"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°29 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 23 al 29 luglio 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 5 agosto 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 





GMG 2016


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Aspettando Cracovia - Gmg 2016: Papa Francesco e i giovani in dieci frasi.


Gmg 2016: Papa Francesco e i giovani in dieci frasi. 
Aspettando Cracovia

Ad attendere il Papa a Cracovia ci saranno tra un milione e mezzo e due milioni di giovani, provenienti da 187 Paesi. Cosa dirà Francesco? Abbiamo azzardato una raccolta di "dieci frasi", tra quelle pronunciate a braccio in questi tre anni, aspettandolo in Polonia
Dal “fare chiasso”, pronunciato tre anni fa nella sua prima Gmg, allo “sporcatevi le mani” raccomandato ad alcuni studenti romani un mese fa. Sono alcune espressioni, sotto forma d’imperativo gioioso, rivolte ai giovani e pronunciate esclusivamente a braccio, come Francesco ama fare quando risponde alle loro domande o aggiunge un po’ di pepe ai suoi discorsi, lasciando da parte il testo scritto preparato per l’occasione. Abbiamo provato a stilare una raccolta di “dieci frasi”, in attesa di altre sorprese “fuori programma” che Papa Francesco potrà riservarci nei giorni della Gmg di Cracovia, durante i due incontri al Parco Jordan di Blonia (la cerimonia di accoglienza di giovedì 28 luglio e la Via Crucis di venerdì 29) e al Campus Misericordiae (la Veglia di sabato 30 e la Messa conclusiva di domenica 31). A fare il tifo per Francesco – stando alle previsioni ufficiali – si prevede una platea che oscilla tra il milione e mezzo e i due milioni di giovani, provenienti da 187 Paesi.
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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Preghiera alla Vergine e alla tomba di Giovanni Paolo II - Incontro con i bambini ammalati di cancro e con giovani rifugiati - Partenza e incontro con i giornalisti - "Il mondo è in guerra, perché ha perso la pace... Speriamo che i giovani ci dicano qualcosa che ci dia un po’ più di speranza, in questo momento." (testi, foto e video)


Come sua abitudine alla vigilia di un viaggio apostolico all’estero il Pontefice, dopo le ore 19, si è recato alla Basilica di Santa Maria Maggiore per sostare in preghiera davanti all’immagine della Vergine e chiedere la benedizione del Signore e della sua Madre sul prossimo viaggio in Polonia e sulla Giornata Mondiale della Gioventù.
Prima della partenza per la GMG di Cracovia in Polonia, mercoledì 27 luglio, alle ore 10, nella Basilica Vaticana e ha sostato in preghiera sulla tomba di san Giovanni Paolo II.
Ad accompagnarlo bambini e adolescenti che lottano contro il cancro dell’associazione Peter Pan
Poi alle 13.30, alla partenza da Casa Santa Marta per recarsi in auto a Fiumicino, il Pontefice è stato salutato da un gruppo di quindici giovani rifugiati, nove ragazzi e sei ragazze, di diverse nazionalità, giunti da poco in Italia e ancora privi di documenti che permettano di recarsi all’estero. I giovani, seguiti dall’Elemosineria Apostolica, hanno augurato al Papa un buon viaggio e una felice partecipazione alla Gmg, a cui essi non possono partecipare, ma a cui si uniscono spiritualmente.

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Durante il volo verso Cracovia il Papa, come di consueto, ha salutato brevemente i giornalisti del seguito.
  Il testo integrale dell'incontro con i giornalisti.
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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Arrivo a Cracovia - Incontro con le autorità - Incontro con i vescovi (testi, foto e video)

 27 luglio 2016 

Cerimonia di accoglienza
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  il testo integrale del discorso del Papa alle autorità
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  incontro con i vescovi
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Viaggio di Papa Francesco in Polonia - XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Dialogo con i giovani italiani: La pace costruisce ponti, l’odio è il costruttore dei muri... Questo è il programma di vita: fare ponti, ponti umani. - Saluto ai fedeli riuniti nella piazza antistante l'Arcivescovado: Domani ci vedremo, ci rivedremo. Voi fate il vostro dovere, che è fare chiasso tutta la notte… E far vedere la vostra gioia cristiana (testi, foto e video)

 27 luglio 2016 
  il testo integrale del dialogo del Papa con i giovani italiani
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Pochi minuti dopo il Santo Padre si è affacciato dalla finestra dell’Arcivescovado di Cracovia, dove fino a pochi giorni fa campeggiava il volto di Giovanni Paolo II, per un saluto ai pellegrini radunati nel prato antistante. Anche questo un appuntamento divenuto fisso nelle Gmg, nato inizialmente come gesto spontaneo di affetto da parte dei giovani al Successore di Pietro...
  testo del discorso del Papa
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‪#‎Krakow2016‬ -
«Qualcuno potrebbe pensare che sia una guerra di religione: no, noi tutte le religioni vogliamo la pace, la guerra la vogliono gli altri, capito? ... Non è tanto organica forse, organizzata sì non organica, dico, ma è guerra. Questo santo sacerdote è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria», ha esortato, «“ma quella è l'Africa”, ma è guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace».

  IL PAPA: «IL MONDO È IN GUERRA MA LE RELIGIONI NON C’ENTRANO»

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Papa Francesco alle 13.30, prima di recarsi in auto a Fiumicino, a Casa Santa Marta è stato salutato da un gruppo di quindici giovani rifugiati, nove ragazzi e sei ragazze, di diverse nazionalità, giunti da poco in Italia e ancora privi di documenti che permettano di recarsi all’estero. I giovani, seguiti dall’Elemosineria Apostolica, hanno augurato al Papa un buon viaggio e una felice partecipazione alla Gmg, a cui essi non possono partecipare, ma a cui si uniscono spiritualmente.

  video
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Papa Francesco sul volo verso la Polonia: "Non è guerra di religione, ma guerra di interessi"

  video
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Papa Francesco Discorso ai giovani GMG Blonia 28/07/2016

  I giovani hanno la forza di opporsi ai "quietisti"...

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Da solo e in silenzio. L'ingresso ad ‪#‎Auschwitz‬ ‪#‎GMG2016‬ ‪#‎WYD2016‬‪#‎krakow2016‬ ‪#‎GMG

  video

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Auschwitz 29/07/2016 - Papa Francesco in preghiera silenziosa nella cella della fame, in cui dopo una lunga agonia, San Massimiliano Kolbe, prendendo il posto di un padre di famiglia, fu ucciso con un'iniezione di acido fenico. 
Prima di morire disse al medico nazista che gli fece l'iniezione mortale:
“L'odio non serve a niente. Solo l'amore crea!”.


  Preghiera silenziosa nella cella della fame...

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Birkenau 29/07/2016 Papa Francesco in preghiera silenziosa 
Salmo 130
Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce...

  Preghiera silenziosa Salmo 130...

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Queste le uniche parole di Papa Francesco ad Auschwitz, non pronunciate, ma scritte nel libro d'onore 29/07/2016.

  Signore abbi pietà del tuo popolo!...

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Nell'accoglienza dell'emarginato che è ferito nel corpo e nell'accoglienza del peccatore che è ferito nell'anima si gioca la nostra credibilità di cristiani. No nelle idee!
Papa Francesco Via Crucis con i giovani della GMG - 29/07/2016

  Nell'accoglienza dell'emarginato...

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Gioia e dolore animeranno il grande viaggio che Papa Francesco si appresta a compiere in Polonia dal prossimo 27 fino al 31 luglio. La gioia di incontrare un milione e mezzo di giovani provenienti da ogni angolo del globo, in occasione della XXXI Giornata Mondiale della Gioventù fortemente legata al Giubileo della Misericordia. Il dolore del milione e mezzo di ebrei sterminati nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau: due luoghi di morte che il Papa, come i suoi predecessori, ha voluto inserire tra le tappe del suo pellegrinaggio. Un dolore davanti al quale Bergoglio non potrà far altro che rimanere in silenzio e chiedere a Dio “il dono delle lacrime”.

  Salvatore Cernuzio:   Il grande viaggio di Francesco in Polonia, tra la gioia dei giovani e il dolore di Auschwitz


Birkenau, il rabbino canta il salmo 130

  video

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I NOSTRI TEMPI


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"Il memoriale dell'odio" di Marina Corradi


Il memoriale dell'odio
di Marina Corradi
...  Bambini e vecchi, dunque, le vittime d’elezione del massacro.
Forse per questo la strage di Nizza lascerà un segno addirittura più profondo di quella del Bataclan: per la gioiosità inerme delle famiglie, colte e falciate in una notte di fuochi d’artificio. Come conferma la folla immensa che ha partecipato alla commemorazione delle vittime, sulla Promenade des Anglais. 
Ma proprio in margine a quella commemorazione sono comparse in tv e sul web delle immagini inconsuete: sul lungomare, un piccolo cumulo di rifiuti che di ora in ora si andava ingrossando. Lattine, sassi, cartacce deposti là dove una linea di vernice disegna il punto esatto in cui Mohamed Lahouaiej Bouhlel è morto sul suo camion. Abbiamo visto i passanti sfiorare questo piccolo memoriale dell’odio, e alcuni andarsene perplessi, altri, non pochi, gettare altri rifiuti, o sputare per terra; o lasciare vergato in rosso su un cartone: 'Crepa all’inferno'. 
La vista di questo contromemoriale, accanto a quelli dei fiori e delle candele, ci ha fatto sussultare...
Perché ci turba questo gesto, così piccolo a fronte della enormità perpetrata a Nizza? Mohamed Lahouaiej Bouhlel, assassino, forse in cerca di una presunta gloria da martire, non ha compiuto quanto di peggio possa fare un uomo? Certamente sì. Eppure, eppure ci sono codici non scritti, fra noi, che abitualmente si rispettano. La pietà, o almeno la non aggressività verso i morti, è fra questi codici del nostro Occidente in pace...
E questo ingenera smarrimento, all’idea di cosa potremmo diventare; ma anche paura, perché quel piccolo focolaio di odio ne alimenta altro, e c’è qualcosa di peggio perfino degli attentati o del terrorismo: l’odio nel cuore di un popolo, che insinua germi di guerra civile. Verrebbe da dire, guardando quelle immagini di sputi, quel fiore di odio, che in quest’ora c’è più bisogno che mai di cristiani. Che non sputino, non insultino i morti, e nemmeno gli assassini; che non promettano vendetta, che non si lascino travolgere e stravolgere, nel sospetto e nella paura, dall’accecamento che vede nemici in chiunque è diverso. C’è bisogno, per continuare a vivere in questi giorni di buio, di cristiani che non smettano di riconoscere in ciascuno un uomo, e un fratello.

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L'appello dei bambini siriani: “Trovateci e venite a salvarci”‪#‎PokemonInSyria‬.

Se nel resto del mondo l'ossessione per Pokémon Go sta dilagando ogni giorno che passa, e in alcuni casi sta perfino sfuggendo di mano, in un paese come la Siria dilaniato da cinque anni di guerra civile, i personaggi della saga animata sono stati impiegati per un altro scopo.
Nessuna applicazione scaricata su smartphone, ma un foglio da disegno su cui sono stati riprodotti Pikachu, Squirtle o altri, e in basso un messaggio in arabo molto chiaro che recita così: "Trovateci e venite a salvarci".
A esibire quei fogli da disegno alcuni bambini siriani protagonisti della campagna di sensibilizzazione lanciata su Twitter dall'organo di comunicazione delle forze rivoluzionarie siriane (The Revolutionary Forces of Syria Media Office) attraverso l'hashtag #PokemonInSyria. ...
  L'APPELLO DEI BAMBINI SIRIANI: INVECE DEI POKÉMON TROVATE E SALVATE NOI
Loro non stanno giocando. Basta guardarli negli occhi per capirlo. Anche se la loro età dovrebbe essere quella dedicata al gioco, loro, i bambini siriani, costretti in una guerra interminabile da oltre cinque anni, non possono farlo. E chiedono aiuto anche al fenomeno Pokémon Go. ...
(fonte: Vanity Fair «Invece dei Pokémon, trovate noi» di Alessia Arcolaci)
L’ultima stazione dell’orrore che ha inghiottito la Siria si chiama Manbij, città nella provincia settentrionale siriana di Aleppo, occupata dagli uomini del Deash e circondata dalle milizie curde. Trentacinque mila bambini vi sono rinchiusi, stretti in una gigantesca trappola. E rischiano di morire di fame. La Coalizione internazionale si prepara a intervenire. Con tanto di ultimatum, scritto in volantini lanciati sulla zona, ai miliziani jihadisti: «Via da Manbij entro 48 ore». 
La strage è continua. L’orrore quotidiano. ...
E gli attivisti siriani ricorrono persino ai Pokemon Go pur di attirare l’attenzione del mondo sulla tragedia siriana...
  I bambini siriani: «Salvate noi non i Pokemon»

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tweet di Enzo Bianchi del 22/07/2016
  La nostra convivenza è fragilissima...

Ancora attentati... Non stanchiamoci di pregare perché abbia fine questa violenza che continua a dilagare ovunque
  Attentato a Kabul, si aggrava il bilancio: 80 morti e 231 feriti

tweet di Enzo Bianchi del 24/07/2016
  Imprenditori dell'odio anti occidentale...

orrore senza fine... non stanchiamoci di pregare!!!!
Tweet di G. Bernardelli: Lebrun - vescovo di Rouen - dopo suo prete sgozzato stamattina: "La Chiesa non può imbracciare altre armi che la preghiera e la fraternità"
  Attacco a chiesa in Francia: a Rouen sgozzato padre Jacques Hamel mentre celebrava una messa


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Almeno due morti e diversi feriti, non si sa ancora chi abbia sganciato le bombe sulla struttura gestita da Save the Children

  Siria, bombardato un ospedale pediatrico a Idlib


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tweet del 26.07.2016 di Massimo Faggioli

  Che il martirio di #Rouen possa non trasformare...

tweet del 26.07.2016 di Roberto Zichittella

  La risposta della diocesi di #Metz...

‪#‎jesuiscatholique‬

  ... Ogni violenza sulla terra... (vignetta GIOBA)

"Rendiamo il mondo più umano", l'ultimo messaggio di padre Jaques Hamel ‪#‎JaquesHamel tweet del 26.07.2016 di Enzo Bianchi

  Il prete di Rouen sgozzato oggi...

tweet di Brunetto Salvarani 27/07/2016

 
‪#‎Rouen‬ Per un cristiano l'alternativa non é fra lavorare per il dialogo o chiudersi in se stesso, ma...

tweet del card. Gianfranco Ravasi 27/07/2016

 
Beati gli artefici di pace...

 ‪#‎messainfinita‬ don Jacques Hamel ‪#‎Rouen

  La Messa è infinita... (vignetta GIOBA)

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I cristiani sono nel mirino del terrorismo da anni... Il primo martire moderno è Oscar Romero, ucciso il 24 marzo 1980 mentre celebrava la Messa in un ospedale, colpevole di essersi opposto alla dittatura in Salvador
"Un vescovvo potrà morire - aveva detto - ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non morirà mai!
(Servizio TG2 RAI del 27.07.2016)

  video
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Venerdì sarà una giornata di digiuno e preghiera per la pace e per la Francia. È quanto ha deciso la Conferenza episcopale francese dopo i tragici fatti di Saint-Etienne-du-Rouvray. I vescovi invitano tutti i cattolici a partecipare alla preghiera esortandoli a non cedere ai sentimenti di odio. «L’Europa — ha sottolineato l’arcivescovo Georges Pontier, presidente della Conferenza episcopale — deve riscoprire i valori fondamentali di accoglienza. Il nostro motto: libertà, uguaglianza, fraternità, non deve valere solo per la Francia, ma deve valere per l’Europa. Il popolo francese deve reagire unito a questa sfida. Deve farlo nella diversità delle sue componenti etniche e religiose, nella reciproca fiducia e conoscenza. Non si costruiscano muri, ma si costruiscano ponti per le persone che arrivano qui»... Il rettore della Grande moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha affermato: «Voglio esprimere a nome dei musulmani di Francia il cordoglio profondo e lo smarrimento psicologico per questo sacrilegio blasfemo che è contrario a ogni insegnamento della nostra religione»...

  La reazione di tutte le comunità religiose - Per non cedere all’odio

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Le parole profetiche di madre Teresa e di Giovanni Paolo II. Chi ha paura non ha futuro


Chi ha paura non ha futuro
Il 2 gennaio 1991, poco prima della guerra del Golfo, madre Teresa di Calcutta scrisse una lettera aperta ai presidenti degli Stati Uniti e dell’Iraq in cui li supplicava «a nome dei poveri e di coloro che diventeranno tali se scoppierà la guerra» a farsi operatori di pace e a non scatenare un conflitto sanguinoso. E li ammoniva: «Potete vincere la guerra, ma quale ne sarebbe il costo in termini di vite umane, devastate, mutilate e annientate?». Dodici anni più tardi, nel gennaio del 2003, Giovanni Paolo II tenne un importante discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede affermando che «il dialogo ecumenico fra cristiani, e i contatti rispettosi con le altre religioni in particolare con l’islam costituiscono il migliore antidoto alle derive settarie, al fanatismo o al terrorismo religioso».
Parole inascoltate che acquistano oggi un significato profetico e mostrano al mondo due grandi insegnamenti.
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Di fronte al male la risposta dei cristiani non può che essere quella del loro Signore: Misericordia!

Di fronte al male 
di Giovanni Maria Vian
Sgomentano e colmano di dolore le notizie che si vanno moltiplicando dell’ultimo atroce attacco, rivendicato dal sedicente Stato islamico, a innocenti riuniti per pregare. Nella Francia settentrionale, nella parrocchia di un paese come tanti, un vecchio prete ottantaquattrenne, don Jacques Hamel, è stato ucciso senza pietà, come il servo sofferente descritto dall’antica profezia ebraica, e un fedele ferito in modo grave; poi i due autori di questo atto orrendo e ignobile sono stati uccisi dalle forze di sicurezza.
Ancora sangue, sangue su sangue, che si aggiunge a quello versato in molti luoghi, da troppo tempo, ma soprattutto nel Medio e nel Vicino oriente, in Africa, ora anche in Europa, spesso ostentando e dunque profanando apertamente il nome di Dio, comunque offeso e ferito ogni volta che si uccide un essere umano. ...
(fonte: L'Osservatore Romano)
... La Chiesa cattolica non può prendere altre armi che la preghiera e la fraternità tra gli uomini. Lascio qui centinaia di giovani che sono l'avvenire dell'umanità. Io domando loro di non arrendersi alla violenza e di diventare apostoli della civiltà dell'amore".
E di amore e di perdono parla anche monsignor Pontier, arcivescovo di Marsiglia. "Rigettiamo il sentimento di vendetta, in molti cercano di mettere divisioni tra noi, ma questo non è un percorso cristiano, la fraternità è la nostra forza, e se mette in discussione questo principio si andrà verso la distruzione".
  Il presidente dei vescovi alla Gmg:colpiti, ma la risposta è la fraternità
Intervista al Vescovo di Rouen Mons. Dominique Lebrun
Il presule ha ricordato con emozione e affetto la figura del parroco, don Jacques Hamel, 84 anni, sgozzato nella chiesa in cui stava celebrando Messa. L'arcivescovo era arrivato a Cracovia per partecipare con i suoi giovani alla Gmg. Appresa la tragica notizia ha fatto subito rientro in Francia: «lascio qui centinaia di ragazzi ai quali chiedo di diventare apostoli della civltà dell'amore».
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Rouen, vescovi italiani: non arrendersi chiusura e vendetta
...La notizia proveniente dalla Normandia viene ad aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora una volta, il messaggio evangelico e l’esperienza della Chiesa diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di vendetta, ma per costruire - con una rinnovata testimonianza di fede - una società riconciliata e aperta alla speranza.
(fonte: Avvenire)

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"Il tuo sangue, padre Hamel, sia seme di pace e speranza" di Maurizio Patriciello


Il tuo sangue versato, caro sacerdote di Cristo, Jacques Hamel, sia seme di pace e di speranza. Hai celebrato la Messa per più di mezzo secolo. Hai obbligato, migliaia di volte, Cristo a scendere sull’Altare. A farsi cibo da mangiare. Carne viva che dona vita. 
...
Caro confratello, non faccio fatica a calarmi nel tuo mondo. Per niente. Il tuo mondo è anche il mio. È il mondo di milioni di persone di buona volontà. Che prima di cambiare gli altri, sanno di dover cambiare se stesse. Il mondo di chi, anche davanti alla morte, non cede alla tentazione di imboccare una scorciatoia. Non si tira indietro. Non maledice. Non si vendica. C’è una sola strada per la quale camminare. O lo facciamo insieme o siamo destinati a soffrire e far soffrire. A morire e condannare a morte. 
La strada da imboccare senza indugio è quella della riconciliazione, del dialogo, del perdono, della condivisione, dell’amore. Non stiamo soffrendo per avere amato troppo. Stiamo morendo per avere amato poco. Non stiamo pagando il prezzo per essere stati troppo religiosi, al contrario, lo siamo stati troppo poco. Il cuore dell’ uomo non si accontenta mai. Vuole sempre di più. E quel di più, in un modo o in un altro, è costretto a sottrarlo agli altri. E nascono le guerre. Tutti vogliono essere felici. La felicità ti mette le ali ai piedi. È la spinta ad andare oltre. A tentare l’ impossibile. A lavorare e sudare. Ma nessuna parvenza di “felicità” può essere verace se viene sottratta a un altro.
...
Che la tua morte, preziosa e tragica, possa riportare la pace e la concordia a questa nostra umanità smarrita e affranta. Che la tua offerta, come profumo di incenso, possa salire presso il trono di Dio e intercedere per noi. Che il tuo sacrificio possa convincere tutti i credenti di tutte le religioni che dirsi figli di Dio e non riconoscersi fratelli è una bestemmia delle più blasfeme. Grazie, fratello sacerdote. Per la tua fedeltà. La tua fede. La tua vita consacrata a Cristo. Per il servizio che hai reso alla Chiesa e all’umanità.
  Il tuo sangue, padre Hamel, sia seme di pace e speranza

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L'ultimo scritto di padre Hamel: «Rendiamo il mondo più fraterno»


Lo scorso 6 giugno padre Hamel, assassinato il 26 luglio in chiesa a Rouen, aveva pubblicato un editoriale sul bollettino parrocchiale. Un appello profetico ad approfittare delle vacanze estive per rendere il mondo più umano con la preghiera e la misericordia. 
L'ultimo scritto di padre Hamel:
«Rendiamo il mondo più fraterno»
...Le vacanze sono un tempo per prendere le distanza dalle nostre occupazioni abituali. Ma non sono una semplice parentesi. Sono un momento di relax, ma anche di rigenerazione, di incontri, di condivisione, di convivialità.
 Un tempo di rigenerazione. ...
L'augurio è che possiamo in quei momenti sentire l'invito di Dio a prenderci cura di questo mondo, a farne, là dove viviamo, un mondo più caloroso, più umano, più fraterno.
Un tempo di incontro...
Un tempo di condivisione...
Anche un tempo di preghiera. Attenti a ciò che avverrà nel nostro mondo in quel momento. Preghiamo per coloro che ne hanno più bisogno, per la pace, per un migliore vivere insieme.
Sarà ancora l'anno della misericordia. Cerchiamo di avere un cuore attento alle cose belle, a ciascuno e a tutti coloro che rischiano di sentirsi un po' più soli.
Che le vacanze ci consentano di fare il pieno di gioia, di amicizia e di rigenerazione. Allora potremo, meglio provvisti, riprendere la strada insieme.
Buone vacanze a tutti!.  ​Padre Jacques
  Chi era padre Hamel
La Vie, settimanale cattolico francesce a diffusione nazionale, nella sua edizione online ha dedicato al sacerdote un ritratto titolato Jacques Hamel, curato di campagna e martire. (articolo e video in francese)

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La mia lettera ai fratelli musulmani: denunciamo chi sceglie il terrore di TAHAR BEN JELLOUN


L'appello di Tahar Ben Jelloun. "Dobbiamo scendere in massa nelle piazze e unirci contro Daesh". "Non abbiamo bisogno di obbligare le nostre donne a coprirsi come fantasmi neri"
... Così come non abbiamo il diritto di lasciar fare questi criminali, se decidono che la loro vita non ha più importanza e la offrono a Daesh.
Non solo: dobbiamo denunciare chi tra noi è tentato da questa criminale avventura. Non è delazione, ma al contrario un atto di coraggio, per garantire la sicurezza a tutti. Sapete bene che in ogni massacro si contano tra le vittime musulmani innocenti. Dobbiamo essere vigilanti a 360 gradi. Perciò è necessario che le istanze religiose si muovano e facciano appello a milioni di cittadini appartenenti alla casa dell'Islam, credenti o meno, perché scendano nelle piazze per denunciare a voce alta questo nemico, per dire che chi sgozza un prete fa scorrere il sangue dell'innocente sul volto dell'Islam.
Se continuiamo a guardare passivamente ciò che si sta tramando davanti a noi, presto o tardi saremo complici di questi assassini.
Apparteniamo alla stessa nazione, ma non per questo siamo "fratelli". Oggi però, per provare che vale la pena di appartenere alla stessa casa, alla stessa nazione, dobbiamo reagire. Altrimenti non ci resterà altro che fare le valigie e tornare al Paese natale.

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Una chiesa profanata dalla violenza; un prete ucciso mentre celebra la Messa; fedeli e religiose colpiti... L’abbiamo visto in tutto il mondo, l’abbiano già visto anche in Francia quando frére Roger fu accoltellato a morte durante la preghiera dei vespri a Taizé. Non avremmo mai voluto vederlo ancora, qui, in Europa. Ma è accaduto. È un gesto rivelatore della disumanità dei terroristi e della loro assoluta mancanza di senso religioso, che invece abita in molti musulmani con il rispetto degli «uomini di Dio» e della preghiera.

 
Andrea Riccardi: 
  Terrorismo e fede: la Messa non è finita

Quello che è avvenuto nella Chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, nei pressi di Rouen in Normandia, dove un prete di 86 anni, il parroco del posto, è stato sgozzato e varie persone sono state ferite da assalitori fanatici, ritenuti vicini alla “jihad” , è un atto di tale disumanità che non può essere ascritto a nessuna motivazione ideologica, politica, religiosa o etnica che sia.. ...

 
Bruno Forte: 
   Un sussulto di passione morale contro la barbarie

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"Abbiamo un debito con i nostri telespettatori, dobbiamo dire la verità, dobbiamo essere onesti intellettualmente, sempre ...Non trascurate le vostre famiglie. Il lavoro non deve dominarci e nemmeno la malattia ..." Letizia Leviti
Merita senza dubbio di essere ascoltato il commovente messaggio di addio della giornalista Letizia Leviti alla redazione di SkyTg24
...

  Video (Letizia Leviti)

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«Quel ragazzo ha compiuto un’azione eroica, degna di onore. Il Comune gli è riconoscente e glielo dimostrerà, non appena si sarà ripreso dalla sua terribile esperienza». Parla il sindaco di Serravalle Alberto Carbone e ricorda il gesto del ventunenne marocchino Abdellatif Araid, nei confronti di un’anziana assalita dal dobermann di Andrea Verganesi, ora rinchiuso nel carcere di Alessandria con l’accusa di tentato omicidio, per aver inferto una coltellata al ventre del giovane. 
«L’intervento di Araid dovrebbe essere esaltato come esempio di perfetta integrazione - prosegue Carbone che non cela le inevitabili polemiche sorte sull’episodio -. Serravalle ha bisogno di questi esempi, visto che è tra i paesi italiani che, in proporzione, accoglie una delle più alte percentuali di immigrati. Viviamo quindi quotidianamente contraddizioni e talvolta anche qualcosa di peggio. 
Quando è avvenuto l’accoltellamento in piazza Bosio, non abbiamo solo registrato il fatto di cronaca e il gesto altruistico di Abdellatif, ma anche molta indifferenza tra i presenti. In piazza ci sono due bar e una pizzeria dove in quel momento c’erano molte persone che sono rimaste a guardare. Noi però, come giunta, vogliamo premiare il ragazzo, invitandolo a una cerimonia che prepareremo in suo onore. Ma ricorderemo anche il soccorso dei militi della nostra Croce rossa che hanno salvato la vita al giovane distraendo quell’individuo dalla sua furia. Loro hanno chiamato le forze dell’ordine»...-


  Un premio al migrante eroe ferito per salvare un’anziana

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Per non dimenticare Rita Atria. Memoria e impegno

 
Il coraggio di Rita Atria ventiquattro anni dopo

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Le sue parole rimangono in noi... (S. Agostino)
  Fra le braccia di un amore affonda ogni esistenza... (Antonio Savone)
  ... Padre... Questo mi piace  (vignetta GIOBA)
  La preghiera cristiana è innanzitutto ascolto...  (Enzo Bianchi)
  Il credente non ha nessun padrone... (Ermes Ronchi)
  La parabola della zizzania, così lontana... (mons. Vincenzo Paglia)
 
Queste due parabole insegnano che la conversione... (Enzo Bianchi)
 
Il compito della Chiesa è la missione... (P. Lino Pedron)
  E' cosa buona attendere ai poveri... (S. Agostino)

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26 luglio memoria liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna
  Oggi 26 luglio la Chiesa ricorda... (Papa Francesco)

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Il nostro pensiero va a P. Paolo Dall'Oglio di cui ormai da tre anni non si hanno notizie
  L'unico mezzo per donare la propria vita... (P. Paolo Dall'Oglio)
  Ti aspettiamo Abuna Paolo!

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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SPIRITUALITÀ - INCONTRI PER L’ESTATE – 2016 promossi dalla FRATERNITÀ CARMELITANA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO (ME)   LECTIO DIVINA  18-23 LUGLIO  SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ  4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Giugno 2016: "Perché gli anziani, gli emarginati e le persone sole trovino, anche nelle grandi città, opportunità di incontro e di solidarietà." (videomessaggio)

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Vangelo: Lc 11,1-13
"Quando pregate, dite: Abba". La parola Padre,riferita da Gesù a Dio, è presente nei Vangeli ben 185 volte, ed è il grande dono che Gesù ci ha fatto, quello di poter chiamare Dio col nome di Padre. E' la parola che, come fanno i bambini, riusciamo appena a balbettare quando scopriamo di essere totalmente avvolti dalla sua tenerezza che si esprime nella misericordia, nonostante la nostra piccolezza, la nostra lontananza, nonostante il nostro peccato, l'inganno che ci ha fatto fuggire da Lui.Abba è la realtà ineffabile di un Dio che per sempre è il Padre nostro, da quando Gesù, il Figlio, si è fatto nostro fratello. . ...

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"Nel «Padre nostro» Gesù ci insegna la grammatica di Dio" di p. Ermes Ronchi - XVII Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XVII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture: Genesi 18, 20-23; Salmo 137; Colossesi 2,12-14; Luca 11,1-13
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Signore insegnaci a pregare. 
Pregare è riconnettere la terra al cielo (M. Zundel), riattaccarci a Dio, come si attacca la bocca alla fontana. Pregare è aprirsi, con la gioia silenziosa e piena di pace della zolla che si offre all'acqua che la vivifica e la rende feconda: «sappi che Tu mi sei segretamente ciò ch'è la primavera per i fiori» (G. Centore).
Pregare è dare a Dio del padre, del papà innamorato dei suoi figli, e non del signore, del re o del giudice. È un Dio che non si impone ma che sa di abbracci; un Dio affettuoso, vicino, caldo, cui chiedere le poche cose indispensabili per vivere bene.
E chiederle da fratelli, dimenticando le parole io e mio, perché sono fuori dalla grammatica di Dio. Infatti nella preghiera che Gesù insegna ci sono solo gli aggettivi “tuo” e “nostro”, sono lì come braccia aperte.
E la prima cosa da chiedere è questa: che il tuo nome sia santificato...
La seconda cosa da chiedere: Venga il tuo regno, nasca la terra nuova come tu la sogni...
E poi la terza cosa, ma viene solo per terza perché senza le prime due non ci basta: Dacci il pane nostro quotidiano...
E la quarta cosa: perdona i nostri peccati, togli tutto ciò che pesa sul cuore e lo invecchia, ciò che di me ha fatto male agli altri, ciò che degli altri ha fatto male a me, tutte le ferite che mantengo aperte...
E l'ultima cosa: Non abbandonarci alla tentazione...

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Biagio Conte ritorna a Palermo dopo tre mesi di pellegrinaggio a piedi fino a Roma per ricevere l'abbraccio di Papa Francesco


Dopo oltre tre mesi di pellegrinaggio a piedi da Palermo fino a Roma, portando la sua croce di legno in giro per l'Italia, Biagio Conte ieri mattina (ndr. 20/07/2016) è stato ricevuto da Papa Francesco a Santa Marta. 
Il laico col saio verde, fondatore della Missione Speranza e Carità, ha percorso il cammino anche per trovare aiuto e superare gli ostacoli che si sono frapposti nella sua opera al servizio dei più poveri. ...
(fonte: Arcidiocesi di Palermo)
  video
...Prima di partire gli occhi mi vanno su questa scritta preziosa... Non vi fate rubare la speranza!... la speranza è Gesù e ci verrà in soccorso come ieri, oggi e sempre...
PACE E SPERANZA A TUTTI!
  video

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni



  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


COSTITUZIONE APOSTOLICA VULTUM DEI QUAERERE SULLA VITA CONTEMPLATIVA FEMMINILE - Niente internet per le suore di clausura?

Ma quanto tempo passano su internet le suore, più o meno di clausura? O, al contrario, perché attira tanto i media, e gli stessi social, l’idea che papa Francesco vieti alle consacrate che vivono nei conventi di frequentare facebook? In effetti i social ricorrono in quasi tutti i titoli dedicati alla nuova costituzione apostolica promulgata ieri da papa Bergoglio, la Vultum Dei Quaerere – la ricerca del volto di Dio, dedicata alla vita contemplativa femminile.
In verità il testo non nomina i social, né tantomeno l’invenzione di Mark Zuckeberg. Mi chiedo se in realtà non si potrebbe leggervi il contrario. Che il Papa autorizza le suore a frequentare la «cultura digitale», come viene definita. Esortando a un «prudente discernimento», parola chiave del magistero di questo Pontefice. Perché questa cultura «influisce in modo decisivo nella formazione del pensiero e nel modo di rapportarsi con il mondo e, particolarmente, con le persone. Questo clima culturale non lascia immuni le comunità contemplative. Certamente questi mezzi possono essere strumenti utili per la formazione e la comunicazione». Posto che non deve diventare strumento di «dissipazione», mi sembrerebbe più interessante considerare che per la formazione delle contemplative non si esclude che possano frequentare internet.
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  Se Internet aiuta le suore a meditare
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«Visualizzato: ore 14.45». Per fortuna il messaggio sulla chat di Facebook ha la spunta. Madre Rosa Lupoli, nel silenzio del convento di clausura delle Cappuccine di Napoli, ha letto la richiesta di intervista. Aveva 24 anni, una laurea in Lettere e giocava a pallavolo quando decise di passare dal mare aperto di Ischia alle grate del Monastero delle Trentatré (che intanto sono diventate tredici). Adesso ne ha 51, è un autorevole riferimento spirituale e nel 2013 è stata tra le prime ad aprire una pagina facebook dalla quale polemizzò con Luciana Littizzetto che aveva ironizzato sull’abbraccio troppo «fisico» dato al Papa da alcune sue colleghe di clausura. Ora ha aperto anche un profilo personale ed è da lì che risponde. ...
  La suora: «Passo mezz’ora al giorno su Facebook. Mi chiedono conforto»

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Monache per Dio e per questo mondo
Il regalo di questo documento tanto atteso giunge a noi contemplative nel giorno di Santa Maria Maddalena, celebrata, tra l’altro, per la prima volta nella liturgia come festa e non come memoria. Una festa doppia dunque, per il riconoscimento a una grande donna del Vangelo (patrona della vita eremitica) e il riconoscimento a ciò che noi contemplative rappresentiamo per il Santo Padre e per la Chiesa.
La lettura di questo documento commuove perché rifonda il Monachesimo nelle sue radici storiche e culturali, senza dimenticare le sfide attuali, alle quali ogni Monastero va incontro, per la carenza di vocazioni, per il difficile compito dell’educazione, per l’integrazione tra le sollecitazioni del mondo esterno e le istanze della vita contemplativa. Le prime parole che salgono al cuore dopo la lettura di questo testo sono: entusiasmo e gratitudine. 
Entusiasmo per l’apertura al futuro, per le possibili vie di sviluppo che apre, gratitudine perché il Santo Padre ci riporta all’essenziale. 
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L’abbiamo scritto nelle nostre costituzioni quando ancora il mondo claustrale era restio ad avventurarsi nel mondo internettiano, e ora siamo piene di stupore nel vedere come la Chiesa, Madre, ci accompagni per mano nella via già intrapresa facendosi eco delle nostre stesse esperienze.
Grazie al Papa per la responsabilità alla quale ci consegna. Grazie per averci promesso alla sfida dell’unità fra gli uomini a partire dall’unità fra noi. Grazie per averci ricordato la grande missione consegnata nel mattino di Pasqua a Maria di Magdala: abbiamo visto il Signore! Questo è l’unico annuncio capace di parlare al cuore degli uomini, anche dei nostri contemporanei.
  Ritorno all'essenza di Maria Gloria Riva*
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Tanto attesa, tanto sperata l’indicazione del percorso incarnato in cui le contemplative si giocano la vita. L’unica vita. Perché giocarla male? Perché non rispondere a quanto l’umanità e la Chiesa si attendono da chi ha sentito risuonare nella coscienza la chiamata a seguire il Signore in una forma così particolarmente strutturata?
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Ci sono state donate ali per volare in alto, senza timore di precipitare perché il vento che le sorregge è la Ruach, lo Spirito che si libra sulle acque della creazione come l’uccello madre si libra sul nido a proteggere i suoi piccoli.
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Radicate nella riscoperta “della centralità della Parola di Dio” che si irradia, si diffonde come linfa vitale e alimenta “la vita, la preghiera, la contemplazione, il cammino quotidiano” solo allora può fondarsi come “principio di comunione” per le nostre comunità.
Si viene creando una spiritualità, cioè una vita nello Spirito, come afferma la Costituzione: “Basata sulla Parola di Dio, sulla forza della vita sacramentale, sull’insegnamento del magistero della Chiesa e sugli scritti dei vostri fondatori e fondatrici; una spiritualità che vi faccia diventare figlie del cielo e figlie della terra, discepole e missionarie, secondo il vostro stile di vita”.
Ali non tarpate da disposizioni leguleie, ali sorrette e pronte per spiccare il volo.
    Vultum Dei quaerere. Nella Costituzione di Papa Francesco alle contemplative sono donate ali per volare in alto di  Cristiana Dobner*

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 FRANCESCO
 


SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


Pubblicato oggi sull'account Instagram di Papa Francesco

24/07/2016:

  Prego per tutte le vittime del terrorismo nel mondo...

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Tweet

25/07/2016:

  Cari giovani, benedico i vostri passi verso Cracovia...


25/07/2016:

  Cari giovani, offriamo al mondo un mosaico...

27/07/2016:

  Viviamo insieme la GMG di Cracovia...

28/07/2016:

  Il Signore sta in mezzo a noi...

  Il Signore ama calarsi nelle nostre vicende...

  Un cuore misericordioso ha il coraggio...

  E' Gesù Cristo che ci spinge ad alzare lo sguardo...


29/07/2016:

  Quanto vorrei che fossimo capaci...

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  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


"Nella preghiera siamo in due: Dio e io a lottare insieme per le cose importanti." Papa Francesco Angelus 24 luglio 2016 (testo e video)


Angelus del 24 luglio 2016,

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di questa domenica (Lc 11,1-13) si apre con la scena di Gesù che prega da solo, in disparte; quando finisce, i discepoli gli chiedono: «Signore, insegnaci a pregare» (v. 1); ed Egli risponde: «Quando pregate, dite: “Padre…”» (v. 2). Questa parola è il “segreto” della preghiera di Gesù, è la chiave che Lui stesso ci dà perché possiamo entrare anche noi in quel rapporto di dialogo confidenziale con il Padre che ha accompagnato e sostenuto tutta la sua vita.
All’appellativo “Padre” Gesù associa due richieste: «sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno» (v. 2). La preghiera di Gesù, e quindi la preghiera cristiana, è prima di tutto un fare posto a Dio, lasciandogli manifestare la sua santità in noi e facendo avanzare il suo regno, a partire dalla possibilità di esercitare la sua signoria d’amore nella nostra vita. ...
...
In queste ore il nostro animo è ancora una volta scosso da tristi notizie relative a deplorevoli atti di terrorismo e di violenza, che hanno causato dolore e morte. Penso ai drammatici eventi di Monaco in Germania e di Kabul in Afghanistan, dove hanno perso la vita numerose persone innocenti.
Sono vicino ai familiari delle vittime e ai feriti. Vi invito ad unirvi alla mia preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di bene e di fraternità. Quanto più sembrano insormontabili le difficoltà e oscure le prospettive di sicurezza e di pace, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera.
Dopo l'Angelus
Cari fratelli e sorelle,
in questi giorni tanti giovani, da ogni parte del mondo, si stanno incamminando verso Cracovia, dove avrà luogo la Trentunesima Giornata Mondiale della Gioventù. Anch’io partirò mercoledì prossimo, per incontrare questi ragazzi e ragazze e celebrare con loro e per loro il Giubileo della Misericordia, con l’intercessione di san Giovanni Paolo II. Vi chiedo di accompagnarci con la preghiera.
  testo integrale
  video integrale

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