"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°48 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 10 al 16 dicembre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 23 dicembre 2016
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(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Nella
giornata mondiale per il rispetto dei diritti umani, che si celebra
oggi, la diagnosi dell’Alto commissario delle Nazioni Unite è impetuosa
e senza appello: aumentano violazioni e abusi in tutto il mondo.
... I
valori espressi dai diritti umani sono dunque messi seriamente a
rischio. Le sfide indicate dall’Onu sono tante e intrecciate: i nuovi
flussi migratori, il traffico di armi e di droga, il cambiamento
climatico, il terrorismo globale, le guerre in corso, soprattutto
quelle in Siria e nello Yemen, nonché la peggiore crisi economica dal
secondo dopoguerra. Hussein ha sottolineato che il conflitto siriano
«era totalmente evitabile, se il presidente Assad avesse deciso di
ascoltare le voci che si alzavano per protestare pacificamente e
legittimamente contro le violazioni dei diritti umani». Passando in
rassegna le cause di questa situazione, l’alto commissario ha poi
indicato «i movimenti estremisti e le loro orribili violenze, i
conflitti, le discriminazioni e le sirene che sfruttano le paure,
seminano disinformazione e divisione». In alcune parti d’Europa e negli
Stati Uniti, «la retorica xenofoba, piena di odio e violenza, sta
proliferando a un livello spaventoso e sempre più incontrastata». Per
Zeid, i diritti umani sono stati concepiti e continuano a essere
l’antidoto alle derive estremiste e alle violenze. Ma ora «sono sotto
attacco: troppe persone si sentono sopraffatte, insicure e non sanno
che cosa fare o come cambiare» ha concluso Hussein, illustrando poi la
campagna e le manifestazioni che in tutto il mondo accompagneranno la
giornata mondiale.
... (Fonte: L’Osservatore romano)
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo L'atlante delle diseguagianze (PDF) video - Servizio TG2 -------------------------------------------- C’è
una barca nel presepe, quest’anno. Nel presepe di piazza San Pietro,
donato da Malta: è’ un "luzzu", l’imbarcazione dei pescatori
dell’isola. Gesù, Maria, la mangiatoia, le pecore, e una barca di
legno, carica di reti. Il Papa ieri ha detto di vedere in quel barcone
un richiamo «alla tragica realtà dei migranti diretti verso l’Italia.
Nell’esperienza
dolorosa di questi fratelli e sorelle rivediamo quella del Bambino
Gesù, che al momento della nascita non trovò alloggio e venne alla luce
nella grotta di Betlemme, e poi fu portato in Egitto, per sfuggire alla
minaccia di Erode».Una barca nel presepe. Lo abbiamo fatto tutti, nelle
nostre case, il presepe. La capanna, la stella lucente, l’angelo.
L’asino e il bue accucciati vicini, e i pastori. Ai margini, i Magi con
i cammelli, che vengono da molto lontano. Gesù Bambino, alcuni lo
mettono nella mangiatoia solo la notte di Natale. I Magi, arriveranno
davanti a Gesù soltanto all’Epifania.
...
Non
aveva trovato posto fra gli uomini, Cristo nascente. Ciò che nel
presepe può sembrare dolce leggenda è in verità drammatica
testimonianza: non trovò un tetto, Gesù, quella notte. Il Papa ieri ha
detto che il presepe è in verità «invito a fare posto nella nostra vita
a Dio, nascosto nel volto di tante persone». La barca del presepe di
Malta che Francesco indica è un segno forte. Possiamo fare i nostri
presepi con i cammelli e le pecore e la neve, e le luci che si
accendono. E restare ciechi a ciò che quella scena rappresenta:
l’avvento di Dio nei panni del povero e dello straniero, nei panni del
miserabile cui tutti chiudono la porta. E’ ciò che sta accadendo in
Europa: reticolati, muri, uomini e donne che si nascondono nei Tir e
nei treni, e muoiono di freddo, o sfracellati.
Quei
treni corrono fra città e paesi pieni di case con dentro un presepe
illuminato. In tanti guardiamo i presepi, ma non vogliamo pensare agli
uomini e alle donne in marcia nel freddo, nella notte, verso confini
sbarrati. Cantiamo «...e vieni in una stalla, al freddo e al gelo», ma
non vogliamo sapere quanti, in notti buie come quella dell’ anno zero
cristiano, nascono: portando nel volto la stessa inerme debolezza del
nostro Dio bambino. Il vero regalo, sarebbe, quella notte, vedere
davvero.
(fonte: Avvenire)
-------------------------------------------- “La vita non è il male”
Cinque capitoli di riflessione
sulle tracce del bene
Gabriella Caramore - Maurizio Ciampa
Recensione di Aldo Pintor
In
questo momento storico dove a livello mondiale la crisi della politica
sta facendo dilagare pericolosi e squallidi populismi (Orban in
Ungheria, Trump negli Stati Uniti, Erdogan in Turchia, Putin (pur amato
in certi ambienti cattolici ultraconservatori) in Russia e il meno noto
Duterte nelle Filippine) che sono un tangibile esempio di come
l'ultraliberismo abbia fatto naufragare il sogno di chi è stato giovane
negli anni 60 e 70 di una società più giusta dove ciascuno lavora per i
diritti di tutti.
...
Il
titolo è preso dalle parole dello scrittore russo Vassili Grossman ed è
motivo dalla forte convinzione degli autori che ogni uomo è più grande
del male che può commettere, anche quando ne commette parecchio. Mai
questo male cancella del tutto l'umanità nemmeno in colui che lo
compie.
Partendo
dagli oscuri abissi tenebrosi della Shoa che hanno offuscato il cielo
del ventesimo secolo il libro ci svela nomi e vicende sia conosciute
che sconosciute in pagine che come dice il Vangelo descrivendo il
sentire dei discepoli di Emmaus nell'ascoltare le parole di Gesù “ci
fanno battere forte il cuore in petto” ossia ci fanno sentire
orgogliosi di appartenere all'umanità.
Non
è facile fare il bene e non solo perchè il male lo si può fare a tutti
e il bene solo a coloro che ne hanno bisogno, ma perchè il bene non fa
rumore e di frequente viene riconosciuto dopo che chi l'ha compiuto non
c'è più. Quindi lo sguardo profondo che questo libro offre ci aiuta a
cogliere i risultati di questo bene invisibile. Davvero tanti i
materiali che hanno contribuito alla stesura di questa fatica dei due
giornalisti ci trasmettono dei veri e propri tesori di umanità come i
Volantini della Rosa Bianca, Il Diario di Etty Hillesum, le Lettere dal
carcere di Bonohoeffer, il testamento di Armin Wegner contro il nazismo
e le sofferte meditazioni di Hannah Arendt, sulla banalità del male.
Alla fine la domanda da dove proviene il bene che ci accompagna per
tutta la lettura rimane senza risposte. Si prende atto di come il bene
in silenzio continui a sgorgare nel cuore dell'uomo e come si giunge a
questa constatazione allora anche il raccontare il bene ci fa scorgere
la sua natura impalpabile. Spetta al nostro sguardo purificato da
malizia riconoscere questa presenza misteriosa celata nella profondita
del nostro cuore che da sempre ha accompagnato l'umanità e che come
viene riconosciuta fa battere forte il cuore degli uomini e ci fa
sperimentare nella vita il Buon Annuncio del Vangelo.
-------------------------------------------- Da
anni aiuta famiglie in difficoltà pagando debiti, affitti, cure
mediche, rette scolastiche, spese legali. Sempre mantenendo l’anonimato
... E
arriviamo così al titolo del suo libro. «Ho tre figli, ormai grandi e
sistemati, a cui ho sempre dato tutto. Ma quando ho detto loro della
mia malattia, ho ricevuto solo telefonate distratte. Quando a giugno mi
hanno ricoverato in ospedale, il più grande si è fatto vivo dopo
quattro giorni, solo per dirmi che non poteva venirmi a trovare perché
aveva altri impegni. Allora ho preso una decisione drastica: non dar
loro più un soldo. Il risultato è che da allora si rifiutano di
parlarmi. Con questo libro vorrei far capire che il senso della vita
non è nei vestiti griffati e nelle belle macchine».
Con
la fede, Andrea ha un rapporto complicato: «Fino a qualche anno fa,
semplicemente non ci pensavo. Ora che sono costretto a passare tanto
tempo a casa guardo molti documentari di astrofisica, la mia grande
passione. Osservando le stelle, mi rendo conto che l’ordine che governa
l’universo non può essere frutto del caso. Mi piacerebbe tanto
confrontarmi con papa Francesco. A lui rivelerei chi sono davvero.
Almeno del Papa ci si potrà fidare...».
CHI È L'ANGELO INVISIBILE? «LO RIVELERÒ SOLO A PAPA FRANCESCO»Questo
libro è una moderna favola di Natale, una storia vera condita di
fantasia, una reale, intensa «lettera ai posteri» in cui l’autore
racconta i valori che hanno sempre guidato la sua esistenza: il dovere
di dividere con il prossimo ciò che il destino gli ha dato, quello di
ribellarsi alle ingiustizie. E la chiave, dolorosa ma anche magica, di
ogni crescita interiore: del domani non vi è certezza.
la scheda del libro LETTERA AI MIEI FIGLI SULL’INCERTEZZA-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"#Aleppo #lasciateuscireicivili
Fermate il massacro di Aleppo. Lasciate uscire i civili.-------------------------------------------------------------- #Aleppo #lasciateuscireicivili Siamo indignati-------------------------------------------------------------- Mons. Abou Khazen,
felice per l’ingresso dell’esercito siriano nei quartieri occupati,
considera “motivo di speranza” la lettera del Papa ad Assad. Ma accusa:
“L’embargo colpisce solo i civili”
Federico Cenci: Aleppo liberata. Vicario apostolico: “Questo Natale avrà un altro profumo”--------------------------------------------------------------- E
intanto a Damasco una stazione di polizia è stata colpita da un
attentato nel quale i terroristi hanno usato una bambina di 8 anni che
hanno fatto saltare in aria. L'agenzia governativa Sana ha detto che
l'esplosione, oltre ad uccidere la piccola, ha ferito un agente. Gli
autori dell'attentato, nel quartiere di Midan, hanno convinto la
bambina ad entrare nei locali e poi hanno azionato a distanza una
carica esplosiva che portava addosso.
AVVENIRE: Bimba di 8 anni usata come kamikaze a Damasco. Civili via da Aleppo a singhiozzo---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Tacere di sè è umiltà... (S. Giovanni della Croce) Solo chi antepone il bene comune... (tweet Enzo Bianchi) La fede che non dubita... (Miguel de Unamuno) Mandaci la brezza leggera dello Spirito... (don Tonino Bello) "Fare la volontà del Padre" significa... (Silvano Fausti) Gesù è colui che libera... (P. Ottavio Raimondo) Mettiamoci in cammino senza paura... (don Tonino Bello) C'è bisogno di autentici testimoni... (Benedetto XVI)-------------------------------------------------------------- 10 dicembre 2016 - Dieci anni senza il cardinale Pappalardo, il cardinale di Palermo nemico della mafia
"Molti nel nostro Meridione sono convinti che nulla in realtà può cambiare, e trovano giustificazioni psicologiche, storiche ed anche letterarie per tale loro atteggiamento. Bisogna invece raccogliere la sfida, e credere che c’è veramente un mondo nuovo nel quale - se gli uomini vogliono - possono regnare la giustizia e la pace. Bisogna che nella nostra Sicilia gli uomini vogliano proprio questo, a cominciare dai politici fino all’ultimo cittadino!». (card. Salvatore Pappalardo) video-------------------------------------------------------------- Riproponiamo questa preghiera che è stata scritta il 12 dicembre 1969 dal giovane Jorge Mario Bergoglio alla vigilia della sua Ordinazione Sacerdotale.
Voglio credere... Credo... preghiera di Papa Francesco alla vigilia dell'Ordinazione SacerdotaleDopo 47 anni lo stesso sorriso, lo stesso sguardo... la stessa voglia di trasmettere la misericordia del Signore!!!
Auguri di cuore Papa Francesco e grazie per aver risposto alla chiamata del Signore con l'ECCOMI pronunciato pubblicamente il 13 dicembre di 47 anni fa e sicuramente rinnovato ogni giorno nel tuo grande cuore. Il Signore ravvivi il fervore di quel giorno arricchendolo di maturità e ti renda sempre suo strumento per diffondere gioia e speranza. Auguri-------------------------------------------------------------- La festa di S. Lucia
evoca il nostro bisogno di vedere, di non conoscere l’esperienza della
cecità. Noi, infatti, la invochiamo come patrona della vista degli
occhi.
Tuttavia, mi pare, abbiamo bisogno di chiedere la sua intercessione per un altro tipo di cecità di cui siamo affetti un po’ tutti. Ci mancano, infatti, occhi nuovi. Siamo convinti di vedere ma in realtà siamo ciechi... Santa Lucia, festeggiata in tutto il mondo, storie, leggende,
tradizioni e soprattutto occasione per riflettere sulle nostre cecità -------------------------------------------------------------- 14 dicembre memoria liturgica di San Giovanni della Croce, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani e dottore della Chiesa, fondatore dell'Ordine dei Carmelitani Scalzi.
È un grande maestro di spiritualità valido ancora oggi. Ha anche il merito di essere stato un valido collaboratore di Teresa d’Avila (anch’essa Santa e Dottore della Chiesa) nella Riforma Carmelitana. Ma non basta. Per le sue poesie si è guadagnato un posto nella letteratura spagnola. È stato riconosciuto come “il più santo dei poeti spagnoli, e il più poeta dei Santi”. Tacere di sè è umiltà... Dove non c'è amore, metti amore... Alla fine della vita saremo giudicati... Dio preferisce a tutte le parole...-------------------------------------------------------------- #Dossetti #anniversario tweet di Enzo Bianchi
15.12.1996 ci lasciava Giuseppe Dossetti...-------------------------------------------------------------- La novena di Natale,
che inizia il 16 dicembre e si conclude il 24 dicembre, pur non essendo
"preghiera ufficiale" della Chiesa, è un’antichissima tradizione e
costituisce un momento molto significativo nella vita delle nostre
comunità cristiane che ci permette di approfondire il mistero
dell’incarnazione del Verbo e di celebrare con gioia la solennità del
Santo Natale.
La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 1° giorno - ANDIAMO FINO A BETLEMME-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere
dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente
di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini. L'era
moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le
suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle
persone più anziane. Nei
giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di
Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono
attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato
possibile pubblicare una preghiera in dialetto
siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un
momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere
nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione
appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai
nostri lettori di tutte le regioni italiane. Ci
farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri
lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un
messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it . Vi
chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale,
anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di
corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in
particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a
qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra
informazione riteniate opportuno fornirci). Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere. Preghiere in dialetto Sicilia Lu miraculu ri Santa Lucia (Il miracolo di santa Lucia) Mi rissi me nanna, quann'era nica: "Ora ti cuntu 'na storia antica". 'Ncapu li ammi mi fici assittari e araciu araciu si misi a cuntari: ... (Mi disse mia nonna quand'ero bambina: "Ora ti racconto una storia antica'. Sulle sue gambe mi fece sedere e adagio adagio ha cominciato a raccontare:) ... Storia segnalata da Francesca e Paolo Policheni *********** A
Palermo il 13 dicembre si ricorda un'antica vicenda: la Santa implorata
dai palermitani esaudì le loro preghiere facendo arrivare nel porto un
bastimento carico di grano. I palermitani da diversi mesi in carestia,
non molirono il grano per farne farina, ma lo bollirono, per sfamarsi
in minor tempo, aggiungendogli soltanto un filo d’olio, creando così la
"cuccìa".
Da allora i palermitani ogni anno per devozione ricordano solennemente l'evento, rigorosamente ricorrono all’astensione per l’intera giornata dal consumare farinacei. Se per Santa Lucia non si mangia pane e pasta, in compenso - secondo quanto riferisce il Pitrè - come penitenza e per tradizione si consumano legumi, verdure, panelle, arancine e cuccìa dolce o salata. Un'altra usanza è quella di fare dei piccoli pani a forma di occhi, da benedire, che si mangiano per tenere lontane le malattie connesse alla vista. Segui lo Speciale: Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 11,2-11
...
l'Atteso non corrisponde alle attese.
Di
Dio abbiamo quasi sempre una comprensione troppo umana, siamo dei
ciechi che non vedono la realtà ma solo le nostre aspettative: da
questa cecità Gesù è venuto a guarirci. Non dobbiamo allora attendere
un altro ma piuttosto sono le nostre attese che devono essere altre
perché è un 'Altro' che deve essere atteso. Era stato già annunciato: "Così dice il Signore: i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie" (Is 55,8).
Gesù ci chiama a venir fuori dalle nostre ambiguità verificando le
nostre attese con il suo vissuto, ci invita ad accoglierlo così come è,
non come noi vorremmo che fosse. "Egli ci risponde rimandando alle sue
opere, come se ci dicesse:
"Io-Sono colui che vedi attraverso ciò che faccio" (cit.). Gesù
è il volto di un Dio scandaloso che ci sconcerta, è la Parola del Padre
che ci converte da una mentalità di morte alla vera vita, è la
manifestazione della tenerezza e della misericordia di Dio per ogni
uomo, primi fra tutti i peccatori. Egli è la Parola del Padre che si fa
fragilità e debolezza e che ci fa passare dalla morte alla vita, la
fedeltà eterna al Suo progetto di amore che va al di là delle nostre
attese e compie le sue promesse.
-------------------------------------------- Commento
II Domenica di Avvento (Anno A) Letture: Isaia 35,1-6.8.10; Salmo 145; Giacomo 5,7-10; Matteo 11,2-11 ...
Sei
tu o no quello che il mondo attende?. Grande domanda che permane
intatta: perseveriamo dietro il Vangelo o cerchiamo altrove?
Giovanni
è colto dal dubbio, eppure Gesù non perde niente della stima immensa
che nutre per lui: È il più grande! I dubbi non diminuiscono la fede
del profeta. Così è per noi: non
esiste fede senza dubbi; io credo e dubito, e Dio continua a volermi
bene; mescolo fede e dubbi e la sua fiducia resta intatta.
Sei
tu? Gesù non risponde con argomentazioni, ma con un elenco di fatti:
ciechi, storpi, sordi, lebbrosi, guariscono, si rimettono in cammino
hanno una seconda opportunità, la loro vita cambia.
Dove il Signore tocca, porta vita, guarisce, fa fiorire.
...
I
fatti che Gesù elenca non hanno cambiato il mondo, eppure quei piccoli
segni bastano perché non consideriamo più il mondo come un malato
inguaribile. Gesù
non ha mai promesso di risolvere i problemi della storia con i suoi
miracoli. Ha promesso qualcosa di molto più grande: il miracolo del
seme, il lavoro oscuro ma inarrestabile del seme che fiorirà. Non ci ha
fornito pane già pronto, ma un lievito che non si spegne.
...
La
fede è fatta di due cose: di occhi che vedono il sogno di Dio e di mani
pazienti e fiduciose come quelle del contadino che «aspetta con
costanza il prezioso frutto della terra» (Giacomo 5,7). Di uno stupore,
come un innamoramento per un mondo nuovo possibile, e di lavoro
concreto per volti e nomi che riempiono il cuore. Anche di fatica:
«Fino a che c'è fatica c'è speranza» (don Milani).
Beato chi che non si scandalizza di me. Gesù
portava scandalo e lo porta oggi, a meno che non ci facciamo un Cristo
a nostra misura e addomestichiamo il suo messaggio: non stava con la
maggioranza, ha cambiato il volto di Dio e del potere, ha messo
pubblicani e prostitute prima dei sacerdoti, ha fatto dei poveri i
principi del suo regno.
Gesù:
un uomo solo, con un pugno di amici, di fronte a tutti i mali del
mondo. Beato chi lo sente come piccolo e fortissimo seme di luce,
goccia di fuoco che vive e opera nel cuore dell'uomo. Unico miracolo di
cui abbiamo bisogno.
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SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Con la morte di Paulo Evaristo Arns scompare l'ultimo grande protagonista della Chiesa latinoamericana del post-concilio
Arns è stato un frate francescano, giornalista, ha scritto più di cinquanta libri dedicati alla pastorale nelle grandi metropoli insieme a studi sulla letteratura cristiana dei primi secoli. Ma ciò che ha caratterizzato maggiormente il suo episcopato è stata la difesa dei poveri, della libertà del popolo e dei diritti umani, in particolare durante la dittatura che in Brasile è durata dal 1964 al 1985. La sua presenza e autorevolezza hanno favorito il passaggio incruento al regime democratico... Il cardinale che mise in vendita il palazzo per dare il ricavato ai poveri -------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Chi
l’ha conosciuto vede nella sua «fedeltà a Dio e al mondo» (G. Bellia)
uno dei paradigmi più eloquenti per interpretare la sua esistenza.
Fedeltà nel senso di sponsalità in Cristo e nella Chiesa e per questo
anche verso la storia, com’è detto nel salmo: «Di te si dicono cose
gloriose città di Dio» (cf. Sal 87,3). Gerusalemme come madre di tutti
i popoli, vale a dire cioè che chi è in Dio, abita la città degli
uomini nella costante tensione fra memoria e profezia e diviene come
una sorgente dalla quale si diffondono diversi fiumi. C’è
un’universalità del pensiero di Dossetti che è difficile abbracciare
prescindendo da questo suo percorso nuziale, una polisemia impossibile
da declinare scindendo il cammino dell’uomo da quello del discepolo, e
in ultima analisi un’armonia che stenta a risuonare enfatizzando un
solo interludio perché c’è anche dell’altro e inoltre si sa, anche il
silenzio è musica e fa parte dello spartito.
...
In
conclusione, la fedeltà a Dio e al mondo consegnata alla storia lascia
che Dossetti sia annoverato tra i sapienti e i profeti: «Sapienti, che
con il loro gratuito servizio sanno custodire e accrescere il tesoro
lasciato in eredità da altri» e profeti, «servitori vigili e fedeli che
esplorano quel futuro di Dio verso cui uomini e società sono
incamminati». Dossetti cioè annoverato tra quei sapienti e profeti che
«con la loro fede sofferta e perseverante, scrutando come sentinelle
nella notte il disegno di Dio, ne scandiscono i tempi e ne orientano il
senso». (Bellia, «Servi di chi. Servi perché», 162).
Dossetti e la sua “ fedeltà a Dio e al mondo”Vent’anni
dalla scomparsa di don Giuseppe Dossetti, padre e ispiratore fecondo di
una certa idea di cattolicesimo democratico ...
Vent’anni
senza un uomo che seppe essere grande tanto nella vittoria quanto nella
sconfitta, battagliero e rispettoso al tempo stesso, in grado di
concepire la politica non solo come un servizio, frase viepiù abusata,
fin quasi a diventare stucchevole, ma proprio come un dovere morale e
civico di ogni cittadino.
Vent’anni
e ritornano in mente i suoi insegnamenti, la sua lezione etica, il suo
profilo e quell’idea, antica e modernissima, che la politica debba
germogliare nel grembo della società, nell’animo di ciascuno di noi,
nei nostri sogni, nelle nostre speranze, nella pienezza dei nostri
valori e delle nostre azioni, riprendendo il concetto socratico della
maieutica e trasferendosi poi, in base al principio della
rappresentanza, nell’ambito delle istituzioni repubblicane.
...
Diciamo
che, per inquadrare Dossetti, dobbiamo aver presenti due figure
mirabili del nostro panorama cattolico e spirituale: il cardinal
Martini e padre Turoldo. Dossetti si colloca a metà fra i due, con la
bussola della comunità e l’amore per la Terrasanta del primo e la
passione e l’impegno politico del secondo
...
Vent’anni
e un vuoto incolmabile, eppure, rileggendo la sua biografia, ti vien
voglia di amare la politica, di dimenticare come è stata ridotta e di
riscoprirne l’infinita bellezza. E allora comprendi l’immortalità di un
idealista che non si è mai arreso.
Giuseppe Dossetti e il senso della CostituzioneIl primo film su Giuseppe Dossetti
Quanto resta della notte videoPer approfondire:
-------------------------------------------- Ventiquattro anni fa la marcia
a Sarajevo, promossa dai Beati Costruttori di pace: 500 persone, dal 7
al 13 dicembre 1992, nella città sotto assedio da nove mesi. Per
celebrare, con gli abitanti di Sarajevo, la Giornata dei Diritti Umani,
10 dicembre. Don Tonino, Presidente di Pax Christi, c’era nonostante
la malattia.
Ripensare a quei giorni lascia spazio, inevitabilmente, a tanti ricordi ed emozioni… Renato Sacco: “Una grande voglia di piangere” Sarajevo ’92.. e i Diritti Umani---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 10/12/2016:
Lavoriamo tutti con decisione...11/12/2016:
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