"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°40 del 2014
Aggiornamento della settimana -
dall'11 al 17 ottobre 2014 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 24 ottobre 2014 |
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N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"... E' una grande responsabilità:
portare le realtà e le problematiche delle Chiese, per aiutarle a
camminare su quella via che è il Vangelo della famiglia.
Una condizione generale di base è questa: parlare chiaro. Nessuno dica: "Questo non si può dire; penserà di me così o così...". Bisogna dire tutto ciò che si sente con parresia. Dopo l'ultimo Concistoro (febbraio 2014), nel quale si è parlato della famiglia, un Cardinale mi ha scritto dicendo: peccato che alcuni Cardinali non hanno avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa, ritenendo forse che il Papa pensasse qualcosa di diverso. Questo non va bene, questo non è sinodalità, perché bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli. Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalità. Per questo vi domando, per favore, questi atteggiamenti di fratelli nel Signore: parlare con parresia e ascoltare con umiltà. E fatelo con tanta tranquillità e pace, perché il Sinodo si svolge sempre cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti e custodia della fede... (Papa Francesco discorso di saluto ai Padri Sinodali) Vi domando, per favore questi atteggiamenti di fratelli nel Signore...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Preghiera alla Santa Famiglia, composta da Papa Francesco
per il Sinodo sulla famiglia
Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche.
... Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltate, esaudite la nostra supplica.
Amen
--------------------------------------- 9 ottobre 2014
Questa
mattina alle ore 9, con il canto dell’Ora Terza, si è aperta nell’Aula
del Sinodo in Vaticano la settima Congregazione generale del Sinodo
straordinario sulla famiglia.
Di
seguito riportiamo l’omelia che S.E. Mons. Lúcio Andrice Muandula,
Vescovo di Xai-Xai (Mozambico), ha tenuto durante la preghiera dell’Ora
Terza:
Omelia di S.E. Mons. Lúcio Andrice MuandulaAlla
presenza del Santo Padre, si è tenuta nell’Aula del Sinodo in Vaticano
la settima Congregazione generale del Sinodo straordinario sulla
famiglia, per la continuazione del dibattito generale, in
corrispondenza con le parti e i capitoli dell’Instrumentum laboris.
Prima
di affrontare la tematica all’ordine del giorno, si è continuata la
discussione sui temi della sesta Congregazione generale, portando ad
esaurimento la lista degli oratori iscritti per il pomeriggio di ieri.
Successivamente
il Card. André Vingt-Trois, Arcivescovo di Paris (Francia) e Presidente
delegato di turno, ha introdotto il dibattito della sessione odierna:
"Le sfide pastorali circa l’apertura alla vita" (III parte, Cap. 1),
presentando i coniugi Sig. Arturo e Sig.ra Hermelinda As Zamberline,
Responsabili di Équipe Notre-Dame per la super regione del Brasile,
presenti al Sinodo come Uditori, che hanno offerto la loro
testimonianza ai Padri sinodali.
Introduzione del Presidente delegato, Card. André Vingt-Trois Testimonianza
dei coniugi Arturo e Hermelinda As Zamberline, Responsabili del
movimento Équipe Notre-Dame per la super regione del Brasile (Brasile)Mi sono sposato con Hermelinda in Brasile e noi
proveniamo da famiglie cattoliche, la mia e la sua. Penso che la nostra
testimonianza venga dalla nostra formazione. Dal 1993 siamo all’interno
del movimento Équipe Notre Dame, in Brasile, e, grazie a questo, da
allora fino ad oggi abbiamo migliorato il nostro rapporto e
approfondito la nostra fede. Noi con Équipe Notre Dame siamo un
movimento della Chiesa che lavora con i giovani e principalmente con
coppie cristiane sposate, lavoriamo nella pastorale famigliare, nella
formazione dei fidanzati, lavoriamo con le coppie che si sono risposate video video del Briefing sui lavori del Sinodo sulla famiglia del 9 ottobreLeggi anche:
Proporre alle coppie in crisi o già separate un cammino penitenziale, una riflessione sulle conseguenze per i figli, sulla riparazione dei torti di un coniuge nei confronti dell’altro, e sulla richiesta di perdono a Dio. E’ stata la proposta pastorale di alcuni dei 32 padri sinodali intervenuti nella congregazione generale di giovedì pomeriggio del Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Un percorso penitenziale da accompagnare ad un sostegno per i divorziati rimasti soli, che spesso soffrono in silenzio. video
--------------------------------------- Il Sinodo e l’aria nuova
che si respira nella Chiesa
dopo 20 mesi di pontificato di Francesco
Subito
dopo l’elezione di papa Francesco, il cardinal Ravasi dichiarò: «C’è un
respiro nuovo che aspettavamo». Oggi, dopo venti mesi di pontificato,
possiamo dire che si è creato un altro clima nel tessuto ecclesiale: un
clima di libertà di parola nel quale con parresia ogni cattolico,
vescovo o semplice fedele, può lasciar parlare la propria coscienza e
dire quello che pensa, senza essere subito messo a tacere, censurato o
addirittura punito, come avveniva negli ultimi decenni.
Questo
non significa clima idilliaco, perché conflitti anche aspri sono
presenti in seno alla Chiesa – come testimoniato già negli scritti del
Nuovo Testamento – ma se questi sono vissuti senza scomuniche
reciproche, se ciascuno ascolta le ragioni dell’altro senza fare di lui
un nemico, se tutti hanno cura di mantenere la comunione, allora anche
i conflitti sono fecondi e servono ad approfondire e a meglio dar
ragione delle speranze che abitano il cuore dei cristiani.
Purtroppo
si può constatare che ormai ci sono «nemici del Papa»: persone che non
si limitano a criticarlo con rispetto, come avveniva con Benedetto XVI
e Giovanni Paolo II, ma si spingono fino a disprezzarlo. Un vescovo che
dichiara ai suoi preti che l’esortazione apostolica Evangelii gaudium
«avrebbe potuto scriverla un campesino» esprime un giudizio di
disprezzo, ma profeticamente dichiara che quella lettera è leggibile e
comprensibile anche da un povero e semplice cristiano della periferia
del mondo. Così, al di là delle intenzioni, quelle parole sprezzanti
costituiscono un elogio. Alcuni giungono anche a delegittimare
l’elezione di Bergoglio in un conclave che non si sarebbe svolto
secondo le regole, altri sostengono che vi siano ancora due papi,
entrambi successori di Pietro ma con compiti diversi... Conosciamo da
tempo costoro come persone inclini a inseguire le proprie ipotesi
ecclesiastiche anziché l’oggettività della grande tradizione cattolica
nella quale vale il primato del vangelo.
Certamente
la composizione di questo sinodo, il nuovo modo di procedere nei
lavori, l’invito del Papa a parlare chiaro, con coraggio anche
criticando il suo pensiero o manifestando un parere diverso, la
richiesta di franchezza negli interventi hanno creato un’atmosfera
sinodale inedita rispetto a tutti i sinodi precedenti. Papa Francesco
vuole che l’assise sia vissuta nello spirito della collegialità
episcopale e della sinodalità ecclesiale e non sia una semplice
celebrazione: e Francesco ha tutta la saldezza per dire che comunque il
sinodo si svolge secondo la grande tradizione cum Petro et sub Petro,
cioè con il Papa presente e al quale, in quanto successore di Pietro,
spetta personalmente il discernimento finale.
Quanto
al tema del sinodo, è incandescente perché è in gioco non tanto una
disciplina diversa riguardo al matrimonio, alla famiglia e alla
sessualità, bensì il volto del Dio invisibile, un volto che noi
cristiani conosciamo solo nel volto di Gesù Cristo, colui che ci ha
narrato, spiegato, fatto conoscere Dio. È in gioco il volto del Dio
misericordioso e compassionevole, come sta scritto nel suo Nome santo
dato a Mosè e come è stato raccontato da Gesù, suo figlio nel mondo, il
quale non ha mai castigato i peccatori, non li ha mai puniti ma li ha
perdonati ogni volta che li ha incontrati, spingendoli così al
pentimento e alla conversione.
È
indubbio che al cuore del confronto e dell’approfondimento sinodali ci
sono parole di Gesù che non possono essere dimenticate né tanto meno
manomesse. Nei vangeli, infatti, di fronte al divorzio – permesso da
Mosè ma condannato, non lo si dimentichi, dai profeti... – Gesù non
sceglie la via della casistica ma risale all’intenzione del Legislatore
e Creatore e nega ogni possibilità di rottura del vincolo nella storia
d’amore tra un uomo e una donna: «Nell’in-principio non fu così... I
due diventeranno una sola carne... L’uomo non divida quello che Dio ha
congiunto!». Linguaggio chiaro, esigente, radicale perché nel rapporto
tra uomo e donna legati nell’alleanza della parola data, è significata
l’alleanza fedele tra Dio e il suo popolo: se una fedeltà viene
smentita, anche l’altra non è più credibile. Messaggio esigente e duro,
che i presbiteri dovrebbero annunciare alle loro comunità mettendosi in
ginocchio: «È una parola del Signore, non nostra, a chiedere questa
fedeltà. Noi ve la ripetiamo perché è nostro dovere farlo, ma ve la
annunciamo in ginocchio, senza presunzione né arroganza, perché
sappiamo che vivere il matrimonio fedelmente e nell’amore rinnovato è
difficile, faticoso, impossibile senza l’aiuto della grazia di Dio...».
