"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°31 del 2014

Aggiornamento della settimana

- dal 26 luglio al 1° agosto 2014 -

 

                                    Prossima NEWSLETTER prevista per il 22 agosto 2014          


 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


LECTIO DIVINA

 a cura di Fr. Egidio Palumbo




OMELIA 

  
   di P. Gregorio Battaglia

  di P. Aurelio Antista

    di P. Alberto Neglia


PREGHIERA DEI FEDELI

 
N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 







I NOSTRI TEMPI

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Per i paesi europei il 30 luglio è la Giornata Internazionale dell’Amicizia (International Day of Friendship)
è stata proclamata nel 2011, durante la 65° sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con l’idea che l’amicizia tra popoli, paesi, culture e individui è in grado di stimolare iniziative di pace e costruire ponti tra le comunità

  La vera amicizia...

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Il 30 luglio 2014 si celebra la prima Giornata mondiale contro il traffico di esseri umani

  La tratta di esseri umani...

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«Questa prima Giornata contro la tratta delle persone è un invito all’azione per mettere fine a questo crimine e dare speranza alle vittime, che spesso vivono non riconosciute tra noi». È il messaggio del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon in occasione della prima Giornata mondiale contro il traffico di esseri umani che si celebra oggi 30 luglio 2014.

 
Anna Pozzi:  L'Onu: il mondo fermi la tratta



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"Non lasciamo soli i Palestinesi" di p.Alex Zanotelli - “La disfatta morale di Israele ci perseguiterà per anni” di Amira Hass



Non lasciamo soli i Palestinesi 

di p.Alex Zanotelli

"La solitudine del popolo palestinese è la vergogna del mondo. Una immensa sofferenza che dura da 70 anni, sfociata adesso in un urlo di disperazione per questa assurda e impari guerra tra Israele e Palestina. E come risposta c’è solo silenzio, indifferenza, sia da parte dell’Unione Europea, sempre più assente, sia da parte dell’Italia, sempre più legata ad Israele, sia da parte della chiesa italiana, sempre più silente.
E’ un grido di dolore che mi tocca profondamente come credente nel Dio della vita, come missionario inviato a costruire un mondo ‘altro’ da quello che abbiamo.  ... "

  Non lasciamo soli i Palestinesi di p.Alex Zanotelli

“La disfatta morale di Israele
 ci perseguiterà per anni”
di  Amira Hass

Scrive la giornalista israeliana su Haaretz: “Se vittoria vuol dire causare al nemico una pila di bambini massacrati, allora Israele ha vinto. Queste vittorie si aggiungono alla nostra implosione morale, la sconfitta etica di una società che ora si impegna a non fare un’auto-analisi, che si bea nell’autocommiserazione a proposito di ritardi nei voli aerei?”

  “La disfatta morale di Israele ci perseguiterà per anni” di Amira Hass



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LA PALESTINA. 
PREGARE, NON TACERE E AGIRE

di Giancarla Codrignani

Domenica 20 luglio Papa Francesco ha invitato a pregare per le comunità cristiane in Medio Oriente. Pregare in silenzio.

Il peso di un silenzio
Il silenzio significava che non si chiedevano tutele speciali per i cristiani, ormai chiaramente perseguitati in non pochi dei luoghi in cui sono stati da sempre minoranza rispettata. Infatti né Saddam Hussein in Iraq, né Bashar al Assad in Siria, né tanto meno Abu Mazen in Palestina – dove i cattolici sono poco meno del 2% e a Gaza c’è una parrocchia – hanno perseguitato i cristiani. Quel silenzio, tuttavia, pesa come un macigno perché è diventato simbolico: perfino i tanti (certo meno rispetto ad analoghe manifestazioni di anni passati) che in questi giorni hanno partecipato a iniziative di protesta e di sostegno alle vittime palestinesi, di fatto si trovano con le mani legate.

La domanda “che fare?”, se viene posta quando le armi sparano, rimette di fatto la possibilità della pace dentro la contesa e induce anche i testimoni a prendere posizione. Così la guerra si allarga e al massimo le mediazioni possono ottenere qualche pausa alle stragi. Sembrano mesi, ma sono passati pochi giorni da quando il Papa aveva cercato di incoraggiare la pace invitando in Vaticano Peres e Abu Mazen e il mondo aveva applaudito l’abbraccio. Eppure nessun governo ha voluto approfittarne, raccogliere il messaggio e proseguire iniziative distensive e pressioni anche nei confronti di Hamas, la parte palestinese più radicale, che, a sua volta, aveva appena siglato un’intesa insperata con l’Anp, sempre considerata troppo moderata. Nella dissolvenza che ne era seguita l’apparizione televisiva del Presidente dell’Autorità palestinese che abbracciava il presidente dello Stato Ebraico non aveva certo sollevato entusiasmi nei territori occupati. Una frangia incontrollata aveva sequestrato e ucciso tre studenti israeliani e altrettanto orribilmente era seguito l’assassinio di un ragazzo palestinese, di cui Israele aveva subito arrestato gli autori. Hamas ha rinfacciato a Israele la responsabilità dell’atto efferato e ha fatto partire i primi missili: Netanyahu non aspettava altro per sferrare l’attacco a Gaza.

Qual è la pace che si vuole?
...

  LA PALESTINA. PREGARE, NON TACERE E AGIRE

Vedi anche i nostri post precedenti:
  • Angelus del 20 luglio 2014 - Testo e video
  • "Invocazione per la pace" - Giardini Vaticani, 8 giugno 2014 - cronaca, testi, foto e video (Prima parte)
  • "Invocazione per la pace" - Giardini Vaticani, 8 giugno 2014 - cronaca, testi, foto e video (Seconda parte)



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Morti senza nome. Morti due volte - I parenti dei migranti cercano i morti in mare, ma spesso è una lotta senza speranza


Morti senza nome... morti due volte.
Basta aggiungere dolore al dolore!

... Dopo la strage di Lampedusa dello scorso 3 ottobre, i migranti, i loro familiari e le organizzazioni per i diritti dell’uomo hanno fatto pressione sui governi: è loro diritto sapere se il congiunto è deceduto. Quando non c’è un corpo, quando il figlio, fratello, marito sparisce in mare, è impossibile eseguire l’esame del DNA e il compito per dare risposte alle famiglie è ancora più arduo.

Simon Robins ricercatore dell’University of York’s Centre for Applied Human Rights e Iosif Kovras della Queen’s University, Belfast sostengono che è imperativo, dal punto di vista umano e morale, oltre che un dovere dal punto di vista legale, identificare i corpi recuperati dalla guardia costiera e dargli una degna sepoltura. Ma, c’è un grande ma: non esiste alcun capitolo di spesa nella contabilità della ragioneria dell’UE per i funerali dei migranti /richiedenti asilo deceduti durante la traversata in mare. Dunque i corpi o ciò che resta, viene sepolto in tombe anonime e i familiare non potranno mai piangere sul sepolcro del proprio caro.
...
Oggi, dopo oltre nove mesi dalla sciagura di Lampedusa, il cinquanta percento dei oltre 350 deceduti non è stato ancora identificato, anche se il personale incaricato ha raccolto il materiale necessario per effettuare il test del DNA, ma se manca quello di un familiare stretto, impossibile fare un confronto per stabilire se il corpo appartiene al congiunto. Morti senza nome. Morti due volte. Famiglie intere e mamme disperate, che continuano a vivere con il dubbio, dubbi che uccidono corpo e anima.
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Canali sicuri, basta morti in mare. Basta corpi senza nome, basta congiunti disperati alla ricerca dei loro familiari, che hanno dovuto lasciare il proprio Paese per guerre, persecuzioni, miseria. Basta aggiungere dolore al dolore.

  I parenti dei migranti cercano i morti in mare, ma spesso è una lotta senza speranza


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Chris Gunness, portavoce dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), non riesce a trattenere i singhiozzi durante un collegamento con al Jazeera: "I diritti dei palestinesi e dei loro figli sono completamente negati e questo è terrificante" afferma prima di cedere al pianto. Le lacrime gli impediscono di parlare e l'intervista si deve interrompere.

  Il portavoce Onu piange disperato in tv 


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Video girato dalla Delegazione di Pax Christi in Palestina

  Pax Christi:   Chi difende i Palestinesi (video)



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FEDE E
SPIRITUALITA'




DALLA PARTE DEI POVERI, I VICARI DI CRISTO
HOREB n. 67 - 1/2014




DALLA PARTE DEI POVERI, I VICARI DI CRISTO

HOREB n. 67 - 1/2014 

TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI

«Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito… » (Mt 25,35-36), così Gesù si rivolge ai giusti, costituendo i piccoli e i poveri come i suoi “vicari” sulla terra. 
Il Dio che incontriamo, nell’ascolto della Parola e nelle vicende della vita, in Gesù è un Dio “nudo”, Crocifisso Risorto, più nudo di tutti i defraudati della nostra storia, e non nasconde questa nudità d’amore. Egli nella sua nudità sposa l’umanità nuda. 
Se vogliamo restare fedeli a questo Dio, che, nel Figlio Gesù, accoglie e condivide, che è paziente, che vive la paradossale solitudine della croce, dobbiamo, assieme a Lui, restare fedeli alla terra, ad un popolo che Lui ama e dobbiamo restarci nella solitudine e nel silenzio. 
La vita cristiana è fedeltà a queste nozze di Dio con l'umanità, e cresce nell'inquieta pace di chi lascia che la sua fede si incarni, che il Verbo si riveli carne della sua carne e sangue del suo sangue e di quello di tutti coloro che camminano in questa terra, in particolare degli impoveriti e degli oppressi. 
La vita cristiana è coinvolgimento a condividere la passione d’amore che Dio ha per l'umanità e la creazione. E questa passione comporta il condividere lo stile povero di Gesù. 
In quest’ottica, il regno di Dio non tiene i cristiani lontano dalla realtà storica e dalla terra che li accoglie e li ospita. La logica del regno non consente di coltivare stili di vita separati, anzi attiva una nostalgia profonda di recuperare la storia e immergersi in essa. Il regno è invito ad entrare dentro a questa realtà assecondandone l’opera dello Spirito in una creazione che geme e soffre (Rm 8,19ss). 
Il regno di Dio, quindi, si costruisce a partire da un’umanità sfigurata, che ha nomi e lineamenti ben precisi. Oggi, questa umanità sfigurata, con una parola la potremmo chiamare Sud, se per i Sud del mondo non indichiamo solamente una posizione geografica – oggi i Sud sono nelle nostre città, nella porta accanto alla nostra –, quanto piuttosto una logica, una coordinata storica, è il basso, la profondità, la periferia, contrariamente a quello che noi reputiamo più importante: l’alto e il centro. 
È questa la prospettiva che orienta le riflessioni della monografia. 
...

  Editoriale (PDF)

  Sommario  (PDF)

E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)



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FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) - INCONTRI PER L’ESTATE 2014



FRATERNITÀ CARMELITANA 
DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

INCONTRI PER L’ESTATE 2014

  • LECTIO DIVINA 17-22 LUGLIO

IL PROFETA EZECHIELE
con p. Pino Stancari sj

• Per i fuori sede: portare le lenzuola e la Bibbia; prenotarsi per telefono (090.9762800) solo se si è sicuri di venire

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  • SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ 4-9 AGOSTO

GESÙ VOLTO UMANO DI DIO

♦ Gesù nel suo ambiente e tra la sua gente (Egidio Palumbo)
♦ Gesù a contatto con una umanità fragile e sofferente (Maurilio Assenza)
♦ Nell’umanità di Gesù il volto di Dio (Alberto Neglia)
♦ I sentimenti di Gesù (M. Aliotta)
♦ Gesù e la donna (Gabriella Del Signore)
♦ Gesù liberatore nella riflessione teologico-spirituale dell’America Latina (Rosario Giuè)
♦ «Cristo è sceso e mi ha presa». L’esperienza di Simon Weil (Giuseppe Schillaci)
♦ Gesù e il potere politico (Gregorio Battaglia)
♦ Momento di contemplazione: Gesù, l’uomo nuovo. Contemplazione dell’icona della Trasfigurazione.

• Per i fuori sede: portare le lenzuola e la Bibbia; prenotarsi per telefono (090.9762800) solo se si è sicuri di venire

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Quanto bene ci fa vedere Gesù vicino a tutti! Se parlava con qualcuno, guardava i suoi occhi con una profonda attenzione piena d’amore: «Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò» (Mc 10, 21). Lo vediamo aperto all’incontro quando si avvicina al cieco lungo la strada (cfr Mc 10,46-52) e quando mangia e beve con i peccatori (cfr Mc 2,16), senza curarsi che lo trattino da mangione e beone (cfr Mt 11,19). Lo vediamo disponibile quando lascia che una prostituta unga i suoi piedi (cfr Lc 7,36-50) o quando riceve di notte Nicodemo (cfr Gv 3,1-15). Il donarsi di Gesù sulla croce non è altro che il culmine di questo stile che ha contrassegnato tutta la sua esistenza. Affascinati da tale modello, vogliamo inserirci a fondo nella società, condividiamo la vita con tutti, ascoltiamo le loro preoccupazioni, collaboriamo materialmente e spiritualmente nelle loro necessità, ci rallegriamo con coloro che sono nella gioia, piangiamo con quelli che piangono e ci impegniamo nella costruzione di un mondo nuovo, gomito a gomito con gli altri. Ma non come un obbligo, non come un peso che ci esaurisce, ma come una scelta personale che ci riempie di gioia e ci conferisce identità (Papa Francesco, Evangelii Gaudium, n. 269).

 
la locandina degli incontri per l'estate 2014 (pdf)




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  Noi viviamo in un tempo...
  Il male non lo si combatte estirpandolo...
  Abbiate speranza...
  La gioia è la caratteristica...
  Ricordiamo che tutto si perde con la guerra...
  Il Regno è una realtà piccola...
  L'amore non vive di parole...
  Queste due parabole insegnano...
  Il compito della Chiesa è...
  Prega come se tutto...
  L'amore deve manifestarsi...
  Voglio veder ridere...
per sorridere un po'
  La volete smettere con i giochi d'acqua... (vignetta)
  Dio non si nega mai...

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Il nostro pensiero va a P. Paolo Dall'Oglio di cui da un anno non si hanno notizie

  L'unico mezzo per donare...

Ti aspettiamo, Abuna Paolo!!! e ti abbracciamo, dovunque tu sia... Da un anno non si hanno notizie di P. Paolo Dall'Oglio.

  Ti aspettiamo...


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Aspettando padre Paolo Dall'Oglio


Non si sa più nulla di te, caro padre Paolo. Non si sa nemmeno, con esattezza, il giorno in cui dobbiamo celebrare l'anniversario della tua scomparsa: c'è chi dice il 27 luglio, chi il 28, ma probabilmente il giorno del rapimento è il 29. Poco importa, naturalmente. Ci importa, adesso, dirti che il pensiero e la preghiera non sono mai mancati in questi dodici mesi pieni di tristezza e di ansia. 

Noi crediamo, vogliamo credere, che tu sia vivo, a combattere - per quello che ti è possibile - per la pace, a gridare per il dialogo (combattere per la pace, gridare per il dialogo sono frasi che sembrano un controsenso, ma nel tuo caso ci paiono proprio azzeccate) e vorremmo mandarti, seppure a distanza, un grazie e un abbraccio.
...

Ti abbracciamo, dovunque tu sia. Sono tempi duri per i costruttori di ponti: in Siria, in Ucraina, in Israele e in mille altri luoghi... Ma sappiamo che non basta questa consapevolezza a scoraggiarti. “Io ovviamente annuncerò, fino al martirio se necessario, la Buona Novella dell’amore di Gesù!”, scrivevi in un libro di qualche anno fa (Mar Musa. Un monastero, un uomo, un deserto, Paoline 2008); parole che forse dovrebbe andarsi a rileggere soprattutto chi - prima e persino dopo il rapimento - ti ha dipinto come un cristiano all'acqua di rose, un doppiogiochista al servizio dell'Islam. E poi proseguivi: “L’unico mezzo per donare la propria vita per Gesù consiste nell’aiutare ognuno a essere un pellegrino di verità”. 

È quello che hai sempre cercato di fare e certamente farai ancora, tu per primo pellegrino in cammino sulle orme di Abramo. Ti aspettiamo, abuna, per continuare a pellegrinare insieme. 

  Aspettando padre Paolo Dall'Oglio

  il videomessaggio dei familiari

Vedi anche alcuni dei nostri post precedenti:
  • LETTERA A PADRE PAOLO DALL'OGLIO
  • Padre Dall'Oglio: 29 luglio/29 dicembre... cinque mesi di silenzio
ed anche:
  • SIRIA - "Siria andiamo verso un nuovo Afghanistan!" P. Paolo Dall'Oglio - Reportage di Bernardo Valli Cosi la "primavera" siriana è diventata una guerra civile -
  • "Arrivederci ad Assisi... per il Concilio" di Paolo Dall'Oglio




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Un anno senza padre Paolo


Un anno senza padre Paolo
di Roberto Zichittella

Un anno senza padre Paolo. Un anno senza la sua voce, i suoi articoli, i suoi appelli, le sue lettere. Ci manca. Perché tante volte, in questi 365 giorni così terribili per quella parte del mondo che egli ama, conosce e abita, padre Paolo avrebbe certamente saputo trovare le occasioni e le parole per aprirci gli occhi, per sferzarci, per scuoterci dalla nostra indifferenza e confusione, dalla nostra assuefazione al dolore degli altri e all’orrore. 
Nell’ultimo anno questo Medio Oriente impazzito ci ha portato nuove tragedie, nuove guerre, nuove crisi umanitarie. 
...
Chissà se padre Paolo, nel suo luogo di prigionia (perché vogliamo crederlo vivo) sa di tutto questo. E chissà quanto gli pesa non farci arrivare la sua parola, non poter comunicare, lui che da uomo libero sapeva farlo così bene. Gli è rimasta solo la preghiera, che sicuramente sta nutrendo i suoi giorni.
Per ovviare al suo forzato silenzio possiamo ritrovare le parole di padre Paolo nei suoi scritti. In questi giorni di ferro e di fuoco è utile rileggere queste righe, dedicate alla civiltà del Mediterraneo: “Questa civiltà è la nostra; non è di certo la sola al mondo, ma essa è chiamata a un immenso sforzo di armonia interiore ed esteriore. È esattamente il contrario della teoria dello «scontro di civiltà» previsto qualche anno fa. Noi ci pensiamo talmente incompatibili! Quando invece la nostra presenza, di cristiani, musulmani ed ebrei, è essenziale per l’autenticità della nostra civiltà”.

  Un anno senza padre Paolo

Vedi anche il nostro precedente post:

  Aspettando padre Paolo Dall'Oglio


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SANTI ANNA E GIOACCHINO (video)

  Sant' Anna Madre della Beata Vergine Maria

  San Gioacchino Padre della Beata Vergine Maria

  Sant'Ignazio di Loyola (video)



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Discernere... di Antonio Savone



Discernere...
di Antonio Savone

‘… i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere…’
Solo pochi giorni fa abbiamo avuto modo di ascoltare queste parole di Mt e oggi la liturgia feriale ce le consegna nuovamente mettendole nella bisaccia del nostro andare. Quanta serenità in quella immagine dei pescatori seduti a riva! Gli uomini del regno, afferma Gesù, sono quelli che sanno fare propria l’arte di sedersi per vagliare con attenzione con calma.
In queste parole di Gesù viene messo a tema un rischio, quello di spaventarsi e allarmarsi senza motivo. Per questo è necessario concedersi tempo, il tempo che occorre per passare al vaglio sentimenti, pensieri, emozioni, desideri, chiamando per nome le cose e non temendo di buttare via i cattivi. Il discernimento si compie solo prendendo tempo, curando le disposizioni del cuore e assicurando una giusta comodità. Occorre, perciò, la stessa diligenza dello scriba per non rischiare di essere superficiali e distratti: fare nostre, perciò, l’arte dell’attesa e la forza della pazienza.

La nostra vita come la vita della Chiesa è simile a una rete gettata nel mare: in me c’è il santo ed il peccatore, l’uomo di fede e l’incredulo, colui che è capace di compiere il bene e colui che compie il male. Sta a noi lasciarci continuamente illuminare dalla luce e dalla grazia dello Spirito perché sappiamo diventare conformi a quell’uomo che Dio ha pensato.
...

  Discernere


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LE PIETRE D'INCIAMPO DEL VANGELO

"Siate misericordiosi,
come è misericordioso il 
Padre vostro". 

(Luca 6,36) 

  Gianfranco Ravasi:  I discepoli di Gesù: misericordiosi o perfetti?







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"Un cuore che ascolta - lev shomea' " - n. 35/2013-2014 (A) di Santino Coppolino



RUBRICA 
Un cuore che ascolta - lev shomea' 
"Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male"  (1Re 3,9)

Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica di Santino Coppolino

VangeloMt 13,44-52

L'immagine del Regno che Gesù ci sta presentando è quella dell'aver trovato in esso la risposta alla pienezza di vita che ogni uomo si porta dentro. E la parola chiave che scaturisce da questa scoperta è la gioia, una gioia incontenibile, una gioia che è la caratteristica di coloro che credono in Gesù: il Regno è per la gioia ed è gioia, e la gioia è la forza di decidersi per il Regno, un tesoro da custodire, vivere e condividere.
Gesù ci esorta a scoprire nel suo messaggio e nell'imitazione della sua vita, quella pienezza alla quale ogni uomo aspira, la perla preziosa che ci fa vendere tutto per possederla, il guadagno autentico per il quale l'apostolo Paolo può esclamare: 
"Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose, e le considero come spazzatura"(Fil 3,8)
E' la gioia di questa scoperta che avviene, a volte dopo una faticosa ricerca, a volte in maniera apparentemente accidentale, che determina tutte le azioni successive, che imprime loro una particolare accelerazione. Bisogna essere disposti a lasciare tutto quello che si ha, (non soltanto i beni materiali, ma principalmente i programmi, i progetti e la propria visione di vita, per condividere il progetto di vita del Padre), per entrare in possesso dell'unico grande tesoro, della perla preziosa: è la Metànoia. E' il richiamo allo "Shemà", il comando di amare"il Signore Dio tuo con tutte le tue forze" (Dt 6,5), che significa: con tutti i tuoi beni. 
Le parabole spiegano come si faccia ad amare Dio rinunciando a tutto: ciò è possibile solo se si considera il suo Regno, la sua Signoria su di noi, come un tesoro infinitamente più grande e prezioso di ogni altro bene, per il quale vale gioiosamente la pena di rinunciare a tutte le altre cose.
...


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XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO / anno A -  Omelia di Papa Francesco (testo e video)



XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Vangelo Mt 13,44-52

OMELIA 
di Papa Francesco
Caserta 26/07/2014

Gesù si rivolgeva ai suoi ascoltatori con parole semplici, che tutti potevano capire. Anche questa sera – l’abbiamo sentito – Egli ci parla attraverso brevi parabole, che fanno riferimento alla vita quotidiana della gente di quel tempo. Le similitudini del tesoro nascosto nel campo e della perla di grande valore vedono come protagonisti un povero bracciante e un ricco mercante. Il mercante è da tutta la vita alla ricerca di un oggetto di valore, che appaghi la sua sete di bellezza e gira il mondo, senza arrendersi, nella speranza di trovare quello che sta cercando. L’altro, il contadino, non si è mai allontanato dal suo campo e compie il lavoro di sempre, con i soliti gesti quotidiani. Eppure per ambedue l’esito finale è lo stesso: la scoperta di qualcosa di prezioso, per l’uno un tesoro, per l’altro una perla di grande valore. Entrambi sono accomunati anche da un medesimo sentimento: la sorpresa e la gioia di aver trovato l’appagamento di ogni desiderio. Infine, tutti e due non esitano a vendere tutto per acquistare il tesoro che hanno trovato. Mediante queste due parabole Gesù insegna che cosa è il regno dei cieli, come lo si trova, cosa fare per possederlo.

Che cosa è il regno dei cieli? Gesù non si preoccupa di spiegarlo. Lo enuncia fin dall’inizio del suo Vangelo: «Il regno dei cieli è vicino»; - anche oggi è vicino, fra noi - tuttavia non lo fa mai vedere direttamente, ma sempre di riflesso, narrando l’agire di un padrone, di un re, di dieci vergini… Preferisce lasciarlo intuire, con parabole e similitudini, manifestandone soprattutto gli effetti: il regno dei cieli è capace di cambiare il mondo, come il lievito nascosto nella pasta; è piccolo ed umile come un granello di senape, che tuttavia diventerà grande come un albero. Le due parabole sulle quali vogliamo riflettere ci fanno capire che il regno di Dio si fa presente nella persona stessa di Gesù. È Lui il tesoro nascosto, è Lui la perla di grande valore. Si comprende la gioia del contadino e del mercante: hanno trovato! È la gioia di ognuno di noi quando scopriamo la vicinanza e la presenza di Gesù nella nostra vita. Una presenza che trasforma l’esistenza e ci rende aperti alle esigenze dei fratelli; una presenza che invita ad accogliere ogni altra presenza, anche quella dello straniero e dell’immigrato. È una presenza accogliente, è una presenza gioiosa, è una presenza feconda: così è il regno di Dio dentro di noi...

  il testo integrale dell'omelia

  video


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Porziuncola: una porta sempre aperta - 1 e 2 agosto il “Perdono d’Assisi”


Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell’Indulgenza, che va sotto il nome di “Perdono d’Assisi”, e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini.
Milioni e milioni di anime hanno varcato questa “porta della vita eterna” e si sono prostrate qui per ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui festa si celebra la mattina dell'1 agosto e si conclude con il Vespro solenne del 2 agosto.

  IL PERDONO DELLA PORZIUNCOLA

Con la Solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.00, fr. Michael A. Perry, Ministro Generale dei Frati Minori, ha dato il via alla celebrazione del Perdono di Assisi, la grande festa della misericordia di Dio, che ha attirato qui a S. Maria degli Angeli tantissimi pellegrini che hanno affollato la Chiesa per partecipare a questo momento di grazia. Con il Ministro Generale hanno concelebrato anche il Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria fr. Bruno Ottavi e il Custode del Proto-Convento Porziuncola fr. Fabrizio Migliasso oltre a un nutrito gruppo di confratelli e di sacerdoti. In assemblea era presente anche il sindaco di Assisi, ing. Claudio Ricci, con una piccola rappresentanza comunale.
Fr. Michael Perry nell’omelia ha ricordato come il Perdono della Porziuncola sia stato richiesto con grande semplicità e fede da s. Francesco a papa Onorio III nel lontano 1216 e come il suo desiderio “voglio portarvi tutti in paradiso”sia attuale ancora oggi. Per questo la porta della piccola chiesetta è sempre aperta, per accogliere tutti, senza alcun limite. Proprio su questo concetto della “porta aperta” il Ministro Generale ha tanto insistito con le sue parole...

  APERTURA DELLA SOLENNITÀ DEL PERDONO

Omelia del Min. Gen. OFM, fr Michael A. Perry, alla celebrazione di apertura della Solennità e della Porta del Perdono

  LA PORTA DELLA MISERICORDIA

In occasione della Festa del Perdono di Assisi e nella prospettiva più ampia del Giubileo del Perdono del 2016 (gli 800 anni dall’istituzione dell’Indulgenza per la Porziuncola richiesta da san Francesco a Papa Onorio III), un pensatore contemporaneo rifletterà sulla relazione tra San Francesco e il Perdono. Si tratterà di descrivere un aspetto caratteristico del Poverello di Assisi, molto spesso sottovalutato in favore di una figura più romantica ed idilliaca. Nel suo recente saggio “Doppio ritratto” (Adelphi), Cacciari si è confrontato in modo approfondito con il San Francesco descritto da Dante e con quello del ciclo pittorico della Chiesa Superiore di San Francesco in Assisi. Nel confronto tra questi due volti, nel loro convergere e nel loro divergere, Cacciari ha fatto anche emergere ciò che nemmeno i due grandi artisti fiorentini hanno contemplato. Un’immagine che gli scritti di san Francesco però restituiscono con forza e profondità...

  Massimo Cacciari. “Per lo tuo amore…” Verso il Giubileo del Perdono di Assisi del 2016

Vedi anche il nostro precedente post:
  • Dalla misericordia di Dio la forza del perdono umano - IL PERDONO DI ASSISI: "Fratelli miei, voglio mandarvi tutti in Paradiso!


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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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La politica dei sogni di Francesco Comina



La politica dei sogni
di Francesco Comina

Per te, caro don Tonino, la politica si misura unicamente sui sogni. 
E sulla loro capacità di andar lontano. Di essere arditi e impossibili. 
Noi, invece, restiamo irretiti nel pessimismo.

Scusami, don Tonino, se cedo con troppa insistenza al pessimismo e ti offro uno sguardo cupo della situazione nel nostro tempo. Ti vedo un poco risentito perché non sono ancora riuscito a dire qualcosa di buono. Tu sei lì, appoggiato allo scoglio col taccuino in mano in cerca di una ispirazione poetica, pronto a carpire i segni della speranza, e io ti getto addosso tutto lo sconforto del mondo. Lo sai benissimo che stiamo vivendo il tempo della deriva politica, dell’appiattimento culturale, della frammentazione sociale. Su molte questioni hai avuto modo di intervenire e di farti sentire. Essere nel mondo – ci hai insegnato – significa guardare con gli occhi irretorti quello che accade intorno a noi, anche nella penombra, significa scendere in piazza per difendere i diritti dei più deboli, dei migranti, dei prigionieri, vuol dire denunciare le storture senza mai abbandonare i telescopi della speranza anche quando sembra che tutto sia perduto per sempre. Ricordi la lezione di padre Balducci? Ogni volta che l’umanità si è trovata di fronte al pericolo dell’annientamento – ricordava sulla scorta dei grandi antropologi – è emersa una risposta creativa che ha riaperto processi del tutto innovativi. E, citando Ernst Bloch, annotava: “Che sui passaggi intermedi della sua nascita ci sia buio non fa meraviglia. Sappiamo per esperienza che ai piedi del faro non c’è luce”.
Per te la politica si misura unicamente sui sogni. Quanto più aridi di sogni diventano i parlamenti tanto più cupa si fa la crisi e, al contrario, tanto più compatto è il numero dei parlamentari che sognano, tanto più solida si fa la speranza. Converrai con me che in Italia oggi lo sguardo onirico si è rattrappito al punto che vien voglia di guardare indietro, di richiamare alla memoria uomini della prima Repubblica come il sindaco “santo” di Firenze Giorgio La Pira o Giuseppe Dossetti, uomini come Moro, De Gasperi, Lazzatti, donne che hanno vissuto pienamente l’idea politica come Teresa Mattei o Tina Anselmi. La politica, negli anni del dopoguerra, aveva una dimensione alta. La città stava sul monte – per dirla con La Pira – era la comunità che sperimentava l’azione per il bene comune. C’era, insomma, nella visione di questa politica, un’idea di amore per il prossimo, dato di volta in volta, con il suo volto.

  La politica dei sogni


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Intervista ad Alex Zanotelli 
a cura di Gerolamo Fazzini

«I poveri mi hanno convertito: scrivilo». Finisce sì, con una frase che sa di "testamento spirituale”, l'intervista che padre Alex Zanotelli ha concesso a Credere, nella quale ha rivisitato mezzo secolo di vita missionaria, sempre giocata in prima linea: in Africa (dapprima Sudan, poi Kenya), alla direzione di Nigrizia e, oggi, nel cuore di Napoli.
Il comboniano, che contende a padre Piero Gheddo del Pime la palma del più noto missionario italiano, compirà 76 anni il prossimo 28 agosto e da poco ha celebrato il cinquantesimo di sacerdozio a Verona, poi nel suo paese natale, Livo, in Trentino.

Padre Alex, perché i poveri ti hanno convertito?
«Perché, come spiega papa Francesco, nella mia esperienza missionaria ho toccato con mano che noi annunciamo il Vangelo, ma Dio è già lì, ci precede sempre. Un episodio che non potrò mai dimenticare mi è accaduto a Korogocho, la baraccopoli di Nairobi dove ho vissuto: andavamo a celebrare l'Eucaristia nelle baracche, con i malati di Aids. Una sera arrivo al capezzale di Florence, una ragazza che la madre aveva avviato alla prostituzione all'età di 11 anni; a 15 aveva contratto l'Aids, a 17 stava morendo. La stanza è tutta buia, accendiamo una candela e mi metto a pregare. 
Poi le chiedo: "Florence, chi è il volto di Dio per te oggi?': Lei resta in silenzio, poi il suo viso si illumina in un sorriso: "Sono io il volto di Dio!',' mormora lei, che non era cristiana e non frequentava la Chiesa. Io, sul letto di morte, non riuscirò a fare una preghiera del genere».

Perché ti sei fatto missionario e perché comboniano?
«La mia vocazione nasce da ragazzino in Val di Non. La scelta missionaria è nata all'indomani di un incontro con un comboniano: io ero uno dei peggiori della classe, ma avevo dentro un forte desiderio di donare la vita. Da lì è nato l'amore per Comboni. La mamma, una delle persone più altruiste che abbia mai conosciuto, mi ha appoggiato. Papà, invece, non era molto contento della mia scelta, almeno all'inizio».

