"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°5 del 2017
Aggiornamento della settimana -
dal 28 gennaio al 3 febbraio 2017 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 10 febbraio 2017
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(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Donald
J. Trump sa che cosa vuole e chi non vuole sulla sua strada. Vuole un
mondo che nessuno si azzardi a pensare come «casa comune» da difendere,
da usare e da continuare a costruire insieme: il grido di battaglia è
«ognun per sé», Stati e persone. Non vuole nel suo Paese, costruito dai
migranti di tutto il mondo, tutta una serie di persone che considera
indesiderabili o, come ha proclamato ieri, «pericolose»: dai rifugiati,
lavoratori e persino turisti di religione islamica sunnita e sciita ai
migranti latino americani prevalentemente di religione cristiano
cattolica (nel primo caso la discriminazione religiosa è esplicita, nel
secondo è implicita e si mescola ad altri elementi ugualmente
preoccupanti).
...
Se la fede e la cultura di una persona o di un gruppo di persone diventano il motivo di una discriminazione aspra e ingiusta, questo riguarda tutti non solo i direttamente interessati. Se essere musulmano diventa un «marchio» di pericolosità e un peccato civile, se per questo la condizione di persecuzione e di miseria di un essere umano diventano irrilevanti, nessuno è salvo e nessuno è civilmente al sicuro, ma tutti – cristiani, ebrei, buddisti o di ogni altra tradizione e convinzione religiosa e filosofica – siamo in pericolo. Perché se non solo il mondo dei tagliagole, ma anche il mondo che si è costruito sulla cultura dei diritti fondamentali della persona umana diventasse davvero un mondo di esseri «marchiati», che in base a questo possono essere accettati e rifiutati, saremmo a un passo dall’incubo. Un incubo che abbiamo già affrontato e sconfitto. E che è assurdo possa crescere di nuovo a partire dalla «terra della libertà». -------------------------------------------- Come
si sa i quattro nonni dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald
Trump, non erano nati in America, ma in Europa. Di conseguenza il fatto
che fra i primi provvedimenti presi da un presidente nipote di
immigrati ci sia proprio un blocco dell’immigrazione suona paradossale.
Tanto più se questo avviene in un paese come gli Stati Uniti nel quale,
come in questi giorni sempre più spesso si ripete, tutti gli abitanti
sono in definitiva degli immigrati o discendenti di immigrati. I
bostoniani, che vantano come antenati i protestanti inglesi guidati da
John Winthrop, di per sé non sono diversi dai latinos appena approdati
alle periferie di Los Angeles: vengono comunque tutti “da fuori”.
Chi
è dunque il “vero” americano, quello dell’America first, che ha il
diritto di vivere sicuro dentro i “suoi” confini? Difficile rispondere
a questa domanda.
...
Alla
domanda «chi è il vero romano», dunque, il mito della fondazione di
Roma forniva la risposta seguente: uno straniero, cresciuto in una
terra lontana, che ne ha portato con sé una zolla per mescolarla con
quelle degli altri, così come con gli altri si è mescolato lui stesso.
Penso che questo mito meriterebbe di essere diffuso e fatto conoscere
con tutti i mezzi mediatici che oggi abbiamo a disposizione:
soprattutto là dove assieme ai fili spinati si moltiplicano gli appelli
alle radici e il discorso pubblico si articola ossessivamente attorno
al pronome “noi”. Questo mito ci aiuterebbe perlomeno a pensare a
siriani, iracheni, sudanesi o libici in fila di fronte al blocco degli
immigration points: ciascuno con una zolla di terra nella valigia. -------------------------------------------- A tre giorni dalla firma
dell'ordine esecutivo con cui il presidente americano ha bloccato
ingresso negli Stati Uniti a rifugiati e cittadini di 7 Paesi a
maggioranza islamica, Bruxelles prende posizione. E spiega che sta
valutando se il divieto d'ingresso riguardi o meno anche gli europei.
L'ambasciata Usa, intanto, ha annunciato che anche le persone con la
doppia nazionalità sono pregati di "non chiedere visti". L'Onu: "Atto
illegale e malvagio". Obama: "Nostri valori a rischio"
IL FATTO QUOTIDIANO: Trump in guerra con i diplomatici Usa. Casa Bianca: ‘Dissenso? Chi non aderisce al programma può andare’Cosa sarà dei
palestinesi nell’era Trump? Lo abbiamo chiesto alla più nota
giornalista israeliana, Amira Hass, che da sempre vive nei
Territori Occupati. Da anni è corrispondente da Ramallah per il
quotidiano israeliano Haaretz. E’ stata nei nostri studi e abbiamo
parlato di tutto: di Netanyahu e delle inchieste a suo carico, dello
spostamento dell’ambasciata statunitense, delle colonie, della ormai
“moribonda” soluzione dei due Stati.
Michela Sechi: “Cosa sarà dei Palestinesi nell’era Trump?”Una via diversa. Dove i
luoghi di culto siano protetti dall’odio. Dove le porte delle frontiere
si aprano davanti ai profughi ma quelle delle galere si serrino alle
spalle dei jihadisti. Dove a più regole corrisponda più dignità. È
stretto il sentiero lungo il quale prova a muoversi l’Italia nel
rapporto con l’Islam. Dunque va percorso a piccoli passi, con cautela.
E tuttavia ogni passo delinea un modello peculiare, più che mai
prezioso per la nostra convivenza in questi giorni infiammati dagli
ordini esecutivi di Donald Trump e dalla strage nella moschea di Quebec
City.
Goffredo Buccini: Islam e Occcidente una via italianaL'immigrazione. Fra
tutti i temi che poteva scegliere per dare un segnale
forte all'inizio del suo mandato Donald Trump ha affrontato
l'argomento più sensibile, al momento, sullo scenario internazionale.
Perché ne riassume tanti altri: le guerre in corso (che producono enormi masse di profughi), la minaccia del terrore, le crisi ambientali, il ruolo delle religioni (con l'Islam nel mirino) e la libera circolazione dei cittadini... Marco Impagliazzo: Il ponte di Francesco, il muro di Donald--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
lotta delle donne contro il tumore al seno al centro di un docureality
che diventa anche musical. Nasce con questo obiettivo “Kemioamiche”,
programma in sei puntate prodotto da Kimera Produzioni per Tv2000 e
Real Time, presentato martedì 31 gennaio nella sala multimediale del
Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma.
...
Ne
parliamo col Professore Riccardo Masetti, direttore del centro di
senologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e
presidente di Komen Italia Onlus e con Chiara Salvo, autrice e
produttrice della serie. Ascolta l'intervista a Radio Vaticana: Le Kemioamiche del Gemelli video“Kemioamiche
è un coming-out”. Chiara Salvo parla con trasporto ed energia delle
piccole e grandi battaglie quotidiane vissute dalle protagoniste di
Kemioamiche, docu-reality con inframezzi musicali in partenza dal 4 febbraio su Real Time e Tv2000 alle 22.10,
in occasione della Giornata mondiale contro il cancro. Nel programma,
con tatto e sensibilità, si racconta la lotta di nove donne, in cura
presso il Policlinico Gemelli di Roma, che devono affrontare un tumore
al seno. In ciascuna delle sei puntate previste c’è spazio in egual
misura per la sofferenza, per l’amore, per il dolore, per l’amicizia,
per la voglia di farcela a dispetto di una malattia che non vuole fare
sconti a nessuno. Su TvZap Chiara Salvo, autrice di Kemioamiche, si
sofferma sui temi del programma con la serenità di chi sa cosa vuol
dire combattere in prima linea...
Una docu-fiction in onda su Real Time e TV2000 ispirata da Sex and The City“Queste donne sono eccezionali - racconta Chiara Salvo -.
Si sono fatte riprendere mentre si facevano tagliare i capelli
cortissimi prima di indossare la parrucca per affrontare la
chemioterapia che, e le protagoniste lo sottolineano con forza, salva
la vita e si può affrontare”.
video con l'intervista a Chiara Salvo video con l'intervista a Paolo Ruffini-------------------------------------------- "Io
conosco la Shoah. Tuttavia ritengo che oggi essa venga strumentalizzata
per altri scopi. Il giorno della memoria sta diventando il giorno della
falsa coscienza e della retorica. L'Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale. Ma l'ebreo di oggi è il rom, considerato ancora paria dell'umanità;
è il musulmano, il palestinese; è il profugo che trova la morte nella
fossa comune del Mediterraneo". A parlare è l'artista poliedrico Moni Ovadia. Un ebreo italiano, nato in Bulgaria nel 1946. Un uomo, innanzitutto.
Emma Barbaro: La Shoah oggi? Ovadia: il nuovo Olocausto è nella fossa comune del MediterraneoPer gentile concessione
dell’autore, pubblichiamo l’intervento di Valerio Di Porto, Consigliere
Parlamentare, al Convegno dell’UCEI su Legge e legalità – le armi della
democrazia. Dalla memoria della Shoah ad una integrazione dei diritti
dell’uomo nell’Unione europea, che si è svolto a Roma, giovedì scorso,
in occasione della “Giornata della Memoria”.
Valerio Di Porto: Dalla negazione dei diritti alla negazione delle vite: le leggi razziali e il loro seguito. --------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Dio "non è indifferente"... (Papa Francesco) Le Beatitudini: Le parole più alte... (Mahatma Gandhi) 2000 anni fa... 2017... (GIOBA vignetta) Si celebra oggi la Giornata mondiale dei malati di lebbra... (Papa Francesco) Gli uomini parlano tanto di libertà... (P. Lino Pedron) Quando noi supplichiamo Dio per le necessità... (Sant'Agostino) E' curioso a vedere che quasi tutti gli uomini... (Giacomo Leopardi) Anche noi, oggi, come Maria e come Simeone... (Papa Francesco) Dove ci sono teste decapitate c'è sempre il silenzio... (P. Ottavio Raimondo)-------------------------------------------------------------- Mohandas Karamchand Gandhi (2 ottobre 1869 - 30 gennaio
1948) lo si conosce soprattutto col nome di Mahatma (in sanscrito
महात्मा, "grande anima"), appellativo che gli fu conferito per la prima
volta dal poeta Tagore. Un altro suo soprannome è Bapu, che in hindi
significa "padre", in India infatti è stato riconosciuto come Padre
della nazione e il giorno della sua nascita (2 ottobre) è un giorno
festivo. Questa data è stata anche dichiarata «Giornata internazionale
della non violenza» dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il 30 gennaio 1948, presso la Birla House, a New Delhi, mentre si recava nel giardino per la consueta preghiera ecumenica, viene assassinato da un fanatico indù radicale. Gandhi è l’ispiratore dei movimenti per la pace, i diritti umani e le libertà civili di tutto il mondo. È infatti con Gandhi che nasce la nonviolenza moderna, vera rivoluzione del ventesimo secolo. Il messaggio che il Mahatma ci lascia è molto attuale e la storia contemporanea, purtroppo, continua ad essere macchiata dalla guerra e dalla violenza. Non credere alla possibilità di una pace permanente... Il benessere è necessario, ma oltre un certo limite...-------------------------------------------------------------- 31 gennaio Memoria liturgica di San Giovanni Bosco
Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco. Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Fu il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934 Patrono di Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori Dobbiamo essere lux mundi... Sii con Dio come l'allodola... Voi siete la delizia e l'amore...-------------------------------------------------------------- martedì 2 febbraio 2010 "veniva alla luce" PIETRE VIVE, il blog di TEMPO PERSO
Desideriamo ricordarne l'avvio ripubblicando il primo post con la meditazione di Enzo Bianchi Presentazione di Gesù al Tempio-------------------------------------------------------------- Dedicato a tutte le suore...
Ma pensiamo un po’ cosa succederebbe se non ci fossero le suore...-------------------------------------------------------------- Simone Adolphine Weil (Parigi, 3 febbraio
1909 – Ashford, 24 agosto 1943) è stata una filosofa, mistica e
scrittrice francese, la cui fama è legata, oltre che alla vasta
produzione saggistico-letteraria, alle drammatiche vicende esistenziali
che ella attraversò, dalla scelta di lasciare l'insegnamento per
sperimentare la condizione operaia, fino all'impegno come attivista
partigiana, nonostante i persistenti problemi di salute.
Papa Paolo VI, nel considerare la pensatrice come una delle figure più influenti sulla propria vita, affermerà di dispiacersi per il suo mancato approdo al battesimo, in quanto meritevole di essere proclamata santa. Tuttavia Eric Springsted, docente presso l'Università di Princeton, ha riferito nel corso di un convegno che Simone Deitz, amica della pensatrice, gli confidò di aver battezzato Simone Weil in articulo mortis su sua esplicita richiesta. Non cercare di non soffrire, nè di soffrire di meno...-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- Dal 25 Gennaio al 22 Marzo
Sala del Convento dalle h. 20.00 alle h. 21.00 il calendario degli incontri-------------------------------------------- I LUNEDÌ DAL 23 GENNAIO AL 6 MARZO -------------------------------------------- -------------------------------------------- Vangelo: Mt 5,1-12
...
Questi
dodici brevi e fondamentali versetti del Vangelo non hanno come
destinatari soltanto preti e religiosi; essi piuttosto sono
l'imperativo categorico, il vademecum irrinunciabile per quanti,
battezzati e non, sono alla ricerca della propria identità di uomini,
la lampada che illumina il cammino di tutti coloro che hanno
liberamente scelto di seguire il Signore Gesù, facendo di Lui "la loro vita e la loro regola di vita"(cit.).
-------------------------------------------- Commento
IV Domenica Tempo ordinario – Anno A
Letture: Sofonía 2,3; 3,12-13; Salmo 145; 1 Corinzi 1,26-31; Matteo 5,1-12
...
Le Beatitudini hanno, in qualche modo, conquistato la nostra fiducia, le sentiamo difficili eppure suonano amiche. Amiche perché non stabiliscono nuovi comandamenti, ma propongono la bella notizia che Dio regala vita a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità. ... Se
accogli le Beatitudini la loro logica ti cambia il cuore, sulla misura
di quello di Dio; te lo guariscono perché tu possa così prenderti cura
bene del mondo.
-------------------------------------------- ... Certamente
chi ha iniziato e dato forma a una vita monastica ha assunto
responsabilità che non possono venir meno né sono trascurabili, quali
il vegliare sulla fedeltà al Vangelo e alla regola monastica e sulla
comunione con la Chiesa. Viene lasciato il governo, non l’insegnamento,
non la testimonianza: il fondatore resterà un fratello tra i fratelli e
obbedirà anche lui al nuovo priore, partecipando alla vita comunitaria
come tutti gli altri, né più né meno.
... Il
Signore che è sempre fedele ci ha accompagnato anche nell’elezione del
nuovo priore: fratel Luciano Manicardi, monaco di Bose dal 1980, poi
maestro dei novizi e dal 2009 vice-priore, è stato eletto al primo
scrutinio, segno di una grande unità della comunità. La liturgia di
inizio del suo ministero di priore ha inaugurato una nuova stagione per
la nostra comunità. In quest’ora mi abita un’unica grande preghiera:
che il Signore abbia misericordia di tutti noi, ora e nel giorno del
giudizio.
Enzo Bianchi
Dopo
52 anni alla guida della Comunità di Bose, il fondatore, della famiglia
monastica, Enzo Bianchi, all’età di quasi 74 anni, ha lasciato la
carica di priore. Per ricoprire questo ruolo i confratelli hanno scelto
Luciano Manicardi, già vicepriore.
Continua a leggere da Radio Vaticana
Comunità di Bose: Enzo Bianchi lascia la guida, Luciano Manicardi priore video
Comunicato del priore Enzo Bianchi-------------------------------------------- Primo incontro dei
MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2017 promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto 25.01.2017 1. Paolo, giudeo della diaspora
Per
la prima volta Paolo appare sulla “scena biblica” del NT in At 7,
58-8,3, col nome aramaico di Saulo (dal nome del re Saul), che
significa “interpellato, chiamato in causa” (“Paulus/Paolo” è il
cognome romano). Qui Saulo è presentato come colui che custodisce i
mantelli dei lapidatori di Stefano, che approva la sua esecuzione ed è
intento a smantellare la Chiesa di Gerusalemme perseguitando con
perquisizioni e arresti i giudeo-cristiani di quella comunità.
... video-------------------------------------------- Incontro del 23 gennaio 2017
promosso dal Vicariato S. Sebastiano di Barcellona Pozzo di Gotto
Primo incontro
ITINERARIO DI FORMAZIONE ALLA VITA CRISTIANA
ANNO 2017
“CAMMINIAMO, FAMIGLIE, CONTINUIAMO A CAMMINARE!”
(Papa Francesco, Amoris Laetitia, n. 325)
"... il nostro itinerario formativo vicariale di
quest’anno lo dedicheremo alla lettura e all’approfondimento
dell’esortazione apostolica Amoris
Laetitia di papa Francesco, sulla situazione delle famiglie oggi, che
chiede alla Chiesa uno sguardo più attento e un’azione pastorale più
incisiva, modulati sullo stile misericordioso e compassionevole del Signore Gesù, Volto della misericordia del Padre. È
la ripresa del tema della seconda traccia. Ma alla famiglia vogliamo
guardare anche nella sua specifica vocazione cristiana nella Chiesa e
nel mondo: essere chiesa domestica, la piccola sposa del Signore. È una
vocazione che pone al centro: - la
presenza del Signore Gesù, lo Sposo della Chiesa e di ogni chiesa
domestica; - la sua Parola ascoltata, meditata, pregata, contemplata,
vissuta e testimoniata; - l’Eucaristia, che è la “Parola fatta carne”,
fatta corpo donato e condiviso, mensa familiare e fraterna; - il
sacramento della Riconciliazione, che è la Parola purificatrice e
sanante, esperienza del perdono gratuito di Dio, il quale, se accolto
come tale, suscita cammini di vera conversione e dà la capacità di
ricominciare con più fiducia e speranza. ... video integrale-------------------------------------------- Brevi estratti video
dell'incontro promosso dalla Famiglia Salesiana presso il teatro dell'Oratorio di Barcellona P.G,
17 dicembre 2016
IL PONTIFICATO DELLA GIOIA DI PAPA FRANCESCO
Come cristiani dobbiamo essere capaci di proporre orizzonti, strade di felicità! … Noi dobbiamo fare una proposta entusiasmante! .. Noi dobbiamo annunciare al mondo una liberazione, una vita in pienezza, una salvezza!! video"La Chiesa deve presentare la famiglia come un cammino ...
La Chiesa deve formare le coscienze, non pretendere di sostituirle." Il
Papa è consapevole che gli esseri umani sono in cammino, e che le loro
coscienze navigano in mezzo a mille difficoltà, a mille problemi, a
mille incertezze, e non possiamo giudicarli, dobbiamo cercare di
aiutarli. Indicando la meta, ma senza disprezzare il percorso che
stanno facendo, perché stanno camminando ...
videoIl matrimonio deve essere una gioia!
Deve essere sempre in crescita Bisogna ascoltare … bisogna coltivarsi anche per avere qualcosa da dire. video-------------------------------------------- Cari amici e ospiti,
... Sono cosciente della responsabilità che questo comporta e sono soprattutto cosciente dei miei profondi limiti, ma chi presiede una comunità lo fa insieme, accanto e con i suoi fratelli e sorelle, e anche con il sostegno e la preghiera di quanti le sono vicini. Per questo chiedo a voi, amici e ospiti, di invocare lo Spirito e pregare per la nostra comunità, per chi l’ha fondata e presieduta fino ad ora e per me e per il servizio che mi accingo a svolgere. Confidando nel Signore misericordioso e compassionevole Fr. Luciano Manicardi -------------------------------------------- Fin
dall’inizio era chiaro: di fronte alla ripresa della grande svolta
conciliare, che papa Francesco ha portato nello stile di pensiero e di
pratica ecclesiale, e di cui la Chiesa aveva il giusto “presentimento”,
ci sarebbe stata una non piccola resistenza, soprattutto da parte di
chi si era illuso di poter far dimenticare il Concilio, di normalizzare
la curia, di assolutizzare il massimalismo morale e il giuridismo
canonistico.
Per
questo ho letto con molto interesse e con sintonia ciò che ha scritto
alcuni giorni fa Luca Diotallevi, sul “Foglio”. Con ragione sosteneva
che anche oggi serve un pensiero all’altezza, servono decisioni
strategiche, serve un responsabile esercizio della autorità; non serve
la retorica di chi parla di “uscita” e spranga porte e finestre; non
serve la piaggeria bergoglista, tanto consensuale quanto vuota.
Francesco e il Concilio
Perciò credo sia importante valorizzare un punto fondamentale del pontificato di Francesco: ossia la ripresa di una continuità strutturale con
il processo di “ressourcement” e di “aggiornamento” introdotto nello
stile ecclesiale da parte dei grandi documenti del Concilio Vaticano II.
Qui
dobbiamo essere molto chiari, senza lasciarci distrarre dal fumo di
sbarramento o dalla miopia di analisi. Quando si è collocato su questa
via apertamente e inequivocabilmente conciliare, Francesco ha dovuto –
inevitabilmente – prendere le distanze da toni, temi e accenti che il
magistero aveva assunto non solo “prima del Concilio”, ma anche “dopo
il Concilio”. In effetti, a partire dalla metà degli anni 80, fino al
primo decennio del nuovo secolo, sotto il pontificato di Giovanni Paolo
II e di Benedetto XVI, abbiamo potuto assistere al prevalere – non
uniforme, ma assai pesante – di una forte discontinuità con il Vaticano II:
di fronte a questi sviluppi di più di 30 anni di “recezione mancata”
del concilio, la ripresa voluta da Francesco appare inevitabilmente
come una improvvisa accelerazione.
Vaticano II: dallo “stand by” al “play”
Ma
si tratta di un effetto ottico: dopo un così lungo periodo in cui il
film del Concilio era stato ridotto a “slow motion” o addittura a
“stand by”, quando Francesco ha schiacciato il “play” e le immagini
sono tornate a scorrere con naturalezza, molti hanno esclamato “ci
sembrava di sognare”! La realtà ecclesiale era talora tanto diversa,
che il Concilio sembrava essere diventato un”sogno”.
Il
punto su cui vorrei soffermarmi è allora questo: tale “differenza di
passo” – che è solo continuità fedele al passo degli anni 60/70 – con
quali criteri è stata letta? Si osservano soprattutto due reazioni:
quelle impostate al pensiero “pre-anti- conciliare” – che parlano
apertamente e senza alcun ritegno di modernismo, relativismo,
protestantizzazione – e quelle “preter-conciliari”, che ragionano come
se il Concilio non ci fosse stato e utilizzano criteri di discernimento
vecchi, rozzi o errati addirittura.
Ma
è interessante che il papa stesso, insieme alla stragrande maggioranza
della Chiesa che cammina con lui, sa bene che questo passaggio era e
sarà inevitabile.
... Un magistero capace di autocritica: dallo “stand by” al “play” l'articolo di Luca Diotallevi a cui si fa riferimento nel testo di Grillo: È vero, la dottrina non basta, ma anche il bergoglismo serve a poco-------------------------------------------- Il
compianto Cardinal Carlo Maria Martini, che ha retto l'Archidiocesi di
Milano lasciando una inconfondibile traccia, era solito porre ai suoi
fedeli una domanda “Che cosa sei disposto a fare, a lasciare e in che
modo vuoi seguire il Cristo umile?” Questo interrogativo, secondo
questo grande gesuita che oltre che Cardinale di Milano è stato un
valente esegeta biblico, è il fulcro degli Esercizi Spirituali, di
San'Ignazio di Loyola. Per ricordare la sua figura oggigiorno è
possibile trovare in libreria raccolti in un volume gli esercizi
spirituali che lui stesso aveva predicato con tutti e quattro i Vangeli
come testo di riferimento. I testi riuniti in questa raccolta hanno una
preziosa introduzione scritta da Maurizio Teani, anche lui valido
gesuita bergamasco e anche lui fine esperto delle Sacre Scritture, che
qui a Cagliari abbiamo apprezzato molto come preside della facoltà di
teologia.
In
questa nuova raccolta di testi che coprono un lasso temporale piuttosto
vasto del suo ministero pastorale da lui svolto sia come gesuita che
come Cardinale emerge tutto l'amore che il compianto Carlo Maria
Martini aveva per la Sacra Scrittura in particolare per il Nuovo
Testamento. Infatti in nessuna fase della sua vita, ha mai mancato di
leggere, studiare meditare e pregare le Scritture. La Bibbia e i
Vangeli erano il metro con cui Carlo Maria Martini misurava la sua
esistenza e che ispirarono il suo agire da Cardinale.
... -------------------------------------------- Caro don Aldo,
ti
scrivo queste righe per raccontarti come è andata. Ti ho salutato che
eri sul tuo letto, ormai incosciente, ti era rimasto solo il respiro.
Un respiro rapido e aggrappato alla vita, come la mascherina per
l’ossigeno al tuo viso. Occhi chiusi, forse ignaro dei nostri silenzi
impauriti, appartenevi al momento tutto personale in cui il corpo lotta
per dire il suo ultimo sì alla vita: la vita definitiva. Sono stato un
po’ accanto a te, ti ho stretto la mano. Questo è accaduto due volte.
Una prima la mattina, dopo le lezioni. Una seconda la sera, poco prima
che tu smettessi di respirare ed entrassi nella Gioia, dopo tanto
patire. La prima volta ti ho salutato dicendoti: «Grazie di tutto e
scusa se non ti sono venuto a trovare abbastanza».
A
volte la pigrizia, più spesso la paura. La seconda volta ti ho detto:
«Ti affido a Maria», e l’ho fatto perché avevo pregato lei accanto a te
ed ero sicuro che sarebbe andata così, «ora e nell’ora della nostra
morte», quante volte lo ripetiamo senza rendercene conto. Intanto
centinaia di persone di tutte le età facevano altrettanto, nell’ombra
della sera, recitando un rosario nella cappella della scuola, dove quel
crocifisso immenso, con gli occhi aperti, vivo, ti guarda, ovunque tu
sia seduto, e ti ricorda che il dolore non ha l’ultima parola, che la
morte non ha l’ultima parola, altrimenti quella croce sarebbe vana e la
buona novella soltanto una pia illusione. Tu sei mio, dicono quegli
occhi, per questo sono qui. Mentre ti tenevo compagnia la prima volta
c’erano urla di bambini dal cortile, nel pieno dell’intervallo, proprio
in quei cortili che avevi voluto sistemare e ampliare perché i bambini
avessero più spazio per giocare.
... -------------------------------------------- La
trentunesima giornata mondiale della vita consacrata di quest’anno si
celebra pochi giorni dopo la pubblicazione del documento preparatorio
della quindicesima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi,
che avrà come tema: «Giovani, fede e discernimento vocazionale». Un
testo molto ricco e suggestivo che mette concretamente al lavoro tutto
il popolo di Dio su un tema decisivo. Si legge nell’introduzione: «La
Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a
riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza,
e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le
modalità oggi più efficaci per annunciare la buona notizia».
Quale percezione abbiamo oggi della parola “vocazione”? Come la intendono i giovani?
... -------------------------------------------- ...
Nel nostro tempo, in cui all’esaltazione della libertà individuale, del relativismo valoriale ed etico, dell’affermazione del primato della tecnica, si aggiunge un primo recupero della ragione comunicativa e comunitaria, si può scorgere il preludio a una società che valorizza il desiderio di religiosità e spiritualità. Affiora la necessità di una cultura che faccia emergere il piacere della gratuità e favorisca la comunità quale luogo rigenerativo delle relazioni interpersonali, familiari e sociali. Papa Francesco invita alla mistica del vivere insieme, «di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio (Evangelii gaudium 87)»; abbandonando il comodo criterio del si è fatto sempre così. Invita la vita consacrata a essere audace e creativa, profetica nel modo di seguire Cristo, sapiente compagna nel viaggio umano. In questo processo appassionante e impegnativo i consacrati e le consacrate stanno vivendo inevitabili tensioni e sofferenze segno di una nuova gestazione. In tale sviluppo doloroso e fecondo, dove non contano i numeri ma l’accoglienza di fede della stagione che ci è data da vivere, la vita consacrata continua ad abitare il mondo e in esso contribuire a una nuova narrazione secondo il mistero di Cristo e del suo Vangelo. L’accoglienza di tale sfida nella fedeltà è già soglia di nuove sintesi. Fianco
a fianco, anzi mescolata alla carovana umana, la vita consacrata si
sporca con il fango della strada in molteplici luoghi e situazioni,
mentre procede nella fede orante e nel giubilo della speranza lanciata
oltre il confine terreno. Si trova a sperimentare in tal modo la
possibilità di una nuova narrazione fondata sul valore della vita e
della sua cifra trascendente, sul primato del bene e del vivere in
sintonia solidale-caritativa, sul senso di responsabilità personale e
collettiva teso all’Oltre. Donne e uomini consacrati, come pizzico di
lievito e di sale, fermento e sapore nella massa, Chiesa che narra
nella città umana il vangelo della gioia.
-------------------------------------------- A parlare di «emorragia» è stato lo stesso papa Francesco. Partendo da cifre drammatiche:
nel corso del 2015 e del 2016 tra frati e suore si sono registrati
circa 2.300 abbandoni all'anno, compresi i 271 decreti di dimissione
dall'istituto, le 518 dispense dal celibato concesse dalla
Congregazione per il clero, i 141 sacerdoti religiosi incardinati in
diverse diocesi e le 332 dispense dai voti tra le contemplative. Rimane
alto il numero di religiosi e religiose che gettano via il saio. E i conventi sono sempre più vuoti.
Della situazione, dei motivi e delle possibili ricette ne ha parlato con l'Osservatore Romano monsignor José Rodríguez Carballo,
segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le
società di vita apostolica. Le fedeltà ai voti emessi viene messa a
dura prova dalle sfide del mondo, è il cuore del ragionamento
dell'arcivescovo: per superarle occorrono una solida vocazione e una
formazione continua. «Se il Papa parla di "emorragia" vuol dire che il
problema è preoccupante, non soltanto per il numero ma anche per l'età
in cui si verificano, la grande parte tra i 30 e 50 anni», spiega
monsignor Carballo.
«Durante la recente plenaria del dicastero in cui lavoro ci siamo soffermati su tre constatazioni -
aggiunge l'arcivescovo -: l'elevato numero di chi lascia la vita
consacrata per incardinarsi in una diocesi, il numero non indifferente
delle contemplative che lasciano la vita consacrata e il numero di
quelli che la abbandonano (225 casi) dicendo che mai hanno avuto
vocazione. Si deve constatare che il più alto numero di abbandoni si ha
tra le religiose, fatto almeno in parte spiegabile in quanto sono la
grande maggioranza dei consacrati».
I PROBLEMI AFFETTIVI E SESSUALI VENGONO DOPO, PRIMA C'E' UNA CRISI DI FEDE
... IL PROBLEMA DEI GIOVANI A DIRE UN "SI'" PER SEMPRE
...
-------------------------------------------- Un
prete cattolico americano di 71 anni nel 1995 aveva sottoscritto la
“Declaration for life”, precisando che la persona trovata colpevole del
suo eventuale omicidio non dev'essere condannata a morte, non importa
quanto efferato il crimine. Nell’aprile del 2016 padre Robert è stato
ucciso a colpi di pistola in Georgia. Il procuratore di Augusta ha
chiesto, nel suo atto di accusa, che in caso di condanna sia applicata
la pena di morte. Ma tre vescovi chiedono che sia rispettata la volontà
espressa da padre Robert.
«Chiedo che la persona trovata colpevole del mio omicidio non sia condannata a morte, non importa quanto sia stato efferato il crimine e quanto io possa aver sofferto». Sono le parole della “Declaration for life”, Dichiarazione della vita, firmata il 23 maggio del 1995 da padre Renè Robert ... Al suo funerale Padre Robert è stato definito dal vescovo di Saint Augustine: «Un umile e generoso servo del Signore, e ha condiviso i suoi molti doni con i poveri, la comunità dei sordi, i carcerati. Sarà ricordato per la sua bontà e il suo amore senza fine per loro”. video-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Sposato e padre di 4 figli, per la prima volta un non presbitero gestirà i conti della Conferenza episcopale italiana.
Un diacono e padre di famiglia nuovo economo della Cei-------------------------------------------------------------- AMORIS LAETIZIA - "La Chiesa deve presentare la famiglia come un cammino ...
La Chiesa deve formare le coscienze, non pretendere di sostituirle." video-------------------------------------------------------------- Si intitola «Vedete sono
uno di voi». La proiezione in anteprima il 10 febbraio, in occasione
del 37° anniversario dell'ingresso nell'arcidiocesi di Milano del
cardinale Martini.
Il film di Ermanno Olmi sul cardinale Carlo Maria Martini--------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet
del cardinale Gérald Lacroix, Arcivescovo di Québec: "I musulmani sono
nostri fratelli e nostre sorelle. Condoglianze e preghiere"
Sei persone sono state uccise e 8 ferite in una sparatoria nella moschea di Quebec City al momento della preghiere serali (circa le 4 del mattino in Italia). https://www.avvenire.it/mondo/pagine/sparatoria-moschea-quebec tweet-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Che
Papa Francesco si stagli nel panorama mondiale come autorità morale
universalmente riconosciuta è un dato di fatto. Continua inoltre ad
accompagnarlo un ampio entusiasmo popolare, motivato dalla
straordinaria capacità comunicativa con cui egli raggiunge i cuori
servendosi di un linguaggio semplice e immediato, fatto di parole e di
gesti di grande efficacia. Non mancano, tuttavia, resistenze alla Sua
azione e al Suo messaggio: specialmente dopo la pubblicazione
dell’Esortazione “Amoris Laetitia”, seguita alle due assemblee sinodali
del 2014 e 2015 sul tema della famiglia, diverse critiche al Suo
magistero si sono concentrate sulla possibilità di integrare pienamente
nella vita della comunità ecclesiale e di ammettere ai sacramenti i
divorziati risposati che si trovino in una situazione irreversibile e
siano animati da una fede viva e dal desiderio di comunione con il
Signore e con la Chiesa. I “dubia” presentati da quattro autorevoli
membri del Collegio Cardinalizio, enfatizzati da molti media, sono
stati la punta di iceberg di questa resistenza, che - sebbene
largamente minoritaria nel popolo di Dio - vuole tuttavia farsi sentire
dall’opinione pubblica e in particolare nella comunità ecclesiale.
Alcuni interventi di operatori della comunicazione e di esperti di
discipline teologiche, morali e pastorali, si uniscono a questo coro,
che non scalfisce certo la serenità e la libertà di azione di
Francesco, ma rischia di seminare insicurezza e divisione fra i
cattolici e non solo. ... Francesco
è ben consapevole del fatto che oggi “una mentalità diffusa tende ad
oscurare l’accesso alle verità eterne”, coinvolgendo “gli atteggiamenti
e i comportamenti degli stessi cristiani”, come ha detto recentemente
parlando alla Rota Romana: egli sa anche, però, che l’assoluto della
verità non può fare a meno dell’assoluto della carità. Sta in questa
coniugazione il cuore del suo messaggio, che di relativismo non ha
veramente nulla, mentre respira a pieni polmoni del soffio del Vangelo,
che vuol salvare e rendere liberi tutti.
Vedi anche il post:
MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO PER LA 51ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI (testo integrale)-------------------------------------------- Comunicato stampa di Pax Christi
Davanti
allo scenario minaccioso e violento che si profila a causa di
provvedimenti disumani varati dall’attuale amministrazione
statunitense, – come il rafforzamento del muro tra Usa e Messico
(iniziato da Clinton), la chiusura delle frontiere a persone
provenienti da 7 paesi di religione islamica, il rilancio dei sistemi
di tortura -, Pax Christi Italia (riunito in Consiglio Nazionale il
28-29 gennaio) si associa alla mobilitazione di Pax Christi USA (www.paxchristiusa.org) e
si unisce alla forte preoccupazione già espressa dalla Santa Sede, dai
vescovi messicani e statunitensi, da altri esponenti religiosi contro
politiche escludenti, prigioniere della cultura del nemico e dello
scarto, contrarie alla dignità della persona umana.
Ora
più che mai ci sembra urgente e doveroso riprendere il messaggio di
papa Francesco per la scorsa Giornata mondiale della pace, “La nonviolenza stile di una politica per la pace”.
...
Preghiamo
e operiamo perché “l’immagine e la somiglianza di Dio in ogni persona
ci consentano di riconoscerci a vicenda come doni sacri dotati di una
dignità immensa”.
-------------------------------------------- Per l'emergenza freddo il
cardinale Gualtiero Bassetti ha aperto il palazzo vescovile agli
emarginati. Fra loro anche alcolisti e tossicodipendenti. «Non possiamo
voltarci dall’altra parte»
Giacomo Gambassi: Il palazzo vescovile di Perugia «casa» per i senzatetto---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 28/01/2017:
Il Regno di Dio è già in mezzo a noi...29/01/2017:
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