"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
|
NEWSLETTER n°42 del 2014
Aggiornamento della settimana -
dal 25 al 31 ottobre 2014 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 7 novembre 2014 |
|
||||||||||||
|
|
N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Basta mafie e corruzione. Ora!
Don Luigi Ciotti: cercare colpevoli delle stragi di mafia,
non c’e’ solo Riina
Stati Generali dell'Antimafia 2014 Circa
7 mila partecipanti in 4 giorni, 30 gruppi di lavoro con oltre 200
relatori con contributi di magistrati, esponenti del sindacato, del
volontariato, del terzo settore, dell’università, giornalisti,
scrittori, amministratori, uomini politici. Si sono conclusi stamattina
Contromafie, gli Stati Generali dell’Antimafia organizzati a Roma da
Libera. Quattro giorni di grande partecipazione, dibattito,
approfondimento, proposte sintetizzati, nel giorno di chiusura, in un
Manifesto programmatico di linee guida per “Andare oltre, insieme:
Basta mafie e corruzione . Ora!” Mafie
e corruzione -denuncia Libera- stanno saccheggiando la nostra società
grazie a una vera e propria globalizzazione dell’illecito, che ha
prodotto i suoi effetti disastrosi per la capacità dei criminali e dei
loro complici di inquinare il tessuto sociale, economico e politico di
Stati e comunità. È giunto il momento di dire basta, è giunto il
momento di parole autentiche e di azioni efficaci che possano porre un
argine alla violenza della criminalità organizzata e della corruzione,
due facce della stessa falsa moneta che è servita per coprire le
violenze e comprare le coscienze, per guastare l’economia e danneggiare
l’ambiente, per asservire la politica e oscurare l’informazione, per
svuotare i diritti e innescare processi di disuguaglianza e di perdita
di dignità dell’essere umano Conclusi gli Stati Generali dell’Antimafia di Libera“Dobbiamo
riconoscere senza timori colpe e omissioni del passato e del presente.
No alla rimozione del passato. Dobbiamo davvero scoprire cosa è
accaduto. Non possiamo archiviare le stragi, non può essere tutto solo
Totò Riina in questo paese. E se questa è la verità cui si è arrivati
non possiamo accontentarci”. Lo ha detto don Luigi Ciotti che a
Contromafie, gli stati generali dell’Antimafia di Libera, ha spronato:
“Mai essere approssimativi, la verità è una grande responsabilità”.
“Non c’è una strage in questo paese di cui si conoscano i responsabili
– ha rimarcato -. Non dobbiamo lasciare soli quanti continuano tra
difficoltà e pericoli a cercare la verità nei vari ambiti”. “Noi
abbiamo permesso alla mafie di esistere” e di questo è stata “complice
anche un’antimafia conformista, che si è accontentata di verità
ufficiale, che si è nascosta dietro bandiere di partiti e di lobbies”. ... “Le mafie sono la corruzione del potere, non si sconfiggono se non si combatte la corruzione” GUARDA IL SERVIZIO DI TG2000
video--------------------------------------- Tutti commossi dal messaggio alla madre pronunciato
dall'ultima donna iraniana giustiziata, Reyhaneh Jabbari? Le parole
sono toccanti, richiamano quel genere estremo di letteratura che ci ha
emozionato quando leggevamo le lettere di condannati a morte della
Resistenza, brevi e strazianti lasciti di umanità che sopravvivevano
all'annichilimento delle loro vite materiali.
Eppure
mi sento di invitare tutti alla prudenza, e a controllare attentamente
le fonti, per cercare di capire da dove provenga ogni singolo dato di
questa vicenda. Lo ha già fatto in parte Francesco Santoianni. Qui aggiungo nuovi particolari.
La
storia della povera Reyhaneh è come un treno. In testa c'è lalocomotiva
del nudo fatto: l'applicazione della pena capitale per un caso di
omicidio, in uno dei troppi paesi che ancora prevedono la pena di
morte. Ma alla locomotiva sono attaccati tanti altri vagoni, con
passeggeri che nessuno conosce. In alcuni vagoni c'è anche esplosivo.
Raccomando
sempre di rileggere in proposito la storia molto istruttiva di Sakineh,
e di come sia stata usata per preparare un clima ostile all'Iran con
formidabili manipolazioni.
I
giornali anglosassoni sono meno imparziali di quel che vorrebbero far
credere, ma sicuramente sono migliori dei nostri media nell'usare
espressioni come "alleged" (presunto), "claim" (asserire), "labelled as
her will" (etichettato come sua volontà). Lo hanno fatto anche per il
caso della supposta trascrizione del testamento morale della giovane
Reyhaneh. Nei giornali italiani queste forme basilari di prudenza
giornalistica spariscono: tutto è scritto all'indicativo, quello è il
messaggio autentico, e più non dimandare. L'edizione serale del Tg3 del
27 ottobre aggiunge alla sua lettura una musica di pianoforte, voi
aggiungete i fazzoletti.
L'Huffington Post, richiamando la sua versione britannica,
ci fa alla fine sapere che il messaggio è stato fatto circolare «da
pacifisti iraniani». E sulla parola «Iranian peace activists» c'è il
link che porta al testo dell'estremo saluto di Reyhaneh Jabbari.
Seguite dunque il link e atterrate su una pagina gestita dal NCRI- National Council of Resistance of Iran. Sarebbero dunque loro i pacifisti. Loro, l'unica fonte da cui parte il tutto.
Il
bravo cittadino medio europeo, che dà un significato positivo alla
parola 'pacifista', si ferma lì, non è mica pagato per scavare nelle
notizie. Il giornalista medio, che- lui sì - dovrebbe essere pagato per
verificare le fonti e non abboccare a chi gli dà la pappa pronta, si
ferma lì, anche lui. Riposti i fazzoletti che hanno asciugato le
lacrime, migliaia di persone intanto condividono la storia su Facebook.
Il loro click non sa più che farsene dell'aggettivo "presunto".
L'indignazione si nutre ormai di certezze irriflessive. Condividete,
Fate girare. Indignatevi. Odiate.
Segnalo
perciò sommessamente che il NCRI, l'unica fonte della notizia, non è
affatto un circolo gandhiano. È un'organizzazione di opposizione che ha
largamente fatto uso di metodi terroristici per combattere il potere
dell'Iran post rivoluzionario, causando la morte di migliaia di
persone. È gestita con metodi da psico-setta, tanto che ricorrono
persino denunce di abusi sessuali consumati al suo interno. Non so
quanto queste ultime siano accuse attendibili, o frutto di opposta
propaganda, ma è un fatto che i nostri media non colgono l'esistenza di
controversie che non corrispondono minimamente al ritratto pubblico di
un'organizzazione pacifista.
Tra
i suoi maggiori sostenitori a livello internazionale troviamo i
campioni statunitensi dell'ingerenza (neocon repubblicani e democratici
tutti insieme, come sempre): John Bolton, Howard Dean, Newt Gingrich e
Rudy Giuliani. Erano loro a urlare di più, quando si scatenavano le
campagne mediatiche sulla "Bomba Iraniana". E citavano proprio il NCRI,
che molto spesso gridava "al lupo al lupo" quando descriveva il normale
programma nucleare civile di Teheran come una fabbrica di bombe
atomiche pronte «entro pochi mesi» e riportava notizie "di prima mano",
dimostratesi poi ogni volta infondate...
Il testamento della condannata a morte? Conservate i fazzoletti--------------------------------------- Con fantasia e voglia di fare trasformano un problema in una nuova opportunità. A
Cassino in via A. Aligerno è nata la trattoria della legalità che
impiega ragazzi disagiati (provenienti da case – famiglia). E crea i
suoi piatti con alimenti a km zero coltivati nelle terre confiscate
alla mafia. L’idea è della cooperativa sociale I navigantì Onlus:
«Tutto
è partito da un’esigenza: abbiamo una casa-famiglia e molti dei ragazzi
e delle ragazze che sono con noi non riescono sempre a trovare,
raggiunta l’adolescenza o la maggiore età, una famiglia disposta ad
adottarli. Lo Stato è lontano, così anche il mondo del lavoro» spiega una delle responsabili dell’iniziativa, Simona Di Mambro, 37enne, assistente sociale di Formia.
È lei a raccontarci quanto sia difficile inserire nella società giovani difficili: «C’erano
con noi due ragazzi che avevano frequentato l’istituto alberghiero.
Insieme abbiamo girato per molti dei ristoranti della zona per chiedere
se potessero dar loro un’opportunità. Ma nessuno ha creduto nelle loro
potenzialità».
Eppure
sono bravi tanto che Simona e i suoi collaboratori decidono di
scommetterci: chiedono un prestito alla banca (50mila euro) e aprono il
ristorante dove avrebbero potuto finalmente mostrare il loro talento:
«La
trattoria è uno schiaffo a tutti quelli che non hanno creduto nei
nostri ragazzi, solo per pregiudizi o per la paura di rischiare di
assumerli».
Il
locale è aperto da qualche mese. Tutti i prodotti vengono prelevati
dalle terre confiscate alla criminalità organizzata con accordi con
altre cooperative come Libera Terra e NCO (acronimo di nuovo commercio
organizzato) ...
La trattoria che dà un’opportunità a giovani disagiatiPer saperne di più:
---------------------------------------
“QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014 “QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
Il
desiderio di pregare è sorto nel cuore dei discepoli quando hanno visto
Gesù pregare. Gesù, infatti, ha pregato molto spesso. Ha passato
persino notti intere in preghiera (cf. Lc 6,12), completamente solo su
di una montagna deserta.
La
sua preghiera li ha stimolati: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc
11,1). Ed Egli ha educato i discepoli, ma educa anche noi a non
sprecare parole nella preghiera, ma a dire “Padre“, cioè a prendere
coscienza che siamo figli amati e a metterci, con confidenza, nelle sue
mani, come ci sollecita la preghiera dei salmi: «Sono tranquillo e
sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo
svezzato è l’anima mia» (Sal 131,2).
Nella
notte della vita (cf. Lc 11,5-8) possiamo dimenticare che siamo figli e
che lo sguardo del Padre ci accompagna, ed è facile omologarsi a una
logica di arroganza e di cattiveria, allora c’è l’invito a pregare con
insistenza. Questa esortazione viene ripresa in Lc 18,1, dove Gesù:
«Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi (egkakein = anche, incattivirsi, scoraggiarsi) mai». Nella
preghiera, il Padre ci dona lo Spirito suo (cf. Lc 11,13) che ci libera
dal demonio che ci rende muti (Lc 11,14), ci educa ad essere sempre con
Gesù (cf. Lc 11,23) e ci abilita a dire: “Padre”. Dire “Padre” è
riconoscere solo lui come Dio della propria vita.
La
preghiera, quindi, è spazio in cui si cresce nella fede e ci vengono
aperti gli occhi e facciamo esperienza di essere liberati dalle sottili
forme di idolatrie. Prima fra tutte dall’idolatria del nostro “io” (una
forma di philautia) che ci fa fare ciò che non vorremmo (cf. Rm
7).
La
preghiera vera non solo è esperienza che ci rende liberi, essa, ancora,
ponendoci nell’orizzonte di Dio, ci radica sempre di più “nel cuore
della terra” portandoci nel cuore la sua stessa passione di amore. Una
persona che prega è, nel senso più letterale, l’anima del mondo. Più
vive esclusivamente dello Spirito di Dio, tanto più intensamente vive
nel mondo e si fa carico dei fratelli.
Dentro
questa prospettiva si pone la presente monografia, interamente dedicata
al Padre Nostro, alla “Preghiera del Signore”, la preghiera che
l’orante Gesù ha “consegnato” ai suoi discepoli.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2014 - TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 promossi dalla
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO
Lettura della esortazione apostolica
Evangelii Gaudium di papa Francesco
Dal 29 Ottobre al 26 Novembre
Sala del Convento
dalle h. 20.00 alle h. 21.00
1.
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si
incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono
liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore,
dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In
questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per
invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e
indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.
(Incipit Evangelii Gaudium)
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 - Calendario (PDF)-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota... Il tempo non è un vuoto recipiente...... Amare Dio è amare il
prossimo, amando il prossimo amo Dio. Non è possibile separare queste
due realtà: se voglio amare Dio non posso non amare chi di Dio è ad
immagine e somiglianza, cioè l’essere umano; se amo l’essere umano in
modo vero non posso non arrivare ad amare il suo Creatore, anche se non
lo conosco o magari ne nego a parole l’esistenza.
Il non amare è una sorta di ateismo della vita, anche se con la mente e le labbra affermo di credere in Dio e lo prego... (don Giovanni Berti) Non ti arrabbi?... (vignetta) Amare voce del verbo morire... L'Amore è la misura della Fede... Non si può misurare l'amore di Dio... E' l'amore il distintivo... Il cristiano dovrebbe essere... Quando un gesto viene fatto... Tu, quando diffondi l'amore... Siamo tutti scelti... La porta è stretta... Diciamo assieme dal cuore... La Chiesa siamo tutti noi... Attraverso la sua realtà visibile... A salvarci è soltanto... Per avere una vera pace... Per gli uomini non vale che una sola legge... Dona perché hai tutto ciò che...--------------------------------------------------------------- PREGHIERA A MARIA PER LA NOTTE DEI SANTI--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)È l’amore che conta
Prepararsi alla domenica
(XXX del T.O.)
di Antonio Savone
Che
cos’è che conta davvero? Che cosa è davvero più importante? È questa la
domanda che viene portata a Gesù il quale riassume tutto in una parola:
amerai…, ovvero imparerai a fare spazio, imparerai ad accogliere,
imparerai ad ospitare. Cos’è, infatti, l’amore se non l’esercizio
continuato del fare spazio all’altro contraendosi? Lo Spirito accade
nella nostra vita ogni volta che qualcosa di altro e di diverso affiora
in noi e nella relazione con altro da noi. Per questo l’invito ad
amare, a fare spazio: ne va dell’esperienza dello Spirito. Lì c’è Dio:
il divino accade nell’umano. Sempre così. E lui non lo ritiene indegno
di sé. Amerai… Amerai… Sta
per andarsene Gesù. E a Gerusalemme, consapevole dell’incalzare degli
eventi e dell’ostilità dei suoi interlocutori, non esita a fare appello
a gesti e parole in grado di rivelare che cosa possa voler dire vivere
secondo Dio: amerai… Lui, il Signore, di lì a poco farà spazio persino
all’esperienza del rinnegamento e del tradimento pur di non venir meno
all’invito ad amare. Gesti
e parole testamento, anche a prezzo della sua stessa esistenza: amerai…
Ecco ciò che conta: amerai… Così ripete Gesù all’esperto di teologia
che, dopo estenuanti riunioni, si fa avanti per mettere alla prova Dio
stesso. Gesti e parole dispersi nel vento se è vero che l’uomo
religioso non sarà disposto ad accogliere che Dio “si” dica (dica di
sé) non anzitutto con il linguaggio delle definizioni e dei dogmi ma
con gesti che nascono da un cuore che vibra. ... Da
fissare sul calendario della storia quel giorno in cui alla domanda di
un dottore della Legge Gesù arrivò a mettere sullo stesso piano l’amore
per Dio e l’amore per l’uomo. “Mai… in tutte le Scritture, i ‘due
amori’ sono posti così innegabilmente sullo stesso piano a
rispecchiarsi l’uno nell’altro. Il secondo è simile al primo: cioè non
identico, e neppure più o meno importante. Ma fatti della stessa pasta,
l’uno a specchio dell’altro, l’uno a inveramento dell’altro” (G.
Caramore). Non
la professione della fede il criterio su cui saremo giudicati ma il
bene che siamo stati capaci di generare. Non la dottrina, anzitutto, ma
la tenerezza. Discepoli di questo Dio non sono gli esperti ma tutti
coloro che sono capaci di amore. È l’amore che conta--------------------------------------- RUBRICA Un cuore che ascolta - lev shomea' "Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica di Santino Coppolino Vangelo: Mt 22,34-40 Nonostante le parole di Gesù suscitino nei suoi ascoltatori 'meraviglia e stupore' (Mt 22,22.33), i suoi nemici, ancora una volta, si radunano insieme per tentarlo, palesando così chi è realmente il loro padre: il diavolo,''tentatore e omicida fin dal principio, menzognero e padre della menzogna'' (cfr.Gv 8,44). La domanda che essi pongono a Gesù verte unicamente sul problema del 'Kelal Gadol'- il Comandamento più grande,
tema molto discusso in seno all'ebraismo farisaico di quel tempo, con
una casistica che distingueva fra precetti più importanti e precetti
meno importanti. Gesù risponde prontamente rimandando i suoi
interlocutori al comando dello Shemà: l'amore nei confronti di Dio (Dt 6,5), e quello nei confronti del prossimo (Lv 19,18). Egli ribadisce che l'amore a Dio "con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente"(Luca e Marco, rifacendosi alla LXX, hanno anche "con tutte le forze", cioè con i propri beni) è il primo e più grande dei comandamenti: Dio è al di sopra di tutto. Ma sottolinea anche che il secondo è simile al primo, che "vi è una specie di specularità fra i due precetti"(A. Mello),
che l'uno ha bisogno dell'altro, e che l'uno senza l'altro non può
reggersi in piedi, come una porta che sta sospesa a due cardini perché
non può girare su un cardine solo. In buona sostanza i due precetti
vivono in una sorta didivina simbiosi, essendo in realtà un unico comandamento, poiché l'amore per Dio passa inevitabilmente per l'amore ai fratelli
...
---------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Cacciare i mercanti dal tempio
di Roberto Mancini
(Filosofo e scrittore)
I
mercanti sono ritornati nel tempio, lo hanno occupato interamente,
sequestrando gli esseri umani perché rendessero culto ai Mercati. Se il
“tempio” è incarnato dall’umanità e dal creato, dobbiamo cacciare non
solo i mercanti, ma i Mercati stessi per aprire la via di un’altra
economia. Il capitalismo finanziario globale non è neanche un’economia
vera e propria, ne è invece un parassita che grava sulla vita di tutti.
Ma le scelte politiche dei governi vanno in una direzione completamente
sbagliata. Serve un esodo dal deserto dell’ignoranza e del
conformismo.
...
Sono
necessarie riforme, vere e autentiche... ma prima di trovare un governo
pronto a fare queste riforme si dovranno trovare molti, nelle
istituzioni, nella società civile e anche nella Chiesa, che siano
disposti non a “metterci la faccia”, ma a metterci la testa. A metterla
fuori dalla nube tossica che spegne l’intelligenza politica. Le Chiese
e le comunità di altre fedi hanno il dovere di contribuire all’esodo da
quella che papa Francesco ha definito, con precisione analitica e
profetica, “un’economia omicida”.
Cacciare i mercanti dal tempio di Roberto Mancini--------------------------------------- “Papa Francesco, sono tua figlia, Asia Bibi. Ti scongiuro: prega per me, per la mia salvezza e per la mia libertà. In questo momento posso solo affidarmi a Dio, che è l’Onnipotente, colui che può tutto per me”. Sono le accorate parole che Asia Bibi, donna e madre cristiana condannata a morte per blasfemia in Pakistan, rivolge a Papa Francesco dopo che l’Alta Corte di Lahore ha confermato in appello il verdetto di condanna. La
donna, in prigione da oltre cinque anni, si trova nel carcere femminile
di Multan e nei giorni scorsi è stata informata. Il marito, gli
avvocati e le persone della “Renaissance Education Foundation”, che
oggi si occupano della sua famiglia, per ora le hanno comunicato – in
una versione edulcorata dei fatti – che “i tempi del processo si sono
ulteriormente allungati”, temendo per la ricaduta psicologica che una
improvvisa cattiva notizia potrebbe avere sulla donna, tuttora molto
fragile. Stesso dicasi per i cinque figli, con i quali finora si è
preferito sorvolare.
Asia
ha comunque voluto dettare una missiva a Papa Francesco – ricevuta da
Vatican Insider – in un momento che potrebbe essere decisivo per la sua
vita. “Sono ancora aggrappata con forza alla mia fede cristiana e nutro
fiducia in Dio, mio Padre, che mi difenderà e mi restituirà la libertà.
Confido anche in te, Santo Padre Francesco, e nelle tue preghiere".
“Papa Francesco – prosegue il testo – so che stai pregando per me con
tutto il cuore. So che, grazie alla tua preghiera, la mia libertà
potrebbe essere possibile. Nel nome di Dio Onnipotente e della sua
gloria, ti esprimo tutto il mio ringraziamento per la tua vicinanza, in
questo momento di sofferenza e delusione”.
Asia
esprime il suo desiderio più profondo: “La mia unica speranza è poter
vedere un giorno la mia famiglia riunita e felice. Io credo che Dio non
mi abbandona e che ha un progetto di bene e di felicità per me, che si
avvererà ben presto. Sono grata a tutte le persone che nelle comunità
cristiane in tutto il mondo pregano per me e fanno di tutto per
aiutarmi”...
Asia Bibi scrive al Papa: “Francesco, prega per me”Vedi anche alcuni dei nostri post precedenti:
--------------------------------------- CIÒ CHE INFERNO NON È Il nuovo romanzo di
Alessandro D'Avenia
in uscita il 28 ottobre 2014
dall’aletta di copertina:
“Federico
ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non
ha ancora risposto. La scuola è finita, l’estate gli si apre davanti
come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo.
Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra “3P”, il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi,
e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l’invito a dargli
una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando
Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal
resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia
la sua nuova vita, quella vera. La sera torna a casa senza bici, con il
labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà
totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l’intrico dei
vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore,
’u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare
è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da
Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano
a sperare in una vita diversa, che li porti lontano quanto il pallone
quando lo si calcia fortissimo nel campetto di terra battuta. Le strade
dove si muove Lucia, che ha il coraggio di guardare il mondo con occhi
luminosi e di non voler fuggire, perché il solo lievito per un
cambiamento possibile è nascosto tra le mani di chi apre orizzonti
dove il destino prevederebbe violenza e desolazione.
Con l’emozione del testimone
e la potenza dello scrittore, Alessandro D’Avenia narra una lunga
estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e
ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga
insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che
non si spense nemmeno di fronte al suo assassino, con il coraggio di
chi nell’atto stesso di morire insegna come vivere a noi che restiamo.
Un uomo semplice ma capace di generare la sola epica possibile oggi:
quella quotidiana, conquistata passo dopo passo sul confine tra luce e
lutto, parola e silenzio.
Unendo
il respiro antico di una narrazione corale e l’intensità di
un’invocazione, questo romanzo ci parla di noi, della possibilità – se
torniamo a guardare la vita con gli occhi dei bambini che tutti siamo
stati – di riconoscere anche in mezzo alla polvere ciò che inferno non
è.” (fonte: Prof 2.0)
In
questo video (girato con mia sorella) vi racconto qualcosa del libro in
alcuni luoghi che ne costituiscono il paesaggio reale e simbolico.
(Alessandro D'Avenia)
video--------------------------------------- Don Pino si osserva le scarpe
sformate, gli ricordano quelle che riparava suo padre, quando comprarle
nuove era un lusso. La luce del pomeriggio abbraccia le strade meno
ferocemente e molti si godono l’aria mitigata, chiacchierano davanti
alle case, seduti sulle sedie del soggiorno, inadeguate all’aria aperta
ma comode. Polvere. Basilico e menta. Bucato steso. I giovani danno
inizio al loro rituale: passeggiare avanti e indietro lungo la piazza e
le vie principali, per vedere ed essere visti. Lo struscio...
Alessandro D'Avenia: Puglisi, un prete a testa altaDOSSIER - Lo scrittore del best
seller mondiale "Bianca come il latte, rossa come il sangue", è da oggi
nelle librerie con il suo nuovo, attesissimo romanzo dedicato al
parroco di Palermo ucciso dalla mafia. Una vicenda autobiografica che
si mescola al calvario del sacerdote che si opponeva a Cosa Nostra
FAMIGLIA CRISTIANA: D'AVENIA: VI RACCONTO IL MIO DON PUGLISI--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Frati di Assisi Impazza
su Facebook il video dei Frati di Assisi. Durante la Sagra della Patata
giunta all’undicesima edizione, è piaciuto molto lo spettacolo dei
Frati Francescani dell’Ordine dei Frati minori dell’Umbria con balli e
canti di gruppo al Palasport di Cagno, nell’ambito della Missione
interparrocchiale: Festa delle famiglie. Uno
spettacolo che ha subito coinvolto i partecipanti che hanno imitato i
passi dei frati, di una suora e dei laici che sono saliti su palco e
hanno battuto le mani in un clima di gioia cantando tutti insieme sulle
note della canzone “Rallegriamoci” che ha coinvolto in un vero e
proprio ballo di gruppo sia grandi che piccini. Una carica di energia
per un pubblico delle grandi occasioni che si è fatto letteralmente
contagiare dall’entusiasmo dei simpatici Frati. Valentina
Giudici di Cagno, che ha dato una mano alla Pro Loco per la Sagra della
patata e dei prodotti d’autunno che quest’anno ha registrato un record
assoluto in due giorni di oltre otto mila partecipanti, commenta sullo
spettacolo dei Frati a cui ha assistito: «Ho pubblicato il video sulla
mia pagina Facebook. Sono andata a vedere per curiosità il loro
spettacolo e sapevo che erano simpatici e rallegravano ma non mi
aspettavo di trovare così tanta gente e quell’allegria contagiosa che
ultimamente non si vede più». videoSuor Cristina
Preparatevi. Accendendo la radio, o guardando il video qui sotto, potreste fare un salto scoprendo che suor Cristina, la vincitrice del talent show tv The Voice, ha deciso di cantare Like a Virgin di Madonna. Come se non bastasse, l’ha scelta come singolo – cioè come «biglietto da visita» – del suo album di debutto, Sister Cristina, che uscirà l'11 novembre in tutto il mondo e conterrà 10 brani rivisitati e reinterpretati: Try, Like a virgin, Somewhere only we know, Blessed be your name, Fix you, no one, I surrender, True colors, Price tag e perto, Longe ou depois (Ordinary world) oltre a due canzoni inedite: Fallin' Free e L'amore vincerà. Ascoltando
suor Cristina cantare Like a Virgin probabilmente vi chiederete: cosa
le è venuto in mente? dove vuole arrivare? si rende conto che scatenerà
un putiferio? Per non parlare delle ironie che spunteranno sul web su
una suora che canta un brano simile, portato al successo da una popstar
che ha spesso usato in maniera provocatoria anche simboli religiosi.
«L’ho
scelta io. Senza nessuna volontà di provocare o di scandalizzare.
Leggendo il testo, senza farsi influenzare dai precedenti, si scopre
che è una canzone sulla capacità dell’amore di fare nuove le persone.
Di riscattarle dal loro passato. Ed è così che io ho voluto
interpretarla. Per questo l’abbiamo trasformata dal brano pop-dance che
era, in una ballata romantica un po’ alla Amos Lee. Cioè a qualcosa di
più simile a una preghiera laica che a un brano pop».
Messa così sembra che stia parlando del Cantico dei Cantici.
«Da
un punto di vista poetico la canzone si rifà ad un’ampia tradizione di
cui fanno parte tanti testi importanti. Comunque, sono pronta a
qualsiasi critica perché a questo album abbiamo lavorato con serietà e
onestà».
Che
effetto le fa sapere che in tutto il mondo, dall’Australia alle
Filippine, dal Sudamerica a New York, centinaia di migliaia di persone
presumibilmente compreranno il suo album?
«Ancora
non ho realizzato la cosa. Perché non dipende da me tutto quello che è
successo. Non ho ancora l’idea di quello che sta succedendo. Io mi
sento minuscola davanti a tutto questo. Ho 26 anni, sono piccola. Ma so
che ho una grande responsabilità. Che devo dare una testimonianza. E lo
faccio volentieri. Perché sono entusiasta di avere incontrato Cristo e
vorrei che chiunque lo incontrasse».
videoEkklesia Sisters A pensarci bene (forse) era inevitabile. Suor Cristina ha fatto scuola. Ora che la vincitrice del talent show The Voice ha un album in uscita in tutto il mondo, il suo esempio non resta isolato tra le religiose. Alle
selezioni maltesi dell’Eurovision Song Contest 2015 – cioè del più
importante festival musicale d’Europa e non solo – è arrivato il brano
“Love and let go” delle Ekklesia Sisters, un gruppo di sei suore
Orsoline. Si chiamano suor Michaela, suor Madeline, suor Monica, suor
Rita, suor Claudia e suor Denise.
Come racconta il sito Euromusica.org, suor Michaela si è
detta sorpresa del fatto che la loro canzone (scritta e composta di
Philip Vella, uno dei più noti cantautori e compositori maltesi) sia
stata accettata in concorso. «Il brano parla della nostra esperienza di
suore nell’accoglienza dei bambini abbandonati all’asilo nido nella
città di Sliema».
E
le sei suore, come stanno vivendo questa avventura musicale?
«All’inizio pensavamo che fosse sciocco per delle suore andare
all’Eurovision, ma poi ci siamo dette: perché no? Lo stiamo facendo per
la Chiesa e per i bambini che aiutiamo». Le sei religiose hanno
lavorato al brano nei ritagli di tempo. Ieri hanno passato le selezioni
e sono entrate tra i 20 semifinalisti. Il prossimo «esame» per loro
sarà il 21 e 22 novembre al Malta Song for Europe che deciderà la
canzone che andrà alla finale di Vienna dell’Eurovision Song Contest
2015.
L’informatissimo
sito Euromusica ricorda che «è il secondo caso di religiosi ad una
selezione nazionale per Eurovision Song Contest: nel 2012 a quella
tedesca si presentò un gruppo di tre sacerdoti denominata Die Priester
che con Mojca Erdmann presentarono un brano ispirato ad una preghiera».
In ogni caso, questa è la prima volta che si presentano in gara delle
suore.
videoDavid Rider e John Gibson David
Rider, 29 anni di New York, e John Gibson, 28 di Milwaukee, due preti
americani in seminario a Roma partecipano a un evento di beneficenza
(il North American College) e vengono ripresi da una giornalista (Joan
Lewis) mentre si sfidano a colpi di tip-tap e danza irlandese. Il
filmato, che risale ad aprile, ha trovato solo ora la strada del
successo su YouTube, dove è diventato virale. Alcuni rimproverano loro
il fatto di avere ballato sotto un crocifisso e il ritratto di papa
Francesco. «Ci limiteremo a dire a coloro che ci criticano di
consultare la Bibbia, dove il Signore ci dice di vivere con gioia», ha
detto Rider. video--------------------------------------- C'è poco da fare, le zucche vuote (non necessariamente di color arancio) in questo periodo vanno molto di moda. Se ne vedono un po' ovunque, di tutte le fogge e i materiali. Al di là della diatriba pro o contro Halloween, non nego che la diffusione di questa prassi mi metta tristezza. Chissà
se qualcuno dei nostri ragazzi conosce il significato del 'fare
vigilia' con cui un tempo ci si preparava ad ogni solennità importante:
il giorno prima di Natale, il Venerdì e Sabato Santo, ma anche il
giorno prima di Pentecoste o di Ognissanti, si partecipava alla Messa
al mattino e poi si osservavano il digiuno e l'astinenza. Era quasi una
sospensione dei ritmi consueti, un mettersi in attesa con tutta la
persona, attraverso prassi che coinvolgevano anche il corpo fin nei
suoi bisogni fondamentali, per 'svuotarsi' di quanto era superfluo, per
essere accoglienti, davvero pronti a ricevere la Grazia speciale, dono
di quei giorni.
È
per questo che Halloween mi mette tristezza. Ma non sono la sola: pur
con le motivazioni più diverse (dal timore di infiltrazioni maligne al
laico rifiuto di una colonizzazione culturale) si moltiplicano le
iniziative che tendono a ricordare l'autentico culto dei Santi...
Oggi
però ho scoperto attraverso un social network una proposta per me
nuova. Il messaggio che ho trovato sulla mia home page in sintesi è
questo:
"Metti
la foto del tuo santo preferito sul tuo profilo di whatsapp e fb fino
al primo novembre, festa di tutti i Santi! Ci saranno volti di Santi in
ogni telefonino..."
Un'idea semplice: - Mi piace - ho pensato e, nonostante potesse sembrare irrilevante, l'ho fatto.
Non
sono stata la sola. Santa Teresa, San Giovanni Paolo II, San Francesco
sono comparsi uno dopo l'altro sulla mia home: è solo una casa
virtuale, ma oggi ha avuto ospiti belli. ...
Zucche vuote? Proviamo a riempirleNella
Notte dei Santi, 31 ottobre, noi della Christian Music Italy
desideriamo portare un messaggio di Speranza, un messaggio di Luce.
Siamo certi che con il Signore abbiamo l’opportunità di uscire dalle
tenebre della nostra vita e vedere finalmente una nuova alba, una
FELICE ALBA. Ed è proprio con quest’ultimo tema, tradotto in inglese
HAPPY SUNRISE, che stiamo realizzando con i tantissimi ragazzi che ci
seguono, un selfie ed il più cliccato verrà premiato nella Notte dei
Santi. #happysunrise #nottedeisanti
la pagina Fb Christian Music ItalyStesso
giorno, stessa ora, nuova cornice. La «Notte dei Santi» si sposta a
Palestrina. L’appuntamento è fissato il 31 ottobre alle ore 21 presso
l’Auditorium «Giovanni Pierluigi» sito in Via delle Monache 2, a
Palestrina. Programma ricco e variegato.
...
In
questa situazione vogliamo festeggiare qualcosa che veramente ci
appartiene e che è più propriamente nostro anche dal punto di vista
culturale, ossia la festa di tutti i santi. Si tratta di andare contro
tendenza e di riappropriarci di quello che per natura ci appartiene: la
bellezza della vita e l’eternità con gioia e amore. Per natura ci
appartengono le cose belle e luminose, che riempiono di letizia il
cuore e la mente. Ci proponiamo, quindi, non di lanciare una festa, ma
una vera propria sfida culturale, una nuova sensibilizzazione ai valori
cristiani, che non dobbiamo confondere e lasciarci portare via.
L’evento che proponiamo è per tutta la famiglia, grandi e piccoli, dove
divertirsi gioiosamente in un ambiente sano e luminoso.
La «Notte dei Santi», a Palestrina luce e festaIl
parroco della Chiesa Madre San Nicola di Mira don Michele Pio Cardone e
i suoi catechisti, hanno fatto giungere una lettera a tutte le famiglie
di Rodi Garganico sulla festa di Halloween, osteggiata e addirittura
considerata satanica da molti ambienti ecclesiastici.
Il
parroco - per il quarto anno consecutivo - la sera del 31 ottobre ha
organizzato in parrocchia una festa con tutte le famiglie. Parroco e
catechisti non propongono, al termine della loro analisi, una scelta
educativa di opposizione alla festa. Essa può essere, invece, occasione
per una riscoperta degli antichi motivi che hanno dato origine a questa
tradizione, liberandola dalla dimensione puramente consumistica e
commerciale e soprattutto estirpando la patina di occultismo cupo dal
quale è stata rivestita. Si
faccia festa, dunque, una festa a lungo attesa, e si spieghi
chiaramente che si festeggiano i morti e i santi, l'avvicinarsi
dell'inverno, il tempo di una nuova stagione e di una nuova vita. Si
mangino zucche, fave e dolci. Oratori, scuole e famiglie si impegnino
in modo positivo e perfino simpatico affinché i bambini vengano educati
a considerare la morte come evento umano, naturale, di cui non si debba
aver paura. Tutto ciò,
magari anche sotto la forma del gioco, può essere frutto di profonda
riflessione e, perché no, di conversione. In fondo, non c'è nessuno che
di fronte alla morte non si senta mettere in questione il proprio stile
di vita, fosse pure per una volta all'anno… all'inizio di
novembre. LA LETTERA DI DON MICHELE E I CATECHISTI. ... Halloween
a Rodi Garganico, bambini festeggiano in Chiesa„La notte di Halloween e
la festa cristiana dei santi: opposizione o continuità?Nella
ricorrenza della Notte dei Santi venerdì 31 ottobre 2014, dalle 21.30
alla mezzanotte circa, ha luogo l'edizione 2014 di «Con sale in zucca».
Il luogo scelto per quest'anno pastorale, dedicato a «L'Amore più
grande»,è l'Eremo del Silenzio di via Borsellino 3, Torino,
nell'ex-carcere Le Nuove. Il filo rosso sarà il silenzio dei santi
vissuto a contatto con l'esperienza del carcere. Attraverso
un suggestivo percorso nel carcere affioreranno la memoria grata dei
nostri santi e l'appello per tutti alla santità, sostenuti dalla parola
dell'Arcivescovo e dall'adorazione eucaristica che concluderà la serata. Il SILENZIO DEI SANTI, UN SILENZIO CHE PARLA Il dossier di Famiglia Cristiana: SE I FIGLI VOGLIONO FESTEGGIAREGuarda anche i nostri precedenti post:
--------------------------------------- HALLOWEEN? NO GRAZIE!Ecco i rischi che si nascondono dietro una festa che sta diventando sempre più di moda fra i giovani
Carlo Climati: Halloween: non scherziamo col fuoco!Nel corso dei secoli la festa
di Halloween, anche a causa delle polemiche (luterane prima e puritane
poi) che la tacciarono di magia e di esoterismo, è scivolata verso una
cultura del macabro e dell'occulto che poco ha a spartire con la sua
origine cattolica.
Gloria Riva: L'origine cattolica delle mele di HalloweenÈ vero che nella commemorazione
dei defunti è possibile ottenere l’indulgenza Plenaria? Le indulgenze
valgono per sé, per l’anima del defunto o anche per amici e parenti? E
come si fa a contenere gli effetti negativi della festa di Halloween?
Queste e altre domande ZENIT le ha rivolte al cardinale Mauro Piacenza,
Penitenziere Maggiore del Tribunale della Penitenzieria Apostolica.
Antonio Gaspari: Una zucca, anche se di moda, rimane sempre una zucca---------------------------------------------------------------
Angelus/Regina Cæli - Angelus 26 ottobre 2014 Udienza Generale- del 29 ottobre 2014: La Chiesa, realtà visibile e spirituale Discorso - Sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze;
inaugurazione di un busto in onore di Papa Benedetto XVI (27 ottobre
2014) Discorso - Ai partecipanti all'Incontro mondiale dei Movimenti Popolari (28 ottobre 2014) Discorso - Alla Delegazione della Conferenza Internazionale dei Vescovi veterocattolici dell'Unione di Utrecht (30 ottobre 2014) Discorso - Ai Membri della "Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communities and Fellowships" (31 ottobre 2014)-------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 25 /10/2014:
|
|||||||||||||
|
Sei
interessato a
ricevere la nostra newsletter
ma non sei iscritto ? Iscriversi è facile e gratuito. ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER riceverai la newsletter di
"TEMPO PERSO", ogni settimana, direttamente nella
casella di posta elettronica.
|
AVVISI:
1) La newsletter è settimanale;
2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:
http://digilander.libero.it/tempo_perso_2/la_lectio_del_Vangelo_della_domenica.htm
3) Il servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina
http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm