma,
la casa, gli amici, tutto il mondo che gli era familiare. Serve la
reazione di noi italiani, serve adottare l'energia positiva dimostrata
dai soccorritori della protezione civile per chiudere per sempre con
l'illogico di avere la migliore scuola con i più grandi sismologi
venerati nelle comunità scientifiche internazionali e di ignorarne
quasi sempre le raccomandazioni; di essere primi al mondo
nell'eccellenza tecnologica applicata ai dispositivi antisismici ma di
averli esportati all'estero e noi a rimanere schiappe nella sicurezza
edilizia delle nostre case.
Erasmo D'Angelis: Per il dolore le lacrime non bastano, serve la reazione di noi italiani!Le cronache zampillano
di casi umani, soccorritori coraggiosi, volontari commoventi.
Nell’emergenza lo Stato esibisce la sua faccia migliore, ieri per la
prima volta incarnata alla Protezione Civile da una donna, la sensibile
e tosta Immacolata Postiglione, e persino la politica caciarona mostra
eccezionalmente uno sguardo grave e responsabile. Ma sulle luci della
riscossa, specialità della casa, incombono l’ombra della mancata
prevenzione e il solito mantra che accompagna ogni tragedia
dell’incuria in Italia: quando la smetteremo di lasciarci sorprendere
dal prevedibile?
Massimo Gramellini: Polvere e sangue, il volto della tragediaAncora una tragedia
della nostra terra inquieta. Ma devo dire che la rabbia supera il
dolore. La rabbia al pensiero che questo sfacelo avrebbe potuto essere
evitato. Si sa che il nostro è un Paese sismico, si sa che il pericolo
delle scosse ci riguarda tutti, dal sud al nord. Possibile che non si
sia fatto niente per prevenire la catastrofe? Possibile che non si sia
costruito con intelligenza, prevedendo i pericoli, con criteri
antisismici che ci sono e sono efficacissimi?
Dacia Maraini: Terremoto, tutti i rischi ignorati La mia rabbia oltre il dolore--------------------------------------------------------------- ... Dinanzi a una
tragedia quale il terremoto di ieri il primo pensiero ovviamente
va a coloro che sono morti e a coloro che li hanno amati e perduti,
alle difficoltà di ogni genere che attendono i sopravvissuti, la cui
esistenza quotidiana è stata di colpo sconvolta; ai piccoli paesi
distrutti, con i quali se ne va un pezzo della vecchia schietta Italia.
A questo dolore e a queste difficoltà partecipa realmente non chi,
sinceramente ma comodamente, ne scrive, bensì chi corre prontamente in
soccorso, chi è pronto a scombussolare sia pur provvisoriamente la
propria vita quotidiana — il suo ritmo, i suoi interessi — per aiutare
gli altri. Una reale prova a favore della dignità dell’uomo è la
pronta, decisa capacità di mettersi al servizio di chi è in gravi
difficoltà, di dare realmente — e talora pure con proprio disagio —
aiuto a chi soffre. In questo senso non solo le vittime, a vario
titolo, del terremoto ma tutti debbono essere grati a quanti si
precipitano così generosamente a dare una mano...
Claudio Magris: I giorni della generositàChe
non sembri scontato, mai. Non sembri che così debbano andare
naturalmente le cose. L’aiuto che sta partendo dalla Sicilia al
Piemonte, da italiani e immigrati, verso le zone terremotate
dell’Italia centrale è la dimostrazione di un immenso slancio
umano.
Quell'immenso slancio umano che ancora contraddistingue il nostro Paese. Non accade così ovunque, non accade con così forte istinto. È il nostro patrimonio più prezioso. Nello straziante scenario fatto di macerie e paura, volontari, poliziotti, vigili del fuoco, ragazzi del servizio civile, semplici cittadini che con pale o a mani nude, senza sosta, con gli occhi e la bocca impastati di polvere, scavano e lottano per la vita sono l’incarnazione della parte migliore dell’Italia Roberto Saviano: La lunga marcia dei volontari---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"OLIMPIADI - Il coraggio dell'etiope Feyisa Lilesa, che al traguardo della maratona denuncia il genocidio del suo popolo.
Rio 2016, l'argentoetiope fa il gesto delle manette al traguardo: "Il governo uccide il mio popolo. Ora temo per la mia vita"Una
giornata per riflettere sulle cause storiche, la pratica e gli effetti
della schiavitù e della tratta degli schiavi che per quattro secoli ha
riguardato milioni di uomini, donne e bambini sradicati dalle proprie
case, comprati e venduti come beni a buon mercato. E’ la Giornata
internazionale per la commemorazione del commercio degli schiavi e
della sua abolizione, che cade come ogni anno il 23 agosto. Istituita
nel 1997 su iniziativa dell’Unesco, quest’anno si lega anche agli
obiettivi del Decennio internazionale per le persone di discendenza
africana (2015-2024).
23 agosto, una giornata per ricordare commercio schiavi e sua abolizione 23 agosto, una giornata per ricordare commercio schiavi e sua abolizione--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
foto del bambino di Aleppo ferito, seduto sull’ambulanza, era su tutti
i giornali. L’hanno definita foto ’simbolo’ della guerra, di quello che
sta succedendo in Siria. Come se non si sapesse cosa sia la guerra e
cosa produce! I grandi mezzi di informazione hanno sempre bisogno di
immagini forti, che provochino emozioni, e poi si sa le emozioni
passano…
Restano
invece gli affari della guerra, i grandi interessi e alcune riflessioni
che, delicatamente, irridono alla pace e rendono più accettabile la
guerra.
Così oggi oggi, 22 agosto, ci sarà un’altra immagine simbolo, quella sulla nave Garibaldi con Renzi, Merkel e Hollande. Sì, proprio sulla portaerei Garibaldi. Non servono molti commenti, la scelta non è certo casuale.
Il bambino ferito ad Aleppo… poverino. Ma quando c’è da vendere armi e investire nella guerra, la fotografia si cambia.
... Guarda il nostro post: SIRIA
- Il popolo soffre ma incredibili quantità di denaro vengono spese per
fornire le armi ai combattenti. ..L’invito è di pregare per la pace in
Siria - Papa Francesco-------------------------------------------- Traffico
d’organi sui migranti che passano dalla Libia. Diversi magistrati
italiani, in particolare la Procura palermitana stanno conducendo
indagini grazie alle rivelazioni di un trafficante pentito. Ora, per la
prima volta, da Milano un testimone qualificato, un medico, conferma di
aver visto una vittima di questo immondo mercato e ha scritto al nostro
giornale perché si prendesse coscienza di questa realtà mostruosa.
Paolo Lambruschi: Libia, ecco le prove del traffico d'organi---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Se la fede ci fa essere credenti... (Don Tonino Bello) Amo perché amo, amo per amare... (San Bernardo) La fede vera si dimostra non da come uno parla di Dio... (Simone Weil) La porta che è Gesù non è mai chiusa... (Papa Francesco) I primi saranno ultimi... (GIOBA vignetta) La conclusione della parabola è piena di sorprese... (P. Ermes Ronchi) Oggi Gesù ci rivolge, ancora una volta, un pressante invito... (Papa Francesco) Le tradizioni degli uomini e le regole mondane... (don Giovanni Nicolini) Guai a voi... Cosa c'è dietro questa parola?... (Antonio Savone) Io domando a voi: voi siete cristiani di etichetta o di verità?... (Papa Francesco) Solo ascoltando l'altro... (Enzo Bianchi) Solo chi vive nell'attesa... (don Roberto Seregni) Le vergini stolte, nel senso originario della parabola... (card. Carlo Maria Martini)-------------------------------------------------------------- «La dignità della persona è ciò che per prima cosa dobbiamo liberare ».
Con queste parole – appuntate in cima al foglio che era solito tenere con sé sul pulpito –, Óscar Arnulfo Romero intitolò la prima parte della più conosciuta delle sue omelie, quella del 23 marzo 1980. In quell’occasione, fece un pubblico appello ai militari e poliziotti perché rifiutassero di assassinare a sangue freddo e torturare i propri compatrioti. Il giorno successivo, mentre celebrava la Messa nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza, l’arcivescovo di San Salvador fu assassinato con un proiettile al cuore. Anche se la morte del “pastore scomodo” non fu di certo improvvisata in 24 ore è altresì probabile – come scrive Alberto Vitali in “Óscar A. Romero, pastore di agnelli e di lupi” (Paoline) – che la predica del 23 marzo abbia “accelerato i tempi” dell’omicidio. O meglio del martirio in odio alla fede, come ha stabilito la Chiesa che, il 23 maggio 2015, ha proclamato Romero beato. Da quelle stesse parole profetiche sulla dignità di ogni essere umano, ora, El Salvador ha deciso di iniziare il percorso dell’Anno giubilare, organizzato in occasione del centenario della nascita dell’arcivescovo-martire. L’iniziativa – annunciata solennemente dal terzo successore di quest’ultimo, José Luis Escobar Alas – si concluderà il 15 agosto 2017, a cento anni esatti dalla sua venuta alla luce, a Ciudad Barrios. Al via l'anno giubilare del martire Romero-------------------------------------------------------------- Gonxha (Agnese) Bojaxhiu, la futura Madre Teresa, è nata il 26 agosto 1910 a Skopje
Il 20 dicembre 2002 papa Giovanni Paolo II ha firmato un decreto che riconosceva le virtù eroiche della "Santa dei Poveri", iniziando di fatto il processo di beatificazione più rapido nella storia delle "cause" dei santi e il 19 ottobre 2003 ha presieduto la beatificazione di madre Teresa davanti a un'emozionata folla di trecentomila fedeli. Il 4 settembre sarà canonizzata da Papa Francesco. Aspiriamo tutti ardentemente al cielo... Non cercate Gesù in terre lontane... Dona, perché hai tutto ciò che serve... -------------------------------------------------------------- Albino Luciani, fu eletto vescovo di Roma il 26 agosto 1978 prendendo il nome di Giovanni Paolo I
Guardate che il Signore ci parla non solo...
Signore, prendimi come sono...-------------------------------------------------------------- Liturgia delle ore, segnaliamo la app della Cei.
Un software completo, pratico e gratuito per pregare e meditare sulla Parola CEI - APP LITURGIA DELLE ORE - LANDING PAGE-------------------------------------------------------------- ... Per Gesù la salvezza
non si misura da ciò che noi sappiamo, ma da quello che sappiamo fare,
non è una questione di riti o di formule imparate a memoria, ma di
opere compiute con amore. Gli operatori di ingiustizia saranno ritenuti
indegni della casa del Padre, al contrario di coloro che hanno operato
la giustizia, cioè quello che è giusto agli occhi del Signore, costoro
saranno ammessi alla comunione con Lui.
Molti degli ultimi saranno primi e molti dei primi ultimi, molti di coloro che abbiamo disprezzato, senza neppure sapere cosa avessero compiuto nella loro vita, che abbiamo lasciato agli ultimi posti ed ai quali non abbiamo riservato nemmeno un briciolo di speranza e di tenerezza, molti di questi ultimi saranno primi e molti di quelli che pensavano di essere i primi, i migliori, i meritevoli resteranno fuori... allora attenti a disprezzare gli ultimi! ... Quanti ultimi ha creato questa nostra società segnata da quello che Papa Francesco ha definito la globalizzazione dell'indifferenza! Oggi ci viene chiesto di aprire gli occhi e di credere che soltanto facendo spazio agli ultimi e diventando noi stessi ultimi potremo un giorno entrare nel Regno dei cieli... Allora cosa fare?... Omelia della Santa Messa (trasmessa dalle telecamere di Rai Uno in diretta domenica 21 agosTo 2016), officiata dall’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, nella Basilica di San Calogero a Sciacca. VIDEO-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il
26 agosto 1978 un Conclave brevissimo elesse il patriarca di Venezia.
Il suo pontificato durò solo 33 giorni, ma fu ricco di innovazioni. Il
passaggio dal "noi" all'"io", l'abolizione della sedia gestatoria,
l'umiltà di parlare di sé, il chiamare accanto bambini durante
l'udienza generale: c'è molto Giovanni Paolo I nei gesti e nelle parole
di papa Francesco.
Guardando oggi quel che accadde allora, si scopre che in Giovanni Paolo I c'è molto papa Francesco. O meglio: si avverte che molte novità introdotte da Albino Luciani sono state portate a compimento da Jorge Mario Bergoglio. Semplicità, umiltà, profonda fede in Dio trasmessa con modi familiari e con linguaggio colloquiale. Il pastore venuto da Canale d'Agordo (Belluno) e il pastore giunto da Buenos Aires hanno molti tratti simili. ... L'accento sulla tenerezza di Dio, patrimonio comune di tutta la Chiesa e dunque di tutti i Papi, ha in ogni caso un precedente illustre. Prima di papa Francesco a insistere su questo aspetto fu papa Giovanni Paolo I. Ma c'è dell'altro che lega profondamente i due Pontefici. ...
LUCIANI, IL "PAPA DEL SORRISO" CHE ANTICIPÒ BERGOGLIOCon
un consenso unanime, «che aveva il sapore dell’acclamazione» - secondo
l’espressione attribuita al cardinale belga Léon-Joseph Suenens -, dopo
un Conclave rapidissimo, durato soltanto ventisei ore, il 26 agosto
1978, Albino Luciani saliva al soglio di Pietro. O
meglio, vi discendeva, come Servus servorum Dei, abbassandosi al
vertice dell’autorità che è quella del sevizio voluto da Cristo, se
nella agenda personale del pontificato siglava in calce, con queste
parole, l’essere ministri nella Chiesa: «Servi, non padroni della
Verità».
...Albino Luciani non è passato come una meteora,
il suo passaggio ha lasciato un segno duraturo e bruciante con la sua
sconvolgente pietà. Non explevit tempora multa. È rimasta nel tempo
come la brace sotto la cenere, forte e indeclinabile testimonianza di
ciò che è l’essenza, il fondamento autentico del vivere nella Chiesa e
per la Chiesa. Non si è chiuso perciò con lui un capitolo della storia
dei Papi, non si torna indietro, non si incomincia da capo. Ciò che la
Chiesa sta rivivendo nel suo interno da Giovanni XXIII, dal Concilio
Vaticano II, da Paolo VI, non è una parentesi.
Se
il governo di Albino Luciani non poté dispiegarsi nella storia egli ha
concorso più di ogni altro a rafforzare oggi e a testimoniare oggi il
disegno di una Chiesa che con il Concilio è risalita alle sorgenti, più
essenziale, più evangelica. Non parrà poco. Perché il segno di questa
storia è quello della Grazia che entra nel mondo, e per vie misteriose
lo compenetra per vincere, come l’alba la notte, le ipocrite finzioni,
le inenarrabili alienazioni di questa nostra umanità lacerata. Fuori e
dentro la Chiesa.
Albino Luciani, un Papa «apostolo del Concilio»-------------------------------------------- ...
Per me Luciani è sempre stato il 'mio vescovo'. Un uomo di preghiera
assidua e profonda, di attento ascolto e capace di sostegno umano e
spirituale nei confronti dei fratelli sacerdoti e del popolo di Dio, in
particolare vicino ai poveri, alla gente umile e agli ammalati. Dotto
maestro della fede e avvincente comunicatore della Parola di Dio,
catechista impareggiabile. Queste le caratteristiche che considero
esemplari in lui. Mia madre spesso citava monsignor Luciani, per dire
che il sacerdote non doveva avere conti in banca e libretto di assegni.
Penso che lo avesse sentito da lui stesso nelle periodiche visite ed
incontri dei genitori in Seminario...
Beniamino Stella: «Vi racconto il mio Luciani»Nella ricorrenza del
trentottesimo anniversario dell’elezione del servo di Dio Giovanni
Paolo I al soglio di Pietro, in occasione dell’inaugurazione del museo
dedicato ad Albino Luciani nel suo paese natale di Canale d’Agordo, la
postulazione della causa di canonizzazione ha voluto onorare questa
circostanza con il lascito di un particolare ricordo. Oggi, alla
presenza del segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin,
dopo la celebrazione della Messa, saranno consegnati al nuovo museo gli
occhiali personali che il servo di Dio Giovanni Paolo I portava al
momento della sua morte. ...
Una riconsegna doverosa alla sua memoria è anche tutto il lavoro compiuto nella causa di canonizzazione di Giovanni Paolo I che si avvia ora all’esame di giudizio finale da parte degli organi collegiali della Congregazione della cause dei santi. Si è giunti infatti all’iter conclusivo della fase romana del processo sulla vita, le virtù e la fama di santità di Albino Luciani - che si era aperto il 13 giugno 2008, dopo che era pervenuta a Roma tutta la documentazione della prima fase diocesana svoltasi dal 2003 al 2006 - e che si chiuderà con il decreto sancito dal Papa per la proclamazione delle virtù.... Stefania Falasca: Giovanni Paolo I beato, processo alla fase finale------------------------------------------------------------- Tutti conoscono il suo
smisurato amore per i poveri e toccano ancora oggi con mano quanto sia
grande la sua eredità lasciata nel mondo attraverso l'opera delle sue
consorelle, le Missionarie della Carità. Ma Madre Teresa, che verrà
canonizzata il 4 settembre, è una figura complessa, fatta di una
profonda spiritualità, di un amore appassionato per Cristo che l'ha
portata a fare cose che altrimenti forse non avrebbe mai fatto. Come
ebbe a dire lei in persona quando, suturando una ferita maleodorante,
qualcuno le disse che non l'avrebbe fatto per tutto l'oro del mondo. E
lei candida rispose: "Neanche io".
In questi giorni, proprio alla vigilia della canonizzazione, esce il libro"Madre Teresa. Il segreto della santità" di Saverio Gaeta (edizioni San Paolo). Una biografia completa, che ripercorre tutta l'avventura della "matita di Dio", come la santa stessa si autodefinì una volta, ma che contiene anche molti episodi simpatici. Manuela Tulli: Madre Teresa a Dio, "una foto, un'anima"Nell’imminenza della canonizzazione della suora albanese, i ricordi del cardinale che fu a lei legato da grande amicizia
Cristina Uguccioni: Comastri: “La mia amica madre Teresa di Calcutta”La santità è cosa di
tutti i giorni e, anche se la cerimonia di canonizzazione è sempre più
vicina, padre Kolodiejchuk non rinuncia a parlare di Madre Teresa di
Calcutta in una dimensione di assoluta quotidianità. Del resto, è uno
dei pochi che può permetterselo: entrato nel 1977 nei Padri missionari
della Carità (il ramo sacerdotale dell’istituto fondato dalla religiosa
di origine albanese), è il postulatore della causa che culminerà
nella solenne proclamazione di domenica 4 settembre in San Pietro, in
occasione del Giubileo degli operatori e dei volontari della
misericordia.
Alessandro Zaccuri: «Io, le patatine fritte e Madre Teresa... »------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 13,22-30
Convertirsi
non significa diventare più bravi ma prendere coscienza della nostra
miseria per aprirci alla misericordia del Padre, passare
dall'auto-giustificazione per i nostri meriti all'accoglienza della
gratuità della sua Grazia. L'amore del Padre, infatti, non è attratto
dai nostri meriti, se mai possiamo vantarne, ma dai nostri bisogni.
"Per la Sacra Scrittura, infatti, all'uomo è impossibile salvarsi:
tutti veniamo salvati per l'amore gratuito del Padre. "Salvare", perciò, è un verbo che noi possiamo
coniugare solo al passivo" (cit.). La salvezza allora è un dono gratuito del Padre nel Figlio, per
questo Gesù è sempre in viaggio, per cercare ogni
frammento di umanità perduta e poterla presentare al Padre. Ma la
salvezza è anche una lotta che comporta la grande fatica della nostra
accoglienza ed il suo prezzo è la nostra stessa vita. Bisogna allora
operare come se ogni cosa dipendesse da noi, nella consapevolezza che
invece tutto dipende da Dio, come dice S.Ignazio di Loyola, La
salvezza ha dunque una sola porta e questa porta è Gesù, servo
umile dei fratelli. Ma per attraversare questa porta è necessario
essere 'magri', sgonfiati dall'idropisia del nostro super io,
accogliendo di vivere della sua grazia e della sua misericordia...
-------------------------------------------- Commento
XXI Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Isaia 66, 18-21; Salmo 116; Ebrei 12, 5-7.11-13; Luca 13, 22-30
...
Due immagini potenti: una porta stretta e davanti ad essa una folla che si accalca e preme per entrare. Poi, con un cambio improvviso di prospettiva, la seconda immagine ci porta oltre quella soglia stretta, immersi in un'atmosfera di festa, in una calca multicolore e multietnica: verranno da oriente e da occidente, da nord e da sud e siederanno a mensa...
...
