"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°25 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 25 giugno al 1° luglio 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per l'8 luglio 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





I NOSTRI TEMPI



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La crescita è diventata la religione del nostro tempo e noi dobbiamo diventare atei della crescita.


Di fronte alla crisi che l'umanità sta vivendo - stando a tutti i segnali, solo un piccolo assaggio di ciò che verrà - quel che serve è una cura tanto urgente quanto radicale di disintossicazione collettiva dal veleno della crescita, la vera religione del nostro tempo. Che questo sia il primo passo da compiere - diventare «atei della crescita» - ne è assolutamente convinto l'economista e filosofo francese Serge Latouche, che sulla questione si è soffermato nell'incontro su "Crescita, Recessione, Decrescita, un cerchio che si chiude?"...
  Per uscire dal vicolo cieco della crescita. La proposta di una società dell’abbondanza frugale
Vi proponiamo l'intervento pronunciato da Latouche al Cantiere del Cipax, tratto da una registrazione e non rivisto dall'autore.
  Diventare atei della crescita

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Pubblichiamo per ricordare le vittime dell'attentato ad Istanbul e perché nei nostri pensieri non siano solo numeri...
Lentamente cominciano ad emergere anche le storie e le vite di alcune delle vittime dell'attentato all'aeroporto Ataturk...
 Le parole di Papa Francesco all'Angelus (29/6/2016)  video

 
Le 41 vittime dell'aeroporto: chi sono...

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... Dopo l'attacco all'aeroporto di Istanbul di Ataturk che ha provocato 41 morti e 239 feriti molti capi di Stato hanno condannato su twitter la strage. E il segretario dell'Onu Ban Ki-Moon ha chiesto che i responsabili degli attentati paghino davanti alla giustizia.
Eppure, sempre sui social network, non manca chi sottolinea la diversa reazione del mondo agli attacchi in Turchia, alludendo alla diversa eco che avrebbero avuto nel caso in cui fosse stata colpita un'altra città europea...


  L'HUFFINGTON POST:   "Perché gli attacchi non provocano le stesse reazioni di Parigi e Bruxelles?"

Efficace, ma anche paradossale e agghiacciante, la sordina messa ai media e ai social dopo l'attentato a Istanbul, pone un problema che a prima vista sembra trascurabile in queste ore di angoscia, ma che a guardare bene tanto trascurabile non è.

  Stefano Baldolini:   Orrore senza pietas a Istanbul. L'effetto straniante della sordina turca a media e social


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Ancora una strage in mare. Nel Canale di Sicilia 10 donne sono morte per il naufragio di un gommone. Altre 107 persone, che si trovavano sull’imbarcazione, sono state tratte in salvo dalla guardia Costiera. I migranti avevano chiesto aiuto con un telefono satellitare. Sul posto, è stato trovato il gommone semi-affondato, quasi ricolmo d’acqua. Un’operazione delicata scandita, in quei concitati momenti, anche dalle voci disperate dei sopravvissuti e da quelle preoccupate dell’equipaggio della Marina militare. E’ stato recuperato, intanto, il peschereccio che si era inabissato il 18 aprile del 2015. A causa di quel naufragio morirono, in quella che è stata definita la più grande tragedia nel Mediterraneo, oltre 700 persone. Il relitto, che si trovava ad una profondità di 370 metri, è stato trainato nel porto di Augusta. Ora inizierà un’altra ardua operazione: l’identificazione delle salme. 
Su quest'ultima tragedia del mare, costata la vita a 10 donne, il commento del cardinale Antonio maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti

  Naufragio migranti. Card. Vegliò: Europa cambi politica, basta stragi

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Un mare senza pace. Proprio mentre il peschereccio naufragato il 18 aprile del 2015 entrava nel porto di Augusta con la stiva piena di cadaveri, un altro naufragio è avvenuto a 20 miglia dalla Libia provocando la morte di dieci donne.

 
Alfredo Marsala: 
Una strage di donne

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Tre 18enni sono stati circondati da un gruppo di salernitani armati di coltelli. Arcidiacono (Arci): «Un episodio gravissimo»

  Fiorella Loffredo:   Aggrediti ragazzi africani, uno è grave

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TROPPO anziani e distratti”, i genitori non erano stati reputati degni di occuparsene, nonostante la legge, come ammette oggi la Corte, non preveda limiti di età “per chi intende generare un figlio”. Eppure era stato proprio questo il motivo per il quale, nel 2013, la Corte aveva confermato la sentenza dei giudici d’Appello. Per il bene della bimba. Per il suo benessere.

  Michela Marzano:   Quella figlia tolta e ridata ai genitori-nonni

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Per abusi sessuali su 5 ragazzi, fu a capo di Cl a Cremona

 
ANSA: 
  Pedofilia, 4 anni e 9 mesi a don Inzoli

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... La filosofa statunitense Susan Brison, raccontando la violenza sessuale di cui lei stessa era stata vittima da giovane, definisce lo stupro come un "assassinio senza cadavere". Una violenza devastante che distrugge ogni riferimento logico e da cui è estremamente difficile riprendersi anche dopo molti anni; anche quando le tracce esterne sono ormai quasi del tutto scomparse....

  Michela Marzano:    Lo stupro di gruppo non è una ragazzata

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Avere fede non signigica non avere momenti difficili... (Papa Francesco)
  Gesù non s'impone... (Loris Piorar)
  Farsi discepolo non è semplicemente seguire...  (Antonio Savone)
27 giugno una data importante sia per Papa Francesco sia per il Pontefice emerito Benedetto XVI 
Il 27 giugno del 1967 – Papa Paolo VI crea cardinale l’arcivescovo Joseph Alois Ratzinger, futuro Benedetto XVI, mentre il 27 giugno del 1992 – Jorge Mario Bergoglio, futuro papa Francesco, viene consacrato vescovo dal cardinale Antonio Quarracino.

  Auguri
  Dio non è indifferente... (Papa Francesco)
  Un solo giorno è consacrato alla festa dei due apostoli... (Sant'Agostino)
 
Pietro e Paolo, benchè assai differenti... (Benedetto XVI)
 
Per incontrare Gesù è necessario... (Antonio Savone)
  Una fede che non si fa carico... (Silvano Fausti)
  "Misericordia io voglio" me lo lascerò ripetere spesso...  (Ilvo Corniglia)
 
Un po' di misericordia rende il mondo... (Papa Francesco)

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Ricordando Silvano Fausti, che ci lasciava un anno fa..
  “La via” dei cristiani di fronte al potere. Omaggio a Silvano Fausti SJ

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.Don Lorenzo Milani moriva a Firenze il 26 giugno 1967.
Sacerdote ed educatore, è stato il fondatore e l'animatore della famosa scuola di Sant'Andrea di Barbiana, il primo tentativo di scuola a tempo pieno espressamente rivolto alle classi popolari. 
A lungo frainteso e ostacolato dalle autorità scolastiche e anche da una parte di quelle religiose, don Milani è stato una delle personalità più significative del dibattito culturale del dopoguerra e la sua vita rappresenta ancora oggi una grande testimonianza di fedeltà nelle sua scelta di essere dalla parte degli ultimi.
Viene oggi considerato una figura di riferimento per il cattolicesimo socialmente attivo per il suo impegno civile nell'istruzione dei poveri, la sua difesa dell'obiezione di coscienza e per il valore pedagogico della sua esperienza di maestro.

  Se si perde loro  (i ragazzi più difficili)...
  Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto...
  Quando avete buttato nel mondo di oggi un ragazzo...
  Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io...

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28 giugno memoria liturgica di Sant'Ireneo vescovo della Chiesa di Lione nel Il secolo

 
La gloria di Dio è...

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intervista a Eraldo Affinati - Don Milani lo sento dentro di me da sempre, prima ancora di scriverlo l'ho sentito, l'ho vissuto, l'ho visto attraverso gli occhi dei miei studenti. L'uomo del futuro è nato ben prima di essere stato scritto: è come se lo avessi sempre avuto dentro. Il testo era già presente, scritto dalle vite dei ragazzi.

  Stefania Scateni:   Dimmi chi era don Milani Cercando la scuola del futuro (pdf)

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Entrambi nella fede e nell’amore di Gesù Cristo annunciarono il Vangelo nella città di Roma e morirono martiri sotto l’imperatore Nerone: il primo, come dice la tradizione, crocifisso a testa in giù e sepolto sul colle Vaticano presso la via Trionfale, il secondo trafitto con la spada e sepolto sulla via Ostiense.

