"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°4 del 2017
Aggiornamento della settimana -
dal 21 al 27 gennaio 2017 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 3 febbraio 2017
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SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Ci
sono anche 10 migranti africani rifugiati o richiedenti asilo,
volontari della Croce Rossa Italiana (Cri), alla base operativa dei
soccorsi di Penne, in provincia di Pescara. Il gruppo di giovani
ghanesi, maliani, nigeriani, proveniente da Settimo Torinese, dove
sorge un grande centro della Cri che li ha formati, ha chiesto di
essere impiegato nelle zone dell'Abruzzo colpite da terremoto e
maltempo.
Rigopiano, tra volontari anche migranti-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Quando
il terremoto si unisce alla bufera di neve e spazza via un albergo,
sradicandolo dalle sue fondamenta e incastonando nel ghiaccio 35 vite,
non c’è margine per «normalizzare» le nostre paure con la fuga o con la
caccia al colpevole: è il momento in cui viene fuori cosa crediamo e
chi siamo.
...Siamo
persone che credono, oltre ogni razionale evidenza, al miracolo della
vita e alla speranza che la vita debba, a tutti i costi, essere data e
preservata. Non
mi spiego altrimenti uomini che, sugli sci, raggiungono nel cuore della
notte un cimitero di neve e cominciano a scavare, come possono, a -7°,
in attesa di soccorsi più efficaci e con il rischio che nuove valanghe
seguano all’immensa colata di ghiaccio e detriti ...
-------------------------------------------- Puntuale
a ogni tragedia, credenti e non, si chiedono dove fosse Dio nel momento
della disgrazia, quando questa piomba inaspettata e repentina seminando
lutti e mietendo vittime.
“Dio, dove sei?” È
una domanda antica, che risale ai primordi dell’umanità e della
religione, una domanda che non attende risposta, perché non è volta a
conoscere, ma solo a rimproverare Dio per la sua assenza, per il suo
silenzio. Come fece Marta con Gesù, che pur sapendo della gravità della
malattia di suo fratello Lazzaro, non si era mosso: “Signore, se tu
fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!” (Gv 11,21).
...
Quanti
pensano a un Dio potente (Tuono, Es 19,16), o distante (Angelo) non
riusciranno mai a scoprire la presenza del Dio Amore che dimora tra gli
uomini, la sua Parola fatta carne.
“Dio dove sei?” Dio si manifesta nell’amore e non nella potenza. Quando
l’uomo entra in questa dimensione, innalzando la soglia della propria
capacità d’amare e la mette in sintonia con l’Amore, che è Dio, si
accorge stupefatto della sua presenza, come lo sbalordito Giacobbe che
esclama: “Certo il Signore è in questo luogo ed io non lo sapevo!”(Gen
28,16).
-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Se questo è un uomo... di Primo Levi------------------------------------------------------------- Edith Bruck: “Avevo 12 anni quando venni deportata ad Auschwitz”
Salva per il gesto di un soldato tedesco.... Anche piccoli gesti di bontà possono suggerirci che ancora possiamo sperare in questa umanità video------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Ancora
oggi, quando si parla dello sterminio degli ebrei nell’Europa nazista,
sono in molti coloro che fanno ricorso all’idea di follia collettiva,
per spiegare questo male assoluto.
Una
follia collettiva non riconosciuta dai testimoni diretti, se pensiamo
che già Primo Levi, nel 1975, scriveva di avere incontrato ad
Auschwitz, tra le file degli aguzzini, uomini come lui, né pazzi e
nemmeno sadici. Uomini comuni. Eppure, davanti a quel che resta
dell’universo concentrazionario di Auschwitz è ricorrente il pensiero
rivolto a quella parte demoniaca degli uomini che è sempre pronta a
emergere nella storia, quasi che in ciascuno di noi fosse incistato un
«piccolo Hitler», pronto a prevalere su tutto al presentarsi di una
buona occasione.
...Per
questo, ci ammonisce Bauman con preoccupazione e passione, «è sempre
più necessario studiare la lezione dell’Olocausto. È in gioco molto di
più che il tributo alla memoria di milioni di vittime». Il suo saggio,
allora, ritorna a essere necessario, perché interroga il nostro agire
di uomini, posti di fronte alle nuove vittime.
Bauman,
scrive Donatella Di Cesare, «ha fatto della Shoah il caleidoscopio
attraverso cui guardare nell’abisso disumano» della modernità,
suggerendo che «la frantumazione delle responsabilità», capace di
allontanarci dalle conseguenze delle nostre azioni, è una delle eredità
avvelenate di Auschwitz.
Il monito di Bauman sulla Shoah «Attenti, l’orrore resta in agguato»-------------------------------------------- Giusti di ieri e di oggi.
Il bene é sempre possibile
a cura di Maria Cecilia Sangiorgi Intervista a Gabriele Nissim,
Presidente dell'Associazione Gariwo
In
questi nostri giorni, in cui solo chi fa il male sembra avere
visibilità e parola, ricordare, onorare, conoscere i tanti giusti che
al male si sono opposti, aiuta ad avere speranza nel bene.
Siamo nel Giardino dei Giusti di Milano
...
"Il
modo migliore per uscire da una memoria negativa è quello di insegnare
alle persone che si possono assumere una responsabilità, infatti
ognuno, anche la persona più semplice, ha un ambito in cui poter agire.
E' molto importante che questo discorso diventi una educazione alla
responsabilità, al pensare, alla coscienza.., inoltre i giusti essendo
presenti in tutte le nazioni, impediscono un odio generalizzato per un
intero popolo " (Gabriele Nissim, fondatore del Giardino dei Giusti di
Milano)
video Estratto della puntata di "Frontiere dello Spirito" del 22 gennaio 2017 il sito ufficiale: Gariwo è l’acronimo di Gardens of the Righteous Worldwide-------------------------------------------- Ogni
tanto una voce si leva: migranti, nuovo olocausto. Voci criticate. A
partire dalle stesse comunità ebraiche. Il giudizio verrà dalla storia,
ma i nostri occhi sanno quello che hanno visto: uomini implorare cibo,
alloggio, aiuto, vita ad altri uomini. Accolti in modo straordinario a
volte. Respinti altre. E così, in barba ai ragionamenti, si mescolano
le immagini delle file di ieri, di quelle di oggi. Di mani protese dai
treni come dai barconi. Di corpi gettati e di corpi riemersi
...
Certo,
non si fanno paragoni. La storia di oggi non è quella di settanta anni
fa. Oggi ci sono persone che partono volontariamente verso mete di
speranza e sogni di vita nuova. Ieri erano deportate con la forza,
verso la destinazione finale. Oggi abbandonano il loro paese spinte da
guerre e carestie. Ieri erano catturate da una un’ideologia di
annientamento mirato.
Il
pensiero distingue. Ma la mente, quasi a dispetto, associa immagini.
Nel cuore si risveglia un orrore che si credeva chiuso nei libri di
storia. I barconi stipati non sono del resto meno mortiferi di certi
treni del passato.
... Il
27 gennaio ritorna, con le sue celebrazioni. Serva a ricordare le
atrocità di ieri come a non distrarsi dalle crudeltà di oggi. Non sia
puro esercizio di memoria, ma monito. Sia un altro “mai più”.
... Storie
diverse. Ma non c’è uomo che, ieri come oggi, abbia il diritto di
umiliarne a tal punto un altro. E di credersi nel giusto.
(fonte: SIR)
-------------------------------------------- Nella
crisi attuale dell’Europa il dilagare del populismo maschera a fatica
il volto del razzismo che non è né vecchio né nuovo, è il razzismo di
sempre, contro ogni minoranza e contro ogni eguaglianza tra i popoli.
Enzo Collotti: Non un rito, una necessità-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Proposta da pazzi: abolire il carcere!
di Aldo Pintor
“Una pena che sia fine a se stessa, che non da luogo a nessuna speranza è una tortura e non una pena”.
Queste parole pronunciate da Papa Francesco nella tragica estate 2016,
sono una inequivocabile condanna della pena dell'ergastolo in quanto
essa togliendo ogni speranza al condannato è solo una disumana e
disumanizzante vendetta del tutto contraria allo spirito evangelico.
Sempre più spesso questa pena viene contestata da vari settori della
società civile in quanto incompatibile con l'art. 27 della nostra
Costituzione che dice che le pene devono essere finalizzate alla
rieducazione del condannato e non essere inutilmente afflittive.
Nonostante la contraddizione evidente, (è ovvio che se uno non finisce
mai di scontare quella pena non lo sta rieducando) la Corte
Costituzionale ha sempre considerato l'ergastolo compatibile col
dettato costituzionale.
Purtroppo,
nei tristi giorni che stiamo vivendo tra stragi assurde e politici
scimiottanti nel linguaggio i gradassi di quartiere si sentono, oltre
che squallidi desideri di reintroduzione della pena di morte, udire
frasi proprio inadeguate a chi rappresenta un paese. “Marcisca in
carcere”, “si buttino le chiavi in mare” e altre simili espressioni.
Questa volgarità di linguaggio è purtroppo di uso frequente anche tra
persone il cui livello di istruzione e il ruolo istituzionale dovrebbe
garantire sentimenti migliori.
Se
siete anche voi sconsolati per la barbarie verbali del nostro paese
(per rendercene conto basta dare un occhiata ai social network)
consiglio la lettura di uno splendido libro, edito da Sellerio, “Fine pena ora”.
Da queste pagine ritroveremo, con sollievo, un po' della nostra umanità
e troveremo ulteriori conferme circa il fallimento del sistema
carcerario come metodo di espiazione delle pene.
...
la scheda del libro “Fine pena ora”L’ergastolo esisterà fin quando lo faranno esistere gli stessi ergastolani
di Carmelo Musumeci
All'inizio della mia lunga carcerazione avevo letto queste parole di Victor Hugo: "Coloro che vivono sono quelli che lottano".
E io ho subito iniziato a lottare con il corpo, poi con la testa e alla
fine con il cuore. Prima l'ho fatto per rimanere umano, dopo per
sopravvivere, alla fine per vivere. Credetemi: lottare, pensare,
sognare mi sono costati anni di regimi duri, punitivi e d'isolamento
perché spesso per ritorsione mi impedivano persino di avere libri o una
penna per scrivere. E in certi casi mi lasciavano la penna ma mi
levavano la carta.
Ad
un certo punto, ho deciso di relazionarmi con la società esterna per
smettere di parlare da solo con le pareti della mia cella. Una volta,
infatti, lessi questa frase scritta tra le mura di un lager
nazista: "Sono stato qui e nessuno lo saprà mai". Queste
parole mi spronarono a scrivere per fare sapere all'opinione pubblica
come vive e cosa pensa un uomo condannato ad essere cattivo, maledetto
e colpevole per sempre.
...Vedi anche il nostro recente post: LA LIBERTÀ, FINALMENTE: DIARIO DI UN ERGASTOLANO-------------------------------------------- Una delle piaghe della
giustizia che abbiamo di fronte è la divaricazione impressionante tra
la realtà sociale, nella quale la criminalità è fortunatamente in
continua diminuzione da almeno dieci anni, e l’immagine del fenomeno
diffusa dai media, soprattutto dalla televisione, che convince invece
l’opinione pubblica di un aumento della criminalità, alimentando un
senso crescente di insicurezza, di paura. Dal senso di insicurezza e di
paura alla parola d’ordine «schiaffarli in galera e gettare la chiave»
il passo è brevissimo.
Pietro Ichino: Le carceri cambiano se cambiano gli italiani-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Venezia, migrante si toglie la vita nel Canal Grande. Tanti spettatori, nessun eroe A
Venezia domenica scorsa (22 gennaio) si è consumata una tragedia: un
migrante del Gambia si è tolto la vita nel Canal Grande. Nonostante vi
fossero centinaia di persone ad assistere alla scena non si è riusciti
a evitare l’epilogo peggiore della vicenda. videoVenezia. Giovane migrante muore annegato. Nessuno si tuffa per salvarlo Aveva
22 anni ed era originario del Gambia l'immigrato che domenica
pomeriggio a Venezia, sotto gli occhi di centinaia di persone, si è
suicidato in Canal Grande, scegliendo di affogare nonostante da un
vaporetto gli fossero stati lanciati davanti alla braccia prima uno,
poi due, tre, infine quattro salvagente. Una scena scioccante, di cui
oggi il sito on line de Il Gazzettino pubblica il video, realizzato
con un telefonino da una delle persone che si trovavano assiepate sul
ponte degli Scalzi, davanti alla stazione ferroviaria.
...
Il
corpo del 22enne africano è stato recuperato più tardi dai sommozzatori
dei vigili del fuoco. L'immigrato, giunto sulle coste siciliane a bordo
di un barcone e poi trasferitosi a Milano, aveva in tasca un permesso
di soggiorno per motivi umanitari. (fonte: Avvenire 25/01/2017) Si
chiamava Patkh Sabally, quando è sbarcato in Sicilia, ha dichiarato di
essere nato nel 1995. Ma non sapeva il mese e per convenzione, come
accade per tutti i migranti nelle sue condizioni senza un documento,
nell’atto identificativo della polizia viene scritto: 1 gennaio. Venezia, si è ucciso per il permesso negato-------------------------------------------- Caro Pateh, amico nostro sconosciuto e che non incontreremo mai, quanto
tormento, quanta disillusione, quanta infinita solitudine devono averti
stritolato il cuore per farti compiere quel gesto...
Vorremmo averti conosciuto il giorno prima, Pateh. Ti avremmo abbracciato, ti avremmo tenuto stretto. Almeno avremmo voluto provarci. Forse, ma non lo sapremo mai, ti sarebbe bastato sapere di non essere solo, per farti osservare la nostra laguna con stupore di ragazzo. E saresti rimasto a sospirare il futuro in mezzo a noi, tuoi fratelli. Nandino Capovilla: CommiatoAnche in pace si può
diventare simili a mostri: la storia del giovane gambiano, Pateh
Sabally, morto in Laguna è agghiacciante. Invece di provare a salvarlo,
molte grida di 'annega!'. Cosa siamo diventati? C’è chi ha parlato di
«apatia».
Non basta: un argine è stato già superato e mi paiono più vere l’invettiva di Selvaggia Lucarelli («L’avete guardato andare a fondo e l’avete fatto morire») e la dolorosa riflessione di Alessandro Zaccuri che su 'Avvenire' ha scritto della «sindrome degli spettori». Io mi chiedo: perché tanta crudeltà? La risposta è semplice: abbiamo dichiarato anche noi una guerra, quella ai poveri, agli immigrati, ai nomadi, ai senza fissa dimora... Invece di fare guerra alla povertà la facciamo ai poveri… Mario Giro: Guerra ai poveri?. La morte del giovane gambiano, più che un campanello di allarme---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Dio è il Dio delle sorprese... (Papa Francesco) Cari amici e amiche, il Signore chiama anche oggi... (Papa Francesco) Il cristiano vive rapporti interpersonali cercando... (Giovanni XXIII) Più felice fu Maria... (S. Agostino) Cerchiamo anche noi di sperimentare l'amore di Dio... (P. Paolo Cerquitella) Partono i discepoli a due a due... (P. Ermes Ronchi) La bellezza non è che il disvelamento... (Alda Merini)-------------------------------------------------------------- Henri Antoine Grouès, detto Abbé Pierre (Lione, 5 agosto 1912 – Parigi, 22 gennaio
2007),a diciannove anni entra nel convento di clausura dei Cappuccini,
dove rimane per sette anni, studiando filosofia e teologia. Dopo essere
stato ordinato sacerdote, nel 1938, inizia un’intensa attività di
salvataggio delle vittime della violenza nazista. È in questa occasione
che diventa l’Abbé Pierre. Come partigiano darà un grosso contributo
alla liberazione della Francia. Qualche anno più tardi, da un incontro
con un ergastolano e mancato suicida, che aveva trovato accoglienza a
casa sua, nasce l’esperienza di Emmaüs. Il movimento, che ha dato
origine a centinaia di comunità sparse in tutto il mondo, mediante il
lavoro di recupero e riutilizzo degli scarti, vuole ridare dignità e
fiducia ai poveri, i quali diventano essi stessi donatori e provocatori
di chi ha e non fa nulla.
Memorabile il suo appello alla Radio Luxembourg dell'11 febbraio 1954 per donare coperte, tende e generi di conforto a quei numerosi senza tetto che incontravano gravissime e crescenti difficoltà a sopravvivere.. Se si colpisce l'uomo...-------------------------------------------------------------- 24 gennaio memoria liturgica di San Francesco di Sales Patrono dei Giornalisti e degli Operatori dei media
Bisogna combattere il male col bene...-------------------------------------------------------------- 25 gennaio CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO
Paolo è colui che per primo ha provato a dare un assetto alla teologia cristiana. Uomo moderno, Paolo, la cui forza risiede proprio nella capacità di tenere insieme da una parte la sua integrità (uomo integro, non rigido) dall’altra l’insicurezza della sua posizione. Uomo complesso, che ben riflette il nostro tempo... "Sulla via di Damasco"-------------------------------------------------------------- ...Venerabili
Fratelli e Diletti Figli Nostri! Pronunciamo innanzi a voi, certo
tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di
proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo Diocesano per l'Urbe, e di un Concilio Ecumenico per la Chiesa universale...
http://w2.vatican.va/…/hf_j-xxiii_spe_19590125_annuncio.html Domenica 25 gennaio 1959, ad appena tre mesi dalla sua elezione, Giovanni XXIII annuncia la convocazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, che si aprirà l`11 ottobre 1962. http://www.raistoria.rai.it/…/papa-giovan…/7877/default.aspx
foto-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)A 10
anni dalla morte del fondatore della comunità di Emmaus, la sua
biografia intellettuale affascina. L'intreccio con i tanti grandi del
Novecento, da Schuman a Maritain e Câmara
Ha
attraversato il Secolo breve. Ha girato il mondo (uno dei suoi sogni
era fare il marinaio, oltre al brigante e al santo: «Sono riuscito a
diventare un po’ di tutto questo», confidò) in nome dei poveri,
seguendo il motto: «Servire per primo il più sofferente». Ha incrociato
moltissimi tra i potenti e i famosi della nostra epoca, lui che (nel
suo Testamento, Piemme) ebbe a scrivere: «Se volete augurare una
disgrazia ad un nemico, augurategli di diventare famoso!». Del resto
dal 1989 al 2003 per 17 volte venne riconosciuto il personaggio più
amato dai francesi, secondo il “Journal du Dimanche”. A dieci anni
dalla morte (22 gennaio 2007) dell’abbé Pierre (al secolo Henri Grouès)
si potrebbero dire molte cose. Vale la pena ripercorrerne la vita
attraverso le tantissime personalità (tra le più diverse) che hanno
avuto a che fare con questo frate cappuccino diventato paladino contro
ogni ingiustizia e miseria. Il quale sapeva anche essere pugnace in
alcune sue polemiche. Gli “amici”, dunque, dell’Abbé.
...
Tutti gli amici dell'Abbé PierrePer approfondire vedi anche il nostro post
Riascoltiamo dopo 60 anni l'appello dell'Abbé Pierre... oggi interpella anche noi?All'interno altri link a post precedenti
-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- Dal 25 Gennaio al 22 Marzo
Sala del Convento dalle h. 20.00 alle h. 21.00 il calendario degli incontri-------------------------------------------- I LUNEDÌ DAL 23 GENNAIO AL 6 MARZO -------------------------------------------- -------------------------------------------- Vangelo: Mt 4,12-23
...
Il
cambiamento totale di prospettiva è condizione necessaria per far parte
del Regno, al di là di ogni appartenenza o pratica religiosa. "Si segue Gesù per diventare come Lui, figli e fratelli, che vivono il Regno del Padre"(cit.). Gesù è la Luce della Vita che si leva e brilla non più su Israele soltanto, ma su tutti i popoli, anche sui popoli pagani (2,1-12). "Non c'è più infatti distinzione perché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio" (Rm, 3,22). E così "Galil ha Gojim", la tanto vituperata 'Galilea delle Genti', regione
malfamata e ritenuta lontana da Dio, ricettacolo dei bellicosi e
sovversivi zeloti, diviene il naturale ponte tra Israele e i popoli
pagani, il luogo ideale e privilegiato per la proclamazione
dell'avvento del Regno. Siamo esortati perciò ad abbandonare
definitivamente le nostre logiche mondane, le nostre prospettive, ogni
progetto che non sia finalizzato all'edificazione del Regno di Dio, per
volgere lo sguardo e la nostra intera vita a Colui che da sempre è
rivolto a noi.
-------------------------------------------- Commento
III Domenica Tempo ordinario – Anno A
Letture: Isaia 8,23-9,3; Salmo 26; 1 Corinzi 1,10-13.17; Matteo 4,12-23 ...
Convertitevi
è l'invito a rivoluzionare la vita: cambiate visione delle cose e di
Dio, cambiate direzione, la strada che vi hanno fatto imboccare porta
tristezza e buio. Gesù intende offrire lungo tutto il Vangelo una via
che conduca al cuore caldo della vita, sotto un cielo più azzurro, un
sole più luminoso, e la mostrerà realizzata nella sua vita, una vita
buona bella e beata.
Ed ecco il perché della conversione: il regno si è fatto vicino. Che
cos'è il regno dei cieli, o di Dio? «Il regno di Dio verrà con il
fiorire della vita in tutte le sue forme» (Giovanni Vannucci). Il regno
è la storia, la terra come Dio la sogna.
Gesù
annuncia: è possibile vivere meglio, per tutti, e io ne conosco la via;
è possibile la felicità. Nel discorso sul monte dirà: Dio procura gioia
a chi produce amore. È il senso delle Beatitudini, Vangelo del Vangelo.
...
La
notizia bellissima è questa: la felicità è possibile e vicina. E il
Vangelo ne possiede la chiave. E la chiave è questa: la nostra
tristezza infinita si cura soltanto con un infinito amore (Evangelii gaudium).
...
Gesù
cammina verso di noi, gente delle strade, cammina di volto in volto e
mostra con ogni suo gesto che Dio è qui, con amore, il solo capace di
guarire il cuore. Questo sarà anche il mio annuncio: Dio è con te, con
amore. E guarirà la tua vita.
-------------------------------------------- Intervento in occasione del Convegno nazionale Pax Christi Italia NONVIOLENZA UNICA “ARMA” CHE GENERA PACE Bologna, 30-31 dicembre 2016 Se violenza é il dominio sull'altro, la nonviolenza é l'accettazione, l'accoglienza dell'altro.Quindi il fondo della nonviolenza é l'amore. ...
Il cristiano oggi deve prima di tutto convertire se stesso alla
nonviolenza, e arrivare a persuadersi, ... e poi dobbiamo sentire la
responsabilità di essere portatori e testimoni della nonviolenza attiva
e creativa. ... "La Chiesa é un lievito, un fermento!! ... La nonviolenza deve essere il grande compito dei cristiani!!" Breve estratto video video intervento integraleGuarda anche i post già pubblicati:
-------------------------------------------- Quante volte cerchiamo il predominio sull'altro?...
L'ipocrisia genera tenebra...
Dio ci coinvolge per essere annunciatori credibili
di Mons. Giovanni Accolla,
Arcivescovo di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela
Omelia
Solennità
S. Sebastiano Martire
20 gennaio 2017
Barcellona Pozzo di Gotto
Chi di noi è disposto a fare un passo indietro per la dignità del prossimo?
Al contrario dappertutto,in tutti i campi, domina il predominio sull'altro
Quante abbiamo l'affannosa ricerca del predominio sull'altro? ...
che cosa genera la tenebra?
Tante cose.. ma prima di tutto ... l'ipocrisia genera tenebra ...
Abbiamo bisogno rifondare la nostra vita a partire dalla Parola di Dio ,,,
Dio
non ci abbandona, Dio ci coinvolge nel mistero della Sua VITA, ci
coinvolge per essere annunciatori credibili della venuta del Suo Regno.
...
video omelia integraleGuarda anche il post già pubblicato:
"Sento urgente la sfida di una cultura della dignità della persona ..
La Chiesa non cessa di essere Madre di Misericordia. "Mons. Giovanni
Accolla, inizio del ministero Pastorale nella Diocesi di Messina-------------------------------------------- «IL DIALOGO DELLE FEDI CRISTIANE, UN LENTO LAVORO PER SANARE LE FERITE DELLA STORIA» di Enzo Bianchi
... «A pregare si impara pregando», e questo è vero non solo per il singolo cristiano nel suo itinerario di dialogo personale con il Signore, ma anche per le comunità cristiane che, convocate in assemblea dalla Parola di Dio, proprio nell’ascolto dell’unica Parola di vita imparano a presentarsi davanti al Signore insieme, dopo essersi riconciliati con il fratello (cfr. Mt 5,23-24). E
pregare non lascia mai l’orante – sia esso singolo o comunità – nella
medesima condizione di prima della preghiera. Così l’amore di Cristo ci
spinge a riconciliarci, a fare dell’ecumenismo non una scelta pastorale opzionale bensì un ineludibile cammino che apre il cammino verso la piena unità visibile. “Camminare
insieme” è l’invito che anche papa Francesco non si stanca di ripetere,
perché oggi più che mai l’umanità intera ha bisogno della
riconciliazione autentica tra i cristiani, quella che sgorga dalla
preghiera comune, dal presentarsi insieme di fronte a Colui che vuole
che i suoi discepoli siano una cosa sola. Vedi anche il nostro post:
Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 18-25 gennaio 2017 - Introduzione --------------------------------------------- IV GIORNO Le cose vecchie sono passate (2 Cor 5, 17)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- V GIORNO Tutto è diventato nuovo (2 Cor 5, 17)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- VI GIORNO Dio ha riconciliato il mondo con sé (2 Cor 5, 18)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 18-25 gennaio 2017 - LETTURE BIBLICHE E COMMENTO SETTIMO GIORNO
VII GIORNO L’annunzio della riconciliazione (2 Cor 5, 18-19)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 18-25 gennaio 2017 - LETTURE BIBLICHE E COMMENTO OTTAVO GIORNO
VIII GIORNO Riconciliàti con Dio (2 Cor 5, 20)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- Mercoledì
25 gennaio alle ore 17.30, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura,
il Santo Padre Francesco ha presieduto la Celebrazione dei Secondi
Vespri della solennità della Conversione di San Paolo Apostolo, a
conclusione della 50.ma Settimana di Preghiera per l'Unità dei
Cristiani sul tema: L'amore di Cristo ci spinge verso la
Riconciliazione (cfr 2 Corinzi, 5, 14-20).
Hanno Preso parte alla Celebrazione i Rappresentanti delle Chiese e altre Comunità ecclesiali presenti a Roma.
Pubblichiamo di seguito il testo dell'omelia che Papa Francesco ha pronunciato nel corso della celebrazione:
testo omelia integrale videoAl Termine dei Vespri, prima della Benedizione apostolica, l'Em.mo card. Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha rivolto al Santo Padre un Indirizzo di saluto. video integrale-------------------------------------------- Quale
unità è quella che si augura l’ecumenismo? È un’unità che innanzitutto
non è contro qualcuno, e che non deve significare uniformità, bensì una convivialità delle differenze (don
Tonino Bello) in cui le Chiese, da vere sorelle, si riconoscono e si
pongono al servizio l’una dell’altra. In realtà, non di rado oggi
l’ecumenismo, dopo gli anni rigogliosi attorno al Vaticano II, appare
in crisi, troppo spesso ridotto a un dialogo di forme e non di sostanza
(c’è chi parla, con preoccupazione, del dialogo dei salamelecchi…).
Ma è altrettanto innegabile che in vari ambiti – da quelli scientifici
di chi studia la Bibbia, a chi sperimenta l’accoglienza allo straniero
o il dialogo interreligioso senza chiedere carte d’identità di quanti
operano al suo fianco – l’ecumenismo è sempre più sentito come la forma
normale dell’essere cristiano: soprattutto in un pianeta ormai
definitivamente globalizzato, in un’Europa smarrita e caratterizzata da
appartenenze liquide (come ci ha insegnato il sociologo Zygmunt Bauman, scomparso qualche giorno fa)... Brunetto Salvarani: Il futuro del dialogo ecumenico--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Dopo le dimissioni di fr. Enzo Bianchi, oggi é stato eletto fr. Luciano Manicardi come nuovo priore del Monastero di Bose
Comunicato del priore Enzo Bianchi--------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"martedì 24 Gennaio alle 21:15 su Rai5
il film "UOMINI DI DIO" La resistenza pacifica e spirituale di un gruppo di monaci cristiani nel Magreb dilaniato dalla violenza dei terroristi. Il film “Uomini di Dio”, è ispirato a fatti realmente avvenuti in Algeria nel 1996 e ricostruisce in particolare l'assassinio dei monaci benedettini nel piccolo monastero di Tibhirine. Il film ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria del 63º Festival di Cannes. locandina Per vederlo on demand: http://www.raiplay.it/video/2017/01/FILM---UOMINI-DI-DIO-f3fefd58-960c-4324-bbb6-54f551e21def.html-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)«Non
temere, perché io sono con te» (Is 43,5). Comunicare speranza e fiducia
nel nostro tempo è il tema scelto dal Santo Padre Francesco per la 51
ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale
... --------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 21/01/2017:
Con San Domenico "andiamo avanti con gioia...22/01/2017:
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