Ma
se questo è l’annuncio evangelico che non può cambiare, resta vero che
nella storia, e particolarmente oggi, questo vincolo nelle storie
d’amore non è sempre assunto nella fede, nell’adesione alla parola di
Cristo e, comunque, a volte si deteriora, si corrompe e muore.
...
Tra matrimonio indissolubile e misericordia--------------------------------------- Gli speciali sul Sinodo di: NEWS.VA AVVENIRE FAMIGLIA CRISTIANA---------------------------------------------------------------
Briefing del 10 ottobre sui lavori del Sinodo sulla famiglia (video) Briefing dell'11 ottobre sui lavori del Sinodo sulla famiglia (video)
Briefing del 14 ottobre sui lavori del Sinodo sulla famiglia (video) Briefing del 15 ottobre sui lavori del Sinodo sulla famiglia (video)
Briefing del 16 ottobre sui lavori del Sinodo sulla famiglia (video) Briefing del 17 ottobre sui lavori del Sinodo sulla famiglia (video)---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La Convenzione dell’ONU sui bambini compie 25 anni,
ma quasi nessuno la rispetta
di Cornelia I. Toelgyes
Il
prossimo 25 novembre la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti
dell’infanzia compie 25 anni. Molte le manifestazioni in calendario,
anche in Italia. Il trattato è più importante documento internazionale
sui diritti e le libertà del bambino. Tra l’altro determina i diritti
dei bambini a livello globale e la Costituzione è stata adottata
all’unanimità il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite.
Fu
presentata per la prima volta l’8 marzo 1989 durante la 45a sessione
dell’ONU tramite l’Economic and social council (ECOSOC). L’Italia l’ha
ratificata il 27 maggio 1991 con la legge 176.
Oggi
vi aderiscono 193 Stati. Nell’elenco mancano, come spesso accade in
questi casi, gli Stati Uniti e Paesi come la Somalia in guerra da oltre
due decenni Il prossimo 25 novembre la Convenzione sui diritti
dell’infanzia compie 25 anni. Molte le manifestazioni in calendario,
anche qui in Italia.
Nel comunicato stampa della campagna “End Immigration Detention of Children” si
legge che in quel giorno l’attenzione sarà concentrata sulla detenzione
amministrativa dei minori migranti che giungono in Italia. Accompagnati
e non. Settimane, anzi, spesso mesi infiniti, in centri di accoglienza
spesso inospitali e non concepiti per le bambine e i bambini. Piccoli
che Vanno protetti, aiutati, guidati e non repressi, sballottati da un
centro all’altro. Tutto ciò può avere degli effetti devastanti per lo
sviluppo fisico e psicologico di una giovane creatura.
...
Non basta una Convenzione firmata da 193 Paesi per assicurare un’infanzia felice.
La Convenzione dell’ONU sui bambini compie 25 anni, ma quasi nessuno la rispetta--------------------------------------- LA SCELTA DI CATIA
«In mare più morti che vivi»
La quinta puntata
L’11
ottobre del 2013, a poco più di una settimana dalla strage al largo di
Lampedusa in cui morirono 363 migranti, Nave Libra intercetta in mare e
soccorre centinaia di altri immigrati finiti in acqua dopo il naufragio
della barca su cui viaggiavano
videoVedi anche i nostri precedenti post:
--------------------------------------- Il Nelson Mandela iraniano,
dopo 30 anni di immotivata detenzione e di terribili torture, perdona
l'ayatollah che lo condannò. E Rohani che fa, lo chiama?
Purtroppo non è un
personaggio molto noto in Italia il Nelson Mandela dell'Iran, Abbas
Amirentesam. Un anno fa però nel nostro paese fece scalpore quando
decise di andare a visitare in ospedale il vecchissimo e malatissimo
ayatollah Mohammadi Gilani, per chiunque non appartenga al regime
iraniani noto come il soprannome di "boia dell' Iran".
Molti criticarono Amirentesam: come si è permesso di fare una cosa del genere?
Eh sì, la ferita è profonda,
visto che Gilani non solo condannò Amirentesam, che per quella
immotivata condanna ha trascorso 30 anni in galera, ma fu responsabile
di migliaia di condanne a morte di giovani iraniani, alcune delle quali
trasformate in lunghi e dolorosissimi ergastoli. Cosa voleva
Amirentesam, si chiesero in molti, voleva attirare l'attenzione?
Ora però tocca a lui. E'
stato nuovamente ricoverato per le conseguenze dei terribili danni
causati da torture, detenzione in ambienti insalubri per lunghissimi,
interminabili decenni.
Amirentesam, ex portavoce e
caro amico di Bazargan, il primo primo ministero della rivoluzione
iraniana poi scalzato dai khomeinisti, è stato visitato in ospedale da
Mohammad Noorizad , giornalista ed ex "prigioniero coraggio" iraniano.
Che è tornato a chiedergli, "davvero hai perdonato il boia dell'Iran?
Davvero hai perdonato l'uomo che senza un motivo legale ti ha
condannato, ti ha distrutto la vita?"
...
Amirentesam e la lezione per Rohani--------------------------------------- Intervista
all'imprenditrice sociale Selene Biffi, al centro della storia vera
narrata nel libro scritto a quattro mani con Carlo Annese. La scuola
per cantastorie, l'Afghanistan e una scelta di vita controcorrente:
questi gli ingredienti di un'opera da non perdere
Un
altro mondo è possibile? Sì, grazie a persone come Selene Biffi. Che va
in Afghanistan con un progetto rivoluzionario proprio mentre la
comunità internazionale, Stati Uniti in prima fila, sta cercando il
modo più ‘silenzioso’ per venire via da un paese oggi allo sbando
nonostante i 13 anni di presenza della Nato, ovvero dalla reazione
occidentale contro Al Qaeda e i Talebani dopo l’attacco alle torri
gemelle dell’11 settembre 2001. È un ritorno, quello di Selene (oggi
32enne, originaria di Mezzago, in Brianza, ha ricevuto almeno 40 premi
internazionali per il suo lavoro nel campo dell’innovazione sociale) a
Kabul: vi era stata qualche anno prima come funzionaria dell’Onu in
campo educativo, ci è tornata nel 2013 per scommettere sul miglior
antidoto a violenze e sbando sociale, la cultura. “Ho deciso di aprire
una scuola per cantastorie, un’antica tradizione che si sta perdendo ma
che ha un valore immenso da quelle parti”, spiega. E così, in men che
non si dica la Qessa academy apre i battenti e, tra mille difficoltà,
porta al diploma i primi studenti.
La maestra di Kabul, il libro di un sogno realizzato«C'era
e non c'era» (così cominciano le storie nella tradizione afghana) una
ragazza italiana che voleva cambiare il mondo. Una favola? Sì, ma non
troppo lontana dalla realtà. Perché Selene Biffi in fondo sa come si
può cambiare il mondo, un'idea alla volta. Quando, nel 2013, torna in
Afghanistan dopo una prima esperienza con l'Onu, ha progetti chiari e
coraggio da vendere. Selene fa un lavoro strano: crea start-up sociali,
imprese con fini umanitari. E a Kabul vuole aprire una scuola.
L'Afghanistan è un Paese con un tasso di analfabetismo pari quasi
all'80%; un Paese in cui gli insegnamenti e la cultura si tramandano di
generazione in generazione spesso soltanto attraverso il racconto orale. LA MAESTRA DI KABUL--------------------------------------- Enrica e Deborah indossano
la stessa maglietta bianca di tre anni fa con la scritta «Non c’è fango
che tenga». Hanno pantaloncini corti e stivaloni di gomma. Imbracciano
due pale più grosse di loro e sono sporche di fango fin sui lunghi
capelli neri. Gli «angeli del fango» sono tornati. La meglio gioventù
esiste, sorridente e instancabile, ed è qui, in una Genova ferita e
umiliata, a spalare e pulire, fra via XX Settembre e il Quadrilatero,
fra via Galata e piazza Colombo. E poi a Borgo Incrociati, in via
Canevari, in corso Torino, a Rivarolo. Ovunque ci sia da dare una mano,
aiutare un commerciante a sgomberare il suo negozio o a ripulire un
magazzino, ci sono loro, gli «angeli».
Sono centinaia, ragazzi e
ragazze, molti giovanissimi, quattordicenni, scout, sportivi, tutti
richiamati dal tam tam dei social network, dal passaparola sul web. Da
ogni parte della città, ma anche da Torino, Milano, Alessandria, Pavia.
Li vedi sciamare per via XX Settembre, organizzarsi
spontaneamente in squadre, creare catene umane per passarsi le ceste
colme di melma. Un esercito di formichine che si ingrossa col passare
delle ore. Un’umanità operosa, fresca e pulita che lancia una speranza
nel cielo di Genova. Che conforta e scalda i cuori di chi ha perso
tutto. Che ti dà la forza di ricominciare.
La meglio gioventù con pala e stivali a Genova: “Non possiamo stare davanti alla tv”Uno
striscione con la scritta “Sòn zéneize e no ghe mòllo!!!” (sono
genovese e non mollo) campeggia su uno dei negozi inondati di fango
della città, mentre un viavai di persone entra ed esce per portar fuori
melma e macerie: queste immagini descrivono una città che, nonostante
l’ennesima disastrosa alluvione, non si arrende e si rimbocca le
maniche. Ne sono testimoni i giovani volontari che spalano fango e i
negozianti che improvvisano dei “mercatini del fango”, esponendo
davanti al loro negozio distrutto della merce danneggiata, in vendita a
basso costo. È l’Italia che più ci piace raccontare. (Famiglia Cristiana) La
bacheca Facebook dell'associazione nata tre anni fa si rianima in poche
ore. ma si muovono anche i municipi per organizzare chi vuole dare una
mano Gli "angeli del fango" si organizzano sul web Visita la pagina fb Angeli col fango sulle magliette Gara di solidarietà e gesti di gratitudine: cibo, guanti, acqua... e... gli "angeli del fango" non hanno età o nazionalità... In
via Granello "gli angeli" vengono dal Senegal. Aiutano gli altri
volontari a spalare fango e rimettere ordine nei negozi allagati. Sono
studenti universitari, ambulanti, operai. "La solidarietà non ha limiti di razza", ha detto un anziano che guardava con gratitudine il lavoro dei giovani
video--------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Preghiera e solidarietà... In questo momento...«Non c’è fango che tenga» gli "angeli del fango" in azione!
solidarietà e preghiera!!! Storie di una Genova che non si rassegna...--------------------------------------------------------------- Dopo
l’inchiesta dell’Espresso, due interrogazioni parlamentari sul caso
delle immigrate dalla Romania violentate e seviziate. Avviato in
prefettura a Ragusa l’iter per un protocollo d’intesa che coinvolgerà
anche gli agricoltori. E la stampa della Romania si interessa al caso
Antonello Mangano: Sicilia, sulle schiave romene si muove il Parlamento--------------------------------------------------------------- Da gennaio a giugno 2014 si
sono rivolte a 531 Centri di ascolto della Caritas 45.819
persone. Forte l'aumento dell'incidenza degli italiani tra gli utenti
Caritas. Tra gli assistiti, infatti, oggi quasi uno su due è di
nazionalità italiana (esattamente il 46,5%). Solo un anno fa, nel
primo semestre 2013, la percentuale si attestava al 31,1%. I dati sono
tratti dal report della Caritas italiana su povertà ed esclusione
sociale, resi noti in occasione dell'odierna Giornata di lotta alla
povertà.
AVVENIRE: Caritas: un povero su due è italianoLa Giornata mondiale del
rifiuto della miseria è stata ispirata dal Movimento Internazionale
ATD-Quarto Mondo e dal suo fondatore, padre Joseph Wresinsky, che nel
1987, sul Sagrato dei diritti umani al Trocadero di Parigi, fece
collocare una Lapide in memoria delle «vittime della miseria».
Claudio Calvaruso: Far partecipare i poveri nel costruire la società--------------------------------------------------------------- BLOGINTERNAZIONALE: La storia di Malala Yousafzai, dall’attentato al Nobel per la Pace GREENME: Lo splendido discorso di Malala Yousaf, la ragazza che a soli 17 anni vince il Nobel per la Pace testo+video)---------------------------------------------------------------
“QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014 “QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
Il
desiderio di pregare è sorto nel cuore dei discepoli quando hanno visto
Gesù pregare. Gesù, infatti, ha pregato molto spesso. Ha passato
persino notti intere in preghiera (cf. Lc 6,12), completamente solo su
di una montagna deserta.
La
sua preghiera li ha stimolati: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc
11,1). Ed Egli ha educato i discepoli, ma educa anche noi a non
sprecare parole nella preghiera, ma a dire “Padre“, cioè a prendere
coscienza che siamo figli amati e a metterci, con confidenza, nelle sue
mani, come ci sollecita la preghiera dei salmi: «Sono tranquillo e
sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo
svezzato è l’anima mia» (Sal 131,2).
Nella
notte della vita (cf. Lc 11,5-8) possiamo dimenticare che siamo figli e
che lo sguardo del Padre ci accompagna, ed è facile omologarsi a una
logica di arroganza e di cattiveria, allora c’è l’invito a pregare con
insistenza. Questa esortazione viene ripresa in Lc 18,1, dove Gesù:
«Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi (egkakein = anche, incattivirsi, scoraggiarsi) mai». Nella
preghiera, il Padre ci dona lo Spirito suo (cf. Lc 11,13) che ci libera
dal demonio che ci rende muti (Lc 11,14), ci educa ad essere sempre con
Gesù (cf. Lc 11,23) e ci abilita a dire: “Padre”. Dire “Padre” è
riconoscere solo lui come Dio della propria vita.
La
preghiera, quindi, è spazio in cui si cresce nella fede e ci vengono
aperti gli occhi e facciamo esperienza di essere liberati dalle sottili
forme di idolatrie. Prima fra tutte dall’idolatria del nostro “io” (una
forma di philautia) che ci fa fare ciò che non vorremmo (cf. Rm
7).
La
preghiera vera non solo è esperienza che ci rende liberi, essa, ancora,
ponendoci nell’orizzonte di Dio, ci radica sempre di più “nel cuore
della terra” portandoci nel cuore la sua stessa passione di amore. Una
persona che prega è, nel senso più letterale, l’anima del mondo. Più
vive esclusivamente dello Spirito di Dio, tanto più intensamente vive
nel mondo e si fa carico dei fratelli.
Dentro
questa prospettiva si pone la presente monografia, interamente dedicata
al Padre Nostro, alla “Preghiera del Signore”, la preghiera che
l’orante Gesù ha “consegnato” ai suoi discepoli.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2014 - TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 promossi dalla
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO
Lettura della esortazione apostolica
Evangelii Gaudium di papa Francesco
Dal 29 Ottobre al 26 Novembre
Sala del Convento
dalle h. 20.00 alle h. 21.00
1.
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si
incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono
liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore,
dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In
questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per
invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e
indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.
(Incipit Evangelii Gaudium)
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 - Calendario (PDF)-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Beati quelli che sanno ascoltare... Compito della comunità cristiana è... La bontà di Dio... Il suono delle parole... Dio è il Dio delle sorprese... L'amore mi trasforma... Uomini e donne dell'invece... Quello che vale in Cristo Gesù... Guai anche a voi... La preghiera dei navigatori di Facebook C'è bisogno di autentici testimoni... Il nostro nome è nel cuore di Dio... Gesù porta il fuoco...In occasione della Giornata
Mondiale dell’alimentazione, celebrata ieri, Papa Francesco ha inviato
un messaggio al direttore generale della Fao, il prof. José Graziano da
Silva. Il testo intergale del messaggio
Coloro che soffrono...--------------------------------------------------------------- L'11 ottobre del 1962 Roncalli
apriva l'assise ecumenica e pronunciava il celebre "Discorso della
luna". Per questo Francesco ha scelto questa data per la festa
liturgica, legando la memoria del "Papa buono" a quell'evento profetico
che aprì la Chiesa all'abbraccio con la modernità
La festa di San Giovanni XXIII nel segno del Concilio Nella convocazione del Concilio... A tutti gli uomini di buona volontà... Promuovere, favorire, accettare i dialoghi... Cerchiamo sempre ciò che ci unisce...Era la sera dell’11 ottobre
1962, al termine della giornata di apertura del Concilio Vaticano II la
piazza San Pietro era gremita di fedeli...
A gran voce chiamato ad affacciarsi Papa Giovanni, dopo aver detto al suo segretario, mons. Loris Capovilla che in quel momento non se la sentiva di parlare – “non parlo! Ho già detto tutto stamane” – incuriosito di proposito dallo stesso Capovilla che guardando tra le imposte gli disse che c’era tanta gente, e con tante fiaccole di luce festosa cambiò idea, gli chiese la stola e fece aprire quella finestra e parlò a braccio pronunciando un discorso che ancor oggi commuove... Discorso della luna (video)Cari
figliuoli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la
voce del mondo intero; qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe
che persino la luna si è affrettata, stasera – osservatela in alto! – a
guardare a questo spettacolo. ...
Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete qualche lacrima da asciugare. Fate qualcosa, dite una parola buona. Il Papa è con noi specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza. E poi, tutti insieme ci animiamo cantando, sospirando, piangendo, ma sempre sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuare e riprendere il nostro cammino. Così, dunque, vogliate attendere alla Benedizione che vi do ed anche alla buona notte che mi permetto di augurarvi... Testo integrale--------------------------------------------------------------- Madeleine Delbrêl moriva il 13 ottobre 1964
Per saperne di più su Madeleine Delbrêl riproponiamo il nostro post "Sottomessa alla carità. Libera in tutto" di Enzo Bianchi Ci sono luoghi in cui soffia lo Spirito...--------------------------------------------------------------- SANTA TERESA D'AVILA (video)Memoria
liturgica di Santa Teresa di Gesù (d'Avila) al secolo Teresa de Cepeda
y Ahumada, riformatrice del Carmelo, Madre delle Carmelitane Scalze e
dei Carmelitani Scalzi; "mater spiritualium" (titolo sotto la sua
statua nella basilica vaticana); patrona degli scrittori cattolici
(1965) e Dottore della Chiesa (1970): prima donna, insieme a S.
Caterina da Siena, ad ottenere tale titolo.
La cosa più importante è... Se qualche volta cadete... Non permettiamo mai... La santità non consiste... Certo bisogna imparare a pregare...«Nada te turbe, nada te espante: quien a Dios tiene nada le falta. Nada te turbe, nada te espante. Solo Dios basta».
Questo bellissimo canto (eseguito in questa versione da Mina) riprende il cuore del pensiero di Santa Teresa d'Avila: Niente ti turbi, niente ti rattristi. Tutto dilegua, Dio solo non si muta. Con la pazienza tutto ottieni. Non manchi di nulla se hai Dio nel cuore. Il suo amore basta. (Teresa d' Avila) Mina Nada te turbe (video)--------------------------------------------------------------- Il 16 ottobre 1978 Karol Józef Wojtyła fu eletto pontefice e scelse il nome di Giovanni Paolo II
Ogni stato cristiano di vita...--------------------------------------------------------------- SANT'IGNAZIO DI ANTIOCHIA (video)Memoria
liturgica di Sant'Ignazio di Antiochia
Si educa molto con quel che si dice... Non si tratta solo di professare...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Tra gratuità e convenienza
Prepararsi alla domenica
(XXVIII del T.O.)
di Antonio Savone
Tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze.
Ecco
il sogno e il desiderio di Dio: invitare ogni uomo ad una esperienza di
comunione di cui le nozze sono simbolo e profezia. Che cos’altro è la
vita se non il banchetto che Dio imbandisce per l’umanità?
Il
banchetto è pronto… La vita è pronta per essere vissuta. Ogni uomo
cercato e atteso a quella festa. Da Dio stesso. L’invito alla festa è
ciò che rivela l’animo di Dio.
In
ogni cultura l’invito a mensa è il riscatto dell’altro dalla propria
estraneità. Facendoci suoi commensali Dio ci riscatta dalla nostra
estraneità. Con lui non siamo più stranieri né ospiti ma concittadini
dei santi… familiari di Dio. Familiari di Dio! Un Dio che non si tiene
a distanza: ecco il nostro Dio! In lui abbiamo sperato perché ci
salvasse (Is 25,9). Nella comunione con lui un possibile riscatto per
noi.
Un
messaggio di speranza e di fiducia attraversa, dunque, la liturgia di
questa domenica. Noi chiamati al banchetto del regno: non
l’appartenenza a una istituzione, anzitutto, ma il partecipare della
stessa passione di Dio.
E
per dire di sé Dio usa il linguaggio più tipicamente umano: il
banchetto e le nozze. Non casuale la scelta: per dire Dio non occorre
chissà quale discorso etereo e astratto che finalmente prenda le
distanze da ciò che è più tipicamente umano. Dio compie un percorso di
umanizzazione perché noi potessimo comprendere che abbiamo a che fare
con lui ogni volta che abbiamo a cuore quanto di più tipicamente umano
ci appartiene. La vita spirituale, quindi, non coincide mai con una
presa di distanza dall’umano.
L’invito alla festa, alla comunione con lui, ecco il dono di Dio. Gratuito quanto inatteso.
Lo
aveva annunciato: vi sarà tolto il regno e sarà dato ad altri… L’invito
inizialmente rivolto a Israele è stato declinato ma mai revocato da
parte di Dio. Poi è passato alla comunità dei discepoli. A noi. A me.
...
Se
gratuito è l’invito e universale, non tutti i vestiti vanno bene. La
chiamata di Dio chiede consapevolezza del dono ricevuto e capacità di
corrispondervi riconoscendo la propria responsabilità. La mancanza
della veste è l’ignoranza della novità di vita che deriva dalla
chiamata di Dio. È la non disponibilità al nuovo, al cambiamento, la
non consapevolezza del dono ricevuto. È il ritenere che così come si è
vada comunque bene. Ritenersi a posto solo perché abbiamo accettato
l’invito. E, invece, il non essere trovati col vestito adatto vuol dire
che nessuno può considerarsi seduto a tavola per sempre al banchetto
del regno.
C’è
ancora un aspetto da non sottovalutare. Compito della comunità
cristiana è quello di segnalare questa offerta universale, essere luogo
accogliente, luogo di festa, esperienza che proclama la sconfinata
voglia di Dio di sedersi a tavola con tutti i popoli, segno che ancora
l’uomo è cercato e atteso. Noi a servizio di un Dio che li vuole
proprio tutti gli uomini a quella mensa del regno.
Tra gratuità e convenienza--------------------------------------- RUBRICA Un cuore che ascolta - lev shomea' "Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica di Santino Coppolino Vangelo: Mt 22,1-14 E' la terza parabola della trilogia (Mt 21,28-22,14),
quella dove l'evangelista presenta, e ancora una volta
sottolinea, il continuo rifiuto della salvezza da parte dei capi
di Israele, e adesso anche della Chiesa. La storia ancora si ripete e
il destino di Israele e della Chiesa sono messi in parallelo di fronte
ad un giudizio: quanto Israele ha fatto, ora lo fa anche la Chiesa.
"La parabola ci consente di vedere, come in uno specchio, quello che mai potremmo vedere: il nostro volto!" (S.Fausti). L'essere battezzati, far parte della comunità ecclesiale, non è e non sarà mai certezza di salvezza e Gesù ce lo ha detto chiarissimamente. Non basta affermare:"Abbiamo Abramo per padre" (3,8-9), come non basta gridare: "Signore, Signore"(7,21) per fare parte del Regno di Dio. Quello che più conta agli occhi del Signore è che riconosciamo di essere peccatori, mancanti di quella veste nuziale che ci consente di potere stare in piedi, da figli amati, davanti a Lui. Che cominciamo a fare frutti che nascono da una reale conversione, un cambiamento di mentalità che si manifesta nelle opere, con la sostituzione dei nostri pseudo-valori, con i valori autentici proposti da Gesù: non più l'accumulo ma la condivisione, non più la sete di potere ma lo spirito del servizio. ...
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SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" ASIA BIBI A MORTE: FERMIAMO LA CONDANNA--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)OREUNDICI
IL QUADERNO DI OTTOBRE 2014
FEDE E POLITICA
L'EDITORIALE
di Mario De Maio IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO
Papa
Francesco, rivolgendosi alle giovani coppie in occasione della festa di
s. Valentino di quest’anno, le ha invitate a pregare ogni giorno
cambiando leggermente le parole del Padre nostro: Dacci oggi il nostro
amore quotidiano. Per noi che abbiamo il pane, questa “variante” è
quanto mai appropriata. Con una metafora diciamo che l’amore è come il
pane, come l’ossigeno che ci nutre, ci fa vivere e respirare. È molto
appropriato anche quell’”oggi” che vuol dire che in ogni momento
abbiamo bisogno di amore. Amore, questo termine tanto usato e
consumato, va inscindibilmente coniugato con il termine relazione. Sono
le relazioni, la qualità delle relazioni, che ci permettono di vivere
quotidianamente.
...
L'EDITORIALE di Mario De MaioL’AMORE DEL PADRE lasciarsi amare nel momento della crisi di Arturo Paoli Il
regno dei cieli può essere paragonato a un re il quale fece le nozze a
suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze,
ma questi non volevano venire. (Mt. 22). Il rifiuto non lo scoraggia;
tenta di farli ritornare sulle loro decisioni, di attirarli, facendoli
riflettere: «Badate, avete capito bene? Non si tratta di un lavoro, non
è un re crudele che vi invita per farvi un’imboscata. No, è un vero
convito». «Ecco, il mio convito è già pronto; si sono ammazzati i buoi
e gli animali ingrassati e tutto è pronto: venite alle nozze.» Nessuno
può dire di avere rifiutato perché non ha capito bene; il rifiuto è
sempre cosciente, perché l’invito è chiaro. Talvolta, nonostante i
servitori passino e ripassino per le strade, l’invito non è afferrato.
C’è sempre il dubbio: «Ma dirà proprio a me? Chiamerà proprio me?». Il
nostro rapporto personale con Dio, la nostra conversazione personale
con lui, un rapporto che può andare molto avanti, fino a dargli tutto e
non riserbare nulla per sé, comincia nel momento preciso in cui uno si
rende conto che proprio lui è chiamato, chiamato per nome. «Dal momento
che compresi che c’è Dio, compresi anche che non potevo fare altrimenti
che vivere per Lui» (fratel Carlo di Gesù). Dio non è una conquista
della mia intelligenza, della mia volontà, il punto di arrivo di un
cammino faticoso. Il mio amore è risposta, non iniziativa. ...
L’AMORE DEL PADREin modo esagerato: è l'unica buona misura. Christiane Singer ---------------------------------------
Angelus/Regina Cæli - Angelus 19 ottobre 2014 Udienza Generale- del 15 ottobre 2014: La Chiesa - 9. La Chiesa sposa aspetta il suo sposo Omelia - Santa Messa di ringraziamento per la canonizzazione equipollente di due Santi Canadesi (12 ottobre 2014) Messaggio - PER LA GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE 2014-------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 11 /10/2014:
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