"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°40 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dall'8 al 14 ottobre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 21 ottobre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI



OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






I NOSTRI TEMPI


SEGNALATI  IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


Dobbiamo reagire alla rassegnazione e all'indifferenza... Tutto pronto per marcia della pace e della fraternità Perugia-Assisi di domani domenica 9 ottobre 2016(Servizio Tg3)  #perugiassisi #marcia #pace #fraternità

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#perugiassisi Diamo voce alla pace!
Non c’è bene più grande da promuovere e da difendere insieme.
Domenica 9 ottobre 2016 decine di migliaia di persone, famiglie, studenti, scuole, associazioni ed Enti Locali stanno dando vita ad una straordinaria Marcia PerugiAssisi della pace e della fraternità. La pace che siamo chiamati a costruire con urgenza e giustizia. La fraternità che dobbiamo riscoprire per uscire dalla crisi.
Cerchiamo di dare voce, più di quanto facciamo ogni giorno, alla domanda disperata di pace, libertà e giustizia che viene da milioni di persone prigioniere della miseria, delle guerre e da estese violazioni dei diritti umani.
Unisciti a noi! Anche tu puoi dare voce a chi è senza voce, a chi è ignorato, zittito, imbavagliato, censurato.
La pace si nutre invece di un’informazione e di una comunicazione seria, libera, attenta alla realtà, vicina ai diritti e bisogni della persona e rispettosa della sua dignità così come una libera informazione può crescere solo nella pace.

 
Credo che oggi il mondo... (Papa Francesco)
  La pace è un dono che viene dall'alto... (Don Tonino Bello)
  Per avere una vera pace... (Paolo VI)
  La pace non si può comperare... (Papa Francesco)
  La pace è l'unico brano che la Chiesa è abilitata a... (Don Tonino Bello)
  Ogni uomo e ogni popolo hanno fame... (Papa Francesco)
  La pace non può regnare tra gli uomini se... (Giovanni Paolo II)
  Che cosa possiamo fare noi per la pace nel mondo?... (Papa Francesco)

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UNA PARROCCHIA IN MARCIA CON I RIFUGIATI ACCOLTI IN CANONICA
"Sarebbe bello, se tante parrocchie facessero la stessa scelta, una scelta di essere cristiani fino in fondo, per testimoniare la pace. La pace è possibile!" don Alessandro Carmignani, parroco della comunità parrocchiale di Marliana (Pistoia)

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Un fiume di persone gioiose e colorate, ma determinate contro i muri e l'indifferenza. #perugiassisi #marcia #pace #fraternità
(TG3 delle 14,20 del 09.10.2016)

 
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L’11 ottobre si celebra nel mondo la Giornata Mondiale ONU delle Bambine e delle Ragazze, per porre l’accento sui diritti ancora troppo spesso negati dell’infanzia nel mondo, in particolare per i minori di sesso femminile. Milioni di bambine e ragazze nel mondo sono ancora vittime violenze, abusi e discriminazioni. «Nel mondo, 44 milioni di bambine al di sotto dei 14 anni hanno subito mutilazioni genitali. Ogni anno, sono 16 milioni le nuove baby spose, molte delle quali diventano mamme quando ancora il loro corpo non può sopportare una gravidanza», dichiara Donatella Vergari Segretario Generale di Terre des Hommes, la onlus internazionale che porta vanti numerosi progetti di sostegno ai bambini. «Il 21% delle vittime di tratta sono bambine e ragazze. Tante tra loro le minori migranti: infatti il rischio di essere trafficate aumenta in presenza di guerre ed emergenze ambientali». ...

  Ancora violati i direitti delle bambine

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“Dobbiamo rompere le catene e liberare le persone ...
.Siamo noi i responsabili, i figli sono ciò che noi ci meritiamo... i bambini ci guardano e imparano”
(Paolo Crepet, Psichiatra e scrittore)
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Per esempio, dobbiamo interrompere certi silenzi dei nostri ragazzi, anche un insegnante deve caprie cosa c’è che non va, capire perché si sta isolando, perché sta uscendo dal gruppo non insegna ai primi dieci alunni, che poi i primi della classe diventano tutti miei pazienti ….
Se un padre, si interroga sulle proprie catene e fa di tutto per liberarsi …


 
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Immagini che lasciano senza fiato...


La strage dei migranti nel Mediterraneo,
il fotografo: “Ho visto molti morti ma mai nulla di simile”

Aris Messinis ha spesso messo da parte la sua macchina fotografica per aiutare i soccorritori durante i salvataggi dei migranti nel Mediterraneo. Il fotografo dell’Afp, 39 anni, segue la crisi da tre anni. Ma martedì 4 ottobre 2016 ha tenuta stretta la sua macchina tra le mani e ha documentato l’operazione di recupero di circa mille persone che erano stipate a bordo di un barcone di legno azzurro, a 12 miglia nautiche dalla Libia. “C’erano uomini e donne che camminavano sui cadaveri – ha raccontato al New York Times – Altri che, per la disperazione, usavano neonati come bandiere, per segnalare la propria presenza”. La scena più orribile però lo aspettava nella stiva della barca azzurra, dondolata dalle onde: “C’erano più di seicento persone ammassate, in condizioni identiche a quelle delle navi degli schiavi”.
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Guarda le altre immagini nel reportage del Corriere del 6/10/2016 articolo di Angela Geraci e foto di Aris Messinis

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Quando vivere sui social è un’illusione di vita: i rischi della dipendenza di Alessandra Graziottin


Esistono prevenzioni sicure per ridurre la vulnerabilità dei nostri ragazzi alla dipendenza dai social? Dipendenza che li rende più vulnerabili al fallimento nella vita? Chi ne usa più di tre (“abuso di social”) è molto più a rischio su molteplici fronti. Secondo una ricerca recente, fumo: 15% contro 44,6% dei social-users; uso di cannabis: 2,8 contro 11,8%; vino: 37,7% verso 52,2%; birra: 36,3 vs 60%; liquori: 14,2 vs 30,8%; ubriacature: 4,9 vs 21,7. Tanto social vuol dire allarme rosso per la crescita sana di un figlio: perché significa poca vita reale. Significa poco sport, pochissimo studio, zero lettura, scarsissima cultura, abbandono della scuola e perdita di futuro. Significa entrare di fatto nella preoccupante generazione Neet (Not Engaged in Education, Employment or Training) fatta di ragazzi che non si impegnano nello studio, nel lavoro o nella formazione. Destinati con rare eccezioni a restare ai margini della società, depressi, arrabbiati, frustrati o aggressivi, spesso autodistruttivi, come si vede dall’aumentata vulnerabilità all’abuso di sostanze neuroattive (droghe e alcol) che ne compromettono ancora di più le capacità intellettive ed emozionali. Quasi due milioni, in Italia: numero da brivido.
Che cosa fa vostro figlio/a: studia, lavora, è in formazione? Se la risposta è no, e vive sui social, l’allarme dei genitori dovrebbe essere alto.
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Senza ascolto, senza dialogo vero, con le antenne del cuore attive, un figlio si sente solo. Ascolto non significa interrogatorio. Nell’ascolto, c’è prima di tutto una disposizione d’animo, prima che di orecchi, una disposizione emotivamente affettuosa, prima che cognitiva. L’interrogatorio è l’opposto: perché si fonda sulla ricerca di una serie di eventi, invece che dei loro vissuti, delle emozioni e dei sentimenti che li accompagnano, tutti essenziali nell’ascolto vero. 
Nella sostanza, anche se è difficile, genitori e insegnanti hanno un ruolo cardinale nell’aiutare i propri ragazzi a vivere la vita vera e a proiettarsi nel futuro con passione, coraggio e concretezza. Dando il buon esempio e seguendoli da vicino, ma senza viziarli in modo compensatorio. Anzi, un figlio cresce meglio se, fin da piccolo, lo si educa a rispettare anche i suoi doveri. La vita ben vissuta richiede concreto senso di responsabilità, verso se stessi e verso gli altri. Ed è meglio impararlo fin da piccini. Poi diventa sempre più difficile… E vivere sui social è un’illusione di vita

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UNA SCUOLA SENZA VOTI E SENZA COMPITI? È L'ORA DI PARLARNE

Novanta mamme di Varese presentano il progetto di un percorso formativo che elimini il lavoro a casa e preveda forme di valutazione alternative. Giusto o sbagliato? È l'ora di parlarne, avendo come unico obiettivo la crescita dei bambini.
Queste mamme fanno riferimento al progetto "Una scuola", che è stato messo a punto all'interno dell'Università Bicocca di Milano dalle ricercatrici Francesca Antonacci e Monica Guerra, in collaborazione con i maestri di scuola primaria Luca Tondini e Rosaria Violi (per approfondire: http://unascuola.blogspot.it/p/manifesto-per-una-scuola.html).
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I RIFERIMENTI DEL PROGETTO "UNA SCUOLA"
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VOTI E COMPITI PER CASA: QUESTIONI DA AFFRONTARE PER LA SCUOLA DEL FUTURO
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  UNA SCUOLA SENZA VOTI E SENZA COMPITI? È L'ORA DI PARLARNE

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E’ necessario e urgente risottoporre all’impero del diritto una vasta area di rapporti internazionali tuttora a esso praticamente sottratta. Mi riferisco al tema del debito e in particolare di quello estero, un pesante fardello che grava sulle generazioni presenti e future in un numero crescente di Stati, oramai non più solamente “in via di sviluppo”.

 
Fabio Marcelli: 
  Debito estero e poteri illegittimi: basta con la finanza parassitaria

Ritengo che la questione centrale che investe la libertà nel mondo contemporaneo sia rappresentata dall’alternativa tra il concetto dicompetizione e quello di solidarietà.
La competizione è, di fatto, una concorrenza che spinge ogni essere umano a portare avanti la propria posizione e che porta a sostenere: «Io voglio che le cose siano come io le desidero». La solidarietà, invece, presuppone l’idea che tutti gli uomini e le donne possano vivere insieme in modo collaborativo e possano cercare di diventare, tutti, più felici.


  Zygmunt Bauman:   «Cari top manager, siate piu giusti»

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È morto Dario Fo, Nobel per la letteratura nel 1997, all'età di 90 anni. In una recente intervista al nostro giornale, aveva parlato di Dio, di papa Francesco, delle meraviglie del Creato, del Santo di Assisi per il quale provava un'ammirazione profonda. Ecco il resoconto di quel colloquio.

  Paolo Perazzolo:   QUANDO DARIO FO DISSE A FAMIGLIA CRISTIANA: «RESTO ATEO, PERÒ...»


SI ERA SPESSO DEFINITO UN FANATICO DI SAN FRANCESCO, SI PROCLAMAVA ATEO MA HA SEMPRE DIMOSTRATO ATTENZIONE ALLA SPIRITUALITA' CRISTIANA

 
SANFRANCESCO: 
  ADDIO A DARIO FO, IL 'GIULLARE DA NOBEL' CHE AMAVA FRANCESCO D'ASSISI

Intervista a Bruno Forte «Affermare "sono ateo, però non escludo di essere sorpreso da Dio dopo la morte" dice una condizione di inquietudine, una ricerca del cuore che non si chiude alla possibile "ulteriorità" del mistero. E questo credo sia proprio di tutti i grandi. Essere o dichiararsi ateo banalmente, senza problemi, sarebbe sintomo solo di stupidità».

  Gian Guido Vecchi:   «Come tutti i grandi aveva un cuore inquieto Anche lui cercava Dio»

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In occasione del conferimento del Premio Nobel per la Letteratura 2016 a Bob Dylan proponiamo un articolo del Cardinale Gianfranco Ravasi del10 aprile 2011 s ull'artista.

