"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°32 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 13 al 19 agosto 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 26 agosto 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 








I NOSTRI TEMPI


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Ancora una volta un ospedale bombardato. BASTA!!!!!
È il quarto attacco ad una struttura sanitaria yemenita supportata da Medici senza frontiere. Ed esplode la protesta dell'organizzazione che in un comunicato fa sapere: le coordinate GPS dell'ospedale di Abs, nello Yemen settentrionale, gestito da Medici Senza Frontiere e bombardato ieri dalla coalizione saudita, erano state rese note a tutti gli schieramenti del conflitto.

 
Yemen, ospedale colpito da attacco aereo: 11 persone uccise e almeno 19 feriti

Cari fratelli e sorelle, purtroppo dalla Siria continuano ad arrivare notizie di vittime civili della guerra, in particolare da Aleppo. E’ inaccettabile che tante persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del conflitto, il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti. Siamo vicini con la preghiera e la solidarietà ai fratelli e alle sorelle siriani, e li affidiamo alla materna protezione della Vergine Maria. 
Ancora una volta facciamo nostre le parole di Papa Francesco all'Angelus dell'8 agosto 
Sempre più tragico il bilancio dei bombardamenti su Aleppo, la città martire siriana. Sotto le bombe oggi sono rimasti i corpi di almeno 31 morti, di cui 19 civili e 12 ribelli. Tre i bambini rimasti uccisi. Nel mirino quartieri cittadini Al Sakhur e Tariq Al Bab, nella zona orientale, di fuori del controllo governativo. 
Secondo l'ong il bilancio è destinato ad aggravarsi perché diverse decine di persone sono rimaste ferite. I morti di oggi si aggiungono ai 51 civili uccisi domenica 14 agosto: 42 a causa dei bombardamenti sui quartieri controllati dai ribelli, altri 9 nelle zone controllate dall'esercito regolare, per il lancio di razzi da parte dei ribelli.

  Bombe su Aleppo, uccisi 20 civili

Un'immagine che racconta meglio di tante parole l'orrore della guerra in atto in Siria: un bambino di cinque anni, seduto su un'ambulanza dopo essere stato estratto vivo dalle macerie di un palazzo colpito da un bombardamento ad Aleppo, che guarda davanti a sé con occhi vitrei, il volto sporco di sangue, ricoperto dalla testa ai piedi di polvere. Nello sguardo del piccolo Omran Daqneesh tutto l'orrore della guerra...
Ricordiamo le parole di Papa Francesco all'Angelus del 7 agosto:
"Cari fratelli e sorelle, purtroppo dalla Siria continuano ad arrivare notizie di vittime civili della guerra, in particolare da Aleppo. E’ inaccettabile che tante persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del conflitto, il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti. Siamo vicini con la preghiera e la solidarietà ai fratelli e alle sorelle siriani, e li affidiamo alla materna protezione della Vergine Maria. Preghiamo tutti un po’ in silenzio e poi l’Ave Maria."


  Nello sguardo del piccolo Omran...


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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


«Noi non siamo animali, siamo esseri umani e chiediamo di essere rispettati» "lettera aperta alla città" di donne, uomini, ragazze, ragazzi e bambini dal parco della stazione di Como - Il vescovo: «Tutti dobbiamo fare qualcosa»

Emergenza umanitaria
Parlano i migranti: siamo persone non bestie
Il 10 agosto, tra alcuni volontari e persone solidali con i migranti presenti in stazione, si è sentita la necessità di radunare le varie persone bloccate dalla frontiera: frustrazione crescente, tensioni, litigi, hanno suggerito di tentare un superamento delle differenze etniche, linguistiche, culturali, di genere e di età, cercando di comprendere che i problemi dei singoli sono problemi di tutti e che quindi non ha molto senso pensare a provare di risolverli da soli o in piccoli gruppi. Si sono tenuti due incontri, ai quali hanno partecipato un centinaio di migranti e una trentina di europei (soprattutto da Como e dalla Svizzera). Gli incontri sono stati tenuti in inglese/francese, con traduzione simultanea in arabo, oromo, tigrino e amarico. In apertura ci si è soffermati sulla situazione di stallo che al momento contraddistingue la stazione di Como San Giovanni, così come altre località italiane situate in zone di confine. Quello che si è generata è una stata una profonda discussione tra i migranti, che hanno deciso di scrivere una lettera di presentazione alla città di Como: le persone presenti in supporto hanno poi aiutato a trascriverla e tradurla in italiano. Nel seguito la traduzione in italiano della lettera aperta alla città di Como.
«Lettera alla città
Noi siamo persone originarie di diversi continenti e di diversi stati; proveniamo da diversi trascorsi, culture, gruppi etnici e religiosi… però siamo tutti qui: siamo semplicemente rifugiati.
Abbiamo dovuto abbandonare i nostri paesi perché i nostri diritti umani sono stati violati, o perché siamo stati perseguitati. Per arrivare in Europa abbiamo dovuto attraversare situazioni orribili: ci siamo scontrati con la morte tante volte, scappando dai nostri paesi, in deserti, montagne, foreste, strade, nelle prigioni in Libia ed, infine, attraversando il Mar Mediterraneo.
Abbiamo perso molti amici, parenti, persone care, bravi uomini e brave donne, bambini innocenti.
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Noi non siamo animali, siamo esseri umani e chiediamo di essere rispettati. Abbiamo provato tante volte a superare il confine, questo come altri, con treni, bus e passando per il bosco, ma le guardie ci hanno raccolti come bestie.
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Ci chiediamo perché il tentativo di oltrepassare il confine venga criminalizzato, mentre sia prassi calpestare sistematicamente i diritti umani.
Chiediamo un corridoio umanitario per passare legalmente la frontiera e ricongiungerci con famiglie, parenti e amici così da avere la possibilità di costruirci un futuro dignitoso».
[Donne, uomini, ragazze, ragazzi e bambini dal parco della stazione di Como San Giovanni]
Fare qualcosa tutti. Le autorità politiche, quelle religiose, la società civile, semplici cittadini. Tutti possono e devono fare qualcosa per cercare di risolvere la difficile situazione che si è venuta a creare alla stazione di Como San Giovanni con i tanti migranti presenti da giorni. L’invito e la riflessione è del vescovo Diego Coletti. L’ufficio stampa della Diocesi ha diffuso oggi un comunicato che ricalca integralmente l’intervento di Coletti sul Settimanale della Diocesi lariana.
  "Tutti dobbiamo fare qualcosa", l’invito del vescovo Coletti


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Comunicato stampa Pax Christi: I potenti delle guerre


Comunicato stampa Pax Christi: 
I potenti delle guerre
Pace è forza della verità, vera e grande politica.
La spedizione militare in Libia, in atto da anni, non ha come obiettivo primario l’espulsione dell’Isis da Sirte ma la spartizione di risorse (petrolio, gas, acqua fossile, fondi sovrani libici confiscati nel 2011) e il controllo di territori ritenuti fondamentali per gli interessi di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia assieme a Turchia, Egitto, paesi arabi e altre potenze.
L’azione bellica, preparata da tempo con insediamenti europei in Tripolitania, Cirenaica e Fezzan, è animata da logiche neocoloniali che sfruttano il caos geopolitico con rischi altissimi per la Libia, il nord Africa, il Medio Oriente, l’Italia. Costituisce un regalo al demonizzato Califfo e alla proliferazione del terrorismo. Aggrava i mali da contrastare. Prepara ulteriori divisioni e dolore.
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Pace è grande e vera politica, è forza della verità (la gandhiana satyagraha), è capacità di trasformazione costruttiva dei conflitti, è creazione delle condizioni di pace per un futuro libero dalla forza ingannatrice e ipocrita della violenza armata a servizio di pochi potenti pronti a destabilizzare per stabilizzare a loro favore.
Nei giorni in cui la liturgia ci offre nel Magnificat (15 agosto) l’immagine della caduta dei potenti dai loro troni, condividiamo le parole del papa dello scorso 7 agosto, riguardanti i prezzi dei conflitti armati in Siria, ma anche Iraq, Sud Sudan e in molti altri Paesi a noi vicini o lontani, soprattutto “il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti
  estratto video dell'Angelus del 7 agosto

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"La doppia oppressione" di Chiara Saraceno - Una cronista velata in spiaggia e le reazioni dei bagnanti a Rimini

Si può provare pena ed anche un po’ di rabbia per una donna che indossa il burkini in spiaggia, così come per una che in piena estate se ne va in giro in città coperta fino alle caviglie e ai polsi, mentre attorno a lei i suoi compagni maschi e i suoi bambini se ne vanno allegramente con braccia e gambe nude. Possiamo ritenerla una oppressione imposta da una mentalità maschile che vuole ogni centimetro del corpo della donna coperto, per non esporre alla tentazione altri uomini diversi da colui che può vantare “diritti” su di lei in quanto marito. Non vi è dubbio che le religioni, non solo quella islamica, si sono accanite e si accaniscono con particolare intensità ossessiva sul modo in cui le donne devono “portare in giro” il proprio corpo. Sono abbastanza vecchia da ricordare quando, ancora negli anni Sessanta, non solo il bikini sulla spiaggia, ma le maniche corte sopra il gomito e i pantaloni lunghi erano considerati abbigliamenti indecenti, non solo dai parroci, e non solo da quelli di campagna. Una donna senza il velo in testa e con le maniche “troppo corte” poteva vedersi rifiutare la comunione.
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Vietare il burkini con qualche scusa più o meno fantasiosa — dalle norme di sicurezza a quelle di igiene — o richiamando il, legittimo, disagio che dopo gli attentati i francesi proverebbero per tutto ciò che appare musulmano, mi sembra non solo sbagliato, ma controproducente. Non aiuterà certo a reagire le donne eventualmente costrette ad indossarlo dagli uomini della loro comunità. Piuttosto le costringerà a rimanere rinchiuse, strette tra due opposti divieti entrambi autoritari. 
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Soprattutto, avvallerà la pericolosa opinione che ogni musulmano è potenzialmente un terrorista, un nemico, anche quando è una donna avviluppata in scomodi vestiti che osa provare il piacere di bagnarsi, anche per rinfrescarsi un po’.
  La doppia oppressione di Chiara Saraceno
Rimini, 18 agosto 2016 - Indossare un burkini per entrare nel mondo di un’altra donna. Via gli anelli, la collana, il trucco e lo smalto rosso da mani e piedi. Anni di conquiste che se ne vanno insieme al duepezzi. Al suo posto mi infilo una serie di strati neri e, coperta da capo a piedi, in sella alla bicicletta prendo la strada per la spiaggia libera di piazzale Boscovich. Già sulla ciclabile le occhiate di chi arriva dalla direzione opposta sono un assaggio di quello che mi aspetta sulla battigia. Espressioni di chi guarda una donna rinchiusa in una gabbia. "Ma non hai caldo? È estate, siamo aRimini". Coprire il corpo per nasconderlo agli altri, provoca l’esatto contrario. Scendo in spiaggia ed è come se in pieno inverno si vedesse una donna camminare in centro in costume da bagno. Mi siedo sulla sabbia, il sole è alto e il caldo insopportabile. Sotto ai vestiti neri manca il respiro, anche nella testa. Un pierre vende a una compagnia di amici i biglietti per una festa in un locale, una ragazza chiede se i maschi debbano indossare la camicia, quello mi guarda di sbieco e risponde che "certo in costume non vi fanno entrare, dovete vestirvi, ma non così tanto come lei".
Gli altri sghignazzano, ma sono anche imbarazzati per l’ombra nera accanto, e tagliano corto. Sono giovani, anche se non approvano non vogliono offendermi. Passeggio sulla riva, qualcuno si scosta impercettibilmente, qualcun’altro prende in braccio i bambini come se fossi contagiosa. Un tipo sui cinquanta esce dall’acqua e si fa il segno della croce. Mi guarda dritto negli occhi, aspettando una reazione. Quindi chiama la figlia: "Andiamo via, qui c’è gente che non mi piace». Continuo la passeggiata, osservo la ruota panoramica e l’orizzonte come qualsiasi turista. La differenza è che anch’io sono diventata un’attrattiva. "Allora non sono solo all’estero a farsi il bagno coperte" dice uno. Un’anziana riminese gli spiega che indosso un burkini. "Prima avevamo il bikini e adesso...". Incrocio una coppia di mezza età dall’espressione tutt’altro che amichevole. Il marito si volta verso la moglie e parla con l’intenzione di farsi sentire: "Mi hanno rotto le scatole, adesso vengono anche qui tutte vestite". Se ne vanno impettiti come se avessi invaso il loro territorio.
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  Burkini, nostra cronista velata in spiaggia. Tra paura e sorpresa

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Nello sguardo di Omran l'orrore del popolo siriano martoriato dalla guerra


... Tecnicamente non è una foto: è un fermo-immagine da un video girato dall’Aleppo Media Centre, un network di Aleppo vicino all’opposizione.

L’immagine del bambino è stata twittata inizialmente da Raf Sanchez, corrispondente in Medio Oriente del Telegraph, e poi condivisa da migliaia di utenti e ripresa dalle più importanti testate internazionali.

Il bambino nell’ambulanza si chiama Omran Daqneesh, ha cinque anni ed è uno dei cinque bambini rimasti feriti mercoledì da un bombardamento aereo compiuto a Qaterji, un quartiere di Aleppo. Non si sa precisamente chi abbia compiuto l’attacco: potrebbero essere stati aerei dell’esercito siriano o gli aerei della Russia. Nel video da cui è stata presa l’immagine, si vede Omran che viene sollevato da un soccorritore tra le macerie della casa bombardata e poi viene portato all’interno dell’ambulanza, dove rimane impassibile mentre proseguono i soccorsi.

Attenzione, il video contiene immagini drammatiche, che potrebbero urtare la sensibilità.

  video
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Quanto sono vere le parole di Papa Francesco all'Angelus del 7 agosto:

"Cari fratelli e sorelle, purtroppo dalla Siria continuano ad arrivare notizie di vittime civili della guerra, in particolare da Aleppo. E’ inaccettabile che tante persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del conflitto, il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti. Siamo vicini con la preghiera e la solidarietà ai fratelli e alle sorelle siriani, e li affidiamo alla materna protezione della Vergine Maria. Preghiamo tutti un po’ in silenzio e poi l’Ave Maria."

  video

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Un gruppo di 8 ragazzi affetti da spettro autistico è andato alle Olimpiadi al seguito della Nazionale italiana maschile di spada

  BAMBINO GESU' OSPEDALE PEDIATRICO:    Rio 2016: il fotoracconto dell'avventura dei ragazzi autistici alle Olimpiadi


Mentre dalla Francia all'Italia il burkini continua a far discutere, su ilLibraio.it il biblista Alberto Maggi si concentra sulla Bibbia, in cui non mancano le contraddizioni e i divieti (ad esempio, legati ai capelli delle donne...). E se né Mosè né Gesù hanno mai dato indicazioni sull'abbigliamento, sono stati i discepoli a creare leggi riguardanti l’abbigliamento religioso dei credenti... - La riflessione

  Alberto Maggi:   La polemica sul burkini e quei divieti della Bibbia...

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La sana e antica tradizione laica dello Stato francese vacilla nelle mani degli attuali detentori della sua "sacralità". Il principio dell'uguaglianza senza discriminazioni davanti allo Stato nacque a tutela della diversità, non a suo discapito. È molto semplice, tu puoi essere ebreo, nero, musulmano o cristiano, ma anzitutto sei cittadino della repubblica, né più né meno degli altri e ovviamente a parità di diritti.
È in questa logica, anche se forzata un po', che nessun simbolo religioso è ammesso a scuola, intesa come fucina dell'appartenenza a una comunità collettiva "superiore" rispetto a quella particolare.

 
Alfredo Luis Somoza: 
  Burkini, la democrazia va oltre il velo

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Certe volte una fotografia parla più di un romanzo. La faccia del bambino Omran impietrita dall’orrore, a metà coperta dal gesso delle macerie e a metà dal sangue, dice sulla guerra quello che nessuno riesce a raccontare con le parole.  ...
C’è la necessità di agire, lo so, di combattere il terrorismo internazionale
, lo so, ma le persone sensate chiedono di lasciare spazio per i corridoi umanitari, garantendo la possibilità di sottrarre i bambini e i civili alla distruzione del nemico. In questa guerra dissennata e atroce, dove tutti combattono contro tutti, non c’è più posto per gli infermieri che trasportano i feriti, per i volontari che portano cibo e acqua. Ma anche la guerra ha le sue regole, lo sappiano i potenti Putin e Assad. Distruggere ogni cosa senza discernimento li mette alla stregua dei terroristi che dicono di cmbattere.
Il bambino Omran però è vivo e se ne sta seduto su una sedia
, salvo anche se solo al mondo e noi vogliamo vederlo come il più prezioso frutto di un miracolo: un bambino partorito dalle macerie che, nonostante l’odio, l’indifferenza, l’irresponsabilità, l’ossessione omicida, esibisce il suo piccolo corpo martoriato ma intero, per ricordarci che la vita è più importante della morte è che solo dalla vita nasce altra vita e altra speranza.


   Dacia Maraini: 
  Un bambino partorito dalle macerie che sconfigge odio e indifferenza

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Ognuno di noi può fare la differenza nella costruzione di un mondo più umano. È sulla base di questa consapevolezza che da alcuni anni, otto per l’esattezza, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha indetto per il 19 agosto la Giornata Mondiale Umanitaria (in inglese World Humanitarian Day), intesa come un’occasione di riflessione e sensibilizzazione su quanti uomini e donne si impegnano (e hanno dato la loro vita) nel compiere un servizio di aiuto umanitario. ...
Una rivoluzione copernicana intende invece investire il sistema sociale: si chiede oggi di non fornire semplicemente aiuti alle persone ma di impegnarsi a porre fine alle necessità delle stesse. Un onere che passa dal rafforzare il sistema di welfare nazionale, all’anticipare le possibili crisi e inoltre all’allentare il divario nello sviluppo umano. Infine occorre investire nell’umanità: una responsabilità non da poco poiché accettare e agire sulle responsabilità condivise per l’umanità richiede un alto investimento a livello politico, istituzionale e finanziario, che non molti governi intendono assumersi. ...


   Giornata Mondiale Umanitaria 2016: quale il senso?

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Il 19 agosto si celebra la Giornata mondiale umanitaria per ricordare quanti, ogni giorno, aiutano milioni di persone in tutto il mondo, affrontando spesso pericoli e avversità. La Giornata è stata scelta dall’Assemblea generale dell'Onu in ricordo dell’anniversario del bombardamento della sede delle Nazioni Unite a Baghdad nel 2003, in cui morirono 22 persone, ed è dedicata in particolare a coloro che rischiano la vita al servizio degli altri. Ma cosa vuol dire essere un operatore umanitario? Marina Tomarro ha raccolto la testimonianza di Giuseppe Pedron, da dieci anni in Sri Lanka come coordinatore dell'Asia meridionale per la Caritas Italiana

 
RADIO VATICANA: 
  Giornata umanitaria: la testimonianza di un operatore Caritas

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   Ai bambini bisogna accostarsi con fede... (Don Tonino Bello)
  Gesù è venuto a portare il fuoco sulla terra, ma ha bisogno di noi... (Wilma Chasseur)
  E' importante che il riposo non sia...  (Giovanni Paolo II)
  Maria riconosce Dio come Dio, e scopre in sè...  (Silvano Fausti)
  I doni di Dio fanno impallidire... (Elizabeth Barret Browning)
  La bontà va oltre la giustizia... (P. Ermes Ronchi)
 
Gesù vuole raggiungere tutti... (Papa Francesco)
  Il Signore si china sugli umili... (Papa Francesco)
  Nessun uomo, in nessun tempo e luogo... (mons. Antonio Riboldi)
  Gesù non è freddo, non ha un cuore freddo... (Papa Francesco)
  La legge consiste nell'amare Dio e amare il prossimo... (Hèlder Camara)

 
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14 agosto memoria liturgica di san Massimiliano Kolbe, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che, fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di Auschwitz offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando «Ave Maria». Sono le sue ultime parole, è il 14 agosto 1941. Giovanni Paolo II lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo».
  Non temete di amare troppo la Madonna...
  Fai bene ciò che fai...

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Roger Louis Schutz, noto semplicemente come frère Roger, è stato un monaco svizzero di fede cristiana riformata, fondatore della comunità monastica ecumenica a carattere internazionale di Taizé. Il 16 agosto 2005, durante la preghiera della sera che raduna la Comunità di Taizé e migliaia di giovani, frère Roger viene ucciso nella chiesa della Riconciliazione.
Per saperne di più vedi Ricordo di Frère Roger di Taizé:
  Senza fiducia siamo...
  Molti si pongono la domanda: che cosa Dio si aspetta da me?...  

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Il 16 agosto 1815 nasceva Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco. Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere.
Fu il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934
San Giovanni Bosco è patrono di Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori

  Don Bosco ha svolto la sua missione... (Papa Francesco)
  Dobbiamo essere lux mundi...
 

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È una delle storie di eroismo cristiano più limpide quella di San Massimiliano Kolbe, il religioso polacco che la Chiesa ricorda alla vigilia della Festa dell’Assunta, giorno in cui nel 1941 fu ucciso nel campo di concentramento di Auschwitz. Paolo VI lo beatificò il 17 ottobre 1971 e il suo connazionale, San Giovanni Paolo II, lo proclamò Santo il 10 ottobre 1982.

  RADIO VATICANA:   Padre Massimiliano Kolbe, il cielo che illuminò il bunker


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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Agosto 2016: "Che lo sport promuova l’incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo." (videomessaggio)


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Vangelo: Lc 12,49-53
Il fuoco che Gesù è venuto a gettare sulla terra non è quello profetizzato dal Battista, il fuoco inestinguibile che avrebbe arso per sempre i nemici di Dio (3,9), bensì quello della Pentecoste (At 2,3), lo Spirito Santo di Dio, fuoco d'Amore che tutti vuole infiammare. Questo è il fuoco che Gesù è venuto a portare, questo è il giudizio di Dio che si rivela nel mistero Pasquale di Gesù. 
E' questa fiamma d'amore che lo conduce ad attraversare l'acqua del battesimo (3,21-22), il battesimo nelle acque della nostra umanità, la condivisione della nostra morte."
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 L'Eucaristia, infinito progetto d'Amore, ci unisce al mistero di Gesù ed esige da noi divisioni e strappi da una vita senza senso, una vita di peccato, necessita la morte dell'uomo vecchio perché possa finalmente rinascere l'uomo nuovo, quello fatto ad immagine  dell'unigenito Figlio Gesù. E' il costo della libertà e della vita nuova.


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"Ritti, controcorrente, discepoli di una Parola che brucia" di p. Ermes Ronchi - XX Domenica Tempo Ordinario - anno C

Commento
XX Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture  Geremia 38,4-6.8-10; Salmo 39; Ebrei 12,1-4; Luca 12, 49-53
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Gesù nel Vangelo di Tommaso ha questa espressione: «Stare vicino a me è stare vicino al fuoco». Siamo discepoli di un Vangelo che brucia, brucia dentro, ci infiamma qualche volta almeno, oppure abbiamo una fede che rischia di essere solo un tranquillante, una fede sonnifero? Il Vangelo non è un bavaglio, ma un megafono. Ti fa voce di chi non ha voce, sei il giusto che lotta in mezzo alle ingiustizie, mai passivo e arreso, mai senza fuoco.
Quanto vorrei che questo fuoco fosse già acceso. Eppure arde! C'è dentro le cose il seme incandescente di un mondo nuovo. C'è una goccia di fuoco anche in me, una lingua di fuoco sopra ognuno di noi a Pentecoste, c'è lo Spirito santo che accende i suoi roveti all'angolo di ogni strada.

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"Siamo germogli di luce nel mondo" di P. Ermes Ronchi


ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Siamo germogli di luce nel mondo
di P. Ermes Ronchi
Letture
Ap 11,19; 12,1-6.10; Salmo 44; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-56
L'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo è l'icona del nostro futuro, anticipazione di un comune destino: annuncia che l'anima è santa, ma che il Creatore non spreca le sue meraviglie: anche il corpo è santo e avrà, trasfigurato, lo stesso destino dell'anima. Perché l'uomo è uno.
I dogmi che riguardano Maria, ben più che un privilegio esclusivo, sono indicazioni esistenziali valide per ogni uomo e ogni donna.
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Santa Maria ci aiuta a camminare occupati dall'avvenire di cielo che è in noi come un germoglio di luce. Ad abitare la terra come lei, benedicendo le creature e facendo grande Dio


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"La morte della Vergine" - Il Vangelo secondo Caravaggio - Guida alla lettura don Paolo Scquizzato


"La morte della Vergine"
 -Il Vangelo secondo Caravaggio -

Guida alla lettura 
don Paolo Scquizzato
I sabati della Mater Unitatis: 
"La luce e la tenebra" 
Incontro del 17.01.2015
    video

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"Maria, la fantasia di Dio" di Alberto Maggi

Maria, 
la fantasia di Dio
di Alberto Maggi
L’inizio e la fine della vita terrena di Maria corrispondono al compimento del progetto che Dio ha sull’umanità: creati per diventare suoi figli, realizziamo questa figliolanza nella vita terrena mediante la pratica di un amore che somigli a quello di Dio e proseguiamo presso il Padre la nostra esistenza oltrepassando la soglia della morte.
La Chiesa presenta come modello perfetto di questo itinerario Maria: l’ingresso nell’esistenza terrena viene celebrato con l’Immacolata e quello nella sfera di Dio con l’Assunta.
Come per l’Immacolata, quello dell’Assunta è un altro dei dogmi recenti (Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus, 1950) che non hanno alcuna diretta radice nella Sacra scrittura, ma che appartengono di buon diritto al patrimonio della fede del popolo cristiano.
L’Assunta è infatti una verità di fede nata non dalla speculazione teologica ma dal buon senso o intuito della gente, e in passato era una festività tanto importante da stare alla pari col Natale, la Pasqua e la Pentecoste, le tre grandi solennità dell’anno liturgico.
Ma dobbiamo chiederci che può significare oggi per noi celebrare una simile festa.È ancora una volta rimanere sbalorditi di fronte ai tanti straordinari privilegi che Dio ha abbondantemente riversato su Maria, oppure una proposta, una possibilità valida per tutti i credenti?
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Dio non ha creato l’uomo per la morte, ma per la vita, per una vita che può raggiungere la stessa qualità divina, ed essere perciò inattaccabile e indistruttibile.
La festa dell’Assunta ci ricorda e ci stimola quel che possiamo essere.
Ci ricorda che noi siamo importanti agli occhi del Padre che ci vuole innalzare al suo stesso livello.
Ci stimola perché al desiderio del Signore di renderci simili a lui, deve corrispondere anche il nostro impegno di vivere una vita di una tale qualità da renderla indistruttibile e capace quindi di durare per sempre.
Per Maria l’assunzione non è stato un premio ricevuto per meriti speciali, ma la conclusione logica della sua esistenza che fin da Nazaret ha diretto sempre verso scelte di servizio, d’amore, pertanto di vita. Anche quando scegliere non era né facile è logico, anche nelle situazioni più drammatiche, Maria ha scelto la vita.
Maria si è fidata della fantasia di Dio. ...
L’assunzione è il coronamento logico della vita di Maria e della fantasia di Dio: la donna, l’essere emarginato che non poteva neanche mettere piede dentro il santuario, Dio la vuole con sé. Il Signore l’innalza al suo stesso livello ed elimina la distanza che lo separava dall’umanità.
E noi oggi non dobbiamo stare a guardare con il naso per aria verso il cielo (At 1,11), ma far si che pure la nostra vita sia una festa della fantasia di Dio.
... L’assunzione è la festa e la condizione di quanti hanno saputo essere fedeli all’amore portando così a compimento il progetto di Dio sull’uomo.
  Maria, la fantasia di Dio

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Visitare i carcerati di Enzo Bianchi

Visitare i carcerati
di Enzo Bianchi
La sesta azione di misericordia corporale ha dei destinatari particolari rispetto alle altre: è indirizzata a uomini e donne per lo più colpevoli per i delitti commessi; e dove c’è delitto, dentro di noi emerge la parola “castigo”. La sequenza “delitto e castigo”, titolo del celebre romanzo di Fëdor Dostoevskij, dice molto dei nostri sentimenti e atteggiamenti, peraltro alimentati da un cristianesimo ben poco ispirato dal Vangelo. Per questo visitare i carcerati è l’azione di misericordia più disattesa. Di più, va anche detto che, se è vero che i delitti creano i carcerati, sovente i nostri pregiudizi creano forme di carcere, ghettizzano e rendono chi esce dal carcere come un lebbroso che preferiamo tenere lontano da noi, soprattutto da casa nostra.
Bisogna d’altra parte riconoscere che oggi non è così facile visitare i carcerati: occorrono permessi rilasciati dall’autorità giudiziaria, occorrono motivazioni documentate, e chi vuole realmente praticare questa azione si scontra poi con le lentezze burocratiche che scoraggiano il tentativo di ripetere la domanda fatta in vista di un esito positivo. Ma prima di questa barriera reale, è innegabile che visitare i carcerati è un’azione che richiede coraggio e determinazione: c’è chi non va mai una volta nella vita a trovare un carcerato perché non trova il tempo, ma per molti più che la mancanza di tempo è un sentimento di vergogna che impedisce questa azione.
...

Andare in carcere, intraprendere una relazione con un detenuto, occhi negli occhi, mano nella mano, ascoltarlo, soprattutto ascoltarlo e dargli una carezza non è solo fare un’azione di misericordia, ma per chi lo fa è imparare ad amare.

  Visitare i carcerati

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Le Beatitudini... cuore pulsante del Vangelo di Aldo Pintor

Le Beatitudini... 
cuore pulsante del Vangelo
di Aldo Pintor
Le Beatitudini riportate nei Vangeli di Matteo e Luca potremmo definirle, senza tema di errore, il cuore pulsante del Vangelo.
Una delle letture interpretative più belle di questi splendidi brani biblici la fa senz'altro il frate servita Alberto Maggi in un libro meraviglioso edito da Cittadella. 
Purtroppo, sono ancora troppo pochi i cattolici che si fermano a riflettere sui testi delle Scritture su cui si fonda la loro fede. Da tempo, comunque, anche autori notoriamente laici come il recentemente scomparso Umberto Eco, hanno chiesto di inserire nei programmi scolastici anche l'insegnamento della Bibbia. Questo produrrebbe enormi benefici sia nel far conoscere meglio questi testi che comunque sono alla base della nostra cultura esattamente come le storie delle mitologie greca, ma inoltre la conoscenza dei testi biblici farebbe cadere tanti falsi bigattismi che purtroppo proliferano tra i credenti, appunto, perchè di fatto la Bibbia tra i fedeli non è conosciuta. La diffusione della conoscenza delle Scritture consentirebbe di capire meglio anche la nostra cultura italiana e europea, perchè sono innumerovoli le opere d'arte o letterarie oltre che i modi di dire che si ispirano tanto al Vecchio quanto al Nuovo Testamento di cui spesso non si è in grado di cogliere l'origine.
A schiudere ulteriori orizzonti sui brani evangelici chiamati Beatitudini è uscito il bellissimo testo del Cardinal Gianfranco Ravasi il quale definisce le Beatitudini il più grande discorso fatto all'umanità di ogni tempo, “Le Beatitudini” (pp. 210 € 19). L'autore non ha bisogno di presentazioni è presidente del Pontificio Consiglio per la cultura.  ...

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni



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Exploit della Bibbia: dalla Cina all’Italia. Ma quanti la tengono in tasca, come suggerisce Papa Francesco?


La più grande tipografia di Bibbie al mondo, che si trova in Cina, ha stampato la 150.000.000 copia della Bibbia. E in Italia? Don Luca Mazzinghi, presidente dell'Associazione biblica italiana, traccia un bilancio tra luci (molte) e ombre. Tra queste, il fatto che a cinquant'anni dal Concilio "la Bibbia resta ancora un'illustre sconosciuta per moltissimi, troppi cattolici". Il punto d'arrivo: "una animazione biblica dell'intera pastorale".
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“Dobbiamo chiederci se davvero nel popolo di Dio le Scritture riescono ancora a scaldare il cuore, come ai due discepoli di Emmaus. O se quando il Papa parla di Vangelo si trova sempre qualcuno pronto ad accusarlo di essere comunista, come capita appunto a Francesco”.
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A un livello più profondo, la lettura della Bibbia appare talora subordinata all’idea che il magistero della Chiesa sia, alla fin fine, superiore alla stessa Parola di Dio e non al servizio di essa, come vuole il concilio Vaticano II: un’idea che una buona parte della gerarchia cattolica non ha ancora contribuito a dissipare, nonostante Papa Francesco.
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Pubblichiamo il testo integrale della relazione “Costruttori di ponti: per una diplomazia del dialogo alla scuola di don Tonino Bello” tenuta l’11 agosto a Tricase (Lecce) da mons. Vito Angiuli, vescovo della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, in occasione dell’incontro internazionale “Mediterraneo un mare di ponti” e la firma della Carta di Leuca

  FAMIGLIA CRISTIANA:   «L’EUROPA SOGNATA DA DON TONINO BELLO ERA UNA CASA IN CUI NORD E SUD SI AIUTANO»

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Il Papa ha nominato prefetto del nuovo Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita monsignor Kevin Joseph Farrell, finora vescovo di Dallas, negli Stati Uniti.
Il nuovo Dicastero – afferma il Motu Propriodi Papa Francesco "Sedula Mater" ("Madre premurosa") pubblicato oggi - assumerà dal prossimo primo settembre competenze e funzioni finora appartenuti alPontificio Consiglio per i Laici e al Pontificio Consiglio per la Famiglia che cesseranno di esistere. Si tratta – scrive il Papa – di conformare i Dicasteri della Curia Romana “alle situazioni del nostro tempo” adattandoli “alle necessità della Chiesa universale”. In particolare – sottolinea – si “offrire sostegno e aiuto” ai laici, alla famiglia e alla vita “perché siano testimonianza attiva del Vangelo nel nostro tempo e espressione della bontà del Redentore”.
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sia la Pontificia Accademia per la Vita che il Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per Studi su Matrimonio e Famiglia sono connessi con il nuovo Dicastero, come afferma lo Statuto del nuovo organismo approvato ad experimentum dal Papa nel giugno scorso, in merito alle problematiche di loro competenza. La deroga all’art. 6 degli Statuti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Studi sul Matrimonio e sulla Famiglia (1 febbraio 2011), è relativa al fatto che essi prevedono che il Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense sia anche Gran Cancelliere dell’Istituto su Matrimonio e Famiglia. Quindi, il Gran Cancelliere dell’Università Lateranense, il cardinale Agostino Vallini, cessa dal primo settembre di essere anche il Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Studi sul Matrimonio e sulla Famiglia.
Monsignor Paglia succede alla guida dell'Accademia per la Vita a monsignor Ignacio Carrasco de Paula. Mentre monsignor Sequeri succede a monsignor Livio Melina.
Il Papa ha poi inviato una lettera chirografa a monsignor Paglia, in cui sottolinea che "chinarsi sulle ferite dell'uomo, per comprenderle, curarle e guarirle è compito di una Chiesa fiduciosa nella luce e nella forza di Cristo risorto, capace di affrontare anche i luoghi della tensione e del conflitto come un 'ospedale da campo', che vive, annuncia e realizza la sua missione di salvezza e di guarigione proprio là dove la vita degli individui a più minacciata dalle nuove culture della competizione e dello scarto".
Il Papa chiede a Paglia di impegnarsi "in maniera rinnovata nell'approfondimento e nella diffusione del magistero, confrontandosi con le sfide della cultura contemporanea". "L'ambito di riflessione - scrive il Papa - siano le frontiere; anche nello studio teologico non venga mai meno la prospettiva pastorale e l'attenzione alle ferite dell'umanità".

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  AVVENIRE:   Laici, famiglia e vita: il nuovo dicaastero
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 FRANCESCO
 


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13/08/2016:

  Che la gente veda nella vostra vita...


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  Vi affido alla materna premura della nostra Madre...

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  Nella croce possiamo toccare la misericordia di Dio...

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  Non abbandoniamo mai la preghiera...


19/08/2016:

  Dove c'è amore lì c'è anche...

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«La Chiesa non ha bisogno di burocrati e di diligenti funzionari, ma di missionari appassionati» Papa Francesco Angelus 14/08/2016 (testo e video)


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Nell’adempimento della sua missione nel mondo, la Chiesa - cioè tutti noi Chiesa - ha bisogno dell’aiuto dello Spirito Santo per non lasciarsi frenare dalla paura e dal calcolo, per non abituarsi a camminare entro i confini sicuri. Questi due atteggiamenti portano la Chiesa ad essere una Chiesa funzionale, che non rischia mai. Invece, il coraggio apostolico che lo Spirito Santo accende in noi come un fuoco ci aiuta a superare i muri e le barriere, ci rende creativi e ci sprona a metterci in movimento per camminare anche su strade inesplorate o scomode, offrendo speranza a quanti incontriamo. Con questo fuoco dello Spirito Santo siamo chiamati a diventare sempre più comunità di persone guidate e trasformate, piene di comprensione, persone dal cuore dilatato e dal volto gioioso. Più che mai oggi c’è bisogno di sacerdoti, di consacrati e di fedeli laici, con lo sguardo attento dell’apostolo, per commuoversi e sostare dinanzi ai disagi e alle povertà materiali e spirituali, caratterizzando così il cammino dell’evangelizzazione e della missione con il ritmo sanante della prossimità. C’è proprio il fuoco dello Spirito Santo che ci porta a farci “prossimi” degli altri: delle persone che soffrono, dei bisognosi; di tante miserie umane, di tanti problemi; dei rifugiati, dei profughi, di… di quelli che soffrono. Quel fuoco che viene dal cuore. Fuoco.
In questo momento, penso anche con ammirazione soprattutto ai numerosi sacerdoti, religiosi e fedeli laici che, in tutto il mondo, si dedicano all’annuncio del Vangelo con grande amore e fedeltà, non di rado anche a costo della vita. La loro esemplare testimonianza ci ricorda che la Chiesa non ha bisogno di burocrati e di diligenti funzionari, ma di missionari appassionati, divorati dall’ardore di portare a tutti la consolante parola di Gesù e la sua grazia. Questo è il fuoco dello Spirito Santo. Se la Chiesa non riceve questo fuoco o non lo lascia entrare in sé, diviene una Chiesa fredda o soltanto tiepida, incapace di dare vita, perché è fatta da cristiani freddi e tiepidi. Ci farà bene, oggi, prendere cinque minuti e domandarci: “Ma come va il mio cuore? È freddo? È tiepido? È capace di ricevere questo fuoco?” Prendiamoci cinque minuti per questo. Ci farà bene a tutti.
E chiediamo alla Vergine Maria di pregare con noi e per noi il Padre celeste, affinché effonda su tutti i credenti lo Spirito Santo, fuoco divino che riscalda i cuori e ci aiuta ad essere solidali con le gioie e le sofferenze dei nostri fratelli. Ci sostenga nel nostro cammino l’esempio di San Massimiliano Kolbe, martire della carità, di cui oggi ricorre la festa: egli ci insegni a vivere il fuoco dell’amore per Dio e per il prossimo.
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Dopo l'Angelus:
... Anche oggi ho la gioia di salutare alcuni gruppi di giovani... 
Ripeto anche a voi le parole che sono state il tema del grande incontro di Cracovia: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia»; sforzatevi di perdonare sempre e abbiate un cuore compassionevole.
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  testo integrale 
  video

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«La festa di oggi ci fa guardare al cielo... il cantico del Magnificat ci porta anche a pensare a tante situazioni dolorose attuali...» Papa Francesco Angelus 15/08/2016 (testo e video)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Buona festa dell’Assunta!
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Il Signore si china sugli umili, per alzarli, come proclama il cantico del Magnificat. Questo canto di Maria ci porta anche a pensare a tante situazioni dolorose attuali, in particolare alle donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, alle donne schiave della prepotenza dei potenti, alle bambine costrette a lavori disumani, alle donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini. Possa giungere quanto prima per loro l’inizio di una vita di pace, di giustizia, di amore, in attesa del giorno in cui finalmente si sentiranno afferrate da mani che non le umiliano, ma con tenerezza le sollevano e le conducono sulla strada della vita, fino al cielo. Maria, una fanciulla, una donna che ha sofferto tanto nella sua vita, ci fa pensare a queste donne che soffrono tanto. Chiediamo al Signore che Lui stesso le conduca per mano e le porti sulla strada della vita, liberandole da queste schiavitù.
E ora ci rivolgiamo con fiducia a Maria, dolce Regina del cielo, e le chiediamo: «Donaci giorni di pace, veglia sul nostro cammino, fa che vediamo il tuo Figlio, pieni della gioia del Cielo» (Inno dei Secondi vespri).
Dopo l'Angelus:
Cari fratelli e sorelle, alla Regina della pace, che contempliamo oggi nella gloria celeste, vorrei affidare ancora una volta le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo sono vittime innocenti di persistenti conflitti. Il mio pensiero va agli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, recentemente colpiti da nuovi massacri che da tempo vengono perpetrati nel silenzio vergognoso, senza attirare neanche la nostra attenzione. Queste vittime fanno parte, purtroppo, dei tanti innocenti che non hanno peso sull’opinione mondiale. Ottenga Maria per tutti sentimenti di compassione, di comprensione e di desiderio di concordia!
  video
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  testo integrale 
  video integrale

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«Ci ama tanto Gesù, e vuole essere vicino a noi.» Papa Francesco Udienza 17/08/2016 (foto, testo e video)


 17 agosto 2016
... Secondo i dati della Prefettura della Casa Pontificia, sono circa settemila i fedeli presenti all'udienza del Pontefice..
  video del daluto ai fedeli
La Misericordia strumento di Comunione (cfr Mt 14,13-21)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi vogliamo riflettere sul miracolo della moltiplicazione dei pani.
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Vivere la comunione con Cristo è perciò tutt’altro che rimanere passivi ed estraniarsi dalla vita quotidiana, al contrario, sempre più ci inserisce nella relazione con gli uomini e le donne del nostro tempo, per offrire loro il segno concreto della misericordia e dell’attenzione di Cristo. Mentre ci nutre di Cristo, l’Eucaristia che celebriamo trasforma poco a poco anche noi in corpo di Cristo e cibo spirituale per i fratelli. Gesù vuole raggiungere tutti, per portare a tutti l’amore di Dio. Per questo rende ogni credente servitore della misericordia. Gesù ha visto la folla, ha sentito compassione per essa ed ha moltiplica i pani; così fa lo stesso con l’Eucaristia. E noi credenti che riceviamo questo pane eucaristico siamo spinti da Gesù a portare questo servizio agli altri, con la stessa sua compassione. Questo è il percorso.

Il racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci si conclude con la constatazione che tutti si sono saziati e con la raccolta dei pezzi avanzati (cfr v. 20). Quando Gesù con la sua compassione e il suo amore ci dà una grazia, ci perdona i peccati, ci abbraccia, ci ama, non fa le cose a metà, ma completamente. Come è accaduto qui: tutti si sono saziati. Gesù riempie il nostro cuore e la nostra vita del suo amore, del suo perdono, della sua compassione. Gesù dunque ha permesso ai suoi discepoli di eseguire il suo ordine. In questo modo essi conoscono la strada da percorrere: sfamare il popolo e tenerlo unito; essere cioè al servizio della vita e della comunione. Invochiamo dunque il Signore, perché renda sempre la sua Chiesa capace di questo santo servizio, e perché ognuno di noi possa essere strumento di comunione nella propria famiglia, nel lavoro, nella parrocchia e nei gruppi di appartenenza, un segno visibile della misericordia di Dio che non vuole lasciare nessuno nella solitudine e nel bisogno, affinché discendano la comunione e la pace tra gli uomini e la comunione degli uomini con Dio, perché questa comunione è vita per tutti.
  video della catechesi
Saluti:
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   testo integrale
  video integrale

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«Io vi chiedo perdono per tutti quegli uomini che vi hanno fatto soffrire» Papa Francesco a sorpresa incontra venti vittime della tratta

Papa Francesco ha incontrato a sorpresa, nell'ambito dei «venerdì della Misericordia», venti donne che sono state liberate dalla schiavitù del racket della prostituzione, ospiti della struttura romana della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi. 
6 provengono dalla Romania, 4 dall'Albania, 7 dalla Nigeria, e le altre tre rispettivamente da Tunisia, Italia, Ucraina. L'età media delle ospiti è sui 30 anni. 
Tutte hanno subito gravi violenze fisiche e vivono protette.
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  video

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Un pomeriggio con Papa Francesco e le ragazze accolte dalla Comunità Giovanni XXIII


  video
È stata una vera sorpresa per le 20 ragazze che aprendo la porta dell’appartamento privato, tutto si aspettavano tranne che vedere Papa Francesco. Il Papa si è intrattenuto per oltre un’ora con tanta affabilità, ascoltando le tristi esperienze di queste ragazze e le ha incoraggiate a guardare avanti con tanta fiducia.
UN POMERIGGIO CON PAPA FRANCESCO
di don Aldo Buonaiuto - 
Ho trascorso un pomeriggio con Papa Francesco venuto a sorpresa dalle nostre ragazze accolte nella Comunità Papa Giovanni XXIII. La Sua visita ha felicemente scioccato queste figlie dimenticate da tutti ma non dal Santo Padre che le ha abbracciate e ascoltate con un’umanità tangibile. Bergoglio ha proprio scelto di fare visita in una nostra umile dimora nelle periferie di Roma, ma soprattutto in quelle periferie dell’esistenza dove la persona è soltanto usata per soddisfare i propri perversi istinti e poi gettata ai bordi dei marciapiedi.
È stata impressionante la Sua capacità e il profondo desiderio di ascoltare i drammi di queste creature.
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Il Papa ha versato alle ragazze le bevande, le ha servite e abbracciate più volte commuovendosi. Sembrava volesse restare con noi ancora più tempo… Abbiamo cantato insieme e si vedeva che era proprio a suo agio con i poveri e gli ultimi della terra.
Grazie Santità per questa visita alle donne distrutte da una società disumana alla quale al massimo viene in mente di proporre di riaprire le case chiuse, per investire sulla carne delle schiave.
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Sarebbero almeno due milioni e mezzo gli italiani che frequentano le prostitute. Forse non sanno o fanno finta di non sapere che quelle donne hanno storie drammatiche alle spalle. Ascoltiamo la testimonianza di una giovane ragazza dell'Europa dell'Est uscita dalla schiavitù della prostituzione proprio grazie ai volontari della “Comunità Papa Giovanni XXIII” e che ieri ha avuto la gioia di abbracciare il Papa
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    Una vittima: ero un sacco dell'immondizia, ora il Papa mi ha abbracciato

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Grande gioia ad Assisi per l’annuncio che il Papa il prossimo 20 settembre si recherà di nuovo nella città umbra. L’occasione è importante: l’incontro conclusivo della Giornata mondiale di preghiera per la pace organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio sul tema “Sete di pace. Religioni e culture in dialogo”. Saranno presenti, tra gli altri, il Grande Imam dell'Università islamica di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e il Primate anglicano Justin Welby. Ci sarà anche il Presidente della Repubblica italiana Mattarella. Un evento che arriva a 30 anni dalla storica Giornata di preghiera per la pace promossa da Giovanni Paolo II il 27 ottobre del 1986. Sergio Centofanti ne ha parlato con il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino:

  RADIO VATICANA:   Papa ad Assisi il 20 settembre. Sorrentino: un altro "pezzo" di pace

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