"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°39 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dall'1 al 7 ottobre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 14 ottobre 2016
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SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA""Non volevo dare
fastidio, per questo ho lasciato passare un po' di tempo. Sono qui
semplicemente per dire che vi sono vicino e prego per voi. Vicinanza e
preghiera, questa è la mia offerta a voi".
Il Papa a sorpresa ad Amatrice nel giorno di San FrancescoLa preghiera silenziosa di Papa Francesco nella zona rossa di Amatrice
4 ottobre 2016 ... ... e oggi nel giorno
della festa di San Francesco, Papa Francesco a sorpresa si reca nei
luoghi del recente terremoto ad Amatrice e dice parlando da un piccolo
microfono con altoparlante: “dal primo momento ho sentito che dovevo
venire da voi! Semplicemente per dire che vi sono vicino, che vi sono
vicino, niente di più, e che prego, prego per voi! Vicinanza e
preghiera, questa è la mia offerta a voi”.
Vai Francesco, vai... (vignetta)tweet del 4 ottobre
-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Si
potrebbe definire la visita di un "sacerdote amico" quella che ha fatto
nell'arco di sei ore Papa Francesco oggi alle popolazioni terremotate
del centro Italia. Come è ben noto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI in
passato visitarono con grande affetto altri luoghi colpiti da terremoti
ma questa visita di oggi di Papa Bergoglio è stata però molto diversa.
Non vi è stata nessuna organizzazione, nessuna officialità, nessun
podio, nessuna accoglienza protocollare; non erano presenti autorità,
politici o altrirappresentanti delle istituzioni a parte i sindaci,
rimasti vicini ai loro cittadini sfollati.
E'
stato un saluto e una visita che il Papa ha voluto portare al personale
dei soccorsi ancora presente ma soprattutto alla gente, alla
popolazionelocale, di cui gran parte è stata già trasferita e
alloggiata in altri centri. L'apparato mediatico è stato colto da
sorpresa e ha dovuto inseguire il percorso del Papa che ha conosciuto
solo all'ultimo momento. Papa Francesco voleva veramente abbracciare le
persone, non è stata una visita per "fare notizia" o occupare spazi
mediatici (come se questo fosse mai stato il suo intento). Il Pontefice
si è presentato con un profilo umile, di chi vuole portare conforto con
discrezione «non volevodisturbare» ha detto « ho aspettato prima di
venire perché sapevo che c'era molto da fare per sistemare e che la mia
presenza avrebbe potuto essere d'impaccio».
...
-------------------------------------------- Già
all'indomani del terremoto Papa Francesco avrebbe voluto essere accanto
alle popolazioni così duramente colpite e, per esprimere la sua
vicinanza, nell'udienza generale aveva sostituito la consueta catechesi
con la recita dei misteri dolorosi del Santo Rosario.
«Lasciamoci commuovere con Gesù» Papa Francesco Udienza 24/08/2016 (foto, testo e video) videoE la domenica successiva all'Angelus prometteva; "... Cari
fratelli e sorelle, appena possibile anch’io spero di venire a
trovarvi, per portarvi di persona il conforto della fede, l’abbraccio
di padre e fratello e il sostegno della speranza cristiana. ..."
videoInfine
domenica scorsa al ritorno dal suo viaggio nel Caucaso alla domanda di
un giornalista circa una sua visita alle popolazioni terremotate aveva
così risposto: "... al rientro sceglierò la data. Ce ne sono
tre: devo scegliere. E la farò privatamente, da solo, come sacerdote,
come vescovo, come Papa. Ma da solo. Così voglio farla. E vorrei essere
vicino alla gente. Ma non so ancora come."
"L’ultima
parola l’ha la misericordia!" - CONFERENZA STAMPA DEL SANTO PADRE
DURANTE IL VOLO DI RITORNO DALL'AZERBAIJAN - 2 ottobre 2016 - ...
(testo e video integrali)E proprio così è stato...
“Come sacerdote, come vescovo, come Papa”. Così voleva andare Papa Francesco tra i terremotati di Amatrice, così si è presentato questa mattina alle 9.10, recandosi in una golf dai vetri oscurati nelle zone devastate dal tremendo sisma del 24 agosto scorso. La
sorpresa della Visita del Papa ai principali centri abitati, Amatrice,
Accumoli e Arquata del Tronto, devastati dai terremoti di oltre un mese
fa, ha spiazzato i politici e i rappresentanti istituzionali. Tutti
assenti o defilati. Un incontro, dunque del Santo Padre, solo, con la
gente: bambini, anziani, donne, lavoratori, personale della Protezione
civile ...
...
video-------------------------------------------- Poco dopo essersi recato ad Amatrice,
dove ha abbracciato la popolazione e pregato tra le macerie degli
edifici, Francesco ha fatto una breve visita a sorpresa ai malati
ricoverati nella RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) San Raffaele a Borbona, nella provincia di Rieti.
...
Dopo la sosta di quasi due ore con gli anziani a Borbona, il Papa ha compiuto una breve sosta al comando dei Vigili del Fuoco a Cittareale – campo base per le zone terremotate – quindi ha raggiunto Accumoli, una della città più colpite, dove ha salutato diverse persone, incluso il sindaco, in Piazza San Francesco e ha pregato davanti alla chiesa di San Francesco distrutta dal terremoto ... È
entrato nella zona rossa... Dopo la preghiera è andato a salutare gli
sfollati di Accumoli che erano ad attenderlo sulla piazza ed è stato
accolto da un applauso e dagli auguri per San Francesco. «Preghi per
noi Santo Padre, ne abbiamo bisogno», hanno detto i cittadini. «Siete voi che dovete pregare per me - ha risposto Francesco - io vi sono vicino».
Il Papa ha regalato un rosario agli abitanti del Paese e ha poi
salutato gli uomini della Protezione civile, dei vigili del fuoco e
delle forze dell’ordine che lo hanno accompagnato.
...Dopo circa mezzora il Santo Padre è salito di nuovo sull’auto per dirigersi adArquata del Tronto. Nel tragitto, a Pescara del Tronto ha compito tre soste lungo la strada per salutare piccoli gruppi di persone.
Poco prima delle 14 il Santo Padre è arrivato ad Arquata del Tronto accolto dal vescovo locale (Ascoli Piceno) monsignor Giovanni D’Ercole e dal sindaco Aleandro Petrucci.
...«Ho voluto esservi vicino in questo momento e dire a voi che vi porto nel cuore e so, so della vostra sofferenza e delle vostre angosce e so anche dei vostri morti e sono con voi e per questo ho voluto oggi essere qui». Con queste parole (rese note dal portavoce vaticano Greg Burke) Francesco si è rivolto ai terremotati di Arquata del Tronto. «E coraggio, sempre avanti, sempre avanti. I tempi cambieranno e si potrà andare avanti. Io vi sono vicino, sono con voi», ha aggiunto Bergoglio. «Adesso - ha poi concluso -preghiamo il Signore perché vi benedica e preghiamo anche per i vostri cari che sono rimasti lì... e sono andati in cielo. Ave Maria...». videoPoi, intorno alle 15, è arrivato a San Pellegrino di Norcia.
Ad attenderlo il vescovo di Spoleto-Norcia monsignor Renato Boccardo e
molti fedeli, tra cui molti bambini. Il Papa è subito entrato nella
zona rossa insieme al Vescovo. Presenti anche il sindaco di Norcia
Nicola Alemanno. Si è raccolto in una preghiera silenziosa e solitaria
davanti ai massi del campanile crollato della chiesa di San Pellegrino
di Norcia.
A
San Pellegrino, la tendopoli è stata recentemente smantellata. Numerosi
i fedeli che hanno atteso Francesco e lo hanno salutato lungo il
percorso. Il Vescovo di Roma ha saluto le persone e - usando il
microfono della Polizia- ha pronunciato queste parole: «Saluto tutti
voi. Sono stato vicino a voi e mi sento molto vicino in questo momento
di tristezza e prego per voi e chiedo al Signore che dia la forza di
andare avanti. E adesso vi invito a pregare tutti insieme l’Ave Maria».
video-------------------------------------------- Il Papa in ginocchio fra le macerie del terremoto nel centro Italia.
«Ho
visto il terrore negli occhi dei bambini. E ho visto la forza che
nonostante tutto sanno trasmettere gli anziani...». Papa Francesco è
visibilmente stanco e provato dopo la maratona che lo ha portato nelle
zone terremotate. Un viaggio fatto a sorpresa un giorno dopo la
conclusione del faticoso viaggio in Georgia e Azerbaigian. Alla fine
della giornata, commosso, commenta con chi gli sta vicino ciò che ha
colto nei volti delle persone incontrate. È voluto venire ad Amatrice,
Accumuli, Arquata e Pescara del Tronto per abbracciare i vivi e pregare
per i morti, non per benedire le macerie. Guardando dal parapetto della
strada che dall’alto offre una visuale sulle case di Pescara del Tronto
devastate come da un bombardamento, Bergoglio si è commosso. E
girandosi verso il vescovo, Giovanni D’Ercole, ha chiesto sussurrando
con un filo di voce: «Quanti morti?». Ricevuta la risposta è rimasto in
silenzio a pregare. Ha scelto di non arrivare dal cielo, come un vip,
con l’elicottero che gli avrebbe permesso un viaggio molto più breve e
soprattutto meno faticoso. Ha voluto venire in macchina, cercando fino
all’ultimo di depistare i giornalisti con quella risposta data domenica
sera sul volo di ritorno da Baku, quando aveva detto di non aver ancora
scelto la data. Doveva essere, e in fondo è stata, una visita privata.
Non ha pronunciato discorsi, soltanto qualche breve cenno di saluto.
Non è venuto tra i terremotati per parlare. Ma per ascoltare e
abbracciare. Per testimoniare silenziosamente, con tenerezza, la sua
personale vicinanza. A colpirlo di più, alla fine di una giornata
costellata da emozioni e bagnata da tante lacrime, sono stati gli occhi
dei bambini e quelli degli anziani. «Ho visto il terrore, la paura nei
volti dei più piccoli», confida ai collaboratori più vicini, pensando
ai tanti bambini che sono rimasti sepolti sotto le macerie. «Ho
percepito la forza che sanno trasmettere gli anziani». Nonostante
quanto è accaduto, nonostante i propri cari e gli amici che non ci sono
più, le case sbriciolate, la perdita di tutto.
... -------------------------------------------- «Uno per uno. Li ha
voluti salutare uno per uno. Sia nei momenti più raccolti che in quelli
in cui c’era più confusione: una delle cose che più mi ha colpito è
stata la cura, l’attenzione, la premura del Papa per le persone che
aveva davanti». Greg Burke, direttore della Sala stampa della Santa
Sede, ha ancora negli occhi le emozioni di una giornata davvero
speciale: «Incredibile che subito dopo il viaggio in Georgia e
Azerbaigian si sia speso così: non so neanche immaginare il numero di
persone che lui ha salutato»...
Maurizio Fontana: Uno per uno - Il racconto del direttore della Sala stampa della Santa Sede È stato un tour faticoso, di poche parole e gesti sobri, quello di papa Francesco nel cratere del
terremoto del Tronto. Un viaggio desiderato, nel giorno di San Francesco, e segreto, finché il
segreto ha resistito: il pontefice, due vescovi e pochi uomini a controllarne la sicurezza. Francesco,
in verità, avrebbe voluto essere solo.
Paolo Rodari e Corrado Zunino: La carezza del Papa (pdf)--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Giornata nazionale delle vittime dell’immigrazione
Purtroppo anche se sono passati 3 anni le tragedie nel Mediterraneo continuano a ripetersi e da allora a oggi sono morte altre undicimila persone, 3.500 solo nel 2016.... E' una vergogna!... (Papa Francesco)--------------------------------------------------------------- P. GIULIO ALBANESE: La questione dei migranti é una questione politica!!
Si spende una cifra enorme, indicibile di denaro per le armi che invece potrebbe essere utilizzata diversamente video-------------------------------------------------------------- 9 ottobre 2016 Marcia PerugiAssisi della pace- Appello di Alex Zanotelli
La speranza nasce dal basso! Partecipate!! Una speranza in più per la pace!!! Contro l’indifferenza di fronte ai numerosi scenari di guerra che affliggono il mondo.
Marcia della pace Perugia-Assisi: in cammino anche i ragazzi di Amatrice-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Samir e il suo messaggio d’amore naufragati nel Mediterraneo
L’ultima
lettera di un giovane egiziano morto nella traversata dalla Libia:
«Domani mi imbarco per l’Italia, cerca di resistere per il nostro
futuro»
Ci
sono delle volte che le parole di un uomo sono la sua vita, ma anche la
nostra. Samir, egiziano, tra i 20 e i 25 anni, le ha lasciate in una
lettera sigillata per il suo amore. Se l’era messa al collo come una
reliquia, nel lungo viaggio alla ricerca della sua speranza.
Samir
viaggiava dal Sud della Terra al miraggio dell’Europa, assieme a tutti
quelli come lui che sognano di scappare dalla loro vita: «Mio adorato
amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta... Domani mi
imbarco per l’Italia... Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi
avremo un futuro. Ti amo, tuo per sempre. Samir».
Ma
Samir è uno dei cadaveri che ci ha portato il mare, uno dei mille e
mille corpi senza respiro che affiorano fra i resti di barconi
malandati squassati dalle onde, uno di quelli che stiamo a raccontare
tutte le volte senza sapere niente delle cose che ci devono dire.
Quella lettera, però, è rimasta viva, adottata dal popolo dei social
network, passata di bacheca in bacheca nella piazza di Facebook, come
se l’avessimo scritta anche noi, come se Samir avesse vissuto per lei,
per vergare queste parole e mandarle nel mare. Un giorno arriverà
all’amore di Samir, la leggerà su una pagina qualsiasi, o forse gliela
racconteranno
...
-------------------------------------------- Aleppo, bimbi in preghiera per la pace
«Noi adulti non siamo capaci di costruire la pace, allora la facciamo costruire dai bambini», spiega uno dei partecipanti.
Per
questo sono arrivati in 200, cristiani e musulmani, questa mattina nel
grande cortile del convento di Terra Santa ad Aleppo ovest:
Fuocoammare
- che, lo ricordiamo, ha già vinto l'Orso d'oro a Berlino - è il frutto
di un lungo lavoro del regista, uno degli specialisti del genere
documentari, già premiato per la produzione sul Grande raccordo
anulare. Gianfranco Rosi ha trascorso un anno intero sull'isola per
raccogliere le storie che ha poi inserito nel suo film. Storie non solo
di immigrati, che raggiungono l'isola dopo aver attraversato il mare
sui gommoni, ma anche della gente che vive e lavora in questo
avamposto, a cui anche papa Francesco ha voluto rendere omaggio in una
storica. Fra
i personaggi che il documentario porta alla luce c'è quello di Michele
Bartolo, il direttore sanitario dell'Asl locale che da trent'anni cura
i cittadini dell'isola e assiste a ogni singolo sbarco, stabilendo chi
va in ospedale, chi va nel Centro di Accoglienza e chi è deceduto. Un
uomo che, con la sua umanità, è diventato un personaggio simbolo di
tutti coloro, individui, associazioni e istituzioni, che fanno quanto è
possibile per accogliere in maniera dignitosa questi disperati. IL DRAMMA DEI MIGRANTI A HOLLYWOOD Ora
questa realtà drammatica, restituita con bravura da Gianfranco Rosi in
Fuocoammare, rappresenterà il nostro Paese nella corsa all'Oscar per il
miglior film straniero. Una scelta coraggiosa da parte della nostra
commissione: coraggiosa e lodevole, perché porterà ancora una vola e
ancora di più questo dramma epocale all'attenzione internazionale,
proprio pochi giorni dopo che Obama e l'Assemblea delle nazioni uniti
hanno dichiarato che il flusso dei profughi è un problema che va
gestito globalmente e con le risorse adeguate. ... Fuocoammare
verrà trasmesso in prima visione su Rai3 lunedì 3 ottobre in occasione
della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione . L'ITALIA CORRERÀ AGLI OSCAR CON IL DOCUMENTARIO SUI MIGRANTI GIRATO A LAMPEDUSA...
Fuocoammare
è un film necessario per non abbassare l’attenzione su africani e
asiatici che fuggono da guerre, repressione, violenza, fame, cercando
un primo approdo europeo. Dice Rosi: «L’isola è il simbolo della
tragedia, lo sappiamo, ma volevo mostrare anche la vita quotidiana dei
lampedusani, in particolare quella di Samuele, un ragazzino che studia,
va a scuola, cerca di imparare a stare in barca, gioca, costruisce
onde; che vive, insomma, mentre dal mare arrivano eritrei e nigeriani,
libici, somali e siriani in condizioni spesso disperate».
LA
FORZA DELLE EMOZIONI. Niente finzione nel film di Gianfranco Rosi,
solo realtà, quel tipo di realtà che non si dimentica, una volta vista.
«Il linguaggio dei documentari è cambiato rispetto al passato. Oggi è
più personalizzato, non si filma più soltanto per mostrare. L’autore
deve saper trasformare la realtà che filma, deve scuotere attraverso
le emozioni».
E di emozioni il film è pieno, dall’inizio alla fine.
...
«Oggi»,
dice Rosi, «il Mediterraneo è una tomba d’acqua, ma temo sia solo
l’inizio. Fu scioccante quando scoprimmo l’Olocausto attraverso i
filmati, ma era la fine di un incubo. Quello di oggi, invece, è solo
l’inizio. È un nuovo olocausto».
Un
film duro? Sì, anche. Ma è soprattutto un film compassionevole e
necessario. E se lo vedranno anche negli altri Paesi d’Europa, forse
all’estero capiranno meglio quanto l’Italia stia facendo e quanto la
parola “aiuto” debba diventare un passaporto di speranza. Quella
speranza di futuro che nutre il piccolo Samuele: all’inizio del film
costruisce onde con cui uccidere gli uccellini. Alla fine, va ad
accarezzarli, parlando loro delicatamente.
LAMPEDUSA. UN NUOVO OLOCAUSTOGuarda il trailer ufficiale di Fuocoammare video-------------------------------------------- Insieme possiamo uscire dal buio della guerra e dell'indifferenza.
Perché il mondo si può cambiare, ma solo con l'impegno dei cittadini. P. Alex Zanotelli
videoDomenica 9 ottobre torna la Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità si
legge in una nota del Tavolo della Pace- "Ci sono molte cose da fare
tutti i giorni ma il 9 ottobre dobbiamo ritrovarci insieme per generare
un fatto nuovo, un movimento nuovo, all’altezza delle sfide che non
vogliamo ignorare. Utilizziamo ogni giorno, ogni occasione, ogni
momento, ogni strumento per coinvolgere chi non si è ancora lasciato
coinvolgere". "Implorano pace le vittime delle guerre, che inquinano i popoli di odio e la Terra di armi; implorano
pace i nostri fratelli e sorelle che vivono sotto la minaccia dei
bombardamenti o sono costretti a lasciare casa e a migrare verso
l'ignoto, spogliati di ogni cosa. Essi incontrano troppe volte il
silenzio assordante dell'indifferenza, l'egoismo di chi è infastidito,
la freddezza di chi spegne il loro grido di aiuto con la facilità con
cui cambia un canale in televisione".” Ci sono cinque modi per partecipare:
...
Il percorso ed orari Marcia per la pace 2016A che servono queste cose?
Don Luigi Ciotti
videoOgni
giorno veniamo a sapere di una nuova orribile strage di innocenti, di
uomini trucidati, di bambini affogati, di ospedali e di scuole
bombardate.
...
Sì, qualche immagine ci commuove più delle altre, ma non riusciamo più a piangere. Dobbiamo reagire a tutto questo. Il tempo di reagire è ora!
...
Sentiamo la responsabilità di agire, insieme, con concretezza. Il tempo di reagire è ora! Unisciti a noi, scriviamo insieme una pagina nuova nella storia.
Conferenza stampa del 5 ottobre video-------------------------------------------- Il 7 ottobre del 2001,
15 anni fa, gli Stati Uniti rispondevano all'attacco delle Torri
Gemelle lanciando l'operazione Enduring Freedom. L'obiettivo era quello
di pacificare e modernizzare il Paese liberandolo dal regime
oscurantista dei talibani. Un'ambizione costata, non solo agli Usa ma
anche ai suoi alleati, oltre duemila miliardi di dollari. Altissimo
anche il costo umano: oltre 100mila vittime afgane e 3500 militari
occidentali. E i risultati? Qualche luce e molte ombre, con uno Stato
in preda alla disoccupazione (40%) e alla corruzione, dove il 38% della
popolazione è ancora privo di corrente elettrica
Daniele Castellani Perelli: AFGHANISTAN, UNA GUERRA DA 2000 MILIARDI-------------------------------------------------------------- Nel terzo anniversario del naufragio in cui persero la vita 368 migranti, 25 sopravvissuti si sono ritrovati sull'isola per raccontare le loro storie. E per chiedere che stragi come quella non si ripetano più
REPUBBLICA: Ritorno a LampedusaIn due giorni undicimila salvati nel Mediterraneo. A bordo 28 morti e tre parti
Niccolò Zancan: Neonati e cadaveri sui barconi«Per quale ragione ci
vuole conoscere?» mi chiede subito Narcisse, un bel giovane alto e
magro, fuggito da un Camerun immiserito e incanaglito per cercare
lavoro. «Perché voglio capire», gli rispondo. «Il problema dei migranti
rimane astratto finché non ci si rende conto che prima di ogni
questione ideologica o sociale, si tratta di persone e le persone vanno
viste da vicino, conosciute e ascoltate».
Dacia Maraini: «Così ho conosciuto i migranti sotto casa a Pescasseroli»-------------------------------------------------------------- A me sono rimaste nella
mente e nel cuore alcune affermazioni di Zygmunt Bauman: «È necessario
affidare le speranze del genere umano non ai generali dello scontro di
civiltà, ma a noi soldati semplici della vita quotidiana. Noi non
possiamo sottrarci dal vivere insieme e se c’è una parola da ripetere
continuamente è 'dialogo'. Il dialogo non è un caffè istantaneo, non dà
effetti immediati, il dialogo è la pazienza, la determinazione e la
profondità... E solo con il dialogo ci sono vincitori, non perdenti».
Assisi, san Francesco e l’altro Francesco, ci possono guidare. Bisogna
che ci abituiamo, sempre di più, a parlare di pace non solo in
contrapposizione alla guerra.
Graziano Zoni: Camminare la pace, rammendare il mondo-------------------------------------------------------------- Si chiama Iacopo Mielo
ed è un giovane di 24 anni della provincia di Firenze, fondatore di
#vorreiprendereiltreno. Lui che, come dice, vive con le ruote per
terra, ma fa dei salti altissimi, ha scritto al Premier su Facebook per
dirgli come potrebbe usare, meglio e per i disabili, i soldi del Ponte
sullo Stretto di Messina.
Chiara Pelizzoni: «CARO RENZI, TI DO 15 ALTERNATIVE AL PONTE SULLO STRETTO»--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Il nostro nome è nel cuore di Dio... (Papa Francesco) Nel nostro servizio non contano i risultati... (Madre Teresa di Calcutta) Gli uomini ti chiedono di aumentare la loro fede... (vignetta GIOBA) La legge consiste nell'amare Dio e amare il prossimo... (Hèlder Camara) O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace... (San Francesco) Il Padre nostro non è una formula, ma uno stile... (Antonio Savone) Chi vuol essere esaudito da Dio... (Sant'Agostino) Iniziate e finite la giornata con la preghiera... (Madre Teresa di Calcutta) Cristo è il ponte... (Santa Caterina da Siena) Il Rosario è una scuola di preghiera... (Papa Francesco)-------------------------------------------------------------- 1 ottobre memoria liturgica di Santa Teresa di Gesù Bambino, vergine e dottore della Chiesa
Una ragazza morta a ventiquattro anni diventa dopo neppure cinquant'anni modello di tutta la Chiesa. Pio XI era molto devoto di santa Teresa di Gesù Bambino e la nominò patrona delle Missioni, lei, la cui breve vita si svolse tutta fra Alenon e Lisieux e che dopo i suoi quindici anni non usci più dal convento. Quanto spesso Gesù dimostra che i pensieri di Dio non sono i nostri pensieri, né le sue vie le nostre vie... Un solo atto d'amore ci farà conoscere...La memoria dei Santi Angeli, oggi espressamente citati nel “Martirologio Romano” della Chiesa Cattolica, come Angeli Custodi, si celebra dal 1670 il 2 ottobre
Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato, a questa data, non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. La devozione per gli Angeli è più antica di quella per i Santi. E' verità di fede (è infatti un dogma di fede, definito più volte dalla Chiesa) che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angelo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte, esemplare perfetto della condotta che si dovrebbe tenere nei riguardi di Dio e degli uomini. L'Angelo Custode è dunque il luminoso specchio sul quale ogni cristiano dovrebbe riflettere la propria condotta giornaliera. Per questo la Chiesa ha dettato una delle più belle preghiere che dice: "Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Così sia". Un'anima non è mai senza la scorta... (Bernardo di Chiaravalle) L'Angelo ci invita a considerare noi stessi... (Anselm Grun)Auguri a tutte le nonne e i nonni. Il 2 ottobre è la loro festa ufficiale. Dal 2005, infatti, è entrata nel calendario del nostro Paese la “Festa dei nonni” per celebrare l’importanza del ruolo che essi svolgono nelle famiglie e nella società.
Il nonno è padre due volte e la nonna è madre due volte... (Papa Francesco) I nonni sono un tesoro... (Papa Francesco)NONNI SPECIALI - Offrire la propria vita per dare un po' di sollievo ai più sfortunati !! L'esperienza
della mensa della Caritas intitolata al sacerdote “Don Alceste
Grandori” di Viterbo con volontari dall'età media di ottant'anni.
(breve estratto della puntata "Sulla via di Damasco" trasmesso dai
RaiDue il 01.10.2016)
video Le Nazioni Unite hanno istituito nel 2007 la Giornata Internazionale della Nonviolenza
per celebrare l'anniversario della nascita di Mohandas Karamchand
Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito महात्मा, "grande anima") Gandhi
(2 ottobre 1869).
Non credere alla possibilità di una pace permanente... (Mahatma Gandhi)-------------------------------------------------------------- Il
Cantico delle Creature (Canticum o Laudes Creaturarum), anche noto come
Cantico di Frate Sole, è il testo poetico più antico della letteratura
italiana che si conosca. Ne è autore Francesco d'Assisi e, secondo una
tradizione, la sua stesura risalirebbe a due anni prima della sua
morte, avvenuta nel 1226. È comunque più probabile che, come riportano
le biografie di Francesco, la composizione sia stata scritta in tre
momenti diversi.
Il Cantico è una lode a Dio che si snoda con intensità e vigore attraverso le sue opere, divenendo così anche un inno alla vita; è una preghiera permeata da una visione positiva della natura, poiché nel creato è riflessa l'immagine del Creatore: da ciò deriva il senso di fratellanza fra l'uomo e tutto il creato. La creazione diventa così un grandioso mezzo di lode al Creatore. Cantico delle Creature - Angelo Branduardi (con testo) (video)Annalena Tonelli nuova martire della carità cristiana.
Oggi 5 ottobre desideriamo ricordare Annalena Tonelli (Forlì, 2 aprile 1943 – Borama, Somalia, 5 ottobre 2003) missionaria laica per circa trentatré anni volontaria in Africa prima di venir uccisa il 5 ottobre 2003 da un commando islamico nel centro assistenziale che dirigeva in Somalia. Fu insignita dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati del prestigioso premio Nansen per l'assistenza ai profughi, il 25 giugno 2003. Gesù Cristo non ha mai parlato di risultati...Annalena Tonelli non ha mai amato parlare di sé.ha vissuto in silenzio la radicalità evangelica per 35 anni in terra mussulmana.
Al pressante invito del Vaticano in occasione di un convegno sul volontariato -30 Novembre 2001- ha risposto con la testimonianza che segue: Annalena si racconta Per non dimenticare Annalena Tonelli, martire della carità cristiana La vita ha senso solo se... Solo l'amore ha un senso...-------------------------------------------------------------- 5 ottobre Giornata Mondiale degli Insegnanti
La Giornata Mondiale degli Insegnanti, istituita dall’UNESCO, è dedicata quest’anno al tema della "parità di genere" allo scopo di celebrare una professione che ha una grandissima dimensione femminile. Come emerge dai dati pubblicati dall’Istituto UNESCO per la Statistica a livello mondiale le donne rappresentano il 62% degli insegnanti della scuola primaria; ma mentre molti paesi, soprattutto nell’Europea orientale, registrano picchi di oltre 98% di insegnanti donna, ci sono invece intere regioni, come l’Africa Sub-Sahariana, dove la componente femminile è molto scarsa e dove le condizioni di lavoro sono in via di peggioramento. Il rapporto dell'UNESCO mette inoltre in evidenza alcune preoccupanti carenze su scala globale: mancano all’appello almeno due milioni di insegnanti per raggiungere l’obiettivo internazionale di garantire a tutti l’accesso all’istruzione primaria entro l’anno 2015, definito dagli accordi “Education for All” e dai Millennium Development Goals. L’insufficienza di insegnanti non riguarda peraltro solo i Paesi in via di sviluppo. Nonostante l’Africa Sub-Sahariana sia la regione più carente, anche gli Stati Uniti, la Spagna, l’Irlanda, la Svezia, ed anche l’Italia, rientrano nella lista dei 112 Stati che sono colpiti da questo problema.. Il maestro non può insegnare pensieri, ma... (Immanuel Kant)-------------------------------------------------------------- Papa Francesco concede l'apertura della Causa di Beatificazione di padre Hamel senza attendere i 5 anni canonici.
I precedenti: Giovanni Paolo II lo aveva fatto per Madre Teresa, Benedetto XVI per lo stesso Karol Wojtyla. Il Papa: sì alla causa di beatificazione di Hamel-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)“Canto le misericordie di Dio”. Teresa di Lisieux
Riflessione a cura di Alberto Neglia, carmelitano
Tratta da HOREB,
tracce di spiritualità a cura dei Carmelitani,
anno XXV - 2016 - n. 2
"La misericordia, volto di Dio, volto dell’uomo"
"..
Questa consapevolezza che il Signore nella sua misericordia l’ha amata
e conquistata è cresciuta lentamente in Teresa. Lei nasce in una
famiglia profondamente cristiana, per cui la familiarità con Gesù
l’assorbe fin dall’infanzia e cresce man mano che avanza negli anni.
Gesù
è il suo unico amico. «Gesù mio primo mio solo Amico, tu che amo
unicamente» (Ms B 260), esclama più volte. Però, nel vivere il suo
rapporto di amicizia con Gesù ...
Nel
Natale 1886,...Teresa prende coscienza di essere amata da Gesù.
Prima,in linea con la concezione spirituale del tempo concentrava tutto
il suo impegno nel salire verso di lui.
...
Conquistata
dalla tenerezza di Dio, Teresa avverte che l’amore coinvolge più
di qualsiasi obbligo. L’amore maturo chiede reciprocità, per
cui Teresa scrive, ricordando quel periodo: «Volevo amare, amare
Gesù con passione dargli mille prove d’amore» (Ms A 138). Ma
come riconsegnare l’amore a Gesù? Teresa è consapevole
della propria fragilità! Bisogna riprendere le “pratiche” per
acquistare meriti, o confidare nella sua misericordia? Il
Natale è notte di luce, non solo perché Teresa è maturata
umanamente e ha ricevuto forza, ma soprattutto perché scopre che
il Dio che l’ha liberata, si è mostrato misericordioso attraverso
la debolezza. Il dono della forza le viene concesso,
paradossalmente, in quella festa di Natale in cui Cristo, che la
raccoglie e la salva, appare come un bimbo fragilissimo. È come
una illuminazione che consente a Teresa di rompere i ponti con un certo
ideale ascetico, quello della scala dei meriti e delle purificazioni
che conducono alla perfezione.
In
questa nuova prospettiva, in cui sta maturando, Teresa si sente
educata da Gesù attraverso le mediazioni umane, ma in modo
particolare, attraverso il suo Vangelo, pane quotidiano di Teresa:
«È soprattutto il Vangelo che mi intrattiene durante le orazioni,
in esso trovo tutto ciò che è necessario, alla mia povera piccola
anima. Vi scopro sempre nuove luci, significati nascosti e
misteriosi». (Ms A 236).
...
“Canto le misericordie di Dio”. Teresa di Lisieux (PDF)Leggi anche il post già pubblicato: LA MISERICORDIA, VOLTO DI DIO, VOLTO DELL’UOMO - HOREB n.2/2016 (n. 74)-------------------------------------------- Presentazione
– presso il Santuario di San Damiano in Assisi – del lavoro condotto da
frate Alessandro, e raccolto nel libretto “Laudato si’ mi’ Signore”,
alla ricerca della melodia nascosta del Cantico delle creature
Frati Assisi: Alla ricerca della melodia nascosta del Cantico delle creature - fr Alessandro Brustenghi (video)--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- -------------------------------------------- «Spesso mi chiedo: come i mezzi di comunicazione possono mettersi al servizio di una cultura dell'incontro?
Abbiamo
bisogno di informazioni che portino alla concordia per il bene
dell'umanitù e del pianeta. Unisciti con me in questa richiesta.
Perché
i giornalisti nell'esercizio della loro professione siano sempre
animati dal rispetto per la verità e da un forte sentimento etico.
Puoi aiutarmi a diffondere questa intenzione di preghiera?...»
video-------------------------------------- Vangelo: Lc 17,5-10
Il
brano che oggi la liturgia ci presenta va necessariamente inserito per
una migliore comprensione nel suo contesto, leggendo il cap.17 a
partire dal primo versetto. Esso comincia con un severo monito di Gesù
nei confronti di coloro che, in seno alla comunità, sono causa di
scandalo (inciampo) nella crescita di fede. Il motivo dello scandalo è la mancanza di misericordia nei confronti dei piccoli - oi mikroi - , che non sono i bambini - oi nepioi - bensì
le persone più fragili, gli ultimi, gli insignificanti, coloro che non
contano niente. Gesù vuole ricordare ai suoi che non sono una comunità
di perfetti, di puri, di separati dai peccatori, che quel perdono che
il Padre ci offre gratuitamente è necessario sia vissuto "perdonandoci a vicenda, come anche Dio, in Cristo, ha perdonato a noi" (Ef 4,32).
La Comunità però, in-capace di vivere la misericordia, si sente
inadeguata al compito e domanda al Signore un supplemento di fede.
Ma
la fede non è tanto un dono che Dio fa e che può essere accresciuto,
quanto piuttosto la risposta dell'uomo all'immenso dono
dell'amore che da Lui riceviamo e che deve essere manifestato
nell'amore verso i fratelli.
-------------------------------------------- Commento
XXVII Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: Abacuc 1,2-3;2,2-4; Salmo 94; 2 Timoteo 1,6-8.13-14; Luca 17,5-10
...
La
fede è rivelata dal più piccolo di tutti i semi e poi dalla visione
grandiosa di foreste che volano verso i confini del mare. La fede è un
niente che è tutto. Leggera e forte. Ha la forza di sradicare gelsi e
la leggerezza di un minimo seme che si schiude nel silenzio.
Ho
visto il mare riempirsi di gelsi. Ho visto imprese che sembravano
impossibili: madri e padri risorgere dopo drammi atroci, disabili con
occhi luminosi come stelle, un missionario discepolo del Nazzareno
salvare migliaia di bambini-soldato, una piccola suora albanese rompere
i tabù millenari delle caste...
Un
granello: non la fede sicura e spavalda ma quella che nella sua
fragilità ha ancora più bisogno di Lui, che per la propria piccolezza
ha ancora più fiducia nella sua forza.
... -------------------------------------------- Gesù
l’avvertimento l’ha dato, e molto chiaro: “Se qualcuno vi dirà: Ecco,
il Cristo è qui, oppure: È là, non credeteci, perché sorgeranno falsi
cristi e falsi profeti” (Mt 24,24).
Nei
momenti di crisi, nel popolo diventa spasmodica la ricerca di un
salvatore, di qualcuno che ponga immediato rimedio alla situazione di
degrado della società, alla corruzione, al dilagare del male. Di questa
circostanza ne approfittano i falsi cristi, i salvatori della patria
che ingannano il popolo con la promessa di un definitivo cambio delle
strutture che reggono la società, con un’azione moralizzatrice che
porti a radicali purificazioni per sradicare il male, cancellando tutto
quel che è stato fatto prima del loro avvento per inaugurare una
stagione duratura di sicura trasparenza, onestà, giustizia, con il
cittadino unico sovrano e padrone delle sue scelte. La storia insegna
che quando questi salvatori vengono seguiti la situazione del popolo
anziché migliorare, è sempre peggiorata, e spesso il liberatore si è
rivelato un despota.
...
La
pazienza richiesta per rispettare il ritmo di crescita delle persone e
della società, non significa certo abdicare alle proprie
responsabilità, e neanche cadere nel fatalismo pessimista di chi
sentenzia che il mondo è sempre stato così e mai cambierà, ma
collaborare all’azione creatrice di Dio per rendere il mondo secondo il
suo progetto d’amore. La prima delle opere del Creatore, fu la luce
(“Dio disse: Sia la luce! E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa
buona e Dio separò la luce dalle tenebre”, Gen 1,3-4). Nel Prologo al
Vangelo di Giovanni, l’autore afferma che “la luce splende nelle
tenebre” (Gv 1,5). La luce, immagine di tutto quel che è vita, non è
chiamata a sprecare preziose energie per lottare contro le tenebre,
figura di tutto quel che produce morte, ma deve limitarsi a splendere:
tanto più amplierà il suo raggio d’azione tanto più le tenebre si
restringeranno, perché, come Gesù dichiara “chiunque infatti fa il
male, odia la luce” (Gv 3,20).
(Fonte: illibraio) -------------------------------------------- 1. In principio la carità.
Nelle lettere pastorali degli ultimi anni ho trattato il tema
dell’educazione alla fede, presentandola come proposta della buona
novella di Gesù (2011-2012: Sulla via di Emmaus), trasmissione dell’esperienza dell’incontro con il Dio vivo (2012- 2013: In cammino con i Magi), attività fondamentale in cui si esprime la maternità della Chiesa (2013-2014: La Chiesa madre dei credenti), volto concreto della sua missione (2014-2015: Chiesa “in uscita”),
che si realizza pienamente solo se si dà il primo posto in tutto
all’amore misericordioso con cui l’Eterno ci raggiunge e ci salva
(2015-2016: La misericordia, cuore del Vangelo, anima della Chiesa). In
continuità con l’attenzione rivolta all’educazione alla fede, vorrei
ora riflettere sull’educazione alla carità, certo di quanto afferma
l’Apostolo Paolo per il quale “la fede si rende operosa per mezzo della
carità” (Gal 5,6). La
carità sta all’inizio dell’esistenza della Chiesa, generata dal dono
dell’amore trinitario, è l’anima profonda e il respiro della sua vita e
si offre al suo cammino come la meta verso cui tendere, perché nella
Città celeste Dio sarà tutto in tutti e la carità che unisce le Persone
divine sarà gioia e pace in eterno per tutti i beati. “Ecclesia de
Trinitate - Ecclesia de caritate”: la Chiesa che nasce dalla Trinità e
tende verso la patria trinitaria, è la Chiesa della carità, che è
suscitata dall’amore e vive dell’amore, per giungere alla Gerusalemme
del cielo, dove l’amore non avrà mai fine.
2. La carità e il rinnovamento della Chiesa.
...
Chi intende rinnovare la vita ecclesiale deve sforzarsi di divenire
semplice, partecipando alla vita del Dio che è Amore e mettendo ordine
nella propria vita, sì da dare il primo posto alla carità nella
docilità allo Spirito dell’amore eterno, infuso dal Figlio nel cuore di
chi crede
... Chi è innamorato di Cristo, vive di Lui e lo annuncia, testimoniando la carità in ogni gesto o parola
...
La povertà è, inoltre, lo stile di vita di Gesù, che è nato povero, ha
vissuto da povero ed è morto povero. Sul Suo esempio chi vuol servire i
poveri deve “essere con” loro, prima ancora dell’“essere per” loro.
Siamo una Chiesa povera e serva dei poveri, senza orpelli, libera dalle
seduzioni della ricchezza e del potere? Ci sforziamo di vivere la
sobrietà, la semplicità, l’umiltà e la compagnia degli ultimi, nei loro
bisogni e nelle loro prove? L’amore che viene da Cristo e l’esempio che
Lui ci dà sono la motivazione prima del nostro servizio del prossimo?
Chiediamoci se la carità è viva e riconoscibile nei nostri rapporti
fraterni, come nelle diverse forme del nostro impegno per gli altri:
siamo la Chiesa della carità, che Cristo vuole, secondo quanto ci ha
detto: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete
amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35)? Diamo ascolto ai poveri, ai
piccoli, ai deboli, ai giovani, agli anziani, alle famiglie in
difficoltà? Nelle nostre parrocchie i poveri sono presenti solo come
“utenti” dei vari servizi o sono parte attiva della vita della comunità?
...
La Chiesa della carità (PDF)-------------------------------------------- Il
tema del prossimo sinodo è «I giovani, la fede e il discernimento
vocazionale». La scelta del Papa nasce dall’ascolto dei pastori della
Chiesa, attraverso fasi successive, in continuità con l’esperienza
delle due assemblee sulla famiglia e con l’esortazione apostolica
«Amoris laetitia». L’obiettivo della convocazione sinodale è dunque
«accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità
affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il
loro progetto di vita e realizzarlo con gioia»....
Lorenzo Baldisseri: Nel prossimo sinodo - La giovinezza del VangeloUn Sinodo che voglia
davvero interrogarsi sui giovani deve anche lasciarsi accompagnare da
loro. E forse a Lambeth Palace c'è un'esperienza che potrebbe dirci
qualcosa
Giorgio Bernardelli: Un Sinodo sui giovani o con i giovani?--------------------------------------------------------------- «Il vivo desiderio di
unità che noi esprimiamo è strettamente legato al condiviso desiderio
che uomini e donne giungano a credere che Dio ha mandato il suo Figlio,
Gesù, nel mondo, per salvarlo dal male che opprime e indebolisce
l’intera creazione». È quanto scrivono Papa Francesco e il primate
della Comunione anglicana Justin Welby nella dichiarazione comune
firmata mercoledì pomeriggio, 5 ottobre, all’inizio della celebrazione
dei vespri svoltasi nella chiesa romana di San Gregorio al Celio,
durante la quale è stato conferito il mandato a trentotto vescovi
missionari, diciannove cattolici e diciannove anglicani.
L'OSSERVATORE ROMANO: Desiderio di unità - Nella dichiarazione comune firmata da Papa Francesco e dal primate della Comunione anglicana Justin WelbyL’abbraccio
tra Papa Francesco e il primate della Comunione anglicana Justin Welby
ha richiamato alla memoria lo storico incontro tra Paolo VI e Michael
Ramsey, avvenuto cinquanta anni fa. Anche i gesti dell’arcivescovo di
Canterbury, che ha offerto al Pontefice una croce pettorale, e di
Francesco che l’ha indossata, hanno ricordato quel 23 marzo 1966.
Nicola Gori: La celebrazione dei vespri a San Gregorio al Celio. Dove tutto ha avuto inizio---------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Anticipiamo
un estratto del discorso che Enzo Bianchi, priore della Comunità
monastica di Bose, pronuncerà oggi pomeriggio in Senato in occasione della Giornata nazionale per la memoria delle vittime dell'immigrazione.
Il
titolo assegnato a questo mio intervento riecheggia una parola
indirizzata a più riprese nella Bibbia al popolo di Israele: “Ricorda
che sei stato straniero nel paese di Egitto”, oppure: “Tu agirai così
perché anche tu sei stato straniero!”. Parole che sono un invito a
sentirsi stranieri e assumere la responsabilità verso gli stranieri che
giungono a noi nella loro irriducibile e di primo acchito insondabile
diversità. Per questo risuona il comandamento: “Amate il gher (lo
straniero) perché foste gherim, stranieri!” (Dt 10,19; 24,17; Esodo
22,20; 23,9; Lev 19,34). Ecco il paradigma: ciascuno di noi è straniero
rispetto ad altri e proprio per questo può comportarsi rispetto allo
straniero come lui vorrebbe che altri si comportassero nei suoi
confronti. Ma vorrei affrontare questo tema usando come chiave
interpretativa il testo attribuito a Shakespeare che ci invita a
“vedere gli stranieri”. Rievocando la minaccia di espulsione dal paese
di persone “diverse” per religione e nazionalità, il Bardo invita a
interrogarsi sui motivi di questa migrazione, poi esorta a
immedesimarsi nei fuggiaschi per trarne le conseguenze a livello di
comportamento etico. “Vedere gli stranieri” può allora declinarsi in
diverse modalità — vederli da lontano, vedere se stessi, vederli da
vicino, vederli come concittadini — e sfociare in una dimensione
inattesa: gli stranieri come dono.
1. Vedere gli stranieri da lontano: la lungimiranza.
... 2. Vedere se stessi negli stranieri: immedesimazione e identità.
... 3. Vedere gli stranieri da vicino: vincere le paure.
... 4. Vedere gli stranieri come concittadini.
... 5. Vedere gli stranieri per quello che portano in dono: la relazione.
... Conclusione
... -------------------------------------------- VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO IN GEORGIA E AZERBAIJAN 30 SETTEMBRE ...
video saluto ai giornalisti in aereo... video dell'accoglienza all'areoporto Tbilisi... testo discorso alle autorità... video ... testo discorso con S. S. Beatitudine Ilia II... video incontro... testo preghierapronunciata durante l'incontro con la Comunità assiro-caldea... video preghiera ... video integrale-------------------------------------------- CONFERENZA STAMPA DEL SANTO PADRE
DURANTE IL VOLO DI RITORNO DALL'AZERBAIJAN 2 ottobre 2016 Papa Francesco:
Buonasera.
E grazie tante del vostro lavoro, del vostro aiuto. E’ vero, è stato un
viaggio breve – tre giorni – ma voi avete avuto tanto lavoro. Io sono a
vostra disposizione, e vi ringrazio tanto per il lavoro. E domandate
quello che volete
.... testo integrale video integrale-------------------------------------------- Bella e oltre ogni
aspettativa la prima giornata della visita di Papa Francesco in
Georgia. Importanti, chiari e puntuali le riflessioni ed esortazioni
che il Santo Padre ha indirizzato al popolo e alle autorità del Paese.
Pieno di contenuti inattesi l'incontro del Santo Padre con Ilia II,
Catholicos e Patriarca di tutta la Georgia, e soprattutto toccante, non
solo per la precaria salute dell'anziano guida degli Ortodossi
georgiani, ma anche per il rapporto che si è istaurato da subito tra
lui e il Pontefice. La giornata si preannunciava come un evento
rilevante anche se si temeva freddezza e formalità. La giornata invece
è finita diversamente e il "tocco" della svolta è stato il "bacio della
pace" tra i due capi religiosi e l'impegno di pregare l'uno per altro.
Luis Badilla: La "pastorale contadina" di Papa Francesco in Georgia--------------------------------------------------------------
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