"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°10 del 2015
Aggiornamento della settimana -
dal 7 al 13 marzo 2015 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 20 marzo 2015
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N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Nel secondo anniversario di Papa Francesco i nostri auguri...
Tanti auguri... Impronte lasciate da Papa Francesco in 2 anni di cammino...
Vignetta--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Nella stanza 201 della Domus Sanctae Martae la sveglia suona puntuale ogni mattina alle 4.45, le luci si accendono alle finestre del secondo piano che si affacciano a Nord sulle piazzetta e la facciata meridionale della Basilica di San Pietro. Non ci sono aiutanti di camera né procedure di vestizione, Bergoglio fa da sé e non si cura di quanto è sempre accaduto, con variazioni inessenziali, nei secoli precedenti. Giusto due anni fa cominciava il Conclave che l’indomani, alle 18.50 del 13 marzo, avrebbe eletto l’arcivescovo di Buenos Aires. Il cardinale occupava la stanza 207, il Papa si limitò a spostarsi nella 201 e cambiò tutto. Ne sa qualcosa la guardia che pochi giorni dopo vegliava in corridoio sul sonno pontificio. Marzo
2013, prima dell’alba. Si apre la porta ed esce il Papa che vede
accanto alla soglia un giovane svizzero, irrigidito sull’attenti, lo
sguardo fisso davanti a sé. «Sei stato in piedi tutta la notte,
figlio?». Il ragazzo deglutisce e mormora che in effetti non proprio
tutta, ha dato il cambio a un collega. Francesco annuisce, rientra in
camera e ne esce con una sedia. Si narra anche di un panino con la
marmellata. La guardia svizzera cerca di obiettare che il regolamento
vieta di sedersi (per tacere della colazione servita dal Pontefice, chi
lo sente il comandante), ma il Papa lo rassicura - anche perché in
Vaticano, in fin dei conti, comanda lui - e il ragazzo si siede.
Ecco,
i «muri» hanno cominciato a crollare anche così. A partire dalla scelta
di non vivere nell’«imbuto rovesciato» dell’Appartamento apostolico ma
in albergo, «non posso vivere da solo», riservando a sé quella
cinquantina scarsa di metri quadri: anticamera, studio con tavolino e
due librerie a parete, stanzetta da letto monastica, arredi ridotti
all’essenziale di legno scuro, luci al neon. Non è stato facile, ma in
un paio d’anni chi vive e lavora in Vaticano e soprattutto nel
«Convitto» - il Papa gesuita chiama l’albergo così, come in una
comunità di religiosi - ha finito col farci l’abitudine. «Mah, io cerco
di essere libero, ci sono appuntamenti di ufficio, di lavoro...
Veramente mi piacerebbe poter uscire, però non si può... Ma poi la
vita, per me, è la più normale che posso fare», ha spiegato ai
giornalisti che gli chiedevano se non si sentisse prigioniero, lui che
a Buenos Aires girava in metrò. «No, no. All’inizio sì, ma adesso sono
caduti alcuni muri, non so, tipo “il Papa non può!”. ...
Papa Francesco, i due anni di un pontefice che scuote la ChiesaQuando
gli si chiede come sta, a volte il Papa risponde, in italiano: «Sono
vivo». E l’impressione è che Francesco stia facendo una constatazione
con se stesso, prima che con gli altri. Sembra quasi voler dire: sono
qui, resisto, e vado avanti. A due anni dalla sua elezione al
Pontificato, il 13 marzo del 2013, in effetti è più vivo che mai. Vivo,
non sopravvissuto: al punto che la tentazione di definire il suo come
un biennio trionfale diventa prepotente. Ma va frenata. I successi «di
pubblico», meglio, «di popolo», sono strabilianti: le folle lo
acclamano ovunque, i governi se lo contendono. La sua pedagogia fa
scuola. E in politica estera, anche grazie al ruolo del segretario di
Stato, Pietro Parolin, è riuscito a restituire al Vaticano una presenza
ed una credibilità che non si avvertivano da diversi anni: basta citare
la mediazione sulla Siria dell’autunno del 2013 e, di recente, tra gli
Stati uniti e Cuba.
Il «cantiere» Vaticano
Eppure,
il 2015 restituisce una Roma papale in pieno rivolgimento. Proiettata
verso una metamorfosi delle strutture e delle gerarchie, e insieme
inquieta. Nel simbolico cantiere racchiuso tra le Sacre Mura non ci
sono solo riformisti operosi ed entusiasti, ma ecclesiastici impauriti,
disorientati; e in alcuni casi decisi a resistere, in attesa di un
impossibile ritorno al passato. Francesco sa anche quanto il suo stile
di comunicazione possa suscitare sconcerto. Quando nel gennaio scorso,
ritornando in aereo dal viaggio nelle Filippine e a Sri Lanka, parlò
dei cattolici che facevano figli «come conigli», le reazioni sono state
almeno di stupore. Il giorno dopo Francesco ha letto i giornali, e si è
confidato con i collaboratori. «Mi dispiace tanto, non mi sono fatto
capire», avrebbe detto. Tra l’altro, sapeva che avrebbe fornito un
pretesto a chi nella Curia, e non solo, tende a presentarlo come un
Pontefice troppo ciarliero.
Si
tratta di una caricatura alimentata da quanti ritengono Francesco non
una novità benefica per la Chiesa cattolica, ma una parentesi anomala
accompagnata da qualche perplessità sulle sue capacità di governo:
sebbene in realtà abbia esperienza di comando, e la faccia valere. ...
Francesco, due anni da Papa fra tanti elogi e l’accusa di populismoMancano
poche ore al 13 marzo. Due anni fa il papa argentino, venuto «quasi
dalla fine del mondo», è stato eletto come successore di Pietro,
salutando la folla radunata in piazza San Pietro con un inedito
«Fratelli e sorelle, buonasera!». Il primo gesuita, il primo
latinoamericano e non europeo nella storia bimillenaria della Chiesa,
il primo a scegliere di chiamarsi come il poverello di Assisi, il santo
patrono d’Italia. In questi giorni per ricordare l’evento verranno
spesi fiumi d’inchiostro e servizi televisivi a iosa. Una profusione
mediatica a volontà. Che rischia di spostare l'attenzione sul
"personaggio" più che sul "messaggio" che non smette di annunciare con
la propria esistenza in tutto il globo.
Sicuramente
Francesco ha conquistato i cuori di credenti e non credenti, e di chi
professa fedi diverse da quella cattolica, per la sua umanità e
schiettezza. Per i suoi sorrisi larghi e i suoi abbracci, le carezze e
il pollice alzato. Per il fatto che vive a Santa Marta e usa
un’utilitaria, porta al collo una croce di ferro e scarponi neri ai
piedi, un orologio modesto e una ventiquattr’ore consunta. In due anni
ha polverizzato uno stile pontificale compassato, curiale, che creava
distanza con i fedeli e non solo.
Una
vicinanza, una “prossimità” (come si dice in gergo ecclesialese,
facendo diventare un sostantivo femminile generico quel “prossimo” di
cui parla Gesù nei Vangeli, delineandone il profilo nella parabola del
Buon samaritano) che nei sacri palazzi viene chiacchierata, additata.
Non è ieratico, non è assertivo, secondo molti tradizionalisti. Ma
forse bisogna uscire dalla logica conservatori/innovatori. Dai contro e
i pro papa Bergoglio: conflitti inutili in ambito ecclesiale. Dannosi
soprattutto perché inquinano il messaggio profondo che questo gesuita
argentino sta consegnando a chi crede e a ogni persona che voglia
accoglierlo. ...
Francesco e lo stile curiale polverizzato. Ma ora non facciamone un santino--------------------------------------- Ricorre il secondo anno dell’elezione al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio che il 13 marzo del 2013 venne eletto Papa al secondo giorno di Conclave prendendo il nome – per la prima volta nella storia della Chiesa - di Francesco. Su questo importante anniversario,Roberto Piermarini ha intervistato padre Federico Lombardi, direttore della Radio Vaticana e della Sala Stampa vaticana: D. Padre Lombardi, quali immagini rimangono di questo secondo anno di pontificato di Papa Francesco?
R. - In un flusso infinito di immagini è difficile sceglierne qualcuna. Io ne volevo però ricordare tre. La prima èl’abbraccio a tre davanti al Muro del Pianto a Gerusalemme con il Rabbino e con il leader musulmano.
Quindi un momento simbolico fondamentale del dialogo e della pace nel
viaggio del Papa in Terra Santa, in un punto assolutamente cruciale per
la pace nel mondo.
Una seconda immagine che è rimasta impressa a tutti è quando Papa Francesco, al termine della grande cerimonia nella cattedrale ortodossa a Istanbul, a Costantinopoli, chiede, in un certo senso, la benedizione del patriarca e si inchina davanti a lui. Quindi il momento della fraternità e del dialogo ecumenico, il grande desiderio dell’unità dei cristiani. E poi una terza immagine che non è una singola immagine ma una serie di immagini, che il Papa stesso ha evocato più volte, è durante il grande viaggio nelle Filippine: queste folle di persone piene di affetto, desiderose di vedere il Papa, di amarlo, di manifestare il loro entusiasmo chepresentano i bambini. Quindi, questo senso di gioia, di speranza di fronte al Papa, di un popolo che guarda al suo futuro con speranza presentandogli i bimbi e le nuove generazioni dell’Asia e dell’umanità. ...
2 anni con Papa Francesco: intervista a Padre LombardiÈ
quasi una vocazione seguire il Papa giorno dopo giorno. Dietro le
quinte, con discrezione. Senza invadere la sfera privata, ma senza che
nulla sfugga nel racconto al mondo. Monsignor Dario Viganò, direttore
del Centro televisivo vaticano, dice della commozione che spesso prende
gli operatori e del grande stupore che, pure in questo secondo anno di
pontificato, continua a contagiare anche chi, per professione, lavora
accanto a papa Francesco.
- Un ciclone. Dopo il primo anno avete preso un po’ le misure?
«Dopo
la prima fase di assestamento che ci ha aiutato non solo a conoscere il
Papa e a farci conoscere ma anche a capire che rapporto lui ha con la
Tv, cosa ne pensa, in questo secondo anno abbiamo cominciato a
codificare un po’ le regie “stile Francesco”, abbiamo cioè cercato di
dare regole narrative agli incontri del Papa, sapendo che oggi siamo di
fronte a quello che chiamo “eventizzazione” del quotidiano».
- E cioè?
«Quando
si pensa a un media event, a un grande evento mediale, è necessario
studiare e progettare una vera strategia. Nel caso di papa Francesco,
invece, la sua forza – forza paradossale nella fragilità perché è un
uomo che parla anche lentamente e con poca voce, per esempio, ma che ha
la forza degli occhi, dello sguardo, del corpo – fa sì che ogni
incontro quotidiano diventi un evento. Ricordiamo l’idea di far
distribuire un libricino con la dottrina cattolica dai senzatetto:
così, un momento del tutto ordinario diventa un evento mediale. Con le
conseguenze che ne derivano. È proprio il gesto, l’imprevedibilità che
scombina l’agenda dei media».
«Non
c’è spazio per le distrazioni: gli operatori sanno essere discreti e
molto disponibili perché il Papa non è l’uomo del protocollo rigido,
piuttosto dell’incontro. Siamo sempre con lui, anche nelle cose
inaspettate, ed è una grande fortuna perché possiamo poi documentare al
mondo anche questi momenti così estemporanei e così importanti.
Penso per esempio alle immagini al muro di separazione di Betlemme, che non avremmo mai avuto se non ci fosse sempre un nostro operatore con il Papa. Gli operatori del Ctv sono grandi professionisti, ma vivono il loro lavoro come una vocazione, con passione. Dunque, da un lato la fatica per non poter mai abbassare la soglia di attenzione, ma dall’altro anche la responsabilità, che è gioia, di poter raccontare al mondo il Papa». - Il Papa si è abituato a stare sempre sulla scena?
...
DON DARIO VIGANÒ: «ECCO PERCHÉ OGNI SUO GESTO È UN EVENTO»--------------------------------------- Due anni con Papa Francesco /3 Il secondo anniversario dell’elezione del Papa suscita molti pensieri di gratitudine al Signore per aver dato alla Chiesa e al mondo un provvidenziale segno di fiducia e di speranza, in un momento storico attraversato da crisi e paure globali. Eppure è proprio grazie a questo periodo complesso che dobbiamo leggere come segno del cielo la nuova stagione che viviamo. Epoca nuova, carica di contraddizioni, densa di aspettative, ansiosa di decollare verso la stagione primaverile, ma anche un tempo minacciato da improvvisi temporali e sconvolgimenti. Nella
vita della Chiesa, le successioni al soglio di Pietro hanno sempre il
duplice volto della continuità e della novità. Il cambiamento suscita
al tempo stesso timori e speranze, l’incertezza di nuovi cammini e il
desiderio di conservare quanto di buono abbiamo alle spalle. Prendere
dunque coscienza di questa ambivalenza, costitutiva
dell’avvicendamento, può aiutare a valutare in modo più equilibrato
quanto stiamo vivendo.
Papa
Francesco è un uomo pieno di vigore, con alle spalle una vita spesa
senza riserve, in nome di Cristo, tra la gente, specialmente povera e
credente, che in Argentina come in tutta l’America latina è la
maggioranza. Egli si è trovato, senza alcuna volontà propria, a vivere
un trapianto radicale, che ha letto come volontà di Dio. Per tale
ragione si è affidato con serenità e profonda fiducia a colui che lo ha
chiamato a guidare il suo popolo. Questa semplice costatazione potrebbe
essere fatta per ogni Papa, immaginando i suoi sentimenti più intimi.
Eppure ciò che la rende reale, in Francesco, è la sua trasparenza:
chiunque lo incontri da vicino o attraverso i media è in grado di
percepire la limpidezza dei sentimenti.
Si
potrà parlare di stile comunicativo, di immediatezza, di spontaneità.
In ogni caso abbiamo davanti un uomo disarmato, che non si nasconde.
Tutto ciò potrebbe confermare la verità effettiva che segna l’esistenza
di ogni Papa: la solitudine. Invece, paradossalmente, l’uomo che si
presenta senza protezioni appare come il più vicino a ognuno. A questo
dobbiamo fare attenzione, per tentare di comprendere qualcosa non solo
della persona, ma anche dell’attuale governo della Chiesa.
Cosa sorprende davvero della figura di Francesco?
...
In due anni di pontificato - Il bene che tutti possono fareSono
passati due anni dopo quel primo affaccio del Papa scelto «dalla fine
del mondo» che rimase per un lungo minuto immobile e silenzioso davanti
allo spettacolo della piazza San Pietro illuminata dai flash. La Curia
romana è tutta un cantiere: prima la riforma - accelerata a causa delle
inchieste della magistratura italiana - delle strutture economico
finanziarie, a partire dallo Ior. Poi la riforma dei dicasteri curiali,
che sta prendendo forma e che dovrebbe portare a snellimenti,
accorpamenti e semplificazioni. Poi ancora un doppio sinodo sulla
famiglia che ha previsto il coinvolgimento delle chiese locali e delle
parrocchie. E poi ancora i viaggi intorno al mondo, con una speciale
predilezione dell'Asia. Il tutto accompagnato da uno stile papale
nuovo, meno legato ai cerimoniali della corte.
Eppure
non è questo a definire ciò che questi primi due anni hanno provocato
nella percezione della gente, fuori e dentro la Chiesa. Francesco viene
considerato «il Papa della misericordia». Lo si potrebbe anche definire
«il Papa dei lontani». E questo non perché la sua testimonianza non sia
di conforto a chi crede, ma perché la cifra, il cuore del suo messaggio
è proprio quella del Vangelo della misericordia, una Chiesa che non ha
paura di abbracciare la sofferenza nelle periferie, anche nelle
periferie rappresentate da chi si è allontanato o non si è mai
avvicinato alla fede.
