"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
|
NEWSLETTER n°10 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 12 al 18 marzo 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 25 marzo 2016
|
|
|||||||||||||||||||||||||||
|
|
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il
2 settembre del 2015, la foto del piccolo Aylan Kurdi riverso senza
vita su una spiaggia turca, indignò il mondo intero, e spinse le
autorità europee a mobilitarsi per dare una soluzione alla crisi dei
migranti. Il 12 marzo del 2016, la crisi dei migranti naturalmente è
lungi dall’essere risolta, per effetto dell’egoismo nazionale di molti
stati europei, che non vogliono ospitare i rifugiati siriani, afghani e
iracheni, e che chiudono le frontiere. Così, la frontiera tra la Grecia
e la Macedonia è chiusa su disposizione delle autorità di Skopje, la
capitale macedone, con la conseguenza di una tendopoli a Idomeni che
ospita più di tredicimila profughi disperati. Ed è proprio a Idomeni
che è stata scattata la foto che ha finalmente rimesso in movimento la
coscienza europea. Questa volta, è la foto di un bambino appena nato,
che viene amorevolmente lavato da due adulti. È la metafora
dell’attaccamento alla vita, nonostante le penose e disumane condizioni
in cui sono costretti i profughi.
La
foto del neonato sta facendo il giro del mondo, e ha costretto il
ministro greco per i rifugiati a ordinare lo spostamento dei profughi
dallo squallido campo sulla frontiera macedone entro una settimana. Il
neonato che viene lavato poco fuori di una tenda già piena di gente, e
nel fango, è davvero l’immagine simbolica di una condizione umana
deteriorata, spinta fino all’orlo dell’inumanità, anche quando viene
data al mondo una nuova vita. Quella semplice bottiglia d’acqua fredda
con la quale il nascituro viene pulito e lavato è l’emblema della
sconfitta della civiltà europea, che non sa neppure rispondere al
diritto di una madre, da qualunque parte del mondo arrivi, di partorire
in condizione di sicurezza, e al diritto di un bambino di venire al
mondo in ospedale, accudito e curato da medici, lavato con acqua calda
e vestito. In quella foto c’è tutta la crisi della civiltà europea,
come c’era nella foto che ritraeva il piccolo Aylan Kurdi, tradito
dall’occidente nella sua speranza di raggiungere un porto sicuro.
...
Idomeni, Grecia. La foto di un neonato indigna il mondo e costringe le autorità greche a fornire condizioni umane ai rifugiatiQuel bambino nato nel fango
ai piedi del nuovo muro
Il parto nella tendopoli di Idomeni
di Melania Mazzucco
Tu
devi vivere. Per te, minuscola creatura senza nome venuta al mondo
sotto un cielo di pioggia, su un materasso di fango. Ma anche per noi,
che ti guardiamo inteneriti e ipocriti - disposti a piangerti morto e
però non disposti ad accoglierti vivo. Sei l'ennesimo: un numero di
troppo, in una somma con tanti zeri.
Se
l'acqua con cui ti hanno lavato non sarà stata troppo fredda, se i
microbi e i batteri che proliferano nella fetida melma pestata da
scarpe esauste non infetteranno la ferita del cordone ombelicale,
allora anche per noi ci sarà perdono.
Un
giorno saprai dove, come e perché ti è stato tolto tutto, anche il
diritto di appartenere, nei tuoi primi istanti, a chi ti ha generato.
Invece il mondo intero ti ha visto nudo, inerme, poco più grande della
mano che ti sostiene. Se resterai in questo continente, ci incontrerai
a scuola, all'università, al lavoro e non potrai non chiederti
dov'eravamo, mentre tua madre incinta attraversava il mare bellissimo
in cui noi ci facevamo il bagno, o camminava sotto la pioggia ai
margini di una strada che non doveva condurre a nulla. E perché nessuno
le ha trovato un tetto, o un letto - nemmeno a lei, che degli ultimi
era nella condizione di essere l'ultima. Guardando il genitore di un
tuo compagno, o il tuo datore di lavoro, ti chiederai se è stato tra
quelli che ritenevano tua madre una minaccia alla sua identità, alla
sua religione o alla sua opulenza. Se è stato uno di quelli che
distingueva i suoi bisogni in base alla presunta sicurezza della
regione da cui era partita, e classificava i suoi compagni di viaggio
tra aventi diritto e non aventi. O se è stato invece uno di quelli che
ti hanno aiutato - dandole qualcosa da mangiare, o un passaggio, o
anche solo la tenda in cui sei nato. Che in verità costa molto poco,
sai, e i giovani di questo continente non la usano più nemmeno per
andare in vacanza. Misero aiuto, potrai pensare - perché ciò che mia
madre chiedeva non era cibo né tenda, benché ovviamente avesse bisogno
anche di quelli, ma era ciò che voi considerate tutto. La dignità di
essere riconosciuta come un essere umano, e il diritto di sognare un
futuro per sé e per te. Che poi è l'unica ragione che muove il mondo, e
lo rinnova.
...
Se
un giorno, in Germania, in Svezia, in Danimarca mi incontrerai,
chiedimi dov'ero il 12 marzo del 2016. Ti ho visto nascere, ti dirò, ti
ho augurato di vivere, ho scritto di te. Tu mi dirai: non era
abbastanza. Ma ci vorranno anni. E io ho ancora modo di dimostrarti che
ti considero più prezioso della plastica che ti circonda, che sei tu il
futuro mio e dell'unione di nazioni e popoli di cui vorrei essere
orgogliosa di fare parte. Di dimostrarti che ti ho riconosciuto.
(fonte: Repubblica 13/03/2016)
Vedi anche i nostri post precedenti:
-------------------------------------- "Vedere
gli stranieri derelitti, coi bambini in spalla, e i poveri bagagli,
arrancare verso i porti e le coste in cerca di trasporto". Sembra
una descrizione attuale del dramma dei rifugiati. E' invece un'accorata
difesa dei diritti di chi fugge da fame, guerre e persecuzioni scritta
più di 400 anni fa da William Shakespeare,
... Rileggendo
quelle parole oggi, però, è impossibile non pensare ai migranti che
dalla Siria e dal Nord Africa rischiano le loro vite per raggiungere
l’Europa. William
Shakespeare tenta, nelle sue pagine, di creare una certa empatia tra il
suo pubblico e gli stranieri. Chiede agli spettatori di immaginare se
stessi nella situazione di queste persone. "Se il Re vi bandisse
dall’Inghilterra dov’è che andreste?", chiede il poeta. "Che sia in
Francia o Fiandra, in qualsiasi provincia germanica, in Spagna o
Portogallo, anzi, ovunque non rassomigli all'Inghilterra, orbene, vi
troverete per forza a essere degli stranieri".
E poi continua, rivolgendosi ancora a chi attacca i migranti: "Vi
piacerebbe allora trovare una nazione d'indole così barbara che, in
un'esplosione di violenza e di odio, non vi conceda un posto sulla
terra, affili i suoi detestabili coltelli contro le vostre gole, vi
scacciasse come cani, quasi non foste figli e opera di Dio, o che gli
elementi non siano tutti appropriati al vostro benessere, ma
appartenessero solo a loro? Che ne pensereste di essere trattati così?
