"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°38 del 2014
Aggiornamento della settimana -
dal 27 settembre al 3 ottobre 2014 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 10 ottobre 2014 |
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N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Perchè domandare significa vivere - «Lectio magistralis» di Enzo Bianchi a Torino Spiritualità 2014.
Pubblichiamo
una parte della «Lectio magistralis» che Enzo Bianchi ha tenuto il 25
settembre al teatro Carignano nell'ambito di Torino Spiritualità 2014.
In
noi, umani, abitano molte domande, cioè sentiamo una pulsione a
conoscere, a sapere,a comunicare, che ci spinge a porre domande. È
significativo che i bambini, non più infanti, pongano continuamente
domande, per conoscere il mondo in cui sono giunti. I genitori lo sanno
bene: più domande che affermazioni...
L'umano
è un essere che interroga e si interroga, quindi cerca una risposta. Ma
le domande sono molto più decisive delle possibili risposte, che non
sempre emergono per soddisfarle. Se Platone faceva dire a
Socrate che «il più grande bene dell'uomo è interrogarsi su se stesso,
e indegna di essere vissuta è una vita senza tale attività (Apologia di
Socrate 38A), potremmo estendere questa considerazione a tutte le
domande fondamentali che riguardano la condizione umana. Rainer Maria
Rilke, non ancora trentenne, scriveVa il 6 luglio 1903 in una splendida
lettera al giovane poeta Franz Kappus: Caro signore, Lei è così
giovane, e si trova com al di qua di ogni inizio, e io vorrei, meglio
che posso, caro amico, pregarLa di avere pazienza con tutto ciò che è
irrisolto nel suo cuore, e di tentare di amare le domande stesse, come
se fossero delle stanze chiuse a chiare, o dei libri scritti in una
lingua straniera. Non ricerchi ora le risposte che non possono esserLe
date, perché non sarebbe in grado di viverle... Ora viva le domande.
Forse,
così, un giorno lontano, a poco a poco, senza accorgersene, si troverà
a vivere la risposta... Il nostro compito è difficile, ma quasi tutto
ciò che è serio è difficile, e tutto è serio.
Rilke
dà come consiglio al giovane di amare le domande - oserei specificare -
più che le risposte, perché a volte le risposte non ci sono o non
sappiamo trovarle, ma le domande sorgono, ci abitano, ci muovono, ci
fanno cercare. E ci sono domande che ci vengono rivolte dagli altri,
dall'Atro,che noi possiamo ascoltare o, al contrario, uomo o donna, che
ci porge il suo volto.
Il
volto, che nella specie umana è unico, è distintivo della persona, e
che i nostri occhi vedono, incontrano, leggono, conoscono o
riconoscono, è una domanda, come sapeva sottolineare con
maestria Emmanuel Lévinas. Permettetemi qui di ricordarvi anche un
altro grande autore, per me un vero maestro: Edmond Jabès, che non a
caso ha scritto Le Livre des Questions (1963), Il libro
delle domande, nel quale questo intellettuale ebreo pone domande e
cerca di rispondervi, ma solo attraverso frasi brevi, sintetiche, quasi
degli aforismi, in modo che la domanda resti aperta, risuoni ancora e
ancora...
Si,
il nostro cuore umano è abitato da domande: da dove vengo? Dove vado?
Chi sono io? Ciò che mi circonda è reale? E tra tutte le domande, la
più grave: perché la morte mi attende?
...
Perché domandare significa vivere--------------------------------------- Incontro mondiale dei giovani:
Simona Atzori danza sulle note dell'inno
E'
stato girato negli ambienti di una vecchia fabbrica di armi trasformata
in Arsenale della Pace, il videoclip in cui l'artista con i suoi
ballerini è protagonista. Il brano "Ognuno ha l’età dei suoi sogni" è
l'inno ufficiale del quarto appuntamento promosso dal Sermig a Napoli
il 4 ottobre Un
palcoscenico speciale: gli ambienti di una vecchia fabbrica di armi
trasformata in Arsenale della Pace. Una canzone nata dalla vita: la
storia di un gruppo di giovani che hanno seguito la forza dei loro
ideali. L’arte senza limiti al servizio del bene: la passione e la
tecnica della ballerina e pittrice Simona Atzori e dei ballerini della
Scala, Marco Messina e Salvatore Perdichizzi. Sono questi gli
ingredienti del videoclip di “Ognuno ha l’età dei suoi sogni”, canzone nata dall’esperienza del Sermig,
la realtà di pace e solidarietà fondata cinquant’anni fa da Ernesto
Olivero. Dal 1983 ha casa nel vecchio Arsenale militare di Torino:
progetti di sviluppo in tutto il mondo, monastero metropolitano, una
casa aperta 24 ore su 24 per chi vuole cambiare, non ha un posto per la
notte, vuole cercare il senso della vita. Con un’attenzione particolare
ai giovani, che all’Arsenale si incontrano e si impegnano per costruire
un mondo migliore, nel nome della giustizia. videoÈ pensando proprio a loro che Ernesto Olivero e Mauro Tabasso hanno scritto il testo e la musica di “Ognuno ha l’età dei suoi sogni”, interpretata da Marco Maccarelli e inno ufficiale del quarto appuntamento mondiale dei Giovani della Pace in programma il 4 ottobre a Napoli, alle ore 16, in piazza del Plebiscito. Un inno alla speranza, agli ideali da coltivare e soprattutto da vivere, al di là dei propri limiti e della propria debolezza. ... --------------------------------------- CON BARBIE E KEN
La religione di plastica...
Dopo
la Barbie ballerina e quella con i costumi del mondo, un nuovo trend si
è impossessato della bambola più famosa del mondo: la versione religion
kit.
E così ecco la Barbie Vergine Maria e dea Kalì, tanto per non far torto a nessuno. Non solo, per ampliare l’offerta ed essere certi di non trascurare alcuna possibilità di vestizione
(come
se si trattasse di una questione folkloristica), i panni vestiti dalla
pupattola sono, di volta in volta, quelli di santa Giovanna D’Arco,
della Vergine di Luján o di Maria Maddalena, della Vergine di Lourdes e
pure di quella di Fatima, con i tre pastorelli a corredo.
Pensate
sia finita? Se così fosse dimentichereste che c’è anche la componente
maschile della coppia di plastica. Quindi ecco il fido ed eterno
fidanzato Ken nei panni di Gesù, san Rocco, san Sebastiano e, per il
politically correct, di Buddha.
...
Fin
qui la notizia. Da adesso cominciano le domande. Chi ha diritto e chi
no a vendere immagini legate ai culti religiosi? In base a quale
discrezione e attenzione la Madonna sì e Maometto no? Che differenza
c’è tra provocazione e cattivo gusto? La religione è davvero così di
plastica che si può ridurre la devozione a oggettistica? Sono gradite
risposte, anche se le installazioni artistiche (vogliamo definirle
così?) non arriveranno mai nei negozi. Intanto invitiamo i genitori a
lavorarci su fin d’ora, a spiegare ai figli perché una bambola non
sempre è un omaggio, per decostruirne il ruolo fittizio e ricostruire
la catechesi vera. Prima che si cominci a vendere anche la chiesa
apribile completa di accessori o che qualche buontempone si inventi
profeta della madonna Barbie.
(fonte del testo: Sir)
“Barbie
vestita da Madonna e da Santa: siamo nell’eccesso del kitsch se non nel
blasfemo”, replica per la Mattel Giuseppe Papa, responsabile della
comunicazione per Italia, Grecia e Turchia del brand. “Il nostro
marchio, con questa operazione, ovviamente non c’entra nulla e non
accettiamo neppure di cadere nella provocazione. Siamo purtroppo
avvezzi a questo tipo di situazioni. Ci è capitato diverse volte di
dover fare fronte ad artisti e stilisti minori che hanno scelto la
nostra bambola per attirare l’attenzione”...
MATTEL: QUESTA BARBIE NON È NOSTRA--------------------------------------- Il movimento italiano per la pace ha lanciato una nuova Campagna, iniziata il 2 ottobre, anniversario della nascita di Gandhi e giornata internazionale Onu per la nonviolenza. 'Un'altra difesa è possibile' è
questo il titolo dell'iniziativa promossa da Conferenza Nazionale Enti
di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della
Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi
Civili di Pace. Oltre trenta iniziative pubbliche, coordinate dal
Movimento Nonviolento, hanno celebrato il 2 ottobre e disegnato una
Mappa dell'Italia nonviolenta da Palermo a Bolzano.
Ma
qual è l'obiettivo di questa Campagna? Perché i pacifisti, in un
momento di semplificazione istituzionale, di tagli alla spesa, di
riduzione dei costi della politica, propongono addirittura un nuovo
Dipartimento statale? Perché un tema così apparentemente lontano dai
bisogni reali dei cittadini? Le risposte sono più semplici e chiare di
quanto possano apparire.
...
La
Campagna vuole aprire nel paese una dibattito sul concetto stesso di
'difesa': un'idea che abbiamo lasciato per troppi anni in esclusiva ai
militari, e di cui oggi ci dobbiamo riappropriare. Per difendere i
nostri diritti, il nostro ambiente, il nostro lavoro, sono più utili i
famigerati F35, o piuttosto un 'esercito di pace' che ci costerebbe
anche molto meno? Sotto questa luce, la Campagna 'Un'altra difesa è
possibile' è quanto mai concreta e vicina ai bisogni di chi sta
soffrendo la crisi.
Un'altra difesa è possibile (ma ci vuole una firma)--------------------------------------- 3 ottobre 2013: 368 morti. L’Italia, il mondo intero ne era sconvolto. Indignato. Tutti erano concordi: non deve succedere mai più una tragedia del genere. Eppure, continua a succedere. Pochi ne parlano. I più non si accorgono. Abbiamo già versato una lacrimuccia il 3 ottobre. Mi sento tranquillo con la mia coscienza. Eppure è successo ancora e ancora. Nel 2014 sono morte
altre 3072 persone in mare, senza contare quelle del naufragio di ieri,
vicino alle coste libiche. E succederà ancora. Non basta fermare gli
sbarchi in Libia. Gli sbarchi non finiranno, finché ci saranno
persecuzioni e guerre inutili (anzi, utili solo a qualcuno) nella
patria di chi cerca solo un po’ di pace, un briciolo di libertà.
Le
associazioni per i diritti umani chiedono da tempo corridoi umani
sicuri per i rifugiati, migranti. Ma nessuno ascolta. Nessun governo è
pronto ad affrontare questo problema, nessun governo è disposto ad
interventi mirati nei Paesi d’origine dei profughi. Ognuno ha diritto
di vivere in pace nel proprio Paese. Chi deve lasciare la sua casa, è
un orfano d’amore...
Un anno fa la tragedia di Lampedusa: le promesse non mantenute“Nel
Mediterraneo si continua a morire a causa della migrazione” e “gli
ultimi numeri degli annegati sono davvero raccapriccianti, superano le
368 vittime del 3 ottobre, ma se ne fosse morto solo uno già sarebbe
stato di troppo. Avverto tanta indifferenza e ciò è disgustosamente
triste”. Così parla monsignor Francesco Montenegro, arcivescovo di
Agrigento, in un’intervista al settimanale diocesano “L’Amico del
Popolo”, un anno dopo il naufragio al largo di Lampedusa nel quale
morirono 368 migranti. “La presenza di questi fratelli in diverse aree
del nostro Paese, la loro dislocazione in diverse case di accoglienza -
osserva -, ha contribuito notevolmente a creare, laddove non esistevano
già, o a rafforzare i presidi della solidarietà; nelle nostre comunità
parrocchiali si registrano dei segnali incoraggianti, segni positivi di
accoglienza e prossimità. I poveri sono sacramento di Cristo, sono la
sua carne, Papa Francesco lo ripete da tempo esortandoci a non prendere
le distanze dalle piaghe di questa carne: no, non possiamo chiudere gli
occhi, né voltarci dall’altro lato”. A Lampedusa Papa Francesco ha
compiuto il suo primo viaggio. Da allora, secondo il vescovo, è
cambiata “la nostra opinione”, e quell’isola che “nel nostro
immaginario era assurta a luogo di disperazione, a sinonimo di
sbarchi”, ora ha “assunto un’altra connotazione che è quella della
carità accogliente e della speranza”. (fonte: Sir)
videoE’
passato un anno dalla strage al largo dell’isola di Lampedusa, dove
morirono 368 eritrei: persone in cammino, persone in fuga, uomini,
donne e bambini che avevano il diritto di essere accompagnati da una
situazione di persecuzione e violenza a un luogo di pace, mentre hanno
trovato la morte nel ‘nostro mare’. Papa Francesco ci ha fatto
giustamente vergognare per essere stati incapaci di accompagnare e
accogliere queste persone e famiglie...
Comunicato stampa MigrantesEra il 3 ottobre 2013 quando 366 migranti morirono in un naufragio vicino alle coste di Lampedusa.E un anno dopo l'isola ha deciso di ricordare quella tragedia,
anche alla presenza dei vertici dell'Unione europea e delle alte
cariche del governo italiano, per non dimenticare il dramma di chi ha
tentato invano di sbarcare sulle coste italiane.
«God
is love», «Henrick rip», «You are always in my heart», sono state le
scritte dei sopravvissuti al naufragio realizzate sui cubi frangiflutti
del molo, nell'ambito di un'iniziativa organizzata dal Comitato 3
ottobre. Lacrime e abbracci tra chi ha vissuto quei terribili momenti e
che alla vista delle coste di Lampedusa è scoppiato in un pianto
dirotto...
Lampedusa, anniversario della tragedia: lacrime e protesteGuarda anche i nostri ultimi post:
--------------------------------------- Un
anno dopo, ancora una tragedia nel Mediterraneo. Ancora disperazione,
stavolta a Garabouli, in Libia, per l’ennesimo naufragio di migranti
avvenuto nel Mediterraneo. Un’imbarcazione, con a bordo tra le 170 o le
180 persone, tutti profughi subsahariani, si è ribaltata a circa tre
miglia al largo delle coste della città, 60 chilometri a est di
Tripoli. La Marina libica ha recuperato 10 cadaveri e salvato 80
persone, ma decine sarebbero disperse stando alle testimonianze dei
sopravvissuti. La guardia costiera libica non è stata in grado di
confermare né il numero e neppure la nazionalità delle vittime del
naufragio né tantomeno quella dei sopravvissuti.
Paolo Lambruschi: Lampedusa, un anno dopo ancora morteUn documentario nato nei giorni
della tragedia , con Interviste ancora genuine e prive di influenze .
Racconti fatti dai sopravvissuti e dai soccorritori che parlano di due
imbarcazioni che si sono avvicinate e se ne sono andate senza prestare
soccorso e di orari discordanti con quelli ufficiali per quanto
concerne la richiesta d’aiuto fatta dall’imbarcazione Gamar.
Sferlazzo lamenta che a distanza di un’ anno non si è ancora arrivati a capire bene cosa è successo quella mattinata nonostante le molteplici passerelle dei politici. LiberaEspressione: Video Inchiesta Tragedia 3 ottobre 2013 (video)Un anno dopo aver quasi perso
la vita a largo della piccola isola italiana di Lampedusa,
Leterbhrane*, eritrea, superera` la sua paura del mare e tornera` per
ricordare le migliaia di persone che hanno perso la vita nel tentativo
di raggiungere l’Europa attraversando il Mediterraneo sulle navi dei
trafficanti.
Barbara Molinaro e Iosto Ibba: Un anno dopo, il ritorno--------------------------------------------------------------- Giovedì 2 ottobre 2014 è la
Giornata internazionale della Nonviolenza. Flavio Lotti: "La
nonviolenza è molto di più del “semplice” rifiuto della violenza ma
trovare la forza di reagire all’orrore è il primo passo verso quella
“conversione” che appare sempre più urgente."
Flavio Lotti: 2 ottobre: contro l'escalation della violenza
“QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014 “QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
Il
desiderio di pregare è sorto nel cuore dei discepoli quando hanno visto
Gesù pregare. Gesù, infatti, ha pregato molto spesso. Ha passato
persino notti intere in preghiera (cf. Lc 6,12), completamente solo su
di una montagna deserta.
La
sua preghiera li ha stimolati: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc
11,1). Ed Egli ha educato i discepoli, ma educa anche noi a non
sprecare parole nella preghiera, ma a dire “Padre“, cioè a prendere
coscienza che siamo figli amati e a metterci, con confidenza, nelle sue
mani, come ci sollecita la preghiera dei salmi: «Sono tranquillo e
sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo
svezzato è l’anima mia» (Sal 131,2).
Nella
notte della vita (cf. Lc 11,5-8) possiamo dimenticare che siamo figli e
che lo sguardo del Padre ci accompagna, ed è facile omologarsi a una
logica di arroganza e di cattiveria, allora c’è l’invito a pregare con
insistenza. Questa esortazione viene ripresa in Lc 18,1, dove Gesù:
«Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi (egkakein = anche, incattivirsi, scoraggiarsi) mai». Nella
preghiera, il Padre ci dona lo Spirito suo (cf. Lc 11,13) che ci libera
dal demonio che ci rende muti (Lc 11,14), ci educa ad essere sempre con
Gesù (cf. Lc 11,23) e ci abilita a dire: “Padre”. Dire “Padre” è
riconoscere solo lui come Dio della propria vita.
La
preghiera, quindi, è spazio in cui si cresce nella fede e ci vengono
aperti gli occhi e facciamo esperienza di essere liberati dalle sottili
forme di idolatrie. Prima fra tutte dall’idolatria del nostro “io” (una
forma di philautia) che ci fa fare ciò che non vorremmo (cf. Rm
7).
La
preghiera vera non solo è esperienza che ci rende liberi, essa, ancora,
ponendoci nell’orizzonte di Dio, ci radica sempre di più “nel cuore
della terra” portandoci nel cuore la sua stessa passione di amore. Una
persona che prega è, nel senso più letterale, l’anima del mondo. Più
vive esclusivamente dello Spirito di Dio, tanto più intensamente vive
nel mondo e si fa carico dei fratelli.
Dentro
questa prospettiva si pone la presente monografia, interamente dedicata
al Padre Nostro, alla “Preghiera del Signore”, la preghiera che
l’orante Gesù ha “consegnato” ai suoi discepoli.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 promossi dalla
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO
Lettura della esortazione apostolica
Evangelii Gaudium di papa Francesco
Dal 29 Ottobre al 26 Novembre
Sala del Convento
dalle h. 20.00 alle h. 21.00
1.
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si
incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono
liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore,
dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In
questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per
invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e
indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.
(Incipit Evangelii Gaudium)
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 - Calendario (PDF) Evangelii Gaudium - documento integrale-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Non c'è nulla che sia più ingiusto... La suprema grandezza del cristianesimo... Si è cristiani... La violenza sugli anziani... Il Signore ci promette che seguirlo... Non guardare se la via è...Papa Francesco all'udienza generale:
“All’inizio di questo mese, dedicato alla meditazione della vita di Maria e del suo Figlio nei misteri del Rosario, invito tutti voi a pregare secondo le intenzioni della Chiesa, soprattutto per il Sinodo dei Vescovi dedicato alla famiglia. Pregate anche per me!”. Il rosario è una scuola di preghiera... Un'anima non è mai...Auguri a tutte le nonne e i
nonni. Il 2 ottobre è la loro festa ufficiale. Dal 2005, infatti, è
entrata nel calendario del nostro Paese la “Festa dei nonni” per
celebrare l’importanza del ruolo che essi svolgono nelle famiglie e
nella società.
Il nonno è padre due volte... La vita delle persone che devono migrare... Lo stato di diritto sociale non va... Io domando a voi...Lampedusa un anno dopo... purtroppo la tragedia nel Mediterraneo continua a ripetersi...
E' una vergogna...Nel primo anniversario della strage di Lampedusa le domande di Papa Francesco continuano a interpellarci
Chi è il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle?...--------------------------------------------------------------- Il
28 settembre 1978 muore Papa Giovanni Paolo I, il suo pontificato è
stato tra i più brevi della storia della Chiesa Cattolica, solo 33
giorni, ma è rimasto nel ricordo di tutti come il Papa del sorriso.
... noi siamo oggetto da parte di Dio... SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE (video) Oggi ricorre anche la festa degli arcangeli...Nel giorno primo ottobre, la Chiesa Cristiana celebra la memoria di santa Teresa di Lisieux o santa Teresina.
