"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°3 del 2017
Aggiornamento della settimana -
dal 14 al 20 gennaio 2017 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 27 gennaio 2017
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SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Per tutti, ma per noi cristiani in particolare, il dovere dell’accoglienza deve esserci senza se e senza ma. Intervista
a Mons. Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes (Breve
estratto video della puntata di "Siamo Noi" TV2000)
video-------------------------------------------------------------- Dobbiamo prenderci cura
del fratello forestiero, nel quale è presente Gesù, spesso sofferente,
rifiutato e umiliato. (Papa Francesco)
video-------------------------------------------------------------- Andrea
Camilleri: «C'è un santo, il più amato di tutti i santi, San Calogero è
di colore nero perché viene dall'Africa, è un eremita nero... vorrei
che san Calogero continuasse a camminare verso il nord... e portasse
ovunque il pane della ragionevolezza, dell'accoglienza, della pietas».
video-------------------------------------------------------------- Tweet Enzo Bianchi del 16 gennaio 2017
Può darsi che tra loro ci siano migranti in situazione irregolare ma...-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Cari fratelli e sorelle!
«Chi
accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi
accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato» (Mc
9,37; cfr Mt 18,5; Lc 9,48; Gv 13,20). Con queste parole gli
Evangelisti ricordano alla comunità cristiana un insegnamento di Gesù
che è entusiasmante e, insieme, carico di impegno. Questo detto,
infatti, traccia la via sicura che conduce fino a Dio, partendo dai più
piccoli e passando attraverso il Salvatore, nella dinamica
dell’accoglienza. Proprio l’accoglienza, dunque, è condizione
necessaria perché si concretizzi questo itinerario: Dio si è fatto uno
di noi, in Gesù si è fatto bambino e l’apertura a Dio nella fede, che
alimenta la speranza, si declina nella vicinanza amorevole ai più
piccoli e ai più deboli. Carità, fede e speranza sono tutte coinvolte
nelle opere di misericordia, sia spirituali sia corporali, che abbiamo
riscoperto durante il recente Giubileo Straordinario.
Ma
gli Evangelisti si soffermano anche sulla responsabilità di chi va
contro la misericordia: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli
che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una
macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare» (Mt 18,6; cfr Mc 9,42; Lc 17,2). Come
non pensare a questo severo monito considerando lo sfruttamento
esercitato da gente senza scrupoli a danno di tante bambine e tanti
bambini avviati alla prostituzione o presi nel giro della pornografia,
resi schiavi del lavoro minorile o arruolati come soldati, coinvolti in
traffici di droga e altre forme di delinquenza, forzati alla fuga da
conflitti e persecuzioni, col rischio di ritrovarsi soli e abbandonati?
Per
questo, in occasione dell’annuale Giornata Mondiale del Migrante e del
Rifugiato, mi sta a cuore richiamare l’attenzione sulla realtà dei
migranti minorenni, specialmente quelli soli, sollecitando tutti a
prendersi cura dei fanciulli che sono tre volte indifesi perché minori,
perché stranieri e perché inermi, quando, per varie ragioni, sono
forzati a vivere lontani dalla loro terra d’origine e separati dagli
affetti familiari.
...
Infine,
desidero rivolgere una parola a voi, che camminate a fianco di bambini
e ragazzi sulle vie dell’emigrazione: essi hanno bisogno del vostro
prezioso aiuto, e anche la Chiesa ha bisogno di voi e vi sostiene nel
generoso servizio che prestate. Non stancatevi di vivere con coraggio
la buona testimonianza del Vangelo, che vi chiama a riconoscere e
accogliere il Signore Gesù presente nei più piccoli e vulnerabili.
Affido
tutti i minori migranti, le loro famiglie, le loro comunità, e voi che
state loro vicino, alla protezione della Santa Famiglia di Nazareth,
affinché vegli su ciascuno e li accompagni nel cammino; e alla mia
preghiera unisco la Benedizione Apostolica.
Guarda il video con quanto detto dal Papa all'Angelus di oggi circa la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato
video-------------------------------------------- IL PECCATO DEL MONDO: L'INGIUSTIZIA
Rapporto Oxfam, i primi 8 miliardari hanno gli stessi beni
di metà degli abitanti del pianeta
Firma e aderisci alla campagna
“Un’economia umana per il 99%”.
L’attuale
sistema economico finanziario favorisce l’accumulo di risorse nelle
mani di un manipolo di nababbi ai danni dei più poveri (in maggioranza
donne). E l’Italia non fa eccezione se, stando ai dati del 2016, l’1%
più facoltoso della popolazione ha nelle mani il 25% della ricchezza
nazionale netta.
Otto
uomini possiedono la stessa ricchezza (426 miliardi di dollari) di 3,6
miliardi di persone. Lo rivela il nuovo rapporto di Oxfam, diffuso alla
vigilia del Forum economico mondiale di Davos, che analizza quanto la
forbice tra ricchi e poveri si stia estremizzando. Lo scorso anno erano
62. Appello ai governi a cambiare le politiche
...
Il contrario di un’economia umana di Tonio Dell'olio I
dati resi noti da Oxfam sulla distribuzione della ricchezza nel mondo e
nel nostro Paese, rischiano di apparire aride statistiche, numeri
senz’anima, se non fosse che proprio quelle cifre urlano il peccato del
mondo, l’ingiustizia, ovvero l’obiettivo di molti (o di pochi?) di
puntare esclusivamente al profitto non facendosi scrupolo di utilizzare
le vie della corruzione e dell’evasione fiscale. Il rapporto rende noto
che le otto persone più ricche del pianeta possiedono oggi la stessa
ricchezza della metà più povera dell’umanità. In Italia in sette
possiedono quanto il 30% della popolazione. Di qui tutte le altre
considerazioni sui danni prodotti dall’accumulazione della ricchezza
che, non investita nella creazione di lavoro né ridistribuita se non
nella quota parte agli azionisti, va a concimare la crescita del
capitale stesso. I mezzi attraverso i quali avviene tutto questo sono
esposti e dimostrati dal rapporto con rigore scientifico: elusione
fiscale, clientelismo, investimenti nei paradisi fiscali, sofisticati
sistemi di corruzione e sostegno alla politica compiacente, riduzione
dei diritti e delle garanzie dei lavoratori. Nello stesso rapporto, gli
esperti di Oxfam indicano otto mosse indispensabili per invertire
questa tendenza e riuscire a creare un’economia umana. Adesso queste
richieste diventano una campagna denominata proprio “Un’economia umana
per il 99%”. (Fonte: Mosaico dei Giorni) video Servizio TV2000Per leggere:
il rapporto integrale Scarica: il documento La sintesi del rapporto in cinque punti
OXFAM: Un futuro equo, per tutti La
disuguaglianza economica è sempre più estrema. Nel mondo, 8 persone
detengono oggi la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, ovvero
della metà più povera della popolazione mondiale. L’1% degli abitanti
del nostro pianeta ha una ricchezza superiore a quella del restante 99%. In
Italia, l’1% più ricco possiede 415 volte la ricchezza del 20% più
povero. Allo stesso tempo diventano sempre più drammatiche le
conseguenze degli squilibri di reddito: oltre 1 milione e 600 mila
famiglie italiane vivono sotto la soglia di povertà assoluta. In
tutto il mondo e a livello locale, la disuguaglianza minaccia di
cancellare i progressi compiuti nella lotta alla povertà. Tutto questo
non è né casuale né inevitabile: è la drammatica conseguenza di un
modello economico che porta benefici soltanto a una minoranza ricca e
potente, a discapito del benessere di ciascuno di noi. Eppure un'alternativa esiste. ... Questa non
è un’utopia. La nostra visione di un’economia più umana, equa e
sostenibile è un’alternativa possibile e attuabile da subito. Basta
volerla. La campagna “Un’economia umana per il 99%”Chiediamo Governo e a tutte le forze politiche del nostro paese di porre le basi di un’economia umana. Un futuro equo, per tutti: agisci contro la disuguaglianza,sfida l'ingiustizia! Firma il manifesto: CHIEDI AL GOVERNO E A TUTTE LE FORZE POLITICHE DEL NOSTRO PAESE DI IMPEGNARSI PER UN’ECONOMIA PIÙ UMANA, EQUA E SOSTENIBILEFermare le crescenti diseguaglianze di Leonardo Becchetti "...
Ciò che accende di più l’indignazione è constatare che il progresso
scientifico e medico ci mette a disposizione meccanismi in grado
potenzialmente di assicurare benessere sostenibile a tutti, e noi li
usiamo malissimo. Lo
scandalo dunque non è nei limiti della macchina, ma in quelli del
pilota. Non dobbiamo distruggere la macchina, ma guidarla in modo
diverso. Per corredare la metafora con qualche altro dato il Fondo
monetario internazionale ci ricorda che il Pil mondiale cresce
mediamente al 3,7% l’anno. Se la crescita della torta fosse equamente
distribuita e se i redditi di ciascun abitante del pianeta potessero
crescere al 3,7% l’anno ne avremmo per tacitare qualunque "populismo".
Ed esistono le tecnologie per ridurre progressivamente l’impatto
ambientale della nuova ricchezza prodotta, per assicurare quel tasso di
decarbonizzazione necessario per tenere la temperatura del pianeta
sotto i limiti necessari. E
invece le drammatiche diseguaglianze che osserviamo, sempre più
visibili, sempre meno occultabili nel mondo della comunicazione globale
dove i confronti sono immediati, sono un veleno che inquina la vita
sociale e mette a rischio la tenuta delle istituzioni e della stessa
democrazia. ... Per questo far pagare le tasse alle grandi imprese globali della Rete è sempre più urgente. La
responsabilità fiscale deve poi diventare, assieme a quella sociale e
ambientale, una dimensione sempre più importante sulla quale valutare
le imprese e i cittadini devono imparare a usare il maggiore potere che
hanno che consiste nel premiare con le loro scelte di consumo e di
risparmio le aziende leader nella sostenibilità sociale, ambientale e
fiscale.Esercitando una pressione dal basso che pesa, e può
immediatamente correggere i comportamenti delle imprese. ... Dobbiamo
diventare più scaltri e capire nel nostro carrello quanta dignità del
lavoro, quanta salute e sostenibilità ambientale, quanta responsabilità
fiscale abbiamo acquistato. Per scoprire magari che, senza pagare un
euro in più, avremmo potuto dare un segnale molto importante alle
imprese trasformando la loro scelta di responsabilità in variabile
competitiva. Perché il mercato senza i nostri consumi e risparmi non va avanti. Un
mondo più giusto nel quale i cittadini imparano veramente a fare i loro
interessi dando forza allo sforzo delle buone istituzioni per
disinnescare l’inquinamento sociale delle diseguaglianze è a portata di
mano se lo vogliamo. Se non riusciremo a cogliere l’occasione la
responsabilità sarà anche nostra, e non potremo prendercela con nessuno. Si può si faccia. Fermare le crescenti diseguaglianze-------------------------------------------- Gruppo Abele, Libera, Cnca e
Rete della conoscenza hanno creato con la Casa della Carità di Milano
l'associazione Numeri Pari per lavorare assieme, per la giustizia
sociale e la dignità
Luca Liverani: Povertà. Nasce la rete contro le diseguaglianze-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)...
Cosa prova un “uomo-ombra”, dopo un quarto di secolo passato dietro le sbarre, nel rivedere il mondo? Che gusto ha la libertà per chi non ne ricordava più il sapore? Come si vive “fuori”, dopo decenni da recluso “dentro”? Come ri-scorre il tempo, dopo che s’era fermato al “fine pena mai”? Dopo
25 anni di carcere, il Tribunale di Sorveglianza ha concesso
all’ergastolano Carmelo Musumeci il beneficio della semilibertà. Ora,
durante il giorno, presterà la sua opera di volontario presso una
struttura della comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste
Benzi, al servizio di persone portatrici d’handicap. E alla sera
rientrerà in cella. Ecco la sua commossa testimonianza nella pagina del
diario che racconta le prime ore da “semilibero”.
Una
pagina che provoca ancora una volta la domanda: la pena dell’ergastolo,
quella che papa Francesco definisce la “pena di morte mascherata”, ha
un senso?
... -------------------------------------------- Il carcere e il sistema di
esecuzione penale esterna devono cambiare insieme, nel segno di quanto
ci chiede l'Europa: superare la passività della segregazione, chiedere
agli autori di reato di essere protagonisti reali della ricostruzione
della propria esistenza, dentro e fuori.
Lucia Castellano: Mettiamoli alla prova (pdf)-------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Vicini alle popolazioni colpite dal terremoto
Il nostro cuore va al centro“7
milioni e 200mila”: questi i fondi dell’ 8xmille stanziati dalla Cei,
“300mila a disposizione di ogni diocesi ancora prima di questa nevicata
per mettere al sicuro strutture ecclesiali e per creare in ogni paese
almeno un luogo non solo di culto, ma di socializzazione secondo queste
priorità: persone, attività produttive, luoghi di socializzazione,
chiese”.
Terremoto: mons. Galantino al Sir, oltre 7 milioni da 8xmille. Incaricati Cei e Caritas sui luoghi dell’emergenzaLʼamministrazione
ringrazia i richiedenti asilo che, come previsto nel protocollo
dʼintesa siglato in prefettura, hanno voluto mettersi a disposizione
della comunità
Maltempo a Campobasso, i migranti liberano le strade da neve e ghiaccio!------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Le
scosse sono arrivate improvvise, nettamente percepibili, fra la mattina
e il pomeriggio di mercoledì scorso: quattro di magnitudo superiore a 5
gradi. Le ho avvertite io stesso con non poca intensità nell' Episcopio
di Chieti. Vari contatti mi hanno dato presto il quadro di una paura
diffusa, ma anche - grazie a Dio - di danni relativamente pochi a
persone e cose.
Le
scosse tuttavia non si sono fermate. Nelle primissime ore del mattino,
l'ascolto della radio mi ha dato le prime notizie sulla tragedia che si
era andata consumando poche ore prima non lontano da Chieti. Una
valanga di enormi dimensioni ha travolto l'Hotel Rigopiano di
Farindola, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso. I primi
soccorritori si sono trovati davanti una scena drammatica
... Ho
avvertito, allora, un profondo bisogno di silenzio, di preghiera e di
azione. Il bisogno di silenzio mi è sembrato una naturale reazione a
quello che in tragedie così grandi ognuno, specialmente chi crede,
sperimenta come il silenzio di Dio: alle domande "perché lo hai
permesso? perché non hai fermato la violenza della natura e risparmiato
il dolore innocente?" non c' è risposta. Non c' è stata neanche quando
a porre la domanda fu il Figlio, inchiodato sulle braccia di una croce:
«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Mc 15,34).
... Davanti
al silenzio divino nell'ora del dolore incomprensibile la risposta
della fede non è un argomentare astratto e presuntuoso, ma un atto di
abbandono umile, di resa all'incomprensibile, di affidamento al
mistero. Perciò, in chi crede il silenzio del cuore davanti al silenzio
di Dio sfocia nella preghiera
... La
preghiera si rivolge a questo Dio di tenerezza e di compassione:
proprio così essa invoca al tempo stesso il riposo dei morti fra le
braccia del Signore e l'impegno dei vivi a non arrendersi di fronte
alla distruzione e alla morte.
Ed
è qui che si pone la terza reazione provata di fronte alle tragiche
notizie della distruzione dell'Hotel Rigopiano: occorre reagire uniti e
andare avanti. Se ci fossero responsabilità umane in quanto è accaduto,
esse andranno accertate e punite. Occorre però anche una risposta
corale a questa natura violenta che sta sferzando l'Italia: più che mai c'è bisogno di restare uniti, di sviluppare la solidarietà, di volersi tutti partecipi di una rinascita.
... Il silenzio di Dio diventa allora parola impegnativa per ogni coscienza vigile e attenta:
«In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di
questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Mt 25,40). È
questa la vera, indilazionabile urgenza dell'ora che stiamo vivendo.
-------------------------------------------- ... Ecco, sia chiaro,
per coloro che credono e per coloro che non credono e anche per coloro
che credono di credere: il dio del Vangelo e il Dio della fede
cristiana non è il dio a guardia della metereologia e/o a garanzia dei
fenomeni naturali.
È il Dio che aiuta la coscienza del credente ad assumersi le sue responsabilità, a essere cosciente delle sue limitatezze e a disporre di se stesso ai fini di una convivenza solidale. In questo contesto la preghiera non è una polizza di assicurazione contro gli infortuni e gli inconvenienti legati alle nostra precarietà e all'instabilità del creato. È piuttosto un accendere in sé la coscienza della propria piccolezza e la fiamma di una forza che sa farci stare in piedi e ci da speranza anche nelle sventure... Aldo Antonelli: Pregare per il terremoto? No, grazie--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"“Le
invio i miei cordiali auguri assicurandole che pregherò Dio l’Altissimo
perché le doni sapienza e forza nell’esercizio del suo alto incarico”.
È l’incipit del messaggio che Papa Francesco ha inviato a Donald Trump,
in occasione del suo insediamento come 45° presidente degli Stati Uniti
d’America...
Papa Francesco: a Donald Trump, “preoccupazione per i poveri, gli esclusi e i bisognosi” foto------------------------------------------------------------- Per gentile concessione della rivista «Limes» riproduciamo
l’articolo di Gianni Valente pubblicato sul numero 11/2016, intitolato
«L’agenda di Trump». Fra le urgenze pastorali di Bergoglio e
l’approccio di Trump il contrasto è evidente. Ma la fine
dell’interventismo e l’apertura alla Russia piacciono alla Santa Sede.
La distanza del presidente eletto dalle istanze teocon potrebbe
alleggerire anche certe pressioni sul Vaticano
Gianni Valente: Francesco e Donald, le intese (im)possibili---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Seguire Gesù da vicino non è facile... (Papa Francesco) Che cosa significa per la Chiesa, per noi oggi... (Papa Francesco) Queste sono le cose più gradite a Dio... (Sant'Agostino) "Il sabato è fatto per l'uomo"ogni legge ... (Antonio Savone) Per gli uomini non vale che una sola legge... (Giorgio La Pira) Dio non è mai troppo impegnato o distratto... (Robert Guelluy) La vocazione non è frutto di un progetto umano... (Benedetto XVI)-------------------------------------------------------------- Il 15 gennaio del 1914 nasceva Etty Hillesum, la scrittrice olandese di origini ebraiche morta ad Auschwitz il 30 novembre del 1943.
Donna straordinaria, che, quanto più la realtà intorno a lei si faceva orribile e insostenibile, tanto più seppe immergersi nella sua interiorità, scoprendone le profondità e le ricchezze ineusaribili e traendone la forza per amare chiunque incontrava. Una volta che si comincia a camminare con Dio... A ogni nuovo crimine o orrore...-------------------------------------------------------------- Martin Luther King Jr. nacque il 15 gennaio 1929, ad Atlanta, in Georgia; fu uno dei più influenti attivisti per i diritti civili in America.
Fu nominato uomo dell'anno dalla rivista Time nel 1963 a seguito del suo del suo famoso e iconico "I have a dream" - pronunciato a Washington durante una marcia per i diritti civili. L'anno seguente Martin Luther King fu premiato con il Premio Nobel per la Pace. Il 4 aprile del 1968 King venne assassinato. L'America ha istituito una festività nazionale in suo onore; tutt'oggi egli rimane simbolo indiscusso della lotta in America per la giustizia e l'uguaglianza razziale. Se avremo aiutato una sola persona... Sì, è vero, io stesso sono vittima di sogni svaniti...Il 15 gennaio 1929
Martin Luther King nasceva ad Atlanta, un uomo che con le sue
parole e le sue idee ha davvero cambiato la storia #MartinLutherKing
video-------------------------------------------------------------- Paolo Emanuele Borsellino, nato a Palermo il 19 gennaio
1940, è stato un magistrato italiano assassinato da cosa nostra con
cinque agenti della sua scorta nella strage di via d'Amelio a Palermo
il 19 luglio 1992, è considerato uno dei personaggi più importanti e
prestigiosi nella lotta alla mafia in Italia.
La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto...-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere
dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente
di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini. L'era
moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le
suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle
persone più anziane. Nei
giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di
Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono
attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato
possibile pubblicare una preghiera in dialetto
siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un
momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere
nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione
appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai
nostri lettori di tutte le regioni italiane. Ci
farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri
lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un
messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it . Vi
chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale,
anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di
corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in
particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a
qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra
informazione riteniate opportuno fornirci). Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere. Preghiere in dialetto
Sicilia Il testo, il cui autore è un Professore di San Fratello (ME), Carmelo Lanfranco,
è una preghiera, una vibrante invocazione a Dio, affinché lo aiuti
nei momenti più dolorosi e tragici dell’esistenza, quando intorno a sé
c’è soltanto un assordante silenzio, un deserto….
Il componimento è scritto in dialetto galloitalico, idioma secolare che si parla ancora oggi a San Fratello, nonostante abbia perso in parte la sua efficacia espressiva per la commistione con il dialetto siciliano e la lingua italiana.
A
tal fine, un gruppo di studiosi del posto, mediante una ricerca
appassionata ed accurata ed una raccolta di testi soprattutto poetici,
cerca di recuperare le caratteristiche e le peculiarità linguistiche
dell’idioma galloitalico, nella convinzione che i dialetti siano la più
alta espressione delle tradizioni, della storia, della cultura e
dell’identità di un popolo.
La maia prijera Signarmiea grann e putant, (Mio Dio immenso e potente)
quann m'ameancu li farzi
(quando mi mancano le forze)
chi zzierch e ni truov
(che cerco e non trovo)
e nudd am o maun è capec di dermli
(e nessun uomo al mondo è in grado di darmele)
vien Tu, l'Unich
(vieni Tu, l'Unico)
... Preghiera segnalata da M. Teresa Calandra, Milazzo (ME) Segui lo Speciale: Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- IL CAMMINO DELL’APOSTOLO PAOLO VERSO LA PIENA MATURITÀ I MERCOLEDÌ DELLA BIBBIA 2017 promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona P.G. (ME) Dal 25 Gennaio al 22 Marzo Sala del Convento dalle h. 20.00 alle h. 21.00 il calendario degli incontri-------------------------------------------- I LUNEDÌ DAL 23 GENNAIO AL 6 MARZO
SALONE PARROCCHIALE BASILICA S. SEBASTIANO -
BARCELLONA P.G. h. 19.30-21.00
"Camminiamo,
famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è
sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma
neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci
è stata promessa. " (Papa Francesco)
la locandina (pdf)-------------------------------------------- -------------------------------------------- Vangelo: Gv 1,29-34
...
Il riferimento all'agnello allude certamente al Quarto Canto del Servo di YHWH (Is 53,7), tanto più che il termine aramaico che indica l'agnello - taleya - ha anche il significato di "ragazzo/servo", e delinea già quale tipo di Messia sarà Gesù. Il Battista è cosciente innanzitutto di essere "colui che non è" (1,20), che non è lui la Luce (1,8-9) ma che è soltanto "Qol Qorè beMidbar - Voce che tuona nel deserto", eco di quella promessa, di quella Parola di YHWH che ora, in Gesù, si realizza e assume la nostra carne. Il volto del Dio che Gesù manifesta è totalmente nuovo, che nessuno ha mai "veduto e conosciuto" (cf.1Gv 4), che va oltre le nostre attese, un Dio inimmaginabile, scandaloso. Il Dio che abita i 'Cieli dei Cieli' ora cammina sulla nostra terra, Colui che è immortale si fa mortale, il "Tre volte Santo", giudice implacabile dei vivi e dei morti, ora si accompagna con i peccatori e i condannati della terra, "si fa solidale con noi anche là dove noi non siamo solidali con noi stessi." (cit.) E' lo scandalo di un Dio che è tutto e soltanto Amore: è realmente l'Emmanuele, il Dio-con-noi. -------------------------------------------- Commento
II Domenica Tempo ordinario – Anno A
Letture: Isaia 49,3.5-6; Salmo 39; 1 Corinzi 1,1-3; Giovanni 1,29-34 ...
... Vuoi
vivere davvero, una vita più vera e bella? Produci amore. Immettilo nel
mondo, fallo scorrere... E diventerai anche tu guaritore della vita. Lo
diventerai seguendo l'agnello (Ap 14,4). Seguirlo vuol dire amare ciò
che lui amava, desiderare ciò che lui desiderava, rifiutare ciò che lui
rifiutava, e toccare quelli che lui toccava, e come lui li toccava, con
la sua delicatezza, concretezza, amorevolezza. Essere solari e fiduciosi nella vita, negli uomini e in Dio. Perché la strada dell'agnello è la strada della felicità.
Ecco
vi mando come agnelli... vi mando a togliere, con mitezza, il male:
braccia aperte donate da Dio al mondo, braccia di un Dio agnello,
inerme eppure più forte di ogni Erode.
-------------------------------------------- I Pontefici e il dialogo tra cattolici ed ebrei.
Gesti, parole, umanità
di Norberto Hofmann
Segretario della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo
La
giornata dell’ebraismo che si celebra in Italia il 17 gennaio è segno
del grande apprezzamento che esiste all’interno della Chiesa cattolica
nei confronti dell’ebraismo. Essa vuole offrire ai cristiani una
proficua occasione per ricordare con gratitudine le radici ebraiche
della loro fede, come pure prendere coscienza, con sensibilità, del
dialogo in corso con l’ebraismo di oggi. La giornata, oltre che in
Italia, si celebra ogni 17 gennaio anche in Polonia, in Austria e nei
Paesi Bassi, introdotta negli anni dalle rispettive conferenze
episcopali.
Essendo,
nella Chiesa cattolica, di fondamentale importanza l’impronta e
l’orientamento di ciascun pontificato verso l’ebraismo, la giornata
odierna è anche il momento opportuno per guardare all’impegno degli
ultimi tre Papi nei confronti del dialogo ebraico-cattolico.
A Papa Giovanni Paolo II viene riconosciuto il merito di aver rotto definitivamente il ghiaccio nel dialogo ebraico-cattolico
...Allo stesso modo, Papa Benedetto XVI ha portato avanti con determinazione la linea seguita da Giovanni Paolo II.
... Anche
il suo successore, Papa Francesco, è un figlio di Nostra aetate. Già a
Buenos Aires, egli fece molto per la promozione del dialogo
ebraico-cattolico. Grazie al suo contributo come arcivescovo della
città, le relazioni tra gli ebrei e la Chiesa cattolica giunsero a un
alto e ancora duraturo livello di solidità e di fratellanza.
... In conclusione, se si volge l’attenzione all’operato degli ultimi tre Pontefici, emerge in ognuno di loro la volontà efficace di promuovere e approfondire il dialogo ebraico-cattolico. Questa amicizia tra cristiani ed ebrei è sempre stata costante, pur assumendo sfumature e stili diversi a seconda della personalità di ciascun Pontefice: Giovanni Paolo II è stato un Papa di grandi gesti e immagini pregnanti; Benedetto XVI si è servito della forza della parola e della profondità della riflessione teologica; Francesco è il Papa che riesce a trasmettere umanità e tenerezza, che sa farsi vicino a tutti. Dialogo cattolici-ebrei: l'importanza delle radici
di Cristiano Bettega
direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei
... È
dal 1990 che la Conferenza Episcopale Italiana propone una Giornata per
l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei; e
non è un caso che il tema della prima di queste giornate puntasse
l’attenzione su «La radice ebraica della fede cristiana e la necessità
del dialogo».
Israele
infatti, inteso in quell’inesprimibile intreccio che è la sua storia,
la sua cultura, la sua fede, il suo appartenere a una terra e ad ogni
terra, «è la radice santa, dalla quale si sviluppa il cristianesimo»,
come sottolinea, tra gli altri, il catechismo degli adulti della Chiesa
cattolica italiana (11,5). La radice, quindi: insopprimibile,
necessaria per far sì che la pianta sia nutrita.
...
Si
intuisce allora come non è un caso che questa Giornata per il dialogo
ebraico-cristiano sia stata fissata al 17 gennaio di ogni anno: come il
portale di apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei
credenti in Cristo, come il primo, insostituibile movimento di una
sinfonia, i cui legami meritano ancora di essere scoperti,
approfonditi, valorizzati. Legami, inoltre, capaci di rimettere in
circolo linfa vitale anche per i rapporti tra i cristiani stessi, siano
essi di tradizione ortodossa, cattolica o protestante. Sono convinto
infatti che ogni sforzo di conoscenza reciproca tra cristiani ed ebrei,
ogni impegno teso a riconoscere come il cristianesimo sia impensabile
senza l’ebraismo di ieri e di oggi non possa che portare frutti buoni.
Proprio come ogni pianta di valore che sa conquistarsi tutta la cura
del suo giardiniere: un’attenzione mai superficiale o occasionale, una
premura capace di arricchire tutte le stagioni dell’anno, e tutti gli
anni della vita.
Dialogo cattolici-ebrei: l'importanza delle radiciPalermo, Oratorio di Santa Maria del Sabato alla Meschita affidato da mons. Lorefice in comodato d’uso alla Comunità ebraica
“È
con grande gioia – afferma mons. Lorefice – che rispondiamo alla
richiesta pervenutaci tramite Evelyne Aouate, presidente dell’Istituto
Siciliano di Studi Ebraici, di avere un luogo di studio e di culto per
la comunità ebraica di Palermo. La chiesa di Santa Maria del Sabato, da
tempo inutilizzata per le celebrazioni liturgiche, ci è sembrata
particolarmente significativa per il riferimento allo shabbat. Stiamo
cogliendo, in questo momento storico così difficile, passo dopo passo,
i frutti di un sincero cammino di dialogo e di cordiale amicizia”.
...
“La
concessione di uno spazio di proprietà dell’arcivescovado di Palermo ad
uso di preghiera e studio per la neonata sezione ebraica nel capoluogo
siciliano rappresenta un fatto storico. Una concreta testimonianza di
risveglio e di rinascita ebraica a oltre 500 anni dagli infamanti
editti di espulsione che misero fine, anche nel sangue, a secoli di
presenza e impegno sul territorio. Una Palermo che si afferma e si pone
al centro di un intenso dialogo multiculturale e di esempio per tutto
il Mediterraneo”. Lo dichiarano, in una nota, Noemi Di Segni,
presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, e Lydia
Schapirer, presidente della Comunità ebraica di Napoli.
... video Il Libro di Rut, dalle cinque Meghillot - 17 gennaio 2017
Come
tema per i prossimi anni infatti si è scelto di tenere in
considerazione le Meghillot, iniziando dal testo di Rut. I commenti
sono stai affidati al Rabbino Alfonso Arbib, Rabbino di Milano e
Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, e a Mons. Ambrogio
Spreafico, Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Presidente della
Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.
il testo integrale del Sussidio per la XXVIII giornata (pdf)-------------------------------------------- LA COSPIRAZIONE DI DIO
di José Tolentino Mendonça
In quale modo ognuno di noi vive la gioia?
È, questa, una domanda fondamentale anche per la fede.
Come vivo, io, la gioia?
A
volte ci muoviamo intristiti, su una sorta di terra di nessuno,
rabbuiati, con il peso di mille crepuscoli nello sguardo, schiacciati
da una solitudine che sembra non poter essere redenta da nessuno.
Che ne è della nostra gioia? Dov'è questa gioia che Dio continuamente riversa dentro di noi?
... -------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Da ventotto anni il 17
gennaio, vigilia dell’inizio della Settimana di preghiera per l'unita
dei cristiani, si celebra in Italia su iniziativa della Cei la Giornata
per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo fra cattolici ed ebrei.
Un appuntamento che si inserisce «in un periodo storico in cui si vede
da una parte il moltiplicarsi di iniziative di dialogo (e non solo con
il mondo ebraico) ma dall’altra una sorta di chiusura pregiudiziale,
sempre in agguato, sempre pericolosa e soprattutto sempre assolutamente
sterile», spiega il direttore dell’Ufficio nazionale Cei per
l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, don Cristiano Bettega, nella
presentazione del sussidio 2017 alla Giornata.
Lo scorso anno si era concluso l’itinerario decennale sul Decalogo che aveva fatto da filo conduttore alla Giornata. «Per i prossimi cinque anni abbiamo scelto di proporre alla comune riflessione un brano preso da cinque libri biblici che nella Bibbia ebraica costituiscono le cinque “megillot” (i rotoli): Rut, Cantico dei Cantici, Qoelet, Lamentazioni, Ester», annuncia il vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino, Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. Proprio il Libro di Rut è al centro di questa 28° Giornata per il dialogo ebraico-cristiano. Il sussidio che illustra i contenuti dell’iniziativa è un confronto a due voci fra il vescovo Spreafico e il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib, presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia... Ebrei e cristiani uniti da Rut, modello di accoglienza-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)“L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”:
è il motto biblico - ispirato al capitolo 5 della Seconda Lettera ai
Corinzi – che ci viene proposto per la Settimana di preghiera per
l’unità dei cristiani del 2017. Una scelta quanto mai felice, visto che
quest’anno ricorre il quinto Centenario della Riforma protestante,
avviata da Martin Lutero con l’affissione delle 95 tesi sulle
indulgenze, avvenuta il 31 ottobre 1517 a Wittenberg, in Germania. E
non è un caso che il materiale per la preghiera sia stato preparato
quest’anno proprio dalle Chiese cristiane tedesche, attraverso la
Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Germania
(Arbeitsgemeinschaft Christlicher Kirchen, ACK), l’organismo ecumenico
in cui sono rappresentate tutte le tradizioni cristiane.
Nell’Introduzione
teologico – pastorale al tema di quest’anno, stilata dal Gruppo locale
tedesco insieme alla Commissione internazionale, si sottolinea che al
comitato preparatorio è apparso subito chiaro che i materiali per la
Settimana avrebbero dovuto avere due accenti: da un lato,
la “celebrazione dell’amore e della grazia di Dio”, in particolare
mettendo in rilievo quella “giustificazione per sola grazia” che è
stata ed è al centro della teologia delle Chiese della Riforma.
Dall’altro,
un accento “penitenziale”, nel riconoscimento delle profonde divisioni
di cui ha sofferto la Chiesa in seguito all’evento del 1517, offrendo
al tempo stesso l’opportunità di fare ulteriori passi verso la
riconciliazione.
...
Settimana di Preghiera Unita 2017.pdfIl tema della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2017
Quando
il Comitato organizzativo nazionale tedesco si riunì nell‘autunno del
2014, risultò subito chiaro che il materiale per la Settimana di
preghiera 2017 doveva avere due punti focali: da una parte doveva
esserci una celebrazione dell‘amore e della grazia di Dio, la
―giustificazione dell‘umanità solo per grazia‖, che rifletteva
l‘istanza cruciale delle chiese marcate dalla Riforma di Martin Lutero.
Dall‘altra parte il materiale doveva anche riconoscere il dolore della
conseguente profonda divisione che ha segnato le chiese, chiamando per
nome le colpe, e prospettando opportunità per offrire passi di
riconciliazione. È stata, infine, l‘esortazione apostolica di papa
Francesco Evangelii Gaudium (La gioia del vangelo) che ha suggerito il
tema per quest‘anno con la citazione, al paragrafo n.9, ―L‘amore di
Cristo ci spinge‖. Con questo versetto (2 Cor 5, 14), preso nel
contesto dell‘intero quinto capitolo della Seconda Lettera ai Corinzi,
il Comitato tedesco ha formulato il tema della Settimana di preghiera
del 2017.
Il testo biblico: 2 Corinzi 5,14-20
...
Gli otto giorni e la celebrazione ecumenica
Il
testo 2 Corinzi 5,14-20, struttura la riflessione degli otto giorni,
che sviluppa alcuni degli spunti teologici dei singoli versetti, come
segue:
...
Chiamati alla testimonianza
L‘amore
di Cristo ci sollecita a pregare, ma anche ad andare oltre la nostra
preghiera per l‘unità dei cristiani. Le comunità e le chiese hanno
bisogno del dono della riconciliazione di Dio quale sorgente di vita.
Ma, soprattutto, esse ne hanno bisogno per poter dare la loro comune
testimonianza al mondo: ―Fa' che siano tutti una cosa sola: come tu,
Padre, sei in me e io sono in te, anch‘essi siano in noi. Così il mondo
crederà che tu mi hai mandato (Gv 17, 21).
...
-------------------------------------------- I GIORNO Uno solo morì per tutti (2 Cor 5, 14)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- II GIORNO Vivere non più per se stessi (2 Cor 5, 15)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- III GIORNO Non considerare più nessuno con i criteri di questo mondo (2 Cor 5, 16)
... Commento ... Domande per la riflessione personale
... -------------------------------------------- Cos'è
l'ecumenismo? Perché le Chiese devono impegnarsi a superare le
divisioni? Ci sarà mai l'unità tra tutti i cristiani? Domande e
risposte per saperne di più e orientarsi tra le differenze
Riccardo Maccioni: Ecumenismo. Arriveremo mai all'unità dei cristiani?Il papa, Bartolomeo, la Riforma: i passi verso la meta
Stefania Falasca: Preghiera ecumenica. Cristiani oltre le divisioni. «L'unità è davvero possibile»---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"E'
stato sequestrato il 4 marzo 2016 da un commando terrorista che ha
assaltato la casa delle Missionarie della Carità di Aden, uccidendo 16
persone, tra cui 4 religiose. La Conferenza episcopale indiana ha
promosso una giornata di preghiera per il suo rilascio: si celebra tra
il 21 e 22 gennaio, a seconda delle attività delle singole diocesi del
Paese.
«LIBERATELO»: SI PREGA PER DON TOM, IL SALESIANO RAPITO DALL'ISIS-------------------------------------------------------------- "La Chiesa é un lievito, un fermento!! ...
La nonviolenza deve essere il grande compito dei cristiani!!" Mons. Luigi Bettazzi, Vescovo emerito e Padre Conciliare video-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Omelia per la Marcia della Pace
Sabato 31 Dicembre 2016
nella Basilica di San Francesco
Sento
tanta gioia per questa marcia della pace. È la vera benedizione di Dio,
perché l'uomo di pace è splendente, luminoso, per sé e per gli altri.
"Trova la pace in te e migliaia la troveranno attorno a te". Chi
sceglie la non violenza, (e va scelta, non viene da sola!), costruisce
pace. Siamo adottati a figli della pace da quel Dio il cui nome è, in
tutte le religioni, un nome di pace. È la consegna di questo bambino
che ci porta tutti a Betlemme e ci costringe a chinarci su tutte le
mangiatoie dove è deposto, quelle indicate da Papa Francesco che parla
dei "bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati
dall'affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide
"mangiatoie di dignità": nel rifugio sotterraneo per scampare ai
bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un
barcone sovraccarico di migranti". Siamo ministri della sua pace. Non
è astratto o talmente generico che non incide nella vita ordinaria! Ne
parlava, con la passione che ricordiamo e conserviamo, Tonino Bello. La
pace non è "un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. Non un
nastro di partenza, ma uno striscione di arrivo. La pace richiede
lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi di incomprensione e di
sacrificio. Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera
atteggiamenti sedentari. Non annulla la conflittualità. Non ha molto da
spartire con la banale "vita pacifica". Sì, la pace prima che
traguardo, è cammino". Il tempo è sempre superiore allo spazio. Non
vogliamo essere lucignoli fumiganti ma ceri pasquali, diceva, perché
noi crediamo che la vita vince sulle tenebre. La
pace è il nuovo martirio a cui oggi la Chiesa viene chiamata,
testimonianza di un amore di più delle paure, della giustizia stessa,
dell'ipocrita e misera contabilità del dare e avere. Un amore di più per riempire il tanto amore che la violenza ruba ... video-------------------------------------------- La
Chiesa mette i giovani al centro della sua attenzione. Con una lettera
indirizzata ai “carissimi giovani” di tutto il mondo, Papa Francesco
spiega il perché: “Ho voluto che foste voi al centro dell'attenzione
perché vi porto nel cuore” (13 Gennaio 2017).
Le
ragioni di questa centralità sono così esplicitate nella lettera: i
giovani nutrono sogni e progetti cui spesso gli adulti hanno
rinunciato. Essi, come Abramo, sanno correre il rischio di partire
verso una terra nuova sulla parola di una promessa: “Qual è per noi
oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che
voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie
del mondo?”. Ricordando il dialogo avuto con oltre un milione e mezzo
di giovani provenienti da ogni parte del pianeta alla Giornata Mondiale
della Gioventù di Cracovia lo scorso luglio, Francesco ha sottolineato
il “sì” entusiasta gridato dai giovani in risposta alla sua domanda: «A
Cracovia, in apertura dell’ultima Giornata Mondiale della Gioventù, vi
ho chiesto più volte: “Le cose si possono cambiare?”. E voi avete
gridato insieme un fragoroso “Sì”. Quel grido nasce dal vostro cuore
giovane che non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura
dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell'indifferenza.
Ascoltate quel grido che sale dal vostro intimo!»
...Nel villaggio globale la Chiesa si mette così al servizio della globalizzazione dell’attenzione sui giovani e del loro possibile, auspicabile e certamente fecondo protagonismo. Come gli esploratori mandati nella Terra Promessa (cf. Num 13), i giovani che raccoglieranno l’invito potranno aprire vie nuove per tutti, accendendo il desiderio di un nuovo futuro, da costruire insieme, senza ignorare o nascondere le difficoltà dell’impresa. Per approfondire leggi anche:
-------------------------------------------- Padre Raniero Cantalamessa a #SOUL un colloquio da ascoltare!... Papa Francesco è un Pastore, anzi, io lo dico chiaro e tondo è Gesù per me!...
Raniero Cantalamessa
ospite di
Monica Mondo
...Il 9 gennaio 2017 protagonista della puntata Padre Raniero Cantalamessa il noto frate cappuccino che per anni ha dato Le ragioni della speranza commentando il Vangelo dagli schermi della televisione. E’ il predicatore della casa pontificia ed ha predicato a tre Papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, ma è anche teologo, docente universitario, soprattutto un predicatore “che non fa prediche”, ma un semplice annunciatore del Vangelo.
Da qualche tempo, a più di 80 anni di età, si è ritirato in un eremo
“perché prima di parlare bisogna ascoltare” e nonostante lui abbia
scritto più di 300 libri non si è stancato di ascoltare la Parola di
Dio. Marchigiano, nato a Colli del Tronto, Padre Raniero non ha mai
dubitato della sua vocazione. Ricorda ancora il giorno in cui capì che
“Gesù era la risposta a tutto”. Aveva 12 anni, era un ragazzo che aveva
vissuto la seconda guerra mondiale da vicino, e al suo primo giorno di
seminario percepì che Dio aveva scelto lui...
Un colloquio che vale la pena ascoltare... sempre sorridente parlando degli argomenti più disparati trasmette serenità...
"Ad annunciare il Vangelo si fa sempre bella figura... si va sul sicuro... A 12 anni è stato un lampo, ho
capito subito che il Vangelo era tutto, che Gesù era la risposta a
tutto, da quel momento per grazia di Dio non ho dovuto mai dubitare
della mia vocazione...
Se dovesse dare una definizione dei tre Papi con cui ha vissuto di più... Giovanni Paolo II aveva una visione globale, uomo spirituale, artista... Benedetto XVI un teologo e ha arricchito la Chiesa con un richiamo alle basi dottrinali, Papa Francesco è un Pastore, anzi, io lo dico chiaro e tondo è Gesù per me!..."
video-------------------------------------------- CANONICA A "LUCI ROSSE"
La vicenda dell'ex parroco della comunità di San Lazzaro, a Padova, indagato per violenza privata e favoreggiamento della prostituzione. Orge
in canonica, giochi erotici, video hard amatoriali che
riprenderebbero gli incontri a luci rosse all’ombra del campanile,
un’amante violentata e costretta a prostituirsi con altri uomini.
Insomma, un’inconfessabile, turpe doppia vita, a due passi dalla
sacrestia, nella comunità di San Lazzaro a Padova ... Quella canonica a "luci rosse"Anche noi, Chiesa di Padova, vogliamo onestà e coerenza, soprattutto al nostro interno.
A questo educhiamo ed è questo che crediamo eche cerchiamo con tutte le nostre forze, da sempre.
Claudio Cipolla, vescovo di Padova
Il vescovo scrive alle comunità cristiane della Chiesa di Padova 19 gennaio 2017 Sento
il bisogno di farmi presente in questo momento di sofferenza della
nostra Diocesi, sofferenza per me, per i preti, i diaconi, le persone
consacrate, ma anche per tutte le nostre comunità. Immagino quanto
siano provate, confuse, scandalizzate da vicende collegabili con la
nostra Chiesa. Non è la prima volta che viene messa a prova la fede di
tanti di noi. Anche a me stesso ricordo che ogni Cristiano, ogni credente resta un uomo,
che ogni giorno deve rinnovare, proprio per la sua fragilità di
creatura, la sua alleanza con il Signore e la sua comunione con lui e
con la comunità. Il male esiste anche nelle chiese come nei singoli
credenti. Spero che queste esperienze non facciano ritenere inutile il
nostro impegno per il bene, per la purezza, per l’onestà e per tutte le
altre virtù umane che noi cristiani riteniamo necessarie per raccontare
la nostra fede. Non cambiamo la strada indicata dal Vangelo e insieme
continuiamo a lottare per il bene, nonostante tutto! Anzi,
sento ancora più urgente e necessario crescere nella Fede proprio a
causa di queste “pesanti situazioni”, sento ancora più forte la
chiamata a costruire la mia vita su Gesù e il suo Vangelo come su una
roccia, l’unica sicura e so che sempre più tenacemente devo aggrapparmi
a Lui, anche quando i miei compagni, quelli su cui contavo, tradiscono
l’impegno preso insieme. Ne abbiamo attraversate altre di situazioni
gravi e ogni volta sappiamo che dobbiamo tornare all’origine della
nostra fede per trovare forza. Sappiamo anche che Dio sarà sempre fedele. ...Vi
ho raggiunto per chiedere una preghiera più intensa per la nostra
Chiesa, per i suoi preti e diaconi, per le nostre famiglie, e anche per
me: che il Signore ci soccorra e ci doni la sua pace. ... Questi
fatti gettano un’ombra tenebrosa soprattutto sulla nostra Chiesa: forse
è per questo che mi vergogno e vorrei chiedere io stesso perdono per
quelli che, nostri amici, hanno attentato alla credibilità del nostro
predicare. In questo campo anche se penalmente non ci fosse rilevanza,
canonicamente, cioè secondo le regole che come Chiesa ci siamo dati,
siamo in dovere di prendere provvedimenti disciplinari perché non
possiamo accettare fraintendimenti. Ma
non dobbiamo dimenticare che la nostra Chiesa splende per storie e
persone sante, sia nel passato sia nel presente. Non merita di essere
ridotta solo a tutti gli errori e peccati commessi nella sua recente
storia, come se si trattasse di una storia di malefatte, né è giusto
presentarla così ai nostri giovani, ai nostri ospiti, alle nostre
famiglie. Io sono arrivato da poco qui ma di fronte alla mia Chiesa patavina so di dovermi togliere i calzari… perché è terra santa! Questo
male, che fa tanto rumore, non mi impedisce di ricordare e di vedere i
tanti preti e diaconi che hanno sacrificato la vita nella coerenza, con
umiltà e fedeltà, il bene che tanti uomini e donne stanno vivendo nella
discrezione e fuori dai riflettori, a Padova, in Italia, all’estero… la
nostra è terra santa! In
essa vive il Signore! Chiedo rispetto, in questo momento di dolore, per
il bene che ha compiuto, per l’amore manifesto per ammalati, anziani,
portatori di handicap, poveri… per le opere di giustizia, di carità, di
cultura ed educative per le quali si è sempre spesa, come oggi. Anche
noi, Chiesa di Padova, vogliamo onestà e coerenza, soprattutto al
nostro interno. A questo educhiamo ed è questo che crediamo e che
cerchiamo con tutte le nostre forze, da sempre. Sia benedetto quindi anche chi ci aiuta a togliere il male anche quando si infiltra così prepotentemente tra noi + Claudio Cipolla, vescovo di Padova "Il peccato «organizzato» diventa menzogna. Chiediamo perdono"
don Maurizio Patriciello
...Noi
preti italiani, col volto rosso dalla vergogna, chiediamo perdono alla
sua parrocchia, a chi ha creduto in lui, alle persone trascinate in
questa storia penosissima e surreale. Siamo addolorati oltre ogni dire.
Ma che cosa può essere mai accaduto? Il cuore dell’uomo è un
guazzabuglio, un abisso, un mistero. È proprio vero. E quando Dio, il
solo capace di riempirlo e consolarlo, viene accantonato, trascurato,
può precipitare nel buio più profondo. Questi
peccati, pensati, voluti, organizzati non possono rimanere in piedi da
soli. Necessitano di essere sostenuti da apposite stampelle. Hanno
bisogno della complicità della menzogna, del denaro, del cinismo, di
altri uomini e donne. E si scende sempre più giù, sempre più giù. Fino
a perdere il ben dell’ intelletto. ...Davvero.
Lo facciamo con le lacrime agli occhi e l’ angoscia nel cuore. Al
Signore chiediamo la grazia che nessuno, a causa di questa storia,
smarrisca la fede. « È inevitabile che avvengono scandali » disse Gesù.
Ma aggiunse: « Ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo
scandalo» Preghiamo. Preghiamo perché non accada più che nella Chiesa
santa di Dio, giovani che non furono chiamati al sacerdozio riescano a
ingannare i confratelli e i superiori e ritrovarsi a profanare i
Sacramenti e il popolo che Dio si è acquistato col sangue della croce." Chiediamo perdono-------------------------------------------- Tra
le vicende che il Vaticano ha cercato di oscurare c'è anche quella che
riguarda monsignor Calogero La Piana e un'eredità di un facoltoso
medico che prima di morire ha rivelato: «Era il mio amante: ci vedevamo
dopo le 22»
Emiliano Fittipaldi: Il vescovo e il dottor B, storia d'amore e di denariSi comunica ai Sigg.
Direttori responsabili e Giornalisti che, in riferimento all’articolo
“Quell’eredità con finale a sorpresa”, apparso sul
settimanale L’Espresso di domenica 15 gennaio u.s., il
Clero dell’Arcidiocesi di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela e
l’Arcivescovo esprimono il loro dissenso in quanto ritengono che lo
stesso sia tendenzioso e non rispettoso della dignità del ministero
pastorale svolto da S.E. Mons. La Piana durante i nove anni di
episcopato a Messina...
ARCIDIOCESI DI MESSINA LIPARI S. LUCIA DEL MELA: COMUNICATO STAMPA... In questi ultimi
tempi, prosegue, “si sta attaccando la Chiesa italiana in maniera
gratuita, disconoscendo tutto quello che da sempre fa. È chiaro che
difficoltà e limiti ci sono, persone che non fanno il loro dovere ci
sono; ma se si è onesti e leali è veramente una minoranza, che non può
assolutamente deformare l’immagine di Chiesa che la gente ha”.
SIR: Monsignor Galantino: su abusi, “realtà negative da condannare” ma “perché non si parla delle assoluzioni?”---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 14/01/2017:
Lo sfruttamento senza scrupoli fa molto male ai bambini...15/01/2017:
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