"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°19 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 14 al 20 maggio 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 27 maggio 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





I NOSTRI TEMPI



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Pomodori rosso sangue

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L’esperienza di Matteo Fraschini Koffi nel ghetto di Rignano è diventata anche un libro. Che denuncia le condizioni disumane in cui migliaia di persone, in gran parte migranti, sono costrette a lavorare per la raccolta dei pomodori in Puglia
  Pomidori rosso sangue

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“Abbiamo superato il colonialismo, l’essere nemici in due guerre mondiali, ma ora con i rifugiati stiamo dimenticando tutto. Ci vuole qualcuno con una nuova visione”, esorta don Mimmo Zambito proprio nei giorni in cui, con il volontariato locale, media con una ventina di persone che da una settimana dormono all’aperto sull’isola senza volere rientrare nell’hotspot perché vogliono raggiungere il Nord Europa anziché chiedere asilo in Italia, come invece impone il Regolamento Dublino III

  Daniele Biella:  Il grido del parroco di Lampedusa: «Europa ritrova il coraggio»

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Foto di sei mesi fa, ma purtroppo la situazione non è migliorata, anzi...
Magnus Wennman, pluripremiato fotoreporter svedese, ha pubblicato una serie di foto che rivelano ciò che sta accadendo in Medio Oriente e alle porte dell’Europa ai bambini che fuggono dal conflitto in Siria. Per raccontare Where The Children Sleep “Dove i bambini dormono“, ha viaggiato in tutte le regioni in cui questi piccoli e le loro famiglie sono in fuga, per raccontare le loro storie.

   Fotografo rivela al mondo in quali condizioni dormono i bambini siriani rifugiati

Lacrimogeni e bombe sonore sui 12mila profughi di Idomeni, tra cui moltissimi bambini. Così la polizia greca ha sedato una protesta nel campo al confine con la Macedonia, che il governo intende sgomberare entro la fine di maggio. Vietato l’accesso a diverse ONG e volontari indipendenti la tensione rimane altissima

  Ottavia Spaggiari: 
  Idomeni: bombe sonore e lacrimogeni sulle tende dei profughi

"Mi considero solo un esecutore delle sue volontà e voglio fare ciò che lui stesso avrebbe fatto se fosse ancora vivo". Con queste semplici parole il nipote del pittore spagnolo Joan Miró ha giustificato la decisione di donare l'intero importo di una vendita all'asta di 28 opere del celebre artista ai rifugiati.
La vendita ha fruttato oltre 47 mila e 600 sterline (circa 61 mila e 600 euro), come ha annunciato la casa d'aste Christie's...

  L'HUFFINGTON POST:    Il nipote di Mirò vende le opere all'asta e dona il ricavato ai migranti: "Avrebbe voluto così"

La Nakba è un “promemoria”, il ricordo “del male e degli errori” compiuti ai danni “del popolo palestinese”, sebbene alcuni “in Israele e in Occidente” vogliano “negare” questo dato storico. È quanto afferma ad Asia News il prof. Bernard Sabella, cattolico, rappresentante di Fatah per Gerusalemme e segretario esecutivo del servizio ai rifugiati palestinesi del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente.

  UNIMONDO:   Leader palestinese: Nakba, da catastrofe a occasione per costruire il futuro con Israele


Un’impresa politica davvero notevole quella realizzata dagli studenti delle superiori in Paraguay. In meno di tre giorni sono riusciti ad avere “la testa” della ministro

  UNIMONDO: 
  Occupazioni studentesche in Paraguay


Presentato il report intermedio della ricerca - che si concluderà nell'autunno 2016 a un anno dalla chiusura dei padiglioni - sui volontari di Expo 2015. A volere lo studio Csvnet e Ciessevi che si sono posti l'obiettivo di non disperdere l'impegno delle migliaia di persone che si erano impegnate capendo l'evoluzione della figura del volontario.

  Antonietta Nembri:   Il volontariato "postmoderno" non è poi così male


Non ci sarà più distinzione fra “Paesi in via di sviluppo” e “Paesi sviluppati”, ma i dati sullo sviluppo riguarderanno le aree geografiche del continente. Lo ha deciso la Banca Mondiale.

  Emanuela Citterio:   Non esistono più i Paesi in via di sviluppo


Oggi più che mai ci vorrebbe una classe politica europeista, come quella degli anni '50-'70 del secolo scorso. Ci troviamo invece a fare i conti con il piccolo cabotaggio di leader senza progetto e con le arringhe nichilistiche di leader arruffapopoli. Eppure l'Europa comunitaria è l'unico esempio mondiale di integrazione non soltanto economica. L'unica area che ha la pretesa di diventare non solo mercato comune, ma anche un'area di civiltà. Un progetto "pericoloso" per i regimi autoritari che si consolidano nei Paesi emergenti, ma anche per gli stessi Stati Uniti, che hanno una visione opposta del partenariato. Per questi motivi l'Europa sognata da Altiero Spinelli ha tanti nemici, interni ed esterni. E per questi motivi l'Europa merita di essere salvata, per convenienza e per principio.

  Alfredo Luis Somoza:   Tempesta perfetta sull'Europa

Commercianti, agricoltori, allevatori, sindaci, piccoli imprenditori, attivisti, studenti, famiglie: la varietà, anche geografica, di cittadini presenti alla manifestazione nazionale del 7 maggio a Roma per dire “Stop al Ttip” ha mostrato la concreta preoccupazione che tutti gli strati della società stanno nutrendo verso il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti, attualmente in fase di negoziazione tra l’Europa e gli Stati Uniti.

  Anna Toro:   TTIP: il “no” della società civile contagia l’Europa

Sei milioni e mezzo di persone che vorrebbero lavorare ma non trovano un impiego. Oltre due milioni di famiglie che vivono senza un reddito da lavoro. Una inflazione "molto debole" che certifica una "ripresa dei consumi insufficienti".
Ma è soprattutto la fotografia della condizione giovanile in Italia a ricordare ancora una volta il dramma dei ragazzi e delle ragazze nati a partire dagli anni '80 che il dossier annuale dell'Istat sul 2015 risultano troppo istruiti per il mercato del lavoro e dunque costretti a svolgere mansioni molto al di sotto delle loro capacità, spesso con un part-time forzato: il 60,8% non ha comunque una occupazione.

  L'HUFFINGTON POST:    Istat 2016: Oltre 2 milioni di famiglie senza reddito da lavoro, dopo gli studi solo contratti a tempo e part-time


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   L'amore mi trasforma...
  VENI, CREATOR SPIRITUS...
 
La Pentecoste vi metta nel cuore...
  Spirito Santo, Dio, noi ci rimettiamo spiritualmente...
  Spirito di Pentecoste, ridestaci...
  Noi dunque celebriamo oggi...
 
La preghiera...
  Dormivo e sognavo che la vita non era che gioia...
  L'altro è un fratello...
 
Ignorare il povero è...
  Guai a chi scandalizza...
  I ricchi che sfruttano i lavoratori...
  Signore dacci oggi...


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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Maggio 2016: "perché in tutti i Paesi del mondo le donne siano onorate e rispettate, e sia valorizzato il loro imprescindibile contributo sociale" (videomessaggio)


È innegabile il contributo delle donne in tutti gli ambiti dell’attività umana, iniziando dalla famiglia. Ma soltanto riconoscerlo... È sufficiente?
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     VIDEO

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)


   Editoriale (PDF)
   Sommario (PDF)


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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)

   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO
IL LIBRO DEL LEVITICO 
con p. Pino Stancari sj
 
SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO
IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA 
I 70 anni della Repubblica 
ci interpellano come cristiani
Relazioni di:
Alberto Neglia, Egidio Palumbo, Gabriella Del Signore, Giuseppe Schillaci, Gregorio Battaglia, Maurilio Assenza, Maurizio Aliotta, Rosario Giuè


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Vangelo:  Gv 14,15-16.23-26
La solennità di Pentecoste, che tradotto significa 'cinquantesimo' (sottinteso giorno) che celebriamo, affonda le sue radici nella festività ebraica detta di Shavuot (lett. Settimane).
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Lettera agli amici - Pentecoste 2016

Cari amici, ospiti e voi che ci seguite da lontano,
la nostra vita va avanti giorno dopo giorno, sempre impegnata nel tentativo di seguire il Signore Gesù sulle vie che ci portano al Regno, cioè al regnare di Dio su di noi.
Proprio in questo “tentare” di seguire il Signore, sempre cadendo, sempre rialzandoci, sempre ricominciando, sentiamo una grande e solidale comunione con voi che, pur non facendo la nostra vita, conducete la nostra stessa battaglia e vivete le nostre stesse fatiche. Noi vi portiamo nel cuore, nella nostra povera ma perseverante preghiera che chiede la venuta del regno di Dio per tutta la creazione...

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"Lo Spirito che 'riporta al cuore' ogni parola di Gesù" di p. Ermes Ronchi - PENTECOSTE - anno C


Commento
PENTECOSTE - anno C
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Penso all'umiltà di Gesù, che non ha la pretesa di aver insegnato tutto, di avere l'ultima parola, ma apre, davanti ai discepoli e a noi, spazi di ricerca e di scoperta, con un atto di totale fiducia in uomini e donne che finora non hanno capito molto, ma che sono disposti a camminare, sotto il vento dello Spirito che traccia la rotta e spinge nelle vele. Queste parole di Gesù mi regalano la gioia profetica e vivificante di appartenere ad una Chiesa che è un sistema aperto e non un sistema bloccato e chiuso, dove tutto è già stabilito e definito.
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Ognuno ha tutto lo Spirito che gli serve per collaborare ad una terza opera fondamentale per capire ed essere Pentecoste: incarnare ancora il Verbo, fare di ciascuno il grembo, la casa, la tenda, una madre del Verbo di Dio. In quel tempo, lo Spirito è sceso su Maria di Nazareth, in questo tempo scende in me e in te, perché incarniamo il Vangelo, gli diamo passione e spessore, peso e importanza; lo rendiamo presente e vivo in queste strade, in queste piazze, salviamo un piccolo pezzo di Dio in noi e non lo lasciamo andare via dal nostro territorio.

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E’ Pentecoste, la festa dello Spirito, presenza di Dio oggi.


Negli ultimi giorni, dice il Signore, effonderò il mio spirito su ogni essere umano, i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri giovani vedranno visioni e i vostri anziani sogneranno sogni (Atti 2,17).
"E’ Pentecoste, la festa dello Spirito, presenza di Dio oggi. 
Vento di libertà che soffia sulle nostre vite, fuoco di amore che trasforma le relazioni, che ci dona di comunicare, di incontrarci nella diversità riconciliata per annunciare al mondo le meraviglie di Dio.
Festa che unisce tutte le chiese nella convivialità delle differenze. 
Oggi più che mai abbiamo bisogno del sogno di Dio, di una nuova pentecoste per abbattere i muri che troppo spesso innalziamo, per innalzare ponti di vita. 
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Che il sogno di Dio diventi anche il sogno mio, tuo, nostro!

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Ermes Ronchi: VORREI UNA CHIESA CON GLI STESSI SOGNI DI DIO


C’è chi ormai lo chiama “il predicatore del Papa”. A tu per tu con il religioso che ha tenuto gli esercizi di Quaresima alla Curia romana. Ora un libro ne raccoglie le dieci meditazioni
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LE DOMANDE DELLA VITA
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COME UN DONNA INCINTA
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A CONTATTO CON LA REALTÀ
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IL LIBRO 
IL PROFUMO DELLA VITA IN DIECI MEDITAZIONI
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A vent'anni dal martirio dei trappisti di Tibhirine. Testimoni di dialogo e fratellanza

«Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici»
Con questa citazione del vangelo di Giovanni si apre la prefazione firmata da Papa Francesco al libro "Tibhirine. L’héritage" (a cura di Christophe Henning, Paris, Bayard, 2016), una raccolta di testimonianze di diverse personalità sui frutti del messaggio di pace e di convivenza tra Cristianesimo e Islam di sette monaci trappisti francesi, sequestrati e uccisi in Algeria nel 1996. 
Servizio, amore e testimonianza: sono queste le virtù che il Pontefice vede brillare negli esempi dei monaci e di altri dodici religiose e religiosi uccisi (tra cui il vescovo Pierre Claverie) in quegli anni difficili in Algeria. ...
Vedi anche il nostro post precedente:
Un segno sulla montagna: memoria e profezia di Massimo Toschi

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IN OCCASIONE DELLA PENTECOSTE AL PANTHEON, DOMENICA 15 MAGGIO 2016 TORNA LA CELEBERRIMA PIOGGIA DI ROSE ROSSE CHE UN TEMPO COMMEMORAVA LA DISCESA DELLO SPIRITO SANTO SULLA MADONNA E SUGLI APOSTOLI RACCOLTI NEL CENACOLO

  Diletta Murgia:   Pentecoste al Pantheon: una magica pioggia di rose rosse

  ANSA:   Video

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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Parigi intitolerà ai monaci di Tibhirine una piazza proprio nell'XI arrondissement, sfregiato dalla strage del novembre scorso. La cerimonia avverrà il 30 maggio, ventesimo anniversario del macabro ritrovamento delle loro teste

  A due passi dal Bataclan una piazza per Tibhirine

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A piedi da Palermo a Roma. E' arrivato in Calabria il missionario laico, che rappresenta la Chiesa in Cammino.
La settimana scorsa, il noto settimanale "Famiglia Cristiana" ha scelto come copertina una foto che ritrae insieme Biagio Conte e don Corrado Lorefice, vescovo di Palermo, durante uno dei loro incontri, entrambi sorridenti. Dedicando anche un approfondimento proprio alla storia del fondatore della Missione Speranza e Carità, che a Palermo accoglie circa mille senzatetto. (Servizio RAI TGR Sicilia - del 18.05.2016 ore 14)

  video

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Il Vangelo, i populismi e l’Europa di Massimo Toschi


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Papa Francesco, ricevendo il Premio Carlo Magno, ha narrato l’Europa, il suo destino e la sua vocazione, ed ha definito l’Europa come famiglia di popoli, indicando nel termine "famiglia" ciò che la unisce e la costituisce, e nei "popoli" la sua storia, senza dimenticare guerre e tragedie.

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Il papa non ha usato mai la formula “radici cristiane dell’Europa”, troppo piena di guerre e di conflitti, di macerie e di ideologie. Egli ha seguito tre verbi che indicano un processo e non l’egemonia di una dottrina. Costantemente ciò che sta al centro non sono le dottrine, ma le persone e le persone più piccole e più fragili.
I tre verbi dell’agire che papa Francesco ha indicato sono "dialogare", "integrare" e "generare". Sono verbi attivi, che indicano un agire, scandito dall’abbattere muri e dal costruire ponti. Non rimanere ripiegati dalla paura e vivere la speranza dell’incontro.
L’esatto contrario dei populismi, che creano muri e seminano paura. Non puntano al dialogo, al dialogare con l’altro, ma a schiacciarlo, a umiliarlo, a cancellarlo. Quando i segni di un nuovo ed esibito populismo ridefiniscono i limes di un'Europa sedotta dalla barbarie, la tragedia della guerra sembra avvicinarsi a grandi e tragici passi.
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Guarda anche i post già pubblicati:
  • Consegna del "Premio Carlo Magno" al Santo Padre.
  • Il discorso di Papa Francesco (testo integrale e video)

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Vito Mancuso: L’urgenza di una riforma - Finalmente: un ritorno alla Chiesa delle origini


Forse ci troviamo al cospetto della prima significativa mossa di quella che potrebbe essere una rivoluzione davvero epocale. Credo la più importante tra tutte le meritorie iniziative di riforma intraprese finora dal pontificato di Francesco. Se c' è una via privilegiata infatti per il rinnovamento di cui la Chiesa cattolica ha oggi un immenso bisogno, essa è la via femminile. 
Più della riforma della curia, più dell' ecumenismo, più della riforma della morale sessuale, più della libertà di insegnamento nelle facoltà teologiche, più di molte altre cose, l' ingresso delle donne nella struttura gerarchica della Chiesa cattolica avrebbe l'effetto di trasformare in modo irreversibile tale veneranda e anche un po' acciaccata istituzione.
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Finalmente: un ritorno alla Chiesa delle origini
   video
Papa Francesco annuncia l'istituzione di una commissione per valutare il diaconato femminile: "Finalmente – commenta a Repubblica Tv il teologo Vito Mancuso -. Si tratta di un'apertura fedele al presente, perché la Chiesa cattolica è l'unica istituzione chiusa in questo senso, ma anche al passato perché nelle prime comunità le diaconesse già esistevano"