La
conclusione della piccola parabola è piena di sorprese: viene sfatata
l'idea della porta stretta come porta per pochi, per i più bravi. Tutti
possono passare per le porte sante di Dio. Il sogno di Dio è far
sorgere figli da ogni dove, per una offerta di felicità, per una vita
in pienezza. È possibile per tutti vivere meglio, e Gesù ne possiede la
chiave. Lui li raccoglie da tutti gli angoli del mondo, variopinti
clandestini del regno, arrivati ultimi e per lui considerati primi.
-------------------------------------------- Dove sei Dio quando la terra trema e scuote le nostre sicurezze?
Dove è la tua onnipotente mano a sorreggere un campanile che crolla su una famiglia che dorme sicura in una casa sicura...
Dove è la tua protezione quando in una notte serena di agosto si trasformano in incubi i sogni sereni dei bambini?
Dove sei andato così lontano da far apparire le chiese sventrate come un monumento alla nostra solitudine nel dolore?
Difficile sentire la tua risposta o Dio nel frastuono degli edifici che cadono a terra e delle grida che si alzano al cielo...
Provo ad ascoltare cosa mi dice in cuore...
... -------------------------------------------- Rigenerazioni/4 - Gli esseri umani danno molto
solo se sono liberi di dare tutto
I semi potenti della generosità di Luigino Bruni "La
vera generosità è uno scambio dalle conseguenze imprevedibili. È un
rischio, perché mescola i nostri bisogni e i nostri desideri con i
bisogni e i desideri degli altri." (A. Phillips e B. Taylor, Elogio della gentilezza) "...La
generosità è una di queste virtù non economiche, ma essenziali anche a
ogni azienda e istituzione. La radice della generosità si trova nella
parola latina genus, generis, un termine che rimanda a stirpe,
famiglia, nascita – è questo il primo significato della parola genere.
Questa antica etimologia, oggi perduta, ci dice cose importanti sulla
generosità. Innanzitutto ci ricorda che la nostra generosità ha molto a
che fare con la trasmissione della vita: con la nostra famiglia, con la
gente attorno a noi, con l’ambiente nel quale cresciamo e impariamo a
vivere. La riceviamo in eredità venendo al mondo. È una dote che ci
lasciano i nostri genitori e parenti. La generosità si forma dentro
casa. Quella che ci ritroviamo dentro dipende molto dalla generosità
dei nostri genitori, da come e quanto si sono amati prima che
nascessimo, dalle scelte di vita che hanno fatto e di quelle che fanno
mentre noi incominciamo a guardarli. Dalla loro fedeltà, dalla loro
ospitalità, dal loro atteggiamento con i poveri, dalla loro
disponibilità a "sprecare" tempo per ascoltare e aiutare gli amici, dal
loro amore e dalla riconoscenza per i genitori. Questa generosità
primaria non è una virtù individuale, ma un dono che entra a far parte
della dotazione morale e spirituale di quello che si chiama carattere. ... Leggi tutto:
I semi potenti della generosità di Luigino Bruni (PDF)Leggi anche i precedenti articoli già pubblicati:
-------------------------------------------- Chi è San Matteo
per Caravaggio
(VIDEO)
Voce
ai capolavori. Un documentario sull'arte che intende far
conoscere agli spettatori, anche i meno esperti, cosa volevano
esprimere i grandi artisti con le loro opere più famose. Ecco la prima
puntata, trasmessa su TV2000 il 27 giugno 2016, dedicata a Caravaggio e
all’opera “La conversione di San Matteo”.
GUARDA LA PUNTATA INTEGRALE
video-------------------------------------------- Seppellire i morti
di Enzo Bianchi
È
significativo che nel Credo, la professione di fede cristiana, si
ricordi che Gesù “morì e fu sepolto” (cf. 1Cor 15,3-4), dove questa
seconda parte non indica solo un evento puntuale, conseguenza della
morte, ma anche una precisa azione compiuta da alcuni discepoli di Gesù
(cf. Mc 15,46-47 e par.; Gv 19,40-42): egli non solo raggiunse la
terra, nell’antro di una grotta, ma “fu sepolto”. I vangeli attestano
che anche Giovanni il Battista, una volta decapitato, fu posto in un
sepolcro dai suoi discepoli (cf. Mc 6,29; Mt 14,12).
In verità tutta la Bibbia dedica molta attenzione al seppellimento e alla tomba...
Ispiratore
della settima e ultima azione di misericordia corporale (aggiunta
alle sei indicate in Mt 25,31-46) è certamente il libro biblico di
Tobia, nel quale la sepoltura degli uccisi dalla violenza degli Assiri
è presentata come azione gradita a Dio quanto la preghiera innalzata a
lui (cf. Tb 1,17-19; 2,1-8; 12,12). Nel Nuovo Testamento il
seppellimento e la tomba sono anche espressione della fede nella
resurrezione della carne, dei corpi dei credenti, oltre che onore e
segno d’amore verso chi ha compiuto l’esodo da questa vita al Padre.
...
Ecco ciò che ispira l’azione del seppellire i morti, del porre un segno nello spazio, anche nel piccolo spazio della tomba, che una persona ha vissuto tra noi e che nella tomba vi sono i suoi resti; è un luogo che ce la ricorda, che diventa un tramite per continuare a dirle il nostro amore, la nostra cura, la nostra volontà che il legame continui, sebbene in forma diversa. ... Va riconosciuto che, tra tutte le azioni di misericordia corporale, la sepoltura dei morti è quella di cui meno ci si preoccupa; anzi, oggi è diventata quasi impossibile da viversi con consapevolezza e sentimenti umani. ... Sì,
il modo in cui si muore e in cui si seppelliscono i morti dicono la
qualità umana di una società e anche la qualità della fede nella
resurrezione della carne.
Infine,
non si dimentichi che anche questa azione di misericordia corporale
causa un grande bene a chi la compie: lo porta a riflettere
sull’interrogativo della morte, su ciò che la morte è come
enigma/mistero per ciascuno; a misurare il proprio limite; a discernere
ciò che è essenziale alla vita; a riflettere su cosa sono gli altri per
noi; a misurare se il nostro amore dura finché l’altro ci è utile
oppure se resta anche quando l’altro non c’è più. ...
Seppellire i morti-------------------------------------------- Mi chiedono dov’è Dio nel dolore? Balbetto rispondendo: è nel dolore. È l’uomo dei dolori.
Non posso teorizzare davanti al dolore, sarebbe uno sfregio stare qui con la mano che regge una testa che pretende di essere colta e blaterare risposte in difesa di Dio, mentre c’è qualcuno che soffre. Difendo Dio facendo quello che posso fare. Quando ho iniziato a studiare teologia, ho pensato che fosse una parola su Dio, una parola in difesa di Dio… col tempo ho imparato che su Dio abbiamo ben poco da dire, che Dio non ha bisogno delle nostre difese… ho imparato dal libro di Giobbe che chi difende Dio a spese dell’uomo offende l’uomo e Dio allo stesso tempo!… Robert Cheaib: Dov'è Dio?---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)“Il
panico rischia di trasmettersi all’intero Paese. Occorre una reazione
dura e ferma. Ma bisogna anche essere chiari: purtroppo non si possono
escludere altri episodi del genere. Dobbiamo mantenere il sangue freddo
altrimenti l’intera Germania va in tilt”. Sono parole forti quelle
usate dal direttore del settimanale “Die Zeit”, Giovanni di Lorenzo, in
riferimento al possibile impatto dei recenti atti terroristici avvenuti
in Germania. E, tuttavia, sono parole di rigoroso realismo, che
descrivono la possibile ricaduta sull’opinione pubblica tedesca - e
analogamente su quella di altri Paesi europei - degli eventi drammatici
che hanno insanguinato la Francia, il Belgio e la Germania negli ultimi
mesi. Al di là della reazione immediata di sconvolgimento e di condanna
della barbarie messa in atto da fanatici in nome di una ideologia
folle, che ha voluto servirsi strumentalmente della religione, il
giudizio del Giornalista italo-tedesco rileva il rischio più grande che
possa correre la vecchia Europa di fronte alla violenza per molti
aspetti inattesa che la va segnando: il diffondersi di un senso di
timore panico, di una paura generalizzata e indistinta, capace di
spingere a identificazioni semplicistiche del nemico da temere e di
generare sentimenti di rigetto indiscriminato. Diventa perciò quanto
mai utile e urgente riflettere su questa paura collettiva
...