Thérèse Françoise Marie Martin, divenuta monaca carmelitana di clausura assunse il nome di Suor Teresa del Bambino Gesù e del Volto Santo. Una ragazza morta a ventiquattro anni diventa dopo neppure cinquant'anni modello di tutta la Chiesa. Pio XI era molto devoto di santa Teresa di Gesù Bambino e la nominò patrona delle Missioni, lei, la cui breve vita si svolse tutta fra Alenon e Lisieux e che dopo i suoi quindici anni non usci più dal convento. Un solo atto d'amore... L'amore deve essere provato... Preghiera di intercessione...Papa Francesco all'udienza generale:
Oggi la Chiesa festeggia la ricorrenza di Santa Teresa di Gesù Bambino. Questa santa, che è morta a 24 anni e amava tanto la Chiesa, voleva essere missionaria, ma voleva avere tutti i carismi, e diceva: “Io vorrei fare questo, questo e questo”, tutti i carismi voleva. E' andata in preghiera, ha sentito che il suo carisma era l'amore. E ha detto questa bella frase: “Nel cuore della Chiesa io sarò l'amore”. E questo carisma lo abbiamo tutti: la capacità di amare. Chiediamo oggi a Santa Teresa di Gesù Bambino questa capacità di amare tanto la Chiesa, di amarla tanto, e accettare tutti quei carismi con questo amore di figli della Chiesa, della nostra santa madre Chiesa gerarchica. Nel cuore della Chiesa... SS. ANGELI CUSTODI (video)--------------------------------------------------------------- 2 ottobre 1869 nasceva Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito महात्मा, "grande anima")
Disprezzare un singolo essere umano... Il benessere è necessario, ma...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Basta che Dio sia Dio
Santi Arcangeli
Michele, Gabriele e Raffaele
di Antonio Savone
La
festa degli Arcangeli narra di un Dio che vuole entrare in comunione
con noi scegliendoci come suoi interlocutori ed amici. La festa degli
Arcangeli, infatti, racconta di un cielo aperto e di un Dio che ci
mette a parte della sua stessa vita, della possibilità di gioire della
comunione con lui.
Questa
comunione, tuttavia, è sempre minacciata, sempre a rischio. Per questo
l’arcangelo Michele cui è dedicata questa chiesa cattedrale è posto a
vigilanza e custodia perché nulla ci strappi mai da quel legame a noi
offerto dal Signore.
Questa
festa liturgica ci ricorda che la vita cristiana è una lotta: proprio
perché si tratta di una vera e propria rinascita mai avvenuta una volta
per tutte, porta con sé una dimensione di vero travaglio. Ci è forse
spontaneo pregare? È forse a noi connaturale amare tutti,
spontaneamente, fino a volere anche il bene di chi ci ha fatto del
male, come ci ha insegnato Gesù? Chi di noi non patisce una vera e
propria crisi nel misurarsi con certe pagine evangeliche?
Il
cammino di sequela, il modo in cui guardiamo noi stessi e gli altri, la
stessa preghiera, non sono mai un punto di partenza pacifico e assodato
una volta per tutte, ma piuttosto un punto di arrivo, il frutto di un
cammino che spesso assume il volto di una fatica in cui il primo dato
con cui facciamo i conti è la convinzione che non ne valga la pena.
Lottiamo con le realtà che troviamo dentro di noi, ancor più che con
quelle che troviamo fuori di noi.
...
Questa
festa ci restituisce un po’ dello sguardo di Dio. In quel campo che è
il nostro cuore abbiamo sempre a che fare con una sorta di parassita
molto tenace che è il male. Ricordate la parabola della zizzania nel
campo? A noi verrebbe da strapparlo, da reciderlo, ma il Signore lo
impedisce finché il percorso non sia compiuto del tutto. A lui sta a
cuore il buon grano: una sola spiga vale tutta la zizzania che pure
possiamo ospitare dentro di noi. Cosa significa questo per noi? Un
invito a guardare il bene e il bello di cui ciascuno di noi è portatore
e operatore. Un invito a farlo fruttificare. A noi è richiesta una
collaborazione fattiva perché il male non prevalga. Come? Provando
anche noi a esercitare il ministero che svolgono gli angeli nei nostri
confronti.
Chi
è Gabriele? È l’angelo che porta la lieta notizia della nascita di un
Salvatore. Di quali notizie io sono portatore? Sono capace di
annunziare la lieta notizia di una vicinanza a chi patisce la fatica di
non sperare più? Sono capace di mettere in luce il bene di cui i
fratelli sono operatori?
Chi
è Raffaele? È l’angelo a cui è affidato il compito di guarire. Sono
pronto ad essere il segno di un Dio che avvicinandosi al fratello si fa
carico della sua condizione? Mi sta a cuore la fragilità e la ferita
dell’altro? Sono in grado di essere balsamo?
Chi
è Michele? È l’angelo che difende l’unicità di Dio. Ma Dio ha davvero
bisogno di essere difeso? Per rispondere a questa domanda vorrei
richiamare un testo, tratto dal Diario di Etty Hillesum, una giovane
ebrea olandese morta ad Auschwitz nel novembre 1943. In una pagina del
12 luglio 1942 si legge questa preghiera della domenica mattina: “Mio
Dio, questi sono tempi tanto angosciosi… Cercherò di aiutarti affinché
tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere
nulla. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che
tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te, e in
questo modo aiutiamo noi stessi. L’unica cosa che possiamo salvare di
questi tempi, e anche l’unica che veramente conti, è un piccolo pezzo
di te in noi stessi, mio Dio. E forse possiamo anche contribuire a
disseppellirti dai cuori devastati di altri uomini” (Diario, Milano
2006, p. 169).
Disseppellire
Dio dal cuore devastato di altri uomini, non distruggerlo dentro di
noi, riservare un piccolo pezzo di lui in noi: è il compito che a noi
affida Michele in questa festa.
“L’uomo
che accetta questa realtà e se ne compiace, trova in cuor suo la
serenità. Dio esiste, ed è tutto. Qualunque cosa gli succeda, c’è Dio e
la luce di Dio. Basta che Dio sia Dio” (E. Leclerc).
Basta che Dio sia Dio - Ss. Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele-------------------------------------- Religiosa, mistica, drammaturga, dottore della Chiesa insieme a Caterina da Siena e Teresa d’Avila, patrona di Francia insieme a Giovanna d’Arco, protettrice dei malati di AIDS, di tubercolosi e di altre malattie infettive, persino patrona delle missioni, lei che scelse la clausura e morì giovanissima di tubercolosi. La vicenda umana e spirituale di santa Teresa di Lisieux, più nota come santa Teresa del Bambin Gesù, è una delle più paradossali della storia della Chiesa che la festeggia il 1° ottobre. Morta
quasi sconosciuta a 25 anni, nel monastero di Lisieux è venerata a
livello mondiale. La Basilica di Lisieux, edificata in suo onore, è il
secondo luogo di pellegrinaggio di Francia solo dopo Lourdes. Pio XI,
che la canonizza nel 1925, la considerava la “stella del suo
pontificato”. Giovanni Paolo II nel 1997 l’ha proclamata Dottore della
Chiesa in occasione del centenario della sua morte.
...
La
novità della sua spiritualità, chiamata anche teologia della "piccola
via", consiste nel ricercare la santità, non nelle grandi azioni, ma
negli atti quotidiani anche i più insignificanti, a condizione di
compierli per amore di Dio.
...
SANTA TERESA, DALLA CLAUSURA AL MONDO«Sono
sempre affascinato da quella "piccola peste", un vulcano di energia, di
fede, di amore per la Chiesa». Mette da parte per un po' i dossier su
cui sta lavorando, abbozza un sorriso e si lascia portare via dai
ricordi padre Giulio Albanese, 55 anni, missionario comboniano,
giornalista e scrittore. «Ebbi modo di conoscere a fondo e apprezzare
Teresa di Lisieux durante il noviziato, in Lombardia, a Venegono
Superiore, nei primi anni Ottanta. Poi la ripensai e la rilessi in
Africa, in Uganda, in Kenya e negli altri Paesi dove operai».
«Patrona
delle missioni, la festa il primo giorno di ottobre, mese missionario:
apparentemente un incomprensibile paradosso per una che non mise mai
piede fuori dal suo monastero. E invece a ben pensarci, no», ragiona
padre Albanese. «L'anima della missione è la contemplazione, ci
ricodava ancora qualche anno fa don Tonino Bello. Vero, verissimo. Il
missionario non è un navigatore solitario. Non è uno che si muove per
capriccio. E' uno "mandato", deve avere alle spalle una comunità
orante, deve essere egli stesso uomo di impegno e di profezia, sì, ma
anche di silenzio e di preghiera. E proprio di preghiera, di abbandono
fiducioso a Dio, di carità ardente santa Teresina del Bambin Gesù è
paradigma ed esempio».
...
«IO, MISSIONARIO, E QUELLA PICCOLA PESTE»-------------------------------------- LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO "Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici" (Giovanni 15, 12-13) Gianfranco Ravasi: Un amore eccessivo e radicale-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)RUBRICA Un cuore che ascolta - lev shomea' "Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica di Santino Coppolino Vangelo: Mt 21,28-32 A
questa domanda, rivolta ai sommi sacerdoti e agli anziani del popolo,
Gesù non riceve risposta perché loro, benché sapessero che il Battista
era un uomo di Dio, non vi hanno creduto, così come adesso non credono
in Gesù. "Gli esattori delle tasse e le prostitute invece gli credettero"; coloro che erano ritenuti la causa diretta del ritardo dell'avvento del Regno di Dio, sono già nel Regno anzi: "vi passano avanti",
che non indica precedenza (prima loro e poi voi) ma esclusione, ne
hanno preso il posto. Per questo motivo il Signore compie un segno che
provoca scandalo fra i sacerdoti e gli scribi, e turbamento nel popolo:
caccia dal tempio "tutti quelli che vendevano e compravano"(Mt 21,12), (ne dichiara cioè la fine), accusa i 'professionisti del sacro' di averlo trasformato in "una spelonca di ladri", ed apre le porte a coloro ai quali ne è vietato l'ingresso perché impuri (cfr. 2Sam 5,6-8): i ciechi e gli storpi (Mt 21,14).
Nelle parole di accusa di Gesù si percepisce l'eco della denuncia del
profeta Isaia: "Questo popolo si avvicina a me solo con la sua bocca e
mi onora solo con le labbra"(Is 29,13). Gesù ribadisce che non basta
dire: "Signore, Signore" (Mt 7,21) per entrare nel Regno, ma la sola cosa che conta è "fare la volontà del Padre".
La volontà del Padre è il cuore del Vangelo di Matteo, il riconoscersi
figli nel Figlio vivendo da fratelli: diventiamo figli solamente se
viviamo da fratelli. Ascoltiamo questa parabola credendo di
identificarci con un terzo fratello, che agisce come il primo e parla
come il secondo."Ma questo fantomatico fratello non esiste: chi dice sì, non fa come dice; chi dice di no, può sempre convertirsi" (S. Fausti). La Chiesa è la 'casta meretrix', la prostituta che diventa casta sposa in quanto si riconosce peccatrice; diventa "sì" ogni qualvolta riconosce il proprio "no".
A che giova perciò conoscere tutte le minuzie della Torah, tutta la
Teologia, la filosofia e la cultura di questo mondo, a cosa serve tutta
questa sapienza, quando poi la vita dice altro?
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| FRANCESCO |
Angelus/Regina Cæli - Angelus 28 settembre 2014
Udienza Generale- del 1° ottobre 2014: La Chiesa - 7. Carismi: diversità e unità
Omelia - Santa Messa con gli anziani (28 settembre 2014)
Discorso - Ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali (27 settembre 2014)
Discorso - Celebrazione dei Vespri in occasione del bicentenario della ricostituzioe della Compagnia di Gesù (27 settembre 2014)
Discorso - Incontro
del Papa con gli anziani in Piazza San Pietro (28 settembre 2014)
Discorso - ai
membri dell'Alleanza Biblica Universale per la presentazione della
Bibbia in lingua italiana "Parola del Signore- La Bibbia
Interconfessionale in lingua corrente (29 settembre 2014)
Discorso - ai
partecipanti al pellegrinaggio promosso dall'Istituto Secolare Piccole
Apostole della Carità - "La Nostra Famiglia"(1° ottobre 2014)
Discorso - ai partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (2 ottobre 2014)
Discorso - a Sua Santità Mar Dinkha IV, Catholicos Patriarca della Chiesa Assira d'Oriente (2 ottobre 2014)
Discorso - Ai Presuli della Conferenza Episcopale del Ciad, in visita "ad Limina Apostolorum" (2 ottobre 2014)
Discorso - Alla Plenaria della Congregazione per il Clero (3 ottobre 2014)
Discorso - Ai partecipanti all'Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) (3 ottobre 2014)
C'è la tendenza a mettere al centro...
La divisione in una comnità cristiana...
Sinodo è camminare insieme...
Le famiglie felici sono essenziali...
Alla festa dei nonni con Francesco anche il Papa emerito Benedetto XVI
I nonni sono un tesoro...
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Lampedusa... Vergogna!... Basta!... una tragedia che ci lascia senza parole!!!
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