"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°5 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 30 gennaio al 5 febbraio 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 12 febbraio 2016
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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Cardinale Vegliò (Pontificio Consiglio Migranti):
“Europa, ritrova la tua bellezza e genialità”
Una
Europa “chiusa, paurosa, egoista, stanca, vecchia”, “senza una visione
del futuro”, incapace “di essere fedele alle sue tradizioni di rispetto
dei diritti umani”. È molto triste il cardinale Antonio Maria Vegliò,
presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e
gli itineranti, che analizza a tutto tondo quanto sta accadendo nella
gestione della crisi migratoria in atto. Con un appello finale, che
esprime le preoccupazioni della Santa Sede: “Europa, ritrova la tua
bellezza, forza e genialità”.
La
Svezia sta pensando a rimpatri di massa di 60/80 mila richiedenti asilo
bocciati, l’Olanda discute di un piano per rimandare i migranti a bordo
dei traghetti in Turchia e così la Finlandia. Cosa sta accadendo
all’Europa democratica e civile?
È un momento molto, molto triste per l’Europa.
È il segno di una Europa incapace di essere fedele alle sue tradizioni di rispetto dei diritti umani.
Ci
sono Paesi che dovevano accogliere e invece non lo fanno più, come la
Germania. Altri che hanno sospeso il Trattato di Schengen. È una
tristezza questa Europa. ...
In più la Danimarca confisca i beni ai richiedenti asilo e anche la Svizzera sta lavorando a norme simili.
Meglio
non dire quale brutto passato evoca. L’uomo torna sempre ai propri
peccati. Capisco che un Paese debba sostenere delle spese per
accoglierli, ma andare a prendere i loro beni, con tutti i soldi che
girano nei Paesi ricchi europei!
... Mesi fa si parlava di quote per redistribuire 160 mila profughi nei vari Paesi. Tutto caduto nel vuoto.
...
È possibile che 28 Paesi, con 500 milioni di abitanti, non riescano a trovare una soluzione? Le soluzioni sembrano essere la costruzione dei muri, la blindatura delle frontiere, i rimpatri.
Capisco
che non è facile ma cacciarli tutti non risolve il problema. L’Europa
per secoli è stata il centro della civiltà. Non è mai stata così
chiusa, paurosa, egoista, stanca, vecchia. Speriamo che, arrivati così
in basso, ci sia una reazione. Altrimenti, che fine fa l’Europa?
Contano solo i soldi e l’economia?
... Norvegia,
Francia e Austria hanno reintrodotto i controlli alle frontiere, la
Svezia, la Danimarca e la Germania hanno chiesto di sospendere il
trattato di Schengen per due anni. Questo cambierà le rotte dei
migranti e scaricherà di nuovo i problemi solo su Italia, Grecia e
Spagna.
Per
forza, i flussi migratori non si fermano, sono come l’acqua. Si può
fare un muro ma prima o poi troveranno uno spazio per andare avanti.
Mettere in discussione Schengen, o in prova per due anni, vuole dire
che la povera Grecia e la povera Italia saranno sommerse dai flussi,
quindi tutto il peso dell’arrivo, della scelta cadrà sui soliti due
Paesi.
... Mercoledì lei ha incontrato Papa Francesco. Cosa vi siete detti?
Non
posso dirlo, se non che il Papa segue tutte queste vicende ed è
preoccupato. Non perde occasione, in ogni suo discorso, per parlare dei
migranti e dei profughi. ...
L’appello del Papa ad accogliere i profughi nei conventi e nelle parrocchie è servito?
Il
Papa ha lanciato delle idee ma a volte non è facile. Nelle strutture
della Chiesa, nelle parrocchie e conventi italiani si è fatto
parecchio, si parla di 27-32 mila persone accolte. Le autorità civili
italiane, in fondo, si comportano con più generosità rispetto ad altri
Paesi ma ora bisogna stare attenti perchè se quelli che passano nella
rotta balcanica trovano i muri e i reticolati tornano in Italia.
A proposito di Italia: l’abolizione del reato di clandestinità è stata rimandata. Che ne pensa?
Mi
ha fatto piacere che le massime autorità tra i giudici abbiano detto
chiaramente che il reato di clandestinità non ha senso. Saranno pure
irregolari, ma essere messi in galera o dover pagare una somma non è
giusto, è assurdo.
Per concludere: qual è il suo appello all’Europa in un momento così critico?
Europa
bella, che ho sempre amato tanto per la cultura e per tutto ciò che di
positivo hai dato al mondo, ritrova la tua bellezza, forza e genialità.
Sono sicuro che si riprenderà ma in questo momento ha molta paura e non
ha una visione del futuro.
(fonte: testo SIR - articolo di Patrizia Caiffa 29/01/2016
immagini a cura dello staff di Quelli della Via) -------------------------------------- "... Pace.
Questa parola riassume tutti i beni a cui aspirano ogni persona e tutte
le società umane. Anche l’impegno con cui cerchiamo di promuovere le
relazioni diplomatiche non ha, in ultima analisi, altro scopo che
questo: far crescere nella famiglia umana la pace nello sviluppo e
nella giustizia. Si tratta di una meta mai pienamente raggiunta, che
chiede di essere ricercata nuovamente da parte di ogni generazione,
affrontando le sfide che ogni epoca pone.
Guardando
alle sfide che in questo nostro tempo è urgente affrontare per
costruire un mondo più pacifico, vorrei sottolinearne due: il commercio delle armi e le migrazioni forzate.
Tutti
parlano di pace, tutti dichiarano di volerla, ma purtroppo il
proliferare di armamenti di ogni genere conduce in senso contrario. Il
commercio delle armi ha l’effetto di complicare e allontanare la
soluzione dei conflitti, tanto più perché esso si sviluppa e si attua
in larga parte al di fuori della legalità.
Ritengo
pertanto che, mentre siamo riuniti in questa Sede Apostolica, che per
sua natura è investita di uno speciale servizio alla causa della pace,
possiamo unire le nostre voci nell’auspicare che la comunità
internazionale dia luogo ad una nuova stagione di impegno concertato e
coraggioso contro la crescita degli armamenti e per la loro riduzione.
Un’altra
sfida alla pace che è sotto i nostri occhi, e che purtroppo assume in
certe regioni e in certi momenti il carattere di vera e propria tragedia umana, è quello delle migrazioni forzate.
Si tratta di un fenomeno molto complesso, e occorre riconoscere che
sono in atto sforzi notevoli da parte delle Organizzazioni
internazionali, degli Stati, delle forze sociali, come pure delle
comunità religiose e del volontariato, per cercare di rispondere in
modo civile e organizzato agli aspetti più critici, alle emergenze,
alle situazioni di maggiore bisogno. Ma, anche qui, ci rendiamo conto
che non ci si può limitare a rincorrere le emergenze. Ormai
il fenomeno si è manifestato in tutta la sua ampiezza e nel suo
carattere, per così dire, epocale. E’ giunto il momento di affrontarlo
con uno sguardo politico serio e responsabile, che coinvolga tutti i
livelli: globale, continentale, di macro-regioni, di rapporti tra
Nazioni, fino al livello nazionale e locale.
...
Il
fenomeno delle migrazioni forzate è strettamente legato ai conflitti e
alle guerre, e dunque anche al problema della proliferazione delle armi, di
cui parlavo prima. Sono ferite di un mondo che è il nostro mondo, nel
quale Dio ci ha posto a vivere oggi e ci chiama ad essere responsabili
dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, perché nessun essere umano
sia violato nella sua dignità. Sarebbe
un’assurda contraddizione parlare di pace, negoziare la pace e, al
tempo stesso, promuovere o permettere il commercio di armi. Potremmo
anche pensare che sarebbe un atteggiamento in un certo senso cinico
proclamare i diritti umani e, contemporaneamente, ignorare o non farsi
carico di uomini e donne che, costretti a lasciare la loro terra,
muoiono nel tentativo o non sono accolti dalla solidarietà
internazionale..."
Queste parole sono più che mai attuali, ma in realtà sono state pronunciate da Papa Francesco il 15 maggio 2014 in
occasione della presentazione delle lettere credenziali degli
Ambasciatori di Svizzera, Liberia, Etiopia, Sudan, Giamaica, Sud
Africa, India. NO ALLA GUERRA CONTRO LA LIBIA. MOBILITIAMOCI! di Alex Zanotelli Siamo alla vigilia di un’altra guerra contro la Libia, a guida italiana questa volta. Il
New York Times del 26 gennaio afferma che anche gli Usa sono pronti ad
intervenire. Per cui possiamo ben presto aspettarci una guerra. Questo
potrebbe anche spiegare perché in questo periodo gli Usa stiano dando
all’Italia armi che finora avevano dato solo all’Inghilterra. L’Italia
sta infatti ricevendo da Washington missili e bombe per armare i droni
Predator MQ - 9 Reaper, armi che ci costano centinaia di milioni di
dollari. Non dimentichiamo che la base militare di Sigonella (Catania)
è oggi la capitale mondiale dei droni, usati anche per spiare la Libia. L’Italia
non solo riceve armi, ma a sua volta ne esporta tante soprattutto in
Arabia Saudita e Qatar, che armano i gruppi fondamentalisti islamici
come l’Is. I viaggi
di Renzi lo scorso anno in quei due paesi hanno propiziato la vendita
di armi. Questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo
italiano di vendere armi a paesi in guerra e che non rispettano i
diritti umani. (L’Arabia Saudita non rispetta i diritti umani e fa la
guerra in Yemen) Per
cui diventa pura ipocrisia per l’Italia intervenire militarmente in
Libia per combattere l’Is, quando appare chiaro che siamo anche noi ad
armare in gruppo jihadista. Siamo noi a creare dei mostri e poi
facciamo nuove guerre per distruggerli. Papa Francesco ci ha detto recentemente: «La
guerra è proprio la scelta per le ricchezze. Facciamo armi: così
l’economia si bilancia un po’ e andiamo avanti con il nostro interesse.
Il Signore ha detto: maledetti coloro che operano per la guerra, che
fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti!». Basandoci su questa lettura sapienziale, dobbiamo dire “no” a questa nuova guerra contro la Libia. Quello che ai poteri forti interessa non è la tragica situazione del popolo libico, ma il petrolio di quel paese. Dobbiamo tutti mobilitarci! In
questo momento così grave è triste vedere il movimento per la pace
frantumato in mille rivoli. Oseremo metterci tutti insieme per
esprimere con un’unica voce il nostro “no alla guerra contro la Libia”,
un “no” a tutte le guerre che insanguinano il nostro mondo. Saremo
in grado di organizzare un incontro a Roma di tutte le realtà di base
per costruire un coordinamento o un Forum nazionale contro le guerre? È
possibile pensare a una manifestazione nazionale contro tutte le
guerre, contro la produzione bellica italiana, contro la vendita di
armi all’Arabia Saudita e al Qatar, in barba alla legge 185? È
possibile pensare a una Perugia-Assisi 2016, retaggio storico di Aldo
Capitini, sostenuta e voluta da tutto il movimento per la pace? Smettiamola
di “farci la guerra” l’un con l’altro e impariamo a lavorare in rete
contro questo Sistema di morte. Ancora ci guida Francesco: «La
guerra è un affare. I terroristi fabbricano armi? Chi dà loro le armi?
C’è tutta una rete di interessi, dove dietro ci sono i soldi o il
potere. Io penso che le guerre sono un peccato, distruggono l’umanità,
sono la causa di sfruttamento, traffici di persone. Si devono fermare». (fonte: Nigrizia) Leggi anche: Rete Italiana per il Disarmo presenta Esposto a Magistratura: "indagate sulle spedizioni di bombe ad Arabia Saudita"-------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Con
grande tristezza apprendiamo della morte di Nanni Salio – presidente
del Centro studi Sereno Regis di Torino e punto di riferimento per
tutto il Movimento Nonviolento
Ciao Nanni, grande anima… --------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)L'esercito dei bambini soldato
Un dramma che si rinnova
di Giulio Albanese
L’ignobile
tratta dei bambini-soldato ha mobilitato in questi anni la società
civile internazionale. D’altronde, l’impiego dei minori nelle azioni
belliche, soprattutto dove sono in corso guerre asimmetriche, è un dato
incontrovertibile che non può lasciare indifferenti: dall’Iraq alla
Siria, dall’Afghanistan alla Nigeria, dalla Somalia alla Repubblica
Centrafricana, dal Sud Sudan al settore nordorientale della Repubblica
Democratica del Congo.
Ognuno
di questi combattenti, indipendentemente dallo scenario in cui opera,
assume il duplice ruolo della vittima e del carnefice. Da una parte il
giovane combattente, poco importa se appartenga a questa o a quella
nazionalità, viene costretto a sacrificare la propria innocenza;
dall’altra esso/a si trasforma spesso nel più crudele degli aguzzini.
Oggi, nel mondo, complessivamente, sono più di 250.000 i bambini
soldato e 23 gli Stati che utilizzano minori nelle ostilità, in forma
diretta o indiretta. Il loro utilizzo, evidentemente, è una gravissima
violazione dei diritti umani e un ripugnante crimine di guerra.
A
questo proposito, nel corso dell’ultimo ventennio, vi sono state,
soprattutto nell’Africa Subsahariana, delle esperienze significative
dal punto di vista del recupero (sia psicologico sia
scolastico/lavorativo), finalizzate alla reintegrazione di questi
minori nelle loro rispettive comunità. Un numero rilevante di
Organizzazioni non Governative (Ong) e congregazioni missionarie hanno
investito risorse umane ed economiche con grande zelo e dedizione in
questa nobile causa. Ciò ha determinato la messa a punto di procedure,
in collaborazione con le forze multinazionali di pace, che si sono
rilevate proficue. Ad esempio, in Sierra Leone, alla fine degli anni
’90, al momento del rilascio, il bambino/a soldato veniva
accompagnato/a dal proprio ufficiale ribelle agli appositi centri di
disarmo, sotto la supervisione dell’Ecomog (la forza militare
d’interposizione dei Paesi dell’Africa Occidentale) e dell’Unamsil (il
contingente Onu dispiegato nell’ex protettorato britannico).
...
Ma
quali sono stati gli effettivi risultati di questi programmi di
riabilitazione? Purtroppo, il monitoraggio di queste iniziative è stato
in molti casi a breve termine per cui, oggi, valutare a distanza di
anni, il cosiddetto follow up risulta molto difficile. In termini
generali, si può, comunque, affermare che il processo di recupero di
questa gioventù bruciata ha seguito diverse direttrici. Su un campione
limitato, ma variegato, di 60 ragazzi (30 sierraleonesi e 30
norugandesi) e 40 ragazze (20 sierraleonesi e 20 nordugandesi),
rintracciati da chi scrive nel corso degli ultimi 10 anni (attraverso
la posta elettronica e incontri personali), risulta quanto segue: il
19% è tornato nel proprio contesto familiare ed è ben integrato; il 28%
è oggi impegnato in attività lavorative manuali lontano dalla famiglia;
il 3% è tornato a studiare (in tre casi, addirittura è stata conseguita
la laurea universitaria); il 22% è entrato a far parte della
microcriminalità e ha subito il rifiuto della propria comunità etnica
di appartenenza; l’8% si è tolto la vita per depressione; il 17% opera
nell’ambito di società militari private; il 3% ha perso la vita in
scenari bellici successivi all’esperienza come bambini/e soldato nei
rispettivi gruppi ribelli (Libia, Ciad, Repubblica Centrafricana e
Mali).
Da
rilevare che nessuno degli intervistati ha accettato di rievocare
l’esperienza di bambino/a soldato considerata unanimemente
“inqualificabile” e “ripugnante” (anche coloro che oggi svolgono
servizio militare hanno dato questo giudizio). Inoltre, nel 75% dei
casi vi è riconoscenza per il servizio riabilitativo offerto dalle Ong,
col rammarico, però, che sia stato troppo breve rispetto alle proprie
attese. Rispetto al suddetto campione, coloro che si sentono realizzati
professionalmente sono oggi il 12% del totale, quasi tutti attualmente
impiegati in società militari private. Essi dispongono di uno o più
conti in banca presso istituti di credito keniani, sudafricani e
ugandesi. I l fenomeno del reclutamento dei minori è comunque sempre
stato legato a questioni scottanti, quali ad esempio: il controllo del
territorio per conto di imprese minerarie, la povertà endemica, la
militarizzazione delle società e l’assenza di democrazia nel proprio
Paese d’origine.
Tutte
problematiche in gran parte riconducibili all’esclusione sociale in
numerosi Paesi del Sud del mondo. Ecco perché lo sfruttamento dei
minori per fini bellici è solo una drammatica conseguenza delle
ingiustizie che affliggono le società locali, uno degli effetti
collaterali della bramosia umana. L’arruolamento dei bambini/e soldato
è avvenuto in passato e avviene tuttora in molte periferie del mondo,
nei ranghi di formazioni regolari o ribelli, con la complicità di
potentati vicini e lontani, per interessi antitetici a quelli del bene
collettivo e personale. Vi sono, infatti, imprese che smerciano
illegalmente armi e munizioni, con l’intento di avere il monopolio
delle commodities (minerali e fonti energetiche).
Ecco
perché è necessaria la prevenzione, anche perché negli ultimi anni il
fenomeno dell’arruolamento ha subito dei mutamenti che andrebbero
valutati con grande attenzione. In alcune zone dell’Africa esso è
avvenuto, prevalentemente, in modo coercitivo, attraverso raid
perpetrati da bande armate. Sia in Sierra Leone, come anche nel Nord
Uganda i villaggi venivano attaccati, messi a ferro e fuoco e spesso i
minori assistevano all’uccisione dei propri genitori e parenti.
L’ingresso, però, dei movimenti jihadisti, come quello Boko Haran in
Nigeria, ha impresso un’ulteriore evoluzione che andrebbe valutata con
grande attenzione. Il reclutamento, infatti, avviene anche a seguito di
un indottrinamento compiuto nei villaggi rurali tra i giovani, molti
dei quali analfabeti. A tale proposito, nel vicino Camerun, dove Boko
Haram è sconfinato recentemente, alcuni missionari stanno organizzando
dei programmi preventivi di educazione alla pace che possano
contrastare il proselitismo dei ribelli. Occorre, pertanto, arrestare
l’arruolamento dei minori e governare la pace con le armi del buon
senso, consegnando, per così dire, ai ragazzi, “penne e quaderni”.
L'esercito dei bambini soldato Un dramma che si rinnova-------------------------------------- Almeno 10 mila minori non
accompagnati che sono arrivati in Europa tra
il 2014 e il 2015 durante la cosiddetta “crisi dei migranti” sono
scomparsi dopo essere stati registrati dalle varie autorità
statali: l’ha fatto sapereal settimanale
britannico Observer Brian
Donald, alto funzionario di Europol, l’agenzia di polizia europea.
Donald ha detto anche che questi bambini potrebbero essere stati
sequestrati da organizzazioni criminali per essere sfruttati
sessualmente o come schiavi.
IL POST: Diecimila minori arrivati in Europa non accompagnati non si trovano--------------------------------------------------------------- «Nelle prossime settimane». Non c’è ancora una data precisa ma si avvicina illancio delle nuove Reactions di Facebook, il sistema che dovrebbe superare il pulsante like, che ha reso famoso il social network in tutto il mondo
Francesco Zaffarano: Facebook scopre le emozioni: “In arrivo i nuovi pulsanti Reactions, oltre al semplice like”---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Quando il Signore è con noi... Dio "non è indifferente"... Dobbiamo distruggere l'Europa... (vignetta) E' più difficile disaggregare un pregiudizio... Gli uomini parlano tanto di libertà... Parlerò con voi di quello che mi dice il cuore... Vi
ringrazio tanto per quello che fate... e voglio sottolineare le
consacrate; cosa sarebbe la chiesa se non ci fossero le suore?questo
l'ho già detto una volta... (Discorso di Papa Francesco per il Giubileo
della vita consacrata 01/02/2016)
Ma pensiamo un po' cosa succederebbe se non ci fossero le suore... Simeone ed Anna sono due creature... Anche noi, oggi, come Maria e come Simeone... Questa offerta di se stessi a Dio riguarda... Fratelli, andiamo! oggi questo cero brucia... A noi sempre alla ricerca di successo... E' un cuore di padre che noi vogliamo incontrare... Quando le cose si impadroniscono di noi... I martiri ci hanno insegnato... Mohandas Karamchand Gandhi
(2 ottobre 1869 - 30 gennaio 1948) lo si conosce soprattutto col nome
di Mahatma (in sanscrito महात्मा, "grande anima"), appellativo che gli
fu conferito per la prima volta dal poeta Tagore. Un altro suo
soprannome è Bapu, che in hindi significa "padre", in India infatti è
stato riconosciuto come Padre della nazione e il giorno della sua
nascita (2 ottobre) è un giorno festivo. Questa data è stata anche
dichiarata «Giornata internazionale della non violenza»
dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il 30 gennaio 1948, presso la Birla House, a New Delhi, mentre si recava nel giardino per la consueta preghiera ecumenica, viene assassinato da un fanatico indù radicale. Gandhi è l’ispiratore dei movimenti per la pace, i diritti umani e le libertà civili di tutto il mondo. È infatti con Gandhi che nasce la nonviolenza moderna, vera rivoluzione del ventesimo secolo. Il messaggio che il Mahatma ci lascia è molto attuale e la storia contemporanea, purtroppo, continua ad essere macchiata dalla guerra e dalla violenza. Non credere alla possibilità... In tutta umiltà mi sforzerò...--------------------------------------------------------------- Memoria liturgica di San Giovanni Bosco
Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco. Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Fu il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934 Patrono di Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori Dobbiamo essere lux mundi... Voi siete la delizia... Sii con Dio come l'allodola... Quanti prodigi ha operato il Signore...--------------------------------------------------------------- martedì 2 febbraio 2010 "venne
alla luce" PIETRE VIVE, il blog di TEMPO PERSO Desideriamo ricordarne
l'avvio ripubblicando il primo post.
--------------------------------------------------------------- Simone Adolphine Weil
(Parigi, 3 febbraio 1909 – Ashford, 24 agosto 1943) è stata una
filosofa, mistica e scrittrice francese, la cui fama è legata, oltre
che alla vasta produzione saggistico-letteraria, alle drammatiche
vicende esistenziali che ella attraversò, dalla scelta di lasciare
l'insegnamento per sperimentare la condizione operaia, fino all'impegno
come attivista partigiana, nonostante i persistenti problemi di salute.
Papa Paolo VI, nel considerare la pensatrice come una delle figure più influenti sulla propria vita, affermerà di dispiacersi per il suo mancato approdo al battesimo, in quanto meritevole di essere proclamata santa. Tuttavia Eric Springsted, docente presso l'Università di Princeton, ha riferito nel corso di un convegno che Simone Deitz, amica della pensatrice, gli confidò di aver battezzato Simone Weil in articulo mortis su sua esplicita richiesta. Non cercare di non soffrire... I cristiani e la Chiesa non dovrebbero mai... L'amore è l'occhio dell'anima...--------------------------------------------------------------- Dietrich Bonhoeffer,
teologo protestante, martire del nazismo, nasceva a Breslavia il 4
febbraio 1906; Uomo audace e profondamente religioso, era convinto
della necessità per la Chiesa e i suoi esponenti, di risvegliare la
coscienza critica degli uomini e di diffondere la Parola di Dio anche,
e soprattutto, nei momenti storici più difficili. Ma il 5 aprile 1943
fu arrestato dalla Gestapo; iniziava così il suo calvario in varie
prigioni del Reich fino a quando nel lager di Flossenbürg presso
Monaco, dopo un processo sommario, fu condannato a morte e impiccato il
9 aprile 1945, a 49 anni per espresso ordine di Hitler.
Dietrich Bonhoeffer, viene considerato uno dei dieci “testimoni” delle cristianità del secolo scorso. A questo titolo, dal 1998, la sua statua è stata collocata in una nicchia della facciata dell’abbazia di Westminster, in Inghilterra; tiene in mano una Bibbia, ed è in compagnia, fra gli altri, di Martin Luther King, del vescovo Oscar Romero, di san Massimiliano Kolbe, in un ecumenismo del martirio, più eloquente di qualsiasi solenne dichiarazione. Il primo servizio che si deve al prossimo è... Se la parola di Dio è presso di me... La Chiesa è Chiesa soltanto se...--------------------------------------------------------------- Don Andrea Santoro è stato assassinato n Turchia a Trebisonda il 5 febbraio 2006.
Non bisogna essere buoni... Essere finestra cioè luogo di comunicazione... Dio è uno, ma non vuol dire che è solo...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il 5 febbraio di 10 anni fa, don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma, veniva ucciso nella Chiesa di Santa Maria a Trabzon, in Turchia, mentre pregava con la Bibbia in mano. ... Alessandro Gisotti ha chiesto alla sorella di don Andrea, la prof.ssa Maddalena Santoro di soffermarsi sui frutti spirituali sbocciati in questi dieci anni grazie alla testimonianza del sacerdote. ...
D.
– In un suo scritto don Andrea Santoro afferma: “Fate fiorire la carità
amando chi non vi ama, facendo del bene a chi vi fa del male”. Questo è
un messaggio potente nell’Anno della Misericordia, considerando che don
Andrea non solo lo ha scritto ma lo ha vissuto fino all’effusione del
sangue …
R.
– Questo è vero. Ha avuto sempre questa attenzione verso coloro che
erano più lontani da Dio. E lui diceva: “Io devo andare nei crocicchi
delle strade, come dice Gesù; devo andare per raccogliere tutti, i più
lontani, i più diseredati, così che possano vestire la veste bianca”.
Quindi questa attenzione significa non solo perdonare, ma propriamente
porsi in atteggiamento di piena accoglienza anche di coloro che in quel
momento ci stanno facendo del male, di coloro che in quel momento non
vorrebbero questo atteggiamento di vicinanza, di fratellanza, di amore.
E lui non chiuse mai la porta a nessuno!
...
10.mo morte don Santoro. La sorella: suo sacrificio seme di misericordiaUn
seme di misericordia e di dialogo dal quale sono fiorite fede e
speranza. Oggi la diocesi di Roma ricorderà solennemente il “suo” don
Andrea Santoro, sacerdote fidei donum ucciso con due colpi di pistola
alla schiena esattamente dieci anni fa, mentre pregava nella chiesa di
Santa Maria a Trabzon, in Turchia, di cui era parroco. L’appuntamento è
per le 19 nella Basilica di San Giovanni in Laterano, con la
concelebrazione eucaristica presieduta dal cardinale vicario Agostino
Vallini. Anche a Trabzon (l’antica Trebisonda), nella parrocchia luogo
dell’omicidio – ha fatto sapere all’agenzia Fides il vescovo Paolo
Bizzeti, vicario apostolico per l’Anatolia – alle 18,30 sarà celebrata
una messa in memoria del prete di Priverno. È il segno che la sua
figura «ha unito e unisce due mondi apparentemente lontani », commenta
la sorella di don Andrea, Maddalena Santoro.
...
Turchia, don Santoro «un seme di speranza»Il
giorno dopo l’omicidio la volontaria italiana operante in Turchia Maria
Zambon firmò per Asianews un bel ritratto di don Andrea, conosciuto ad
Istanbul alla fine del 2001 frequentando insieme il corso per imparare
il turco. Don Andrea Santoro nel ricordo di una volontaria in TurchiaVedi anche i nostri post precedenti:
--------------------------------------- L'omicidio rivelò l' inizio di una
nuova stagione di sangue in Medio Oriente. Nella Trebisonda del falso
Islam dove partì la minaccia ai cristiani. Il buco del proiettile è
ancora lì, sull' inginocchiatoio della navata di destra. Ultimo banco.
Don Andrea si metteva sempre qui a pregare. In fondo alla chiesa. Come
faceva Jorge Mario Bergoglio. Stesso approccio. Ma don Santoro non era
un cardinale già entrato in conclave e più tardi Papa. Era un semplice
sacerdote "fidei donum", donato per fede temporanemente alla Chiesa
cattolica dell' Anatolia, e finito in quel vortice di vento e di
violenza che, ancora oggi, si respira a pieni polmoni sulle strade e
nei vicoli della parte meno battuta e più sfuggente del Paese...
Sono
passati esattamente dieci anni da quel 5 febbraio del 2006 in cui don
Andrea Santoro è stato assassinato con un colpo di pistola sparato alle
spalle da un giovanissimo estremista islamico mentre pregava
rivolto verso l’altare della chiesa di Santa Maria a Trebisonda, in
Turchia.
TEMPI: A dieci anni dall’omicidio di don Santoro. «Siamo capaci di salvezza solo offrendo la nostra carne»--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)TERESA D'AVILA, DONNA IN CAMMINO - HOREB n. 72 - 3/2015
TERESA D'AVILA, DONNA IN CAMMINO HOREB n. 72 - 3/2015 TRACCE DI SPIRITUALITÀ A CURA DEI CARMELITANI EDITORIALE
Spesso
si ritiene che i mistici siano persone privilegiate che percorrono un
cammino diverso rispetto ai cristiani comuni. E, invece, se ci
accostiamo ai loro scritti e al loro vissuto, ci rendiamo conto che
sono persone come noi che, però, si sono lasciate conquistare dallo
sguardo di Dio, e, piano piano, hanno consentito a Lui di farsi
presente nel frammento della loro vita, e così si sono ritrovate nella
storia, nel quotidiano a vivere gli eventi con la stessa passione di
Dio.
Fra
questi mistici, c’è certamente la carmelitana S. Teresa d’Avila di cui
quest’anno ricorre il quinto centenario della nascita (1515-2015).
Teresa, nei suoi Scritti, ci racconta che anche lei era una creatura
come noi, impastata di carne, di ossa e di peccato. Evidenzia anche,
però, che attraverso una faticosa esperienza di ascolto e di preghiera
le è stato concesso di percorrere un “cammino”, il più impegnativo
della vita, che le ha consentito di passare da una esistenza
superficiale e alienata in banalità, a una relazione sempre più viva e
amicale con Dio. Questa relazione vitale con Dio, ci racconta Teresa,
le ha aperto gli occhi facendole conoscere le proprie fragilità, ma
soprattutto l’ha fatta crescere nella consapevolezza di essere,
comunque, figlia amata di Dio e della Chiesa. Grazie a questa presa di
coscienza, in lei è maturata una più profonda umanità, una maggiore
libertà, e una grande generosità.
Ci
dice, ancora, Teresa che l’incontro con Dio, “coltivato” attraverso la
contemplazione del volto umano di Gesù, anziché estraniarla dal mondo,
ha deposto nella sua vita l’ansia e il tormento per i propri fratelli e
per la Chiesa, nella quale si è sentita inserita in modo vitale e con
una missione particolare da compiere. Così, in un’epoca in cui le donne
non avevano voce nella Chiesa e nella società e per lo più restavano
relegate nella cerchia familiare, Teresa, visitata dallo sguardo di
Dio, con coraggio, e sfidando le maglie dell’Inquisizione, si è fatta
promotrice di un processo di rinnovamento nella chiesa, richiamandola,
col suo vissuto e con i suoi scritti, a lasciare una logica di potere e
a seguire la via tracciata dal Signore Gesù. È
in questa prospettiva che riproponiamo l’esperienza di Teresa d’Avila,
esperienza che riteniamo propositiva e profetica per la chiesa e per
l’uomo di oggi. .... Editoriale (PDF) Sommario (PDF)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
--------------------------------------- RIGENERATI NELLA SUA GRANDE MISERICORDIA (1Pt 1,3) I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA – 2016 - Il calendario degli incontri
RIGENERATI NELLA SUA GRANDE MISERICORDIA (1Pt 1,3) I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA – 2016
promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) Dal 27 Gennaio al 9 Marzo
presso la sala del convento
dalle h. 20.00 alle h. 21.00 --------------------------------------- Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Gennaio 2016: "il dialogo sincero fra uomini e donne di religioni differenti porti frutti di pace e di giustizia" «Tra fedi diverse, abbiamo una sola certezza: siamo tutti figli di Dio». Lo
dice il Pontefice nel breve testo diffuso ieri in undici lingue
Promossa dall'«Apostolato della preghiera» l'iniziativa sarà ripetuta
da Francesco ogni mese dell' Anno Santo «Molti pensano in modo diverso,
sentono in modo diverso, cercano Dio o trovano Dio in modi diversi. In
questa moltitudine, in questa ampia gamma di religioni, c' è una sola
certezza per noi: siamo tutti figli di Dio». Così dice il Papa in un
videomessaggio diffuso ieri in spagnolo e sottotitolato in dieci
lingue, una breve riflessione sull'importanza del dialogo
interreligioso. Quest'
anno, infatti, Francesco presenterà ogni mese un' intenzione di
preghiera rivolta alla Chiesa universale e lo farà in un breve filmato
prodotto dall'agenzia di comunicazione argentina "La Machi".
Nel primo della serie, il Pontefice, ripreso mentre parla avvolto da una luce morbida seduto a una scrivania, ricorda che «la maggior parte delle persone sulla terra si dichiara credente. E questo dovrebbe portare a un dialogo tra le religioni. Non dobbiamo smettere di pregare per questo e collaborare con chi la pensa diversamente. Confido in voi per diffondere la mia petizione di questo mese: perché il dialogo sincero fra uomini e donne di religioni differenti porti frutti di pace e di giustizia. Confido nella vostra preghiera». A inframmezzare queste parole sono le immagini di un musulmano, un ebreo, un sacerdote cattolico, una donna buddista, più altre che ritraggono Bergoglio con rappresentanti di diverse religioni o confessioni cristiane. L' iniziativa è promossa dall'Apostolato della preghiera, che fa capo alla Compagnia di Gesù e ha alle spalle una storia lunga e gloriosa... (testo
tratto dall'articolo «Il dialogo tra religioni porti pace e giustizia».
In un video l' invito del Papa alla preghiera di Andrea Galli su
Avvenire)
VIDEOCREDO NELL'AMORE!!!
-------------------------------------- 'Un cuore che ascolta - lev shomea' Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male" (1Re 3,9) Traccia di riflessione sul Vangelo della domenica di Santino Coppolino Vangelo: Lc 4,21-30
La pericope del Vangelo Luca di questa quarta Domenica del Tempo Ordinario, è il seguito di quello della Domenica precedente, ed è ad esso strettamente collegato. La'derashà', il discorso-commento che Gesù fa dopo la lettura del brano di Isaia 61lascia stupiti, meravigliati i Nazaretani presenti nella sinagoga. Le parole di Gesù sono"parole di grazia" invece che di vendetta (cfr.Is 61,2),
di misericordia invece che di odio, e tutto questo suona come bestemmia
nelle orecchie di quanti attendevano un Messia guerriero, pronto a
prendere il potere in Israele, punire i peccatori e cacciare via con le
armi gli odiati romani. Ma la parola di Gesù non viene accolta dai
suoi; in Lui la Parola di Dio si fa grazia-gratuità,
misericordia, tenerezza, amore senza limite alcuno. E così Gesù
viene respinto dai suoi (cfr. Gv 1,11). <<
Nei "suoi" di Nazareth, più che vedere Israele, sono da vedere i suoi
di ogni tempo, in concreto la Chiesa stessa. Il modo in cui si
rivela e scandalizza oggi i suoi, è identico a quello di allora a
Nazareth >> (cit.) E' la sorte amara di tutti i profeti. Gesù sarà respinto e condotto fuori da Nazareth dove tenteranno di assassinarlo.
...--------------------------------------- Il cammino del profeta Giona
e l’amore di misericordia per i perduti - prima parte - p. Gregorio Battaglia, ocarm (VIDEO INTEGRALE) I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA – 2016 RIGENERATI NELLA SUA GRANDE MISERICORDIA (1Pt 1,3) promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto 27 gennaio 2016 Il
libro di Giona appartiene a quella sezione, che va sotto il nome di
“profeti minori” o, ancora meglio, quello dei “dodici profeti” ed è
collocato subito dopo il libro del profeta Abdia. Rispetto agli altri
libri, quello di Giona è un libro particolare, perché esso, a
differenza degli altri, non contiene nessun oracolo profetico, ma si
presenta come un racconto, che vuole essere esso stesso una “profezia”. Per
meglio comprendere il senso di questa affermazione, è opportuno
chiarire sin da principio cosa vogliamo indicare con il termine
“profezia”. Essa non può essere compresa come un’attività assimilabile
a quella dell’indovino o dell’astrologo. L’elemento fondamentale, che
caratterizza l’esercizio della profezia, è dato dall’ascolto della
Parola di Dio. Il profeta è innanzitutto una persona in ascolto della
Parola di Dio, in quanto ha imparato a scoprire nella sua vita e negli
avvenimenti della storia questa presenza viva ed operante di Dio. Attraverso
l’osservazione attenta degli avvenimenti della storia egli accetta di
farsi interlocutore di questo Dio, che ha una parola da dire sulle
vicende umane, conducendole verso un porto di salvezza. Il profeta si
ritrova a dire una parola o a compiere delle azioni, che sono il frutto
di questa obbedienza a Chi ha preso l’iniziativa nella sua vita. Egli
non parla da sé, ma dice ciò che ha ascoltato, avendo ben chiaro che,
se venisse meno al suo compito, dovrebbe rispondere del fallimento del
suo popolo davanti a Dio. ... La
Parola che irrompe su Giona è Parola di resurrezione. C’è una
situazione di sonno, di immobilità, di paura e la Parola sopraggiunge
per sconvolgere un mondo di abitudini e di pregiudizi e per risvegliare
alla vita. Il profeta è risvegliato ed è anche inviato alla città,
quella grande, perché questa città, che è il frutto della capacità
degli uomini, ha costruito la sua grandezza su quella volontà di
potenza, che si traduce in sbocchi disastrosi per la convivenza umana. Dio
non intende avallare un modo di stare al mondo, che sia fondato sulla
prepotenza, che non sa produrre altro che una storia di dolore e di
morte e proprio per questo scomoda coloro che confidano in Lui, perché
siano pronti ad affrontare il mondo, proclamando, gridando che quella
grandezza non fa salire a Dio “il soave profumo” di una vita donata, ma
verso di Lui sale tutto il miasmo della “malvagità” degli uomini. Dio
è preoccupato della sorte degli uomini ed intende coinvolgere coloro
che sono legati a Lui con il vincolo dell’Alleanza a non sottrarsi al
compito di farsi carico di questa malvagità. Si tratta della stessa
malvagità, di cui si parla in Gen. 6,5 a proposito del diluvio
universale e dove è detto che “ogni intimo intento del loro cuore non
era altro che male, sempre”. ... video--------------------------------------- JESUS, febbraio 2016
La bisaccia del mendicante
Rubrica di ENZO BIANCHI
Rispondere alle creature
Penso
sovente che nei tempi passati gli umani sentivano di appartenere alla
vita, di fare parte del flusso della vita nell’universo, mentre oggi
pensano che la vita appartenga a loro: “La vita è mia e me la gestisco
come voglio!”, sembra essere un pensiero diffuso. Parole insipienti,
uscite da menti che paiono inconsapevoli di fare parte di una nutrita
comunità di co-creature.
Eppure,
più mi inoltro nell’anzianità, più sento di vivere nel ciclo vitale
delle creature del cielo e della terra, visibili e invisibili. Quando
cammino nei boschi in mezzo ai quali è collocato il mio eremo, sento
che quello spazio è più il regno degli animali e delle piante che non
il mio. Regna il vento che fa stormire le fronde, regna la terra che
profuma di humus, regna il filo d’erba che cerca la luce tra sassi e
foglie secche, regna la volpe che se ne va tenendo fisso il muso verso
di me, regnano i grandi e neri sassi della morena… Anche queste
creature sono il mio prossimo, e gli animali respirano la mia stessa
aria, come me osservano il bosco.
Ma
in questa comunità di co-creature che condividono lo stesso spazio e
vivono insieme per un certo tempo, noi umani siamo un’eccezione, perché
ci poniamo domande e cerchiamo un senso alla nostra esistenza.
Riconosciamo l’animalità che è in noi, come gli animali siamo mossi da
istinti e pulsioni, ma siamo capaci di dominarle e di vincerle (cf. Gen
4,7). Con gli animali abbiamo in comune comportamenti istintivi, come
la paura, la diffidenza, l’aggressività, l’istinto di conservazione, la
pulsione sessuale; conosciamo come loro il piacere di stare l’uno
accanto all’altro, la necessità delle cure materne, anche la gioia del
vivere bene. Eppure noi umani accediamo a una capacità ulteriore:
quella della ragione, dunque del linguaggio, del dialogo, della
comunione.
Per
questo diventiamo “responsabili”, capaci di rispondere agli animali e
alle altre creature, anche a quelle inanimate. Sentiamo come un compito
– anche se molte volte contraddiciamo questo comando che ci viene dalla
coscienza – di essere custodi della terra, incaricati di preservare la
bellezza e l’armonia della casa comune: la nostra madre terra! È forse
un caso che gli umani, in ogni cultura, dicano di aver ricevuto da Dio
il comando di rispettare e custodire la terra (per quanto riguarda la
Bibbia, cf. Gen 2,15)? Noi la chiamiamo “madre”, perché sentiamo che
lei ci ha generati e che a essa ritorneremo come nel grembo materno
(cf. Gen 3,19). Tutti siamo ospiti di questa terra, tutti compagni di
viaggio, tutti voluti e creati da Dio. Agostino con molta audacia
arrivava a scrivere:
“Adorate
lo sgabello dei suoi piedi, perché è santo” (Sal 99,5). Cosa dobbiamo
adorare? Lo sgabello dei piedi di Dio, cioè la terra, come si trova in
un altro passo delle Scritture: “La terra è lo sgabello dei miei piedi”
(Is 66,1) … Mi volgo dunque a Cristo e in lui trovo come si possa
adorare la terra. Egli, infatti, dalla terra assunse la terra, poiché
la nostra carne proviene dalla terra e lui prese carne dalla carne di
Maria.
E Basilio di Cesarea, che anche da vescovo si recava ogni giorno al mercato e spesso passeggiava nei boschi, così pregava:
...
--------------------------------------- ... Senza attuare grandi cambiamenti
strutturali, cogliamo l’invito fatto da Papa Francesco a elaborare
nella nostra Chiesa una vera sinodalità in cui tutte le voci siano
ascoltate, anche quelle delle donne. In tal modo potremmo realizzare un
po’ di più la visione del concilio: «Nella diversità stessa, tutti
danno testimonianza della mirabile unità nel corpo di Cristo: poiché la
stessa diversità di grazie, di ministeri e di operazioni raccoglie in
un tutto i figli di Dio» (Lumen gentium, n. 32).
Paul Andrè Durocher: Il futuro delle donne nella Chiesa. Parlare, consigliare e decidere --------------------------------------------------------------- Si è concluso l'Anno della vita
consacrata, indetto da Papa Francesco il 30 novembre 2014. Per il
cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione dei
religiosi, "la percezione di essere al finale di una storia è mutata:
adesso c’è speranza, e questo è il frutto più bello". L'augurio:
"Avremmo superato tante crisi interne ai nostri Istituti, se fossimo
andati in missione. Lo abbiamo fatto, ma non a sufficienza". Il punto
sul commissariamento dei Francescani dell’Immacolata: "Abbiamo fiducia
che qualcosa si muova. Quel che è sicuro, è che Stefano Manelli non
potrà più restare". Le novità del documento "Mutuae relationes"
Riccardo Benotti: Braz de Aviz: “Andare in missione per superare la crisi”. L’Asia, il
rapporto con i vescovi e la situazione dei Francescani dell’Immacolata--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"“Questo incontro dei Primati della
Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa russa, preparato da lungo
tempo sarà il primo nella storia e segnerà una tappa importante nelle
relazioni tra le due Chiese. La Santa Sede e il Patriarcato di Mosca
auspicano che sia anche un segno di speranza per tutti gli uomini di
buona volontà. Invitano tutti i cristiani a pregare con fervore
affinché Dio benedica questo incontro, che possa produrre buoni frutti”.
Storico incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill il 12 febbraio a Cuba--------------------------------------------------------------- Tre ore nell’isola di Cuba per
abbattere secoli di lontananza e divisione. Papa Francesco e il
Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia si incontreranno il 12
febbraio nell’isola caraibica dove il Papa farà scalo prima del
suo viaggio in Messico, e dove il Patriarca sarà in visita ufficiale.
L’annuncio è stato dato con un comunicato congiunto
presentato in contemporanea a Roma dal direttore della Sala stampa
vaticana, padre Federico Lombardi, e a Mosca dal metropolita Hilarion
di Volokolamsk. Si tratta di un incontro – si legge nella nota –
“preparato da lungo tempo”. Era il sogno di Giovanni Paolo II, che morì
senza la possibilità di realizzarlo. C’erano però troppe difficoltà
e incomprensioni. Gli impedimenti erano sempre
presentati come insormontabili. Ora, invece, pare che le
condizioni siano favorevoli.
Maria Chiara Biagioni: Papa Francesco e Patriarca Kirill: un incontro che supera secoli di divisioniIl priore della comunità monastica di
Bose fa il punto sul cammino ecumenico delle Chiese cristiane in vista
dell'incontro tra il Santo Padre e il Patriarca di Mosca, il primo
nella storia
Enzo Bianchi: «TENACIA E CORAGGIO: L'ECUMENISMO CONCRETO DEL PAPA»L'annunciato incontro tra il
Papa e il Patriarca di Mosca, l'apertura a Pechino di qualche giorno
fa, il ritorno dell'ambasciatore turco presso la Santa Sede: Francesco
si conferma un giocatore globale. Ragioni e successi della "sua
politica estera".
Alberto Bobbio: RUSSIA, CINA E TURCHIA, L'OSTPOLITIK DI BERGOGLIOCerto, come ebbe a dire qualche
tempo fa lo stesso Kirill, nessuno si illude che basti un incontro a
risolvere tutti i problemi ancora aperti nelle relazioni tra le due
Chiese. Ma questo incontro storico – il primo in assoluto dopo lo
scisma del 1054, cinquantadue anni dopo l’altra prima volta tra un Papa
e il patriarca ecumenico di Costantinopoli – è ungigantesco passo avanti,
la rimozione di una pietra tombale sui rapporti tra Roma e Mosca, che
nei secoli era stata resa ancor più pesante da pregiudizi e ostilità
reciproche (basti leggere i Fratelli Karamazov di Dostojesvski per
rendersene conto) e che neanche Papi ad alta sensibilità ecumenica come
Paolo VI, lo stesso Giovanni Paolo II e Benedetto XVI erano riusciti a
ribaltare.
Mimmo Muolo: Francesco e Kirill, un passo da giganti nella lunga marcia ecumenica---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE) Web-mania nelle parrocchie, anche le suore di clausura sono sempre più 'social'
Lo studio sui siti cattolici italiani - Le Clarisse, non siamo isole galleggianti, necessario relazionarsi col mondo Le
parrocchie sono sempre più social: negli ultimi dieci anni, le chiese
che hanno deciso di diffondere il Vangelo via web sono sempre più
numerose e hanno avuto un incremento pari al 3,9%.Sono in rete in quasi
quattromila: per l'esattezza 3.894, nel 2007 erano 2787. Sempre più
'social' anche le suore di clausura. Su tutte le Clarisse, con un
incremento del 23,3%. Vangelo a suon di click anche per i Benedettini,
che nel 2016 registrano un incremento del 26,4% come pure per i
Carmelitani (più 11,1%) e i Domenicani (5,1%). Debacle invece per i
Cistercensi che accusano un calo del 10%. I dati sono il risultato di
un approfondito studio compiuto da Francesco Diani, informatico
interpellato dall'Adnkronos, che cura la lista dei Siti cattolici
italiani. La
dettagliata ricerca assegna anche la palma del web alle parrocchie: in
pole position nella hit parade spiccano le chiese della Lombardia (777
nell'anno appena iniziato) seguite da quelle del Triveneto (449). Buon
posizionamento anche per le parrocchie campane che guadagnano un 8,1%
in più (nel 2013 erano 322, oggi sono 348) come pure per quelle
dell'Emilia Romagna (291 nell'anno appena iniziato, 257 nel 2010).
Scendono invece le parrocchie della Basilicata che perdono l' 8% come
pure quelle di Abruzzo e Molise che da 102 del 2013 scendono a 98.
Un
vero e proprio boom telematico - rivela lo studio sui siti cattolici
italiani - lo registrano i Movimenti per la Vita. "Tra le associazioni
e i movimenti ecclesiali - segnala Diani - hanno avuto una notevole
crescita i Movimenti per la Vita e i Centri di Aiuto Vita (Cav) con un
incremento pari al 44,1%".
Tra
gli ordini e gli Istituti religiosi, chi scende nella classifica sono i
Salesiani che solo qualche anno fa erano i più informatizzati. Nelle
realtà ecclesiali, come accade anche nel mondo laico, pullulano i siti
personali (nell'ultimo anno hanno avuto un incremento dell'8,2%). In
aumento anche l'informatizzazione delle Confraternite (più 3,5%
nell'anno in corso per un totale di 176 realtà). "E' fisiologico -
spiega l'informatico Diani - che i siti abbiano una loro vita. Molto
spesso per le cancellazioni che sono avvenute si registrano nuovi
arrivi, per cui si assiste ad una compensazione".
Passando
in rassegna la classifica dei siti religiosi, spicca il dato relativo
alle suore di clausura dell'ordine delle Clarisse, massicciamente
presenti sul web. "Non siamo isole galleggianti noi monasteri di
clausura", afferma all'Adnkronos madre Rosa Lupoli, delle Clarisse del
monastero di Napoli. "Per quel che ci riguarda - spiega - siamo molto
attive sia sui social che come sito. Il nostro monastero è molto
visitato. Avremo poi molti eventi in relazione al fatto che tra qualche
tempo la nostra fondatrice, la Venerabile Maria Lorenza Longo, sarà
beatificata. E i social o i siti sono il modo più immediato per fare
conoscere gli eventi. In tutto il mondo siamo duecento monasteri quindi
è chiaro che la rete ci consente di mantenere i contatti con tutti,
accorciando le distanze".
Se
i social hanno 'bucato' anche la clausura, lo si deve soprattutto ad un
motivo sociale. "Stiamo preparando una petizione per salvare un
ospedale che esiste da cinquecento anni e che rischia la chiusura -
spiega madre Lupoli -. Spesso nel nostro mondo si avverte il timore di
esporsi. Il punto però è trovare un modo intelligente di relazionarsi".
Ecco che allora anche le suore di clausura, senza rompere la loro
condizione, restano in contatto con il mondo esterno che spesso è alla
ricerca di aiuto. "Sui social - racconta madre Lupoli - arrivano le
richieste più disparate. Noi rispondiamo soprattutto ai casi
disperati". ...
Web-mania nelle parrocchie, anche le suore di clausura sono sempre più 'social'-------------------------------------- Con
la diffusione sempre più pervasiva di internet e dei social network si
allunga anche la lista dei peccati considerati tali dalla Chiesa
cattolica, veri e propri "peccati informatici": tra questi, l'uso
ingannevole delle chat, il cyberstalking, la creazione di 'fake' negli
account o nelle mail, gli hackeraggi contro privacy sicurezza, la
pirateria, e naturalmente anche la frequentazione dei siti porno. Se ne
occuperà in maniera approfondita un corso di aggiornamento sul peccato
e la misericordia ai tempi di papa Francesco che si svolgerà dal 3 al 4
febbraio presso il santuario di San Gabriele (Teramo), cui
parteciperanno una cinquantina di confessori, sia religiosi che
sacerdoti diocesani, provenienti da varie parti d'Italia.
In
Abruzzo un corso di aggiornamento per 50 confessori guidato da
monsignor Mauro Cozzoli, su peccati classici, peccati sociali e
peccati 2.0. "C'è un peccato globale che è la mancanza di senso
della legalità", spiega il teologo, che tra i nuovi peccati "da
acquisire alla coscienza" cita in primo luogo l'inquinamento
ambientale. "È arrivato il tempo di essere responsabili per il mondo",
avverte sulla scorta della "Laudato si'". Oggi, però, il peccato corre
anche in Rete, e dobbiamo sviluppare gli anticorpi contro il "male"
informatico. A scuola anche alcuni Missionari della
Misericordia che tra pochi giorni riceveranno il mandato dal
Papa, all'inizio della Quaresima
Maria Michela Nicolais: Al Santuario di San Gabriele a Teramo i confessori si aggiornano sui nuovi peccati sociali e del web--------------------------------------------------------------- Sento
e leggo di persone scandalizzate perché il Papa non ha parlato del
Family Dayall'Angelus di ieri e nemmeno alla Udienza Giubilare
straordinaria del mattino di sabato 30 gennaio. Neppure
l'Osservatore Romano avrebbe dedicato loro una riga "in prima pagina" e
Avvenire, poi, avrebbe edulcorato e indebolito quanto era
stato detto con tanta chiarezza al Circo Massimo da leaders preclari.
Addirittura, ma questo lo riporta il blog di Antonio Socci e
davvero fatico a crederlo, sembra che a san Pietro si siano
rifiutati di celebrare Messe alle 7.00 del mattino per i
partecipanti al Family Day.
Mauro Leonardi: Se i partecipanti al Family Day si offendono perché Papa Francesco non parla di loro all'Angelus---------------------------------------------------------------
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