Dopo
Wojtyla, il Papa guerriero che ha abbattuto i muri e ha girato in lungo
e in largo il mondo per annunciare il Vangelo; dopo Ratzinger, l'umile
Papa teologo che ha cominciato - inascoltato - a predicare contro il
dominio degli apparati ecclesiastici per ritornare all'essenziale e ha
avuto il coraggio di affermare che la più grande persecuzione contro la
Chiesa non viene dall'esterno ma dal peccato interno alla Chiesa
stessa, è arrivato il Papa della misericordia e della tenerezza.
...
Due anni con il Papa dei lontani--------------------------------------- SPECIALE Anniversario Pontificato di Francesco Vescovo di Roma, Successore di San Pietro Raccolta dei post pubblicati sul blog Pietre Vive, notizie segnalate nella pagina Facebook Quelli della Via e articoli indicati nella Newsletter di Tempo Perso --------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"... Una semplicità che spiazza,
anche quando Francesco ammette che gli manca di poter girare
liberamente, magari per poter andare in pizzeria senza essere
riconosciuto. Ma il tempo a disposizione non sembra essere molto.
Francesco ammette di avere la sensazione che il suo sarà un Pontificato
breve, ma afferma anche di potersi sbagliare. All’intervistatrice che
accenna all’eventualità di un ritiro per limiti di età, come avviene
per i vescovi, il Papa risponde di non condividere una simile evenienza
per la figura del Pontefice - definisce il Papato una grazia speciale -
ma dice anche di apprezzare la strada aperta da Benedetto XVI riguardo
alla figura del Papa emerito. Una scelta coraggiosa la definisce...
Il Papa racconta a Televisa i due anni di Pontificato --------------------------------------------------------------- Papa Francesco ha concesso una
lunga intervista alla giornalista Valentina Alazraki, della tv
messicana Televisa, in occasione dei due anni di pontificato
video“Papa Francesco è davvero
profezia per la Chiesa e per il mondo”: Enzo Bianchi lo sottolinea con
forza. E’ una primavera straordinaria per la Chiesa questa che vede
alla guida Jorge Mario Bergoglio.
LA VITA DEL POPOLO: Due anni con Francesco: questo Papa è una profeziaIn occasione dei due anni di
pontificato, le riflessioni della storica vaticanista messicana, la
prima che intervistò Giovanni Paolo II
ZENIT: In che direzione va Papa Francesco?Se c’è una parola che condensa
i due anni travolgenti della vita della Chiesa che abbiamo alle nostre
spalle, non può che essere “sorpresa”. Ciascun credente, ma immaginiamo
anche una moltitudine di non credenti, porta inciso nel cuore un
ricordo, un gesto, una parola di quel pastore preso “quasi alla fine
del mondo”. Ciascuno in queste ore, pur involontariamente, ritornerà a
quel 13 marzo del 2013, quando dalla loggia di San Pietro vide
stagliarsi la figura del nuovo Papa. Francesco si presentò al mondo con
un “Fratelli e sorelle, buonasera!”. Un muro di secoli, una
distanza incolmabile, crollarono in un attimo, con un semplice
“buonasera!”. E cominciò così il suo “cammino: vescovo e popolo”.
Domenico Delle Foglie: Vedrete, Francesco sorprenderà ancoraIl Papa venuto dall'America Latina ha sollecitato il Continente a un
profondo cambiamento. Le sue domande poste nell'aula del Consiglio
d'Europa, a Strasburgo, hanno lasciato il segno anche nei cristiani.
Infatti il rinnovo dell'Europa richiede che la Chiesa in Europa torni a
essere lievito di speranza. Se la Chiesa in Europa sarà più fedele a se
stessa, certamente l'Europa si sveglierà
Duarte Da Cunha: Ha invitato l'Europa a svegliarsi dal letargo... Tra i diversi fili di
un’attività poliedrica si può però provare a trovare un principio
unificatore nella particolare dimensione geopolitica del magistero di
papa Bergoglio. Intendiamoci. Francesco è e resta un pastore. Lo scopo
unico della sua missione è annunciare il Vangelo e mostrare agli uomini
la misericordia di Dio. Ma egli lo fa con lo stile di chi, provenendo
dalla periferia, sa che proprio alla periferia bisogna guardare per
promuovere il cambiamento...
Mimmo Muolo: Francesco nelle periferie del mondoDopo
appena 24 mesi di pontificato, speranza e voglia di vivere sono rinate
nella Chiesa a partire dalla predicazione evangelica di Francesco. Le
critiche non mancano, ma è il prezzo che si paga quando si propone una
nuova pastoralità
Andrea Riccardi: I due anni del Papa che ama far discutere... Assistiamo alla
crescita continua del favore popolare verso papa Francesco e
contestualmente alla crescita altrettanto continua dell’opposizione
interna verso di lui, particolarmente dura tra i cardinali, la Curia
romana e alcuni episcopati. Il che è la perfetta radiografia
dello scollamento di buona parte della gerarchia ecclesiastica rispetto
alla vita reale, quello scollamento di cui il cardinal Martini parlava
dicendo «la Chiesa è rimasta indietro di 200 anni». Nel primo anno
Francesco forse credeva di poter convertire la mente dei prelati
mostrando con il suo stile cosa significa essere autorità nella
Chiesa. Nel secondo anno però ha dovuto prendere atto che ci vuole
altro, perché mentre lui vive in una settantina di metri quadrati vi
sono cardinali che non hanno rinunciato per nulla al lusso e
soprattutto ve ne sono molti del tutto contrari a seguirlo nelle
riforme. Si spiega così il suo insistere contro i vizi del
clericalismo, culminato nella predica alla Curia del 22 dicembre scorso
con la denuncia dei quindici mali della burocrazia vaticana,
riassumibili in uno solo: l’identificazione con il potere. La battaglia
infatti è tra misericordia e potere, tra Chiesa “ospedale di campo”
funzionale ai bisogni della gente e Chiesa somma autorità cui la gente
deve obbedire, tra Chiesa dei poveri e Chiesa potente tra i potenti.
Nessuno sa come finirà questa battaglia iniziata due anni fa, ma di
certo i cardinali e i curiali che si oppongono a Francesco sono
l’espressione di ciò che per secoli è stato il papato, sicché
riformare la loro mentalità significa riformare il papato come potere
assoluto...
Vito Mancuso: La battaglia di Francesco tra potere e misericordia---------------------------------------------------------------
FESTA DELLA DONNA (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Grazie a te donna... di Giovanni Paolo II A voi, donne del mondo intero,
il mio saluto più cordiale!
A
ciascuna di voi e a tutte le donne del mondo indirizzo questa lettera
nel segno della condivisione e della gratitudine...
Giovanni Paolo II
video il testo integrale della LETTERA DEL PAPA GIOVANNI PAOLO II ALLE DONNE--------------------------------------- Beata la donna Beata la donna
cosciente della propria femminilità
propria missione nella chiesa e nel mondo.
Beata la donna
chiamata a trasmettere e a custodire la vita
in maniera umile e grande.
Beata la donna
che esercita la propria responsabilità
nella famiglia, nella società e nel mondo.
Beata la donna
che sa mettere la sua sensibilità al servizio della vita.
Beata la donna
... Beata la donna
che giorno dopo giorno,
con i piccoli gesti d’amore quotidiani,
sa seminare attorno a sé speranza e fiducia.
