"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°5 del 2015

Aggiornamento della settimana

- dal 31 gennaio al 6 febbraio 2015 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 13 febbraio 2015

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


LECTIO DIVINA

 a cura di Fr. Egidio Palumbo




OMELIA 

  
   di P. Gregorio Battaglia

   di P. Aurelio Antista

 di P. Alberto Neglia


 PREGHIERA DEI FEDELI

 
N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





 
I NOSTRI TEMPI



  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)





Si cambia tutto per non cambiare niente. Così si potrebbe sintetizzare l’allarme lanciato da Psichiatria democratica sul superamento degli Ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), previsto per il 31 marzo 2015 ma che, secondo l’organizzazione fondata da Franco Basaglia, potrebbe tradursi in un’operazione di puro maquillage. “Gli internati ancora sottoposti alle misure di sicurezza rischiano di finire in Residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria (Rems) – spiega Cesare Bondioli, responsabile carcere e Opg di Psichiatria democratica – collocate negli stessi luoghi e gestite dallo stesso personale sanitario e penitenziario del vecchio Opg. Insomma, una continuazione, sotto altro nome, del vecchio internamento”. Particolarmente allarmante, secondo Psichiatria democratica, la decisione della Regione Sicilia che, se confermata, attiverebbe la Rems nell’area dell’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto: “Un’operazione gattopardesca, che lascia tutto come prima”, la definisce Bondioli, che punta il dito anche contro la soluzione adottata nell’Opg di Castiglione delle Stiviere in Lombardia, sottoposto da sempre alle dipendenze del Servizio sanitario nazionale piuttosto che del ministero della Giustizia. “Ma questa particolare condizione non giustifica la riorganizzazione in più moduli da 20 posti. In questo modo andrà avanti esattamente come ora”, commenta il rappresentante di Psichiatria democratica.

L’allarme riguarda però anche i cosiddetti “dimissibili”, ovvero quegli internati non più sottoposti alle misure di sicurezza e ormai esclusivamente sotto la responsabilità del Servizio sanitario nazionale
...

  Ospedali psichiatrici giudiziari: il rischio è una chiusura di facciata

Le persone normalmente non si interrogano su come possa essere la vita all’interno di un ospedale psichiatrico giudiziario. E perché dovrebbero? La risposta sarebbe sgradevole e nessuno ha voglia di pensare a cose sgradevoli. É per questo che più passa il tempo più costruzioni come carceri e ospedali psichiatrici vengono spostate fuori dai centri urbani, così che a nessuno capiti di rovinarsi la giornata passeggiando nei dintorni, trovandosi di fronte domande che preferirebbe evitare. Anche se ovviamente ignorare un problema non ha mai contribuito a risolverlo, come sanno bene i soci della Società della Ragione e di StopOPG.
...
Il diritto alla cura e al recupero sociale viene lasciato indietro. La domanda che si pongono è quasi sempre quella: dove li mettiamo? Qualche tempo fa è stato ipotizzato di chiudere gli opg e creare trenta rems, ovvero trenta residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza sanitaria: questo è una soluzione transitoria che dobbiamo scongiurare, così come quella di un’ulteriore proroga. E’ fondamentale non mettere in discussione il lavoro fatto fino ad oggi, uscire dalla logica del doppio binario, che giudica diversamente il reato commesso dal matto e quello commesso dal sano. I cittadini vanno giudicati per quello che hanno fatto, non per la malattia che hanno. La pena dev’essere giusta, le modalità attraverso le quali verrà scontata studiate a seconda della malattia. Purtroppo il nesso tra malattia e pericolosità è ancora in vita”...

  I volti dell’alienazione, la follia dell’umanità violata

Vedi anche il nostro post (all'interno i link ai post precedenti):

  Opg: un orrore prorogato



---------------------------------------


"La violenza irrazionale" di Tonio Dell'Olio



La violenza irrazionale

di Tonio Dell'Olio

L'efferata violenza quotidiana che gli uomini dell'Isis ci rovesciano addosso attraverso i video delle decapitazioni non deve avere il potere di trasformarci. 
Il rischio è che, alla fine, quelle esecuzioni non facciano più notizia e che noi ci rassegniamo o ci abituiamo, oppure le contempliamo nell'orizzonte degli incidenti possibili in una certa parte del mondo. Forse, ancora peggio, può avvenire che proprio quello scempio di vita ci cambi, fino a farci montare la rabbia che chiede di rispondere con altrettanta ferocia. 
E invece oggi più che mai è necessario non perdere la capacità di indignarci, di partecipare del dolore delle vittime e delle persone loro più care, per provare tutto il disgusto possibile verso la violenza. Tutta la violenza. Ogni violenza.
...


---------------------------------------

NO A BANCHE ARMATE, SI’ A DIFESA NON ARMATA di Alex Zanotelli


NO A BANCHE ARMATE, 
SI’ A DIFESA NON ARMATA
di Alex Zanotelli

La guerra imperversa ormai dalla Somalia all’Iraq, dalla Siria al Sud Sudan, dal Califfato Islamico(ISIS) al Califfato di Boko Haram (Nigeria), dal Mali all’Afghanistan, dal Sudan (la guerra contro il popolo Nuba) alla Palestina, dal Centrafrica al Libano. La Libia sta sprofondando in una paurosa guerra civile di tutti contro tutti, come sta avvenendo nello Yemen. L’Ucraina sta precipitando in una carneficina che potrebbe portare l’Europa in guerra contro la Russia. E’ già ritornata la Guerra Fredda fra Russia e i paesi del Patto NATO che persegue una politica di espansione militare che va dall’Ucraina alla Georgia. “La grande Spada”, di cui parla l’Apocalisse, è ritornata a governare la terra e sospinge tutti i paesi ad armarsi fino ai denti. 
A livello mondiale infatti oggi si spendono quasi cinque miliardi di dollari al giorno in armi. Solo in Italia spendiamo 70 milioni di euro al giorno in armi, senza contare i 15 miliardi di euro stanziati per gli F-35 e 5,4 miliardi per una quindicina di navi militari.
...

E’ ancora una delle tragedie nella storia dell’umanità che, come diceva Gesù, “i figli di questo mondo sono più scaltri dei figli della luce!”

Diamoci tutti da fare perché vinca la Vita.
Alex Zanotelli


---------------------------------------

6 febbraio Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili



Venerdì 6 febbraio è la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili. Dal 20 dicembre 2012 l'Onu, con una risoluzione approvata all'unanimità, ne ha dichiarato la messa al bando universale: ogni anno sono 3milioni le ragazze che vengono "tagliate". 
...
La campagna viaggia anche sui social: in un video sulla pagina Facebook di Amref si vedono alcune ragazze ballare: non hanno subito la mutilazione genitale e la loro libertà di movimento va di pari passo con la libertà da una pratica dolorosa e dannosa. 

  video

Il problema esiste anche in Italia, dove sono "almeno 50 mila" le bambine vittime di Mgf secondo Plan, ente no profit internazionale impegnato nella tutela dell'infanzia. "Le Mgf seguono il flusso migratorio, per cui in Europa vi sono moltissimi casi e purtroppo l'Italia ne detiene il primato", spiega Plan che lancia il suo appello al governo: «Si impegni ad affrontare la sfida della riduzione ed eliminazione delle Mgf in Italia e in tutti i Paesi in cui vengono ancora praticate, mediante leggi e sanzioni rigorose per i trasgressori e l'istituzione di assistenza sanitaria gratuita per tutte le vittime che soffrono per le complicanze, favorendo, inoltre, la diffusione di informazioni sul tema insieme alla condivisione di esperienze che dimostrano l'efficacia dell'abbandono delle Mgf". 

Il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili è "una pratica crudele e disumana", che "va proibita ovunque senza esitazioni": lo afferma, in una lettera aperta in occasione della Giornata mondiale contro le Mgf, la deputata del Pd Giovanna Martelli, consigliera del premier Matteo Renzi in materia di Pari opportunità.

  6 febbraio: la Giornata contro le mutilazioni femminili

Vedi anche:
  • Giornata Mondiale Mutilazioni Genitali Femminili 6/2 (AMREF Italia)
  • Giornata mondiale della Tolleranza Zero contro le mutilazioni genitali femminili (ONU Italia)
  • 6 Febbraio: Giornata contro le mutilazioni genitali femminili (Plan Italia)


---------------------------------------


La povertà e la fame nella capitale. Fa quindi un certo effetto scoprire che, nella Giornata dedicata alla prevenzione dello spreco alimentare in Italia (celebrata il 5 febbraio), le Acli di Roma abbiano lanciato un grido di allarme: proprio nella capitale d’Italia il 4% della popolazione (pari a 114.819 cittadini) vive sotto la soglia di povertà, mentre il 7% (200.934 cittadini) mangia in maniera adeguata solo ogni due giorni. Ciò significa, in altre parole, che per metà settimana questo 7% di romani non può permettersi di acquistare cibo sufficiente. Tutto ciò avviene mentre sempre a Roma, calcolano le Acli, ogni giorno vengono sprecate 20 tonnellate di pane, circa il 10% della produzione totale.

 
Luigi Crimella:   Spreco alimentare intollerabile A Roma un sussulto

Il direttore della Fao, José Graziano da Silva: «Buttiamo via un terzo degli alimenti». L’Expo sarà l’occasione per promuovere un Pianeta sostenibile

  Elisabetta Soglio:   «Il mondo a fame zero è possibile, un lusso insulso lo spreco di cibo»


---------------------------------------------------------------

LEGGERSI le due paginette con le quali la Giunta per le immunità del Senato dichiara non processabile il collega Calderoli, che diede dell’orango a Cécile Kyenge, è utile per capire quanto lo spirito corporativo vincoli tra loro gli esponenti politici, o gran parte di loro, ben al di là di quanto le idee possano dividerli. La discussa parola “casta” risuona, in casi come questo, con indiscutibile efficacia, lampante come un autoscatto.

  Michele Serra:  Se chiamare orango la Kyenge "fa parte del linguaggio politico"

intervista a Cécile Kyenge
«Evidentemente quest’argomento è mal conosciuto da parte di tanti. Se poi l’abbiano fatto con calcoli elettorali troverei la cosa ancora più grave. Ma io vado avanti, adesso dovrà esprimersi l’aula, spero che questo sia stato solo un incidente di percorso. Se una persona che rappresenta le istituzioni può insultare chiunque mi chiedo: chi protegge i deboli in questo Paese? Si sta creando un precedente molto pericoloso»

  Annalisa Cuzzocrea:   “Assolto per avermi detto orango triste il Pd che difende Calderoli” (pdf)

---------------------------------------------------------------





FEDE E
SPIRITUALITÀ



“PERSEVERANTI NELLA COMUNIONE”
HOREB n. 69 - 3/2014



PERSEVERANTI NELLA COMUNIONE 

HOREB n. 69 - 3/2014

TRACCE DI SPIRITUALITÀ 
A CURA DEI CARMELITANI 

«Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi» (Gv 17,11). Nel mistero della sua Pasqua Gesù ci rende tutti figli di Dio e fratelli tra di noi e quindi nella preghiera al Padre, poco prima di affrontare la sua passione, esprime il desiderio che gli uomini accolgano il dono del suo Spirito e vivano da fratelli e raccontino nella storia il rapporto d’amore presente nella Trinità santa.
Accogliere, pur nella fragilità della nostra esistenza, questo desiderio di Gesù significa guardare all’altro non come a un limite o come a un nemico, ma come a un fratello, come a colui che dà senso alla propria vita e quindi creare rapporti di comunione che si esprimano nella solidarietà e nella responsabilità verso l’altro. 

Oggi, si parla tanto di solidarietà e di comunione, ma, poi, spesso prevale una cultura dell’individualismo che porta a salvaguardare i propri interessi sia a livello personale che collettivo, per cui rimangono grosse spaccature nella nostra società, sia a livello internazionale che di vicinato. 

In fondo non è la proposta della solidarietà e della comunione a guidare le scelte personali e di un popolo, ma è la paura; e in questo orizzonte, spesso prevale la legge del più forte, di chi meglio sa imporre la propria opinione ricorrendo a ogni possibile manipolazione o demagogia. 

Di conseguenza l’umanità si ritrova divisa e con barriere enormi tra Nord e Sud, ricchi e poveri, normali e anormali, giovani e vecchi, efficienti e non efficienti. A molti è negato il diritto a una vita dignitosa: al lavoro, alla possibilità di formarsi una famiglia, all’abitazione, all’educazione, alla salute. 

Di fronte a questa disumana situazione è urgente dare ascolto alla preghiera di Gesù e accogliere la sua passione per la vita. Animato da Cristo, il credente potrà “perseverare nella comunione” e farsi solidale con gli emarginati, di qualsiasi razza, cultura e religione, facendosi loro compagno di viaggio. In Cristo, il credente imparerà a condividere la sorte dei calpestati, dei crocifissi di oggi e, spartendo la sua vita con loro, si farà attivamente critico verso le strutture, le leggi inventate da alcuni per defraudare altri uomini degli spazi di libertà, e per ridare speranza all’uomo a cui la vita è negata. 

Dentro questo orizzonte si colloca la presente monografia.

...

  Editoriale (PDF)

  Sommario  (PDF)

E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)



--------------------------------------

CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO La forza umanizzante del Vangelo - ITINERARIO DI FORMAZIONE PER LA VITA CRISTIANA Anno 2015




CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO
La forza umanizzante del Vangelo

ITINERARIO DI FORMAZIONE 
PER LA VITA CRISTIANA 
Anno 2015

Vicariato di Barcellona PG (ME)

Finalità: aiutare la formazione e favorire la comunione tra presbiteri, religiosi/se e cristiani laici.. 

Destinatari: tutti i cristiani e gli operatori pastorali.

  Locandina incontri (PDF)



--------------------------------------


LA DONNA NELLA BIBBIA E NELLA STORIA DELLA CHIESA - Catechesi adulti


LA DONNA NELLA BIBBIA 
NELLA STORIA DELLA CHIESA

Catechesi adulti
Parrocchia Santo Stefano Protomartire
Milazzo (ME)

"E' bello che le donne siano le prime testimoni della Resurrezione. Gli evangelisti hanno solo raccontato quello che le donne hanno visto. E' un po' la missione delle donne dare testimonianza ai loro figli e ai nipotini che Gesù è risorto. Questo è anche un segno della storicità dei racconti evangelici, giacché nel mondo ebraico le donne non avevano dignità di testimoni. E se i Vangeli glielo assegnano, vuol dire che il racconto è autentico".
"Mamme e donne, avanti con questa testimonianza".
(Papa Francesco)

Guarda la Locandina con il calendario degli incontri che si svolgeranno nel Salone Parrocchiale e avranno inizio alle ore 19.00


--------------------------------------


I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2015 - AFFIDATI AD UNA PROMESSA Il cammino umano e di fede dei Patriarchi



I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2015
della Fraternità Carmelitana 
di Barcellona P.G. (ME)

AFFIDATI AD UNA PROMESSA 
Il cammino umano e di fede dei Patriarchi

Dal 28 Gennaio all’11 Marzo

  il calendario completo degli incontri (PDF)


--------------------------------------

 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


   Quando il Signore è con noi...
  Autorevoli sono soltanto le parole...
  Il Vangelo cambia il cuore...
  Quando ci si apre alla vita...
Per sorridere
  Quando Gesù predicava... (vignetta)
  Simeone ed Anna sono due creature che...
  Questa offerta di se stessi a Dio...
  Anche noi, oggi, come Anna e Simeone...
Dedicato a tutte le suore...
  Ma pensiamo un po' cosa succederebbe se...
  Cominciate col fare ciò che è necessario...
  Oggi cercate dieci minuti...
  Gesù era in mezzo alla folla...
Salirà presto agli onori degli altari l’arcivescovo di San Salvador, Oscar Arnolfo Romero Galdámez, che il 24 marzo di 25 anni fa fu ucciso a San Salvador mentre era sull’altare per la celebrazione della Messa. Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto riguardante il suo martirio e domani (4 febbraio), alle 12.30, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, postulatore della Causa di Beatificazione, parlerà ai media in Sala Stampa Vaticana.
  Viviamo molto al di fuori di noi stessi...
  Gesù è incomprensibile a chi non è disposto...
  Ogni famiglia ha bisogno di...

Dietrich Bonhoeffer nasceva a Breslavia il 4 febbraio 1906
  Il primo servizio che si deve al prossimo...
  E' capace di credere al Regno di Dio...
  Se la Parola di Dio è presso di me...
  La Chiesa è Chiesa soltanto se...

  Partono i discepoli a due a due...
  Non c'è assolutamente posto nel ministero per coloro che...
  Come vorrei una Chiesa povera...
  Se uno vive un cristianesimo molto buono...
Piove a Roma? ecco la nuova iniziativa di Papa Francesco per i senzatetto...
Per fare fronte a queste giornate di forte maltempo anche nella città di Roma, papa Francesco ha fatto distribuire 300 ombrelli ai senzatetto che gravitano intorno al Vaticano e in altre zone della capitale. Lo dice all'ANSA l'elemosiniere apostolico, mons. Konrad Krajewski, che ha gestito l'iniziativa per conto del Pontefice.
Per rispondere ai bisogni dei clochard, riferisce mons. Krajewski, sono stati utilizzati 300 ombrelli dimenticati dai turisti in visita ai Musei Vaticani.
  Piove a Roma? ecco la nuova iniziativa di Papa Francesco per i senzatetto...
per sorridere...
piccoli grandi gesti, non solo parole...
  Senza parole (vignetta)


---------------------------------------------------------------

La processione della Candelora, che si celebra il 2 febbraio, quaranta giorni dopo il Natale, sarebbe un contrapposto a quella dei Lupercalia dei Romani e si lega alla festa della Presentazione di Gesù Bambino al tempio durante il quale Gesù viene definito dal vecchio Simeone «luce per illuminare le genti»

  CANDELORA, DAI RITI PAGANI A CRISTO "LUCE DEL MONDO"


---------------------------------------------------------------

  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Prepararsi alla liturgia domenicale - IV domenica del T.O. - "Parole e parole" di Antonio Savone



Prepararsi alla liturgia domenicale
IV domenica del T.O.

"Parole e parole"
di Antonio Savone

Aveva parlato di un Dio alle porte della vita di ogni uomo (il regno di Dio è vicino) e di una conversione vista non anzitutto come un ravvedersi dei propri peccati quanto di un credere a una buona notizia. Ed eccolo, Gesù, alle prese con un’umanità psichicamente disgregata (e forse non consapevole) mentre, come ogni buon ebreo, si ritrova a frequentare di sabato la sinagoga.

Dovette colpire particolarmente quel suo modo di parlare e di fare, se riuscì a strappare lo stupore dei presenti: Tutti erano stupiti… Finalmente una predica non noiosa, se le sue parole fecero breccia e trovarono consenso.

È vero: non tutte le parole si equivalgono. Ci sono parole e parole. E ciascuno di noi ha una sorta di sensore personale per riconoscerne la differenza.

Ci sono parole vuote portate via dal vento per la loro inconsistenza, ci sono parole leggere che non riescono ad entrare nelle profondità del nostro cuore e perciò scivolano via, ci sono parole che nascono dal bisogno di primeggiare, ci sono parole che nascono dall’invidia o dalla gelosia, ci sono parole che feriscono più di ogni arma, ci sono parole che promettono e non mantengono, ci sono parole che scatenano reazioni violente, ci sono parole di circostanza.

Non così le parole proferite da Cristo Gesù...
...

Il grido con cui la scena si conclude (straziandolo e gridando forte) ci ricorda che il prezzo della nostra libertà passa sempre attraverso non poche lacerazioni e prese di distanza.

  Parole e parole


---------------------------------------

"Un cuore che ascolta - lev shomea" - n. 8/2014-2015 (B) di Santino Coppolino



'Un cuore che ascolta - lev shomea' 
Concedi al tuo servo un cuore docile,
perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9)


Traccia di riflessione 
sul Vangelo della domenica 
di Santino Coppolino

Vangelo:  Mc 1,21-28

Subito dopo la chiamata alla sequela, Marco ci presenta Gesù come colui che insegna. L'evangelista non ci informa circa l'oggetto del suo insegnamento, afferma soltanto che Gesù suscita stupore, meraviglia in coloro che lo ascoltano. 
E' lo stupore, la meraviglia di chi, per la prima volta nella vita, ascolta una Parola nuova, una Parola che ridona speranza, un "Evangelo" che libera e risana coloro che lo accolgono. Chi non accoglie la novità di vita portata da Gesù sono coloro che, come gli scribi, ritengono loro stessi gli unici detentori e interpreti della Verità Rivelata, coloro che si chiudono e si trincerano nel: 
"Si è fatto sempre così, perché cambiare?".
Induriscono il loro cuore nascondendo a loro stessi e agli altri la verità rimanendo refrattari alla novità dello Spirito di Dio. Gli scribi (soferim), erano persone pie che, dopo un lunghissimo studio e approfondimento della Torah, ricevevano attraverso l'imposizione delle mani, lo Spirito di Mosè, lo Spirito della profezia. Da quel momento in poi diventavano i Teologi ufficiali, unici interpreti della Legge di Dio, e la loro autorità in materia religiosa era ritenuta persino più grande di quella dello stesso Sommo Sacerdote. Erano l'infallibile Magistero dell'epoca. Nel Talmud (libro sacro degli ebrei) si giunge ad asserire che:
"Le decisioni e le parole degli scribi sono superiori alla Torah"(Ber.M. 1,3).
...


---------------------------------------

 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


31 gennaio memoria liturgica di San Giovanni Bosco
  Dobbiamo essere lux mundi...
  Voi siete la delizia...
  Sii con Dio come l'allodola...

---------------------------------------------------------------


  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Don Bosco sempre attuale dopo 200 anni!


Intervista al rettor maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime: "Siamo nati per stare nelle periferie, come dice papa Francesco"

Non smettono di «andare all’incontro con i giovani, soprattutto con quelli più poveri». A duecento anni dalla nascita di don Bosco la Famiglia Salesiana continua la sua missione in 132 Paesi del mondo, dall’Asia all’Europa. Sapendo che «il cuore dei ragazzi è lo stesso ovunque e in ogni tempo, anche se la realtà dei giovani europei e quella dei ragazzi di strada dell’India non hanno nulla in comune. Eppure con il nostro sistema pedagogico preventivo, che è quello sperimentato da don Bosco, ci accorgiamo che sempre, quando un giovane vede che chi gli sta accanto cerca il suo bene, apre il suo cuore nello stesso modo». Don Ángel Fernández Artime, 54 anni, da quasi uno eletto rettor maggiore e decimo successore di don Bosco, ha lo sguardo sereno e i gesti accoglienti. Preoccupato solo di una cosa: che la grande Famiglia Salesiana resti fedele al suo carisma.

Un carisma ancora attuale?
«Papa Francesco dice sempre alla Chiesa di andare verso le periferie. Ecco, noi Salesiani siamo nati in periferia. Pensiamo a cosa è stato Valdocco per la Torino del 1800 o cosa è stato Mornese dove sono nate le Figlie di Maria Ausiliatrice. Le periferie sono nel nostro Dna. Come rettor maggiore, con il mio consiglio, la mia preoccupazione è la fedeltà a questo. E siamo fedeli quando siamo accanto e insieme ai giovani più poveri per educare ed evangelizzare. Tutto il resto viene dopo».

  SAN GIOVANNI BOSCO: ACCANTO AI GIOVANI E NELLE PERIFERIE

"I giovani italiani, così come i giovani di tutto il mondo, hanno ancora bisogno di noi, che siamo gli eredi di un grande uomo, vero figlio del suo tempo e tessitore della storia, un uomo straordinario ma umile che ha dato origine a un vasto movimento di persone sempre in cammino ancora oggi, da questa periferia di Torino alle diverse periferie esistenziali e geografiche del mondo". Il rettore maggiore dei Salesiani don Angel Fernandez Artime ha aperto così, a Torino, le celebrazioni del Bicentenario della nascita di Don Bosco.

 
200 anni con don Bosco, via alle celebrazioni


---------------------------------------

INTUIZIONI PROFETICHE SULLA DONNA NELL’ANTICO E NEL NUOVO TESTAMENTO fr. Egidio Palumbo ocarm (VIDEO INTEGRALE)



INTUIZIONI PROFETICHE SULLA DONNA 
NELL’ANTICO E NEL NUOVO TESTAMENTO
  fr. Egidio Palumbo ocarm
(VIDEO INTEGRALE)

Incontro inserito nell'ambito della catechesi degli adulti 
"LA DONNA NELLA BIBBIA 
E NELLA STORIA DELLA CHIESA"
promossa dalla 
Parrocchia Santo Stefano Protomartire
di Milazzo (ME)

20 GENNAIO 2015 

1. Il contesto socio-culturale e controtendenza profetica
Il contesto socio-culturale che condiziona storicamente la visione della donna nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, è quello soprattutto del patriarcato e dell’androcentrismo (la centralità dell’uomo-maschio). Non poche sono le pagine bibliche – sulle quali non mi soffermo – che mostrano questa precomprensione (a volte pregiudizio) della donna, come pure le pagine della tradizione ebraica. E tale precomprensione/pregiudizio è perdurato nei secoli anche dell’occidente cristiano, plasmato dalla cultura greca e romana. Ed in parte, lo dobbiamo ammettere, è presente anche oggi, nonostante la diffusa cultura liberale e democratica, e nonostante, almeno per quanto riguarda la comunità ecclesiale, la relazione liberante e perciò in contrasto con il suo ambiente che Gesù con la donna (al riguardo faremo alcuni accenni).
Ebbene, proprio tenendo presente tale contesto socio-culturale, risulta interessante notare che vi sono alcune pagine dell’Antico e del Nuovo Testamento che si muovono in controtendenza e mostrano di avere uno sguardo profondamenteprofetico sulla donna e sulle relazioni uomo-donna. Su queste pagine ci soffermeremo, affinché siano lette con più attenzione e la profezia sulla donna che esse comunicano non passi inosservata e inascoltata.
...
La donna, custode dell’umano
La pagina di 1Pt 3,3-4.7 riguardo alla moglie e alla donna più in generale evidenzia alcune annotazioni interessanti.
 1Pt 3,3-4 bisogna leggere così: «Il vostro ornamento non sia quello esteriore – capelli intrecciati, collane d’oro, vestiti di lusso – ma l’uomo nascosto nel cuore, in uno spirito incorruttibile, mite e tranquillo… ». Viene suggerito di coltivare una estetica spirituale, cioè di adornare l’interiorità, il proprio stile di vita, il proprio modo di essere. Perché? Non semplicemente per non darsi un’immagine poco reale di sé, ma, molto più profondamente, perché ogni donna ha dentro di sé «l’uomo nascosto nel cuore», cioèporta l’umano nelle profondità del suo essere, è custode dell’umano. La donna è icona dell’umanità, del mondo fatto di relazioni umane e umanizzanti («in uno spirito incorruttibile, mite e tranquillo»). Se in Gen 2,18.24 e in 1Cor 11,7.10 – come abbiamo visto – la donna rivela all’uomo qualcosa del mistero della presenza di Dio, qui in 1Pt 3,1-9rivela all’uomo il volto dell’umanità e il senso della vera umanità.
 In 1Pt 3,7, rivolgendosi ai mariti credenti, Pietro scrive (anche qui la traduzione va cambiata): «Allo stesso modo, voi mariti, coabitate insieme con le vostri mogli secondo la conoscenza/discernimento [che viene da Dio], rendendo loro onore come a un vaso più delicato e come coeredi della grazia della vita, affinché non vengano ostacolate le vostre preghiere». La donna è «un vaso più delicato» perché è custode della vita, e per questo porta in sé l’umano che ci rappresenta tutti. 
...

  VIDEO INTEGRALE

Guarda anche il primo incontro:

  "Ruth, l'amica" di Alberto Neglia, o.carm (VIDEO INTEGRALE)


---------------------------------------

Il 2 febbraio 2010 nasceva Pietre Vive il blog di Tempo Perso; per ricordare questo anniversario ripubblichiamo il primo post, una riflessione di Enzo Bianchi sulla festa liturgica della "Presentazione di Gesù al Tempio"


PIETRE VIVE, il blog di TEMPO PERSO



La data odierna ha un valore simbolico per tutti i Cristiani, per questo è stata scelta per dare l'avvio a PIETRE VIVE, il blog di TEMPO PERSO, siamo consapevoli di avere ancora tanto lavoro da fare... ma è un inizio...

Presentazione di Gesù al Tempio

Il 2 febbraio tutte le chiese cristiane celebrano la Presentazione di Gesù al Tempio; la festa odierna ci ricorda che 40 giorni dopo la nascita del suo primogenito, Maria portò il bambino al Tempio per riscattarlo con il sacrificio di due tortore o due colombe, secondo la Legge di Mosè.Questo adempimento della Legge ( anche il primo incontro ufficiale di Gesù con il suo popolo, nella persona dell'anziano Simeone. Per questo le chiese ortodosse chiamano la festa di oggi il Santo Incontro (hypapanté) del Signore. E' un incontro e una manifestazione, poiché Maria entra nel Tempio «per manifestare al mondo colui che ha dato la Legge e la compie», e per accompagnare il Figlio nella sua prima offerta al Padre.La festa della Presentazione sorse a Gerusalemme, dove è attestata già nel IV secolo. Dalla liturgia gerosolimitana le liturgie occidentali hanno attinto la processione delle candele, che hanno conservato fino ai nostri giorni; essa trae origine dal cantico del vecchio Simeone, il quale prendendo tra le braccia il piccolo Gesù ringrazia Dio e riconosce in quel bambino la «luce per la rivelazione alle genti e la gloria del popolo d'Israele».Celebrando questa festa i cristiani sono così condotti a ricordare che per riconoscere il Signore e la sua missione di salvezza universale sono necessarie la povertà e l'attesa che furono proprie di Simeone, della profetessa Anna e di tutti i poveri di Israele, che l'evangelista Luca presenta nel vangelo dell'infanzia. 
Enzo Bianchi

  Dal sito della Comunità di Bose: Presentazione di Gesù al tempio


---------------------------------------


19ª Giornata mondiale della vita consacrata



La Chiesa celebra oggi la Festa della Presentazione al Signore e la Giornata per la Vita Consacrata. In questa occasione, Papa Francesco presiede a partire dalle 17.30 la Santa Messa nella Basilica di San Pietro. Su questo appuntamento ascoltiamo il cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica...

  Braz de Aviz: Francesco dà nuovo vigore alla vita consacrata

Un grande compito affidato da Papa Francesco alle persone consacrate. Nel tempo del disorientamento e della paura occorrono luoghi abitati dalla speranza come accadde nei momenti più bui della storia europea occidentale e orientale: conventi e monasteri formarono una diga contro l'odio, l'orrore, la disperazione. Contemplazione e solidarietà, sorgente di nuova umanità

“Mi attendo che svegliate il mondo…”. Così afferma Papa Francesco nella lettera apostolica per l’Anno della vita consacrata iniziato il 30 novembre e che si concluderà il 2 febbraio 2016. Un appello che richiama i sui discorsi al Parlamento europeo e al Consiglio d’Europa, lo scorso 25 novembre, dedicati alla identità e alla responsabilità dell’Europa in questo momento storico...

  Conventi e monasteri svegliate l'Europa!

Madre Diana Papa, abbadessa del monastero delle clarisse di Otranto: "Noi ringraziamo i vescovi per la fiducia: è necessario, però, che scopriamo la bellezza della sinergia all'interno del popolo di Dio". E ancora: "La consacrata è una donna che ha una visione panoramica della realtà, ma attenta anche al frammento, sa aspettare i tempi della maturazione, umanizza la terra attraverso la tenerezza"

“Portate l’abbraccio di Dio” è il titolo del messaggio del Consiglio permanente della Cei per la 19ª Giornata mondiale della vita consacrata, che riprende la Lettera di Papa Francesco a tutti i consacrati. Un messaggio, quello dei vescovi italiani, che piace a madre Diana Papa, abbadessa del monastero delle clarisse di Otranto, per il suo “ampio respiro” e per “lo stimolo che offre a tutti i consacrati”...

  "Anche noi consacrati diventiamo icone gli uni per gli altri"

Vedi anche:

  • ANNO DELLA VITA CONSACRATA
  • Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 19ª Giornata mondiale della vita consacrata (2 febbraio 2015)
  • CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DELL’ANNO DEDICATO ALLA VITA CONSACRATA 2015


---------------------------------------

Briefing sulla Causa di Beatificazione dell’Arcivescovo di San Salvador, Óscar Arnulfo Romero y Galdámez (testo interventi relatori e video integrale)


Alle ore 12.30 di oggi, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha luogo un Briefing tenuto da S.E. Mons. Vincenzo Paglia, sulla Causa di Beatificazione dell’Arcivescovo di San Salvador, Óscar Arnulfo Romero y Galdámez, di cui egli Postulatore. Presenti al Briefing anche il Postulatore diocesano della causa, Mons. Jesús Delgado e il Prof. Roberto Morozzo della Rocca, dell’Università degli Studi di "Roma Tre", Storico. Pubblichiamo di seguito gli interventi dell’Arcivescovo Mons. Vincenzo Paglia e del Prof. Roberto Morozzo della Rocca

  Briefing sulla Causa di Beatificazione dell’Arcivescovo di San Salvador, Óscar Arnulfo Romero y Galdámez

  video



---------------------------------------



CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni



  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)

"Thomas Merton, Gandhi e i ciclopi" di Christian Albini



"Thomas Merton,
 Gandhi e i ciclopi" 
di Christian Albini

Ci ha insegnato e riconoscere i ciclopi, i barbari, e oggi abbiamo ancora bisogno della sua parola che scava in profondità, del suo sguardo visionario.

Il 31 gennaio 1915, a Prades (Francia), nacque Thomas Merton, approdato alla fede cattolica e alla vocazione monastica dopo una giovinezza cosmopolita, ricca di esperienze, ma anche travagliata.
...

Nell’occasione di questo centenario, vale la pena di soffermarsi su uno degli aspetti più rilevanti, e a suo tempo controversi, della ricca elaborazione mertoniana, quella riguardante la pace e la nonviolenza. I recenti fatti di Parigi e l’emergenza del fondamentalismo la rendono particolarmente attuale. Non tanto in vista dello sterile esercizio consistente nel chiedersi: «Che cosa direbbe Thomas Merton, oggi?», quanto nella prospettiva di mettere in risalto i punti focali delle convinzioni da lui maturate che sta a noi mettere in correlazione con le vicende del nostro tempo.
...

  "Thomas Merton, Gandhi e i ciclopi" di Christian Albini



---------------------------------------


"Un Papa dallo stile diverso" - JESUS, gennaio 2015 La bisaccia del mendicante di ENZO BIANCHI



JESUS, gennaio 2015
La bisaccia del mendicante

Rubrica di ENZO BIANCHI

Un Papa dallo stile diverso

Nella bisaccia del mendicante che porto a tracolla e che in cammino sovente mi batte sul cuore, raccolgo cose preziose che conservo amorosamente anche per tirarle fuori al tempo opportuno, ma ce ne sono anche altre che, dopo un attento discernimento, lascio cadere a terra: non sono degne di essere conservate. Tra questi oggetti a volte ci sono pietre che alcuni tirano per colpirmi: qualcuna mi raggiunge e mi fa male, altre mi passano accanto. Ma tutte cadono a terra e io non le raccatto per non aver la tentazione di rilanciarle al mittente. In questo mi aiuta anche la vecchiaia e il suo conoscere l’accumulo di azioni che non lasciano tracce. A essere sincero, non sono tentato neppure di difendermi: solo se fossero calunnie attinenti alla fede o alla morale reagirei, per interrogarmi e valutare un’eventuale difesa.
Pensando a questo, emerge davanti a me l’immagine di papa Francesco, questo vescovo di Roma che, inatteso dai più, ha fatto divampare nuovamente il fuoco del Vangelo che non era spento ma covava sotto la cenere accumulatasi negli ultimi decenni, dopo il fiammeggiare dell’ora del Concilio. Papa Francesco ha molti nemici o, meglio, sa che molti lo avversano, non riescono ad avere per lui simpatia, non sono disposti ad ascoltarlo: sono costoro a sentirsi suoi nemici, anche se lui, proprio in nome del Vangelo che vuole vivere ogni giorno con radicalità, rifiuta di considerarli tali e di agire di conseguenza, secondo la strategia umana richiesta dalla contrapposizione. L’unica difesa che compie è la denuncia delle “chiacchiere” – io le definirei “mormorazioni” – che egli fa sovente, commentando il Vangelo nella messa mattutina a Santa Marta. Chiacchiere che non sono critica a viso aperto, esercizio di parresia e franchezza, ma parole scagliate come frecce nel buio, ripetute in conciliaboli, accuse a mezza voce che ipotizzano addirittura una sua infedeltà alla tradizione della chiesa e alla dottrina cattolica.

Dobbiamo riconoscerlo: c’erano critiche anche verso Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma per Francesco c’è anche un sottile disprezzo. Lo si giudica “non teologo”, lo si legge con diffidenza, soprattutto si prova fastidio verso i suoi gesti semplici e spontanei, umani e così poco ieratici da sembrare populisti. Eppure Francesco vive come ha sempre vissuto – lui stesso confessa di essersi proposto di non cambiare vita diventato papa – nella semplicità, lasciando che la passione del Vangelo lo muova, senza badare troppo a stili consolidati di potere e di corte. È certamente un papa diverso nello stile da chi lo ha preceduto, ma questa è una ricchezza per la chiesa che è universale e non può continuare a esprimersi solo in atteggiamenti molto legati alla cultura europea. L’operazione di discernimento autentico con l’aiuto dello Spirito santo che andrebbe fatta è invece quella sull’elemento che più propriamente gli compete: il confermare i fratelli nella fede, lo stare in mezzo a loro come colui che serve, il pascere i suoi fratelli e le sue sorelle amando il Signore più di tutte le cose proprie.
...

  Un Papa dallo stile diverso


---------------------------------------

"La persona umana in relazione" di p. Giovanni Tirante, cgs (VIDEO INTEGRALE)



"La persona umana in relazione" 
di p. Giovanni Tirante, cgs 
(VIDEO INTEGRALE)

CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO
La forza umanizzante del Vangelo


ITINERARIO DI FORMAZIONE
PER LA VITA CRISTIANA
Anno 2015
Vicariato di Barcellona PG (ME)

26 gennaio 2015 - secondo incontro del 2015

I. Una realtà in divenire e relazionale
L’uomo è una realtà in divenire, creato a immagine di Dio, partecipa della creazione di se stesso fino a ‘nascere’ figlio di Dio e ‘figlio’ di se stesso. L’uomo non può determinare il suo essere ma la sua crescita nella dimensione dell’essere sì. Detto in altre parole: l’uomo non può determinare il suo essere ad immagine di Dio ma può determinare il suo divenirne sempre più somigliante; Dio affida all’uomo la responsabilità della sua crescita. Quando parliamo di responsabilità dobbiamo intendere non solo l’abilità a rispondere ma anche la libertà a rispondere. Attraverso la libertà Dio ha fatto partecipare l’uomo alla con-creazione di se stesso, Dio creatore, crea l’uomo capace di contribuire a creare se stesso, contribuire alla sua crescita. 
Dal punto di vista teologico, l’essere relazione dell’uomo si fonda sul fatto che Dio è una Trinità e non una sola Persona, è una relazione (comunione di persone: Padre Figlio e Spirito Santo. L’uomo, in quanto creato ad immagine e somiglianza di Dio ha una dimensione relazionale come parte costituente della sua realtà. La relazionalità è costitutiva della persona, non è possibile l’esistenza della persona matura senza la relazione, senza la comunicazione. Noi siamo in un contesto di relazioni più o meno forti che possiamo vivere in modo diverso, a seconda delle nostre intenzioni e motivazioni, siamo: tra, per, con. Siamo tra gli altri, per gli altri, con gli altri… e se vogliamo abbiamo anche un’altra dimensione che dice la nostra relazione fondamentale quella con Dio: in. Siamo in Dio e Dio è in noi questa e la relazione più profonda dalla quale, per noi credenti, scaturiscono tutte le altre.
...

  video integrale


---------------------------------------

Soane Patita Paini Mafi, classe 1961, nel Concistoro del 14 febbraio sarà creato cardinale: il più giovane del Collegio. Perché questa scelta? "Posso solo immaginare che il Papa ha bisogno di far capire che la Chiesa è composta da tutti i quattro angoli del pianeta". E ancora: "Nelle periferie la Chiesa e la sua opzione preferenziale per i poveri può essere meglio sperimentata e forse meglio applicata"

  Maria Chiara Biagioni:   Da Tonga a Roma per portare "il grido dei poveri"

--------------------------------------------------------------


Carla Danani, docente di filosofia politica e di filosofia dell'abitare all'Università degli Studi di Macerata, relatrice al 35esimo convegno dell'Istituto "Vittorio Bachelet": "La politica deve riprendersi un ruolo importante: può essere come il 'lubrificatore' per costruire un patto sociale condiviso in direzione di un abitare fecondo, solidale, capace di innovare"

  Gianni Borsa:   La città inclusiva? Non espelle e non respinge

--------------------------------------------------------------

I tempi al di là del Tevere sono biblici, ma stavolta qualcosa si muove davvero. Un moto impercettibile, carsico, eppure energico. Una voce difficile da ignorare. Un tempo si poteva, ora non più. Le donne bussano alla porta della Chiesa e chiedono uguaglianza, domandano di eliminare le discriminazioni, di rivedere un impianto sostanzialmente maschile.  Nessuno vuole minare alla base il sacerdozio, il tema è ben altro, per certi versi più rilevante, si tratta di cercare un equilibrio, nel rispetto delle differenze. Le donne chiedono di incidere nelle dinamiche ecclesiali, all'interno delle strutture.

  Franca Giansoldati:   Chiesa, la rivoluzione è donna

--------------------------------------------------------------


 FRANCESCO
 


    Angelus/Regina Cæli - Angelus del 1° febbraio 2015

    Udienza Generale - del 4 febbraio 2015: La Famiglia - 3Bis Padre (II)

   Omelia - Santa Messa in occasione della Giornata per la Vita Consacrata (2 febbraio 2015)

   Discorso - Ai Dirigenti della Confederazione nazionale Coldiretti (31 gennaio 2015)

   Discorso - Agli Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale di Lituania, in Visita "ad Limina Apostolorum" (2 febbraio 2015)

   Discorso - Agli Ecc.mi Presuli della Conferenza Episcopale di Grecia, in Visita "ad Limina Apostolorum" (5 febbraio 2015)


   Discorso - Ai Prefetti di diverse Città d'Italia (6 febbraio 2015)



   Messaggio - Quaresima 2015: Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)


--------------------------------------------------------------

SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


Tweet


31/01/2015:

  C'è un urgente bisogno...

03/02/2015:

  Siamo tutti peccatori...


06/02/2015:

  Avere fede non significa...


 
---------------------------------------------------------------


  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Angelus del 1° febbraio 2015 - Testo e video



 1° febbraio 2015 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il brano evangelico di questa domenica (cfr Mc 1,21-28) presenta Gesù che, con la sua piccola comunità di discepoli, entra a Cafarnao, la città dove viveva Pietro e che in quei tempi era la più grande della Galilea. E Gesù entra in quella città.

L’evangelista Marco racconta che Gesù, essendo quel giorno un sabato, si recò subito nella sinagoga e si mise a insegnare (cfr v. 21). Questo fa pensare al primato della Parola di Dio, Parola da ascoltare, Parola da accogliere, Parola da annunciare. Arrivando a Cafarnao, Gesù non rimanda l’annuncio del Vangelo, non pensa prima alla sistemazione logistica, certamente necessaria, della sua piccola comunità, non indugia nell’organizzazione. La sua preoccupazione principale è quella di comunicare la Parola di Dio con la forza dello Spirito Santo. E la gente nella sinagoga rimane colpita, perché Gesù «insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi» (v. 22).

Che cosa significa “con autorità”? 
...

Invochiamo la materna intercessione della Vergine Maria, Colei che ha accolto la Parola e l’ha generata per il mondo, per tutti gli uomini. Ci insegni Lei ad essere ascoltatori assidui e annunciatori autorevoli del Vangelo di Gesù.

Dopo l'Angelus:

Cari fratelli e sorelle,

desidero annunciare che sabato 6 giugno, a Dio piacendo, mi recherò a Sarajevo, capitale della Bosnia ed Erzegovina. Vi chiedo fin d’ora di pregare affinché la mia visita a quelle care popolazioni sia di incoraggiamento per i fedeli cattolici, susciti fermenti di bene e contribuisca al consolidamento della fraternità, della pace, del dialogo interreligioso e dell’amicizia.
...
Oggi si celebra in Italia la Giornata per la Vita, che ha come tema «Solidali per la vita». Rivolgo il mio apprezzamento alle associazioni, ai movimenti e a tutti coloro che difendono la vita umana. Mi unisco ai Vescovi italiani nel sollecitare «un rinnovato riconoscimento della persona umana e una cura più adeguata della vita, dal concepimento al suo naturale termine» (Messaggio per la 37ª Giornata nazionale per la Vita). Quando ci si apre alla vita e si serve la vita, si sperimenta la forza rivoluzionaria dell’amore e della tenerezza, inaugurando un nuovo umanesimo: l’umanesimo della solidarietà, l’umanesimo della vita.

Saluto il Cardinale Vicario, i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a promuovere la cultura della vita.

A tutti auguro buona domenica. Per favore non dimenticate di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

  testo integrale

  video integrale


--------------------------------------------

FESTA DELLA PRESENTAZIONE DEL SIGNORE - 19ª giornata della vita consacrata - Messa di Papa Francesco (Foto, testo, video)


 2/2/2015 

Il rito della benedizione delle candele e la processione hanno aperto nella Basilica di San Pietro la Messa presieduta da Papa Francesco, in occasione della Giornata della vita consacrata, con i membri degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica.

Omelia

Teniamo davanti agli occhi della mente l’icona della Madre Maria che cammina col Bambino Gesù in braccio. Lo introduce nel tempio, lo introduce nel popolo, lo porta ad incontrare il suo popolo.

Le braccia della Madre sono come la “scala” sulla quale il Figlio di Dio scende verso di noi, la scala dell’accondiscendenza di Dio. Lo abbiamo ascoltato nella prima Lettura, dalla Lettera agli Ebrei: Cristo si è reso «in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede» (2,17). E’ la duplice via di Gesù: Egli è sceso, si è fatto come noi, per ascendere al Padre insieme con noi, facendoci come Lui.

Possiamo contemplare nel cuore questo movimento immaginando la scena evangelica di Maria che entra nel tempio con il Bambino in braccio. La Madonna cammina, ma è il Figlio che cammina prima di Lei. Lei lo porta, ma è Lui che porta Lei in questo cammino di Dio che viene a noi affinché noi possiamo andare a Lui.

Gesù ha fatto la nostra stessa strada per indicare a noi il cammino nuovo, cioè la “via nuova e vivente” (cfr Eb 10,20) che è Lui stesso. E per noi, consacrati, questa è l’unica strada che, in concreto e senza alternative, dobbiamo percorrere con gioia e perseveranza.
...

Il Signore, per intercessione di Maria nostra Madre, di San Giuseppe e dei Santi Simeone e Anna, ci conceda quanto gli abbiamo domandato nell’Orazione di Colletta: di «essere presentati [a Lui] pienamente rinnovati nello spirito». Così sia.

 
video dell'omelia

  testo integrale dell'omelia

  video integrale



--------------------------------------------

Papa Francesco UDIENZA GENERALE 4 febbraio 2015 - foto, testo e video



 4 febbraio 2015 

Un blocco di disegni colorati, consegnatogli da un gruppo di ragazzi, e variopinte magliette di stampo calcistico con il suo nome stampato sopra anche in spagnolo. Sono tra i doni ricevuti dalle mani dei circa 7mila fedeli presenti in Aula a Paolo VI, dove il Papa è arrivato sorridente intorno alle 9.45 e ha percorso a piedi, come al solito, facendosi largo a fatica, ma sempre sorridente, il lungo corridoio centrale. Consueto bagno di folla con strette di mani e abbracci, oltre agli immancabili selfie e all’ormai tradizionale “scambio dello zucchetto”.

  video del saluto ai fedeli

Continuando un ciclo di catechesi sulla famiglia, in vista del Sinodo sulla famiglia di ottobre prossimo, Jorge Mario Bergoglio, che oggi ha pronunciato il suo discorso in piedi, ha tratteggiato la figura del buon padre di famiglia, «presente» ma non «controllatore», capace di correggere ma anche di perdonare.

La Famiglia - 3Bis Padre (II)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei svolgere la seconda parte della riflessione sulla figura del padre nella famiglia. La volta scorsa ho parlato del pericolo dei padri “assenti”, oggi voglio guardare piuttosto all’aspetto positivo. Anche san Giuseppe fu tentato di lasciare Maria, quando scoprì che era incinta; ma intervenne l’angelo del Signore che gli rivelò il disegno di Dio e la sua missione di padre putativo; e Giuseppe, uomo giusto, «prese con sé la sua sposa» (Mt 1,24) e divenne il padre della famiglia di Nazaret.
Ogni famiglia ha bisogno del padre. Oggi ci soffermiamo sul valore del suo ruolo, e vorrei partire da alcune espressioni che si trovano nel Libro dei Proverbi, parole che un padre rivolge al proprio figlio, e dice così: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia. Esulterò dentro di me, quando le tue labbra diranno parole rette» (Pr 23,15-16). Non si potrebbe esprimere meglio l’orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di avere trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio.
...

La Chiesa, nostra madre, è impegnata a sostenere con tutte le sue forze la presenza buona e generosa dei padri nelle famiglie, perché essi sono per le nuove generazioni custodi e mediatori insostituibili della fede nella bontà, della fede nella giustizia e nella protezione di Dio, come san Giuseppe.

  video della catechesi

Saluti:
...
APPELLO

Ancora una volta il mio pensiero va all’amato popolo ucraino. Purtroppo la situazione sta peggiorando e si aggrava la contrapposizione tra le parti. Preghiamo anzitutto per le vittime, tra cui moltissimi civili, e per le loro famiglie, e chiediamo al Signore che cessi al più presto questa orribile violenza fratricida. Rinnovo l’accorato appello affinché si faccia ogni sforzo – anche a livello internazionale – per la ripresa del dialogo, unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra. Fratelli e sorelle, quando io sento le parole “vittoria” o “sconfitta” sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore. Non sono parole giuste; l’unica parola giusta è “pace”. Questa è l’unica parola giusta. Io penso a voi, fratelli e sorelle ucraini … Pensate, questa è una guerra fra cristiani! Voi tutti avete lo stesso battesimo! State lottando fra cristiani. Pensate a questo scandalo. E preghiamo tutti, perché la preghiera è la nostra protesta davanti a Dio in tempo di guerra.

* * *

Porgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Sono lieto di accogliere i Vescovi che prendono parte al convegno promosso dalla Comunità di Sant’Egidio e le religiose partecipanti al corso di formazione promosso dal Centro Internazionale di Animazione Missionaria. Vi auguro di ravvivare la fede nel Signore e di testimoniare con rinnovato entusiasmo la tensione evangelica verso le periferie e verso gli ultimi. 
...
Rivolgo un pensiero speciale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Domani celebreremo la memoria di Sant’Agata vergine e martire. La sua giovane esistenza faccia comprendere a voi, cari giovani, il valore della vita vissuta per Dio; la sua fede incrollabile aiuti voi, cari ammalati, a confidare nel Signore nei momenti di sconforto; e la sua fortezza nel martirio indichi a voi, cari sposi novelli, i valori che veramente contano per la vita familiare. Grazie.

  il testo integrale

A conclusione dell’udienza, il Papa ha salutato i vescovi che prendono parte al convegno promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, tra i quali monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia nonché postulatore della causa di beatificazione di monsignor Oscar Arnulfo Romero decisa ieri dal Papa. Non si è sottratto nemmeno alle foto con gli sposi, concedendosi anche per alcuni selfie.
Presente in aula «Nervi» anche Lucia Annibali, l’avvocato di Urbino sfigurata con l’acido nel 2013 dall’ex fidanzato recentemente condannato.

  video integrale


--------------------------------------------


«Ma tu fai la preghiera di contemplazione?» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano

3 febbraio 2015
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m.

Papa Francesco:
“La contemplazione del Vangelo ci avvicina a Gesù”

Leggere ogni giorno una pagina del Vangelo per «dieci, quindici minuti e non di più», tenendo «fisso lo sguardo su Gesù» per «immaginarmi nella scena e parlare con lui, come mi viene dal cuore»: queste sono le caratteristiche della «preghiera di contemplazione», vera sorgente di speranza per la nostra vita. È il suggerimento lanciato dal Papa durante la messa celebrata martedì mattina, 3 febbraio, nella cappella della Casa Santa Marta.

Nella prima lettura, ha fatto notare Francesco, «l’autore della Lettera agli Ebrei (12, 1-4) richiama la memoria dei primi giorni dopo la conversione, dopo l’incontro con Gesù, e richiama anche la memoria dei nostri padri: “Quanto hanno sofferto, quando in cammino sono andati”». Proprio «guardando questi padri dice: “Anche noi circondati da tale moltitudine di testimoni”». Dunque è «la testimonianza dei nostri antenati» che «lui richiama alla memoria». E «richiama anche la nostra esperienza, quando eravamo tanto felici nel primo incontro con Gesù». Questa «è la memoria, della quale abbiamo parlato come un riferimento della vita cristiana».

Ma oggi, ha rimarcato il Papa, «l’autore della Lettera parla dell’altro riferimento, cioè della speranza». E «ci dice che dobbiamo avere coraggio di andare avanti: “Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti”». Poi «dice qual è proprio il nocciolo della speranza: “tenendo fisso lo sguardo su Gesù”». Ecco il punto: «se noi non abbiamo il nostro sguardo fisso su Gesù difficilmente possiamo avere speranza». Magari «possiamo avere ottimismo, essere positivi, ma la speranza?».

Del resto, ha spiegato Francesco, «la speranza si impara soltanto guardando Gesù, contemplando Gesù; s’impara con la preghiera di contemplazione». E «di questo voglio parlare oggi» ha confidato, alimentando la sua riflessione attraverso una domanda: «Io posso chiedere a voi: come pregate?». Qualcuno, ha detto, potrebbe rispondere: «Io, padre, prego le preghiere che ho imparato da bambino». E ha commentato: «Va bene, quello è buono». Qualche altro potrebbe aggiungere: «Prego anche il rosario, ma tutti i giorni!». E il Papa: «È buono pregare il rosario tutti i giorni». Infine c’è chi potrebbe dire: «Parlo anche col Signore, quando ho una difficoltà, o con la Madonna o con i santi...». E anche «questo è buono».

Di fronte a tutto ciò, tuttavia, il Pontefice ha rilanciato con un’altra domanda: «Ma tu fai la preghiera di contemplazione?». Un interrogativo, forse, un po’ spiazzante, tanto che qualcuno potrebbe dire: «Cosa è questo, padre? Com’è questa preghiera? Dove si compra? Come si fa?». La risposta di Francesco è chiara: «Si può fare soltanto col Vangelo in mano». In pratica, ha suggerito, «tu prendi il Vangelo, scegli un passo, lo leggi una volta, lo leggi due volte; immagina, come se tu vedessi quello che succede e contempla Gesù».
...

  Messa a Santa Marta Il Vangelo a portata di mano

  video


--------------------------------------------

«La missione della Chiesa: guarire le ferite del cuore, aprire porte, liberare, dire che Dio è buono, che Dio perdona tutto, che Dio è padre, che Dio è tenero, che Dio ci aspetta sempre». - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano

27 gennaio 2015
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m.

Papa Francesco:
“il Vangelo si annuncia in povertà”

La vera missione della Chiesa non è mettere a punto un’efficiente macchina di aiuti, sul modello di una ong. Il profilo dell’apostolo — che annuncia in semplicità e povertà il Vangelo con l’unico vero potere che viene da Dio — si riconosce invece nella chiara espressione di Gesù ai discepoli rientrati felici dalla missione: «siamo servi inutili». E così il Papa — nella messa celebrata giovedì 5 febbraio, nella cappella della Casa Santa Marta — ha riaffermato che la vera «missione della Chiesa è guarire le ferite del cuore, aprire porte, liberare, dire che Dio è buono, perdona tutto, è padre, Dio è tenero e ci aspetta sempre».

Nel passo evangelico di Marco (6, 7-13) proposto dalla liturgia, ha esordito il Pontefice, «abbiamo ascoltato come Gesù chiama i suoi discepoli» e li invia a «portare il Vangelo: è lui che chiama». Il Vangelo dice «che chiamò a sé e mandava e dava loro poteri: nella vocazione dei discepoli, il Signore dà il potere: il potere per cacciare gli spiriti impuri per liberare, per guarire. Questo è il potere che dà Gesù». Egli infatti «non dà il potere di manovrare o fare grandi imprese»; ma «il potere, lo stesso potere che aveva lui, il potere che lui aveva ricevuto dal Padre, glielo consegna». E lo fa con un «consiglio chiaro: andate in comunità, ma per il viaggio non prenderete nient’altro che un bastone, né pane, né sacca, né denaro: in povertà!».

«Il Vangelo — ha affermato Francesco — è così tanto ricco e tanto forte che non ha bisogno di fare grandi ditte, grandi imprese per essere annunciato». Perché il Vangelo «dev’essere annunciato in povertà, e il vero pastore è quello che va come Gesù: povero, ad annunciare il Vangelo, con quel potere». E «quando il Vangelo viene custodito con questa semplicità, con questa povertà, si vede chiaramente che la salvezza non è una teologia della prosperità» ma «è un dono, lo stesso dono che Gesù aveva ricevuto per darlo».

Francesco ha riproposto «quella scena tanto bella della sinagoga, quando Gesù si presenta ai suoi: “Io sono stato inviato a portare salvezza, a portare il lieto annuncio ai poveri, ai carcerati la liberazione, ai ciechi il dono della vista. La liberazione a tutti quelli che sono oppressi e per annunziare l’anno di grazia, l’anno di gioia”». Proprio questo, ha detto, «è lo scopo dell’annunzio evangelico, senza tante cose strane, mondane». Gesù «manda così».

E — si è chiesto — «cosa comanda di fare» ai discepoli, qual è il suo programma pastorale?». Semplicemente quello di «curare, guarire, alzare, liberare, cacciare via i demoni: questo è il programma semplice». Che coincide, ha fatto notare Francesco, con «la missione della Chiesa: la Chiesa che guarisce, che cura». Tanto che, ha ricordato, «alcune volte io ho parlato della Chiesa come di un ospedale da campo: è vero! Quanti feriti ci sono, quanti feriti! Quanta gente che ha bisogno che le sue ferite siano guarite!».

Dunque, ha proseguito il Papa, «questa è la missione della Chiesa: guarire le ferite del cuore, aprire porte, liberare, dire che Dio è buono, che Dio perdona tutto, che Dio è padre, che Dio è tenero, che Dio ci aspetta sempre».
...

  Messa a Santa Marta Io avrò cura di te

  video


--------------------------------------------

«La strada di Giovanni, di Gesù; e la nostra». - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano

29 gennaio 2015
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m.

Papa Francesco:
“martiri di oggi, come il Grande Giovanni”

Un uomo, Giovanni, e una strada, che è quella di Gesù, indicata dal Battista, ma è anche la nostra, nella quale tutti siamo chiamati al momento della prova.
Parte dalla figura di Giovanni, «il grande Giovanni: al dire di Gesù “l’uomo più grande nato da donna”» la riflessione di Papa Francesco nella messa celebrata a Santa Marta venerdì 6 febbraio. Il vangelo di Marco (6, 14-29) racconta della prigionia e del martirio di quest’«uomo fedele alla sua missione; l’uomo che ha sofferto tante tentazioni» e che «mai, mai ha tradito la sua vocazione». Un uomo «fedele» e «di grande autorità, rispettato da tutti: il grande di quel tempo».

Papa Francesco si è soffermato ad analizzare la sua figura: «Quello che gli usciva dalla bocca era giusto. Il suo cuore era giusto». Era tanto grande che «Gesù dirà anche di lui che “è Elia che è tornato, per pulire la casa, per preparare il cammino”». E Giovanni «era cosciente che il suo dovere era soltanto annunziare: annunziare la prossimità del Messia. Lui era cosciente, come ci fa riflettere sant’Agostino, che lui era la voce soltanto, la Parola era un altro». Anche quando «è stato tentato di “rapinare” questa verità, lui è rimasto giusto: “Io non sono, dietro di me viene, ma io non sono: io sono il servo; io sono il servitore; io sono quello che apre le porte, perché lui venga».

A questo punto il Pontefice ha introdotto il concetto di strada
...
La vita di Giovanni «non è stata facile»
...
Lungo la strada di Giovanni si è affacciato quindi «il buio dello sbaglio, il buio di una vita bruciata nell’errore. E questa per lui è stata una croce».
...
E così Giovanni finisce la sua vita «sotto l’autorità di un re mediocre, ubriaco e corrotto, per il capriccio di una ballerina e per l’odio vendicativo di un’adultera». Così «finisce il grande, l’uomo più grande nato da donna», ha commentato Francesco che ha confessato: «Quando io leggo questo brano, mi commuovo». E ha aggiunto una considerazione utile alla vita spirituale di ogni cristiano: «Penso a due cose: primo, penso ai nostri martiri, ai martiri dei nostri giorni, quegli uomini, donne, bambini che sono perseguitati, odiati, cacciati via dalle case, torturati, massacrati». E questa, ha sottolineato, «non è una cosa del passato: oggi succede questo. I nostri martiri, che finiscono la loro vita sotto l’autorità corrotta di gente che odia Gesù Cristo». Perciò «ci farà bene pensare ai nostri martiri. Oggi pensiamo a Paolo Miki, ma quello è successo nel 1600. Pensiamo a quelli di oggi, del 2015».

Il Pontefice ha proseguito aggiungendo che questo brano lo spinge anche a riflettere su se stesso: «Anche io finirò. Tutti noi finiremo. Nessuno ha la vita “comprata”. Anche noi, volendo o non volendo, andiamo sulla strada dell’annientamento esistenziale della vita». E ciò, ha detto, lo spinge «a pregare che questo annientamento assomigli il più possibile a Gesù Cristo, al suo annientamento».

Si chiude così il cerchio della meditazione di Francesco: «Giovanni, il grande, che diminuisce continuamente fino al nulla; i martiri, che diminuiscono oggi, nella nostra Chiesa di oggi, fino al nulla; e noi, che siamo su questa strada e andiamo verso la terra, dove tutti finiremo». In questo senso la preghiera finale del Papa: «Che il Signore ci illumini, ci faccia capire questa strada di Giovanni, il precursore della strada di Gesù; e la strada di Gesù, che ci insegna come deve essere la nostra».

  Messa a Santa Marta - La notte buia del più grande

  video


--------------------------------------------


Le parole del Papa mettono tutto su una prospettiva diversa: dice che è ora di passare dalle parole alle azioni, non dimenticando mai la preghiera, il Vangelo, la radicale opzione per i piccoli che sono i senza voce della società moderna. Con lui diciamo ai genitori che "la Chiesa è una casa sicura per i loro figli"

  Fortunato Di Noto:   Francesco ama i piccoli e la Chiesa non li abbandona



---------------------------------------------------------------






 Sei interessato a ricevere la nostra newsletter
 ma non sei iscritto ?
 
Iscriversi è facile e gratuito.  

               ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

 riceverai la newsletter di "TEMPO  PERSO", ogni settimana, direttamente nella casella di posta elettronica.



L’elenco delle precedenti newsletter:


2015


     

 n. 1 del 9 gennaio 2015





 n. 2 del 16 gennaio 2015
       
 n. 3 del 23 gennaio 2015
SPECIALI di TEMPO PERSO

AVVENTO/NATALE 2014








L’elenco delle precedenti newsletter:


2014


     
 n. 1 del 3 gennaio 2014

n. 4 del 24 gennaio 2014

n. 7 del 14 febbraio 2014

n. 10 del 7 marzo 2014

n. 13 del 28 marzo 2014

n. 16 del 18 aprile 2014

n. 19 del 9 maggio 2014

n. 22 del 30 maggio 2014

n. 25 del 20 giugno 2014

n. 28 dell'11 luglio 2014

n. 31 del 1°agosto 2014

n. 34 del 5 settembre 2014

n. 37 del 26 settembre 2014

n. 40 del 17 ottobre 2014

n. 43 del 7 novembre 2014

n. 46 del 28 novembre 2014

n. 49 del 19 dicembre 2014


n. 2 del 10 gennaio 2014
               
 n. 5 del 31 gennaio 2014

n. 8 del 21 febbraio 2014

n. 11 del 14 marzo 2014

n. 14 del 4 aprile 2014

n. 17 del 25 aprile 2014

n. 20 del 16 maggio 2014

n. 23 del 6 giugno 2014

n. 26 del 27 giugno 2014

n. 29 del 18 luglio 2014

n. 32 del 22 agosto 2014

n. 35 del 12 settembre 2014

n. 38 del 3 ottobre 2014

n. 41 del 24 ottobre 2014

n. 44 del 14 novembre 2014

n. 47 del 5 dicembre 2014

n. 50 del 31 dicembre 2014
n. 3 del 17 gennaio 2014

n. 6 del 7 febbraio 2014

n. 9 del 28 febbraio 2014


n. 12 del 21 marzo 2014

n. 15 dell'11 aprile 2014

n. 18 del 2 maggio 2014

n. 21 del 23 maggio 2014

n. 24 del 13 giugno 2014

n. 27 del 4 luglio 2014

n. 30 del 25 luglio 2014

n. 33 del 29 agosto 2014

n. 36 del 19 settembre 2014

n. 39 del 10 ottobre 2014

n. 42 del 31 ottobre 2014

n. 45 del 21 novembre 2014

n. 48 del 12 dicembre 2014
SPECIALI di TEMPO PERSO

Cardinale Carlo Maria Martini

  

Benedetto XVI  rinuncia al ministero
di Vescovo di Roma,
Successore di San Pietro








newsletter degli anni precedenti

 
2013

  2012
 
  2011

  2010

  2009

  2008

 

   AVVISI: 

  1) La newsletter è settimanale;

 

  2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:

      http://digilander.libero.it/tempo_perso_2/la_lectio_del_Vangelo_della_domenica.htm

 

  3) Il  servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina

            http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm