"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°41 del 2014
Aggiornamento della settimana -
dal 18 al 24 ottobre 2014 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 31 ottobre 2014 |
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N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"... E' una grande responsabilità:
portare le realtà e le problematiche delle Chiese, per aiutarle a
camminare su quella via che è il Vangelo della famiglia.
Una condizione generale di base è questa: parlare chiaro. Nessuno dica: "Questo non si può dire; penserà di me così o così...". Bisogna dire tutto ciò che si sente con parresia. Dopo l'ultimo Concistoro (febbraio 2014), nel quale si è parlato della famiglia, un Cardinale mi ha scritto dicendo: peccato che alcuni Cardinali non hanno avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa, ritenendo forse che il Papa pensasse qualcosa di diverso. Questo non va bene, questo non è sinodalità, perché bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli. Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalità. Per questo vi domando, per favore, questi atteggiamenti di fratelli nel Signore: parlare con parresia e ascoltare con umiltà. E fatelo con tanta tranquillità e pace, perché il Sinodo si svolge sempre cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti e custodia della fede... (Papa Francesco discorso di saluto ai Padri Sinodali) Vi domando, per favore questi atteggiamenti di fratelli nel Signore...--------------------------------------------------------------- Il Sinodo straordinario sulla famiglia ha approvato la "relatio synodi"
Sinodo, approvata relazione finale. Dibattito su gay e divorziati--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Preghiera alla Santa Famiglia, composta da Papa Francesco
per il Sinodo sulla famiglia
Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo lo splendore dell’amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo e piccole Chiese domestiche.
... Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltate, esaudite la nostra supplica.
Amen
--------------------------------------- 18 ottobre 2014
Nel
corso della 14ª Congregazione Generale, i Padri sinodali hanno
approvato il Messaggio della III Assemblea generale straordinaria del
Sinodo dei Vescovi, sul tema: Le sfide pastorali sulla famiglia nel
contesto dell’evangelizzazione (5-19 ottobre 2014).
Ne pubblichiamo di seguito il testo in lingua italiana.
Noi
Padri Sinodali riuniti a Roma intorno a Papa Francesco nell’Assemblea
Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi, ci rivolgiamo a tutte le
famiglie dei diversi continenti e in particolare a quelle che seguono
Cristo Via, Verità e Vita. Manifestiamo la nostra ammirazione e
gratitudine per la testimonianza quotidiana che offrite a noi e al
mondo con la vostra fedeltà, la vostra fede, speranza, e amore.
il testo integrale del messaggio Introduzione
I Parte
L’ascolto: il contesto e le sfide sulla famiglia
Il contesto socio-culturale
La rilevanza della vita affettiva
La sfida per la pastorale
II Parte
Lo sguardo su Cristo: il Vangelo della famiglia
Lo sguardo su Gesù e la pedagogia divina nella storia della salvezza
La famiglia nel disegno salvifico di Dio
La famiglia nei documenti della Chiesa
L’indissolubilità del matrimonio e la gioia del vivere insieme
Verità e bellezza della famiglia e misericordia verso le famiglie ferite e fragili
III Parte
Il confronto: prospettive pastorali
Annunciare il Vangelo della famiglia oggi, nei vari contesti
Guidare i nubendi nel cammino di preparazione al matrimonio
Accompagnare i primi anni della vita matrimoniale
Cura pastorale di coloro che vivono nel matrimonio civile o in convivenze
Curare le famiglie ferite (separati, divorziati non risposati, divorziati risposati, famiglie monoparentali)
L’attenzione pastorale verso le persone con orientamento omosessuale
La trasmissione della vita e la sfida della denatalità
La sfida dell’educazione e il ruolo della famiglia nell’evangelizzazione
Conclusione
il
testo integrale della "Relatio Synodi" della III Assemblea generale
straordinaria del Sinodo dei Vescovi: "Le sfide pastorali sulla
famiglia nel contesto dell’evangelizzazione" (5-19 ottobre 2014),
18.10.2014 videoNel
corso della quindicesima e ultima Congregazione generale Sinodo
straordinario sulla famiglia, il Santo Padre Francesco ha rivolto ai
Padri Sinodali e a tutti i partecipanti in Aula il discorso che
riportiamo di seguito
Eminenze, Beatitudini, Eccellenze, fratelli e sorelle,
Con
un cuore pieno di riconoscenza e di gratitudine vorrei ringraziare,
assieme a voi, il Signore che ci ha accompagnato e ci ha guidato nei
giorni passati, con la luce dello Spirito Santo!
Ringrazio di cuore ...
Ringrazio
ugualmente tutti voi, cari Padri Sinodali, Delegati Fraterni, Uditori,
Uditrici e Assessori per la vostra partecipazione attiva e fruttuosa.
Vi porterò nella preghiera, chiedendo al Signore di ricompensarvi con
l'abbondanza dei Suoi doni di grazia!
Potrei
dire serenamente che - con uno spirito di collegialità e di sinodalità
- abbiamo vissuto davvero un'esperienza di "Sinodo", un percorso
solidale, un "cammino insieme".
Ed
essendo stato "un cammino" - e come ogni cammino ci sono stati dei
momenti di corsa veloce, quasi a voler vincere il tempo e raggiungere
al più presto la mèta; altri momenti di affaticamento, quasi a voler
dire basta; altri momenti di entusiasmo e di ardore. Ci sono stati
momenti di profonda consolazione ascoltando la testimonianza dei
pastori veri (cf. Gv 10 e Cann. 375, 386, 387) che portano nel cuore
saggiamente le gioie e le lacrime dei loro fedeli. Momenti di
consolazione e grazia e di conforto ascoltando e testimonianze delle
famiglie che hanno partecipato al Sinodo e hanno condiviso con noi la
bellezza e la gioia della loro vita matrimoniale. Un cammino dove il
più forte si è sentito in dovere di aiutare il meno forte, dove il più
esperto si è prestato a servire gli altri, anche attraverso i
confronti. E poiché essendo un cammino di uomini, con le consolazioni
ci sono stati anche altri momenti di desolazione, di tensione e di
tentazioni, delle quali si potrebbe menzionare qualche possibilità:
...Cari
fratelli e sorelle, le tentazioni non ci devono né spaventare né
sconcertare e nemmeno scoraggiare, perché nessun discepolo è più grande
del suo maestro; quindi se Gesù è stato tentato - e addirittura
chiamato Beelzebul (cf. Mt 12, 24) - i suoi discepoli non devono
attendersi un trattamento migliore.
--------------------------------------- Due
grandi eventi per la Chiesa universale sono stati suggellati dalla
Messa celebrata stamane da Papa Francesco in Piazza San Pietro,
affollata da 70 mila fedeli di ogni parte del mondo: la
conclusione del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia e la
Beatificazione del Servo di Dio, Paolo VI, al secolo Giovanni Battista
Montini.
Alla
solenne cerimonia, celebrata sul sagrato della basilica di San Pietro
in una giornata inondata di sole, è presente anche il Papa emerito
Benedetto XVI, arrivato con largo anticipo e seduto nella prima fila
dei cardinali concelebranti.
videoFrancesco,
appena fatto il suo ingresso indossando una casula appartenuta al nuovo
beato, gli si è avvicinato per salutarlo calorosamente dicendogli
«Grazie, grazie per la sua presenza!».
videoUna
presenza discreta che poco a poco sta diventato sempre più normale
nella vita della Chiesa per volere del Pontefice regnante. Ratzinger,
appena cinquantenne, nel marzo 1977, venne nominato arcivescovo di
Monaco da Paolo VI, e tre mesi dopo elevato al cardinalato. All'inizio
della messa è avvenuto il rito della beatificazione.
Dopo
la rituale ‘ domanda’ di beatificazione formulata dal vescovo di
Brescia, mons. Luciano Monari, Papa Francesco ha pronunciato la formula
ufficiale di beatificazione di Paolo VI in latino: ” Noi, accogliendo
il desiderio del Nostro Fratello Luciano Monari, Vescovo di Brescia, di
molti altri Fratelli nell’Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto
il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, con la Nostra
Autorità Apostolica concediamo che il Venerabile Servo di Dio Paolo VI,
papa, d’ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua
festa, nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno
il 26 settembre. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo“. Prima del rituale, è stata letta la biografia del pontefice
nativo di Consensio dal postulatore della causa, padre Antonio Marrazzo. videoDopo
la proclamazione, è stata portata sull'altare la reliquia del nuovo
beato: la maglia insanguinata che Papa Montini indossava a Manila, nel
1970, quando appena sbarcato dall'aereo venne accoltellato da uno
squilibrato: la lama del pugnale penetrò a pochi centimetri dal cuore.
--------------------------------------- Abbiamo appena ascoltato una delle frasi più celebri di tutto il Vangelo: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21). Alla
provocazione dei farisei che, per così dire, volevano fargli l’esame di
religione e condurlo in errore, Gesù risponde con questa frase ironica
e geniale. È una risposta ad effetto che il Signore consegna a tutti
coloro che si pongono problemi di coscienza, soprattutto quando entrano
in gioco le loro convenienze, le loro ricchezze, il loro prestigio, il
loro potere e la loro fama. E questo succede in ogni tempo, da sempre.
L’accento
di Gesù ricade certamente sulla seconda parte della frase: «E (rendete)
a Dio quello che è di Dio». Questo significa riconoscere e professare -
di fronte a qualunque tipo di potere - che Dio solo è il Signore
dell'uomo, e non c’è alcun altro. Questa è la novità perenne da
riscoprire ogni giorno, vincendo il timore che spesso proviamo di
fronte alle sorprese di Dio.
Lui
non ha paura delle novità! Per questo, continuamente ci sorprende,
aprendoci e conducendoci a vie impensate. Lui ci rinnova, cioè ci fa
“nuovi” continuamente.
...
...
il testo integrale dell'omelia videoAl termine della Santa Messa la recita dell'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
al
termine di questa solenne celebrazione, desidero salutare i pellegrini
provenienti dall’Italia e da vari Paesi, con un deferente pensiero per
le Delegazioni ufficiali. In particolare, saluto i fedeli delle diocesi
di Brescia, Milano e Roma, legate in modo significativo alla vita e al
ministero di Papa Montini. Tutti ringrazio per la presenza ed esorto a
seguire fedelmente gli insegnamenti e l’esempio del nuovo Beato.
Egli
è stato uno strenuo sostenitore della missione ad gentes; ne è
testimonianza soprattutto l’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi
con la quale ha inteso risvegliare lo slancio e l’impegno per la
missione della Chiesa. Questa Esortazione è ancora attuale, conserva
tutta la sua attualità! È significativo considerare questo aspetto del
Pontificato di Paolo VI, proprio oggi che si celebra la Giornata
Missionaria Mondiale.
Prima
di invocare tutti insieme la Madonna con la preghiera dell’Angelus, mi
piace sottolineare la profonda devozione mariana del Beato Paolo VI. A
questo Pontefice il popolo cristiano sarà sempre grato per
l’Esortazione apostolica Marialis cultus e per aver proclamato Maria
“Madre della Chiesa”, in occasione della chiusura della terza sessione
del Concilio Vaticano II.
Maria,
Regina dei Santi e Madre della Chiesa, ci aiuti a realizzare fedelmente
nella nostra vita la volontà del Signore, così come ha fatto il nuovo
Beato.
Angelus…….
videoA tutti auguro buona domenica, vi chiedo di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci! video integraleDopo la Beatificazione di Paolo VI Papa Francesco saluta i fedeli video--------------------------------------- Il messaggio del sinodo di Enzo Bianchi
Il
sinodo straordinario sulla famiglia si chiude oggi (ndr 19/10/2014) con
una liturgia eucaristica e la beatificazione di Paolo VI. Ieri tre
testi sono apparsi: il tradizionale messaggio conclusivo come saluto e
gesto di condivisione, inviato “a tutte le famiglie dei diversi
continenti e in particolare a quelle che seguono Cristo” ; la relazione
conclusiva votata dai vescovi, con l’inedita indicazione dei voti
favorevoli e contrari espressi per ciascun paragrafo, relazione che,
per volere del papa diventa anche il documento preparatorio – i
Lineamenta – per il prossimo sinodo sulla medesima tematica che avrà
luogo a Roma nell’ottobre prossimo. Infine, il discorso di papa
Francesco rivolto ai padri sinodali al termine della giornata. Da
questi tre testi, di natura diversa e complementare, emerge un unico
messaggio non scritto lasciato da papa Francesco e dai vescovi riuniti
in sinodo attorno a lui. Non un ipotetico messaggio alternativo, non
uno “spirito” del sinodo contrapposto a una “lettera” dei testi, ma
un’immagine che la chiesa cattolica ha voluto dare di sé e che, a
giudicare dall’attenzione riservatale dai media, è riuscita a
trasmettere. È il messaggio di una chiesa che cerca. Ma non come chi
non sa dove vuole andare, non come chi procede a tentoni, non come chi
ha smarrito l’adesione alla realtà, ma come chi non si stanca di
“cercare il regno di Dio e la sua giustizia” (cf. Mt 6,33). Un chiesa
quindi che, consapevole della propria inadeguatezza e dei peccati dei
suoi membri, cerca ogni giorno una sola cosa: come essere più fedele al
Vangelo di Gesù Cristo.
È
un messaggio corale di grande libertà interiore, quella libertà che
papa Francesco ha chiesto e ha dato a tutti i vescovi: libertà di
manifestare senza paure o esitazioni ciò che nel loro cuore e nella
loro coscienza il vangelo di Gesù Cristo annuncia riguardo alla
sessualità, alla famiglia e alle storie di amore di uomini e donne alla
sequela di Gesù. Su questo la testimonianza è stata unanime: massima
trasparenza, piena libertà di espressione, fino a manifestare anche
dure contrapposizioni. È stata non una scommessa ma un’intuizione
profetica di papa Francesco: non solo lasciare che tutti i vescovi
parlassero con ordine e coerenza, ma sollecitarli al confronto,
favorire l’approfondimento della discussione, permettere che ogni
singolo intervento non fosse slegato dal contributo offerto dagli
altri. Una libertà di espressione, di reciproca correzione fraterna di
cui hanno potuto godere anche, e forse soprattutto, gli esponenti di
quella che le votazioni hanno poi mostrato essere una chiara minoranza.
Sì,
nella chiesa il processo di discernimento della volontà del Signore può
essere faticoso, a volte può perfino passare attraverso la polemica, ma
deve sempre essere dettato dall’obbedienza al vangelo e a nient’altro
che al vangelo...
Il messaggio del sinodo--------------------------------------- Gli speciali sul Sinodo di: NEWS.VA AVVENIRE FAMIGLIA CRISTIANA---------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------- La data del 19 ottobre,
elevando Montini agli altari e scoprendo il suo ritratto sulla bianca
facciata della basilica, segna la metamorfosi del pontificato di
Bergoglio, che agli occhi del mondo ha cambiato faccia. Una volta per
tutte. Mentre si chiude il primo tempo del sinodo -
e le squadre dei conservatori e progressisti guadagnano pensose gli
spogliatoi delle proprie diocesi, per aggiornare la strategia in vista
del 2015 – il Papa intanto si trasfigura. Insieme al paesaggio di San
Pietro.
Piero Schiavazzi: L'omaggio a Paolo VI che governò "in solitudine". Da oggi Bergoglio è un Papa senza maggioranzaLa Chiesa non si smentisce mai:
procede con prudenza, ma è disposta sempre al mutamento e di fatto
cambia di continuo. La Tradizione è viva, al contrario della
Conservazione. Di fronte alle chiese vuote papa Francesco ha lanciato
una sfida fatta di amore
Franco Cardini: La novità di Francesco è fedele alla Tradizione«Mi sembra che ci sia stato un
convergere dei padri sinodali attorno al Papa. Anche se abbiamo molto
discusso, tutti hanno cercato di manifestare la loro vicinanza alle
famiglie, specialmente a quelle che vivono in situazioni di
difficoltà». Lo afferma l'arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno
Forte, noto teologo, che ha avuto come consacrante l'allora cardinale
Joseph Ratzinger. Forte, segretario speciale del Sinodo straordinario
sulla sfide pastorali che riguardano la famiglia, nelle scorse due
settimane ha giocato un ruolo chiave coordinando il lavoro di stesura
dei testi .
Andrea Tornielli: Forte: «Misericordia non significa buonismo o essere deboli»“Il cambiamento è avviato e non
si torna indietro”. Al Sinodo sulla famiglia le resistenze sulla
comunione ai divorziati risposati e le unioni di fatto “non hanno
modificato un cammino che è ormai avviato”, assicura l’arcivescovo
Vincenzo Paglia. “E’ stato rispettato il mandato di Francesco:
accogliere ed uscire”, afferma il ministro vaticano della Famiglia.
Giacomo Galeazzi: Paglia: "Il cambiamento è avviato, non si torna indietro«Ogni tanto mi domandano a
quale titolo i vescovi si occupano di famiglia. Perché, rispondo io,
credete che i vescovi siano caduti dal cielo? Non sono forse nati e
cresciuti in famiglia anche loro? Non ne conoscono la bellezza?».
Alessandro Zaccuri: Kasper: la famiglia è la «lingua madre» dell'umanità---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Una
grande bandiera con i colori dell'iride ha aperto la Marcia della Pace
Perugia-Assisi all'insegna del tema: "Cento anni di guerre bastano".
Oltre 100mila, secondo gli organizzatori, i partecipanti partiti
stamani da Perugia. Una partenza preceduta dal suono di cento
esplosioni diffuso dagli altoparlanti. "Cento colpi - ha spiegato
l'organizzatore della Marcia della Pace, Flavio Lotti - che scandiscono
cento anni di guerre, con tante stragi che anche oggi ci sono nel
mondo. Siamo qui perché non vogliamo più vedere vittime".
videoC'è
di tutto - ha detto Lotti - in questo popolo che si è messo in cammino,
anche persone con disabilità, e per questo oggi vogliamo dare la voce
alla pace e a tutti quelli che la pace non ce l'hanno". Presente
all'incontro con i giornalisti anche don Luigi Ciotti: "La pace - ha
detto - ha bisogno di noi, di speranza e la speranza ha bisogno di
ciascuno di noi e prima di riformare il Paese bisogna riformare le
nostre coscienze". In centomila alla marcia della Pace Perugia-Assisi
videoLa voce di:
video
video--------------------------------------- “Non più schiavi, ma fratelli”:
è questo il tema scelto da Papa Francesco per la 48.ma Giornata
Mondiale della Pace, che sarà celebrata il primo gennaio 2015.
Il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace illustra il tema con il seguente comunicato:
“Spesso
si crede che la schiavitù sia un fatto del passato. Invece, questa
piaga sociale è fortemente presente anche nel mondo attuale. Il
Messaggio per il 1° gennaio 2014 era dedicato alla fraternità:
‘Fraternità, fondamento e via per la pace’. L’essere tutti figli di Dio
rende, infatti, gli esseri umani fratelli e sorelle con eguale dignità.
La schiavitù colpisce a morte tale fraternità universale e, quindi, la
pace. La pace, infatti, c’è quando l’essere umano riconosce nell’altro
un fratello che ha pari dignità. Nel mondo, molteplici sono gli
abominevoli volti della schiavitù: il traffico di esseri umani, la
tratta dei migranti e della prostituzione, il lavoro-schiavo, lo
sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la mentalità schiavista nei confronti
delle donne e dei bambini. E su questa schiavitù speculano
vergognosamente individui e gruppi, approfittando dei tanti conflitti
in atto nel mondo, del contesto di crisi economica e della corruzione.
... --------------------------------------- Se la voglia di pace si misura anche numericamente, la scorsa domenica sembra confermare che questo sentimento rimane importante nel cuore profondo dell’Italia. Centomila secondo gli organizzatori, ben oltre per Andrea Ferrari, presidente degli Enti locali per la pace, sarebbero stati i partecipanti della 40ma Marcia della pace Perugia Assisi, percorso di 16 chilometri che dal 1961, quando Aldo Capitini lanciò la prima camminata simbolica con la bandiera a strisce colorate, ricorda che in questo Paese la Costituzione ripudia la guerra. Agenzie e televisioni confermano. Emanuele Giordana: La Perugia-Assisi conferma la forza del sentimento pacifista italianoDossier -La pace è un diritto
di tutti e di ciascuno, fondamentale, inalienabile. Un diritto che può
essere sancito dalle Nazioni Unite.
FAMIGLIA CRISTIANA: La pace diritto fondamentale dei popoli--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Camerieri
in giacca e cravatta, menù vario e "da gourmet", ambiente fresco e
luminoso per una cena che costa solo 1 euro. Succede a Milano dove da
poco è stato inaugurato il ristorante Ruben che offre pasti completi -
praticamente gratuiti - alle persone con problemi sociali.
Ogni
giorno verranno serviti 500 coperti destinati a genitori separati,
disoccupati, parenti di pazienti ricoverati in ospedale e altro ancora.
Il locale si trova in via Gorin 54 ed è stato voluto e finanziato da
Ernesto Pellegrini, ex Presidente dell'Inter. 50 anni fa Pellegrini
aveva conosciuto Ruben, un contadino che dopo una vita di lavoro è
morto da clochard. Perchè non esistano più altri "Ruben" è stato messo
a punto il progetto milanese...
Ruben, il ristorante dove si mangia con 1 euro video“L’inaugurazione
del ristorante Ruben arricchisce e completa il panorama di iniziative
solidali messe in campo nella nostra città anche da decine di
associazioni e migliaia di volontari. Questo luogo nasce dall’amore per
il prossimo. Nasce in ricordo di una persona in difficoltà morta di
stenti in una baracca alla periferia di Milano 50 anni fa ed Ernesto
Pellegrini oggi ha voluto farne un simbolo di speranza e di umanità.
Oggi questo ristorante, questa iniziativa solidale, vuole essere un
omaggio a quella persona e insieme un gesto concreto affinché nessuno
possa sentirsi abbandonato in una città che è e sarà sempre attenta ai
bisogni di chi è in difficoltà”.
Lo
ha detto il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia intervenendo
all’inaugurazione del Ristorante Ruben, iniziativa della Fondazione
Ernesto Pellegrini.
“La
nascita di questo ristorante è un bell’esempio delle migliore
tradizione della generosità milanese: una realtà radicata e diffusa che
nasce da quel senso pratico e da quella capacità unica dei milanesi di
mettere la propria storia personale, il proprio lavoro, le proprie
competenze di una vita al servizio degli altri e della propria
comunità. Donne e uomini con difficoltà economiche, genitori separati,
parenti di malati in trasferta, troveranno in questo ristorante un
luogo aperto e accogliente dove mangiare al prezzo simbolico di un euro
e soprattutto dove trovare ascolto e comprensione. Un luogo in cui sarà
possibile entrare e trovare una dimensione conviviale, fatta di
normalità e libertà”. (fonte: Comune di Milano)
Dove
si trova, come si accede, che cosa propone Ruben, il ristorante che
offre una sospensione dal bisogno, un momento di ricarica e di nuova
motivazione.
Come accedereLa
Fondazione è per me un modo per ringraziare il buon Dio del tanto che
ho avuto dalla vita. E ho voluto farlo partendo da quello che so fare
meglio: ristorare le persone, dar loro un momento di nutrimento e di
conforto; due cose che, in questo tempo, mi sembrano particolarmente
preziose.
Fondazione Ernesto Pellegrini --------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Le parole? Le nostre parole
sono importanti, ma le parole sono l’esito di un pensiero e di una
cultura. E quando prevale la cultura dello scarto e del potere, della
denigrazione e della violenza, le parole diventano proiettili e
«possono uccidere». La campagna che parte oggi non sarà un fatto
estemporaneo. All’interno di un progetto più
ampio, #migliorisipuò, seguiranno altre iniziative analoghe.
Questa è sostenute anche da molte organizzazioni non profit che la
diffonderanno sul web, nelle scuole e negli oratori.
Non cediamo alle parole che uccidono--------------------------------------------------------------- Al
via la campagna sociale di Famiglia Cristiana, Avvenire, Armando Testa,
i settimanali cattolici. Per la prima volta insieme. Per dire "No alla
discriminazione", ad alta voce
FAMIGLIA CRISTIANA: Ma che "razza" di parole---------------------------------------------------------------
“QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014 “QUANDO PREGATE DITE: PADRE NOSTRO”
HOREB n. 68 - 2/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
Il
desiderio di pregare è sorto nel cuore dei discepoli quando hanno visto
Gesù pregare. Gesù, infatti, ha pregato molto spesso. Ha passato
persino notti intere in preghiera (cf. Lc 6,12), completamente solo su
di una montagna deserta.
La
sua preghiera li ha stimolati: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc
11,1). Ed Egli ha educato i discepoli, ma educa anche noi a non
sprecare parole nella preghiera, ma a dire “Padre“, cioè a prendere
coscienza che siamo figli amati e a metterci, con confidenza, nelle sue
mani, come ci sollecita la preghiera dei salmi: «Sono tranquillo e
sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo
svezzato è l’anima mia» (Sal 131,2).
Nella
notte della vita (cf. Lc 11,5-8) possiamo dimenticare che siamo figli e
che lo sguardo del Padre ci accompagna, ed è facile omologarsi a una
logica di arroganza e di cattiveria, allora c’è l’invito a pregare con
insistenza. Questa esortazione viene ripresa in Lc 18,1, dove Gesù:
«Diceva loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza
stancarsi (egkakein = anche, incattivirsi, scoraggiarsi) mai». Nella
preghiera, il Padre ci dona lo Spirito suo (cf. Lc 11,13) che ci libera
dal demonio che ci rende muti (Lc 11,14), ci educa ad essere sempre con
Gesù (cf. Lc 11,23) e ci abilita a dire: “Padre”. Dire “Padre” è
riconoscere solo lui come Dio della propria vita.
La
preghiera, quindi, è spazio in cui si cresce nella fede e ci vengono
aperti gli occhi e facciamo esperienza di essere liberati dalle sottili
forme di idolatrie. Prima fra tutte dall’idolatria del nostro “io” (una
forma di philautia) che ci fa fare ciò che non vorremmo (cf. Rm
7).
La
preghiera vera non solo è esperienza che ci rende liberi, essa, ancora,
ponendoci nell’orizzonte di Dio, ci radica sempre di più “nel cuore
della terra” portandoci nel cuore la sua stessa passione di amore. Una
persona che prega è, nel senso più letterale, l’anima del mondo. Più
vive esclusivamente dello Spirito di Dio, tanto più intensamente vive
nel mondo e si fa carico dei fratelli.
Dentro
questa prospettiva si pone la presente monografia, interamente dedicata
al Padre Nostro, alla “Preghiera del Signore”, la preghiera che
l’orante Gesù ha “consegnato” ai suoi discepoli.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2014 - TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO - Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 promossi dalla
Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto
TESTIMONI CREDIBILI DEL VANGELO
Lettura della esortazione apostolica
Evangelii Gaudium di papa Francesco
Dal 29 Ottobre al 26 Novembre
Sala del Convento
dalle h. 20.00 alle h. 21.00
1.
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si
incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono
liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore,
dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. In
questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per
invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e
indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.
(Incipit Evangelii Gaudium)
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2014 - Calendario (PDF)-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Partono i discepoli a due a due... Per cambiare il mondo... Un cristiano che vive il Vangelo... Rendete dunque a Cesare... Chi accumula ricchezze... La pace non può regnare... Il cuore che sa dire grazie... Io credo, io spero, io amo... Quando assumi un modo evangelico... La vera gioia... Signore aiutaci a scorgere... Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà...--------------------------------------------------------------- SAN LUCA (video)--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Alla scuola di S. Luca
di Antonio Savone
Cosa apprendiamo alla scuola di Luca?
La
tradizione ci restituisce tre tratti di Lc: medico, amico, storico.
Medico, cioè uno che conosce bene ciò che affligge il nostro cuore e il
nostro corpo; amico, uno che coltiva fino in fondo l’amicizia con
Paolo, che non doveva certo essere un amico facile; storico, uno che sa
far parlare i fatti.
Alla
scuola di Lc apprendiamo anzitutto il primato dello Spirito Santo.
Tutte le pagine di Lc sono sotto l’azione misteriosa ed efficace dello
Spirito. Senza lo Spirito le parole e le opere di Gesù rimarrebbero
senza efficacia, parole e opere di un uomo. Per Lc, invece, Gesù è
ripieno di Spirito Santo dal suo concepimento verginale fino alla
consumazione del sacrificio supremo sulla croce. Che cos’è poi il suo
secondo libro, gli Atti degli Apostoli, se non la continuazione e lo
sviluppo di ciò che lo Spirito compie mediante l’azione delle prime
comunità cristiane?
Alla
scuola di Lc apprendiamo poi il primato della misericordia. Lc,
infatti, sottolinea la mansuetudine, la mitezza, la compassione e il
perdono che Gesù elargisce in misura abbondante. A noi sfugge
probabilmente la portata di un simile annuncio in un contesto di
legalismo esasperato come quello di scribi e farisei. Quel rabbi non a
caso era considerato una presenza eversiva. Gesù affronta questo
rischio con consapevolezza deciso a pagarne il prezzo fino in fondo,
come attesta la sua stessa passione. Alla scuola di Lc apprendiamo come
essere discepoli: egli che pure non ha conosciuto Gesù di persona, sa
narrare di lui con una dolcezza unica perché è entrato nel cuore stesso
del Signore Gesù.
Lc
si misura con cristiani provenienti dal paganesimo. Come pensa di
accostare quel suo mondo? Svolgendo accurate ricerche sulla vicenda di
Gesù, documentandosi dettagliatamente sui fatti che intende raccontare.
Non ci troviamo anche noi di fronte ad un mondo ridiventato pagano?
Come lo accostiamo? ...
Alla scuola di S. Luca--------------------------------------- Proponiamo il
documentario "Paolo VI il Papa audace" di Antonia Pillosio che Rai
Cultura ha presentato, all'interno della serie Italiani, in occasione
della beatificazione di Papa Paolo VI che avverrà il 19 ottobre.
Oltre a rivivere i momenti cruciali della vita di Giovanni Battista Montini (eletto Papa il 21 giugno 1963) attraverso spunti biografici inediti suggeriti dal vaticanista Andrea Tornielli, la puntata si avvale delle testimonianze dei Cardinali Paul Poupard, Gianfranco Ravasi e Roberto Tucci e di Giovanni Maria Vian, direttore de L'Osservatore Romano, per un racconto che ripercorre la storia del pontefice che ha condotto tre delle quattro sessioni del Concilio Vaticano II guidando la Chiesa nel difficile periodo del post-concilio. Paolo VI. Il Papa audace (video)domenica 19 Ottobre alle 10.30 rito della beatificazione di Paolo VI
Se il mondo si sente straniero... Nei confronti di questo grande Papa...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Difficile immaginare che un Papa possa mettere sullo stesso piano il sangue versato dai martiri cristiani con quello dei martiri musulmani. Eppure Paolo VI lo fece, in un viaggio in Uganda nel 1970, durante un discorso definito dalla rivista missionaria 'Mondo e Missione' "il testo più aperto da parte della Chiesa nei confronti dell'Islam". I rapporti che Montini, il papa che domenica salirà agli onori degli altari, ebbe con il mondo musulmano è uno dei tanti aspetti rimasti spesso in ombra, in un pontificato stagliatosi nella storia sopratutto per il dibattito conciliare e post- conciliare. Merito di indicare nuove e suggestive chiavi di lettura del regno montiniano e della sua incredibile ricchezza teologica e pastorale, al di là degli schemi del dibattito conciliare, è il libro 'Paolo VI, destinazione mondo, i viaggi di Montini incontro ai popoli', scritto da Giorgio Bernardelli e Lorenzo Rosoli, per le edizioni EMI, uscito in occasione dell'imminente beatificazione... Montini: il papa che paragonava i martiri musulmani a cristiani--------------------------------------- Pubblichiamo l'intera meditazione dal titolo «Paolo VI, un ritratto spirituale» che il priore di Bose ha tenuto nella cattedrale di Brescia il 5 ottobre scorso, alla presenza del vescovo Luciano Monari della quale L'Osservatore Romano ha pubblicato la parte centrale. Accostarsi
al profilo spirituale di un santo, cercarne delle tracce per poterlo
leggere e infine con audacia osare proporlo pubblicamente è un’opera
difficile e temeraria. Questa riflessione mi è stata chiesta dal
vescovo Luciano Monari, e io ho cercato di impegnarmi in essa leggendo
e soprattutto riflettendo; ora però, con piena consapevolezza, confesso
che sono quasi pentito di aver accettato di compiere questa fatica.
Non
ho conosciuto personalmente Paolo VI e non l’ho mai incontrato, a
differenza di quanto mi è accaduto con i suoi successori. L’ho
ascoltato, l’ho visto, certamente l’ho sempre letto, e devo confessare
che ogni volta che sono chiamato a dire qualche parola sulla chiesa e
sull’evangelizzazione, rileggo i suoi scritti, che restano insuperati
dallo stesso magistero papale successivo. Questo lo ha detto in varie
occasioni anche papa Francesco, riferendosi soprattutto
all’EnciclicaEcclesiam suam (6 agosto 1964) e all’Esortazione
apostolica Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975), testi che non hanno
ancora indebolito né esaurito la loro forza ispiratrice, e perciò
profetica, per la vita della chiesa e dei cristiani nella storia degli
uomini.
Paolo
VI è stato il papa della mia vicenda cristiana e monastica che, nata
alla fine del concilio, è cresciuta durante gli anni del suo
pontificato, assumendo quel profilo che è diventato forma vitae nostrae
e trovando collocazione e comunione nella chiesa. Qui vorrei solo
ricordare un momento della sua vita che è stato vissuto da me e dalla
mia comunità con un’intensità e una consapevolezza forti. Il 6 agosto,
festa della Trasfigurazione del Signore, è la ricorrenza scelta da noi
come festa della comunità, giorno in cui, nella gloria e nella luce del
Cristo trasfigurato, celebriamo le professioni monastiche definitive,
emettendo i voti davanti alla chiesa.
Quel
6 agosto del 1978 avevamo vissuto la liturgia eucaristica nella quale
un fratello e una sorella si impegnavano per sempre nella vita
monastica, stringendo l’alleanza definitiva. Alla sera, nel chiarore
dell’estate, eravamo nella chiesetta a celebrare compieta, e io stavo
tenendo la monizione fraterna, invitando tutti al ringraziamento,
quando un fratello venne a sussurrarmi nell’orecchio la notizia della
morte di Paolo VI. Dopo qualche istante di silenzio dissi
semplicemente: “Ecco, nel segno della trasfigurazione del Signore,
nella bellezza della gloria del Signore, Paolo VI ha incontrato il
volto da lui tanto amato. La sua morte alla sera di questo giorno
riceve dal Signore il sigillo: ha amato Gesù Cristo e la sua bellezza
umana e divina, e in questa luce il Signore lo ha preso con sé”.
Dopo questa breve premessa vorrei ora fornirvi alcune tracce del profilo della vita spirituale di Paolo VI, essenzialmente due:
- il cristocentrismo;
- il volto di Cristo in una chiesa che si fa dialogo.
O
potremmo anche dire, con le parole che papa Francesco ha rivolto poco
più di un anno fa ai partecipanti al pellegrinaggio della vostra
diocesi a Roma: “L’amore a Cristo, l’amore alla chiesa e l’amore
all’uomo. Queste tre parole sono atteggiamenti fondamentali, ma anche
appassionati di Paolo VI” (Basilica Vaticana, 22 giugno 2013).
...
Paolo VI un ritratto spirituale l'audio della meditazione di Enzo Bianchi nella cattedrale di Brescia (mp3)--------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"21 ottobre Memoria liturgica del Beato padre Pino Puglisi, proclamato martire il 25 maggio 2013.
La Memoria del sacerdote ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, viene celebrata nel giorno in cui padre Puglisi fu battezzato. PADRE PUGLISI: DALLA TESTIMONIANZA AL MARTIRIO IL PASSO E' BREVE Siamo testimoni della speranza... Pensiamo a quel ritratto di Gesù... Nessun uomo è lontano dal Signore...
E' importante parlare di mafia... Se ognuno fa qualcosa..."Puglisi voleva fare il prete
fino in fondo, e forte del Vangelo sottrarre i ragazzi alle grinfie
della malavita, far pensare, ridare fiducia alla gente. Era, ed è,
l’emblema della Chiesa che testimoniando Cristo e annunciando il
vangelo, fa male alla mafia perché cerca di saldare la terra al
cielo..."
Nel giorno della Memoria liturgica del Beato padre Pino Puglisi riproponiamo il nostro precedente post Padre Pino Puglisi uomo di «Parola» Padre Pino Puglisi uomo di «Parola»--------------------------------------------------------------- Memoria liturgica di San
Giovanni Paolo II, fissata da Papa Francesco il 22 ottobre di ogni
anno, giorno in cui nel 1978 Karol Wojtyla celebrò la Messa di inizio
pontificato e pronunciò la storica frase, divenuto motto dei suoi 27
anni di papato (1978-2005):
“Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”. Non abbiate paura... San Giovanni Paolo II Papa della famiglia... Ogni stato cristiano di vita costituisce... Lasciate che Cristo dimori... L'amore non è una cosa che si può insegnare...
--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Non la data della morte (2 aprile) né quella di nascita (18 maggio). Per la festa liturgica di san Giovanni Paolo II, la Chiesa ha scelto quella del22 ottobre, giorno in cui, nel 1978, papa Wojtyla iniziava ufficialmente il suo ministero petrino dopo l'elezione in Conclave avvenuta il 16 ottobre. Il suo pontificato è durato 26 anni, 5 mesi e 17 giorni ed è stato il terzo più lungo della storia. ...
Nei
testi per la Messa in onore di san Giovanni Paolo viene riportato
proprio uno stralcio dell'omelia della messa d'inizio pontificato: «Non
abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua
salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici
come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di
sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui
lo sa!».
il dossier di Famiglia Cristiana: OGGI È SAN GIOVANNI PAOLO II. «NON ABBIATE PAURA!», DISSE APPENA ELETTO Guarda il video dell'omelia dell'inizio del pontificato di Giovanni Paolo II 22 Ottobre 1978Nell'occasione
nella cappella del secondo piano del Policlinico universitario Gemelli,
alle ore 17, avrà luogo la messa di dedicazione a San Giovanni Paolo II
del luogo di culto all'interno dell'ospedale dove il Papa santo fu
accolto e curato durante i dieci ricoveri nel corso del suo
pontificato.
La
celebrazione di intitolazione, autorizzata dal cardinale vicario
Agostino Vallini, sarà presieduta da monsignor Claudio Giuliodori,
assistente ecclesiastico dell'Università Cattolica. Nell'occasione sarà
collocata nella cappella una reliquia del sangue di San Giovanni Paolo
II, custodita in una teca color argento con sfondo rosso. L'evento
intende sottolineare lo speciale legame del Policlinico Gemelli con
papa Wojtyla.
"La
testimonianza del Pontefice polacco nel corso dei numerosi ricoveri ha
lasciato un segno indelebile nella storia e nel volto del Policlinico
Gemelli - afferma monsignor Giuliodori -. Con l'intitolazione della
cappella e la collocazione della reliquia si vuole rendere ancora più
profondo questo legame, affinché il suo esempio nell'affrontare la
malattia e il suo insegnamento sul valore della sofferenza continuino a
guidare le attività della Facoltà di Medicina e chirurgia della
Cattolica e del Policlinico".
Riproponiamo alcuni dei nostri precedenti post:
--------------------------------------- Dossier Per la prima volta,
dopo la canonizzazione del 27 aprile scorso, si festeggia il Pontefice
polacco nel giorno in cui iniziò il pontificato, il 22 ottobre 1978,
quando fece risuonare il suo invito a tutti gli uomini di far entrare
Gesù nella vita quotidiana di ciascuno, senza aver paura.
FAMIGLIA CRISTIANA: Oggi è San Giovanni Paolo II--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Restituire Prepararsi alla domenica
(XXIX del T.O.)
di Antonio Savone
Alquanto
familiare e proverbiale il detto di Gesù riportato dalla pagina
evangelica: date a Cesare…. Mai parole più fortunate. Spesso sulle
nostre labbra quando siamo sollecitati a ristabilire le parti di un
contenzioso. Ancora sulle nostre labbra quando si tratta di stabilire
la totale autonomia di un potere politico completamente disgiunto da
tutto ciò che attiene all’ambito spirituale: un conto è l’anima, un
conto è la vita con tutto il suo ordinamento.
Una
prospettiva troppo angusta e riduttiva quella che si risolve nel
definire il tipo di rapporto che deve intercorrere tra realtà profane e
sfera del sacro, tra politica e religione, Cesare e Dio. La stessa
prospettiva degli interlocutori di Gesù. Ma, come già in quel caso,
ancora una volta Gesù allarga l’orizzonte. Gesù non aveva di mira di
teorizzare l’autonomia delle realtà mondane, o la separazione dei
poteri, ma quella di pervenire alle radici stesse del potere.
Ipocriti…
Ipocrisia come atteggiamento di chi ha già deciso di non cambiare, di
non volersi misurare con la realtà. Atteggiamento di chi vive di
parole, vive di riunioni per accordarsi su come misurarsi con un reale
che eccede il proprio modo di vedere le cose. La realtà delle cose,
così come si presenta, è ciò che destabilizza l’ipocrisia. L’ipocrisia
aborrisce l’evidenza. Ma è proprio a questa evidenza che Gesù riconduce
gli ipocriti. La moneta di cui dispongono dice che in qualche modo essi
riconoscono già un potere.
Gesù
– che insegna la via di Dio, come attestano i suoi stessi accusatori –
allarga la prospettiva facendo capire che il problema non è schierarsi
pro o contro Cesare. Il problema è riconoscere che tutto di te viene da
altrove.
Ecco
allora l’invito rivolto ai suoi interlocutori di allora e a quelli di
sempre a restituire. Non il semplice: date, ma restituite. Che cos’hai
di tuo che tu non abbia ricevuto? Tutto ciò che sei, tutto ciò di cui
disponi viene da altrove. Restituire… ovvero riconoscere di essere in
debito. Verso la vita, verso Dio. Riconoscere che la nostra vita è una
rete di debiti. Perciò restituisci quello che hai ricevuto. Restituisci
nella e con la vita.
Cesare
non è solo lo stato o il potere o la sfera politica. Cesare impersona
tutta la dimensione umano-terrena dell’esistenza a cui sono chiamato a
restituire ciò che a mia volta ho ricevuto. Che cosa sono disposto a
restituire per l’edificazione di quella casa comune che è il mondo, la
vita, la storia, le mie relazioni? Il problema scatta quando al Cesare
di turno viene attribuita ogni pretesa di signoria. Ecco allora il
criterio introdotto da Gesù: restituire a Dio…
Gesù
va oltre la questione posta dai suoi interlocutori: Cesare e Dio non
stanno sullo stesso piano. E Dio non è un Cesare più grande degli altri
Cesari.
Cosa
restituire a Dio? Non già delle cose ma me stesso. In me Dio ha
impresso la sua immagine quando all’inizio sono stato formato a sua
immagine e somiglianza. Gli appartengo, irreversibilmente. Che io ne
sia consapevole o meno...
Restituire--------------------------------------- RUBRICA Un cuore che ascolta - lev shomea' "Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della Domenica di Santino Coppolino Vangelo: Mt 22,15-21 "Restituite a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio !"
E'
la risposta di Gesù alla domanda trappola posta dai suoi avversari.
Egli è diventato un serio pericolo per coloro che detengono in Israele
il potere religioso e politico, tanto da far alleare due gruppi fra di
loro avversari: i Farisei, i giusti, gli irreprensibili quanto alla giustizia che deriva dalla Legge (cfr.Fil 3,6), i separati dal resto degli uomini considerati peccatori e perciò impuri;
essi si opponevano all'occupazione dei romani (che vedevano come una
punizione di Dio) e alle loro tasse; e gli Erodiani, i sostenitori del
tetrarca Erode Antipa, allineati con il potere, anche con quello di
Roma. La domanda che essi pongono, con annessa la 'captatio benevolentiae',
mette in serio pericolo la sicurezza personale di Gesù perché,
qualunque cosa egli risponda, può essere accusato di tradimento, o dal
suo popolo o dai romani. La sua risposta sembra eludere la domanda,
invece Gesù vuole condurre i suoi interlocutori su un livello
differente: cosa è dovuto a Cesare, e cosa a Dio ?
...
--------------------------------------- Le levatrici d’Egitto/3 Riflessione sul libro dell'Esodo Mosè non è perfetto, ma sa ascoltare Dio
e riconoscersi fratello di Luigino Bruni "Il parlare
eloquente spesso accompagna i falsi profeti, i sofisti che usano
talenti e tecniche per manipolare gli altri e le promesse. Cembali
risonanti. La percezione soggettiva (e a volte oggettiva) della propria
inadeguatezza a svolgere il compito cui si è chiamati, è il primo
segnale dell’autenticità di una vocazione. Dubitare della propria voce
è essenziale per credere alla verità della Voce che ci chiama. Occorre
allora guardare con sospetto chi attende di essere inviato a salvare
qualcuno perché si è formato a tale scopo, ha appreso il ‘mestiere del
profeta’ e si sente pronto per esercitarlo. ... Non
liberiamo nessuno se prima non sentiamo nella nostra carne il dolore
per la sua sofferenza. Gandhi, Madre Teresa, Don Oreste, e migliaia di
altri ‘liberatori’, sono stati capaci di rispondere un giorno “Eccomi”
ad una chiamata di liberazione di altri, perché prima avevano sofferto
e sentito il dolore per la condizione di schiavitù del loro ‘popolo’.
Erano fuori dalla fossa, ma soffrivano per e con chi era dentro, si
sentivano parte dello stesso popolo, provavano veramente lo stesso
dolore. Non sono i faraoni a
liberarci dai lavori forzati. La liberazione degli oppressi viene dagli
oppressi: dal popolo, da un suo figlio, da un ‘fratello’ naturale o da
chi diventa fratello per vocazione – fratelli si può diventare. Senza
provare indignazione, dolore, mal di cuore e di anima, per la sorte dei
nostri fratelli oppressi da qualsiasi forma di ‘schiavitù’, senza
vivere esuli per fuggire dai faraoni, senza rischiare di finire in
tribunale per le denunce dei potenti (e spesso finirci realmente), non
si libera nessuno – e qualche volta si scopre che i ‘liberatori’ erano
sul libro-paga dei faraoni. Gli imprenditori o i politici che hanno
liberato e liberano veramente poveri dalle trappole in cui si trovano,
sono quelli che hanno provato dolore spirituale e fisico incontrando e
abbracciando gli abitanti delle periferie del mondo. Si sono sentiti
solidali, qualche volta sono diventati loro fratelli, e quando hanno
udito forte una voce sono stati capaci di diventare altro, di
rispondere e di partire. Senza questi dolori, abbracci, ascolti,
fraternità, si può fare forse un po’ di filantropia o lanciare una
campagna mediatica. Ma le vere liberazioni nascono da un grido, da un
ascolto, da un dolore, e da un “Eccomi”. .. Mosè non è perfetto, ma sa ascoltare Dio e riconoscersi fratello di Luigino Bruni--------------------------------------- Le levatrici d’Egitto/4 Riflessione sul libro dell'Esodo
Dove comincia la vera libertà
di Luigino Bruni
"
Gli imperi hanno sempre cercato di usare il lavoro per far spegnere
nelle anime dei lavoratori i sogni di libertà, di gratuità, di festa.
Proprio per il suo essere il principale amico dell’uomo, il lavoro si
presta ad essere manipolato e usato contro i lavoratori, diventa
facilmente ‘fuoco amico’. Poter lavorare è stata ed è una via di
liberazione per tanti, e il non poter lavorare continua ad essere una
delle principali illibertà e violenze di massa del nostro tempo. Ma
accanto al lavoro che libera e nobilita, c’è sempre stato, e continua
ad esserci, un lavoro usato dai faraoni come mezzo di oppressione dei
poveri.
...
Tutte
le volte che un imprenditore fa pre-firmare ad una donna il foglio di
dimissioni ‘volontarie’ da presentare in caso di maternità, o quando
questo capitalismo ci nega il riposo domenicale e il tempo per la
festa, torniamo alla logica di quell’antico faraone e di tutti gli
imperi. Quando l’impresa ci chiede di lavorare a tutte le ore e tutti i
giorni per raggiungere gli obiettivi, o quando ci impone le sue feste
aziendali e ci nega le feste di tutti, queste imprese diventano molto
simili alla fabbrica di mattoni dell’Egitto; e noi torniamo ad
assomigliare troppo a quegli antichi schiavi, anche se abbiamo firmato
liberamente un contratto e siamo ben pagati.
In
tutti gli imperi si muore per mancanza di lavoro, ma si muore anche per
il troppo e cattivo lavoro, perché il lavoratore-persona si spegne
quando diventa solo lavoratore. Il lavoro senza non-lavoro è il lavoro
forzato dello schiavo, perché è la libertà di porre un limite al lavoro
che genera quello scarto antropologico tra noi e il mondo delle cose,
tra Marco e l’ingegner Bianchi, uno scarto essenziale per dare dignità
alle cose che produciamo e salvare l’eccedenza spirituale della nostra
vita e di quella degli altri. È bene non dimenticarlo proprio in questa
stagione di grave crisi del lavoro. Oggi rimpareremo a lavorare e a
creare lavoro se saremo capaci di chiedere agli attuali faraoni del
tempo per la gratuità e per la festa, parole che essi non amano perché
troppo sovversive e inutili alla produzione dei loro mattoni.
...
Dove comincia la vera libertà di Luigino Bruni---------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)...
Sono quasi due mesi che la vita di don Luigi Ciotti è cambiata. Ieri lo
hanno scoperto in tanti alla marcia della pace Perugia-Assisi, quando
lo hanno visto circondato da uomini in borghese che si guardavano
intorno circospetti. Vicino e al tempo stesso distante dagli altri. Le
chiacchierate del capo dei capi mafiosi durante l’ora d’aria hanno
rivelato un interesse nei suoi confronti che rasenta l’ossessione.
Altri boss, dopo mesi di silenzio parlano di lui. Le intercettazioni
finite sui giornali sono frammenti di un discorso in divenire. C’è di
peggio nelle loro parole. C’è un progetto che prevede diffamazione e
calunnia. In mancanza del tritolo vogliono seppellirlo con l’infamia.
All’inizio di settembre il ministero dell’Interno ha così deciso di
blindare la vita a un ragazzo di quasi 70 anni che svolge il suo
sacerdozio molto lontano, a Torino.
La
Sicilia era scritta sul palmo della sua mano. Ci torna quasi ogni
settimana, per viaggi a tappe forzate dalla logistica estrema. Quando è
sull’isola la scortail di don Luigi quasi raddoppia, per comprensibili
ragioni. Alla sorveglianza di grado più alto vengono aggiunte altre due
vetture e altri quattro uomini provenienti dalla scorta di Antonio
Ingroia...
I battesimi con gli agenti in chiesa Vita sotto scorta di don CiottiUna giornata insieme con Don Ciotti, il prete antimafia che vive sotto scorta.
Reportage
esclusivo (nel Tv7 Tg1) alla vigilia della sua manifestazione
"Contromafia", gli Stati Generali della lotta alla criminalità
organizzata, a Roma dal 23 al 26 ottobre.
videoContromafie,
gli Stati generali dell'antimafia è un appuntamento che Libera offre al
movimento antimafia italiano, europeo e non solo, in cui le
associazioni e le realtà impegnate contro le diverse forme di
criminalità organizzata e transnazionale e le connesse pratiche di
corruzione, si ritrovano per confrontare strategie e percorsi, mettere
a punto proposte di natura giuridica ed amministrativa, elaborare
azioni di contrasto civile e non violento, valorizzare le buone prassi
ed esperienze maturate in tema di libertà, cittadinanza, informazione,
legalità, giustizia e solidarietà. Questa edizione si aprirà con GiovaniContromafie per
dare la possibilità ai giovani provenienti da tutta Italia e alle
delegazioni di altri paesi europei di confrontarsi e discutere insieme
dei temi che animeranno gli Stati generali dell'antimafia.
Contromafie
non è un convegno, non è una vetrina, ma è piuttosto uno spazio e un
tempo per il confronto, lo studio, l'approfondimento: sotto i
riflettori finiscono progetti, percorsi, idee, per fare il punto
insieme dei risultati conseguiti dall'antimafia civile, sociale e
responsabile.
Il noi che vince---------------------------------------
Angelus/Regina Cæli - Angelus 19 ottobre 2014 Udienza Generale- del 22 ottobre 2014: Chiesa, corpo di Cristo Omelia - Santa
Messa per la conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia e per
la Beatificazione del Servo di Dio il Sommo Pontefice Paolo VI (19
ottobre 2014) Discorso - per la conclusione della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi (18 ottobre 2014) Discorso - Concistoro ordinario publico (20 ottobre 2014) Discorso - alla Delegazione dell'Associazione Internazionale di Diritto Penale (23 ottobre 2014) Discorso - alla Delegazione della "Orientale Lumen Foundation" in America (24 ottobre 2014)-------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 21 /10/2014:
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2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:
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3) Il servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina
http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm