"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°28 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 16 al 22 luglio 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 29 luglio 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





I NOSTRI TEMPI



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Tonio Dell’Olio: le reazioni di odio alimentano il terrorismo e NIZZA - Non dobbiamo cadere nella trappola dello scontro delle civiltà Intervento di p. Giulio Albanese


Tonio Dell’Olio
le reazioni di odio alimentano il terrorismo
intervista di Emanuela Citterio
Il presidente di Pro Civitate Christiana, spiega perché lavorare per la pace ha ancora senso, dopo l’attentato di Nizza. E racconta di quando ne parlò con Papa Francesco....

NIZZA - Non dobbiamo cadere nella trappola dello scontro delle civiltà
Intervento di p. Giulio Albanese, missionario comboniano e giornalista
(estratto "Agorà-Estate" Raitre del 15.07.2016)
  video

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Sull’accoglienza dell’altro si misura la propria dignità di mons. Bruno Forte


L’omicidio di Emmanuel Chidi Nnamdi, il profugo nigeriano ucciso per aver reagito alle offese razziste di un “ultrà” che aveva insultato la sua Sposa, ha fatto puntare i fari dei “media” sul fenomeno sciagurato del razzismo. Purtroppo il fenomeno del razzismo è ancora presente in alcune subculture del nostro Paese, alimentato - come ha osservato l’ex ministra ed europarlamentare Cécile Kyenge - da chi cavalca “il malessere sociale del Paese per lucrarne elettoralmente”, ricorrendo a messaggi di vero e proprio odio razziale. Se molti hanno ribadito con forza che questo tipo di sentimenti xenofobi e di comportamenti violenti non appartiene in alcun modo all’identità morale del nostro popolo, l’urgenza di motivare una simile tesi è quanto mai viva, soprattutto in un tempo in cui la reazione emotiva alle stragi terroristiche come quella del 14 luglio a Nizza potrebbe indurre a identificare il male semplicemente con l’altro da noi. La triplice anima che pervade la nostra storia e la nostra cultura - quella greco-romana, quella ebraico-cristiana e quella illuministico-liberale - concorda nel vedere nel razzismo l’espressione di una fosca ignoranza, di un’ideologia impazzita e di un’umanità incapace di libertà e di apertura al nuovo.
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Dopo-Angelus, Papa Francesco sulla strage di Nizza 
“Nei nostri cuori è vivo il dolore per la strage che, la sera di giovedì scorso, a Nizza, ha falciato tante vite innocenti, persino tanti bambini. Sono vicino ad ogni famiglia e all’intera nazione francese in lutto. Dio, Padre buono, accolga tutte le vittime nella sua pace, sostenga i feriti e conforti i familiari; Egli disperda ogni progetto di terrore e di morte, perché nessun uomo osi più versare il sangue del fratello. Un abbraccio fraterno e paterno a tutti gli abitanti di Nizza e a tutta la nazione francese”.
(Estratto dopo Angelus del 17.07.2016)


 
Video

tweet di Enzo Bianchi del 16/07/2016
  La vocazione del nostro mare Mediterraneo...


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L'acqua che sale, la benzina che fuoriesce dalle taniche, il gommone che si imbarca e si trasforma in una voragine di morte, coi migranti che si aggrappano ai bordi per non scivolare e le donne che si aggrappano con le unghie, che mordono e strillano, che alla fine soccombono. Non c'è fine all'orrore nel Mediterraneo. La nave Aquarius, col suo carico di morte e disperazione, ieri ha fatto il suo ingresso nel porto di Trapani. Ventidue i cadaveri nelle bare di legno, 21 le donne. Qualcuno voleva scaricassero prima quelle. Alla fine i volontari hanno avuto la meglio: troppo traumatico, per i vivi, veder di nuovo sfilare i morti davanti agli occhi....

  Viviana Dololso:   Il racconto: urlavo e mordevo per non annegare

Prima di essere ventuno donne morte, le migranti che hanno perso la vita su un barcone mercoledì 20 luglio, erano ventuno donne fuggite dalla guerra, dalla carestia, dalle persecuzioni. Erano ventuno sopravvissute, erano ventuno guerriere, ventuno sognatrici. Volevano un futuro migliore: per la propria famiglia, per i propri figli, per se stesse. ...
Erano ventuno. Ma il vuoto che lasciano non ha numeri.

  STOPTRATTA:   Quei ventuno corpi senza vita erano donne che inseguivano un futuro


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Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Walter Eddie Cosina, Paolo Borsellino, Vincenzo Li Muli.
Per non dimenticare!

  La lotta alla mafia dev'essere... (Paolo Borsellino)

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"Certe memorie sono memorie di tutti, memorie collettive. Memorie che aiutano una società a non perdersi, a tenere fermi i valori di democrazia, libertà, giustizia, verità. Ma ricordare via d'Amelio - e tutte le altre stragi e vittime delle mafie - anche per sottolineare il legame tra la memoria e l'impegno. 
Non basta il ricordo delle ricorrenze. La memoria vuole continuità, si misura nel costruire ogni giorno la giustizia. E' questo tenace impegno quotidiano che loro si aspettano da noi. Non sono morti per essere ricordati. Sono morti perché noi trasformassimo la loro memoria in speranza e giustizia. L'io capace di diventare noi è stata la loro ricchezza: deve diventare anche la nostra."
d. Luigi Ciotti 

 
LIBERA: 
VIA D'AMELIO, 24 ANNI DOPO I RICORDI DEI FAMILIARI DEGLI AGENTI DELLA SCORTA DEL GIUDICE PAOLO BORSELLINO


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Nel clima da resa dei conti del dopo golpe in Turchia colpiti anche due luoghi cristiani: la chiesa di Santa Maria a Trabzon dove fu ucciso nel 2006 don Andrea Santoro e la chiesa protestante di Malatya, dove nel 2007 vennero sgozzati tre cristiani evangelici. Solo danni lievi alle strutture ma il segnale intimidatorio è evidente

  La chiesa di don Santoro assalita nel dopo golpe della Turchia

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Kofi Annan: “Anche i poveri hanno bisogno di un sistema d’allerta meteo” di Cornelia Isabelle Toelgyes


Kofi Annan, ex-segretario generale dell’ONU e Premio Nobel per la Pace 2001, ha lanciato un appello all’umanità perché si adoperi a bloccare i cambiamenti climatici i cui effetti, sottolinea, possano influire gravemente sulla saluto dell’uomo. La Commissione 2015 della prestigiosa rivista scientifica Lancet sulla relazione salute-cambiamenti climatici è stata categorica: “Il clima può compromettere gravemente il progresso per i suoi effetti sulla salute”. Gli effetti negativi vengono percepiti per lo più nel sud dell’ Asia e nel Continente africano.
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La «domanda» di Wiesel dai lager a Nizza

La «domanda» di Wiesel dai lager a Nizza
di Giorgio De Simone
... Non più Auschwitz, non più Buchenwald, ma campi di infelici che vivono in condizioni non degne abbondano anche sul territorio di questo nostro Paese che costituzionalmente si professa contrario a ogni guerra. Fede ferita, sì. Perché di quanto quotidianamente vediamo in Siria, Iraq e di recente a Dacca e a Nizza e l’altro ieri a Parigi e a Bruxelles e nei naufragi continui dove muoiono come mosche adulti e, soprattutto, bambini innocenti, c’è chi si chiede perché: perché Dio non apre la sua mano e ferma tutto questo come fermò il Mar Rosso davanti a Mosè? 
Sono in tanti a chiederselo, sono in tanti a non trovare risposta. 
Ma del resto ci può essere fede intatta, marmorea, inossidabile, inscalfibile? Ci può essere quando di tanti santi sappiamo le «notti dell’anima» che hanno attraversato? Ci può essere se lo stesso papa Francesco, come già Madre Teresa, ha voluto farci sapere che nemmeno lui si è potuto sottrarre alla tentazione del dubbio? Ci può essere se Gesù, sulla Croce domandò a suo Padre perché lo avesse abbandonato (Mt 27, 46) provando su di sé l’angoscia del Dio che non risponde? Lui, che era la Fede stessa?

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Per la strage di bambini di Manbji niente candele: solo il silenzio dei giornali


La morte di 125 innocenti non merita inviati, peluche. 
Nessuna pietà per i poveri sfollati siriani
di Onofrio Dispenza
... Negli eventi tragici che stanno determinando una drammatica mutazione della nostra vita quotidiana, per capire bisogna fare come i geologi. Se c'è una frana, non basta guardare il cumulo di massi che è venuto giù, rimuoverli. Occorre salire e andare a trovare le ragioni della frana. Per capire e prevenire altre frane. Bruxelles, Parigi, Nizza, il terrore in Germania, quello dell'altra sponda del Mediterraneo, e poi in Africa, e le minacce appena arrivate, di impiantare l'orrore anche in un Brasile bandiera del gioco e della gioia, tutto va raccontato, senza silenzi ed omissioni, accomunandoci in una rivolta indignata, con un messaggio univoco che non passeranno. Ma va anche ricordato e raccontato il calvario quotidiano della Siria, il prezzo sproporzionato pagato dai siriani di ogni età ad un gioco feroce e terribile che li vede innocenti. Non si possono tacere gli orrori quotidiani subìti da quel popolo che faceva convivere nelle sue strade la moschera alla sinagoga e alla chiesa dei francescani, accogliendo a braccia aperte giovani americani ed europei desiderosi di imparare l'arabo, di conoscere i segni e gli eredi di una antica civiltà. Ho conosciuto Damasco gioiosa, moderna e aperta, sorridente e profumata di spezie, frutta e gelsomini. Ho conosciuto le ombre delle sue moschee e le strade assolate che portano al grande, straordinario suk col gelato al pistacchio più buono del mondo. Damasco, la Siria, i siriani non meritano l'oblio. I loro morti meritano, se non un memoriale, almeno una mattonella della nostra memoria.

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La nostra abitudine, nel nostro piccolo, è conosciuta: scrivere ciò che pensiamo con onestà e chiarezza. Nel caso della Turchia non abbiamo ormai né dubbi né perplessità. Se ieri il governo di Erdogan era per tutti, anche per coloro che sono costretti al politicamente corretto, un governo autoritario, oggi non è più così. L'elenco dei fatti che lo dimostrano è conosciuto e piuttosto abbondante di casi e situazioni. Ora, dopo l'anti-golpe del sultano eseguito con violenze, soprusi, arbitrarietà e illegalità odiosamente feroci, il suo è un regime dittatoriale senza se e senza ma. 
Lo scriviamo consapevoli e a conoscenza della dottrina cattolica: per essere un governo autenticamente democratico non basta una sua origine democratica, che nel caso di Erdogan si potrebbe ammettere, occorre inoltre - e ha la medesima fondamentale e dirimente importanza - esercitare il potere anche in modo democratico. E certamente non è proprio questo il caso di Erdogan...


  Luis Badilla:    Quello di Erdogan da governo autoritario ormai è diventato una dittatura (anche se si evita di scriverlo)

Un personaggio come Recep Tayyp Erdogan non aveva alcuna necessità di gettare la maschera. Perché – a differenza di alcuni satrapi suoi pari, che in qualche modo celano le proprie intenzioni dietro al paravento della volontà popolare o, la spudoratezza non ha limiti, dello Stato di diritto – il vittorioso sultano già sindaco di Istanbul, quindi inarrestabile leader durante gli anni dell’impetuosa crescita economica dell’Anatolia e oggi padre-padrone della Turchia de-laicizzata è sempre stato a modo suo coerente con se stesso, quasi cristallino. Lui vuol essere presidente a vita e signore assoluto di un Paese rimodellato a somiglianza del sultanato selgiuchide ma con una vistosa differenza rispetto a quell’impero ottomano che ebbe il suo apogeo sotto Solimano il Magnifico: quanto quello – e stiamo parlando del XVI-XVII secolo – era multietnico, multiculturale e multilinguistico, tanto la fisionomia dello Stato perseguita con grande accanimento da Erdogan è una monocultura di intonazione islamista, anti-moderna, anti-laica. ...

 
Giorgio Ferrari: 
   È l’addio all'Occidente

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Nonostante il refrain contro i migranti sia sempre lo stesso: "Premesso che non sono razzista...", nelle società occidentali il razzismo sta uscendo allo scoperto e rischia di essere legittimato come una opinione. Secondo lo psichiatra Vittorino Andreoli siamo in "una cornice di civiltà disastrosa", l'Italia e l'Occidente stanno "regredendo alle pulsioni istintive", al dominio della "cultura del nemico": "La superficialità porta l'identità a fondarsi sul nemico. Se uno non ha un nemico non riesce a caratterizzare se stesso".

  Patrizia Caiffa:   “Livello di civiltà disastroso, regrediti alla cultura del nemico”


... La giovinezza è il tempo dove lo scarto tra il pensiero e l’azione rischia di farsi troppo esile, dove l’onnipotenza del pensiero può giungere a negare l’esistenza stessa della realtà. Gettarsi a valanga contro una massa di esseri umani in festa non è uccidere nel nome di Dio, ma uccidere nel nome della propria illusione di onnipotenza. L’odio per la vita in questo caso si manifesta come la forma più estrema del culto disperato del proprio Io. Il contrario della violenza animata dall’ideologia che vorrebbe invece cancellare l’Io...
Non si diventa assassini perché Dio lo vuole, ma perché la vita, questa vita, la nostra vita, la vita che lasciamo ai nostri figli, è fatta di nulla, è senza valore, non vale niente.

 
Massimo Recalcati: 
  Quei giovani psicotici e il delirio terroristico (pdf)

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Ancora morti e terrore nel centro dell'Europa...
Preghiamo perché finisca questa spirale di violenza...

  Monaco, spari al centro commerciale.  Per la Polizia «Almeno sei morti»


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La testimonianza di un sacerdote italiano, don Gino Levorato, che vive nella città tedesca dove c'è stato un attacco terroristico: «Clima da coprifuoco, la polizia ci ha detto di non stare in strada perché è pericoloso. I negozi sono stati tutti chiusi. Credo che anche in Karlsplatz sia successo qualcosa di grave»

  Michela Marzano:    «MONACO CITTÀ SPETTRALE, LA POLIZIA INVITA A STARE A CASA»


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Invocare Maria non è invocare una dea, ma... (Gertrud Von Le Fort)
  Auguro che Maria, la più buona delle madri... (Benedetto XVI)
  O Madre, tuo Figlio ti vuole modello di chi nella notte...  (S. Teresa di Lisieux)
  In questo giorno di festa desideriamo ricordare con immensa gratitudine la Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto...
  E' cosa buona attendere ai poveri e soprattutto servire... (S. Agostino)
  Una preghiera che non porta all'azione... (Papa Francesco)
 
Su Maria Maddalena... (Paolo Curtaz)
 
Familiari di Dio lo si diventa... (Antonio Savone)
  Nella parabola del seminatore... (San Giovanni Crisostomo)
  Gli occhi sono ciechi...  (Antoine de saint Exupery)
 
Maria di Magdala mi ricorda che... (Antonio Savone)

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO  SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Giugno 2016: "Perché gli anziani, gli emarginati e le persone sole trovino, anche nelle grandi città, opportunità di incontro e di solidarietà." (videomessaggio)

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Vangelo: Lc 10,38-42
Marta è la "padrona (di casa)" - questo è il significato del suo nome in lingua aramaica - che comanda e cerca di imporsi sulla sorella e su Gesù: "...si fece avanti (lett. si fece sopra)...Signore, dille dunque.. (il verbo è all'imperativo) ". Ma c'è un modo altro per accogliere Gesù nella vita personale e comunitaria: quello di Maria. Marta è figura di una certa Chiesa tutta occupata nel fare, colei che osserva anche le minuzie della Legge - o del catechismo - in attesa del suo Signore, non accorgendosi però che il Signore è già in casa sua seduto, ed insegna. Maria invece è figura di quella Chiesa che ha coscienza di essere stata visitata e si accovaccia, come brava discepola, ai piedi di Gesù in orante ascolto della Sua Parola. ...

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"Marta e Maria, il Signore non cerca servitori ma amici" di p. Ermes Ronchi - XVI Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XVI Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
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A Betania il maestro è accolto da donne che non venivano accolte come discepole dai maestri del tempo. Entra nella loro casa: la casa è scuola di vita, il luogo dove la vita nasce e si conclude, dove celebra le sue feste più belle, dove Dio parla nel quotidiano, nei giorni delle lacrime e in quella della danza dei cuori. E il Vangelo deve diventare vero non ai margini della vita, ma nel cuore di essa.
Maria, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Sapienza del cuore di donna, intuito che sceglie ciò che fa bene alla vita, ciò che regala pace, libertà, orizzonti e sogni: la Parola di Dio
Mi piace immaginare Maria di Betania e Gesù totalmente presi l'uno dall'altra: lui a darsi, lei a riceverlo. E li sento tutti e due felici, lui di aver trovato un cuore in ascolto, lei di avere un rabbi tutto per sé. Lui totalmente suo, lei totalmente sua. ...

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"Ospitare i pellegrini" di Enzo Bianchi


Noi monaci abbiamo nel sangue l’azione di accogliere i pellegrini, di dare ospitalità agli stranieri: è un’azione spontanea, una pulsione naturale che ci viene dalle viscere del nostro essere monaci. Per noi praticare l’ospitalità è un bisogno, anche perché impariamo dagli ospiti molte più cose di quante ne insegniamo loro. Pacomio e poi Basilio, i grandi padri fondatori del monachesimo cenobitico, si erano premurati di costruire luoghi di accoglienza per pellegrini, viandanti, mendicanti, stranieri, chiamati appunto xenodocheía, luoghi per l’accoglienza degli stranieri. Da allora, in ogni luogo e in ogni tempo, un monastero è tale se è uno spazio in cui si accoglie l’altro come si accoglie Cristo stesso (cf. Regola di Benedetto 53,1).

Di più, oserei dire che l’ospitalità è il cuore della pratica dell’amore verso l’altro nelle tre religioni abramitiche, memori che Abramo, praticando l’ospitalità verso tre stranieri, accolse nella sua tenda Dio stesso sotto il segno di tre messaggeri (cf.Gen 18,1-16). L’Antico Testamento è costellato di episodi di accoglienza, sempre benedetta, mentre l’in-ospitalità di Sodoma e Gomorra è maledetta con un castigo mortale (cf. Gen 19,1-19). Nel Nuovo Testamento Gesù è spesso ospite, accolto in casa da peccatori pubblici, prostitute, amici come Marta, Maria e Lazzaro, e anche dopo la resurrezione ha voluto farsi ospite, accogliendo l’invito a cena da parte di due discepoli in cammino verso Emmaus (cf. Lc 24,13-35). E nel giorno del giudizio Gesù, nella pienezza della sua gloria, quale Signore della storia dirà a quanti hanno praticato l’ospitalità: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché … ero pellegrino e mi avete accolto, ospitato” (Mt 25,34-35).

Da questa parola del vangelo nasce la quarta azione di misericordia corporale, un invito ai cristiani a declinare la carità anche facendo della propria casa un luogo di comunione, di condivisione, di compassione verso chi è senza casa perché in viaggio, o povero, o straniero.
  Ospitare i pellegrini

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Il grande cantico dell’umiltà di Luigino Bruni

L’umiltà è una di quelle virtù che l’economia e le grandi imprese non amano pur avendone un bisogno vitale. La nostra cultura, sempre più modellata sui valori aziendali, non riesce a vedere la bellezza e il valore dell’umiltà, che così viene "umiliata". Le virtù praticate e alimentate dalle grandi imprese e organizzazioni si nutrono, infatti, dell’anti‐umiltà. Per fare carriera ed essere valorizzati occorre dare sfoggia dei propri meriti, mostrare mentalità e atteggiamento "vincenti", essere più ambiziosi degli altri colleghi‐concorrenti. Bisogna cercare e desiderare ciò che si trova in alto, e fuggire dal basso dove c’è la terra, l’humus, l’humilitas. Il nostro non è un tempo umile. Le generazioni passate e quelle che stanno tramontando, conoscevano e riconoscevano molto bene l’umiltà. Avevano imparato a scoprirla nascosta nella terra, facendo l’esperienza del limite che fa veramente solo chi conosce la terra con le mani. ...  
  Il grande cantico dell'umiltà di Luigino Bruni (PDF)
Leggi anche i precedenti articoli già pubblicati:
  • Rigenerazioni/1
  • Rigenerazioni/2
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Chi era veramente Maria Maddalena?


Per volere di papa Francesco il 22 luglio, per la prima volta, si celebra la festa di santa Maria Maddalena, che sino a oggi era memoria obbligatoria. La storia di questa donna nelle parole dei Vangeli e nei commenti di Gianfranco Ravasi, Carlo Maria Martini, Cristiana Dobner e Timothy Verdon
Lo scorso 3 giugno la Congregazione per il Culto Divino ha pubblicato un decreto con il quale, «per espresso desiderio di papa Francesco», la celebrazione di santa Maria Maddalena, che era memoria obbligatoria, viene elevata al grado di festa. Il Papa ha preso questa decisione «per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata», ha spiegato il segretario del Dicastero, l’arcivescovo Arthur Roche. Ma chi era Maria Maddalena, che Tommaso d’Aquino definì «apostola degli apostoli»?
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Maria Maddalena, apostola degli apostoli di Enzo Bianchi


Maria di Magdala è una delle figure femminili più intriganti per il lettore. Presente in tutti i vangeli insieme alle altre discepole di Gesù, donne di Galilea, è da Giovanni particolarmente evidenziata come donna vicina a Gesù e come prima testimone della sua resurrezione.
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Questa pagina giovannea risulta molto “affettiva”, nel senso che è piena di sentimenti e, come tale, ispira anche la nostra immaginazione nel pensare il rapporto d’amore con il Signore Gesù. È una pagina che ha chiaramente in sottofondo il già ricordato Cantico dei cantici, nel quale in un giardino avviene un dialogo d’amore tra i due partner (cf. Ct 4,16; 5,1; 6,2), che si perdono, si cercano e si ritrovano (cf. Ct 3,1-4; 5,1-8). Come la donna del Cantico, Maria di Magdala è donna del desiderio, un desiderio talmente forte e tenace che consente solo a lei, rimasta al sepolcro per cercare Gesù, di poterlo vedere. Ma ciò che in particolare mi preme mettere in evidenza è il fatto che questa ricerca, questa perseveranza, questa individuazione della presenza del corpo sono tratti tipicamente femminili, essenziali nell’amicizia tra uomini e donne. Nello stesso tempo, questa pagina giovannea è dangereuse, pericolosa, per chi non sa capire l’amore con occhi puri, fino a essere indotto a molte fantasie sul rapporto tra Gesù e la Maddalena.
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Il 500° anniversario della Riforma viene visto come un’occasione importante per far crescere la comprensione e la collaborazione reciproche. Cosa dobbiamo aspettarci dal viaggio del Papa a Lund, in Svezia, il prossimo 31 ottobre? 
Cardinale Walter Kasper:
«La riscoperta di Lutero va inquadrata nell’Anno della misericordia, misericordia tra cristiani e con gli uomini del nostro tempo che soffrono per i conflitti e sono bisognosi di riconciliazione e pace. In questo senso l’incontro di Lund sarà un segno fortissimo di come le Chiese oggi siano impegnate per la causa dell’unità e della pace».


 
Kasper: Lutero e la sfida ecumenica dell'EVANGELIZZAZIONE

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Si è svolto in Vaticano l'incontro tra Papa Francesco e Biagio Conte.
L'appuntamento è stato fissato in fretta e furia dal Pontefice martedì pomeriggio, dopo aver ricevuto la notizia che il missionario palermitano era giunto finalmente nei pressi di San Pietro, meta del suo pellegrinaggio a piedi iniziato ad aprile scorso.


  Biagio Conte in Vaticano dopo il lungo viaggio a piedi, incontra il Papa: "Umile e vicino ai poveri"

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni



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In ascolto dell’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco: cosa vuol dire prendersi cura della casa comune? di p. Pino Stancari S.J.

"... cosa vuol dire prendersi cura della casa comune? Il Papa ce lo suggerisce a modo suo, dal momento che il titolo dell’enciclica fa riferimento al Cantico delle creature di San Francesco: Laudato si’. Lettera enciclica sulla cura della casa comune. Dunque, la cura della casa comune: sono convinto che un’espressione del genere non solo suppone un generico retroterra biblico, ma è davvero impregnata di quella parola che è giunta a noi attraverso tutti i testi della Scrittura (Antico e Nuovo Testamento); perciò vorrei richiamare qualche elemento di questa ampia documentazione di testi, di sollecitazioni, di luci e, nello stesso tempo, anche di interpellanze contestative che la parola di Dio ci presenta. Intendo prendere avvio da quella pagina che – in modo, per così dire, scontato – assume senz’altro un valore programmatico. Mi riferisco al cap. 3 del Libro del Genesi. Questa pagina è citata anche dal Papa nell’enciclica.
  cosa vuol dire prendersi cura della casa comune? di p. Pino Stancari S.J.

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Sulla strada dei Martiri – Dal Colosseo al Pantheon 
puntata "I luoghi del Giubileo"
del 21.04.2016
Un percorso attraverso i luoghi simbolo del Giubileo e i capolavori artistici che a Roma, nella capitale del Cattolicesimo, hanno dato immagine alle forme della spiritualità e della religione, accompagnati da una guida d’eccezione: Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani.

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Guarda anche le puntate precedenti:
  • Il cuore della cristianità del 26.03.2016
  • Alle origini del cristianesimo del 06.04.2016
  • Dall`Esquilino alla strada del mare del 13.04.2016
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"Contro ogni guerra di civiltà, noi dobbiamo ridare a Palermo la sua vocazione storica di capitale dell’accoglienza, della pace nelle diversità, del dialogo e della relazione, che è vera solo se preserva la differenza." Discorso dell'Arcivescovo Corrado Lorefice alla Città di Palermo in occasione del 392° Festino di Santa Rosalia

... Non dobbiamo avere paura del passaggio dal mito alla realtà. Perché solo così si comincia ad essere veri, a farsi carico della ruvidità della storia autentica, in cui siamo immersi, che condividiamo. Contrariamente a quanto spesso pensiamo, infatti, il tempo che passa non serve a far finire le illusioni, a sconfiggere i sogni, ma se vissuto nella verità il tempo serve invece ad alimentare la speranza, facendoci passare insieme in mezzo alla sostanza densa e caotica della vita, il nostro Mare Rosso insomma e il nostro esodo.
... la bellezza va rispettata, va conservata con amore. Non abituiamoci alla bellezza di Palermo, non lasciamola deperire come se non ci riguardasse! Rispettiamola nei fatti, ogni giorno, con la cura dei cittadini e non con il menefreghismo dei profittatori, con comportamenti quotidiani di civiltà e non con la trascuratezza di chi usa e getta. Ma soprattutto difendiamola da chi vuole attaccarla in maniera massiccia e criminale: l’incendio del Monte Pellegrino, il monte di Rosalia, credo sia stato per tutti noi un simbolico grido di allarme. Perché la violenza e l’insulto alla bellezza che non risparmiano nemmeno i luoghi sacri alla Santa indicano una deliberata volontà di distruggere la bellezza di Palermo, di toglierle l’aura di sacro. Non rassegniamoci, non scoraggiamoci!
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  video

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Ecoreati, processo a Chianese e nuova coscienza- "Chi avvelena il Creato avvelena l’uomo" don Maurizio Patriciello

... Il nesso di causalità tra ambiente avvelenato e salute, infatti, è difficile, se non impossibile da provare scientificamente. E al riparo di questa complessità si mimetizzano ben bene gli ecomafiosi: industriali disonesti, intrallezzatori vari, politici corrotti e camorristi di vecchia data. Ma anche se ci vorranno anni, risorse, ricerche, buona volontà, onestà scientifica e intellettuale per affermarlo con assoluta certezza, tutti sappiamo che l’ambiente avvelenato avvelena l’uomo. Che il Creato è la casa comune di cui avere estrema cura. 
Che a nessuno è permesso di arricchirsi sulle spalle dei fratelli. In attesa che la comunità scientifica arrivi a pronunciare la parola definitiva, cominciamo a bloccare gli ecomafiosi e a pretendere che venga messo in atto il principio di precauzione. Per amore del nostro popolo. Compresi i figli degli avvelenatori ai quali i loro padri hanno fatto tanto male.
  "Chi avvelena il Creato avvelena l’uomo" don Maurizio Patriciello

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 FRANCESCO
 


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17/07/2016:

  Ricordiamo gli anziani e i malati...

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ANGELUS - PAPA FRANCESCO: Siamo capaci di ascoltare nella nostra famiglia?
Oggi siamo talmente presi, con frenesia, da tanti problemi - e alcuni dei quali non importanti – ha detto il Papa - e manchiamo della capacità di ascolto:
“Siamo indaffarati continuamente e così non abbiamo tempo per ascoltare. E io vorrei domandare a voi, farvi una domanda, ognuno risponda nel proprio cuore: ‘Tu, marito, hai tempo per ascoltare tua moglie? E tu, donna, hai tempo per ascoltare tuo marito? Voi genitori avete tempo, tempo da perdere, per ascoltare i vostri figli o i vostri nonni, gli anziani?’ – ‘Ma, i nonni sempre dicono le stesse cose, sono noiosi…’ – ‘Ma hanno bisogno di essere ascoltati!’. Ascoltare. Vi chiedo di imparare ad ascoltare e di dedicargli più tempo

  Video

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Nella sua nuova costituzione apostolica sulla vita contemplativa femminile Vultum Dei quaerere, Bergoglio mette in guardia: "Mezzi utili per la formazione e la comunicazione, ma non siano danno per la vostra vocazione"

 
Papa Francesco: “Monache clausura non perdetevi su Facebook”. Ai monasteri: “No a straniere per sopravvivere”

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L'importanza dell'ascolto per essere accoglienti e ospitali verso i nostri fratelli e le nostre sorelle - Papa Francesco, Angelus del 17 luglio 2016 (Testo e video)


Angelus del 17 luglio 2016,
Piazza San Pietro

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nel Vangelo odierno l’evangelista Luca racconta di Gesù che, mentre è in cammino verso Gerusalemme, entra in un villaggio ed è accolto a casa di due sorelle: Marta e Maria (cfr Lc 10,38-42). Entrambe offrono accoglienza al Signore, ma lo fanno in modi diversi. Maria si mette seduta ai piedi di Gesù e ascolta la sua parola (cfr v. 39), invece Marta è tutta presa dalle cose da preparare; e a un certo punto dice a Gesù: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti» (v. 40). E Gesù le risponde: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (vv. 41-42).
...
Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
nei nostri cuori è vivo il dolore per la strage che, la sera di giovedì scorso, a Nizza, ha falciato tante vite innocenti, persino tanti bambini. Sono vicino ad ogni famiglia e all’intera nazione francese in lutto. Dio, Padre buono, accolga tutte le vittime nella sua pace, sostenga i feriti e conforti i familiari; Egli disperda ogni progetto di terrore e di morte, perché nessun uomo osi più versare il sangue del fratello. Un abbraccio paterno e fraterno a tutti gli abitanti di Nizza e a tutta la nazione francese. E adesso, tutti insieme, preghiamo pensando a questa strage, alle vittime, ai familiari. Preghiamo prima in silenzio…
  video integrale

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Videomessaggio del Papa per la Gmg: «segno di misericordia nel mondo»

Ai giovani che saranno a Cracovia dal 26 al 31 luglio
In occasione della trentunesima Giornata mondiale della gioventù a Cracovia, in Polonia, Papa Francesco avrà occasione per incontrare la cara nazione polacca. Tutto sarà nel segno della Misericordia, in questo Anno giubilare, e nella memoria di san Giovanni Paolo II, che è stato l’artefice delle Giornate Mondiali della Gioventù, ed è stato la guida del popolo polacco nel suo recente cammino storico verso la libertà. 
Prima del viaggio che vedrà il Papa in Polonia dal 27 al 31 luglio, Francesco ha inviato un video messaggio ai giovani polacchi e non, nel quale ha ricordato la ricchezza spirituale della terra madre di Giovanni Paolo II...
  video

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Papa Francesco nella Costituzione Apostolica “Vultum Dei Quaerere” dedicata alla vita contemplativa femminile indica dodici temi di riflessione per la vita consacrata in generale, dall’uso dei social network («sono utili ma vanno usati con prudente discernimento») al divieto di reclutare suore all’estero solo per riempire i monasteri vuoti o mantenere le strutture

  Antonio Sanfrancesco:  «FACEBOOK NON OSTACOLI LA PREGHIERA. NO ALLE VOCAZIONI DALL’ESTERO PER RIEMPIRE I MONASTERI»


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