"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°30 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 30 luglio al 5 agosto 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 12 agosto 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





GMG 2016


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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Messa al Santuario di Czestochowa: il Signore non desidera essere temuto come un sovrano potente e distante, non vuole restare su un trono in cielo o nei libri di storia, ma ama calarsi nelle nostre vicende di ogni giorno, per camminare con noi. (testi, foto e video)


 28 luglio 2016
È cominciata con un “fuori programma” la seconda giornata del viaggio del Papa in Polonia. Di buon mattino, prima di prendere l’elicottero per Czestochowa, Francesco – confermando l’ipotesi ventilata nel briefing di ieri sera da padre Lombardi – ha fatto visita a sorpresa al card. Franciszek Macharski, successore di Wojtyla sulla cattedra di Cracovia, molto amato dal popolo polacco, oggi gravemente ammalato. Il porporato, 89 anni, è ricoverato in un ospedale locale 
Il Pontefice lo ha incontrato lì e si è soffermato con lui in preghiera per alcuni minuti.
Prima di trasferirsi a Czestochowa Papa Francesco ha compiuto una sosta presso le religiose della Presentazione. ...
Il Papa è arrivato alle 9.35 al Santuario di Czestochowa, ed è stato accolto a braccia aperte dal popolo polacco, riunito intorno alla “sua” Madonna. Un vero e proprio bagno di folla, per Francesco, che ha compiuto circa due chilometri in “papamobile”, una volta sceso dall’elicottero, salutato dalle bandiere bianche e rosse agitate dai fedeli, giunti in pellegrinaggio nell’immenso piazzale antistante il luogo di devozione mariana più antico e frequentato della Polonia. 
Presenti oltre 500mila persone e migliaia di vescovi e sacerdoti. La celebrazione si è svolta in occasione del 1050.mo anniversario del Battesimo del Paese alla presenza delle massime autorità. 
Prima di entrare nel santuario, il Papa ha salutato i monaci anziani in carrozzella e un bambino gravemente disabile, che ha accarezzato e baciato.
Poi, davanti all’immagine della “Madonna nera”, dipinta secondo la tradizione da San Luca...
Alla Madonna Francesco ha sostato in preghiera ed affidato il popolo polacco.
      video

  il testo integrale dell'omelia del Papa
  video dell'omelia
     video integrale
Vedi anche i nostri post precedenti:
  • Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Preghiera alla Vergine e alla tomba di Giovanni Paolo II - Incontro con i bambini ammalati di cancro e con giovani rifugiati - Partenza e incontro con i giornalisti - "Il mondo è in guerra, perché ha perso la pace... Speriamo che i giovani ci dicano qualcosa che ci dia un po’ più di speranza, in questo momento." (testi, foto e video)
  • Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Arrivo a Cracovia - Incontro con le autorità - Incontro con i vescovi (testi, foto e video)
  • Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Dialogo con i giovani italiani: La pace costruisce ponti, l’odio è il costruttore dei muri... Questo è il programma di vita: fare ponti, ponti umani. - Saluto ai fedeli riuniti nella piazza antistante l'Arcivescovado: Domani ci vedremo, ci rivedremo. Voi fate il vostro dovere, che è fare chiasso tutta la notte… E far vedere la vostra gioia cristiana (testi, foto e video)

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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Cerimonia di accoglienza dei giovani nel Parco Jordan a Błonia in Kraków: Non c’è niente di più bello che contemplare i desideri, l’impegno, la passione e l’energia con cui tanti giovani vivono la vita. (testi, foto e video)


 28 luglio 2016 
Jorge Mario Bergoglio, sempre seguito dall’organizzatore dei viaggi, il monsignore colombiano Mauricio Rueda Beltz, e dal cardinale arcivescovo di Cracovia, Stanislaw Dziwisz, storico segretario di Giovanni Paolo II, è uscito alle 17 in punto accolto dagli applausi di una piccola folla di persone e dalle marce di una banda militare dietro le transenne guardate a vista dagli uomini delle forze dell’ordine. 
È cominciato con la consegna delle chiavi della città, da parte del sindaco di Cracovia, Jacek Majchrowski ... arrivato in via Franciszkanska a bordo di un tram ecologico – bianco e giallo con la scritta luminosa in italiano al posto del numero di linea, dipinto con i colori del Vaticano, bianco e giallo – insieme ad alcuni giovani disabili e ai loro accompagnatori. Dopo la consegna delle chiavi della Città, il Papa è salito sul tram e insieme al cardinale Stanisław Dziwisz, al sindaco e ai giovani, si è diretto verso la spianata di Błonia, grande area verde che può accogliere fino a 600mila persone, per la cerimonia di accoglienza dei giovani della XXXI Giornata Mondiale Della Gioventù.
  video
  il testo integrale del discorso del Papa
   video del discorso
  video integrale


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Gesù manda. Lui desidera, fin dall’inizio, che la Chiesa sia in uscita, vada nel mondo. E vuole che lo faccia così come Lui stesso ha fatto, come Lui è stato mandato nel mondo dal Padre: non da potente, ma nella condizione di servo (cfr Fil 2,7), non «per farsi servire, ma per servire» (Mc 10,45) e per portare il lieto annuncio (cfr Lc 4,18); così anche i suoi sono inviati, in ogni tempo. Colpisce il contrasto: mentre i discepoli chiudevano le porte per timore, Gesù li invia in missione; vuole che aprano le porte ed escano a diffondere il perdono e la pace di Dio, con la forza dello Spirito Santo.
Questa chiamata è anche per noi. Come non sentirvi l’eco del grande invito di san Giovanni Paolo II: “Aprite le porte!”? Tuttavia, nella nostra vita di sacerdoti e consacrati può esserci spesso la tentazione di rimanere un po’ rinchiusi, per timore o per comodità, in noi stessi e nei nostri ambiti. La direzione che Gesù indica è però a senso unico: uscire da noi stessi. E’ un viaggio senza biglietto di ritorno. Si tratta di compiere un esodo dal nostro io, di perdere la vita per Lui (cfr Mc 8,35), seguendo la via del dono di sé. D’altra parte, Gesù non ama le strade percorse a metà, le porte lasciate socchiuse, le vite a doppio binario. Chiede di mettersi in cammino leggeri, di uscire rinunciando alle proprie sicurezze, saldi solo in Lui. ...

 
PAPA FRANCESCO AI SACERDOTI E AI RELIGIOSI...

... Amici, Gesù è il Signore del rischio, è il Signore del sempre “oltre”. Gesù non è il Signore del confort, della sicurezza e della comodità. Per seguire Gesù, bisogna avere una dose di coraggio, bisogna decidersi a cambiare il divano con un paio di scarpe che ti aiutino a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia, quella gioia che nasce dall’amore di Dio, la gioia che lascia nel tuo cuore ogni gesto, ogni atteggiamento di misericordia. Andare per le strade seguendo la “pazzia” del nostro Dio che ci insegna a incontrarlo nell’affamato, nell’assetato, nel nudo, nel malato, nell’amico che è finito male, nel detenuto, nel profugo e nel migrante, nel vicino che è solo. Andare per le strade del nostro Dio che ci invita ad essere attori politici, persone che pensano, animatori sociali. Che ci stimola a pensare un’economia più solidale di questa. In tutti gli ambiti in cui vi trovate, l’amore di Dio ci invita a portare la Buona Notizia, facendo della propria vita un dono a Lui e agli altri. E questo significa essere coraggiosi, questo significa essere liberi!...
Papa Francesco - Veglia di preghiera 30/07/2016 - GMG Cracovia

  Veglia di preghiera...

per sorridere...
  Ai giovani il Papa ha detto... (vignetta GIOBA)

Susanna Rufi, 19enne di una parrocchia romana, è morta a Vienna per meningite, durante il viaggio di rientro da Cracovia dove aveva partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù... 
«La Chiesa italiana – si legge in una nota della Cei – si stringe nel cordoglio attorno ai familiari della ragazza rimasta vittima, a conclusione di un’esperienza che è stata all’insegna della fraternità e della condivisione».
  Uccisa dalla meningite mentre torna dalla Gmg

Udienza 03/08/2016
  Il grande silenzio della visita ad Auschwitz-Birkenau...

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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Pranzo con i giovani - Preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo (testi, foto e video)

 30 luglio 2016 
ore 12.45 Pranzo con i giovani in Arcivescovado
Zuppa con carne e fiori di zucchine, pierogi (i tipici tortelloni russi) con diverse salse, riso e per dessert una cheese cake “buonissima”. Da bere, acqua e succo d’arancia. Questo il menù del pranzo che oggi il Papa ha condiviso alla Curia arcivescovile di Cracovia con 13 ragazzi impegnati nell’organizzazione della Giornata mondiale della gioventù, il cardinale Dziwisz e un interprete.
Due per ogni continente, e in più due polacchi. Il Papa ha parlato in spagnolo per tutta la durata del pranzo (1 ora e 20 minuti) e ha voluto che ciascuno dei ragazzi, tutti seduti allo stesso tavolo gli facesse la domanda che gli stava più a cuore. “Voglio ascoltarvi”, ha detto ai ragazzi, che hanno incontrato i giornalisti nella sala stampa.
Un incontro senza protocollo, spiegano i giovani ...
  I 13 giovani a pranzo con Papa Francesco: ‘Menù semplice e tanto dialogo’
  video
Nel pomeriggio verso le ore 18, mentre si recava dall’arcivescovado al Campus Misericordiae per la Veglia di preghiera con i giovani, il Papa ha compiuto una breve visita nella Chiesa di San Francesco,
Il Papa ha recitato una “Preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo ...
  video

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Viaggio Apostolico in Polonia: Conferenza stampa del Santo Padre durante il volo di ritorno dalla Polonia (testo e video integrale)

Viaggio Apostolico in Polonia: Conferenza stampa del Santo Padre 
durante il volo di ritorno dalla Polonia 
(Volo Papale, 31 luglio 2016)
Padre Lombardi
Santo Padre, grazie mille di essere qui con noi, al ritorno da questo viaggio. Nonostante il temporale di questa sera, mi pare che sia andato tutto talmente bene, che siamo tutti molto felici e contenti e speriamo che anche Lei lo sia di questi giorni. Come al solito le faremo alcune domande. Ma se Lei vuole dirci qualche cosa per introdurre, siamo a sua disposizione...
Papa Francesco
Buonasera, e vi ringrazio del vostro lavoro e della vostra compagnia. Vorrei dare a voi, perché siete compagni di lavoro, le condoglianze per la morte di Anna Maria Jacobini. Oggi ho ricevuto la sorella, il nipote e la nipote, erano tanto addolorati di questo… E’ una cosa triste di questo viaggio.
Poi vorrei ringraziare padre Lombardi e Mauro, perché questo sarà l’ultimo viaggio che fanno con noi. Padre Lombardi è stato a Radio Vaticana più di 25 anni e poi nei voli 10. E Mauro 37, 37 anni incaricato dei bagagli nei voli. Ringrazio tanto Mauro e padre Lombardi. E poi alla fine ringrazieremo con una torta…
E sono a vostra disposizione. Il viaggio è breve… Faremo di fretta questa volta.
  il testo integrale
  video

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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Saluto della buonanotte: tre parole possono aiutarvi a vivere la vita matrimoniale: permesso, grazie, scusa... Vi do un consiglio: non terminate mai la giornata senza fare pace... Non occorrono discorsi, basta un gesto... Quando c’è amore, un gesto sistema tutto.

 28 luglio 2016
Saluto ai fedeli riuniti nella piazza antistante l'Arcivescovado di Kraków
Mi dicono che molti di voi capiscono il castigliano, e così parlerò in castigliano. Mi dicono anche che oggi c’è un bel gruppo qui, in questa piazza, di sposi novelli e giovani sposi. Io, quando incontro qualcuno che si sposa, un giovane che si sposa, una ragazza che si sposa, dico loro: “Questi sono quelli che hanno coraggio!”. Perché non è facile formare una famiglia, non è facile impegnare la vita per sempre, bisogna avere coraggio. E mi congratulo, perché voi avete coraggio.
A volte mi chiedono come fare perché la famiglia vada sempre avanti e superi le difficoltà. Io suggerisco loro di utilizzare sempre tre parole, tre parole che esprimono tre atteggiamenti – lì stanno arrivando nuovi sposi novelli –, tre parole che possono aiutarvi a vivere la vita matrimoniale, perché nella vita matrimoniale ci sono difficoltà. Il matrimonio è qualcosa di tanto bello, tanto splendido che dobbiamo averne cura, perché è per sempre. E le tre parole sono: permesso, grazie, scusa. ...

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I NOSTRI TEMPI


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Dedicata a tutti gli amici... 

 
La vera amicizia resiste... (Isabel Allende)
  La vera amicizia resiste... (Isabel Allende)


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"I giovani non sono il futuro, ma il presente" di Enzo Bianchi


I giovani non sono il futuro, 
ma il presente
di Enzo Bianchi
Da anni i più attenti conoscitori del mondo giovanile vanno ripetendo che siamo di fronte a un cambiamento radicale nella difficile arte di trasmettere alla generazione successiva i principi ritenuti fondamentali per affrontare il duro mestiere di vivere e di vivere in società. Non solo perché sono crollate le ideologie e i sistemi sociali che ad esse si ispiravano, ma ancor più perché alla consueta diffidenza che ogni generazione nutre per il patrimonio di valori che quella precedente ha da trasmettere, si è aggiunta la convinzione che non c'è più nemmeno un patrimonio da ricevere: la cultura globalizzata dominante sembra affermare che il mondo inizi sempre da capo, che l'umanità non possieda capisaldi condivisi, che una scelta equivalga all'altra e che domani si possa «rottamare» quello che abbiamo acquisito oggi.
Del resto è significativo che alla consueta e magari stantia domanda rivolta ai ragazzi - «cosa vorresti fare da grande?» - la risposta non consista ormai più nell'uno o nell'altro mestiere o professione bensì in un sempre più maggioritario e tragicamente uniforme: «Vorrei avere molti soldi per fare ciò che mi piace». ...


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Per non dimenticare... ore 10.25... 36 anni fà proprio a quest'ora!

 
E' il 2 agosto 1980...


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«Qui ad Aleppo neonati e bambini non hanno più nulla da mangiare» Milad Fadel, giornalista di Al Jazeera scoppia in lacrime in diretta

Il reporter Milad Fadel della Tv in lingua araba Al Jazeera, mentre in diretta sta raccontando la drammatica situazione nella città siriana di Aleppo sotto assedio e ridotta allo stremo, improvvisamente scoppia a piangere davanti le telecamere e si allontana dal video.  
“Qui ad Aleppo neonati e bambini non hanno più nulla da mangiare” commenta il reporter di Al Jazeera mentre piange.
L'oggettività del cronista si infrange di fronte al disastro umanitario. Davanti alla tragedia dei bambini che non hanno più niente da mangiare e muoiono di fame ad Aleppo, nel silenzio e nell'impotenza del resto del mondo, l'uomo prende il sopravvento sul professionista dell'informazione.
  video

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Scene del genere si vedono di solito in Siria, in Nigeria o in Pakistan dove i cristiani sono una minoranza perseguitata e le loro chiese vengono sistematicamente incendiate e abbattute. Invece queste immagini si riferiscono a quello che è accaduto mercoledì, 3 agosto, a pochi giorni dall’assassinio di padre Jacques Hamel mentre celebrava l’Eucarestia, a Parigi, rue François Bonvin, nel 15 ° arrondissement della città. La celebrazione della messa nella chiesa di Santa Rita viene interrotta dall’irruzione della polizia. Un gruppo di sacerdoti, spalleggiati dai fedeli, cerca di resistere invano e viene strattonato e portato via di peso per "liberare" la chiesa e iniziare i lavori di demolizione. 
La vicenda di questo luogo di culto destinato a lasciare spazio ad un parcheggio va avanti da anni. 
  PARIGI, LA RESISTENZA DEI CATTOLICI CONTRO LA DEMOLIZIONE DELLA CHIESA DI S. RITA

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In migliaia in fuga dalla violenza e dall'orrore, dal Sud Sudan, dove gruppi armati saccheggiano villaggi, uccidono i civili e reclutano con la forza giovani e bambini; in migliaia in cerca di un posto in cui vivere che non sia solo guerra e disperazione. Circa 60mila persone fuggite nell'ultimo mese dal Paese africano si svegliano ogni giorno con un unico sogno: scappare verso l'Uganda (dove il flusso di rifugiati provenienti dal Sud Sudan è raddoppiato negli ultimi dieci giorni), il Kenya, il Sudan.
  Sud Sudan, 60mila persone in fuga dalla violenza


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Il martirio è... (Giovanni Paolo II)
  ... La vera ricchezza è... (Papa Francesco)
  Gesù non ci chiede quello che non abbiamo...  (Benedetto XVI)
  Posso benissimo sapere molto a proposito della fede...  (Andrè Louf)
  La grande fede della donna non sta... (Ermes Ronchi)
  Come Pietro, modello del credente... (Ermes Ronchi)
 
Seguire Gesù è un impegno totale... (Giovanni Vannucci)
 

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31 luglio memoria liturgica di Sant'Ignazio di Loyiola
  Prega come se tutto dipendesse da Dio...
  L'amore deve manifestarsi...
  Voglio veder ridere...

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Lettera dei Ministri generali francescani
Nel 2016 coincidono due date: l’anniversario della data tradizionale della concessione dell’indulgenza della Porziuncola, voluta da Francesco per “mandare tutti in paradiso”, e il giubileo della misericordia, voluto da un Papa che di Francesco porta il nome....
Questo centenario ci aiuti a provare una salutare vergogna perché nessuno sembra prendersi cura di mettere pace e concordia nella realtà conflittuale in cui viviamo e ci faccia crescere nella creativa capacità di trovare maniere nuove per cantare un canto comprensibile agli uomini e alle donne del nostro tempo. Sia la nostra vita quel canto che, nella misura in cui è lode vivente a quel Dio da cui proviene ogni amore, diventa provocazione efficace per costruire pace e riconciliazione.
  L’INDULGENZA DELLA PORZIUNCOLA E IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
  OGNUNO HA IL SUO POSTO DENTRO LA PORZIUNCOLA

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Lutto per la chiesa di Lucca e per quella di Pistoia per la scomparsa di monsignor Mansueto Bianchi, morto oggi (3 agosto) all'età di 67 anni. Ex vescovo di Volterra, dal 2000 al 2006, e poi di Pistoia fino al 2014, monsignor Bianchi aveva da tempo problemi di salute

  Morto l'ex vescovo Mansueto Bianchi

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Il 5 agosto si festeggia la Dedicazione di questa Basilica. Narra una tardiva leggenda che la Madonna, apparendo nella stessa notte del 5 agosto del 352 a papa Liberio e a un patrizio romano, li avrebbe invitati a costruire una chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve. Il mattino del 6 agosto una prodigiosa nevicata, ricoprendo l'area esatta dell'edificio, avrebbe confermato la visione, inducendo il papa e il ricco patrizio a metter mano alla costruzione del primo grande santuario mariano, che prese il nome di S. Maria "ad nives", della neve. 

  SANTA MARIA MAGGIORE, LA BASILICA "NATA" DA UNA NEVICATA D'AGOSTO

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO  SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Agosto 2016: "Che lo sport promuova l’incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo." (videomessaggio)


Intenzione di preghiera 
di Papa Francesco 
per il mese di Agosto 2016
Con lo sport è possibile costruire una cultura di incontro tra tutti per un mondo di pace.
Mi piace sognare lo sport come pratica della dignità umana, trasformata in un veicolo di fraternità.
Vogliamo allenarci insieme con questa intenzione di preghiera?
Che lo sport promuova l’incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo.
  video


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Vangelo: Lc 12,13-21
"I miei frutti... i miei granai... i miei beni... la mia vita". Avidità, brama di possesso, cupidigia, sono espressione dell'egoismo dell'uomo che si manifesta nell'avere di più, come i quattro possessivi presenti nei versetti 17-19 evidenziano magnificamente. L'accumulo dei beni è il tentativo che noi uomini da sempre mettiamo in atto per salvare la nostra vita dalla minaccia della povertà e dalla morte, è il "lievito dei farisei " (12,1). La sicurezza però non dipende dai beni ma viene dal Padre, per questo siamo figli suoi e fratelli gli uni con gli altri. Ma se noi facciamo dipendere la nostra esistenza dalle cose che possediamo, Dio non è più nostro Padre e i fratelli diventano pericolosi concorrenti. I beni della terra invece sono doni della munificenza del Signore per la vita di tutti e tali devono rimanere; tutti noi, perciò, siamo chiamati a condividerli con i fratelli se realmente vogliamo essere figli suoi. ...

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"Siamo veramente ricchi solo di ciò che doniamo" di p. Ermes Ronchi - XVIII Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XVIII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture: Qoèlet 1,2;2,21-23; Salmo 89; Colossesi 3,1-5.9-11; Luca 12,13-21
...
Gesù non fa come certi predicatori che stendono un velo di triste rifiuto sulle cose del mondo, quasi volessero disamorarci della vita; non dice che il pane non è buono, che il benessere è male. Dice che non di solo pane vive l'uomo. Che anzi, di solo pane, di solo benessere, di sole cose, l'uomo muore. Che la tua vita non dipende da ciò che possiedi, non dipende da ciò che uno ha, ma da ciò che uno dà. La vita vive di vita donata. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo dato via. Sulle colonne dell'avere troveremo alla fine soltanto ciò che abbiamo perduto per qualcuno. «Se vuoi, hai dei granai, sono nelle case dei poveri» (san Basilio).
...Gesù intende rispondere a una domanda globale di felicità che si nutre di almeno due condizioni: non può mai essere solitaria e ha sempre a che fare con il dono.
Vuoi vita piena? Non cercarla al mercato delle cose: le cose promettono ciò che non possono mantenere. Le cose hanno un fondo e il fondo delle cose è vuoto. Cercala dalla parte delle persone. Sposta il tuo desiderio.
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. L'alternativa è chiara: chi accumula «per sé», lentamente muore. Chi arricchisce presso Dio, accumulando relazioni buone, donando invece di trattenere, ha trovato il segreto della vita che non muore.

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni



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In Francia ed in Italia Musulmani domenica in chiesa?

Musulmani domenica in chiesa? 
C'è attesa
di Marina Corradi
Sarebbe una cosa grande. Se anche solo uno su dieci dei cinque milioni di islamici che vivono in Francia rispondesse all’appello del Consiglio francese per il culto musulmano e domenica si recasse in una chiesa, nell’ora della Messa, in segno di solidarietà dopo Rouen, sarebbe davvero una cosa grande. Tanto grande che, abituati come siamo al cinismo e al pessimismo, quasi fatichiamo a crederci. Davvero gli islamici di Francia sapranno seguire l’invito e si spingeranno nelle chiese, in segno di «solidarietà e compassione» – così recita il comunicato del Cfcm – per il «vile omicidio» di un sacerdote? Domenica vedremo. Intanto però si può dire che già questo appello, dall’organismo che rappresenta in maniera ufficiale le 2.500 moschee del Paese, è ciò che si sperava, uno dei segni che si attendevano. Non solo la presa di posizione di un imam o di un altro, ma l’invito a un gesto corale.  ...
  video del tg1
Riportiamo in calce la traduzione del comunicato stampa diramato dall'IHEI (Institut des Hautes Etudes Islamiques), associazione partner con cui la CO.RE.IS. Italiana è gemellata in Francia.
  Comunicato IHEI

... La Chiesa parla da Cracovia, stretta intorno al Papa e ai giovani per la Giornata mondiale della goventù. "Credo che sia un segno molto bello, un segno che aspettavamo e vuol dire come i credenti di tutte le religioni, in particolare cristiani e musulmani, condannino la violenza in nome di Dio, considerandola falsa e contraria ad ogni ispirazione religiosa", afferma Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, teologo e presidente della Commissione Cei per l'ecumenismo e il dialogo interreligiosicommenta l'iniziativa.
Sulla stessa linea d'onda il portavoce della Conferenza episcopale italiana, don Ivan Maffeis: "È un gesto enorme, mette fuori gioco chi vuole dividere, chi vuole una strategia del terrore". E che in qualche modo risponde anche a chi "pretende di sconfessare il Santo Padre. Ho letto parole molto dure in questi giorni ma la posizione della Chiesa è chiara, anche se non scontata per tutti". ...
  «Musulmani nelle chiese, segno bello e atteso»

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Rouen: musulmani in chiesa, "no" alla violenza
Dopo l'appello lanciato dal Centro per il culto musulmano francese in seguito all'assassinio di padre Jacques Hamel: "i musulmani vadano a messa domenica mattina per dare ai cattolici un segno di solidarietà"
Imam in chiesa in Francia e Italia per assistere alla messa e dire no alla violenza dopo il barbaro omicidio il 26 luglio di padre Hamel nella parrocchia di Saint-Étienne a Rouen
Grande la partecipazione dopo l'appello lanciato dal Centro per il culto musulmano francese. In Italia la Coreis (Comunità Religiosa Islamica Italiana) ha deciso di partecipare alla fratellanza spirituale: i suoi delegati hanno portato oggi il saluto in chiesa in tante città, dal Nord al Sud del Paese, da Milano a Palermo. ...
Da Milano a Palermo, da Genova a Roma e Bari, imam e fedeli in preghiera con i cattolici rispondendo all'iniziativa promossa dalla comunità islamica francese dopo l'uccisione di padre Jacques Hamel. Misure di sicurezza rafforzate e agenti in borghese
L'Islam varca la soglia delle chiese italiane. Un gesto potentissimo, che giunge nell'ultima domenica di un luglio di sangue e dopo l'attentato in chiesa di Rouen. Da Milano a Roma, Firenze, Napoli, Torino, Palermo, Catania, Bari, imam e credenti musulmani - più di 15mila secondo Foad Aodi, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) - pregano a messa insieme ai cristiani di fede cattolica e non mancano messaggi di pace e comunione, abbracci e momenti di grande commozione.  ...
  Nelle chiese italiane oltre 15mila musulmani: "Preghiamo insieme, ma serve più dialogo"
Vedi anche:
  • Musulmani e cattolici in chiesa «Siamo fratelli, ma serve più dialogo» Imam bresciano: «I terroristi? Falliti»
  • I musulmani in chiesa a Ventimiglia
  • «SIAMO FRATELLI»: APPELLO RACCOLTO, I MUSULMANI PREGANO NELLE CHIESE
Vedi anche il nostro post precedente:
  • In Francia ed in Italia Musulmani domenica in chiesa?

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"Cristiani e islamici una sola preghiera" di Vito Mancuso

Cristiani e islamici una sola preghiera
di Vito Mancuso
Due giorni fa in diverse città di Francia e d’Italia alcuni imam e semplici fedeli musulmani hanno partecipato alla messa cattolica, compiendo un gesto assolutamente inedito e direi persino inimmaginabile. L’hanno fatto per testimoniare pubblicamente due cose: la solidarietà ai cattolici per l’assassinio di padre Hamel e l’inequivocabile condanna del terrorismo che utilizza la religione. Ma al di là della contingenza immediata alla base di questa nobile iniziativa, occorre porsi una domanda: i cristiani e i musulmani possono davvero pregare insieme? Quello di domenica è un evento autenticamente religioso e come tale reiterabile anche in futuro, o è un evento sociopolitico compiuto in un contesto religioso? La mia tesi è che si tratta di un evento sociopolitico in un contesto religioso, e che come tale esso non può diventare un evento religioso ripetibile nel futuro, se non sempre in via del tutto eccezionale e con le medesime finalità socio-politiche …
Questo significa che musulmani e cristiani, o fedeli di altre religioni, non possono in alcun modo rivolgersi insieme all’unico Dio? La risposta dipende da cosa si intende per preghiera e da come si esercita il pregare. Se la preghiera è intesa come proclamazione della fede dottrinale è del tutto evidente l’impossibilità strutturale di condurla insieme: cosa hanno in comune i fedeli che iniziano a pregare dicendo “nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” e che così proclamano la loro fede in un Dio che è Trinità, con i fedeli che fanno del monoteismo assoluto l’essenza decisiva della fede? 
Finché si rimane al livello delle religioni istituite non è possibile un’autentica preghiera comune. ...
Oggi siamo al cospetto di un’epoca molto vitale per le religioni. Il mondo è diventato un laboratorio che chiama le singole religioni con i loro riti e le loro liturgie a mettersi al servizio di questa dimensione esistenziale della preghiera, assai più importante della preghiera come espressione della fede dottrinale. E in questa prospettiva, senza attendere un futuro atto terroristico ma semmai contribuendo a prevenirlo, sarebbe bellissimo che almeno una volta all’anno i fedeli delle diverse religioni si incontrassero davvero con finalità spirituale, meditando umilmente, nel più perfetto silenzio, di fronte all’immensità della vita e al suo mistero. Sperimenterebbero così l’inadeguatezza di tutte le loro dottrine e i loro precetti, e questa esperienza di vera trascendenza è la via privilegiata per la pace e il mite sorriso che dimora nel cuore di ogni autentica persona spirituale.

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Abdel Qader Mohamad, imam di Perugia e di Colle Val d'Elsa, ad Assisi incontrando il Papa: le sue parole sono «come quelle scritte con l'acqua d'oro»

 Assisi 3 agosto 2016
Abdel Qader Mohamad, imam di Perugia e di Colle Val d'Elsa, incontra Papa Francesco
E' stato un po' come quando San Francesco, secoli or sono, volle incontrare il sultano per impedire la quinta crociata. Solo che stavolta, otto secoli dopo, è stato l'imam di Perugia e di Colle Val d'Elsa a chiedere di incontrare il Papa. «Sapevo che doveva venire ad Assisi ed era mio dovere andarlo a ringraziare». L'abbraccio è avvenuto a Santa Maria degli Angeli, appena fuori dalla chiesa. Abdel Qader Mohamad gli ha detto che le sue parole sono «come quelle scritte con l'acqua d'oro», l'inchiostro d'oro zecchino che i calligrafi arabi usano per vergare le pagine del Corano. Parole sante. 
«BELLE LE PAROLE SULL'ISLAM» 
«Due giorni fa egli ha dichiarato una cosa importante per il mondo islamico, ha detto che l'Islam non è terrorismo, ma pace e misericordia. Noi stiamo lottando per affrontare chi butta benzina sul fuoco. I terroristi bestemmiano Dio, non sono musulmani, ecco perché le parole del Papa rimarranno scritte con l'acqua d'oro. Come i valori più importanti. Gli ho detto che assieme possiamo affrontare la situazione, uniti. Noi ora siamo più sicuri e tranquilli». E il Papa? «Era di buon umore, ha sorriso, mi ha regalato una medaglia»...


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... O Dio, Padre Eterno, esaudisci nella Tua misericordia la preghiera che innalziamo a Te tra il fragore e la disperazione del mondo. Ci rivolgiamo a Te con grande speranza, ricolmi di fiducia nella Tua infinita Misericordia, affidandoci all’intercessione della Tua Santissima Madre... e chiediamo il dono della pace e l’allontanamento da noi della piaga del terrorismo....
Papa Francesco “Preghiera per la pace e la difesa dalla violenza e dal terrorismo” 30/07/2016

  Non ci sono guerre di religione...  (vignetta GIOBA)

  Che scandalo!! ... Accoglie peccatori... (vignetta GIOBA)
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... mai come adesso la Chiesa e l’Islam si trovano a far fronte ad uno stesso problema, l’estremismo islamico che miete vittime tanto tra i musulmani quanto tra i cristiani.
Così Papa Francesco – dopo un primo annuncio che prima o poi sarebbe andato – ha fatto inserire in agenda la visita per l’anno successivo, a Giubileo della Misericordia terminato, in una data ancora da destinarsi ma che probabilmente cadrà nelle prime settimane dell’anno nuovo...

  Bergoglio visiterà la moschea di Roma: è il primo Papa a farlo

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Dopo la visita di domenica scorsa dei musulmani nelle chiese, la comunità islamica è divisa.La Grande Moschea di Roma non ha aderito all’iniziativa. Un’occasione mancata, secondo alcuni. Ma che il Papa ricucirà, recandosi in visita proprio in quella moschea.

  Simone Varisco:   Se Maometto non va alla montagna, Francesco va alla Moschea di Roma


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Papa Francesco, come espresso lo scorso 12 maggio nell’incontro con le superiori generali in Aula Paolo VI, ha ufficialmente istituito una Commissione incaricata di studiare la questione del Diaconato delle donne”, "soprattutto riguardo ai primi tempi della Chiesa".
Come presidente, Francesco ha nominato l’arcivescovo Luis Francisco Ladaria Ferrer, segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. I membri della Commissione sono 12, sei donne e sei uomini...


  Papa crea Commissione di studio sul Diaconato delle donne

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 FRANCESCO
 


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30/07/2016:

  Voglio misericordia e non sacrificio...

  Gesù desidera cuori veramente consacrati...

  Gesù cerca cuori aperti...


31/07/2016:

  Dio ci ama così come siamo...

  Dio conta su di te...

  Gesù ti parla ogni giorno...

  Un immenso "grazie" a voi...

02/08/2016:

  Il segreto della gioia...

04/08/2016:

  Il perdono di Dio non conosce limiti...

05/08/2016:

  Auguri agli atleti di #Rio2016!...

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Udienza 03/08/2016

  In questo mondo in guerra...

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Assisi 03/08/2016 Porziuncola

  Il cuore che perdona...

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  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


«Questo mondo è malato di crudeltà, di dolore, di guerra, di odio, di tristezza. E per questo sempre vi chiedo lo preghiera: che il Signore ci dia la pace!» Papa Francesco Udienza Generale 03/08/2016 (Foto, testo e video)


 3 agosto 2016 

Dopo la pausa di luglio, sono riprese le udienze generali del mercoledì.
Tra l'entusiasmo straripante dei fedeli l'udienza si è tenuta in Aula Paolo VI come di consueto nei mesi estivi. Al centro del discorso delPapa il recente viaggio apostolico in Polonia, che ha avuto tra gli scopi laGiornata mondiale della gioventù a Cracovia

Viaggio in Polonia, 31a Giornata Mondiale della Gioventù

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei riflettere brevemente sul Viaggio Apostolico che ho compiuto nei giorni scorsi in Polonia.

L’occasione del Viaggio è stata la Giornata Mondiale della Gioventù, a 25 anni da quella storica celebrata a Chęstochova poco dopo la caduta della “cortina di ferro”. In questi 25 anni è cambiata la Polonia, è cambiata l’Europa ed è cambiato il mondo, e questa GMG è diventata un segno profetico per la Polonia, per l’Europa e per il mondo. ...
  video della catechesi
Messaggio del Santo Padre in occasione delle Olimpiadi a Rio de Janeiro.
Vorrei ora rivolgere un saluto affettuoso al popolo brasiliano, in particolare alla città di Rio de Janeiro, che ospita gli atleti e gli appassionati di tutto il mondo in occasione delle Olimpiadi. In un mondo che ha sete di pace, tolleranza e riconciliazione, auguro che lo spirito dei Giochi Olimpici possa ispirare tutti, partecipanti e spettatori, a combattere “la buona battaglia” e terminare insieme la corsa (cfr 2 Tm 4, 7-8), desiderando conseguire come premio non una medaglia, ma qualcosa di molto più prezioso: la realizzazione di una civiltà in cui regna la solidarietà, fondata sul riconoscimento che tutti siamo membri di un’unica famiglia umana, indipendentemente dalle differenze di cultura, colore della pelle o religione. E per i brasiliani, che con la loro gioia e caratteristica ospitalità organizzano la Festa dello Sport, auspico che questa sia un’opportunità per superare i momenti difficili e impegnarsi nel “lavoro di squadra” per la costruzione di un paese più giusto e più sicuro, scommettendo su un futuro pieno di speranza e di gioia. Dio vi benedica tutti!
  video
  testo integrale
  video integrale

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Non c’è nessuno fra noi che non sia stato perdonato.... Offrire la testimonianza della Misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. (Testo e video)

VISITA ALLA BASILICA DI SANTA MARIA DEGLI ANGELI
IN OCCASIONE DELL'OTTAVO CENTENARIO DEL PERDONO DI ASSISI
MEDITAZIONE DI PAPA FRANCESCO
Basilica di Santa Maria degli Angeli - Assisi
Giovedì, 4 agosto 2016
Mi piace ricordare oggi, cari fratelli e sorelle, prima di tutto, le parole che, secondo un’antica tradizione, san Francesco pronunciò proprio qui, davanti a tutto il popolo e ai vescovi: “Voglio mandarvi tutti in paradiso!”. Cosa poteva chiedere di più bello il Poverello di Assisi, se non il dono della salvezza, della vita eterna con Dio e della gioia senza fine, che Gesù ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione?
Il paradiso, d’altronde, che cos’è se non il mistero di amore che ci lega per sempre a Dio per contemplarlo senza fine?
...
Quella del perdono è certamente la strada maestra da seguire per raggiungere quel posto in Paradiso. E’ difficile perdonare! Quanto costa, a noi, perdonare gli altri! Pensiamoci un po’. E qui alla Porziuncola tutto parla di perdono! Che grande regalo ci ha fatto il Signore insegnandoci a perdonare – o, almeno, ad avere la volontà di perdonare - per farci toccare con mano la misericordia del Padre! Abbiamo ascoltato la parabola con la quale Gesù ci insegna a perdonare (cfr Mt 18,21-35). Perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più. Non c’è nessuno fra noi, qui, che non sia stato perdonato. Ognuno pensi… pensiamo in silenzio le cose brutte che abbiamo fatto e come il Signore ci ha perdonato. La parabola ci dice proprio questo: come Dio perdona noi, così anche noi dobbiamo perdonare chi ci fa del male. E’ la carezza del perdono. Il cuore che perdona. Il cuore che perdona accarezza. Tanto lontano da quel gesto: “me la pagherai!” Il perdono è un’altra cosa. Precisamente come nella preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, quando diciamo: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). I debiti sono i nostri peccati davanti a Dio, e i nostri debitori sono quelli a cui anche noi dobbiamo perdonare. ...
  video della meditazione del Papa
  testo integrale
  video integrale

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La guerra dei tradizionalisti a Papa Francesco. Intervista ad Andrea Grillo di Pierluigi Mele

In questi giorni Massimo Franco, notista politico ed esperto di cose vaticane per il Corriere della Sera, in un pezzo dal titolo “I tradizionalisti contro Francesco” riporta, nell’articolo, l’appello, ripreso dal blog ultraconservatore “Corrispondenza romana”, di 45 teologi e storici in cui si chiede al collegio cardinalizio di intervenire sul Papa affinché si ripudino “gli errori presenti nel documento in modo definitivo e finale, e di dichiarare autorevolmente che non è necessario che i credenti credano a quanto affermato dall’Amoris laetitia». E’ l’ultimo di una serie di episodi della guerra dei tradizionalisti contro Francesco. Intervista di Pierluigi Mele ad Andrea Grillo, docente di Teologia Sacramentaria e Filosofia della religione al Pontificio Ateneo “Sant’Anselmo” di Roma.
Professore, l’impressione che si ha è che il dissenso si stia allargando. È così? Oppure è solo una enfatizzazione mediatica…?
Penso che sia buona norma, anche per i giornalisti famosi, di controllare le fonti su cui basano i loro articoli. Il documento di cui si parla nel pezzo citato è un testo scritto nel linguaggio di 150 anni fa, e firmato da pochi sconosciuti. Gli unici firmatari noti appartengono a settori isolati, marginali e autoreferenziali della Chiesa cattolica. Far passare questa per opposizione a Francesco è una operazione mediatica senza alcun fondamento. Fa sorridere. Al di là dei giornalisti, io direi a coloro che hanno problemi, di esibire qualche argomentazione fondata, qualche ragionamento convincente. Fino ad ora hanno esibito solo propaganda vecchia e presuntuosa disperazione.
Quanta presa hanno sul Popolo di Dio queste posizioni?
Queste posizioni trovano attenzione – e sono anche sollecitate – soltanto da alcuni ambienti curiali – romani o periferici – che nulla hanno a che fare con il popolo di Dio. Sono giochi di potere di chi vede messo in discussione il proprio ruolo clericale, che prima sfuggiva ad ogni controllo e che ora non gode più di libertà. Papa Francesco, come è inevitabile, viene attaccato da chi ha paura della Riforma della Chiesa e di perdere potere. Il popolo di Dio non c’entra nulla e giustamente non si interessa di questo.
...
Ultima domanda: Quello che appare, in realtà, l’obiettivo finale dei conservatori è la messa in mora della creatività del Concilio Vaticano II. E’ questa la vera posta in gioco?
Effettivamente è molto utile non “personalizzare” troppo la questione. Con Francesco noi abbiamo trovato, 50 anni dopo il Concilio, il primo papa “figlio del Concilio” – ossia che è “nato alla vita ministeriale nella Chiesa non pre-, ma post-conciliare – che propone il Concilio non anzitutto teoricamente, ma con il suo modo di pensare la realtà, di comunicare, di intrecciare relazioni, di pregare o di scherzare. Tutto questo è “concilio reso vivo ed efficace”. Chi pensava che con Giovanni Paolo II e poi con Benedetto XVI avessimo “messo sotto tutela” lo slancio conciliare, ora è sorpreso, amareggiato, in qualche caso adirato. Ma Francesco procede sereno. Come ha detto più volte, dorme bene la notte. Sarebbe cosa buona che anche i suoi interlocutori più accesi si mettessero il cuore in pace e riuscissero a prendere sonno la sera
Leggi anche:
  I tradizionalisti contro Francesco di Massimo Franco

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Per un bilancio della visita del Papa alla Porziuncola ascoltiamo il provinciale dei Frati Minori dell’Umbria, padre Claudio Durighetto

  RADIO VATICANA:   P. Durighetto: il fuoriprogramma delle Confessioni, guizzo dello Spirito

L'incontro con Papa Francesco di quattro bambini  scout di Alcamo confessati dal pontefice

  TV2000:   video


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