  LE RAFFIGURAZIONI DELL'ABBRACCIO  DEI  SANTI   PIETRO   E   PAOLO MENTRE  VENIVANO SEPARATI  PER  IL MARTIRIO.

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO  SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Giugno 2016: "Perché gli anziani, gli emarginati e le persone sole trovino, anche nelle grandi città, opportunità di incontro e di solidarietà." (videomessaggio)

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Vangelo: Lc 9,51-62
"Ora avvenne che, mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato, egli prese la ferma decisione (lett. indurì il suo volto) di dirigersi verso Gerusalemme". Molti studiosi danno una grande importanza a questo versetto ritenendolo lo spartiacque che conclude la prima parte del Vangelo di Luca, segnandone la svolta decisiva, ed inaugura la seconda, che condurrà il lettore fino al capitolo diciotto. E' l'inizio di quello che viene definito "il grande viaggio" di Gesù verso Gerusalemme dove avrà termine la sua missione terrena. Egli ancora una volta si vede costretto a fare i conti con il desiderio diabolico di potere dei suoi discepoli, a modificare le loro errate attese messianiche. Come il Battista fu invitato a cambiare le sue attese sul Messia di Dio perché totalmente differenti dal vissuto di Gesù, così anche i discepoli sono chiamati a modificare le loro. La loro richiesta scatena la ferma reazione del Signore che ancora una volta li rimprovera ("petìmesen autòis", ritorna nuovamente il verbo "epitimao", usato dagli evangelisti per gli esorcismi), nonostante per ben due volte (9,21-24 ; 9,44-45) li avesse già messi in guardia: "ma essi non compresero questa parola" (9,45). Davanti a quel volto indurito, decisamente rivolto verso l'estrema testimonianza d'amore al Padre e ai fratelli, anche noi siamo chiamati a discernere di che spirito siamo  ....

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Gesù vuole eliminare il concetto stesso di «nemico» di p. Ermes Ronchi - XIII Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XIII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
... 
Noi siamo abituati a sentire la fede come conforto e sostegno, pane buono che nutre, e gioia. Ma questo Vangelo ci mostra che la fede è anche altro: un progetto da cui si sprigiona la gioiosa fatica di aprire strade nuove, la certezza di appartenere ad un sistema aperto e non chiuso.
Il cristiano corre rischio di essere rifiutato e perseguitato, perché, come scriveva Leonardo Sciascia, «accarezza spesso il mondo in contropelo», mai omologato al pensiero dominante. Vive la beatitudine degli oppositori, smonta il presente e vi semina futuro.  ...

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La storia di Suor Cecilia María che ha chiuso gli occhi e con un sorriso radioso ha raggiunto lo Sposo...


Dov'è, o morte, la tua vittoria?
Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? 
(1Cor. 15,55)
BUENOS AIRES, 24 giugno 2016 / 13:00.
Suor Cecilia María è andata in cielo dopo una dura lotta contro il cancro.
...
Il Carmelo di Santa Fe ha comunicato la morte di suor Cecilia con un testo breve ma profondo inviato ai membri dell’Ordine e a tutti i suoi amici:
Cari fratelli, sorelle e amici:
Gesù! Solo poche righe per avvisarvi che la nostra amatissima sorella si è addormentata dolcemente nel Signore dopo una malattia dolorosissima sopportata sempre con gioia e dedizione al suo Sposo Divino. Vi inviamo tutto il nostro affetto per il sostegno e la preghiera con cui ci avete accompagnate durante questo periodo così doloroso ma allo stesso tempo tanto meraviglioso. 
Crediamo che sia volata direttamente in Cielo, ma vi chiediamo ugualmente di non smettere di ricordarla nelle vostre preghiere, e lei dal cielo vi ricompenserà. 
Un grande abbraccio dalle sue sorelle di Santa Fe.
  video

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... Davanti a un sorriso così non puoi che intuire la Meta. Non puoi che capire la forza della tenerezza e la capacità trasformatrice della fede viva....

  Robert Cheaib:  Un sorriso che sintetizza l'essenza del Desiderio


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Cerimonia per il 65° anniversario di sacerdozio del Papa emerito Benedetto XVI. (foto, testi e video)

Questa mattina nella Sala Clementina in Vaticano, si è tenuta una cerimonia solenne per il 65° anniversario di sacerdozio del Papa emerito Benedetto XVI.
  testo integrale del discorso di Papa Francesco
  testo dell'indirizzo di omaggio del Card. Gerhard Müller
  testo dell'intervento del Card. Angelo Sodano
  testo integrale del discorso di Benedetto XVI
  video integrale

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Facciamo oggi i nostri auguri a Benedetto XVI per il 65° anniversario di sacerdozio festeggiato ufficialmente ieri in Vaticano

 
Auguri ...

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Hanno scelto di comune accordo di far festa assieme per rimettere a posto tante cose. Per lanciare messaggi urbi et orbi. Per fare capire all’esterno che in Vaticano non c’è nessuna poltrona per due. Per farla breve non c’è un Papa della dottrina opposto al Papa dei poveri, un Papa delle istituzioni ad un Papa del popolo. Insomma, non c’è nessuna dicotomia tra Bergoglio e Ratzinger. Il Papa regnante e quello in pensione. E’ da parecchio tempo che il borbottìo delle correnti più tradizionaliste che si riconoscono nel Papa emerito offrono spazio a lamentele e resistenze. ...

 
Franca Giansoldati:
Asse Bergoglio-Ratzinger per neutralizzare la fronda interna che si riconosce nel Papa emerito

“Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia”: è la citazione paolina (2 Cor 1,24) che nella festa dei Santi Pietro e Paolo dell’anno 1951 accompagnava l’ordinazione sacerdotale di Joseph Ratzinger, ricevuta nel duomo di Frisinga per mano dell’arcivescovo di Monaco, card. Michael von Faulhaber, incisa sull’immaginetta a ricordo di quell’avvenimento...

  Simone Baroncia: Ratzinger: insegnare ed imparare l'amore di Dio

Con lo scambio di affettuose parole e di profondi attestati di stima reciproca, papa Francesco e il papa emerito Ratzinger possono considerare chiusa ogni maliziosa interpretazione del loro rapporto? Francesco, nel viaggio di ritorno dall’Armenia, l’altro giorno aveva usato parole dure e inequivoche. «C’è un solo Papa. L’altro, Benedetto XVI, è un papa emerito, una figura che prima non c’era e a cui lui, con coraggio, preghiera, scienza, e anche teologia, ha aperto la strada». Non ci sono due papi o una loro combinazione. È una secca negazione della tesi sostenuta tempo prima - non sappiamo con quale intenzione - da monsignor Georg Gänswein, notoriamente vicinissimo a Ratzinger. Secondo il prelato, esisterebbe «di fatto “un ministero petrino” allargato».

  Gian Enrico Rusconi: Cosa distingue Bergoglio e Ratzinger  (pdf)

“Cosa significa? E perché adesso?”, mi ha chiesto per mail un amico americano che ha lavorato per un’intelligence.  Si riferiva alle dichiarazioni che monsignor Georg Ganswein, il bel segretario di Ratzinger, ha fatto il 20 maggio. Dichiarazioni sensazionali. 

  Maurizio Blondet: Sui due Papi. Chi è la roccia?

Il 9 settembre esce in tutto il mondo il libro del Papa emerito. Una autobiografia in forma di intervista. In Italia lo pubblicano Garzanti e Corriere della Sera

  CORRIERE DELLA SERA: Ratzinger si racconta: «Così ho deciso di lasciare il Papato»


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“Le diaconesse? È più urgente cambiare la struttura piramidale nella comunità di fedeli”

"Per me la funzione della donna non è tanto importante quanto il pensiero della donna: la donna pensa in un altro modo rispetto a noi uomini. E non si può prendere una buona decisione, buona e giusta, senza sentire le donne. ... è più importante il modo di capire, di pensare, di vedere le cose delle donne che la funzionalità della donna. E poi ripeto quello che dico sempre: la Chiesa è donna, è “la” Chiesa. E non è una donna “zitella”, è una donna sposata con il Figlio di Dio, il suo Sposo è Gesù Cristo. (Papa Francesco Conferenza stampa volo rientro dal viaggio in Armenia)
Intervista con la teologa morale 
suor Antonietta Potente 
sulla spiritualità e il ruolo delle donne nella Chiesa
  “Le diaconesse? È più urgente cambiare la struttura piramidale nella comunità di fedeli”

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“Ripensare il ruolo della donna e dei laici nella Chiesa” di Aldo Pintor

I lettori che hanno conosciuto la messa pre-conciliare possono ben ricordare come donne e bambini durante le celebrazioni eucaristiche occupavano stabilmente i primi banchi delle chiese mentre gli uomini preferivano stare negli ultimi posti vicino al portone e spesso uscivano fuori a fare due chiacchiere entrando solo in certi momenti. Il fatto che la messa allora fosse celebrata in latino, lingua sconosciuta ai più certo non favoriva la partecipazione attiva e solo donne e bambini da sempre adibiti a una posizione subordinata anche nella società oltre che nella chiesa la seguivano tutta, magari recitando il rosario. 
Su questo argomento Lucetta Scaraffia ha pubblicato il suo ultimo libro, appunto. Il titolo di questa opera è “Dall'ultimo banco” (Marsilio € 12,50). 
Nonostante il titolo di questo libro appaia contraddizione con quanto abbiamo detto all'inizio dell'articolo, Lucetta Scaraffia vuole provocatoriamente indicare come il ruolo delle donne nella chiesa sia stato sempre secondario rispetto a quello maschile nonostante spesso a messa siedano nei primi banchi e non agli ultimi come appunto dice il titolo. ...

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Non ci sono monaci e non ci sono più nemmeno i benedettini né i cappuccini. Gli ordini religiosi al tempo di Francesco. Il problema delle vocazioni in calo e la presa d’atto che non tutti gli ordini e le congregazioni religiose sono più necessari

  Matteo Matzuzzi: Il monaco che non c'è

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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Papa Francesco rivolgendosi al patriarca Karekin II al termine del discorso tenuto durante la Divina Liturgia nella cattedrale Armeno-Apostolica. Etchmiadzin (Armenia) 26/06/2016: 

 
Ed ora, Santità, in nome di Dio, Vi chiedo di ...

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN ARMENIA (24-26 GIUGNO 2016) / Abbraccio tra fratelli

Francesco e Karekin II stretti in un abbraccio ai piedi dell’aereo appena giunto allo scalo di Yerevan: è la prima, significativa immagine regalata dalla visita del Papa in Armenia. Lo stesso abbraccio con il «venerato fratello», eloquente più di ogni discorso, si è ripetuto davanti ai fedeli raccolti nella cattedrale della Chiesa apostolica armena, la Santa Etchmiadzin. Il linguaggio delle immagini, tanto caro a Papa Francesco, ha raccontato con impatto evidente uno dei cardini di questa visita: il dialogo ecumenico...
L'Osservatore Romano, 25 giugno 2016
Vedi anche il nostro post:
  VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN ARMENIA (24-26 GIUGNO 2016) / Partenza - incontro con i giornalisti in aereo - arrivo in Armenia (foto, testi e video)

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  Viaggio in Armenia  
 24 giugno 2016

  il testo integrale discorsi di Karekin II e Papa Francesco
  video discorso del Papa
  video integrale

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN ARMENIA (24-26 GIUGNO 2016) / Conferenza stampa del Santo Padre durante il volo di ritorno dall'Armenia (testo e video integrali)

Come sempre Papa Francesco risponde con schiettezza alle domande che gli vengono rivolte sui temi più disparati: dalle impressioni sul viaggio appena concluso alle anticipazioni sui viaggi futuri in Azerbaigian, a Auschwitz e Birkenau... ; dal clamore suscitato dall'aver citato il termine "genocidio" alle polemiche dopo le dichiarazioni di mons. Georg Gänswein su un "ministero petrino condiviso" e quindi l'esistenza di due Papi... ; sul Concilio Panortodosso e sul 500° anniversario della Riforma e l'eventuale riabilitazione di Lutero... ; sulla Brexit e la possibile disintegrazione dell'Europa... ; dalle diaconesse e la posizione delle donne nella Chiesa alle scuse nei confronti dei gay...
Segue la trascrizione integrale della conferenza stampa sul volo di ritorno a Roma dal viaggio in Armenia.
  il testo integrale della conferenza stampa
  video conferenza stampa in aereo

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN ARMENIA (24-26 GIUGNO 2016) / Visita al Tzitzernakaberd Memorial Complex e Santa Messa a Gyumri (foto, testi e video)

 25 giugno 2016 
Visita al Tzitzernakaberd Memorial Complex
  cronaca e foto
  video
Santa Messa a Gyumri
  testo omelia
  video

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... Quando al misurato e attentissimo discorso preparato dalla Segreteria di Stato ha aggiunto la parola che ormai nessuno pensava potesse pronunciare, c'è stato un boato nella sala stampa che raccoglie oltre 600 giornalisti di testate internazionali. Dopo giorni di analisi e articolate spiegazioni, di imbarazzi vaticani e difese d'ufficio, il Papa ha compiuto un atto da uomo libero. Ha chiamato le cose con il proprio nome. E ha restituito all'Armenia l'orgoglio del suo dolore.

  Cristiana Caricato: Papa in Armenia / "Fu genocidio": Francesco ridà agli armeni l'orgoglio del loro dolore

Questa volta la parola “genocidio” non c’è. Ma c’è molto di più. Nella frase che il Papa lascia nel libro d’oro del Memoriale di Tzitzernakaberd, c'è una preghiera per guardare al futuro senza dimenticare il passato: “prego, col dolore nel cuore, perché mai più vi siano tragedie come questa, perché l’umanità non dimentichi e sappia vincere con il bene il male”.
Una preghiera per la memoria che per il Papa “è fonte di pace e di futuro”.

  Angela Ambrogetti: Il Papa alla Fortezza delle Rondini, luogo da cui riparte il cammino della pace

Papa Francesco conclude il suo viaggio in Armenia con una dichiarazione congiunta, firmata insieme a Karekin II, Catholicos degli Armeni, che impegna alla pace.

 
Cristiana Caricato:
Francesco, il sangue dei martiri non è proprietà, ma dono

Seguendo il Papa nel suo viaggio ho preso appunti visivi: immagini scattate senza ricercatezza stilistica ma che cercano di comunicare l’istante, il gesto, il contesto. A volte sono immagini «sporche», persino sfocate e mosse, ma forse proprio così possono ricordare a me e comunicare ad altri l’intensità emotiva e l’impatto dell’evento.

  Antonio Spadaro: Il mio Tweetbook del Viaggio di Papa Francesco in Armenia

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 FRANCESCO
 


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Tweet

25/06/2016:

  Le sofferenze degli Armeni ci appartengono...

26/06/2016:

  La Chiesa armena cammini in pace...

26/06/2016:

  Sono felice di aver visitato...

27/06/2016:

  Gesù ci cerca e ci invita a fargli spazio...

28/06/2016:

  Se Dio è presente nella nostra vita...

29/06/2016:

  Il Signore oggi ripete ad ogni Pastore...


30/06/2016:

  Il Giubileo della Misericordia è un tempo...


01/07/2016:

  Oggi, nel mondo del lavoro, è urgente...


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Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo - S. Messa e imposizione dei palli - Angelus (foto, testi e video)

 29 giugno 2016
 S. Messa e benedizione dei palli

Il rito si apre con la processione, accompagnata dal canto del “Tu es Petrus”
  video
 ... La Parola di Dio di questa liturgia contiene un binomio centrale: chiusura / apertura ....
  testo omelia
  video omelia
  video integrale
 Angelus
... Pietro e Paolo oggi ritornano idealmente tra di noi, ripercorrono le strade di questa Città, bussano alla porta delle nostre case, ma soprattutto dei nostri cuori. Vogliono portare ancora una volta Gesù, il suo amore misericordioso, la sua consolazione, la sua pace. Abbiamo tanto bisogno di questo! Accogliamo il loro messaggio! Facciamo tesoro della loro testimonianza! La fede schietta e salda di Pietro, il cuore grande e universale di Paolo ci aiuteranno ad essere cristiani gioiosi, fedeli al Vangelo e aperti all’incontro con tutti...
Dopo l'Angelus
ieri sera, a Istanbul, è stato compiuto un efferato attacco terroristico, che ha ucciso e ferito molte persone. Preghiamo per le vittime, per i familiari e per il caro popolo turco. Il Signore converta i cuori dei violenti e sostenga i nostri passi sulla via della pace. Preghiamo tutti in silenzio.
  video
...
Il mio saluto oggi va soprattutto ai fedeli di Roma, nella festa dei santi Pietro e Paolo, Patroni della Città!...

  testo integrale
  video integrale

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«La misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita» Papa Francesco Udienza Giubilare 30/06/2016 (Foto, testo e video)

 30 giugno 2016
  video del saluto ai fedeli

Opere di Misericordia (cfr Mt 25,31-46)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Quante volte, durante questi primi mesi del Giubileo, abbiamo sentito parlare delle opere di misericordia! Oggi il Signore ci invita a fare un serio esame di coscienza. E’ bene, infatti, non dimenticare mai che la misericordia non è una parola astratta, ma è uno stile di vita: una persona può essere misericordiosa o può essere non misericordiosa; è uno stile di vita. Io scelgo di vivere come misericordioso o scelgo di vivere come non misericordioso. Una cosa è parlare di misericordia, un’altra è vivere la misericordia. Parafrasando le parole di san Giacomo apostolo (cfr 2,14-17) potremmo dire: la misericordia senza le opere è morta in se stessa. E’ proprio così! Ciò che rende viva la misericordia è il suo costante dinamismo per andare incontro ai bisogni e alle necessità di quanti sono nel disagio spirituale e materiale. La misericordia ha occhi per vedere, orecchi per ascoltare, mani per risollevare…

  video della catechesi
  testo integrale
  video integrale

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Bergoglio, con una strategia sottilmente perfida, sta svuotando dall’interno il potere dei “ministri” vaticani. E affida le decisioni a organismi e a persone diverse sfruttando accorpamenti, tagli e nuove nomine

  Francesco Peloso: Paura e delirio in Vaticano: così Francesco sta rottamando i cardinali

“Ci sono alcuni che non capiscono Papa Francesco, ma si dichiarano senza fede. Non si può capire Papa Francesco dal di fuori. Quelli che non lo capiscono dovrebbero venire qui, nelle periferie, nelle villas, prima di parlare”. È quanto ha affermato ieri padre Jose Maria “Pepe” Di Paola, che ha guidato la pastorale per le “villas” creata da Bergoglio sin dal 2009, durante l’omelia della Messa di solidarietà al Santo Padre, organizzata in seguito alla campagna contro la sua persona operata da alcuni media argentini...

  SIR: Argentina: padre “Pepe” Di Paola, “chi non capisce Papa Francesco, dovrebbe venire nelle villas”

... Ma perché quest’urgenza di “difendere Francesco”? Di Paola ha fatto riferimento alle recenti critiche e polemiche che in Argentina hanno avuto come protagonista il Papa, sfociate in quella che dalla “Generación Francisco” definiscono una “fenomenale e inusuale campagna contro la sua persona, i suoi gesti e le sue idee” perché “scomode”, una campagna “cominciata sottotraccia ma ora perseguita in modo sistematico”. “Accompagniamo la ‘generazione Francisco’ in questa proposta di stare vicini al Papa perché è un campanello d’allarme”, ha dichiarato Di Paola. “In Argentina molte voci cercano di sporcare la sua autorità morale nello stesso momento in cui lui camminava insieme al sofferente popolo armeno, ricordandone lo sterminio mentre le superpotenze e i potenti lo hanno ignorato”...

  Andrea Bonzo: BERGOGLIO COME SAN MARTIN? Movimento in difesa del Papa guidato dai preti delle villas miseria. “Nessuno è profeta in patria”: da San Martin a Messi e ora Francesco

Il Papa della Chiesa in uscita, della Chiesa ospedale da campo, chiede a chi voglia di seguirlo nelle strade delle periferie, delle sofferenze, delle deportazioni, delle solitudini, degli scartati, dei disprezzati. Non perché pauperista, ma per accompagnarci verso un nuovo umanesimo, all’altezza delle sfide del terzo millennio.

Riccardo Cristiano: Così l’empatia di Francesco ha riportato la Chiesa nella storia


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2016




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n. 11 del 25 marzo 2016

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Anniversario Pontificato Francesco

                                                            





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