"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
|
NEWSLETTER n°32 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 13 al 19 agosto 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 26 agosto 2016
|
|
||||||||||||
|
|
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Ancora una volta un ospedale bombardato. BASTA!!!!!
È il quarto attacco ad una struttura sanitaria yemenita supportata da Medici senza frontiere. Ed esplode la protesta dell'organizzazione che in un comunicato fa sapere: le coordinate GPS dell'ospedale di Abs, nello Yemen settentrionale, gestito da Medici Senza Frontiere e bombardato ieri dalla coalizione saudita, erano state rese note a tutti gli schieramenti del conflitto. Yemen, ospedale colpito da attacco aereo: 11 persone uccise e almeno 19 feriti Cari fratelli e sorelle,
purtroppo dalla Siria continuano ad arrivare notizie di vittime civili
della guerra, in particolare da Aleppo. E’ inaccettabile che tante
persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del
conflitto, il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della
volontà di pace dei potenti. Siamo vicini con la preghiera e la
solidarietà ai fratelli e alle sorelle siriani, e li affidiamo alla
materna protezione della Vergine Maria.
Ancora una volta facciamo nostre le parole di Papa Francesco all'Angelus dell'8 agosto Sempre più tragico il bilancio dei bombardamenti su Aleppo, la città martire siriana. Sotto le bombe oggi sono rimasti i corpi di almeno 31 morti, di cui 19 civili e 12 ribelli. Tre i bambini rimasti uccisi. Nel mirino quartieri cittadini Al Sakhur e Tariq Al Bab, nella zona orientale, di fuori del controllo governativo. Secondo l'ong il bilancio è destinato ad aggravarsi perché diverse decine di persone sono rimaste ferite. I morti di oggi si aggiungono ai 51 civili uccisi domenica 14 agosto: 42 a causa dei bombardamenti sui quartieri controllati dai ribelli, altri 9 nelle zone controllate dall'esercito regolare, per il lancio di razzi da parte dei ribelli. Bombe su Aleppo, uccisi 20 civiliUn'immagine che racconta
meglio di tante parole l'orrore della guerra in atto in Siria: un
bambino di cinque anni, seduto su un'ambulanza dopo essere stato
estratto vivo dalle macerie di un palazzo colpito da un bombardamento
ad Aleppo, che guarda davanti a sé con occhi vitrei, il volto sporco di
sangue, ricoperto dalla testa ai piedi di polvere. Nello sguardo del
piccolo Omran Daqneesh tutto l'orrore della guerra...
Ricordiamo le parole di Papa Francesco all'Angelus del 7 agosto: "Cari fratelli e sorelle, purtroppo dalla Siria continuano ad arrivare notizie di vittime civili della guerra, in particolare da Aleppo. E’ inaccettabile che tante persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del conflitto, il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti. Siamo vicini con la preghiera e la solidarietà ai fratelli e alle sorelle siriani, e li affidiamo alla materna protezione della Vergine Maria. Preghiamo tutti un po’ in silenzio e poi l’Ave Maria." Nello sguardo del piccolo Omran...--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Emergenza umanitaria
Parlano i migranti: siamo persone non bestie
Il
10 agosto, tra alcuni volontari e persone solidali con i migranti
presenti in stazione, si è sentita la necessità di radunare le varie
persone bloccate dalla frontiera: frustrazione crescente, tensioni,
litigi, hanno suggerito di tentare un superamento delle differenze
etniche, linguistiche, culturali, di genere e di età, cercando di
comprendere che i problemi dei singoli sono problemi di tutti e che
quindi non ha molto senso pensare a provare di risolverli da soli o in
piccoli gruppi. Si sono tenuti due incontri, ai quali hanno partecipato
un centinaio di migranti e una trentina di europei (soprattutto da Como
e dalla Svizzera). Gli incontri sono stati tenuti in inglese/francese,
con traduzione simultanea in arabo, oromo, tigrino e amarico. In
apertura ci si è soffermati sulla situazione di stallo che al momento
contraddistingue la stazione di Como San Giovanni, così come altre
località italiane situate in zone di confine. Quello che si è generata
è una stata una profonda discussione tra i migranti, che hanno deciso
di scrivere una lettera di presentazione alla città di Como: le persone
presenti in supporto hanno poi aiutato a trascriverla e tradurla in
italiano. Nel seguito la traduzione in italiano della lettera aperta
alla città di Como.
«Lettera alla città
Noi
siamo persone originarie di diversi continenti e di diversi stati;
proveniamo da diversi trascorsi, culture, gruppi etnici e religiosi…
però siamo tutti qui: siamo semplicemente rifugiati.
Abbiamo
dovuto abbandonare i nostri paesi perché i nostri diritti umani sono
stati violati, o perché siamo stati perseguitati. Per arrivare in
Europa abbiamo dovuto attraversare situazioni orribili: ci siamo
scontrati con la morte tante volte, scappando dai nostri paesi, in
deserti, montagne, foreste, strade, nelle prigioni in Libia ed, infine,
attraversando il Mar Mediterraneo.
Abbiamo perso molti amici, parenti, persone care, bravi uomini e brave donne, bambini innocenti.
...
Noi non siamo animali, siamo esseri umani e chiediamo di essere rispettati.
Abbiamo provato tante volte a superare il confine, questo come altri,
con treni, bus e passando per il bosco, ma le guardie ci hanno raccolti
come bestie.
...
Ci
chiediamo perché il tentativo di oltrepassare il confine venga
criminalizzato, mentre sia prassi calpestare sistematicamente i diritti
umani.
Chiediamo
un corridoio umanitario per passare legalmente la frontiera e
ricongiungerci con famiglie, parenti e amici così da avere la
possibilità di costruirci un futuro dignitoso».
[Donne, uomini, ragazze, ragazzi e bambini dal parco della stazione di Como San Giovanni]
Fare qualcosa tutti. Le
autorità politiche, quelle religiose, la società civile, semplici
cittadini. Tutti possono e devono fare qualcosa per cercare di
risolvere la difficile situazione che si è venuta a creare alla
stazione di Como San Giovanni con i tanti migranti presenti da giorni.
L’invito e la riflessione è del vescovo Diego Coletti. L’ufficio stampa
della Diocesi ha diffuso oggi un comunicato che ricalca integralmente
l’intervento di Coletti sul Settimanale della Diocesi lariana.
"Tutti dobbiamo fare qualcosa", l’invito del vescovo Coletti-------------------------------------------- Comunicato stampa Pax Christi:
I potenti delle guerre
Pace è forza della verità, vera e grande politica.
La spedizione militare in Libia, in atto da anni, non ha come obiettivo primario l’espulsione dell’Isis da Sirte ma la spartizione di risorse (petrolio,
gas, acqua fossile, fondi sovrani libici confiscati nel 2011) e il
controllo di territori ritenuti fondamentali per gli interessi di Stati
Uniti, Gran Bretagna, Francia e Italia assieme a Turchia, Egitto, paesi
arabi e altre potenze.
L’azione bellica, preparata da tempo con insediamenti europei in Tripolitania, Cirenaica e Fezzan, è animata da logiche neocoloniali che
sfruttano il caos geopolitico con rischi altissimi per la Libia, il
nord Africa, il Medio Oriente, l’Italia. Costituisce un regalo al
demonizzato Califfo e alla proliferazione del terrorismo. Aggrava i
mali da contrastare. Prepara ulteriori divisioni e dolore.
...
Pace è grande e vera politica,
è forza della verità (la gandhiana satyagraha), è capacità di
trasformazione costruttiva dei conflitti, è creazione delle condizioni
di pace per un futuro libero dalla forza ingannatrice e ipocrita della
violenza armata a servizio di pochi potenti pronti a destabilizzare per
stabilizzare a loro favore.
Nei
giorni in cui la liturgia ci offre nel Magnificat (15 agosto)
l’immagine della caduta dei potenti dai loro troni, condividiamo le
parole del papa dello scorso 7 agosto, riguardanti i prezzi dei
conflitti armati in Siria, ma anche Iraq, Sud Sudan e in molti altri
Paesi a noi vicini o lontani, soprattutto “il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti
estratto video dell'Angelus del 7 agosto-------------------------------------------Si
può provare pena ed anche un po’ di rabbia per una donna che indossa il
burkini in spiaggia, così come per una che in piena estate se ne va in
giro in città coperta fino alle caviglie e ai polsi, mentre attorno a
lei i suoi compagni maschi e i suoi bambini se ne vanno allegramente
con braccia e gambe nude. Possiamo ritenerla una oppressione imposta da
una mentalità maschile che vuole ogni centimetro del corpo della donna
coperto, per non esporre alla tentazione altri uomini diversi da colui
che può vantare “diritti” su di lei in quanto marito. Non vi è dubbio
che le religioni, non solo quella islamica, si sono accanite e si
accaniscono con particolare intensità ossessiva sul modo in cui le
donne devono “portare in giro” il proprio corpo. Sono abbastanza
vecchia da ricordare quando, ancora negli anni Sessanta, non solo il
bikini sulla spiaggia, ma le maniche corte sopra il gomito e i
pantaloni lunghi erano considerati abbigliamenti indecenti, non solo
dai parroci, e non solo da quelli di campagna. Una donna senza il velo
in testa e con le maniche “troppo corte” poteva vedersi rifiutare la
comunione.
...
Vietare
il burkini con qualche scusa più o meno fantasiosa — dalle norme di
sicurezza a quelle di igiene — o richiamando il, legittimo, disagio che
dopo gli attentati i francesi proverebbero per tutto ciò che appare
musulmano, mi sembra non solo sbagliato, ma controproducente. Non
aiuterà certo a reagire le donne eventualmente costrette ad indossarlo
dagli uomini della loro comunità. Piuttosto le costringerà a rimanere
rinchiuse, strette tra due opposti divieti entrambi autoritari.
...
Soprattutto,
avvallerà la pericolosa opinione che ogni musulmano è potenzialmente un
terrorista, un nemico, anche quando è una donna avviluppata in scomodi
vestiti che osa provare il piacere di bagnarsi, anche per rinfrescarsi
un po’.
La doppia oppressione di Chiara SaracenoGli
altri sghignazzano, ma sono anche imbarazzati per l’ombra nera accanto,
e tagliano corto. Sono giovani, anche se non approvano non vogliono
offendermi. Passeggio sulla riva, qualcuno si scosta
impercettibilmente, qualcun’altro prende in braccio i bambini come se
fossi contagiosa. Un tipo sui cinquanta esce dall’acqua e si fa il
segno della croce. Mi guarda dritto negli occhi, aspettando una
reazione. Quindi chiama la figlia: "Andiamo via, qui c’è gente che non
mi piace». Continuo la passeggiata, osservo la ruota panoramica e
l’orizzonte come qualsiasi turista. La differenza è che anch’io sono
diventata un’attrattiva. "Allora non sono solo all’estero a farsi il
bagno coperte" dice uno. Un’anziana riminese gli spiega che indosso un
burkini. "Prima avevamo il bikini e adesso...". Incrocio una coppia di
mezza età dall’espressione tutt’altro che amichevole. Il marito si
volta verso la moglie e parla con l’intenzione di farsi sentire: "Mi
hanno rotto le scatole, adesso vengono anche qui tutte vestite". Se ne
vanno impettiti come se avessi invaso il loro territorio.
...
Burkini, nostra cronista velata in spiaggia. Tra paura e sorpresa-------------------------------------------... Tecnicamente non è una foto: è un fermo-immagine da un video girato dall’Aleppo Media Centre, un network di Aleppo vicino all’opposizione. L’immagine del bambino è stata twittata inizialmente da Raf Sanchez, corrispondente in Medio Oriente del Telegraph, e poi condivisa da migliaia di utenti e ripresa dalle più importanti testate internazionali. Il bambino nell’ambulanza si chiama Omran Daqneesh, ha cinque anni ed è uno dei cinque bambini rimasti feriti mercoledì da un bombardamento aereo compiuto a Qaterji, un quartiere di Aleppo. Non si sa precisamente chi abbia compiuto l’attacco: potrebbero essere stati aerei dell’esercito siriano o gli aerei della Russia. Nel video da cui è stata presa l’immagine, si vede Omran che viene sollevato da un soccorritore tra le macerie della casa bombardata e poi viene portato all’interno dell’ambulanza, dove rimane impassibile mentre proseguono i soccorsi. Attenzione, il video contiene immagini drammatiche, che potrebbero urtare la sensibilità. video ... Quanto sono vere le parole di Papa Francesco all'Angelus del 7 agosto: "Cari fratelli e sorelle, purtroppo dalla Siria continuano ad arrivare notizie di vittime civili della guerra, in particolare da Aleppo. E’ inaccettabile che tante persone inermi – anche tanti bambini – debbano pagare il prezzo del conflitto, il prezzo della chiusura di cuore e della mancanza della volontà di pace dei potenti. Siamo vicini con la preghiera e la solidarietà ai fratelli e alle sorelle siriani, e li affidiamo alla materna protezione della Vergine Maria. Preghiamo tutti un po’ in silenzio e poi l’Ave Maria." video-------------------------------------------- Un gruppo di 8 ragazzi
affetti da spettro autistico è andato alle Olimpiadi al seguito della
Nazionale italiana maschile di spada
BAMBINO GESU' OSPEDALE PEDIATRICO: Rio 2016: il fotoracconto dell'avventura dei ragazzi autistici alle Olimpiadi Mentre
dalla Francia all'Italia il burkini continua a far discutere, su
ilLibraio.it il biblista Alberto Maggi si concentra sulla Bibbia, in
cui non mancano le contraddizioni e i divieti (ad esempio, legati ai
capelli delle donne...). E se né Mosè né Gesù hanno mai dato
indicazioni sull'abbigliamento, sono stati i discepoli a creare leggi
riguardanti l’abbigliamento religioso dei credenti... - La riflessione
Alberto Maggi: La polemica sul burkini e quei divieti della Bibbia...--------------------------------------------------------------- La sana e antica
tradizione laica dello Stato francese vacilla nelle mani degli attuali
detentori della sua "sacralità". Il principio dell'uguaglianza senza
discriminazioni davanti allo Stato nacque a tutela della diversità, non
a suo discapito. È molto semplice, tu puoi essere ebreo, nero,
musulmano o cristiano, ma anzitutto sei cittadino della repubblica, né
più né meno degli altri e ovviamente a parità di diritti.
È in questa logica, anche se forzata un po', che nessun simbolo religioso è ammesso a scuola, intesa come fucina dell'appartenenza a una comunità collettiva "superiore" rispetto a quella particolare. Alfredo Luis Somoza: Burkini, la democrazia va oltre il velo--------------------------------------------------------------- Certe
volte una fotografia parla più di un romanzo. La faccia del bambino
Omran impietrita dall’orrore, a metà coperta dal gesso delle macerie e
a metà dal sangue, dice sulla guerra quello che nessuno riesce a
raccontare con le parole. ...
C’è la necessità di agire, lo so, di combattere il terrorismo internazionale, lo so, ma le persone sensate chiedono di lasciare spazio per i corridoi umanitari, garantendo la possibilità di sottrarre i bambini e i civili alla distruzione del nemico. In questa guerra dissennata e atroce, dove tutti combattono contro tutti, non c’è più posto per gli infermieri che trasportano i feriti, per i volontari che portano cibo e acqua. Ma anche la guerra ha le sue regole, lo sappiano i potenti Putin e Assad. Distruggere ogni cosa senza discernimento li mette alla stregua dei terroristi che dicono di cmbattere. Il bambino Omran però è vivo e se ne sta seduto su una sedia, salvo anche se solo al mondo e noi vogliamo vederlo come il più prezioso frutto di un miracolo: un bambino partorito dalle macerie che, nonostante l’odio, l’indifferenza, l’irresponsabilità, l’ossessione omicida, esibisce il suo piccolo corpo martoriato ma intero, per ricordarci che la vita è più importante della morte è che solo dalla vita nasce altra vita e altra speranza. Dacia Maraini: Un bambino partorito dalle macerie che sconfigge odio e indifferenza--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Ognuno di noi può fare
la differenza nella costruzione di un mondo più umano. È sulla base di
questa consapevolezza che da alcuni anni, otto per l’esattezza,
l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha indetto per il 19 agosto la Giornata Mondiale Umanitaria
(in inglese World Humanitarian Day), intesa come un’occasione di
riflessione e sensibilizzazione su quanti uomini e donne si impegnano
(e hanno dato la loro vita) nel compiere un servizio di aiuto
umanitario. ...
Una rivoluzione copernicana intende invece investire il sistema sociale: si chiede oggi di non fornire semplicemente aiuti alle persone ma di impegnarsi a porre fine alle necessità delle stesse. Un onere che passa dal rafforzare il sistema di welfare nazionale, all’anticipare le possibili crisi e inoltre all’allentare il divario nello sviluppo umano. Infine occorre investire nell’umanità: una responsabilità non da poco poiché accettare e agire sulle responsabilità condivise per l’umanità richiede un alto investimento a livello politico, istituzionale e finanziario, che non molti governi intendono assumersi. ... Giornata Mondiale Umanitaria 2016: quale il senso?-------------------------------------------------------------- Il
19 agosto si celebra
la Giornata mondiale umanitaria per ricordare quanti, ogni giorno,
aiutano milioni di persone in tutto il mondo, affrontando spesso
pericoli e avversità. La Giornata è stata scelta dall’Assemblea
generale dell'Onu in ricordo dell’anniversario del bombardamento della
sede delle Nazioni Unite a Baghdad nel 2003, in cui morirono 22
persone, ed è dedicata in particolare a coloro che rischiano la vita al
servizio degli altri. Ma cosa vuol dire essere un operatore
umanitario? Marina Tomarro ha raccolto la testimonianza
di Giuseppe Pedron, da dieci anni in Sri Lanka come
coordinatore dell'Asia meridionale per la Caritas Italiana
RADIO VATICANA: Giornata umanitaria: la testimonianza di un operatore Caritas---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Ai bambini bisogna accostarsi con fede... (Don Tonino Bello) Gesù è venuto a portare il fuoco sulla terra, ma ha bisogno di noi... (Wilma Chasseur) E' importante che il riposo non sia... (Giovanni Paolo II) Maria riconosce Dio come Dio, e scopre in sè... (Silvano Fausti) I doni di Dio fanno impallidire... (Elizabeth Barret Browning) La bontà va oltre la giustizia... (P. Ermes Ronchi) Gesù vuole raggiungere tutti... (Papa Francesco) Il Signore si china sugli umili... (Papa Francesco) Nessun uomo, in nessun tempo e luogo... (mons. Antonio Riboldi) Gesù non è freddo, non ha un cuore freddo... (Papa Francesco) La legge consiste nell'amare Dio e amare il prossimo... (Hèlder Camara)-------------------------------------------------------------- 14 agosto memoria liturgica di san Massimiliano Kolbe,
sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e martire, che,
fondatore della Milizia di Maria Immacolata, fu deportato in diversi
luoghi di prigionia e, giunto infine nel campo di sterminio di
Auschwitz offre la sua vita di sacerdote in cambio di quella di un
padre di famiglia, suo compagno di prigionia. Muore pronunciando «Ave
Maria». Sono le sue ultime parole, è il 14 agosto 1941. Giovanni Paolo
II lo ha chiamato «patrono del nostro difficile secolo».
Non temete di amare troppo la Madonna... Fai bene ciò che fai... -------------------------------------------------------------- Roger Louis Schutz, noto semplicemente come frère Roger,
è stato un monaco svizzero di fede cristiana riformata, fondatore della
comunità monastica ecumenica a carattere internazionale di Taizé. Il 16
agosto 2005, durante la preghiera della sera che raduna la Comunità di
Taizé e migliaia di giovani, frère Roger viene ucciso nella chiesa
della Riconciliazione.
Per saperne di più vedi Ricordo di Frère Roger di Taizé: Senza fiducia siamo... Molti si pongono la domanda: che cosa Dio si aspetta da me?... -------------------------------------------------------------- Il 16 agosto 1815 nasceva Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco.
Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il
metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso
sempre a prevenire anziché a reprimere.
Fu il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934 San Giovanni Bosco è patrono di Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori Don Bosco ha svolto la sua missione... (Papa Francesco)
Voi siete la delizia e l'amore...-------------------------------------------------------------- È una delle storie di
eroismo cristiano più limpide quella di San Massimiliano Kolbe, il
religioso polacco che la Chiesa ricorda alla vigilia della Festa
dell’Assunta, giorno in cui nel 1941 fu ucciso nel campo di
concentramento di Auschwitz. Paolo VI lo beatificò il 17 ottobre 1971 e
il suo connazionale, San Giovanni Paolo II, lo proclamò Santo il 10
ottobre 1982.
RADIO VATICANA: Padre Massimiliano Kolbe, il cielo che illuminò il bunker------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 12,49-53
Il
fuoco che Gesù è venuto a gettare sulla terra non è quello profetizzato
dal Battista, il fuoco inestinguibile che avrebbe arso per sempre i
nemici di Dio (3,9), bensì quello della Pentecoste (At 2,3),
lo Spirito Santo di Dio, fuoco d'Amore che tutti vuole infiammare.
Questo è il fuoco che Gesù è venuto a portare, questo è il giudizio di
Dio che si rivela nel mistero Pasquale di Gesù. E' questa fiamma d'amore che lo conduce ad attraversare l'acqua del battesimo (3,21-22), il battesimo nelle acque della nostra umanità, la condivisione della nostra morte."
... L'Eucaristia, infinito progetto d'Amore, ci unisce al mistero di Gesù ed esige da noi divisioni e strappi da una vita senza senso, una vita di peccato, necessita la morte dell'uomo vecchio perché possa finalmente rinascere l'uomo nuovo, quello fatto ad immagine dell'unigenito Figlio Gesù. E' il costo della libertà e della vita nuova. -------------------------------------------- Commento
XX Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Geremia 38,4-6.8-10; Salmo 39; Ebrei 12,1-4; Luca 12, 49-53 ...
Gesù
nel Vangelo di Tommaso ha questa espressione: «Stare vicino a me è
stare vicino al fuoco». Siamo discepoli di un Vangelo che brucia,
brucia dentro, ci infiamma qualche volta almeno, oppure abbiamo una
fede che rischia di essere solo un tranquillante, una fede sonnifero?
Il Vangelo non è un bavaglio, ma un megafono. Ti fa voce di chi non ha
voce, sei il giusto che lotta in mezzo alle ingiustizie, mai passivo e
arreso, mai senza fuoco.
Quanto
vorrei che questo fuoco fosse già acceso. Eppure arde! C'è dentro le
cose il seme incandescente di un mondo nuovo. C'è una goccia di fuoco
anche in me, una lingua di fuoco sopra ognuno di noi a Pentecoste, c'è
lo Spirito santo che accende i suoi roveti all'angolo di ogni strada.
-------------------------------------------- ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
Siamo germogli di luce nel mondo
di P. Ermes Ronchi
Letture:
Ap 11,19; 12,1-6.10; Salmo 44; 1Cor 15,20-26; Lc 1,39-56
L'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo è l'icona del nostro futuro, anticipazione
di un comune destino: annuncia che l'anima è santa, ma che il
Creatore non spreca le sue meraviglie: anche
il corpo è santo e avrà, trasfigurato, lo stesso
destino dell'anima. Perché l'uomo è uno.
I
dogmi che riguardano Maria, ben più che un privilegio esclusivo,
sono indicazioni esistenziali valide per ogni uomo e ogni donna.
... Santa Maria ci aiuta a camminare occupati dall'avvenire di cielo che è in noi come un germoglio di luce. Ad abitare la terra come lei, benedicendo le creature e facendo grande Dio -------------------------------------------- "La morte della Vergine"
-Il Vangelo secondo Caravaggio - Guida alla lettura
don Paolo Scquizzato I sabati della Mater Unitatis:
"La luce e la tenebra"
Incontro del 17.01.2015
video-------------------------------------------- Maria,
la fantasia di Dio
di Alberto Maggi
L’inizio e la fine della vita terrena di Maria corrispondono al compimento del progetto che Dio ha sull’umanità:
creati per diventare suoi figli, realizziamo questa figliolanza nella
vita terrena mediante la pratica di un amore che somigli a quello di
Dio e proseguiamo presso il Padre la nostra esistenza oltrepassando la
soglia della morte.
La
Chiesa presenta come modello perfetto di questo itinerario Maria:
l’ingresso nell’esistenza terrena viene celebrato con l’Immacolata e
quello nella sfera di Dio con l’Assunta.
Come
per l’Immacolata, quello dell’Assunta è un altro dei dogmi recenti
(Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus, 1950) che non hanno
alcuna diretta radice nella Sacra scrittura, ma che appartengono di
buon diritto al patrimonio della fede del popolo cristiano.
L’Assunta
è infatti una verità di fede nata non dalla speculazione teologica ma
dal buon senso o intuito della gente, e in passato era una festività
tanto importante da stare alla pari col Natale, la Pasqua e la
Pentecoste, le tre grandi solennità dell’anno liturgico.
Ma dobbiamo chiederci che può significare oggi per noi celebrare una simile festa.È
ancora una volta rimanere sbalorditi di fronte ai tanti straordinari
privilegi che Dio ha abbondantemente riversato su Maria, oppure una
proposta, una possibilità valida per tutti i credenti?
...
Dio
non ha creato l’uomo per la morte, ma per la vita, per una vita che può
raggiungere la stessa qualità divina, ed essere perciò inattaccabile e
indistruttibile.
La festa dell’Assunta ci ricorda e ci stimola quel che possiamo essere.
Ci ricorda che noi siamo importanti agli occhi del Padre che ci vuole innalzare al suo stesso livello.
Ci
stimola perché al desiderio del Signore di renderci simili a lui, deve
corrispondere anche il nostro impegno di vivere una vita di una tale
qualità da renderla indistruttibile e capace quindi di durare per
sempre.
Per
Maria l’assunzione non è stato un premio ricevuto per meriti speciali,
ma la conclusione logica della sua esistenza che fin da Nazaret ha
diretto sempre verso scelte di servizio, d’amore, pertanto di vita.
Anche quando scegliere non era né facile è logico, anche nelle
situazioni più drammatiche, Maria ha scelto la vita.
Maria si è fidata della fantasia di Dio. ...
L’assunzione è il coronamento logico della vita di Maria e della fantasia di Dio: la
donna, l’essere emarginato che non poteva neanche mettere piede dentro
il santuario, Dio la vuole con sé. Il Signore l’innalza al suo stesso
livello ed elimina la distanza che lo separava dall’umanità.
E
noi oggi non dobbiamo stare a guardare con il naso per aria verso il
cielo (At 1,11), ma far si che pure la nostra vita sia una festa della
fantasia di Dio.
... L’assunzione è la festa e la condizione di quanti hanno saputo essere fedeli all’amore portando così a compimento il progetto di Dio sull’uomo. Maria, la fantasia di Dio-------------------------------------------- Visitare i carcerati
di Enzo Bianchi
La
sesta azione di misericordia corporale ha dei destinatari particolari
rispetto alle altre: è indirizzata a uomini e donne per lo più
colpevoli per i delitti commessi; e dove c’è delitto, dentro di noi
emerge la parola “castigo”. La sequenza “delitto e castigo”, titolo del
celebre romanzo di Fëdor Dostoevskij, dice molto dei nostri sentimenti
e atteggiamenti, peraltro alimentati da un cristianesimo ben poco
ispirato dal Vangelo. Per questo visitare i carcerati è l’azione di
misericordia più disattesa. Di più, va anche detto che, se è vero che i
delitti creano i carcerati, sovente i nostri pregiudizi creano forme di
carcere, ghettizzano e rendono chi esce dal carcere come un lebbroso
che preferiamo tenere lontano da noi, soprattutto da casa nostra.
Bisogna
d’altra parte riconoscere che oggi non è così facile visitare i
carcerati: occorrono permessi rilasciati dall’autorità giudiziaria,
occorrono motivazioni documentate, e chi vuole realmente praticare
questa azione si scontra poi con le lentezze burocratiche che
scoraggiano il tentativo di ripetere la domanda fatta in vista di un
esito positivo. Ma prima di questa barriera reale, è innegabile che
visitare i carcerati è un’azione che richiede coraggio e
determinazione: c’è chi non va mai una volta nella vita a trovare un
carcerato perché non trova il tempo, ma per molti più che la mancanza
di tempo è un sentimento di vergogna che impedisce questa azione.
... Andare in carcere, intraprendere una relazione con un detenuto, occhi negli occhi, mano nella mano, ascoltarlo, soprattutto ascoltarlo e dargli una carezza non è solo fare un’azione di misericordia, ma per chi lo fa è imparare ad amare. Visitare i carcerati-------------------------------------------- Le Beatitudini... cuore pulsante del Vangelo di Aldo Pintor Le Beatitudini riportate nei Vangeli di Matteo e Luca potremmo definirle, senza tema di errore, il cuore pulsante del Vangelo.
Una delle letture interpretative più belle di questi splendidi brani biblici la fa senz'altro il frate servita Alberto Maggi in un libro meraviglioso edito da Cittadella. Purtroppo,
sono ancora troppo pochi i cattolici che si fermano a riflettere sui
testi delle Scritture su cui si fonda la loro fede. Da tempo, comunque,
anche autori notoriamente laici come il recentemente scomparso Umberto
Eco, hanno chiesto di inserire nei programmi scolastici anche
l'insegnamento della Bibbia. Questo produrrebbe enormi benefici sia nel
far conoscere meglio questi testi che comunque sono alla base della
nostra cultura esattamente come le storie delle mitologie greca, ma
inoltre la conoscenza dei testi biblici farebbe cadere tanti falsi
bigattismi che purtroppo proliferano tra i credenti, appunto, perchè di
fatto la Bibbia tra i fedeli non è conosciuta. La diffusione della
conoscenza delle Scritture consentirebbe di capire meglio anche la
nostra cultura italiana e europea, perchè sono innumerovoli le opere
d'arte o letterarie oltre che i modi di dire che si ispirano tanto al
Vecchio quanto al Nuovo Testamento di cui spesso non si è in grado di
cogliere l'origine.
A schiudere ulteriori orizzonti sui brani evangelici chiamati Beatitudini è uscito il bellissimo testo del Cardinal Gianfranco Ravasi il quale definisce le Beatitudini il più grande discorso fatto all'umanità di ogni tempo, “Le Beatitudini” (pp. 210 € 19). L'autore non ha bisogno di presentazioni è presidente del Pontificio Consiglio per la cultura. ... --------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
più grande tipografia di Bibbie al mondo, che si trova in Cina, ha
stampato la 150.000.000 copia della Bibbia. E in Italia? Don Luca
Mazzinghi, presidente dell'Associazione biblica italiana, traccia un
bilancio tra luci (molte) e ombre. Tra queste, il fatto che a
cinquant'anni dal Concilio "la Bibbia resta ancora un'illustre
sconosciuta per moltissimi, troppi cattolici". Il punto d'arrivo: "una
animazione biblica dell'intera pastorale".
...
“Dobbiamo
chiederci se davvero nel popolo di Dio le Scritture riescono ancora a
scaldare il cuore, come ai due discepoli di Emmaus. O se quando il Papa
parla di Vangelo si trova sempre qualcuno pronto ad accusarlo di essere
comunista, come capita appunto a Francesco”.
...A
un livello più profondo, la lettura della Bibbia appare talora
subordinata all’idea che il magistero della Chiesa sia, alla fin fine,
superiore alla stessa Parola di Dio e non al servizio di essa, come
vuole il concilio Vaticano II: un’idea che una buona parte della
gerarchia cattolica non ha ancora contribuito a dissipare, nonostante
Papa Francesco.
... -------------------------------------------- Pubblichiamo
il testo integrale della relazione “Costruttori di ponti: per una
diplomazia del dialogo alla scuola di don Tonino Bello” tenuta l’11
agosto a Tricase (Lecce) da mons. Vito Angiuli, vescovo della diocesi
di Ugento – Santa Maria di Leuca, in occasione dell’incontro
internazionale “Mediterraneo un mare di ponti” e la firma della Carta
di Leuca
FAMIGLIA CRISTIANA: «L’EUROPA SOGNATA DA DON TONINO BELLO ERA UNA CASA IN CUI NORD E SUD SI AIUTANO»--------------------------------------------------------------- Il Papa ha
nominato prefetto del nuovo Dicastero per i Laici, la Famiglia e la
Vita monsignor Kevin Joseph Farrell, finora vescovo di Dallas,
negli Stati Uniti.
Il nuovo Dicastero – afferma il Motu Propriodi Papa Francesco "Sedula Mater" ("Madre premurosa") pubblicato oggi - assumerà dal prossimo primo settembre competenze e funzioni finora appartenuti alPontificio Consiglio per i Laici e al Pontificio Consiglio per la Famiglia che cesseranno di esistere. Si tratta – scrive il Papa – di conformare i Dicasteri della Curia Romana “alle situazioni del nostro tempo” adattandoli “alle necessità della Chiesa universale”. In particolare – sottolinea – si “offrire sostegno e aiuto” ai laici, alla famiglia e alla vita “perché siano testimonianza attiva del Vangelo nel nostro tempo e espressione della bontà del Redentore”. ... sia la Pontificia Accademia per la Vita che il Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per Studi su Matrimonio e Famiglia sono connessi con il nuovo Dicastero, come afferma lo Statuto del nuovo organismo approvato ad experimentum dal Papa nel giugno scorso, in merito alle problematiche di loro competenza. La deroga all’art. 6 degli Statuti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Studi sul Matrimonio e sulla Famiglia (1 febbraio 2011), è relativa al fatto che essi prevedono che il Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense sia anche Gran Cancelliere dell’Istituto su Matrimonio e Famiglia. Quindi, il Gran Cancelliere dell’Università Lateranense, il cardinale Agostino Vallini, cessa dal primo settembre di essere anche il Gran Cancelliere del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Studi sul Matrimonio e sulla Famiglia. Monsignor Paglia succede alla guida dell'Accademia per la Vita a monsignor Ignacio Carrasco de Paula. Mentre monsignor Sequeri succede a monsignor Livio Melina. Il Papa ha poi inviato una lettera chirografa a monsignor Paglia, in cui sottolinea che "chinarsi sulle ferite dell'uomo, per comprenderle, curarle e guarirle è compito di una Chiesa fiduciosa nella luce e nella forza di Cristo risorto, capace di affrontare anche i luoghi della tensione e del conflitto come un 'ospedale da campo', che vive, annuncia e realizza la sua missione di salvezza e di guarigione proprio là dove la vita degli individui a più minacciata dalle nuove culture della competizione e dello scarto". Il Papa chiede a Paglia di impegnarsi "in maniera rinnovata nell'approfondimento e nella diffusione del magistero, confrontandosi con le sfide della cultura contemporanea". "L'ambito di riflessione - scrive il Papa - siano le frontiere; anche nello studio teologico non venga mai meno la prospettiva pastorale e l'attenzione alle ferite dell'umanità". ... AVVENIRE: Laici, famiglia e vita: il nuovo dicaastero---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 13/08/2016:
|
|||||||||||||
|
Sei
interessato a
ricevere la nostra newsletter
ma non sei iscritto ? Iscriversi è facile e gratuito. ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER riceverai la newsletter di
"TEMPO PERSO", ogni settimana, direttamente nella
casella di posta elettronica.
|