  «I poveri mi hanno convertito»


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Il cattolicesimo del risentimento - Christian Albini e le polemiche su Enzo Bianchi


Il cattolicesimo del risentimento
di Christian Albini

Dopo che papa Francesco ha nominato Enzo Bianchi, fondatore e priore del monastero di Bose, consultore al Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani, in rete piccole cerchie di tradizionalisti hanno cominciato a far circolare con insistenza una serie di accuse false e senza bussola.

E' un esempio di quello che definisco cattolicesimo del risentimento, che individua un nemico e comincia ad attaccarlo con dicerie e denigrazioni, come è avvenuto in passato verso credenti come Giuseppe Dossetti e Carlo Maria Martini. Sono ambienti in cui hanno poco spazio il Vangelo e la prossimità, rispetto a una dottrina rigidamente immobilizzata in formule proprie di una certa epoca.

Diceva un padre del deserto: Non disprezzare chi ti sta accanto, perché non sai se lo Spirito santo è in te o in lui. Negli atteggiamenti e nei discorsi del cattolicesimo del risentimento, invece, il disprezzo è evidente e privo di dubbi, perché ci si sente possessori della verità.
...
Essere chiesa non significa uniformità e accordo su tutto, ma le critiche vanno fatte nella fraternità e nella verità. Ecco perché è importante dire quando ciò non avviene, un costume purtroppo diffuso.

  Il cattolicesimo del risentimento


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Auguri ai nostri fratelli e sorelle musulmani per la festa di fine Ramadan
  Uno sguardo di contemplazione...

  PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO MESSAGGIO PER LA FINE DEL RAMADAN


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Non c'è una chiesa né un solo cristiano nella città egiziana di Qumans, nota anticamente con il nome di Coma, nella provincia centrale di Beni Suef, dove nel 251 d.C. nacque Sant'Antonio Abate, considerato l'iniziatore del monachesimo cristiano. Lo rilevano fonti egiziane consultate dall'Agenzia Fides.

  RADIO VATICANA:  Egitto, non c'è più nessun cristiano nella città natale di Sant'Antonio Abate

La questione dei luoghi di culto rimane oggetto di un vivo dibattito in Egitto. Vi inrterviene anche lo shaykh Karîma, che allarga il discorso ad alcune considerazioni generali sul rapporto tra musulmani e cristiani.

  Ahmad Karima:  Discorso dello sheykh Ahmad Karîma, professore di sharî‘a presso l'Università di al-Azhar


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L’ULTIMO padrino di Cosa Nostra è rinchiuso nella sezione “41 bis” del carcere di Novara, ma è come se fosse ancora tra i vicoli di Ballarò, qui dove due anni fa portava orgoglioso la vara della madonna del Carmine. Domenica scorsa il boss Alessandro D’Ambrogio non c’era. Ma la processione ha voluto comunque rendergli onore: si è fermata proprio davanti all’agenzia di pompe funebri della sua famiglia.

  Salvo Palazzolo e Giorgio Ruta:  La Madonna si inchina al covo del padrino, processione shock tra i vicoli di Ballarò

La statua della Madonna non si è mai “inchinata” a nessun boss e chi ha cucito sulla vicenda lo scoop ha servito gli scopi dei mafiosi e non dell’informazione. È quanto in sostanza asseriscono i padri Carmelitani presenti a Palermo nella chiesa del Carmine Maggiore, nei pressi del mercato storico di Ballarò, e nella parrocchia di S. Sergio I Papa, alla periferia Roccella-Sperone, limitrofa a Brancaccio.

  RADIO VATICANA:  Palermo. I Carmelitani: nessun "inchino" durante la processione


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 FRANCESCO
 


    Angelus/Regina Cæli - Angelus 27 luglio 2014



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29 /07/2014:

  Apprezziamo di più il lavoro...

31/07/2014:

  Auguro ad ogni famiglia...



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Angelus del 27 luglio 2014 - Testo e video


27 luglio 2014 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Le brevi similitudini proposte dall’odierna liturgia sono la conclusione del capitolo del Vangelo di Matteo dedicato alle parabole del Regno di Dio (13,44-52). Tra queste ci sono due piccoli capolavori: le parabole del tesoro nascosto nel campo e della perla di grande valore. Esse ci dicono che la scoperta del Regno di Dio può avvenire improvvisamente come per il contadino che arando, trova il tesoro insperato; oppure dopo lunga ricerca, come per il mercante di perle, che finalmente trova la perla preziosissima da tempo sognata. Ma in un caso e nell’altro resta il dato primario che il tesoro e la perla valgono più di tutti gli altri beni, e pertanto il contadino e il mercante, quando li trovano, rinunciano a tutto il resto per poterli acquistare. Non hanno bisogno di fare ragionamenti, o di pensarci, di riflettere: si accorgono subito del valore incomparabile di ciò che hanno trovato, e sono disposti a perdere tutto pur di averlo.

Così è per il Regno di Dio: chi lo trova non ha dubbi, sente che è quello che cercava, che attendeva e che risponde alle sue aspirazioni più autentiche. Ed è veramente così: chi conosce Gesù, chi lo incontra personalmente, rimane affascinato, attratto da tanta bontà, tanta verità, tanta bellezza, e tutto in una grande umiltà e semplicità. Cercare Gesù, incontrare Gesù: questo è il grande tesoro!
...
Cari fratelli e sorelle, la gioia di avere trovato il tesoro del Regno di Dio traspare, si vede. Il cristiano non può tenere nascosta la sua fede, perché traspare in ogni parola, in ogni gesto, anche in quelli più semplici e quotidiani: traspare l’amore che Dio ci ha donato mediante Gesù. Preghiamo, per intercessione della Vergine Maria, perché venga in noi e nel mondo intero il suo Regno di amore, di giustizia e di pace.

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,
domani ricorre il centesimo anniversario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che causò milioni di vittime e immense distruzioni. Tale conflitto, che Papa Benedetto XV definì una “inutile strage”, sfociò, dopo quattro lunghi anni, in una pace risultata più fragile. Domani sarà una giornata di lutto nel ricordo di questo dramma. Mentre ricordiamo questo tragico evento, auspico che non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso.
In particolare, oggi il mio pensiero va a tre aree di crisi: quella mediorientale, quella irakena e quella ucraina. Vi chiedo di continuare a unirvi alla mia preghiera perché il Signore conceda alle popolazioni e alle Autorità di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione. Al centro di ogni decisione non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona. Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace.

  video

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A tutti auguro buona domenica. E non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo. Arrivederci!

 
il testo integrale dell'Angelus

  video integrale


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Il papa fa il bis. Di nuovo a Caserta dopo la messa celebrata sabato scorso davanti alla Reggia. Il pontefice dopo essere atterrato stamane all’eliporto della Scuola dell’Aeronautica militare, si è recato a bordo di una Ford Focus in via Giotto, dove si trova l’abitazione del leader della locale comunità evangelica pentecostale, Giovanni Traettino. Qui Francesco si è intrattenuto per un incontro privato. La città è blindata. Francesco si è poi recato nella chiesa della Riconciliazione a Caserta a bordo di un’auto blu, accompagnato dal pastore Traettino. Il papa ha con sé una borsa nera da lavoro. Con la mano ha fatto un cenno di saluto ai fedeli che dai balconi dei palazzi circostanti lo hanno chiamato per poi entrare nell’edificio in costruzione accolto dall’applauso dei 350 evangelici presenti...
Ha incontrato e benedetto tre giovani disabili casertani, due ragazze e un ragazzo, quest’ultimo con una grave malattia in stato terminale, Papa Francesco, nel corso della sua seconda visita casertana. Momenti toccanti...

  Il Papa benedice disabili e malato terminale Prima l’incontro con gli evangelici

Si è riavvolto presso la Chiesa pentecostale della riconciliazione di Caserta il filo d’amicizia iniziato nella lontana Buenos Aires, tra Jorge Mario Bergoglio e il pastore evangelico pentecostale Giovanni Traettino. Un incontro, quello che è avvenuto stamattina tra i due amici, che assume un valore significativo. Bergoglio è oggi il massimo rappresentante di Santa Romana Chiesa, per cui ogni suo incontro e ogni suo gesto generano ampia risonanza. E rappresentano un passo del cammino della Chiesa nella storia.
All’incontro, che si è svolto in un edificio ancora in costruzione, hanno partecipato circa 200 persone, per lo più evangelici provenienti da Italia, Argentina, Stati Uniti e altri Paesi. Le urla e i canti hanno lasciato spazio a un silenzio solenne quando ha preso la parola il pastore Traettino, da anni impegnato nel dialogo tra carismatici cattolici e carismatici protestanti.
Le sue parole, rotte dalla commozione, hanno indotto i presenti a sciogliersi più volte in applausi di sostegno. “Carissimo papa Francesco, amato fratello mio”, è così che Traettino ha chiamato il Santo Padre, la cui visita l’ha definita “un dono grande e inatteso, impensabile fino a poco tempo addietro”. Il pastore ha poi invitato il Papa a guardare “negli occhi dei bambini e degli anziani, dei giovani e delle famiglie”, per poter “leggere” che “le vogliamo bene”...

  Caserta, il Papa ospite degli evangelici: "Sono venuto a trovare dei fratelli"

  il discorso del Papa nella Chiesa pentecostale e le parole del pastore Traettino

  video

Mai un Papa si era spinto così avanti per l’unità dei cristiani. Il pastore evangelico Giovanni Traettino definisce «speranza per i cristiani» Francesco, la cui visita è «un dono, impensabile fino a poco tempo fa», che supera complicazioni protocollari». Traettino, fondatore e responsabile della «Comunità Cristiana di Caserta» e presidente della Chiesa Evangelica della Riconciliazione è riconosciuto dalle chiese locali che la compongono come un apostolo. 
... Bergoglio lo ha conosciuto nell’ambito del dialogo tra i carismatici cattolici (in Argentina era assistente nazionale del Rinnovamento nello Spirito) e i pentecostali. L’ha rivisto allo Stadio Olimpico lo scorso primo giugno. «Francesco sa andare direttamente al cuore incontrando il fratello lì dove è e così come è», spiega Traettino. Jorge Himitian, pastore della Comunità Evangelica di Buenos Aires, nel 2006, in un incontro ecumenico dei Carismatici nella capitale argentina, fece conoscere Bergoglio e Traettino...

  L’amico evangelico del Papa: «È venuto di persona. Ha abbattuto un muro»

  video

Antipasto di rustici, verdure e salumi; insalata di pasta per primo; mozzarella di bufala e melanzane "a funghetti" come secondo; pastiera e crostata per dolce: è stato all'insegna dei prodotti tipici della dieta mediterranea il menu offerto a Caserta a Papa Francesco. 
Il Pontefice - ha riferito una fedele che ha partecipato al pasto - ha apprezzato ma con molta sobrietà, e "non è sembrato una grande forchetta", per usare l'espressione con la quale la donna ha commentato il pranzo del Papa. Al piano inferiore dell'edificio dove si è svolto l'incontro con gli evangelici, Bergoglio ha pranzato assieme ai pastori e agli altri fedeli, in tutto una settantina di persone, seduto a tavola tra il pastore Traettino e un pastore evangelico indiano. Al suo arrivo, a Papa Francesco, in casa del pastore Traettino, prima dell'incontro con gli altri pastori e fedeli evangelici, era stato offerto un caffè con alcuni pasticcini.


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            http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm