"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°46 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 26 novembre al 2 dicembre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 9 dicembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI




OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






Buon Avvento!
Buona attesa, dunque. Il Signore ci dia la grazia di essere  continuamente allerta, in attesa di qualcuno che arrivi, che irrompa nelle nostre case e ci dia da portare un lieto annuncio!
Don Tonino Bello




I NOSTRI TEMPI


(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


"La Costituzione Italiana, un bene da custodire e da rivitalizzare" di Rosario Giuè (VIDEO INTEGRALE)


Settimana di spiritualità 2016 
promossa dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto 
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
5 agosto 2016
Il cuore della Costituzione é l'art 3 comma 2 che recita: 
"E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Con queste affermazioni si dava corpo a quello che viene definito il "costituzionalismo emancipante", cioè capace di integrare l'uguaglianza formale con l'uguaglianza sostanziale, perchè, per esempio, non basta dire che siamo tutti uguali se poi non tutti possono andare a scuola, se non tutti possono andare all'ospedale per le cure ... Nel presupposto che la libertà, anche se formalmente siamo tutti liberi, deve essere unità con l'uguaglianza, senza essere uguali la libertà rimane per pochi e quindi é un privilegio .
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Dobbiamo avere un nuovo spirito costituente, cioè ritorno alla sovranità, l'art. 1 afferma "La sovranità appartiene al popolo". Quindi riprendiamoci la sovranità! Non possiamo essere passivi, ne come cittadini ne tanto meno come cristiani. Quando noi cristiani diciamo avere la dignità di  figli di Dio. ecco in termine laici si potrebbe dire essere sovrani. Dobbiamo crederci e non delegarla. Esercitarla con responsabilità, certamente consapevoli della fatica, ma non possiamo ritiraci nel nostro privato. 
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  video


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Un'Italia buona. Vecchi e nuovi cittadini solidali

Un'Italia buona.
Vecchi e nuovi cittadini solidali
di Marina Corradi
Arrivano a casa in ordine sparso, da zone diverse di Milano e dell’hinterland, e tutti, figli e amici dei figli, reduci dalla colletta del Banco alimentare di sabato scorso, hanno lo stesso stupore in faccia: «Ma pensa, più sembrano dei poveretti, degli immigrati senza un soldo, più sembrano anziani e soli e più volentieri donano un po’ della spesa a chi non ha da mangiare».
Erano partiti presto al mattino, come migliaia di altri in tutta Italia, per andare a presidiare le porte della grande distribuzione, in un sabato che avvicina al Natale. Non accettavano soldi, ma solo pacchi di pasta, riso, zucchero, pannolini. Con un pettorale addosso fermavano gentilmente la gente, all’ingresso. Qualche "no" frettoloso, qualche rifiuto secco, qualche diffidenza. Ma poi nel corso delle ore la scoperta: la gente, qui a Milano e altrove, è generosa. Ancora e sempre. Più di quanto tanti si immaginino. Soprattutto lo sono "certe" persone. 
Quelli senza i vestiti "giusti", quelli che non hanno i tratti somatici come i nostri, quelli che nemmeno sanno l’italiano. «Le famiglie asiatiche, o nordafricane, se appena riesci a spiegare che è una colletta per i poveri, dicono di sì», si sorprendono i ragazzi. Dicono di sì subito anche due travestiti che vanno a fare la spesa dalle parti di piazza Maciachini. Loro forse non sono poveri, ma emarginati sì. Abituati a vedersi voltare le spalle. È la sofferenza, materiale e non solo, il filo conduttore di questa generosità che non ti aspetteresti?
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Penso a Milano e al Nord Italia come è raccontato da un certo rozzo populismo, a certe battute ciniche che riecheggiano nei bar. Eppure, Milano, e immagino il resto d’Italia, non è solo questo, non è davvero questo. Esiste, e aspetta appena di essere cercata, sollecitata, una generosità silenziosa. Spesso di poveri, di stranieri, di chi soffre o ha sofferto: e dunque si immedesima in chi ha bisogno. «Ma pensa, mamma, più sembrano dei poveracci e più sono generosi». Bello, ragazzi, scoprire, in una sera di Avvento, mentre sale la nebbia, un’altra città, invisibile, di cui raramente si legge, sui giornali. Ma è da qui che si ricomincia.


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Il ripudio della guerra nella Costituzione Italiana a cura di Gregorio Battaglia (VIDEO INTEGRALE)

Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
Articolo 11 della Costituzione:
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo."
Questo articolo si esprime chiaramente per la pace, e mette in evidenza  due parole: pace e giustizia, Indica la priorità del  negoziato come  risoluzioni dei conflitti, che certamente sono inevitabili, ma che  non devono risolversi più con la guerra
…. La parola “ripudia la guerra” è fortissima, netta e assoluta.
  Una parola cosi decisa sulla guerra non è riuscita a dirla nemmeno il Concilio nella Gaudium et spes …
Solo Giovanni XXIII, nella  “Pacem in terris”, affermò:  “Alienum est a ratione, bellum”(La guerra è fuori dalla ragione”)
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In riferimento a questo art. 11 quanto lavoro si potrebbe fare nelle scuole?  Non si potrebbero introdurre modalità di risoluzione dei conflitti interpersonali nonviolenti e rispettosi della dignità di tutti ?
E cosa dice a noi  Chiesa? Basta pensare alle nostre “comunioni” che spesso …
  video

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 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

Da Catania, in occasione della Colletta Alimentare, è partito, in un periodo storico di muri e conflitti, un grande messaggio di pace e integrazione. E come unico caso in Italia, Catania ha trasformato le parole in fatto concreto, con un'azione benefica congiunta del mondo cristiano e di quello musulmano
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Arcivescovo Gristina e iman di Catania spingono insieme il carrello  della Colletta Alimentare


Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata Internazionale per l’Abolizione della Schiavitù, ricorrenza che l’Onu ha voluto commemorare a partire dal 2 dicembre 1949...
A spiegare oggi la schiavitù padre Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore di 'Popoli e Missione'


  Giornata per l’abolizione della Schiavitù: crimine di antica matrice

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... Ognuno voti senza pensare di partecipare allo scontro tra vita o morte della democrazia. La scelta riguarda laicamente modi diversi di intendere la dinamica istituzionale. Al di là dei punti di vista, diventa prioritario assumere uno stile 'nonviolento' per gestire costruttivamente il conflitto. Le regole sono importanti, ma sono come un abito che si mette sul corpo dei cittadini. Contano poco al di fuori di pratiche sociali generatrici di una convivenza fedele ai princìpi costituzionali. Ciò che conta è la qualità della cittadinanza attiva. Al di là delle regole sono i cittadini e le cittadine a fare o disfare le istituzioni. La riforma, questa o meno, dipenderà molto da chi la usa e da come la usa. In ogni caso, chiunque vinca, restano validi i princìpi fondamentali della Costituzione. È dovere di tutti, 'vincitori' e 'vinti', rispettarli e attuarli. La Repubblica è la casa comune da ricostruire, cercando di prevenire le onde sismiche dei populismi, delle ingiustizie, delle violenze economiche e sociali, del riarmo e delle guerre...

  AVVENIRE:    «Votiamo. E poi si agisca con stile nonviolento». Un appello pieno di Costituzione


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

  La carezza è...  (Jean-Paul Hernandez)
  Buona attesa, dunque...  (Don Tonino Bello)
   Vieni e rinasci in noi... (Didier Rimaud)
  Arrivi tardi, bello... (vignetta GIOBA)
  E' capace di credere al Regno di Dio solamente...  (Dietrich Bonhoeffer)
  I bambini hanno molto da insegnare agli adulti... (Stephen Littleword)
  La Madonna, Vergine dell'Avvento... (Papa Francesco)
  Ogni vocazione richiede il dono totale di sè...  (Benedetto XVI)
  E' sulla sabbia chi costruisce... (S. Agostino)
  La Luce è venuta nel mondo per... (Efrem Siro)

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26 novembre - Oggi mons. Luigi Bettazzi, già Vescovo di Ivrea e Padre Conciliare, compie 93 anni.

  Auguri!

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Etti Hillesum muore ad Auschwitz il 30 novembre 1943
Esther Hillesum, detta Etty, è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah; i suoi manoscritti, così difficili da decifrare a causa della grafia, passarono per anni da un editore all’altro, senza che nessuno ne intuisse l’importanza, fino a che nel 1981 giunsero nelle mani dell’editore De Haan che, pubblicandoli, finalmente riportò alla luce la storia di Etty Hillesum, permettendo così ai lettori di tutto il mondo di conoscere la ricchezza di un’esperienza interiore che, anche di fronte alla sofferenza estrema, sa lodare la vita e viverla con pienezza di senso.

  Una volta che si comincia a camminare con Dio...
  Se sopravviverò a questo tempo...
  Apro la Bibbia e leggo...
  A ogni nuovo crimine o orrore...

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Un caro ricordo di Arturo Paoli, nato il 30 novembre 1912.
fratel Arturo ha trascorso la sua lunga vita attraverso due continenti, l’Europa e il Sud America, partecipando in prima persona a eventi che hanno fatto la storia del Novecento, teologo autore di oltre cinquanta saggi, il suo insegnamento è stato proprio quello di coniugare lo studio e la preghiera con l’ausilio agli ultimi a liberarsi dalla prigionia sociale di cui sono vittime.
Fino alla fine la sua casa è stata crocevia di persone di ogni età, condizione sociale, credo religioso, stato civile. La dimensione contemplativa è il filo sotterraneo che ha sostenuto la sua intensa azione, generatrice di ricerca, di amicizia, di speranza.

 
Ogni speranza umana è relativa...
 
Lo so che Tu sei...  (video)
Omelia Messa di ringraziamento per i 100 anni compiuti da frate Arturo il 30.11.2012. La celebrazione è avvenuta nella Chiesa di San Martino in Vignale, annessa alla Casa Beato Charles de Foucauld dove egli viveva dal 2006, dopo il suo rientro definitivo nel 2005 dal Brasile, e dall'America Latina dove ha trascorso bel 45 anni della sua vita al servizio dei poveri.
  video

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Il 1º dicembre 1916 morì Charles Eugène de Foucauld, visconte di Pontbriand, in religione fratel Carlo di Gesù, è stato un religioso francese, esploratore del deserto del Sahara e studioso della lingua e della cultura dei Tuareg.
Padre Charles de Foucauld è stato beatificato da papa Benedetto XVI il 13 novembre 2005, durante la cerimonia, il pontefice ha dichiarato che la sua vita è "un invito ad aspirare alla fraternità universale".


  Padre mio, io mi abbandono a te...
  La massima perfezione per Gesù è...
  Il mondo è in una notte profonda...

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Ricordando Charles de Foucauld... il «fratello universale»

Charles de Foucauld, il «fratello» di tutti
A cento anni dalla sua morte, avvenuta il 1° dicembre 1916 nel deserto algerino di Tamanrasset, il beato Charles de Foucauld ha ancora un messaggio attualissimo da comunicare: «Anzitutto, il fulcro del suo carisma, che è la vita quotidiana di Nazaret come testimonianza del Vangelo nella semplicità, nell’impegno del lavoro, mantenendo sempre al centro l’umanità che ci lega gli uni agli altri, perché siamo tutti fratelli», ricorda padre Andrea Mandonico, 61 anni, della Società delle Missioni africane, istituto missionario nato nel 1856 a Lione.
Dal 2012 è vicepostulatore della causa di canonizzazione di frère Charles, a cui lo lega una profonda sintonia: «Mentre frequentavo il liceo in Seminario a Crema, un compagno mi passò un libretto su di lui. Rimasi colpito: la sua esperienza mi suggeriva come vivere la fede. Su di lui è incentrata la mia tesi di dottorato in teologia spirituale». Il secondo aspetto del beato che parla agli uomini e alle donne del terzo millennio «è la vicinanza al prossimo.
Amare Dio e il prossimo sono due aspetti inscindibili. Lui si è fatto vicino al popolo tuareg in Algeria, emarginato e povero, e suggerisce a noi oggi una vicinanza agli ultimi per vedere in loro la presenza di Gesù e in chiunque si affaccia alla nostra porta la presenza di Gesù. Fra l’altro, anche i musulmani vivono la regola dell’elemosina e dell’amore al povero». In terzo luogo, Charles de Foucauld «ci ha lasciato l’eredità del dialogo: è stato un uomo che ha dialogato con tutti, perché ildialogo smonta i pregiudizi reciproci e avvicina fino a trasformarsi in amicizia per vivere la fraternità.
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Lo stesso padre Andrea è stato impegnato nella raccolta della testimonianza, del dossier medico di Giovanna e della sua cartella clinica. E riferisce che proprio in occasione del centenario della morte di frère Charles «dalla Francia alcuni vescovi hanno inviato al Santo Padre lettere per chiedergli la canonizzazione anche senza un secondo miracolo, per la fama di santità». Oggi circa 20 associazioni e congregazioni fanno parte della famiglia spirituale del beato e si ispirano al suo carisma.
(fonte: Avvenire 30 novembre 2016)
Giovedì 1° dicembre ricorre il centenario della morte del beato Charles de Foucauld, figura primaria della spiritualità cristiana recente, un uomo che – ha detto Papa Francesco – «forse come pochi altri, ha intuito la portata della spiritualità che emana da Nazaret»; un uomo il cui carisma – ha osservato il teologo Pierangelo Sequeri – «fu donato e destinato, in anticipo, per questo tempo della Chiesa». 
L’ufficiale, l’esploratore 
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«Mio Dio, fa che io Ti conosca!» 
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Gesù, operaio di Nazaret 
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La stessa vita di Nostro Signore 
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Nazaret è la vita di Gesù, non semplicemente la sua prefazione 
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La lettura dei Vangeli
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Con il popolo del deserto
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La bellezza domestica dell’insediamento evangelico 
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Fratello e familiare dei Tuareg
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La presenza eucaristica 
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Se il chicco di grano non muore 
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  Charles de Foucauld e il “mistero di Nazaret”
Vedi anche il nostro post precedente: 
  Gesù mio fratello - Vita e Spiritualità di Charles de Foucauld e dei piccoli fratelli di Gesù (VIDEO - Documentario di Liliana Cavani)

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Charles de Foucauld è la figura che insegna ai battezzati l’autentica natura del martirio cristiano, troppo spesso oggi distorta nell’ideologia del «persecuzionismo».
Fratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino e maestro di spiritualità, offre una prospettiva originale sull’esperienza del “piccolo fratello” e sulla sua eredità, a cento anni dalla morte.


 
Paolo Affatato: 
  Un martire senza carnefici

Nel giorno in cui ricorrono i cent’anni dalla morte del «fratello universale»,  Antonella Fraccaro, delle Discepole del Vangelo, elenca alcuni punti della sua grande eredità

  Antonella Fraccaro:   I sette «germi di bene» seminati da Charles de Foucauld



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Religiosità popolare - Preghiere in dialetto - Sicilia: Lu Verbu sacciu (Conosco la Parola)

La religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini.
L'era moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle persone più anziane. 
Nei giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato possibile  pubblicare una preghiera in dialetto siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai nostri lettori di tutte le regioni italiane.
Ci farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it .
Vi chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale, anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra informazione riteniate opportuno fornirci).
Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere.
Preghiere in dialetto
  Sicilia 
Lu Verbu sacciu 
(Conosco la Parola)
e lu Verbu vogghiu diri 
(e la Parola voglio raccontare)
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Preghiera segnalata da P. Gregorio Battaglia, Fraternità Carmelita Pozzo di Gotto (ME)

Segui lo Speciale:
  Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento
Ricordiamo che l'utilizzo del presente materiale deve essere preventivamente richiesto ed autorizzato.

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Religiosità popolare - Preghiere in dialetto - Sardegna: Deus ti salvet, Maria (Dio ti salvi Maria)


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 Sardegna 
Deus ti salvet, Maria 
(Dio ti salvi Maria,)
chi ses de gratia plena:
(che sei piena di grazia:)
de gratias ses sa vena 
(di grazie sei insieme fiume)
ei sa currente. 
(e sorgente.)
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Preghiera segnalata da Aldo Pintor; è forse la più classica e la più nota delle preghiere sarde e viene considerata l'Ave Maria dei Sardi.
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Religiosità popolare - Preghiere in dialetto - Emilia e Romagna: At ringrazi Sgnour (Ti ringrazio Signore)

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 Emilia e Romagna
(dialetto bolognese)
At ringrazi Sgnour
(Ti ringrazio Signore)
dei cos t' me regalé,
(delle cose che mi hai regalato)
al mond ch'te fat par me,
(il mondo che hai fatto per me)
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Preghiera segnalata da "Gli amici di Dino Parmeggiani" (BO)
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PRENDERSI CURA DELLA “CASA COMUNE” - HOREB n. 3/2016 (n. 75)


E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it

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DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016


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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Novembre 2016 - “Dobbiamo superare l'indifferenza e la paura di accettare l’altro”.


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Vangelo: Lc 24,37-44
Ai discepoli che domandano "quando" e "quali i segni" della fine, Gesù risponde di "vegliare", di stare vigilanti, per non rimanere invischiati nella routine quotidiana che rischia di obnubilare le loro menti e non permette di percepire la straordinarietà dell'evento incombente. Nella vita di tutti i giorni avviene il giudizio di Dio, nelle dure fatiche del banalissimo quotidiano si opera la salvezza o la perdizione. Per questo motivo è necessario essere vigilanti per sapere discernere che la sua venuta avviene sempre, ogni momento della vita, "discernimento e vigilanza che servono per riuscire a vedere l'Emmanuele - il Dio con noi (cf.1,23). Chi lo attende e lo riconosce,  coi fatti e non solo a parole, lo incontra come lo Sposo che viene. Diversamente è come un ladro, che ci scassina la casa."(cit.). Allora, come nell'arca non furono accolti tutti ma soltanto coloro che si accorsero del disastro imminente, così nel Regno, di cui l'arca è figura, vengono accolti  soltanto quanti vivono il messaggio di salvezza di Gesù, quanti traducono il discernimento e la vigilanza in una operosità quotidiana fedele alla sua Parola, le cui coordinate per la 'navigazione'  sono già state indicate nel discorso della montagna (5,1-7,28).
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"Lo stile dell'Avvento: accorgersi, vivere con attenzione" di p. Ermes Ronchi - I Domenica di Avvento - anno A


Commento
I Domenica di Avvento (Anno A)
Letture  Isaia 2,1-5; Salmo 121; Romani 13,11-14; Matteo 24, 37-44
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Inizia il tempo dell'Avvento, quando la ricerca di Dio si muta in attesa di Dio. Di un Dio che ha sempre da nascere, sempre incamminato e sempre straniero in un mondo e un cuore distratti. La distrazione, appunto, da cui deriva la superficialità «il vizio supremo della nostra epoca» (R. Panikkar). «Come ai giorni di Noè, quando non si accorsero di nulla; mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito e non si accorsero di nulla». È possibile vivere così, da utenti della vita e non da viventi, senza sogni e senza mistero. 
È possibile vivere "senza accorgersi di nulla" ...
Per accorgersi è necessario fermarsi, in questa corsa, in questa furia di vivere che ci ha preso tutti. E poi inginocchiarsi, ascoltare come bambini e guardare come innamorati ...
L'altro nome dell'Avvento è vivere con attenzione. ...
Sui campi della vita uno vive in modo adulto, uno infantile. Uno vive sull'orlo dell'infinito, un altro solo dentro il circuito breve della sua pelle e dei suoi bisogni. Uno vive per prendere e avere, uno invece è generoso con gli altri di pane e di amore. Tra questi due uno solo è pronto all'incontro con il Signore. Uno solo sta sulla soglia e veglia sui germogli che nascono in lui, attorno a lui, nella storia grande, nella piccola cronaca, mentre l'altro non si accorge di nulla. Uno solo sentirà le onde dell'infinito che vengono ad infrangersi sul promontorio della sua vita e una mano che bussa alla porta, come un appello a salpare.

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"Vivere l'Avvento" di Goffredo Boselli, monaco di Bose

“Vegliate!” è la parola del Signore che fa avvenire l’Avvento, lo fa essere, lo fa cominciare ancora una volta, creando al tempo stesso la venuta e l’attesa. Ci sono parole, come questa, che quando risuonano hanno la capacità dar vita a un mondo, disegnare orizzonti, rievocare immagini e sentimenti, ma anche paure e speranze.
“Vegliate” risuona nel momento stesso in cui attorno a noi la natura, sfinita per i frutti, si addormenta nel sonno dell’inverno e le giornate vedono diminuire la luce e crescere la notte. Non a caso è in questi giorni che la Chiesa inizia la liturgia dell’Avvento, i giorni più bui dell’anno e dunque giorni del lungo vegliare. Questi sono i giorni nei quali la luce è desiderata e invocata più che mai, fino a Natale che, tradizionalmente, è il giorno nel quale il sole e la sua luce tornano a vincere le tenebre.
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“Vegliate!”, questa parola del Signore contiene in sé tutta l’intensità di un imperativo. Gesù non fa una semplice esortazione, ma dà ai suoi discepoli e a noi un comando, e dice: “Fino al mio ritorno il vostro modo di essere credenti e il vostro modo di stare nel mondo sia un vegliare, sia un’attendermi nella notte”.
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  Vivere l'Avvento di Goffredo Boselli, monaco di Bose

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"Discernere la qualità dell’amore in famiglia" a cura di Aurelio Antista (VIDEO INTEGRALE)


I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016 
promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto
DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ 
“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21)
MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE
Da qualche tempo papa Francesco denuncia apertamente che “oggi è in atto una guerra mondiale ideologica per distruggere il matrimonio e la famiglia”, senza che ci si renda conto che senza famiglia non c’è una società sana, né una Chiesa viva.
Per rilanciare il valore e la centralità della famiglia egli si è fatto promotore di due Sinodi (uno straordinario e l’altro ordinario) e a conclusione di un intenso lavoro sinodale, Francesco ha donato alla comunità dei credenti e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà l’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia (= AL). Questo documento mette in risalto che il matrimonio è un viaggio impegnativo, come lo è la vita, del resto. Sfida i giovani a mettersi in gioco, con fiducia, in questa avventura che offre la possibilità di sperimentare una grande carica di umanità: le relazioni che crescono con il crescere delle persone, l’emozione e la gioia di generare nuove creature, l’accompagnamento educativo, la condivisione delle gioie e delle difficoltà. La famiglia è il luogo naturale e insostituibile in cui si vive “la gioia dell’amore”, con la consapevolezza che la vita familiare è un’esperienza fragile e complessa che mette in gioco non le idee ma le persone. Del resto -scrive il papa- “nessuna famiglia è una realtà perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede a ciascun componente un graduale sviluppo della propria capacità di amare (AL 325).
Nei nove capitoli di cui si compone Amoris Laetitia, il papa affronta tutte le dimensioni del matrimonio e della famiglia: dal fondamento biblico, alle sfide della società di oggi; dall’educazione dei figli, alle prospettive pastorali; dal discernimento e dall’accompagnamento delle situazioni familiari fragili o “irregolari”, ad alcuni lineamenti di spiritualità coniugale e familiare. Al centro, il capitolo quarto tratta “L’amore nel matrimonio”, centro e cuore di tutto il documento.
La mia riflessione sarà imperniata proprio sul discernimento circa la qualità dell’amore nella famiglia.
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  Video integrale

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Partecipare alla mensa di Enzo Bianchi


pubblicato su Jesus - 
Rubrica "La bisaccia del mendicante" 
Novembre 2016
Uno dei temi più incandescenti nell’attuale dibattito ecclesiale è quello riguardante chi possa prendere parte alla tavola eucaristica. Non si dimentichi che l’attuale disciplina cattolica è rigorosa: né i non cattolici, se non in casi particolari, né quelli che vivono contraddizioni pubbliche al Vangelo possono parteciparvi. Da questa norma si ricava l’esclusione di chi vive nel peccato e si ricorda che già Paolo ammoniva i cristiani di Corinto a vigilare sulla loro celebrazione eucaristica, perché se non sapevano discernere il corpo di Cristo avrebbero mangiato e bevuto la propria condanna (cf. 1Cor 11,28-29). Questa istanza va presa sul serio e non può essere misconosciuta: per l’Apostolo chi non discerne il corpo del Signore nei poveri, nelle membra del corpo di Cristo, non mangia la cena del Signore, disprezza la chiesa di Dio e fa arrossire i poveri.
Ma l’esortazione di Paolo non va intesa nel senso di un divieto rivolto a chi è indegno moralmente, perché tutti i cristiani sono e restano peccatori, anche quando si accostano all’eucaristia. Non si tratta di una dignità che dipende dall’essere irreprensibili, ma di un discernimento (diákrisis) del corpo del Signore nella realtà quotidiana. Chi va alla cena del Signore, si sente indegno fino all’ultimo momento (“Signore, non sono degno di partecipare alla tua tavola…”), vi si accosta come un peccatore che confida nella misericordia di Dio che sempre lo perdona, è convinto che l’eucaristia non sia un premio per chi è virtuoso, per i buoni, ma un sostegno per i deboli e un viatico per i peccatori (come ha affermato già Benedetto XVI prima di Francesco).
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La dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa a cura di Egidio Palumbo (VIDEO INTEGRALE)


Settimana di spiritualità 2016 
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto 
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
6 agosto 2016
Il Concilio in questo documento ascolta il mondo e la storia per ricevere quanto di meglio il mondo e la storia sulla libertà religiosa sul diritto della libertà religiosa … 
l’atto di fede deve essere atto libero non costretto …
la verità non deve essere astratta ma correlata alla persona umana 
Il Concilio fonda la libertà religiosa sulla dignità della persona umana …
  video prima parte
  video seconda parte

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L’ATTESA DELLA MISERICORDIA Messaggio per l'Avvento - don Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo

Care sorelle e cari fratelli,
gioia e pace nel Signore Gesù.
È arrivato, puntuale come sempre, il tempo di Avvento. Tempo in cui ogni desiderio di futuro si lascia educare dal dono del futuro di Dio che viene a noi. Tempo in cui ogni progettualità, seppur buona e necessaria, si pone in ascolto di quanto Dio semina in tutti gli uomini, credenti e non-credenti. E così i bisogni diventano desideri ed il nostro "io" impara a fidarsi del "tu" di Dio, del dono che sopravanza ogni speranza.
Inizia così un nuovo anno liturgico, portatore dell’abbondanza della grazia di Dio e della sua misericordia.
Sì, ancora una volta la misericordia di Dio.
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Il valore assolutamente centrale della misericordia emerge in tutti gli ambiti della Chiesa. Non c’è nessun luogo veramente ecclesiale che non sia rivelativo e custode della misericordia di Dio. Ma è soprattutto nella Parola santa di Dio, custodita nelle Sacre Scritture, che risplende il dinamismo della misericordia. L’ascolto della Parola, nei vari modi e contesti possibili e specialmente nella lectio divina (cfr MM 7), è il luogo dove si manifesta alla luce dell’abbondanza della misericordia di Dio la trasformazione del nostro cuore, da cuore di pietra a cuore di carne (cfr Ez 36,26). Nell’ascolto orante della Parola veniamo convinti da Dio stesso.
L’Avvento è tempo di speranza e perciò tempo di gioioso impegno e di fecondo cambiamento. Ci fa aprire alla Parola di Dio che viene ancora a prendere carne in mezzo a noi. È tempo di ascolto del Signore. Lui ci fa guardare il mondo e la storia umana con i suoi occhi. Lui ci parla nella sua Parola e ci conduce per mano verso la trasfigurazione definitiva della storia, quando si accenderà il suo Giorno, il giorno del suo ritorno definitivo come Signore della storia trasfigurata e riscattata dal male, dagli operatori di iniquità e di violenza, dalla guerra, dall’ingiustizia dalla morte, che la Scrittura chiama l’ultimo nemico.
Ecco perché, già a partire da questo tempo di avvento e poi nei prossimi tempi di quaresima e di pasqua, nella nostra amata Chiesa di Palermo siamo chiamati tutti a fermarci ed ascoltare la Parola di Dio. Non un esercizio formale e rituale, ma piuttosto un esercizio esistenziale, un cuore a cuore che trasforma la vita di ogni credente. Insieme ai Consigli Pastorale e Presbiterale ci siamo detti che quest’anno daremo più spazio all'ascolto di Dio e fra noi. Non c’è migliore occasione di questi centri di ascolto della Parola di Dio per vivere insieme sotto la luce dell’invocazione dello Spirito l’ascolto di Dio e l’ascolto fraterno – lectio e collatio – che poi si trasformano in preghiera contemplativa – oratio e contemplatio –.
Il vostro Vescovo è con voi. Lo sapete bene. Cammina con voi. Per primo ascolta la Parola. Per primo vi ascolta. Insieme, nella comune obbedienza a questa Parola di salvezza, procediamo con gioia nei sentieri che Dio ha tracciato per noi in attesa del compimento del Regno, quando il Signore Gesù ritornerà nella gloria.

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A confronto con la Bibbia: il popolo di Dio, popolo delle Beatitudini a cura di Alberto Neglia (VIDEO INTEGRALE)

Settimana di spiritualità 2016 
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto 
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
7 agosto 2016
"... Chi si lascia conquistare da Dio, coinvolgere da Dio, é chiamato ad un destino di felicità, di beatitudine, di gioia, di bellezza di vita. ... 
  video

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Tra i decreti della Congregazione per le cause dei santi resi noti oggi c’è anche quello sul martirio di un «fidei donum» americano, ucciso nel 1981 dagli squadroni della morte nel pieno del genocidio. Minacciato aveva scelto di tornare, per non abbandonare il proprio gregge

  Sarà beato padre Rother, morto per gli indios del Guatemala

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Papa Francesco denuncia la sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza ma dà anche un messaggio di speranza e nuovo slancio di ricerca agli scienziati

Alle ore 10,40 di lunedì 28/11/2016, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico, Papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, in corso in Vaticano dal 25 al 29 novembre sul temaScienza e Sostenibilità. Impatto delle conoscenze scientifiche e della tecnologia sulla società umana e sul suo ambiente.
Era presente all'udienza anche Stephen Hawking, il noto astrofisico britannico gravemente disabile.
Riportiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti:
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Mai come nella nostra epoca è apparsa evidente la missione della scienza al servizio di un nuovo equilibrio ecologico globale. E al tempo stesso si sta manifestando una rinnovata alleanza tra la comunità scientifica e la comunità cristiana, che vedono convergere i loro diversi approcci alla realtà verso questa finalità condivisa di proteggere la casa comune, minacciata dal collasso ecologico e dal conseguente aumento della povertà e dell’esclusione sociale. Mi rallegro del fatto che voi sentiate profondamente la solidarietà che vi lega all’umanità di oggi e di domani nel segno di tale sollecitudine per la madre terra. Un impegno tanto più degno di stima in quanto è pienamente orientato alla promozione dello sviluppo umano integrale, della pace, della giustizia, della dignità e della libertà dell’essere umano. Prova ne sono, oltre alle opere compiute nel passato, i molteplici temi che vi proponete di affrontare in questa sessione plenaria, che vanno dalle grandi novità della cosmologia, alle fonti di energia rinnovabili, alla sicurezza alimentare, fino ad un appassionante seminario sul potere e i limiti dell’intelligenza artificiale.
Nell’Enciclica Laudato si’ ho affermato che «siamo chiamati a diventare gli strumenti di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza». Nella modernità, siamo cresciuti pensando di essere i proprietari e i padroni della natura, autorizzati a saccheggiarla senza alcuna considerazione delle sue potenzialità segrete e leggi evolutive, come se si trattasse di un materiale inerte a nostra disposizione, producendo tra l’altro una gravissima perdita di biodiversità. In realtà, non siamo i custodi di un museo e dei suoi capolavori che dobbiamo spolverare ogni mattina, ma i collaboratori della conservazione e dello sviluppo dell’essere e della biodiversità del pianeta, e della vita umana in esso presente. La conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile comprende in maniera inseparabile sia l’assunzione piena della nostra responsabilità umana nei confronti del creato e delle sue risorse, sia la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione.
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In questo quadro generale, degna di nota è la debole reazione della politica internazionale – anche se vi sono lodevoli eccezioni – riguardo alla concreta volontà di ricercare il bene comune e i beni universali, e la facilità con cui vengono disattesi i fondati consigli della scienza sulla situazione del pianeta. La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza che cercano anzitutto il profitto è dimostrata dalla “distrazione” o dal ritardo nell’applicazione degli accordi mondiali sull’ambiente, nonché dalle continue guerre di predominio mascherate da nobili rivendicazioni, che causano danni sempre più gravi all’ambiente e alla ricchezza morale e culturale dei popoli.
Ma malgrado tutto questo non perdiamo la speranza, e cerchiamo di approfittare del tempo che il Signore ci dà. Ci sono anche tanti segni incoraggianti di un’umanità che vuole reagire, scegliere il bene comune, rigenerarsi con responsabilità e solidarietà. Insieme ai valori morali, il progetto dello sviluppo sostenibile e integrale è in grado di dare a tutti gli scienziati, in particolare a quelli credenti, un forte slancio di ricerca.
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  video

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Carissima Paolina, le tue foto sono sulla mia scrivania, perché nel tuo sguardo veramente speciale io vedo la luce della bontà e dell’innocenza. Grazie per avermele inviate! ... Ti abbraccio forte forte e ti benedico con tutto il cuore, insieme ai tuoi genitori e ai tuoi cari. Francesco”.

Dolore e commozione a Massafra, piccolo comune pugliese in provincia di Taranto, per la prematura scomparsa di una bimba di soli nove anni, vinta da una terribile malattia.
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Ecco la lettera del Papa:
Carissima Paolina,
le tue foto sono sulla mia scrivania, perché nel tuo sguardo veramente speciale io vedo la luce della bontà e dell’innocenza. Grazie per avermele inviate!
Leggi questa lettera insieme alla tua mamma e il bacio che ora ti darà sarà il bacio del Papa. 
Unisco le mie mani alle tue e a quelle di tutti coloro che stanno pregando per te. Così facciamo una catena lunga che, sono sicuro, arriverà fino al cielo. Però ricordati che il primo anello di questa catena sei tu, perché hai Gesù nel tuo cuore! Ricordalo! 
Perciò parla con lui, parla di te a lui, ma parla anche della mamma e del papà che hanno tanto bisogno di essere aiutati e confortati davanti ai passi così difficili che affrontano. 
Sarai certamente bravissima a suggerire a Gesù cosa fare per loro! 
Ricordati, per favore, di dirgli cosa deve fare anche per me, mentre io gli ricorderò cosa deve fare per te. Ti abbraccio forte forte e ti benedico con tutto il cuore, insieme ai tuoi genitori e ai tuoi cari.
 Francesco

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"Cristo dentro" il libro con la prefazione di Papa Francesco sul rapporto detenuti-fede, attraverso i loro tatuaggi "... Vi abbraccio, vi sono vicino, vi porto tutti nel cuore, vi benedico, prego per voi e per le vostre famiglie. Chiedo a voi di pregare per me."

La prefazione del Papa a un libro di carcerati
Le foto dei tatuaggi che raffigurano temi cristiani

LA LETTERA DEL PAPA 
Cari amici, san Pietro e san Paolo, i fondatori della Chiesa di Roma, della quale sono Vescovo, hanno conosciuto la prigionia. Sono stati carcerati. Ogni volta che varco la porta di un carcere, guardando i volti delle persone che incontro, penso sempre: perché loro e non io? Siamo tutti peccatori, bisognosi della misericordia di Dio che ci solleva, ci perdona e ci dà speranza. Grazie per il dono di questo libro, Vi abbraccio, vi sono vicino, vi porto tutti nel cuore, vi benedico, prego per voi e per le vostre famiglie. Chiedo a voi di pregare per me.
Franciscus
Pronto, sono Francesco. Ho pensato che possiamo fare più in fretta se la mia prefazione ve la detto al telefono... Ha carta e penna per scrivere?». Usando un termine abusato dalla politica, si potrebbe dire che Dio è anche Signore della semplificazione. Non hanno dubbi, infatti, gli autori che dietro al loro libro ci sia il Suo zampino e non tanto per ragioni evidenti, essendo un testo che, a modo suo, tratta di Lui ma proprio per le modalità con cui l’opera è nata. Gli indizi sono disseminati lungo il percorso che ha portato a Cristo dentro (Itaca editore), libro firmato da Francesca Sadowski (medico chiavarese, direttore di Fisiosport a Villa Ravenna, presidente di Cdo), Pino Rampolla (fotografo) e don Eugenio Nembrini e che a torto si definirebbe solo fotografico, anche se racconta per immagini il rapporto di alcuni detenuti con la fede, attraverso i loro tatuaggi. 
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Guarda la scheda del libro Cristo dentro (c'è anche l'opportunità di sfogliarne alcune pagine)

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"Le sfide di oggi" di Maurilio Assenza (VIDEO INTEGRALE)

Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
8 agosto 2016
Come leggere il nostro tempo ….
Le sfide che ci interpellano oggi: 
1) Le nuove generazioni; 
2) I poveri; 
3) I migranti.
Da insegnante, empiricamente, penso che don Puglisi aveva ragione affermando che  nei giovani rinascono ricerche di senso
...
La grande sfida é accoglierli con i lori bisogni ma anche con i loro sogni
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Credo che per la Chiesa la sfida resti dei luoghi in cui coltivando  il Vangelo  si consegna alla storia uno strumento di fondo: la parola che fa uguali.  La scuola.  ..
  video
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Alla Gregoriana lezioni sull’enciclica. Lasheras: «Sempre più attuale il rapporto religione-sviluppo. Le critiche? Si vorrebbe che i Papi non si occupassero di questi temi»
Mancano quattro mesi al cinquantesimo anniversario dell’enciclica di Paolo VI «Populorum progressio», pietra miliare del magistero sociale della Chiesa e inizia il pomeriggio del 1° dicembre presso la Pontificia Università Gregoriana un ciclo di lezioni pubbliche intitolato «Lo sviluppo sostenibile. Dalla Populorum Progressio ad oggi», che si protrarrà fino a maggio 2017.

  Giuseppe Savagnone:   “Populorum progressio”, profezia inascoltata e criticata

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Parla l’uomo che ha lanciato l’idea raccolta dal Papa nella sua lettera apostolica. «Il loro posto è nel cuore della chiesa»

  Giorgio Bernardelli:   Villemain: “La Giornata mondiale dei poveri? Un segno per tutti”


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 FRANCESCO
 


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26/11/2016:

 
Dopo il Giubileo è tempo di guardare avanti...

27/11/2016:

  Con l'Avvento ci mettiamo tutti in cammino...

28/11/2016:

  La misericordia non è una parentesi nella vita della Chiesa...

29/11/2016:

  Gesù ci chiama ad essere portatori di gioia...
30/11/2016:

  Oggi è la festa dell'apostolo Andrea: con affetto...

1/12/2016:

  Ricordiamo oggi il Beato Charles de Foucauld...


2/12/2016:

  Invito tutte le persone di buona volontà...

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"In questo tempo di Avvento, siamo chiamati ad allargare l’orizzonte del nostro cuore..."PAPA FRANCESCO - ANGELUS del 27 novembre 2016 (Testo e video)

Piazza San Pietro
Domenica, 27 novembre 2016
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Oggi nella Chiesa inizia un nuovo anno liturgico, cioè un nuovo cammino di fede del popolo di Dio. E come sempre incominciamo con l’Avvento. La pagina del Vangelo (cfr Mt 24,37-44) ci introduce in uno dei temi più suggestivi del tempo di Avvento: la visita del Signore all’umanità. 
La prima visita – sappiamo tutti – è avvenuta con l’Incarnazione, la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme; la seconda avviene nel presente: il Signore ci visita continuamente, ogni giorno, cammina al nostro fianco ed è una presenza di consolazione; infine, ci sarà la terza, l’ultima visita, che professiamo ogni volta che recitiamo il Credo: «Di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti». Il Signore oggi ci parla di quest’ultima sua visita, quella che avverrà alla fine dei tempi, e ci dice dove approderà il nostro cammino.
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  video

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«Le catechesi dedicate alla misericordia finiscono, la misericordia deve continuare!» - Papa Francesco, Udienza generale - 30 novembre 2016 (foto, testo e video)

 Udienza Generale 
 30 novembre 2016
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Pregare Dio per i vivi e per i morti

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Con la catechesi di oggi concludiamo il ciclo dedicato alla misericordia. Ma le catechesi finiscono, la misericordia deve continuare! Ringraziamo il Signore per tutto questo e conserviamolo nel cuore come consolazione e conforto.
L’ultima opera di misericordia spirituale chiede di pregare per i vivi e per i defunti. Ad essa possiamo affiancare anche l’ultima opera di misericordia corporale che invita a seppellire i morti.
...
Concludendo queste catechesi sulla misericordia, impegniamoci a pregare gli uni per gli altri perché le opere di misericordia corporale e spirituale diventino sempre più lo stile della nostra vita. Le catechesi, come ho detto all’inizio, finiscono qui. Abbiamo fatto il percorso delle 14 opere di misericordia ma la misericordia continua e dobbiamo esercitarla in questi 14 modi. Grazie.

  video dela catechesi
Saluti:
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APPELLI
Domani, 1° dicembre, ricorre la Giornata Mondiale contro l’AIDS, promossa delle Nazioni Unite. Milioni di persone convivono con questa malattia e solo la metà di essi ha accesso a terapie salvavita. Invito a pregare per loro e per i loro cari e a promuovere la solidarietà perché anche i più poveri possano beneficiare di diagnosi e cure adeguate. Faccio appello infine affinché tutti adottino comportamenti responsabili per prevenire un’ulteriore diffusione di questa malattia.
Su iniziativa della Francia e degli Emirati Arabi Uniti, con la collaborazione dell’UNESCO, si terrà ad Abu Dhabi, dal 2 al 3 dicembre prossimo, una Conferenza internazionale sulla protezione del patrimonio nelle zone in conflitto. Un tema che è purtroppo drammaticamente attuale. Nella convinzione che la tutela delle ricchezze culturali costituisce una dimensione essenziale della difesa dell’essere umano, auguro che questo evento segni una nuova tappa nel processo di attuazione dei diritti umani.
* * *
Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. ...
Oggi ricorre la Festa dell’Apostolo Andrea, fratello di San Pietro... E nella ricorrenza dell’apostolo Andrea, vorrei salutare anche la Chiesa di Costantinopoli e l’amato patriarca Bartolomeo e unirmi a lui e alla chiesa di Costantinopoli, in questa festa - a quella chiesa sorella nel nome di Pietro e Andrea, tutti insieme - e augurarle tutto il bene possibile, tutte le benedizioni del Signore e un abbraccio grande.
  testo integrale
  video integrale

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«Il nostro è il Dio delle sorprese» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
28 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Bellissima sorpresa
Comincia l’anno liturgico e con esso l’itinerario dell’Avvento, cammino liturgico e cammino di vita per ogni cristiano, chiamato all’«incontro» con Gesù. È proprio questa — “incontro” — la parola chiave che ha caratterizzato l’omelia di Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta lunedì 28 novembre.
...
(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
29 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
La forza dei piccoli
Per incontrare il Signore «che viene e verrà», bisogna avere «cuori grandi ma atteggiamento da piccoli», andando avanti con la «gioia degli umili» che sono consapevoli di essere continuamente sotto lo sguardo del Signore. È questo lo stile di vita richiesto a ogni cristiano. Ne ha parlato Papa Francesco all’omelia della messa celebrata a Santa Marta martedì 29 novembre, nella quale ha proposto una riflessione sul tema dell’«umiltà».
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  video

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«Signore, con grande forza, soccorrimi; la tua grazia vinca le resistenze del peccato» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
1 dicembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Gattopardismo spirituale”
È la testimonianza concreta del beato Charles de Foucauld che Papa Francesco ha indicato per sollecitare i cristiani a «camminare sulle sue tracce di povertà, contemplazione e servizio ai poveri». Il Pontefice ha voluto ricordare il religioso francese, nel centenario della sua uccisione, al termine della messa celebrata giovedì mattina, 1° dicembre, nella cappella della Casa Santa Marta.
Charles de Foucauld, ha affermato Francesco prima di impartire la benedizione, è stato «un uomo che ha vinto tante resistenze e ha dato una testimonianza che ha fatto bene alla Chiesa». Per questo «chiediamo che ci benedica dal cielo e ci aiuti» ha aggiunto, rilanciandone così la via più che mai attuale per la diffusione del Vangelo. Proprio «le resistenze» che de Foucauld ha saputo superare sono state il filo conduttore della riflessione proposta dal Pontefice a partire anche dal passo evangelico di Matteo (7, 21.24-27) proposto dalla liturgia. Il Papa ha indicato in particolare «tre tipi di resistenze nascoste», le più «pericolose»: quella delle «parole vuote», delle «parole giustificatorie» e delle «parole accusatorie».
...
  video

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Francesco invia un messaggio al simposio sull’economia organizzato dal dicastero vaticano per la Vita consacrata. «Dobbiamo ripensare l’economia ascoltando il grido dei poveri»

 
Mauro Pianta: 
   Il Papa: i consacrati che vivono da ricchi feriscono la Chiesa

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