"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°29 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 23 al 29 luglio 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 5 agosto 2016
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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Gmg 2016: Papa Francesco e i giovani in dieci frasi.
Aspettando Cracovia
Ad
attendere il Papa a Cracovia ci saranno tra un milione e mezzo e due
milioni di giovani, provenienti da 187 Paesi. Cosa dirà Francesco?
Abbiamo azzardato una raccolta di "dieci frasi", tra quelle pronunciate
a braccio in questi tre anni, aspettandolo in Polonia
Dal
“fare chiasso”, pronunciato tre anni fa nella sua prima Gmg, allo
“sporcatevi le mani” raccomandato ad alcuni studenti romani un mese fa.
Sono alcune espressioni, sotto forma d’imperativo gioioso, rivolte ai
giovani e pronunciate esclusivamente a braccio, come Francesco ama fare
quando risponde alle loro domande o aggiunge un po’ di pepe ai suoi
discorsi, lasciando da parte il testo scritto preparato per
l’occasione. Abbiamo provato a stilare una raccolta di “dieci frasi”,
in attesa di altre sorprese “fuori programma” che Papa Francesco potrà
riservarci nei giorni della Gmg di Cracovia, durante i due incontri al
Parco Jordan di Blonia (la cerimonia di accoglienza di giovedì 28
luglio e la Via Crucis di venerdì 29) e al Campus Misericordiae (la
Veglia di sabato 30 e la Messa conclusiva di domenica 31). A fare il
tifo per Francesco – stando alle previsioni ufficiali – si prevede una
platea che oscilla tra il milione e mezzo e i due milioni di giovani,
provenienti da 187 Paesi.
... -------------------------------------------- Come sua abitudine alla vigilia di un viaggio apostolico all’estero il Pontefice, dopo le ore 19, si è recato alla Basilica di Santa Maria Maggiore
per sostare in preghiera davanti all’immagine della Vergine e chiedere
la benedizione del Signore e della sua Madre sul prossimo viaggio in
Polonia e sulla Giornata Mondiale della Gioventù.
Prima
della partenza per la GMG di Cracovia in Polonia, mercoledì 27 luglio,
alle ore 10, nella Basilica Vaticana e ha sostato in preghiera sulla tomba di san Giovanni Paolo II.
Ad accompagnarlo bambini e adolescenti che lottano contro il cancro dell’associazione Peter Pan
Poi alle 13.30, alla partenza da Casa Santa Marta per recarsi in auto a Fiumicino, il Pontefice è stato salutato da un gruppo di quindici giovani rifugiati, nove ragazzi e sei ragazze, di diverse nazionalità, giunti da poco in Italia e ancora privi di documenti che permettano di recarsi all’estero. I giovani, seguiti dall’Elemosineria Apostolica, hanno augurato al Papa un buon viaggio e una felice partecipazione alla Gmg, a cui essi non possono partecipare, ma a cui si uniscono spiritualmente. videoDurante il volo verso Cracovia il Papa, come di consueto, ha salutato brevemente i giornalisti del seguito.
Il testo integrale dell'incontro con i giornalisti. video-------------------------------------------- 27 luglio 2016 Cerimonia di accoglienza
video il testo integrale del discorso del Papa alle autorità video
incontro con i vescovi video-------------------------------------------- 27 luglio 2016 il testo integrale del dialogo del Papa con i giovani italiani videoPochi minuti dopo il Santo Padre si è affacciato dalla finestra dell’Arcivescovado di Cracovia, dove fino a pochi giorni fa campeggiava il volto di Giovanni Paolo II, per un saluto ai pellegrini radunati nel prato antistante. Anche questo un appuntamento divenuto fisso nelle Gmg, nato inizialmente come gesto spontaneo di affetto da parte dei giovani al Successore di Pietro... testo del discorso del Papa video-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"#Krakow2016 -
«Qualcuno potrebbe pensare che sia una guerra di religione: no, noi tutte le religioni vogliamo la pace, la guerra la vogliono gli altri, capito? ... Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria», ha esortato, «“ma quella è l'Africa”, ma è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace».
IL PAPA: «IL MONDO È IN GUERRA MA LE RELIGIONI NON C’ENTRANO»--------------------------------------------------------------- Papa Francesco alle
13.30, prima di recarsi in auto a Fiumicino, a Casa Santa Marta è stato
salutato da un gruppo di quindici giovani rifugiati, nove ragazzi e sei
ragazze, di diverse nazionalità, giunti da poco in Italia e ancora
privi di documenti che permettano di recarsi all’estero. I giovani,
seguiti dall’Elemosineria Apostolica, hanno augurato al Papa un buon
viaggio e una felice partecipazione alla Gmg, a cui essi non possono
partecipare, ma a cui si uniscono spiritualmente.
