"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°31 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 6 al 12 agosto 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 19 agosto 2016
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SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"RICORDARE PER RITROVARE L'UMANITÀ' !!
L'8 agosto di 60 anni fa, nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle (Belgio) a causa di un incendio, persero la vita 262 persone, di cui 136 italiani. QUANDO I SENZA DIRITTI ERAVAMO NOI.
Il cartello dice: Nè cani nè italiani... (vignetta)--------------------------------------------------------------- L’8
agosto 1956 in quella miniera belga morirono 262 giovani di 12
nazionalità, 136 erano italiani. Una tragedia europea anche perché il
carbone serviva a risollevare le sorti del nostro Paese e del
Continente. Chi ignora questa storia non capirà i migranti
Paolo Di Stefano: Perché è importante far conoscere Marcinelle ai ragazzi di oggi--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)....
Quando
capiremo davvero la follia della guerra? Quando smetteremo (Italia in
prima fila) di vendere armi a mezzo mondo, compresi quegli Stati che,
si sa, sono i principali sostenitori dell’Isis: Arabia Saudita e Qatar. Quando? Ce lo chiedono in tanti che vivono in quella terra: chiudete i rubinetti delle armi!
Oggi
il pensiero va alle tante famiglie di Mosul, Alqosh, Karamles, Batnaia,
Kirkuk… che mi hanno accolto come un fratello, ai tanti amici Iracheni
e Siriani: dal Patriarca di Baghdad Sako, al Vescovo di Aleppo Audo, da
p. Paolo Dall’Oglio a p. Ziad e p. Mourad SJ di Aleppo.
Ma, a quanto pare, c’è chi pensa che una nuova guerra in Libia sia una buona soluzione..
Ha
ragione papa Francesco: “Mentre il popolo soffre, incredibili quantità
di denaro vengono spese per fornire le armi ai combattenti. E alcuni
dei paesi fornitori di queste armi, sono anche fra quelli che parlano
di pace. Come si può credere a chi con la mano destra ti accarezza e
con la sinistra ti colpisce?” (5 luglio 2016).
Ma, oggi, è anche la festa della Trasfigurazione, c’è una Luce! Una Luce di vita per ogni creatura.
Guarda il video-messaggio di Papa Francesco in occasione della campagna di Caritas Internationalis per la pace in Siria 5 luglio 2016 video
-------------------------------------------- Sono
migliaia i ragazzi che, nel periodo di vacanze, decidono di offrire il
loro tempo a favore di chi è meno fortunato o per promuovere la cultura
della legalità. Le esperienze di Caritas Padova, Libera e Ipsia Acli
L’estate
per molti giovani è il momento giusto per dedicarsi ad attività ed
esperienze di volontariato, mettendo a disposizione tempo, competenze,
impegno, volontà in progetti concreti di vicinanza, sostegno, aiuto,
conoscenza, progettazione. “Mettersi al servizio dell’altro e della società”: ecco il fil rouge che accompagna queste iniziative, che sono promosse da Caritas diocesane e associazioni. ... -------------------------------------------Per
il Nunzio apostolico in Siria, mons. Mario Zenari, quando il Santo
Padre, domenica scorsa nel dopo-Angelus, con riferimento alla guerra
siriana che si prolunga da ormai cinque anni, ha denunciato la
"mancanza di volontà di pace dei potenti", ha messo il dito sulla vera
ragione di questa orrenda tragedia, premesso che le guerre abbiano una
ragione. «Purtroppo, ha dichiarato ieri il Nunzio ai microfoni della
Radio Vaticana, la Siria è divenuta un campo di battaglia per interessi
geopolitici regionali e internazionali.
Sempre
di più è diventato evidente che è una guerra per procura; è una guerra
molto complicata e qui si esigerebbe – come dice anche il Papa – una
volontà più forte, più decisa da parte dei potenti per poter calmare
questa terribile guerra. E come in ogni guerra per procura, come diceva
il successore di mons. Oscar Romero in El Salvador, mons. Arturo Rivera
y Damas, "le potenze offrono le armi e i popoli i morti". In Siria
purtroppo questa regola è pane quotidiano. Tra le migliaia di vittime,
morti, mutilati, profughi ... i civili innocenti, non belligeranti,
sono la stragrande maggioranza e intanto le potenze mondiali e
regionali, le loro diplomazie, non riescono a trovare una via per
umanizzare e soprattutto chiudere questo conflitto.»
L'orrore di Aleppo.
... Per approfondire:
video-------------------------------------------LA TAVOLA DELLA PACE:
«UN ERRORE POLITICO I NOSTRI MILITARI IN LIBIA» Uomini
del Reggimento “Col Moschin”, del Comando subacquei e incursori, del
Gruppo intervento speciale dei Carabinieri e dell’Aeronautica. Poche
decine di militari che non dipendono dai comandi della Coalizione
internazionale, ma rispondono direttamente ai servizi segreti. Flavio
Lotti, della Tavola della Pace: «Partecipare alla guerra in Libia non
ci metterà al sicuro, ma ci esporrà a nuovi pericoli».
Gli
americani dicono “boots on the ground”, stivali sul terreno, quando
fanno riferimento alla presenza di militari in un teatro di guerra. Tra
gli stivali che stanno calcando il rovente suolo della Libia ci sono
anche quelli delle forze speciali italiane, impegnate a sostenere il
Governo libico di Fayez al-Sarraj nelle operazioni militari contro
l'Isis. Le forze italiane comprendono uomini del Reggimento “Col
Moschin”, degli incursori del Comsubin (Comando subacquei e incursori),
del Gruppo intervento speciale dei Carabinieri, del gruppo incursori
dell’ Aeronautica.
Si tratterebbe di poche decine di militari. ...
*****
Da
più di cinque anni, la guerra che sta devastando tante parti del mondo
infuria anche in Libia, a pochi chilometri da casa nostra. Fermiamola!
Non lasciamoci coinvolgere! Resistiamo alla guerra!
Aderisci
all’appello della Tavola della pace e della Rete della pace e aiutaci
ad organizzare una grande Marcia della pace da Perugia ad Assisi il
prossimo 9 ottobre. Tra i primi firmatari dell’appello ci sono d. Luigi
Ciotti, p. Alex Zanotelli e p. Egidio Canil.
Resistiamo alla guerra!
La guerra continua e ci minaccia sempre più da vicino. Resistiamo alla guerra! Non lasciamoci coinvolgere! Fermiamola!
...
Ma non si può parlare di pace e fare la guerra.
Resistere
alla guerra, soccorrere le vittime, proteggere la popolazione,
accogliere i rifugiati, contrastare i traffici di ami, riunire tutte le
istituzioni e forze sociali che vogliono la pace, aprire un dialogo
costruttivo con tutti, mobilitare tutte le risorse della politica,
della diplomazia e della società civile... le strade della pace sono
difficili ma non impossibili. Percorriamole tutte, prima che sia troppo
tardi.
Noi ci sentiamo responsabili e vogliamo fare la nostra parte. Poco o tanto che sia.
...
Leggi l'appello della Tavola della pace e della Rete della pace:
Libia, Resistiamo alla guerra. Non lasciamoci coinvolgere! Fermiamola-------------------------------------------- Da profugo curdo a cardiochirurgo
"Ho ridato un cuore a mille bambini"
...
Halkawt Nuri, 35 anni, è curdo e se oggi è un vero talento della cardiochirurgia pediatrica lo deve nell’odine alla guerra, alla sua famiglia e all’Italia. «Sono nato nella capitale Erbil nel 1980 e già pochi giorni dopo è scoppiata la guerra tra Iran e Iraq – racconta –. La mia infanzia era scandita da bombe e morti, mio padre restava nascosto in casa per non essere preso e mandato a combattere contro gli iraniani in una guerra non nostra». Quella di Nuri era una bella famiglia, ricca delle cose essenziali, amore e cultura. ... Tra Italia, Stati Uniti e Kurdistan sono ormai oltre 1.100 gli interventi cui ha preso parte come primo operatore o come aiuto, e dietro ognuno c’è una vita unica e irripetibile. «Sono quasi sempre operazioni rischiosissime, ma l’alternativa è lasciarli morire senza nemmeno provare o dare loro una possibilità. Come medici crediamo che una chance vada data a tutti, se necessario ci inventiamo gli attrezzi, in Paesi in cui non esiste nulla non vai per il sottile...». Lì ci sono file di genitori in attesa, non cordate di avvocati pronti a querele, ma Nuri risponde deciso: «L’avvocato sono io stesso, in coscienza devo sapere che ho fatto di tutto: i pazienti sono sempre tre, il bambino e i due genitori, bisogna informarli onestamente, accudirli, tenere viva la speranza». Operazioni che durano dalle 6 alle 8 ore, ma alla fine se salvi una vita ricevi il dono più grande. «Ho visto risorgere pazienti con un 1% di speranza». In fondo è la sua personale guerra da islamico contro l’Isis, «loro a sgozzare, come a Dacca, come a Rouen, e noi qui a salvare a tutti i costi. Sono dei falliti, mostri senza fede. Noi facciamo il lavoro opposto. Io ho il dono della fede, ma ogni persona matura sa dove sta il bene e dove il male, non deve per forza credere per scegliere la giustizia»., ... -------------------------------------------- L’ammiraglio Vincenzo
Melone: «Il trend è lo stesso dello scorso anno, ma con un paio di
differenze: l’arrivo di unità dall’Egitto e imbarcazioni sempre più
arrangiate, più pericolose». Nel 2015 soccorsi 150 mila migranti
Antonio Macaluso: Il capo della Guardia Costiera: «Il mio compito è salvare le vite Non escludo l’Isis dietro gli sbarchi»Mentre "decomprimere" è
la parola d'ordine di Franco Gabrielli, capo della polizia, che per
allentare la tensione vuole spostare i migranti da Ventimiglia, quella
di Maurizio Marmo, direttore della Caritas diocesana che gestisce
l'emergenza da due mesi, è "accoglienza", che significa restituire
dignità al migrante, ma anche permettere alla città di vivere
serenamente. E a due mesi dai primi arrivi cominciamo a vedere i primi
risultati dello stile con cui lavoriamo.
Chiara Pelizzoni: LA CARITAS: «PRIMA DI TUTTO LA DIGNITÀ DEI MIGRANTI»--------------------------------------------------------------- Il direttore di Caritas
Jerusalem traccia il drammatico quadro della situazione nella Striscia,
dove i cristiani sono oggi 1100 a fronte dei 1300 del 2014
ZENIT: Gaza. Fuga dei cristiani per paura di una nuova guerra---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Con Pietro, Giacomo e Giovanni saliamo anche noi... (Papa Francesco) Non si tratta solo di professare la fede, ma... (S. Ignazio di Antiochia) Santa Maria, donna del riposo... (Don Tonino Bello) I cieli e la terra... (Sal. 148) Le vergini stolte, nel significato originario... (Card. Carlo Maria Martini) Dio ama chi dona.. (2Cor. 9,7) Gesù a ognuno di noi dice: "Alzati"... (Papa Francesco) Il perdono sia sulle labbra e nel cuore di tutti... (Giovanni XXIII) L'universo è qualcosa di più... (Papa Francesco) L'uomo e la donna, come coppia... (Papa Francesco)-------------------------------------------------------------- Ricorre il 6 agosto il 38.mo anniversario della morte di Papa Paolo VI, avvenuta il 6 agosto 1978 a Castel Gandolfo, proprio nella Festa della Trasfigurazione.
L'umiltà è lo spazio... Il cristiano alimenta la propria speranza... Gesù è colui che conosce l'infermità... Io credo, io spero, io amo...-------------------------------------------------------------- 8 agosto memoria liturgica di San Domenico di Guzman
Cari amici San Domenico ci ricorda che... (Benedetto XVI)Siate
uomini di fede e di lettere, contemplativi e missionari martiri e
apostoli di carità, portate la carezza e la tenerezza di Dio in tutto
il mondo arricchendo la Chiesa e incarnando il Vangelo attraverso la
predicazione, la testimonianza e la carità. Con queste parole Papa
Francesco si è rivolto in spagnolo ai partecipanti al Capitolo Generale
dell’Ordine dei Frati Predicatori, i Domenicani...
Il Papa: domenicani parlate al cuore della gente (video) SAN DOMENICO, IL PREDICATORE CHE SCONFISSE GLI ERETICI COL ROSARIO San Domenico (video)-------------------------------------------------------------- Edith Stein: ebrea, filosofa, cattolica convertita, suora, martire.
Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922. Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come postulante al Carmelo di Colonia.Assume il nome religioso di suor Teresa Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, compatrona dell’Europa. Nella sua canonizzazione Giovanni Paolo II disse: “Eminente figlia di Israele e figlia della Chiesa”. In effetti Edith era fiera della doppia appartenenza: davanti ai cattolici fiera di essere ebrea, e davanti agli ebrei fiera di essere cattolica. Non era semplice orgoglio, ma gioia di aver conosciuto tutte e due le facce della medaglia, di essere arrivata alla verità di Gesù Cristo, creduto e accettato come perfetto completamento della sua fede di donna ebrea. Più si fa buio intorno a noi...
Nel nascondimento e nel silenzio... Edith Stein - La ricerca della Verità Estratto dal film "La settima stanza" (1995) di Márta Mészáros. (video)-------------------------------------------------------------- 11 agosto memoria liturgica di Santa Chiara di Assisi.
La sua vita fu legata a quella di San Francesco di cui seguì l'esempio; fondò l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse) e fu la prima donna nella storia della Chiesa a scrivere una Regola per le donne; morì l’11 agosto 1253 e solo due anni dopo fu canonizzata da papa Alessandro IV. È patrona della televisione e delle telecomunicazioni. Laudato sii, mi Signore... SANTA CHIARA, LA NOBILE BAMBINA CHE IMITÒ FRANCESCO ABBRACCIANDO LA POVERTÀ La gioia di te, o Signore... In me, o Signore, l'umanità ti canta...-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 12,32-48
"Non temere, piccolo gregge" dice Gesù ai suoi discepoli ed oggi anche a noi, poiché la paura fa perdere la fede nel Dio Provvidenza ed estromette dal Regno.
L'ansia per i beni, che distrugge la vita degli uomini, è di coloro che
non sanno che Dio è un Padre che dona largamente e ama i suoi figli
fino alla follia. L'unico modo che abbiamo allora per accumulare è
condividere ciò che possediamo, divenendo così simili al Padre. "Si possiede infatti solo ciò che si dona. Quello che si trattiene non si possiede ma ci possiede "(cit.). Chi
accumula per sé, fa dei beni della terra un idolo, non arricchendo
davanti a Dio e fallendo miseramente la sua vita. La condivisione - in
ebraico 'tzedaqàh', che significa giustizia - esige quella misericordia
che "riempie i burroni e abbassa le montagne e le colline "(3,5). Non
si tratta di un moralismo esigente, ma di Vangelo, la buona notizia che
Dio - in Gesù - ci è Padre. Per questo Gesù ci invita ad abitare la
terra liberi dalla frenesia e dalla brama del possesso, ad
attraversarla come fece Abramo, come 'Gherim We Toshavim', come stranieri e pellegrini(cfr. Gen 23,4), senza una dimora stabile, abitando una tenda, sempre alla ricerca di quella futura, dove il Signore ci attende. ...
-------------------------------------------- Commento
XIX Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Sapienza 18,6-9; Salmo 32; Ebrei 11,1-2.8-19; Luca 12, 32-48 ...
La
nostra vita è viva quando coltiva tesori di speranze e di persone; vive
se custodisce un capitale di sogni e di persone amate, per le quali
trepidare, tremare e gioire.
Ma
ancora di più il nostro tesoro d'oro fino è un Dio che ha fiducia in
noi, al punto di affidarci, come a servi capaci, la casa grande che è
il mondo, con tutte le sue meraviglie.
Che
fortuna avere un Signore così, che ci ripete: Il mondo è per voi!
Potete coltivarne e goderne la bellezza, potete custodire ogni alito di
vita. Siete custodi anche del vostro cuore: coltivatelo al gusto del
bello, alla sete della sapienza.
Mio
tesoro è il volto di Dio, l'immagine straordinaria, clamorosa, che solo
Gesù ha osato: Dio nostro servitore, che ha nome Amore, pastore di
costellazioni e di cuori, che viene, chiude le porte della notte e apre
quelle della luce, ci farà mettere a tavola, e passerà a servirci, le
mani colme di doni.
-------------------------------------------- Alle ore 16.30 DIRETTA STREAMING
dalla sala del convento dei Padri Carmelitani di Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
della relazione di P. Alberto Neglia
"A confronto con la Bibbia: il popolo di Dio, popolo delle Beatitudini"
L'incontro si svolge nell'ambito della Settimana di Spiritualità 2016 (4/9 agosto)
IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica
video-------------------------------------------- Visitare i malati
di Enzo Bianchi
Tra
tutte le azioni di misericordia corporale, quella di visitare i malati
appare la più attestata nella storia del cristianesimo, anche perché
tutte le altre azioni solitamente sono rivolte a corpi di uomini e
donne che non fanno parte della propria famiglia, mentre visitare,
curare e assistere i malati è un’azione che prima o poi tocca a ognuno
di noi, almeno nei confronti di quelli legati a noi da parentela o con
i quali viviamo. Tuttavia visitare i malati resta un’azione difficile,
faticosa, sovente oggi tralasciata per molte ragioni che sembrano
esonerarci dalla concreta azione, corpo a corpo, nei loro confronti.
Il
processo di una crescente medicalizzazione, l’organizzazione settoriale
della medicina e lo sviluppo scientifico hanno progressivamente
sottratto il malato ai “suoi”, così che, di fatto, tutti noi siamo
obbligati ad affidarne ad altri la cura. Ivan Illich, attraverso
paradossi sempre intelligenti, affermava che il cristianesimo diventò
debole quando la comunità cristiana delegò la cura dei malati agli
ospizi, la cura dei pellegrini e degli stranieri alle foresterie.
Perché una volta affidata ad alcuni la cura dei malati, se è pur vero
che si apre una via alla specializzazione e a una maggiore competenza,
d’altro lato non si pratica più quel servizio concreto che il malato
richiede. Oggi tutti noi possiamo constatarlo: la vita si è fatta
complessa, i ritmi di lavoro accelerati e non c’è più tempo per fare
visita ai malti in ospedale oppure soli a casa. Abbiamo mille scuse per
diradare queste visite, sempre brevi, anche – diciamo – per esigenze
dell’organizzazione medica. ...
Ma
chiediamoci: perché visitare gli infermi? Perché noi umani prima o poi
siamo tutti segnati dall’infermità, dalla malattia, a volte passeggera,
a volte un cammino verso la morte. Quando
diventiamo malati, in qualche modo diventiamo poveri anche se eravamo
ricchi, diventiamo deboli anche se eravamo forti, diventiamo bisognosi
anche se eravamo autonomi. Dopo
la solidarietà nel peccato, la seconda solidarietà universale che
sperimentiamo e viviamo è quella dell’infermità. La malattia è parte
integrante della nostra vita, la sofferenza non può essere rimossa,
e comunque, per andarcene da questo mondo quasi sempre dobbiamo passare
attraverso una diminutio della forza, delle facoltà, della salute. La
vecchiaia, che è una malattia, e la malattia vera e propria ci
attendono come fatica del duro mestiere di vivere e come tempo in cui,
a causa della sofferenza, risuonano le domande fondamentali circa il
senso dell’esistenza, la qualità della vita, la dignità umana, il
destino, la verità delle relazioni…
Visitare i malati-------------------------------------------- Ma non è «grande» il Dio
che si invoca per uccidere
di Giovanni Mazzillo
Teologo
Il
Dio biblico che ha offerto l’alleanza (fondamentale anche nell’islam,
nella riproposizione coranica che il Dio che si rivela è unico, vero e
solo Dio) non è né può essere a tal punto “padrone del patto” stipulato
con Abramo e poi Mosè (Lacan) da contraddirsi. Ciò accadrebbe nel
momento in cui Colui che ha prescritto “Non uccidere”, dando a questo
imperativo il valore di un assoluto (collegato al rispetto della sua
immagine nell’essere umano) obbligasse a uccidere in nome suo. Non può
farlo, perché contraddirebbe se stesso. Dio non può comandare a nessuno
di uccidere, nemmeno in suo nome. Se non si arriva a stabilire questo,
ogni deriva religiosa è possibile e il senso dell’Assoluto, che è Dio,
è alla mercé di ogni forma di assolutismo (religioso, politico,
idealistico). I
casi contrari registrati nella Bibbia sono da esaminare in modo attento
con differenziate e corrette ermeneutiche. Gli stermini ordinati in
caso di guerra, l’episodio della figlia di Jefte ecc., sono casi
eccezionali e comunque riconducibili a situazioni straordinarie, nelle
quali l’interpretazione umana del volere di Dio come tale appare
senz’altro problematica anche dal punto di vista biblico.
... Quando si dice che gli eccidi e le stragi e i delitti inumani perpetrati in nome di Dio non sono atti di una religione, si vuol dire che non sono quelli di una religione che sia degna di tale nome. Non si può infatti uccidere in nome di Dio, gridando «Dio è grande», perché dicendo questo, si afferma nei gesti il contrario. Si afferma che quel Dio che uccide e vuole uccidere non è più Dio, ma solo ciò che il violento immagina come tale. -------------------------------------------- Le visioni interiori di madre Teresa di Calcutta e la notte dell’anima secondo il postulatore Brian Kolodiejchuk
Alver Metalli: Il volto della misericordia nel tempo di Bergoglio---------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Che cosa significa essere buon samaritani, oggi?
Essere Chiesa oggi? di Rosario Giuè Estratto intervento inserito nell'ambito della SETTIMANA DI SPIRITUALITÀ 4-9 AGOSTO IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani
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| FRANCESCO |
Ai gesti di odio e distruzione opponiamo...
Quando in una famiglia c'è il dialogo...
Chiediamo che vengano rispettati i popoli indigeni...
Una società con culture diverse deve cercare...
Nella confessione incontriamo...
testi delle testimonianze dei ragazzi
il testo integrale del discorso del Papa
video del discorso
video integrale
video
video integrale
video del daluto ai fedeli
video della catechesi
video
testo integrale
video integrale
Le storie dei ventuno profughi siriani che hanno pranzato con il Papa - Dal dolore alla speranza
Papa Francesco a Lesbo / 3 (cronaca, foto testi e video)
video
Luis Badilla: I "Venerdì della Misericordia" di Papa Francesco. I sette appuntamenti dall'inizio dell'anno
VATICAN INSIDER: Il Papa visita 20 ragazze liberate dalla prostituzione
RADIO VATICANA: P. Durighetto: il fuoriprogramma delle Confessioni, guizzo dello Spirito|
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