"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°43 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 5 all'11 novembre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il18 novembre 2016
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PUBBLICATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" 7000 GRAZIE--------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Oggi
qualunque morte ci appare prematura perché nella nostra cultura
occidentale che ormai si è imposta sull'intero pianeta è stato
completamente rimosso qualunque riferimento al fatto che la nostra vita
terrena è in ogni caso destinata alla conclusione. Infatti solo la
prospettiva della sua fine ci fa affrontare le diverse fasi della vita
nella loro pienezza, assumendocene tutta la responsabilità. Il sentire
odierno nella nostra società consumistica e stupidamente
giovanilistica, è ben riassunto dal titolo dell'ultimo libro di don
Armando Matteo: “Tutti muoiono troppo giovani” (Ed. Rubbettino, p. 106,
€ 10,00). Questa frase che il nostro prete calabrese ha posto come
titolo della sua ultima fatica la dice lunga su quanto l'aumento della
vita media stia cambiando le nostre aspettative, e di quanto la fede
delle persone sia influenzata dagli sconvolgimenti che in questi
decenni hanno interessato le società post moderne.
... -------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Un
bimbo spaurito abbraccia teneramente il suo salvatore. La foto è stata
scattata dalla sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini.
Beati i seminatori di umanità. (Dal diario di David Sassoli, Vicepresidente del Parlamento europeo) Beati i seminatori di umanità-------------------------------------------------------------- Nuovi sbarchi sulle
coste del nostro paese. Tra i 300 migranti anche due bambini rimasti
orfani in mare. La loro madre è stata schiacciata mentre faceva loro da
scudo.
Migranti, muore schiacciata per proteggere i suoi bambini (video)-------------------------------------------------------------- L’importante è la
ricaduta! Le nostre bombe made in Italy vanno anche in Arabia Saudita,
che le usa per bombardare lo Yemen. Tutto regolare secondo i Ministri
Gentiloni e Pinotti. Un po’ meno per le Procure di Brescia e Cagliari
che hanno aperto un’inchesta sulla spedizione di bombe aeree
autorizzata dal governo, prodotte dalla RWM Italia, azienda tedesca del
gruppo Rheinmetall con sede legale a Ghedi (Brescia) e stabilimento a
Domunovas (Carbonia-Igliesias) in Sardegna. ...
Ma il concetto di fondo è sempre la ‘ricaduta’. ... Attendiamo spiegazioni dai Ministri Pinotti e Gentiloni. Lo abbiamo chiesto come Pax Christi nei giorni scorsi con un intervento anche del presidente Mons. Giovanni Ricchiuti. Per ora l’unica ricaduta certa è quella delle bombe che cadono seminando morte e distruggendo vite umane. Questa è la vera ricaduta, che ci preoccupa e angoscia... (don Renato Sacco) Ricadute-------------------------------------------------------------- Stando ai dati di
Eurofound e forniti dall’Istituto Toniolo, che ha organizzato a Milano
il primo convegno nazionale sul fenomeno dei Neet (giovani che non
studiano, non lavorano e non si formano) assistiamo a un
aggravarsi progressivo. La percentuale di giovani italiani
tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non si
formano, nel nostro Paese è salita dal 19% del 2008 al 27% del
2014, mentre nell'Unione europea è passata nello stesso periodo dal 13%
al 15,4%. I limiti del progetto "Garanzia Giovani" nel rispondere ai
loro bisogni
Francesco Morrone: La generazione Neet (giovani senza…) pesa sul bilancio pubblico, ma interroga la politica e la societàSecondo Eurofund
l'Italia paga un prezzo pari al 2% del Pil per i 2,2 milioni di ragazzi
e ragazze fuori dai percorsi di studio e di lavoro. Se ne parla al
Neeting di Milano.
Caterina Maconi: Il costo di escludere i giovani: 36 miliardiPrivi di ambizioni professionali e di chiare progettualità lavorative. Alle spalle, percorsi formativi
incompleti o frammentati. Spesso una 'debole genitorialità' che non sostiene le scelte nel delicato
momento dell’ingresso nel mondo del lavoro. È il ritratto dei Neet (giovani che non lavorano e non
partecipano a percorsi di istruzione o formazione) che si rivolgono ai Centri di Ascolto Caritas, e
che viene delineato nel volume 'Nel Paese dei Neet' di Walter Nanni e Serena Quarta (Edizioni
Lavoro) presentato durante 'Neeting', il convegno nazionale sui Neet
Caterina Maconi: Stranieri, maschi e «soli» I Neet vanno alla Caritas (pdf)-------------------------------------------------------------- LA radio
che lancia anatemi contro le leggi dello Stato è quella che prende
dallo Stato più soldi di tutte le altre radio. È il ricco paradosso di
Radio Maria, quella che ha mandato in onda la sconcertante teoria di
padre Giovanni Cavalcoli, secondo il quale il terremoto che ha
squassato il Centro Italia non sarebbe altro che "il castigo di Dio"
per la legge sulle unioni civili. Teoria che ha fatto infuriare papa
Francesco, ha spinto il Vaticano a prendere le distanze e alla fine ha
costretto la radio a "sospendere" la trasmissione mensile affidata al religioso.
Sebastiano Messina: Quegli anatemi di Radio Maria pagati con i soldi pubblici-------------------------------------------------------------- I sei bambini
dell'ultimo naufragio si sono presi per mano per darsi coraggio. Sono
scesi assieme nel limbo del mare che custodisce la città sommersa. Lì
si gioca a nascondino tra i relitti delle navi e le bandiere delle
Nazioni Europee. Ci sono leggi a parte e un parlamento composto solo da
donne e bambini.
Mauro Armando: Il mortale naufragio dell'Europa nel silenzio dell'Africa-------------------------------------------------------------- Il pontefice riesce a
tenere assieme un forte senso della solidarietà con un’idea
dell’Europa. La sua richiesta ai governanti ha a che fare con la
capacità di discernere per condurre a buon fine un processo
Andrea Riccardi: Il Papa e l’accoglienza, prudenza, non paura-------------------------------------------------------------- «Le questioni religiose
non hanno apparentemente giocato alcun ruolo nell’elezione. Ma Trump ha
lavorato sulle paure del cristianesimo bianco di vedere un Paese più
multireligioso e più multiculturale».
Stefania Falasca: «Trump ha fatto leva sulle paure dei bianchi cristiani»L'inaspettata e
dilagante vittoria di Donald Trump nelle elezioni americane può essere
letta da diversi punti di vista. Quello che più comunemente emerge, nei
commenti "a caldo" di queste prime ore, è lo sgomento per la profonda
divaricazione tra le concezioni e le aspettative di una società
"civile" – quella rappresentata dai giornali e dall'opinione pubblica
americana, ma non solo americana – e il trionfo indiscutibile di un
personaggio che sembra, invece, concentrare in sé tutto ciò che di
"incivile" e politicamente scorretto esiste nell'immaginario collettivo
dell'Occidente. Un personaggio, si ripete da mesi, razzista,
maschilista, antifemminista, antigay, antiabortista, antiliberista. Il
più volgare sessista, il più sfrontato bugiardo, il più provocatore
nemico della logica dei diritti che mai si sia candidato alla
presidenza degli Stati Uniti.
Per questo nessuno lo aveva preso sul serio... Giuseppe Savagnone: Trump e la “civiltà” occidentale... Ultimamente, anche
in Vaticano si parlava sottovoce dell’esistenza di frange della Curia
affascinate da Trump in opposizione alla «laicista Hillary», e come
nemico di un establishment logorato dal potere. Si tratta di
settori minoritari che però adesso si sentono rafforzati. Capofila è il
cardinale Raymond Leo Burke, critico coriaceo delle aperture di
Bergoglio: Burke ha già benedetto il neopresidente come «difensore dei
valori della Chiesa». Ma dietro di lui si indovinano invisibili
benedizioni di cardinali e vescovi di peso, schierati da sempre per la
«sacralità della vita»: «guerrieri culturali» contro il Partito
democratico di Barack Obama e dei Clinton...
CORRIERE DELLA SERA: Elezioni Usa e Vaticano, i cardinali che tifano per Trump--------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Sarebbe bello che chi ha qualcosa contribuisse... (mons. Oscar Romero) L'amore di Dio è eterno... (Papa Francesco) Chi dice che Dio castiga col terremoto non conosce... (Enzo Bianchi tweet 5/11/16) Accresci in noi la fede!... Nel nostro servizio non contano i risultati... (Madre Teresa di Calcutta) Dormivo e sognavo che la vita... (Tagore) Chi sono, poi, quelli che nel tempio vendono i buoi? ... (Sant'Agostino) L'uomo che si mette a servizio è l'unico vero santuario... (Alberto Maggi) Il problema, secondo Gesù, non è il quando ma il come... (Antonio Savone) Se uno vive un cristianesimo molto buono, ma che non tocca... (Oscar Romero) Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto... (Sant'Agostino)-------------------------------------------------------------- Il 5
novembre 1977 moriva a Firenze “il sindaco santo” Giorgio La Pira. Un
anniversario che Tv2000 ricorda con il documentario “Giorgio La Pira,
la città posta sul Monte”. E’ il racconto della vita e della fede di
questo grande politico italiano e sindaco di Firenze, terziario
domenicano e francescano, appartenente all’Istituto Secolare dei
Missionari della Regalità, servo di Dio e della Chiesa cattolica. “Giorgio La Pira: la città posta sul monte”. Un docufilm sul “sindaco santo”. Il Vangelo non è l'annuncio di un codice di leggi... Per gli uomini non vale che una sola legge ed un solo fine...-------------------------------------------------------------- … Dire che il Concilio
Vaticano II è stato solo un concilio pastorale è mera ignoranza!!!...
di Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo
(Breve estratto video Prolusione Accademica 2016/2017 ’Istituto Teologico “San Tommaso” , aggregato alla Facoltà di Teologia dell’U.P.S. - MESSINA - Venerdì 4 novembre 2016) video -------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- “Può un paese far fronte da solo alle difficoltà che produce la migrazione forzata?”. Si apre con un quesito cruciale il videomessaggio di Papa Francesco per le intenzioni di preghiera del mese di novembre.Nel filmato, pubblicato via internet e diffuso in otto lingue, il Santo Padre afferma in spagnolo:
“Dobbiamo superare l'indifferenza e la paura di accettare l’altro. Perché questo altro potresti essere tu. O io…”. Immagini
di uomini e donne di diverse nazionalità si alternano a quelle del
Pontefice che abbraccia e stringe le mani dei rifugiati incontrati
durante i suoi viaggi a Lampedusa, Lesbo o in Messico.Rivolgendosi
ai fedeli e agli uomini di buona volontà, il Papa conclude il
videomessaggio con una richiesta che ribadisce quanto già tante volte
da lui affermato:
“Unisciti a me in questa intenzione di preghiera: Perché i Paesi che accolgono un grande numero di profughi e rifugiati, siano sostenuti nel loro impegno di solidarietà”. video-------------------------------------- Vangelo: Lc 20,27-38
Nella
storia del popolo di Israele ritroviamo la formulazione esplicita della
resurrezione dei morti molto tardi, infatti l'idea della "resurrezione dei morti" appare per la prima volta nella S. Scrittura in Dn 12,2 e in Is 26,19. I Sadducei, ricchi possidenti facenti parte dell'aristocrazia sacerdotale, accettano come libro sacro solo il Pentateuco, negano vi sia una resurrezione dei morti, così come negano l'esistenza dell'anima e degli angeli.
Tutto
si sviluppa e termina su questa terra dove Dio premia con una vita
bella e agiata i buoni, e distribuisce guai e sofferenze ai cattivi.
Prendendo a pretesto la legge del levirato e rifacendosi ad una storia
contenuta nel libro di Tobia (Tb 3,7-17), intendono far cadere nel ridicolo Gesù e allo stesso tempo l'idea della resurrezione.
Sarà Gesù invece a ridicolizzare loro servendosi di un tipico ragionamento dell'esegesi rabbinica, citando la stessa Torah nella
quale i sadducei affermano di credere. Gesù afferma che l'amore del
Padre non si arresta davanti a nulla, nemmeno alla morte, in virtù
della Sua promessa di vita e della Sua potenza vivificatrice. Se anche
nella Torah poi è scritto che Egli " è il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe", rimanendo
il loro Dio nonostante siano morti, allora significa che essi
risorgono, perché diversamente non sarebbe il Dio dei viventi, ma dei
morti. Gesù invece afferma, attraverso la più bella definizione su Dio,
che Egli non è "il Dio dei morti ma dei viventi".
-------------------------------------------- Commento
XXXII Domenica Tempo Ordinario (Anno C) Letture: 2 Maccabei 7,1-2.9-14; Salmo 16; 2 Tessalonicesi 2,16-3,5; Luca 20,27-38 ...
...Gesù non dice che finiranno gli affetti e il lavoro gioioso del cuore. Anzi, l'unica cosa che rimane per sempre, ciò che rimane quando non rimane più nulla, è l'amore (1 Cor 13,8).
I
risorti non prendono moglie o marito, e tuttavia vivono la gioia,
umanissima e immortale, di dare e ricevere amore: su questo si fonda la
felicità di questa e di ogni vita. Perché amare è la pienezza dell'uomo
e di Dio. E ciò che vince la morte non è la vita, è l'amore.
E
finalmente nell'ultimo giorno, a noi che abbiamo fatto tanta fatica per
imparare ad amare, sarà dato di amare con il cuore stesso di Dio.
I
risorti saranno come angeli. Ma che cosa sono gli angeli? Le creature
un po' evanescenti, incorporee e asessuate del nostro immaginario
romantico?
O
non piuttosto, biblicamente, annunciatori di Dio (Gabriele), forza di
Dio (Michele), medicina di Dio (Raffaele)? Occhi che vedono Dio faccia
a faccia (Mt 18,10), presenti alla Presenza?
Il
Signore è Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Dio non è Dio di
morti, ma di vivi. In questa preposizione «di» ripetuta 5 volte è
racchiuso il motivo ultimo della risurrezione, il segreto dell'eternità.
-------------------------------------------- Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla
Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
6 agosto 2016
Si
possono così riassumere alcuni aspetti degli aspetti essenziali
relativi alla nascita del Popolo d'Israele, alla relazione con la
Terra, alla relazione con le Nazioni.
1)
L'elezione del popolo d'Israele (primizia tra le nazioni) richiede un
"cammino" dalla consuetudine alla promessa, dalla schiavitù alla
libertà, un cammino verso la Terra della promessa (eletta fin dal primo
atto creativo primizia tra le terre e "posseduta" solo come primizia
dai patriarchi nella grotta di Macpela). In questa Terra Dio conduce,
incontra ed attende il suo popolo, da questa Terra proviene la salvezza
per ogni Terra e per ogni popolo. La memoria di questo "cammino" è un
elemento fondante per la fede del Popolo (Dt 8,2)
2)
La scelta di un mediatore "debole" nella parola ma tenace nelle Fedeltà
é un ulteriore elemento essenziale per la costituzione del Popolo, egli
"profeticamente" conduce verso la terra ma non la raggiunge, la guarda
da lontano (Dt 34) e permane come fulcro e "mediatore" tra permanenza e
diaspora. Egli "affida" al popolo il nome di Dio impronunciabile (un
nome che non si può possedere né proferire Es 3, 1-15) ed affida al
popolo una terra sempre"donata" ma mai "posseduta"
3) ...
video-------------------------------------------- 3 novembre 2016
Bologna,
Chiesa di san Benedetto
Partire dalle nostre debolezze, da quella parte che nascondiamo, a volte anche a noi stessi ...
L'invito di Gesù è sempre lo stesso: "vieni e seguimi".
Lui ci invita, cosi come siamo, pur conoscendoci, partendo dalla nostra umanità
..Gesù
non è regola, è come se riduciamo l'amore a una regola.... impariamo a
conoscere Gesù camminando con Lui alla luce della Parola, cosi come
siamo, con tanti dubbi, incertezze, confusioni ...
video Guarda anche il post già pubblicato: "Venite e vedete" Catechesi per i giovani a cura di don Fabio Rosini (VIDEO)-------------------------------------------- MESSINA - Venerdì 4 novembre 2016,
Prolusione Accademica 2016/2017 ’Istituto Teologico “San Tommaso” ,
aggregato alla Facoltà di Teologia dell’U.P.S.,
presso l’Aula Magna “Don C. Conti”
I poveri luogo teologale, evangelico, pastorale, culturale.
... "Per
la Chiesa l’opzione per i poveri è una categoria teologica prima che
culturale, sociologica, politica o filosofica. Dio concede loro «la sua
prima misericordia». Questa preferenza divina ha delle conseguenze
nella vita di fede di tutti i cristiani, chiamati ad avere «gli stessi
sentimenti di Gesù» (Fil 2,5). Ispirata da essa, la Chiesa ha fatto una
opzione per i poveri intesa come una «forma speciale di primazia
nell’esercizio della carità cristiana, della quale dà testimonianza
tutta la tradizione della Chiesa».Questa opzione – insegnava Benedetto
XVI – «è implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto
povero per noi, per arricchirci mediante la sua povertà».Per questo
desidero una Chiesa povera per i poveri. Essi hanno molto da
insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie
sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci
lasciamo evangelizzare da loro. La nuova evangelizzazione è un invito a
riconoscere la forza salvifica delle loro esistenze e a porle al centro
del cammino della Chiesa. Siamo chiamati a scoprire Cristo in loro, a
prestare ad essi la nostra voce nelle loro cause, ma anche ad essere
loro amici, ad ascoltarli, a comprenderli e ad accogliere la misteriosa
sapienza che Dio vuole comunicarci attraverso di loro." (Papa Francesco, Evangelii Gaudium n. 198) ... Il
desiderio di Papa Francesco di una Chiesa povera per i poveri, non
nasce da una mera urgenza pastorale, non è nemmeno un capitolo
dell'insegnamento sociale dell'attuale vescovo di Roma, é una lucida
ripresa dell'evangelo attraveerso la prospettiva ecclesiologica voluta
da Giovanni XXIII ... cioè l'aggiornamento pastorale della dottrina,
partendo dall'inasauribile fonte del Vangelo ....
video integrale-------------------------------------------- Dall’8 novembre in libreria
Gesù e le donne.
Arriva nelle librerie il nuovo libro di Enzo Bianchi
Arriva
in libreria “Gesù e le donne”, il nuovo libro di Enzo Bianchi
(Einaudi). Attraverso un’attenta e scrupolosa analisi dei vangeli
sinottici e il vangelo secondo Giovanni, il teologo recupera e racconta
le vicende emblematiche del rapporto di Gesù con le donne incrociate in
vita. Se uno dei modi più fecondi per conoscere un uomo o una donna è
indagarne le relazioni con gli altri, il modo con cui guarda le persone
scegliendo di averne accanto alcune invece di altre, allora, attraverso
“Gesù e le donne”, osservare le relazioni di Gesù con le donne che
incontra, che sceglie e che lo scelgono, ci può dire moltissimo sul suo
insegnamento ma anche sulla nostra vita quotidiana di uomini e di
donne. E può dire molto anche alla società e alla chiesa di oggi.
...
-------------------------------------------- ... Ebbene, qui Gesù - mi si permetta di dire – "evangelizza" Dio, cioè rende Dio Vangelo, buona notizia per quella donna. Gesù, l'unico uomo che ha raccontato in pienezza di Dio, che ne è stato l'esegesi vivente, afferma che di fronte al peccatore, alla peccatrice, Dio ha un solo sentimento: non la condanna, non il castigo, ma il desiderio che si converta e viva. ... Gesù non condanna, perché Dio non condanna, ma con questo suo atto di misericordia preveniente offre a quella donna la possibilità di cambiare. ... Le persone religiose vorrebbero che a questo punto Gesù avesse detto alla donna: «Ti sei esaminata? Sai cosa hai fatto? Ne comprendi la gravità? Sei pentita della tua colpa? La detesti? Prometti di non farlo più? Sei disposta a subire la giusta pena?». Queste omissioni nelle parole di Gesù scandalizzano ancora, oggi come ieri! Nessuna condanna, solo misericordia: qui sta la grandezza e l'unicità di Gesù. Questo incontro tra Gesù e la donna sorpresa in adulterio non ci rivela solo la misericordia di Gesù, ma anche la sua capacità di difendere la donna da un cerchio di uomini, sempre pronti a giustificare se stessi e a condannare le donne. ... -------------------------------------------- In Vaticano la provocazione di Cristo raffigurato come un clochard. Opera simbolo per il Giubileo dei senza fissa dimora
Sicuramente l’immagine colpisce. C’è un uomo, un senza tetto, disteso su una panchina avvolto da una copertina leggera. Del corpo si vedono solo i piedi, con i segni dei chiodi delle crocifissione. Perché sì, si tratta di Gesù, rappresentato come un povero vagabondo, un clochard. ... Si tratta di un simbolo particolarmente significativo in questo Anno Santo, che proprio sul finire, l’11 novembre mette al centro i senza fissa dimora, coloro che hanno vissuto o tuttora vivono, per strada. Anche la scelta della data, non è casuale, visto che si celebra la memoria di san Martino vescovo di Tours, il soldato e poi monaco, famoso per aver diviso il proprio mantello con un viandante seminudo. ... «Quando vediamo gli emarginati – ripete spesso Schmalz (lo scultore che ha realizzato la statua) – dovremmo vedere Gesù Cristo». Un invito che papa Francesco non smette mai di rilanciare. E di testimoniare. ... video che racconta la storia della scultura -------------------------------------------- La dottrina
della Chiesa cattolica è che i messaggi delle apparizioni, di
tutte le apparizioni, non fanno parte del patrimonio di fede dei
credenti. Pertanto chi crede nelle apparizioni non per questo aggiunge
qualcosa alla sua fede, d’altro canto chi non crede, non la diminuisce.
Nonostante questo, proliferano visioni e visionari, apparizioni e
veggenti, il tutto abbondantemente amplificato da bollettini,
giornalini, e radio madonnare che alimentano continuamente
l’insaziabile contenitore senza fondo dello stupidario
religioso con dichiarazioni che riguardano le loquaci madonne
delle tante, troppe, pseudo apparizioni.
Alberto Maggi: Troppe (pseudo)apparizioni stanno travisando il ruolo della Madonna--------------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Intervento presso la comunità pastorale
di San Giulio e San Bernardo,
Castellanza - 27 ottobre 2016
«La
parrocchia non si tocca, non è una struttura che dobbiamo buttare dalla
finestra. Essa è al contrario la casa del popolo di Dio e deve rimanere
come un posto di creatività, di riferimento, di maternità» (Papa
Francesco, Cracovia, 27 luglio 2016).
Nei
documenti della chiesa cattolica le dichiarazioni in favore della
parrocchia, che ne sottolineano l’importanza, sono innumerevoli e
ricorrenti. D’altra parte, quello che possiamo constatare nella nostra
esperienza è che la parrocchia affronta trasformazioni, sfide e
criticità notevoli le quali ci fanno dire che quello che abbiamo dato
per scontato finora non vale più. La parrocchia come siamo abituati a
pensarla e a conoscerla non “regge” più, non è più in grado di
garantire la trasmissione della fede in un contesto secolarizzato dove
i cristiani convinti e consapevoli sono ormai minoranza.
Abbiamo
bisogno allora di capire a che punto è la parrocchia e di fare una
“diagnosi” del suo stato di salute, soffermandoci sul senso del nostro
impegno in questa realtà.
Un
primo passaggio è quello di riflettere sull’identità della parrocchia.
Senza effettuare una trattazione sistematica di teologia della chiesa
locale, possiamo richiamare alcuni elementi fondamentali, i quali ci
aiutano a capire ciò che rimane come stabile e permanente e ciò che
invece è contingente e modificabile.
...
Sono
profondamente convinto che la direzione indicata da papa Francesco sia
quella giusta: il movimento del Dio biblico e il movimento di Gesù è
quello di “uscire”, andare verso gli altri. Gesù era un maestro che
“sconfinava”, dice un credente dallo sguardo limpido come don Angelo
Casati. Solo così i cristiani riescono a camminare insieme agli altri
uomini e donne, anche lungo le loro strade più buie. Solo così possono
mettersi in sintonia con ciò che abita la loro immaginazione e il loro
cuore per "farli ardere".
... La
domanda da porsi, allora, diventa: è in questa chiave di necessità
imposta dall’altro che vogliamo vivere le trasformazioni delle nostre
parrocchie, oppure vogliamo farne l’occasione per ripensare e rinnovare
la realtà parrocchiale.
Questa
consapevolezza dovrebbe spingerci a operare una diagnosi seria e serena
della nostra realtà parrocchiale. Che cosa la fa essere comunità
secondo il Vangelo per il nostro territorio, credibile qui e ora? In
che cosa vediamo invece mancare il fiato? Con quali situazioni e
vissuti abbiamo bisogno di confrontarci per allargare il nostro spazio
delle relazioni? E che cosa invece riconosciamo come superfluo e
andrebbe abbandonato? ... -------------------------------------------- Lutero, Francesco
e la misericordia
di mons. Bruno Forte
Arcivescovo di Chieti-Vasto
-------------------------------------------- Pubblichiamo
l’intervento del priore di Bose in occasione del conferimento del
Premio intitolato a Emmanuel Heufelder (1898-1982) per l'impegno
ecumenico
Icona dello Spirito Santo,
il monachesimo è una vivente epiclesi ecumenica.
(Paul Evdokimov)
Introduzione
...
Vorrei
innanzitutto esprimere il ringraziamento più vivo per questo premio che
viene oggi conferito a me e alla comunità monastica di Bose, di cui
davvero non siamo degni, e la mia profonda gioia di essere qui in mezzo
a voi!
Mi
sono chiesto a lungo quale argomento trattare in questa felice
occasione, mi sono consultato con alcuni di voi, amici da anni del
Monastero di Bose, e penserei di proporvi, con umiltà, alcune riflessioni sul rapporto tra monachesimo e dialogo ecumenico.
Per
analizzare il rapporto tra monachesimo e dialogo ecumenico, è
necessario innanzitutto riconoscere che proprio il monachesimo – questa
via radicale di sequela di Cristo per ducatum evangelii (Regula
Benedicti Prologo 21), «sotto la guida del Vangelo», questa via che è
stata definita «di perfetta carità» – in verità fino ai tempi recenti è
stato spesso una contraddizione a ogni possibile rappacificazione tra
cristiani e tra chiese.
L’abbazia di Niederaltaich
...
1. La vita monastica come luogo ecumenico
...
2. La profezia dell’ecumenismo nel monachesimo Conclusione
A
conclusione di questo breve intervento, non posso non indicare un
orizzonte profetico per la vita monastica, un orizzonte tanto più
urgente quanto più «invernale» si è fatta la situazione ecumenica: è
l’orizzonte della condivisione di vita da parte di appartenenti a
confessioni cristiane diverse non ancora riconciliate. Per questo sono
necessari sì tanto coraggio, audacia evangelica, parrhesia, ma anche
tanta capacità di spogliarsi delle ricchezze confessionali non
essenziali alla sequela Christi, molta sottomissione reciproca,
capacità di fare due miglia con chi ci chiede di farne uno (cf. Mt
5,41); ci vuole il fuoco interiore, la passione della comunione che
cerca l’unità plurale, indicando in avanti un’unità che va raggiunta
insieme.
...
L’orizzonte della condivisione -------------------------------------------- Settimana di spiritualità 2016
promossa dalla Fraternità Carmelitana
di Barcellona Pozzo di Gotto
"IL SOGNO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
I 70 anni della Repubblica ci interpellano come cristiani"
6 agosto 2016
La
persona come vertice, come fondamento, come principio, come un progetto
da attuare e da raggiungere. La persona umana che sta alla base dello
sviluppo sociale, civile della crescita umana di un popolo
video prima parte video seconda parte-------------------------------------------- La
parrocchia restituisca i soldi "offerti" dai mafiosi e "a casa" il
consiglio pastorale di un’altra parrocchia che ha criticato la linea
anti ’ndrangheta dei vescovi calabresi. Sono le due forti decisioni
prese nei giorni scorsi dal vescovo della diocesi di Locri-Gerace,
monsignor Franco Oliva. Scelte nette, che coinvolgono sia i parroci sia
il laicato, che invitano la comunità a una maggior collaborazione coi
suoi pastori.
... Così il vescovo ha fatto indirizzare alle due società due distinti bonifici di 5mila euro, come quelli che erano stati offerti alla parrocchia, per lasciare una traccia chiara della scelta di rifiutarli. E lo ha fatto citando papa Francesco che in occasione dell’udienza generale tenutasi lo scorso 2 marzo era stato chiarissimo: «Il Popolo di Dio, cioè la Chiesa, non ha bisogno di soldi sporchi, se viene qualche benefattore con un offerta frutto del sangue di gente sfruttata, maltratta, schiavizzata, con il lavoro mal pagato, io dirò a questa gente, per favore portati indietro il tuo assegno, brucialo». Il vescovo, successivamente al messaggio del Papa, aveva indirizzato una lettera ai parroci della Locride invitandoli a «non accettare denaro sporco, offerte da criminali o clan mafiosi, per la realizzazione delle opere della chiesa quando è chiara la loro provenienza». Ma il vescovo è andato oltre e ha scritto una lettera, pubblicata sul sito della diocesi, che ha poi consegnato direttamente ai tre religiosi di Platì ... Vi chiedo, però, di provvedere al suo rinnovo, dal momento che l’attuale è da tempo scaduto». Per il nuovo, il vescovo chiede che «si faccia un percorso di formazione di almeno un anno, spiegando bene il senso della partecipazione e corresponsabilità ecclesiale». Inoltre chiede anche che «si intraprendano iniziative concrete per presentare alla comunità il documento dei Vescovi calabresi "La ’ndrangheta è l’antivangelo", in modo che, sulla scia di Papa Francesco, si possa cogliere il ruolo nefasto di questa associazione criminale per lo sviluppo della nostra terra». Parole che il vescovo ha ripreso in una lettera a tutti i fedeli della diocesi in vista del nuovo Anno pastorale. ... Leggi anche Per fare luce - lettera integrale del Vescovo Francesco Oliva video Servizio TV2000 video Servizio RAI-------------------------------------------- La comunità di Bose,
talvolta considerata “progressiva-ecumenica”, sin dalla sua fondazione
avvenuta circa cinquant’anni fa, promuove il dialogo ecumenico intenso
tra Chiese od orientamenti confessionali cristiani, ed è ormai
apprezzata anche nell’ortodossia come forma notevole di sequela
cristiana. Guidata dal suo carismatico abate, questa comunità spesso
non ha vita facile. Talvolta, in ambienti fondamentalisti o zeloti
viene classificata come “non clericale” o “non tradizionale”.
Andrej Cilerdzic: Laboratorio di unità-------------------------------------------------------------- «C’è un terrorismo che deriva
dal controllo globale del denaro e minaccia l’intera umanità». È un
discorso dirompente quello che Francesco pronuncia di fronte ai
movimenti popolari riuniti in Vaticano.
Un discorso in cui chiede con forza cambiamenti strutturali. Il Papa parla della sofferenza «di tante famiglie espulse dalla loro terra per violenze di ogni genere, folle esiliate» a causa di un sistema economico ingiusto e «di guerre che non hanno cercato» né hanno creato gli esuli, «ma piuttosto molti di coloro che si rifiutano di riceverli». Ricorda che quando fallisce una banca, «immediatamente appaiono somme scandalose per salvarla», ma per la «bancarotta dell’umanità» rappresentata dall’emergenza migratoria che trasforma il Mediterraneo in un cimitero «non c’è quasi una millesima parte» di quel denaro da impiegare per salvare «quei fratelli che soffrono tanto». -------------------------------------------------------------- All’Angelus Francesco chiede alle «autorità civili di ogni Paese» un «atto di clemenza» per i detenuti «che si riterranno idonei» mentre la manifestazione del partito radicale raggiunge i fedeli in piazza San Pietro, con tanto di cartello «Forza Francesco, grazie Marco» e una vignetta di Vincino nella quale Pannella tiene sulle spalle il pontefice e la scritta «amnistia!». Quello di ieri è stato un Giubileo delle carceri speciale, una giornata condivisa da cattolici e laici. Alessandro Trocino e Gian Guido Vecchi: L’APPELLO DEL PAPA: «CLEMENZA PER I DETENUTI»--------------------------------------------------------------
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Il perdono è l'essenza dell'amore...06/11/2016:
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