--------------------------------------- Dedicato alle donne 365 giorni all'anno! Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni. Però ciò che è importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. ... Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce. Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Però non trattenerti mai! Madre Teresa di Calcutta --------------------------------------- La festa della donna Dalla presa di coscienza
agli spazi della decisione
di Bruno Forte
"Di
particolare interesse è stata la recezione di questo processo in ambito
ecclesiale, dove la rinnovata coscienza del femminile si è espressa
nelle varie forme della «teologia femminista», proposta come una
«teologia dell’integralità» umana e non solo femminile. Si è andata
riscoprendo la reciprocità (e non la complementarità, che potrebbe
ambiguamente supporre una minore dignità femminile) fra l’uomo e la
donna, vista come condizione fondante dell’armonica formazione della
persona, e si è sviluppata la denuncia di ogni atteggiamento che
releghi la donna a un ruolo regressivo e subordinato. In campo
teologico, si è focalizzata l’attenzione su Maria, la madre di Gesù,
vista come donna «tutt’altro che passivamente remissiva o di una
religiosità alienante, ma donna che non dubitò di proclamare che Dio è
vindice degli umili e degli oppressi e rovescia dai loro troni i
potenti del mondo» (Paolo VI). In questa luce, la storia del
protagonismo femminile all’interno della comunità cristiana è venuta
emergendo in tutta la sua forza: e il ruolo che la donna potrebbe
esercitare, tanto a livello di vita consacrata, quanto nelle più
diverse espressioni della vita familiare e sociale, si è profilato
nella decisiva rilevanza delle sue potenzialità. Grandi figure di
teologi hanno sottolineato il bisogno di dare maggior rilievo al
«carisma mariano» nella Chiesa, che integra e alimenta lo stesso
«carisma petrino» dei pastori (H. Urs von Balthasar). Questa nuova
coscienza ha trovato espressione nella Mulieris dignitatem di Giovanni
Paolo II, coraggioso manifesto della dignità e dell’emancipazione
femminile, di cui ha offerto una lettura fortemente positiva ad esempio
Maria Antonietta Macciocchi, autrice di testi forti e provocatori,
quale il suo volume Pour Marx. Ciò che urge è che questa presa di
coscienza si traduca in effettivi spazi di partecipazione della donna
alla responsabilità e alla decisionalità nella vita tanto della
società, quanto della comunità ecclesiale, non in alternativa ad altri
ruoli, ma in comunione di reciprocità autentica e feconda. Su
quest’orizzonte la strada è aperta ed esige l’audacia di nuovi passi,
la cui individuazione spetta anzitutto alle donne, non senza però un
apporto creativo e solidale di tutte le componenti della realtà civile
ed ecclesiale. A stimolo di questo impegno si è posto più volte Papa
Francesco, non in base a formule ideologiche, ma in nome della
ricchezza del mistero cristiano, nel quale il protagonismo femminile è
decisivo e centrale, come risulta ..."
Dalla presa di coscienza agli spazi della decisione (PDF)--------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Oggi, 8 marzo, un saluto a
tutte le donne! Tutte le donne che ogni giorno cercano di costruire una
società più umana e accogliente. E un grazie fraterno anche a quelle
che in mille modi testimoniano il Vangelo e lavorano nella Chiesa. E
questa è per noi una occasione per ribadire l’importanza e la necessità
della loro presenza nella vita. Un mondo dove le donne sono emarginate
è un mondo sterile, perché le donne non solo portano la vita ma ci
trasmettono la capacità di vedere oltre – vedono oltre loro –, ci
trasmettono la capacità di capire il mondo con occhi diversi, di
sentire le cose con cuore più creativo, più paziente, più tenero. Una
preghiera e una benedizione particolare per tutte le donne qui presenti
in piazza e per tutte le donne! Un saluto! (Papa Francesco Angelus
8/3/2015)
Oggi, 8 marzo, un saluto a tutte le donne!... ---------------------------------------------------------------
PERSEVERANTI NELLA COMUNIONE
HOREB n. 69 - 3/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
«Padre
santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una
cosa sola, come noi» (Gv 17,11). Nel mistero della sua Pasqua Gesù ci
rende tutti figli di Dio e fratelli tra di noi e quindi nella preghiera
al Padre, poco prima di affrontare la sua passione, esprime il
desiderio che gli uomini accolgano il dono del suo Spirito e vivano da
fratelli e raccontino nella storia il rapporto d’amore presente nella
Trinità santa.
Accogliere,
pur nella fragilità della nostra esistenza, questo desiderio di Gesù
significa guardare all’altro non come a un limite o come a un nemico,
ma come a un fratello, come a colui che dà senso alla propria vita e
quindi creare rapporti di comunione che si esprimano nella solidarietà
e nella responsabilità verso l’altro.
Oggi,
si parla tanto di solidarietà e di comunione, ma, poi, spesso prevale
una cultura dell’individualismo che porta a salvaguardare i propri
interessi sia a livello personale che collettivo, per cui rimangono
grosse spaccature nella nostra società, sia a livello internazionale
che di vicinato.
In
fondo non è la proposta della solidarietà e della comunione a guidare
le scelte personali e di un popolo, ma è la paura; e in questo
orizzonte, spesso prevale la legge del più forte, di chi meglio sa
imporre la propria opinione ricorrendo a ogni possibile manipolazione o
demagogia.
Di
conseguenza l’umanità si ritrova divisa e con barriere enormi tra Nord
e Sud, ricchi e poveri, normali e anormali, giovani e vecchi,
efficienti e non efficienti. A molti è negato il diritto a una vita
dignitosa: al lavoro, alla possibilità di formarsi una famiglia,
all’abitazione, all’educazione, alla salute.
Di
fronte a questa disumana situazione è urgente dare ascolto alla
preghiera di Gesù e accogliere la sua passione per la vita. Animato da
Cristo, il credente potrà “perseverare nella comunione” e farsi
solidale con gli emarginati, di qualsiasi razza, cultura e religione,
facendosi loro compagno di viaggio. In Cristo, il credente imparerà a
condividere la sorte dei calpestati, dei crocifissi di oggi e,
spartendo la sua vita con loro, si farà attivamente critico verso le
strutture, le leggi inventate da alcuni per defraudare altri uomini
degli spazi di libertà, e per ridare speranza all’uomo a cui la vita è
negata.
Dentro questo orizzonte si colloca la presente monografia.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO La forza umanizzante del Vangelo - ITINERARIO DI FORMAZIONE PER LA VITA CRISTIANA Anno 2015
CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO
La forza umanizzante del Vangelo ITINERARIO DI FORMAZIONE PER LA VITA CRISTIANA
Anno 2015
Vicariato di Barcellona PG (ME)
Finalità: aiutare la formazione e favorire la comunione tra presbiteri, religiosi/se e cristiani laici.. Destinatari: tutti i cristiani e gli operatori pastorali. Locandina incontri (PDF)-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" |
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| CHIESA E SOCIETA' Interventi ed opinioni |
Raid in Help center Caritas Catania - Sicilia
Enzo Bianchi: I 50 anni della messa in italiano| FRANCESCO |
Angelus/Regina Cæli - Angelus, 8 marzo 2015
Udienza Generale - dell'11 marzo 2015: La Famiglia - 7. I Nonni(II)
Discorso - Incontro con il Movimento di Comunione e Liberazione (7 marzo 2015)
Discorso - Parole all'uscita dalla Chiesa di Ognissanti (7 marzo 2015)
Discorso - Visita pastorale alla Parrocchia romana "Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca (8 marzo 2015)
Discorso - Ai Partecipanti al Corso promosso dal tribunale della Pentenzieria Apostolica (12 marzo 2015)
Discorso - Agli Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale di Corea, in Visita "ad Limina Apostolorum" (12 marzo 2015)
Discorso - Saluto del Santo Padre alla Comunità Coreana di Roma (12 marzo 2015)
Messaggio - Quaresima 2015: Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)
Costruiamo la nostra vita...
L'umiltà salva l'uomo...
Nei momenti più brutti ricordate...
Attenzione alle comodità...
Niente spettacolo
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Cuori pietrificati
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Alver Metalli: Dalla periferia di Buenos Aires al Papa delle periferie
RADIO VATICANA: In papa Francesco l'immagine del Cristo umile (audio)
Jesùs Colina: Francesco, un papa che ama le donne
Pietro Vento: Anche i non credenti si fidano di lui
Marina Corradi: Senza maschera|
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