L’Europa ha bisogno di donne e uomini che vincano la paura scegliendo di agire con amore disinteressato e creativo per il bene di tutti. -------------------------------------------- In
tre giorni la stampa internazionale seppure in modo circoscritto ha
dato un certo rilievo a tre prese di posizione musulmane, prestigiose e
autorevoli, che sulla scia di quanto aveva detto Papa Francesco
rientrando dalla GMG di Cracovia - "Credo che non sia giusto
identificare l’islam con la violenza. Questo non è giusto e non è
vero!" - chiariscono compiutamente il composito e articolato pensiero
del mondo islamico sul rapporto tra violenze e religioni. Sono
dichiarazioni solenni, emesse da posizioni altissime e non
trascurabili, che condannano severamente, con parole chiare,
trasparenti e univoche l'uso delle religioni, e del nome di Dio, per
giustificare comportamenti e azioni violente, spesso barbaramente
criminali. Stiamo pensando alla lettera indirizzata al Santo Padre da parte del Grand Ayatollah iraniano Makarem Shirazi di Qom, al discorso del Re del Marocco Mohamed VI e all’intervento presso il Meeting di Rimini del Gran Muftì di Croazia Aziz Hasanovic. Queste
riflessioni, coraggiose e necessarie, tempestive e ricche di spunti per
addentrarsi nella questione dal punto di vista di un Islam autentico e
non fondamentalista, in sostanza sono state ignorate dalla cosiddetta
"grande stampa", inclusi - cosa ancora più tristemente sorprendente! -
dai media cattolici (con qualche eccezione), in particolare da quelli
che raggiungono una platea di lettori più ampia. ...Guarda il servizio di Pier Luigi Vito per Tv2000 Di
fronte alle atrocità commesse dall'Isis sono da registrare in queste
ore due significative reazioni proprio dall'interno del mondo islamico:
hanno fatto sentire la loro voce il re del Marocco ma anche con una
lettera inviata a Papa Francesco il grande ayatollah Makarem Shirazi,
guida spirituale di Qom, città santa del mondo sciita. VideoGuarda anche il video dell'incontro QUALE ISLAM IN EUROPA? presso il Meeting di Rimini con l'intervento del Gran Muftì di Croazia Aziz Hasanovic
--------------------------------------------
Se l’umana fragilità diventa luce rivelatrice profetica, in quanto invita alla paradossale conversione delle Fedi, questo ci dà la misura dei grandi mutamenti dei ‘segni dei tempi’. Organizzato dalla Pro Civitate Christiana, il Corso si avvale della collaborazione della Comunità ecumenica di Bose, e dell’Editrice Queriniana e diExodus. Per approfondire le ragioni del convegno abbiamo intervistato il neo presidente della Pro Civitate Christiana, don Tonio Dell’Olio Simone Baroncia: Pro Civitate Christiana, a colloquio con il nuovo presidente don Tonio Dell’Olio--------------------------------------------------------------- “Esiste
ancora l’Europa?” Quando ha scelto il tema per il raduno annuale dei
suoi ex studenti, Benedetto XVI lo ha fatto ponendo questa domanda. Una
esitazione che ha “colpito” padre Stephan Horn, coordinatore dello
Schuelerkreis e già assistente universitario di Joseph Ratzinger. In
una conversazione con ACI Stampa, padre Horn ha presentato il tema e ha
sottolineato che la riflessione di Benedetto XVI ruota tutta intorno ad
un concetto: è la fede che può salvare la filosofia, l’etica, e creare
una nuova società.
Andrea Gagliarducci: La domanda di Benedetto XVI: "Esiste ancora l'Europa?"--------------------------------------------------------------- Quando un gruppo sociale
si interroga sul proprio futuro, in ambito sia religioso, sia laico,
può accadere che vi siano voci discordanti, che si contrappongano punti
di vista diversi nell’interpretare la situazione presente e nel
prevederne gli sviluppi. A questo proposito, il Concilio Vaticano II
riteneva necessario saper «scrutare i segni dei tempi» e «interpretarli
alla luce del Vangelo» (cfr Gaudium et spes, n. 4). Ma anche
stabilire quale sia un “segno dei tempi” nel mondo d’oggi non è così
scontato e genera disaccordo.
Erwan Chauty: Incertezza---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 21/08/2016:
|
||||||||||||||
|
Sei
interessato a
ricevere la nostra newsletter
ma non sei iscritto ? Iscriversi è facile e gratuito. ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER riceverai la newsletter di
"TEMPO PERSO", ogni settimana, direttamente nella
casella di posta elettronica.
|