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“CON IL DIACONATO FEMMINILE AVREMMO UNA CHIESA PIÙ INCLUSIVA”. INTERVISTA AD ANNA CARFORA

Continua a far discutere, nella pubblica opinione internazionale, l’idea di Papa Bergoglio di istituire una Commissione di studio sul “diaconato femminile”. Non sono mancati punti di vista di diversa e opposta tendenza. 
Ne parliamo, in questa intervista, con la storica Anna Carfora, docente di Storia della Chiesa alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
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   “CON IL DIACONATO FEMMINILE AVREMMO UNA CHIESA PIÙ INCLUSIVA”. INTERVISTA AD ANNA CARFORA

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La creazione di una commissione di studio sul diaconato femminile, annunciata da papa Francesco il 12 maggio scorso davanti a 900 religiose di 80 Paesi, in rappresentanza di mezzo milione di suore, nel corso dell’assemblea triennale dell’Unione Internazionale delle Superiore generali (Uisg), sembra aver aperto una nuova fase nella riflessione sul ruolo della donna nella Chiesa. 

 
Ludovica Eugenio: 
 Diaconato femminile? Studiamolo. Il papa crea una commissione ad hoc

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Papa Francesco, in apertura della 69esima Assemblea generale della Cei, ha tratteggiato il modello di un sacerdoteumile: «Servo della vita», «uomo di pace e di riconciliazione, segno e strumento della tenerezza di Dio» che appartiene «al Signore, alla Chiesa, al Regno».
I video con alcuni passaggi del discorso del Papa ai vescovi

  Il Papa ai vescovi italiani: guarda i video

Che cosa, dunque, dà sapore alla vita del "nostro" presbitero?

  E' scalzo il nostro prete...

  Il nostro prete sa che l'amore è tutto...

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... Fra un anno la Cei avrà un nuovo presidente: la decantazione dell' era Bagnasco finisce con frasi goffe (nemmeno Pio XII domandò mai l' obiezione a celebrare i matrimoni civili che la chiesa considerava turbe concubinato); ma apre per i vescovi un tempo per parlare, pensare, pregare, e poi ancora pensare. Sarà un tempo breve e duro.

  Alberto Melloni:   La nuova era della CEI e i mali della Chiesa

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Papa Francesco all'apertura della 69ª Assemblea Generale della CEI delinea la figura del sacerdote e la sua triplice appartenenza: al Signore, alla Chiesa, al Regno (testi e video)


Papa Francesco ha aperto lunedì 16 maggio nell'Aula del Sinodo in Vaticano, i lavori della 69ª Assemblea Generale della CEI, che continuerà fino a giovedì 19.
Tema principale dei lavori, quello del rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente.

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei ha salutato Papa Francesco
  il testo del discorso del card. Bagnasco

Papa Francesco prima di pronunciare il suo discorso ha rivolto alcune parole di saluto ai 36 vescovi nominati in quest'ultimo anno.
Di seguito il discorso del Santo Padre

  video del discorso di Papa Francesco
  video integrale


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L'altra chiesa dei preti scalzi di Enzo Bianchi

“È scalzo il nostro prete”, il prete che papa Francesco ha additato ai vescovi italiani come esempio cui guardare. Non è la prima volta che i vescovi italiani si ritrovano per discutere del rinnovamento e della formazione dei preti, tra i quali ci sono anche loro, che proprio di mezzo al clero sono scelti per un servizio di presidenza nelle chiese locali. Di fronte a loro papa Francesco non si è soffermato sulle urgenze di una formazione permanente teologica e spirituale, non ha tratteggiato un'ipotetica figura di vescovo ideale ma è andato con parresia a tratteggiare il prete come pastore in mezzo al gregge, intriso – come ama dire lui – dell'odore delle pecore, un pastore che condivide pienamente la vita, le fatiche, i pericoli, le gioie del suo gregge.
Allora l'essere scalzo di questo prete richiama uno stile, un modo di essere e di agire, un'esistenza che «diventa eloquente, perché diversa, alternativa»
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Può sembrare strano che papa Francesco parli a vescovi e cardinali e additi loro un prete scalzo, un povero prete animato e purificato dal fuoco della Pentecoste, un ministro che serve, che – secondo l'etimologia – si preoccupa della “minestra”, della razione di cibo quotidiano per ciascuno, un servitore fedele che sa come l'anelito più profondo deposto nel cuore degli umani si esprime attraverso un corpo che prova fame, sete, freddo, dolore. Eppure è questo il pastore esemplare: un prete scalzo che sa farsi prossimo con la povertà del suo essere e del suo agire, che non conta su oro e argento ma sulla misericordia manifestata dal Signore verso di lui, una misericordia che lo ha reso a sua volta ministro di misericordia.
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 E su questa terra il prete, il vescovo, il papa, ogni cristiano è chiamato a camminare scalzo, lieve, pieno di rispetto e di cura. Allora questo pellegrinaggio eviterà i sentieri della devozione intimistica o dell'aristocrazia spirituale da salotto, e si incamminerà verso ritrovati spazi di fraternità, verso inedite occasioni di solidarietà: sarà fecondo cammino di misericordia.
Pubblicato su: La Repubblica il 17/05/2016

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Padre Vincenzo Long Van Nguyen: un migrante consacrato vescovo, un profugo alla guida della Chiesa in Australia

È arrivato in Australia nel 1981 come profugo dal Vietnam. Ora Papa Francesco l’ha nominato vescovo di una delle diocesi più importanti, quella di Parramatta nell’area di Sydney. Monsignor Vincent Long Van Nguyen è già intervenuto sulla questione dei rifugiati clandestini.
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  Australia: Un profugo alla guida della chiesa
La storia di un migrante consacrato vescovo: padre Vincenzo Long Van, da 15 giorni nominato da Papa Francesco titolare di Parramatta, una delle diocesi più importanti dell’Australia. Padre Vincenzo è arrivato 30 anni fa da migrante e ha vissuto per 2 anni in un campo profughi. 
La convivenza tra popoli diversi, dice, è l’unico futuro possibile.
... Una vita tra i poveri quella di Padre Vincenzo; già a Giovanni Paolo II aveva confidato il suo sogno di farsi prete per gli ultimi; la sua strada si incrocia oggi con un altro Papa, Francesco che gli affida il gregge di una delle più importanti diocesi australiane, oltre un milione di fedeli; a lui, vescovo migrante, padre Vincenzo, interprete credibile della povertà di Cristo.
Padre Vincenzo Long Van Nguyen, il vescovo migrante
  video

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Oltre 16,3 milioni in più per l’8 per mille alla Chiesa Cattolica nel 2015.
Resi noti dal cardinale Bagnasco i dati relativi all'anno scorso, da cui si evince un leggero aumento dei fondi (oltre 1 miliardo) e delle firme. Il 39% del contributo va ad esigenze di pastorale, 270 milioni a interventi caritativi, 350 al sostentamento del clero

  8 per mille alla Chiesa Cattolica, gli italiani destinano 16 milioni in più

BILANCI: DIOCESI E PARROCCHIE SU INTERNET
Sui «rendiconti delle diocesi, e delle parrocchie in modo particolare», è stato stabilito che essi «devono essere pubblicizzati attraverso non solo i bollettini, diocesani e parrocchiali, ma anche attraverso la rete», lo ha riferito a conclusione dei lavori il cardinale presidente della Conferenza episcopoale, Angelo Bagnasco.
Aspettiamo fiduciosi.

  Bagnasco: avanti con la trsparenza dei bilanci di diocesi e parrocchie

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Papa Francesco e Marco Pannella: la vera amicizia si fonda sul rispetto reciproco e cerca ciò che unisce...


... Leggere in rete i commenti dei contrari a questa amicizia, fa pensare. Non ci sono solo i fondamentalisti cattolici, ci sono anche gli ascoltatori di Radio Radicale che paventano la conversione del loro leader. ... L'atteggiamento dei fondamentalisti veicola la convinzione profonda che l'unico rapporto possibile con chi la pensa diversamente da me è "la conversione" e cioè, che alla fine, tu la pensi come me: che di due posizioni, alla fine, sia possibile che ne sopravviva solo una.
Rispetto significa invece che alcuni tuoi modi di intendere cosa è buono e alcuni modi miei di intendere cosa è buono, possono coincidere; sono, almeno in parte, sovrapponibili: tu fai il bene, io faccio il bene, ci incontreremo all'intersezione di questi due itinerari. ...
  Marco Pannella e il Papa, quando l'amicizia va oltre la conversione
«Caro Papa Francesco, ti scrivo dalla mia stanza all'ultimo piano - vicino al cielo - per dirti che in realtà ti stavo vicino a Lesbo quando abbracciavi la carne martoriata di quelle donne, di quei bambini, e di quegli uomini che nessuno vuole accogliere in Europa. Questo è il Vangelo che io amo e che voglio continuare a vivere accanto agli ultimi, quelli che tutti scartano». Sono le prime righe della lettera che Marco Pannella aveva scritto a papa Francesco il 22 aprile scorso.
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Alla fine i saluti sono scritti in maiuscolo: TI VOGLIO BENE DAVVERO TUO MARCO. ...


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Trentino, 54 anni, giornalista pubblicista e francescano, Padre Francesco Patton sarà il nuovo custode di Terra Santa. La notizia è stata diffusa oggi dalla Sala stampa Vaticana: "Francesco Patton - specifica la nota della Santa Sede - è stato nominato dal Governo generale dell'Ordine dei Frati Minori ed approvato dalla Santa Sede a norma degli Statuti Pontifici che reggono questa entità dell'Ordine Francescano". Il nuovo custode succede a Pierbattista Pizzaballa, che ha ricoperto la carica per dodici anni (tre mandati).

  Padre Patton nuovo Custode di Terra Santa

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... Come è stata accolta questa nomina, approvata dalla Santa Sede, dal nuovo Custode? Ascoltiamo fra Francesco Patton, intervistato da Amedeo Lomonaco:

  RADIO VATICANA:   Padre Patton neo Custode di Terra Santa: accoglietemi come un fratello

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 FRANCESCO
 


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15/05/2016:

  Vieni, Santo Spirito!...

16/05/2016:

  Lo Spirito Santo ci è stato donato...

17/05/2016:

  Il mondo ha bisogno del coraggio...

18/05/2016:

  Il Giubileo è la festa...

19/05/2016:

  Amare e perdonare sono il segno concreto...

20/05/2016:

  L'impegno deciso per i diritti umani...

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«Dobbiamo stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo, piuttosto diffuso, che è solo un’emozione superficiale e offende la dignità dell’altro.» Papa Francesco Udienza Giubilale 14 maggio 2016 (Foto, testo e video)


  video saluto ai fedeli
  video catechesi
  testo integrale
  video integrale

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La Pentecoste di Papa Francesco: Omelia "non orfani, ma figli dello stesso Padre buono e misericordioso" e Regina Coeli "Lo Spirito ci insegna l’unica cosa indispensabile: amare come ama Dio." (foto, testi e video)


  testo omelia
  video omelia
  video integrale S. Messa
  testo Regina Coeli
  video

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«Ignorare il povero è disprezzare Dio!» Papa Francesco Udienza Generale 18/05/2016 (Foto, testo e video)

 18 maggio 2016 
  video del saluto ai fedeli
Povertà e Misericordia (cfr Lc 16,19-31)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Desidero soffermarmi con voi oggi sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro. ...
Ignorare il povero è disprezzare Dio! Questo dobbiamo impararlo bene: ignorare il povero è disprezzare Dio.  ...
la misericordia di Dio verso di noi è legata alla nostra misericordia verso il prossimo; quando manca questa, anche quella non trova spazio nel nostro cuore chiuso, non può entrare. Se io non spalanco la porta del mio cuore al povero, quella porta rimane chiusa. Anche per Dio. E questo è terribile. ...
  video della catechesi
  testo integrale
  video integrale

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«I due stili: lo spirito del mondo, che è spirito di ricchezza, vanità e orgoglio e quello di Gesù, venuto per servire, che ci ha insegnato la strada nella vita cristiana: il servizio e l’umiltà» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

17 maggio 2016
Papa Francesco:
Quella voglia di arrampicarsi
C’è una «tentazione» che «divide e distrugge la Chiesa»: è la «voglia mondana di avere il potere», l’invidia e il desiderio «di andare più in alto». Lo ha detto Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta martedì 17 maggio, spiegando che questa tentazione risponde al «pensiero del mondo», mentre Gesù parla «di servizio, di umiliazione».

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Tutto questo, ha fatto amaramente notare il Pontefice, «accade oggi in ogni istituzione della Chiesa: parrocchie, collegi, altre istituzioni, anche nei vescovati... tutti». Ecco i «due modi di parlare»: da una parte lo «spirito del mondo, che è spirito di ricchezza, vanità e orgoglio»; dall'altra Gesù che dice: «il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno». Egli «è venuto per servire e ci ha insegnato la strada nella vita cristiana: il servizio, l’umiltà». Del resto, ha spiegato Francesco, «quando i grandi santi dicevano di sentirsi tanto peccatori, è perché avevano capito questo spirito del mondo che era dentro di loro e avevano tante tentazioni mondane». Infatti «nessuno di noi può dire: “No, io no, no io... io sono una persona santa, pulita.” Tutti noi siamo tentati da queste cose, siamo tentati di distruggere l’altro per salire in alto». È una «tentazione mondana» che «divide e distrugge la Chiesa», e non è certo «lo Spirito di Gesù». ...
(Fonte: L'Osservatore Romano)
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«Il dramma di oggi: lo sfruttamento della gente» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

19 maggio 2016
Papa Francesco:
Sanguisughe di oggi
La meditazione sul giusto rapporto che il cristiano deve avere con il denaro, con la ricchezza, ha portato Papa Francesco, durante la messa celebrata a Santa Marta giovedì 19 maggio, a denunciare le «schiavitù di oggi» e chi, approfittando della diffusa mancanza di lavoro, «sfrutta la gente» e la costringe ad accettare contratti iniqui, in nero. Trafficanti che «ingrassano in ricchezza» e vivono come «vere sanguisughe», vivono «del sangue della gente. E questo è peccato mortale», ha commentato con parole dure. ...

Riflettendo su questi temi, il Papa ha anche richiamato la catechesi dell’udienza generale del giorno precedente, dedicata al ricco Epulone e Lazzaro. Quel ricco, ha detto, «era nel suo mondo, non si accorgeva che dall’altra parte della porta della sua casa c’era qualcuno che aveva fame» e «lasciava che l’altro morisse». Qui invece, ha sottolineato, c’è di «peggio»: qui assistiamo all’«affamare la gente con il loro lavoro per il mio profitto! Vivere del sangue della gente. E questo è peccato mortale. È peccato mortale. E ci vuole tanta penitenza, tanta restituzione per convertirsi da questo peccato». ...
Concludendo l’omelia, il Papa ha invitato di nuovo a pensare a «questo dramma di oggi: lo sfruttamento della gente». E non solo ai traffici riguardanti la prostituzione o il lavoro minorile, ma a «quel traffico più — diciamo — “civilizzato”» per cui c’è chi dice: «Io ti pago fino a qua, senza vacanze, senza assicurazione sanitaria, tutto in nero... così io divento ricco!». E, richiamando un passo del Vangelo del giorno (Marco, 9, 41-50), ha pregato il Signore affinché: «ci faccia capire oggi quella semplicità che Gesù ci dice nel Vangelo di oggi: è più importante un bicchiere d’acqua in nome di Cristo che tutte le ricchezze accumulate con lo sfruttamento della gente».
(fonte: L'Osservatore Romano)
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Quando parla un papa il termine “monito” è d’obbligo. E non riguarda certo solo, o soprattutto, papa Francesco. Ma nel caso del suo discorso d’apertura dei lavori dell’assemblea dei vescovi spiccano non soltanto i moniti, ma anche gli argomenti ignorati. Non ha parlato di politica né ha citato la nuova legge sulle unioni civili. Non è tornato neanche sull’immigrazione, visto che l’aveva posta al centro del discorso pronunciato ricevendo il premio Carlo Magno. All’ordine del giorno c’era “il rinnovamento del clero” e lui di quello ha parlato. Possibile dedurne che l’argomento gli è piaciuto, gli sta a cuore.

  Riccardo Cristiano: 
  QUELLO CHE NON DICE IL PAPA


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