Questo è ciò che provano gli stranieri. Questa è la vostra disumanità".
È
incredibile accorgersi che un testo scritto 400 anni fa possa essere
tanto attuale, ma queste parole confermano l'immortalità di William
Shakespeare. Il poeta inglese parlò di sentimenti universali, in cui i
lettori possono riconoscersi a distanza di secoli: l'amore, l'odio, la
vendetta, la gelosia, la pietà. Il manoscritto di Sir Thomas More, che
sarà mostrato al pubblico il prossimo 15 aprile in occasione di una
mostra alla British Library dedicata a Shakespeare, è l’ennesimo
esempio di come la storia si ripeta: le migrazioni sono sempre
esistite, causando gli stessi sentimenti in ogni epoca.
(fonte: testo articolo a cura di Corinna Spirito, pubblicato in Repubblica 15/03/2016
immagini a cura dello staff di Quelli della Via)
------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Anche noi possiamo vivere a
volte una sorta di esilio, quando la solitudine, la sofferenza, la
morte ci fanno pensare di essere stati abbandonati da Dio. Quante volte
abbiamo sentito questa parola: “Dio si è dimenticato di me”: sono
persone che soffrono e si sentono abbandonate. E quanti nostri fratelli
invece stanno vivendo in questo tempo una reale e drammatica situazione
di esilio, lontani dalla loro patria, con negli occhi ancora le
macerie delle loro case, nel cuore la paura e spesso, purtroppo, il
dolore per la perdita di persone care! In questi casi uno può
chiedersi: dov’è Dio? Come è possibile che tanta sofferenza possa
abbattersi su uomini, donne e bambini innocenti? E quando cercano di
entrare in qualche altra parte gli chiudono la porta. E sono lì, al
confine perché tante porte e tanti cuori sono chiusi. I migranti di
oggi che soffrono il freddo, senza cibo e non possono entrare, non
sentono l’accoglienza. A me piace tanto sentire quando vedo le nazioni,
i governanti che aprono il cuore e aprono le porte!
Aprite le porte e i cuori ai migranti!!! (video)Un gruppo di associazioni
(Acli, Arci, Asgi, Caritas, Centro Astalli, Consiglio Italiano per i
Rifugiati, Medu, Oxfam e Senza Confine) ha lanciato un appello al
Presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché, in occasione del
Consiglio europeo sulla crisi migratoria del 17 e 18 marzo, si faccia
promotore di una politica in grado di mettere fine alla disastrosa
situazione umanitaria creatasi in Grecia e nei Balcani e di garantire
il diritto alla protezione internazionale sancito dalle normative
europee e dalla convenzione di Ginevra.
Migranti: per un'Europa dei diritti. Lettera a Renzi--------------------------------------------------------------- Sono 15mila i profughi ammassati in
condizioni disperate a Idomeni, in Grecia al confine con la Macedonia.
Ieri sera tutti hanno aspettato con ansia notizie da Bruxelles, dove
era in corso il vertice dei 28 leader Ue con il primo ministro
turco Ahmet Davutoglu. Ma oltre allo sconforto per il nulla di fatto, a
Idomeni è arrivata la pioggia. Le tende da campeggio si sono presto
allagate e i campi arati si sono trasformati in una trappola di fango.
IL FATTO QUOTIDIANO: Profughi a Idomeni: fame, fango, epidemie. Vita alle porte (chiuse) dell’Europa (testo+video)Papa Francesco: Respingere migranti è un crimine, è guerra, è violenza
... Idomeni è un inferno creato dall'egoismo e dalla burocrazia di una buona parte dell'Europa (in particolare da Nazioni che in passato sono state aiutate da altri Paesi), della politica e della geopolitica vigliacche che misurano il loro successo solo raccattando voti. Per anni molti politici europei, in nome di un ipocrita buon senso e di una sporca strumentalizzazione per guadagnare consensi facili, non solo non hanno educato l'opinione pubblica e i loro bacini elettorali, esercitando quel dovere di migliorare e arricchire le coscienze allo scopo di alzare il livello della qualità cittadina, ma hanno anche fatto il contrario: seminare paure irrazionali, criminalizzare come pericoli coloro che in realtà erano in pericolo, sciorinando cifre allarmistiche e previsioni false, nutrendo con la demagogia e le menzogne la pancia e le viscere di chi è incapace di guardare oltre il proprio ombelico... Luis Badilla: La Fortezza europea e il pantano di Idomeni ... "se questo è un uomo"“L’Europa può e deve fare di
più per proteggere la vita e la dignità di chi tra noi è più
vulnerabile”. È l’opinione della Commissione delle Chiese per
i migranti in Europa (Ccme), della Conferenza delle Chiese europee
(Kek), da Eurodiaconia, Ue-Cord e Act Alliance. Il testo vuole essere
un appello ai leader europei, che si sono riuniti ieri a Bruxelles per
affrontare il tema immigrazione.
ZENIT: Le Chiese cristiane chiedono all’Europa di accogliere gli immigrati A
proposito dell'inferno creato a Idomeni dai governi europei, che da
ieri per l'ennesima volta discutono su come rimediare alla
drammatica questione dei profughi e rifugiati, e degli appelli e
denunce di Papa Francesco, qualche sprovveduto e poco preparato insiste
nel dire che il Santo Padre esagera e cavalca un problema nuovo per il
quale non c'è stato tempo per organizzare una risposta adeguata.
Ciò non è affatto vero e quindi riteniamo opportuno un
piccolo promemoria, utile per chi è incline a dimenticare con
leggerezza e facilità.
Luis Badilla: Giovanni
Paolo II sull'accoglienza dei profughi: "Voglia il Signore Gesù, che ha
sperimentato la difficile vita del profugo, illuminare le menti di
coloro che reggono le sorti dei popoli"I cinque anni di guerra hanno
bruciato una generazione di siriani. 3 milioni di bambini da anni non
vanno a scuola e il 25% delle scuole è stato distrutto o occupato.
Fulvio Scaglione: SIRIA, LA GUERRA E LA GENERAZIONE PERDUTA--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Si chiama Hanan Al Hroub la vincitrice del premio “Insegnante mondiale 2016”. Ad annunciare il suo nome, domenica sera, è stato Papa Francesco, in un videomessaggio inviato al quarto Forum globale sull’educazione, svoltosi a Dubai, negli Emirati Arabi. videoL’evento,
sul tema “Una maggiore responsabilità collettiva per l’educazione
pubblica”, è stato organizzato dalla Fondazione Varkey, ente no-profit
nato per migliorare gli standard educativi dei minori disagiati nel
mondo.
“Artigiani di umanità, costruttori della pace e dell’incontro”: così Papa Francesco ha definito nel suo messaggio gli educatori...
È palestinese la prof più brava del mondo: il videomessaggio del Papa videoIl
Nobel dell’insegnamento. La Davos dell’educazione. Chiamatela come
volete, ma il senso è lo stesso. La Varkey Foundation ha annunciato per
il secondo anno di fila il vincitore del suo Global Teacher Prize. Anzi, la vincitrice: la palestinese Hanan Al Hroub, che porta a casa l’ambito premio di un milione di dollari. Cresciuta
in un campo profughi vicino a Betlemme, dove insegna, e dove conscia
dei drammi dei piccoli, si è specializzata nel supporto ai bambini
traumatizzati. ...
«Gli insegnanti possono cambiare il mondo», ha spiegato lei, dicendosi «orgogliosa di essere una insegnante, donna, palestinese, qui su questo palco».
...
Esclusa
dalla top 10, ma selezionata tra i 40 nomi migliori al mondo, proposti
alla commissione che ne ha vagliato le candidature, c’era anche
un’insegnante italiana, delle scuole medie di Spinaceto (in provincia
di Roma), Barbara Riccardi. Una super-prof, che già nel 2010 ha
ricevuto una medaglia al merito dal presidente della Repubblica per
aver organizzato campi estivi per bambini di famiglie svantaggiate.
Sulla scia di questa candidatura il ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini ha annunciato via
video la nascita di Premio nazionale degli insegnanti, con candidature
aperte in primavera e una commissione preposta a scegliere i 5
vincitori, che riceveranno un budget (50 mila euro al vincitore, 30
mila agli altri 4) da usare per realizzare progetti per le loro scuole. Nel frattempo, ecco i dieci migliori insegnanti al mondo, secondo la Varkey Foundation.
Nobel dell’insegnamento: la miglior maestra al mondo è palestinese-------------------------------------- ...
Impegnati, creativi,
volenterosi, solidali e molto spesso per le condizioni in cui lavorano
anche molto coraggiosi i finalisti del Global Techer
Prize (http://www.globalteacherprize.or/), hanno storie sono tutte
da scoprire, ciascuna con le proprie particolarità...
ANSA: Insegna la non violenza, è la migliore insegnante al mondo--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Contro la preparazione della guerra in Libia Comunicato stampa di Pax Christi Il Consiglio nazionale di Pax Christi, riunito a Firenze il 12-13 marzo scorso, ha condiviso la testimonianza del vescovo ausiliare Caldeo di Baghdad, mons. Shlemon Warduni, che
in diversi incontri ad Ambivere (Bg), Brescia, Trento, Bolzano e Novara
ha raccontato la sofferenza della sua gente e denunciato la follia
della guerra e i grandi interessi nella vendita di armi, anche da parte
dell’Occidente e dell’Italia a Paesi, come l’Arabia Saudita, che
sappiamo essere tra i primi sostenitori dell’Isis. La
guerra è un affare di armi, dietro i terroristi e le numerose bande
armate c’è una rete di giganteschi interessi e di enormi complicità. La
Libia è in guerra da anni: una guerra geopolitica ed economica promossa
da Francia, Gran Bretagna e Italia, con la supervisione strategica
degli Stati Uniti e la presenza della Nato, per il controllo delle
risorse e del “bottino libico” depositato nelle banche europee. Le
recenti dichiarazioni governative contrarie a un intervento militare
diretto possono aprire spiragli di luce, ma le condizioni di una guerra
in Libia, disastrosa per tutti, sono di fatto tutte operanti:
schieramento di forze, basi militari, droni a Sigonella, vendita di
armi, decretogovernativo sui corpi speciali, campagna mediatica negli
Stati Uniti e in Europa, aspirazioni egemoniche di molti Paesi in
contatto con bande armate locali… Ribadiamo ancora una volta la nostra opposizione a un intervento bellico in nome di: - una politica lungimirante attenta ai popoli dell’Africa e del Medio Oriente; - una “sicurezza comune” europea che non usi i migranti, vittime delle guerre da noi sostenute, per scatenare nuove guerre; - un’Europa unita e libera da logiche neocoloniali e da ossessioni nazionaliste escludenti; - una sovranità del diritto (ribadita anche da papa Francesco alle Nazioni Unite); - un ruolo centrale autonomo dell’ONU che non deve lasciare spazio ad altri organismi, ad alleanze equivoche o alla Nato. In
sintonia con le diverse manifestazioni italiane contro la guerra in
Libia (cui abbiamo aderito), chiediamo alla politica di operare nel
rispetto della Costituzione, ritenendo che l’impegno per la pace non
sia, come ha detto l’ex Presidente Giorgio Napolitano in Senato, un
“ingannare l’opinione pubblica e sollecitare un pacifismo di
vecchissimo stampo che non ha ragione di essere nel mondo di oggi”. Riteniamo
importante nello stesso tempo risvegliare la presenza attiva della
Chiesa italiana per il disarmo, la prevenzione delle guerre, la
formazione alla pace e alla nonviolenza,la promozione di gesti
significativi a favore di una comunità cristiana disarmata e disarmante. Firenze, 15 marzo 2016Intervista vescovo ausiliare Caldeo di Baghdad, mons. Shlemon Warduni
video Droni. Dalla Sicilia con Slancio di Antonio MazzeoVisita il sito ufficiale del movimento:
Pax Christi -------------------------------------- Non è l'ISLAM il nemico da battere ma l'ingiustizia
di Franco Cardini Siamo in guerra, si stanno ripetendo in molti: e quindi, à la guerre comme à la guerre .
Ma attenti perché, tanto per continuar con le espressioni francesi,
quella contro l’islamismo – che non è la fede islamica, bensì la sua
tragica caricatura in termini ideologici, un “ismo” (al pari del
fascismo o del comunismo) che tratta Dio e la religione come pretesti
per una politica di potenza – è sul serio una drôle de guerre ,
che qui in Europa va combattuta con gli strumenti e le risorse
dell’antiterrorismo, l’intelligence anzitutto, mentre nel Vicino
Oriente vuol vederci, per forza di cose, sul terreno in quanto là, a
differenza di qua, il nemico adesso rappresentato dall’Is (Daesh) vanta
una sovranità territoriale de facto che gli va strappata: il califfo
al-Baghdadi è un brigante che si comporta come se fosse un capo di
Stato e i suoi seguaci gli vanno sottratti uno ad uno o battendoli sul
campo o convincendoli ad abbandonare la sua causa e a passare alla
nostra. Perché questa è una guerra anche, anzi soprattutto, ideologica,
contromujahiddin (combattenti del jihad , dello “sforzo sulla via
gradita a Dio”) eforeign fighters (uomini o magari anche donne, spesso
giovani, che all’opulento vuoto di valori offerto loro dall’Occidente,
cui hanno voltato le spalle, hanno preferito il fiammeggiante e
sanguigno orizzonte del paradiso all’ombra delle spade).
Una
guerra dove non basta vincere, bensì occorre anche e soprattutto
convincere. Siamo davvero in guerra? Ma allora è indispensabile
cominciar col capire bene chi è il nemico e chi sono invece gli
alleati; e se tutti gli alleati sono davvero tali, e se tali sono tra
loro o fanno in qualche misura il doppio gioco. E allora attenzione.
Qui da noi, che cosa vuole il califfo che ci fa colpire dagli attentati
terroristici? Egli vuol costringerci ad abbandonare il ritmo della
nostra usuale vita civile, a vivere come talpe in un sistema di
“sicurezza” cioè di paura continua, a perder la testa per lo sgomento o
per la rabbia fino a commettere gesti inconsulti: che magari si
traducano in atti di guerra insensati, in una tempesta di fuoco che ci
abbatta sull’area conquistata dall’Is (Daesh) e che, più che i suoi
guerriglieri, stermini quegli innocenti iracheni e siriani che il
califfo-brigante tiene praticamente come ostaggi, che magari non lo
amano affatto ma che finiranno con il preferirlo ai “liberatori”
occidentali se questi ultimi colpiranno alla cieca ammazzando più loro
che non i miliziani, i politischen Soldaten di al-Baghdadi. Il quale di
una cosa ha soprattutto bisogno: di shuhadà , di “martiri della fede”
che dimostrino a tutto l’islam sunnita in via di proletarizzazione del
mondo che lui e solo lui è il rappre- sentante supremo della fede.
Per
affermare davvero quel che dice di essere, il “comandante dei
credenti”, il califfo deve farci paura a casa nostra fino a indurci a
perdere la testa e a rinunziare al nostro ordinario way of life e
magari agli stessi valori in cui crediamo, cedendo la nostra libertà in
cambio di uno straccio d’illusoria sicurezza in più; e a combatterlo
sul suo terreno, sull’area che ancora controlla nel Vicino Oriente,
ripetendo gli errori che già abbiamo commesso in Afghanistan e in Iraq
e alienandoci le popolazioni delle quali ha più o meno il controllo ma
sulle quali non esercita affatto un ampio e profondo consenso.
.... La
radice dei mali del mondo attuale, di questo lungo e tumultuoso momento
di passaggio – a dirla conZygmunt Bauman – dalla “Modernità solida” con
le sue granitiche, brutali certezze fondate sulla forza e sul profitto,
alla “Modernità liquida” con le sue incertezze e la sua febbrile
ricerca di un nuovo equilibrio, è la profonda ingiustizia nella quale
l’umanità sta affondando, l’abissale sperequazione che la domina e che
ormai l’informazione globalizzata sta rendendo nota a tutti nella sua
insensata insostenibilità.
È il mondo delle oscene, insopportabili disuguaglianze lucidamente denunziate nell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, la Mater terribilis,
ancora e sempre mostruosamente feconda, dei mostri che stiamo
affrontando e che dovremo nell’immediato futuro affrontare. Non è
l’islam che ci minaccia, nonostante l’indubbia componente guerriera e
perfino violenta della sua cultura che è però, appunto, una componente.
E nemmeno il suo perfido e ridicolo succedaneo ch’è l’islamismo. È
contro l’ingiusto assetto del mondo, contro l’assurdo squilibrio di
un’umanità divisa fra pochissimi troppo ricchi e una sterminata
moltitudine di troppo poveri, che è necessario volgerci. Quello è il
nemico da battere.
Non è l'ISLAM il nemico da battere ma l'ingiustizia di Franco Cardini-------------------------------------- In strada per la morte del figlio
A Santa Marta il Pontefice ha ricordato la scomparsa del polacco che viveva in via della Conciliazione. «È spirato senza neanche un’ultima carezza. In piena Roma» Rinaldo Frignani: Boris, il clochard ricordato dal PapaUna multa a chi fa un gesto di carità
verso il prossimo. Il Comune di Bordighera vara una misura che sconfina
nell'assurdo: sanzionare chi fa elemosina agli accattoni sperando così
di debellare il fenomeno. Magari facendolo semplicemente traslocare nei
paesi accanto. Lo ha deciso l'amministrazione guidata dal sindaco
Giacomo Pallanca, indipendente sostenuto dal centrodestra e di certo la
sua iniziativa sarà destinata a sollevare parecchie polemiche. In vista
delle vacanze pasquali e della stagione estiva, quando i luoghi del
comune della riviera del Ponente ligure torneranno ad essere
frequentati da tanti turisti, il primo cittadino ha pensato a una
delibera per "stroncare" il fenomeno dei mendicanti con una scelta
radicale sperando così di trasformare la cittadina in un'oasi felice
per i turisti e per i commercianti. Pallanca Si è difeso sostenendo di
aver ricevuto numerose lamentele dai cittadini infastiditi dal fatto di
essere avvicinati da accattoni.
AVVENIRE: Bordighera, multa a chi fa l'elemosinaNell'ultimo anno è triplicato
il numero di minori non accompagnati che hanno varcato le frontiere
dell'Ue, come rivela il rapporto Summit. Hanno gli stessi diritti degli
altri piccoli, ma di fatto, come certificano gli organi di polizia, di
tantissimi si perdono le tracce, diventando così preda di sfruttatori a
fini sessuali o economici.
Eugenio Arcidiacono: QUEI 10 MILA BAMBINI DI "SERIE B" SCOMPARSI NEL NULLAPresentato il
Report 2015 di Meter. Oltre un milione le foto e 76.200 i video
segnalati, quasi 10mila i siti denunciati, 700mila i minori coinvolti,
anche neonati. Il buco nero del deep web e la denuncia di don Fortunato
Di Noto: contro pedofilia e pedopornografia si sta facendo ancora poco.
Un appello ai genitori e un decalogo per i ragazzi
Giovanna Pasqualin Traversa: Rapporto Meter 2015: oltre 1 milione di foto e video, anche di neonati. E la nuova frontiera è il deep webLa
legge 184/83 non è da buttare perché contiene tutta una serie di
equilibri che salvaguardano il primato del minore. Certamente, ci sono
dei miglioramenti da attuare, ma sempre nell'ottica che non esiste un
diritto ad avere un figlio, da parte di chiunque (coppie eterosessuali
coniugate, conviventi etero o omosessuali, singoli), ma solo il diritto
del minore a essere adottato. I pareri di Donata Micucci (Anfaa), Marco
Griffini (Aibi), Andrea Turatti (Famiglie nuove), Alberto Pezzi
(Famiglie per l’accoglienza), Daniela Bertolusso (Amici di Don Bosco
onlus)
Gigliola Alfaro: Adozioni: in una nuova legge sempre il bambino al centroBambini
al cinema con i pullman dell’Esercito italiano. Succede a Castelletto
Sopra Ticino, piccolo centro sul versante novarese del lago Maggiore,
dove l’amministrazione comunale ha sottoscritto un accordo con la
caserma “Babini” di Bellinzago che prevede «il supporto dei militari
per alcune iniziative di pubblica utilità», fra cui il trasporto dei
bambini delle scuole. E così, lo scorso 2 marzo, i pullman
verde-militare del Reggimento gestione aree di transito di Bellinzago
hanno prelevato i 700 bambini delle scuole materne ed elementari di
Castelletto e li hanno portati al cinema. Ma c’è stato anche il tempo
perché alcuni ufficiali tenessero una breve lezione sulla Prima Guerra
mondiale, nel suo centenario.
Luca Kocci: Propaganda di guerra: Pax Christi denuncia il matrimonio tra scuola e forze armate... Diamo allora agli
insegnanti la possibilità di educare alla pace, con strumenti di pace.
La prima guerra mondiale fu definita da papa Benedetto XV
“un’inutile strage” (1 agosto 1917). Pax Christi ad esempio cura
un sito, interessante da visitare http://www.inutilestrage.it e promuove anche una campagna “Scuole smilitarizzate”. Siamo alla vigilia di una nuova guerra dell’Italia in Libia: dopo il 1911, il 2011, e sarebbe la terza! Vogliamo parlarne? Io sono disponbile.
Qui invece si comincia a portare i bambini al cinema, poi magari anche a visitare la base di Cameri (Novara), a vedere da vicino quei gioiellini di aerei da guerra… E si coinvolgono anche le famiglie. Questa è cultura… di guerra. Questa è propaganda di guerra! Renato Sacco: Quando l’esercito entra a scuola---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Gesù non si ferma mai.. Tutti i cristiani sono chiamati... "Va e d'ora in poi non peccare più"... Come il peccato è povertà d'amore... Cristo ha segnato la storia... Il crocifisso non è un ornamento... Essere liberi non significa nient'altro che... Chi volge le spalle al sole... Solo con il cuore arrivi...--------------------------------------------------------------- ENZO BIANCHI "Neanche io ti condanno" Lectio divina Gv 8, 1-11
--------------------------------------------------------------- Questa
mattina, alle ore 10, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico
Vaticano, durante la celebrazione dell’Ora Terza, il Santo Padre
Francesco ha tenuto il Concistoro Ordinario Pubblico nel corso del
quale ha decretato che la Beata TERESA DI CALCUTTA (al secolo: Agnese
Gonxha Bojaxhiu) sia iscritta nell’Albo dei Santi domenica 4 settembre
2016.
Madre Teresa di Calcutta sarà iscritta...Dopo l'annuncio
della data di Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, che verrà
elevata all'onore degli altari il 4 settembre prossimo riproponiamo i
nostri post:
Madre Teresa di Calcutta... Santa!
Ricordando il discorso di Madre Teresa per l'assegnazione del premio Nobel per la pace...--------------------------------------------------------------- I nostri auguri e il nostro pensiero a Don Tonino sempre vivo nei nostri cuori!!!
Auguri!!!Don Tonino Bello è nato il 18
marzo 1935 oggi vogliamo riproporre le immagini del suo ultimo
compleanno... è il nostro modo di ricordarlo e di esprimere tutta la
nostra stima, il nostro affetto e la nostra riconoscenza per tutto
quello che continua a donarci!
Auguri don Tonino!Il Servo di Dio don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta, irriducibile difensore della pace e dell'umano, è nato il 18 Marzo 1935
Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza... Il genere umano è chiamato a vivere sulla terra...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Intenzione di preghiera
di Papa Francesco
per il mese di Marzo 2016
È dedicata alle famiglie in difficoltà l’intenzione universale di preghiera di Papa Francesco per il mese di marzo.
“La
famiglia è uno dei beni più preziosi dell'umanità, ma non è forse anche
uno dei più vulnerabili? Quando una famiglia non è protetta e ha
difficoltà di tipo economico, per la salute o di qualsiasi altro tipo,
i bambini crescono in circostanze difficili.
Voglio
condividere con voi e con Gesù la mia intenzione per questo mese: che
le famiglie in situazioni difficili ricevano il sostegno necessario e i
bambini possano crescere in ambienti sani e sereni”.
VIDEOVedi anche i nostri post precedenti:
-------------------------------------- Mercoledì delle Ceneri 10 febbraio 2016
Papa
Francesco ha inaugurato nel Mercoledì delle Ceneri, l`iniziativa
"KeepLent", promossa e organizzata dal Servizio per la Pastorale
Giovanile della Prelatura di Pompei (Italia) per annunciare il Vangelo
quaresimale attraverso i social network.
L’applicazione utilizzata da Pompei sarà Telegram, servizio di messaggistica istantanea.
La
modalità per iscriversi è la seguente: bisogna scaricare l’app Telegram
sul proprio smartphone; cercare il canale @PGPompei e unirsi. Ogni
mattina, gli iscritti riceveranno un messaggio con un versetto del
Vangelo del giorno, accompagnato da una nota audio di commento, della
durata di circa un minuto e 30 secondi.
La
riflessione sarà di volta in volta a cura di sacerdoti, catechisti,
educatori di Azione Cattolica, insegnanti di religione, responsabili di
movimenti e associazioni, membri dell’èquipe di Pastorale Giovanile e
del gruppo scout Agesci.
videoCari ragazzi,
Gesù
disse ai suoi discepoli "State attenti a non praticare la vostra
giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro" ... "Quando
fai l'elemosina non suonare la tromba davanti a te" ... "Il Padre tuo,
che vede nel segreto ti ricompenserà".
La parola di Dio ci da il giusto orientamento per vivere bene la Quaresima.
...Il nostro atteggiamento in questa Quaresima sia dunque di vivere nel segreto dove il Padre ci vede, ci ama, ci aspetta.
Certo, anche le cose esteriori sono importanti, ma dobbiamo sempre scegliere e viverle alla presenza di Dio.
Facciamo
nella preghiera, nella mortificazione, e nella carità fraterna quello
che possiamo, umilmente, davanti a Dio. Così saremo degni della
ricompensa di Dio Padre.
Buona Quaresima, la Madonna di Pompei vi accompagni e, per favore, pregate per me
-------------------------------------- TERESA D'AVILA, DONNA IN CAMMINO - HOREB n. 72 - 3/2015
TERESA D'AVILA, DONNA IN CAMMINO HOREB n. 72 - 3/2015 TRACCE DI SPIRITUALITÀ A CURA DEI CARMELITANI E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
--------------------------------------- 'Un cuore che ascolta - lev shomea' Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della domenica di Santino Coppolino Vangelo: Gv 8,1-11
Pericope
molto controversa, rifiutata o addirittura tolta dai codici antichi,
almeno fino al terzo secolo, come testimonia Sant'Agostino nel suo "De Coniugiis Adulterinis".
Sono solo undici pericolosissimi versetti, che mettono in crisi le
prime comunità cristiane, che non comprendono e non accettano il
comportamento di Gesù. Il facile perdono concesso all'adultera, senza
almeno pretendere il suo pentimento è assolutamente intollerabile
perché mette a rischio la sempre fragile stabilità coniugale.
Il
tema della misericordia, già presente e fondamentale nella Torah, in
Gesù raggiunge la sua più alta espressione e questa pagina di Vangelo
ci permette di entrare in modo tanto semplice quanto profondo nel
mistero d'amore di un Dio che "
ha tanto amato il mondo da consegnare il suo Figlio unigenito, affinché
chiunque crede in lui non muoia ma abbia la Vita Eterna "3,16).
Riteniamo di venire perdonati perché ci pentiamo, ma in realtà possiamo
pentirci e cambiare vita perché, da sempre e comunque siamo perdonati.
Il Padre ci ama non perché siamo buoni (siamo suoi figli!), ma - semmai
- diventiamo buoni perché facciamo esperienza di quanto fin
dall'eternità Dio ci ama. Siamo chiamati allora a riconoscere nel volto
anonimo della donna, ed in quello terribilmente violento degli zelanti
custodi dell'ortodossia religiosa, il nostro volto di adulteri e di
omicidi.
...--------------------------------------- Un uomo di nome Giobbe/13 - Il dialogo, anche il più inaspettato,
aiuta a capire la vita e Dio
Il vero senso della sofferenza
di Luigino Bruni
Iob
dice che i buoni non vivono e che Dio li fa ingiustamente morire. Gli
amici di Iob dicono che i cattivi non vivono e che Dio li fa
giustamente morire. La verità è che tutti muoiono.
(Guido Ceronetti, Il libro di Giobbe) Giobbe
ha terminato i suoi discorsi. I suoi ‘amici’ lo hanno umiliato e
deluso, ma gli hanno anche consentito di trovare ragioni via via più
profonde della sua innocenza. Nei momenti di discernimento profondo
sulla giustizia della nostra vita e di quella del mondo, il dialogo è
strumento essenziale. Riusciamo a capire le domande più profonde sulla
nostra esistenza, a penetrare le profondità più buie della nostra
anima, solo in compagnia, dialogando. Anche quando gli interlocutori
non sono nostri amici, non ci capiscono e ci fanno male, la verità su
di noi emerge dialogando con altri umani, con Dio, con la natura. Le
solitudini sono buone solo quando rappresentano una pausa tra due
dialoghi. Per conoscere chi siamo veramente, per raggiungere gli angoli
più nascosti e veri del nostro cuore, c’è bisogno soprattutto di
parlare e di ascoltare. Nelle notti della vita è meglio essere
male-accompagnati che soli. ... La
sofferenza fa parte della condizione umana, è nostro pane quotidiano; e
se Elohim è il Dio della vita lo possiamo senz’altro trovare anche in
fondo alle sofferenze nostre e degli altri. Qualche volta la notte del
dolore consente di vedere stelle più lontane, e di sentire ‘abitato’ il
vuoto creato dalla sofferenza. L’incontro con la sofferenza ci può far
accedere a dimensioni più profonde della nostra vita, quando nella
nudità dell’esistenza possiamo incontrare un io più vero che ancora non
conoscevano. Altre volte, invece, la sofferenza peggiora le persone,
toglie la luce del giorno e non riusciamo più a vedere neanche il sole
a mezzodì. Troppi poveri sono schiacciati da sofferenze che non li
fanno più umani. I primi capitoli della Genesi ci dicono che la
sofferenza dell’Adam non era nel progetto originario di Dio, e che la
sua sorgente è esterna ad Elohim. La Bibbia sa che gli dei che si
nutrono della sofferenza degli uomini si chiamano idoli. Ma Elihu non
può usare il suo argomento per spiegare la sofferenza di Giobbe. Giobbe
è giusto e innocente, non si trovava né si trova in nessuna condizione
di peccato mortale da cui uscire grazie alla sofferenza. Allora pur
dovendo riconoscere il valore antropologico e spirituale che la
sofferenza qualche volta può produrre, nessuna lettura umanistica e
quindi vera della Bibbia può far di Dio la causa della sofferenza degli
uomini, tanto meno degli innocenti. Quale Dio può associare alla sua
azione la sofferenza dei bambini, l’annientamento dei poveri, l’urlo
dei tanti Giobbe della storia? E chi lo fa costruisce religioni
disumane e dèi troppo piccoli per essere all’altezza della parte
migliore di noi che continua a patire quando incontra la sofferenza
umana. Quale senso religioso avrebbe un mondo dove gli esseri umani
migliori combattono le sofferenze che Dio stesso procurerebbe? Nessuno.
I crocifissi senza resurrezione non salvano né gli uomini né Dio, e
chiunque cerchi di bloccare le religioni al venerdì santo sta impedendo
la fioritura degli uomini e di Dio. La solidarietà e la fraternità sono
nate e rinascono dalla nostra capacità di soffrire per la sofferenza
altrui, dalla nostra compassione per il dolore di ogni donna e di ogni
uomo. È questo Dio solidale che Giobbe cerca: un Dio che sia il primo a
soffrire per la sofferenza del mondo, il primo ad agire per ridurla
riscattando i poveri e le vittime. Il vero senso della sofferenza di Luigino Bruni (PDF)Leggi anche i post già pubblicati:
-------------------------------------------- "Mosè: la misericordia come solidarietà con il popolo" a cura di p. Alberto Neglia (VIDEO INTEGRALE) "Mosè: la misericordia come solidarietà con il popolo" p. Alberto Neglia, ocarm
(VIDEO INTEGRALE)
I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA – 2016 RIGENERATI NELLA SUA
GRANDE MISERICORDIA (1Pt 1,3)
promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
3 febbraio 2016 1. Se ci si lascia incontrare, visitare da Dio misericordioso si diventa misericordiosi La
figura di Mosè riveste un'importanza fondamentale nell'ambito della
tradizione ebraica; questa gli ha voluto attribuire tutti quei
caratteri che servono a ricondurre a lui l'origine dell'intera storia
del popolo nei suoi vari aspetti. In At 7,20-41 Stefano presenta la
vita di Mosè in tre tappe di quarant'anni ciascuna. Indicano tre grandi
periodi completi: 1° periodo At 7,20-22: Mosè è oggetto di una speciale provvidenza di Dio Alla
sua nascita viene definito "bello", aggettivo che non vuole indicare,
come oggi intendiamo, un aspetto fisico avvenente, ma è di ordine
teologico. Mosè è bello perché corrisponde al progetto creazionale di
Dio, il suo volto riflette lo splendore del Signore (Es 33,18-21) il
suo cuore manifesta la passione liberatrice di Dio. È
tenuto nascosto tre mesi, poi in un cestello è affidato alle acque. La
parola "cestello" (tebah) è la stessa usata per indicare l'arca che
salvò Noè dal diluvio. Già questa piccolissima arca mi sembra un segno
della misericordia-provvidenza di Dio. La figlia del faraone che lo
salva, è detta "donna di compassione" (Es 2,6). È interessante che nel
palazzo del faraone, dove si nutrono progetti di morte, c’è una
creatura che prova compassione. Lo assume come figlio e provvede alla
sua educazione per cui «venne istruito in tutta la sapienza degli
egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere» (At 7,22). ... Ogni
persona umana è depositaria di una vocazione che viene da Dio; ed ogni
vocazione ha sempre il significato di un impegno a vantaggio
dell'umanità: manifestare la misericordia di Dio. Di
fronte a Dio che lo chiama, Mosè, invecchiato e reso sapiente dalla
fatica della vita riesce soltanto a dire: «Chi sono io per andare?» (Es
3,11). Alla proposta di Dio obietta presentando la sua inutilità.
Sembra che la chiamata lo abbia come inchiodato all'evidenza della sua
inutilità. Dio gli risponde «Io sono con te» (Es 3,12). Ed è così che
la missione di Mosè acquista la sua reale portata: essa non è altro che
il frammento di un mistero in cui Dio stesso lo sta coinvolgendo, per
raccontare la sua misericordia. Mosè parte per vedere i fratelli (Es 4,18), in fondo si ripete il gesto di Es 2,11. Ma nella sostanza ora tutto è diverso. Adesso
sono i fratelli e Aronne che gli vengono incontro al monte di Dio (Es
4,27), con grande sorpresa, (la misericordia di Dio lo precede) e gli
danno il bacio della pace. In fondo Mosè ogni giorno nella sua
missione, scoprirà che è scavalcato dall'iniziativa di Dio, che lo
proviene. Per chi è veramente chiamato al servizio dei propri fratelli,
tutto accade come a gente sorpresa da un dono: il dono per Mosè è
Aronne collaboratore che gli consente di superare qualsiasi imbarazzo
(Es 4,16). Mosè non è più solo. La
collaborazione Mosè-Aronne porta frutti: il cap. 4 si chiude con una
constatazione meravigliosa e che Mosè non immaginava (cf. Es 4,1),
infatti "il popolo credette" (Es 4,31). ... VIDEOGuarda anche il post già pubblicato:
Il cammino del profeta Giona e l’amore di misericordia per i perduti - prima parte - (VIDEO INTEGRALE)-------------------------------------------- Gesù e la donna adultera "Solo uomini e donne liberati e perdonati
possono dare ai fratelli libertà e perdono"
di p. Ermes Ronchi
V DOMENICA di QUARESIMA - anno C ... Ecco la giustizia di Dio.
Gesù
è il giusto che non ci condanna, ma ci rende giusti; è venuto a portare
una rivoluzione, una trasformazione radicale nel rapporto tra Dio e
uomo e di conseguenza nel rapporto tra uomo e uomo...
...
Gesù ama i valori, ma più ancora le persone. Oggi si sente spesso
parlare di principi non negoziabili, ma il primo dei "principi non
negoziabili" sono le persone!
Per un Dio che è Padre non negoziabili sono i suoi figli!
... Ciò che sta dietro non importa, importa l'oggi e il domani. Tante
persone vivono come in un ergastolo interiore, schiacciate da sensi di
colpa per errori che hanno commesso... il bene possibile domani conta
di più del male presente oggi. Gesù apre le porte delle nostre prigioni
interiori e smonta i patiboli su cui spesso trasciniamo noi stessi e
gli altri. Lui sa bene che solo uomini e donne liberati e perdonati
possono dare libertà e perdono...
...
Estratto video di "Le radici della speranza" del 16/03/13
VIDEO-------------------------------------------- ... Gesù era un rabbi che amava i
banchetti, amava la tavola quale luogo eminente di incontro. Sapeva
bene, infatti, che a tavola si celebra la vita, l’amicizia, l’amore, e
lo si fa con pane, vino e olio, con la sapiente trasformazione dei beni
creati da Dio. Sapeva anche che la comunione della tavola ha un
significato simbolico ben più ampio della mera condivisione del cibo...
Enzo Bianchi: Le tavole di Gesù, da Cana a EmmausNessuna svolta ‘buonista’
“La ‘misericordia’ fa paura. Nella tradizione ebraica, anche a livello semantico, nell’albero delle manifestazioni divine è congiunta con la ‘forza’. In realtà, per essere misericordiosi ci vuole molto coraggio e rigore e Papa Francesco non sta chiedendo alla Chiesa una svolta buonista ma, come già diceva Giovanni XXIII aprendo il Concilio, un ritorno al cuore del Vangelo. E al cuore del Vangelo c’è il cuore, che deve essere capace di relazionarsi con gli altri cuori”. Ad affermarlo èfratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino della Koiononia della Visitation a Rhêmes-Notre-Dame (Valle d’Aosta), che prende spunto dagli ultimi giorni della Quaresima - di cui ha parlato nel libro ‘La Quaresima, un’occasione da non perdere’ (San Paolo) - per una riflessione a tutto campo sull’Anno Santo e il terzo anniversario del Pontificato. RADIO VATICANA: Giubileo, il "coraggio" della misericordiaCon un’udienza
concessa al segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin,
Papa Francesco ha approvato le nuove “Norme sull’amministrazione
dei beni delle Cause di beatificazione e canonizzazione”, abrogando
quelle precedenti approvate da san Giovanni Paolo II il 20 agosto 1983.
Le nuove norme, che verranno promulgate e pubblicate su “L’Osservatore
Romano”, entreranno in vigore “ad esperimentum” per tre anni.
SIR: Papa Francesco: nuove norme su amministrazione beni Cause di beatificazione e santificazione--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Il
card. Francesco Montenegro (presidente di Caritas Italiana e
arcivescovo di Agrigento) con 2.500 giovani volontari in servizio
civile all’udienza di Papa Francesco
Caritas Italiana: il 12 marzo 2.500 giovani volontari in servizio civile all’udienza di Papa Francesco---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)OREUNDICI
IL QUADERNO DI MARZO 2016
I VOLTI DELL'ISLAM
di Mario De Maio Papà,
io sono musulmana? Si, come i tuoi genitori. E sono anche araba? Si,
sei araba, anche se non parli questa lingua. Ma hai visto anche tu la
televisione: i musulmani sono cattivi, hanno ucciso molte persone; io
non voglio essere musulmana. Questa conversazione fra Tahar Ben Jelloun
e sua figlia, dieci anni, nasce di fronte alla televisione che spesso
ripete “i musulmani sono tutti cattivi”. Nel suo libro L’Islam spiegato
ai nostri figli (Bompiani, 2010), Ben Jelloun cerca di rispondere con
semplicità, ma rifuggendo ogni esemplificazione, alle domande
fondamentali sull’Islam. L’Islam, comparso nel VII secolo, è una
religione relativamente giovane. Ha solo 14 secoli, e attualmente è più
diffusa del cattolicesimo. Conta più di un miliardo e mezzo
di fedeli. Offriamo in questo quaderno alcuni spunti di riflessione e
di conoscenza su questa realtà difficile e a noi quasi sconosciuta, con
cui ci mettono in contatto i numerosi rifugiati che stanno invadendo
l’Europa. Mi vengono alla mente le esperienze di Charles De Foucauld
che già cento anni fa in Algeria, a Béni Abbès, si era confrontato con
i touareg, nomadi del deserto, musulmani, e quelle dei monaci trappisti
del monastero di Tibhirine, in Algeria. Con le loro testimonianze ci
hanno indicato i sentieri da percorrere. L’incontro tanto cercato con
“l’altro”, con il “totalmente altro” è stato da loro vissuto
fino in fondo, fino al dono della vita. Nel tentativo di una comune
ricerca di Dio hanno accolto e attraversato differenze che spesso
portano alla separazione, all’odio e alla violenza. La fiducia, l’amicizia, e i gesti quotidiani di condivisione e di reciproco rispetto, furono alla base delle loro relazioni. ... TESTIMONI: C. DE FOUCAULD IL MISTICO DEL DESERTO l’itinerario spirituale del “fratello universale” di Arturo Paoli Conobbi
da adolescente, quando si sogna di avventure, l'esistenza di Charles de
Foucauld attraverso la lettura della sua vita, scritta da René Bazin:
un'avventura che poteva attrarre i ragazzi sognatori, come me. Come
piccolo fratello del Vangelo, ripenso spesso a due persone che ho
conosciuto da vicino, e che sono all'origine della Fraternità: frère
Milad, maestro dei novizi, e Réné Voillaume, fondatore. A queste due
persone, molto diverse fra loro eppure armoniosamente unite nel dono di
sé al seguito del "mistico del deserto", devo la mia spiritualità. ... Réné Voillaume iniziò la
sua attività di Fondatore, avendo scoperto l'ultima mansione, come
Teresa d'Avila definisce le tappe della vita contemplativa, raggiunta
da colui che aveva vissuto la sua vita di convertito alla ricerca di
seguire il modello unico, il Signore Gesù. Aveva cercato Dio nella
Carne di Gesù, adorandolo lungamente e spesso dolorosamente, come se il
simbolo del Pane fosse come una porta che ostacolava la visione del suo
amatissimo Fratello Gesù. E, per un passaggio che appare logico,
semplice, questa umanità in cui scende il Padre, richiamato dal grido
della schiavitù umana, è il Corpo del Figlio dell'Uomo, è l'umanità che
Charles de Foucauld vide negli uomini prossimi a lui, gli arabi
Touareg. È come se quella porta, davanti alla quale si è fermato
implorando con il suo lamento finalmente si aprisse sugli altri, sui
fratelli. Dalla fraternità con l'Unico, il solitario passa alla
fraternità con gli altri, con i molti, con l'umanità, non come se fosse
su una scala sulla quale da un gradino si passa all'altro lasciando il
precedente, ma per estensione, per continuità, non lasciando l'Unico. E
la carne umana nell'Uno non ha bisogno di nulla, e fratello Charles non
sa più che fare per mostrare il suo desiderio di amore e la sua
impotenza lo fa uscire in una espressione ingenua e commovente, dicendo
che vorrebbe disperdersi come un profumo e avvolgere l'Amato come di
una carezza. Ora i fratelli sono lì con i loro bisogni reali, la loro
ostilità, ma anche con il loro desiderio nascosto di essere accolti da
un fratello che con loro si apre al vero senso del vivere: «Se non
mangerete la Carne del Figlio dell'Uomo non avrete la vita, non
scoprirete il vero senso del vivere» (Gv 6,53). I Touareg, quasi per un
simbolo che rimanda all'Eucarestia, velano il loro volto, e si coglie
in una lettera scritta dal Solitario di Tamanrasset, che spesso
manifestava nelle sue lettere alla cugina, una dolorosa attesa, un vero
squarcio di gioia: «Hanno cominciato a chiamarmi fratello». Da allora
si definerà il Fratello Universale. Ecco il senso semplice e vero di
tutta l'esistenza cristiana: il passaggio dall'hostis all'hospes.
Dall'hostis, l'altro dal volto chiuso, ostile, dietro il velo o
separato da una porta, all'hospes, ospite, accolto: ecco l'itinerario
spirituale che Charles de Foucauld ha aperto a chi si mette alla
ricerca delle sue tracce. Questo articolo di Arturo Paoli è stato pubblicato nel quaderno Ore undici del mese di giugno 2005. -------------------------------------- È stato pubblicato in rete il
racconto che le Missionarie della Carità hanno raccolto da suor
Sally, la superiora del convento di Aden, l’unica sopravvissuta al
massacro delle Missionarie della Carità avvenuto lo scorso 4 marzo in
Yemen. Nella stessa tragica circostanza, morirono altre 12 persone.
Ilaria Solaini: Yemen, il racconto della suora sopravvissutaSono 115 gli immigrati in attesa di un permesso di soggiorno ad oggi ospitati nell’hub di Agrate Brianza, in Lombardia. Per 92 di loro, sabato sera si apriranno le porte di 46 famiglie, che hanno aderito all’operazione "tavola condivisa" lanciata dal Comune e dalle tre parrocchie della comunità pastorale "casa di Betania".
Al Consiglio episcopale
permanente sono stati presentati “alcuni criteri essenziali, volti a
confermare e rafforzare ulteriormente la chiarezza e la trasparenza
nell’amministrazione dei beni della Chiesa”. È quanto si legge
nel comunicato finale del Consiglio permanente della Cei, diffuso
oggi. In particolare, per quanto concerne l’elargizione di contributi
con fondi provenienti dall’otto per mille, “oltre alla necessaria
corrispondenza con le finalità previste dalla Legge 222/85, si è
evidenziata l’importanza di acquisire il bilancio preventivo e
consuntivo della realtà richiedente, a comprova di solidità etica ed
economica; il piano di finanziamento e sostenibilità del progetto, per
il quale si chiede una compartecipazione economica dell’ente
beneficiato, al fine di sollecitarne l’iniziativa responsabile; la
necessaria rendicontazione, nonché una documentazione attestante che la
realtà destinataria del contributo ne abbia fatto conoscere la
provenienza”.
AVVENIRE: «Migranti, l'impegno della Chiesa»---------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 12/03/2016:
|
||||||||||||||||||||||||||||
|
Sei
interessato a
ricevere la nostra newsletter
ma non sei iscritto ? Iscriversi è facile e gratuito. ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER riceverai la newsletter di
"TEMPO PERSO", ogni settimana, direttamente nella
casella di posta elettronica.
|
|
L’elenco
delle precedenti newsletter:
|
||
2016
|
||
n. 1 dell'8 gennaio 2016 n. 4 del 29 gennaio 2016 n. 7 del 26 febbraio 2016 |
n. 2 del 15 gennaio 2016 n. 5 del 5 febbraio 2016 n. 8 del 4 marzo 2016 |
n. 3 del 22 gennaio 2016 n. 6 del 19 febbraio 2016 n. 9 dell'11 marzo 2016 |
| SPECIALI di TEMPO PERSO |
||
|
Anniversario Pontificato Francesco |
|
|
AVVISI:
1) La newsletter è settimanale;
2) Il servizio di "Lectio" a cura di fr. Egidio Palumbo alla pagina:
http://digilander.libero.it/tempo_perso_2/la_lectio_del_Vangelo_della_domenica.htm
3) Il servizio omelia di P. Gregorio on-line (mp3) alla pagina
http://digilander.libero.it/tempodipace/l_omelia_di_p_Gregorio.htm