"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°1 del 2015
Aggiornamento della settimana -
dall'1 al 9 gennaio 2015 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 16 gennaio 2015
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N. B. La Lectio è temporaneamente sospesa
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)BUON ANNO!
Speriamo di poter avere il coraggio di essere soli e l'ardimento di stare insieme, perché non serve a niente un dente senza bocca, o un dito senza mano. Speriamo
di poter essere disubbidienti, ogni qualvolta riceviamo ordini che
umiliano la nostra coscienza o violano il nostro buon senso.
Speriamo
di poter meritare che ci chiamino pazzi, come sono state chiamate pazze
le Madri di Plaza de Mayo, per commettere la pazzia di rifiutarci di
dimenticare ai tempi dell'amnesia obbligatoria.
Speriamo
di poter essere così cocciuti da continuare a credere, contro ogni
evidenza, che vale la pena di essere uomini perché siamo stati mal
fatti, ma non siamo finiti.
... Siano
un augurio per tutti in questo nuovo anno appena iniziato queste
parole, pronunciate come ringraziamento nel ricevere il premio Stig
Dagerman, in Svezia, il 12 settembre 2010, da Eduardo Galeano
(giornalista, scrittore, saggista uruguaiano, considerato una delle
personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana).
--------------------------------------- Benedizione di Don Luigi Verdi
Possa la via crescere con voi,
possa il vento essere alle vostre spalle,
... prendetevi tempo per amare Dio
e le persone che Dio vi affida tutti i giorni attorno a voi
con molta tenerezza
perché la vita è troppo corta per essere egoisti!
video--------------------------------------- "Vi auguro di essere eretici" don Luigi Ciotti Per il nuovo anno gli auguri di don Luigi Ciotti
Vi auguro di essere eretici.
Eresia
viene dal greco e vuol dire scelta. Eretico è la persona che sceglie e,
in questo senso è colui che più della verità ama la ricerca della
verità.
E allora io ve lo auguro di cuore questo coraggio dell’eresia.
Vi auguro l’eresia dei fatti prima che delle parole, l’eresia che sta nell’etica prima che nei discorsi.
Vi auguro l’eresia della coerenza, del coraggio, della gratuità, della responsabilità e dell’impegno.
Oggi
è eretico chi mette la propria libertà al servizio degli altri. Chi
impegna la propria libertà per chi ancora libero non è.
... Chi crede che solo nel noi, l’io possa trovare una realizzazione.
Eretico è chi ha il coraggio di avere più coraggio.
Luigi Ciotti
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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)È
appena cominciato il 2015 e Facebook ha già sfornato la fotografia
dell’anno nuovo. Anzi, l’immagine-simbolo del passaggio dal vecchio al
nuovo. Un giovane di 28 anni, Giancarlo Murisciano, che tiene sulle
gambe la sua nonna materna, la abbraccia e sembra persino volerla
cullare, aggiungendo parole estremamente forti: «Una volta mi tenevi tu
sulle gambe adesso lo faccio io nonnina, senza vergogna e senza
timore... per ricordare a tutti che la vita va vissuta e va
combattuta... nella vita si deve essere presenti sempre e comunque...
questo è il mio augurio per il 2015 la presenza di qualcuno accanto che
ti possa proteggere e confortare ma anche essere felice e sorridente
con noi...».
La foto scattata dopo il cenone di San Silvestro
Giancarlo,
viso serio, asciutto, un filo di barba nera, sostiene tra le braccia
nonna Antonia, 87 anni, malata di Alzheimer, come fosse la sua bambina,
una camicia da notte bianca e leggera sotto un maglioncino di lana, le
gambe ossute, nude, le calzette ai polpacci secchi, la testa posata
sulla spalla del nipote, nel profilo un’espressione come di pianto
infantile. Una sorta di pietà domestica alle cui spalle c’è una stufa
accesa, quasi a voler ribadire l’idea di calore in quella grande
famiglia di Gioia Tauro, con cinque figli e quindici nipoti. È finito
da poco il cenone tradizionale di San Silvestro a base di pesce, i
figli e i nipoti hanno voluto brindare con la nonna che alterna attimi
di lucidità a momenti di assenza, passata da poco la mezzanotte, nonna
Antonia, che cammina a fatica per una recente frattura al bacino, deve
essere presa dal divano per essere adagiata sul suo letto. Giancarlo la
solleva e, in attesa che il letto venga preparato, si siede su una
sedia, quando la cuginetta dodicenne afferra la macchina fotografica e
scatta un flash, nell’attimo in cui il braccio di Giancarlo avvolge con
cautela la spalla della vecchietta.
...
«Ti tengo in braccio come facevi tu»: Giancarlo e la nonna Antonia, malata--------------------------------------- "Il dovere di trovare la fiducia perduta" di Enzo Bianchi
Molti
leggono la crisi attuale come crisi di fiducia in campo finanziario,
economico e politico ma, più in profondità, a livello culturale ed
etico. È la diagnosi che emerge anche dall’indagine “Gli italiani e lo
stato” condotta da Demos per Repubblica e commentata da Diamanti su
queste pagine. Ritengo perciò che, all’apertura di un nuovo anno, valga
la pena riflettere ancora sulla fiducia: sentimento, atteggiamento ed
esperienza che appare decisiva nell’esistenza di ogni persona così come
nella vita sociale della polis.
Non
possiamo vivere senza porre la fiducia in qualcuno né senza ricevere
fiducia da qualcuno, dagli altri. Ognuno di noi è nato perché sentiva
questa spinta ad avere fiducia nella vita, in chi lo portava in grembo,
in chi lo poteva accogliere. E ciascuno è venuto al mondo proprio
grazie alla fiducia originaria posta nei genitori o in chi ci ha
accompagnato nella nascita. Parimenti le nostre storie d’amore sono
possibili solo quando uno sa mettere la fiducia in un altro, in
un’altra e da questi riceverla. La fiducia è la realtà che rende
possibile il vivere e il vivere in relazione: nell’amicizia,
nell’amore, nel rapporto maestro-discepolo, nella relazione
medico-paziente... Se una persona non riesce a fidarsi di nessuno, è
condannata all’isolamento, imprigionata in una situazione mortifera.
..
Le
persone sono sempre meno capaci di critica, il dibattito ragionato
viene considerato una perdita di tempo e sostituito da urla tra sordi,
l’incalzare di sondaggi di ogni tipo e qualità ha rimpiazzato il
faticoso delinearsi di una “opinione pubblica”: così si passa d’inganno
in inganno, perdendo sempre più il contatto con la realtà. Fino a
quando? Sì perché, come ci insegna la storia, a un certo momento
sopraggiunge un punto di rottura in cui all’incapacità di indignarsi e
di impegnarsi segue la reazione irrazionale di chi si nutre di violenza.
Allora,
che fare? Si tratta ora più che mai di rischiare la fiducia a partire
dalle nostre relazioni personali, di ribadire la necessità della
fiducia come fondamento della vita sociale. “Camminando si apre
cammino”, così avendo fiducia si fa crescere la fiducia. I dati
dell’inchiesta commentata da Diamanti dovrebbero suonare per tutti come
un allarme: l’assuefazione alla sfiducia nelle istituzioni, negli
altri, nel futuro non fa che asfaltare la strada alla barbarie e alla
violenza. Sta a noi aprire un percorso diverso, resistendo, mettendo
fiducia in noi stessi, esercitandoci con convinzione ad avere fiducia
negli altri e a non tradire la loro, a partire da chi ci sta accanto.
Il primo passo per amare gli altri come se stessi consiste proprio
nell’avere fiducia negli altri almeno come in se stessi. La fiducia va
cercata alla sorgente: nelle modalità dei nostri rapporti con noi
stessi, con gli altri, con il futuro, con la storia, con il fatto
stesso di vivere. Sì, la fiducia nella vita è ancora possibile, è un
dovere e una promessa di cui siamo debitori verso gli altri e verso noi
stessi.
--------------------------------------- Benvenuta Daniela! Affidare
il proprio figlio appena nato ad una culla termica hi-tech, come quella
del Careggi, forse è l'ultimo gesto d'amore di una mamma disperata per
offrire un futuro migliore alla propria creatura...
videoUna neonata è stata lasciata la mattina del 2 gennaio nella culla termica per bimbi non desiderati installata all’ospedale fiorentino di Careggi. La piccola, trasferita nel reparto di terapia intensiva, è in buone condizioni di salute. A trovare la bambina sono stati medici e infermieri allertati dalle telecamere che si sono accese automaticamente. Oltre
alle telecamere, la culla garantisce la sopravvivenza al bimbo
abbandonato attraverso uno sportello che chiude la culla termica.
Si
tratta di una moderna versione della celebre ruota dell’Ospedale degli
Innocenti. La culla “Ninna ho” è stata promossa dalla fondazione
Francesca Rava.
video...
La bambina è in buone condizioni di salute ed è stata trasferita fin da
ieri sera nel reparto di terapia sub-intensiva dove dovrà restare
alcune settimane, hanno fatto sapere i medici. "La piccola, di origine
caucasica, sarà monitorata per alcune settimane soprattutto perché non
ne conosciamo la storia", ha spiegato il professor Carlo Dani, primario
della neonatologia di Careggi, secondo il quale la piccola potrebbe
essere stata abbandonata proprio nel suo primo giorno di vita e quindi
potrebbe essere venuta alla luce nell'ultimo giorno del 2014. Per la
"trovatella" di Capodanno, depositata nella culla nell'anonimato, si
apriranno ora le pratiche per l'adozione e potrà contare su una
famiglia che l'accoglierà...
Neonata lasciata nella culla per i bambini non desiderati (testo e video)C'è ha chi ha chiamato in ospedale offrendo un aiuto, un piccolo sostegno. "Se volete, abbiamo dei vestitini, la nostra bimba è cresciuta, a lei non vanno più, anche un lettino e una carrozzina". "Noi possiamo comprarle il latte in polvere se serve". Ma c'è qualcuno che si
è già fatto vivo per adottarla. Per la bambina abbandonata a Capodanno
nella culla hi-tech dell'ospedale di Careggi in poche ore si sono già
fatti avanti molti aspiranti genitori. "Sono già arrivate alcune
rischieste via mail - dice Laura Laera, presidente del Tribunale dei
Minori - ma naturalmente non saranno queste le coppie a cui verrà
affidata la piccola. La selezione sarà fatta fra quelle che hanno fatto
domanda di adozione da tempo e sono nei nostri elenchi. Comunque,
ripeto, aspettiamo ancora qualche giorno, perché la madre e il padre
naturali potrebbero ripensarci e voler riconoscere la bambina". Per
la legge, un possibile ripensamento può esserci prima che il tutore
della neonata firmi una dichiarazione di adottabilità, altrimenti il
riconoscimento diventa inefficace e i genitori naturali non potranno
più rivendicare la tutela della piccola. "Non è detto che non avvvenga
- dice Laera - questa donna potrebbe essere stata colta di sopresa da
una gravidanza breve e non aver avuto il tempo di organizzarsi e farsi
assistere nella scelta" (fonte: http://iltirreno.gelocal.it/) ...
In quella culla termica, a Careggi, ti hanno accolto come un dono, il
dono della vita. Le mani che ti hanno portata in quella culla
potrebbero aver provato una sofferenza enorme; è impossibile giudicare
questa scelta, così forte, senza conoscere la storia che ti ha portato
qui. Quelle mani comunque ti hanno salvata e ti regaleranno una vita
migliore. Ora infermieri e dottori si sono presi cura di te, ti hanno
benedetto con il loro lavoro e la loro sollecitudine. Ti hanno sfamato
e hanno controllato la tua salute, ti hanno dato una culla accanto agli
altri bambini, ti hanno parlato, ti hanno sussurrato una
ninna nanna.
I
tuoi genitori, Desirée, quelli veri che ti ameranno, sono lì che
tremano accanto al telefono. Aspettano una chiamata: chissà da quanti
anni mesi ore sono in attesa di un affidamento. Hanno lasciato i fogli
al tribunale per i minori, superato i test d'idoneità, inviato la
richiesta a ogni tribunale d'Italia. Non aspettano altro che quella
chiamata. Chissà che faccia avranno, Desirée, se saranno giovani o già
grandi, da quale parte d'Italia verranno a prenderti a Firenze.
Non
preoccuparti, questi sono dettagli, loro sono già pronti a partire.
Sono già pronti a darti tutto il loro sconfinato amore...
Benvenuta piccola, un babbo e una mamma ti stanno aspettando video--------------------------------------- Greta, Vanessa, Giovanni Lo Porto e Padre Paolo. Non sono i nomi di un gruppo di avventurieri. Sono persone che hanno scelto di rischiare per provare a costruire ponti e dialogo dove oggi trionfano solo violenza e morte. Ed anche, come nel caso di Greta e Vanessa, per dimostrare che in Italia c'è chi soffre per il destino dei bambini di Aleppo e trova incomprensibile come mai da quasi 4 anni assistiamo al massacro di un intero popolo. "Siria" oggi vuol dire 10 milioni di persone tra sfollati e rifugiati nei paesi limitrofi. Una generazione perduta di minori che ha perso la scuola, la vita quotidiana, la normalità. Sono le stesse persone che cercano di arrivare sulle nostre coste. Sono milioni, e sono disperati. ...
Noi di Un ponte per... il
2015 lo dedichiamo a tutte queste persone. Che spesso rischiano la vita
e corrono dei pericoli. La solidarietà implica anche la costruzione di
un rapporto con chi si vuole aiutare o sostenere. E questo comporta
inevitabilmente dei rischi, soprattutto in aree di conflitto.
Nessuno
di noi che opera in quelle aree pensa che il solo fatto di essere
solidali ci renda immuni dalla violenza cieca della guerra. Ma questo
non ci ferma, anche perché è necessario che la pace si costruisca tra
le persone ancor prima che tra i governi.
Le
polemiche sui pagamenti dei riscatti per i rapiti sono insensate in un
paese dove si sprecano miliardi in corruzione con ampie complicità a
tutti i livelli. Peraltro il nostro paese ha fatto, solo nell'ultimo
anno, sforzi incredibili per salvare giornalisti e recentemente più di
un lavoratore di imprese private. E non si è sentita neanche una
polemica.
Noi
di Un ponte per... abbiamo imparato in Iraq sulla nostra pelle che
esistono pericoli da evitare, ma che ce ne sono ovunque quando si opera
in aree di frontiera che si chiamino Medio Oriente o zone ad alta
criminalità dell'Italia. Abbiamo scelto sempre di continuare.
Per
questo oggi speriamo che Greta, Vanessa, Giovanni e Paolo vengano
liberati presto. Lo speriamo per loro, per le loro famiglie e per
salvaguardare tutto ciò che c'è - ancora - di buono nel nostro paese.
Greta,
Vanessa, Giovanni Lo Porto e Padre Paolo, i 4 italiani sequestrati
hanno scelto di rischiare per costruire ponti di dialogo--------------------------------------- La strage di Charlie Hebdo: un fatto che chiede di schierarsi
di Christian Albini
Due fatti contemporanei, proprio di oggi.
A
Parigi, la strage nella redazione della rivista satirica Charlie Hebdo,
compiuta da fanatici islamisti, e già condannata dalle maggiori
autorità musulmane francesi e mondiali.
A
Roma, sei sopravvissuti al lager di Auschwitz e quattro imam francesi
hanno partecipato stamani alla prima udienza generale del 2015,
testimoniando al Papa, gli uni accanto agli altri, «l’urgenza della
pace e l’impegno contro ogni violenza».
La
prima, forte testimonianza di pace è quella dei quattro imam francesi
che da anni lavorano insieme ai cattolici per promuovere un dialogo
concreto. «Quando ci si conosce e si creano rapporti di amicizia è poi
più facile anche affrontare le questioni più complesse» spiega
monsignor Michel Dubost, vescovo di Evry-Corbeil-Essonnes, presidente
del consiglio della Conferenza episcopale francese per le relazioni
interreligiose. «Questa visita non è un fatto episodico, isolato. Siamo
qui per dare un segnale comune del nostro impegno per la pace» dice,
rimarcando «come questo sia il primo incontro di una così alta
rappresentanza di musulmani francesi con il Papa».
Sono
fatti che chiedono di schierarsi. Sì, esiste un fanatismo violento,
intollerante, distruttore che va combattuto. E' un settore tenebroso
dell'islam che richiede di saper riconoscere la sua parte migliore in
una comune alleanza per la libertà e la convivenza.
La
strage di Charlie Hebdo: un fatto che chiede di schierarsi. Sì, esiste
un fanatismo violento, intollerante, distruttore che va combattuto. E'
un settore tenebroso dell'islam che richiede di saper riconoscere la
sua parte migliore in una comune alleanza per la libertà e la
convivenza.
Scrive lucidamente Andrea Lavazza su Avvenire:
Oggi
è stato messo nel mirino dei fanatici, quale che sia la loro
ispirazione omicida e totalitaria, “Charlie Hebdo”. Domani potrebbe
toccare ad altri mass media, “rei” di non allinearsi a quelle ideologie
che, come scriveva Norberto Bobbio, dispregiano il rispetto
dell’individuo e ne fanno “la particella di un tutto che lo trascende e
trascendendolo pretenderebbe di sublimarlo”... (fonte: Sperare per tutti)
Qual
è la vignetta peggiore? La caricatura disegnata su carta di Maometto e
del sanguinario sedicente califfo al-Baghdadi oppure l’immagine vera,
che sta facendo il giro del mondo, in cui due persone inneggiano ad
Allah sparando il colpo finale a un poliziotto a terra già ferito, dopo
che hanno fatto strage nella redazione di un giornale? Lo spietato
attacco terroristico compiuto a Parigi contro il settimanale “Charlie
Hebdo”, qualunque sia la sua matrice (e per ora la più probabile sembra
quella dell’estremismo islamico), non può che suscitare il massimo
orrore e la massima condanna per le vite umane innocenti che sono state
stroncate...
"Sono l'impersonificazione del diavolo" Lo ha detto l'Imam di Drancy, Hassen Chalghoumi,
davanti alla sede del settimanale Charlie Hebdo. "Tante volte ho
lanciato l'allarme sui rischi di radicalizzazione", ha affermato ancora
l' Imam, noto per le sue posizioni moderate e favorevoli al dialogo
interreligioso. "Non è solo un orribile oltraggio alla libertà di
stampa ma è un attacco a tutto il Paese". Ma "non dobbiamo fare alcuna
amalgama tra l'Islam e questi barbari", ha concluso Chalghoumi.
Il Papa condanna l’abominevole attentato a Charlie Hebdo: opporsi tutti all’odio L’attentato contro “Charlie Hebdo”: «Colpisce le persone e la libertà di stampa» Strategia della barbarie lo speciale di FAMIGLIA CRISTIANA: PARIGI, UNA CITTÀ SOTTO SHOCK"...
La violenza che cerca una giustificazione religiosa merita la più forte
condanna, perché l’Onnipotente è Dio della vita e della pace.
Da tutti coloro che sostengono di adorarlo, il mondo attende che siano uomini e donne di pace, capaci di vivere come fratelli e sorelle, nonostante le differenze etniche, religiose, culturali o ideologiche." (Papa Francesco -Ankara, 28 novembre 2014)
--------------------------------------- Comunicato Stampa di Pax Christi Italia… Sull’orribile strage di Parigi
Sull’orribile strage di Parigi, Pax Christi Italia
fa propria la dichiarazione di Pax Christi Francia. Concorda con la
necessità di moltiplicare “gesti d’amore” per dissipare le ombre dei
pregiudizi, costruire ponti di pace e realizzare, così, una grande
mobilitazione contro la schiavitù della violenza, come auspicato da
papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1
gennaio 2015 “Non più schiavi ma fratelli”. Con
Pax Christi Francia abbiamo condiviso in questi anni presenze e gesti
di pace in terra irachena, contro ogni violenza e intolleranza etnica e
religiosa, per una convivialità delle differenze.
Ora, dopo questo massacro, l’impegno deve continuare con ancora maggiore determinazione.
Comunicato di Pax Christi Francia – 8 gennaio 2015
Vogliamo esprimere il nostro orrore per il massacro che ha avuto luogo al giornale Charlie Hebdo Mercoledì, 7 gennaio.
Scioccati da questo atto criminale...
--------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"La campagna dei musulmani nel mondo che non si sentono rappresentati da un certo tipo di Islam
NOT IN MY NAME --------------------------------------------------------------- Oggi sul blog faccio parlare le
immagini, e le matite, dei colleghi arabi dei giornalisti e disegnatori
di Charlie Hebdo. Molti sono autori satirici, come lo erano quelli di
Charlie Hebdo.
Sono vignette e disegni che ho trovato ieri sera su Facebook, mentre seguivo notizie e commenti di amici e colleghi, che sono state composte a commento, memoria, solidarietà, amicizia, affetto. Chiara Comito: Matite arabe per Charlie Hebdo"Io non sono Charlie. Io sono
Ahmed, il poliziotto morto. Charlie Hebdo metteva in ridicolo la mia
fede e la mia cultura e io sono morto per difendere il suo diritto di
farlo".
Il tweet di uno scrittore di origine libanese sta facendo il giro della rete francese, provocando una valanga di commenti e riflessioni. Laura Eduati: "Io musulmano non sono Charlie, sono il poliziotto Ahmed ucciso per difendere la libertà". Il tweet che fa furore "Ahmed è stato ucciso
come un animale. Ma le bestie sono i suoi assassini". Il dirigente di
polizia Christophe Crepin conosceva Ahmed Merabet, 42 anni, l'agente
che i fratelli Kouachi hanno ucciso in boulevard Richard- Lenoir. "Era
un poliziotto coscienzioso, discreto, entusiasta del suo lavoro. Aveva
origini tunisine ma era francese. Era un musulmano praticante.
Frequentava la moschea.
Anais Ginori: Strage Charlie Hebdo, il poliziotto Christophe Crepin: "Il mio amico Ahmed, musulmano praticante ucciso come un animale"... Ora si chiede alla
comunità musulmana di condannare il terrorismo, di farlo più
esplicitamente. Questo indubbiamente serve a isolare
i jihadisti, ma non basta farlo quando c’è l’emergenza, la
paura, occorre prestare maggiore attenzione a quelle forze,
a quei religiosi, che dentro il mondo islamico si battono,
a loro rischio e pericolo, per una secolarizzazione
dell’islam. Non serve condannare le atrocità commesse in nome
dell’islam solo quando toccano l’occidente, perché le principali
vittime del fanatismo non siamo noi ma i musulmani moderati
e laici.
Giuliana Sgrena: Le vere vittime dei fanaticiDopo l’attentato a Parigi al giornale satirico Charlie Hebdo
Ernesto Oliviero: La via della vita, le vie e le parole della pace--------------------------------------------------------------- Hanno
nomi espliciti su Facebook i trafficanti di profughi: "Taharib
taiaran" contrabbando aereo o ancora "Tahrib bialbar" traffico
via terra. Nel profilo appaiono foto rassicuranti di navi enormi e il
linguaggio di qualsiasi agenzia viaggi che ti venderebbe una crociera
da sogno. A soli 5500 euro, partenza da Mersin per sbarcare in Italia
sei giorni dopo, pagamento all'arrivo, tutto garantito: alloggio in
attesa della partenza, viaggio con tutti i comfort, cibo, acqua e
comunicazioni.
Tra i post ecco anche qualche video pubblicitario fatto in casa. Mostra la merce più ambita da un profugo: documenti, passaporti, permessi di lavoro. Una vita nuova col timbro sopra. "Abbiamo tutto ciò di cui avete bisogno. Basta chiedere". REPUBBLICA: Al telefono col trafficante di profughi: "Seimila dollari per salire sul cargo"--------------------------------------------------------------- Nelle remote regioni, aride e
desertiche, del nord-est della Nigeria, costellate di piccoli villaggi,
dove a prevalere è una popolazione di povertà estrema, emarginata e
senza servizi essenziali, dedita a pastorizia e agricoltura, a
maggioranza musulmana, ma altresì dove si concentrano, seppure
rimanendone sempre una minoranza, il maggior numero di cristiani
nigeriani del nord, da quasi cinque anni gli squadroni della morte di
Boko Haram spadroneggiano, uccidono e distruggono, e rapiscono le
giovani donne da usare come merce o come schiave e concubine.
Claudio Monici: Nigeria, tra terrore e corruzione la gente muore---------------------------------------------------------------
PERSEVERANTI NELLA COMUNIONE
HOREB n. 69 - 3/2014
TRACCE DI SPIRITUALITÀ
A CURA DEI CARMELITANI
«Padre
santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una
cosa sola, come noi» (Gv 17,11). Nel mistero della sua Pasqua Gesù ci
rende tutti figli di Dio e fratelli tra di noi e quindi nella preghiera
al Padre, poco prima di affrontare la sua passione, esprime il
desiderio che gli uomini accolgano il dono del suo Spirito e vivano da
fratelli e raccontino nella storia il rapporto d’amore presente nella
Trinità santa.
Accogliere,
pur nella fragilità della nostra esistenza, questo desiderio di Gesù
significa guardare all’altro non come a un limite o come a un nemico,
ma come a un fratello, come a colui che dà senso alla propria vita e
quindi creare rapporti di comunione che si esprimano nella solidarietà
e nella responsabilità verso l’altro.
Oggi,
si parla tanto di solidarietà e di comunione, ma, poi, spesso prevale
una cultura dell’individualismo che porta a salvaguardare i propri
interessi sia a livello personale che collettivo, per cui rimangono
grosse spaccature nella nostra società, sia a livello internazionale
che di vicinato.
In
fondo non è la proposta della solidarietà e della comunione a guidare
le scelte personali e di un popolo, ma è la paura; e in questo
orizzonte, spesso prevale la legge del più forte, di chi meglio sa
imporre la propria opinione ricorrendo a ogni possibile manipolazione o
demagogia.
Di
conseguenza l’umanità si ritrova divisa e con barriere enormi tra Nord
e Sud, ricchi e poveri, normali e anormali, giovani e vecchi,
efficienti e non efficienti. A molti è negato il diritto a una vita
dignitosa: al lavoro, alla possibilità di formarsi una famiglia,
all’abitazione, all’educazione, alla salute.
Di
fronte a questa disumana situazione è urgente dare ascolto alla
preghiera di Gesù e accogliere la sua passione per la vita. Animato da
Cristo, il credente potrà “perseverare nella comunione” e farsi
solidale con gli emarginati, di qualsiasi razza, cultura e religione,
facendosi loro compagno di viaggio. In Cristo, il credente imparerà a
condividere la sorte dei calpestati, dei crocifissi di oggi e,
spartendo la sua vita con loro, si farà attivamente critico verso le
strutture, le leggi inventate da alcuni per defraudare altri uomini
degli spazi di libertà, e per ridare speranza all’uomo a cui la vita è
negata.
Dentro questo orizzonte si colloca la presente monografia.
...
Editoriale (PDF) Sommario
(PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
CRISTO SVELA L’UOMO ALL’UOMO
La forza umanizzante del Vangelo ITINERARIO DI FORMAZIONE PER LA VITA CRISTIANA
Anno 2015
Vicariato di Barcellona PG (ME)
Finalità: aiutare la formazione e favorire la comunione tra presbiteri, religiosi/se e cristiani laici.. Destinatari: tutti i cristiani e gli operatori pastorali. Locandina incontri (PDF)-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Auguri di Capodanno... Non più schiavi... Gesù Cristo è la benedizione... All'inizio di un nuovo anno... Oggi Giornata Mndiale della Pace... Buon anno a tutti... Amare, voce del verbo morire... Voglio vivere perché tutti i disperati del mondo... Onorerò il Natale nel mio cuore... Chi fa il male... Ogni uomo e ogni popolo... Una vita senza ricerca... O Signore, non ho, come i magi... Il presepe ci prospetta una strada diversa... ... Giornata Mondiale dell'Infanzia Missionaria... I Magi videro il Bambino con Maria... Al centro della conversione... La peggior caricatura morale di Dio... E' l'amore il distintivo... Matite alzate anche in cielo... (vignetta) L'amore di Dio è come... Coraggio, sono io...Sono stati estratti i biglietti vincenti della Lotteria di Beneficenza
Vaticana per le Opere di Carità del Santo Padre. ... “Il
Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, si legge in una
nota, ringrazia quanti hanno acquistato i biglietti, permettendo così
di raccogliere una somma significativa che verrà consegnata nei
prossimi giorni direttamente nelle mani del Papa, che la destinerà ad
opere di beneficenza”. Ecco il comunicato ufficiale con l’elenco dei premi ed il numero dei biglietti vincenti...
Lotteria di beneficenza...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)All’inizio
di un nuovo anno, che accogliamo come una grazia e un dono di Dio
all’umanità, desidero rivolgere, ad ogni uomo e donna, così come ad
ogni popolo e nazione del mondo, ai capi di Stato e di Governo e ai
responsabili delle diverse religioni, i miei fervidi auguri di pace,
che accompagno con la mia preghiera affinché cessino le guerre, i
conflitti e le tante sofferenze provocate sia dalla mano dell’uomo sia
da vecchie e nuove epidemie e dagli effetti devastanti delle calamità
naturali. Prego in modo particolare perché, rispondendo alla nostra
comune vocazione di collaborare con Dio e con tutti gli uomini di buona
volontà per la promozione della concordia e della pace nel mondo,
sappiamo resistere alla tentazione di comportarci in modo non degno
della nostra umanità.
...
testo
integrale del MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA CELEBRAZIONE
DELLA XLVIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE 1° GENNAIO 2015 NON PIÚ
SCHIAVI, MA FRATELLI--------------------------------------- La
storia dell’arte cristiana è unica, perché unica è la storia cristiana,
cioè la storia di Cristo. Si lascia alle spalle tutta la seduzione
dell’arte antica e mette in scena, riscattandola in bellezza, la verità
sul cuore dell’uomo e sul cuore di Dio. L’uomo è violento, Dio è buono,
come nell’incompiuta Adorazione dei Magi di Leonardo in cui, nella metà
alta del quadro, si svolge una cruenta scena di guerra e distruzione.
Gli uomini, adoratori di Cristo, sono anche portatori di morte, il
cuore che adora è lo stesso che sacrifica l’altro uomo.
L’arte
cristiana mette in scena la strage degli innocenti, grande risposta
storica a tutti coloro che, troppo comodamente, giustificano la non
esistenza di Dio a partire dalle stragi. Proprio la venuta del
bambino-Dio indifeso smaschera subito la violenza degli Erode di tutta
la storia, sacrificatori di innocenti in nome del potere e del dominio,
tecnico, politico, sociale, economico... La vicinanza di Dio scatena la
violenza dell’uomo perché la smaschera, senza per questo privare l’uomo
che continua a fidarsi della compagnia di Dio.
Per
questo l’arte cristiana ha nella sua faretra una galleria di immagini
straordinarie, soprattutto Madonne con il Bambino, che gettano piena
luce, nel momento in cui narrano la scena più dolce della vita umana,
sull’orrore della violenza dell’uomo, violenza resa evidente proprio
perché l’uomo senta il bisogno di essere salvato. Non fuga di vinti
nell’aldilà per dimenticare l’aldiqua, secondo l’accusa di Nietzsche,
ma al contrario smascheramento proveniente dall’aldilà proprio per
farci aprire gli occhi sull’aldiqua, per essere raggiunti nell’aldiqua
da un principio che lo trasforma in e attraverso di noi.
L'arte
cristiana racconta e rappresenta il dolore della vittima, sacrificata
per ragioni senza ragione. Una bellezza scavata nell’abisso di tenebra
del cuore dell’uomo, da cui zampilla l’acqua pura della grazia
trasformante dell’assolutamente buono.
Ho
scelto tra queste immagini una che amo particolarmente e che si sposa
bene con la festa della Madre di Dio. La Madonna greca di Bellini,
conservata a Brera.
...
Dice
un proverbio ebraico, che mi ripete spesso mia madre, che Dio creò il
mondo e quando vide che non arrivava a tutto creò le madri.
È
un’intuizione popolare di una verità teologica da far tremare: anche
Dio ha avuto bisogno di una madre, per nascere e per resistere alla sua
morte. Senza quelle mani di madre nessuno può raggiungere Dio, «sua
disianza vuol volar sanz’ali» direbbe Dante: non è forse lei a
"costringerlo" ad accelerare i tempi, quando gli uomini non hanno più
vino (cioè non hanno più sangue, perché questo viene anticipato a Cana)
per far festa. Possiamo cercare quelle mani all’inizio di un nuovo
anno, perché la festa non finisca, tutte le volte che non abbiamo più
vino.
Il nuovo anno inizia con Maria--------------------------------------- IN CRISTO C’È UNA NOVITÀ PER OGNI UOMO
di Ortensio da Spinetoli
Premessa
Il
titolo potrebbe essere ridato anche in altri termini: "La proposta di
Gesù di Nazareth". Chi egli è veramente stato per gli uomini della sua
generazione e ciò che può ancora essere per quelli della nostra.
Dopo
venti secoli di cristianesimo c’è motivo di fare appello a Gesù Cristo.
Quale soluzione può offrire pertanto ai problemi dell’uomo di oggi un
profeta di duemila anni fa?
Perché
la predicazione, l’educazione cristiana non ha dato e non dà i benefici
desiderati? Il catechismo, la scuola di religione, i corsi speciali
sembrano non avere una grande incidenza nella formazione dell’alunno,
del giovane, dell’adulto. Rimangono o sembrano rimanere due cose
distinte. Quello che si sente in chiesa o nelle ore di catechesi, di
istruzione cristiana, se per caso riesce a interessare l’ascoltatore,
rimane spesso una pura notizia, un dato se si vuole usare questo
termine, culturale, meno o affatto un programma pratico, un messaggio,
un’esperienza, una testimonianza che può essere ripresa e fatta propria
nella vita.
IN CRISTO C’È UNA NOVITÀ PER OGNI UOMO--------------------------------------- "PRIMO DI UNA LUNGA CATENA
per liberare il cuore dell’uomo" di Arturo Paoli Venne fra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto. Il
prologo di Giovanni dice chiaramente, fin dall’inizio, quale
trattamento i rappresentanti della religione riservarono a Colui che si
presentò come l’atteso inviato da Dio: fu respinto perché il cammino
che lui proponeva era molto distante da quello seguito fino a quel
momento dai rappresentanti della religione. Gesù si sente inviato da un
Padre che è essenzialmente amore e si confronta con una struttura
religiosa essenzialmente dominata dall’obbedienza alla legge. Avverte
che l’obbedienza alla legge rende gli uomini schiavi, mentre il suo
progetto è quello di rendere gli uomini liberi attraverso la strada
dell’amore fraterno, che si esprime nella giustizia, nell’uguaglianza,
nelle relazioni pacifiche. Si tratta di un percorso difficile, che Gesù
è venuto a vivere e condividere e che consiste essenzialmente nel
liberare il cuore dell’uomo da quella forza negativa che i greci
chiamavano hybris, orgoglio, e che porta l’uomo a non accettare il limite, a voler essere come Dio e al di sopra di Dio. Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio perché il mondo sia salvo per mezzo di lui.
In queste parole è contenuto il centro del messaggio evangelico. Gesù
non ha salvato il mondo con le parole ma con la vita, scegliendo
l’ultimo posto e accettando tutte le conseguenze, le umiliazioni, il
disprezzo, la condanna a morte. Nessuno meglio dell’ebreo Lévinas ha
capito l’identità di Gesù uomo: nel breve saggio intitolato Un Dio
uomo?1, il filosofo descrive perfettamente l’umiliazione profonda, lo
scendere all’ultimo posto, lo scegliere di essere nulla assoluto per
dimostrare che l’uomo deve liberarsi dall’orgoglio e non lo può fare se
non accettando quell’umiliazione. Per Gesù certamente l’esperienza che
lo ha liberato dall’orgoglio sono stati i quaranta giorni passati nel
deserto, durante i quali egli, perfettamente uomo, si è spogliato dal
desiderio negativo di voler essere come Dio. ...
"PRIMO DI UNA LUNGA CATENA per liberare il cuore dell’uomo"di Arturo Paoli
Leggi anche:
Omelia di don Angelo Casati nella 2ª Domenica dopo Natale--------------------------------------- Il Natale dei Magi
di
Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti-Vasto
Fra
i personaggi del Natale ce ne sono tre che il racconto evangelico ci
presenta con un’aura di particolare fascino e di mistero: i Magi.
“Nato
Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi
vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: ‘Dov’è colui che è nato,
il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti
ad adorarlo’” (Matteo 2,1s). In questi uomini venuti da lontano,
pellegrini nella notte guidati da una stella, mi sembra sia possibile
vedere la ricerca del nostro cuore inquieto: essi ci rappresentano
tutti, o almeno coloro fra noi che sono disposti a vivere l’esistenza
non come resa all’evidenza finale della morte, ma come esodo, cammino
verso la luce che viene dall’alto. E questo riguarda non solo chi
crede, ma anche chi cerca non avendo il dono della fede: il cosiddetto
ateo, quando lo è non per semplice qualificazione esteriore, ma per le
sofferenze di una vita che lotta con Dio senza riuscire a credere in
Lui, vive in una condizione di vera ricerca, di viva e spesso dolorosa
attesa. Il non credente pensoso, come il credente non negligente, è
qualcuno che lotta con Dio: proprio così alla ricerca della verità,
pellegrino nella notte, attratto e inquietato da una misteriosa stella.
L’essere umano è un “mendicante del cielo” (Jacques Maritain),
cercatore di un senso, che dia dignità e bellezza al vivere e al
morire. Tentazione è sentirsi arrivati, non più esuli in questo mondo,
possessori di un oggi che vorrebbe arrestare la fatica del viaggio.
“L’esilio di Israele - afferma un detto rabbinico - cominciò il giorno
in cui Israele non soffrì più del fatto di essere in esilio”. L’esilio
è di chi ha dimenticato la meta e si è “accasato” nella mediocrità
della scena che passa.
Se
i Magi rappresentano l’uomo alla ricerca di Dio, la stella che li guida
e il Bambino cui essa li conduce ci mostrano un Dio alla ricerca
dell’uomo.
Dio
viene nelle nostre esistenze, nel nostro dolore e nella nostra gioia:
si fa compagno di strada del nostro impegno, della nostra attesa, dei
nostri problemi. Maestro del desiderio, Dio è colui che dandosi si
nasconde allo sguardo e, rapendoci il cuore, si offre sempre nuovo e
lontano: il Dio rivelato e nascosto! Proprio così, è il Dio vicino, che
sostiene la nostra stanchezza, alimenta la nostra speranza, condivide
il desiderio e l’impegno per gli altri, soprattutto per i più deboli e
i più poveri. La Parola viene ad abitare fra noi, affinché nessuno si
senta più solo e i nostri gesti di fede e d’amore la rivelino a chi
ancora non l’ha incontrata: il Verbo si fa carne affinché diventiamo
noi stessi il riposo della Parola, dove essa si lascia custodire e
dire, come nel grembo verginale della Donna che ha detto “sì” al
mistero dell’avvento, per dare vita e speranza ai cuori spezzati, per
suscitare energie e futuro in chi è chiamato a farsi protagonista del
domani: “Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti inciampano
e cadono; ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali
come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi”
(Isaia 40,30s).
... --------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Quelli della Via esprime la grande
gioia per l'annuncio del Santo Padre Francesco all'Angelus e formula a
mons. Francesco Montenegro (per noi sempre Padre Franco) i più sinceri
auguri!
Auguri! A poche ore dalla sua nomina a
Cardinale, mons. Francesco Montenegro ha rilasciato in esclusiva una
video intervista nella quale racconta come ha appreso della sua,
"improvvisa e inaspettata", nomina a Cardinale da parte di Papa
Francesco. A Marilisa Della Monica, dice che la nomina "giunge
improvvisa... inizialmente pensavo ad uno scherzo" e aggiunge "non
credo sia un titolo onorifico, ma un servizio che mi viene chiesto per
il bene della Chiesa". "Sono contento - ha proseguito - perchè questa
nomina riguarda Agrigento, penso sia un riconoscimento per questa terra
così provata ma che merita attenzione. Se il Santo Padre ha pensato ad
Agrigento e a Lampedusa nella mia persona questo mi riempie di gioia".
Mons. Montenegro commenta la sua nomina a cardinale (video)Don Franco tra i fedeli: «Non chiamatemi "Eminenza"»
„L'arcivescovo di Agrigento arriva a Palma di Montechiaro dove ha celebrato una messa in Chiesa Madre e i fedeli lo accolgono per salutarlo. Ma quando lo avvicinano chiamandolo "Eminenza", lui risponde scherzosamente: "Chiamatemi don Franco, altrimenti non vi saluto... Don Franco tra i fedeli: Non chiamatemi "Eminenza" (video)"Notable among Pope Francis' picks are churchmen whose advocacy styles seem to particularly capture matters dear to his heart.
Monsignor Francesco Montenegro, a Sicilian, was at his side when Francis made his first trip a few months into his papacy. Montenegro welcomed the pontiff to Lampedusa, a tiny Sicilian island whose people have helped thousands of migrants stranded by smugglers. The pontiff has repeatedly denounced human trafficking and urged more attention to people on the margins of society. He also has thundered against Mafiosi, and Montenegro's Agrigento diocese includes towns where people have dared to rebel against Cosa Nostra." Pope Picks 15 New Cardinals To Reflect Diversity--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Francesco Montenegro
nominato Cardinale dal Papa
Nel corso dell’Angelus di oggi, il
Santo Padre Francesco ha annunciato i nomi dei nuovi Cardinali che
nominerà nel Concistoro del 14 febbraio prossimo...
la comunicazione dal Bollettino ufficiale Annuncio di Concistoro per la creazione di nuovi Cardinali videoC'è anche l'arcivescovo di
Agrigento, Francesco Montenegro, 69 anni, messinese, fra i prossimi
cardinali elettori che il Papa creerà il prossimo 14 febbraio. Lo ha
annunciato Francesco all'Angelus. Un riconoscimento importante per il
presule che Bergoglio volle accanto a sé, unico vescovo siciliano,
nella prima visita del suo pontificato, a Lampedusa, nel luglio 2013...
Il Papa nomina cardinale Montenegro, arcivescovo di AgrigentoIl messinese Francesco Montenegro
è stato nominato cardinale. La notizia è stata diffusa al termine
dell’Angelus quando il Pontefice ha letto l’elenco dei porporati in
pectore, che verranno creati il 14 febbraio nel corso di una cerimonia
in San Pietro, e che il 12 e 13 febbraio Papa Francesco vorrà a fianco
nel Concistoro chiamato a riflettere su orientamenti e proposte per la
riforma della Curia romana.
Un riconoscimento importante per
il presule che Bergoglio volle accanto a sé, unico vescovo siciliano,
nella prima visita del suo pontificato, a Lampedusa, nel luglio 2013.
Dal maggio di quell’anno, infatti, Montenegro è Presidente della
Commissione episcopale per le migrazioni e presidente della Fondazione
Migrantes. Un prelato molto amato sullo Stretto, dove si è
particolarmente speso a favore degli ultimi con il suo servizio nella
Caritas Diocesana, e che nel 2000 era stato nominato vescovo ausiliare
dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, ricevendo la
consacrazione episcopale dalle mani dell’arcivescovo Giovanni Marra...
Il Papa nomina i nuovi cardinali, tra quelli elettori il messinese MontenegroMonsignor
Francesco Montenegro è stato nominato cardinale. La notizia, diffusa al
termine dell’Angelus quando il Pontefice ha letto l’elenco dei
porporati in pectore, ha invaso le strade della città di Agrigento,
dove le campane di tutte le parrocchie hanno iniziato a suonare a festa.
L’arcivescovo
di Agrigento è uno dei due italiani che papa Francesco vorrà con sé il
12 e il 13 febbraio nel Concistoro in cui si rifletterà su orientamenti
e proposte per la riforma della Curia romana, mentre il 15 febbraio
parteciperà ad una concelebrazione con i neo cardinali ed il papa. (fonte: Agrigentonotizie) Un
vescovo, un pastore, un padre, entrato nel cuore della gente. Capace di
scuotere le coscienze. “Chiamatemi Don Franco”, aveva detto appena
arrivato nella città dei templi. Un modo di dire e di fare che anticipa
e rispecchia il nuovo cammino della Chiesa tracciato da Papa Francesco. (fonte: Agrigentooggi) la biografia di mons. Montenegro nel sito della diocesi di AgrigentoPer saperne di più su mons. Francesco Montenegro riportiamo i link solo di alcuni dei nostri numerosi precedenti post:
--------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"L’arcivescovo salvadoregno
Oscar Arnulfo Romero è stato assassinato «in odio alla fede». Ne dà
notizia in anteprima l’edizione di «Avvenire» di venerdì 9 gennaio
2015. I membri del Congresso dei teologi presso la Congregazione delle
cause dei santi hanno espresso il loro voto unanimemente positivo sul
martirio subìto dall’arcivescovo di San Salvador il 24 marzo 1980. Si
tratta di un passo decisivo per il vescovo latinoamericano ucciso
mentre celebrava l’Eucaristia e che già il popolo acclama come santo.
Ora, secondo la prassi canonica, per la beatificazione non resta che il
giudizio del Congresso dei vescovi e dei cardinali e infine
l’approvazione del Papa...
Riconosciuto il martirio di Oscar Romero--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Romero è martire. È stato ucciso in odium fidei. Lo ripeteva con voce fioca Giovanni Paolo II già nel novembre 2003, parlando con alcuni vescovi salvadoregni venuti a Roma in visita ad limina. Lo hanno attestato ieri con voto unanime anche i membri del Congresso dei teologi della Congregazione per le cause dei Santi, riconoscendo il martirio formale e materiale dell’arcivescovo ammazzato sull’altare mentre celebrava messa, il 24 marzo 1980. Lo rivela Stefania Falasca su Avvenire, aggiungendo che «ora, secondo la prassi canonica, non resta che il giudizio del Congresso dei vescovi e dei cardinali e infine l’approvazione del Papa per la conclusione dell’ iter che lo porterà presto alla beatificazione». ... Il
riconoscimento del martirio Romero conferma in maniera definitiva che
l’arcivescovo salvadoregno è stato ucciso in odium fidei. A spingere i
carnefici non fu la semplice brama di far fuori un nemico politico, ma
l’odio scatenato dall’amore per la giustizia e dalla predilezione dei
poveri che Romero manifestava come riverbero diretto della sua fede in
Cristo e della sua fedeltà al magistero della Chiesa. Nel delirio
sanguinario che martoriava il Salvador in quegli anni atroci, Romero fu
il buon pastore disposto a offrire la vita per seguire la predilezione
per i poveri propria del Vangelo. La fede hanno riconosciuto i teologi
del dicastero vaticano - era il punto sorgivo del suo operare, delle
parole che pronunciava e dei gesti che compiva nel contesto stravolto
in cui era chiamato a operare e a vivere come arcivescovo. Il
pronunciamento dei teologi della Congregazione fa piazza pulita di
decenni di operazioni volte a propagandare un’interpretazione solo
politica dell’eliminazione di Romero. ... Il
nihil obstat dei teologi dissipa anche la cortina fumogena di
insinuazioni montate a arte per accreditare la favola del Romero
filo-guerrigliero, agitatore politico, influenzato e soggiogato dal
marxismo. Il processo per la causa di beatificazione – di cui è
postulatore l’arcivescovo Vincenzo Paglia – ha verificato
autorevolmente e in via definitiva quello che ripetevano da sempre
tutti gli amici del vescovo martire: Romero – come ha scritto il
professore Roberto Morozzo della Rocca – era «un sacerdote e vescovo
romano, obbediente alla Chiesa e al Vangelo attraverso la Tradizione»,
chiamato a svolgere il suo ministero di pastore «in quell’Occidente
estremo e stravolto che era l’America Latina di quegli anni». Dove le
forze militari e gli squadroni della morte reprimevano con ferocia un
popolo intero per conto dell’oligarchia. Dove i sacerdoti e i
catechisti venivano ammazzati e nelle campagne diventava pericoloso
possedere un Vangelo. Dove bastava chiedere giustizia per essere
bollato come comunista sovversivo. Dove la Chiesa era perseguitata
perché si sottraeva al ruolo di braccio spirituale del potere
oligarchico. Eppure
per anni, dopo il duemila, la causa di Romero è rimasta ferma con la
motivazione che tutte le omelie e gli scritti del vescovo salvadoregno
dovevano essere sottoposti ad esame presso la Congregazione per la
dottrina della fede per verificarne l’ortodossia. ... In
quel frangente, alla Congregazione per le cause dei santi arrivarono
disposizioni orientate in senso dilatorio. Secondo alcuni settori,
portare Romero agli onori degli altari equivaleva a beatificare la
Teologia della liberazione o addirittura i movimenti popolari
d’ispirazione marxista e le guerriglie rivoluzionarie degli anni
Settanta. ... Adesso
sembra arrivato il momento anche per Oscar Arnulfo Romero. Non resta
che aspettare. E non si dovrà aspettare molto, se si tiene conto che
per la beatificazione dei martiri non è richiesto l’accertamento
canonico di un miracolo realizzato per loro intercessione. Riconosciuto il martirio di RomeroVedi anche alcuni dei nostri post precedenti: In memoria di monsignor Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador assassinato il 24 marzo del 1980 Ricordando mons. Oscar Arnulfo Romero nell'anniversario del suo martirio---------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Venerdì 2 gennaio alle ore 21.05 su Raitre,
andrà in onda La Grande Storia "Da Medjougorjie alle terre di confine". La prima parte è dedicata a Medjougorjie, un racconto tra storia e fede: le apparizioni, i veggenti, i dubbi, il regime comunista, la guerra, le testimonianze, i pellegrinaggi, i pronunciamenti, le attese... Nella seconda parte il racconto di una "Chiesa altrove", una chiesa poco conosciuta, lontano dall'Italia e dall'Europa, una Chiesa di periferia, di confine, in terre lontane spesso ostili: tanti i protagonisti: suore, missionari, laici volontari... Tra loro la testimonianza, prima del drammatico rapimento, del gesuita p. Paolo Dall'Oglio a Marmusa in Siria. Ci accompagneranno in questo viaggio p. Enzo Bianchi, S. Em. Gianfranco Ravasi e il Prof. Andrea Riccardi.
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| FRANCESCO |
Angelus/Regina Cæli - Angelus, 1° gennaio 2015, Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio
Angelus/Regina Cæli - Angelus, 4 gennaio 2015
Angelus/Regina Cæli - Angelus, 6 gennaio 2015, Solennità dell'Epifania del Signore
Omelia - Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio (1° gennaio 2015)
Omelia - Solennità dell'Epifania del Signore (6 gennaio 2015)
Udienza - Udienza Generale del 7 gennaio 2015: La Famiglia - 2. Madre
Messaggio - XLVIII Giornata Mondiale della Pace 2015: Non più schiavi, ma fratelli
Quanta gente innocente...
Il cristianesimo si diffonde...
Signore, fa' che sappiamo riconoscerti...
Gesù è venuto a salvarci...
#PrayersForParis
video dell'Omelia
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il testo integrale dell'Angelus
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video integrale della Santa Messa
il testo integrale
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video della catechesi
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Papa Francesco: preghiera per Parigi
Francesco: è l’amore la via per conoscere Dio, non basta l’intelletto
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Messa a Santa Marta - Cuori induriti
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Appoggio al Papa Francesco contro uno scrittore nostalgico
La pagliuzza nell'occhio del papa
A Vittorio Messori, risposta all’articolo sul Corsera
ASKANEWS: ## Il 2015 di Papa Francesco tra riforma, fronda e geopolitica
Giulio Albanese: Una Chiesa profetica incontra sempre resistenze|
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2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:
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3) Il servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina
http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm