"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°46 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 26 novembre al 2 dicembre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 9 dicembre 2016
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(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
5 agosto 2016 Il cuore della Costituzione é l'art 3 comma 2 che recita: "E`
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e
sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei
cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione
politica, economica e sociale del Paese."
Con
queste affermazioni si dava corpo a quello che viene definito il
"costituzionalismo emancipante", cioè capace di integrare l'uguaglianza
formale con l'uguaglianza sostanziale, perchè, per esempio, non basta
dire che siamo tutti uguali se poi non tutti possono andare a scuola,
se non tutti possono andare all'ospedale per le cure ... Nel
presupposto che la libertà, anche se formalmente siamo tutti liberi,
deve essere unità con l'uguaglianza, senza essere uguali la libertà
rimane per pochi e quindi é un privilegio .
...
Dobbiamo
avere un nuovo spirito costituente, cioè ritorno alla sovranità, l'art.
1 afferma "La sovranità appartiene al popolo". Quindi riprendiamoci la
sovranità! Non possiamo essere passivi, ne come cittadini ne tanto meno
come cristiani. Quando noi cristiani diciamo avere la dignità di
figli di Dio. ecco in termine laici si potrebbe dire essere
sovrani. Dobbiamo crederci e non delegarla. Esercitarla con
responsabilità, certamente consapevoli della fatica, ma non possiamo
ritiraci nel nostro privato.
...
video-------------------------------------------- Un'Italia buona.
Vecchi e nuovi cittadini solidali
di Marina Corradi
Arrivano
a casa in ordine sparso, da zone diverse di Milano e dell’hinterland, e
tutti, figli e amici dei figli, reduci dalla colletta del Banco
alimentare di sabato scorso, hanno lo stesso stupore in faccia: «Ma
pensa, più sembrano dei poveretti, degli immigrati senza un soldo, più
sembrano anziani e soli e più volentieri donano un po’ della spesa a
chi non ha da mangiare».
Erano
partiti presto al mattino, come migliaia di altri in tutta Italia, per
andare a presidiare le porte della grande distribuzione, in un sabato
che avvicina al Natale. Non accettavano soldi, ma solo pacchi di pasta,
riso, zucchero, pannolini. Con un pettorale addosso fermavano
gentilmente la gente, all’ingresso. Qualche "no" frettoloso, qualche
rifiuto secco, qualche diffidenza. Ma poi nel corso delle ore la
scoperta: la gente, qui a Milano e altrove, è generosa. Ancora e
sempre. Più di quanto tanti si immaginino. Soprattutto lo sono "certe"
persone.
Quelli
senza i vestiti "giusti", quelli che non hanno i tratti somatici come i
nostri, quelli che nemmeno sanno l’italiano. «Le famiglie asiatiche, o
nordafricane, se appena riesci a spiegare che è una colletta per i
poveri, dicono di sì», si sorprendono i ragazzi. Dicono di sì subito
anche due travestiti che vanno a fare la spesa dalle parti di piazza
Maciachini. Loro forse non sono poveri, ma emarginati sì. Abituati a
vedersi voltare le spalle. È la sofferenza, materiale e non solo, il
filo conduttore di questa generosità che non ti aspetteresti?
...
Penso
a Milano e al Nord Italia come è raccontato da un certo rozzo
populismo, a certe battute ciniche che riecheggiano nei bar. Eppure,
Milano, e immagino il resto d’Italia, non è solo questo, non è davvero
questo. Esiste, e aspetta appena di essere cercata, sollecitata, una
generosità silenziosa. Spesso di poveri, di stranieri, di chi soffre o
ha sofferto: e dunque si immedesima in chi ha bisogno. «Ma pensa,
mamma, più sembrano dei poveracci e più sono generosi». Bello, ragazzi,
scoprire, in una sera di Avvento, mentre sale la nebbia, un’altra
città, invisibile, di cui raramente si legge, sui giornali. Ma è da qui
che si ricomincia.
-------------------------------------------- Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
Articolo 11 della Costituzione:
"L'Italia
ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri
popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni
di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la
giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo."
Questo articolo si esprime chiaramente per la pace, e mette in evidenza due parole: pace e giustizia, Indica la priorità del negoziato come risoluzioni dei conflitti, che certamente sono inevitabili, ma che non devono risolversi più con la guerra …. La parola “ripudia la guerra” è fortissima, netta e assoluta. Una parola cosi decisa sulla guerra non è riuscita a dirla nemmeno il Concilio nella Gaudium et spes … Solo Giovanni XXIII, nella “Pacem in terris”, affermò: “Alienum est a ratione, bellum”(La guerra è fuori dalla ragione”) ... In riferimento a questo art. 11 quanto lavoro si potrebbe fare nelle scuole? Non si potrebbero introdurre modalità di risoluzione dei conflitti interpersonali nonviolenti e rispettosi della dignità di tutti ? E cosa dice a noi Chiesa? Basta pensare alle nostre “comunioni” che spesso … video-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Da
Catania, in occasione della Colletta Alimentare, è partito, in un
periodo storico di muri e conflitti, un grande messaggio di pace e
integrazione. E come unico caso in Italia, Catania ha trasformato le
parole in fatto concreto, con un'azione benefica congiunta del mondo
cristiano e di quello musulmano
... Arcivescovo Gristina e iman di Catania spingono insieme il carrello della Colletta Alimentare Si
celebra oggi in tutto il mondo la Giornata Internazionale per
l’Abolizione della Schiavitù, ricorrenza che l’Onu ha voluto
commemorare a partire dal 2 dicembre 1949... A spiegare oggi la schiavitù padre Giulio Albanese, missionario comboniano e direttore di 'Popoli e Missione' Giornata per l’abolizione della Schiavitù: crimine di antica matrice
-------------------------------------------------------------- ... Ognuno voti senza
pensare di partecipare allo scontro tra vita o morte della democrazia.
La scelta riguarda laicamente modi diversi di intendere la dinamica
istituzionale. Al di là dei punti di vista, diventa prioritario
assumere uno stile 'nonviolento' per gestire costruttivamente il
conflitto. Le regole sono importanti, ma sono come un abito che si
mette sul corpo dei cittadini. Contano poco al di fuori di pratiche
sociali generatrici di una convivenza fedele ai princìpi
costituzionali. Ciò che conta è la qualità della cittadinanza attiva.
Al di là delle regole sono i cittadini e le cittadine a fare o disfare
le istituzioni. La riforma, questa o meno, dipenderà molto da chi la
usa e da come la usa. In ogni caso, chiunque vinca, restano validi i
princìpi fondamentali della Costituzione. È dovere di tutti,
'vincitori' e 'vinti', rispettarli e attuarli. La Repubblica è la casa
comune da ricostruire, cercando di prevenire le onde sismiche dei
populismi, delle ingiustizie, delle violenze economiche e sociali, del
riarmo e delle guerre...
AVVENIRE: «Votiamo. E poi si agisca con stile nonviolento». Un appello pieno di Costituzione---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" La carezza è... (Jean-Paul Hernandez) Buona attesa, dunque... (Don Tonino Bello) Vieni e rinasci in noi... (Didier Rimaud) Arrivi tardi, bello... (vignetta GIOBA) E' capace di credere al Regno di Dio solamente... (Dietrich Bonhoeffer) I bambini hanno molto da insegnare agli adulti... (Stephen Littleword) La Madonna, Vergine dell'Avvento... (Papa Francesco) Ogni vocazione richiede il dono totale di sè... (Benedetto XVI) E' sulla sabbia chi costruisce... (S. Agostino) La Luce è venuta nel mondo per... (Efrem Siro)-------------------------------------------------------------- 26 novembre - Oggi mons. Luigi Bettazzi, già Vescovo di Ivrea e Padre Conciliare, compie 93 anni.
Auguri!-------------------------------------------------------------- Etti Hillesum muore ad Auschwitz il 30 novembre 1943
Esther Hillesum, detta Etty, è stata una scrittrice olandese di origine ebraica, vittima della Shoah; i suoi manoscritti, così difficili da decifrare a causa della grafia, passarono per anni da un editore all’altro, senza che nessuno ne intuisse l’importanza, fino a che nel 1981 giunsero nelle mani dell’editore De Haan che, pubblicandoli, finalmente riportò alla luce la storia di Etty Hillesum, permettendo così ai lettori di tutto il mondo di conoscere la ricchezza di un’esperienza interiore che, anche di fronte alla sofferenza estrema, sa lodare la vita e viverla con pienezza di senso. Una volta che si comincia a camminare con Dio... Se sopravviverò a questo tempo... Apro la Bibbia e leggo... A ogni nuovo crimine o orrore... -------------------------------------------------------------- Un caro ricordo di Arturo Paoli, nato il 30 novembre 1912.
fratel Arturo ha trascorso la sua lunga vita attraverso due continenti, l’Europa e il Sud America, partecipando in prima persona a eventi che hanno fatto la storia del Novecento, teologo autore di oltre cinquanta saggi, il suo insegnamento è stato proprio quello di coniugare lo studio e la preghiera con l’ausilio agli ultimi a liberarsi dalla prigionia sociale di cui sono vittime. Fino alla fine la sua casa è stata crocevia di persone di ogni età, condizione sociale, credo religioso, stato civile. La dimensione contemplativa è il filo sotterraneo che ha sostenuto la sua intensa azione, generatrice di ricerca, di amicizia, di speranza. Ogni speranza umana è relativa... Lo so che Tu sei... (video) Omelia
Messa di ringraziamento per i 100 anni compiuti da frate Arturo il
30.11.2012. La celebrazione è avvenuta nella Chiesa di San Martino in
Vignale, annessa alla Casa Beato Charles de Foucauld dove egli viveva
dal 2006, dopo il suo rientro definitivo nel 2005 dal Brasile, e
dall'America Latina dove ha trascorso bel 45 anni della sua vita al
servizio dei poveri.
video-------------------------------------------------------------- Il 1º dicembre 1916 morì Charles Eugène de Foucauld, visconte di Pontbriand, in religione fratel Carlo di Gesù, è stato un religioso francese, esploratore del deserto del Sahara e studioso della lingua e della cultura dei Tuareg.
Padre Charles de Foucauld è stato beatificato da papa Benedetto XVI il 13 novembre 2005, durante la cerimonia, il pontefice ha dichiarato che la sua vita è "un invito ad aspirare alla fraternità universale". Padre mio, io mi abbandono a te... La massima perfezione per Gesù è... Il mondo è in una notte profonda... -------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Charles de Foucauld, il «fratello» di tutti
A
cento anni dalla sua morte, avvenuta il 1° dicembre 1916 nel deserto
algerino di Tamanrasset, il beato Charles de Foucauld ha ancora un messaggio
attualissimo da comunicare: «Anzitutto, il fulcro del suo carisma, che
è la vita quotidiana di Nazaret come testimonianza del Vangelo nella
semplicità, nell’impegno del lavoro, mantenendo sempre al centro
l’umanità che ci lega gli uni agli altri, perché siamo tutti fratelli», ricorda padre Andrea Mandonico, 61 anni, della Società delle Missioni africane, istituto missionario nato nel 1856 a Lione.
Dal
2012 è vicepostulatore della causa di canonizzazione di frère Charles,
a cui lo lega una profonda sintonia: «Mentre frequentavo il liceo in
Seminario a Crema, un compagno mi passò un libretto su di lui. Rimasi
colpito: la sua esperienza mi suggeriva come vivere la fede. Su di lui
è incentrata la mia tesi di dottorato in teologia spirituale». Il
secondo aspetto del beato che parla agli uomini e alle donne del terzo
millennio «è la vicinanza al prossimo.
Amare Dio e il prossimo sono due aspetti inscindibili. Lui si è fatto vicino al popolo tuareg in Algeria, emarginato e povero, e suggerisce a noi oggi una vicinanza agli ultimi per vedere in loro la presenza di Gesù e in chiunque si affaccia alla nostra porta la presenza di Gesù. Fra l’altro, anche i musulmani vivono la regola dell’elemosina e dell’amore al povero». In terzo luogo, Charles de Foucauld «ci ha lasciato l’eredità del dialogo: è stato un uomo che ha dialogato con tutti, perché ildialogo smonta i pregiudizi reciproci e avvicina fino a trasformarsi in amicizia per vivere la fraternità.
...
Lo
stesso padre Andrea è stato impegnato nella raccolta della
testimonianza, del dossier medico di Giovanna e della sua cartella
clinica. E riferisce che proprio
in occasione del centenario della morte di frère Charles «dalla Francia
alcuni vescovi hanno inviato al Santo Padre lettere per chiedergli la
canonizzazione anche senza un secondo miracolo, per la fama di santità». Oggi circa 20 associazioni e congregazioni fanno parte della famiglia spirituale del beato e si ispirano al suo carisma.
(fonte: Avvenire 30 novembre 2016)
Giovedì
1° dicembre ricorre il centenario della morte del beato Charles de
Foucauld, figura primaria della spiritualità cristiana recente, un uomo
che – ha detto Papa Francesco – «forse come pochi altri, ha intuito la
portata della spiritualità che emana da Nazaret»; un uomo il cui
carisma – ha osservato il teologo Pierangelo Sequeri – «fu donato e
destinato, in anticipo, per questo tempo della Chiesa».
L’ufficiale, l’esploratore
...
«Mio Dio, fa che io Ti conosca!»
...
Gesù, operaio di Nazaret
...
La stessa vita di Nostro Signore
...
Nazaret è la vita di Gesù, non semplicemente la sua prefazione
...
La lettura dei Vangeli
... Con il popolo del deserto
...
La bellezza domestica dell’insediamento evangelico ...
Fratello e familiare dei Tuareg
... La presenza eucaristica
...
Se il chicco di grano non muore
...
Charles de Foucauld e il “mistero di Nazaret”Vedi anche il nostro post precedente:
Gesù
mio fratello - Vita e Spiritualità di Charles de Foucauld e dei piccoli
fratelli di Gesù (VIDEO - Documentario di Liliana Cavani)-------------------------------------------- Charles de Foucauld è la
figura che insegna ai battezzati l’autentica natura del martirio
cristiano, troppo spesso oggi distorta nell’ideologia del
«persecuzionismo».
Fratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino e maestro di spiritualità, offre una prospettiva originale sull’esperienza del “piccolo fratello” e sulla sua eredità, a cento anni dalla morte. Paolo Affatato: Un martire senza carneficiNel giorno in cui
ricorrono i cent’anni dalla morte del «fratello universale»,
Antonella Fraccaro, delle Discepole del Vangelo, elenca alcuni punti
della sua grande eredità
Antonella Fraccaro: I sette «germi di bene» seminati da Charles de Foucauld-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere
dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente
di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini. L'era
moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le
suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle
persone più anziane. Nei
giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di
Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono
attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato
possibile pubblicare una preghiera in dialetto
siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un
momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere
nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione
appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai
nostri lettori di tutte le regioni italiane. Ci
farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri
lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un
messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it . Vi
chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale,
anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di
corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in
particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a
qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra
informazione riteniate opportuno fornirci). Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere. Preghiere in dialetto Sicilia Lu Verbu sacciu (Conosco la Parola)
e lu Verbu vogghiu diri
(e la Parola voglio raccontare)
... Preghiera segnalata da P. Gregorio Battaglia, Fraternità Carmelita Pozzo di Gotto (ME)
Segui lo Speciale: Ricordiamo che l'utilizzo del presente materiale deve essere preventivamente richiesto ed autorizzato. Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento-------------------------------------------- ...
Sardegna Deus ti salvet, Maria (Dio ti salvi Maria,)
chi ses de gratia plena:
(che sei piena di grazia:)
de gratias ses sa vena
(di grazie sei insieme fiume)
ei sa currente.
(e sorgente.)
... Preghiera segnalata da Aldo Pintor; è forse la più classica e la più nota delle preghiere sarde e viene considerata l'Ave Maria dei Sardi.
...
-------------------------------------------- ...
Emilia e Romagna (dialetto bolognese)
At ringrazi Sgnour (Ti ringrazio Signore) dei cos t' me regalé, (delle cose che mi hai regalato) al mond ch'te fat par me, (il mondo che hai fatto per me) ...Preghiera segnalata da "Gli amici di Dino Parmeggiani" (BO) ...
-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Lc 24,37-44
Ai
discepoli che domandano "quando" e "quali i
segni" della fine, Gesù risponde di "vegliare", di
stare vigilanti, per non rimanere invischiati nella routine quotidiana
che rischia di obnubilare le loro menti e non permette di percepire la
straordinarietà dell'evento incombente. Nella vita di tutti i giorni
avviene il giudizio di Dio, nelle dure fatiche del banalissimo
quotidiano si opera la salvezza o la perdizione. Per questo motivo è
necessario essere vigilanti per sapere discernere che la sua
venuta avviene sempre, ogni momento della vita, "discernimento e
vigilanza che servono per riuscire a vedere l'Emmanuele - il Dio
con noi (cf.1,23). Chi lo attende e lo riconosce, coi fatti e non
solo a parole, lo incontra come lo Sposo che viene. Diversamente è come
un ladro, che ci scassina la casa."(cit.). Allora, come nell'arca
non furono accolti tutti ma soltanto coloro che si accorsero del
disastro imminente, così nel Regno, di cui l'arca è figura, vengono
accolti soltanto quanti vivono il messaggio di salvezza di Gesù,
quanti traducono il discernimento e la vigilanza in una operosità
quotidiana fedele alla sua Parola, le cui coordinate per
la 'navigazione' sono già state indicate nel discorso
della montagna (5,1-7,28).
...-------------------------------------------- Commento
I Domenica di Avvento (Anno A) Letture: Isaia 2,1-5; Salmo 121; Romani 13,11-14; Matteo 24, 37-44 ...
Inizia
il tempo dell'Avvento, quando la ricerca di Dio si muta in attesa di
Dio. Di un Dio che ha sempre da nascere, sempre incamminato e sempre
straniero in un mondo e un cuore distratti. La distrazione,
appunto, da cui deriva la superficialità «il vizio supremo della nostra
epoca» (R. Panikkar). «Come ai giorni di Noè, quando non si accorsero
di nulla; mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito e non si
accorsero di nulla». È possibile vivere così, da utenti della vita e
non da viventi, senza sogni e senza mistero.
È possibile vivere "senza accorgersi di nulla" ...
Per
accorgersi è necessario fermarsi, in questa corsa, in questa furia di
vivere che ci ha preso tutti. E poi inginocchiarsi, ascoltare come
bambini e guardare come innamorati ...
L'altro nome dell'Avvento è vivere con attenzione. ...
Sui
campi della vita uno vive in modo adulto, uno infantile. Uno vive
sull'orlo dell'infinito, un altro solo dentro il circuito breve della
sua pelle e dei suoi bisogni. Uno vive per prendere e avere, uno invece
è generoso con gli altri di pane e di amore. Tra questi due uno solo è
pronto all'incontro con il Signore. Uno solo sta sulla soglia e veglia
sui germogli che nascono in lui, attorno a lui, nella storia grande,
nella piccola cronaca, mentre l'altro non si accorge di nulla. Uno solo
sentirà le onde dell'infinito che vengono ad infrangersi sul
promontorio della sua vita e una mano che bussa alla porta, come un
appello a salpare.
-------------------------------------------- “Vegliate!”
è la parola del Signore che fa avvenire l’Avvento, lo fa essere, lo fa
cominciare ancora una volta, creando al tempo stesso la venuta e
l’attesa. Ci sono parole, come questa, che quando risuonano hanno la
capacità dar vita a un mondo, disegnare orizzonti, rievocare immagini e
sentimenti, ma anche paure e speranze.
“Vegliate”
risuona nel momento stesso in cui attorno a noi la natura, sfinita per
i frutti, si addormenta nel sonno dell’inverno e le giornate vedono
diminuire la luce e crescere la notte. Non a caso è in questi giorni
che la Chiesa inizia la liturgia dell’Avvento, i giorni più bui
dell’anno e dunque giorni del lungo vegliare. Questi sono i giorni nei
quali la luce è desiderata e invocata più che mai, fino a Natale che,
tradizionalmente, è il giorno nel quale il sole e la sua luce tornano a
vincere le tenebre.
...
“Vegliate!”,
questa parola del Signore contiene in sé tutta l’intensità di un
imperativo. Gesù non fa una semplice esortazione, ma dà ai suoi
discepoli e a noi un comando, e dice: “Fino al mio ritorno il vostro
modo di essere credenti e il vostro modo di stare nel mondo sia un
vegliare, sia un’attendermi nella notte”.
...
Vivere l'Avvento di Goffredo Boselli, monaco di Bose-------------------------------------------- I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016
promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto
DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ
“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21)
MERCOLEDÌ 23 NOVEMBREDa
qualche tempo papa Francesco denuncia apertamente che “oggi è in atto
una guerra mondiale ideologica per distruggere il matrimonio e la
famiglia”, senza che ci si renda conto che senza famiglia non c’è una
società sana, né una Chiesa viva.
Per
rilanciare il valore e la centralità della famiglia egli si è fatto
promotore di due Sinodi (uno straordinario e l’altro ordinario) e a
conclusione di un intenso lavoro sinodale, Francesco ha donato alla
comunità dei credenti e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà
l’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia (= AL). Questo documento
mette in risalto che il matrimonio è un viaggio impegnativo, come lo è
la vita, del resto. Sfida i giovani a mettersi in gioco, con fiducia,
in questa avventura che offre la possibilità di sperimentare una grande
carica di umanità: le relazioni che crescono con il crescere delle
persone, l’emozione e la gioia di generare nuove creature,
l’accompagnamento educativo, la condivisione delle gioie e delle
difficoltà. La famiglia è il luogo naturale e insostituibile in cui si
vive “la gioia dell’amore”, con la consapevolezza che la vita familiare
è un’esperienza fragile e complessa che mette in gioco non le idee ma
le persone. Del resto -scrive il papa- “nessuna famiglia è una realtà
perfetta e confezionata una volta per sempre, ma richiede a ciascun
componente un graduale sviluppo della propria capacità di amare (AL
325).
Nei
nove capitoli di cui si compone Amoris Laetitia, il papa affronta tutte
le dimensioni del matrimonio e della famiglia: dal fondamento biblico,
alle sfide della società di oggi; dall’educazione dei figli, alle
prospettive pastorali; dal discernimento e dall’accompagnamento delle
situazioni familiari fragili o “irregolari”, ad alcuni lineamenti di
spiritualità coniugale e familiare. Al centro, il capitolo quarto
tratta “L’amore nel matrimonio”, centro e cuore di tutto il documento.
La mia riflessione sarà imperniata proprio sul discernimento circa la qualità dell’amore nella famiglia.
...
Video integrale-------------------------------------------- pubblicato su Jesus -
Rubrica "La bisaccia del mendicante"
Novembre 2016
Uno
dei temi più incandescenti nell’attuale dibattito ecclesiale è quello
riguardante chi possa prendere parte alla tavola eucaristica. Non si
dimentichi che l’attuale disciplina cattolica è rigorosa: né i non
cattolici, se non in casi particolari, né quelli che vivono
contraddizioni pubbliche al Vangelo possono parteciparvi. Da questa
norma si ricava l’esclusione di chi vive nel peccato e si ricorda che
già Paolo ammoniva i cristiani di Corinto a vigilare sulla loro
celebrazione eucaristica, perché se non sapevano discernere il corpo di
Cristo avrebbero mangiato e bevuto la propria condanna (cf. 1Cor
11,28-29). Questa istanza va presa sul serio e non può essere
misconosciuta: per l’Apostolo chi non discerne il corpo del Signore nei
poveri, nelle membra del corpo di Cristo, non mangia la cena del
Signore, disprezza la chiesa di Dio e fa arrossire i poveri.
Ma
l’esortazione di Paolo non va intesa nel senso di un divieto rivolto a
chi è indegno moralmente, perché tutti i cristiani sono e restano
peccatori, anche quando si accostano all’eucaristia. Non si tratta di
una dignità che dipende dall’essere irreprensibili, ma di un
discernimento (diákrisis) del corpo del Signore nella realtà
quotidiana. Chi va alla cena del Signore, si sente indegno fino
all’ultimo momento (“Signore, non sono degno di partecipare alla tua
tavola…”), vi si accosta come un peccatore che confida nella
misericordia di Dio che sempre lo perdona, è convinto che l’eucaristia
non sia un premio per chi è virtuoso, per i buoni, ma un sostegno per i
deboli e un viatico per i peccatori (come ha affermato già Benedetto
XVI prima di Francesco).
...
-------------------------------------------- Settimana di spiritualità 2016 promossa dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto "IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani" 6 agosto 2016 Il
Concilio in questo documento ascolta il mondo e la storia per ricevere
quanto di meglio il mondo e la storia sulla libertà religiosa sul
diritto della libertà religiosa … l’atto di fede deve essere atto libero non costretto … la verità non deve essere astratta ma correlata alla persona umana Il Concilio fonda la libertà religiosa sulla dignità della persona umana … video prima parte video seconda parte-------------------------------------------- Care sorelle e cari fratelli,
gioia e pace nel Signore Gesù.
È
arrivato, puntuale come sempre, il tempo di Avvento. Tempo in cui ogni
desiderio di futuro si lascia educare dal dono del futuro di Dio che
viene a noi. Tempo in cui ogni progettualità, seppur buona e
necessaria, si pone in ascolto di quanto Dio semina in tutti gli
uomini, credenti e non-credenti. E così i bisogni diventano desideri ed
il nostro "io" impara a fidarsi del "tu" di Dio, del dono che
sopravanza ogni speranza.
Inizia così un nuovo anno liturgico, portatore dell’abbondanza della grazia di Dio e della sua misericordia.
Sì, ancora una volta la misericordia di Dio.
...
Il
valore assolutamente centrale della misericordia emerge in tutti gli
ambiti della Chiesa. Non c’è nessun luogo veramente ecclesiale che non
sia rivelativo e custode della misericordia di Dio. Ma è soprattutto
nella Parola santa di Dio, custodita nelle Sacre Scritture, che
risplende il dinamismo della misericordia. L’ascolto della Parola, nei
vari modi e contesti possibili e specialmente nella lectio divina (cfr
MM 7), è il luogo dove si manifesta alla luce dell’abbondanza della
misericordia di Dio la trasformazione del nostro cuore, da cuore di
pietra a cuore di carne (cfr Ez 36,26). Nell’ascolto orante della
Parola veniamo convinti da Dio stesso.
L’Avvento
è tempo di speranza e perciò tempo di gioioso impegno e di fecondo
cambiamento. Ci fa aprire alla Parola di Dio che viene ancora a
prendere carne in mezzo a noi. È tempo di ascolto del Signore. Lui ci
fa guardare il mondo e la storia umana con i suoi occhi. Lui ci parla
nella sua Parola e ci conduce per mano verso la trasfigurazione
definitiva della storia, quando si accenderà il suo Giorno, il giorno
del suo ritorno definitivo come Signore della storia trasfigurata e
riscattata dal male, dagli operatori di iniquità e di violenza, dalla
guerra, dall’ingiustizia dalla morte, che la Scrittura chiama l’ultimo
nemico.
Ecco
perché, già a partire da questo tempo di avvento e poi nei prossimi
tempi di quaresima e di pasqua, nella nostra amata Chiesa di Palermo
siamo chiamati tutti a fermarci ed ascoltare la Parola di Dio. Non un
esercizio formale e rituale, ma piuttosto un esercizio esistenziale, un
cuore a cuore che trasforma la vita di ogni credente. Insieme ai
Consigli Pastorale e Presbiterale ci siamo detti che quest’anno daremo
più spazio all'ascolto di Dio e fra noi. Non c’è migliore occasione di
questi centri di ascolto della Parola di Dio per vivere insieme sotto
la luce dell’invocazione dello Spirito l’ascolto di Dio e l’ascolto
fraterno – lectio e collatio – che poi si trasformano in preghiera contemplativa – oratio e contemplatio –.
Il
vostro Vescovo è con voi. Lo sapete bene. Cammina con voi. Per primo
ascolta la Parola. Per primo vi ascolta. Insieme, nella comune
obbedienza a questa Parola di salvezza, procediamo con gioia nei
sentieri che Dio ha tracciato per noi in attesa del compimento del
Regno, quando il Signore Gesù ritornerà nella gloria.
-------------------------------------------- Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
7 agosto 2016
"...
Chi si lascia conquistare da Dio, coinvolgere da Dio, é chiamato ad un
destino di felicità, di beatitudine, di gioia, di bellezza di vita. ... video-------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tra i decreti della Congregazione per
le cause dei santi resi noti oggi c’è anche quello sul martirio di un
«fidei donum» americano, ucciso nel 1981 dagli squadroni della morte
nel pieno del genocidio. Minacciato aveva scelto di tornare, per non
abbandonare il proprio gregge
Sarà beato padre Rother, morto per gli indios del Guatemala--------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Alle
ore 10,40 di lunedì 28/11/2016, nella Sala del Concistoro del Palazzo
Apostolico, Papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti alla
Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, in corso in Vaticano
dal 25 al 29 novembre sul temaScienza e Sostenibilità. Impatto delle conoscenze scientifiche e della tecnologia sulla società umana e sul suo ambiente.
Era presente all'udienza anche Stephen Hawking, il noto astrofisico britannico gravemente disabile.
Riportiamo di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti:
...
Mai
come nella nostra epoca è apparsa evidente la missione della scienza al
servizio di un nuovo equilibrio ecologico globale. E al tempo stesso si
sta manifestando una rinnovata alleanza tra la comunità scientifica e
la comunità cristiana, che vedono convergere i loro diversi approcci
alla realtà verso questa finalità condivisa di proteggere la casa
comune, minacciata dal collasso ecologico e dal conseguente aumento
della povertà e dell’esclusione sociale. Mi rallegro del fatto che voi sentiate profondamente la solidarietà che
vi lega all’umanità di oggi e di domani nel segno di tale sollecitudine
per la madre terra. Un impegno tanto più degno di stima in quanto è
pienamente orientato alla promozione dello sviluppo umano integrale, della pace, della giustizia, della dignità e della libertà dell’essere umano. Prova
ne sono, oltre alle opere compiute nel passato, i molteplici temi che
vi proponete di affrontare in questa sessione plenaria, che vanno dalle
grandi novità della cosmologia, alle fonti di energia rinnovabili, alla
sicurezza alimentare, fino ad un appassionante seminario sul potere e i
limiti dell’intelligenza artificiale.
Nell’Enciclica
Laudato si’ ho affermato che «siamo chiamati a diventare gli strumenti
di Dio Padre perché il nostro pianeta sia quello che Egli ha sognato
nel crearlo e risponda al suo progetto di pace, bellezza e pienezza». Nella
modernità, siamo cresciuti pensando di essere i proprietari e i padroni
della natura, autorizzati a saccheggiarla senza alcuna considerazione
delle sue potenzialità segrete e leggi evolutive, come se si trattasse
di un materiale inerte a nostra disposizione, producendo tra l’altro
una gravissima perdita di biodiversità. In realtà, non siamo i custodi
di un museo e dei suoi capolavori che dobbiamo spolverare ogni mattina,
ma i collaboratori della conservazione e dello sviluppo dell’essere e
della biodiversità del pianeta, e della vita umana in esso presente. La
conversione ecologica capace di sorreggere lo sviluppo sostenibile
comprende in maniera inseparabile sia l’assunzione piena della nostra responsabilità umana nei confronti del creato e delle sue risorse, sia la ricerca della giustizia sociale e il superamento di un sistema iniquo che produce miseria, disuguaglianza ed esclusione.
...
In
questo quadro generale, degna di nota è la debole reazione della
politica internazionale – anche se vi sono lodevoli eccezioni –
riguardo alla concreta volontà di ricercare il bene comune e i beni universali, e la facilità con cui vengono disattesi i fondati consigli della scienza sulla situazione del pianeta. La
sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza che cercano
anzitutto il profitto è dimostrata dalla “distrazione” o dal ritardo
nell’applicazione degli accordi mondiali sull’ambiente, nonché dalle
continue guerre di predominio mascherate da nobili rivendicazioni, che
causano danni sempre più gravi all’ambiente e alla ricchezza morale e
culturale dei popoli.
Ma
malgrado tutto questo non perdiamo la speranza, e cerchiamo di
approfittare del tempo che il Signore ci dà. Ci sono anche tanti segni
incoraggianti di un’umanità che vuole reagire, scegliere il bene
comune, rigenerarsi con responsabilità e solidarietà. Insieme ai valori
morali, il progetto dello sviluppo sostenibile e integrale è in grado
di dare a tutti gli scienziati, in particolare a quelli credenti, un
forte slancio di ricerca.
...
video-------------------------------------------- Dolore
e commozione a Massafra, piccolo comune pugliese in provincia di
Taranto, per la prematura scomparsa di una bimba di soli nove anni,
vinta da una terribile malattia.
... Ecco la lettera del Papa:
“Carissima Paolina,
le
tue foto sono sulla mia scrivania, perché nel tuo sguardo veramente
speciale io vedo la luce della bontà e dell’innocenza. Grazie per
avermele inviate!
Leggi questa lettera insieme alla tua mamma e il bacio che ora ti darà sarà il bacio del Papa.
Unisco
le mie mani alle tue e a quelle di tutti coloro che stanno pregando per
te. Così facciamo una catena lunga che, sono sicuro, arriverà fino al
cielo. Però ricordati che il primo anello di questa catena sei tu,
perché hai Gesù nel tuo cuore! Ricordalo!
Perciò
parla con lui, parla di te a lui, ma parla anche della mamma e del papà
che hanno tanto bisogno di essere aiutati e confortati davanti ai passi
così difficili che affrontano.
Sarai certamente bravissima a suggerire a Gesù cosa fare per loro!
Ricordati,
per favore, di dirgli cosa deve fare anche per me, mentre io gli
ricorderò cosa deve fare per te. Ti abbraccio forte forte e ti benedico
con tutto il cuore, insieme ai tuoi genitori e ai tuoi cari.
Francesco”
-------------------------------------------- La prefazione del Papa a un libro di carcerati
Le foto dei tatuaggi che raffigurano temi cristiani
LA LETTERA DEL PAPA
Cari amici, san Pietro e san Paolo, i fondatori della Chiesa di Roma, della quale sono Vescovo, hanno conosciuto la
prigionia. Sono stati carcerati. Ogni volta che varco la porta di un
carcere, guardando i volti delle persone che incontro, penso sempre:
perché loro e non io? Siamo tutti peccatori, bisognosi della
misericordia di Dio che ci solleva, ci perdona e ci dà speranza. Grazie
per il dono di questo libro, Vi abbraccio, vi sono vicino, vi porto
tutti nel cuore, vi benedico, prego per voi e per le vostre famiglie.
Chiedo a voi di pregare per me.
Franciscus
Pronto,
sono Francesco. Ho pensato che possiamo fare più in fretta se la mia
prefazione ve la detto al telefono... Ha carta e penna per scrivere?».
Usando un termine abusato dalla politica, si potrebbe dire che Dio è
anche Signore della semplificazione. Non hanno dubbi, infatti, gli
autori che dietro al loro libro ci sia il Suo zampino e non tanto per
ragioni evidenti, essendo un testo che, a modo suo, tratta di Lui ma
proprio per le modalità con cui l’opera è nata. Gli indizi sono
disseminati lungo il percorso che ha portato a Cristo dentro (Itaca
editore), libro firmato da Francesca Sadowski (medico chiavarese,
direttore di Fisiosport a Villa Ravenna, presidente di Cdo), Pino
Rampolla (fotografo) e don Eugenio Nembrini e che a torto si
definirebbe solo fotografico, anche se racconta per immagini il
rapporto di alcuni detenuti con la fede, attraverso i loro
tatuaggi.
...Guarda la scheda del libro Cristo dentro (c'è anche l'opportunità di sfogliarne alcune pagine)
-------------------------------------------- Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
8 agosto 2016
Come leggere il nostro tempo ….
--------------------------------------------Le sfide che ci interpellano oggi: 1) Le nuove generazioni; 2) I poveri; 3) I migranti. Da insegnante, empiricamente, penso che don Puglisi aveva ragione affermando che nei giovani rinascono ricerche di senso ... La grande sfida é accoglierli con i lori bisogni ma anche con i loro sogni ... Credo che per la Chiesa la sfida resti dei luoghi in cui coltivando il Vangelo si consegna alla storia uno strumento di fondo: la parola che fa uguali. La scuola. .. videoAlla
Gregoriana lezioni sull’enciclica. Lasheras: «Sempre più attuale il
rapporto religione-sviluppo. Le critiche? Si vorrebbe che i Papi non si
occupassero di questi temi»
Mancano quattro mesi al cinquantesimo anniversario dell’enciclica di Paolo VI «Populorum progressio», pietra miliare del magistero sociale della Chiesa e inizia il pomeriggio del 1° dicembre presso la Pontificia Università Gregoriana un ciclo di lezioni pubbliche intitolato «Lo sviluppo sostenibile. Dalla Populorum Progressio ad oggi», che si protrarrà fino a maggio 2017. Giuseppe Savagnone: “Populorum progressio”, profezia inascoltata e criticata-------------------------------------------------------------- Parla l’uomo che ha lanciato l’idea raccolta dal Papa nella sua lettera apostolica. «Il loro posto è nel cuore della chiesa»
Giorgio Bernardelli: Villemain: “La Giornata mondiale dei poveri? Un segno per tutti”--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 26/11/2016:
Dopo il Giubileo è tempo di guardare avanti...27/11/2016:
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