"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°24 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 18 al 24 giugno 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 1° luglio 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





I NOSTRI TEMPI



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Come sarebbe l’Italia senza immigrati?


Avremmo il 20% di bambini nati in meno nell'ultimo anno, una scuola pubblica con 35.000 classi e 68.000 insegnati in meno, saremmo senza 693.000 lavoratori domestici e 449.000 imprese. I numeri del modello di integrazione italiano che funziona...
  Come sarebbe l’Italia senza immigrati?
  L’integrazione nella società molecolare - Testo completo
L’integrazione nella società molecolare (08/06/2016)
La specificità italiana nei processi di integrazione degli immigrati si è rivelata nella capacità inclusiva di tipo molecolare, dispersa sul territorio (non abbiamo le banlieue), attraverso i luoghi della scuola e della sanità, per mezzo delle iniziative imprenditoriali (i piccoli negozi come le piccole imprese edili degli stranieri). Si apre una riflessione sulla possibilità di replicare il modello molecolare e non conflittuale anche per il futuro, per le seconde e le terze generazioni.
  video

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A Oslo il sesto Congresso mondiale sulla pena di morte. Perché uccidere non è mai la soluzione - Papa Francesco: «la pena di morte è inammissibile, è un'offesa all’inviolabilità della vita e alla dignità della persona umana»

Un appuntamento molto importante, che vuole rinnovare un impegno globale e una lotta a favore della dignità della persona umana. Si apre oggi a Oslo in Norvegia il sesto congresso mondiale contro la pena di morte. L’obiettivo principale è quello di aumentare la sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale e cercare di convincere sempre più Paesi ad aderire a una moratoria completa contro le esecuzioni capitali in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite... (L'Osservatore Romano, 22 giugno 2016)
... è intervenuto con un videomessaggio anche Papa Francesco che proprio in apertura dell’Anno Santo dedicato alla misericordia ha fatto appello ai governanti perché fermino di eseguire le sentenze durante l’anno del Giubileo...
“La pena di morte è inammissibile, per quanto grave possa essere il reato per il quale una persona sia stata stata condannata. È un’offesa all’inviolabilità della vita e alla dignità della persona umana; contraddice il piano di Dio per l’uomo e la società, e la sua giustizia misericordiosa”, ha affermato il Papa. “Non si deve dimenticare che il diritto inviolabile alla vita, dono di Dio, appartiene anche al criminale”. E in ogni caso la pena di morte “non rende giustizia alle vittime e invece favorisce la vendetta”. Bergoglio ha chiesto anche condizioni carcerarie migliori, nel rispetto della dignità delle persone, e un reinserimento nella società per i colpevoli perché “una pena che non lascia speranza è una forma di tortura”.

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... il Global Slavery Index, l’ultimo rapporto della Walk Free Foundation (WFF) che ha analizzato la schiavitù moderna e il traffico di esseri umani in 167 paesi, ci dice che “ad oggi sono ancora 48,5 milioni le persone che vivono in stato di schiavitù o sono vittime del traffico di esseri umani”. Come dire che tutti gli schiavi contemporanei formano da soli l'ipotetico 27esimo stato più popoloso del mondo, anche se in realtà sono sparsi in ogni continente, visto che una qualche forma di schiavitù è presente in tutti i 167 paesi presi in considerazione dalla ong australiana...

  Alessandro Graziadei:   Nel mondo ci sono ancora 48 milioni di schiavi!

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20 giugno Giornata Mondiale del Rifugiato ‪#‎WithRefugees
Ieri Papa Francesco all'Angelus:
Domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’ONU. Il tema di quest’anno è “Con i rifugiati. Noi stiamo dalla parte di chi è costretto a fuggire”. I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia. Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace secondo la volontà di Dio.

 
Noi stiamo dalla parte di chi...

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... “Cosa hai portato con te durante il viaggio?” L’operatrice Chiara Benedetti e il fotografo Alberto Gianera lo hanno chiesto ad alcuni richiedenti asilo presi in carico dalCentro Astalli di Trento, nella convinzione che collegare un oggetto al viso e alla storia di una persona possa contribuire a trasmettere, al di fuori dello stretto ambito del Centro, la disperazione di una scelta tanto difficile quanto ardua. In cosa consiste, infatti, lo stretto necessario con cui riempire la propria valigia? A volte solo in una fotografia di persone care, in un simbolo religioso o in amuleto; altre volte in un valido strumento di comunicazione e orientamento come uno smartphone o in indumenti e scarpe. Quella scelta a volte può salvare la vita nel corso del viaggio oppure confortare l’animo nei momenti più difficili...

  Miriam Rossi:   Cosa porteresti con te in un "viaggio della speranza"?

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Un milione e quattrocentomila migranti provenienti dal Myanmar lavorano in attività disagiate o pericolose nel Paese che l’ex leader dei diritti umani – oggi ministro degli Esteri – visita per la prima volta. E sullo sfondo resta sempre il dramma dei Rohingya

  Stefano Vecchia:   San Suu Kyi in Thailandia: le richieste dei migranti birmani


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Assassino di Jo Cox

Ieri in Gran Bretagna, Jo Cox, deputata laburista, è morta. Uccisa per le sue idee. Voleva un'Europa unita, voleva difendere chi fugge da guerre e fame. L'hanno uccisa per questo.
Adesso, sto immaginando di poter parlare con l'assassino di Jo. Con lui e con tutti quelli come lui. Lo so che ci siete, so che siete lì fuori a guardarci, uno per uno. So che vorreste spaventarci, fermarci per sempre. So che ci guardate con odio e rabbia. Perché vi hanno cresciuti violenti, razzisti, xenofobi. Vi hanno insegnato che voi avete ragione e gli altri, quelli che non la pensano come voi, sono un pericolo e devono essere eliminati...

  Anna Rita Leonardi:   Agli assassini di Jo: non abbiamo paura di voi

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I timori di un amministratore locale di un Comune di provincia, l’egoismo come nuovo volto della tirannide: nell’editoriale del numero di giugno/luglio di «Mondo e Missione» una riflessione che suona oggi attualissima dopo l’uccisione della parlamentare britannica Jo Cox

  Giorgio Licini:   Il servizio pericoloso della politica

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Ha vinto Brexit, la Gran Bretagna fuori dall'Ue...

  Fuoco "amico"  (vignetta GIOBA)

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Vivranno le conseguenze del voto per una media di 69 anni, a fronte dei 16 degli ultra sessantenni

  Andrea Cominetti:   Brexit, così i più anziani hanno deciso il futuro dei più giovani

L'analisi di una delle figure cattoliche più eminenti del Regno Unito: «Ciascuno ha pensato soltanto al proprio interesse personale, egoistico. Le classi dirigenti hanno fatto così e anche i cittadini. E il terribile omicidio della meravigliosa parlamentare Jo Cox ha messo in luce il divario tra l'establishment e la gente, impoverita e privata di sogni».

  Silvia Guzzetti:  BREXIT, HA VINTO IL "SÌ" PERCHÉ NESSUNO PENSA PIÙ AL BENE COMUNE

L’impensabile è diventato irreversibile. Solo un anno fa pochissime persone avrebbero immaginato che schiere di cittadini britannici che amano lamentarsi dell’Unione europea – le sue ridicole norme, i suoi budget gonfiati e i suoi pomposi burocrati – avrebbero effettivamente votato per lasciare il club dei paesi che acquistano quasi la metà dei beni esportati del Regno Unito.
Eppure, dalle prime ore del 24 giugno, era chiaro che gli elettori avevano ignorato gli avvertimenti di economisti, alleati e governo e che, dopo più di quattro decenni nell’Ue, erano pronti a fare un salto nell’ignoto.
Il crollo della sterlina al valore minimo degli ultimi trent’anni ha offerto un assaggio di quello che verrà. Il calo della fiducia potrebbe gettare il Regno Unito in recessione. Un’economia meno dinamica in modo permanente significa meno posti di lavoro, entrate fiscali più basse e, alla fine, maggiore austerità. Il risultato del referendum farà vacillare la già fragile economia mondiale.

  THE ECONOMIST:   Una separazione tragica

L'Unione, l'Inghilterra, gli italiani dopo Brexit. Dieci domande (e risposte) per capire perché gli inglesi se ne sono andati dall'Unione e che succederà da qui a dieci anni.

  FAMIGLIA CRISTIANA:   AIUTO, MI SI È RISTRETTA L'EUROPA!

Se il progetto europeo si è costruito nel tempo, con leader lungimiranti e capacità di sacrificare egoismi di corto respiro, il referendum britannico ci dice che il ricorso alla democrazia diretta in questa forma e su questi temi può non essere una buona via.
La gente deve decidere, certo, e il voto va rispettato. Ma non sempre avremo scelte meditate e accorte. La retorica della paura ha facilmente buon gioco, nel segreto dell’urna tanti inglesi hanno pensato più al loro cortile che al loro Paese. E potrebbero presto pentirsene. Tutti però dobbiamo oggi fare i conti con i pesanti effetti della loro croce apposta sulla casella “Leave”.

 
Andrea Lavazza: 
  Vince la retorica della paura. Il fallimento di Cameron

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Vivi come se dovessi morire domani... (Gandhi)
  Ma voi chi dite che io sia?... (Lc 9,20)
Sorridiamo con la vignetta di GIOBA e riflettiamo con le parole di Papa Francesco dall'Angelus di oggi:
... Dopo aver concluso il dialogo con gli Apostoli, Gesù si rivolge a tutti dicendo: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (v. 23). Non si tratta di una croce ornamentale, o di una croce ideologica, ma è la croce della vita, è la croce del proprio dovere, la croce del sacrificarsi per gli altri con amore – per i genitori, per i figli, per la famiglia, per gli amici, anche per i nemici -, la croce della disponibilità ad essere solidali con i poveri, a impegnarsi per la giustizia e la pace. Nell’assumere questo atteggiamento, queste croci, sempre si perde qualcosa. Non dobbiamo mai dimenticare che «chi perderà la propria vita [per Cristo], la salverà» (v. 24). E’ un perdere per guadagnare. E ricordiamo tutti i nostri fratelli che ancora oggi mettono in pratica queste parole di Gesù, offrendo il loro tempo, il loro lavoro, la loro fatica e perfino la loro vita per non rinnegare la loro fede in Cristo...

 
Se qualcuno vuol venire dietro a me...  (GIOBA)
  Seguire Gesù è un impegno... (Giovanni Vannucci)
  Seguire Gesù da vicino non è facile... (Papa Francesco)
  Giudica te stesso... (San Serafino di Sarov)
 
Il peggior peccato contro i nostri simili... (George Bernard Shaw)
 
L'amore deve manifestarsi... (Ignazio di Loyola)
  La fede, anche retta, non basta... (San Bernardo)
  E' sulla sabbia che costruisce chi...  (S. Agostino)
 
Giovanni, ovvero. Dio fa grazia... (Antonio Savone)

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21 GIUGNO - S. LUIGI GONZAGA 
Rinunciò al titolo nobiliare e all’eredità. Andò a Roma dove morì di peste a 23 anni nel 1591 durante l’epidemia dopo aver trasportato sulle spalle un moribondo.

 
San Luigi Gonzaga, il nobile che morì per aiutare gli appestati

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... La sua era stata la storia di un uomo straordinario che aveva avuto la coscienza della grandezza della sua vocazione ma anche del limite della sua missione.

  Natività di San Giovanni Battista del Card. Gianfranco Ravasi

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Giovanni: lampada che arde e splende!

NATIVITÀ DI GIOVANNI BATTISTA
"Il Signore fa grazia" 
di Enzo Bianchi
E’ appena iniziata l‘estate, ed ecco la festa della natività di Giovanni il Battista, una ricorrenza antichissima, già celebrata da sant’Agostino in Africa. Accanto a Maria, la madre del Signore, Giovanni il Battista è il solo santo di cui la chiesa celebri non solo il giorno della morte, il dies natalis alla vita eterna, ma anche il dies natalis in questo mondo: di fatto, Giovanni è il solo testimone di cui il Nuovo Testamento ricorda la nascita, così intrecciata con quella di Gesù.
...


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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO  SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Giugno 2016: "Perché gli anziani, gli emarginati e le persone sole trovino, anche nelle grandi città, opportunità di incontro e di solidarietà." (videomessaggio)

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Vangelo: Lc 9,18-24
"Le folle chi dicono che io sia ?" La risposta errata delle folle è quella di identificare Gesù con un personaggio del passato. Il vissuto di Gesù non ha nulla in comune con quello del Messia sperato, e atteso, sul modello del bellicoso Elia profetizzato da Giovanni Battista (cfr.3,7-9). "Ma voi chi dite che io sia ? " La risposta data da Pietro, che esprime la fede della comunità, sembra quella giusta, la più teologicamente corretta: "Tu sei il Cristo di Dio". Gesù invece non è d'accordo, infatti "sgrida" i discepoli, nello stesso modo con cui "sgrida" i demoni (Luca utilizza lo stesso verbo - epitimào - usato per gli esorcismi). In altri termini Gesù sta esorcizzando nei discepoli lo stesso messianismo satanico che Lui ha respinto con fermezza nel deserto (4,1-13). I discepoli - e noi con loro - non sono ancora in grado di comprendere né di accettare il mistero della croce come via alla vita, il modo di pensare di Dio contrapposto a quello dell'uomo (cfr. Is 55,8-9). Lo capiranno lentamente, e soltanto dopo la Pasqua.  ....

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Quando è il Signore che ci interroga di p. Ermes Ronchi - XII Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
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È il cuore pulsante della fede: chi sono io per te? Non cerca parole, Gesù, cerca persone; non definizioni ma coinvolgimenti: che cosa ti è successo, quando mi hai incontrato? La sua assomiglia alle domande che si fanno gli innamorati: quanto posto ho nella tua vita, quanto conto, chi sono per te? E l'altro risponde: tu sei la mia vita, sei la mia donna, il mio uomo, il mio amore.
Gesù non ha bisogno dell'opinione dei suoi apostoli per sapere se è più bravo dei profeti di ieri, ma per accertarsi che Pietro e gli altri siano degli innamorati che hanno aperto il cuore. Gesù è vivo solo se è vivo dentro di noi. Il nostro cuore può essere la culla o la tomba di Dio. ...

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Le opere di misericordia di Enzo Bianchi


Nel vangelo c’è una parola decisiva di Gesù: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12). È la “regola d’oro”, che stabilisce l’amore attivo di ciascuno di noi verso l’altro: una regola presente in tutte le culture della terra, perché elaborata dal “noi insieme” nel cammino di umanizzazione. Purtroppo non è abbastanza conosciuta e ripetuta l’universalità di questo comando, sovente sconfessato anche dalle religioni. Ma se questo imperativo è sentito come tale in ogni tempo e a ogni latitudine, significa che l’essere umano è capax boni, è per natura capace di discernere e operare il bene. È soprattutto in questa capacità che consiste l’immagine di Dio e la somiglianza con lui che ogni umano porta in sé (cf. Gen 1,26-27). Per questo, proprio su tale criterio avverrà il giudizio di ciascuno: quando il Figlio dell’uomo, alla fine della storia, giudicherà l’umanità intera, collocandola nella benedizione o nella maledizione, guarderà a ciò che ogni persona avrà fatto o non fatto verso il fratello o la sorella in umanità, che attendevano un’azione,un comportamento capace di sollevarli dal loro bisogno, dal loro soffrire (cf. Mt 25,31-46).
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A un anno dalla morte, il ricordo della figura luminosa di Arturo Paoli, Piccolo fratello che ha attraversato il Novecento, donando la vita nelle periferie dell’Italia e del mondo

  Gianni Criveller: Piccola stella Arturo

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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La fatica e la gioia di decidere insieme di Enzo Bianchi‬


"...La sinodalità così tenacemente propugnata e ricercata anche da papa Francesco non la si ottiene a basso prezzo: richiede pazienza, ascolto dell'altro, disponibilità a compiere con lui due miglia quando ci obbliga a farne uno, e a non fare riserve di noi stessi, capacità di ritmare il proprio passo su quello del più lento, duttilità nel rinunciare agli aspetti non essenziali dei nostri convincimenti, ma anche risolutezza nel tener fede agli impegni presi, rispetto delle decisioni assunte con il concorso di tutti, sollecitudine e santa impazienza in nome di chi dovesse patire lentezze o ignavia, responsabilità verso quanti ci hanno fatto fiducia
...Il concilio di Creta può quindi rivelarsi, anche in virtù delle ferite che lo caratterizzano, un’occasione preziosa, il punto di ripartenza per un lungo processo conciliare: già nei sinodi dei primi secoli era normale che un unico evento conciliare si svolgesse in più sessioni successive, né è avvenuto diversamente al Vaticano II, per il quale, prima del suo inizio, molti osservatori dentro e fuori la chiesa avevano ipotizzato un'unica e breve sessione di lavori. Al di là delle decisioni che saranno prese e dei documenti che saranno approvati, sarà importante il concilio in quanto tale, e sarà veramente “grande e santo” nella misura in cui diventerà un’occasione di comunione, un’occasione per “guardarsi in faccia e lasciarsi disarmare” – come amava ripetere il patriarca ecumenico Athenagoras che rilanciò con forza l'idea del sinodo panortodosso nei primi anni sessanta del secolo scorso – un evento cioè che si riveli più grande dei suoi stessi protagonisti e apra spazi insospettati di pace e di comunione.
È questa la preghiera che dovrebbe abitare in questi giorni ogni cristiano, ma è anche l'augurio che dovrebbe sorgere spontaneo dal cuore di ogni persona di buona volontà...

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Il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha iniziato i suoi lavori, nelle sessioni del 20 e 21 giugno, con l’esame del documento intitolato La missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo. È molto significativo che il primo testo analizzato dal concilio verta sulla missione.

 
Hyacinthe Destivelle: 
  Adottato dal concilio ortodosso il primo documento - Un mondo tante missioni

Il documento preconciliare intitolato La diaspora ortodossa, secondo nell’ordine del giorno del Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa, è stato discusso martedì 21 giugno dai dieci primati e dai 154 vescovi membri dell’assemblea conciliare.

  Hyacinthe Destivelle:  Nel secondo documento discusso dal concilio ortodosso - La questione della diaspora

Il 22 giugno il Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha esaminato il testo intitolato «L’autonomia ecclesiale e la sua proclamazione», che figurava al terzo posto dell’ordine del giorno. Una Chiesa autonoma è, nell’ortodossia, una Chiesa locale che, senza essere autocefala, gode di prerogative d’indipendenza più o meno ampie in seno a quella della sua Chiesa madre.

  Hyacinthe Destivelle: Al concilio ortodosso esaminato il terzo documento - Autonomia di una Chiesa


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Nutrire le guerre o alimentare la pace? No alle nuove bombe nucleari in Italia e in Europa - Comunicato stampa di Pax Christi


Il Consiglio Nazionale di Pax Christi, riunito a Firenze il 18-19 giugno, riflettendo sui conflitti armati e sulle violenze diffuse, sulle migrazioni forzate e sui muri europei, ha condiviso pienamente l’osservazione del papa, espressa il 13 giugno scorso “sembra che le armi abbiano acquistato una preponderanza inusitata, in modo tale da accantonare totalmente altre maniere di risolvere le questioni oggetto di contrasto”. Così mentre si moltiplicano gli ostacoli per i piani di sviluppo, le armi “circolano con spavalda e quasi assoluta libertà in tante parti del mondo. E in questo modo a nutrirsi sono le guerre” (alla Giunta Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale).
Per questo motivo, Pax Christi intende...

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«Ogni viaggio deve poter avere una meta: che sia in Italia o in altri Paesi, questa meta si chiama dignità. Non si può negare la dignità, rifiutare la vita, negare il futuro. Se non saremo capaci di offrire questa possibilità, noi stessi lo perderemo ed esauriremo le riserve di cultura e umanità del nostro continente». Usa parole forti l’arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, durante la preghiera ecumenica in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso l’Europa. Organizzato giovedì pomeriggio, 23 giugno, dalla comunità di Sant’Egidio nella basilica romana di Santa Maria in Trastevere e in contemporanea in altre città del Paese, l’appuntamento di preghiera ha uno slogan altrettanto forte: «Morire di speranza»....

 
L’arcivescovo Becciu alla veglia per le vittime delle migrazioni. «Per i cristiani il volto del forestiero è il volto di Cristo affamato, assetato, svestito, ma anche rifugiato, profugo, straniero»

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Esattamente un anno fa veniva pubblicata l’enciclica di papa Francesco sulla «custodia della casa comune». E in questi dodici mesi in tanti l’hanno indicato come un testo che mette a fuoco sfide cruciali per il futuro del Pianeta. Ma in questo stesso periodo in tanti Paesi del mondo si è continuato a uccidere chi difendeva la terra. Nell’indifferenza del mondo

  Giorgio Bernardelli: Uccisi nell’anno della «Laudato sì»


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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN ARMENIA (24-26 GIUGNO 2016) / Partenza - incontro con i giornalisti in aereo - arrivo in Armenia (foto, testi e video)


  cronaca e foto partenza dall’Aeroporto di Roma/Fiumicino per Yerevan
  il testo integrale incontro con i giornalisti
  video incontro con i giornalisti in aereo
  video arrivo all'Aeroporto Internazionale “Zvartnots” di Yerevan

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Padre Spadaro: Papa in Armenia per superare una ferita aperta

  video

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Alla vigila del 14° viaggio apostolico in Armenia, Papa Francesco ha diffuso un videomessaggio. Il Pontefice saluta con affetto il “primo Paese cristiano – come recita il motto del viaggio – che incontrerà tra breve.

  RADIO VATICANA: Papa: in Armenia come servo del Vangelo, pellegrino di pace

È carico di risvolti geopolitici, oltre che ecumenici, il viaggio in Armenia che papa Francesco inizia oggi per concluderlo domenica. Il piccolo paese caucasico, infatti, è un crocevia dove, insieme ad antichi contrasti ecclesiologici che divisero la Cristianità nel primo millennio, si contrappongono strategie che coinvolgono la Russia, l’Iran, la Turchia, l’ Azerbaigian e anche gli USA.


  Luigi Sandri: I drammi del Caucaso e il papa (pdf)

un viaggio breve - dal 24 al 26 giugno - ma importante per i significati religiosi, ecumenici e geopolitici che riveste, prima tappa di un itinerario che proseguirà a settembre quando Francesco visiterà altri due Paesi del Caucaso

  Luca Kocci:  Il nodo del «genocidio» nel primo viaggio di Francesco in Armenia


Alla vigilia del viaggio del Papa, Valentina Karakhanian racconta il suo lavoro di ricerca sul ruolo del Vaticano per arrestare il genocidio. Una definizione riduttiva rispetto all’orrore di cent’anni fa

  Salvatore Cernuzio: Armenia. Quando la Santa Sede provò in tutti i modi a fermare il genocidio


Un paese che ancora vive schiacciato da un passato tremendo... E nel presente... tensioni con la Turchia e... con l'Azerbaigian... Era stata annunciata la firma di una dichiarazione congiunta tra Francesco e Karekin II. Ma... «attualmente» non è più in programma... il Papa, con ciò che accade in Medio Oriente e con il dramma dei rifugiati, non vuole aggiungere benzina sul fuoco

  Andrea Tornielli: Il Papa nell'Armenia dimenticata

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 FRANCESCO
 


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18/06/2016:

  L'universo è qualcosa di più che un problema scientifico...

19/06/2016:

  Uniamoci in preghiera ai nostri fratelli ortodossi...

20/06/2016:

  Tutti siamo in viaggio verso la casa comune...

21/06/2016:

  I popoli sono i primi artefici...

22/06/2016:

  Essere cristiani significa...

23/06/2016:

  Vi chiedo di accompagnare con la preghiera...


24/06/2016:

  L’impegno per la piena unità e la collaborazione tra tutti i discepoli del Signore sono come luce fulgida in una notte oscura #PopeInArmenia


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Il video messaggio di Papa Francesco «Un'opera di misericordia in ogni città»
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«Voglio esortare tutti gli uomini e le donne di buona volontà in tutto il mondo, a realizzare in ogni città, in ogni diocesi, in ogni associazione, un'opera di misericordia». Lo ho affermato Papa Francesco nel videomessaggio per l'iniziativa "Be God's Mercy" promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre, campagna internazionale di raccolta fondi - che durerà dal 17 giugno al 4 ottobre - per la realizzazione di numerose opere di misericordia in tutto il mondo.

  video

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"Vi farò una confidenza personale: la sera prima di andare a letto io prego questa breve preghiera: 'Signore, se vuoi, puoi purificarmi', e prego 5 Padre Nostro, uno per ogni piaga di Gesù perché Gesù ci ha purificato con le piaghe. Questo lo faccio io, potete farlo anche voi a casa vostra e dire: 'Signore, se vuoi, puoi purificarmi' e pensare alle piaghe di Gesù e dire un Padre Nostro per ognuna; Gesù ci ascolta sempre!" (Papa Francesco)

  video

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Da quando è stato eletto Pontefice Francesco non ha mai mancato occasione, prima e dopo ogniViaggio Apostolico, di recarsi in visita di preghiera alla basilica diSanta Maria Maggiore. Anche prima di questo importante e delicato viaggio in Armenia, che comincerà venerdi 24 giugno, è stato così: il Papa si è recato poco fa nel tempio liberiano per affidare la buona riuscita della sua missione alla Madonna, qui rappresentata nella famosa e antica icona bizantina della Salus populi romani.

  Vigilia della partenza per l'Armenia: il Papa visita Santa Maria Maggiore per la 36esima volta

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«Gesù che è con noi ci invita a cambiare vita. A noi spetta spalancare il cuore perché Lui possa guarirci e farci andare avanti» Papa Francesco Udienza Giubilare 18/06/2016 (Foto, testo e video)

  video del saluto ai fedeli
Misericordia e conversione (cfr. Lc 24,45-48)
... Gesù persuadeva la gente con l’amabilità, con l’amore, e con questo suo comportamento Gesù toccava nel profondo il cuore delle persone ed esse si sentivano attratte dall’amore di Dio e spinte a cambiare vita... Gesù che è con noi ci invita a cambiare vita. È Lui, con lo Spirito Santo, che semina in noi questa inquietudine per cambiare vita ed essere un po’ migliori. Seguiamo dunque questo invito del Signore e non poniamo resistenze, perché solo se ci apriamo alla sua misericordia, noi troviamo la vera vita e la vera gioia. Dobbiamo soltanto spalancare la porta, e Lui fa tutto il resto. Lui fa tutto, ma a noi spetta spalancare il cuore perché Lui possa guarirci e farci andare avanti. Vi assicuro che saremo più felici.

  video della catechesi
  testo integrale
  video integrale

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«“Chi è Gesù per ciascuno di noi?”... Gesù conosce il cuore dell’uomo come nessun’altro.» Papa Francesco Angelus 19/06/2016 (testo e video)

...Tutti abbiamo bisogno di risposte adeguate ai nostri interrogativi, ai nostri interrogativi concreti. In Cristo, solo in Lui, è possibile trovare la pace vera e il compimento di ogni umana aspirazione. Gesù conosce il cuore dell’uomo come nessun’altro. Per questo lo può sanare, donandogli vita e consolazione.
Dopo aver concluso il dialogo con gli Apostoli, Gesù si rivolge a tutti dicendo: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (v. 23). Non si tratta di una croce ornamentale, o di una croce ideologica, ma è la croce della vita, è la croce del proprio dovere, la croce del sacrificarsi per gli altri con amore – per i genitori, per i figli, per la famiglia, per gli amici, anche per i nemici -, la croce della disponibilità ad essere solidali con i poveri, a impegnarsi per la giustizia e la pace. Nell’assumere questo atteggiamento, queste croci, sempre si perde qualcosa. Non dobbiamo mai dimenticare che «chi perderà la propria vita [per Cristo], la salverà» (v. 24). E’ un perdere per guadagnare. E ricordiamo tutti i nostri fratelli che ancora oggi mettono in pratica queste parole di Gesù, offrendo il loro tempo, il loro lavoro, la loro fatica e perfino la loro vita per non rinnegare la loro fede in Cristo. Gesù, mediante il suo Santo Spirito, ci dà la forza di andare avanti nel cammino della fede e della testimonianza: fare quello in cui crediamo; non dire una cosa e farne un’altra. E in questo cammino sempre ci è vicina e ci precede la Madonna: lasciamoci prendere per mano da lei, quando attraversiamo i momenti più bui e difficili....
Dopo l'Angelus
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Oggi, solennità della Pentecoste secondo il calendario giuliano seguito dalla Chiesa Ortodossa, con la celebrazione della Divina Liturgia ha avuto inizio a Creta il Concilio Panortodosso. Uniamoci alla preghiera dei nostri fratelli ortodossi...
Domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’ONU. Il tema di quest’anno è “Con i rifugiati. Noi stiamo dalla parte di chi è costretto a fuggire”. I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia...
  video

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« Il cristiano non esclude nessuno, dà posto a tutti, lascia venire tutti.» Papa Francesco Udienza Generale 22/06/2016 (Foto, testo e video)

 22 giugno 2016
  video del saluto ai fedeli
  video con il gruppo dei rifugiati
La Misericordia purifica il cuore (cfr Lc 5,12-16)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
... La supplica del lebbroso mostra che quando ci presentiamo a Gesù non è necessario fare lunghi discorsi. Bastano poche parole, purché accompagnate dalla piena fiducia nella sua onnipotenza e nella sua bontà. Affidarci alla volontà di Dio significa infatti rimetterci alla sua infinita misericordia. Anche io vi farò una confidenza personale. La sera, prima di andare a letto, io prego questa breve preghiera: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!”. E prego cinque “Padre nostro”, uno per ogni piaga di Gesù, perché Gesù ci ha purificato con le piaghe. Ma se questo lo faccio io, potete farlo anche voi, a casa vostra, e dire: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi!” e pensare alle piaghe di Gesù e dire un “Padre nostro” per ognuna di esse. E Gesù ci ascolta sempre.
  video della preghiera serale del Papa
Quante volte noi incontriamo un povero che ci viene incontro! Possiamo essere anche generosi, possiamo avere compassione, però di solito non lo tocchiamo. Gli offriamo la moneta, la buttiamo lì, ma evitiamo di toccare la mano. E dimentichiamo che quello è il corpo di Cristo! Gesù ci insegna a non avere timore di toccare il povero e l’escluso, perché Lui è in essi. Toccare il povero può purificarci dall’ipocrisia e renderci inquieti per la sua condizione. Toccare gli esclusi. Oggi mi accompagnano qui questi ragazzi. Tanti pensano di loro che sarebbe stato meglio che fossero rimasti nella loro terra, ma lì soffrivano tanto. Sono i nostri rifugiati, ma tanti li considerano esclusi. Per favore, sono i nostri fratelli! Il cristiano non esclude nessuno, dà posto a tutti, lascia venire tutti. ...
  video della catechesi
  testo integrale
  video integrale

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Papa Francesco alla Comunità di “Villa Nazareth” in Roma instaura un dialogo a tutto campo

  video servizio Vaticanit
  commento del Papa al Vangelo
  testo dialogo del Papa (7 domande a tutto campo e relative risposte)
  video integrale

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«E' tanto brutto giudicare: il giudizio solo a Dio, solo a lui!» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

20 giugno 2016
Papa Francesco:
Davanti allo specchio
Ci sono regole chiare suggerite da Gesù per non cadere nell’ipocrisia: non giudicare gli altri per non essere a nostra volta giudicati con la stessa misura; e quando ci viene la tentazione di farlo, è meglio guardarsi prima allo specchio, non per nasconderci con il trucco ma per vedere bene come siamo realmente. Ricordando che l’unico vero giudizio è quello di Dio con la sua misericordia, Papa Francesco — nella messa celebrata lunedì mattina 20 giugno nella cappella della Casa Santa Marta — ha raccomandato di non cedere alla tentazione di mettersi al posto del Signore, dubitando della sua parola.
(Fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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Papa Francesco e l'enciclica dei gesti di Mimmo Muolo

In un recente incontro su «Comunicazione e misericordia», organizzato dalla Facoltà Auxilium e dall’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei, suor Maria Antonia Chinello ha affermato che papa Francesco sta scrivendo con il suo pontificato una «enciclica dei gesti». Formula estremamente suggestiva, che tra l’altro ha il pregio di sgombrare il campo da due errate interpretazioni di quei gesti. L’enciclica è infatti la forma più alta del magistero pontificio. Dire dunque che papa Bergoglio sta componendo con i suoi gesti una «enciclica» equivale a considerarli per quello che in realtà sono, veri atti magisteriali, sottraendoli in tal modo sia alla categoria interpretativa della semplice "simpatia umana", sia a quella non meno inadeguata della "rivoluzione".
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