"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°45 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 19 al 25 novembre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 2 dicembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI




OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






"Misericordia et misera"
Lettera Apostolica di Papa Francesco


(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Il centro non è la legge ma l'amore di Dio - "Misericordia et misera", Lettera Apostolica di Papa Francesco (20 novembre 2016)


“Siamo chiamati a far crescere una cultura della misericordia, basata sulla riscoperta dell’incontro con gli altri: una cultura in cui nessuno guarda all’altro con indifferenza né gira lo sguardo quando vede la sofferenza dei fratelli”. È l’appello del Papa, nella parte finale della “Misericordia et misera”, in cui chiede di “dar vita a una vera rivoluzione culturale proprio a partire dalla semplicità di gesti che sanno raggiungere il corpo e lo spirito, cioè la vita delle persone”. “È un impegno che la comunità cristiana può fare proprio, nella consapevolezza che la Parola del Signore sempre la chiama ad uscire dall’indifferenza e dall’individualismo in cui si è tentati di rinchiudersi per condurre un’esistenza comoda e senza problemi”, assicura Francesco, che parte da una frase di Gesù – “I poveri li avete sempre con voi” – per affermare che “non ci sono alibi che possono giustificare un disimpegno quando sappiamo che Lui si è identificato con ognuno di loro”. “La cultura della misericordia si forma nella preghiera assidua, nella docile apertura all’azione dello Spirito, nella familiarità con la vita dei santi e nella vicinanza concreta ai poveri”, spiega il Papa: “È un invito pressante a non fraintendere dove è determinante impegnarsi”, perché “la tentazione di fare la ‘teoria della misericordia’ si supera nella misura in cui questa si fa vita quotidiana di partecipazione e condivisione”. “Non possiamo dimenticarci dei poveri”, ripete Francesco: “Le nostre comunità si aprano a raggiungere quanti vivono nel loro territorio perché a tutti giunga la carezza di Dio attraverso la testimonianza dei credenti”, il suo imperativo.
...
Concluso il Giubileo “è tempo di guardare avanti e di comprendere come continuare con fedeltà, gioia ed entusiasmo a sperimentare la ricchezza della misericordia divina”. E “le nostre comunità potranno rimanere vive e dinamiche nell’opera di nuova evangelizzazione nella misura in cui la ‘conversione pastorale’ che siamo chiamati a vivere sarà plasmata quotidianamente dalla forza rinnovatrice della misericordia”.
È questa l’esortazione di Papa Francesco a tutto il popolo cristiano con la Lettera apostolica diffusa al termine dell’Anno della misericordia, con la quale inoltre stabilisce la Giornata mondiale dei poveri da celebrare la 33ma domenica del tempo ordinario e concede stabilmente a tutti i sacerdoti di assolvere il peccato di aborto.
...
Leggi il testo integrale della lettera apostolica:
  "Misericordia et misera"

--------------------------------------------

"Francesco e l’amore più forte della legge" di Vito Mancuso


«Far comprendere il mistero dell’amore di Dio», scrive papa Francesco nella lettera apostolica di chiusura dell’anno giubilare, ma il termine «mistero» lo si può, anzi lo si deve, applicare all’amore in quanto tale.
Amore? Perdono? In questo mondo dove tutto è calcolo, tecnica, prestazione; in questo mondo dove tutto risponde a una logica del legale, dell’utile, del redditizio, del necessario; in questo mondo dove sempre e comunque tutti devono pagare ogni cosa con il denaro ma ancor più con la libertà, il tempo, la vita; in questo mondo di forti, furbi, potenti e prepotenti, in questo mondo che così è e sempre così sarà, il compito della Chiesa, dichiara finalmente un Papa, è un altro: non di essere l’ennesima istituzione governata dal potere e dalla ricchezza, ma di essere “segno di contraddizione”, paradosso, scandalo, e così di rimandare a un altro stile e a un’altra possibile vita. È l’utopia della gratuità, del disinteresse, della generosità, della nobiltà d’animo: di tutto ciò a cui Francesco si riferisce dicendo «misericordia». Questa parola un po’ oleosa e consunta per il linguaggio contemporaneo, e che nessuno quasi usa più, acquista con lui un sapore nuovo e una freschezza inaspettata …
Per il mondo in cui viviamo e lavoriamo la legge è e sarà sempre importante, esso non ne può fare a meno, come non può fare a meno della spada per punire i trasgressori. Però il compito di quella pazzia che si chiama cristianesimo è un altro. E finalmente da oltre tre anni è arrivato un Papa «dalla fine del mondo» a ribadire che la Chiesa esiste per indicare che al fondo delle nostre esistenze vi è qualcosa di più importante della legge e dell’ordine, ed è l’essere umano nella sua concretezza. Comprensivo di quei disordini umani che la Chiesa chiama “peccati”. E di quel disordine assai particolare che è l’aborto.
...
I non pochi denigratori del Papa avranno ora ulteriori argomenti per accusarlo di lassismo. Ma non sanno quello che dicono. Non c’è la minima traccia di lassismo in questo documento, né nell’intera predicazione, né nell’austera persona di papa Francesco. C’è semmai l’attento rigore di chi ha veramente capito in cosa consiste la rivoluzione evangelica, troppe volte tradita dagli apparati ecclesiastici, preoccupati del potere e dell’ordine, e non di essere coerenti con quell’amore evangelico che vuole sempre e solo il bene concreto della persona concreta, e che per questo sa essere più forte anche della legge, compresa quella ecclesiastica.

--------------------------------------------

"Misericordia et misera": verità e falsità

L’aborto: il "Papa delle edicole", il "Papa delle corbellerie dei social" e la comunicazione vaticana...
di Luis Badilla

Preoccupato per l'andazzo che prendeva l'informazione, non solo in Italia, riguardo a quanto deciso da Papa Francesco e comunicato nella sua Lettera apostolica "Misericordia et misera" sull'estensione permanente a tutti i sacerdoti della facoltà di assolvere il peccato dell'aborto, ho passato buona parte della giornata a leggere decine di articoli sulla questione. Un parte importante del tempo l'ho dedicata, con meno entusiasmo e simpatia, a tracciare testi e pensieri sui social-media, in particolare di alcuni conosciuti avventori dei bar Twitter e Facebook. Volevo capire come e perché su quanto scritto dal Papa fosse nata una così gigantesca mole d'informazione fuorviante, pressapochista e a volte palesemente falsa. Alle fine mi è sembrato di aver afferrato alcune cose importanti e forse chiavi di lettura per capire quanto accaduto, e in conseguenza anche come sta funzionando il circuito informativo. A conclusione mi sono posto alcune domande sulla comunicazione vaticana.
Premessa
...
Le agenzie.
...
Le testate online e cartacee.
...
Le poche voci ...
I pochi, più seri e precisi, che hanno provato a mettere le idee in ordine, rispettando la verità dei fatti, e del testo, sono stati rapidamente sommersi dalla valanga pressapochista e fuorviante. Qualche chiarimento da parte di alcuni vaticanisti, di mons. Fisichella e di mons. Galantino, e numerosi vescovi sparsi per il mondo, è riuscito a confutare parzialmente quanto si era detto e scritto. Ma nulla di più. Al termine della giornata c'erano le solite due versioni: quella vera, del documento del Papa, minoritaria, e messa in ombra da quella mediatica, non vera, e monopolizzatrice dell'informazione.
I social-media
...
I media vaticani
...
Vaticano reagisce su aborto: 
resta peccato grave, idiozie dei giornali sul Papa
"Abortite tanto il Papa vi perdona?", come ha titolato Il Tempo? "Idiozie dei giornali", commenta, a Tv2000, mons. Rino Fisichella, responsabile vaticano per il Giubileo. Proprio perché l'aborto "è un atto gravissimo", dice da parte a Radio vaticana sua mons. Paglia, responsabile della Pontificia accademia per la vita, "è necessaria una straordinaria concessione della Misericordia". 
Il Vaticano reagisce così alle interpretazioni sulla lettera apostolica "Misericordia et misera" con la quale il Papa ha concluso il Giubileo della misericordia. "Non c`entra niente la scomunica che viene tolta", spiega mons. Fisichella. "Non c`entra nulla dire `abortite perché il Papa vi perdona`, queste sono veramente delle idiozie che rimangono tali sia nei titoli che nei contenuti". Il Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione prosegue: "Voglio dire una cosa nei confronti dei giornalisti, due giorni fa in Sala Stampa ne ho sentite di tutti i colori. C`è da parte di qualcuno la tentazione di leggere in fretta e quando si legge in fretta non si capisce. C`è la tentazione di trovare subito qualche cosa. E di tanti contenuti l`occhio è caduto solo sull`aborto. C`è poi la volontà di qualcuno di voler denigrare e trovare quello che non c`è". 
Il Papa, sottolinea Fisichella, "ha detto chiaramente e lo ha scritto: il peccato di aborto e uno dei peccati più gravi che esistano, perché si pone fine a una vita innocente. Questo peccato rimane tale e nel momento in cui si compie questo peccato, non solo da parte della donna, che porta il peso più grande di tutto questo, ma da parte di tutta una categoria che partecipa al peccato d`aborto, nel momento in cui si compie dunque, c`è la scomunica e si è fuori dalla comunione dalla Chiesa perché il peccato è gravissimo"
Il Papa, puntualizza Fisichella, "pur dicendo questo dice con altrettanta forza che non esiste un peccato che Dio non possa perdonare quando si ritrova con un cuore pentito. Il Papa dice che non deve esserci nessun ostacolo, nessun limite.
...

--------------------------------------------

Misericordia et Misera - Grazie Papa Francesco!! Don Filippo Di Giacomo e don Aldo Antonelli

«Mi era piaciuto dalla prima sera della sua elezione, ora è arrivata l’ennesima conferma. Papa Francesco è uno di noi...». Dire entusiasta, è poco. Filippo Di Giacomo, 64 anni, prete da 41, giornalista e canonista, commenta con passione le ultime novità introdotte dalla lettera apostolica «Misericordia et Misera». E c’è un motivo: «La verità è che anche prima di questo storico documento noi semplici preti assolvevamo la gente dal peccato di aborto. Io stesso l’ho fatto non so più quante volte. Ma lo facevamo in silenzio, lo tenevamo per noi. Per non incorrere negli strali di quella che chiamo la Chiesa di Carta, fatta solo di norme e di proibizioni. Adesso però è arrivato Francesco col suo nuovo gesto rivoluzionario e ha detto a tutti: se prima era una prassi pastorale diffusa ma segreta, ecco che oggi diventa la prassi del Papa...». Rivela Di Giacomo: «Noi preti semplici prima ci affidavamo al canone 144, paragrafo 1, del codice di diritto canonico, quello che disciplina la supplenza della Chiesa. In parole povere, se una donna che aveva abortito veniva a confessarsi e mi chiedeva l’assoluzione, io l’assolvevo. Mica potevo dirle: aspetti, torni tra dieci giorni che intanto chiedo il permesso del Vescovo poiché io non ho la necessaria legittimazione. S’intende così, la supplenza della Chiesa. Perché alla fine il perdono te lo dà Gesù Cristo...». 
...
  Il prete e l’aborto: «E’ un crimine, ma ho sempre assolto le donne pentite»
Grazie Francesco!
di Don Aldo Antonelli
Grazie Francesco!
È la prima parola che mi viene dal cuore alla notizia di questa "liberalizzazione", chiamiamola così. Personalmente, convinto della stessa convinzione di Papa Francesco, già dai primi anni di attività pastorale, che risale alla fine degli anni Sessanta, non mi sono fatto scrupolo di assolvere donne che avevano abortito.
Convinto, allora come adesso, che i sacramenti non sono armi da guerra, ma mezzi di soccorso; non strumenti di ricatto ma sussidi per la crescita, non tribunali di sanzione o invalidazione ma dispense di "grazia".
Lamentiamo e condanniamo apertamente, in particolare, l'uso della confessione come strumento di controllo delle coscienze, invece che luogo di accoglienza e di "per-dono", nel senso etimologico della parola: "super-dono". Nulla di nuovo che di fronte a questa scelta, evangelica nel senso di "buona notizia", s'innalzino le grida scandalose e scandalizzate dei farisei di turno; di coloro, cardinali e non, credenti o laici, per i quali la legge vale più della persona e le norme codificate meritano più rispetto degli uomini e delle donne in carne e ossa.
...

--------------------------------------------

"L'aborto e la Chiesa povera per i poveri" di Giorgio Bernardelli

Era inevitabile che nell'analisi della lettera apostolica Misericordia et Misera - peraltro ricchissima di spunti - l'attenzione si concentrasse soprattutto sulla decisione del Papa di concedere stabilmente a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere quanti hanno procurato un aborto. Del resto si tratta di un tema paradigmatico: va a toccare quella che giustamente oggi è avvertita come la frattura più lacerante nel rapporto tra la Chiesa cattolica e le società post-cristiane.
Molti in queste ore hanno spiegato bene come il giudizio sull'aborto non cambi («vorrei ribadire con tutte le mie forze che l’aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente») e in che cosa consista invece il passo indicato dal Papa (rimando per esempio a questi sei punti proposti da Avvenire). Vorrei però aggiungere tre idee che forse ci aiutano a guardare a questa novità in un'ottica un po' più ampia.
A me pare che lo sguardo da cui partire sia la frase pronunciata da papa Francesco all'inizio del pontificato: vorrei una Chiesa povera per i poveri. Noi rischiamo di fermarci solo a una lettura sociale di questo auspicio: pensiamo alla rinuncia delle ricchezze, ai gesti di solidarietà nei confronti di chi non possiede nulla o patisce letteralmente la fame. Ma lo abbiamo detto tante volte: nelle società di oggi ci sono anche altri volti della povertà, povertà di relazioni, povertà di affetti, povertà di sguardi verso l'altro... Essere davvero una Chiesa povera per i poveri vuol dire farsi carico anche di queste povertà di cui l'aborto è uno dei volti. E allora una Chiesa oggi si fa povera anche accettando di spogliarsi della sicurezza di una norma canonica, pur di non correre il rischio di privare qualcuno che ne ha bisogno di un incontro vero con la misericordia di Dio. Ma è una Chiesa povera per i poveri; perché il perdono non è un atto meccanico, assume un senso solo dentro a una relazione, alla volontà di percorrere un cammino insieme.
E vengo al secondo punto, che mi sembra stranamente l'aspetto meno sottolineato in queste ore. Il passo sull'aborto di Misericordia et Misera è una scommessa enorme che il Papa fa sui preti di oggi
...
Un'ultima osservazione: scommette sui preti papa Francesco. Ma lo fa nella maniera più lontana dal clericalismo. Perché comunicare la verità attraverso relazioni umane vere non chiede parroci psicologi o battitori liberi, ma preti e laici che crescono insieme con questo sguardo. Del resto il perdono, sempre e per tutti, chiede poi una comunità che accoglie di nuovo; e in questo caso diventa anche il luogo in cui vivere nella concretezza di ogni giorno quella conversione che il sì rinnovato alla vita richiede.
...


--------------------------------------------

SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

"Il Tempo" sintetizza così la lettera del papa a fine Giubileo... (Abortite pure, il Papa vi perdona)
Sotto il titolo del giornale c'è scritto "quotidiano indipendente"
... indipendente dalla ragione? indipendente dal buon senso? indipendente dal vero giornalismo?
... vorrei capire   (don Giovanni Berti)


 
All'inizio pensavamo che fosse l'Islam fondamentalista...  (vignetta GIOBA)

L'opinione di Vito Mancuso su "Misericordia et misera", Lettera Apostolica di Papa Francesco e sulle polemiche in atto.

 
video

--------------------------------------------------------------

L’ultima novità del pontificato di Francesco – destinata, come le altre, ad alimentare equivoci, malumori e disorientamento – riguarda la disciplina della prassi penitenziale nei confronti del peccato di aborto volontario.
...
Ci riuscirà, Francesco, senza sollevare troppe strumentalizzazioni falsanti da parte dei “lontani” e troppo dissenso da parte dei “vicini”, gli uni e gli altri abituati a vedere il cristianesimo in un certo modo? Saprà muoversi sul filo sottile di questa fedeltà al passato e di apertura verso il presente? Saprà cambiare la cultura senza intaccare la dottrina, e mantenere la dottrina senza restare imprigionato nella vecchia cultura? Non so rispondere a queste domande. Ma, per quanto mi riguarda, prego per lui.


 
Giuseppe Savagnone: 
  La difficile scommessa di Papa Francesco

--------------------------------------------------------------


I NOSTRI TEMPI


(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


LA COSTITUZIONE? MI INTERESSA! I video dell' Incontro-Confronto sul referendum costituzionale


IN DIALOGO CON LA CITTÀ
Tavola rotonda promossa dal
VICARIATO “SAN SEBASTIANO” 
BARCELLONA P.G. (ME)
Barcellona P.G., Liceo Valli 
17 novembre 2016
"La Costituzione diventa per noi fonte di ispirazione,  lo affermo sia  come cittadino sia come cattolico. La Costituzione é un luogo dove noi possiamo trovare quei riferimenti, quei valori, che ci consentono di dar vita ad una convivenza che sia una vera convivenza ...
Nella nostra Costituzione il cittadino viene prima del nostro Stato ... e viene messo in primo piano  l'uomo con tutta la sua personalità da sviluppare ... quindi al vertice non c'è lo Stato che benignamente mi può concedere dei diritti, ma al centro troviamo la persona umana con i suoi diritti inviolabili ..."
 (p. Gregorio Battaglia, carmelitano) 
Saluti: sac. Giuseppe Turrisi, vicario foraneo
  video
Saluti: sac. Sergio Siracusano
direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale sociale e il Lavoro
  video
Relatore: P. Gregorio Battaglia, carmelitano
  video
A FAVORE DEL "SI"
Relatore: Prof. Luigi D’Andrea,
docente di diritto costituzionale Università di Messina
  video
A FAVORE DEL "NO"
Relatore: Avv. Giancarlo Cerrelli
consigliere centrale dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani
e membro del Centro Studi Rosario Livatino.

  video


--------------------------------------------

 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

25 Novembre Giornata mondiale contro la violenza sulle donne
Un giorno l’anno per parlare in tutto il mondo di violenza sulle donne è sicuramente poco, ma forse può servire a... voltare pagina...

