"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°34 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 27 agosto al 2 settembre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 9 settembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






Terremoto Italia Centrale


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Preghiera per le vittime, vicinanza e solidarietà per i sopravvissuti
 #terremoto #luttonazionale #preghiera #solidarietà

  27 agosto lutto nazionale...


  Dove sei Dio??... (vignetta GIOBA)

Papa Francesco ai terremotati: la Chiesa è con voi!!
"Appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana"
(video - estratto Angelus del 28.08.2016)

  video

Ho chiesto a Dio: "Perchè hai creato questa terra che quando si muove distrugge le case e uccide gli uomini che ci stanno dentro in pace...??"
Lui mi guarda e non risponde...
Ha il volto triste più del mio...
Mi guarda intensamente e in quello sguardo sento la risposta...
"Ho creato la terra con le sue ricchezze e i suoi mutamenti, le sue bellezze e i misteri da scoprire...
Ho creato tutto in armonia e alla fine ho creato l'uomo, donandogli l'intelligenza per studiare la terra per viverci sereno e in pace...
E con questa intelligenza che gli ho dato, l'uomo ha imparato a scoprire il movimento delle stagioni e del tempo e ha imparato anche a costruire le sue case con sapienza per resistere ai terremoti..."
Ora capisco la tristezza di Dio...
Non è triste perché lo accuso, ma perché vede il dono che ha fatto sprecato dalla disonestà dell'uomo... che trasforma la terra in nemica e uccide la speranza. (don Giovanni Berti)

  Dicono che è colpa tua!!... (vignetta Gioba)

Preghiera per le vittime, vicinanza e solidarietà per i sopravvissuti
 #terremoto #luttonazionale #preghiera #solidarietà

  30 agosto lutto nazionale...

immagini più eloquenti di tanti discorsi...
#terremoto #preghieraperlevittime #solidarietàperisuperstiti


 
Foto...

Non si ferma la catena di solidarietà che stringe gli abitanti colpiti dal terremoto. L'ultima buona notizia è quella di Marco, 10 anni, di Amatrice che con la famiglia verrà ospitato in una casa all'Aquila per superare il trauma del post evento. Grazie anche a 15 ore di terapie settimanali.

  L'AQUILA SOLIDALE CON UN BIMBO AUTISTICO DI AMATRICE

Le notizie che ci piace leggere... non "chiacchiere", ma fatti!!!

  La Chiesa apre le porte agli sfollati

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Distruzione, morte e umanità Dov'è Dio e dov'è l'uomo di Enzo Bianchi

Il giorno dei funerali delle vittime del terremoto è il momento in cui il dolore dei singoli assume una dimensione e una visibilità comunitaria, sociale. Nelle bare, che sono sempre troppe, insopportabilmente troppe, sono rinchiuse le speranze di chi è rimasto sotto le macerie e di chi da quelle macerie è uscito distrutto nei suoi sentimenti più cari. ...
Da alcuni giorni non cessano di risuonare due domande che sono un unico grido di dolore: "Perché?" e "Dio, dove sei?". Sono domande antiche come il mondo e brutalmente nuove di fronte a ogni catastrofe. ...
Il "perché?" riguarda le cause del terremoto, che non sono mai solo naturali, e che dovrebbero essere affrontate con lucidità e serietà nell’immediato, ma ancor più nelle fasi successive, per dare non una risposta ma un fine a questo "perché" e renderlo un "affinché", così che il "mai più!" non risuoni come generica promessa, reiterata in modo scandalosamente inutile a ogni sciagura.
"Dio, dove sei?" invece è l’interrogativo che scuote la nostra fede nel Dio narratoci da suo figlio Gesù: un Padre che non castiga né punisce, ma che perdona, resta misericordioso e invita tutti a non peccare più. ...
Eppure tutta la tradizione spirituale ebraica e cristiana, ci dice che Dio non è lontano, è con le vittime, accanto a loro, in qualche misura partecipa alle sofferenze umane e accompagna silenziosamente ciascuna di loro per abbracciarla al di là della morte e darle quella vita promessa che è stata contraddetta e negata nella storia.  ...
la vera domanda da porsi è "Dov’è l’uomo?". ...
Anche oggi che siamo senza parole dobbiamo ripeterci gli uni altri che l’ultima parola non è e non sarà la morte, ma la vita piena che Dio dona a tutti noi, suoi figli e figlie: l’ultima parola spetterà a Dio ...

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TERREMOTO La storia di suor Mariana, della sua fotografia, ormai simbolo del terremoto, e la sua richiesta di impegno per i sopravvissuti


La storia che parte da questa foto, che ritrae suor Mariana sdraiata a terra, ad Amatrice, con il volto insanguinato e l’abito coperto di polvere, è diventata l’immagine-simbolo del terremoto. 
Ma chi è suor Mariana che, lo ricordiamo, un vicino ha estratto dalle macerie della struttura religiosa nella quale si occupava di anziani? Ecco il servizio di Lucia Ascione per il TG di TV2000
  VIDEO Servizio TV2000
"Bisogna stare fisicamente vicini a coloro che sono sopravvissuti e soffrono, per poter ridare la speranza nella vita!!"
   VIDEO (piccolo estratto video da "AGORA' ESTATE - Raitre del 26.08.2016)


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IL CASTIGO DI DIO… di Alberto Maggi

Puntuali, a ogni calamità emergono i tenebrosi necrofori. Sembra che non aspettino altro che le disgrazie, sono il loro abietto alimento. I necrofori sanno che le loro argomentazioni, tremende quanto ridicole, spietate quanto disumane, non hanno alcun fondamento, ma approfittano del momento in cui le persone sono stordite dal dolore e affogate nella disperazione per scagliare le loro inappellabili sentenze, e il verdetto è sempre quello: è il castigo di Dio! E di motivi a Dio per castigare l’umanità non ne mancano, ha solo da scegliere. C’è del sadico piacere in queste persone nell’affondare il coltello sulla piaga del dolore per rivendicare che avevano ragione: l’immoralità della società, la depravazione dei costumi, l’abbandono della pratica religiosa, che cosa altro potevano portare se non terribili castighi divini?
Pur rifacendosi a Dio questi beccamorti mostrano di non conoscerlo minimamente. Dio è Amore (1 Gv 4,8), e nell’amore non c’è alcuna parvenza di castigo.
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È una bestemmia pensare che Dio, che ha inviato il suo unico Figlio per salvare il mondo, poi lo voglia distruggere a forza di cataclismi.

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L'uomo davanti alla rabbia della natura di Enzo Bianchi

Davanti alla tragicità di eventi come questo terremoto dovremmo vigilare affinché l’angoscia del restare “senza parole” non sia anestetizzata dal ripetere parole senza senso. Sentire che ai sopravvissuti Dio avrebbe fatto la grazia di non essere travolti dal terremoto, fa intendere che Dio l’avrebbe al contempo rifiutata a chi invece è morto. Chi si è salvato potrebbe allora gridare al miracolo, ma quanti sono rimasti schiacciati dalle macerie, a cominciare da tanti bambini, avrebbero conosciuto solo il volto di un Dio irato.
Non è questa la fede cristiana, così come non lo è l’affibbiare implicitamente al Dio di Gesù Cristo il nome di “destino”: retaggio di una mentalità “pagana” che secoli di cristianesimo non hanno mai superato definitivamente. La nostra vita è stata affidata alle nostre mani, mani fragili, mani capaci anche di commettere il male, mani più sovente responsabili di omissioni nei confronti del bene.
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Allora, di fronte a una tragedia naturale come quella del terremoto, i cristiani, in nome della loro sequela di un Signore crocifisso che ha preso su di sé la violenza e il dolore, fino alla morte ignominiosa patita da innocente, devono impegnarsi nell’acquisire e nel condividere una sapienza necessaria all’intera umanità. ...
Ora sta a tutti, in una solidarietà umana che varca ogni confine di religione e fede, impegnarsi in modo serio e perseverante nell’aiuto alle popolazioni colpite: non basta l’emotività passeggera, non basta la commozione di un momento, tanto più intensa quanto più da vicino la tragedia ci riguarda: occorre un impegno serio e continuo, non solo per ricostruire, ma per farlo in modo previdente e lungimirante, perché ai nostri giorni le cause di una tragedia “naturale” e soprattutto le sue dimensioni, non sono mai interamente ineluttabili, ma sono determinate anche da comportamenti e scelte politiche ed economiche, dalle priorità assegnate ai diversi campi di ricerca e di investimento, dal modo di sfruttare la terra e le sue risorse.
Anche da questa consapevolezza dipenderà la capacità dei cristiani di trovare il modo di agire per il bene comune e le parole per narrare, anche di fronte all’atrocità di tante morti assurde, la propria fede in un Dio di amore.

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Dio non è onnipotente: la fede e i dubbi davanti al dolore di Alberto Maggi

IL DIO IMPOTENTE
di Alberto Maggi
Il Concilio Vaticano II richiama l’enorme responsabilità, da parte dei cristiani, della presentazione di un Dio che, spesso, in nessun modo corrisponde a quello delvangelo, errata immagine che è una delle cause del rifiuto di Dio. Questo fa sì che molti non credenti “si rappresentano Dio in modo tale che quella rappresentazione che essi rifiutano, in nessun modo è il Dio del vangelo” (GS 19). Una delle cause dell’ateismo è il rifiuto di un Dio onnipotente. La logica non lascia scampo: se Dio è onnipotente allora non è buono, se è buono allora non è onnipotente. Altrimenti come si spiegherebbe l’impassibilità di Dio di fronte alle calamità che affliggono l’umanità? Come può permettere questo Dio onnipotente la sofferenza degli innocenti? E così questo Dio viene rifiutato.
Ma Dio è onnipotente? Vanamente si cercherebbe nella Bibbia questo attributo divino, anche se in certe edizioni confessionali della Scrittura si mantiene il termine per poi negarlo in nota. Esempio clamoroso è la Bibbia di Gerusalemme (testo CEI), dove si legge: “Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: Io sono Dio l’Onnipotente” (Gen 17,1). Ma poi nella nota al versetto si legge: “La traduzione comune “onnipotente”, seguita dalla BC, è inesatta”.
Ma da dove nasce questa traduzione errata che tanto ha influito (negativamente) nella spiritualità e nella formazione dei credenti invitati a credere in un Dio onnipotente, ma della cui onnipotenza non avevano alcuna esperienza?
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L’omelia di Monsignor D’Ercole durante la S. Messa Esequiale
Quante volte in questi giorni, amici miei, mi son sentito ripetere questa domanda. Dai familiari delle vittime; da chi si ritrova senza famiglia e senza casa; dai giornalisti in cerca di notizie; dai parenti e dagli amici nell’obitorio fra le salme che aumentano con il passare delle ore e dei giorni. Domande spesso solo pronunciate con il pianto e lo sguardo perso nel nulla. Esiste una risposta? Spesso l’unica è il silenzio e l’abbraccio.
Questa stessa domanda – “e adesso che si fa?” – l’ho rivolta in queste interminabili giornate di commozione e di strazio a Dio Padre, suscitato dall'angoscia di padri, madri, o figli rimasti orfani, dall'avvilimento di esseri umani derubati dell'ultima loro speranza.


  Giovanni D'Ercole:   E adesso, vescovo, che si fa?

Pubblichiamo integralmente l'omelia di monsignor Domenico Pompili al funerale per le vittime di Amatrice ed Accumoli. Un intervento a tratti severo, con un riferimento evidente a tutti i politici: «A uccidere non è solo il terremoto, ma anche le opere e le responsabilità umane. Per questo serve un impegno tenace, che non si accontenti della muscolare ingenuità del “tutto e subito” ma che sappia guardare oltre».

  Domenico Pompili:   IL TERREMOTO NON UCCIDE... UCCIDONO LE NEGLIGENZE UMANE


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Ci sono situazioni da cui non puoi essere assente. Ci sono momenti nei quali, a far la differenza, è proprio la presenza, che dice attenzione, disponibilità, solidarietà. Spinto da questi sentimenti mi sono recato ad Amatrice. Sento impotenza davanti a una natura severa. Sento disgusto per le diverse forme di sciacallaggio. Sento tanta generosità e voglia di ricominciare, in gente che chiede, essenzialmente, di non essere lasciata sola.

  Nunzio Galantino:  La generosità riscatta l'impotenza dell'uomo

L'ALTRA faccia del terremoto, della tragedia che ha devastato alcune zone dell'Italia centrale, è il ritorno del volontariato. Che ha partecipato, attivamente, ai soccorsi. E continuerà anche domani e dopo. Nelle aree colpite, in modo tanto violento e doloroso. Ma anche intorno. E per "intorno" intendo l'intero Paese. Perché il dramma delle popolazioni investite dal sisma ha mobilitato persone e comunità di tutta Italia. Che hanno "assistito" a questi eventi non solo da "spettatori". 

  Ilvo Diamanti:   Terremoto, le due facce del volontariato

Basta con la falsa par condicio: non ci interessano tutte le opinioni, ci interessano le opinioni di chi sa di che cosa parla. Altrimenti, davvero, basta un click: ma stavolta per spegnere questo frastuono assordante di falsità

  Roberto Saviano:   Il terremoto e l'informazione: il coraggio del rigore

Una vignetta ironizza sul sangue delle vittime del terremoto di Amatrice. Ma questa non satira e nemmeno libertà di espressione: è grottesca indecenza.

  Francesco Anfossi:   CHARLIE HEBDO, NON È SATIRA, È SOLO SCHIFO

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I NOSTRI TEMPI


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festa in mare...

 
  BATTEZZATA LA PICCOLA NOA MARY SULLA FREGATA FASAN


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Il 2 settembre 2015 la foto del corpicino di Aylan che giaceva su una spiaggia di Bodrum sconvolse il mondo. Il piccolo siriano aveva solo 2 anni: naufragò mentre tentava di raggiungere la Grecia insieme alla famiglia.L’ondata di indignazione mediatica toccò le coscienze, l’Unione Europea promise maggior impegno per evitare altre tragedia.
Alzi la mano chi non gridò: mai più.
E invece, un anno dopo, nulla o quasi è cambiato. Anzi, la situazione è peggiorata. 

  Marco Birolini:   Un anno dopo Aylan: si muore di più


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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   La vita è... (Jamess Matthew Barrie)
  Il martirio è "un segno... (Giovanni Paolo II)
  Autorevoli sono soltanto le parole che...  (Ermes Ronchi)
  Pregate per me  (Papa Francesco)
  Ci raggiunge sempre alla fine delle nostre notti... (Paolo Curtaz)
  Custodiamo Cristo nella nostra vita... (Papa Francesco)
 
Siamo custodi, non padroni di questa terra... (Papa Francesco)
  Dio ci giudica amandoci (Papa Francesco)
 
 
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27 agosto
Per ricordare Dom Helder Câmara, morto a 90 anni il 27 agosto 1999 
Era nato a Fortaleza il 7 febbraio del 1909. Ordinato sacerdote nel 1931, nel 1952 era diventato vescovo ausiliare di Rio de Janeiro. Nel 1964 era stato chiamato a guidare la diocesi di Olinda-Recife. Ritiratosi nell’aprile del 1985, aveva però continuato a vivere a Recife. Più volte candidato al premio Nobel per la pace, era stato tra i fondatori della Conferenza episcopale brasiliana e del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam).

  Speranza è credere nell'avventura dell'amore...
  Le persone ti pesano...

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28 agosto Memoria di sant’Agostino: convertito alla fede cattolica dopo una adolescenza inquieta nei princípi e nei costumi, fu battezzato a Milano da sant’Ambrogio. Dopo la morte della madre (santa Monica) si recò a Ippona, dove venne ordinato sacerdote e vescovo. 
Agostino è uno degli autori di testi teologici, mistici, filosofici, esegetici, ancora oggi molto studiato e citato; egli è uno dei Dottori della Chiesa come ponte fra l’Africa e l’Europa; il suo libro le “Confessioni” è ancora oggi ricercato, ristampato, letto e meditato.
  Le parole insegnano...
  Solo con il cuore arrivi...  
  Una lacrima per i defunti evapora...
  Queste sono le cose più gradite a Dio...
  ... Sia che tu taccia...
  Che nessuno cerchi di sottrarsi...
  La misura dell'amore è...

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31 agosto quarto anniversario della morte del card. CARLO MARIA MARTINI
Vedi lo speciale di Tempo Perso "Cardinale Carlo Maria Martini Profeta dei nostri tempi

  ... Sei stato un grande dono di Dio... 
  Beati coloro che sanno piangere...
  O Signore, tu ci scruti...
  In un mondo di disperati...
  Un tempo avevo sogni sulla Chiesa...

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Da leggere la preghiera per il creato ... e molto bello da ascoltare l'inno 

Comunità di Bose: Preghiera per il creato

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da questa mattina (01/09/2016) Madre Teresa in piazza San Pietro...
Tutte le informazioni utili da sapere sulla canonizzazione di Madre Teresa

  foto

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"Dom Helder Camara, che tanti veneriamo per le sue virtù e il suo esempio, fu veramente il Santo della Chiesa dei poveri . Con santa rassegnazione accettò che gli venisse dato come successore un vescovo che ha annullato tutte le sue iniziative, allontanando tutti i suoi collaboratori."

  Luigi Bettazzi:     Dom Helder Camara: Il santo dei poveri

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Muore con il vescovo Carlo Maria Martini un padre della Chiesa. Come Girolamo, come Ambrogio, come Agostino… «Una figura imponente di uomo di Chiesa», lo ha definito il card. Scola, suo successore a Milano. «Un uomo di Dio», «che ha non solo conosciuto, ma amato la Parola», ha detto di lui papa Benedetto XVI. L’eredità della sua figura, del suo pensiero, della sua testimonianza, è ora consegnata alla memoria della Chiesa, dell’intero popolo di Dio. Ha segnato col suo magistero fortemente carismatico un tratto importante dell’intera vicenda della Chiesa postconciliare. I 22 anni di ministero episcopale a Milano (1979-2002) ne sono stati il centro. Ma anche nel decennio successivo egli ha continuato a rappresentare un punto di riferimento, una guida per molti, cristiani, credenti di altre religioni, non credenti, finendo come sospinto nel centro della contraddizione del nostro tempo ad affrontare le questioni spirituali ed esistenziali nuove poste alle coscienze e alla Chiesa.

  Gianfranco Brunelli:    Un padre della Chiesa (pdf)

Nell'ambito del Progetto Archivio, la Fondazione Carlo Maria Martini sta raccogliendo la testimonianza di numerose persone che hanno conosciuto da vicino il Cardinale. Testimonianze che, insieme a numerosi altri materiali, saranno rese disponibili online a partire dal 2017. Qui anticipiamo alcuni passaggi della conversazione con Silvano Fausti, gesuita e biblista, realizzata pochi mesi prima della sua morte (24 giugno 2015).

  Sivano Fausti:    Il cardinal Martini, un grande maestro, che imparava da tutti (video)

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600 giornalisti accreditati, 125 corrispondenti televisivi, 15 delegazioni ufficiali, 100milabiglietti distribuiti a oggi. «Anche se è impossibile prevedere quanta gente sarà presente alla canonizzazione di Madre Teresa», così si è espresso il direttore della Sala Stampa vaticana, Greg Burke, presentando il grande evento dimisericordia che domenica 4 settembreunirà il mondo senza distinzioni di credo e cultura.
Nel corso della conferenza stampa è stata anche annunciata l’iniziativa “Io c’ero”...
Nella pagina numerosi link ad altri articoli su Madre Teresa

  AVVENIRE:   La canonizzazione di Madre Teresa: la festa spirituale e i numeri

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DARE UN VOLTO UMANO ALLA CITTÀ - HOREB 1/2016 (n. 73)

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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Agosto 2016: "Che lo sport promuova l’incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo." (videomessaggio)


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Vangelo: Lc 14,1.7-14
Tutti veniamo invitati al banchetto di nozze, ma soltanto chi è stato guarito da Gesù dall' "idropisia", "dall'egolatria" che ci rende gonfi e ci deforma, può passare dalla porta stretta ed entrare al banchetto di nozze dell'Agnello. Con questo insegnamento Gesù ci esorta ad assumere il suo stesso Spirito, lo Spirito di umiltà che è l'opposto dello spirito di protagonismo che ci trasforma in tanti idropici. Non si tratta certamente di norme di galateo o di piccoli accorgimenti per ottenere la tanto agognata poltroncina in Paradiso: è il lievito del Regno, la rivelazione del progetto del Padre che si è manifestato nel suo Figlio Gesù. Egli si è umiliato a tal punto da occupare l'ultimo posto, facendosi servo umile di tutti i fratelli. Solo in Lui, in pienezza, contempliamo come il Padre agisce nella nostra storia, facciamo esperienza che l'umiltà è la caratteristica di Dio così come Egli si è rivelato in Cristo Gesù, il quale"svuotò se stesso assumendo la forma di schiavo"(Fil 2,7). Scegliere allora nella Chiesa l'ultimo posto, scegliendo di servire gli ultimi. 
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"Il posto di Dio è sempre fra gli ultimi della fila" di p. Ermes Ronchi - XXII Domenica Tempo Ordinario - anno C


Commento
XXII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
LettureSiracide 3,19-21.30-31; Salmo 67; Ebrei 12,18-19.22-24; Luca 14,1.7-14
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Gesù spiazzava i benpensanti ...
Diceva: Quando sei invitato, va a metterti all'ultimo posto, ma non per umiltà o per modestia, bensì per amore: mi metto dopo di te perché voglio che tu sia servito prima e meglio. L'ultimo posto non è un'umiliazione, è il posto di Dio, che «comincia sempre dagli ultimi della fila» (don Orione); il posto di quelli che vogliono assomigliare a Gesù, venuto per servire e non per essere servito. 
Gesù reagisce alla eterna corsa ai primi posti opponendo «a questi segni del potere il potere dei segni». Una espressione di don Tonino Bello che illustra la strategia del Maestro: Vai all'ultimo posto, non per un senso di indegnità o di svalutazione di te, ma per segno d'amore e di creatività. Perché gesti così generano un capovolgimento, un'inversione di rotta nella nostra storia, aprono il sentiero per un tutt'altro modo di abitare la terra.
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L'uomo per star bene deve dare. È la legge della vita. Perciò anche legge di Dio 
Sarai beato, è il segreto delle beatitudini: Dio regala gioia a chi produce amore.

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1° settembre Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato - I cristiani uniti: preghiera - responsabilità - impegno

"Giovedì prossimo, 1° settembre celebreremo la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, insieme con i fratelli ortodossi e di altre Chiese: sarà un’occasione per rafforzare il comune impegno a salvaguardare la vita, rispettando l’ambiente e la natura." 
Papa Francesco - Angelus 28/08/2016
Umiltà e rispetto.
Appello delle Chiese cristiane
Giovedì 1 settembre i cristiani di tutte le Chiese presenti in Europa si uniranno idealmente in una preghiera per il creato che ha l’ambizione di diventare anche un vero e proprio movimento per spingere all’azione i rispettivi Governi. Perché il tempo è scaduto e lo stato di salute del pianeta terra è fortemente compromesso. Occorre agire subito e farlo con coerenza. È quanto dunque invitano a fare il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), la Conferenza delle Chiese europee (Kek) e la Rete cristiana europea per l’ambiente (Ecen) in una dichiarazione comune dal titolo: «Tempo per la Creazione — Preghiamo insieme per apprezzare e avere cura del dono della creazione». Il testo è firmato da padre Heikki Huttunen, segretario generale della Kek, da monsignor Duarte da Cunha, segretario generale del Ccee e dal reverendo Peter Pavlovic, segretario dell’Ecen.
La giornata per la custodia del creato, quest’anno, cade in un momento particolare per l’Italia tragicamente colpita la scorsa settimana da un terremoto che ha seminato morte e distruzione. ...
I responsabili dei tre organismi europei, firmatari della dichiarazione, sono fermamente convinti di trovarsi ad affrontare «sfide urgenti in termini di degrado ambientale e cambiamento climatico e, incoraggiati dalle parole della lettera enciclica di Papa Francesco Laudato si’» di essere chiamati a riconoscere una responsabilità condivisa....
Il rispetto, l'apprezzamento e la contemplazione del Creato sono una sollecitudine comune delle Chiese cristiane. Il Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa (CCEE) e la Conferenza delle Chiese Europee (CEC), in occasione della Giornata della Creazione, chiedono preghiere comuni e un rafforzamento del lavoro ecumenico per la cura della Creazione.
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  il testo integrale: Tempo per la Creazione - Preghiamo insieme per apprezzare e avere cura del dono della creazione
Giovedì 1° settembre
   alle ore 11.30 Conferenza Stampa per illustrare il Messaggio del Santo Padre Francesco “Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”, per la Celebrazione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato . ...
     alle ore 17  nella Basilica Vaticana, il Santo Padre Francesco presiederà la celebrazione dei Vespri
  il libretto della celebrazione (pdf)

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GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LA CURA DEL CREATO - PAPA FRANCESCO: Ascoltare il grido della Terra, ascoltare il grido dei poveri... e diamo spazio alla fantasia della carità... ottava opera di misericordia "cura della casa comune"


1° SETTEMBRE
GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA 
PER LA CURA DEL CREATO
Ascoltare il grido della Terra, ascoltare il grido dei poveri. E’ quanto afferma Papa Francesco nel Messaggio per l’odierna Giornata mondiale di preghiera, di carattere ecumenico, per la cura del Creato, istituita dal Pontefice il 10 agosto del 2015. Il Papa sottolinea che è necessaria una conversione ecologica che parta dal riconoscimento dei nostri peccati contro il Creato, quindi propone una “nuova opera di misericordia”: la “cura della casa comune”.
Questa mattina alle ore 11.30 , si è tenuta nella Sala Stampa della Santa Sede una Conferenza Stampa per illustrare il Messaggio del Santo Padre Francesco “Usiamo misericordia verso la nostra casa comune”, per la Celebrazione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato.
    video della conferenza
   testo integrale del Messaggio "Usiamo misericordia verso la nostra casa comune"

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I sogni di Martini e i progetti di Francesco


Due Sinodi sul ministero ordinato? 
Il terzo sogno di Martini e il terzo sinodo di Francesco 
di Andrea Grillo
Nell’ottobre del 1999, C. M. Martini pronunciava nel Sinodo dei vescovi dedicato all’Europa un famoso discorso, nel quale presentava alcuni “sogni” che lo avevano visitato. In particolare il terzo sogno era di un sorprendente profezia:
“Un terzo sogno è che il ritorno festoso dei discepoli di Emmaus a Gerusalemme per incontrare gli apostoli divenga stimolo per ripetere ogni tanto, nel corso del secolo che si apre, un’esperienza di confronto universale tra i vescovi, che valga a sciogliere qualcuno di quei nodi disciplinari e dottrinali che forse sono stati evocati poco in questi giorni, ma che riappaiono periodicamente come punti caldi sul cammino delle Chiese europee e non solo europee. Penso in generale agli approfondimenti e agli sviluppi dell’ecclesiologia di comunione del Vaticano II. Penso alla carenza in qualche luogo già drammatica di ministri ordinati e alla crescente difficoltà per un vescovo di provvedere alla cura d’anime nel suo territorio con sufficiente numero diministri del Vangelo e dell’Eucaristia. Penso ad alcuni temi riguardanti la posizione della donna nella società e nella Chiesa, la partecipazione dei laici ad alcune responsabilità ministeriali, la sessualità, la disciplina del matrimonio, la prassi penitenziale, i rapporti con le Chiese sorelle dell’Ortodossia e più in generale il bisogno di ravvivare la speranza ecumenica, penso al rapporto tra democrazie e valori e tra leggi civili e legge morale.”
Nei progetti di papa Francesco possiamo scorgere una sorta di provvidenziale “attuazione” di questo sogno. In vista del Sinodo Ordinario del 2018 si potrebbe ipotizzare – o sognare – un cammino simile a quello realizzato sul tema della “famiglia”: far precedere al Sinodo ordinario del 2018, un Sinodo straordinario nel 2017. La cui preparazione dovrebbe iniziare in autunno 2016. Dunque tra pochissimo.
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I sogni di Martini e i progetti di Francesco: in questa corrispondenza, a distanza di meno di 20 anni, proviamo a recuperare il terreno perduto.

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Da dove proviene il male? È la domanda che fin dall’antichità gli uomini hanno sempre posto senza mai trovare risposta. Nelle religioni primitive il problema era stato risolto ponendo accanto a un dio buono, creatore della vita e autore del bene, un dio malvagio, portatore della morte e di ogni altra calamità.

  Alberto Maggi:   Dio e il male: dalle religioni primitive a Gesù

Un giorno dialogavo con il mio amico filosofo, non credente, Norberto Bobbio. Lui mi dice: «Ma Dio dov’è? Se permette guerre, terremoti, fame, dov’è?». Di fronte a una domanda così mi ritrovai a difendere Dio. «Posso fare una riflessione?». «Certamente». «La guerra: la colpa è di Dio o dell’uomo? La fame: la colpa è di Dio o dell’uomo? Gli incidenti stradali: la colpa è di Dio o dell’uomo? Così per un terremoto: la colpa è di Dio o dell’uomo? Se l’uomo facesse tutta la sua parte e costruisse case come la tecnica insegna, forse i danni sarebbero minimi. L’uomo ha in sé l’intelligenza per costruire anche in zone sismiche ma con una saggezza diversa. Sì o no?». ...

  Ernesto Oliviero:   Io difendo Dio (parlare non basta)


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La novità più interessante di questo messaggio? «Il collegamento della prassi penitenziale della tradizione cristiana con il temi centrali dellaLaudato si’ ». Lo sostiene Simone Morandini, docente di teologia della creazione alla Facolta teologica del Triveneto e coordinatore del progetto “etica, filosofia e teologia” della Fondazione Lanza.

  Luciano Moia:   Morandini: «Che intuizione collegare scelte ecologiche e penitenza»

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Messaggio di S.S. il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I
Messaggio Patriarcale in occasione della Giornata di preghiera per la salvaguardia del creato 2016

  Bartolomeo I:   Messaggio per la giornata di preghiera per la salvaguardia del creato

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La sovranità dell’uomo sul cosmo non è trionfalismo di specie, ma assunzione di responsabilità verso i deboli, i poveri, gli indifesi. L’unico titolo che questi hanno per essere rispettati, in assenza di altri privilegi e risorse, è quello di essere persona umana. Il Dio della Bibbia — ma anche di altre religioni — è un Dio «che ascolta il grido dei poveri», che «ha pietà del debole e del povero», che «difende la causa dei miseri», che «fa giustizia agli oppressi», che «nulla disprezza di ciò che ha creato».

  Raniero Cantalamessa:   Gli uomini, la casa comune e la responsabilità verso i più deboli nell’omelia del predicatore della Casa Pontificia durante i vespri nella basilica vaticana - Unico titolo di merito


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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni



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“I preti devono crescere nella capacità di discernere" Papa Francesco

La Civiltà Cattolica ha pubblicato la trascrizione del dialogo tra Papa Francesco e 28 gesuiti polacchi che l’hanno incontrato nel pomeriggio dello 30 luglio 2016 a Cracovia. Il Papa ha risposto anche ad alcune domande sui giovani, le Università dei Gesuiti e alcuni ricordi personali
Il suo messaggio arriva al cuore dei giovani. Come fa a parlare loro così efficacemente? Potrebbe darci qualche consiglio per lavorare con i giovani?
Quando parlo, devo guardare la gente negli occhi. Non è possibile guardare gli occhi di tutti, ma io guardo gli occhi di questo, di questo, di questo… e tutti si sentono guardati. ...
Ecco: bisogna essere diretti, diretti con la verità.
Qual è il ruolo dell’Università dei gesuiti?
Una Università retta dai gesuiti deve puntare a una formazione globale e non solamente intellettuale, una formazione di tutto l’uomo. ...
Come mai si è fatto gesuita?
 ...
In questo gruppo ci sono alcuni preti appena ordinati. Ha consigli per il loro futuro?
...
Voglio aggiungere adesso una cosa. Vi chiedo di lavorare con i seminaristi. Soprattutto date loro quello che noi abbiamo ricevuto dagli Esercizi: la saggezza del discernimento. 
La Chiesa oggi ha bisogno di crescere nella capacità di discernimento spirituale. Alcuni piani di formazione sacerdotale corrono il pericolo di educare alla luce di idee troppo chiare e distinte, e quindi di agire con limiti e criteri definiti rigidamente a priori, e che prescindono dalle situazioni concrete: «Si deve fare questo, non si deve fare questo…». E quindi i seminaristi, diventati sacerdoti, si trovano in difficoltà nell’accompagnare la vita di tanti giovani e adulti. Perché molti chiedono: «Questo si può o non si può?». Tutto qui. E molta gente esce dal confessionale delusa. Non perché il sacerdote sia cattivo, ma perché il sacerdote non ha la capacità di discernere le situazioni, di accompagnare nel discernimento autentico. Non ha avuto la formazione necessaria. Oggi la Chiesa ha bisogno di crescere nel discernimento, nella capacità di discernere. E soprattutto i sacerdoti ne hanno davvero bisogno per il loro ministero. Per questo occorre insegnare ai seminaristi e ai sacerdoti in formazione: loro abitualmente riceveranno le confidenze della coscienza dei fedeli. La direzione spirituale non è un carisma solamente sacerdotale, ma anche laicale, è vero. Ma, ripeto, bisogna insegnare questo soprattutto ai sacerdoti, aiutarli alla luce degli Esercizi nella dinamica del discernimento pastorale, che rispetta il diritto, ma sa andare oltre. Questo è un compito importante per la Compagnia. Mi ha colpito tanto un pensiero del padre Hugo Rahner (2). Lui pensava chiaro e scriveva chiaro! Hugo diceva che il gesuita dovrebbe essere un uomo dal fiuto del soprannaturale, cioè dovrebbe essere dotato di un senso del divino e del diabolico relativo agli avvenimenti della vita umana e della storia. Il gesuita deve essere dunque capace di discernere sia nel campo di Dio sia nel campo del diavolo. Per questo negli Esercizi sant’Ignazio chiede di essere introdotto sia alle intenzioni del Signore della vita sia a quelle del nemico della natura umana e ai suoi inganni. È audace, è audace veramente quello che ha scritto, ma è proprio questo il discernimento! Bisogna formare i futuri sacerdoti non a idee generali e astratte, che sono chiare e distinte, ma a questo fine discernimento degli spiriti, perché possano davvero aiutare le persone nella loro vita concreta. Bisogna davvero capire questo: nella vita non è tutto nero su bianco o bianco su nero. No! Nella vita prevalgono le sfumature di grigio. Occorre allora insegnare a discernere in questo grigio.
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  OGGI LA CHIESA HA BISOGNO DI CRESCERE NEL DISCERNIMENTO

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Papa Francesco istituisce il dicastero «per il servizio dello sviluppo umano integrale» e si occuperà personalmente della sezione che seguirà la questione di profughi e migranti

Nasce il dicastero «per il servizio dello sviluppo umano integrale». Il nuovo organismo è stato istituito da Papa Francesco con il motu proprio approvato il 17 agosto scorso, su proposta del Consiglio di cardinali, e pubblicato sull’Osservatore Romano insieme al relativo statuto.
Nel dicastero confluiranno, dal 1° gennaio 2017, gli attuali Pontifici Consigli della giustizia e della pace, Cor Unum, della pastorale per i migranti e gli itineranti e della pastorale per gli operatori sanitari. In quella data i quattro dicasteri cesseranno dalle loro funzioni e verranno soppressi, essendo abrogati gli articoli 142-153 della costituzione apostolica Pastor bonus. In tal modo il nuovo organismo assumerà «la sollecitudine della Santa Sede per quanto riguarda la giustizia e la pace, incluse le questioni relative alle migrazioni, la salute, le opere di carità e la cura del creato», come si legge nel primo paragrafo dello statuto.
Una sezione del nuovo dicastero esprime in maniera speciale la sollecitudine del Papa per i profughi ed i migranti. Infatti, non può esserci oggi un servizio allo sviluppo umano integrale senza una particolare attenzione al fenomeno migratorio. Per questo tale sezione è posta ad tempus direttamente sotto la guida del Pontefice, come dispone il paragrafo 4 dell’articolo 1 dello statuto. Presso il dicastero sono costituite anche tre commissioni: per la carità, per l’ecologia e per gli operatori sanitari.
I testi del motuproprio e dello statuto sono stati resi noti nella mattina di mercoledì 31, insieme con la nomina del prefetto del nuovo dicastero, affidato da Francesco al cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, attualmente presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace.
  Testo integrale della Lettera Apostolica
  Testo integrale dello Statuto

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Profughi e migranti: nessuno declini la propria responsabilità. Il Papa pone il tema, rimarcando ancora una volta l’importanza di questa grande e dolorosa vicenda umana, e lo fa con una scelta assolutamente inedita che traduce in un atto senza precedenti nell’attribuzione di servizi che la Curia romana è chiamata a rendere alla Chiesa universale. Perciò Francesco si interesserà per primo di profughi e migranti, direttamente, nei modi che ritiene opportuni. ... Fino a quando lo riterrà necessario il Vescovo di Roma ha perciò avocato a sé questa competenza e responsabilità. ...Questa decisione inedita, che affonda le radici nella riforma della Curia romana voluta dal beato Paolo VI, quando il Papa manteneva per sé le prefetture del Sant’Uffizio, è un modo certamente incisivo per sottolinearne la stringente necessità umana e sociale, e spiega l’impegno di papa Francesco in prima persona, seguendo i segni dei tempi, perché «non può esserci oggi un servizio allo sviluppo umano integrale senza una particolare attenzione al fenomeno migratorio».
Con questo atto Francesco vuole essere d’esempio "ad intra" e "ad extra" ... Con questo nuovo atto statuario Francesco sigla così anche il suo pontificato, contraddistinto dalle iniziative di prossimità prese come leit-motiv di questi anni. ...


  Stefania Falasca:   Le scelte forti di Francesco: al cuore della novità


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Prima di affrontare quello che è un nuovo e urgente tema attuale — e cioè quale può essere oggi il posto della donna nella società, nella famiglia, nella Chiesa — è necessario domandarsi in che cosa consista la specificità femminile. Negli ultimi due numeri del nostro mensile, lo abbiamo fatto approfondendo la maternità nelle sue accezioni sociali, non solo biologiche, cioè come capacità di cura e come forza di riconciliazione. Con questo numero ci domandiamo in cosa consiste la differenza femminile, realtà nella quale noi crediamo e che difendiamo da ideologie che ritengono di poter ottenere la libertà solo negando ogni differenza. Esiste una differenza antropologico-culturale, creata da millenni di emarginazione delle donne nella sfera privata, ma che ha affinato caratteristiche di certo non spregevoli, ma che anzi costituiscono un importante valore sociale e spirituale. La filosofa francese Camille Froidevaux-Metterie propone un femminismo che non cancelli queste specificità, ma che al contrario le valorizzi e le renda desiderabili e praticabili anche per la parte maschile dell’umanità.

  Lucetta Scaraffia:   Esiste la donna?

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 FRANCESCO
 


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28/08/2016:

  Una preghiera facile da dire tutti i giorni...


29/08/2016:

  La misericordia di Dio verso di noi...


31/08/2016:

  Servire con amore e con tenerezza...

01/09/2016:

  Dio ci ha donato la terra...


02/09/2016:

  Carità significa...

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"Dio paga molto di più degli uomini!" Papa Francesco Angelus 28/08/2016 (testo e video)


28 agosto 2016
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Oggi, Gesù si fa voce di chi non ha voce e rivolge a ciascuno di noi un accorato appello ad aprire il cuore e fare nostre le sofferenze e le ansie dei poveri, degli affamati, degli emarginati, dei profughi, degli sconfitti dalla vita, di quanti sono scartati dalla società e dalla prepotenza dei più forti. E questi scartati rappresentano in realtà la stragrande maggioranza della popolazione.
In questo momento, penso con gratitudine alle mense dove tanti volontari offrono il loro servizio, dando da mangiare a persone sole, disagiate, senza lavoro o senza fissa dimora. Queste mense e altre opere di misericordia – come visitare gli ammalati, i carcerati… – sono palestre di carità che diffondono la cultura della gratuità, perché quanti vi operano sono mossi dall’amore di Dio e illuminati dalla sapienza del Vangelo. Così il servizio ai fratelli diventa testimonianza d’amore, che rende credibile e visibile l’amore di Cristo.
Chiediamo alla Vergine Maria di condurci ogni giorno sulla via dell’umiltà, Lei che è stata umile tutta la vita, e di renderci capaci di gesti gratuiti di accoglienza e di solidarietà verso gli emarginati, per diventare degni della ricompensa divina.
Dopo l'Angelus:
Cari fratelli e sorelle, desidero rinnovare la mia vicinanza spirituale agli abitanti del Lazio, delle Marche e dell’Umbria, duramente colpiti dal terremoto di questi giorni. Penso in particolare alla gente di Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto, Norcia. Ancora una volta dico a quelle care popolazioni che la Chiesa condivide la loro sofferenza e le loro preoccupazioni. Preghiamo per i defunti e per i superstiti. La sollecitudine con cui Autorità, forze dell’ordine, protezione civile e volontari stanno operando, dimostra quanto sia importante la solidarietà per superare prove così dolorose. Cari fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana. Preghiamo per questi fratelli e sorelle tutti insieme: Ave Maria…
  video
... Giovedì prossimo, 1° settembre celebreremo la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, insieme con i fratelli ortodossi e di altre Chiese: sarà un’occasione per rafforzare il comune impegno a salvaguardare la vita, rispettando l’ambiente e la natura.
... A tutti auguro una buona domenica e, per favore non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!
  testo integrale
  video integrale

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«Gesù ci libera e ci fa mettere in piedi» Papa Francesco Udienza 31/08/2016 (foto, testo e video)

31 agosto 2016
La misericordia offre dignità (cfr Mt 9,20-22)
Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci presenta una figura che spicca per la sua fede e il suo coraggio. Si tratta della donna che Gesù ha guarito dalle sue perdite di sangue (cfr Mt 9,20-22). Passando in mezzo alla folla, si avvicina alle spalle di Gesù per toccare il lembo del suo mantello. «Diceva infatti tra sé: Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello sarò salvata» (v. 21). Quanta fede! Quanta fede aveva questa donna! ... Era una donna scartata dalla società. E’ importante considerare questa condizione – di scartata – per capire il suo stato d’animo: lei sente che Gesù può liberarla dalla malattia e dallo stato di emarginazione e di indegnità in cui da anni si trova. In una parola: sa, sente che Gesù può salvarla.
Questo caso fa riflettere su come la donna sia spesso percepita e rappresentata. Tutti siamo messi in guardia, anche le comunità cristiane, da visioni della femminilità inficiate da pregiudizi e sospetti lesivi della sua intangibile dignità. In tal senso sono proprio i Vangeli a ripristinare la verità e a ricondurre ad un punto di vista liberatorio. Gesù ha ammirato la fede di questa donna che tutti evitavano e ha trasformato la sua speranza in salvezza. Non sappiamo il suo nome, ma le poche righe con cui i Vangeli descrivono il suo incontro con Gesù delineano un itinerario di fede capace di ristabilire la verità e la grandezza della dignità di ogni persona.Nell’incontro con Cristo si apre per tutti, uomini e donne di ogni luogo e di ogni tempo, la via della liberazione e della salvezza. ...
Questo «coraggio, figlia» esprime tutta la misericordia di Dio per quella persona. E per ogni persona scartata. ...
Gesù ci libera e ci fa mettere in piedi: “Alzati, vieni, in piedi!”. Come Dio ci ha creati: Dio ci ha creati in piedi, non umiliati. In piedi. Quella che Gesù dona è una salvezza totale, che reintegra la vita della donna nella sfera dell’amore di Dio e, al tempo stesso, la ristabilisce nella sua piena dignità.
Insomma, non è il mantello che la donna ha toccato a darle la salvezza, ma la parola di Gesù, accolta nella fede, capace di consolarla, guarirla e ristabilirla nella relazione con Dio e con il suo popolo. Gesù è l’unica fonte di benedizione da cui scaturisce la salvezza per tutti gli uomini, e la fede è la disposizione fondamentale per accoglierla. Gesù, ancora una volta, con il suo comportamento pieno di misericordia, indica alla Chiesa il percorso da compiere per andare incontro ad ogni persona, perché ognuno possa essere guarito nel corpo e nello spirito e recuperare la dignità di figli di Dio. Grazie.
  video della catechesi
   testo integrale
  video integrale

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Preghiamo per papa Francesco
Un attacco veemente a Papa Francesco, come nessun gruppo jihadista aveva fatto in precedenza. A scagliarlo il numero 15 di Dabiq, il magazine ufficiale del sedicente Stato Islamico, pubblicato ogni mese anche in lingua inglese.

   La rivista dell’Isis contro il Papa: «È un miscredente, in disaccordo con la dottrina della sua Chiesa»

ecco il link all'articolo di Repubblica

 
"Rompi la croce", così la rivista dell’Is attacca il Papa: "È un miscredente"

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