"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°45 del 2014
Aggiornamento della settimana -
dal 15 al 21 novembre 2014 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 28 novembre 2014 |
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N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Le notizie che non fanno notizia... ma che a noi piacciono!!!
Ciclisti da tutto il mondo sono arrivati in Terra Santa per un percorso
di solidarieta’ in favore dei bambini dell’ospedale pediatrico Alyn di
Gerusalemme.
IN BICICLETTA PER I BAMBINI CON DISABILITA’-------------------------------------------------------------- Brunello Cucinelli ha deciso di
dividere il proprio utile societario con tutti i dipendenti. Ogni
stipendiato riceverà così un bonus da 6 mila euro sulla propria busta
paga.
Imprenditore divide con i propri dipendenti 5 milioni di utili dell’aziendae, per saperne di più...
Brunello Cucinelli-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Vivevano
al centro di viale Morandi da due mesi. Non dover più fuggire per due
mesi è già un sogno inverosimile. Sono davanti a me, si stringono in
gruppo, la prima volta che escono dal centro dopo… dopo l’assedio e
l’assalto e le urla «vi vogliamo bruciare». Mancano i più giovani. Li
hanno portati in altri luoghi; loro, gli anziani, ma il più vecchio ha
forse venticinque anni, sono rimasti. Una trentina.
La
furia profonda di chi non li vuole più vedere non sembra scemare, anzi
contagia altre periferie di questa Roma impiastricciata di cortei
rabbiosi e appelli sconsiderati. La civiltà è uno strato sottile, basta
la pioggia per cancellarla. La polizia li ha scortati, («la gente ci
insultava e noi zitti nel bus, gli occhi bassi…»), la messa per quelli
che sono cristiani, il pranzo in un centro di accoglienza. Mi spiegano
i volontari di Sant’Egidio, missionari nelle periferie di una
tolleranza che sembra anch’essa straniera in tempi di traboccamenti di
fiele e vendette: nel pomeriggio torneranno, laggiù.
Hanno
tutti alle spalle la via lunga e pericolosa, la via dolorosa di chi ha
dovuto fuggire, la strada del dolore che passa nel deserto e arriva in
Libia dove si biforca verso Lampedusa, Catania, Pozzallo. Gente come
questa che fugge deve continuare a vivere fidando in caso fortuiti che
quanto più sono inverosimili tanto più sembrano normali. Queste sono le
fiabe moderne: non molto allegre, che solo raramente terminano meglio
di quanto ci si aspetti. Qui in viale Morandi c’erano ragazzini e
fuggiaschi che hanno diritto alla compassione di tutto il mondo, quella
grande. Non quella piccola, che li compiange ma li trova molesti e
indesiderati. Qualcuno che inveisce contro di loro o peggio ha
ascoltato le loro storie, sa chi sono?
...
Gli immigrati di Tor Sapienza: “Voi siete senza lavoro, è terribile. Ma la colpa non è nostra” di Domenico QuiricoPapa Francesco domenica dopo l'Angelus: Cari fratelli e sorelle, in questi giorni a Roma ci sono state tensioni piuttosto forti tra residenti e immigrati... video...
"Quello di Tor Sapienza è un fenomeno diffuso anche in altri Paesi. Non
si tratta di razzismo becero, alimentato da pregiudizi etnico-razziali.
Ma un razzismo che gli studiosi definiscono 'razionale'. Nasce cioè dal
conflitto 'urbano', prima che dal conflitto 'etnico'. Dai tentativi di
dare accoglienza a questo tipo particolare di migrazione, persone in
fuga da guerre e persecuzioni, e dall'accesso alle risorse che sono
percepite sempre più scarse". Lo afferma Laura Zanfrini, ordinaria di
sociologia delle migrazioni e delle relazioni interetniche presso
l'Università Cattolica di Milano. "Ma si rischia una degenerazione -
spiega - soprattutto perché si sottovaluta che le relazioni di
vicinanza e convivenza nel quartiere non possono essere imposte
dall'alto, ma devono essere costruite nei territori". "Non a caso -
prosegue la prof. Zanfrini - le esperienze più virtuose, sia di
gestione dei minori non accompagnati, che di gestione di profughi
giunti per motivi umanitari, le troviamo laddove la società civile è
stata in qualche modo coinvolta, è diventata protagonista e ha guardato
a questi problemi con spirito costruttivo". "Ci sono casi di buone
pratiche - come quello esemplare di Riace in Calabria - dove quello che
era un problema si è trasformato in una risorsa perché ha rivitalizzato
la vita sociale ed economica di un quartiere. E qui lo Stato spende
molto meno di quanto spende tenendo i profughi in centri di accoglienza
temporanei". "A Tor Sapienza la gente invece sembra non essere stata
coinvolta e in questo la Chiesa, come in altri casi, ha fatto e può
fare molto. Le parrocchie possono diventare luoghi dove costruire
cittadinanza dal basso. L'importante è vedere i profughi non solo come
soggetti da aiutare ma soggetti da coinvolgere", conclude la prof.
Zanfrini...
Scontri a Tor Sapienza: parrocchie luoghi per costruire cittadinanza--------------------------------------- Immigrazione: accoglienza,
presentazione del primo Rapporto congiunto Anci-Cittalia-Caritas
Italiana–Fondazione Migrantes-Sprar in collaborazione con Unhcr
CARITAS: Rapporto sulla Protezione Internazionale in Italia 2014“Oggi, nonostante gli sviluppi
avvenuti e le situazioni, a volte penose e persino drammatiche, che si
sono registrate, l’emigrazione resta ancora un’aspirazione alla
speranza”. E’ uno dei passaggi del discorso che Papa Francesco ha
rivolto ai partecipanti al VII Congresso mondiale della Pastorale dei
Migranti.
VATICANIT: Papa: migranti ricchezza per i Paesi che li accolgono (video)Udienza al Pontificio Consiglio
per la Pastorale dei Migranti e gli Itineranti. Accoglienza e dialogo
nonostante difficoltà di inserimento in tessuti urbani già problematici
Iacopo Scaramuzzi: Il Papa: gli immigrati stimolano lo sviluppo di società inclusiveNon è stato l’aumento delle
domande di asilo in Italia - consistente ma non travolgente - a creare
attriti sociali. È la mancanza di un piano organico di accoglienza che
ha fatto traboccare il vaso delle periferie abbandonate, dormitori
frutto della speculazione edilizia, privi di centri di aggregazione,
riserva di caccia per spacciatori e teppisti. È dura l’analisi del
direttore di Migrantes don Giancarlo Perego, alla presentazione del
rapporto Sprar 2014.
Luca Liverani: Perego (Migrantes): «Nessuna invasione»-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)In riga su Internet. È questo il nome della nuova campagna nazionale che l'Associazione Meter onlus di don Fortunato Di Noto (www.associazionemeter.org)
ha presentato oggi – presso la Sede Nazionale - in occasione dei 25
anni della Convenzione dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e
che durerà un anno intero (fino a novembre 2015) per raggiungere il più
ampio numero possibile di studenti in Italia, sia nativi digitali che
mobile boom (i più piccini, quelli cresciuti con il tablet in mano).
Un
righello e un manifesto (allegati al comunicato) . Ogni scuola riceverà
un righello e dei manifesti da consegnare ad ogni alunno e il manifesto
da affiggere nelle classi e negli ambienti frequentati dai minori come
oratori, associazioni, palestre, parrocchie, club sportivi..., che
contiene un decalogo per “abitare” al meglio e in sicurezza tutto il
mondo del Web con qualsiasi mezzo (Pc, tablet, smartphone) e
soprattutto intelligente prudenza per evitare danni a se stessi ed agli
altri.
I
righelli saranno donati innanzitutto a tutti gli studenti di Avola, la
cittadina siciliana dove Meter è nata alla fine degli anni '80: ma,
grazie alla sua presenza sul territorio, Meter cercherà di raggiungere
tutta l'Italia.
...
Anche
online c'è bisogno di regole da diffondere nelle “periferie del web”.
Spesso si naviga a casaccio, andando allo sbaraglio e rischiando
inganni (si veda il grooming, l'adescamento di adolescenti) ed
esponendo la propria identità a quello che viene chiamato
multistalking, ossia varie capacità e identità incontrollabili. In Rete
si può vivere in due modi: o lo spontaneismo, l'emozione dell'usa e
getta che non prevede le conseguenze di ogni scelta e azione; oppure
una vita ordinata grazie alle regole in grado di mettere ordine tra
obiettivi ed azioni. Una regola può salvare una vita, aiutare a
prevenire il danno. Può farci vivere nel mondo digitale con serenità.
MINORI/ METER, AL VIA LA CAMPAGNA NAZIONALE “IN RIGA SU INTERNET”. DON DI NOTO: “UNA REGOLA SALVA UNA VITA”. REGOLAMENTO PER UN BUON UTILIZZO DEI DISPOSITIVI ELETTRONICI Scarica il segnalibro di “In riga!” (pdf)--------------------------------------- La Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza celebra
la data in cui la Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia
venne approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York,
il 20 novembre 1989. ***** Grazie
all’adozione nel 1989 della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e
dell’Adolescenza, ratificata dall’Italia nel 19911 nel nostro paese
sono state approvate nuove e importanti leggi che hanno sancito una
nuova visione dei bambini, portatori di diritti e non più destinatari
passivi di assistenza. Tuttavia tali leggi stentano a tradursi in una
agenda chiara e definita di interventi e politiche per l’infanzia e il
risultato è un’allarmante crescita del disagio e impoverimento fra i
minori, sia a livello sociale che educativo: il 13,8% - pari a oltre
1,4 milioni - vive in povertà assoluta e la dispersione scolastica è al
17%, 7 punti percentuali sopra l’obiettivo europeo. Sullo
sfondo i grandi cambiamenti che ha conosciuto l’infanzia in questi
ultimi 25 anni: il più impattante, la forte diminuzione della
popolazione infantile - dal 22% al 16,7% della popolazione totale - ,
mitigata solo in parte da una crescente presenza di bambini di origine
straniera, pari al 10% dei minori; l’avvento delle nuove tecnologie ha
visto nascere le prime generazioni 2.0, con l’85% di under 18 che
possiede uno smartphone e che dunque ha la possibilità di connettersi
in qualsiasi momento e in ogni luogo. Intanto
fuori dai confini dell’Italia milioni di bambini lottano per vedere
assicurati diritti fondamentali: 1 milione vive in aree in conflitto e
più di 1 miliardo e mezzo sperimenta qualche forma di violenza ; 650
milioni vivono in povertà estrema; 57 milioni non frequentano la scuola
primaria e 250 milioni sono fuori da un percorso di istruzione e
apprendimento; 230 milioni di bambini non sono registrati alla nascita;
3 bambini su 4 sperimentano una violenta disciplina a casa. Alla
vigilia della Giornata Mondiale dell’Infanzia (il 20 novembre, ndr),
che quest’anno coincide con lo storico anniversario dei 25anni
dell’adozione della Convenzione Onu sui Diritti dei Bambini, Save the
Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei
bambini e difendere i loro diritti, e che ha lanciato la Campagna
“Illuminiamo il Futuro” per il contrasto della povertà educativa in
Italia, traccia un bilancio sulla situazione dell’infanzia nel nostro
Paese e nel mondo. L’Italia dei bambini 25 anni dopo la Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia: Save the Children, un bilancio tra luci e ombre«Sono
passati 25 anni da quando, il 20 novembre del 1989, l’Assemblea
generale delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione ONU sui
diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato sui diritti umani
maggiormente ratificato nella storia, con 194 Stati parte” dichiara il
Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera presentando il nuovo
rapporto “25 anni di progressi per l’infanzia e l’adolescenza". «Fin
dalla sua approvazione l’UNICEF è stato in prima linea nella promozione
della Convenzione: la missione dell’UNICEF è, infatti, quella di
proteggere i diritti di tutti i bambini, in ogni luogo e in qualsiasi
attività che porta avanti ed è l’unica organizzazione specificatamente
menzionata dalla Convenzione come fonte di assistenza tecnica e di
consulenza.» La
pubblicazione, presentata a Roma, si focalizza sui principali traguardi
raggiunti in questo quarto di secolo, grazie anche alle azioni e alle
politiche sollecitate dalla Convenzione, Alla
luce della straordinaria importanza della Convenzione e dell’impegno
che gli Stati hanno preso nei confronti dei bambini attraverso la sua
ratifica, a 25 anni dalla sua approvazione l’UNICEF si è posto una
semplice ma ineludibile domanda: oggi il mondo è un posto migliore per
i bambini e gli adolescenti?... 25 anni di diritti, 25 anni di progressi25 anni di diritti
video--------------------------------------- Riscoprire il valore della buona tavola di Aldo Pintor
Se c’è un qualcosa che in questa triste post modernità abbiamo deprezzato e fatto scadere a un rito veloce è il mangiare.
Che
nostalgia per i tempi in cui sedersi a tavola era condividere la vita.
In realtà credo che oggi in pochi siano in grado di cogliere le accuse
che venivano rivolte a Gesù “Mangia e beve coi peccatori”. Oggi in
epoca di fast food spersonalizzanti si mangia a fianco a chiunque ma
all’epoca di Gesù condividere i pasti significava una comunione di
vita. Ovviamente i miei rimpianti non riguardano solo la quantità o la
qualità dei cibi, ma è mutato profondamente (a mio modesto parere è
peggiorato) anche il modo di gustare i cibi.
Che
pena mangiare in piedi da soli e in fretta in posti che offrono appunto
di non perdere tempo per il pasto. Oppure anche quando troviamo il
tempo di sederci a tavola il cibo esce dal frigorifero e spesso passa
per il microonde.
Nessuno
oramai conosce più la lavorazione e provenienza del cibo e purtroppo
pochi tra le giovani generazioni hanno presente che preparare un piatto
per qualcuno è un atto di benevolenza. Questa tristezza generalizzata
passa per progresso, ma sono le brutture del post moderno
globalizzato.
Che
passo indietro rispetto a quando i nostri antenati hanno scoperto il
cibo cotto e il sedersi a tavola per condividere col pasto pensieri
emozioni, volti e parole. Per consolare da questo desolante quadro
attuale leggiamo il libro del docente di storia medioevale e
dell’alimentazione di Bologna, Massimo Montanari. “I racconti della
tavola” ...
Riscoprire il valore della buona tavola la scheda del libro “I racconti della tavola” di Massimo Montanari---------------------------------------
“QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014 “QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
Il
desiderio di pregare è sorto nel cuore dei discepoli quando hanno visto
Gesù pregare. Gesù, infatti, ha pregato molto spesso. Ha passato
persino notti intere in preghiera (cf. Lc 6,12), completamente solo su
di una montagna deserta.
La
sua preghiera li ha stimolati: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc
11,1). Ed Egli ha educato i discepoli, ma educa anche noi a non
sprecare parole nella preghiera, ma a dire “Padre“, cioè a prendere
coscienza che siamo figli amati e a metterci, con confidenza, nelle sue
mani, come ci sollecita la preghiera dei salmi: «Sono tranquillo e
sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo
svezzato è l’anima mia» (Sal 131,2).
Nella
notte della vita (cf. Lc 11,5-8) possiamo dimenticare che siamo figli e
che lo sguardo del Padre ci accompagna, ed è facile omologarsi a una
logica di arroganza e di cattiveria, allora c’è l’invito a pregare con
insistenza. Questa esortazione viene ripresa in Lc 18,1, dove Gesù:
«Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi (egkakein = anche, incattivirsi, scoraggiarsi) mai». Nella
preghiera, il Padre ci dona lo Spirito suo (cf. Lc 11,13) che ci libera
dal demonio che ci rende muti (Lc 11,14), ci educa ad essere sempre con
Gesù (cf. Lc 11,23) e ci abilita a dire: “Padre”. Dire “Padre” è
riconoscere solo lui come Dio della propria vita.
La
preghiera, quindi, è spazio in cui si cresce nella fede e ci vengono
aperti gli occhi e facciamo esperienza di essere liberati dalle sottili
forme di idolatrie. Prima fra tutte dall’idolatria del nostro “io” (una
forma di philautia) che ci fa fare ciò che non vorremmo (cf. Rm
7).
La
preghiera vera non solo è esperienza che ci rende liberi, essa, ancora,
ponendoci nell’orizzonte di Dio, ci radica sempre di più “nel cuore
della terra” portandoci nel cuore la sua stessa passione di amore. Una
persona che prega è, nel senso più letterale, l’anima del mondo. Più
vive esclusivamente dello Spirito di Dio, tanto più intensamente vive
nel mondo e si fa carico dei fratelli.
Dentro
questa prospettiva si pone la presente monografia, interamente dedicata
al Padre Nostro, alla “Preghiera del Signore”, la preghiera che
l’orante Gesù ha “consegnato” ai suoi discepoli.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2014 - TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 promossi dalla
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO
Lettura della esortazione apostolica
Evangelii Gaudium di papa Francesco
Dal 29 Ottobre al 26 Novembre
Sala del Convento
dalle h. 20.00 alle h. 21.00
1.
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si
incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono
liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore,
dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In
questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per
invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e
indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.
(Incipit Evangelii Gaudium)
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 - Calendario (PDF)-------------------------------------- "Chiamati alla gioia" di P. Alberto Neglia (VIDEO INTEGRALE)
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO Lettura della esortazione apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco MERCOLEDÌ 29 OTTOBRE - Chiamati alla gioia [Evangelii Gaudium nn. 1-13] (Alberto Neglia
Molte
pagine di letteratura spirituale sono state scritte per creare una
certa diffidenza nei confronti della gioia. Queste pagine a volte hanno
tratto ispirazione da una errata interpretazione delle "beatitudini
evangeliche" che voleva la beatitudine, la gioia rimandata nell'aldilà,
quasi a premio di una vita tribolata in questo mondo. Questa
prospettiva si è come cristallizzata in un testo, per altri aspetti
molto pregevole, che ha avuto un grande influsso nella formazione
spirituale. Mi riferisco alla Imitazione di Cristo che ammonisce:
«Tutte le delizie terrene o sono vane o sono turpi» (II,10), e ricorda:
«Non si può godere due volte: gioire prima in questo mondo e poi
regnare con Cristo» (I,24). Questo
"aut aut" che ripeto, ha pesato nella formazione spirituale di molte
generazioni, ha portato al convincimento che la gioia con tutte le sue
manifestazioni umane sia esperienza che non si addice a chi intraprende
un serio cammino spirituale. Mentre la "gravitas" del portamento e la
tristezza sono state considerate atteggiamenti più compatibili con
l'ideale cristiano, per cui i modelli proposti abitualmente erano
quelli di santi che usavano il cilicio, fuggivano il mondo e si
privavano anche dei piaceri leciti. A
volte i cristiani hanno dato l’impressione che il cristianesimo fosse
una religione triste, tetra, fatta di pesanti doveri che mortificano la
vita: da un parte sembra esserci una èlite trainante "incallita nel
bene" e dall'altra un gregge che segue con passo stanco e col respiro
asmatico. Evidenzia Papa Francesco: «Ci sono cristiani che sembrano
avere uno stile di Quaresima senza Pasqua» (EG, 6). ... La
riflessione teologica contemporanea sta riscoprendo la piena umanità di
Gesù come parte integrante del suo ruolo salvifico, ed evidenzia con
interesse le sue capacità di humour, evidenti in certi passi dei
Vangeli, e soprattutto mostra interesse per la sua possibile immagine
di uomo felice. Gesù esulta e sorride, gioisce delle amicizie, sa stare
con gioia a mensa con i giusti e con i peccatori ed è fonte di gioia e
di consolazione per tutti quelli che incontra. Desiderio
di Gesù è che il nostro cuore si rallegri e che nessuno possa rapirci
la sua gioia (Gv 16,22-23). Il vivere il suo progetto è finalizzato a
suscitare e ad alimentare la gioia: «Se osserverete i miei
comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i
comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto
perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,
10s). Paolo
evidenzia che la gioia, di cui Gesù ci rende partecipi, è frutto dello
Spirito (Gal 5,22), che affiora nella vita dell’uomo come conseguenza
del suo dimorare nell’amore trinitario. Questa
gioia, quindi, non è qualcosa di superfluo, ma nasce dalla
consapevolezza di questo essere coinvolti nella comunione trinitaria e
dal sentirsi continuamente sorretti da questo abbraccio di Dio che
mette in piedi, salva e apre sempre nuovi orizzonti. Per cui il profeta
può cantare: «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si
gioisce quando si spartisce la preda» (Is 9,2). ... VIDEO-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" La preghiera... Un cristiano porta pace... Pregare sempre non vuol dire... La parabola dei talenti è un invito... I talenti della parabola... Dio si fida di noi...Per sorridere
... e il padrone disse... (vignetta) Conservare non è ... Il cieco desidera dal Signore... Gesù non ci chiede di conservare...Condividiamo la proposta della
famiglia Dall'Oglio e alle 19 ci uniremo spiritualmente alla preghiera
per P. Paolo e per tutte le altre persone private della libertà.
Chiediamo anche a chi ci legge di "condividere" e di fare altrettanto... Buon compleanno... La luce è venuta nel mondo... Se tu hai un peso sulla tua coscienza... Lasciamoci anche noi chiamare... Il sorriso dei nostri bambini... Tutti i cristiani... Costruire la pace è difficile... Quando il Signore ci invita... Beati quelli che sanno ascoltare... La pace non può regnare tra gli uomini...20 novembre Giornata Mondiale
dell'Infanzia e dell'Adolescenza - Quest'anno la Convenzione Onu per i
diritti dell'infanzia compie 25 anni.
Ogni bambino ha diritto... Dio prende con tanta serietà... La Parola del Signore... ... E mentre si parla di nuovi diritti...--------------------------------------------------------------- Presentazione della Beata Vergine Maria (video)-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Fiducia, fedeltà e rischio
Per prepararsi alla domenica
(XXXIII del T.O.)
di Antonio Savone
La
vita, la sequela, il discepolato, l’esperienza della comunità
cristiana, questo stesso ritrovarci in assemblea… un credito di fiducia
aperto da Dio a nostro favore.
Al
termine dell’anno liturgico e in una situazione storica come la nostra
segnata da non poche preoccupazioni di fronte a gravi segni di
disgregazione, a rileggerci è la splendida pagina della fiducia di Dio
e ci annuncia che egli non è ancora stanco di questa umanità alla quale
di nuovo, ancora, affida i suoi beni più cari. Dio
si fida e perciò si affida, all’uomo, a questo uomo che sono io,
secondo la mia capacità. E la prova della fiducia risiede proprio nello
starsene lontano:partì… Dio si fida, non ha paura e perciò si sente ben
rappresentato da quest’uomo che sono io. L’uomo – ha detto qualcuno –
il rischio di Dio. Fidandosi Dio rischia. Fiducia nei confronti di
quest’uomo che sono io perché possa essere non solo amministratore di
doni ricevuti in vista di una restituzione ma partecipe della stessa
gioia di colui che dona: entra nella gioia del tuo Signore. Vangelo
che ci rilegge, dunque. Rilegge il nostro modo di stare al mondo a
contatto con la nostra vita e con quella di quanti ci sono affidati.
Rilegge il nostro atteggiamento di fronte a quanto con generosità e
premura il Signore è andato dispensando di domenica in domenica. Non
unico il modo di rapportarsi al dono come non unico è il modo di
rapportarsi al reale. Si
può stare al mondo più preoccupati di evitare il male che di operare il
bene, tranquilli e – perché no? – magari anche compiaciuti solo perché
non abbiamo fatto questo, abbiamo evitato quello (“castità custodite
nell’aridità. Celibati che rendono uomini complessati, matrimoni
mortificati… affetti appiattiti dalla noia… rapporti condizionati
dall’interesse”). Vita sì, ma nella recita. Al mondo sì, ma ... Eppure
la parabola di Mt parla di un credito di fiducia accordato in anticipo.
Fiducia di Dio riversata su tutti perché alle mani di ognuno è affidato
qualcosa di buono. I beni di quel padrone assente per lungo tempo sono
affidati ad altri. ... Quel
che più è strano è che quel padrone affida il proprio patrimonio a
soggetti di cui non conosce neppure la managerialità. Un padrone
interessato più che al frutto, alle potenzialità insite nei suoi servi
ai quali si potrebbero applicare le parole dette da Gesù durante la
Cena:non vi chiamo più servi, ma amici (Gv 15,15). E
invece talvolta ci sembra che il modo più riuscito per rispondere
all’amore sia cristallizzare. Conservare non è il verbo dell’amore.
L’amore non è realtà che si coniuga con l’intento di attendersi
ricevute che attestino che non ci sono più pendenze tra noi. Il
dono restituito – ecco qui il tuo – indica la fine dell’amore, la
cessazione di un rapporto. Restituire il dono equivale a riconoscere di
essere stati al mondo, nella vita, in una relazione senza aver mai
compreso quello che il padre di Lc 15 dice al figlio maggiore: “figlio,
tutto ciò che è mio è tuo”. Dio
non gode della restituzione ma dell’inventiva e della creatività usate
nel far circolare quanto mi è stato partecipato. Gioisce di una fede
più preoccupata degli impulsi dello Spirito che non dei rischi umani da
correre. Una fede non preoccupata del riconoscimento ma solo onorata
per la fiducia di chi ha posto nelle sue mani un tesoro. L’antidoto a
una vita al ribasso non è l’intraprendenza o l’operosità ma la fedeltà.
Fedeli alla vita che solo per il fatto che mi è stata donata merita di
essere vissuta fino in fondo. Fedeltà creativa che riconosce le
opportunità e le porta a compimento, rischiando, forse sbagliando pure,
e comunque vivendo. Luogo della fedeltà è il presente, il qui e ora,
così come accade. Ci sia dato, di fedeltà in fedeltà, di sentirci ripetere: entra nella gioia del tuo Signore. Fiducia, fedeltà e rischio--------------------------------------- RUBRICA Un cuore che ascolta - lev shomea' "Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica di Santino Coppolino Vangelo: Mt 25,14-30
"Signore, so che sei un uomo duro",
dice il terzo servo al suo Padrone. Sostiene di conoscere il suo
Signore ma ne ha un'immagine distorta che non corrisponde a verità,
diametralmente opposta a quella che abbiamo visto con i suoi due
conservi. Come può essere "un uomo duro" uno
che, non solo non vuole indietro i suoi averi, ma addirittura invita i
suoi servitori a prendere parte a tutti i suoi beni, non li tratta più
da schiavi (douloi) ma li fa padroni con lui ?
La radice del peccato del "servo malvagio", così come quella di Adamo (Gen 3,10) e dei due figli della 'Parabola del Padre Misericordioso'(Lc 15, 11-32), sta nella cattiva opinione che hanno del Signore. "E'
sempre la natura del rapporto con Dio che determina il comportamento
dell'uomo, l'assunzione della responsabilità oppure la fuga. In
realtà, il servo non ha mai accettato il dono che il Signore gli ha
fatto, mai riconosciuto la gratuità del suo padrone"(A. Mello).
Egli nasconde il suo talento perché ha paura di perderlo e teme la
punizione, il suo rapporto con il Signore non è quello di un figlio ma
di un ragioniere. Pensa di restituire intatto il suo talento ma in
realtà lo soffoca, affidandolo alla terra, lo consegna alla morte. Il
talento era una unità di misura (d'oro o d'argento) che era pari a
circa 30/35 kg, l'equivalente pressappoco di 6000/7000 giornate di
lavoro di un operaio, una cifra veramente ragguardevole.
...
--------------------------------------- Momento
di preghiera, proposto dai familiari di Padre Paolo Dall’Oglio, rapito
in Siria il 29 luglio 2013, in occasione dei suoi 60 anni:
“Caro Paolo,
il 17 novembre, per i tuoi sessant’anni, il nostro regalo sarà una preghiera o un pensiero condiviso a distanza.
Lo proponiamo a chi ti vuole bene in ogni parte del mondo, alle 19 ora italiana.
Pregheremo per te e per tutte le altre persone private della libertà.
Noi pregheremo per i vescovi e gli altri preti di cui, come te, non si hanno più notizie da tempo.
Pregheremo per la pace e la giustizia in quella regione.
Noi
pregheremo affinché un pò di luce o un soffio di vento possano dare
sostegno e conforto a te e a tutte le persone che da troppo tempo
stanno soffrendo.
Caro Paolo ti vogliamo bene e continuiamo con insistenza e speranza ad aspettarti”
La tua famiglia
Audio messaggio Visita il sito http://www.paolodalloglio.net/--------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"... Mi domando se davvero la
parabola dei talenti non sia un invito ad avere paura della paura. Se
da una parte la paura è un meccanismo psicologico che ci aiuta
nell’istinto a preservarci dai pericoli fisici, quando entra a livello
spirituale allora si trasforma in fobia e distorce l’immagine corretta
di Dio come Padre buono. E mi dispiace che purtroppo è nel nostro
ambiente religioso che questa “paura di Dio” è stata molto coltivata
nell’educare alla fede.
Meno male che nel racconto il rapporto tra quelli che hanno fiducia in se stessi e affrontano il padrone in modo positivo con quel che lui ha dato loro, e invece quelli che hanno paura e temono il padrone, è di due a uno. Prevale quindi la fiducia in Dio e il senso della sua paternità su un’idea distorta di un padrone che punisce e la conseguente paura di lui. Anche se la parabola è più dettagliata nel raccontare le paure del terzo servo, rimangono come segno di speranza gli altri due servi che fiduciosi vivono responsabilmente il bene ricevuto e alla fine sono premiati con il dono più grande che è far parte “della gioia del loro padrone (don Giovanni Berti commento al Vangelo di DOMENICA 16 novembre 2014) UNA FEDE DA PAURA-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)SPECIALE ASSEMBLEA ECCLESIALE - AGRIGENTO Mons. Montenegro: "il Signore non ci vuole Chiesa di salotto o Chiesa museo ma Chiesa di strada"
L’Arcivescovo,
mons. Francesco Montenegro, ha consegnato, sabato 8 novembre, il nuovo
Piano Pastorale per il biennio 2014-16.
Per
questo ha dato appuntamento alla Chiesa agrigentina, nelle sue varie
compagini, a Porto Empedocle, presso il Palamoncada, dove si è tenuta
l’Assemblea pastorale diocesana.
È
stato un un momento ecclesiale particolare in cui la Chiesa agrigentina
si è posta in ascolto Spirito e di quanto esso, attraverso le
indicazioni del pastore, ha voluto indicare perché, fedele al suo
Signore, continui il suo servizio al Regno nella storia.
Erano
circa duemila i rappresentati delle 193 parrocchie dell'arcidiocesi tra
presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, membri dei Consigli
pastorali parrocchiali, catechisti, rappresentati di gruppi e movimenti
ecclesiali che hanno ricevuto dall’arcivescovo il Piano Pastorale
insieme al mandato missionario per essere, come recita l’obiettivo a
“lungo termine” del Piano Pastorale, “Chiesa per il Regno, superando
una pastorale di autoconservazione e assumendo una pastorale
decisamente missionaria, con una maggiore attenzione al territorio e al
mondo per evangelizzarli e scoprirvi i segni della presenza di Dio”.
Vi offriamo uno spaccato dell'Assemblea con:
La lettera pastorale «CORAGGIO! ALZATI, TI CHIAMA!»; Il Piano Pastorale l'intervento dell'Arcivescovo di presentazione della Lettera Pastorale e delle 4 Linee guida del Piano Pastorale diocesano, le slide di Presentazione del Piano Pastorale a cura di don Giuseppe Agrò, vicario per la pastorale diocesana, l'omelia che l'Arcivescovo ha pronunciato durante la celebrazione eucaristica Calendario Liturgico - Pastorale 2014-2015 con tutti gli appuntamenti diocesani Il primo Modulo del Progetto Fomativo Avvento/Natale 2014 Trasformare la Crisi in attesa. Le
domande di senso dell'uomo nell'attuale contesto socio-culturale e i
limiti e le sfide dell'azione pastorale di fronte a tale domanda(fonte: L'Amico del Popolo - Settimanale cattolico agrigentino) video integrale---------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La riffa di Francesco
per raccogliere fondi da donare ai poveri
di Franca Giansoldati
Il
Vaticano vuole finanziare i progetti destinati ai clochard con una
lotteria che avrà come premi i regali fatti al Papa -- Da qualche
giorno negli uffici vaticani aperti al pubblico è stata affissa una
singolare locandina. «Lotteria di beneficenza per le opere di carità
del Santo Padre». La riffa papale. Al di là del Tevere spiegano che
l'inverno bussa alle porte e Francesco non poteva non pensare ai 'suoi'
poveri, a quelle decine di persone, solitamente le stesse, che ogni
sera, vagando raminghe, trovano momentaneo rifugio attorno a San
Pietro, sotto il colonnato, sui gradini della chiesa della Traspontina,
davanti alla sala stampa. L’iniziativa
servirà a raccogliere fondi per finanziare progetti destinati ai
clochard. Primo premio in palio una Fiat Panda 4x4, euro 5+, full
optional. Naturalmente di colore bianco, perché l'auto, così come tutti
gli altri premi, sono i doni che ha ricevuto il pontefice nel corso
dell'anno e che lui ha deciso di sfruttare proprio per raccogliere
denaro utile a iniziative di natura sociale. Secondo premio in palio,
invece, è una bicicletta da corsa celeste; terzo premio un'altra
bicicletta, stavolta però di colore arancio dotata di cestini; quarto
premio ancora una bicicletta ma da passeggio e di colore grigio. Il
quinto premio è un tandem, il sesto una videocamera digitale ad alta
definizione di marca giapponese. Seguono orologi, cornici d'argento,
penne pregiate, borse portadocumenti, dispositivi wireless per iPod e
iPhone, una macchina da caffè della Illy. Persino un cappello bianco,
modello Panama, della più nota azienda equadoregna Homero Ortega. Premi di consolazione A
questi oggetti se ne aggiungono altrettanti. Premi di consolazione:
ombrelli, profumi, sciarpe, libri, cinture. Il tutto messo in palio per
rendere concreti gesti d'amore e di carità. Chiunque naturalmente può
partecipare e aiutare Papa Bergoglio nella sua missione: «aiutiamo i
poveri». Basta solo acquistare un biglietto al costo di 10 euro negli
uffici del Governatorato, nei punti in cui sono in vendita monete e
francobolli, o alle poste vaticane, alla farmacia, ai musei e persino
all'ufficio Pellegrini e Turisti dove si ogni giorno si registrano code
chilometriche di turisti stranieri. L'estrazione avverrà l'8 gennaio
2015, sotto lo sguardo di un notaio e del cardinale Giuseppe Bertello,
presidente del Governatorato, uno dei più stretti collaboratori di
Bergoglio, al quale il Papa si è rivolto per rendere possibile la
lotteria papale. Dietro tutto questo, ancora una volta, c’è però
l'elemosiniere padre Corrado Kraiewski, l'arcivescovo polacco
incaricato dal pontefice di essere «la sua longa manus». ... --------------------------------------- DAL KITSCH AL DONO D'AUTORE, ECCO I REGALI FATTI AL PAPA-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Della famiglie
di Mons. Luigi Bettazzi
Note
a margine del Sinodo appena concluso. Per delinearne le finalità, per
capire, per potersi confrontare sui problemi delle famiglie. E per
poter parlare di amore.
Il
Sinodo sulla famiglia, svoltosi in Vaticano dal 5 al 19 ottobre, ha
destato molte reazioni. I più tradizionalisti – come vengono indicati
quelli che vorrebbero che nulla si mutasse di quanto s’è stabilito un
tempo, che costituirebbe la tradizione – contestano la stessa
istituzione di un Sinodo in cui, accanto ai vescovi, siedono e parlano
anche non vescovi, addirittura laici e coppie familiari. Altri son
chiamati progressisti, perché indicano la tradizione come una
trasmissione (“tradere” in latino vuol dire “trasmettere”) da una
generazione all’altra, con la possibilità di nuove comprensioni dei
dati rivelati, più dunque che mutazioni sarebbero migliori
interpretazioni.
L’ultima parola
È
da premettere comunque che il Sinodo di quest’anno è l’introduzione di
un anno sinodale, in cui la Chiesa intera, dispersa nel mondo,
analizzerà e commenterà quanto s’è detto in questa prima assemblea, per
giungere nell’autunno prossimo al vero Sinodo, che concluderà il
cammino della Chiesa intera. Quanto al fatto di una discussione ampia
sui temi della fede, che coinvolga tutti i membri della Chiesa, questo
esprime un principio che banalmente esprimo come il compito che nella
Chiesa la gerarchia ha, quello dell’“ultima parola “, che è necessaria
e indispensabile, ma che è l’“ultima” se prima ce ne sono state altre.
Nella
storia della Chiesa si nota, infatti, che tutte le iniziative (dagli
Ordini religiosi ai Movimenti) nascono normalmente all’interno del
popolo di Dio, e verranno poi valutati e istituzionalizzati dalla
gerarchia, ma dopo essersi formati e consolidati, per così dire, alla
base. Ciò manifesta la libertà d’azione dello Spirito Santo, che lavora
come vuole e di solito fa partire dalle persone e dalle realtà più
piccole anche le iniziative più grandi e più fruttuose. Un dato
significativo che mi sembra utile rilevare è che la stessa
infallibilità papale, definita nel Concilio Vaticano I, lo è – come
viene affermato nella stessa definizione – perché esprime
l’infallibilità della Chiesa, cioè del popolo di Dio nel suo insieme.
Tant’è vero che Pio XII definì l’Assunzione in cielo di Maria SS. dopo
aver consultato tutta la Chiesa ed essersi reso conto che è creduta da
tutti i cristiani, ma non poté precisare se essa avvenne prima o dopo
la morte della Madonna perché su di questo vi erano solo opinioni,
anche se con maggioranze, e dovette limitarsi a dire che Maria, “giunta
al termine della sua vita”, era stata assunta in cielo.
In spirito di comunione
La seconda osservazione che vorrei fare è che alle volte, più che di vere mutazioni, si tratta appunto di nuove comprensioni.
...
La famiglia
Così
penso come può cambiare l’impatto con i problemi della famiglia se,
dalla “tradizionale” valutazione del sesso fondamentalmente negativa,
influenzata da un certo platonismo che esaltava lo spirito e deprimeva
la materia, si passa a una valutazione positiva di integralità dei vari
aspetti dell’umanità (che viene confermata dall’Incarnazione, che
divinizza, con l’umanità, tutto il mondo creato, il quale deriva da
Cristo ed è a Lui finalizzato, come dice S. Paolo in Col. 1,16), e ci
fa vedere il sesso come costitutivo dell’essere umano, anche nella
diversità dei generi (l’essere umano è immagine e somiglianza di Dio
nel suo essere maschio e femmina, come dice Gen.1,27), come espressione
e strumento dell’amore essenziale dell’essere umano.
È
così che il Concilio stesso ci dice che il primo fine del matrimonio è
l’amore (GS 49), e che la generazione è una sua conseguenza specifica,
sollecitandoci a riflettere se il fine primario alle volte non possa
condizionare una finalità che è solo conseguente.
...
V’è
dunque una serie di riflessioni, tutte da discutere, che non solo
giustificano lo stile di questo inizio di Sinodo, con le sue diverse
anche contrapposte posizioni, ma richiamano la coscienza dei vescovi e
di tutti i membri del Sinodo, e anche di ogni battezzato adulto, perché
sentano la responsabilità di fronte al progresso della fede, di quella
che gli antichi chiamavano “la fede con cui si crede” (fides qua
creditur) per giungere con più chiarezza alla “fede che si crede”
(fides quae creditur). È una conferma della prospettiva di Chiesa
offerta dal Concilio e motivo di speranza per le famiglie e per tutti
gli uomini di buona volontà.
Della famiglie--------------------------------------- Monsignor Enrico Solmi, vescovo
di Parma e presidente della Commissione Cei per la famiglia, spiega il
coinvolgimento capillare delle diocesi italiane: «Si discute già; n ei
prossimi mesi lo si farà ancora di più. Le indicazioni offerte
serviranno a preparare l'Instrumentum laboris del Simodo 2015, che
dovrebbe essere pronto ad aprile».
Annachiara Valle: Sinodo, il lavoro comincia oraNel 1972, cinque anni prima di
diventare cardinale, mentre insegnava a Ratisbona, si espresse in un
saggio teologico in modo aperturista. Ora in un volume della sua opera
omnia in uscita in Germania, ha deciso di ritrattare quella proposta
Andrea Tornielli: Quando Ratzinger disse sì alla comunione ai divorziati risposati--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Papa
Francesco ha esortato i leader politici di tutto il mondo a considerare
il cibo, la nutrizione e l'ambiente come questioni pubbliche globali in
un momento in cui le nazioni sono strettamente interconnesse l'una
all'altra come mai prima.
"Quando la solidarietà manca in un paese, ne risente tutto il mondo," ha dichiarato.
Intervenendo davanti ai delegati delle 172 nazioni
presenti alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2)
Papa Francesco ha chiesto loro di impegnarsi per assicurare che le
promesse di una sicurezza alimentare estesa a tutti vengano realmente
messe in pratica, affermando che il diritto ad una alimentazione sana è
una questione di dignità, non di elemosina.
Sebbene
vi sia abbastanza cibo per tutti, le tematiche relative
all'alimentazione sono regolarmente soggette a manipolazioni
informative, rivendicazioni sulla sicurezza nazionale, corruzione ed
evocazioni strappalacrime della crisi economica, ha detto Francesco.
"Questa è la prima sfida che dobbiamo superare," ha detto,
sottolineando la necessità che i diritti della persona umana vengano
inseriti in tutti i programmi di aiuto e di sviluppo.
La
lotta contro la fame e la malnutrizione è ostacolata dalla "supremazia
del mercato e dalla preminenza del profitto, che ha ridotto il cibo a
qualcosa che viene solo comprato e venduto, ed è soggetto a
speculazione," ha aggiunto.
Il
Pontefice ha anche evidenziato la necessità di preoccuparsi per
l'ambiente e di proteggere il pianeta. "Gli esseri umani possono
perdonare, ma la natura no," ha detto, aggiungendo: "Dobbiamo prenderci
cura di Madre Natura, di modo che essa non risponda con la
distruzione," segnalando le imminenti conferenze sul clima che si
terranno in Perù (COP20) ed in Francia (COP21) come le opportunità
giuste per farlo.
Il
Pontefice ha rivolto di persona il suo intervento ai delegati da tutto
il mondo presenti alla ICN2 in corso di svolgimento nella sede della
FAO a Roma...
Papa Francesco esorta alla solidarietà e ad un’azione concreta sulla nutrizione globaleSignor Presidente,
Signore e Signori,
con sentimento di rispetto e apprezzamento mi presento oggi qui, alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione.
...
L’interesse
per la produzione, la disponibilità di cibo e l’accesso a esso, il
cambiamento climatico, il commercio agricolo devono indubbiamente
ispirare le regole e le misure tecniche, ma la prima preoccupazione
deve essere la persona stessa, quanti mancano del cibo quotidiano e
hanno smesso di pensare alla vita, ai rapporti familiari e sociali, e
lottano solo per la sopravvivenza. Il Santo Papa Giovanni Paolo II,
nell’inaugurazione, in questa sala, della Prima Conferenza sulla
Nutrizione, nel 1992, mise in guardia la comunità internazionale contro
il rischio del “paradosso dell’abbondanza”
... Purtroppo
questo “paradosso” continua a essere attuale. Ci sono pochi temi sui
quali si sfoderano tanti sofismi come su quello della fame; e pochi
argomenti tanto suscettibili di essere manipolati dai dati, dalle
statistiche, dalle esigenze di sicurezza nazionale, dalla corruzione o
da un richiamo doloroso alla crisi economica. Questa è la prima sfida
che bisogna superare.
La seconda sfida che si deve affrontare è la mancanza di solidarietà.
Una parola che abbiamo inconsciamente il sospetto di dover togliere dal
dizionario. Le nostre società sono caratterizzate da un crescente
individualismo e dalla divisione; ciò finisce col privare i più deboli
di una vita degna e con il provocare rivolte contro le istituzioni.Quando manca la solidarietà in un paese, ne risentono tutti.
Di fatto, la solidarietà è l’atteggiamento che rende le persone capaci
di andare incontro all’altro e di fondare i propri rapporti reciproci
su quel sentimento di fratellanza che va al di là delle differenze e
dei limiti, e spinge a cercare insieme il bene comune.
...
Se si crede al principio dell’unità della famiglia umana,
fondato sulla paternità di Dio Creatore, e alla fratellanza degli
esseri umani, nessuna forma di pressione politica o economica che si
serva della disponibilità di cibo può essere accettabile. Pressione
politica ed economica. E qui penso alla nostra sorella e madre terra,
al Pianeta. Se siamo liberi da pressioni politiche ed economiche per
custodirlo, per evitare che si autodistrugga. Abbiamo davanti Perù e
Francia, due conferenze che ci lanciano una sfida. Custodire il
Pianeta. Ricordo una frase che ho sentito da un anziano, molti anni fa:
“Dio perdona sempre, le offese, gli abusi; Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai! Custodire la sorella terra, la madre terra, affinché non risponda con la distruzione. Ma,
soprattutto, nessun sistema di discriminazione, di fatto o di diritto,
vincolato alla capacità di accesso al mercato degli alimenti, deve
essere preso come modello delle azioni internazionali che si propongono
di eliminare la fame.
Nel
condividere queste riflessioni con voi, chiedo all’Onnipotente, al Dio
ricco di misericordia, di benedire tutti coloro che, con responsabilità
diverse, si mettono al servizio di quanti soffrono la fame e sanno
assisterli con gesti concreti di vicinanza. Prego anche affinché la
comunità internazionale sappia ascoltare l’appello di questa Conferenza
e lo consideri un’espressione della comune coscienza dell’umanità: dare
da mangiare agli affamati per salvare la vita nel pianeta. Grazie.
il testo integrale del Discorso alla Plenaria della Conferenza videoCari fratelli e sorelle,
sono
lieto di incontrarmi con voi, che svolgete la vostra opera al servizio
della FAO, questa importante Organizzazione delle Nazioni Unite.
...
Vi
ringrazio per il vostro servizio in questa realtà internazionale, che
si pone l’obiettivo di ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il
mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura. So che avete uno
spirito di solidarietà e di comprensione verso tutti e che sapete
andare oltre le carte, per scorgere al di là di ogni pratica i volti
spenti e le situazioni drammatiche di persone provate dalla fame e
dalla sete.
...
Il
vostro lavoro nascosto guarda alle persone - uomini, donne, bambini,
nonni, nonne – persone affamate. E, come ho detto recentemente, queste
persone non ci chiedono altro che dignità. Ci chiedono dignità, non
elemosina! Questo è il vostro lavoro: aiutare perché arrivi loro la
dignità.Vi assicuro la mia preghiera e chiedo a ciascuno di voi di
pregare per me e per il mio servizio. Grazie!
il testo integrale del Saluto al Personale della FAO video--------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"...
Occorre un modo nuovo di vedere le cose! Vi faccio un esempio. Oggi si
dice che tante cose non si possono fare perché manca il denaro. Eppure
il denaro c'è sempre per fare alcune cose e manca per farne altre. Ad
esempio il denaro per acquistare armi si trova, per fare le guerre, per
operazioni finanziarie senza scrupoli, si trova. Di questo solitamente
si tace; si sottolineano molto i soldi che mancano per creare lavoro,
per investire in conoscenza, nei talenti, per progettare un nuovo
welfare, per salvaguardare l'ambiente. Il vero problema non sono i
soldi, ma le persone: non possiamo chiedere ai soldi quello che solo le
persone possono fare o creare.
I soldi da soli non creano sviluppo, per creare sviluppo occorrono persone che hanno il coraggio di prendere l'iniziativa... Papa Francesco, videomessaggio al Festival della Dottrina sociale della Chiesa a Verona-------------------------------------------------------------- NOI siamo con Don Ciotti !!!
“Totò Riina ha decretato la mia morte, questo è emerso. C’è una seconda parte, che ancora non è emersa, in cui ha dato ordine a qualcuno di provvedere”. Così ha dichiarato Don Luigi Ciotti, il fondatore dell’associazione Libera, intervenendo in diretta su Tv2000 a “Revolution” in una puntata dedicata alla giustizia e alla lotta contro le mafie e la corruzione. Il riferimento di Don Ciotti è a una parte non ancora pubblica delle intercettazioni effettuate nel carcere milanese di Opera dove il boss è recluso. “Ringrazio le istituzioni, quella parte che si mette in gioco. Però si può uccidere benissimo Luigi Ciotti – ha puntualizzato il sacerdote - ma Libera sono migliaia di persone ed è un “noi” che si è costruito, io sono una piccola cosa”. Non solo minacce. Totò Riina ha dato ordine a un sicario di uccidere Don Luigi Ciotti (video)--------------------------------------------------------------
Angelus/Regina Cæli - Angelus 16 novembre 2014 Udienza Generale- del 19 novembre 2014: La Chiesa - 14. Universale vocazione alla Santità Discorso - All'Associazione Medici Cattolici Italiani (15 novembre 2014) Discorso - Ai
partecipanti al Colloquio internazionale sulla complementarietà tra
uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede
(17 novembre 2014) Discorso - Agli Ecc.mi
Presuli della Conferenza Episcopale di Zambia, in Visita "ad Limina
Apostolorum" (17 novembre 2014) Discorso - Visita alla Sede della FAO in Roma in occasione della II Conferenza Internazionale sulla nutrizione (20 novembre 2014) Discorso - Ai partecipanti al VII Congresso mondiale della Pastorale dei Migranti (21 novembre 2014) Messaggio - In occasione della XIX Seduta pubblica delle Accademie Pontificie (20 novembre 2014) Videomessaggio - Al Festival della Dottrina sociale della Chiesa a Verona (20 novembre 2014)-------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 18/11/2014:
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1) La newsletter è settimanale;
2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:
http://digilander.libero.it/tempo_perso_2/la_lectio_del_Vangelo_della_domenica.htm
3) Il servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina
http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm