"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°44 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 12 al 18 novembre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 25 novembre 2016
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(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)L'uomo che si butta in mare e salva i migranti
Giuseppe La Rosa ha
27 anni, di professione è "rescue swimmer". Affronta il buio e il mare
in tempesta per salvare vite umane. E' tra i 40 esempi civili insigniti
dal Presidente della Repubblica
...Video realizzato dall’Ufficio Relazioni Esterne del Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, che descrive attraverso immagini reali, l’attività di soccorso e l'impegno degli equipaggi del Corpo nel salvare vite umane nello Stretto di Sicilia videoGiuseppe La Rosa, SottoCapo di III classe della Marina Militare Italiana., 28 anni (Ragusa), Cavaliere
dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: “Per il suo prezioso e
generoso servizio in soccorso di tanti migranti in mare”. (Motivazione ufficiale dal sito del Quirinale)
"Queste persone non devono andare giù, si devono salvare" E a chi dice che dovete lasciarli in mare?
"Io dico e se ci fossi tu? In mare tutti quanti siamo uguali... il colore del sangue è uguale a quello tuo, quindi..."
Queste
le parole con cui Giuseppe La Rosa conclude l'intervista condotta da
Francesca Biagiotti nel servizio "Il salvataggio di un barcone carico
di migranti" andato in onda a Ballarò su Rai3 il 7/06/2016.
video-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"le notizie che non fanno "notizia", ma che a noi piace leggere e diffondere...
Messina: Tre migranti minorenni trovano a Piazza Cairoli un “ricco” portafogli e lo consegnano alla polizia-------------------------------------------------------------- Presentato a Roma il
terzo rapporto sulla “Protezione internazionale” redatto, tra gli
altri, da Fondazione Migrantes e Caritas. Guerre e conflitti cronici
fra le cause che costringono le persone a mettersi in marcia, ma anche
le diseguaglianze economiche, nell’accesso al cibo e il terrorismo.
4900 i profughi che hanno perso la vita cercando di raggiungere
l’Europa fra 2015 e 2016
Francesco Peloso: Un popolo in fuga: 65,3 milioni i migranti forzati nel mondo...
Questa è la paura che ci deve preoccupare, la paura negli occhi dei
minori, oltre il 50% dei 65 milioni di rifugiati nel mondo, secondo i
dati dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite. Questa paura si
trasformerà prima o poi in una domanda impietosa che ci verrà rivolta.
Perché? Perché avete cercato di bloccare i flussi di bambini in fuga senza futuro? Che cosa speravate di risolvere costruendo muri e recinti di filo spinato? Perché ci avete considerato dei nemici di cui aver paura se noi eravamo le vittime delle vostre politiche e delle vostre scelte economiche ingiuste? Perché avete lasciato morire tanti nostri amici e fratelli? E allora sì che dovremo avere paura delle risposte che la storia ci consegnerà. Camillo Ripamonti: Di cosa abbiamo paura?In meno di tre anni
hanno salvato ben 30mila persone. Sono le due navi
del Moas (Migrants offshore aid station), voluta
dai coniugi Regina e Christopher Catambrone, due imprenditori (lei
calabrese, lui italo-americano) residenti a Malta. E' la prima missione
privata di salvataggio nel Mediterraneo
Patrizia Caiffa: Tragedie del mare: Regina Catambrone (Moas), “i migranti salvati rinascono a nuova vita”-------------------------------------------------------------- Abbiamo
intervistato in esclusiva nel numero di Famiglia Cristiana in edicola
l'ignoto benefattore che da più di dieci anni paga debiti, affitti,
cure mediche, rette scolastiche a persone in difficoltà. Una di queste,
un ferroviere, si è fatto vivo con lui per raccontargli di come la sua
vita e quella dei suoi cari sia cambiata grazie alla sua generosità.
Eugenio Arcidiacono: «CARO ANGELO INVISIBILE, GRAZIE PER AVERMI AIUTATO»--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Non abbandoniamo mai la preghiera... (Papa Francesco) Prima di essere una speranza per il futuro... (Henri Lubac) Il cieco desidera dal Signore non del denaro... (S. Gregorio Magno) Lasciamoci anche noi chiamare per nome da Gesù!... (Papa Francesco) Se tu hai un peso sulla tua coscienza... (Papa Francesco) Signore Gesù, mia vita, mio tutto... (Carlo Maria Martini) Dio prende con tanta serietà la libertà dell'uomo... (Antonio Savone) Casa di Dio è l'uomo... (P. Ermes Ronchi)-------------------------------------------------------------- 25 anni fa, era la notte
del 16 novembre 1989, sei gesuiti e due loro collaboratrici venivano
trucidati da un gruppo paramilitare presso l’Università Centroamericana
di El Salvador. Varie le manifestazioni per ricordare i “martiri dell’Uca” in diverse città della Spagna e a San Salvador.
25 anni fa il massacro dei gesuiti a San Salvador -------------------------------------------------------------- Per non dimenticare Padre Paolo Dall'Oglio rapito il 29 luglio 2013...
Vicini nella preghiera Buon compleanno...-------------------------------------------------------------- lunedì 21 novembre ,
alle ore 11.30 Conferenza Stampa in occasione della conclusione del
Giubileo Straordinario della Misericordia e per la presentazione della
Lettera Apostolica del Santo Padre Francesco “Misericordia et Misera”.
La lettera porterà il titolo "Misericordia et misera" Queste parole evocano subito un pensiero di Sant'Agostino: "Rimasero in due, la misera e la misericordia" (Relicti sunt duo, misera et misericordia - In Ioh. Ev. tr. 33,5). Diversi autori fanno ricorso a questo pensiero quando commentano Gv 8,1-11 Avviso di Conferenza Stampa-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- “Può un paese far fronte da solo alle difficoltà che produce la migrazione forzata?”. Si apre con un quesito cruciale il videomessaggio di Papa Francesco per le intenzioni di preghiera del mese di novembre.Nel filmato, pubblicato via internet e diffuso in otto lingue, il Santo Padre afferma in spagnolo:
“Dobbiamo superare l'indifferenza e la paura di accettare l’altro. Perché questo altro potresti essere tu. O io…”. Immagini
di uomini e donne di diverse nazionalità si alternano a quelle del
Pontefice che abbraccia e stringe le mani dei rifugiati incontrati
durante i suoi viaggi a Lampedusa, Lesbo o in Messico.Rivolgendosi
ai fedeli e agli uomini di buona volontà, il Papa conclude il
videomessaggio con una richiesta che ribadisce quanto già tante volte
da lui affermato:
“Unisciti a me in questa intenzione di preghiera: Perché i Paesi che accolgono un grande numero di profughi e rifugiati, siano sostenuti nel loro impegno di solidarietà”. video-------------------------------------- Vangelo: Lc 21,5-19
La
pericope del Vangelo di Luca di questa XXXIII Domenica del
Tempo Ordinario, che si prolunga fino al versetto 36, è
chiamata "la Grande Apocalisse", per distinguerla dalla
piccola (17,20-37) ed ha come tema di fondo il destino della
universale della storia. Apocalisse'non significa "catastrofe,
distruzione", bensì "rivelazione, svelamento",
essa non rivela chissà quali realtà occulte o quali misteri, ma il
senso profondo e ultimo della storia umana. L'autore non vuole
terrorizzare il lettore ma lo invita a togliere quel velo che le tante
paure hanno posto davanti ai suoi occhi, perché possa contemplare il
mondo e la storia col medesimo sguardo d'amore con il quale il Signore
stesso li contempla. Attraverso un linguaggio a tinte forti l'autore
sacro vuole indicare che non si sta andando verso la distruzione, verso
la fine, ma verso il fine della creazione, che "nel continuo
dissolversi del mondo vecchio è celata la nascita di quello
nuovo"(cit.).
Dio porta a compimento il suo disegno d'amore nella storia - nonostante
le sue innumerevoli contraddizioni - nel dono d'amore del Figlio,
attraverso il suo mistero di morte e di resurrezione. La croce e la
morte non devono mai scoraggiarci perché è attraverso di esse ( la
martyria ) che il Padre ha realizzato nel Figlio, e desidera
realizzare in noi, il suo disegno di salvezza.
...-------------------------------------------- Commento
XXXIII Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Malachia 3,19-20; Salmo 97; 2 Tessalonicesi 3,7-12; Luca 21,5-19 ...
Il Vangelo non anticipa le cose ultime, svela il senso ultimo delle cose.
... Uomo
e natura possono sprigionare tutto il loro potenziale distruttivo,
eppure non possono nulla contro l'amore. Davanti alla tenerezza di Dio
sono impotenti.
Ciò che deve restare inciso negli occhi del cuore è l'ultima riga del vangelo: risollevatevi, alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. In piedi, a testa alta, liberi, coraggiosi: così il Vangelo vede i discepoli di Gesù. Sollevate il capo, e guardate lontano, perché la realtà non è solo questo che si vede: c'è un Liberatore, il suo Regno viene, verrà con il fiorire della vita in tutte le sue forme. -------------------------------------------- I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016
promossi dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ
“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono”
(1Ts 5,21)
Mercoledì 9 ottobre - "Una comunità che discerne: i monaci trappisti di Tibhirine"
«Quando si profila un ad-Dio. Se
mi capitasse un giorno (e potrebbe essere oggi) di essere vittima del
terrorismo che sembra voler coinvolgere ora tutti gli stranieri che
vivono in Algeria, vorrei che la mia comunità, la mia Chiesa, la mia
famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo
paese.[…] Venuto il momento, vorrei avere quell’attimo di lucidità che
mi permettesse di sollecitare il perdono di Dio e quello dei miei
fratelli in umanità, e nel tempo stesso di perdonare con tutto il cuore
chi mi avesse colpito»
Questi
sono due passaggi del Testamento di fratel Christian priore della
comunità dei monaci trappisti di Tibhirine, in Algeria, uccisi nel
maggio 1996. Sono annotazioni che fanno emergere lo spirito con cui
tutta la comunità si poneva di fronte a Dio, ma anche tra i fratelli
algerini, massicciamente musulmani.
1. Il “profilarsi di un ad-Dio”, drammatica possibilità
Christian
scrive il Testamento, quando il “profilarsi di un ad-Dio” non è ipotesi
teorica, evanescente, ma drammatica possibilità che questo ad-Dio possa
verificarsi, da un momento all’altro perché l’Algeria sta vivendo il
dramma della guerra civile, tra i militari al potere e il Gruppo
Islamico armato (GIA), con tutte le conseguenze di violenza e di morte
che comporta qualsiasi guerra civile. Il Testamento viene scritto il 1
dicembre 1993, allo scadere del tempo concesso, dal GIA, agli stranieri
di lasciare l’Algeria. E viene confermato il 1 gennaio 1994. Nel
frattempo, avvengono fatti drammatici.
È
importante, allora cercare di capire perché questi monaci (e non sono
gli unici) hanno deciso di “resistere” continuando a vivere la loro
esperienza evangelica in un territorio sempre più segnato dalla
violenza e dalla morte. Lo faremo ripercorrendo questi anni e lo stato
d’animo di questi “testimoni” attraverso varie testimonianze, ma in
modo particolare attraverso la lettura del Diario (= D) di uno di essi,
fratel Chistophe. Il Diario abbraccia il periodo che va dall’8 agosto
1993 al 19 marzo 1996. È un testo che, mentre registra alcuni
avvenimenti, ci rivela soprattutto la densa interiorità di chi scrive e
di riflesso l’animus della comunità in quel contesto di violenza.
...
video-------------------------------------------- Padre
Enzo Bianchi, Priore della comunità monastica di Bose, torna su TV2000
con quattro meditazioni volte a provocare il pubblico televisivo sulla
portata “scandalosa” del perdono.Un dialogo con Monica Mondo per
chiudere l’Anno Santo ripercorrendo luoghi e storie che rappresentano
le diverse sfaccettature della Misericordia.
Puntata
1 - Riconciliazione: le vite che s’intrecciano al centro profughi di
Castelnuovo di Porto, vicino Roma, insegnano che chi riceve
Misericordia dà Misericordia. Al centro della puntata una domanda:
siamo tutti capaci di perdono, o lo pretendiamo soltanto? Il
perdono è per tutti noi umani, un cammino molto difficile … un cammino,
tuttavia, che dobbiamo fare, … per noi cristiani il perdono è al centro
della fede… per essere veramente fratelli dobbiamo perdonare … Può
essere normale che l’altro sconosciuto, che viene da lontano, che parla
un’altra lingua … può farci paura, il sentimento della paura non va
ridicolizzato e neppure rimosso, ma la paura va razionalizzata, bisogna
che facciamo dei cammini comuni per aiutare chi a paura
all'accoglienza, e noi cristiani, senza per questo sentirci migliori
degli altri …, noi cristiani sappiano che questa accoglienza, questo
sentire compassione, che è umano, … ci è detto, ridetto costantemente
da costantemente da Gesù Cristo e dal Vangelo, quindi per noi
accogliere lo straniero che fugge dalla morte diventa un comandamento,
non è neanche un opzione ... video -------------------------------------------- ...
La scena è intollerabile, imbarazza, perché ha indubbiamente una qualità erotica: quella prostituta palpa e tasta i piedi di Gesù, li bacia, li bagna con le lacrime e poi li asciuga con i suoi lunghi capelli. È una donna non velata come tutte le altre e fa i gesti nei quali le prostitute sono esperte per sedurre e dare piacere. Infine, tirato fuori un vasetto di profumo, cosparge con l'unguento i piedi di Gesù. Questo è davvero troppo! Questa eloquenza del corpo femminile in relazione al corpo di Gesù, un rabbi e un profeta, è inedita e fa paura! Gesù invece legge tutto diversamente: c'è una donna rannicchiata ai suoi piedi che tocca il suo corpo, piange fino a lavare i suoi piedi con le lacrime, li asciuga con i suoi capelli, li bacia senza dire una parola e li profuma. Gesù vede una donna che ha sofferto e che soffre, che ama, una donna in cerca di amore, mentre il fariseo vede una peccatrice. Qui sta la differenza tra il rabbi Jeshu’a e gli altri esperti della Legge, gli uomini religiosi: Gesù
non vede prima il peccato, ma la sofferenza, e qui soprattutto vede
qualcuno che può essere amato nonostante i suoi peccati e che ama ancora;
gli uomini religiosi si esercitano prima a spiare, a misurare il
peccato, a emettere un giudizio, poi eventualmente vedono la
sofferenza, che impongono agli altri, come esito del peccato! Secondo
la Legge e il pensiero dominante quella donna impura, toccando il corpo
di Gesù, gli comunicherebbe la sua impurità, ma il vangelo sottolinea
piuttosto che lei sa
trasformare in una manifestazione di amore verso di lui ciò che aveva
sempre svolto come prestazione pagata. Spinta dall'amore, agisce senza
timore: «nell'amore non c'è timore» (lGv
4,18)! Ciò che compie sta nel registro amoroso, e Luca descrive le
azioni all'imperfetto, cioè come gesti ripetuti, caratterizzati da una
lunga durata: «asciugava, baciava, ungeva»
...
Nell'amore non c'è timoreVedi anche il precedente post: "Gesù e le donne" Il nuovo libro di Enzo Bianchi-------------------------------------------- Chiudono,
ovunque fuorché a Roma, le Porte dell’Anno Santo della Misericordia. Se
si pensa che le diocesi cattoliche nel mondo sono quasi tremila, sono
diverse migliaia le Porte che vanno a serrare i battenti. A guardarne
la localizzazione su una mappa del pianeta colpisce l’ampiezza della
loro diffusione, dalla Norvegia al Cile, dalla Mongolia alla Cina, fino
a quelle collocate in isole sperdute del Pacifico, o alle tante
assiepate nelle regioni cristiane dell’Africa. Porte, poi, che non sono
solo ingressi di storiche basiliche, ma anche cancelli di ostelli per
poveri, o, come a Erbil, in Kurdistan, veli di una tenda posta ad
accogliere i cristiani fuggiti dal Daesh. Sono battenti di semplici
parrocchie, come a Lampedusa, o cappelle di carceri; e addirittura ogni
porta di cella in ogni prigione ha potuto essere, per i suoi occupanti,
Porta di Misericordia: è bastato varcarla «rivolgendo la preghiera e il
pensiero al Padre».
Ma
con quale intento erano state aperte, un anno fa, le Porte?
«Attraversando la Porta Santa, ci lasceremo abbracciare dalla
misericordia di Dio e ci impegneremo a essere misericordiosi con gli
altri come il Padre lo è con noi», disse Francesco. Che, a differenza
del passato, quando per attraversare la Porta Santa bisognava compiere
lunghi pellegrinaggi, ha voluto quest’anno spalancare Porte Sante
dappertutto, in ogni angolo della Terra; segno di una misericordia che
andasse a cercare gli uomini ovunque, fin sulla soglia delle loro case,
e nei luoghi della persecuzione, della miseria, o della condanna. E ora
che un anno è passato, che centinaia di milioni di fedeli hanno
attraversato quelle soglie, si è forse concluso il tempo santo voluto
dal Papa? In realtà, se crediamo all’operare di questa grazia, questo
tempo da poco cominciato dovrebbe essere come un’onda che, una volta
generata, si allarga, pianamente; quasi impercettibilmente, e però
concreta.
...
-------------------------------------------- Rigenerazioni/6 - Fa avverare i nostri "per sempre". E riesce a dare in premio se stessa Misericordia cemento di civiltà
di Luigino Bruni
“Vedo
e scopro la mia stessa Luce negli altri, la Realtà vera di me, il mio
vero io negli altri (magari sotterrato o segretamente camuffato per
vergogna), e ritrovata me stessa mi riunisco a me resuscitandomi."
(Chiara Lubich, La resurrezione di Roma. )
La
misericordia è stato il cemento con cui abbiamo impastato nei secoli
passati la nostra civiltà. Senza conoscere e amare la misericordia non
comprendiamo la Bibbia, l’Alleanza, il libro dell’Esodo, Isaia, il
vangelo di Luca, Francesco d’Assisi, Teresa d’Avila, Francesca Cabrini,
don Bosco, le opere sociali cristiane, la Costituzione italiana, il
sogno europeo, la vita insieme e gli amori dopo i campi di
concentramento, le famiglie che vivono unite fino alla fine. È la
misericordia che fa maturare e durare i nostri rapporti, che trasforma
l’innamoramento in amore, simpatia e sintonie emotive in progetti
robusti e grandi, che fa avverare i nostri “per sempre” pronunciati in
gioventù, che impedisce alla maturità e alla vecchiaia di diventare
solo una nostalgica narrazione di sogni infranti. La misericordia vive
di tre movimenti simultanei: quello degli occhi, quello delle viscere
(il rachàm biblico) e quello delle mani, della mente, delle gambe. Il
misericordioso è prima di tutto qualcuno/a capace di vedere più in
profondità. La prima misericordia è uno sguardo, che ricostruisce
dentro la persona misericordiosa la figura morale e spirituale di chi
le suscita misericordia. Prima di fare e di agire per “prendersi cura
di lui”, il misericordioso lo guarda e lo vede diversamente. Scorge il
“non ancora” oltre il “già” e il “già stato” che appare a tutti. Prima
di essere un’azione etica, la misericordia è un moto dell’anima, con il
quale riesco a rivedere l’altro nel suo disegno originale, prima
dell’errore e della caduta, e lo amo al fine di ricrearlo alla sua
natura più vera. Riesce a ricostruire dentro l’anima l’immagine
spezzata, a ricomporre la trama interrotta. Vede che c’è una
solidarietà inter-umana più profonda e vera di qualsiasi delitto,
crede che la fraternità non viene cancellata da nessun
fratricidio. Rivede ancora Adam dopo Caino
...
Misericordia cemento di civiltà di Luigino Bruni (PDF)-------------------------------------------- Tre
giorni di pellegrinaggio a Roma. Si è concluso con il Giubileo delle
persone socialmente escluse l'Anno Santo della Misericordia. 6mila
persone da 20 paesi diversi. Intervista al portavoce di "Fratello
2016" che racconta le reazioni e il dietro le quinte. "Ci sono
stati veri e propri miracoli sotto i nostri occhi"
Maria Chiara Biagioni: Il Papa con i senza fissa dimora: i miracoli dell’amore di un Padre-------------------------------------------------------------- Papa Francesco presiede il Concistoro: che cos'è, chi sono i cardinali, come cambia la geografia del Sacro Collegio.
Ilaria Solaini: Tutto quello che c'è da sapere sul Concistoro--------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Canada. Bolen, il vescovo che è stato un clochard
Trentasei
ore sulla strada, condividendo in tutto e per tutto la vita di un senza
fissa dimora. Con tutte le sue fatiche - chiedere l’elemosina, trovare
un posto dove lavarsi, dormire su una branda in un dormitorio
pubblico…. È l’esperienza del tutto particolare vissuta da un vescovo
in Canada, nella regione dello Saskatchewan.
Nel
mese di giugno monsignor Donald Bolen - dal 2009 alla guida della
diocesi di Saskatoon che ha guidato fino a un mese fa quando per
volontà di papa Francesco è entrato come nuovo pastore nell’arcidiocesi
di Regina - ha vissuto per un giorno e mezzo in incognito per strada
come un homeless. Gesto decisamente significativo nell’Anno Santo della
misericordia. E compiuto da un pastore che - come motto episcopale -
già sette anni fa aveva scelto una frase di Thomas Merton che in
italiano suona “Misericordia nella misericordia nella misericordia”,
quasi a dilatare nella ripetizione l’apertura del cuore. Quella di
Bolen non è stata un’iniziativa solo personale: il presule ha infatti
aderito a una campagna di solidarietà promossa dal Sanctum Care Group,
un ente assistenziale che si prende cura dei malati di Aids (e di cui
il presule è membro del Cda).
Per
raccogliere i fondi necessari per aprire una nuova casa per la cura
pre-natale dei figli di madri sieropositive il Sanctum Care Group ha
pensato a un’iniziativa che fosse l’occasione per far aprire gli occhi
sulla realtà degli homeless a Saskatoon. Così dieci personalità in
vista della comunità - dal vescovo al cantante folk, dal luminare della
medicina al leader dei nativi - sono stati tutti coinvolti in questa
specie di realityshow: rivestiti di abiti di seconda mano e
rigorosamente senza soldi, sono finiti sulla strada con in tasca solo
un cellulare per poter essere geolocalizzati costantemente.
...
Per saperne di più vedi anche:
-------------------------------------------- Prima
di incontrare i pellegrini nell’udienza giubilare in Piazza San Pietro,
questa mattina papa Francesco ha salutato e ringraziato, nell’auletta
dell’Aula Paolo VI, i protagonisti del concerto “con i poveri e per i
poveri”
AGORA'24: Vaticano, concerto per i poveri: Papa Francesco incontra Ennio Morricone-------------------------------------------------------------- Si è concluso ieri il
seminario “Per un’Europa no exit. Un’unione dei diritti,
dell’accoglienza, dell’inclusione” organizzato da Caritas Italiana.
Nella seconda giornata ci si è concentrati in modo particolare sul tema
dei flussi migratori e dei rischi di politiche populiste, senza perdere
però di vista quelle che sono le speranza per il Vecchio
continente. Francesco Gnagni ne ha parlato con il cardinale e
arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro
RADIO VATICANA: Il card. Montenegro: l'Europa è incapace di guardare al futuro-------------------------------------------------------------- Mentre
alcuni cardinali, privi di scrupoli pastorali, cercano di frenare ad
ogni costo la applicazione di AL, i pastori propongono vie di
traduzione e di recezione locale del dettato magisteriale
post-sinodale. Dopo l’Arcivescovo di Modena, ora anche Mons. Giovan
Battista Pichierri, il Vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, ha scritto
una lettera pastorale dal titolo “In cammino verso la pienezza
dell’amore. Lettera sull’Amoris Laetitia”. Il testo si divide in due
parti ed è seguito dal Decreto di nomina di presbiteri incaricati di
intervenire autorevolmente nel processo di discernimento ecclesiale.
Di grande interesse è il fatto che tutta la prima parte del documento è volta a cogliere lo “spirito della esortazione” (nn.1-20), mentre la seconda entra nel dettaglio delle novità pastorali che si rendono necessarie (nn.21-50). Andrea Grillo: La recezione di “Amoris Laetitia” (/5): La lettera pastorale del Vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie-------------------------------------------------------------- Messaggio alla
conferenza di Marrakesh (7 - 18 novembre): agire in maniera libera da
pressioni politiche ed economiche, superando interessi e comportamenti
particolaristici
Iacopo Scaramuzzi: Clima, Francesco: applicare senza indugio l’accordo di Parigi-------------------------------------------------------------- Videomessaggio alla conferenza episcopale radunata a Baltimora. Francesco elogia il Quinto Encuentro Pastorale Nazionale Ispanico: «Siamo chiamati ad essere portatori di buone notizie per una società attanagliata da sconcertanti cambiamenti sociali, culturali e spirituali e da una crescente polarizzazione» Andrea Tornielli: Il Papa ai vescovi Usa: “Creare cultura dell'incontro, basta muri”--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 12/11/2016:
Davanti alla Porta Santa preghiamo...13/11/2016:
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