"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°23 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dall'11 al 17 giugno 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 24 giugno 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





I NOSTRI TEMPI



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CRISI ECOLOGICA - Appello NO OIL: a quando l’onda verde? di p. Alex Zanotelli


Nella Giornata mondiale dell’ambiente, che si é celebrata domenica 5 giugno 2016, P. Alex Zanotelli [nella foto] lancia un appello lamentandosi che “il mondo politico italiano non sembra interessato ad approfondire il problema della gravità della crisi ecologica”. Il missionario ribadisce che “ne è un segnale chiaro l’assenza quasi totale di questo tema nell’attuale campagna elettorale”. 
E conclude: “Non ho sentito da nessuna parte l’impegno ad andare verso le emissioni zero o sganciarsi progressivamente dai combustibili fossili”...
TOCCA A NOI CAMBIARE IL SISTEMA p. Alex Zanotelli (Breve estratto dalla Puntata "Che caldo che fa"- TV2000 dell'11 maggio 2016)
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  “Il Polo Nord? Potrebbe svanire già entro quest’anno”La previsione choc di un climatologo di Cambridge. Gli altri scienziati: scenario realistico, ma forse ci vorrà più tempo

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"Ballate senza vergogna e sognate la vostra vita perché l'estate mette subbuglio". I compiti per le vacanze di un prof di liceo

Ormai che l'anno scolastico è giunto al termine ci piace ricordare la lista dei compiti per le vacanze consegnata lo scorso anno agli alunni dal professore Cesare Catà, insegnante al Liceo delle Scienze Umane "Don Bosco" di Fermo.
Invece di ordinare letture obbligatorie o esercizi, Catà consiglia agli studenti di contemplare il mare in solitudine, ammirare l'alba, sognare la vita futura, leggere "perché è la migliore forma di rivolta" e "ballare senza vergogna". Consigli di vita che sembrano impartiti da un maestro che ha a cuore il benessere psicologico e spirituale dei suoi ragazzi piuttosto che il nozionismo.
Ecco i 15 punti che il professor Catà ha riportato anche nella propria pagina Facebook ...


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Niente compiti per le vacanze, anzi l'ordine tassativo di fare altro: passeggiare sulla spiaggia, parlare con le persone, guardare l'alba. Una posizione condivisa da plotoni di genitori (e anche da qualche insegnante) quella del riposo "obbligatorio" nei tre mesi di scuole chiuse (sulla cui sostenibilità sociale poi bisognerebbe aprire un altro capitolo, ma non è questo il momento) ma che lascia perplessi perché arriva non da un preside, nè tanto meno da un pedagogista. Arriva da un sindaco di un piccolo comune della Bargagia, Mamoiada, convinto della necessità di dover dettare la linea ai suoi giovani concittadini.

  Cinzia Arena:   Sindaco della Sardegna vieta i compiti per le vacanze

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FEMMINICIDIO- NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE - Chi colpisce una donna colpisce tutti noi
Istruzioni per aiutare la donna che subisce le violenze dell'uomo
(Nunzia Alessandra Schillirò, vice questore aggiunto della Polizia di Stato, e Beatrice Toro, psicologo e psicoterapeuta, - breve estratto dalla puntata di "Bel tempo si spera - TV2000" del 6 giugno 2016)

 
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Ha donato il sangue, anche se non poteva mangiare né bere a causa del Ramadan. Mahmoud ElAwadi, musulmano di 36 anni, emigrato dall'Egitto agli Stati Uniti, non ci ha pensato due volte a portare il suo piccolo aiuto ai sopravvissuti e ai feriti della strage di Orlando. Su Facebook ha pubblicato la foto del prelievo e ha scritto un potente messaggio di solidarietà, che ha raggiunto più di 400mila "mi piace" e oltre 170mila condivisioni. "Come essere umano - ha spiegato poi - era il minimo che potessi fare per i miei amici americani".

  Strage Orlando, Mahmoud ElAwadi, musulmano, dona il sangue e scrive un potente messaggio di solidarietà


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A Orlando sono state ammazzate 49 persone, non 49 gay


Se un uomo strangola e brucia la sua fidanzata, perché lo aveva lasciato, non è pazzo, ma lucidissimo: il contrario dell’amore è il controllo, che si mostra con la maschera dell’amore, ma dell’amore non ha l’essenza, cioè il dono di sé perché l’altro abbia vita, ma il contrario: la distruzione dell’altro perché io abbia vita. 
Molti giornali e commentatori di fronte a ripetuti fatti di cronaca continuano a snocciolare la solita litania delle turbe psichiche. Ma qui in gioco non c’è nessuna distorsione della psiche, se non come conseguenza di una distorsione più radicale, perché più profonda: una frattura spirituale. L’unica cosa reale di questa vita è l’amore, reale perché amando diventiamo reali e facciamo diventare reale ciò che amiamo. Senza amore tutto tende al nulla e alla distruzione. ...
Una cultura senza Dio precipita nella corruzione spirituale dell’amore, che è il controllo, proprio perché l’amore è l’unica cosa che ci serve a vivere. Se non è l’amore che donandosi libera, inevitabilmente precipita nel suo polo opposto, l’amore che controllando lega. Entrambi i tipi di “legame” vogliono l’infinito, ma mentre il primo crea cose nuove, il secondo distrugge quelle esistenti. Sta a noi scegliere che tipo di amore vogliamo.


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Per pochi minuti, Alejandro A. Francisco è riuscito a salvarsi la vita: con un gruppo di amici, ha fatto appena in tempo ad uscire fuori dal Pulse prima che, all'interno del locale, iniziasse il massacro. Per esprimere tutta la sua rabbia e il disappunto per una tragedia che ha colpito al cuore la sua comunità, il giovane ventunenne ha scritto una lettera aperta al killer Omar Mateen. "Molti non sono sopravvissuti, ma l'amore sì - si legge nel suo messaggio - anzi, è cresciuto più forte".

  Ilaria Betti:   Strage Orlando, Alejandro A. Francisco, giovane sopravvissuto, scrive una lettera aperta al killer Omar Mateen


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"Oggi inizia un nuovo capitolo delle nostre vite. Più difficile, più doloroso, meno allegro, meno pieno d'amore. Io e gli amici di Jo e la sua famiglia lavoreremo in ogni momento delle nostre vite per amare e far crescere i nostri figli e per lottare contro l'odio che ha ucciso Jo". "L'odio - ha concluso Brendan Cox - non ha credo, razza o religione. L'odio è velenoso".

  Il marito di Jo Cox: "È il tempo di lottare contro l'odio che l'ha uccisa"

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Questa brillante e solare 41enne arrivava dal mondo della cooperazione, dopo la laurea a Cambridge era stata dirigente dell'associazione Oxfam e aveva lavorato anche per Save the Children e la Nspcc, oltre a essere stata consulente della moglie dell'ex premier laburista Gordon Brown, Sarah, attivissima in una serie di campagne in favore di giovani e immigrati. Negli ultimi mesi era poi diventata fra gli esponenti del suo partito più attivi e in "vista" nella campagna a sostegno dell'Europa e in difesa dei profughi. Aveva affermato pochi giorni fa che l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue non era il modo migliore per affrontare il dossier immigrazione, come in precedenza aveva criticato il governo conservatore di David Cameron per la mancata accoglienza di migliaia di bambini in arrivo dalla Siria.

  Antonella Napoli:   Jo, promessa labour con la passione per il Darfur uccisa dall'odio che aveva sempre combattuto


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Fort McMurray nell’Alberta, una provincia del Canada, è stato nelle scorse settimane al centro della cronaca a causa di un vasto incendio che ha interessato un’area di circa 500mila chilometri quadrati, costretto alla fuga 100.000 residenti, causato la morte di due persone e distrutto 1.600 strutture abitative ed industriali. Un danno all’ecosistema e alla biodiversità della provincia incalcolabile che ha incenerito boschi ed aree abitate che costeranno agli assicuratori fino a 9 miliardi di dollari canadesi, pari a quasi 7 miliardi di dollari Usa in una provincia già economicamente provata dal crollo del prezzo del petrolio. ...

  Alessandro Graziadei:   Dal petrolio al geotermico: si può fare!

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Schifo. Dinanzi ai giornalisti riuniti lo scorso 7 giugno in conferenza stampa, la consigliera del Comune di Palermo Rita Vinci non usa altre parole per definire il turismo sessuale. Specifica poi che “gli italiani sono i primi al mondo a praticare turismo sessuale nei confronti dei minori”, affermazione tutt’altro che campata in aria ma suffragata da dati che non accennano a indicare una diminuzione della pratica. Ecco allora che, prima ancora di attivare azioni concrete e risolutive per fermare questa piaga, occorre diffondere unamaggiore e diffusa consapevolezza al riguardo, proprio per far cadere quel muro di silenzio che di fatto legittima il fenomeno...

  Miriam Rossi:   I turisti del sesso? Sono italiani

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«O ti arruoli o ti ammazziamo », gli dissero i miliziani. Perciò Omar è fuggito dalla Somalia a 16 anni. Quando Peace è scappata dalla Nigeria aveva 17 anni: la famiglia la voleva obbligare a sposare un quarantenne. Aimamo prima di raggiungere l’Italia con il fratello gemello è stato fatto schiavo dai trafficanti. «Una volta mi stavo riposando per cinque minuti, e un uomo mi ha picchiato con un bastone. Dopo il lavoro, ti chiudono a chiave». Come loro ne sono arrivati 7.009 nei primi cinque mesi dell’anno, il doppio rispetto al 2015. Sono tutti minorenni non accompagnati. Esposti ad ogni rischio. Lo denuncia 'Pericolo ad ogni passo del viaggio', il rapporto pubblicato dall’Unicef sui bambini rifugiati e migranti.

  Nello Scavo:   I piccoli migranti tra schiavitù e abusi

I corpi di 34 migranti, tra cui 20 bambini, sono stati trovati nel deserto del Sahara vicino al confine tra il Niger e l'Algeria. Lo ha riferito il ministro dell’Interno nigerino Bazoum Mohammed, spiegando che sono presumibilmente morti di sete dopo essere stati abbandonati dai trafficanti di esseri umani vicino ad Assamakka.

  ADN KRONOS:   Morti di sete nel deserto del Niger, trovati i corpi di 34 migranti: 20 erano bambini


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Lo Stato che sborsa soldi, in questo periodo di cinghie strette, è un segnale. Lo Stato che apre il portafoglio per i disabili gravi è un bel segnale. Lo Stato che mette nero su bianco che per loro servono risposte 'individuali' si può considerare il segnale di una rivoluzione possibile. Certo, una legge appena approvata è solo una serie di norme, e per cantare vittoria bisogna vederla applicata. Lo sanno bene gli italiani. E però accade che con la legge per il Dopo di noi per la prima volta si guarda alla persona 'diversa' come a una persona e non a un malato. Non semplicemente 'titolare' di diritti – fondamentali, sì, eppure spesso non facilmente esigibili – e di doveri, ma innanzi tutto 'persona'.

 
Roberta d'Angelo
  «Dopo di noi»: l’impegno atteso

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Gesù, che è stato per le strade e non ha avuto paura... (Antonio Savone)
  Come il peccato è povertà d'amore... (Gianfranco Ravasi)
 
Rallegratevi nel Signore ed esultate...  (Sal. 31)
  A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre... (Etty Hillesum)
  Come il Padre vostro... (Antonio Savone)
Dio è Padre... Lui non rinnega mai la sua paternità!... Papa Francesco (Omelia 14/06/2016)
Strage nella discoteca gay di Orlando (USA)
  vignetta ( GIOBA)
 
Iniziate e finite la giornata con la preghiera... (Madre Teresa di Calcutta)
 
"Insegnaci a pregare" non significa banalmente... (P. Ermes Ronchi)
  Fate che chiunque venga a voi... (Madre Teresa di Calcutta)


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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO  SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Giugno 2016: "Perché gli anziani, gli emarginati e le persone sole trovino, anche nelle grandi città, opportunità di incontro e di solidarietà." (videomessaggio)

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Vangelo: Lc 7,36-8,3
Gesù si trova a tavola in casa di Simone il fariseo, l'autosufficiente uomo di Dio che ritiene di essere in credito con Dio solo perché osservante di tutti i 613 mitzvot, i precetti in cui è divisa la Torah. E' l'uomo "irreprensibile quanto alla giustizia che viene dall'osservanza della Legge" (Fil 3,6), che non sa di essere anche lui in debito. La narrazione, anticipazione del capitolo 15 del Vangelo di Luca, è fatta proprio perché coloro che si ritengono giusti davanti a Dio, vengano persuasi del loro peccato di prostituzione. Chi infatti crede di meritare l'amore di Dio, instaura con Lui un rapporto di prostituzione, poiché l'amore meritato ha un nome ben preciso e si chiama meretricio. ....

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La peccatrice ai piedi di Gesù e il nostro «perbenismo» di p. Ermes Ronchi - XI Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XI Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
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Gesù ci invita ancora a cambiare il paradigma della nostra fede: dal paradigma del peccato a quello dell'amore. Non è il peccato l'asse portante del nostro rapporto con Dio, ma il ricevere e restituire amore.
Noi pensiamo la fede come un insieme complicato di dogmi e di doveri, con molte leggi e poco profumo; Gesù invece va dritto al cuore: ama, hai fatto tutto.
L'amore non fa peccati. L'amore contiene tutto, tutti i doni e tutti i doveri (M. Bellet). La vita non si sbaglia scommettendo in partenza sull'amore. ...

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"Un santo nostro – Sant’Antonio di Padova" di Antonio Savone


... Lo sentiamo nostro, Antonio, perché ci parla di un Dio a portata di mano, accessibile. Non a caso è raffigurato con il bambino Gesù tra le braccia. Ha talmente coltivato la sua relazione con il Signore da arrivare ad averlo tra le braccia. Ma questo è ciò che Dio vuole consentire a ciascuno di noi: tenerlo tra le braccia. Ecco la lieta notizia, la meraviglia di un vangelo, di una speranza, affidata alle nostre deboli mani, mani di chiunque. La stessa meraviglia che ci prende quando riceviamo l’Eucaristia e pensiamo: che coraggio, Signore! Nelle mie mani.
Lo si tiene tra le braccia, si arriva cioè ad essere custodi di Dio e delle sue cose, quando abbiamo acconsentito a tenere il suo vangelo nel nostro cuore, nei nostri gesti ...
   Un santo nostro – Sant’Antonio di Padova

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... Nell’occasione della festa del patrono, il vescovo ha anche desiderato inviare un messaggio alla città, centrato proprio sul tema dei poveri. Richiamando la vocazione all’accoglienza e all’inclusione di Padova monsignor Cipolla ha voluto «dar voce al sogno di una Padova che, fedele al suo santo patrono, continui ad amare e a lasciarsi amare dai poveri, tutti i poveri! Quelli che sono nelle nostre case e non hanno il coraggio di manifestarsi, per dignità; quelli che sono di passaggio nella nostra città; quelli che a volte ci fanno paura; quelli che vengono da lontano con la speranza di ripartire o di rimanere a fare storia con noi». E se «Per i poveri bisogna fare sempre di più e sempre meglio!», forte della storia di Padova monsignor Cipolla ha voluto promuovere e lanciare, proprio nel giorno del patrono, un progetto che verrà a breve dettagliato.
«Lo vorrei chiamare “Cantieri di carità e giustizia”» scrive, evocando in queste parole i nomi di monsignor Giovanni Nervo e mons. Giuseppe Benvegnù-Pasini ...

  AVVENIRE: A Padova aprire «cantieri di carità e giustizia»


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"Chi sente la tenerezza di Dio si stringe ai fratelli e con gioia la vuole portare agli altri, a quelli che hanno bisogno, una sofferenza nel cuore" - Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi (VIDEO)


... Lasciamoci attrarre, rinnovare, sciogliere il cuore dalla misericordia! Ne abbiamo bisogno per rivivere la simpatia immensa verso ogni uomo che scaturì dal Concilio Vaticano II, che cinquanta anni fa si concluse proprio qui in San Pietro. Il giubileo ci aiuti a scegliere personalmente e come chiesa di Bologna "ciò che a Dio piace di più", senza cedere alla tentazione di misure avare, del "giusto mezzo", di accontentarci della mediocrità, privi dell'audacia del Vangelo. Il Giubileo ci libera da abitudini che non ci fanno vedere i fratelli con gli occhi della misericordia, i soli che rivelano le loro vere domande senza giudicare e senza il grigio dello scontato "ho sempre fatto così". Il Giubileo è misericordia che scalda la nostra tiepidezza, che ci fa amare più i programmi che le persone, gli orari che gli imprevisti dell'incontro con il prossimo. Il giubileo ci libera dalle discussioni inutili che finiscono per contristare lo spirito e disperdere la nostra azione. Il Giubileo ci libera dall'attenzione alla considerazione personale, che fa amare più il ruolo che il servizio, i calcoli che la generosa gratuità. Ci libera dalla paura di uscire, di parlare, di sporcarci con il dialogo, per non restare chiusi difensori di una casa altrimenti vuota, inutilmente distante e colpevolmente incomprensibile agli uomini che ne hanno bisogno. Il Giubileo ci dona la misericordia, la gioia della grazia che trasforma tutto,liberandoci dalla stanchezza e dalla disillusione che avvelenano il nostro cuore, che spingono a guardare più al passato che spenderci nell'appassionante avventura di piantare semi che preparano il futuro. Sono semi che già lo contengono, germogli nei quali possiamo vedere i frutti di una nuova stagione per noi e per le nostre comunità. ...
   video


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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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Siamo nati e non moriremo mai più... la "storia bellissima" di Chiara Corbella Petrillo da quattro anni nelle braccia del Padre -‪#‎SiamoNatiEnonMoriremoMaiPiú


L'amore ti consuma 
ma è bello morire consumati 
proprio come una candela che si spegne 
solo quando ha raggiunto il suo scopo
Chiara Corbella Petrillo
9 gennaio 1984
13 giugno 2016
  MORTA PER AMORE, GIÀ LA PREGANO COME UNA SANTA
L'amore è un'ingiustizia... non solo regala, ma spreca... questo è l'amore: una meravigliosa ingiustizia!
Testimonianza di Enrico Petrillo su Chiara Corbella - 12 giugno 2016 - Piazza San Pietro - Giubileo degli ammalati
  video
Il contrario dell'amore è il possesso, il contrario della paura è la fede, il contrario della morte è la gioia...
Video composto con le foto di Chiara e alcune frasi tratte dalle varie testimonianze di Chiara e Enrico
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Riproponiamo alcuni dei nostri post precedenti su Chiara
  • Una storia di ordinaria santità: il coraggio di Chiara Corbella che rinvia le cure e muore per far nascere il suo bimbo!
  • Una storia di ordinaria santità - Chiara Corbella ed Enrico Petrillo ci mostrano che anche oggi il Vangelo può essere vissuto.
  • Una storia di ordinaria santità - Chiara Corbella, la regola delle 3P e le testimonianze in rete
  • "Il nostro amore speciale": il ricordo di Chiara Corbella nelle parole del marito Enrico Petrillo
  • Ricordiamo Chiara Corbella Petrillo e la sua lezione di vita raccontata dal padre.
  • Ricordando Chiara Corbella Petrillo ad un anno dalla sua salita in cielo...
  • Siamo nati e non moriremo mai più! -Storia di Chiara Corbella Petrillo - (VIDEO)
  • Per mantenere vivo il ricordo di Chiara Corbella Petrillo...
  • 13 giugno 2015- Chiara Corbella Petrillo terzo anniversario della sua nascita al Cielo - ‪#‎SiamoNatiEnonMoriremoMaiPiú

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A Roma al via la tre giorni del Giubileo degli ammalati e delle persone disabili: catechesi, testimonianze, musica, feste, stand e visite mediche gratuite, oltre alla celebrazione di domenica con il Pontefice. In cui per la prima volta il Vangelo sarà drammatizzato da un gruppo di persone con disabilità intellettiva

 
REDATTORE SOCIALE: 
A San Pietro le persone disabili aiutano il Papa a dire messa

Ci saranno anche ragazzi con sindrome di Down e con deficit intellettivi, insieme a un diacono non udente, tra i ministranti che domenica mattina 12 giugno, alle 10.30, saranno accanto a Papa Francesco in piazza san Pietro per la messa del giubileo degli ammalati e delle persone disabili. Inoltre, la prima lettura verrà proclamata in spagnolo da una persona disabile e la seconda verrà letta in braille da una ragazza cieca inglese. E tutta la celebrazione sarà tradotta con le diverse lingue dei segni.

  L'OSSERVATORE ROMANO: Giubleo degli ammalati e delle persone disabili - Con la lingua dei segni


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La misericordia entra a scuola di Alessandro D’Avenia


... Il cristianesimo, accusato da molti di basare la sua speranza nel futuro, dimenticando l’impegno nel presente, è esattamente il contrario: è la vita di un Dio fatto uomo, che dà tale consistenza al presente e quindi al passato da farne dipendere il futuro. La garanzia che Dio offre all’uomo è che le sue (dell’uomo) opere lo accompagneranno, ciò che l’uomo porrà nel mondo sarà ciò che non gli sarà tolto, la sua eredità. Il contrario di una fuga consolante nel futuro.
La misericordia che ci è chiesta è proprio quella di chi si prende cura del mondo e lo rende più simile a Dio. Questa è la redenzione a cui siamo chiamati a partecipare: rendere più visibile la verità in ogni angolo di questa terra, perché la verità è Cristo stesso, quindi permettere a Cristo di regnare su quell’angolo di mondo. ...
Queste storie mi aiutano a capire che per essere felici non basta realizzare i propri sogni, se quei sogni non sono al servizio degli altri. Nella vita di tutti i giorni siamo chiamati a compiere non solo opere di misericordia, ma la misericordia delle opere, cioè tutte quelle che compiamo in, con e per Dio, che "salva" le nostre opere, perché "salva" attraverso le nostre opere.


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... È un segno che viene dato tra i tanti segni del Giubileo. Come la Porta Santa è un segno che ci indica la presa di consapevolezza che abbiamo dell’incontro con Cristo, qui il simbolo che ci viene dato è quello di avere sempre più consapevolezza che ci sono i poveri a cui va data la nostra attenzione e a cui in primo luogo va dato il cibo...

 
Pane ai pellegrini. Mons. Fisichella: non deve mancare a nessuno

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La «liquidità» culturale e sociale odierna, pur nell'ambiguità di tutte le cose «del mondo», è oppure no una chance per richiamare, spingere, obbligare la Chiesa a spogliarsi di troppe sicurezze e pigrizie?

  Roberto Beretta: La kènosi liquida

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A un anno dall’enciclica “verde” di Bergoglio, il vaticanista Iacopo Scaramuzzi ne analizza gli effetti. E assicura: “Non sono solo parole”

  Elisabetta Galgani: Parola di Papa

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Una donazione del governo argentino da oltre un milione di euro rispedita al mittente, una fondazione di diritto pontificio, e come tocco finale, un 666, il numero della Bestia satanica. Sono gli ingredienti di quello che a prima vista potrebbe apparire come un giallo diplomatico internazionale ma che ha in realtà una spiegazione molto più semplice: la volontà di Papa Francesco di non farsi strumentalizzare. 

 

  Andrea Tornielli: L’assegno argentino che fa infuriare Francesco

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Il laicato italiano e la contemporaneità
La crisi dei corpi intermedi e delle associazioni politiche e sindacali contrasta nel nostro Paese con un particolare fermento delle attività legate al volontariato. La voglia di partecipare e di occuparsi degli altri è più alta di quanto non lasci supporre l’astensionismo elettorale e la caduta di iscritti a partiti e sindacati.

  Ferruccio De Bortoli: Noi tutti, cattolici inquieti o smarriti

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Prossimo passo, il processo vero e proprio. Lo statista Dc ucciso dalla Brigate rosse potrebbe essere presto beato e martire. Molte le firme raccolte a sostegno della ‘fama di santità’: 50 vescovi e 25 cardinali. Oltre a personalità politiche e istituzionali. A cominciare dall'attuale governatore della Puglia Michele Emiliano

  Ferdinando Regis: Aldo Moro, verso via libera alla beatificazione. Il postulatore Giampaolo: “Quasi concluso l’iter canonico”

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Intervista con lo storico Andrea Riccardi sulla mancata partecipazione della più importante comunità ortodossa: «Mosca rimane attaccata alla sua dimensione imperiale e non asseconda la missione universale voluta da Bartolomeo»

  Andrea Tornielli: “Ecco perché la Chiesa russa non va al concilio di Creta”

Il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo è arrivato nell’isola e nella sua prima dichiarazione ha ricordato quanto stabilito dai responsabili delle Chiese ortodosse a Ginevra. La Chiesa di Serbia alla fine decide di partecipare

  Andrea Tornielli: “Cinque mesi fa i primati erano d’accordo sul concilio di Creta”

Un cammino di preparazione lungo e tormentato. Una vigilia elettrica. Il rischio concreto del fallimento. A due giorni dalla sua apertura, il Concilio panortodosso di Creta è una grande incognita. Di sicuro lo scenario è molto diverso da quello disegnato a gennaio nella 'Sinassi' (la riunione dei primati delle Chiese) di Chambesy, dove venne decisa la sede, l’isola greca appunto, e la data, dal 19 al 26 giugno. Se quella emersa in Svizzera era l’immagine di un Oriente cristiano che pur tra mille differenze desiderava unitariamente interrogarsi sulla propria salute spirituale e dialogare con un’umanità che sembra aver smarrito il senso di Dio, oggi la cronaca è popolata soprattutto da distinguo, impuntature e rivendicazioni di autonomie. E non è molto distante dalla realtà chi pensa che senza la tenacia lungimirante di Bartolomeo I, la sua volontà di andare oltre i particolarismi, le assise sinodali neppure si terrebbero.

  Riccardo Maccioni: Per il Concilio panortodosso ora la strada è tutta in salita

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Rispetto per tutte le famiglia, nell’accoglienza di ogni situazione concreta; rifiuto di una pastorale "dei ghetti"; dovere di ascoltare le testimonianze degli anziani che devono offrire ai giovani occasioni di speranza, ragioni per guardare alla bontà della scelta matrimoniale, spunti per indicare una prospettiva di senso. Le tre indicazioni proposte ieri dal Papa al convegno diocesano di Roma, riflettono lo spirito di fondo dell’Amoris laetitia di cui in conclusione Francesco ha ribadito le parole chiave: accoglienza, accompagnamento, discernimento e integrazione. Sintesi di una rivoluzione pastorale che deve cominciare da un abbraccio senza esclusioni e senza selezioni. Tutte le famiglie hanno bisogno di essere aiutate e accompagnate a partire dalle loro condizioni di vita, anche quando quelle esistenze sono intessute di fragilità, di incertezza, di precarietà.

  Luciano Mola: Sostenere le fragilità con il realismo dell’amore di Dio


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 FRANCESCO
 


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11/06/2016:

  Non stancatevi di chiedere con la preghiera...

12/06/2016:

  Cari ammalati affidatevi allo Spirito Santo...

13/06/2016:

  Invito le istituzioni internazionali a dare voce...

14/06/2016:

  Il futuro di un popolo suppone necessariamente...

15/06/2016:

  Cari anziani, Dio non vi abbandona...

16/06/2016:

  Anche nella situazione più brutta della vita...


17/06/2016:

  Nella preghiera sperimentiamo la compassione di Dio...

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IL PONTIFICATO DI PAPA FRANCESCO - L'opinione del prof. Alberto Melloni
Il Papa restituisce alla Chiesa la dimensione sinodale, la prevalenza della comunione rispetto all'esercizio del potere.Tutto questo ha un effetto dirompente, infatti ...
(Breve estratto dall' incontro di RepIdee: Spadaro e Melloni - Dove va la Chiesa di Francesco? - 3 giugno 2016)

  video

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Giubileo degli Ammalati e delle Persone Disabili - 11 giugno 2016 Incontro con Papa Francesco: "Le diversità sono proprio la ricchezza... Pensiamo a un mondo dove tutti siano uguali: sarebbe un mondo noioso!" (foto, testo e video)

Giubileo degli Ammalati e delle Persone Disabili 
10 - 12 giugno 2016 
INCONTRO DEL SANTO PADRE FRANCESCO CON I PARTECIPANTI AL CONVEGNO PER PERSONE DISABILI, PROMOSSO DALLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
Aula Paolo VI
Sabato, 11 giugno 2016
Il Santo Padre risponde ad alcune domande.
...
Credo che oggi nella pastorale della Chiesa si fanno tante cose belle, tante cose buone: nella catechesi, nella liturgia, nella carità, con gli ammalati… tante cose buone. Ma c’è una cosa che si deve fare di più, anche i sacerdoti, anche i laici, ma soprattutto i sacerdoti devono fare di più: l’apostolato dell’orecchio: ascoltare! ...
  il testo del discorso preparato dal Santo Padre
  video integrale

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Giubileo degli Ammalati e delle Persone Disabili - 12 giugno Papa Francesco: "Gesù è il medico che guarisce con la medicina dell’amore" Omelia - Angelus (foto, testi e video)

...In realtà, tutti prima o poi siamo chiamati a confrontarci, talvolta a scontrarci, con le fragilità e le malattie nostre e altrui. ... in realtà, quale illusione vive l’uomo di oggi quando chiude gli occhi davanti alla malattia e alla disabilità! Egli non comprende il vero senso della vita, che comporta anche l’accettazione della sofferenza e del limite... Non esiste solo la sofferenza fisica; oggi, una delle patologie più frequenti è anche quella che tocca lo spirito. E’ una sofferenza che coinvolge l’animo e lo rende triste perché privo di amore. La patologia della tristezza. Quando si fa esperienza della delusione o del tradimento nelle relazioni importanti, allora ci si scopre vulnerabili, deboli e senza difese. La tentazione di rinchiudersi in se stessi si fa molto forte, e si rischia di perdere l’occasione della vita: amare nonostante tutto. Amare nonostante tutto!.. La vera sfida è quella di chi ama di più. Quante persone disabili e sofferenti si riaprono alla vita appena scoprono di essere amate! E quanto amore può sgorgare da un cuore anche solo per un sorriso! La terapia del sorriso. ...
  Omelia del Papa
  video dell'omelia
  testo dell'Angelus
  video dell'Angelus
  video integrale Messa e Angelus
La tenerezza di Papa Francesco ai malati e disabili nel loro giubileo

  video

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«Dio si fa servo dell’uomo peccatore» Papa Francesco Udienza Generale 15/06/2016 (Foto, testo e video)

 8 giugno 2016
  video del saluto ai fedeli
La misericordia è luce (cfr. Lc 18,35-43)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Un giorno Gesù, avvicinandosi alla città di Gerico, compì il miracolo di ridare la vista a un cieco che mendicava lungo la strada (cfrLc 18,35-43). Oggi vogliamo cogliere il significato di questo segno perché tocca anche noi direttamente. ...
Quante volte noi, quando vediamo tanta gente nella strada – gente bisognosa, ammalata, che non ha da mangiare – sentiamo fastidio. Quante volte, quando ci troviamo davanti a tanti profughi e rifugiati, sentiamo fastidio. È una tentazione che tutti noi abbiamo. Tutti, anch’io! È per questo che la Parola di Dio ci ammonisce ricordandoci che l’indifferenza e l’ostilità rendono ciechi e sordi, impediscono di vedere i fratelli e non permettono di riconoscere in essi il Signore. Indifferenza e ostilità. E a volte questa indifferenza e ostilità diventano anche aggressione e insulto: “ma cacciateli via tutti questi!”, “metteteli in un’altra parte!”. Quest’aggressione è quello che faceva la gente quando il cieco gridava: “ma tu vai via, dai, non parlare, non gridare”. ...
  video della catechesi
  testo integrale
  video integrale

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Giubileo dello spettacolo viaggiante 16/06/2016 Papa Francesco: "Voi siete “artigiani” della festa, della meraviglia; siete artigiani del bello... potete portare a tutti l’amore di Dio, il suo abbraccio e la sua misericordia." (foto, testo e video)

  video servizio Vaticanit
  video del Papa che accarezza la tigre
Circensi e fieranti, giostrai, lunaparkisti e artisti di strada, madonnari e componenti di bande musicali, voi formate la grande famiglia dello spettacolo viaggiante e popolare. Voi fate grandi cose! Voi siete “artigiani” della festa, della meraviglia; siete artigiani del bello: con queste qualità arricchite la società di tutto il mondo, anche con l’ambizione di alimentare sentimenti di speranza e di fiducia. Lo fate mediante esibizioni che hanno la capacità di elevare l’animo, di mostrare l’audacia di esercizi particolarmente impegnativi, di affascinare con la meraviglia del bello e di proporre occasioni di sano divertimento.
La festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità, delle vostre professioni e della vostra vita, e nel Giubileo della Misericordia non poteva mancare questo appuntamento. Voi avete una speciale risorsa: con i vostri continui spostamenti,potete portare a tutti l’amore di Dio, il suo abbraccio e la sua misericordia. Potete essere comunità cristiana itinerante, testimoni di Cristo che sempre è in cammino per incontrare anche i più lontani.
  testo integrale
  video del discorso del Papa
  video integrale

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«Noi sappiamo che la fede non è una teoria, neppure una scienza: è un incontro con Dio vivente, col Dio vivo» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

10 giugno 2016
Papa Francesco:
In piedi, in silenzio, in uscita
Il cristiano sta «in piedi» per accogliere Dio, in paziente «silenzio» per ascoltarne la voce e «in uscita» per annunciarlo agli altri, nella consapevolezza che la fede è sempre «un incontro». Lo ha affermato Papa Francesco nella messa celebrata venerdì mattina 10 giugno nella cappella della Casa Santa Marta. Questi tre atteggiamenti, ha spiegato, incoraggiano e rilanciano la vita di tutti coloro che si sentono sopraffare dalla paura nei momento più difficili.
(Fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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«Il cuore della legge è l’amore» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

14 giugno 2016
Papa Francesco:
“L'ultimo scalino
Sulla strada del cristiano «non c’è posto per l’odio»: se, come «figli», i credenti vogliono «assomigliare al Padre», non devono limitarsi alla semplice «lettera della legge», ma vivere ogni giorno il «comandamento dell’amore». Fino ad arrivare «a pregare per i nemici»: cioè all’«ultimo scalino» che è necessario salire per guarire il «cuore ferito dal peccato». Così Papa Francesco, nella messa celebrata a Santa Marta martedì 14 giugno, ha sottolineato come Gesù, ribaltando l’idea di «prossimo», sia venuto per portare la legge alla «pienezza». Gesù infatti — ha detto — è «venuto non per cancellare la legge», colpa di cui era accusato dai suoi nemici, ma «per portarla alla pienezza». Tutta, «fino all’ultimo iota».
(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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«Le parole "Padre" e "nostro" ci danno l’identità di figli e ci danno una famiglia per camminare insieme nella vita» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

16 giugno 2016
Papa Francesco:
l'atmosfera e lo spazio
«Padre» è la parola che non può mai mancare nella preghiera, perché è «la pietra d’angolo» che «ci dà l’identità cristiana». Se si aggiunge anche la parola «nostro», ecco che ci possiamo sentire tutti parte di «una famiglia». E così riusciamo anche a «non sprecare parole» o a cercare «parole magiche», ma a vivere fino in fondo la preghiera che Gesù stesso ci ha insegnato — il Padre nostro appunto — soprattutto quando ci invita a saper perdonare gli altri. È un invito a fare «un esame di coscienza» sul Padre nostro la proposta del Papa, suggerita nella messa celebrata giovedì mattina, 16 giugno, nella cappella della Casa Santa Marta.
 (fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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La mancanza di cibo non è «frutto di un destino cieco» ma di una «egoista e cattiva distribuzione delle risorse». Lo ha ricordato il Papa durante la visita alla sede del Programma alimentare mondiale (Pam), dove si è recato lunedì mattina, 13 giugno, in occasione dell’apertura della sessione annuale della giunta esecutiva dell’agenzia dell’Onu impegnata nella lotta contro la fame...

  L'OSSERVATORE ROMANO: Non abituarsi allo spreco e alla fame - ​Durante la visita al Programma alimentare mondiale il Papa ricorda che mentre gli aiuti e i piani di sviluppo sono ostacolati le armi possono circolare liberamente

Rendere la povertà non naturale («de-naturalizzare la miseria», togliere la burocrazia agli aiuti contro la fame nel mondo: è la duplice richiesta del Papa in visita questa mattina - la prima volta di un pontefice - alla sede del Programma alimentare mondiale (Pam, Wfm) di Roma, che si occupa di assistenza alimentare. Il Papa ha pregato davanti al Muro della Memoria, all'ingresso del Pam, che porta inciso i nomi di chi, al servizio del Pam, ha offerto la propria vita perché «anche in mezzo a complesse vicende agli affamati non mancasse il pane».

  AVVENIRE: «L'umanità si faccia carico della fame dei fratelli»


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Critiche al pontificato

Tra i propositi ben noti e largamente condivisi fin dall’inizio del pontificato di papa Francesco vi è la riforma della Curia vaticana. Di ciò si parla poco. La forte immagine e la linea pastorale di questo papa nascondono o lasciano in secondo piano il funzionamento della struttura centrale della Chiesa e il problema urgente di come modificarla. ...
Per ora ci sembra che non si stia andando nella direzione giusta, c’è anzi la concreta possibilità di “cambiare tutto perché nulla cambi”. Non pensiamo che la riforma sia una cosa facile, ma pensiamo che essa sia necessaria e urgente se la nostra Chiesa vuole mantenere le sue caratteristiche di universalità condivisa e plurale, garantite per quanto riguarda la sua unità dal ministero del Vescovo di Roma.

  NOI SIAMO CHIESA: Riforma della Curia senza riforma. Non siamo sulla strada giusta.


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