video--------------------------------------------------------------- Papa Francesco sul volo verso la Polonia: "Non è guerra di religione, ma guerra di interessi"
video--------------------------------------------------------------- Papa Francesco Discorso ai giovani GMG Blonia 28/07/2016
I giovani hanno la forza di opporsi ai "quietisti"...--------------------------------------------------------------- Da solo e in silenzio. L'ingresso ad #Auschwitz #GMG2016 #WYD2016#krakow2016 #GMG
video--------------------------------------------------------------- Auschwitz 29/07/2016 -
Papa Francesco in preghiera silenziosa nella cella della fame, in cui
dopo una lunga agonia, San Massimiliano Kolbe, prendendo il posto di un
padre di famiglia, fu ucciso con un'iniezione di acido fenico.
Prima di morire disse al medico nazista che gli fece l'iniezione mortale: “L'odio non serve a niente. Solo l'amore crea!”. Preghiera silenziosa nella cella della fame...--------------------------------------------------------------- Birkenau 29/07/2016 Papa Francesco in preghiera silenziosa
Salmo 130 Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce... Preghiera silenziosa Salmo 130...--------------------------------------------------------------- Queste le uniche parole di Papa Francesco ad Auschwitz, non pronunciate, ma scritte nel libro d'onore 29/07/2016.
Signore abbi pietà del tuo popolo!...--------------------------------------------------------------- Nell'accoglienza
dell'emarginato che è ferito nel corpo e nell'accoglienza del peccatore
che è ferito nell'anima si gioca la nostra credibilità di cristiani. No
nelle idee!
Papa Francesco Via Crucis con i giovani della GMG - 29/07/2016 Nell'accoglienza dell'emarginato...--------------------------------------------------------------- Gioia e dolore
animeranno il grande viaggio che Papa Francesco si appresta a compiere
in Polonia dal prossimo 27 fino al 31 luglio. La gioia di incontrare un
milione e mezzo di giovani provenienti da ogni angolo del globo, in
occasione della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù fortemente legata
al Giubileo della Misericordia. Il dolore del milione e mezzo di ebrei
sterminati nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau: due
luoghi di morte che il Papa, come i suoi predecessori, ha voluto
inserire tra le tappe del suo pellegrinaggio. Un dolore davanti al
quale Bergoglio non potrà far altro che rimanere in silenzio e chiedere
a Dio “il dono delle lacrime”.
Salvatore Cernuzio: Il grande viaggio di Francesco in Polonia, tra la gioia dei giovani e il dolore di AuschwitzBirkenau, il rabbino canta il salmo 130
video---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il memoriale dell'odio
di Marina Corradi
... Bambini e vecchi, dunque, le vittime d’elezione del massacro.
Forse
per questo la strage di Nizza lascerà un segno addirittura più profondo
di quella del Bataclan: per la gioiosità inerme delle famiglie, colte e
falciate in una notte di fuochi d’artificio. Come conferma la folla
immensa che ha partecipato alla commemorazione delle vittime, sulla
Promenade des Anglais.
Ma
proprio in margine a quella commemorazione sono comparse in tv e sul
web delle immagini inconsuete: sul lungomare, un piccolo cumulo di
rifiuti che di ora in ora si andava ingrossando. Lattine, sassi,
cartacce deposti là dove una linea di vernice disegna il punto esatto
in cui Mohamed Lahouaiej Bouhlel è morto sul suo camion. Abbiamo visto
i passanti sfiorare questo piccolo memoriale dell’odio, e alcuni
andarsene perplessi, altri, non pochi, gettare altri rifiuti, o sputare
per terra; o lasciare vergato in rosso su un cartone: 'Crepa
all’inferno'.
La vista di questo contromemoriale, accanto a quelli dei fiori e delle candele, ci ha fatto sussultare...
Perché
ci turba questo gesto, così piccolo a fronte della enormità perpetrata
a Nizza? Mohamed Lahouaiej Bouhlel, assassino, forse in cerca di una
presunta gloria da martire, non ha compiuto quanto di peggio possa fare
un uomo? Certamente sì. Eppure, eppure ci sono codici non scritti, fra
noi, che abitualmente si rispettano. La pietà, o almeno la non
aggressività verso i morti, è fra questi codici del nostro Occidente in
pace...
E
questo ingenera smarrimento, all’idea di cosa potremmo diventare; ma
anche paura, perché quel piccolo focolaio di odio ne alimenta altro, e
c’è qualcosa di peggio perfino degli attentati o del terrorismo: l’odio
nel cuore di un popolo, che insinua germi di guerra civile. Verrebbe da
dire, guardando quelle immagini di sputi, quel fiore di odio, che in
quest’ora c’è più bisogno che mai di cristiani. Che non sputino, non
insultino i morti, e nemmeno gli assassini; che non promettano
vendetta, che non si lascino travolgere e stravolgere, nel sospetto e
nella paura, dall’accecamento che vede nemici in chiunque è diverso.
C’è bisogno, per continuare a vivere in questi giorni di buio, di
cristiani che non smettano di riconoscere in ciascuno un uomo, e un
fratello.
-------------------------------------------- Se
nel resto del mondo l'ossessione per Pokémon Go sta dilagando ogni
giorno che passa, e in alcuni casi sta perfino sfuggendo di mano, in un
paese come la Siria dilaniato da cinque anni di guerra civile, i
personaggi della saga animata sono stati impiegati per un altro scopo.
Nessuna
applicazione scaricata su smartphone, ma un foglio da disegno su cui
sono stati riprodotti Pikachu, Squirtle o altri, e in basso un
messaggio in arabo molto chiaro che recita così: "Trovateci e venite a
salvarci".
A
esibire quei fogli da disegno alcuni bambini siriani protagonisti della
campagna di sensibilizzazione lanciata su Twitter dall'organo di
comunicazione delle forze rivoluzionarie siriane (The Revolutionary
Forces of Syria Media Office) attraverso l'hashtag #PokemonInSyria. ...
L'APPELLO DEI BAMBINI SIRIANI: INVECE DEI POKÉMON TROVATE E SALVATE NOILoro non stanno giocando. Basta guardarli negli occhi per capirlo. Anche se la loro età dovrebbe essere quella dedicata al gioco, loro, i bambini siriani, costretti in una guerra interminabile da oltre cinque anni, non possono farlo. E chiedono aiuto anche al fenomeno Pokémon Go. ... (fonte: Vanity Fair «Invece dei Pokémon, trovate noi» di Alessia Arcolaci)
L’ultima
stazione dell’orrore che ha inghiottito la Siria si chiama Manbij,
città nella provincia settentrionale siriana di Aleppo, occupata dagli
uomini del Deash e circondata dalle milizie curde. Trentacinque mila
bambini vi sono rinchiusi, stretti in una gigantesca trappola. E
rischiano di morire di fame. La Coalizione internazionale si prepara a
intervenire. Con tanto di ultimatum, scritto in volantini lanciati
sulla zona, ai miliziani jihadisti: «Via da Manbij entro 48 ore».
La strage è continua. L’orrore quotidiano. ...
E gli attivisti siriani ricorrono persino ai Pokemon Go pur di attirare l’attenzione del mondo sulla tragedia siriana...
I bambini siriani: «Salvate noi non i Pokemon»-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"tweet di Enzo Bianchi del 22/07/2016
La nostra convivenza è fragilissima...Ancora attentati... Non stanchiamoci di pregare perché abbia fine questa violenza che continua a dilagare ovunque
Attentato a Kabul, si aggrava il bilancio: 80 morti e 231 ferititweet di Enzo Bianchi del 24/07/2016
Imprenditori dell'odio anti occidentale...orrore senza fine... non stanchiamoci di pregare!!!! Tweet di G. Bernardelli: Lebrun - vescovo di Rouen - dopo suo prete sgozzato stamattina: "La Chiesa non può imbracciare altre armi che la preghiera e la fraternità"
Attacco a chiesa in Francia: a Rouen sgozzato padre Jacques Hamel mentre celebrava una messa--------------------------------------------------------------- Almeno due morti e diversi feriti, non si sa ancora chi abbia sganciato le bombe sulla struttura gestita da Save the Children
Siria, bombardato un ospedale pediatrico a Idlib --------------------------------------------------------------- tweet del 26.07.2016 di Massimo Faggioli
Che il martirio di #Rouen possa non trasformare...tweet del 26.07.2016 di Roberto Zichittella
La risposta della diocesi di #Metz...#jesuiscatholique
... Ogni violenza sulla terra... (vignetta GIOBA)"Rendiamo il mondo più umano", l'ultimo messaggio di padre Jaques Hamel #JaquesHamel tweet del 26.07.2016 di Enzo Bianchi
Il prete di Rouen sgozzato oggi...tweet di Brunetto Salvarani 27/07/2016
#Rouen Per un cristiano l'alternativa non é fra lavorare per il dialogo o chiudersi in se stesso, ma...tweet del card. Gianfranco Ravasi 27/07/2016
Beati gli artefici di pace... #messainfinita don Jacques Hamel #Rouen
La Messa è infinita... (vignetta GIOBA)--------------------------------------------------------------- I cristiani sono nel mirino
del terrorismo da anni... Il primo martire moderno è Oscar Romero,
ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Messa in un ospedale,
colpevole di essersi opposto alla dittatura in Salvador
"Un vescovvo potrà morire - aveva detto - ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non morirà mai! (Servizio TG2 RAI del 27.07.2016)
video--------------------------------------------------------------- Venerdì sarà una
giornata di digiuno e preghiera per la pace e per la Francia. È quanto
ha deciso la Conferenza episcopale francese dopo i tragici fatti di
Saint-Etienne-du-Rouvray. I vescovi invitano tutti i cattolici a
partecipare alla preghiera esortandoli a non cedere ai sentimenti di
odio. «L’Europa — ha sottolineato l’arcivescovo Georges Pontier,
presidente della Conferenza episcopale — deve riscoprire i valori
fondamentali di accoglienza. Il nostro motto: libertà, uguaglianza,
fraternità, non deve valere solo per la Francia, ma deve valere per
l’Europa. Il popolo francese deve reagire unito a questa sfida. Deve
farlo nella diversità delle sue componenti etniche e religiose, nella
reciproca fiducia e conoscenza. Non si costruiscano muri, ma si
costruiscano ponti per le persone che arrivano qui»... Il rettore della
Grande moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha affermato: «Voglio
esprimere a nome dei musulmani di Francia il cordoglio profondo e lo
smarrimento psicologico per questo sacrilegio blasfemo che è contrario
a ogni insegnamento della nostra religione»...
La reazione di tutte le comunità religiose - Per non cedere all’odio--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Chi ha paura non ha futuro
Il
2 gennaio 1991, poco prima della guerra del Golfo, madre Teresa di
Calcutta scrisse una lettera aperta ai presidenti degli Stati Uniti e
dell’Iraq in cui li supplicava «a nome dei poveri e di coloro che
diventeranno tali se scoppierà la guerra» a farsi operatori di pace e a
non scatenare un conflitto sanguinoso. E li ammoniva: «Potete vincere
la guerra, ma quale ne sarebbe il costo in termini di vite umane,
devastate, mutilate e annientate?». Dodici anni più tardi, nel gennaio
del 2003, Giovanni Paolo II tenne un importante discorso al corpo
diplomatico accreditato presso la Santa Sede affermando che «il dialogo
ecumenico fra cristiani, e i contatti rispettosi con le altre religioni
in particolare con l’islam costituiscono il migliore antidoto alle
derive settarie, al fanatismo o al terrorismo religioso».
Parole inascoltate che acquistano oggi un significato profetico e mostrano al mondo due grandi insegnamenti.
...-------------------------------------------- Di fronte al male
di Giovanni Maria Vian
Sgomentano
e colmano di dolore le notizie che si vanno moltiplicando dell’ultimo
atroce attacco, rivendicato dal sedicente Stato islamico, a innocenti
riuniti per pregare. Nella Francia settentrionale, nella parrocchia di
un paese come tanti, un vecchio prete ottantaquattrenne, don Jacques Hamel,
è stato ucciso senza pietà, come il servo sofferente descritto
dall’antica profezia ebraica, e un fedele ferito in modo grave; poi i
due autori di questo atto orrendo e ignobile sono stati uccisi dalle
forze di sicurezza.
Ancora
sangue, sangue su sangue, che si aggiunge a quello versato in molti
luoghi, da troppo tempo, ma soprattutto nel Medio e nel Vicino oriente,
in Africa, ora anche in Europa, spesso ostentando e dunque profanando
apertamente il nome di Dio, comunque offeso e ferito ogni volta che si
uccide un essere umano. ...
(fonte: L'Osservatore Romano)
... La
Chiesa cattolica non può prendere altre armi che la preghiera e la
fraternità tra gli uomini. Lascio qui centinaia di giovani che sono
l'avvenire dell'umanità. Io domando loro di non arrendersi alla
violenza e di diventare apostoli della civiltà dell'amore".
E di amore e di perdono parla anche monsignor Pontier, arcivescovo di Marsiglia. "Rigettiamo
il sentimento di vendetta, in molti cercano di mettere divisioni tra
noi, ma questo non è un percorso cristiano, la fraternità è la nostra
forza, e se mette in discussione questo principio si andrà verso la
distruzione".
Il presidente dei vescovi alla Gmg:colpiti, ma la risposta è la fraternitàIntervista al Vescovo di Rouen Mons. Dominique Lebrun
Il
presule ha ricordato con emozione e affetto la figura del parroco, don
Jacques Hamel, 84 anni, sgozzato nella chiesa in cui stava celebrando
Messa. L'arcivescovo era arrivato a Cracovia per partecipare con i suoi
giovani alla Gmg. Appresa la tragica notizia ha fatto subito rientro in
Francia: «lascio qui centinaia di ragazzi ai quali chiedo di diventare apostoli della civltà dell'amore».
videoRouen, vescovi italiani: non arrendersi chiusura e vendetta
...La notizia proveniente dalla Normandia viene ad
aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle
ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora
una volta, il messaggio evangelico e l’esperienza della Chiesa
diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di
vendetta, ma per costruire - con una rinnovata testimonianza di fede -
una società riconciliata e aperta alla speranza.
(fonte: Avvenire)
-------------------------------------------- Il tuo sangue versato, caro sacerdote di Cristo, Jacques Hamel, sia seme di pace e di speranza. Hai
celebrato la Messa per più di mezzo secolo. Hai obbligato, migliaia di
volte, Cristo a scendere sull’Altare. A farsi cibo da mangiare. Carne
viva che dona vita.
...
Caro
confratello, non faccio fatica a calarmi nel tuo mondo. Per niente. Il
tuo mondo è anche il mio. È il mondo di milioni di persone di buona
volontà. Che prima di cambiare gli altri, sanno di dover cambiare se
stesse. Il mondo di chi, anche davanti alla morte, non cede alla
tentazione di imboccare una scorciatoia. Non si tira indietro. Non
maledice. Non si vendica. C’è
una sola strada per la quale camminare. O lo facciamo insieme o siamo
destinati a soffrire e far soffrire. A morire e condannare a
morte.
La
strada da imboccare senza indugio è quella della riconciliazione, del
dialogo, del perdono, della condivisione, dell’amore. Non stiamo
soffrendo per avere amato troppo. Stiamo morendo per avere amato poco.
Non stiamo pagando il prezzo per essere stati troppo religiosi, al
contrario, lo siamo stati troppo poco. Il cuore dell’ uomo non si
accontenta mai. Vuole sempre di più. E quel di più, in un modo o in un
altro, è costretto a sottrarlo agli altri. E nascono le guerre. Tutti
vogliono essere felici. La felicità ti mette le ali ai piedi. È la
spinta ad andare oltre. A tentare l’ impossibile. A lavorare e sudare.
Ma nessuna parvenza di “felicità” può essere verace se viene sottratta
a un altro.
...
Che
la tua morte, preziosa e tragica, possa riportare la pace e la
concordia a questa nostra umanità smarrita e affranta. Che la tua
offerta, come profumo di incenso, possa salire presso il trono di Dio e
intercedere per noi. Che il tuo sacrificio possa convincere tutti i
credenti di tutte le religioni che dirsi figli di Dio e non
riconoscersi fratelli è una bestemmia delle più blasfeme. Grazie,
fratello sacerdote. Per la tua fedeltà. La tua fede. La tua vita
consacrata a Cristo. Per il servizio che hai reso alla Chiesa e
all’umanità.
Il tuo sangue, padre Hamel, sia seme di pace e speranza-------------------------------------------- Lo
scorso 6 giugno padre Hamel, assassinato il 26 luglio in chiesa a
Rouen, aveva pubblicato un editoriale sul bollettino parrocchiale. Un
appello profetico ad approfittare delle vacanze estive per rendere il
mondo più umano con la preghiera e la misericordia.
L'ultimo scritto di padre Hamel:
«Rendiamo il mondo più fraterno»
... Le
vacanze sono un tempo per prendere le distanza dalle nostre occupazioni
abituali. Ma non sono una semplice parentesi. Sono un momento di relax,
ma anche di rigenerazione, di incontri, di condivisione, di
convivialità.
Un tempo di rigenerazione. ...
L'augurio
è che possiamo in quei momenti sentire l'invito di Dio a prenderci cura
di questo mondo, a farne, là dove viviamo, un mondo più caloroso, più
umano, più fraterno.
Un tempo di incontro...
Un tempo di condivisione...
Anche
un tempo di preghiera. Attenti a ciò che avverrà nel nostro mondo in
quel momento. Preghiamo per coloro che ne hanno più bisogno, per la
pace, per un migliore vivere insieme.
Sarà
ancora l'anno della misericordia. Cerchiamo di avere un cuore attento
alle cose belle, a ciascuno e a tutti coloro che rischiano di sentirsi
un po' più soli.
Che
le vacanze ci consentano di fare il pieno di gioia, di amicizia e di
rigenerazione. Allora potremo, meglio provvisti, riprendere la strada
insieme.
Buone vacanze a tutti!. Padre Jacques
Chi era padre HamelLa Vie,
settimanale cattolico francesce a diffusione nazionale, nella sua
edizione online ha dedicato al sacerdote un ritratto titolato Jacques Hamel, curato di campagna e martire. (articolo e video in francese)
-------------------------------------------- L'appello
di Tahar Ben Jelloun. "Dobbiamo scendere in massa nelle piazze e unirci
contro Daesh". "Non abbiamo bisogno di obbligare le nostre donne a
coprirsi come fantasmi neri"
... Così come non abbiamo il diritto di lasciar fare questi criminali, se decidono che la loro vita non ha più importanza e la offrono a Daesh. Non solo: dobbiamo
denunciare chi tra noi è tentato da questa criminale avventura. Non è
delazione, ma al contrario un atto di coraggio, per garantire la
sicurezza a tutti. Sapete bene che in ogni massacro si contano tra le vittime musulmani innocenti. Dobbiamo essere vigilanti a 360 gradi. Perciò è
necessario che le istanze religiose si muovano e facciano appello a
milioni di cittadini appartenenti alla casa dell'Islam, credenti o
meno, perché scendano nelle piazze per denunciare a voce alta questo
nemico, per dire che chi sgozza un prete fa scorrere il sangue
dell'innocente sul volto dell'Islam.
Se
continuiamo a guardare passivamente ciò che si sta tramando davanti a
noi, presto o tardi saremo complici di questi assassini.
Apparteniamo alla stessa nazione, ma non per
questo siamo "fratelli". Oggi però, per provare che vale la pena di
appartenere alla stessa casa, alla stessa nazione, dobbiamo reagire. Altrimenti non ci resterà altro che fare le valigie e tornare al Paese natale.
-------------------------------------------- Una chiesa profanata
dalla violenza; un prete ucciso mentre celebra la Messa; fedeli e
religiose colpiti... L’abbiamo visto in tutto il mondo, l’abbiano già
visto anche in Francia quando frére Roger fu accoltellato a morte
durante la preghiera dei vespri a Taizé. Non avremmo mai voluto vederlo
ancora, qui, in Europa. Ma è accaduto. È un gesto rivelatore della
disumanità dei terroristi e della loro assoluta mancanza di senso
religioso, che invece abita in molti musulmani con il rispetto degli
«uomini di Dio» e della preghiera.
Andrea Riccardi: Terrorismo e fede: la Messa non è finitaQuello
che è avvenuto nella Chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, nei pressi di
Rouen in Normandia, dove un prete di 86 anni, il parroco del posto, è
stato sgozzato e varie persone sono state ferite da assalitori
fanatici, ritenuti vicini alla “jihad” , è un atto di tale disumanità
che non può essere ascritto a nessuna motivazione ideologica, politica,
religiosa o etnica che sia.. ...
Bruno Forte: Un sussulto di passione morale contro la barbarie--------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA""Abbiamo
un debito con i nostri telespettatori, dobbiamo dire la verità,
dobbiamo essere onesti intellettualmente, sempre ...Non trascurate le
vostre famiglie. Il lavoro non deve dominarci e nemmeno la malattia
..." Letizia Leviti
Merita senza dubbio di essere ascoltato il commovente messaggio di addio della giornalista Letizia Leviti alla redazione di SkyTg24 ... Video (Letizia Leviti)-------------------------------------------------------------- «Quel ragazzo ha compiuto
un’azione eroica, degna di onore. Il Comune gli è riconoscente e glielo
dimostrerà, non appena si sarà ripreso dalla sua terribile esperienza».
Parla il sindaco di Serravalle Alberto Carbone e ricorda il gesto del
ventunenne marocchino Abdellatif Araid, nei confronti di un’anziana
assalita dal dobermann di Andrea Verganesi, ora rinchiuso nel carcere
di Alessandria con l’accusa di tentato omicidio, per aver inferto una
coltellata al ventre del giovane.
«L’intervento di Araid dovrebbe essere esaltato come esempio di perfetta integrazione - prosegue Carbone che non cela le inevitabili polemiche sorte sull’episodio -. Serravalle ha bisogno di questi esempi, visto che è tra i paesi italiani che, in proporzione, accoglie una delle più alte percentuali di immigrati. Viviamo quindi quotidianamente contraddizioni e talvolta anche qualcosa di peggio. Quando è avvenuto l’accoltellamento in piazza Bosio, non abbiamo solo registrato il fatto di cronaca e il gesto altruistico di Abdellatif, ma anche molta indifferenza tra i presenti. In piazza ci sono due bar e una pizzeria dove in quel momento c’erano molte persone che sono rimaste a guardare. Noi però, come giunta, vogliamo premiare il ragazzo, invitandolo a una cerimonia che prepareremo in suo onore. Ma ricorderemo anche il soccorso dei militi della nostra Croce rossa che hanno salvato la vita al giovane distraendo quell’individuo dalla sua furia. Loro hanno chiamato le forze dell’ordine»...- Un premio al migrante eroe ferito per salvare un’anziana --------------------------------------------------------------- Per non dimenticare Rita Atria. Memoria e impegno
Il coraggio di Rita Atria ventiquattro anni dopo---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Le sue parole rimangono in noi... (S. Agostino) Fra le braccia di un amore affonda ogni esistenza... (Antonio Savone) ... Padre... Questo mi piace (vignetta GIOBA) La preghiera cristiana è innanzitutto ascolto... (Enzo Bianchi) Il credente non ha nessun padrone... (Ermes Ronchi) La parabola della zizzania, così lontana... (mons. Vincenzo Paglia) Queste due parabole insegnano che la conversione... (Enzo Bianchi) Il compito della Chiesa è la missione... (P. Lino Pedron) E' cosa buona attendere ai poveri... (S. Agostino)-------------------------------------------------------------- 26 luglio memoria liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna Oggi 26 luglio la Chiesa ricorda... (Papa Francesco)--------------------------------------------------------------
Il nostro pensiero va a P. Paolo Dall'Oglio di cui ormai da tre anni non si hanno notizie
L'unico mezzo per donare la propria vita... (P. Paolo Dall'Oglio) Ti aspettiamo Abuna Paolo! -------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME) LECTIO DIVINA 18-23 LUGLIO
SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ 4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
-------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 11,1-13
"Quando pregate, dite: Abba". La parola Padre,riferita
da Gesù a Dio, è presente nei Vangeli ben 185 volte, ed è
il grande dono che Gesù ci ha fatto, quello di poter chiamare Dio col
nome di Padre. E' la parola che, come fanno i bambini, riusciamo appena
a balbettare quando scopriamo di essere totalmente avvolti dalla sua
tenerezza che si esprime nella misericordia, nonostante la nostra
piccolezza, la nostra lontananza, nonostante il nostro peccato,
l'inganno che ci ha fatto fuggire da Lui.Abba è la realtà
ineffabile di un Dio che per sempre è il Padre nostro, da quando Gesù,
il Figlio, si è fatto nostro fratello. . ...
-------------------------------------------- Commento
XVII Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Genesi 18, 20-23; Salmo 137; Colossesi 2,12-14; Luca 11,1-13 ... Signore insegnaci a pregare. Pregare
è riconnettere la terra al cielo (M. Zundel), riattaccarci a Dio, come
si attacca la bocca alla fontana. Pregare è aprirsi, con la gioia
silenziosa e piena di pace della zolla che si offre all'acqua che la
vivifica e la rende feconda: «sappi che Tu mi sei segretamente ciò ch'è
la primavera per i fiori» (G. Centore). Pregare
è dare a Dio del padre, del papà innamorato dei suoi figli, e non del
signore, del re o del giudice. È un Dio che non si impone ma che sa di
abbracci; un Dio affettuoso, vicino, caldo, cui chiedere le poche cose
indispensabili per vivere bene. E
chiederle da fratelli, dimenticando le parole io e mio, perché sono
fuori dalla grammatica di Dio. Infatti nella preghiera che Gesù insegna
ci sono solo gli aggettivi “tuo” e “nostro”, sono lì come braccia
aperte. E la prima cosa da chiedere è questa: che il tuo nome sia santificato... La seconda cosa da chiedere: Venga il tuo regno, nasca la terra nuova come tu la sogni... E poi la terza cosa, ma viene solo per terza perché senza le prime due non ci basta: Dacci il pane nostro quotidiano... E
la quarta cosa: perdona i nostri peccati, togli tutto ciò che pesa sul
cuore e lo invecchia, ciò che di me ha fatto male agli altri, ciò che
degli altri ha fatto male a me, tutte le ferite che mantengo aperte...
E l'ultima cosa: Non abbandonarci alla tentazione...
-------------------------------------------- Dopo
oltre tre mesi di pellegrinaggio a piedi da Palermo fino a Roma,
portando la sua croce di legno in giro per l'Italia, Biagio Conte ieri
mattina (ndr. 20/07/2016) è stato ricevuto da Papa Francesco a Santa
Marta.
Il
laico col saio verde, fondatore della Missione Speranza e Carità, ha
percorso il cammino anche per trovare aiuto e superare gli ostacoli che
si sono frapposti nella sua opera al servizio dei più poveri. ...
(fonte: Arcidiocesi di Palermo)
video ...Prima
di partire gli occhi mi vanno su questa scritta preziosa... Non vi fate
rubare la speranza!... la speranza è Gesù e ci verrà in soccorso come
ieri, oggi e sempre...
PACE E SPERANZA A TUTTI!
video --------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Ma
quanto tempo passano su internet le suore, più o meno di clausura? O,
al contrario, perché attira tanto i media, e gli stessi social, l’idea
che papa Francesco vieti alle consacrate che vivono nei conventi di
frequentare facebook? In effetti i social ricorrono in quasi tutti i
titoli dedicati alla nuova costituzione apostolica promulgata ieri da
papa Bergoglio, la Vultum Dei Quaerere – la ricerca del volto di Dio,
dedicata alla vita contemplativa femminile. In
verità il testo non nomina i social, né tantomeno l’invenzione di Mark
Zuckeberg. Mi chiedo se in realtà non si potrebbe leggervi il
contrario. Che il Papa autorizza le suore a frequentare la «cultura
digitale», come viene definita. Esortando a un «prudente
discernimento», parola chiave del magistero di questo Pontefice. Perché
questa cultura «influisce in modo decisivo nella formazione del
pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con
le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità
contemplative. Certamente questi mezzi possono essere strumenti utili
per la formazione e la comunicazione». Posto che non deve diventare
strumento di «dissipazione», mi sembrerebbe più interessante
considerare che per la formazione delle contemplative non si esclude
che possano frequentare internet. ... Se Internet aiuta le suore a meditare********* «Visualizzato:
ore 14.45». Per fortuna il messaggio sulla chat di Facebook ha la
spunta. Madre Rosa Lupoli, nel silenzio del convento di clausura delle
Cappuccine di Napoli, ha letto la richiesta di intervista. Aveva 24
anni, una laurea in Lettere e giocava a pallavolo quando decise di
passare dal mare aperto di Ischia alle grate del Monastero delle
Trentatré (che intanto sono diventate tredici). Adesso ne ha 51, è un
autorevole riferimento spirituale e nel 2013 è stata tra le prime ad
aprire una pagina facebook dalla quale polemizzò con Luciana
Littizzetto che aveva ironizzato sull’abbraccio troppo «fisico» dato al
Papa da alcune sue colleghe di clausura. Ora ha aperto anche un profilo
personale ed è da lì che risponde. ... La suora: «Passo mezz’ora al giorno su Facebook. Mi chiedono conforto»-------------------------------------------- Monache per Dio e per questo mondo
Il
regalo di questo documento tanto atteso giunge a noi contemplative nel
giorno di Santa Maria Maddalena, celebrata, tra l’altro, per la prima
volta nella liturgia come festa e non come memoria. Una festa doppia
dunque, per il riconoscimento a una grande donna del Vangelo (patrona
della vita eremitica) e il riconoscimento a ciò che noi contemplative
rappresentiamo per il Santo Padre e per la Chiesa.
La
lettura di questo documento commuove perché rifonda il Monachesimo
nelle sue radici storiche e culturali, senza dimenticare le sfide
attuali, alle quali ogni Monastero va incontro, per la carenza di
vocazioni, per il difficile compito dell’educazione, per l’integrazione
tra le sollecitazioni del mondo esterno e le istanze della vita
contemplativa. Le prime parole che salgono al cuore dopo la lettura di
questo testo sono: entusiasmo e gratitudine.
Entusiasmo
per l’apertura al futuro, per le possibili vie di sviluppo che apre,
gratitudine perché il Santo Padre ci riporta all’essenziale.
...
L’abbiamo
scritto nelle nostre costituzioni quando ancora il mondo claustrale era
restio ad avventurarsi nel mondo internettiano, e ora siamo piene di
stupore nel vedere come la Chiesa, Madre, ci accompagni per mano nella
via già intrapresa facendosi eco delle nostre stesse esperienze.
Grazie
al Papa per la responsabilità alla quale ci consegna. Grazie per averci
promesso alla sfida dell’unità fra gli uomini a partire dall’unità fra
noi. Grazie per averci ricordato la grande missione consegnata nel
mattino di Pasqua a Maria di Magdala: abbiamo visto il Signore! Questo
è l’unico annuncio capace di parlare al cuore degli uomini, anche dei
nostri contemporanei.
Ritorno all'essenza di Maria Gloria Riva***********
Tanto
attesa, tanto sperata l’indicazione del percorso incarnato in cui le
contemplative si giocano la vita. L’unica vita. Perché giocarla male?
Perché non rispondere a quanto l’umanità e la Chiesa si attendono da
chi ha sentito risuonare nella coscienza la chiamata a seguire il
Signore in una forma così particolarmente strutturata?
...
Ci sono state donate ali per volare in alto, senza
timore di precipitare perché il vento che le sorregge è la Ruach, lo
Spirito che si libra sulle acque della creazione come l’uccello madre
si libra sul nido a proteggere i suoi piccoli.
...
Radicate
nella riscoperta “della centralità della Parola di Dio” che si irradia,
si diffonde come linfa vitale e alimenta “la vita, la preghiera, la
contemplazione, il cammino quotidiano” solo allora può fondarsi come
“principio di comunione” per le nostre comunità.
Si
viene creando una spiritualità, cioè una vita nello Spirito, come
afferma la Costituzione: “Basata sulla Parola di Dio, sulla forza della
vita sacramentale, sull’insegnamento del magistero della Chiesa e sugli
scritti dei vostri fondatori e fondatrici; una spiritualità che vi
faccia diventare figlie del cielo e figlie della terra, discepole e
missionarie, secondo il vostro stile di vita”.
Ali non tarpate da disposizioni leguleie, ali sorrette e pronte per spiccare il volo.
Vultum
Dei quaerere. Nella Costituzione di Papa Francesco alle contemplative
sono donate ali per volare in alto di Cristiana Dobner*--------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Pubblicato oggi sull'account Instagram di Papa Francesco 24/07/2016:
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