"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°44 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 12 al 18 novembre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 25 novembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI




OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 







I NOSTRI TEMPI


(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Giuseppe La Rosa "eroe" del nostro tempo "rescue swimmer" e ora "Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana"


L'uomo che si butta in mare e salva i migranti
Giuseppe La Rosa ha 27 anni, di professione è "rescue swimmer". Affronta il buio e il mare in tempesta per salvare vite umane. E' tra i 40 esempi civili insigniti dal Presidente della Repubblica
...
Video realizzato dall’Ufficio Relazioni Esterne del Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, che descrive attraverso immagini reali, l’attività di soccorso e l'impegno degli equipaggi del Corpo nel salvare vite umane nello Stretto di Sicilia
  video
Giuseppe La Rosa, SottoCapo di III classe della Marina Militare Italiana., 28 anni (Ragusa), Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo prezioso e generoso servizio in soccorso di tanti migranti in mare”.  (Motivazione ufficiale dal sito del Quirinale)
"Queste persone non devono andare giù, si devono salvare"
E a chi dice che dovete lasciarli in mare?
"Io dico e se ci fossi tu? In mare tutti quanti siamo uguali... il colore del sangue è uguale a quello tuo, quindi..."
Queste le parole con cui Giuseppe La Rosa conclude l'intervista condotta da Francesca Biagiotti nel servizio "Il salvataggio di un barcone carico di migranti" andato in onda a Ballarò su Rai3 il 7/06/2016.
  video


--------------------------------------------

 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

le notizie che non fanno "notizia", ma che a noi piace leggere e diffondere...

 
Messina: Tre migranti minorenni trovano a Piazza Cairoli un “ricco” portafogli e lo consegnano alla polizia

--------------------------------------------------------------


Presentato a Roma il terzo rapporto sulla “Protezione internazionale” redatto, tra gli altri, da Fondazione Migrantes e Caritas. Guerre e conflitti cronici fra le cause che costringono le persone a mettersi in marcia, ma anche le diseguaglianze economiche, nell’accesso al cibo e il terrorismo. 4900 i profughi che hanno perso la vita cercando di raggiungere l’Europa fra 2015 e 2016

 
Francesco Peloso: 
  Un popolo in fuga: 65,3 milioni i migranti forzati nel mondo

 
... Questa è la paura che ci deve preoccupare, la paura negli occhi dei minori, oltre il 50% dei 65 milioni di rifugiati nel mondo, secondo i dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite. Questa paura si trasformerà prima o poi in una domanda impietosa che ci verrà rivolta.
Perché? Perché avete cercato di bloccare i flussi di bambini in fuga senza futuro? Che cosa speravate di risolvere costruendo muri e recinti di filo spinato? Perché ci avete considerato dei nemici di cui aver paura se noi eravamo le vittime delle vostre politiche e delle vostre scelte economiche ingiuste? Perché avete lasciato morire tanti nostri amici e fratelli? E allora sì che dovremo avere paura delle risposte che la storia ci consegnerà.


 
Camillo Ripamonti: 
  Di cosa abbiamo paura?


In meno di tre anni hanno salvato ben 30mila persone. Sono le due navi del Moas (Migrants offshore aid station), voluta dai coniugi Regina e Christopher Catambrone, due imprenditori (lei calabrese, lui italo-americano) residenti a Malta. E' la prima missione privata di salvataggio nel Mediterraneo

 
Patrizia Caiffa: 
  Tragedie del mare: Regina Catambrone (Moas), “i migranti salvati rinascono a nuova vita”

--------------------------------------------------------------

Abbiamo intervistato in esclusiva nel numero di Famiglia Cristiana in edicola l'ignoto benefattore che da più di dieci anni paga debiti, affitti, cure mediche, rette scolastiche a persone in difficoltà. Una di queste, un ferroviere, si è fatto vivo con lui per raccontargli di come la sua vita e quella dei suoi cari sia cambiata grazie alla sua generosità.

  Eugenio Arcidiacono:   «CARO ANGELO INVISIBILE, GRAZIE PER AVERMI AIUTATO»

--------------------------------------------------------------


FEDE E
SPIRITUALITÀ


 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

  Non abbandoniamo mai la preghiera...  (Papa Francesco)
  Prima di essere una speranza per il futuro...  (Henri Lubac)
   Il cieco desidera dal Signore non del denaro... (S. Gregorio Magno)
  Lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù!... (Papa Francesco)
  Se tu hai un peso sulla tua coscienza...  (Papa Francesco)
  Signore Gesù, mia vita, mio tutto...  (Carlo Maria Martini)
  Dio prende con tanta serietà la libertà dell'uomo... (Antonio Savone)
  Casa di Dio è l'uomo... (P. Ermes Ronchi)

--------------------------------------------------------------

25 anni fa, era la notte del 16 novembre 1989, sei gesuiti e due loro collaboratrici venivano trucidati da un gruppo paramilitare presso l’Università Centroamericana di El Salvador. Varie le manifestazioni per ricordare i “martiri dell’Uca” in diverse città della Spagna e a San Salvador.

  25 anni fa il massacro dei gesuiti a San Salvador

--------------------------------------------------------------

Per non dimenticare Padre Paolo Dall'Oglio rapito il 29 luglio 2013...
Vicini nella preghiera


 
Buon compleanno...

--------------------------------------------------------------

lunedì 21 novembre , alle ore 11.30 Conferenza Stampa in occasione della conclusione del Giubileo Straordinario della Misericordia e per la presentazione della Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco “Misericordia et Misera”.
La lettera porterà il titolo "Misericordia et misera" Queste parole evocano subito un pensiero di Sant'Agostino: "Rimasero in due, la misera e la misericordia" (Relicti sunt duo, misera et misericordia - In Ioh. Ev. tr. 33,5).  Diversi autori fanno ricorso a questo pensiero quando commentano Gv 8,1-11


 
Avviso di Conferenza Stampa


--------------------------------------------------------------


  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)



LA MISERICORDIA, VOLTO DI DIO, VOLTO DELL’UOMO - HOREB n.2/2016 (n. 74)


E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it

--------------------------------------------

DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016


--------------------------------------------

Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Novembre 2016 - “Dobbiamo superare l'indifferenza e la paura di accettare l’altro”.

Può un paese far fronte da solo alle difficoltà che produce la migrazione forzata?”. 
Si apre con un quesito cruciale il videomessaggio di Papa Francesco per le intenzioni di preghiera del mese di novembre.
Nel filmato, pubblicato via internet e diffuso in otto lingue, il Santo Padre afferma in spagnolo:
 “Dobbiamo superare l'indifferenza e la paura di accettare l’altro. 
Perché questo altro potresti essere tu. O io…”. 
Immagini di uomini e donne di diverse nazionalità si alternano a quelle del Pontefice che abbraccia e stringe le mani dei rifugiati incontrati durante i suoi viaggi a  Lampedusa, Lesbo o in Messico.
Rivolgendosi ai fedeli e agli uomini di buona volontà, il Papa conclude il videomessaggio con una richiesta che ribadisce quanto già tante volte da lui affermato: 
Unisciti a me in questa intenzione di preghiera:
Perché i Paesi che accolgono un grande numero di profughi e rifugiati, 
siano sostenuti nel loro impegno di solidarietà”.
  video


--------------------------------------




Vangelo: Lc 21,5-19
La pericope del Vangelo di Luca di questa XXXIII Domenica del Tempo Ordinario, che si prolunga fino al versetto 36, è chiamata "la Grande Apocalisse", per distinguerla dalla piccola (17,20-37) ed ha come tema di fondo il destino della universale della storia. Apocalisse'non significa "catastrofe, distruzione", bensì "rivelazione, svelamento", essa non rivela chissà quali realtà occulte o quali misteri, ma il senso profondo e ultimo della storia umana. L'autore non vuole terrorizzare il lettore ma lo invita a togliere quel velo che le tante paure hanno posto davanti ai suoi occhi, perché possa contemplare il mondo e la storia col medesimo sguardo d'amore con il quale il Signore stesso li contempla. Attraverso un linguaggio a tinte forti l'autore sacro vuole indicare che non si sta andando verso la distruzione, verso la fine, ma verso il fine della creazione, che "nel continuo dissolversi del mondo vecchio è celata la nascita di quello nuovo"(cit.). Dio porta a compimento il suo disegno d'amore nella storia - nonostante le sue innumerevoli contraddizioni - nel dono d'amore del Figlio, attraverso il suo mistero di morte e di resurrezione. La croce e la morte non devono mai scoraggiarci perché è attraverso di esse ( la martyria ) che il Padre ha realizzato nel Figlio, e desidera realizzare in noi, il suo disegno di salvezza. 
...

--------------------------------------------
 
"Non un capello andrà perduto" di p. Ermes Ronchi - XXXIII Domenica Tempo Ordinario - anno C


Commento
XXXIII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture: Malachia 3,19-20; Salmo 97; 2 Tessalonicesi 3,7-12; Luca 21,5-19
...
Il Vangelo non anticipa le cose ultime, svela il senso ultimo delle cose.
...
Uomo e natura possono sprigionare tutto il loro potenziale distruttivo, eppure non possono nulla contro l'amore. Davanti alla tenerezza di Dio sono impotenti.
...
Ciò che deve restare inciso negli occhi del cuore è l'ultima riga del vangelo: risollevatevi, alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. In piedi, a testa alta, liberi, coraggiosi: così il Vangelo vede i discepoli di Gesù. Sollevate il capo, e guardate lontano, perché la realtà non è solo questo che si vede: c'è un Liberatore, il suo Regno viene, verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme.

--------------------------------------------

"Una comunità che discerne: i monaci trappisti di Tibhirine" a cura di p. Alberto Neglia, ocarm (VIDEO INTEGRALE)


I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016 
promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ 
“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” 
(1Ts 5,21)
Mercoledì 9 ottobre - "Una comunità che discerne: i monaci trappisti di Tibhirine" 
«Quando si profila un ad-Dio. Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese.[…] Venuto il momento, vorrei avere quell’attimo di lucidità che mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei fratelli in umanità, e nel tempo stesso di perdonare con tutto il cuore chi mi avesse colpito» 
Questi sono due passaggi del Testamento di fratel Christian priore della comunità dei monaci trappisti di Tibhirine, in Algeria, uccisi nel maggio 1996. Sono annotazioni che fanno emergere lo spirito con cui tutta la comunità si poneva di fronte a Dio, ma anche tra i fratelli algerini, massicciamente musulmani. 
1. Il “profilarsi di un ad-Dio”, drammatica possibilità 
Christian scrive il Testamento, quando il “profilarsi di un ad-Dio” non è ipotesi teorica, evanescente, ma drammatica possibilità che questo ad-Dio possa verificarsi, da un momento all’altro perché l’Algeria sta vivendo il dramma della guerra civile, tra i militari al potere e il Gruppo Islamico armato (GIA), con tutte le conseguenze di violenza e di morte che comporta qualsiasi guerra civile. Il Testamento viene scritto il 1 dicembre 1993, allo scadere del tempo concesso, dal GIA, agli stranieri di lasciare l’Algeria. E viene confermato il 1 gennaio 1994. Nel frattempo, avvengono fatti drammatici. 
È importante, allora cercare di capire perché questi monaci (e non sono gli unici) hanno deciso di “resistere” continuando a vivere la loro esperienza evangelica in un territorio sempre più segnato dalla violenza e dalla morte. Lo faremo ripercorrendo questi anni e lo stato d’animo di questi “testimoni” attraverso varie testimonianze, ma in modo particolare attraverso la lettura del Diario (= D) di uno di essi, fratel Chistophe. Il Diario abbraccia il periodo che va dall’8 agosto 1993 al 19 marzo 1996. È un testo che, mentre registra alcuni avvenimenti, ci rivela soprattutto la densa interiorità di chi scrive e di riflesso l’animus della comunità in quel contesto di violenza. 
...
  video

--------------------------------------------


“Lo scandalo della misericordia" - 1. Riconciliazione Enzo Bianchi (VIDEO)


Padre Enzo Bianchi, Priore della comunità monastica di Bose, torna su TV2000 con quattro meditazioni volte a provocare il pubblico televisivo sulla portata “scandalosa” del perdono.Un dialogo con Monica Mondo per chiudere l’Anno Santo ripercorrendo luoghi e storie che rappresentano le diverse sfaccettature della Misericordia.
Puntata 1 - Riconciliazione: le vite che s’intrecciano al centro profughi di Castelnuovo di Porto, vicino Roma, insegnano che chi riceve Misericordia dà Misericordia. Al centro della puntata una domanda: siamo tutti capaci di perdono, o lo pretendiamo soltanto?
Il perdono è per tutti noi umani, un cammino molto difficile … un cammino, tuttavia, che dobbiamo fare, … per noi cristiani il perdono è al centro della fede… per essere veramente fratelli dobbiamo perdonare …
Può essere normale che l’altro sconosciuto, che viene da lontano, che parla un’altra lingua … può farci paura, il sentimento della paura non va ridicolizzato e neppure rimosso, ma la paura va razionalizzata, bisogna che facciamo dei cammini comuni per aiutare chi a paura all'accoglienza, e noi cristiani, senza per questo sentirci migliori degli altri …, noi cristiani sappiano che questa accoglienza, questo sentire compassione, che è umano, … ci è detto, ridetto costantemente da costantemente da Gesù Cristo e dal Vangelo, quindi per noi accogliere lo straniero che fugge dalla morte diventa un comandamento, non è neanche un opzione
...
  video

--------------------------------------------


"Nell'amore non c'è timore" di Enzo Bianchi


...
La scena è intollerabile, imbarazza, perché ha indubbiamente una qualità erotica
: quella prostituta palpa e tasta i piedi di Gesù, li bacia, li bagna con le lacrime e poi li asciuga con i suoi lunghi capelli. È una donna non velata come tutte le altre e fa i gesti nei quali le prostitute sono esperte per sedurre e dare piacere. Infine, tirato fuori un vasetto di profumo, cosparge con l'unguento i piedi di Gesù. Questo è davvero troppo! Questa eloquenza del corpo femminile in relazione al corpo di Gesù, un rabbi e un profeta, è inedita e fa paura! Gesù invece legge tutto diversamente: c'è una donna rannicchiata ai suoi piedi che tocca il suo corpo, piange fino a lavare i suoi piedi con le lacrime, li asciuga con i suoi capelli, li bacia senza dire una parola e li profuma.
Gesù vede una donna che ha sofferto e che soffre, che ama, una donna in cerca di amore, mentre il fariseo vede una peccatrice. Qui sta la differenza tra il rabbi Jeshu’a e gli altri esperti della Legge, gli uomini religiosi: Gesù non vede prima il peccato, ma la sofferenza, e qui soprattutto vede qualcuno che può essere amato nonostante i suoi peccati e che ama ancora; gli uomini religiosi si esercitano prima a spiare, a misurare il peccato, a emettere un giudizio, poi eventualmente vedono la sofferenza, che impongono agli altri, come esito del peccato! Secondo la Legge e il pensiero dominante quella donna impura, toccando il corpo di Gesù, gli comunicherebbe la sua impurità, ma il vangelo sottolinea piuttosto che lei sa trasformare in una manifestazione di amore verso di lui ciò che aveva sempre svolto come prestazione pagata. Spinta dall'amore, agisce senza timore: «nell'amore non c'è timore» (lGv 4,18)! Ciò che compie sta nel registro amoroso, e Luca descrive le azioni all'imperfetto, cioè come gesti ripetuti, caratterizzati da una lunga durata: «asciugava, baciava, ungeva» 
...
  Nell'amore non c'è timore
Vedi anche il precedente post:
  "Gesù e le donne" Il nuovo libro di Enzo Bianchi

--------------------------------------------

Il Giubileo e il segno della misericordia. Come un'onda che si allarga di Marina Corradi


Chiudono, ovunque fuorché a Roma, le Porte dell’Anno Santo della Misericordia. Se si pensa che le diocesi cattoliche nel mondo sono quasi tremila, sono diverse migliaia le Porte che vanno a serrare i battenti. A guardarne la localizzazione su una mappa del pianeta colpisce l’ampiezza della loro diffusione, dalla Norvegia al Cile, dalla Mongolia alla Cina, fino a quelle collocate in isole sperdute del Pacifico, o alle tante assiepate nelle regioni cristiane dell’Africa. Porte, poi, che non sono solo ingressi di storiche basiliche, ma anche cancelli di ostelli per poveri, o, come a Erbil, in Kurdistan, veli di una tenda posta ad accogliere i cristiani fuggiti dal Daesh. Sono battenti di semplici parrocchie, come a Lampedusa, o cappelle di carceri; e addirittura ogni porta di cella in ogni prigione ha potuto essere, per i suoi occupanti, Porta di Misericordia: è bastato varcarla «rivolgendo la preghiera e il pensiero al Padre».
Ma con quale intento erano state aperte, un anno fa, le Porte? «Attraversando la Porta Santa, ci lasceremo abbracciare dalla misericordia di Dio e ci impegneremo a essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi», disse Francesco. Che, a differenza del passato, quando per attraversare la Porta Santa bisognava compiere lunghi pellegrinaggi, ha voluto quest’anno spalancare Porte Sante dappertutto, in ogni angolo della Terra; segno di una misericordia che andasse a cercare gli uomini ovunque, fin sulla soglia delle loro case, e nei luoghi della persecuzione, della miseria, o della condanna. E ora che un anno è passato, che centinaia di milioni di fedeli hanno attraversato quelle soglie, si è forse concluso il tempo santo voluto dal Papa? In realtà, se crediamo all’operare di questa grazia, questo tempo da poco cominciato dovrebbe essere come un’onda che, una volta generata, si allarga, pianamente; quasi impercettibilmente, e però concreta.
...

--------------------------------------------

Misericordia cemento di civiltà di Luigino Bruni

Rigenerazioni/6 - Fa avverare i nostri "per sempre". 
E riesce a dare in premio se stessa

Misericordia cemento di civiltà 
di Luigino Bruni
“Vedo e scopro la mia stessa Luce negli altri, la Realtà vera di me, il mio vero io negli altri (magari sotterrato o segretamente camuffato per vergogna), e ritrovata me stessa mi riunisco a me resuscitandomi." (Chiara Lubich, La resurrezione di Roma. )
La misericordia è stato il cemento con cui abbiamo impastato nei secoli passati la nostra civiltà. Senza conoscere e amare la misericordia non comprendiamo la Bibbia, l’Alleanza, il libro dell’Esodo, Isaia, il vangelo di Luca, Francesco d’Assisi, Teresa d’Avila, Francesca Cabrini, don Bosco, le opere sociali cristiane, la Costituzione italiana, il sogno europeo, la vita insieme e gli amori dopo i campi di concentramento, le famiglie che vivono unite fino alla fine. È la misericordia che fa maturare e durare i nostri rapporti, che trasforma l’innamoramento in amore, simpatia e sintonie emotive in progetti robusti e grandi, che fa avverare i nostri “per sempre” pronunciati in gioventù, che impedisce alla maturità e alla vecchiaia di diventare solo una nostalgica narrazione di sogni infranti. La misericordia vive di tre movimenti simultanei: quello degli occhi, quello delle viscere (il rachàm biblico) e quello delle mani, della mente, delle gambe. Il misericordioso è prima di tutto qualcuno/a capace di vedere più in profondità. La prima misericordia è uno sguardo, che ricostruisce dentro la persona misericordiosa la figura morale e spirituale di chi le suscita misericordia. Prima di fare e di agire per “prendersi cura di lui”, il misericordioso lo guarda e lo vede diversamente. Scorge il “non ancora” oltre il “già” e il “già stato” che appare a tutti. Prima di essere un’azione etica, la misericordia è un moto dell’anima, con il quale riesco a rivedere l’altro nel suo disegno originale, prima dell’errore e della caduta, e lo amo al fine di ricrearlo alla sua natura più vera. Riesce a ricostruire dentro l’anima l’immagine spezzata, a ricomporre la trama interrotta. Vede che c’è una solidarietà inter-umana più profonda e vera di qualsiasi delitto, crede che la fraternità non viene cancellata da nessun fratricidio. Rivede ancora Adam dopo Caino
...
  Misericordia cemento di civiltà di Luigino Bruni  (PDF)

--------------------------------------------


Tre giorni di pellegrinaggio a Roma. Si è concluso con il Giubileo delle persone socialmente escluse l'Anno Santo della Misericordia. 6mila persone da 20 paesi diversi. Intervista al portavoce di "Fratello 2016" che racconta le reazioni e il dietro le quinte. "Ci sono stati veri e propri miracoli sotto i nostri occhi" 

  Maria Chiara Biagioni:   Il Papa con i senza fissa dimora: i miracoli dell’amore di un Padre

--------------------------------------------------------------

Papa Francesco presiede il Concistoro: che cos'è, chi sono i cardinali, come cambia la geografia del Sacro Collegio.

  Ilaria Solaini:   Tutto quello che c'è da sapere sul Concistoro

--------------------------------------------------------------



CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


  (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)



Monsignor Donald Bolen, il vescovo che è stato un clochard


Canada. Bolen, il vescovo che è stato un clochard
Trentasei ore sulla strada, condividendo in tutto e per tutto la vita di un senza fissa dimora. Con tutte le sue fatiche - chiedere l’elemosina, trovare un posto dove lavarsi, dormire su una branda in un dormitorio pubblico…. È l’esperienza del tutto particolare vissuta da un vescovo in Canada, nella regione dello Saskatchewan.
Nel mese di giugno monsignor Donald Bolen - dal 2009 alla guida della diocesi di Saskatoon che ha guidato fino a un mese fa quando per volontà di papa Francesco è entrato come nuovo pastore nell’arcidiocesi di Regina - ha vissuto per un giorno e mezzo in incognito per strada come un homeless. Gesto decisamente significativo nell’Anno Santo della misericordia. E compiuto da un pastore che - come motto episcopale - già sette anni fa aveva scelto una frase di Thomas Merton che in italiano suona “Misericordia nella misericordia nella misericordia”, quasi a dilatare nella ripetizione l’apertura del cuore. Quella di Bolen non è stata un’iniziativa solo personale: il presule ha infatti aderito a una campagna di solidarietà promossa dal Sanctum Care Group, un ente assistenziale che si prende cura dei malati di Aids (e di cui il presule è membro del Cda).
Per raccogliere i fondi necessari per aprire una nuova casa per la cura pre-natale dei figli di madri sieropositive il Sanctum Care Group ha pensato a un’iniziativa che fosse l’occasione per far aprire gli occhi sulla realtà degli homeless a Saskatoon. Così dieci personalità in vista della comunità - dal vescovo al cantante folk, dal luminare della medicina al leader dei nativi - sono stati tutti coinvolti in questa specie di realityshow: rivestiti di abiti di seconda mano e rigorosamente senza soldi, sono finiti sulla strada con in tasca solo un cellulare per poter essere geolocalizzati costantemente.
... 
Per saperne di più vedi anche:
  • Archbishop-elect spends time on streets to raise funds for homeless (intervista al canale inglese di Radio Vaticana)
  • Saskatoon Bishop homeless for 36 hours as one of 10 challengers in a fundraising event for Sanctum Care Group hospice

--------------------------------------------


Prima di incontrare i pellegrini nell’udienza giubilare in Piazza San Pietro, questa mattina papa Francesco ha salutato e ringraziato, nell’auletta dell’Aula Paolo VI, i protagonisti del concerto “con i poveri e per i poveri”

  AGORA'24:   Vaticano, concerto per i poveri: Papa Francesco incontra Ennio Morricone

--------------------------------------------------------------

Si è concluso ieri il seminario “Per un’Europa no exit. Un’unione dei diritti, dell’accoglienza, dell’inclusione” organizzato da Caritas Italiana. Nella seconda giornata ci si è concentrati in modo particolare sul tema dei flussi migratori e dei rischi di politiche populiste, senza perdere però di vista quelle che sono le speranza per il Vecchio continente. Francesco Gnagni ne ha parlato con il cardinale e arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro

  RADIO VATICANA: Il card. Montenegro: l'Europa è incapace di guardare al futuro

--------------------------------------------------------------

Mentre alcuni cardinali, privi di scrupoli pastorali, cercano di frenare ad ogni costo la applicazione di AL, i pastori propongono vie di traduzione e di recezione locale del dettato magisteriale post-sinodale. Dopo l’Arcivescovo di Modena, ora anche Mons. Giovan Battista Pichierri, il Vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, ha scritto una lettera pastorale dal titolo “In cammino verso la pienezza dell’amore. Lettera sull’Amoris Laetitia”. Il testo si divide in due parti ed è seguito dal Decreto di nomina di presbiteri incaricati di intervenire autorevolmente nel processo di discernimento ecclesiale.
Di grande interesse è il fatto che tutta la prima parte del documento è volta a cogliere lo “spirito della esortazione” (nn.1-20), mentre la seconda entra nel dettaglio delle novità pastorali che si rendono necessarie (nn.21-50).

 
Andrea Grillo: 
  La recezione di “Amoris Laetitia” (/5): La lettera pastorale del Vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie

--------------------------------------------------------------

Messaggio alla conferenza di Marrakesh (7 - 18 novembre): agire in maniera libera da pressioni politiche ed economiche, superando interessi e comportamenti particolaristici

  Iacopo Scaramuzzi: Clima, Francesco: applicare senza indugio l’accordo di Parigi

--------------------------------------------------------------

Videomessaggio alla conferenza episcopale radunata a Baltimora. Francesco elogia il Quinto Encuentro Pastorale Nazionale Ispanico: «Siamo chiamati ad essere portatori di buone notizie per una società attanagliata da sconcertanti cambiamenti sociali, culturali e spirituali e da una crescente polarizzazione»

  Andrea Tornielli:  Il Papa ai vescovi Usa: “Creare cultura dell'incontro, basta muri”

--------------------------------------------------------------



 FRANCESCO
 


SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


Tweet

12/11/2016:

 
Davanti alla Porta Santa preghiamo...

13/11/2016:

  Se vuoi trovare Dio, cercalo dove Lui è nascosto...

14/11/2016:

  In un mondo colpito dal virus dell'indifferenza...

15/11/2016:

  Se ognuno di noi, ogni giorno, fa un'opera di misericordia...

16/11/2016:

  Non dobbiamo cercare chissà quali...

17/11/2016:

  Non basta sperimentare la misericordia di Dio nella propria vita...


18/11/2016:

  Se volete un cuore pieno d'amore...

---------------------------------------------------------------


Omelia in occasione del GIUBILEO DELLE PERSONE SOCIALMENTE ESCLUSE - 13 novembre 2016

 
La Chiesa deve prendersi cura della vera ricchezza che sono i poveri...

---------------------------------------------------------------

Nuovi ingiusti attacchi al Papa. Noi stiamo con Papa Francesco
#noistiamoconPapaFrancesco

  ... Preghiamo per te!!!

---------------------------------------------------------------

  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Nell'ultimo “Venerdì della Misericordia” Papa Francesco ha incontrato a Roma sette famiglie formate da giovani che hanno lasciato, nel corso di questi ultimi anni, il sacerdozio.


Venerdì 11 novembre, alle 15.30, Papa Francesco ha lasciato Casa Santa Marta per recarsi a Ponte di Nona, quartiere all’estrema periferia di Roma est. 
In un appartamento, il Papa ha incontrato 7 famiglie, tutte formate da giovani che hanno lasciato, nel corso di questi ultimi anni, il sacerdozio. Il Santo Padre ha inteso offrire un segno di vicinanza e di affetto a questi giovani che hanno compiuto una scelta spesso non condivisa dai loro confratelli sacerdoti e familiari. 
Dopo diversi anni dedicati al ministero sacerdotale svolto nelle parrocchie, è accaduto che la solitudine, l’incomprensione, la stanchezza per il grande impegno di responsabilità pastorale hanno messo in crisi la scelta iniziale del sacerdozio. Sono quindi subentrati mesi e anni di incertezza e dubbi che hanno portato spesso a ritenere di aver compiuto, con il sacerdozio, la scelta sbagliata. Da qui, la decisione di lasciare il presbiterato e formare una famiglia.
...
La visita del Santo Padre è stata fortemente apprezzata da tutti i presenti che hanno sentito non il giudizio del Papa sulla loro scelta, ma la sua vicinanza e l’affetto della sua presenza. 
Il tempo è passato veloce; il Pontefice ha ascoltato le loro storie e ha seguito con attenzione le considerazioni che venivano fatte circa gli sviluppi dei procedimenti giuridici dei singoli casi. La sua parola paterna ha rassicurato tutti sulla sua amicizia e sulla certezza del suo interessamento personale.
In questo modo, ancora una volta, Papa Francesco ha inteso dare un segno di misericordia a chi vive una situazione di disagio spirituale e materiale, evidenziando l’esigenza che nessuno si senta privato dell’amore e della solidarietà dei Pastori.
...
  Incontro di Papa Francesco con i sacerdoti che hanno lasciato il ministero, nel quadro dei “Venerdì della Misericordia”
  VIDEO Servizio TV2000

------------------------------------------


"Poveri sì, miserabili no! schiavi no! Insegnate la solidarietà al mondo! Vi chiedo perdono per tutte le volte che noi cristiani davanti a una persona povera o a una situazione di povertà guardiamo dall’altra parte. Scusate." Papa Francesco Udienza alle persone in situazioni di precarietà 11/11/2016

I poveri insegnano al mondo la solidarietà e ricordano che non bisogna mai perdere la capacità di sognare. Lo ha detto Papa Francesco rivolgendosi alle migliaia di persone socialmente escluse che venerdì mattina, 11 novembre, hanno partecipato al pellegrinaggio giubilare nell’Aula Paolo VI. Promosso dall’associazione francese Fratello, l’incontro è stato segnato dalle testimonianze di due poveri, che hanno offerto al Pontefice lo spunto per una riflessione — pronunciata a braccio — partita da due parole chiave: la passione e il sogno.
Le parole di Papa Francesco
Grazie a Christian e a Robert. E grazie a tutti voi. Per essere venuti qui, per incontrarci, per incontrarmi, per pregare per me. E, come ha detto il Cardinale [Barbarin], le vostre mani sopra la mia testa mi danno forza per proseguire la mia missione, nella preghiera dell’imposizione delle mani. Grazie tante.
...
La passione e il sogno: due parole che possono aiutare... Non smettete di sognare! ... Con i vostri sogni insegnateci a sognare a partire dal Vangelo, dove siete voi, dal cuore del Vangelo. ... La capacità di trovare bellezza perfino nelle cose più tristi e più dolorose, può averla solamente un uomo o una donna che ha dignità. Poveri sì, miserabili no! Questa è dignità. La stessa dignità che ebbe Gesù, che è nato povero, che ha vissuto povero; la stessa dignità che ha la Parola del Vangelo; la stessa dignità che ha un uomo o una donna che vive del suo lavoro. Poveri sì, dominati no! Sfruttati no!

... partendo dalla vostra povertà, dalla vostra situazione, siete, potete essere costruttori di pace. Le guerre si fanno tra ricchi, per avere di più, per possedere più territorio, più potere, più denaro... E’ molto triste quando si arriva a farsi la guerra tra poveri, perché è una cosa rara: i poveri sono, per la loro stessa povertà, più inclini ad essere artigiani della pace. Fate pace! Create pace! Date esempio di pace! Abbiamo bisogno di pace nel mondo. Abbiamo bisogno di pace nella Chiesa; tutte le Chiese hanno bisogno di pace; tutte le religioni hanno bisogno di crescere nella pace, perché tutte le religioni sono messaggere di pace, ma devono però crescere nella pace. Aiutate, ciascuno di voi nella propria religione. Quella pace che viene dalla sofferenza, dal cuore, cercando quell’armonia che ti dà la dignità.
Vi ringrazio di essere venuti a visitarmi. Ringrazio per le testimonianze. E vi chiedo scusa se vi posso aver qualche volta offeso con le mie parole o per non aver detto le cose che avrei dovuto dire. Vi chiedo perdono a nome dei cristiani che non leggono il Vangelo trovando la povertà al centro. Vi chiedo perdono per tutte le volte che noi cristiani davanti a una persona povera o a una situazione di povertà guardiamo dall’altra parte. Scusate. Il vostro perdono per uomini e donne di Chiesa che non vogliono guardarvi o non hanno voluto guardarvi, è acqua benedetta per noi; è pulizia per noi; è aiutarci a tornare a credere che al cuore del Vangelo c’è la povertà come grande messaggio, e che noi – i cattolici, i cristiani, tutti – dobbiamo formare una Chiesa povera per i poveri; e che ogni uomo e donna di qualsiasi religione deve vedere in ogni povero il messaggio di Dio che si avvicina e si fa povero per accompagnarci nella vita.
...
  video
Hanno portato da Papa Francesco quello che hanno di più prezioso: la loro povertà, le loro malattie, il loro disagio e, insieme, la loro speranza. Sono i circa 4 mila partecipanti al Giubileo delle persone socialmente escluse, ricevuti dal Pontefice in Aula Paolo VI. 
Seguono le testimonianze di alcuni protagonisti di questo incontro
  I poveri in Vaticano: il Papa apre il cuore di chi è in difficoltà
  video integrale

------------------------------------------

"Davanti a noi c’è soltanto una persona da amare come la ama Dio" Papa Francesco - Udienza Giubilare 12/11/2016 (testo e video)

UDIENZA GIUBILARE
Sabato, 12 novembre 2016
...
  video del saluto ai fedeli
Misericordia e Inclusione
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
In questa ultima udienza giubilare del sabato, vorrei presentare un aspetto importante della misericordia: l’inclusione. Dio infatti, nel suo disegno d’amore, non vuole escludere nessuno, ma vuole includere tutti. Ad esempio, mediante il Battesimo, ci fa suoi figli in Cristo, membra del suo corpo che è la Chiesa. E noi cristiani siamo invitati a usare lo stesso criterio: la misericordia è quel modo di agire, quello stile, con cui cerchiamo di includere nella nostra vita gli altri, evitando di chiuderci in noi stessi e nelle nostre sicurezze egoistiche.
...
Come sono vere le parole di Gesù che invita quanti sono stanchi e affaticati ad andare da Lui per trovare riposo! Le sue braccia spalancate sulla croce dimostrano che nessuno è escluso dal suo amore e dalla sua misericordia, neppure il più grande peccatore: nessuno! Tutti siamo inclusi nel suo amore e nella sua misericordia.
...
  video dela catechesi
Saluti:
...
  testo integrale
  video integrale

------------------------------------------




GIUBILEO STRAORDINARIO DELLA MISERICORDIA
GIUBILEO DELLE PERSONE SOCIALMENTE ESCLUSE
Basilica Vaticana
Domenica, 13 novembre 2016
 Omelia 
...
dove cerco io la mia sicurezza? Nel Signore o in altre sicurezze che non piacciono a Dio? Dov’è diretta la mia vita, dove punta il mio cuore? Verso il Signore della vita o verso cose che passano e non saziano?
...
Chi segue Gesù non presta ascolto ai profeti di sventura, alle vanità degli oroscopi, alle predicazioni e alle predizioni che ingenerano paure, distraendo da ciò che conta. Tra le tante voci che si sentono, il Signore invita a distinguere ciò che viene da Lui e ciò che viene dallo spirito falso. È importante: distinguere l’invito sapiente che Dio ci rivolge ogni giorno dal clamore di chi si serve del nome di Dio per spaventare, alimentare divisioni e paure.
...
  video dell'omelia
  video integrale della Santa Messa
 Angelus 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
...
Dio non ci abbandona mai! Questa certezza dobbiamo averla nel cuore: Dio non ci abbandona mai!
Rimanere saldi nel Signore, in questa certezza che Egli non ci abbandona, camminare nella speranza, lavorare per costruire un mondo migliore, nonostante le difficoltà e gli avvenimenti tristi che segnano l’esistenza personale e collettiva, è ciò che veramente conta; è quanto la comunità cristiana è chiamata a fare per andare incontro al “giorno del Signore”. Proprio in questa prospettiva vogliamo collocare l’impegno che scaturisce da questi mesi in cui abbiamo vissuto con fede il Giubileo Straordinario della Misericordia, che oggi si conclude nelle Diocesi di tutto il mondo con la chiusura delle Porte Sante nelle chiese cattedrali. L’Anno Santo ci ha sollecitati, da una parte, a tenere fisso lo sguardo verso il compimento del Regno di Dio e, dall’altra, a costruire il futuro su questa terra, lavorando per evangelizzare il presente, così da farne un tempo di salvezza per tutti.
Gesù nel Vangelo ci esorta a tenere ben salda nella mente e nel cuore la certezza che Dio conduce la nostra storia e conosce il fine ultimo delle cose e degli eventi.
...
Dopo l'Angelus:
...

  video

------------------------------------------



 Udienza Generale 
 16 novembre 2016
...
  video del saluto ai fedeli

Sopportare pazientemente le persone moleste

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Dedichiamo la catechesi di oggi a un’opera di misericordia che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo: sopportare pazientemente le persone moleste. Siamo tutti molto bravi nell’identificare una presenza che può dare fastidio: succede quando incontriamo qualcuno per la strada, o quando riceviamo una telefonata... Subito pensiamo: “Per quanto tempo dovrò sentire le lamentele, le chiacchiere, le richieste o le vanterie di questa persona?”. Succede anche, a volte, che le persone fastidiose sono quelle più vicine a noi: tra i parenti c’è sempre qualcuno; sul posto di lavoro non mancano; e neppure nel tempo libero ne siamo esenti. Che cosa dobbiamo fare con le persone moleste? Ma anche noi tante volte siamo molesti agli altri. Perché tra le opere di misericordia è stata inserita anche questa? Sopportare pazientemente le persone moleste?
...
  video dela catechesi
Saluti:
...

APPELLO

Domenica prossima, 20 novembre, si celebrerà la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Faccio appello alla coscienza di tutti, istituzioni e famiglie, affinché i bambini siano sempre protetti e il loro benessere venga tutelato, perché non cadano mai in forme di schiavitù, reclutamento in gruppi armati e maltrattamenti. Auspico che la Comunità internazionale possa vigilare sulla loro vita, garantendo ad ogni bambino e bambina il diritto alla scuola e all’educazione, perché la loro crescita sia serena e guardino con fiducia al futuro.
...
  testo integrale
  video integrale

------------------------------------------


«Io so distinguere nel mio cuore quando il Signore mi dice “svegliati”? Quando mi dice “apri”? E quando mi dice “scendi”?» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
15 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Cosa pensa un tiepido”
È il confronto con un Signore «forte», che rimprovera aspramente — anche se sempre per amore — quello proposto da Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata a Santa Marta martedì 15 novembre. È l’immagine, suggerita dalla liturgia, di Gesù «che sta davanti a noi», e lo fa «per rimproverarci, perché ci ama, o per invitarci o per farsi invitare».
...
(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

------------------------------------------


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
17 novembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Per riconoscere il tempo
La grazia di riconoscere quando Gesù passa, quando «bussa alla nostra porta», la grazia «di riconoscere il tempo in cui siamo stati visitati, siamo visitati e saremo visitati». È la preghiera rivolta al Signore per ogni cristiano da Papa Francesco al termine dell’omelia tenuta durante la messa celebrata a Santa Marta giovedì 17 novembre. Una preghiera per non cadere in un «dramma» ripetuto nella storia, dalle origini ai giorni nostri: quello di «non riconoscere l’amore di Dio».
...
  video

------------------------------------------

Nuovi attacchi a Papa Francesco


5 DUBBI, 4 CARDINALI, 3 CERTEZZE
di Andrea Grillo
Dopo quelle scritte durante il Sinodo, più o meno clandestinamente, un’altra lettera, sempre con le solite firme, ora selezionate. Ma questa volta non vengono espressi timori o desideri. No, questo è un elenco di “dubbi”. La cosa interessante è che il dubbio non è tanto su “Amoris Laetitia”, ma sul disegno del papa in quanto tale. Ma l’effetto, inatteso, è che i 4 cardinali, formulando i loro 5 dubbi, fanno sorgere nel popolo di Dio 3 grandi certezze. Dai loro 5 dubbi nascono le nostre 3 certezze. La dinamica ecclesiale riserva anche queste sorprese. Se esperti uomini di Chiesa, dopo 7 mesi dalla presentazione del testo di AL, continuano a “non capire” – o a non volere capire – che cosa è mutato e si abbarbicano ostinatamente alle loro “evidenze sospette”, tutto ciò determina, nel corpo ecclesiale, una nuova coscienza, talmente radicale, da diventare certezza. La loro diffidenza verso AL ci consente una nuova confidenza col Vangelo. Anche questo, in certo modo, è ministero ecclesiale.
Certitudo prima
... Alla radice di questo disagio sta una mancanza di riconoscimento della realtà e una radicale pretesa di autosufficienza. A nulla vale la esperienza: si è imparato a nascondersi dietro la corazza di una “scienza triste”, identificata con il Vangelo, e ci si atteggia a “difensori del bene delle anime”. Ma si è perso il legame tanto con le anime quanto con il bene.
Certitudo altera
Viene il tempo in cui occorre scegliere tra iniziare processi di conversione o occupare spazi di potere. Ad ogni costo i 4 firmatari ritengono che per un pastore e per un uomo di Chiesa non vi sia alternativa. Può soltanto occupare spazi di potere e gettare bombe lacrimogene per impedire la vista del reale. E si usa ogni mezzo. ...
Certitudo tertia
Da ormai 7 mesi è iniziata la strada di una recezione ricca e complessa di Amoris Laetitia. I pastori che hanno a cuore il bene dei loro fedeli conoscono la strada, si sono messi in cammino: qualcuno davanti al popolo, per incitare alla marcia; qualcuno in mezzo al popolo, per tenere bene la andatura comune; qualcuno nelle retrovie, a custodire quelli col passo più lento. I pastori sanno dove stare. I cardinali che salgono al primo piano, si mettono alla finestra e cercano in qualche modo di far rientrare la Chiesa in uscita, temono gli ospedali da campo, rifuggono i campi profughi. Salgono alla finestra e si dicono “dove andremo a finire?”. E l’unica risposta è “Bisogna finire di andare”. Stare. Fermi. Sordi. Immuni. Lontani. Indifferenti. Con un sentimento di infinita differenza dal mondo estraneo. Ma anzitutto da Francesco, papa strano. Che spuzza di vita. E che osa non subordinare il Vangelo alla legge.
(Pubblicato il 14 novembre 2016 nel blog: Come se non)
Burke pronto a un “atto formale” per “correggere” il Papa
In un’intervista con il “National Catholic Register” il porporato americano preannuncia la sfida in caso di mancata risposta ai cinque “dubbi” su “Amoris laetitia”
Se il Papa non risponderà alla richiesta di chiarimenti dei quattro cardinali che gli hanno scritto sull’esortazione Amoris Laetitia, «allora dovremmo affrontare questa situazione: c’è infatti, nella Tradizione della Chiesa, la possibilità di correggere il Romano Pontefice. È invero sicuramente molto raro. Ma se non vi fosse risposta alle domande sui punti controversi, allora direi che si porrebbe la questione di assumere un atto formale di correzione di un errore grave».
È il guanto di sfida che, alla vigilia del Concistoro, il cardinale americano Raymond Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, lancia a papa Francesco, cui insieme ad altri tre porporati - Walter Brandmueller, Carlo Caffarra e Joachim Meisner - ha sottoposto recentemente in una lettera cinque «dubbi» sull’interpretazione e l’applicazione della Amoris Laetitia, riguardanti sia la tanto discussa questione della comunione ai divorziati risposati, sia il valore delle norme morali in rapporto alla vita cristiana.
«Ovunque io vada sento confusione. I sacerdoti sono divisi gli uni dagli altri, i sacerdoti contro vescovi, i vescovi divisi tra di loro. C’è una tremenda divisione nella Chiesa, che non è la via della Chiesa. Ecco perché dobbiamo ristabilizzare queste questioni morali fondamentali, che ci uniscono», dice il cardinale Burke in un’intervista al National Catholic Register.
(fonte: Vatican Insider 16/11/2016)
Il 14 novembre 2016 è stata resa pubblica una lettera che quattro cardinali avevano scritto al papa (e – tanto per non sbagliarsi – mettendone a conoscenza il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede) il 19 settembre scorso perché facesse chiarezza in merito ad alcuni punti dubbi emergenti dalla lettura di 5 paragrafi dell’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris lateitia.
Si dà il caso che proprio in questi giorni stia studiando a fondo questo documento insieme ai miei studenti che frequentano il corso di “Diritto canonico”. Così stamattina ci siamo esercitati provando a rispondere ai cinque dubbi.
Premetto che non abbiamo potuto non constatare come la semplice lettura dei “numeri incriminati” fosse di per sé molto chiara e non desse adito a dubbi. E’ apparso perciò evidente che il vero dubbio dei quattro cardinali suona piuttosto come un dubbio unico: “Santità, hai volutamente scritto cose diverse da quelle che avevano sostenuto i tuoi predecessori? Abbiamo capito bene: stai dicendo cose nuove?”
Evidentemente la risposta affermativa pone un problema di continuità rispetto al passato che ai quattro non sembra sopportabile. La risposta negativa è di una tale certezza che i miei studenti hanno percepito la lettera (e la sua pubblica diffusione) non come una vera e propria domanda, ma come una provocazione.
...
Emerge in sostanza una tale centralità del discernimento pastorale da considerare “meschino soffermarsi a considerare solo se l’agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell’esistenza concreta di un essere umano”. Il papa “prega di ricordare l’insegnamento di san Tommaso”; i canonisti sanno che esiste un principio giuridicamente rilevante che chiamiamo “equità canonica”, temperato dall’elasticità normativa, che impedisce di trattare i fatti (i comportamenti) solo attraverso la lente morale. Per i padri sinodali uniti al vescovo di Roma, “un Pastore non può sentirsi soddisfatto solo applicando leggi morali a coloro che vivono in situazioni “irregolari”, come se fossero pietre che si lanciano contro la vita delle persone”.
Così – absit iniura verbis – i quattro meschini cardinali appaiono alla mia classe come i sacerdoti di antica memoria, intenti a ricordare le leggi di Mosè, seduti sulla cattedra per giudicare, qualche volta con superiorità e superficialità, i casi difficili e le famiglie ferite. Cercano nella Tradizione scritta quella luce che altrimenti non giunge ai loro cuori.
In questo senso commettono anche qualche errore che persino i miei studenti riescono ad evitare. Ad esempio mischiano le fonti e dimenticano i criteri della loro successione nel tempo. Perché mai il tesoro divino che oggi è compreso alla luce della attuale riflessione ecclesiale dovrebbe essere ristretto nei precedenti canoni ermeneutici? In altre parole, perché Amoris laetitia non potrebbe completare Familiaris conosortio o Reconciliatio et paenitentia (cito questi atti, perché sono quelli che i quattro cardinali richiamano come fonti divergenti nel loro primo dubbio)? In particolare la ricerca della norma canonica assoluta è una tentazione che Francesco evita con accuratezza: Amoris laetitia NON è una norma canonica generale, ma un’esortazione ad intraprendere una strada evangelica diversa da quella imboccata in precedenza.
...
Insomma, il diritto canonico insiste ampiamente sulla dimensione soggettiva, che travalica con ogni evidenza quella oggettiva, ma soprattutto propone la materia del contendere in termini molto più ampi della sola questione dei “divorziati risposati”.
Molto si potrebbe ancora dire, ma più urgenti questioni richiamano la nostra attenzione. I quattro anziani cardinali che ostinatamente si concentrano sul peccato dei divorziati risposati – mettendo così a dura prova la pazienza dei fedeli – non sanno che cosa si perdono a non gustare la gioia che nasce dall’amore che si vive nelle famiglie, che è giubilo anche della Chiesa.
  "Quattro cardinali dubbiosi" di Pierluigi Consorti

------------------------------------------

"La Chiesa esiste solo come strumento per comunicare agli uomini il disegno misericordioso di Dio" Intervista esclusiva a Papa Francesco di Stefania Falasca per Avvenire: La Chiesa è il Vangelo - Servire i poveri è servire Cristo - Ecumenismo? Non svendo la dottrina, seguo il Concilio - L'unità si fa in cammino


"La Chiesa esiste solo come strumento
per comunicare agli uomini il disegno misericordioso di Dio"
Papa Francesco nella conversazione con Stefania Falasca 
ci racconta come riflette, come pensa e come guida la Chiesa
di Luis Badilla
Tecnicamente quella di Stefania Falasca (Avvenire) a Papa Francesco è un'intervista, ma in realtà è una "conversazione" tra una persona, la giornalista Stefania Falasca, preparata e desiderosa di colloquiare veramente con il Papa, e un Francesco che accetta con umiltà e disponibilità la sfida giornalistica: spiegare il suo pensiero, il suo "intimo" del ministero e del magistero pontificio. Non solo uno splendido momento del giornalismo italiano ma anche un'istantanea del pontificato del quale si sentiva un enorme bisogno. Stefania Falasca, precisa, puntuale, coraggiosa e senza sconti né eufemismi, si rivolge a Papa Francesco chiamandolo semplicemente "padre" (Jorge Mario Bergoglio a più riprese ha detto: "Ciò che mi piace di più è essere prete" e perciò "preferisco essere chiamato padre").
E' vero, tra loro esiste una vecchia amicizia, lontana nel tempo, ma la giornalista resta sempre centrata nel suo ruolo senza cercare lo scoop, la frase per il caso mediatico, ciò che serve per vendere e per squillare sulla piazza dove si piazzano merci. E' chiara la sua intenzione e il suo progetto: porre al Papa domande su questioni di fondo, rilevanti, necessarie e a volte urgenti affinché lui si possa spiegare con calma, ragionando, denudando i passi del suo agire quotidiano nonché del suo pensiero. 
Il Papa partecipa con sincerità e generosità. In molti passaggi il racconto somiglia molto ad una "confessione". Viene in mente François de La Rochefoucauld e la sua celebre frasi: "La confidenza alimenta la conversazione più dell'intelligenza". Leggendo questa conversazione si ha l'impressione di prendere parte ad un viaggio sul mare: “Ci si stacca da terra quasi senza accorgersene, per avvedersi poi di aver lasciato riva solo quando si è già molto lontani."
Fra le numerose interviste rilasciate da Papa Francesco, questa di oggi, resterà fra quelle da non dimenticare e tenere a portata di mano sempre.
(Fonte: Il Sismografo)

Intervista esclusiva a Papa Francesco di Stefania Falasca per Avvenire
Giubileo, ecumenismo, Concilio: intervista a Francesco alla vigilia della chiusura della Porta Santa: «La Chiesa non è una squadra di calcio che cerca tifosi»
...
    il testo integrale dell'intervista esclusiva. Papa Francesco: non svendo la dottrina, seguo il Concilio

------------------------------------------


La clamorosa iniziativa di quattro cardinali, tutti appartenenti all’area iper conservatrice della Chiesa cattolica, di scrivere una lettera, che doveva essere privata, in cui si esprimono forti dubbi teologici di correttezza magisteriale sull’Esortazione pontificia “Amoris Laetitia”, pubblicata dopo il Sinodo sulla Famiglia dell’anno scorso. Un vero e proprio atto di ribellione al magistero pontificio, tanto da minacciare, da parte di uno dei cardinali, una correzione pubblica dei contenuti dell’esortazione se il Papa non avesse risposto a i dubbi esposti nella loro lettera. Oggi il Papa, con un’intervista al quotidiano cattolico Avvenire, ha riaffermato la validità della sua linea pastorale. Ne parliamo, in questa intervista, con il teologo Andrea Grillo, professore di Teologia alla pontificia università Sant’Anselmo di Roma.

 
Pierluigi Mele: 
   IL LEGALISMO NON FERMA LA RIFORMA DI PAPA FRANCESCO. INTERVISTA AD ANDREA GRILLO


---------------------------------------------------------------



 Sei interessato a ricevere la nostra newsletter
 ma non sei iscritto ?
 
Iscriversi è facile e gratuito.  

               ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER

 riceverai la newsletter di "TEMPO  PERSO", ogni settimana, direttamente nella casella di posta elettronica.



L’elenco delle precedenti newsletter:


2016




n. 1 dell'8 gennaio 2016

n. 4 del 29 gennaio 2016

 n. 7 del 26 febbraio 2016

n. 10 del 18 marzo 2016

n. 13 dell'8 aprile 2016

n. 16 del 29 aprile 2016

n. 19 del 20 maggio 2016

n. 22 del 10 giugno 2016

n. 25 del 1° luglio 2016

n. 28 del 22 luglio 2016

n. 31 del 12 agosto 2016

n. 34 del 2 settembre 2016

n. 37 del 23 settembre 2016

n. 40 del 14 ottobre 2016

n. 43 dell'11 novembre 2016
    




n. 2 del 15 gennaio 2016

n. 5 del 5 febbraio 2016

n. 8 del 4 marzo 2016

n. 11 del 25 marzo 2016

n. 14 del 15 aprile 2016

n. 17 del 6 maggio 2016

n. 20 del 27 maggio 2016

n. 23 del 17 giugno 2016

n. 26 dell'8 luglio 2016

n. 29 del 29 luglio 2016

n. 32 del 19 agosto 2016

n. 35 del 9 settembre 2016

n. 38 del 30 settembre 2016

n. 41 del 21 ottobre 2016
       

n. 3 del 22 gennaio 2016

n. 6 del 19 febbraio 2016

n. 9 dell'11 marzo 2016

n. 12 del 1° aprile 2016

n. 15 del 22 aprile 2016

n. 18 del 13 maggio 2016

n. 21 del 3 giugno 2016

n. 24 del 24 giugno 2016

n. 27 del 15 luglio 2016

n. 30 del 5 agosto 2016

n. 33 del 26 agosto 2016

n. 36 del 16 settembre 2016

n. 39 del 7 ottobre 2016

n. 42 del 4 novembre 2016
SPECIALI di TEMPO PERSO

Anniversario Pontificato Francesco

                                                            






newsletter degli anni precedenti

   2015

   2014 

 
2013

  2012
 
  2011

  2010

  2009

  2008

 
 


  

par