 
... In piedi Signori, davanti a una Donna
(William Shakespeare)

HA BATTUTO CHI VOLEVA CANCELLARLA. 
Lucia non si sente il simbolo della violenza alle donne, «ho sentito il desiderio di raccontare la mia esperienza e i miei sentimenti. In questo, sì, rappresento molte donne che come me stanno soffrendo.
Vorrei essere per loro un appiglio per scuotersi e staccarsi pian piano dalla sofferenza perché trovino il coraggio di non farsi rubare la vita». Ma l’esempio di quanto conti prendersi cura di sé stesse: «Vorrei dire loro di volersi bene, perché certe storie nascono da una ferita interna che abbiamo noi, uno spazio aperto in cui entrano persone che, poi, ci fanno del male».


  «A VOCE ALTA DICO: IO CI SONO!»


--------------------------------------------------------------


FEDE E
SPIRITUALITÀ


 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

  La gloria di Dio è...  (Sant'Ireneo di Lione)
  Tu che sei stato così umile e povero tipiace farti chiamare?...  (vignetta GIOBA)
   Dio ama chi dona... (2Cor 9,7)
Per sorridere? ... per riflettere sorridendo!!!
"... anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo." (Papa Francesco omelia 20/11/2016)

  ... Non riesco a chiuderla... (vignetta GIOBA)
  Vivi come se dovessi morire domani...  (Gandhi)
  ... Quando la legge è infranta... (tweet di Enzo Bianchi)
  Se imparo a vivere con perseveranza... (Antonio Savone)
  E' necessaria l'infelicità per capire la gioia...  (Madre Teresa di Calcutta)
  ... Non andiamo verso la catastrofe, ricordatevelo... (Don Tonino Bello)

--------------------------------------------------------------


20 novembre Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza
L'appello di Papa Francesco all'Udienza generale del 16 novembre 2016:
" Faccio appello alla coscienza di tutti, istituzioni e famiglie, affinché i bambini siano sempre protetti e il loro benessere venga tutelato, perché non cadano mai in forme di schiavitù, reclutamento in gruppi armati e maltrattamenti. Auspico che la Comunità internazionale possa vigilare sulla loro vita, garantendo ad ogni bambino e bambina il diritto alla scuola e all’educazione, perché la loro crescita sia serena e guardino con fiducia al futuro."

  Ogni bambino ha diritto di essere protetto... (John F. Kennedy)

--------------------------------------------------------------

Tweet di Enzo Bianchi del 21 novembre 2016

  Cent'anni fa nasceva David Turoldo...

David Maria Turoldo, nato il 22 novembre 1916, è stato frate servita, poeta, predicatore, scrittore, figura profetica in ambito ecclesiale e civile, resistente sostenitore delle istanze di rinnovamento culturale e religioso, di ispirazione conciliare.
La sua voce libera, scomoda, meditativa, a volte disturbante gli valse la definizione di "coscienza inquieta della Chiesa".

 
Cos'è la misericordia?...
 
Questo è un mondo senza misura e senza gloria...
  Fa' che ogni giorno componga una lode al mio Dio...
  Dio non aspetta che l'ora della tua contemplazione...
  A tutti i cercatori del tuo volto, mostrati, o Signore...
  Sbagliarsi su Dio è un dramma...

--------------------------------------------------------------

  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)

22 novembre centenario della nascita di David Maria Turoldo - Il ricordo di Luigi Accattoli, di mons. Gianfranco Ravasi e di Mariangela Maraviglia

Il 22 novembre David Maria Turoldo compie cent’anni: si è assentato quando ne aveva 75 e dico che tra i cristiani d’Italia che partirono in quella stagione egli è uno dei più presenti tra noi.
Con i canti che facciamo in chiesa, con le poesie sempre ripubblicate, con il suo «apparecchio alla morte» che ha fatto e fa scuola. Alcune delle battaglie alle quali teneva di più, legate alla Chiesa dei poveri, tornano attuali con Francesco.
Il papa, la scorsa Quaresima, ha chiamato a predicare gli esercizi alla curia padre Ermes Ronchi, servita come Turoldo e suo discepolo (cf. Regno-att. 8,2016,242). Se leggete il libretto delle meditazioni che ha svolto, Le nude domande del Vangelo (San Paolo), trovate nove riferimenti a Turoldo, che non sono solo una «pubblicità per la ditta», come dice di sé Bergoglio quando cita Ignazio di Loyola.
Impossibile amarti impunemente
...

Non capitemi male: non sono un turoldiano. Era un maestro di tutte le retoriche, ma nella malattia trovò la misura per dire in una lingua comprensibile il suo avvicinamento cristiano alla morte. Questo è stato un dono per tutti. ...
Sono felice d’aver conosciuto padre David. D’averlo avuto fratello nell’esperienza del dolore. Di pregare con le sue parole, con le quali si fa voce del popolo in festa, come amava dire.
  Turoldo ha cent'anni - Ancora canta con noi di Luigi Accattoli
A pochi giorni dal centenario della nascita di David Maria Turoldo, un ricordo del sacerdote e poeta friulano che il cardinale Gianfranco Ravasi, quando era Superiore arcivescovile del Seminario di Milano, incontrava settimanalmente in Brianza, non lontano da Sotto il Monte dove Turoldo viveva. "Ogni domenica pomeriggio - ricorda ai nostri microfoni Ravasi - Turoldo veniva da me e da lì è iniziato un lungo dialogo fatto non solo di confidenze personali ma anche e soprattutto di vere e proprie analisi di lavoro. Ne è nata una amicizia e sintonia spirituale forte sebbene, e forse proprio perché, le identità erano molto diverse". 
“Su tante questioni ho potuto scoprire quanto fosse importante l’intuizione che egli aveva: il dialogo profondo che lui aveva con il mondo della cultura - tutti lo conoscevano e tutti egli incontrava – e, dall’altra parte, con il mondo dei non credenti. Era l’unico che poteva parlare e che era ascoltato. In un periodo storico in cui c’era tensione e ognuno stava nel proprio territorio, lui era uno di frontiera, valicava e travalicava, quindi era capace di incidere su di loro perché risaliva alle radici dei temi, perdendo un po’ le questioni che erano di contingenza. E allora i non credenti ritrovavano il tema della spiritualità non attraverso una lettura clericale ma facendo ricorso per esempio ad una grande tradizione letteraria o mistica. Turoldo aveva la capacità di entrare nelle questioni spinose del dibattito sociale individuando le ragioni del rapporto fede-politica, amore-società”.
Siamo all’indomani del Giubileo dei socialmente esclusi. Come si sarebbe sentito Turoldo?
“Se avesse potuto vedere questo periodo – riprende Ravasi - avrebbe avuto due reazioni: estrema felicità che lui avrebbe espresso con tutta la vena passionale che aveva, la sua voce da cattedrale ma anche da piazza; avrebbe vissuto il pontificato di Francesco e tutte le scelte del Papa come le sue per eccellenza. Dall’altra parte si sarebbe trovato di fronte ancora ad una componente che avrebbe sollecitato la sua reazione polemica: penso ai fenomeni dei populismi, degli integralismi, dei razzismi che emergono ora e che attraversano non solo l’orizzonte politico ma anche l’orizzonte popolare. Questi integralismi diventano un vero e proprio dramma della cristianità, la quale deve riuscire ad entrare in questo mondo dove ci sono queste persone che paradossalmente sono convinte di essere più cristiane del Papa”. A questo proposito Ravasi sottolinea la necessità oggi di imitare Turoldo che riusciva a trovare una via nel "comprendere quali sono i fenomeni culturali di fondo che pure muovono certe critiche aspre. Devo dire - spiega Ravasi - che Turoldo anche in ciò che detestava cercava sempre di trovare la motivazione profonda, ultima che stava alla base dei fenomeni”.
...
  Turoldo, Ravasi: non usava privilegi, una lezione per me

In occasione dei cento anni dalla nascita di padre David Maria Turoldo, è in uscita la prima biografia completa e fondata su fonti archivistiche. 
David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza (1916-1992)
Questo volume ricostruisce per la prima volta, attraverso un’accurata indagine d’archivio, l’intera vicenda esistenziale di David Maria Tu¬roldo, nell’intento di restituire alla storia una figura più volte rievo¬cata in termini mitizzanti o aneddotici: la ricchezza dei suoi incontri permette di recuperare la memoria di ideali, tensioni, disincanti che, in ambito cattolico e oltre, hanno percorso il secolo scorso.
L'intervista di Pierluigi Vito alla storica della Chiesa Mariangela Maraviglia, autrice del volume: "David Maria Turoldo - La vita, la testimonianza" (Morcelliana)
  video


--------------------------------------------

22 novembre centenario della nascita di David Maria Turoldo - Il testo dell'articolo del 29/12/1945 intitolato “La presenza della Chiesa” e due poesie - Rai: documentario su Padre David Maria Turoldo, “il poeta di Dio”

«Poeta, profeta, disturbatore delle coscienze, uomo di fede, uomo di Dio, amico di tutti gli uomini»: con queste parole il cardinale Carlo Maria Martini ritraeva David Maria Turoldo, l’indimenticato sacerdote friulano e frate dei Servi di Maria, «servo e ministro della Parola» (come si descriveva), di cui il 22 novembre ricorre il centenario della nascita. Di lui il critico letterario Carlo Bo ebbe a dire: «Padre David ha avuto da Dio due doni: la fede e la poesia. Dandogli la fede, gli ha imposto di cantarla tutti i giorni». 
...
In occasione del centenario della nascita pubblichiamo un articolo di padre Turoldo intitolato “La presenza della Chiesa” che apparve su “L’Uomo” il 29 dicembre 1945. Direttori del giornale erano allora: Mario Apollonio, Gustavo Bontadini e Dino del Bo. 
Sulle pagine de “L’Uomo” videro la luce anche le prime poesie scritte da padre David: ne proponiamo due che non sono incluse nell’ampia antologia “O sensi miei… Poesie 1948-1988” (Rizzoli), né in “Luminoso vuoto” (Servitium), il volume uscito pochi giorni fa, a cura di Giorgio Luzzi, che raccoglie esclusivamente gli scritti composti da padre Turoldo negli ultimi mesi – in alcuni casi negli ultimi giorni – di vita (morì a Milano il 6 febbraio 1992). 
...
  Turoldo, 1945: l’Europa non può essere che cristiana o non essere
Rai: documentario su Padre David Maria Turoldo, “il poeta di Dio”
In onda il 22 novembre alle 22.10 su Rai Storia, per il ciclo ‘Italiani’, vede i contributi del card. Gianfranco Ravasi, di Mariangela Maraviglia, padre Ermes Ronchi e don Nicola Borgo
“David Maria Turoldo, era nato in Friuli nel 1916, ma la sua vera città sarebbe stata Milano. Fu lì che durante la guerra, nel 1940 il Cardinale Schuster lo invitò a tenere importanti discorsi in Duomo, fu lì che Turoldo divenne attivo durante gli anni del periodo della Resistenza e fu sempre a Milano che Turoldo rappresentò negli anni del secondo dopoguerra un punto di riferimento della parte moderna della Chiesa”.
Con queste parole Paolo Mieli ricorda il frate poeta dei Servi di Maria al quale, in occasione del centenario della nascita, Rai Cultura dedica il documentario dal titolo ‘Padre Turoldo, il poeta di Dio’. L’opera, di Antonia Pillosio, andrà in onda martedì 22 novembre alle 22.10 su Rai Storia, per il ciclo ‘Italiani‘.
Turoldo, frate dei Servi di Maria inizia ad apparire sulla scena sociale e politica negli anni ’40 del Novecento, in un tempo di grandi speranze e cambiamenti, di grandi progetti per il futuro. È stato un grande poeta, frequentatore e amico degli intellettuali ha fatto la Resistenza, “combattendo per l’umano contro il disumano”, come affermava lui stesso, ma ha sempre mantenuto distinti i confini tra Chiesa e politica. La sua grande produzione poetica lo ha imposto all’attenzione della critica e dei lettori come una delle voci emblematiche della poesia religiosa contemporanea. Ma i poveri e gli ultimi sono sempre stati la sua passione.
“Turoldo è paradossalmente una figura che è stata amata e odiata, che è stata spesso ricomposta nella sua storia complicatissima”, dice il cardinale Gianfranco Ravasi che, con storica Mariangela Maraviglia, Padre Ermes Ronchi e Don Nicola Borgo, ripercorre alcuni momenti cruciali della vita del frate.
Il documentario, realizzato con il materiale delle Teche Rai, raccoglie molte testimonianze di Padre Turoldo, registrate in diversi momenti della sua vita da “rivoluzionario tradizionalista” come lo definirono i suoi confratelli più giovani. E come affermava lui stesso: “Io son partito e ho girato il mondo, sono veramente un pellegrino, un vagabondo, si potrebbe dire tra virgolette, ma tuttavia il mio punto di partenza e arrivo è sempre il Friuli, dal punto di vista dell’emozione e del sentimento”.
Ed è proprio con le immagini del suo film ‘Gli Ultimi’ girato e prodotto in Friuli nel 1962 (ora conservato nella Cineteca del Friuli a Gemona) e con i ricordi di quei momenti rivissuti dal fotografo di scena Elio Ciol che inizia questo racconto della sua vita.
...
Guarda il trailer
  video

--------------------------------------------

22 novembre centenario della nascita di David Maria Turoldo - Video dell'ultimo discorso pubblico di Padre David Maria Turoldo


Documento raro estratto da Telepace.
Ultimo discorso di Padre David Maria Turoldo ad Arena 4 a Verona con Rigoberta Menchú e Padre Ernesto Balducci all'interno della giornata “Beati costruttori di pace”
  video

--------------------------------------------


PRENDERSI CURA DELLA “CASA COMUNE” - HOREB n. 3/2016 (n. 75)


TRACCE DI SPIRITUALITÀ 
A CURA DEI CARMELITANI
EDITORIALE
A conclusione dell’opera della creazione, «Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona» (Gen 1,31). Questa “cosa molto buona”, Dio ha affidato all’uomo perché ne fosse il “custode” (Gen 2,15). Ma questo giardino di Eden – “casa comune”, lo chiama papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ (= Ls) – oggi, «protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla» (Ls 2). 
Questa terra, maltrattata e saccheggiata, oggi si lamenta; e con essa, tanti dei suoi abitanti ci lamentiamo. Ma non basta lamentarsi: è urgente prendere coscienza che la desertificazione di vaste zone della terra, l’inquinamento dell’acqua e dell’aria, i cambiamenti climatici, non sono eventi dovuti al caso, ma conseguenza di un eccesso di antropocentrismo che ha portato a considerare la natura come semplice oggetto da usare e consumare. Di fronte al disastro ambientale siamo tutti chiamati a prendere coscienza che bisogna operare un cambio di rotta, per «uscire dalla spirale di autodistruzione in cui stiamo affondando» (Ls 163). Il papa ci sollecita ad una urgente “conversione ecologica” (cf. Ls 216.221) e invita tutti a rivedere i nostri modi di pensare e di agire, perché «un’ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo» (Ls 230). 
Si tratta, allora, di rivedere il nostro stile di vita, e di promuovere itinerari educativi che aiutino a riconsegnare al creato la bellezza degli inizi in modo che esso possa ancora raccontarci, come allude il mistico carmelitano Giovanni della Croce, qualcosa della bellezza del Creatore: «L’Amato è le montagne, / le valli solitarie e ricche d’ombre, / le isole remote, / le acque rumorose, / il sibilo delle aurore amorose, / è come notte calma / molto vicino al sorger dell’aurora, / musica silenziosa, / solitudine sonora, / è cena che ristora e che innamora» (Cantico spirituale, strofa 13).
...
  Editoriale (PDF)
  Sommario (PDF)
E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it

--------------------------------------------

DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016


--------------------------------------------

Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Novembre 2016 - “Dobbiamo superare l'indifferenza e la paura di accettare l’altro”.


--------------------------------------




Vangelo: Lc 23,35-43
Nella solennità di Gesù Cristo, Re dell'Universo, la liturgia ci presenta il brano del Vangelo di Luca, della crocifissione di Gesù. In esso è manifestata la regalità di Gesù che regna dall'alto della croce, condanna crudele e terribile, punizione degli schiavi, ma suo trono dal quale egli governa compiendo 
il giudizio del Padre sul mondo, perdonando i suoi crocifissori e spalancando le porte del Regno ai malfattori. La sua regalità manifesta la Misericordia del Padre che non accusa, non giudica, non condanna ma perdona tutti nella consegna totale di sé nel Figlio crocifisso. Sul Golgota "comprendiamo bene cosa significa che Gesù è re e qual'è la salvezza che ci dona: l'unico suo potere è amare fino alla morte"(cit.). La salvezza portata da Gesù non è certo quella attesa e sperata dagli uomini, egli ama noi - suoi nemici - portando il male e resistendo alle sue suggestioni pur di non restituirlo. Martire, cioè testimone dell'amore del Padre per tutti i suoi figli, "respinge come tentazioni sataniche le nostre attese di salvezza, basate sui segni di forza e di potenza, che moltiplicherebbero quel male che vogliamo fuggire"(cit.). La Misericordia è la chiave di lettura per comprendere il Signore Gesù: egli è il Kyrios che non ci libera dalla morte ma nella morte, la attraversa in tutta la sua tragicità perché noi non viviamo più nel timore, come schiavi, ma come figli, coscienti di essere perdonati perché amati .
...

--------------------------------------------
 
"La storia del re che morì amando, all'inverosimile" di p. Ermes Ronchi - XXXIV Domenica Tempo Ordinario - anno C


Commento
XXXIV Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture 2 Samuele 5,1-3; Salmo 121; Colossesi 1,12-20; Luca 23,35-43
...
Se sei il Cristo, salva te stesso! Sono scandalizzati gli uomini religiosi: che Dio è questo che lascia morire il suo Messia?
Si scandalizzano i soldati, gli uomini forti: se sei il re, usa la forza! Salvati. C'è forse qualcosa che vale più della vita? Ebbene sì, risponde la narrazione della Croce, qualcosa vale di più, l'amore vale più della vita. E appare un re che muore ostinatamente amando; giustiziato, ma non vinto; che noi possiamo rifiutare, ma che non ci rifiuterà mai. E la risurrezione è il sigillo che un amore così non andrà mai perduto.
Un malfattore appeso alla croce gli chiede di non essere dimenticato e lui lo prende con sé. In quel bandito raggiunge tutti noi, consacrando – in un malfattore – la dignità di ogni persona umana: nella sua decadenza, nel suo limite più basso, l'uomo è sempre amabile per Dio. Proprio di Dio è amare perfino l'inamabile. Non ha meriti da vantare il ladro. Ma Dio non guarda al peccato o al merito, il suo sguardo si posa sulla sofferenza e sul bisogno, come un padre o una madre guardano solo al dolore e alle necessità del figlio.
...
Ricordati di me quando entrerai nel tuo regno. E Gesù non solo si ricorda, fa molto di più: lo porta con sé, se lo carica sulle spalle, come fa il pastore con la pecora perduta, lo riporta a casa: sarai con me! E mentre la logica della nostra storia sembra avanzare per esclusioni, per separazioni, per respingimenti alle frontiere, il Regno di Dio è la terra nuova che avanza per inclusioni, per abbracci, per accoglienza.
...
Oggi: adesso, subito; ecco l'amore che ha sempre fretta; ecco l'istante che si apre sull'eterno, e l'eterno che si insinua nell'istante.
Con me: mentre la nostra storia di conflitti si chiude in muri, frontiere e respingimenti, il Regno di Dio germoglia in condivisioni e accoglimenti.
Nel paradiso: quel luogo che brucia gli occhi del desiderio, quel luogo immenso e felice che «solo amore e luce ha per confine».
E se il primo che entra in paradiso è quest'uomo dalla vita sbagliata, allora non c'è nulla e nessuno di definitivamente perduto, nessuno è senza speranza. Le braccia del re-crocifisso resteranno spalancate per sempre, per tutti quelli che riconoscono Gesù come compagno d'amore e di pena, qualunque sia il loro passato: è questa la Buona Notizia di Gesù Cristo.

--------------------------------------------

"Discernere per diventare generativi" a cura di Gregorio Battaglia (video integrale)


I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016 
promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ 
“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” 
(1Ts 5,21)
Mercoledì 16 novembre
1. L’irruzione della Parola generativa di Dio
Il Vangelo di Luca si apre con la presentazione di una coppia sterile. Si tratta del sacerdote Zaccaria e della moglie Elisabetta, di cui è detto che “ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni” (Lc 1,6-7). Posta in apertura del Vangelo questa coppia diventa simbolo di una società, che nonostante la sua osservanza e religiosità è incapace di generare un futuro, di generare un nuovo inizio, che possa dare un senso al presente che si sta vivendo. 
Il mutismo di Zaccaria di fronte all’annuncio dell’angelo di una possibile gravidanza è quanto mai eloquente, perché esprime visivamente l’incapacità di questa coppia/comunità di guardare oltre. La novità annunciata dal Vangelo è proprio questa: dentro quest’orizzonte chiuso e ripetitivo Dio irrompe con la sua Parola generativa, per cui l’impossibile di Elisabetta e, per altro verso, della stessa verginità di Maria è reso possibile da questo suo fare generativo. 
Tutta la Scrittura Santa, del resto, sta a testimoniare come la storia degli uomini è continuamente visitata da Dio. L’umanità è capace di grandi imprese, ma allo stesso tempo è condizionata da quella tentazione originale, che è data da quell’hybris, da quella superbia, che tende a corrompere le relazioni umane, riducendo l’altro in schiavitù. Da questo punto di vista è quanto mai emblematica la storia di Caino, che ridotto allo stato di vagabondo è spinto a dare vita alla città, come luogo di cooperazione tra gli uomini e di accrescimento del sapere e del saper fare, ma questa città finisce per considerare le persone umane funzionali al raggiungimento e al consolidamento del proprio progetto di potenza. Eppure questa storia, che sembra inesorabilmente avviata verso il non-senso e la perdizione, conosce l’irrompere di Dio, che è capace di tramutarla in storia di salvezza. 
La storia della salvezza non corre parallela a quella portata avanti dagli uomini, ma emerge dalle oscurità di quest’ultima. Non ci desta, allora, grande stupore se il libro della Genesi si presenti come il libro delle “Toledot”, delle generazioni, perché il mistero di un nuovo inizio si rende possibile dove un uomo ed una donna si rendono docili strumenti della trasmissione della vita.
...
Generare vita attorno a sé significa, innanzitutto, prendere coscienza di quanto si è ricevuto dal passato, ma vuol dire anche impegno a far nascere qualcosa di nuovo, che spinga avanti la storia degli uomini. Dice ancora l’esortazione: Una coppia di sposi che sperimenta la forza dell’amore, sa che tale amore è chiamato a sanare le ferite degli abbandonati, a instaurare la cultura dell’incontro, a lottare per la giustizia. Dio ha affidato alla famiglia il progetto di rendere “domestico” il mondo”   
(AL 183).
...
  video

--------------------------------------------


DENTRO L'OPERA - ​Una normale straordinaria conversione di Antonio Paolucci


Gli Atti degli Apostoli non dicono che Saulo di Tarso quando si mise in marcia per perseguitare i cristiani, rimanendo folgorato dalla Grazia sulla via di Damasco, era a cavallo. Probabilmente si era messo in cammino a piedi, accompagnato dai suoi accoliti. Ma un santo del livello di san Paolo, a piedi non piaceva agli iconografi e agli artisti. L’Apostolo delle Genti aveva da essere a cavallo come si conviene a un proto-apostolo, a un principe della Dottrina. Quanto alla conversione bisognava immaginarla tumultuosa, drammatica, meglio se con il cavallo spaventato e imbizzarrito, meglio se con luci balenanti, prodigi nel cielo e agitazione di personaggi tutto intorno. Caravaggio, quando fu incaricato da monsignor Tiberio Cerasi di mettere in figura la Conversione di san Paolo per la sua cappella in Santa Maria del Popolo a Roma, non rinunciò alla convenzione iconografica. San Paolo, il persecutore dei cristiani che Cristo aveva fermato sulla via di Damasco, compie il suo ufficio a cavallo, come da sempre era stato rappresentato. Questo del resto voleva il committente che aveva ordinato a Caravaggio anche l’altra tela che gli sta di fronte con la Crocifissione di san Pietro.
Caravaggio accetta le indicazioni di monsignor Cerasi però rinuncia a qualsiasi teatralità.
...

--------------------------------------------


Gesù mio fratello - Vita e Spiritualità di Charles de Foucauld e dei piccoli fratelli di Gesù (VIDEO - Documentario di Liliana Cavani)


Documentario sulla vita, le opere 
e la spiritualità di Charles de Foucauld 
e dei piccoli fratelli di Gesù 
a cura di Liliana Cavani (1964)
Gesù è presente ovunque ci sia un uomo bisognoso d'amore
...
L'intuizione di p. de Foucauld era quella di vivere immersi nel mondo, nella miseria del mondo, essere dei contemplativi buttati nella vastità del mondo per testimoniare, intendendo per testimoniare che viviamo per Gesù, per amore di Lui, ma fra gli uomini testimoniare senza esigere proseliti, ma testimoniando l'amore gratuito che Dio ha per ogni uomo, in modo particolare per il più povero e derelitto
...
  video

--------------------------------------------

"Misericordia per non tacere sul dolore" di Enzo Bianchi


“Andate a imparare cosa vuol dire ‘Misericordia voglio e non sacrifici’” (Mt 9,13). Così Gesù si rivolgeva agli uomini religiosi del suo tempo che lo rimproveravano perché sedeva a tavola con pubblicani e peccatori. Lui infatti era venuto “non per i giusti, ma per i peccatori”. E su questo “imparare la misericordia” papa Francesco ha voluto impostare il giubileo che si è chiuso ieri: non una sconfessione di ciò che è bene e ciò che è male in assoluto, non una relativizzazione della gravità di certi comportamenti, ma la convinzione evangelica che, per usare le parole di papa Giovanni XXIII all’apertura del Vaticano II, “al tempo presente, la chiesa preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando”.
Papa Francesco non ha fatto altro durante quest’anno che evidenziare alcune delle “necessità odierne” cui la chiesa dovrebbe rispondere con la “medicina della misericordia” per guarire i malati o lenirne le sofferenze, non per accontentare i giusti che non hanno bisogno di conversione. E questo naturalmente è un compito che non può esaurirsi in un anno, non può fermarsi sulla soglia dei portali delle cattedrali, ora simbolicamente ma a livello liturgico infelicemente “chiusi”: si tratta, appunto, di “imparare” un’arte, cosa voglia dire usare misericordia nei nostri rapporti all’interno della chiesa e nella compagnia degli uomini.
...
Non basta certo un anno per “imparare” cosa vuol dire misericordia e agire di conseguenza, ma papa Francesco ha voluto ricordare che su questo si misura per i cristiani la fedeltà al vangelo e per tutti la possibilità di percorrere vie di umanizzazione.

--------------------------------------------



CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


 SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


 
Pakistan. Per la chiusura del Giubileo, il governo libera i primi 69 detenuti e altri liberi nei prossimi giorni.

--------------------------------------------------------------

  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


ABITARE LE PAROLE / ESEMPIO - Esprimere il meglio di noi di Mons. Nunzio Galantino


ABITARE LE PAROLE / 
ESEMPIO - Esprimere il meglio di noi 
di Mons. Nunzio Galantino
«Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio» (A. Camus). Forse viviamo troppo velocemente e freneticamente per permettere ai nostri pensieri di cambiarci e di cambiare la nostra vita; i nostri pensieri – sempre più brevi e veloci – si fermano in superficie, spesso vengono dimenticati e non trasformati, né in esempi né in gesti e azioni conseguenti. Dal latino eximere (cavar fuori), l’esempio è (tra gli altri significati) la manifestazione esplicita e visibile dei nostri pensieri e dei nostri sentimenti. È l’atto di «metter fuori» quello che di più profondo c’è dentro di noi per condividerlo con gli altri, per contagiare gli altri; per permettere ad altri di appropriarsene nella misura in cui lo vogliano. Se in Pedagogia l’esempio è un modello educativo di apprendimento; in Psicologia, esso diviene un comportamento che viene proposto per essere riprodotto. In questo caso, implica l’imitazione. Il vero esempio è infatti contagioso, mostra il modello verso cui tendere, spingendo al comportamento imitativo. Vale per tutti quello che papa Francesco ha scritto per la Chiesa nella Evangelii gaudium (14), citando Benedetto XVI: «La Chiesa non cresce per proselitismo ma “per attrazione”». L’esempio contagia in maniera imperscrutabile, spesso inconsapevole, soprattutto quando non è “gridato” e imposto. È questo l’esempio che fa crescere. E, in questo caso, non c’è differenza fra persone che “sono di esempio” o che danno il “buon esempio” e persone che “seguono” l’esempio. È evidente che è più facile imitare o “prendere esempio” da qualcuno cui vengono riconosciute autorevolezza e stima. Ma ciò non dispensa nessuno dalle sue personali responsabilità nel discernere cosa va imitato in una persona. 
...
  ESEMPIO - Esprimere il meglio di noi  (PDF)

--------------------------------------------

Carlo Acutis patrono di Internet?

“Abbiamo tutti i patroni, ma non il patrono di Internet. Chissà se Carlo Acutis, una volta proclamato beato, non possa essere riconosciuto come patrono di Internet…”. A formulare questo auspicio è stato monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, durante la presentazione, presso la Filmoteca Vaticana, del “docufilm” e del libro sul servo di Dio Carlo Acutis, di cui il 24 novembre si chiude la fase diocesana del processo di beatificazione. “Carlo era un ragazzo particolarmente flessibile, appassionato di quello che allora si chiamava personal computer.
...
Beatificazione di Carlo Acutis, 
si chiude il processo diocesano
Giovedì 24 novembre, alle 17, in Arcivescovado a Milano (piazza Fontana 2), l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, presiederà la chiusura del processo diocesano di canonizzazione del giovane Carlo Acutis. L’iter canonico per l’introduzione della causa - promossa dalla Diocesi di Milano - era stato approvato dalla Conferenza episcopale lombarda (Cel) il 15 febbraio 2013, in una sessione di lavoro svoltasi in Vaticano a margine della Visita ad Limina delle diocesi lombarde. Ora l’iter proseguirà presso la Santa Sede.
Carlo Acutis (1991-2006), morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, era un adolescente simile a molti altri, impegnato nella scuola, tra gli amici, grande appassionato di computer. Era dotatissimo per l’informatica, capace di carpirne segreti normalmente accessibili solo a chi ha compiuto studi universitari specialistici. I suoi interessi spaziavano dalla programmazione dei computer al montaggio di film, dalla creazione di siti web a giornalini di cui curava redazione e impaginazione, fino ad arrivare al volontariato con i più bisognosi, con i bambini e con gli anziani.
Nel ricordo di quanti l'hanno conosciuto ha lasciato un grande vuoto e una profonda ammirazione per la sua breve, ma intensa testimonianza di vita autenticamente cristiana, alimentata dal grande amore per il Signore e dalla devozione filiale verso Maria. Recitava il Rosario e frequentava la Messa tutti i giorni. Faceva spesso anche l’Adorazione eucaristica.
...
Video presesentazione sito www.carloacutis.com
  Video
La chiusura della fase diocesana del processo di beatificazione del Servo di Dio Carlo Acutis sarà l’occasione per presentare due opere che raccontano le virtù del ragazzo milanese, morto a soli 15 anni, il 12 ottobre 2006. Il docufilm La mia autostrada per il cielo - Carlo Acutis e l’Eucarestia, realizzato da Officina della Comunicazione in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano, e il volume Un genio dell’informatica in cielo. Biografia di Carlo Acutis, edito dalla Liberia Editrice Vaticana, raccontano per la prima volta la normalità della vita del ragazzo che fin da tenera età ha costruito un rapporto speciale con la fede e con l’Eucarestia.

...
Monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, così parla del Servo di Dio nella prefazione del libro: «Carlo Acutis aveva colto la bellezza della santità, cercata nell’intimo dell’anima, dove la voce di Dio ci chiama ad affidarci allo Spirito che dà la saggezza per discernere la strada da intraprendere, anche nel rutilante planisfero digitale. “Mago” del computer e dell’informatica, aveva capito che la santità non consiste nell’occupare un posto in una nicchia, ma nella ricerca quotidiana di felicità, nel desiderio di donarsi senza compensi, fuggendo la tentazione di trasformare una vocazione in un ruolo, la vita cristiana in un’abitudine. Non si accontentava della mediocrità, per questo aveva messo al centro della sua vita l’essenziale: Parola di Dio e Pane di vita».
...
  Carlo Acutis, la vita in un libro e in un docufilm
La mia autostrada per il cielo - Carlo Acutis e l’Eucarestia
  Videoclip 1 
  Videoclip 2
  Videoclip 3

--------------------------------------------




 FRANCESCO
 


SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


Tweet

19/11/2016:

 
La misericordia di Dio verso di noi...

20/11/2016:

  Il Giubileo della Misericordia, che oggi si conclude, continui...

  Chiudiamo oggi la Porta Santa, ringraziando Dio...

  A tutti, credenti e lontani, possa giungere...

  Affidiamo la Chiesa, l'umanità intera e il cosmo immenso al Signore...


21/11/2016:

  Ricordiamo con gratitudine le persone consacrate che...

22/11/2016:

  Come desidero che gli anni a venire siano pieni di misericordia...

23/11/2016:

  Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere pazienti...

24/11/2016:

  Bisogna uscire da noi stessi per incontrare gli altri...


25/11/2016:

  Quante donne sopraffatte dal peso della vita...

---------------------------------------------------------------


... Sono alcune delle “istantanee” messe a disposizione dal Centro televisivo vaticano, che ha documentato il “dopo Concistoro” a partire dal momento in cui i nuovi porporati, guidati da Papa Francesco, sono saliti a bordo di due pullmini, per raggiungere Benedetto XVI nel Monastero Mater Ecclesiae...

 
Il Papa emerito abbraccia i cardinali e prega con loro

---------------------------------------------------------------

Un passaggio della bellissima omelia di Papa Francesco nella Santa Messa per la chiusura della Porta Santa

  Anche se si chiude la Porta Santa, rimane sempre spalancata per noi...

---------------------------------------------------------------

PAPA FRANCESCO: SIAMO STATI INVESTITI DI MISERICORDIA PER RIVESTIRCI DI SENTIMENTI MISERICORDIA, PER DIVENTARE NOI PURE STRUMENTI DI MISERICORDIA

  video

---------------------------------------------------------------

  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


"Nel cuore di Dio non ci sono nemici, Dio ha solo figli" - Concistoro Ordinario Pubblico per la Creazione di nuovi Cardinali - 19 novembre 2016 - (foto, testi e video)


 Concistoro Ordinario Pubblico per la Creazione di nuovi Cardinali 
 19 novembre 2016 
...

I 13 nuovi cardinali elettori (in caso di Conclave), secondo l'ordine in cui il Papa ne ha annunciato i nomi lo scorso 9 ottobre, sono: Mario Zenari, italiano, che il Papa ha annunciato resterà "nunzio nella martoriata Siria"; Dieudonne Nzapalainga, arcivescovo di Bangui, nella Repubblica centrafricana; Carlo Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid in Spagna; Sergio da Rocha, arcivescovo di Brasilia in Brasile; Blase Cupich, arcivescovo di Chicago negli Stati Uniti; Patrick D'Rozario, arcivescovo di Dhaka in Bangladesh; Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida, in Venezuela; Jozef De Kesel, arcivescovo di Maline-Bruxelles, in Belgio; Maurice Piat, arcivescovo di Port Louis nell'Isola Mauritius; Kevin Farrell, prefetto del dicastero per i laici, famiglia e vita; Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla in Messico; John Ribat, arcivescovo di Port Moresby, in Papua Nuova Guinea; Joseph William Tobin, arcivescovo di Indianapolis negli Stati Uniti. I 4 neo cardinali non elettori (per motivi di età) sono: Anthony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur (Malaysia); Renato Corti, vescovo emerito di Novara; Sebstian Koto Khorai, vescovo emerito di Mohalès Hoek (Lesotho); Ernest Simoni, prete dell'arcidiocesi di Scutari (Albania).
...
 Omelia
...
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (v. 36).
Un invito accompagnato da quattro imperativi, potremmo dire da quattro esortazioni che il Signore rivolge loro per plasmare la loro vocazione nella concretezza, nella quotidianità dell’esistenza. Sono quattro azioni che daranno forma, daranno carne e renderanno tangibile il cammino del discepolo. Potremmo dire che sono quattro tappe della mistagogia della misericordia: amate, fate il bene, benedite e pregate.
...
Ci troviamo di fronte a una delle caratteristiche più proprie del messaggio di Gesù, lì dove si nasconde la sua forza e il suo segreto; da lì proviene la sorgente della nostra gioia, la potenza della nostra missione e l’annuncio della Buona Notizia. Il nemico è qualcuno che devo amare. Nel cuore di Dio non ci sono nemici, Dio ha solo figli. Noi innalziamo muri, costruiamo barriere e classifichiamo le persone. Dio ha figli e non precisamente per toglierseli di torno. L’amore di Dio ha il sapore della fedeltà verso le persone, perché è un amore viscerale, un amore materno/paterno che non le lascia nell’abbandono, anche quando hanno sbagliato. Il Nostro Padre non aspetta ad amare il mondo quando saremo buoni, non aspetta ad amarci quando saremo meno ingiusti o perfetti; ci ama perché ha scelto di amarci, ci ama perché ci ha dato lo statuto di figli. Ci ha amato anche quando eravamo suoi nemici (cfr Rm5,10). L’amore incondizionato del Padre verso tutti è stato, ed è, vera esigenza di conversione per il nostro povero cuore che tende a giudicare, dividere, opporre e condannare. Sapere che Dio continua ad amare anche chi lo rifiuta è una fonte illimitata di fiducia e stimolo per la missione. Nessuna mano sporca può impedire che Dio ponga in quella mano la Vita che desidera regalarci.
La nostra è un’epoca caratterizzata da forti problematiche e interrogativi su scala mondiale.
...
Cari fratelli, Gesù non cessa di “scendere dal monte”, non cessa di voler inserirci nel crocevia della nostra storia per annunciare il Vangelo della Misericordia. Gesù continua a chiamarci e ad inviarci nella “pianura” dei nostri popoli, continua a invitarci a spendere la nostra vita sostenendo la speranza della nostra gente, come segni di riconciliazione. Come Chiesa, continuiamo ad essere invitati ad aprire i nostri occhi per guardare le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della loro dignità, privati nella loro dignità.
Caro fratello neo Cardinale, il cammino verso il cielo inizia nella pianura, nella quotidianità della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ciò che siamo. La nostra vetta è questa qualità dell’amore; la nostra meta e aspirazione è cercare nella pianura della vita, insieme al Popolo di Dio, di trasformarci in persone capaci di perdono e di riconciliazione.
...
  video dell'omelia
“Fratelli carissimi, ci disponiamo a compiere un atto gradito e grave del nostro sacro ministero. Esso riguarda anzitutto la Chiesa che è in Roma, ma interessa pure l’intera comunità ecclesiale: chiameremo a far parte del Collegio dei Cardinali alcuni nostri fratelli, perché siano uniti alla sede di Pietro con più stretto vincolo, divengano membri del clero di Roma, cooperino più intensamente al nostro servizio apostolico”. È la formula, pronunciata in latino come tutto il rito, con cui il Papa ha proclamato solennemente i nomi dei nuovi cardinali
...

  video
  video integrale
Finita la cerimonia, il Papa e i nuovi cardinali si sono recati con due pulmini al Monastero Mater Ecclesiae per salutare il Papa emerito Benedetto XVI, che non era presente al Concistoro.

------------------------------------------


"Anche se si chiude la Porta santa, rimane sempre spalancata per noi la vera porta della misericordia, che è il Cuore di Cristo." Papa Francesco Omelia S. Messa chiusura Anno Giubilare - Angelus 20/11/2016 (foto, testi e video)

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo
Piazza San Pietro
Domenica, 20 novembre 2016
 SANTA MESSA PER LA CHIUSURA DEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
...
 OMELIA 
La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corona l’anno liturgico e questo Anno santo della misericordia. Il Vangelo presenta infatti la regalità di Gesù al culmine della sua opera di salvezza, e lo fa in un modo sorprendente. «Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete.
...
  video dell'omelia
ANGELUS 
Cari fratelli e sorelle,
al termine di questa Celebrazione, innalziamo a Dio la lode e il ringraziamento per il dono che l’Anno Santo della Misericordia è stato per la Chiesa e per tante persone di buona volontà.
...
  video integrale

------------------------------------------

«Non facciamo della fede una teoria astratta dove i dubbi si moltiplicano. Facciamo piuttosto della fede la nostra vita.» - Papa Francesco, Udienza generale - 23 novembre 2016 (foto, testo e video)

 Udienza Generale 
 23 novembre 2016
Papa Francesco è arrivato oggi alle 9.30 in Aula Paolo VI, dove si svolge l’udienza generale, la prima dopo la chiusura del Giubileo. 
Prima di essere accolto dalle migliaia di fedeli che lo acclamavano, il Papa ha ricevuto i partecipanti al Colloquio promosso dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso con l’Islamic culture and relations organizations.
...
Consigliare e Insegnare
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Finito il Giubileo, oggi torniamo alla normalità, ma rimangono ancora alcune riflessioni sulle opere di misericordia, e così continuiamo su questo.
La riflessione sulle opere di misericordia spirituale riguarda oggi due azioni fortemente legate tra loro: consigliare i dubbiosi e insegnare agli ignoranti, cioè a coloro che non sanno. La parola ignorante è troppo forte, ma vuol dire quelli che non sanno qualcosa e a cui si deve insegnare. Sono opere che si possono vivere sia in una dimensione semplice, familiare, alla portata di tutti, sia – specialmente la seconda, quella dell’insegnare – su un piano più istituzionale, organizzato. Pensiamo ad esempio a quanti bambini soffrono ancora di analfabetismo. Questo non si può capire: in un mondo dove il progresso tecnico-scientifico sia arrivato così in alto, ci sono bambini analfabeti! È un’ingiustizia. Quanti bambini soffrono di mancanza di istruzione. È una condizione di grande ingiustizia che intacca la dignità stessa della persona. Senza istruzione poi si diventa facilmente preda dello sfruttamento e di varie forme di disagio sociale.
La Chiesa, nel corso dei secoli, ha sentito l’esigenza di impegnarsi nell’ambito dell’istruzione perché la sua missione di evangelizzazione comporta l’impegno di restituire dignità ai più poveri. Dal primo esempio di una “scuola” fondata proprio qui a Roma da san Giustino, nel secondo secolo, perché i cristiani conoscessero meglio la sacra Scrittura, fino a san Giuseppe Calasanzio, che aprì le prime scuole popolari gratuite d’Europa, abbiamo un lungo elenco di santi e sante che in varie epoche hanno portato istruzione ai più svantaggiati, sapendo che attraverso questa strada avrebbero potuto superare la miseria e le discriminazioni. Quanti cristiani, laici, fratelli e sorelle consacrate, sacerdoti hanno dato la propria vita nell’istruzione, nell’educazione dei bambini e dei giovani. Questo è grande: io vi invito a fare un omaggio a loro con un bell’applauso! [applauso dei fedeli] Questi pionieri dell’istruzione avevano compreso a fondo l’opera di misericordia e ne avevano fatto uno stile di vita tale da trasformare la stessa società.
...
Pertanto, l’insegnamento più profondo che siamo chiamati a trasmettere e la certezza più sicura per uscire dal dubbio, è l’amore di Dio con il quale siamo stati amati (cfr 1 Gv 4,10). Un amore grande, gratuito e dato per sempre. Dio mai fa retromarcia con il suo amore! Va sempre avanti e aspetta; dona per sempre il suo amore, di cui dobbiamo sentire forte la responsabilità, per esserne testimoni offrendo misericordia ai nostri fratelli. Grazie.
  video dela catechesi
Saluti:
...
Porgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. ...
Rivolgo infine un pensiero ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. Domenica scorsa abbiamo concluso il Giubileo Straordinario. Non si è chiuso però il cuore misericordioso di Dio per noi peccatori, che non cesserà di inondarci con la sua grazia. Allo stesso modo non si chiudano mai i nostri cuori e non smettiamo di compiere sempre le opere di misericordia corporali e spirituali. L’esperienza dell’amore e del perdono di Dio che abbiamo vissuto in questo Anno Santo rimanga in noi come permanente ispirazione alla carità verso i fratelli.
  testo integrale
  video integrale

------------------------------------------


«Il popolo di Dio perdona tante debolezze, tanti peccati ai preti; ma non può perdonarne due: l’attaccamento ai soldi o quando il prete maltratta i fedeli» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
18 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Gesto definitivo
Un esame di coscienza chiesto a ogni cristiano e in particolare ai sacerdoti: è Dio «il mio Signore» oppure il mio cuore «è attaccato ai soldi»? È stato questo il cuore della meditazione di Papa Francesco durante la messa celebrata a Santa Marta venerdì 18 novembre. 
Tra i concelebranti, nella cappella della Domus, c’erano il cardinale Pietro Parolin con i superiori e gli officiali della Segreteria di Stato e il folto gruppo dei collaboratori di ruolo delle rappresentanze pontificie, i quali, proprio con la partecipazione all’Eucaristia, hanno cominciato la giornata dedicata alla celebrazione del giubileo della misericordia.
...
(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

------------------------------------------



S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
22 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Nel giorno del giudizio
Al mondo «non piace pensare» alle realtà ultime, ma anche queste fanno parte dell’esistenza umana. E se si vive «nella fedeltà al Signore», dopo la morte corporale «non avremo paura» di presentarci di fronte a Gesù per il suo giudizio. Seguendo il cammino dell’«ultima settimana dell’anno liturgico», Papa Francesco ha dedicato l’omelia della messa celebrata a Santa Marta martedì 22 novembre, a una riflessione sulla fine: «sulla fine del mondo, sulla fine della storia; sulla fine di ognuno di noi, perché ognuno di noi avrà la sua fine».
...
  video

------------------------------------------

«La voce di Dio, quando parla al cuore è così: come un filo di silenzio sonoro, il sussurro di Dio» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
24 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Tre voci
Una serie di suggerimenti biblici, e anche pratici, per saper davvero riconoscere e ascoltare «la voce del Signore» — senza cadere nella tentazione della corruzione e della mondanità, e riscoprendo la bellezza della preghiera silenziosa di adorazione — sono stati proposti da Papa Francesco durante la messa celebrata nella cappella della Casa Santa Marta giovedì mattina, 24 novembre.
...
  video

------------------------------------------

"La dannazione eterna non è sala di tortura ma lontananza da Dio ... Aprire il cuore a Gesù con umiltà, dà la salvezza" Papa Francesco (testo e video)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
25 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Scegliere di allontanarsi per sempre dal Signore è la dannazione eterna. Lo ha detto il Papa nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Francesco ha ammonito a non dialogare mai col diavolo, seduttore e truffatore, ma ad accostarsi all’ultimo incontro col Signore, nel giorno del Giudizio, con cuore umile.
...
  video

------------------------------------------

Papa Francesco Intervista a Tv2000 e inBlu Radio (testo e video integrali)


Papa Francesco, in occasione della chiusura del Giubileo della Misericordia, ha rilasciato una lunga intervista (40 minuti) a Tv2000 e InBlu Radio. Il Pontefice, nel colloquio con il direttore di Rete, Paolo Ruffini e il direttore dell’Informazione, Lucio Brunelli, riflette sui frutti dell’Anno Santo straordinario ("Una benedizione del Signore"); su come dovrà cambiare la Chiesa, sul modo in cui la misericordia interpella le coscienze dei singoli e degli Stati, sull’idolatria del denaro e sull’attenzione verso i più poveri. Papa Francesco racconta quindi numerosi episodi legati ai suoi ‘Venerdì della Misericordia’ con ex prostitute, malati terminali, carcerati. Riflette sul rapporto fra giustizia e misericordia e sulla questione della pena di morte e dell’ergastolo. Con tono familiare e spontaneità risponde anche ad alcune domande personali. Su quale sia il segreto, ad esempio, perché il Papa non si ‘stressi’ pur vivendo giornate strapiene di impegni e occupate da tanti pensieri. E ancora dichiara la sua “allergia agli adulatori”, considerati più “molesti” dei detrattori e confida inoltre di recitare ogni giorno la preghiera di San Tommaso Moro, “donami Signore il senso dell’umorismo”. 
*****
Ecco la trascrizione integrale dell’intervista
  video

------------------------------------------

Il “panico” tra i cardinali per il Giubileo “scandaloso” di Papa Francesco di Alberto Maggi

Il commento del biblista Alberto Maggi, dopo la lettera dei cardinali Brandmueller, Burke, Caffarra e Meisner, che esprimono dubbi per le scelte del Papa
LO SCANDALO DELLA MISERICORDIA
L’Anno giubilare della Misericordia è terminato, ma non sembra aver minimamente scalfito le posizioni di quella parte di gerarchia ecclesiastica cresciuta e radicata nella convinzione che esistevano valori non negoziabili, che bisognava adoperare la tolleranza zero, capace di dire sempre e solo no, anche se questo era causa di sofferenza per tante persone.
Gesù, con profonda ironia, chiedeva ai pii farisei, ai sommi sacerdoti e agli scribi, tutti grandi esperti delle Sacre scritture, “Non avete mai letto…?” (Mt 12,3; 21,16). Leggevano sì, ma non capivano, avevano occhi ma non vedevano (Mc 8,18), perché la Scrittura si comprende solo se letta con lo Spirito che l’ha ispirata: l’amore incondizionato del Creatore per le sue creature. La stessa domanda bisognerebbe porla a quelle reverende eminenze che si scandalizzano dell’attuazione del messaggio di Gesù. Hanno mai letto il vangelo, dove il Signore invita a “perdonare settanta volte sette?” (Mt 18,22), numeri che non indicano la quantità, ma la qualità del perdono che deve essere come quello di Dio.
Finché la buona notizia era confinata nella dottrina e nel catechismo, andava tutto bene, ma quando il vangelo diventa vita e prende forma concreta nell’esistenza dei credenti, i tenaci difensori della “tolleranza zero”, si allarmano e starnazzano. Questa gerarchia ecclesiastica, sorda al monito di Gesù “tra voi non sia così” (Mt 20,26), si è costituita in una struttura di potere sempre in difesa di se stessa, ferma nel difendere i propri privilegi, ma esitante nell’accogliere forme nuove di vivere il vangelo. Sospettosa verso tutto quello che in qualche maniera può mettere in discussione la dottrina, la tradizione, il passato, e ostile a qualunque cambiamento. Questa casta mummificata nei suoi riti, anacronista nei suoi tanto suntuosi quanto ridicoli paludamenti, non sa come rispondere alle necessità dell’uomo, riproponendo vecchie risposte ai nuovi bisogni, riesumando ammuffite affermazioni dottrinali che sanno di naftalina e non certo del profumo della vita. Arroccati nella loro intransigenza, questi ecclesiastici si sentono minacciati da quello che invece dovrebbe essere l’unico tratto distintivo che li rende riconoscibile come uomini di Dio: l’amore compassionevole (“Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”, Lc 6,35).
Il panico che si è impadronito di molti ecclesiastici è simile a quello che colse i capi religiosi del tempo di fronte alla novità Gesù di Nazaret: “Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui!” (Gv 11,48).
...

--------------------------------------------


La Lettera aperta di un presule agli autori dei «dubia» su Amoris laetitia pubblicata su Settimananews.it: grave «il peccato dello scandalo, dato pubblicamente al popolo cristiano in tutto il mondo»

 
Fragkiskos Papamanolis: 
   Un vescovo ai quattro cardinali: scandalizzate il popolo cristiano


---------------------------------------------------------------



 Sei interessato a ricevere la nostra newsletter
 ma non sei iscritto ?
 
Iscriversi è facile e gratuito.  

               ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

 riceverai la newsletter di "TEMPO  PERSO", ogni settimana, direttamente nella casella di posta elettronica.



L’elenco delle precedenti newsletter:


2016




n. 1 dell'8 gennaio 2016

n. 4 del 29 gennaio 2016

 n. 7 del 26 febbraio 2016

n. 10 del 18 marzo 2016

n. 13 dell'8 aprile 2016

n. 16 del 29 aprile 2016

n. 19 del 20 maggio 2016

n. 22 del 10 giugno 2016

n. 25 del 1° luglio 2016

n. 28 del 22 luglio 2016

n. 31 del 12 agosto 2016

n. 34 del 2 settembre 2016

n. 37 del 23 settembre 2016

n. 40 del 14 ottobre 2016

n. 43 dell'11 novembre 2016
    




n. 2 del 15 gennaio 2016

n. 5 del 5 febbraio 2016

n. 8 del 4 marzo 2016

n. 11 del 25 marzo 2016

n. 14 del 15 aprile 2016

n. 17 del 6 maggio 2016

n. 20 del 27 maggio 2016

n. 23 del 17 giugno 2016

n. 26 dell'8 luglio 2016

n. 29 del 29 luglio 2016

n. 32 del 19 agosto 2016

n. 35 del 9 settembre 2016

n. 38 del 30 settembre 2016

n. 41 del 21 ottobre 2016

n. 44 del 18 novembre 2016
       

n. 3 del 22 gennaio 2016

n. 6 del 19 febbraio 2016

n. 9 dell'11 marzo 2016

n. 12 del 1° aprile 2016

n. 15 del 22 aprile 2016

n. 18 del 13 maggio 2016

n. 21 del 3 giugno 2016

n. 24 del 24 giugno 2016

n. 27 del 15 luglio 2016

n. 30 del 5 agosto 2016

n. 33 del 26 agosto 2016

n. 36 del 16 settembre 2016

n. 39 del 7 ottobre 2016

n. 42 del 4 novembre 2016
SPECIALI di TEMPO PERSO

Anniversario Pontificato Francesco

                                                            






newsletter degli anni precedenti

   2015

   2014 

 
2013

  2012
 
  2011

  2010

  2009

  2008