"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
|
NEWSLETTER n°11 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 19 al 25 marzo 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 1° aprile 2016
|
|
||||||||||||||||||||||||||||
|
|
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Quali paternità?
di Piero Stefani
L’ironia
è la maschera che smaschera, l’ipocrisia è la maschera che si presenta
come volto, la sincerità è il volto che si palesa come tale. Non
stupisce che per smascherare l’ipocrisia l’ironia sia più efficace
della sincerità. Il sarcasmo dal canto suo è il tentativo di rivestire
l’invettiva con i panni dell’ironia. Non sempre l’operazione riesce;
difficile mettere assieme la leggerezza e la pesantezza, il bulino con
il maglio. Anche gli evangelisti a volte non ci riuscirono.
Le
lunghe invettive evangeliche contro scribi e farisei assumono un tono
sarcastico. Qui non ci interessa valutare il loro nefasto influsso
avuto sull’antigiudaismo cristiano. Il punto è ovviamente rilevante ma
ora miriamo in altra direzione.
Ironia
e ipocrisia hanno qualcosa di comune. A dircelo non è solo l’etimo. Si
tratta del ricorso alla finzione. Entrambe fingono; a renderle opposte
è il loro scopo: una smaschera l’altra nasconde. Il sarcasmo dal canto
suo indossa una maschera dai tratti aggressivi, per questo è più greve
e, il più delle volte, meno efficace dell’ironia. Il culmine del
discorso di denuncia di scribi e farisei sta nel definirli «sepolcri
imbiancati» (Mt 23,27) . La bianca purità della facciata tende a
nascondere l’impuro marciume interno. La forza retorica, non a caso
diventata proverbiale, del detto sta nell’efficacia dell’immagine.
Tuttavia il sarcasmo, nel momento in cui si presenta come ironia
insultante, svela troppo precocemente il proprio intento. L’ironia
lascia l’avversario senza difese; invece il sarcasmo, che pur pretende
di essere più incisivo, di solito graffia meno.
Vi sono ironie involontarie.
... Quando
si parla di paternità e maternità responsabili l’antico linguaggio del
dovere resta il più consono. E chi non può o non vuole seguire la via
della comune genitorialità? Anche in questo caso è ben lecito
parlare di dovere e di responsabilità rispetto a chi nel mondo c’è già.
L’adozione
è una via per essere veri padri e madri. Pur evitando indebiti
cortocircuiti, non pare un caso che anche Paolo parli, in senso
spirituale, di adozione a figli (Rm 8,23).
(Fonte: il Pensiero della settimana, n. 558)
-------------------------------------- Un figlio porta il padre a cena in un ristorante . Il Padre era anziano e quindi debole e non completamente autosufficiente.
Mentre
mangiava, un po' di cibo gli cadeva sulla camicia e sui pantaloni. Gli
altri clienti osservavano il vecchio con stupore, ma suo figlio rimase
tranquillo continuando la cena ed una volta che entrambi finirono di
mangiare, il figlio, senza mostrare nessun imbarazzo e con assoluta
tranquillità prese il padre e lo porto' in bagno per pulirgli il viso
cercando anche di togliere le macchie di cibo dai suoi vestiti;
amorevolmente poi gli ha pettinato i capelli grigi e finalmente gli ha
rimesso gli occhiali.
All'uscita
del bagno, un profondo silenzio regnava nel ristorante. Il Figlio si
avvicina alla cassa per pagare il conto ma prima di uscire, un uomo
anziano, si alzò dal tavolo e chiese al figlio : " non ti sembra che
hai lasciato qualcosa qui? "
Il giovane rispose: "No, non ho lasciato nulla". Allora l'anziano disse: "Sì hai lasciato qualcosa! Hai lasciato qui una lezione per ogni figlio, e una speranza per ogni genitore!"
L' intero ristorante era così silenzioso, che si poteva ascoltare cadere uno spillo.
...
------------------------------------- Un
attacco nel cuore dell'Europa e alla nostra libertà di vivere sereni.
Gli attacchi che hanno sconvolto Bruxelles questa mattina, le
esplosioni multiple all'aeroporto di Zaventem e nelle stazioni della
metropolitana di Bruxelles,fanno rivivere le tragedie vissute da New
York l'11 settembre 2001, da Madrid l'11 marzo 2004, da Londra il 7
luglio 2005, da Parigi il 13 novembre 2015. Bombe che esplodono,
lasciano a terra morti e feriti, seminano il terrore, bloccano i
trasporti, paralizzano le metropoli. Fin dalle prime ore del mattino di
un giorno di primavera Bruxelles diventa la trincea di un'Europa in
guerra...
UN ALTRO 11 SETTEMBRE NEL CUORE DELL'EUROPASalgono
a 28 le vittime della doppia strage terroristica di Bruxelles, che ha
colpito stamani 'aeroporto e la metropolitana lasciando sotto choc la
capitale belga e l'Europa intera.
È
di 13 morti e 35 feriti il bilancio ufficiale delle esplosioni di
questa mattina all'aeroporto internazionale di Bruxelles "Zaventen".
Altre 15 persone sarebbero morte e 45 rimaste ferite nell'esplosione
avvenuta alla fermata di metropolitana di Maelbeek, secondo fonti dei
vigili del fuoco.
Le autorità parlano ufficialmente di terrorismo. E confermano il blocco totale dei trasporti nella capitale belga.
Il terrore fa strage a Bruxelles: 28 morti Bombe in aeroporto e in metropolitana-------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Papa Francesco condanna la violenza cieca...Attentati a Bruxelles-Monia Ovadia: Abbiamo un leader mondiale come Papa Francesco da seguire e non lo ascoltiamo!
----------------------------------------- "Il nostro modello di vita non ha valori morali, si fonda sul denaro. E' quello che dice il Santo Padre. Abbiamo un leader mondiale da seguire e non lo ascoltiamo!" (Moni Ovadia, breve estratto da "Siamo Noi - TV2000" del 22/03/2016) video--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La guerra sporca
Tonio Dell’Olio
Quella
in atto è una guerra sporca. Non che ce ne siano di pulite. Ma così
bisogna definire la guerra condotta in maniera indiscriminata che
colpisce senza selezionare troppo gli obiettivi secondo la strategia
tipica del terrorismo. Duole dirlo in queste ore, proprio mentre si sta
facendo ancora il conto preciso delle vittime degli attacchi
all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, ma la logica è la
stessa dei bombardamenti che colpiscono dall’alto senza riuscire a
discriminare con assoluta esattezza gli obiettivi. Per questo dobbiamo
prendere coscienza di trovarci all’interno di una guerra sporca. Perché
è lontana più di mille anni luce persino da quelle norme
internazionalmente riconosciute per regolare i conflitti (jus in bello)
e non ha nulla a che vedere con la guerra in cui solo pochi cavalieri
si affrontavano sul terreno a nome e per conto della loro fazione.
“Siamo” in guerra significa che non siamo solo vittime ma anche
soggetti attivi. La stiamo combattendo. E forse c’è da pentirsi per
aver investito molte più risorse nel rendere sempre più mortali e
invincibili i sistemi di combattimento piuttosto che affinare strategie
e mezzi di spionaggio e prevenzione. Ci rendiamo conto oggi che questi
si sarebbero rivelati molto più utili di quegli altri. Ci rendiamo
conto che se ci fossimo impegnati di più a controllare commercio e
traffico delle armi... Ci rendiamo conto che se non avessimo condotto
un’economia di rapina e avessimo piuttosto – noi europei – rafforzato
cooperazione e dialogo, avremmo meno nemici e più alleati in giro per
il mondo.
(fonte: Mosaico dei giorni 22 marzo 2016) Pax Christi Italia è una sezione di Pax Christi International che ha la sua sede a Bruxelles. In
queste ore con loro abbiamo condiviso il dolore, la preoccupazione, la
solidarietà con le vittime degli attentati e il rinnovato impegno per
non cedere alla logica di una violenza cieca che porta solamente ad
altra violenza e alla distruzione dell’umanità. Firenze, 22 marzo 2016 Pax Christi Italia Comunicato di Pax Christi International sugli attacchi terroristici di Bruxelles Pax
Christi International, con il suo Segretariato internazionale a
Bruxelles, in Belgio, è scioccata dagli attacchi violenti che hanno
ucciso molte persone e provocato centinaia di feriti in aeroporto e
nelle stazioni della metropolitana di Bruxelles, soprattutto nella
metro di Maelbeek che è vicino alle istituzioni dell’Unione europea. Pax
Christi International condanna con forza questi atti terroristici e
esprime profonda solidarietà alle vittime e alle loro famiglie. Preso
atto, di fronte a questa tragedia, di quanto l’uomo sia in grado di
distruggere la vita e calpestare la dignità umana, riaffermiamo il
nostro impegno ad essereguidati non dalla paura e l’odio, che sono i semi del terrore e della guerra, ma dalla carità e dalla nonviolenza. Nonostante
la tragedia e la perdita di vite umane, non perderemo la speranza.
Siamo convinti che il terrore non prevarrà, e la memoria di coloro che
sono stati uccisi ispirerà soluzioni efficaci in risposta alla violenza
cieca. Confermiamo
la nostra determinazione a sostenere le vittime della violenza e del
terrore in molti paesi del mondo; a continuare a promuovere le
condizioni per la pace; e a sostenere lo sviluppo di una comunità umana
che includa la giustizia sociale, lo stato di diritto e la sicurezza
umana. Chiediamo il
rafforzamento di metodi nonviolenti per la gestione dei conflitti e
contro il terrore e che gli autori siano ritenuti responsabili. Preghiamo
per le vittime, le loro famiglie e le loro comunità, e siamo solidali
con le persone e organizzazioni in tutto il mondo per cercare di
affrontare le cause profonde della violenza e del terrore. Nell’anno della misericordia, noi ci impegniamo come Movimento a promuovere la riconciliazione in questo mondo devastato. Bruxelles, 22 Marzo 2016 Pax Christi International La Chiesa italiana si unisce al coro di condanna del nuovo, efferato episodio di violenza terroristica di Bruxelles. Mons. Nunzio Galantino ribadisce: la violenza si combatte con politiche di integrazione, non di respingimento. Il commento del segretario generale della Cei Bruxelles. Galantino: guerra a pezzi si argina con l'integrazione-------------------------------------- E bimbi nascono ancora, profezia e segno che Dio non si è pentito... Torniamo a sperare
come primavera torna ogni anno a fiorire. E bimbi nascano ancora,
profezia e segno
che Dio non si è pentito.
...
Torniamo all’amore,
pure se anche del familiare
il dubbio ti morde,
e solitudine pare invalicabile…
p. David Maria Turoldo
-------------------------------------- Definire
i profughi un’emergenza va bene per i titoli a effetto dei giornali, ma
in realtà loro fanno parte di una complessa questione politica,
economica, militare e di sicurezza, di cui l’Europa finge di volersi
interessare sotto la maschera deformante della guerra all’Isis Alberto Negri: "È sulle rotte dei migranti che si costruisce la nuova geopolitica dell’Europa, del Mediterraneo, dell'Africa"Che 14-16mila disperati,
affamati e abbandonati, lasciati alla precaria e improvvisata
assistenza amorevole di poche persone e organizzazioni, sia una notizia
di cronaca che non provoca un sussulto di indignazione e di dignità
umana e cristiana, non solo è ormai intollerabile: è una vergogna che
non ammette i soliti "se" e "ma" dei cosiddetti moderati e benpensanti.
E da quanto si vede, questa vergogna non riguarda solo governi e
istituzioni. Riguarda anche i popoli e le loro opinioni pubbliche e
certamente i media, non abbastanza consapevoli del fatto che - in
situazione obbrobriosa di questa natura - non posssono limitarsi a
raccontare gli eventi di Idomeni come se fossero solo “casi umani” da
illustrare.
Idomeni è un inferno creato dall'egoismo e dalla burocrazia di una buona parte dell'Europa... Luis Badilla: La Fortezza europea e il pantano di Idomeni ... "se questo è un uomo"---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Nei Vangeli San Giuseppe appare...Tanti auguri a Benedetto XVI e a tutti quelli che oggi festeggiano l'onomastico !!!
In questo giorno in cui la Chiesa celebra... Ci uniamo a Papa Francesco e
facciamo gli auguri a tutti i papà del mondo, i papà vivi e anche
quelli defunti, ognuno ricordando il proprio papà... AUGURI !!!
In modo speciale, vorrei salutare, oggi, giorno del papà...Festa del papà 2016
Dedicato a tutti i padri del mondo che... Croce significa soffrire con Cristo... Chi sono io davanti al mio Signore?... Chi sono io davanti a Gesù... Abbiamo sentito tanti nomi... ... Sono io come Giuda? ... O sono come i discepoli... ... Sono io traditore?... ... Sono io come quei dirigenti... ... Sono io come Pilato?... ... Sono io come quella folla... ... Sono io come i soldati che... ... Sono io come il Cireneo... ...Sono io come quelli che passavano... ... Sono io come quelle donne coraggiose... ... Sono io come Giuseppe... ... Sono io come le due Marie... ... Sono io come quei capi che... ... Dov'è il mio cuore?... Maria di Betania scandalizza... Il crocifisso, è la "cattedra di Dio"... Noi possiamo tradire l'amicizia di Dio... Nessuno nasce odiando... Quando esplode e terrorizza... Il giovedì santo Gesù... Il venerdì santo è il momento culminante... I gesti parlano più delle immagini... Si fece buio da mezzogiorno... Il crocifisso è l'offerta piena... --------------------------------------------------------------- Don
Peppe Diana è morto, ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 nella
sacrestia della chiesa di cui era parroco, a Casal di Principe,
nell'agro aversano. Si stava preparando a celebrare la Messa, quando
quattro proiettili ne hanno spento per sempre la voce terrena, ma il
suo messaggio a distanza di 22 anni è ancora forte e chiaro. E' in atto
il processo per la sua beatificazione.
--------------------------------------------------------------- Ieri 22 marzo 2016 ricorreva il ventennale della morte di Sergio Quinzio (scomparso il 22 marzo 1996)
Un re, avendo pietà di un uomo povero che aveva molto sofferto...--------------------------------------------------------------- Il 24 marzo 1980, mentre
celebrava l’Eucaristia, venne ucciso monsignor Oscar A. Romero, Vescovo
di San Salvador proclamato beato il 23 maggio 2015
La religione non consiste...
Se uno vive un cristianesimo...
Ci sono molti cristiani...
C'è un criterio per sapere se Dio... Il ricordo di Oscar Romero nelle parole di don Tonino Bello e di David Maria Turoldo (post)--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il 24 marzo la giornata dei missionari martiri. Donne e uomini di misericordia Donatella Coalova
Presi
da un’ardente passione per Cristo e per i più poveri, spinti dal
desiderio di comunicare vita e speranza a chi soffre nelle estreme
periferie del mondo, tanti missionari anche oggi si donano
completamente, fino a sacrificare la propria esistenza. La XXIV
Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri, che
quest’anno si focalizza sul tema Donne e uomini di misericordia,
ci invita ad accogliere la testimonianza di questi risoluti
«evangelizzatori con Spirito» (cfr. Evangelii gaudium, 259), per
custodire nel cuore il loro messaggio e prolungare con la nostra azione
la loro opera.
L’iniziativa,
portata avanti dalla Fondazione Missio (l’organismo della Conferenza
episcopale italiana per il sostegno e la promozione della dimensione
missionaria), è ampiamente radicata e diffusa nelle diocesi italiane.
Si tiene il 24 marzo, nel giorno in cui ricorre l’anniversario dell’assassinio del beato Óscar Arnulfo Romero.
L’arcivescovo salvadoregno, ucciso nel 1980 sull’altare, come già san
Stanislao di Cracovia e san Thomas Becket di Canterbury, poco prima di
morire aveva detto: «Possa il sacrificio di Cristo darci il coraggio di
offrire il nostro corpo e il nostro sangue per la giustizia e la pace
del nostro popolo». Come lui, tanti altri operatori pastorali hanno
trovato la forza di non essere «cani muti, incapaci di abbaiare»
(Isaia, 56, 10). Così hanno servito la Parola con coerenza, con
determinazione, con parresia. Fedeli all’ispirazione evangelica, e non
per ragioni ideologiche, hanno scoperto nei poveri il luogo teologico in cui Dio si manifesta, il roveto ardente da cui il Signore ci parla. Curando
con amore le piaghe degli ultimi della terra, hanno avuto la
consapevolezza di toccare i lividi e le ferite di Cristo, di alleviare
i terribili spasimi e l’arsura bruciante del Crocefisso. Questa è stata
la missione di suor Anselm, di suor Marguerite, di suor Judith, di suor
Reginette, le missionarie della Carità trucidate il 5 marzo scorso ad
Aden, nello Yemen. Negli occhi e nel cuore ci resta la fotografia che
le ritrae per l’ultima volta. Ammanettate, con la testa inzuppata di
sangue, con un grembiulone da cucina ancora stretto ai fianchi,
condividono fino in fondo la kenosis di Cristo e testimoniano
silenziosamente l’amore più grande. Per loro non potrà mancare uno
speciale ricordo nella giornata del 24 marzo, insieme alla memoria di
tutti gli operatori pastorali uccisi l’anno scorso. Secondo il rapporto
delle Pontificie opere missionarie presentato dall’agenzia Fides, nel 2015 sono stati uccisi nel mondo ventidue operatori pastorali: tredici sacerdoti, quattro religiose, cinque laici. Per
il settimo anno consecutivo, il numero più elevato di omicidi si
registra in America, dove sono stati assassinati otto operatori
pastorali (sette sacerdoti e una religiosa).
... . Si tratta di una scia di sangue innocente che si unisce a quello del Signore per la salvezza del mondo. Una scia ancora più impressionante se si pensa che dal 2000 al 2015 sono stati uccisi nel mondo trecentonovantasei operatori pastorali, di cui cinque vescovi. A essi va purtroppo aggiunto il baratro di dolore causato dalla scomparsa di alcuni servitori della Parola di cui non si hanno più notizie, come è avvenuto per padre Paolo Dall’Oglio, sequestrato in Siria nel luglio 2013. Il Signore però sa dove si trova ciascuno di loro e sostiene con la forza della grazia chi è più intimamente innestato nella passione di Cristo. Così non esiste croce che non abbia una sua misteriosa fecondità. Lo attesta l’esempio dei testimoni scelti per questa giornata, tutti periti di morte violenta: padre Ezechiele Ramin, don Sandro Dordi, padre Fausto Tentorio, don Andrea Santoro, suor Leonella Sgorbati, san Massimiliano Maria Kolbe. A essi si unisce la figura del cardinale François Xavier Nguyên Van Thuân, che non fu ucciso, ma conobbe un lungo martirio, durato tredici anni, nelle prigioni vietnamite. Donne e uomini di misericordia, tutti condivisero con passione le gioie e le ansie delle genti che servirono, e affrontarono la sofferenza perdonando, con un amore più forte della morte. Non per finta padre Ezechiele Ramin, giovane missionario comboniano assassinato in Brasile nel 1985, aveva scritto: «Io, in questa Chiesa di cui Cristo è il capo, vorrei essere il cuore. Chiedo troppo? Chiedete alla Madonna che mi aiuti a essere cuore». (fonte: L'Osservatore Romano, 24 marzo 2016)
«Mio
zio mi ha insegnato a dire sempre con rispetto ciò che penso, a lottare
per far valere i diritti di ciascuno e a condividere quello che
possiamo con i poveri». È il tratto familiare del profilo
dell’arcivescovo Óscar Arnulfo Romero tracciato dalla nipote Cecilia,
che ha abbracciato Papa Francesco proprio a trentasei anni esatti dal
martirio dello zio, al termine dell’udienza in piazza San Pietro
segnata dalla preghiera per le vittime della strage di Bruxelles.
«Avevo
diciotto anni quel 24 marzo 1980 — ricorda Cecilia Romero — e non
dimentico il clima di terrore e anche il dolore di tutto il popolo
salvadoregno per l’uccisione di un uomo che per tutti era punto di
riferimento». Tanto che «la sua beatificazione, il 23 maggio 2015, è stato un evento di speranza e di riscatto per tutti»
aggiunge Cecilia, accompagnata all’udienza dal marito Massimo e
dall’ambasciatore di El Salvador in Italia, Sandra Elizabeth Alas
Guidos. «L’eredità di monsignor Romero ci chiede di continuare a lottare per i diritti di ogni persona» ribadisce la donna...
Mio zio martire-------------------------------------- Intenzione di preghiera
di Papa Francesco
per il mese di Marzo 2016
È dedicata alle famiglie in difficoltà l’intenzione universale di preghiera di Papa Francesco per il mese di marzo.
“La
famiglia è uno dei beni più preziosi dell'umanità, ma non è forse anche
uno dei più vulnerabili? Quando una famiglia non è protetta e ha
difficoltà di tipo economico, per la salute o di qualsiasi altro tipo,
i bambini crescono in circostanze difficili.
Voglio
condividere con voi e con Gesù la mia intenzione per questo mese: che
le famiglie in situazioni difficili ricevano il sostegno necessario e i
bambini possano crescere in ambienti sani e sereni”.
VIDEOVedi anche i nostri post precedenti:
-------------------------------------- Mercoledì delle Ceneri 10 febbraio 2016
Papa
Francesco ha inaugurato nel Mercoledì delle Ceneri, l`iniziativa
"KeepLent", promossa e organizzata dal Servizio per la Pastorale
Giovanile della Prelatura di Pompei (Italia) per annunciare il Vangelo
quaresimale attraverso i social network.
L’applicazione utilizzata da Pompei sarà Telegram, servizio di messaggistica istantanea.
La
modalità per iscriversi è la seguente: bisogna scaricare l’app Telegram
sul proprio smartphone; cercare il canale @PGPompei e unirsi. Ogni
mattina, gli iscritti riceveranno un messaggio con un versetto del
Vangelo del giorno, accompagnato da una nota audio di commento, della
durata di circa un minuto e 30 secondi.
La
riflessione sarà di volta in volta a cura di sacerdoti, catechisti,
educatori di Azione Cattolica, insegnanti di religione, responsabili di
movimenti e associazioni, membri dell’èquipe di Pastorale Giovanile e
del gruppo scout Agesci.
videoCari ragazzi,
Gesù
disse ai suoi discepoli "State attenti a non praticare la vostra
giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro" ... "Quando
fai l'elemosina non suonare la tromba davanti a te" ... "Il Padre tuo,
che vede nel segreto ti ricompenserà".
La parola di Dio ci da il giusto orientamento per vivere bene la Quaresima.
...Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto dove il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta.
Certo, anche le cose esteriori sono importanti, ma dobbiamo sempre scegliere e viverle alla presenza di Dio.
Facciamo
nella preghiera, nella mortificazione, e nella carità fraterna quello
che possiamo, umilmente, davanti a Dio. Così saremo degni della
ricompensa di Dio Padre.
Buona Quaresima, la Madonna di Pompei vi accompagni e, per favore, pregate per me
-------------------------------------- TERESA D'AVILA, DONNA IN CAMMINO - HOREB n. 72 - 3/2015
TERESA D'AVILA, DONNA IN CAMMINO HOREB n. 72 - 3/2015 TRACCE DI SPIRITUALITÀ A CURA DEI CARMELITANI E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
--------------------------------------- 'Un cuore che ascolta - lev shomea' Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della domenica di Santino Coppolino Vangelo: Lc 22,14-23,56 "Gerusalemme, Gerusalemme,
tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te:
quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come la chioccia i
suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto" (Lc 13,34). E'
il grido di dolore del Messia davanti alla caparbietà e alla durezza
del cuore dei capi religiosi. Gesù non piange sulla propria sorte ma su
quella di coloro che a breve lo uccideranno inchiodandolo ad una croce.
E' questa la manifestazione più grande dell'amore di Dio, come l'amore
di una madre che piange la malvagità del figlio. "Vi
dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte:
Benedetto colui che viene nel nome del Signore ! "(Lc 13,35).
E Gesù è da sempre e per sempre 'il Veniente', colui
che si manifesta al mondo in povertà, umiltà e mitezza. Per questo
subisce il rifiuto. In un mondo dominato dal potere del danaro e dalla
violenza delle armi, un Messia che manifesta la sua gloria nella
piccolezza, spezzando la sua vita nel servizio agli ultimi, agli scarti
dell'umanità, genera solo il rigetto, l'espulsione, come un organismo
rifiuta ed espelle da sé un corpo estraneo. La nostra salvezza starà
nell'accogliere nella nostra vita 'colui che viene',
la nostra fede nell'accettarlo così com'è: umile, povero e indifeso,
perché solo così e non in altro modo egli stabilisce il suo Regno.
...--------------------------------------- Dio di misericordia. Trinità d’amore
Messaggio per la Quaresima 2016
di Bruno Forte,
Arcivescovo Metropolita di Chieti-Vasto
1. Dio è Amore.
È Giovanni, l’Apostolo che ha posato il capo sul petto di Gesù
nell’Ultima Cena e ha meditato sulla rivelazione del Figlio di Dio
fatto uomo sintonizzandosi con quel cuore, a testimoniarci che “Dio è
amore” e che “chi non ama non ha conosciuto Dio” (1 Giovanni 4, 8 e
16). È in realtà Dio stesso a raccontarci nella Bibbia la storia del
Suo amore per rendercene partecipi: per questo ci ha creato, chiamando
ciascuno di noi a esistere davanti a Lui e per Lui! Quando l’uomo ha
usato la libertà avuta in dono per rivoltarsi contro il suo Creatore,
questo Dio d’amore ha sofferto, ma ha rispettato la scelta della Sua
creatura. Ce lo racconta una delle più belle parabole di Gesù: “Un uomo
aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte
del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze.
Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose,
partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da
dissoluto...” (Luca 15,11-13). La storia non finisce qui: Dio ama
troppo gli uomini per abbandonarli a se stessi. Davanti al nostro
rifiuto manifesta la profondità e l’audacia del Suo amore
inviando Suo Figlio, che si fa uomo come noi e si consegna alla morte
per amore nostro: “In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi:
Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo
la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare
Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima
di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato,
anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri... Dio è amore; chi sta
nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui” (1 Giovanni 4,9-11. 16).
Dare la vita per un altro significa amarlo dell’amore più grande:
“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri
amici” (Giovanni 15,13). Così ci ama Dio. La croce è la dichiarazione
d’amore di Dio per noi, la rivelazione del cuore divino. La ragione per
cui Dio ci ama tanto è che è in se stesso amore
2. Dio è Trinità. Ecco
il centro e il cuore del messaggio cristiano, ecco la sorgente, il
grembo e la meta di tutto ciò che esiste: Dio è amore! Ecco quanto di
più importante ci sia dato da pensare! Provo a farlo nel modo più
semplice possibile, consapevole di balbettare appena parole d’amore sul
mistero santo da cui veniamo, in cui ci muoviamo ed esistiamo e verso
cui andiamo nel cammino del tempo. Se Dio è amore, è facile capire come
non possa essere solitudine in se stesso: perché ci sia un rapporto
d’amore bisogna essere almeno in due. Amare soltanto se stessi non è
amore, è egoismo. Dio amore è allora almeno uno che ama da sempre e uno
che da sempre è amato e ricambia l’amore: un eterno Amante e un eterno
Amato. Colui che ama da sempre è la sorgente dell’amore: egli non è mai
stanco di cominciare ad amare e ama per la sola gioia d’amare. È Dio
Padre nell’amore, infinitamente libero e generoso nell’amare, da
null’altro motivato all’amore che dall’amore: “Dio non ci ama perché
siamo buoni e belli, ma ci rende buoni e belli perché ci ama” (San
Bernardo). L’altro, l’eterno Amato, è Colui che accoglie da sempre
l’amore: è l’eterna gratitudine, il grazie senza principio e senza
fine, il Figlio. Quando il Figlio si fa uomo, si unisce a ciascuno di
noi: perciò il Padre, amando Lui, ama anche ognuno di noi uniti a Lui,
amati nell’Amato, fatti capaci di ricevere l’amore, che è la vita
eterna di Dio. L’amore perfetto, però, non si chiude nel cerchio dei
due: “Amare non significa stare a guardarsi negli occhi, ma guardare
insieme verso la stessa meta” (Antoine de Saint- Exupéry). Il Padre e
il Figlio vivono un amore così ricco e fecondo da rivolgersi insieme
alla Terza Persona divina, lo Spirito Santo. Lo Spirito è Colui nel
quale il Loro amore è sempre aperto a donarsi, a “uscire da sé”: perciò
lo Spirito è detto dono di Dio, fonte viva dell’amore, fuoco che
accende in noi la capacità di ricambiare l’amore con l’amore. E perciò
alita sulla creazione nel primo mattino del mondo e sulla nuova
creazione, di cui è segno e promessa la Chiesa, nel giorno della
Pentecoste. In quanto poi è l’Amore ricevuto dal Figlio e donato dal
Padre, lo Spirito è anche il vincolo dell’amore eterno, l’unità e la
pace dell’Amante e dell’Amato. Nello Spirito tutti siamo abbracciati
dall’amore che unisce, libera e salva
...
È
un’esperienza bellissima questa di sentirsi amati da Dio e di amare con
la forza che viene da Lui: avvolti dall’amore dei Tre, capiremo che Dio
Amore non è una parola vuota, ma il racconto dell’eterno Amore, che si
è fatto presente nel tempo perché ciascuno di noi, ascoltandolo e
credendo all’amore dei Tre, si lasci trasformare da questo amore e
compia le opere di misericordia in cui esso viene a narrarsi fra noi...
Vuoi provarci anche Tu? Chiediamolo così:
Dio tre volte Santo, Trinità divina, aiutaci a confessare con le labbra e col cuore l’infinita bellezza del Tuo
amore: di Te Padre, eterno Amante da cui proviene ogni dono perfetto,
di Te Figlio, eterno Amato che tutto riceve e tutto dona, di Te Spirito
Santo, Amore ricevuto e donato, vincolo della carità eterna ed estasi
dell’eterno dono. In Te, Trinità Santa vorremo nasconderci, per essere
amati nell’Amato ed imparare ad amare qui nell’umile fedeltà del tempo
e per sempre nel giorno dell’amore che non muore. Nascosti in Te, ci
scopriremo sempre più parte del Tuo popolo, Chiesa dell’amore, inviata
a vivere e annunciare a ogni creatura l’amore che libera e salva, nel
nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen!
Dio di misericordia. Trinità d’amore (PDF)-------------------------------------------- Oratorio Musicale sul vangelo
della Passione secondo Luca
(VIDEO INTEGRALE)
Con l’Oratorio Musicale si
vuole riprendere, e adattarla al nostro tempo, un’antica tradizione
nata nel XVI secolo nella Chiesa Cattolica e poi in seguito anche nelle
Chiese della Riforma Protestante, dove alla lettura a brani di testi
della Bibbia, in particolare dei Vangeli, si alternavano commenti
omiletici e commenti musicali con strumenti, solisti e coro. Al
riguardo, notevoli sono i contributi musicali offerti, ad esempio, da
autori come Alessandro Scarlatti, Alessandro Stradella e GiovanBattista
Pergolesi in Italia, e J. S. Bach, J. F. Händel, F. Liszt, ed altri in
Germania.
Lunedì
14 marzo 2016, presso la chiesa dei Frati Minori di S. Antonino,
si é svolto l'evento promosso dal Vicariato di Barcellona
P.G. nell'ambito delle iniziative “In Dialogo con la
città”. Lettore: Ivan Bertolami, attore Commento omiletico: fr. Egidio Palumbo ocarm - fr. Alfio Lanfranco ofm Commento musicale: fr. Gimmi Palminteri ofm, Giovanni Perdichizzi, Giusita Di Pietro, Rosanna Palladino "Noi
vogliamo riprendere la tradizione di questi Oratori, che si svolgevano
perlopiù in Quaresima, e adattarli al nostro tempo e al nostro
contesto, salvaguardando il clima di preghiera e il recitativo,
alternato al commento omiletico, alla preghiera e al commento musicale. Il
nostro ascolto orante della Bibbia si concentrerà sulla narrazione,
declamata a brani distinti, della Passione di Nostro Signore Gesù
Cristo secondo Luca. Vogliamo ascoltare queste pagine evangeliche, non
come se fossero la semplice cronistoria di un avvenimento, né tantomeno
la celebrazione del “funerale di Gesù”, bensì la narrazione della
passione folle di Dio per l’umanità, la testimonianza dell’amore
appassionato e “viscerale” di Dio, della sua misericordia grande,
eterna, tenera e gratuita per tutti noi, che egli ha voluto manifestare
nel dramma della Passione del Figlio suo Gesù. Vogliamo
ascoltare la narrazione della Passione, tenendo sempre fissa nella
mente un’altra pagina del vangelo di Luca, dove Gesù dice: «Sono venuto
a gettare il fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!
Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato
finché non sia compiuto!» (12,49-50). Gesù sta parlando della sua
Passione e della Morte, evento dal quale viene gettato nel cuore
dell’umanità, come seme fecondo, il fuoco dell’amore appassionato di
Dio, il fuoco della sua misericordia nel quale tutti veniamo immersi
nel battesimo. Sì,
è nella Passione del Figlio di Dio che contempliamo ormai senza veli
(Lc 23,45-48) il Volto Misericordioso del nostro Dio che è Padre e
Madre. È qui, infatti, che si squarcia il velo (Lc 23,45) che ci
separava da Dio e che adesso, nell’Umanità consegnata e offerta del
Figlio suo – consegnata e offerta per amore nostro – quel velo
squarciato ci apre alla Sua vita intima: finalmente ora Dio può aprire
un dialogo e una relazione di comunione profonda e intensa con tutti
noi e con tutta l’umanità, con tutti coloro, uomini e donne, che sanno
accogliere il dono del Figlio Gesù, il dono del Giusto condannato
ingiustamente, il dono del Misericordioso rifiutato e scartato, ma che
Dio, risuscitandolo dai morti, l’ha posto a fondamento della nostra
esistenza. Con
questo atteggiamento contemplativo vogliamo disporci, accompagnati dal
canto, all’ascolto della Passione di Gesù secondo Luca" VIDEO-------------------------------------------- La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante
di p. Ermes Ronchi
Commento DOMENICA delle PALME - anno C -
...
Dio è così: non spezza nessuno, spezza se stesso, non versa il sangue
di nessuno, versa il proprio sangue, non chiede sacrifici a me,
sacrifica se stesso per me.
La croce è l'immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso.
Scrive
Karl Rahner, non un semplice devoto, ma il più grande teologo del
novecento: «Per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi
della Croce»...
E
noi qui disorientati, che non capiamo. Ma poi c'è lo stupore, e anche
l'innamoramento e dopo duemila anni sentiamo, come le
donne, il centurione, il ladrone, che nella Croce c'è attrazione, c'è
seduzione, bellezza. La suprema bellezza della storia è quella
accaduta fuori Gerusalemme, sulla collina, quando il Figlio di Dio
si lascia inchiodare, povero e nudo, per morire d'amore.
A fondamento della fede cristiana c'è la cosa più bella del mondo: un atto d'amore!
La croce è l'abisso dove Dio diviene l'amante, dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa.
La
croce mi interroga sempre, è una domanda sempre aperta, e io so di non
capire, ma alla fine ciò che mi convince di più non sono le spiegazioni
dei teologi, ma parole semplici come questa poesia di Jan Twardowski:
"Perché la croce / il sorriso / la pena inumana?/ Credimi / è così semplice / quando si ama."
Un'ultima
annotazione: scrive il vangelo che si fece buio su tutta la terra da
mezzogiorno alle tre. Una piccola notazione temporale che però mi
riempie di speranza: perché dice che c'è fissato un tempo al dolore, un
argine alla sofferenza: tre ore e poi ritorna il sole.
E
la stessa cosa accadrà anche nei giorni del nostro dolore, e ci chiama
a credere nel sole, anche quando non splende, a credere nell'amore
anche quando non lo senti, a credere in Dio, anche quando tace, perché
se Dio parla è per amore, ma se Dio tace è ancora per amore!
VIDEO-------------------------------------------- Ipocrisia, quando i buoni fanno scandalo
Enzo Bianchi
Sempre,
lungo tutta la sua vita, Gesù ha mostrato che Dio ama i peccatori e ama
di preferenza i peccatori manifesti, riconosciuti tali dagli altri.
Perché? Perché tutti sono peccatori (cfr. Rm 3,23), se è vero che il
giusto pecca sette volte al giorno (cfr. Pr 24,16), ma chi pecca di
nascosto non è mai spronato alla conversione da rimproveri o giudizi
degli altri, mentre continua a essere venerato e stimato per ciò che
della sua persona appare all’esterno; chi invece è un peccatore
manifesto, costantemente esposto al biasimo altrui, è indotto a un
cambiamento di vita. A partire da tale evidenza, Gesù ha dichiarato
all’inizio del suo ministero: « Non sono i sani – o meglio, quelli che
si credono tali! – ad avere bisogno del medico, ma i malati; non sono
venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori » ( Mc 2,17).
Sono
parole dure e per molti versi paradossali, ma occorre comprenderle
adeguatamente: Gesù non condanna certo i giusti in quanto tali, anzi
chiede ai suoi discepoli che la loro giustizia superi e trascenda
quella di scribi e farisei ( cfr. Mt 5,20); egli biasima invece i
giusti che confidano in se stessi e nelle loro azioni ( cfr. Lc 18,9),
quelli che, in virtù della loro osservanza, giudicano e disprezzano gli
altri, quelli che si sentono “separati” dagli altri, di altra e alta
qualità. E qui si faccia attenzione: i Vangeli descrivono come malati
di questa auto-giustificazione gli scribi, i dottori della legge e i
farisei, ma non tutti costoro erano così. E quando leggiamo gli
attacchi rivolti da Gesù a queste categorie di persone, dobbiamo sapere
che in essi vi è una generalizzazione “letteraria” da cogliere e
interpretare con intelligenza: in verità questi pretesi giusti sono da
individuarsi nelle persone “religiose” presenti in ogni via religiosa,
nell’ebraismo, come nel cristianesimo, eccetera.
Sono
questi a essere scandalizzati dal comportamento e dalle parole di Gesù
verso i peccatori. Si possono anche comprendere i meccanismi che
portano tali persone osservanti a essere rigoriste, letteraliste,
esigenti...
...
Gesù
conosce bene questi «giusti» e perciò dice che «hanno già ricevuto la
loro ricompensa» (Mt 6,2.5.16), sia che facciano l’elemosina, sia che
preghino, sia che digiunino: tutte azioni sante in sé e necessarie, le
quali però, se esibite, indirizzano la gloria su chi le compie e non su
Dio (cfr. Mt 5,16). In nome della sua passione per l’autenticità e per
il Dio misericordioso, Gesù attacca questi uomini religiosi,
intravedendo la loro possibile presenza anche nella sua comunità, la
comunità cristiana; per questo vive l’ira profetica, si serve della
parola forte e chiara che sa parlare male del male, con invettive e
toni accesi, per scuotere chi è avvezzo alla menzogna, alla doppiezza.
Grida dunque nei loro confronti «Guai a voi!» (Mt 23) e denuncia tutti
i loro vizi, ipocrisie, simulazioni, che li rendono «sepolcri
imbiancati» (Mt 23,27): fanno l’elemosina davanti a tutti perché
vogliono essere ammirati dagli uomini, pregano in pubblico perché
preferiscono essere ascoltati dagli uomini piuttosto che da Dio,
moltiplicano le formule di preghiera per esibire una quantità di fede
che non hanno, si sfigurano nel digiuno per attirare su di sé il plauso
altrui (cfr. Mt 6).
Di
più, essi si aggrappano al loro ruolo per dare una parvenza di
stabilità ai propri comportamenti e vincere quell’inquietudine che
richiederebbe di cercare, di confrontarsi, di ascoltare gli altri...
...
Tra
costoro ci possiamo essere anche noi, ciascuno di noi, perché questi
vizi non ci sono estranei; soprattutto a chi, come me, monaco, figura
ecclesiale, vive nella Chiesa un certo riconoscimento. Per questo è
utile porsi la domanda: a causa della mia auto-comprensione e
auto-giustificazione sono anch’io un «giusto» che Gesù non è venuto a
chiamare? E c’è da tremare nel rispondere...
Ipocrisia, quando i buoni fanno scandalo-------------------------------------------- SETTIMANA SANTA CON LE DONNE DELLA BIBBIA Maria
la madre di Gesù, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo, Veronica…
saranno loro, le donne della Bibbia, ad accompagnarci in questa
settimana santa!
...
Maria di Betania
Sapevo
che saresti tornato: manca solo una settimana alla Pasqua. Non avrei
mai voluto rivederti. Tu stesso non vuoi essere salvato da quest’ora,
proprio perché per quest’ora sei venuto. Non sopporto di vederti seduto
a questo banchetto con Simone e Lazzaro che mangiano e sorridono. E
Marta, tutta presa dalla gioia del tuo ritorno non capisce che tu sei
tornato per morire. Eppure so che tu vorresti che anche questo tuo
addio fosse accolto con gioia.
Stasera
mentre tutti ti onorano al banchetto io ti onorerò a mio modo, con
questa libbra di unguento di nardo puro, così come si onora chi ci è
caro, nel giorno della sua sepoltura. Vedi, tutti si meravigliano
mentre io ungo i tuoi piedi con questo unguento e li asciugo con i miei
capelli e tutta la casa si riempie di un profumo che non è quello del
cibo, ma quello della morte.
Addio
Maestro, io non ho il coraggio di seguirti. Quando mi sarò rialzata dai
tuoi piedi, sarà l’ultima volta che avrai visto in volto Maria di
Betania.
Così ha inizio la Passione.
Sostiamo,
pregando oggi, in comunione con ogni donna consacrata, discepola del
Risorto, che a Lui ha consegnato tutte le forze, l’intelligenza, il
cuore, per essere trasformata in dono d’amore per l’umanità.
Ti seguiamo, Signore Gesù:
i nostri piedi sulle tue orme e le tue parole sulle nostre labbra.
Così portiamo nel mondo il profumo di Betania,
dolce e intenso aroma di dono e di morte, di amore e di risurrezione.
(fonte: Canta la vita)
-------------------------------------------- ... Strade
di Gerusalemme. Un gruppo di donne, smarrito, le percorre come sospinto
da un vento che le porta davanti a un immenso portone di legno
rinforzato da chiodi. I volti delle donne non si distinguono… Donne Dove
ti hanno portato? Nessuno vuole ascoltarci, solo tu ci ascoltavi, solo
tu ci parlavi. Ma non riusciranno a convincerci che il nostro sia stato
soltanto un sogno, un’illusione di libertà. Qualcuno ci ha detto che ti
hanno preso di notte, in un luogo dove li aspettavi pregando. La portinaia Appena
l’ho tirato per la manica ha sgranato gli occhi, dalla paura non aveva
neanche il fiato per rispondermi. Non capisco, voglio solo che qualcuno
mi dica qualcosa su quel poveretto che hanno trascinato dentro, poco
fa. Era pallido come uno straccio. Quanti ne ho visti conciati a quel
modo! Prima che
arrivassero tutti gli altri con quel poveraccio, è tornato a casa
Malco, mio nipote. Era fuori di testa poverino. È crollato, si è seduto
sul gradino e si è messo a piangere. Poi mi ha raccontato una storia
incredibile. ... La portinaia Quel
Gesù gli aveva riattaccato un orecchio. Così quando poco dopo sono
arrivati gli altri e hanno portato da Caifa quel profeta mi è venuta la
curiosità di sapere qualcosa di più. Anch’io, prima di andarmene,
vorrei capire qualcosa di questo mondo in cui ho vissuto come in un
sogno. Ho voglia che qualcuno dica anche a me: «Donna, hai sofferto?
Donna non c’è mai stato nessuno che abbia avuto pietà di te?». Forse
quel Gesù avrebbe potuto dirmelo, ma l’ho incontrato troppo tardi. Ho
esperienza: so come vanno a finire queste cose. Per questo ho tirato la
manica a quel suo amico, Pietro, speravo che mi dicesse qualcosa di
più. Invece mi ha detto che non lo conosceva, che non lo aveva mai
visto ed è scappato. Gli sono andata dietro di nascosto, l’ho visto:
appena fuori dal portone si è appoggiato al muro ed è scoppiato in
singhiozzi. Tutti
piangono stasera e nessuno mi dice nulla. Ma io non ho più voglia di
vivere così. Mi alzerò e, quando lo porteranno fuori, io seguirò quel
Gesù e forse si accorgerà di me e mi dirà: «Donna, hai sofferto molto,
hai atteso molto, ma adesso io sono venuto anche per te». Sostiamo,
pregando oggi, in comunione con ogni donna non amata, usata,
violentata; con ogni donna di cui viene violata la dignità. Dio dell’amore e Signore della tenerezza, abbracciaci con la delicata forza della misericordia, facci gustare la gioia intima e profonda della gratuità di chi ama, donando la vita. (fonte: Canta la vita) -------------------------------------------- ...
(fonte: Canta la vita)Strade di Gerusalemme. Gesù è condotto verso il luogo detto del Cranio che in ebraico si chiama Golgota. Donne Più
tardi avremo tempo di piangere per noi e per i nostri figli. Adesso
vogliamo solo accompagnare il tuo corpo là dove verrà distrutto,
piangere la dolce forma di uomo che scomparirà per sempre. Non vietarci
di piangerti mentre la tua pelle viene lacerata e le tue ossa percosse,
mentre la tua cara immagine sparisce sotto il sangue. Veronica Ho
voluto asciugare il tuo volto, come si fa con un bambino che torna a
casa la sera, sudato, dopo aver giocato sotto il sole. Questo è tutto.
Dimenticatemi pure, che importa? Il mio fazzoletto macchiato di sangue,
l’avete ritenuto sconveniente. Io volevo soltanto recargli sollievo,
togliergli tutto quel sangue dagli occhi perché non inciampasse e
cadesse sotto il peso di quella trave… Cancellatemi pure dal vostro
ricordo, la mia ricompensa l’ho già avuta: dietro quel velo per la
prima e l’ultima volta ho incontrato il suo sguardo. Sostiamo, pregando oggi, in comunione con ogni madre che accompagna un figlio nella sofferenza, nella malattia, nella morte. Signore Gesù, anche oggi ci sono Golgota da raggiungere, sotto il peso di un’impotenza che ci dilania l’anima; figli consegnati a una croce che non possiamo far nostra. Uomo della croce, il tuo Spirito sostenga ogni passo e custodisca ogni lacrima. Amen -------------------------------------------- ... Una
sala dove consumare la cena, in una Gerusalemme addobbata a festa. Gesù
è con i suoi, è Pasqua; e quella cena non è una cena qualunque. E’ il
ricordo del passaggio… di una notte di salvezza e di liberazione.
Donne
Dicono
tutti che noi non c’eravamo. La nostra presenza, più che la nostra
assenza, oggi sarebbe un dettaglio troppo scomodo da accettare. Lui, in
fondo aveva fatto quello che spettava a noi, quello che noi eravamo
abituate a fare: lavare i piedi.
Nessuno
si sarebbe stupito, nessuno lo avrebbe ricordato se al suo posto ci
fosse stata una donna. Ma quella sera lui, incurante della nostra
presenza, non aveva tentennato, non voleva il nostro aiuto, non aveva
bisogno di chi lo servisse. Senza grandi gesti, ma deciso, aveva preso
un catino e, piegandosi, aveva cominciato a lavare i piedi. Il maestro
era piegato, davanti a noi, come l’ultimo degli schiavi, come il più
umile tra i servi.
La madre di Gesù
“Lo
chiamerai Gesù, sarà grande e chiamato figlio dell’Altissimo”… quanto
sono lontane le parole di quell’angelo. Lo vedo piegato, come sotto un
grande peso… cosa c’è di grande in tutto questo? Un servo, un umile
servo che accarezza ciò che un uomo ha di più impuro e sporco. Era
questo ciò che quel corpo di figlio doveva diventare? Questo aveva in
mente quando, nella cena, ha offerto se stesso, ha dato il suo corpo,
la sua vita, come pane da spezzare e mangiare?
Fatelo!
Voi che lo seguite, fate quello che vi dice: “Prendete e mangiate,
spezzate e nutritevi del suo corpo, della sua vita, di ogni sua parola,
per essere come lui spezzati per amore”. Esistono anche per voi
cenacoli in cui entrare, momenti in cui consegnarsi come dono,
situazioni in cui piegarsi, amando ogni fragilità.
Sostiamo,
pregando oggi, in comunione con le donne che portano la speranza in
situazioni di morte, che vivono la vita come dono, che offrono se
stesse per generare amore, che con coraggio fanno vivere la vita.
Preghiera
Il nostro corpo, Signore, è fatto per spezzarsi,
per essere attraversato dalla vita,
per vivere e far vivere.
Portaci nel cenacolo della tenerezza,
dove Dio si è chinato davanti all’uomo
e insegnaci la forza rivoluzionaria dell’amore
che gratuitamente riceve e gratuitamente dà.
(fonte: Canta la vita)
-------------------------------------------- ... La
cima di un monticello, poco fuori Gerusalemme. Tre croci da cui pendono
i corpi dei condannati. Poca gente ai piedi delle croci: qualche
soldato, le donne.
Donne
Ci
hai guardato e hai visto la desolazione di tua madre e le hai indicato
un nuovo figlio. Lei, tacendo, ti ha seguito dalla stalla di Bethlem
fino alla croce del Golgota. Nessuno dice addio a chi ama.
Anche di fronte alla morte non c’era bisogno che vi diceste nulla.
La madre di Giacomo e Giovanni
Uno
a destra, l’altro a sinistra. Da quelle croci è come se vedessi pendere
i corpi dei miei figli. Ricordo il giorno, sulla strada di Gerusalemme,
quando ti chiesi che così, uno alla tua destra, l’altro alla tua
sinistra stessero i miei figli nel tuo regno e tu mi hai guardato con
immensa tristezza e mi hai risposto che non sapevo ciò che domandavo.
Era dunque questo monte e queste croci che vedevi davanti ai tuoi
occhi? Era dunque questo il calice che dicevi di dover bere?
Sostiamo,
pregando oggi, in comunione con le madri che ricevono, tra le braccia,
i corpi dei figli detenuti, uccisi per violenze, tortura, pena capitale.
Preghiera
Sappiamo avvolgere il neonato nelle fasce
come avvolgere nel sudario il corpo di un adulto.
La nascita e la morte, tutto passa tra le nostre mani.
Apriamo e chiudiamo ogni storia.
Più tardi porteremo aromi e profumi.
Stasera basteranno i fiori di questo giardino
e le nostre lacrime.
-------------------------------------------- “Se
mi capitasse un giorno di essere vittima del terrorismo … vorrei che la
mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia
vita era donata a Dio e all’Algeria”. E’ il testamento spirituale di
padre Christian de Chergé, uno dei sette monaci trappisti assassinati
20 anni fa dai fondamentalisti islamici del Gia. I sette monaci furono
sequestrati nel loro monastero a Thibirine nella notte tra il 26 e il
27 marzo del 1996 e successivamente barbaramente uccisi.
RADIO VATICANA: 20 anni fa il massacro dei trappisti di Thibirine: il ricordo dell'abate Eamon---------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Domani, 21 marzo 2016 - "Libera è a Messina perché..." - Memoria ed
Impegno - don Luigi Ciotti - XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno
in ricordo delle vittime innocenti delle mafie
"“Veniamo a Messina innanzitutto per un segno di affetto e di riconoscenza a questa terra ed alla sua gente. La prima ragione è sempre un segno di riconoscenza a quanti sono impegnati. In un paese come l'Italia in cui rischiamo di vedere solo le cose che non vanno, le cose negative, di etichettarle solo in un certo modo, la vostra presenza è un segno di grande positività. E voi vi meritate che l'Italia sappia la bellezza di quanti scelgono di stare dall'altra parte, quella giusta. Ognuno con i suoi limiti ma anche con la sua passione. Un'Italia che deve conoscere le cose belle, di questa terra meravigliosa” Leggi il programma: http://www.memoriaeimpegno.it/il-programma-delle-giornate-a-messina-e-i-seminari-tematici/ videoMemoria e impegno. Combattere ovunque illegalità e corruzione
ADESSO TOCCA A NOI! a ognuno di noi perché la memoria collettiva diventi impegno quotidiano dei singoli, perché la battaglia iniziata da quelle 900 vittime continui nelle azioni di chi non le ha conosciute! L'Italia, da Nord a Sud, ricorda la 900 vittime innocenti della mafia in occasione della XXI Giornata a loro dedicata. Oltre 350mila persone si sono ritrovate in piazza in diverse città d'Italia per l'iniziativa nazionale organizzata da Libera. In programma appuntamenti in oltre 2mila luoghi: scuole, fabbriche carceri, parrocchie. Libera ha scelto Messina come "capitale" di questa giornata. "Abbiamo voluto chiamare questo momento 'ponti di memoria e luoghi di impegno' - ha detto don Ciotti - perché per la prima volta a Messina e in altri 2mila luoghi in contemporanea in Italia il popolo di Libera è sceso in piazza. La mafia è molto forte e in un momento di grande crisi economica e finanziaria loro hanno tanto, tanto denaro che riciclano e rinvestono... " videoMONS. RASPANTI: DON LUIGI CIOTTI UN UOMO DI DIO CORAGGIOSO ... A volte ci sono uomini di Chiesa che sono coraggiosi e che sentono nel cuore l'appello di Dio a prendersi cura di alcuni danni e ferite dell'umanità e allora partono, partono con il coraggio di uomini semplici, ma che hanno nel cuore la forza di nostro Signore. Don Luigi è uno di questi! (Mons. Antonino Raspanti, Vescovo di Acireale e Amministratore Apostolico della Diocesi di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela) video--------------------------------------------------------------- Oltre 350mila, in tutta Italia, i partecipanti che hanno aderito all'iniziativa di Libera
Il video integrale dal palco di Messina ANTIMAFIADUEMILA: ''Libertà, giustizia, verità, impegno''. L'urlo di don Ciotti nel nome delle vittime di mafia
--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Dobbiamo
confessarlo: ciò che di Gesù ancora oggi scandalizza non sono le sue
parole di giudizio, le sue parole severe, a volte dure; non scandalizza
neppure il suo operare, perché si riconosce il suo “fare il bene” (cfr.
Mc 7,37; At 10,38). No, ciò che scandalizza è la misericordia,
interpretata da Gesù in un modo che è all’opposto di quello pensato
dagli uomini religiosi, da noi! A volte sembra che la misericordia sia
invocata da Dio, sia augurata e facile da mettersi in atto, e invece —
dobbiamo riconoscerlo umilmente — in tutta la storia della chiesa la
misericordia ha scandalizzato, e per questo è stata poco esercitata.
Quasi sempre è apparso più attestato il ministero di condanna piuttosto
che quello della misericordia e della riconciliazione. Basterebbe
leggere la storia con attenzione, soprattutto quella dei concili, per
vedere con quale sicurezza lungo i secoli si è usata la parabola della
zizzania (cfr. Mt 13,24-30), pervertendola. In essa Gesù chiede di non
sradicare la zizzania, anche se minaccia il buon grano, e di attendere
la mietitura e il giudizio alla fine dei tempi. E invece nella chiesa
si è indicato il nemico, il diverso come zizzania, autorizzando il suo
sradicamento, fino alla sua condanna al rogo. O si guardi alle nostre
storie personali: quanto ci è difficile perdonare, fare concretamente
misericordia, lasciarci commuovere da chi è nel bisogno, fino a fare
per lui il bene, omettendo di compiere ciò che avevamo pensato contro
di lui...
Di
più, se è vero che la parola misericordia sembra indicare nella nostra
società un sentimento che manca di vigore e di verità — per questo si
arriva a dire: “La misericordia, troppo facile!” —, quando poi essa è
praticata in modo autentico, in realtà turba, desta obiezioni. Questo
perché la misericordia è temibile più della giustizia: “é un ripudio
del male in nome della condivisione di un amore”. Il messaggio della
misericordia scandalizza, non è capito da quanti si sentono giusti, in
pace con Dio (e per i quali Gesù non è venuto: cfr. Mc 2,17), mentre
invece è compreso e atteso da chi si sente nel peccato, bisognoso del
perdono di Dio. I credenti “religiosi” di ieri e di oggi hanno
difficoltà a sentirsi fratelli e sorelle dei peccatori, delle
peccatrici, perché nella loro vita non hanno commesso peccati “gravi”,
quindi si mettono dalla parte dei giusti, di quelli che possono
vantarsi di qualcosa presso il Signore: vantarsi di non aver sbagliato
gravemente. é stato così durante il ministero di Gesù, è stato così
nella storia della chiesa, è così ancora ai nostri giorni, quando siamo
interrogati da papa Francesco proprio sulla nostra capacità di
misericordia: misericordia della chiesa, misericordia di ognuno di noi
verso chi ha sbagliato o chi ha bisogno del nostro amore. Spesso siamo
disposti a fare misericordia se c’è stata punizione, castigo di chi ha
fatto il male (e diciamo che questa è giustizia!), se il peccatore è
stato sufficientemente umiliato e solo se chiede misericordia come un
mendicante. In ogni caso, stabiliamo dei precisi confini alla
misericordia, perché pensiamo che certi errori, certi sbagli, certe
scelte avvenute nel male e non più riparabili debbano essere punite per
sempre dalla disciplina ecclesiastica: per alcuni errori dai quali non
si può tornare indietro non c’è misericordia, dunque la misericordia
non è infinita, ma può essere concessa solo a precise condizioni...
Ecco il nostro tradimento del Vangelo, ecco come la misericordia ci scandalizza.
...
"Delitto e castigo. La tentazione di noi credenti" di Enzo Bianchi-------------------------------------- "La passione è la morte
di Gesù - ha detto il Cardinale Montenegro - è una storia che continua
e visibilmente commosso ha detto "non potevamo avere conclusione più
triste di quella che abbiamo avuto, vedendo quell'uomo infagottato
fuori dalla Chiesa che viene che gli venga riconosciuta la sua dignità"
(il riferimento è agli operatori ecologici che da mesi ormai protestano
davanti il Municipio per essere rimasti esclusi dal bando n.d.r.) .
Come lui - ha proseguito il card. Montenegro - tanti altri, tante
famiglie che soffrono, tanta gente che chiede di essere rispettata e
riconosciuta". E rivolto ai presenti ha proseguito "quelle vite ci
appartengono, non possiamo andare diritti perché il Cristo continua a
soffrire...
L'AMICO DEL POPOLO: Il pianto del Cardinale: "riconosciamo Cristo crocifisso nel fratello bisognoso" (testo+ video)---------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 20/03/2016:
|
|||||||||||||||||||||||||||||
|
Sei
interessato a
ricevere la nostra newsletter
ma non sei iscritto ? Iscriversi è facile e gratuito. ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER riceverai la newsletter di
"TEMPO PERSO", ogni settimana, direttamente nella
casella di posta elettronica.
|
|
L’elenco
delle precedenti newsletter:
|
||
2016
|
||
n. 1 dell'8 gennaio 2016 n. 4 del 29 gennaio 2016 n. 7 del 26 febbraio 2016 n. 10 del 18 marzo 2016 |
n. 2 del 15 gennaio 2016 n. 5 del 5 febbraio 2016 n. 8 del 4 marzo 2016 |
n. 3 del 22 gennaio 2016 n. 6 del 19 febbraio 2016 n. 9 dell'11 marzo 2016 |
| SPECIALI di TEMPO PERSO |
||
|
Anniversario Pontificato Francesco |
|
|
AVVISI:
1) La newsletter è settimanale;
2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:
http://digilander.libero.it/tempo_perso_2/la_lectio_del_Vangelo_della_domenica.htm
3) Il servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina
http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm