"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°41 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 15 al 21 ottobre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 4 novembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






I NOSTRI TEMPI


(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


La guerra sporca dell’Italia in Yemen - La denuncia-inchiesta di Avvenire: bombe italiane da Cagliari allo Yemen - Quando si dice armi di Tonio Dell'Olio - La Marcia della pace e della fraternità del 9 ottobre


Quando si dice armi
di Tonio Dell'Olio
Mentre il popolo della pace marciava tra Perugia e Assisi, il ministro della difesa, tornata da una visita istituzionale in Arabia Saudita (4 ottobre – San Francesco), minacciava querele contro chi semplicemente chiedeva di conoscere i contenuti dei colloqui e, soprattutto, degli accordi siglati in materia di trasferimento di sistemi d’arma. Due giorni prima la stessa ministro aveva aperto una conferenza sul diritto internazionale umanitario e il ministro degli esteri esprimeva la propria condanna per il bombardamento dell’aviazione saudita che ha ucciso 155 persone che partecipavano a un funerale nella capitale di quel Paese. Il tutto mentre solo due giorni prima la Procura di Brescia apriva un fascicolo per indagare sui carichi di bombe partiti da un’industria armiera (RWM) sita in Sardegna (Domusnovas) molto probabilmente proprio con destinazione Arabia Saudita. Mi pare che vi siano ragioni più che sufficienti per continuare a marciare, a farsi sentire, a vigilare su chi ci rappresenta e a denunciare le complicità internazionali che avvengono sotto la spinta delle industrie di armi. Basta parole generiche contro la produzione, commercio e traffico di armi che sostengono (o causano?) i conflitti traendone profitti stellari. Anche le parole di condanna di Papa Francesco devono essere tradotte e applicate concretamente nei diversi contesti, altrimenti vengono svuotate della loro forza propulsiva.
(Fonte: mosaico dei giorni del 11 ottobre 2016)
La denuncia di Avvenire
Inchiesta, bombe italiane da Cagliari allo Yemen
di Nello Scavo
  Inchiesta, bombe italiane da Cagliari allo Yemen

Bombe «italiane» allo Yemen, 
il giallo divieti
di Nello Scavo
  Bombe «italiane» allo Yemen, il giallo divieti
La risposta del ministro della Difesa, Roberta Pinotti,
 question time del 12 ottobre 2016, 
ad una interrogazione dell’M5S sul presunto utilizzo di bombe 
con codice del Ministero della Difesa nel conflitto in corso in Yemen.
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  Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen
La guerra sporca
dell’Italia in Yemen
di Giorgio Beretta,
Analista dell’Osservatorio Permanente sulle armi 
leggere e le politiche di difesa e sicurezza di Brescia
  La guerra sporca dell’Italia in Yemen di Giorgio Beretta
9 OTTOBRE 2016 - MARCIA PERUGIA-ASSISI
PER LA PACE E LA FRATERNITÀ
  video

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POVERTA' IN ITALIA - Sono i giovani i nuovi poveri - Rapporto 2016 di Caritas Italiana su povertà ed esclusione sociale dal titolo "Vasi comunicanti"

Presentato oggi 17 ottobre 2016 il Rapporto Caritas per il 2016, e per la prima volta in Italia viene ribaltato il modello secondo il quale gli anziani sono più indigenti. La mancanza di lavoro sta distruggendo un'intera generazione di giovani. E al Sud le richieste di aiuto arrivano dagli italiani più che dagli stranieri.
In Italia vivono, spiega lo studio, in uno stato di povertà 1 milione 582 mila famiglie, un totale di quasi 4,6 milioni di individui. Si tratta del numero più alto dal 2005 ad oggi. A questi si sommano 153.842 migranti sbarcati nelle coste italiane solo nel 2015. La risposta: «L’unica strada percorribile è quella di un Piano Pluriennale di contrasto alla povertà, che porti alla introduzione nel nostro Paese di una misura universalistica contro la povertà assoluta», si legge nel Rapporto
Il Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia (e alle porte dell’Europa) della Caritas Italiana nella sua edizione del 2016 si colloca in una particolare congiuntura storico-sociale. Il 2015 è stato infatti definito come l’annus horribilis per i movimenti migratori, non solo per l’elevato numero di rifugiati, sfollati e morti registrati, ma anche per l’incredibile debolezza ed egoismo che molti Paesi hanno dimostrato nell’affrontare quella che, innanzitutto, si è rivelata una emergenza umanitaria.
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    Scheda di sintesi Rapporto povertà 2016 "Vasi Comunicanti"
  Rapporto integrale povertà 2016 "Vasi Comunicanti" (PDF)
Servizio TG2000
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L'evoluzione della povertà in Italia
 nel commento di Paolo Beccegato, Caritas Italiana
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E’ roba made in Italy, venduta agli arabi, quella che fa strage di civili nello Yemen.  Gli ambigui rapporti di amicizia tra la ministra Pinotti e i migliori amici dell’Isis

 
Enrico Baldin: 
  Con che armi l’Arabia Saudita sta facendo la guerra nello Yemen?

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Centocinquanta chili di tritolo sono nascosti da qualche parte, a Palermo, ancora una volta per uccidere un servitore dello Stato. Basterebbe già questo dato a far allarmare i vertici più alti delle nostre istituzioni. Dalle pagine di questo giornale, così come in altri quotidiani, avete letto le ultime notizie sul progetto di morte che vede al centro del mirino il sostituto procuratore Nino Di Matteo.

  Giorgio Bongiovanni:   Attentato a Di Matteo: perché lui, perché ora


Provvedimento urgente dei pm di Caltanissetta anche per l'avvocato Cappellano Seminara e per altri cinque indagati. Il sequestro ammonta a 900 mila euro in totale

  Salvo Palazzolo:   Caso Saguto, la Finanza sequestra i beni all'ex magistrato antimafia

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La risoluzione sulla necessita di proteggere il patrimonio culturale palestinese e il carattere distintivo di Gerusalemme Est, adottata qualche giorno fa a Parigi dalla Commissione UNESCO “Programme and External Relations”, non aiuta affatto il processo di pace tra israeliani e palestinesi, anzi contribuisce a gettare benzina sul fuoco in un territorio dove di combustibile pronto a bruciare ce ne e sin troppo. Cio che ha fatto da maggior detonatore alle proteste internazionali e stato, soprattutto, l’aver voluto usare, in quella risoluzione, solo i nomi arabi per definire i luoghi santi della Citta Vecchia di Gerusalemme compreso il Muro Occidentale, meglio conosciuto come Muro del Pianto, e il Monte del Tempio dove oggi si trovano le due Moschee che compongono l’Al-Haram al-Sharīf. Un modo, questo, voluto e cercato soprattutto per cercare di negare ogni collegamento di quei luoghi contesi con l’ebraismo.

 
Damiano Serpi: 
  Gerusalemme Est, quando anche l'UNESCO sbaglia


Sulla base di una proposta di alcuni Paesi arabi, e con un’alzata di mano di altri che vi hanno aderito, è stata negata l’identità ebraica di Gerusalemme e dei suoi storici luoghi di preghiera e raccolta, di pianto e feste, di inno alla vita e alla libertà ritrovata. Diverse le civiltà del passato che hanno violato e distrutto il nostro Tempio. Diverse le ragioni che nei secoli hanno fatto percorrere ai pellegrini la lunga distanza dai remoti luoghi di provenienza. Come non comprendere che oggi gruppi estremisti e aggregazioni di ogni genere, che di civile nulla detengono, cercano la distruzione e l’annientamento? Come accettare che l’Unesco, agenzia preposta allo sviluppo della cultura, si esprima in tal modo?
Per ben due volte, a distanza di pochi giorni, nonostante chiari segnali d’allarme, il rappresentante italiano ha scelto attraverso l’astensione di rimanere in silenzio. Un silenzio che dimentica le raffigurazioni riportate sull’Arco di Tito. Un silenzio assordante. Un silenzio che concorre ad un negazionismo contro il quale oggi tutti alziamo la voce. 

  Noemi Di Segni:   Caro Presidente, il voto all'Unesco ha feroto gli ebrei

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Le testimonianze di due preti che lanciano un drammatico appello: fermare le violenze ora o sarà la fine per tutti. «Nessuno tra i fedeli islamici crede in Daesh»

  Luca Attanasio:   Il grido disperato di Aleppo ovest

#bellsforaleppo: si intitola così l’iniziativa partita il 12 ottobre dalla Parrocchia luterana di Kallio, nella capitale finlandese di Helsinki, e che sta coinvolgendo sempre più chiese di tutte le denominazioni e in numerosi Paesi d’Europa e non solo. Ogni giorno, infatti, alle 17.00, le chiese aderenti fanno risuonare le proprie campane a lutto per ricordare la Siria e i suoi morti e chiedere la fine di questo massacro.

  RADIO VATICANA:   Al via iniziativa Campane per Aleppo, per dire no al massacro


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La protesta pacifica è stata organizzata dall'associazione Dhuumcatu, che rappresenta la comunità del Bangladesh nella Capitale. I fedeli chiedono risposte all'amministrazione comunale e spazi per le loro attività religiose

  REPUBBLICA:   Roma, musulmani in preghiera al Colosseo: "Quello al culto è un diritto costituzionale"

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Viaggio nella comunità ebraica di Tunisi. Parla il capo della Grande Sinagoga Bato Hattab, padre di Yoav, assassinato a 21 anni il 9 gennaio 2015 al supermercato kosher di Parigi

  Luca Attanasio:   Il rabbino: “Mio figlio ucciso dall’Is. Ma con l’islam si vive in pace”


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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  Troppo spesso i credenti si sono fermati ad una fede corretta ed esteriore...  (Thomas Merton)
  La preghiera è il respiro della fede...  (Papa Francesco)
...Vita e preghiera sono unite in modo inscindibile, la vita stessa diventa preghiera quando è piena delle parole e Gesti di Gesù, e la preghiera che in modo insistente è riempita di Vangelo, diventa vita.Giovanni don
   ... Non ti stufi ad ascoltare tutte le preghiere che fanno gli uomini?... (vignetta GIOBA)
  Chi accumula ricchezze solo per sè... (Anselm Grun)
  Pregare... non per vincere la guerra, ma...  (Papa Francesco)
  Partono i discepoli a due a due...  (P. Ermes Ronchi)
  Vivere nell'attesa del Signore... (Card. Carlo Maria Martini)
  La Parola di Dio è come un fuoco che brucia... (Gianfranco Ravasi)
  Signore aiutaci a scorgere la Tua presenza... 

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Memoria liturgica di Santa Teresa di Gesù (d'Avila) al secolo Teresa de Cepeda y Ahumada, riformatrice del Carmelo, Madre delle Carmelitane Scalze e dei Carmelitani Scalzi; "mater spiritualium" (titolo sotto la sua statua nella basilica vaticana); patrona degli scrittori cattolici (1965) e Dottore della Chiesa (1970): prima donna, insieme a S. Caterina da Siena, ad ottenere tale titolo.

  La cosa più importante è...
  Non permettiamo mai che il nostro cuore...
  La preghiera non è qualcosa di statico...
  La santità non consiste nel far cose ogni giorno più difficili...
  Se qualche volta cadete non dovete così avvilirvi...
  Certo bisogna imparare a pregare...

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«Nada te turbe, nada te espante: quien a Dios tiene nada le falta. Nada te turbe, nada te espante. Solo Dios basta». 
Questo bellissimo canto (eseguito in questa versione da Mina) riprende il cuore del pensiero di Santa Teresa d'Avila: Niente ti turbi, niente ti rattristi. Tutto dilegua, Dio solo non si muta. Con la pazienza tutto ottieni. Non manchi di nulla se hai Dio nel cuore. Il suo amore basta. (Teresa d' Avila)


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Pamela Villoresi in "Teresa d’Avila", nello spettacolo "Un castello nel cuore" di Michele Di Martino, con la regia di Maurizio Panici - Breve estratto

  video

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16 ottobre 2016 - Elisabetta della Trinità, una mistica carmelitana, nata e vissuta a Digione a cavallo tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, beatificata da Giovanni Paolo II e oggi proclamata santa proprio da Papa Francesco

  Mi sembra che l'anima più debole, persino la più colpevole...

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17 OTTOBRE GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTÀ 
Uniamo le nostre forze, morali ed economiche, per lottare insieme contro la povertà che degrada, offende e uccide tanti fratelli e sorelle, attuando politiche serie per le famiglie e per il lavoro.
Papa Francesco Angelus 16/10/2016


 
Uniamo le nostre forze, morali ed economiche...
(Papa Francesco)

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21 ottobre - Memoria liturgica P. Pino Puglisi

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  E' importante parlare di mafia...
  Siamo testimoni della speranza!...
  Pensiamo a quel ritratto di Gesù...
  Nessun uomo è lontano dal Signore...

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Oggi ricorre la memoria del prete ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993 a Palermo e beatificato il 25 maggio 2013. Don Pino sorrise al killer che gli sparò sotto casa. Nel quartiere Brancaccio di Palermo, dilaniata dalla guerra delle cosche mafiose, riuscì a coinvolgere nei gruppi parrocchiali molti ragazzi strappandoli alla strada e alla criminalità. «Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto», ha detto papa Francesco, «li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto»

  FAMIGLIA CRISTIANA:   PADRE PINO PUGLISI, IL PRETE CHE COMBATTEVA LA MAFIA COL SORRISO


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Santa Teresa d'Avila secondo Gian Lorenzo Bernini


Santa Teresa d'Avila 
secondo Gian Lorenzo Bernini
Breve estratto video della puntata 
"Simon Schama e il potere dell`Arte – Bernini"
La Transverberazione di santa Teresa d'Avila (1647 – 1652) (nota anche come Estasi di santa Teresa) è una scultura in marmo e bronzo dorato posta nella chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma, nella cappella Cornaro.
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"Un castello nel cuore" - Pamela Villoresi in "Teresa d’Avila" (Video Integrale)

TERESA D’AVILA. UN CASTELLO NEL CUORE di Michele Di Martino. Consulenza teologica di P. Antonio Maria Sicari ocd e P. Fabio Silvestri ocd. Regia di Maurizio Panici. Musiche di Luciano Vavolo. Impianto scenico di Carlo Bernardini. Costumi di Lucia Mariani. Disegni di Laura Riccioli. Elaborazioni grafiche visuali di Andrea Giansanti. Luci di Roberto Rocca. Con Pamela Villoresi e con Fabrizio Checcacci, Alessia Spinelli, Maurizio Panici (voce e canto)
PAMELA VILLORESI: «Per me Santa Teresa D’Avila è stato amore a prima vista, un innamoramento, quando nel 1980, ero in tournée con il Piccolo Teatro, insieme a Giorgio Strehler, ...Ho ammirato come Santa Teresa, una donna nel 1500, avesse avuto la forza di determinare la sua vita, di riformare l’ordine del Carmelo, così da riportare la vita monastica alla povertà e alla meditazione. Per esempio ha impedito alle monache ricche di essere servite e venerate dalla altre monache, riportando l’ordine sia maschile sia femminile al rigore e alla povertà, viaggiando a dorso di mulo per raccogliere l’elemosina. Un punto nodale del suo percorso mistico, che ho voluto mettere in evidenza nello spettacolo, è la meditazione, in un rapporto intimo di contemplazione della Trinità. Ho voluto anche riunire brani del suo fitto epistolario in cui racconta come viene ostacolata per il suo piglio innovatore dai carmelitani non riformati, a causa dei quali subisce due processi dalla Santa Inquisizione, uscendone a testa alta. Emerge così una donna con un coraggio e una forza da leone, che non si arrende davanti ai soprusi, che fonda 17 conventi femminili e 15 maschili con l’aiuto di Giovanni della Croce, anche lui contrastato dai fratelli calzati.» 
GUARDA L'INTERVISTA
  video
  LA PRIMA PARTE DELLO SPETTACOLO
   LA SECONDA E ULTIMA PARTE DELLO SPETTACOLO

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Alla scuola di San Luca di Antonio Savone


Cosa apprendiamo alla scuola di Luca?
La tradizione ci restituisce tre tratti di Lc: medico, amico, storico. Medico, cioè uno che conosce bene ciò che affligge il nostro cuore e il nostro corpo; amico, uno che coltiva fino in fondo l’amicizia con Paolo, che non doveva certo essere un amico facile; storico, uno che sa far parlare i fatti.
Alla scuola di Lc apprendiamo anzitutto il primato dello Spirito Santo. ...
Alla scuola di Lc apprendiamo poi il primato della misericordia. ... Alla scuola di Lc apprendiamo come essere discepoli: egli che pure non ha conosciuto Gesù di persona, sa narrare di lui con una dolcezza unica perché è entrato nel cuore stesso del Signore Gesù.
Lc si misura con cristiani provenienti dal paganesimo. Come pensa di accostare quel suo mondo? Svolgendo accurate ricerche sulla vicenda di Gesù, documentandosi dettagliatamente sui fatti che intende raccontare. Non ci troviamo anche noi di fronte ad un mondo ridiventato pagano? Come lo accostiamo? ...
  Alla scuola di S. Luca

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LA MISERICORDIA, VOLTO DI DIO, VOLTO DELL’UOMO - HOREB n.2/2016 (n. 74)

E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it

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DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016


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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Ottobre 2016 - I mezzi di comunicazione al servizio di una cultura dell'incontro


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Vangelo: Lc 18,1-8
Una superficiale lettura del primo versetto della pericope può trarre in inganno su cosa significhi: "bisogna pregare sempre senza stancarsi (egkakein, lett.= incattivirsi)". Gesù non intende certo darci un altro insegnamento sulla preghiera o sulla insistenza della stessa. Di questo ha già ampiamente parlato in precedenza ai capitoli 11 e 12. Questo brano vuole invece rispondere alla domanda che sale da tutta la Chiesa: perché il Regno fatica ad instaurarsi e il Signore ancora non viene? La comunità si sente come la vedova, priva di uno Sposo che sembra rimanere insensibile ai suoi "pugni negli occhi"(Ypopiazo = colpire sotto gli occhi), alla sua continua e molesta insistenza. 
Il Signore tarda a venire perché noi siamo indifferenti a lui, ed il suo Regno di misericordia e di amore non sta al centro, nel cuore dei nostri desideri. Questa è la ragione per cui bisogna pregare sempre senza diventare cattivi." L'invocazione: 'Venga il tuo Regno' è il cuore della preghiera che Gesù ci ha insegnato. L'uomo è incapace di realizzare il Regno. E' un dono del Padre! Egli può soltanto accoglierlo. E lo accoglie solo chi lo attende. E lo attende solo se lo desidera" (cit.). La preghiera dell'uomo permette al Padre di venire e di essere accolto. L'invocazione orante infatti ci rende capaci di scorgere i piccolissimi semi del Regno, resosi già presente nella storia dolorosa e nascosta dei  piccoli, dei poveri, degli ultimi.
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"La lezione di preghiera della vedova che non si arrende" di p. Ermes Ronchi - XXIX Domenica Tempo Ordinario - anno C


Commento
XXIX Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture: Esodo 17,8-13; Salmo 120; 2 Timoteo 3,14-4,2; Luca 18,1-8
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... Disse una parabola sulla necessità di pregare sempre. E a noi pare un obiettivo impossibile da raggiungere. Ma il pregare sempre non va confuso con il recitare preghiere senza interruzione, Gesù stesso l'ha detto: quando pregate non moltiplicate parole. Vale più un istante nell'intimità che mille salmi nella lontananza (Evagrio il Pontico). Perché pregare è come voler bene. Infatti c'è sempre tempo per voler bene: se ami qualcuno, lo ami sempre. Così è con Dio: «il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace. Se tu desideri sempre, tu preghi sempre» (S. Agostino)....
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E se la porta della misericordia fossi tu? di Alessandro D’Avenia


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Sono segnali tenui quelli della misericordia, ma troppo poco noi li cerchiamo, sono in quel sussurro di vento leggero in cui il profeta Elia trovò il Signore, perché mentre la tempesta non lascia scampo, il sussurro del vento, che non sai da dove venga e dove vada, richiede attenzione e ci lascia liberi: «Perciò prova, la prossima volta che ci passi davanti, prova a spingere l’uscio senza nome. Vedrai come cede. Dolcemente ruoterà sui cardini, un impulso irragionevole ti indurrà ad entrare, resterai sbalordito». 

Potremmo lasciarci sorprendere più spesso da questa fonte di perdono che rinnova ogni nostro gesto, relazione, caduta, fallimento o gioia, basterebbe riscoprire il dono della confessione. Eppure qualcosa dentro di noi resiste, nonostante la vicinanza della porta di fronte alla quale passiamo tutti i giorni: «Ma tu non provi ad aprire, indifferente, ci passi davanti, su e giù per le scale, mattina e sera, estate e inverno, quest’anno e l’anno prossimo, trascurando l’occasione».
Ma forse la ricerca, rincara il narratore, è ancora più facile: «Ma come escludere che sia ancora più vicino colui che ti vuol bene? Mentre tu leggi queste righe egli forse è di là dalla porta, bada, nella stanza accanto; se ne sta quieto ad aspettarti, non parla, non tossisce, non si muove, non fa nulla per richiamare l’attenzione. A te scoprirlo. Ma tu, uomo, non ti alzi nemmeno, non apri la porta, non accendi la luce, non guardi. Oppure, se vai, non lo vedi. Egli siede in un angolo, tenendo nella destra un piccolo scettro di cristallo, e ti sorride. Però tu non lo vedi. Deluso, spegni, sbatti la porta, torni di là, scuoti il capo infastidito da queste nostre assurde insinuazioni: fra poco avrai dimenticato tutto. E così sprechi la vita». 
Senza misericordia la vita va sprecata.
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Il discernimento spirituale di Enzo Bianchi

Il discernimento spirituale
di Enzo Bianchi
pubblicato su Jesus - 
Rubrica "La bisaccia del mendicante" 
Ottobre 2016
Discernimento spirituale. Espressione ormai non più estranea al vocabolario quotidiano dei cristiani, ma il cui uso sovente rivela che come il reale significato resti sostanzialmente oscuro: si direbbe che se ne parla senza volerlo davvero conoscere…
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Se ciascuno di noi e la chiesa nel suo insieme sapessimo esercitare meglio il grande dono di Dio del discernimento, forse molte vocazioni sarebbero più feconde, la vita ecclesiale sarebbe più ricca di doni e meno conflittuale, la carità risplenderebbe in tutto il corpo ecclesiale e nella compagnia degli uomini. Quando però nella chiesa non si esercita il discernimento, allora occorre denunciarlo con chiarezza: la Parola di Dio rimane distante e incapace di ispirare la vita dei cristiani, i quali non sono più sotto la guida dello Spirito, ma camminano come ciechi, senza sapere dove andare.
(fonte Jesus)

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Dal 15 al 22 settembre 2016 si è tenuta a Chieti, su invito dell’arcivescovo mons. Bruno Forte e con il sostegno della Conferenza episcopale Italiana, la 14a sessione plenaria della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa.

 
Gianfranco Brunelli: 
  Mons. Bruno Forte: Primato e sinodalità

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Lo ha detto il Pontefice ricevendo in udienza i partecipanti a un convegno di pastorale vocazionale. Il monito: «Non ridurre la fede a un libro di ricette o a un insieme di norme da osservare». Ai vescovi : vigili e prudenti su chi entra in seminario

 
Jacopo Scaramuzzi: 
 Il Papa: triste quando un prete vive chiuso nella fortezza della canonica

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni

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NUOVO VESCOVO PER LA DIOCESI DI MESSINA!!
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Benvenuto a Mons. Giovanni Accolla appena nominato, dopo una lunga attesa, alla guida dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
Auguriamo a lui buon lavoro nella speranza che riesca a rivitalizzare una diocesi da tempo in gravi difficoltà portando una carica di energia positiva nella fedeltà a Cristo!
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Ecco il comunicato ufficiale:
Nomina dell’Arcivescovo Metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia)
Il Santo Padre Francesco ha nominato Arcivescovo Metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela (Italia) il Rev.do Mons. Giovanni Accolla, del clero dell’arcidiocesi di Siracusa, Parroco, Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Architettonici e l’Edilizia di Culto, Presidente della Fondazione Sant’Angela Merici.
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  foto

"MI METTERÒ' IN ASCOLTO DI TUTTI E CHIEDERÒ AL SIGNORE IL DONO DEL DISCERNIMENTO PER SERVIRE BENE..." La prima intervista a Mons. Giovanni Accolla dopo la nomina a Arcivescovo Metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela

  video

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Il 18 ottobre un milione di bambini in preghiera per cambiare il mondo


Un milione di bambini di tutte le nazioni in preghiera per la pace e l'unità
La foto di Omran Daqneesh, il bimbo siriano di cinque anni scioccato, coperto di sangue e detriti e seduto in un’autoambulanza ha recentemente fatto il giro del mondo ed è ancora viva nella nostra memoria. Quale sarà il futuro delle generazioni che oggi vivono la loro infanzia in queste condizioni limite? Come aiutarle?
Da 11 anni Aiuto alla Chiesa che Soffre coinvolge in una grande iniziativa i bambini di tutto il mondo. ...
Il 18 ottobre alle ore 9.00, dall’Italia alla Germania, dal Pakistan all’Iraq, dalla Repubblica Ceca al Kenya, dal Cile al Myanmar, dovunque essi si trovino, i bambini saranno i protagonisti dell’iniziativa promossa dalla Fondazione pontificia, che ha fatto proprie le parole di san Pio da Pietrelcina: «Se un milione di bambini pregherà il rosario, il mondo cambierà». ACS è impegnata nella diffusione del rosario tra i più piccoli, e proprio per loro ha creato un piccolo testo intitolato “Noi Bambini preghiamo il Rosario”, che dal 2009 a oggi è stato tradotto in otto lingue, pubblicato in 600.000 copie e diffuso dalla stessa ACS in tutto il mondo.
Ognuno può coinvolgere figli e nipoti nell’iniziativa. ...
Affinché Omran Daqneesh, e tutti i suoi coetanei, possano vivere in contesti in cui giustizia e pace sono altrettanti presidi a tutela della vita umana, specie quella più indifesa.
(fonte: acs-italia)
... dalle 9 del mattino, un milione di bambini di tutto il mondo sarà unito nella preghiera del Rosario per la pace e l’unità della Siria. È questa l’iniziativa che da anni mette in campo la Fondazione di diritto pontificio Aiuto alla Chiesa che Soffre, impegnata nella diffusione del Rosario tra i più piccoli, e che quest’anno è dedicata ai bimbi siriani. Sono decine le piccole vittime degli ultimi raid sulla città di Aleppo, mentre continuano a fallire i tentativi diplomatici. Sull’iniziativa di Acs e sulla situazione nel Paese martoriato dalla guerra, Roberta Barbi ha sentito Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia
...
  Acs: domani un milione di bimbi in preghiera per la Siria
Vedi anche il nostro post:
  Nello sguardo di Omran l'orrore del popolo siriano martoriato dalla guerra

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Reportage dall'appartamento pontificio del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, per secoli residenza estiva dei successori di san Pietro e ora, per volere di Francesco, visitabile

  Domenico Agasso Jr:   A due passi dal letto del Papa. Ora si può

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Perché hanno eletto Superiore generale un prete esperto in dinamiche sociali? Cosa significa «pensare il momento storico che si vive»? Un’inchiesta e un’analisi sulla Compagnia

  Luis Badilla e Francesco Galliano:   I Gesuiti hanno scelto Sosa per “osare l’impossibile”

... L’elezione di un non europeo alla guida di uno degli ordini religiosi più importanti è, però, l’ultimo anello di una catena, una tappe ulteriore di un cammino iniziato da tempo che fa parte di un fenomeno più generale, ossia lo spostamento verso il Sud del mondo dei fedeli della Chiesa cattolica. Un fenomeno ampiamente documentato, per quanto concerne le Chiese cristiane, dai libri di Philip Jenkins...

  Gerolamo Fazzini:   Ordini religiosi, i vertici dal Sud del mondo


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Monsignor Fausto Tardelli ha costituito un “Consiglio speciale” tutto in rosa che lo aiuterà nel suo lavoro di pastore. «La loro voce non si sente, manca il punto di vista femminile. Lo si invoca, ma poi…»

  Alberto Bobbio:   NELLA DIOCESI DI PISTOIA... LE DONNE DEL VESCOVO


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 FRANCESCO
 


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15/10/2016:

  Oggi Santa Teresa d'Avila ci invita...

16/10/2016:

  Andiamo avanti con coraggio nel cammino...

17/10/2016:

  Vi auguro che niente possa impedirvi...

18/10/2016:

  Signore aiutaci Tu!Donaci Tu la pace...

19/10/2016:

  Santità è vivere con amore e offrire...

20/10/2016:

  Cerchiamo di essere sempre uniti...

21/10/2016:

  Le persone malate e povere, come pure i nascituri...

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Discorso ai partecipanti al Convegno internazionale di pastorale vocazionale 21 ottobre 2016
  Quando si tratta delle vocazioni sacerdotali e dell'ingresso in seminario...

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Cosa non farebbe Francesco per far vincere la pace... !!!
Il graffito apparso a Roma - Borgo Pio - è stato realizzato ieri notte da Mauro Pallotta, alias Maupal, ma è stato immediatamente rimosso perché ritenuto offensivo dall'Ama di Roma. In realtà il graffito forse voleva solo offrire un'altra possibile e interessante interpretazione sull'agire del Papa che desidera talmente la pace che riesce a vincere facendo tris con i suoi simboli... aiutato però dalla complicità di una disarmata guardia svizzera che gli guarda le spalle...

  foto

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Sui social gira una foto fake che immortalava, di nuovo, un murale dedicato al Pontefice nello stesso angolo in cui fu cancellata dal Comune una precedente opera dedicata sempre a Papa Bergoglio.

  GIORNALETTISMO:   Il nuovo murale di Papa Francesco a Borgo Pio è una bufala


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  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Papa Francesco felice come un bambino tra i piccoli del "Villaggio Sos" di Roma

 14 ottobre 2016 
Un pomeriggio con i bambini, tra giocattoli e merenda. Papa Francesco ha scelto per questo 'venerdì della misericordia' il "Villaggio Sos" di Roma, in zona Boccea: una casa famiglia che accoglie bambini su segnalazione dei servizi sociali e del tribunale, in condizioni di disagio personale, familiare e sociale.
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  video
“Il Papa ha portato dolci e caramelle – ha proseguito il direttore della struttura – per fare merenda con i bambini. E ha chiesto a tutti noi di non limitarli ma di farli sfogare. Ha riso e giocato. Li ha poi baciati e abbracciati, uno a uno. Sono senza parole, davvero. Ci ha ripetuto che il nostro lavoro è importantissimo perché sì... nessun bambino nasce per crescere da solo".
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"Cos'hanno detto i bambini?- continua Visconti - Erano felicissimi e avevano voglia di stringerlo e di baciarlo. Uno di loro ci ha chiesto ''Ma è il vero Papa''?".
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Prima di tornare in Vaticano, Papa Francesco si è fermato alla Casa di Cura 'Villa Betania' per visitare il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo.

  video

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Papa Francesco alla festa dei nonni: "gli anziani sono parte essenziale della comunità cristiana e della società." (foto, testo e video)

 15 ottobre 2016 
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Il testo integrale del discorso del Santo Padre
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
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La Chiesa guarda alle persone anziane con affetto, riconoscenza e grande stima. Esse sono parte essenziale della comunità cristiana e della società. Non so se avete sentito bene: gli anziani sono parte essenziale della comunità cristiana e della società. In particolare rappresentano le radici e la memoria di un popolo. Voi siete una presenza importante, perché la vostra esperienza costituisce un tesoro prezioso, indispensabile per guardare al futuro con speranza e responsabilità. ...
In un mondo come quello attuale, nel quale sono spesso mitizzate la forza e l’apparenza, voi avete la missione di testimoniare i valori che contano davvero e che rimangono per sempre, perché sono inscritti nel cuore di ogni essere umano e garantiti dalla Parola di Dio. Proprio in quanto persone della cosiddetta terza età voi, o meglio noi – perché anch’io ne faccio parte –, siamo chiamati a operare per lo sviluppo della cultura della vita, testimoniando che ogni stagione dell’esistenza è un dono di Dio e ha una sua bellezza e una sua importanza, anche se segnate da fragilità.
A fronte di tanti anziani che, nei limiti delle loro possibilità, continuano a prodigarsi per il prossimo, ce ne sono tanti che convivono con la malattia, con difficoltà motorie e hanno bisogno di assistenza.  ...
Questa cultura dello scarto dice: “Tu sei vecchio, vai fuori”. Tu sei vecchio, sì, ma hai tante cose da dirci, da raccontarci, di storia, di cultura, della vita, dei valori… Non bisogna lasciare che questa cultura dello scarto vada avanti, ma che sempre ci sia una cultura inclusiva.
E’ importante anche favorire il legame tra generazioni. Il futuro di un popolo richiede l’incontro tra giovani e anziani: i giovani sono la vitalità di un popolo in cammino e gli anziani rafforzano questa vitalità con la memoria e la saggezza. .... Sono i nonni ad accogliere Gesù nel tempio, non il sacerdote: questo viene dopo. I nonni. E leggete questo, nel Vangelo di Luca, è bellissimo!
Cari nonni e care nonne, grazie per l’esempio che offrite di amore, di dedizione e di saggezza. Continuate con coraggio a testimoniare questi valori! Non manchino alla società il vostro sorriso e la bella luminosità dei vostri occhi: che la società possa vederli! Io vi accompagno con la mia preghiera, e anche voi non dimenticatevi di pregare per me. E ora su di voi e sui vostri propositi e progetti di bene, invoco la benedizione del Signore.
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  video del discorso del Papa
  video integrale

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Papa Francesco: "Pregare... non per vincere la guerra, ma per vincere la pace!" - Messa e Angelus 16 ottobre 2016 (foto, testi e video)


 16 ottobre 2016 

Papa Francesco, alla presenza di circa 80 mila persone, ha canonizzato sette nuovi santi: due italiani, due francesi, uno spagnolo, un messicano e un argentino. Tra loro un vescovo, tre sacerdoti, un religioso, una monaca e un laico. ...
 Omelia
  testo
  video dell'omelia
 Angelus
  testo
  video dell'Angelus
  video integrale

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«Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati» Papa Francesco Udienza 19/10/2016 (foto, testo e video)

 UDIENZA GENERALE 
 12 ottobre 2016 
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Dar da mangiare agli affamati. Dar da bere agli assetati

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Una delle conseguenze del cosiddetto “benessere” è quella di condurre le persone a chiudersi in se stesse, rendendole insensibili alle esigenze degli altri. Si fa di tutto per illuderle presentando modelli di vita effimeri, che scompaiono dopo qualche anno, come se la nostra vita fosse una moda da seguire e da cambiare ad ogni stagione. Non è così. La realtà va accolta e affrontata per quello che è, e spesso ci fa incontrare situazioni di bisogno urgente. È per questo che, tra le opere di misericordia, si trova il richiamo alla fame e alla sete: dare da mangiare agli affamati – ce ne sono tanti oggi - e da bere agli assetati. Quante volte i media ci informano di popolazioni che soffrono la mancanza di cibo e di acqua, con gravi conseguenze specialmente per i bambini.
Di fronte a certe notizie e specialmente a certe immagini, l’opinione pubblica si sente toccata e partono di volta in volta campagne di aiuto per stimolare la solidarietà. Le donazioni si fanno generose e in questo modo si può contribuire ad alleviare la sofferenza di tanti. Questa forma di carità è importante, ma forse non ci coinvolge direttamente. Invece quando, andando per la strada, incrociamo una persona in necessità, oppure un povero viene a bussare alla porta di casa nostra, è molto diverso, perché non sono più davanti a un’immagine, ma veniamo coinvolti in prima persona. Non c’è più alcuna distanza tra me e lui o lei, e mi sento interpellato. La povertà in astratto non ci interpella, ma ci fa pensare, ci fa lamentare; ma quando vediamo la povertà nella carne di un uomo, di una donna, di un bambino, questo ci interpella! E perciò, quell’abitudine che noi abbiamo di sfuggire ai bisognosi, di non avvicinarci a loro, truccando un po’ la realtà dei bisognosi con le abitudini alla moda per allontanarci da essa. Non c’è più alcuna distanza tra me e il povero quando lo incrocio. In questi casi, qual è la mia reazione? Giro lo sguardo e passo oltre? Oppure mi fermo a parlare e mi interesso del suo stato? E se fai questo non mancherà qualcuno che dice: “Questo è pazzo perché parla con un povero!”. Vedo se posso accogliere in qualche modo quella persona o cerco di liberarmene al più presto?
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  video dela catechesi
Saluti:
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  testo integrale
  video integrale

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"State attenti al cattivo lievito, quello dei farisei. E quel lievito è l’ipocrisia".- Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
14 ottobre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
I biscotti della nonna
Il cristiano non deve essere come i biscotti della nonna, popolarmente chiamate «bugie» proprio perché sono belli e grandi fuori ma vuoti e senza sostanza dentro. È dunque dall’ipocrisia, in tutte le sue peggiori declinazioni, che Papa Francesco ha messo in guardia durate la messa celebrata venerdì mattina, 14 ottobre, nella cappella della Casa Santa Marta. E il Pontefice ha anche suggerito le tracce per un esame di coscienza proprio sul livello di ipocrisia di ciascun credente.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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«Il pastore deve avere questa sicurezza: se lui va sulla strada di Gesù, il Signore gli sarà vicino fino alla fine» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
18 ottobre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
La solitudine del pastore
Paolo, Giovanni Battista e Massimiliano Kolbe — e con loro tantissimi pastori di ogni tempo — hanno vissuto sulla loro pelle la solitudine, l’abbandono e la persecuzione, ma anche «la vicinanza del Signore» soprattutto nei momento di prova. È un invito a riconoscere sempre la presenza di Dio, pur nell’esperienza del dolore e della malattia, quello che il Papa ha suggerito durante la messa celebrata martedì 18 ottobre nella cappella della Casa Santa Marta.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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«La grazia di conoscere e guadagnare Cristo» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
20 ottobre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
“In un mare senza rive
Pregare, adorare, riconoscersi peccatori: sono le tre strade che aprono al cristiano la conoscenza e la comprensione del mistero di Dio. A indicarle è stato Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata a Santa Marta giovedì mattina, 20 ottobre.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video


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«I tre atteggiamenti per l’unità della Chiesa: umiltà, dolcezza e magnanimità» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
21 ottobre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
facciamo spazio
Papa Francesco è tornato a riflettere sul mistero di Cristo e della Chiesa. In continuità con la meditazione di giovedì 20 ottobre e seguendo gli spunti della liturgia del giorno, nella messa celebrata a Santa Marta venerdì 21 si è soffermato a parlare dell’unità che è al centro del «mistero della Chiesa» e che si realizza attraverso «il vincolo della pace». Come di consueto, l’omelia del Pontefice si è calata nella quotidianità della vita di ogni cristiano: per rispondere in maniera «degna» alla «chiamata del mistero», bisogna imparare a vivere con «umiltà», con la «dolcezza» che porta a «sopportarci a vicenda» e con la «magnanimità» che apre il cuore a tutti.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video


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Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio... - Bruno Forte: «Chi ha paura del rinnovamento, non crede al Vangelo».

Quei cattolici contro Francesco che adorano Puti
Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio. Un fronte che sul web unisce leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio: “Chiesa in confusione per colpa del pontefice”
A tenerla unita è l’avversione a Francesco. La galassia del dissenso a Bergoglio spazia dai lefebvriani che hanno deciso di «attendere un Pontefice tradizionale» per tornare in comunione con Roma, ai cattolici leghisti che contrappongono Francesco al suo predecessore Ratzinger e lanciano la campagna «Il mio papa è Benedetto». 
Ci sono gli ultraconservatori della Fondazione Lepanto e i siti web vicini a posizioni sedevacantiste, convinti che abbia ragione lo scrittore cattolico Antonio Socci a sostenere l’invalidità dell’elezione di Bergoglio soltanto perché nel conclave del marzo 2013 una votazione era stata annullata senza essere scrutinata. Il motivo? Una scheda in più inserita per errore da un cardinale. La votazione era stata immediatamente ripetuta proprio per evitare qualsiasi dubbio e senza che nessuno dei porporati elettori sollevasse obiezioni. Ancora, prelati e intellettuali tradizionalisti firmano appelli o protestano contro le aperture pastorali del Pontefice argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese.
Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili ...
  Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin
“Quelle nostalgie tra gli oppositori di Francesco”
L’arcivescovo di Chieti: «Chi ha paura del rinnovamento non crede al Vangelo»
«Chi ha paura del rinnovamento, non crede al Vangelo». Agli oppositori di Francesco che individuano in Putin il difensore della cristianità, l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte applica le categorie della «cecità ideologica» e della «nostalgia strumentale». Nell’inchiesta pubblicata ieri sul La Stampa viene ricostruita la galassia anti-Bergoglio e il presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso individua le «storture teologiche» del dissenso al Pontefice della misericordia. 
Lefebvriani, ultraconservatori che evocano crociate contro l’invasione islamica, nemici del Concilio e avversari delle aperture pastorali del Papa argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese. Lei è stato segretario speciale al recente Sinodo dei vescovi sulla Famiglia, cosa tiene insieme un’opposizione al Pontefice così diversificata? 
«L’interesse unificante è il mantenimento dello status quo. Il Vangelo è libertà, rinnovamento, docilità allo Spirito Santo. Non credere al Vangelo induce a scambiare per pericoloso sovversivo chi predica la parola di Gesù. La paura del rinnovamento nasconde la paura dello Spirito Santo che guida la Chiesa. Ma è un fenomeno da ricondurre nelle sue reali dimensioni. E proprio la lezione del Sinodo è utile al riguardo». 
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(fonte: articolo di Giacomo Galeazzi La Stampa 17/10/2016)


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Con il discorso tenuto in occasione del conferimento del Premio Carlo Magno, Papa Francesco ha dato voce al "sogno" di un'Europa solidale, coesa, aperta. Una posizione in continuità con quella dei suoi predecessori, da Pio XII in avanti. E alla Chiesa assegna una missione ineludibile: quella di contribuire alla rinascita di una Ue “affaticata” e invecchiata portando “l’acqua pura del Vangelo

  Jean Dominique Durand:    Europa, la ricetta di Bergoglio: sintesi fra le “diversità” per una nuova identità del continente


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