"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°24 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 18 al 24 giugno 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 1° luglio 2016
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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Avremmo
il 20% di bambini nati in meno nell'ultimo anno, una scuola pubblica
con 35.000 classi e 68.000 insegnati in meno, saremmo senza 693.000
lavoratori domestici e 449.000 imprese. I numeri del modello di
integrazione italiano che funziona...
Come sarebbe l’Italia senza immigrati? L’integrazione nella società molecolare - Testo completoL’integrazione nella società molecolare (08/06/2016)
La
specificità italiana nei processi di integrazione degli immigrati si è
rivelata nella capacità inclusiva di tipo molecolare, dispersa sul
territorio (non abbiamo le banlieue), attraverso i luoghi della scuola
e della sanità, per mezzo delle iniziative imprenditoriali (i piccoli
negozi come le piccole imprese edili degli stranieri). Si apre una
riflessione sulla possibilità di replicare il modello molecolare e non
conflittuale anche per il futuro, per le seconde e le terze generazioni.
video-------------------------------------------- Un
appuntamento molto importante, che vuole rinnovare un impegno globale e
una lotta a favore della dignità della persona umana. Si apre oggi a
Oslo in Norvegia il sesto congresso mondiale contro la pena di morte.
L’obiettivo principale è quello di aumentare la sensibilizzazione
dell’opinione pubblica internazionale e cercare di convincere sempre
più Paesi ad aderire a una moratoria completa contro le esecuzioni
capitali in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite... (L'Osservatore Romano, 22 giugno 2016) “La
pena di morte è inammissibile, per quanto grave possa essere il reato
per il quale una persona sia stata stata condannata. È un’offesa
all’inviolabilità della vita e alla dignità della persona umana;
contraddice il piano di Dio per l’uomo e la società, e la sua giustizia
misericordiosa”, ha affermato il Papa. “Non si deve dimenticare che il
diritto inviolabile alla vita, dono di Dio, appartiene anche al
criminale”. E in ogni caso la pena di morte “non rende giustizia alle
vittime e invece favorisce la vendetta”. Bergoglio ha chiesto anche
condizioni carcerarie migliori, nel rispetto della dignità delle
persone, e un reinserimento nella società per i colpevoli perché “una
pena che non lascia speranza è una forma di tortura”.... è intervenuto con un videomessaggio anche Papa Francesco che proprio in apertura dell’Anno Santo dedicato alla misericordia ha fatto appello ai governanti perché fermino di eseguire le sentenze durante l’anno del Giubileo... -------------------------------------------- ...
il Global Slavery Index, l’ultimo rapporto della Walk Free
Foundation (WFF) che ha analizzato la schiavitù moderna e il
traffico di esseri umani in 167 paesi, ci dice che “ad oggi sono ancora
48,5 milioni le persone che vivono in stato di schiavitù o sono vittime
del traffico di esseri umani”.
Come dire che tutti gli schiavi contemporanei formano da soli
l'ipotetico 27esimo stato più popoloso del mondo, anche se in realtà
sono sparsi in ogni continente, visto che una qualche forma di
schiavitù è presente in tutti i 167 paesi presi in considerazione
dalla ong australiana...
Alessandro Graziadei: Nel mondo ci sono ancora 48 milioni di schiavi!--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"20 giugno Giornata Mondiale del Rifugiato #WithRefugees
Ieri Papa Francesco all'Angelus: Domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato promossa dall’ONU. Il tema di quest’anno è “Con i rifugiati. Noi stiamo dalla parte di chi è costretto a fuggire”. I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici. Le loro storie e i loro volti ci chiamano a rinnovare l’impegno per costruire la pace nella giustizia. Per questo vogliamo stare con loro: incontrarli, accoglierli, ascoltarli, per diventare insieme artigiani di pace secondo la volontà di Dio.
Noi stiamo dalla parte di chi... --------------------------------------------------------------- ... “Cosa hai portato
con te durante il viaggio?” L’operatrice Chiara Benedetti e il
fotografo Alberto Gianera lo hanno chiesto ad alcuni richiedenti
asilo presi in carico dalCentro Astalli di Trento,
nella convinzione che collegare un oggetto al viso e alla storia di una
persona possa contribuire a trasmettere, al di fuori dello stretto
ambito del Centro, la disperazione di una scelta tanto difficile quanto
ardua. In cosa consiste, infatti, lo stretto necessario con cui
riempire la propria valigia? A
volte solo in una fotografia di persone care, in un simbolo religioso o
in amuleto; altre volte in un valido strumento di comunicazione e
orientamento come uno smartphone o in indumenti e scarpe. Quella scelta
a volte può salvare la vita nel corso del viaggio oppure confortare
l’animo nei momenti più difficili...
Miriam Rossi: Cosa porteresti con te in un "viaggio della speranza"?--------------------------------------------------------------- Un
milione e quattrocentomila migranti provenienti dal Myanmar lavorano in
attività disagiate o pericolose nel Paese che l’ex leader dei diritti
umani – oggi ministro degli Esteri – visita per la prima volta. E sullo
sfondo resta sempre il dramma dei Rohingya
Stefano Vecchia: San Suu Kyi in Thailandia: le richieste dei migranti birmani--------------------------------------------------------------- Assassino di Jo Cox Ieri in Gran Bretagna, Jo Cox, deputata laburista, è morta. Uccisa per le sue idee. Voleva un'Europa unita, voleva difendere chi fugge da guerre e fame. L'hanno uccisa per questo.
Adesso, sto immaginando di poter parlare con l'assassino di Jo. Con lui e con tutti quelli come lui. Lo so che ci siete, so che siete lì fuori a guardarci, uno per uno. So che vorreste spaventarci, fermarci per sempre. So che ci guardate con odio e rabbia. Perché vi hanno cresciuti violenti, razzisti, xenofobi. Vi hanno insegnato che voi avete ragione e gli altri, quelli che non la pensano come voi, sono un pericolo e devono essere eliminati... Anna Rita Leonardi: Agli assassini di Jo: non abbiamo paura di voi--------------------------------------------------------------- I
timori di un amministratore locale di un Comune di provincia, l’egoismo
come nuovo volto della tirannide: nell’editoriale del numero di
giugno/luglio di «Mondo e Missione» una riflessione che suona oggi
attualissima dopo l’uccisione della parlamentare britannica Jo Cox
Giorgio Licini: Il servizio pericoloso della politica--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Ha vinto Brexit, la Gran Bretagna fuori dall'Ue...
Fuoco "amico" (vignetta GIOBA)--------------------------------------------------------------- Vivranno le conseguenze del voto per una media di 69 anni, a fronte dei 16 degli ultra sessantenni
Andrea Cominetti: Brexit, così i più anziani hanno deciso il futuro dei più giovaniL'analisi
di una delle figure cattoliche più eminenti del Regno Unito: «Ciascuno
ha pensato soltanto al proprio interesse personale, egoistico. Le
classi dirigenti hanno fatto così e anche i cittadini. E il terribile
omicidio della meravigliosa parlamentare Jo Cox ha messo in luce il
divario tra l'establishment e la gente, impoverita e privata di sogni».
Silvia Guzzetti: BREXIT, HA VINTO IL "SÌ" PERCHÉ NESSUNO PENSA PIÙ AL BENE COMUNEL’impensabile è
diventato irreversibile. Solo un anno fa pochissime persone avrebbero
immaginato che schiere di cittadini britannici che amano lamentarsi
dell’Unione europea – le sue ridicole norme, i suoi budget gonfiati e i
suoi pomposi burocrati – avrebbero effettivamente votato per lasciare
il club dei paesi che acquistano quasi la metà dei beni esportati del
Regno Unito.
Eppure, dalle prime ore del 24 giugno, era chiaro che gli elettori avevano ignorato gli avvertimenti di economisti, alleati e governo e che, dopo più di quattro decenni nell’Ue, erano pronti a fare un salto nell’ignoto. Il crollo della sterlina al valore minimo degli ultimi trent’anni ha offerto un assaggio di quello che verrà. Il calo della fiducia potrebbe gettare il Regno Unito in recessione. Un’economia meno dinamica in modo permanente significa meno posti di lavoro, entrate fiscali più basse e, alla fine, maggiore austerità. Il risultato del referendum farà vacillare la già fragile economia mondiale. THE ECONOMIST: Una separazione tragicaL'Unione,
l'Inghilterra, gli italiani dopo Brexit. Dieci domande (e risposte) per
capire perché gli inglesi se ne sono andati dall'Unione e che succederà
da qui a dieci anni.
FAMIGLIA CRISTIANA: AIUTO, MI SI È RISTRETTA L'EUROPA!Se
il progetto europeo si è costruito nel tempo, con leader lungimiranti e
capacità di sacrificare egoismi di corto respiro, il referendum
britannico ci dice che il ricorso alla democrazia diretta in questa
forma e su questi temi può non essere una buona via.
La gente deve decidere, certo, e il voto va rispettato. Ma non sempre avremo scelte meditate e accorte. La retorica della paura ha facilmente buon gioco, nel segreto dell’urna tanti inglesi hanno pensato più al loro cortile che al loro Paese. E potrebbero presto pentirsene. Tutti però dobbiamo oggi fare i conti con i pesanti effetti della loro croce apposta sulla casella “Leave”. Andrea Lavazza: Vince la retorica della paura. Il fallimento di Cameron
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SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Vivi come se dovessi morire domani... (Gandhi) Ma voi chi dite che io sia?... (Lc 9,20)Sorridiamo con la vignetta di GIOBA e riflettiamo con le parole di Papa Francesco dall'Angelus di oggi: ... Dopo aver concluso il dialogo con gli Apostoli, Gesù si rivolge a tutti dicendo: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (v. 23). Non si tratta di una croce ornamentale, o di una croce ideologica, ma è la croce della vita, è la croce del proprio dovere, la croce del sacrificarsi per gli altri con amore – per i genitori, per i figli, per la famiglia, per gli amici, anche per i nemici -, la croce della disponibilità ad essere solidali con i poveri, a impegnarsi per la giustizia e la pace. Nell’assumere questo atteggiamento, queste croci, sempre si perde qualcosa. Non dobbiamo mai dimenticare che «chi perderà la propria vita [per Cristo], la salverà» (v. 24). E’ un perdere per guadagnare. E ricordiamo tutti i nostri fratelli che ancora oggi mettono in pratica queste parole di Gesù, offrendo il loro tempo, il loro lavoro, la loro fatica e perfino la loro vita per non rinnegare la loro fede in Cristo... Se qualcuno vuol venire dietro a me... (GIOBA) Seguire Gesù è un impegno... (Giovanni Vannucci) Seguire Gesù da vicino non è facile... (Papa Francesco) Giudica te stesso... (San Serafino di Sarov) Il peggior peccato contro i nostri simili... (George Bernard Shaw) L'amore deve manifestarsi... (Ignazio di Loyola) La fede, anche retta, non basta... (San Bernardo) E' sulla sabbia che costruisce chi... (S. Agostino) Giovanni, ovvero. Dio fa grazia... (Antonio Savone)--------------------------------------------------------------- 21 GIUGNO - S. LUIGI GONZAGA
Rinunciò al titolo nobiliare e all’eredità. Andò a Roma dove morì di peste a 23 anni nel 1591 durante l’epidemia dopo aver trasportato sulle spalle un moribondo. San Luigi Gonzaga, il nobile che morì per aiutare gli appestati --------------------------------------------------------------- ... La sua era stata la
storia di un uomo straordinario che aveva avuto la coscienza della
grandezza della sua vocazione ma anche del limite della sua missione.
