"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°42 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 22 ottobre al 4 novembre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per l'11 novembre 2016
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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Quando si dice armi di Tonio Dell'Olio Si
scrive acqua, ma si legge democrazia. In questi anni, soprattutto dopo
il Referendum del 2011, è stata la volontà popolare, e cioè la
democrazia, ad essere negata!
La Costituzione della repubblica Italiana afferma: “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (art. 1). Secondo la nostra Costituzione, l’unica volta che il popolo può esercitare direttamente tale sovranità è con il referendum abrogativo (art.75). Con il referendum del 2011, il popolo italiano (ventisei milioni di cittadini!) ha detto “sì” a due domande: l’acqua deve essere tolta dal mercato e non si può fare profitto sull’acqua. Questa è la volontà del popolo italiano. Il parlamento italiano doveva tradurre in legge questa decisione del popolo. Invece non l’ha mai fatto, pur avendo a sua disposizione la legge di iniziativa popolare (2007) che aveva ottenuto oltre cinquecentomila firme! Quella legge ha dormito sonni tranquilli, rinchiusa nel cassetto della commissione ambiente della Camera. Solo una forte campagna da parte dei comitati è riuscita nel 2015 a far discutere la Legge in commissione. Purtroppo il 15 marzo 2015 il governo Renzi è intervenuto a gamba tesa, facendo saltare l’articolo 6 di quella legge che definiva il servizio idrico privo di rilevanza economica e ne disponeva l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico. Così la legge di iniziativa popolare è stata svuotata del suo nucleo centrale. Il disegno di legge (Ddl) così svuotato è ... IL SERVIZIO DELLE IENE DEL 18 OTTOBRE 2016
Il servizio riguarda il si sull’acqua pubblica calpestato. ...
video-------------------------------------------- IL TERREMOTO - Esperienza di fragilità e limite che dovrebbe farci capire cosa conta veramente Scosse di Tonio Dell'Olio Qualunque
tema scelga di commentare e diffondere oggi si arena irrimediabilmente
nelle sensazioni di impotenza mista a paura vissute ancora una volta
ieri sera con le scosse del terremoto. Esperienza di fragilità e
limite. Di rassegnazione e assoggettamento. Sentimenti e sensazioni che
però alimentano la solidarietà e l’amicizia. Telefonate e messaggi di
amici preoccupati. No stop di notiziari alla faticosa ricerca di
informazioni dettagliate e aggiornate. Sguardi, prima ancora che
considerazioni e commenti, dei vicini di casa. E mi chiedo se ha senso
attendere un evento tanto distruttivo per disseppellire i legami umani
più profondi e più belli. Se non valga la pena impegnarsi a rendere
ordinario e quotidiano ciò che abbiamo relegato all’eccezionalità.
Stamattina incontro altri sguardi che spesso cercano nel vuoto una
risposta o chiedono semplicemente di raccontare quel frammento di
tempo. Dov’erano, con chi, cos’hanno provato, come hanno reagito…
regolare la respirazione e riprendere a fare cose. Ma con una luce
nuova sulle persone che la vita ti lascia incontrare. (Fonte: Mosaico dei giorni del 27 ottobre 2016)
Papa vicino ai terremotati del Centro Italia
“Sono vicino con la preghiera alle persone colpite dal nuovo terremoto nel Centro Italia”.
Così
sull’account Twitter @Pontifex, Papa Francesco partecipa alla
sofferenza delle popolazioni nuovamente toccate dal sisma. Dopo il
terremoto del 24 agosto, ieri la terra ha tremato alle 19.10 con
magnitudo 5,4, poi alle 21.18, con una scossa del 5,9, quindi alle
23.42, magnitudo 4,6. L’epicentro è stato localizzato tra
Castelsantangelo sul Nera, Visso e Ussita, nelle Marche, e Preci, in
Umbria. Stamani, poco dopo le 10.30, nuova scossa del 4,4 nella stessa
zona.
L'impegno del Caritas ItalianaCOSA FARE IN CASO DI TERREMOTO
video-------------------------------------------- La
dignità della gente colpita dal terremoto, la preghiera guidata dai
Monaci inginocchiati sulla piazza di Norcia, le Monache di clausura
accompagnate in salvo dai Vigili del Fuoco fuori dalle mura che per
secoli hanno custodito il loro silenzio, hanno fatto risuonare in tanti
l’assordante silenzio di una domanda taciuta, eppure gridata dai volti,
dalle storie, dagli addii forzati alle rovine di quei borghi, di quelle
chiese e di quelle case tanto amati: perché? Non una protesta o una
bestemmia levate contro il cielo, ma il gemito di un muto dolore, di
un’indicibile pena, che andava facendosi invocazione, supplica,
struggente attesa di fronte all’ignoto. Sta qui la grandezza e la
dignità del nostro popolo forte, plasmato da secoli di fede e di
cultura, sostenuto dagli esempi di tantissimi santi, educato alla
bellezza e proprio per questo al dolore degli addii: saper sopportare
la prova a testa alta; credere e sperare anche nell’ora più buia; amare
la vita con la forza scolpita nella tenacia degli anziani, nella
laboriosità degli adulti, nei sogni diurni dei giovani.
Ed
ecco quel dolore solidale esprimersi in innumerevoli gesti, in una
partecipazione operosa, nell’attenzione e nella premura a fare qualcosa
per chi ha bisogno di tutto. Impressionante la presenza dei volontari...
... -------------------------------------------- Il
sostituto della Segreteria di Stato: Radio Maria deve conformarsi di
più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà
propugnato da Papa Francesco. Ci perdonino i terremotati.
Il Vaticano ha condannato le affermazioni andate in onda su Radio Maria riguardo al terremoto come "castigo divino" dopo le unioni civili. «Sono
affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede»,
deplora l'arcivescovo Giovanni Angelo Becciu, sostituto per gli affari
generali della Segreteria di Stato vaticana, interpellato dall'Ansa.
Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni «datate al periodo
precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché
contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo». «I terremotati ci
perdonino, a loro solidarietà del Papa".
«Chi
evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria - ha affermato
l'arcivescovo Becciu - offende lo stesso nome della Madonna che dai
credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli
piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come
quelli del terremoto".
... Da "Avvenire"-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"COME SI PUO' CONTINUARE A CREDERE IN DIO DOPO UN TERREMOTO?
"A che cosa serve l'amore? A ricordarti che puoi affrontare la vita, anche se è difficile" ... Don Luigi Maria Epicoco (breve estratto video dal programma "Nemo-nessuno escluso" Raidue del 02.11.2016 video-------------------------------------------------------------- Don Sergio Fraticelli:
"lunedì sono arrivate 220 persone. Non avevo programmato nulla, ma
certo non potevo chiudere le porte a chi non aveva più una casa dove
andare"
«La mia chiesa-dormitorio non è mai stata così bella»Dalla Diocesi di Vicenza un esempio da imitare
Anche il Seminario apre le porte all'accoglienza dei profughi per dare risposta all'emergenza continua-------------------------------------------------------------- "È una bestemmia pensare
che Dio, che ha inviato il suo unico Figlio per salvare il mondo, poi
lo voglia distruggere a forza di cataclismi. Gesù esclude
tassativamente qualunque relazione tra le disgrazie che colpiscono gli
uomini e il castigo divino". Dopo la tragedia del terremoto nel
Centro-Italia, su ilLibraio.it la riflessione del biblista Alberto Maggi
Alberto Maggii: IL CASTIGO DI DIO…... IL VESCOVO DI CREMONA NAPOLIONI: «BESTEMMIE»
Le parole di Cavalcoli non erano affatto piaciute al Vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni, che sul proprio profilo Facebook ha duramente condannato le dichiarazioni del conduttore di Radio Maria definendole delle «bestemmie elargite da pulpiti digitali». Napolioni è originario di Camerino, uno dei centri più colpiti dalle ultime scosse, è stato parroco a San Severino Marche e da un anno guida la diocesi di Cremona. «Come uomo, credente e vescovo, non posso tacere davanti alle bestemmie che vengono elargite da pulpiti digitali, stampati e parrocchiali, quando si attribuisce al terremoto la valenza di “castigo di Dio per le unioni civili, o… per l'Europa che ha smarrito le sue radici cristiane, o per altri possibili motivi…”», ha scritto il Vescovo su Facebook, invitando «a rispettare la fede e la pazienza dei cristiani del Centro Italia, come di ogni altra vittima di calamità e violenze, e a non ferirli con parole sventurate, che fanno più male delle pietre»... Antonio Sanfrancesco: IL VATICANO SU RADIO MARIA: «TERREMOTO CASTIGO DIVINO? VISIONE PAGANA E OFFENSIVA PER I CREDENTI»-------------------------------------------------------------- In una Norcia
oramai "Zona Rossa", dopo la scossa di magnitudo 6.5 di domenica 30
ottobre, si pensa a ricostruire. Le lacrime per le case e le chiese
distrutte sono mitigate dalla consapevolezza che non ci sono state
vittime."Dobbiamo sentirci protetti da san Benedetto e salvati da Dio.
È stato un miracolo” dice il vice priore della Comunità benedettina di
Norcia, padre Benedetto Nivakoff, che esorta a riscoprire l'eredità
dell'esperienza benedettina, "Ora et Labora", per ridare forza e
slancio a queste terre segnate dalla tragedia.
Daniele Rocchi: La preghiera, il lavoro e l’aratro per ridare vigore alla città di san Benedetto, segnata dal sisma-------------------------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet di Enzo Bianchi del 26 ottobre 2016
Due immagini: una madre che implora accoglienza e quelli che si preparano a respingerla... -------------------------------------------------------------- Ieri ennesima tragedia in mare .. Sale a 4220 il numero dei migranti morti nel Mediterraneo nel 2016
NON POSSIAMO RESTARE INDIFFERENTI!!! Sale a 4220 il numero dei migranti morti nel Mediterraneo nel 2016 -------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Sono
400 i rifugiati siriani che grazie al progetto ecumenico dei "Corridoi
Umanitari" hanno trovato ospitalità in Italia; una buona pratica e un
esempio ad oggi unico e pilota, ma auspichiamo,
replicabile. Andrea Riccardi ha definito i corridoi umanitari "una
protesta civile e non violenta contro l'inaccoglienza e l'indifferenza" Il progetto non chiede e non usufruisce di finanziamenti dello Stato ma viene finanziato dai promotori che sono: Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) e la Comunità di Sant’Egidio, e sostenuto dalla Tavola valdese
Il
24 ottobre 2016 sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino 72 rifugiati
grazie ai Corridoi umanitari”. Domani all’alba ne arriveranno altri 56
e dunque saranno 400 le persone giunte in Italia fino ad oggi con un
regolare volo di linea e munite di visto umanitario, grazie al progetto
pilota in Italia e in Europa dei «Corridoi umanitari» promosso dalla
Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), dalla Comunità
di Sant’Egidio e sostenuto dalla Tavola valdese.
In
conferenza stampa, all’aeroporto romano, per accogliere gli ospiti
siriani giunti dal Libano si sono dati appuntamento il ministro degli
Esteri Paolo Gentiloni, il fondatore della Comunità di sant’Egidio
Andrea Riccardi, il presidente della Fcei, pastore Luca Maria Negro,
Filippo Bubbico, viceministro degli Interni e la responsabile dell’Otto
per mille valdese Susanna Pietra.
...
videoPer approfondire:
L'arrivo del 24 ottobre 2016 dei profughi siriani con i corridoi umanitari Cosa sono i Corridoi Umanitari?IL RIFIUTO DI GORINO Migranti e profughi: Volti e storie di chi fugge dall'Isis
videoGorino e il Natale che non c'è
di Marco Pappalardo Se Gesù lo hai avuto a due passi - negli occhi di quelle ragazze e nel battito di quel bimbo nel grembo - e non lo hai riconosciuto, come pensi di riconoscerlo nella celebrazione del Natale in cui non lo vedi? Perché festeggiare quest'anno
il Natale nella frazione di Gorino? O meglio, perché dovrebbero
festeggiarlo le centinaia di persone - se cristiane (perché il dubbio è
lecito!) - che non hanno voluto accogliere un gruppetto di ragazze
migranti di cui una incinta? Penso che anche il buon Babbo Natale
avrebbe problemi a passare da quelle parti! Che
fare? Se io fossi il parroco della zona, farei trovare la notte e il
giorno di Natale le barricate davanti all'ingresso, permettendo
l'entrata solo a chi non ha fatto resistenza all'accoglienza, tranne
che non siano stati complici nel silenzio o nell'indifferenza. Certo,
prima di farlo, approfitterei dell'Avvento per dare l'opportunità - a
chi lo volesse - di riconciliarsi, chiedere perdono e fare gesti
concreti di riparazione. Chi restasse della propria idea di esclusione,
lo escluderei dalle celebrazioni natalizie persino rischiando di avere
la chiesa vuota! "Mancanza
di misericordia nei confronti delle pecorelle smarrite", tuonerà
qualcuno. Tutto il contrario! È proprio la misericordia mancata nei
confronti di quelle donne e del nascituro che "cancella" il Natale e
c'è un fondamento in questo che oserei definire "teologico": se non
accogliamo Gesù che viene nel prossimo, povero, umile, esule, solo, non
può esserci il Natale, poiché Gesù lo abbiamo già tenuto lontano da noi
e dal nostro paesello. Non sarebbe il parroco a "cancellare" il Natale,
ma le persone stesse che a Gesù hanno voltato le spalle. ...Chi salverà il Natale a Gorino? Cercasi qualcuno che interceda come Abramo davanti a Sodoma; cercasi almeno dieci giusti! P.S.
Onde evitare commenti del tipo "bisogna vivere le cose per parlarne o
scriverne", mi permetto una piccola nota personale per contestualizzare
e non certo per vanagloria: vivo in Sicilia, a Catania; da giornalista
ho visto i migranti morti sulla spiaggia e tanti altri sbarcare al
porto; da insegnante conduco gli studenti nei centri di accoglienza per
conoscerli e confrontarsi; da volontario li incontro per strada nelle
serate settimanali di servizio per le sorelle e fratelli senza dimora. (Fonte: Vino Nuovo) Leggi anche: «Episodio preoccupante» e «rivoltante»: lo sdegno del mondo cattolico sui fatti di GorinoIl commento di Eraldo Affinati
video-------------------------------------------- Questa è la disumanità delle traversate in mare
Una barca stracarica di uomini. È impossibile contarli. Sono stretti, uno accanto all’altro. Fra loro c’è anche l’autore del disegno. Un giovane migrante, Mandi, ha vent’anni e proviene dalla Guinea. È uno dei 29 sopravvissuti ai due ultimi drammatici naufragi del canale di Sicilia. Dove sono morte 240 persone. Mandi era lì, su quel gommone affondato. Ha visto tutto e l’ha disegnato. “Il disegno di Mandi ci racconta la disumanità che vivono le persone come lui in cerca di salvezza”, scrive l’Acnur, l’Agenzia Onu per i rifugiati, in un tweet. Daniela Fazzini: Morti in mare. Migranti, il disegno che racconta l'orrore-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)OGNI VITTIMA HA IL VOLTO DI ABELE
Proponiamo che il 4 novembre si realizzino in tutte le città d'Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre,
commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e
le violenze. Affinché il 4 novembre, anniversario della fine dell'
"inutile strage" della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno
in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il
giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle
guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l'impegno affinché non ci siano mai più guerre, mai più uccisioni, mai più persecuzioni.
Oltre
cento anni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, mentre è
tragicamente in corso la "terza guerra mondiale a pezzi", è ora di dire
basta.
Per questo sosteniamo la Campagna “Un'altra difesa è possibile” che ha depositato in Parlamento la proposta
di legge di iniziativa popolare per l'istituzione e il finanziamento
del Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta.
Obiettivo
della Campagna è quello di organizzare la difesa civile, non armata e
nonviolenta – ossia la difesa della Costituzione e dei diritti civili e
sociali che in essa sono affermati; la preparazione di mezzi e
strumenti non armati di intervento nelle controversie internazionali;
la difesa dell’integrità della vita, dei beni e dell’ambiente dai danni
che derivano dalle calamità naturali, dal consumo di territorio e dalla
cattiva gestione dei beni comuni – anziché finanziare
cacciabombardieri, sommergibili, portaerei e missioni di guerra, che
lasciano il Paese indifeso dalle vere minacce che lo colpiscono e lo
rendono invece minaccioso agli occhi del mondo. La Campagna vuole
aprire un confronto pubblico per ridefinire i concetti di difesa,
sicurezza, minaccia, dando centralità alla Costituzione che “ripudia la
guerra” (art. 11), afferma la difesa dei diritti di cittadinanza ed
affida ad ogni cittadino il “sacro dovere della difesa della patria”
(art. 52).
... Ogni vittima ha il volto di Abele. Solo la nonviolenza può salvare l'umanità
...
4 Novembre 2016: non festa, ma lutto. 100 anni dopo: basta guerre!Il
servizio del 2/11/2016 del TGR Trentino con la presentazione ed il
lancio degli "Stati Generali della Difesa Civile non armata e
nonviolenta" del 4/5 novembre 2016 a Trento.
video Dichiarazione del Presidente di Pax Christi Mons. Giovanni Ricchiuti-------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" A volte basta la parola di qualcuno... (Alessandro D'Avenia) E' possibile essere praticanti non credenti... (Antonio Savone) Gesù è colui che libera... (p. Ottavio Raimondo) Camminare insie è difficile, ma... (don Tonino Bello) Quando il saggio indica la luna, lo stolto... (Proverbio cinese) La porta è stretta, ma poi la casa di Dio... (don Giovanni Berti) Il Signore talvolta ti fa sentire il peso della croce... (San Pio da Pietrelcina) Tu, quando diffondi l'amore del Signore, sei... (Madre Teresa di Calcutta) Se pensi di costruire l'edificio alto della santità... (Sant'Agostino) Io posso anche non vedere il Signore: Lui mi vede sempre... (Don Primo Mazzolari) Possediamo davvero solo... Anche quest'anno i cattolici contro Halloween... (vignetta GIOBA) ... Siamo chiamati ad essere beati, seguaci di Gesù... (don Tonino Bello) Il cimitero è triste... E la tristezza si mischia con la speranza (Papa Francesco) La conversione di un uomo è... (Charles Péguy) La preghiera di intercessione è cristiana solo quando... (Enzo Bianchi) Signore Gesù, mia vita, mio tutto... (Carlo Maria Martini)-------------------------------------------------------------- Memoria liturgica di San Giovanni Paolo II,
fissata da Papa Francesco il 22 ottobre di ogni anno, giorno in cui nel
1978 Karol Wojtyla celebrò la Messa di inizio pontificato e pronunciò
la storica frase, divenuto motto dei suoi 27 anni di papato
(1978-2005):
“Non abbiate paura! Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!”. Non abbiate paura! Aprite... San Giovanni Paolo II è stato il Papa della famiglia... Lasciate che Cristo dimori nel vostro cuore! ... Non si è mai soli davanti al mistero della sofferenza... Ogni stato cristiano di vita costituisce... Nessun uomo, nessuna associazione umana, nessuna mafia... L'amore non è una cosa che si può insegnare...-------------------------------------------------------------- IL DISCERNIMENTO NELLA CHIESA di p. Alberto Neglia,ocarm
E' urgente discernere dentro la Chiesa dove, nonostante l'invito continuo di Papa Francesco di ravvivare lo spirito evangelico, si ha l'impressione che vi sia un tentativo di soffocare la ventata dello Spirito ... video------------------------------------------------------------- 1 novembre - Solennità Tutti i Santi
Santità è vivere con amore... (Papa Francesco) Quando il Signore ci invita a diventare santi... (Papa Francesco) Nella nostra vita non siamo soli... (Papa Francesco) Lasciamoci contagiare dalla santità di Dio... (Papa Francesco) La santità non consiste nel fare... (Santa Teresa D'Avila) La santità non è qualcosa di straordinario... (Madre Teresa)-------------------------------------------------------------- 2 novembre - Commemorazione dei defunti
Una lacrima per i defunti evapora... (S. Agostino) Se mi chiedessero quale certezza vorrei avere... (Ernesto Balducci) Alla fine della vita saremo giudicati... (San Giovanni della Croce)-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)In occasione della festa di Ognissanti riportiamo una toccante preghiera dedicata al tema della santità di David Maria Turoldo
SONO QUESTI I TUOI SANTI
E dunque, Signore,
non guardare ai nostri peccati,
ai nostri quotidiani tradimenti,
a tutte queste viltà segrete e palesi,
ma guarda alla fede di tutti i giusti della terra:
ai giusti di qualunque religione e fede,
ai giusti senza nome, silenziosi e umili,
uomini e donne di cui nessuno
ha mai avvertito che neppure esistessero
e invece il loro nome era scritto sul tuo Libro:
gente che incontravamo per via
e neppure salutavamo,
e loro invece ti salutavano
e pregavano per te e tu non sapevi:
... Quel
Sepolcro, che denominano Santo, nel mistero di fede è compresente ad
ogni tomba, ad ogni cimitero e l’energia del Risorto circola su quello
che sembra uno scenario immobile, tagliato fuori ed espulso dal
contesto di vita, effondendo una luce che non solo illumina ma anche
riscalda i cuori
Una scossa alla nostra fede si ripropone ogni anno al varco dei mesi di ottobre e novembre: Tutti i Santi e i Defunti.
La
fede è messa alla prova perché la rimozione della morte è naturale e
corre sul filo del fluire della nostra vita quotidiana. Progettiamo,
pianifichiamo e speriamo di raccogliere esiti e frutti.
Del tutto normale, siamo disposti a dirci. Tuttavia facciamo il conto senza l’oste.
... Dire
Amore non è uno spreco di parole ormai sporcate da vicende dai toni
turpi e oscuri. Dire Amore significa che ogni tomba sprigiona una
forza, un’energia che ci investe e ci richiama a valori perenni, a
opzioni che lasciano un segno invisibile nella storia dei potenti e dei
magnati che sembrano gestire tutta l’esistenza.
Segno che la fede sa cogliere, sa fare proprio e rendere vitale.
Amore
significa gratuità, servizio, disinteresse. Significa riconoscersi
fratelli, tutti insieme animati dal desiderio del bene comune.
...
Ognissanti e commemorazione dei defunti: una scossa alla fede-------------------------------------------- È
il giorno della commemorazione dei fedeli defunti. Come credenti, oggi
non ricordiamo la morte ma i morti: che cosa la presenza delle persone
a noi care ha significato per noi, che cosa ha rappresentato il loro
passaggio nella nostra vita e cosa ha provocato il loro congedo da noi.
In una parola noi oggi ricordiamo il loro significato per noi. Un
significato indelebile: solo la nostra morte potrà rimuoverlo. Per
questo i sentimenti che attraversano il nostro cuore sono tanti e
diversi: la tristezza perché non vedremo più certi volti, la
gratitudine perché tanto di noi lo dobbiamo a chi non più in mezzo a
noi, la preghiera perché la misericordia di Dio li trasfiguri così da
renderli degni di abitare accanto a Dio, la speranza che la nostra vita
non venga abbandonata al potere della morte.
Perché il bisogno di una celebrazione come questa?
...
-------------------------------------------- La morte resta sempre l'ultimo nemico, ma ultimo nemico vinto da Cristo.
Noi cristiani dobbiamo annunciare che Cristo ha sconfitto la morte
.... L'annuncio cristiano può dare uno spessore alla vita umana nel senso di una vera libertà.
...
video-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 18,9-14
"La
Fede è l'architrave della porta di ingresso nel Regno, gli stipiti che
la sostengono sono la preghiera e l'umiltà. Senza la prima muore di
asfissia, senza la seconda cresce in presunzione "(cit.). Chi
ritiene di essere giusto inevitabilmente giunge a disprezzare gli altri
e si gonfia di orgoglio. Lo spirito di protagonismo, che è il lievito
dei farisei (12,1ss),
conduce a credere di essere superiori agli altri, arrogandosi il
diritto di disprezzare quanti il sentire comune ritiene essere
persone impure, paria intoccabili come lo erano i pubblicani, le prostitute e i pastori,
categorie di peccatori ritenute dai religiosi del tempo causa diretta
del ritardato avvento del Regno di Dio, ma con le quali invece Gesù si
accompagna. Il fariseo infatti prega non per rendere grazie dei doni
ricevuti, bensì per lodare se stesso e per alzare un muro di
separazione dagli altri. "Davanti
a Colui che ha detto: "Io-sono", gode del suo: "io-non-sono come gli
altri". E' una preghiera satanica, del nulla"(cit).
Sciorina
davanti a Dio tutto il suo armamentario di buone azioni, ma la sua
adorazione non è rivolta a Dio e la sua preghiera è centrata solo su se
stesso: egli non sta davanti al Signore ma al suo ego (pros eautòn = davanti a sé stesso).
Ritiene di meritare, e giustamente, il ringraziamento per la sua
bravura, per la sua santità, e Dio, presto o tardi, dovrà
ricompensarlo. Ma dove lo trova Dio uno più perfetto di lui? Chi pensa
di essere superiore agli altri mentre prega è lontano mille miglia da
Colui che si è fatto il più piccolo di tutti. Infatti senza l'umiltà
non esiste preghiera. E' l'umiltà che ci rende consapevoli del nostro
peccato, anche del peccato di colui che si ammanta di giustizia.
-------------------------------------------- Commento
XXX Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Siracide 35,15-17.20-22; Salmo 33; 2 Timoteo 4,6-8.16-18; Luca 18,9-14
...
C'è
una piccola parola che cambia tutto nella preghiera del pubblicano e la
fa vera: «tu». Parola cardine del mondo: «Signore, tu abbi pietà». E
mentre il fariseo costruisce la sua religione attorno a quello che egli
fa per Dio (io prego, pago, digiuno...), il pubblicano la costruisce
attorno a quello che Dio fa per lui (tu hai pietà di me peccatore) e si
crea il contatto: un io e un tu entrano in relazione, qualcosa va e
viene tra il fondo del cuore e il fondo del cielo. Come un gemito che
dice: «Sono un ladro, è vero, ma così non sto bene, così non sono
contento. Vorrei tanto essere diverso, non ce la faccio, ma tu perdona
e aiuta».
«Tornò
a casa sua giustificato». Il pubblicano è perdonato non perché migliore
o più umile del fariseo (Dio non si merita, neppure con l'umiltà), ma
perché si apre – come una porta che si socchiude al sole, come una vela
che si inarca al vento – si apre alla misericordia, a questa
straordinaria debolezza di Dio che è la sua unica onnipotenza, la sola
forza che ripartorisce in noi la vita.
-------------------------------------------- Domanda eterna della vita terrena «Dov'è Dio? dov'è l'uomo?» di Enzo Bianchi Di
fronte ai totalitarismi e agli eventi tragici vissuti nel secolo
scorso, ma anche a eventi disumani che si rinnovano nei nostri giorni,
sembra sorgere quasi spontanea la domanda: «Dov’è Dio? Perché non
interviene?». Forse anche nelle nostre vite conosciamo ore di prova in
cui ci poniamo interrogativi analoghi.
A
volte queste domande appaiono anche nelle biografie di uomini e donne
che accusano di attraversare una notte oscura, una notte in cui manca
la luce, nella quale Dio pare assente e soprattutto taciturno, muto,
come se avesse posto tra sé e il credente una spessa nuvola che
impedisce ogni tipo di relazione, anche quella della parola. Dio tace,
non si fa sentire, oscura il suo volto…, e il credente geme, soffre
questa assenza di Dio, fino alla tentazione della disperazione, del
cedere alla nientità che fa dire nel cuore: «Dio non esiste, non c’è
nulla, nulla vale la pena».
...
Non
voglio difendere Dio, voglio solo che non lo si accusi per difendere se
stessi. Alla persona ordinaria, semplice, che a volte afferma di
soffrire il silenzio di Dio, di non sentire Dio presente, che accusa
Dio di restare lontano e muto, con molto rispetto per il suo dolore e
senza nessun giudizio mi viene da chiedere: «Ma non sarà forse lei a
essere sorda, a non ascoltare?». Non riesco a pensare che Dio sia
capace di interrompere il suo amore, di voler essere muto o nascosto
per far soffrire il credente che lo invoca e che è nella prova. Certo,
nella «cantica del mare» l’espressione: «Chi è come te tra gli dèi,
Signore?» (Mi kamokah ba-’elim jhwh: Esodo 15, 11) è stata anche letta
da alcuni rabbini: «Chi è come te tra i muti, Signore?» (Mi kamokah
ba-illelim jhwh); ma questo vuole solo significare che Dio, anche
quando vede la sofferenza, la prova del suo popolo o del singolo
credente, non fa nulla e tace non perché sia indifferente o irato, ma
perché rispetta il mondo, la storia, rispetta la grandezza e la
fragilità degli umani.
... Mi
piace concludere queste mie riflessioni citando un famoso testo
anonimo: «Ho sognato che camminavo in riva al mare con il mio Signore e
rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata.
E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia quattro orme, le
mie e quelle del Signore. Ma in alcuni tratti ho visto due sole orme,
proprio nei giorni più difficili della mia vita. Allora ho detto:
“Signore, io ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che
saresti stato sempre con me. Perché mi hai lasciato solo proprio nei
momenti più difficili?”. E lui mi ha risposto: “Figlio, tu lo sai che
io ti amo e non ti ho mai abbandonato: i giorni nei quali vedi soltanto
due orme sulla sabbia, sono proprio quelli in cui ti ho portato in
braccio”». Sì, sempre il Signore apre per noi il cammino e proprio
nelle ore più oscure è lui che ci prende in braccio! Domanda eterna della vita terrena «Dov'è Dio? dov'è l'uomo?»--------------------------------------------
I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016
Mercoledì 26 ottobre - IL DISCERNIMENTOpromossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) «Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2). Viene il momento nella vita di ognuno di noi in cui siamo chiamati a prendere delle decisioni. È un momento importante, è una esperienza in cui l’uomo è chiamato a prendere coscienza della propria maturità. Martin Heidegger afferma: «L’uomo definisce se stesso nella sua esistenza attraverso le sue decisioni e le sue azioni». Quando questo accade, facciamo tutti l’esperienza di come sia difficile scegliere e decidere di imboccare una strada piuttosto che un’altra, anche se abbiamo un’età avanzata. Questo avviene perché non siamo stati educati ad affrontare la vita e ad assumerci la responsabilità delle scelte. ... La capacità di discernere cresce nella misura in cui si matura umanamente e nella fede, nell’uomo interiore. ... video integrale-------------------------------------------- Commento XXXI Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Sapienza 11,22-12,2; Salmo 144; 2 Tessalonicesi 1,11-2,2; Luca 19,1-10 ...
... La misericordia è tenerezza che chiama ognuno per nome... E non pone nessuna condizione all'incontro, perché la misericordia fa così: previene, anticipa, precede. Non pone nessuna clausola, apre sentieri, insegna respiri e orizzonti. È lo scandalo della misericordia incondizionata... Dio alla mia tavola, come un familiare, intimo come una persona cara, un Dio alla portata di tutti. Ecco il metodo sconcertante di Gesù: cambia i peccatori mangiando con loro, cioè condividendo cibo e vita; non cala prediche dall'alto del pulpito, ma si ferma ad altezza di occhi, a millimetro di sguardi. Ammonisce senza averne l'aria, con la sorpresa dell'amicizia, che ripara le vite in frantumi... Il peccatore si scopre amato. Amato senza meriti, senza un perché. Semplicemente amato. E allora rinasce. -------------------------------------------- Vangelo: Lc 19,1-10
Questo brano, unitamente alla parabola del Buon samaritano (10,25-37) e a tutto il capitolo 15 del Vangelo di Luca , può essere considerato un "Vangelo nel Vangelo".
In Zaccheo infatti vediamo realizzata ancora una volta quella salvezza
che sembra impossibile agli occhi degli uomini, ma non agli occhi di
Dio, che si attua attraverso l'amore misericordioso di Gesù. Zaccheo (" il puro " opp. "Dio fa memoria") è
cifra di quanti sono ritenuti dalla religione persone insalvabili,
senza possibilità alcuna di redenzione. Non così però per il Padre, il
quale "provvede il cibo anche ai piccoli del corvo che gridano" (Sal 147,9),
animali immondi per eccellenza. Zaccheo è figura di quella Gerico
inespugnabile le cui mura però crollarono al suono delle trombe,
simbolo della voce di Dio; allo stesso modo crollano le false sicurezze
del capo dei pubblicani dopo essere stato convocato e visitato da Gesù
e avere ascoltato la sua Parola. Il Signore non teme di contaminarsi,
lo abbiamo già visto in tante altre occasioni, egli si ferma a casa di
Zaccheo perché "deve", perché questo è il progetto del Padre, perché "nessuno dei suoi figli vada perduto"(Gv 17,12) . "Nessun
uomo infatti può ormai essere dichiarato impuro (cf. At 10,15), perché
il Padre lo ha purificato con il sangue del suo Figlio "(cit.). La
risposta di Zaccheo è esemplare, ci insegna cosa significa
concretamente rispondere all'amore del Signore ; egli
realizza realmente nella sua vita il "che cosa fare per ereditare la vita eterna"(10,25ss). In lui si attua quel radicale cambiamento di mentalità, quella "metanòia"che
lo condurrà a fare giustizia, la vera Tzedaqà, a liberarsi di quella
satanica zavorra che lo schiaccia così tanto in basso da impedirgli di "vedere Gesù".
... -------------------------------------------- Bologna, Chiesa di San Benedetto
27 ottobre 2016 Tu sei nato per fare qualcosa di bello! Se tu sapessi che la tua ferità è uno splendido punto di partenza, se tu sapessi che i tuoi errori possono diventare l’inizio di una vita meravigliosa. Se tu sapessi … video-------------------------------------------- "Se
noi annunciamo veramente il Cristo, facciamo crescere uomini adulti,
uomini liberi, come faceva P. Pino Puglisi" don Corrado Lorefice,
arcivescovo di Palermo
puntata di "Soul"-TV2000
di Monica Mondo del 29.10.2016 Monsignor
Corrado Lorefice è abituato a sentirsi chiamare don Corrado. E’
arcivescovo di Palermo, da poco, per nomina diretta del papa, nomina
che davvero non aspettava. Era parroco a Noto, seguiva i seminaristi,
alternava studio teologico al compito di educatore e pastore. Ora è a
guida di una città, e che città, troppe volte ferita, strumentalizzata,
abbandonata, descritta sempre e solo al negativo. Ma don Corrado sa
dove trovare le risorse per smuovere il torpore e l’indifferenza,
spesso l’omertà. Ha un maestro e amico che non è più su questa terra,
ma vigila, e col suo esempio continua a dare testimonianza. Padre Pino
Puglisi è il nome e il volto cui si riferisce, nella carità e nella
fermezza, per non essere collaterali, per non essere tiepidi o troppo
prudenti, ma anche per continuare testardamente ad essere positivi,
colmi di speranza per il bene che Dio ha donato agli uomini... video - Puntata integrale --------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Una Chiesa trasparente è una chiesa credibile oltre che vera.
La Diocesi di Padova presenta il suo bilancio. Esempio da imitare Ecco il bilancio della diocesi di Padova-------------------------------------------------------------- prof. Ina Siviglia, teologa - estratto incontro sulla
Esortazione Apostolica AMORIS LAETITIA, presso il teatro dell' Oratorio
salesiano di Barcellona P.G. - 29 ottobre 2016
... Il richiamo
alla coscienza è la base su cui il Papa vuole costruire una Chiesa
rinnovata... dicendo ai Pastori non sostituitevi alle coscienze dei
fedeli, formatele e illuminatele, sono loro che alla fine devono
rispondere delle loro scelte... questo dà ai laici una responsabilità
forse nuova, forse più grande...
videoLA RIFORMA DI PAPA FRANCESCO VUOLE UNA CHIESA IN USCITA, MA COMPATTA, COMUNITA’ DI FRATELLI CHE VIVONO INSIEME
... Invece di lamentarsi continuamente che le cose vanno male, la Chiesa va male, bisogna assumere la positività di germi di bene che pure ogni giorno noi possiamo vedere in tante cose, bisogna avere occhi per riconoscere i segni della rinascita ed essere capaci di discernere e sostenere quelli che meritano una crescita e una custodia. Perché? Perché lo Spirito è all’opera … non va mai in vacanza .. e quindi bisogna combattere questo senso di passività e di rassegnazione con un nuovo senso di responsabilità. Ciascuno di noi, un giorno, risponderà per se stesso: “Dov'eri? Cosa hai fatto”? videoACCOMPAGNARE – IL PRIMATO DELLA COSCIENZA
Papa Francesco chiede cristiani adulti nella fede … Il richiamo alla coscienza è la base su cui il Papa vuole costruire una Chiesa rinnovata, dicendo ai pastori di non sostituirsi alle coscienze dei pastori, ma di formaRle e illuminarle, ...sono loro che alla fine devono rispondere delle loro scelte. Questo fondare tutto sulla coscienza dà ai laici una responsabilità forse nuova, forse più grande … che richiede un approfondimento della propria vita verificandola alla luce della Parola di Dio e dell’insegnamento della Chiesa … video-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Brevi estratti video dell'incontro promosso dalla Famiglia Salesiana presso il teatro dell'Oratorio di Barcellona P.G, 29 ottobre 2016
"Dobbiamo creare nella Chiesa una cultura della misericordia inclusiva delle persone che sono più fragili.
A volte il peccato non è altro che l'esito di una fragilità, e io faccio spesso l'apologia della fragilità, perché non venga considerata soltanto un elemento negativo, la fragilità può essere anche il prendere atto dei propri limiti, la fragilità non ti fa montare la testa e ti fa camminare con umiltà, la fragilità invoca l'aiuto degli altri e quindi il sostegno fraterno, non guardiamola solo come ad una debolezza che scivola verso il peccato" ... LA RIFORMA DI PAPA FRANCESCO VUOLE UNA CHIESA IN USCITA, MA MA COMPATTA, COMUNITA’ DI FRATELLI CHE VIVONO INSIEME ...
Invece di lamentarsi continuamente che le cose vanno male, la Chiesa va
male, bisogna assumere la positività di germi di bene che pure ogni
giorno noi possiamo vedere in tante cose, bisogna avere occhi per
riconoscere i segni della rinascita ed essere capaci di discernere e
sostenere quelli che meritano una crescita e una custodia. Perché?
Perché lo Spirito è all’opera … non va mai in vacanza .. e quindi
bisogna combattere questo senso di passività e di rassegnazione con un
nuovo senso di responsabilità. Ciascuno di noi, un giorno, risponderà per se stesso: “Dov'eri? Cosa hai fatto”? ...
videol) L'accompagnamento per consentire il primato della coscienza; 2) Il discernimento personale e ecclesiale; 3) L'integrazione nel senso di una Chiesa inclusiva 1) ACCOMPAGNARE – IL PRIMATO DELLA COSCIENZA
video video video-------------------------------------------- Parola di giustizia
di Giulio Albanese "...
il modo più efficace per dare continuità all’Anno giubilare, stando
sempre al messaggio di Francesco, è quello di «uscire, come discepoli
missionari, ciascuno mettendo a servizio i propri talenti, la propria
creatività, la propria saggezza ed esperienza nel portare il messaggio
della tenerezza e della compassione di Dio all’intera famiglia umana».
Una Missione, dunque, «Nel nome della Misericordia», come recita lo
slogan scelto per la Giornata dalla Fondazione Missio che rappresenta
in Italia le Pontificie opere missionarie. D’altronde,
è sufficiente riflettere su quanto sta avvenendo sul palcoscenico della
storia dove, quotidianamente, un numero indicibile di uomini e di donne
sono ostaggio di logiche perverse in quelle che il Santo Padre,
pertinentemente, definisce «periferie geografiche ed esistenziali» del
nostro tempo. Si tratta di vittime sacrificali nel contesto della
«globalizzazione dell’indifferenza», rispetto alle quali la comunità
ecclesiale, nel suo complesso, semplicemente non può essere
indifferente.
È
sufficiente, ad esempio, riflettere su quanto sta avvenendo in Siria o
in Iraq, per non parlare della martoriata regione congolese del Kivu
settentrionale o in altre regioni dell’Africa subsahariana, per
rendersi conto dell’egoismo che attanaglia l’animo umano. E cosa dire
della finanza speculativa che ha acuito a dismisura la divaricazione
tra ricchi e poveri, penalizzando l’economia reale e dunque
sconvolgendo il cosiddetto "mercato del lavoro"?
... Parola di giustizia di Giulio AlbaneseIl messaggio di Papa Francesco Chiesa missionaria, testimone di misericordia ... Chiesa missionaria, testimone di misericordia"Oggi è tempo di coraggio!!" (Papa Francesco, Angelus del 23 ottobre 2016) Oggi
è tempo di missione ed è tempo di coraggio! Coraggio di rafforzare i
passi vacillanti, di riprendere il gusto dello spendersi per il
Vangelo, di riacquistare fiducia nella forza che la missione porta con
sé. È tempo di coraggio, anche se avere coraggio non significa avere
garanzia di successo. Ci è richiesto il coraggio per lottare, non
necessariamente per vincere; per annunciare, non necessariamente per
convertire. Ci è richiesto il coraggio per essere alternativi al mondo,
senza però mai diventare polemici o aggressivi. Ci è richiesto il
coraggio per aprirci a tutti, senza mai sminuire l’assolutezza e
l’unicità di Cristo, unico salvatore di tutti. Ci è richiesto coraggio
per resistere all’incredulità, senza diventare arroganti. Ci è
richiesto anche il coraggio del pubblicano del Vangelo di oggi, che con
umiltà non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il
petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Oggi è tempo di
coraggio! Oggi ci vuole coraggio! La
Vergine Maria, modello della Chiesa “in uscita” e docile allo Spirito
Santo, ci aiuti ad essere tutti, in forza del nostro Battesimo,
discepoli missionari per portare il messaggio della salvezza all’intera
famiglia umana. video-------------------------------------------- IL GIUSTO GOVERNANTE
COSTRUTTORE DI PACE
Giuliana Martirani attualizzazione dal Salmo 72 O Dio, nostro Dio, entra tu nella testa e nei cuori
di coloro che detengono il potere e che ci governano
sia a livello internazionale, come gli Usa e i G8,
così come a livello nazionale
e che così litigiosamente siedono nel nostro Parlamento,
come a livello locale come i governatori e gli assessori
che dovrebbero garantirci il nostro piccolo bene comune cittadino,
troppo spesso invece sommerso da ingiustizie, violenze e rifiuti.
...
(da G.Martirani, Spiritus, Mesasaggero, Padova, 2011)
-------------------------------------------- XV Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico
27 ottobre 2016
25 muharram 1438
Appello ai cristiani e ai musulmani
«Misericordia, diritti: presupposti per un dialogo costruttivo»
Tutto è iniziato l’11
settembre del 2001, di cui nei giorni scorsi si è celebrato il
quindicesimo anniversario. Quindici anni da quei tragici attentati di
New York e Washington che furono usati per dare inizio a quella che
oggi oramai tutti riconoscono essere la terza guerra mondiale, sia pure
a pezzi (come la chiama papa Francesco). Da allora il rumore della
guerra è diventato una costante della vita delle nostre comunità e che
ha già provocato alcuni milioni di morti, decine di milioni di profughi
e immense distruzioni. Ma quei giorni
furono usati anche per rilanciare il dialogo tra le religioni e
l’impegno per la pace. Mentre veniva dispiegata la più grande macchina
da guerra che la storia abbia mai registrato, compresi potenti media
che hanno soffiato sul fuoco dell’odio e hanno diffuso l’idea della
“guerra di religione”, dal basso, uomini e donne di pace, teologi,
giornalisti, studiosi, associazioni, lanciarono con un appello l’idea
di una Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico che, da
allora, è diventata un appuntamento fisso della nostra vita sociale,
coinvolgendo singoli, comunità religiose, e istituzioni a tutti i
livelli, dai comuni alla Presidenza della Repubblica. Siamo
così giunti alla nostra XV edizione, che si terrà, anche quest’anno, il
prossimo 27 ottobre 2016, con un’iniziativa centrale a Roma e centinaia
di iniziative in tantissimi comuni d’Italia. Il tema è: «Misericordia,
diritti: presupposti per un dialogo costruttivo». Negli
ultimi anni abbiamo anche registrato un moltiplicarsi di iniziative di
dialogo come reazione agli attentati che nel 2015 e 2016 sono avvenuti
in alcuni paesi europei. Dal male può nascere il bene, come è accaduto
a fine luglio dopo la brutale uccisione in Francia di padre Jacques
Hamel. Dopo quell’omicidio, e grazie alle coraggiose prese di posizione
di Papa Francesco, appare sempre più evidente che la religione con la
guerra in corso non c’entra nulla e che è sempre più necessario
rafforzare il dialogo fra le religioni. Invitiamo
perciò tutti gli amici della pace a moltiplicare i loro sforzi e a dar
vita, il prossimo 27 ottobre, a un gran numero di iniziative che
mettano al centro i temi della “misericordia e dei diritti”, che sono i
“presupposti per un dialogo costruttivo”. Con un fraterno saluto di pace, shalom, salaam Il Comitato Promotore nazionale della Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamicoComunicato stampa del 12-09-2016
Per approfondire:
XV Giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico-------------------------------------------- Papa
Francesco vola in Svezia per l'apertura delle celebrazioni del 500°
anniversario della Riforma. L'analisi di Giovanni Ferrò sulle pagine di
Jesus.
...
In fondo, il fatto che papa Francesco abbia accettato volentieri
l’invito a celebrare ecumenicamente quell’anniversario il 31 ottobre
prossimo a Lund, in Svezia, implica anche questo riconoscimento: che
Lutero, Calvino e gli altri non erano poi «cinghiali» che devastavano
«la vigna del Signore», come scriveva papa Alessandro VI nella bolla di
scomunica contro il monaco tedesco, ma credenti appassionati del
Vangelo, che denunciavano corruzione ed esasperazioni dogmatiche nella
Chiesa del tempo.
Nonostante
il cammino sia ancora lungo, oggi viviamo un tempo propizio per una
nuova comprensione reciproca e una sincera fraternità ecumenica. Ma che
farne di questo momento di grazia? Ho l’impressione che abbracci
ecclesiastici e intese tra teologi non possano più bastare. In un mondo
post-secolare, in cui a contendersi lo scenario pubblico sono una
visione totalmente areligiosa del mondo e una opposta di tipo
integralista, i credenti che si richiamano al Vangelo di Gesù Cristo
saranno sempre più una piccola minoranza. Il rischio è che il timore di
perdere influenza o di scomparire terrorizzi le comunità cristiane,
spingendole verso forme di neoidentitarismo aggressivo. Lo spirito di
amicizia e l’ascolto delle ragioni dell’altro, allora, possono servire
anche a questo: apprendere, gli uni dagli altri, i modi nuovi per
vivere felicemente il comandamento della nuda testimonianza cristiana
anche in un tempo di evangelica fragilità.
-------------------------------------------- ... Le
diffidenze reciproche ancora esistono e sono sovente alimentate ed
espresse soprattutto dove e quando si accende un conflitto di etiche.
Per molti aspetti, infatti, il fossato tra cattolici e protestanti si è
fatto più profondo in questi anni, proprio sui temi della morale
sessuale. Ma nell’approfondimento della fede ci sono stati passi
significativi di profonda convergenza su alcune verità, come la
giustificazione attraverso la fede, cioè il riconoscimento che Dio
rende giusto il peccatore gratuitamente, per l’abbondanza del suo amore
che non va mai meritato. Questo, unitamente alla forza dirompente dell’
“ecumenismo del sangue”, cioè la testimonianza offerta dai martiri di
ogni chiesa, ha reso possibile ciò che fino a pochi decenni fa pareva
utopia: il volto di Dio testimoniato insieme dai cristiani risplende di
luce evangelica, meno deformato dalle antiche rivalità tra confessioni
contrapposte.
In
ogni caso papa Francesco pratica testardamente la cultura
dell’incontro, del dialogo, della vicinanza concreta all’altro e li
rinnova ogni giorno in questo mondo sempre più segnato da scontri,
distanze, innalzamenti di muri, esclusione del diverso.
La cultura dell'incontro-------------------------------------------- Come
è evidente, il gesto storico che papa Francesco ha compiuto il giorno
31 è molto più avanti delle parole con cui tutti noi possiamo
commentarlo. La fraternità e la sororità che ha saputo esprimere e far
sperimentare sta molto oltre i concetti e le rappresentazioni che
possiamo utilizzare per descriverlo e per valutarlo.
Due esempi possono farci capire che cosa significa questa “distanza”.
In
primo luogo, nella Dichiarazione congiunta, si auspica un rinnovato
impegno ecumenico anche a livello teologico sul piano della eucaristia.
... Allo
stesso modo possiamo dire del discorso sul ministero ordinato. In
questo campo alla esperienza differenziata e articolata della
tradizione protestante corrisponde una “esperienza bloccata” in campo
cattolico. Noi non riusciamo ad uscire da un “blocco” che riguarda ogni
altra “figura” di ministro che sia diversa dall’“uomo maschio celibe”.
Da
un lato una elaborazione diversa della necessità della “vita
celibataria” e la rilettura di una possibilità del “ministero uxorato”
– non solo a livello diaconale – potrà avere un suo spazio di obiettivo
sviluppo.
D’altro
canto, una reale integrazione della donna nel ministero ecclesiale,
deve superare blocchi molto più radicali e pregiudiziali, che si
alimentano di una serie di “indistinzioni” sulle quali sarebbe giusto –
almeno ecumenicamente – soffermare lo sguardo. Provo ad elencarli qui,
per favorire un dialogo più sereno sul tema:
... Il
Viaggio a Lund, tra andata e ritorno, ha mostrato che accanto a una
questione ecumenica rimane una questione cattolica, su cui papa
Francesco è alle prese da quasi 4 anni. Non si affronta la prima senza
affrontare anche la seconda. E il papa è il primo ad essere consapevole
di tutto ciò. Senza una teologia della eucaristia e del ministero
all’altezza della sfida, non si farà molta strada.
-------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"31/10/2016 - Lund (Svezia) Storica dichiarazione congiunta che viene firmata da cattolici e luterani
... Una firma, quella di papa Francesco e del vescovo Younan, introdotta dal vescovo Elga Ogland e sottolineata da un lungo e caloroso applauso da parte di tutta l'assemblea. video--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 22/10/2016:
“Non
abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!” - San
Giovanni Paolo II, 22 ottobre 1978 https://t.co/3aRE4HvCnc
23/10/2016:
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