Natività di San Giovanni Battista del Card. Gianfranco Ravasi--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)NATIVITÀ DI GIOVANNI BATTISTA
"Il Signore fa grazia"
di Enzo Bianchi
E’
appena iniziata l‘estate, ed ecco la festa della natività di Giovanni
il Battista, una ricorrenza antichissima, già celebrata da
sant’Agostino in Africa. Accanto a Maria, la madre del Signore,
Giovanni il Battista è il solo santo di cui la chiesa celebri non solo
il giorno della morte, il dies natalis alla vita eterna, ma anche il
dies natalis in questo mondo: di fatto, Giovanni è il solo testimone di
cui il Nuovo Testamento ricorda la nascita, così intrecciata con quella
di Gesù.
... -------------------------------------------- -------------------------------------------- SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) LECTIO DIVINA 18-23 LUGLIO
SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ 4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
-------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 9,18-24
"Le folle chi dicono che io sia ?" La
risposta errata delle folle è quella di identificare Gesù con un
personaggio del passato. Il vissuto di Gesù non ha nulla in comune con
quello del Messia sperato, e atteso, sul modello del bellicoso Elia
profetizzato da Giovanni Battista (cfr.3,7-9). "Ma voi chi dite che io sia ? " La risposta data da Pietro, che esprime la fede della comunità, sembra quella giusta, la più teologicamente corretta: "Tu sei il Cristo di Dio". Gesù invece non è d'accordo, infatti "sgrida" i discepoli, nello stesso modo con cui "sgrida" i
demoni (Luca utilizza lo stesso verbo - epitimào - usato per gli
esorcismi). In altri termini Gesù sta esorcizzando nei discepoli lo
stesso messianismo satanico che Lui ha respinto con fermezza nel deserto (4,1-13).
I discepoli - e noi con loro - non sono ancora in grado di comprendere
né di accettare il mistero della croce come via alla vita, il modo di
pensare di Dio contrapposto a quello dell'uomo (cfr. Is 55,8-9). Lo capiranno lentamente, e soltanto dopo la Pasqua. ....
-------------------------------------------- Commento
XII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
...
È
il cuore pulsante della fede: chi sono io per te? Non cerca parole,
Gesù, cerca persone; non definizioni ma coinvolgimenti: che cosa ti è
successo, quando mi hai incontrato? La sua assomiglia alle domande che
si fanno gli innamorati: quanto posto ho nella tua vita, quanto conto,
chi sono per te? E l'altro risponde: tu sei la mia vita, sei la mia
donna, il mio uomo, il mio amore.
Gesù
non ha bisogno dell'opinione dei suoi apostoli per sapere se è più
bravo dei profeti di ieri, ma per accertarsi che Pietro e gli altri
siano degli innamorati che hanno aperto il cuore. Gesù è vivo solo se è vivo dentro di noi. Il nostro cuore può essere la culla o la tomba di Dio. ...
-------------------------------------------- Nel
vangelo c’è una parola decisiva di Gesù: “Tutto quanto volete che gli
uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12). È la “regola
d’oro”, che stabilisce l’amore attivo di ciascuno di noi verso l’altro:
una regola presente in tutte le culture della terra, perché elaborata
dal “noi insieme” nel cammino di umanizzazione. Purtroppo non è
abbastanza conosciuta e ripetuta l’universalità di questo comando,
sovente sconfessato anche dalle religioni. Ma se questo imperativo è
sentito come tale in ogni tempo e a ogni latitudine, significa che
l’essere umano è capax boni, è per natura capace di discernere e
operare il bene. È soprattutto in questa capacità che consiste
l’immagine di Dio e la somiglianza con lui che ogni umano porta in sé
(cf. Gen 1,26-27). Per questo, proprio su tale criterio avverrà il
giudizio di ciascuno: quando il Figlio dell’uomo, alla fine della
storia, giudicherà l’umanità intera, collocandola nella benedizione o
nella maledizione, guarderà a ciò che ogni persona avrà fatto o non
fatto verso il fratello o la sorella in umanità, che attendevano
un’azione,un comportamento capace di sollevarli dal loro bisogno, dal
loro soffrire (cf. Mt 25,31-46). ... -------------------------------------------- A un anno dalla morte, il ricordo della figura luminosa di Arturo Paoli, Piccolo fratello che ha attraversato il Novecento, donando la vita nelle periferie dell’Italia e del mondo
Gianni Criveller: Piccola stella Arturo---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)"...La
sinodalità così tenacemente propugnata e ricercata anche da papa
Francesco non la si ottiene a basso prezzo: richiede pazienza, ascolto
dell'altro, disponibilità a compiere con lui due miglia quando ci
obbliga a farne uno, e a non fare riserve di noi stessi, capacità di
ritmare il proprio passo su quello del più lento, duttilità nel
rinunciare agli aspetti non essenziali dei nostri convincimenti, ma
anche risolutezza nel tener fede agli impegni presi, rispetto delle
decisioni assunte con il concorso di tutti, sollecitudine e santa
impazienza in nome di chi dovesse patire lentezze o ignavia,
responsabilità verso quanti ci hanno fatto fiducia ...Il concilio di Creta può quindi rivelarsi, anche in virtù delle ferite che lo caratterizzano, un’occasione preziosa, il punto di ripartenza per un lungo processo conciliare: già nei sinodi dei primi secoli era normale che un unico evento conciliare si svolgesse in più sessioni successive, né è avvenuto diversamente al Vaticano II, per il quale, prima del suo inizio, molti osservatori dentro e fuori la chiesa avevano ipotizzato un'unica e breve sessione di lavori. Al di là delle decisioni che saranno prese e dei documenti che saranno approvati, sarà importante il concilio in quanto tale, e sarà veramente “grande e santo” nella misura in cui diventerà un’occasione di comunione, un’occasione per “guardarsi in faccia e lasciarsi disarmare” – come amava ripetere il patriarca ecumenico Athenagoras che rilanciò con forza l'idea del sinodo panortodosso nei primi anni sessanta del secolo scorso – un evento cioè che si riveli più grande dei suoi stessi protagonisti e apra spazi insospettati di pace e di comunione. È questa la preghiera che dovrebbe abitare in questi giorni ogni cristiano, ma è anche l'augurio che dovrebbe sorgere spontaneo dal cuore di ogni persona di buona volontà... -------------------------------------------- Il
Santo e grande concilio della Chiesa ortodossa ha iniziato i suoi
lavori, nelle sessioni del 20 e 21 giugno, con l’esame del documento
intitolato La missione della Chiesa ortodossa nel mondo contemporaneo. È molto significativo che il primo testo analizzato dal concilio verta sulla missione.
Hyacinthe Destivelle: Adottato dal concilio ortodosso il primo documento - Un mondo tante missioniIl
documento preconciliare intitolato La diaspora ortodossa, secondo
nell’ordine del giorno del Santo e grande concilio della Chiesa
ortodossa, è stato discusso martedì 21 giugno dai dieci primati e dai
154 vescovi membri dell’assemblea conciliare.
Hyacinthe Destivelle: Nel secondo documento discusso dal concilio ortodosso - La questione della diasporaIl 22 giugno il Santo e
grande concilio della Chiesa ortodossa ha esaminato il testo intitolato
«L’autonomia ecclesiale e la sua proclamazione», che figurava al terzo
posto dell’ordine del giorno. Una Chiesa autonoma è, nell’ortodossia,
una Chiesa locale che, senza essere autocefala, gode di prerogative
d’indipendenza più o meno ampie in seno a quella della sua Chiesa madre.
Hyacinthe Destivelle: Al concilio ortodosso esaminato il terzo documento - Autonomia di una Chiesa--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il
Consiglio Nazionale di Pax Christi, riunito a Firenze il 18-19 giugno,
riflettendo sui conflitti armati e sulle violenze diffuse, sulle
migrazioni forzate e sui muri europei, ha condiviso pienamente
l’osservazione del papa, espressa il 13 giugno scorso “sembra
che le armi abbiano acquistato una preponderanza inusitata, in modo
tale da accantonare totalmente altre maniere di risolvere le questioni
oggetto di contrasto”. Così mentre si moltiplicano gli ostacoli per i
piani di sviluppo, le armi “circolano con spavalda e quasi assoluta
libertà in tante parti del mondo. E in questo modo a nutrirsi sono le
guerre” (alla Giunta Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale).
Per questo motivo, Pax Christi intende...
-------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"«Ogni
viaggio deve poter avere una meta: che sia in Italia o in altri Paesi,
questa meta si chiama dignità. Non si può negare la dignità, rifiutare
la vita, negare il futuro. Se non saremo capaci di offrire questa
possibilità, noi stessi lo perderemo ed esauriremo le riserve di cultura
e umanità del nostro continente». Usa parole forti l’arcivescovo Angelo
Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, durante la preghiera
ecumenica in memoria di quanti perdono la vita nei viaggi verso
l’Europa. Organizzato giovedì pomeriggio, 23 giugno, dalla comunità di
Sant’Egidio nella basilica romana di Santa Maria in Trastevere e in
contemporanea in altre città del Paese, l’appuntamento di preghiera ha
uno slogan altrettanto forte: «Morire di speranza»....
L’arcivescovo Becciu alla veglia per le vittime delle
migrazioni. «Per i cristiani il volto del forestiero è il volto di
Cristo affamato, assetato, svestito, ma anche rifugiato, profugo,
straniero»--------------------------------------------------------------- Esattamente
un anno fa veniva pubblicata l’enciclica di papa Francesco sulla
«custodia della casa comune». E in questi dodici mesi in tanti l’hanno
indicato come un testo che mette a fuoco sfide cruciali per il futuro
del Pianeta. Ma in questo stesso periodo in tanti Paesi del mondo si è
continuato a uccidere chi difendeva la terra. Nell’indifferenza del
mondo
Giorgio Bernardelli: Uccisi nell’anno della «Laudato sì» --------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE) cronaca e foto partenza dall’Aeroporto di Roma/Fiumicino per Yerevan il testo integrale incontro con i giornalisti video incontro con i giornalisti in aereo video arrivo all'Aeroporto Internazionale “Zvartnots” di Yerevan-------------------------------------------- Padre Spadaro: Papa in Armenia per superare una ferita aperta
video--------------------------------------------------------------- Alla vigila del 14° viaggio
apostolico in Armenia, Papa Francesco ha diffuso un videomessaggio. Il
Pontefice saluta con affetto il “primo Paese cristiano – come recita il
motto del viaggio – che incontrerà tra breve.
RADIO VATICANA: Papa: in Armenia come servo del Vangelo, pellegrino di paceÈ carico di risvolti geopolitici, oltre che ecumenici, il viaggio in Armenia che papa Francesco inizia
oggi per concluderlo domenica. Il piccolo paese caucasico, infatti, è un crocevia dove, insieme ad
antichi contrasti ecclesiologici che divisero la Cristianità nel primo millennio, si contrappongono
strategie che coinvolgono la Russia, l’Iran, la Turchia, l’ Azerbaigian e anche gli USA.
Luigi Sandri: I drammi del Caucaso e il papa (pdf)un
viaggio breve - dal 24 al 26 giugno - ma importante per i significati
religiosi, ecumenici e geopolitici che riveste, prima tappa di un
itinerario che proseguirà a settembre quando Francesco visiterà altri
due Paesi del Caucaso
Luca Kocci: Il nodo del «genocidio» nel primo viaggio di Francesco in ArmeniaAlla
vigilia del viaggio del Papa, Valentina Karakhanian racconta il suo
lavoro di ricerca sul ruolo del Vaticano per arrestare il genocidio.
Una definizione riduttiva rispetto all’orrore di cent’anni fa
Salvatore Cernuzio: Armenia. Quando la Santa Sede provò in tutti i modi a fermare il genocidioUn
paese che ancora vive schiacciato da un passato tremendo... E nel
presente... tensioni con la Turchia e... con l'Azerbaigian... Era stata
annunciata la firma di una dichiarazione congiunta tra Francesco e
Karekin II. Ma... «attualmente» non è più in programma... il Papa, con
ciò che accade in Medio Oriente e con il dramma dei rifugiati, non
vuole aggiungere benzina sul fuoco
Andrea Tornielli: Il Papa nell'Armenia dimenticata---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet18/06/2016:
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