  Gianfranco Ravasi:   Sant'Agostino amato da Bob Dylan

“Bob Dylan è un vero profeta, sulla scia dei saggi dell’Antico Testamento” (Seth Rogovoy)
È indubbio che il riferimento alla Bibbia rappresenti un punto di riferimento costante lungo tutto il cammino creativo di Bob Dylan, di famiglia ebraica e iniziato alla religione con la cerimonia del bar-mitzvà nel 1954. Buona parte dei suoi primi successi, a partire dalla celebre Blowin' in the Wind, s’ispira chiaramente a passaggi dei libri di Ezechiele e Isaia, mentre – secondo Alessandro Carrera – “la sua opera potrebbe essere letta come una sorta di ripetizione della Bibbia, una grande storia di ritorno al paradiso perduto”.

  Brunetto Salvarani:   LA BIBBIA DI BOB DYLAN

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In occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza è stata resa pubblica una lettera all’Enciclopedia Treccani ed all’Accademia della Crusca firmata da un nutrito gruppo di studiosi, ricercatori, attivisti e amici della nonviolenza. La riportiamo integralmente.

    La parola "nonviolenza"

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Dai 35 euro al giorno al lavoro rubato agli italiani. Emma Bonino ha ideato un "piccolo prontuario" per smontare punto per punto i pregiudizi sull'accoglienza

  Vladimiro Polchi:   Migranti, gli otto falsi miti da sfatare

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Anziché pensare la Rete solo come il luogo di virtualizzazione delle esistenze di milioni di individui, di perdita del saper fare e del saper vivere, di indebolimento dei legami comunitari, possiamo forse immaginarla come un’occasione di rilocalizzazione di territori 'contributivi', sciolti dalle risorgenti tentazioni del localismo, in virtù delle nuove possibili riarticolazioni tra locale e globale, situato e delocalizzato, individuale e collettivo.

  Chiara Giaccardi e Mauro Magatti:   «La Rete può favorire l'economia della cura»

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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  Beato il grembo che ti ha portato...  (Lc 11,27-28)
  Dire grazie è così facile, eppure così difficile...  (Papa Francesco)
   Il suono delle parole e l'evidenza dei segni... (M. Blondel)
  Non ti arrendere mai... (San Leone Magno)
  Uomini e donne dell'invece...  (Antonio Savone)
  Guai a voi...  (mons. Domenico Sigalini)
  C'è bisogno di autentici testimoni di Gesù Cristo... (Benedetto XVI)
  Gesù porta il fuoco nel nostro cuore... (Gregorio il Sinaita)


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L'11 ottobre del 1962 Giovanni XXIII apriva l'assise ecumenica e pronunciava il celebre "Discorso della luna". Per questo Francesco ha scelto questa data per la festa liturgica, legando la memoria del "Papa buono" a quell'evento profetico che aprì la Chiesa all'abbraccio con la modernità

  Nella convocazione del Concilio San Giovanni XXIII ha dimostrato...
 Il perdono sia sulle labbra e nel cuore di tutti...

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... Di lui, alcuni confratelli hanndo sempre detto: "Sa leggere il mondo". Ciò ci fa pensare che i gesuti hanno scelto un nuovo Superiore generale non solo per governare la Compagnia ma anche per leggere il mondo, il suo presente incerto, insidioso e travagliato, ma soprattutto per leggere i segni dei tempi e della speranza...

 
Il nuovo Superiore generale dei gesuiti. La sorprendente elezione di padre Arturo Sosa

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E’ stato eletto il nuovo superiore generale della Compagnia di Gesù. Si tratta di padre Arturo Sosa Abascal, della Provincia del Venezuela. Padre Sosa, 68 anni, venezuelano, è stato consultore del padre generale, delegato generale per le case e le opere interprovinciali della Compagnia di Gesù a Roma. Ha conseguito un dottorato in scienze politiche presso l’Universidad Central de Venezuela. Padre Arturo Sosa, nato nel 1948 a Caracas, è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1966 ed è stato ordinato sacerdote nel 1977. Padre Sosa è il 31.mo Superiore generale della Compagnia di Gesù. Ma con quali sentimenti padre Arturo Sosa Abascal ha ricevuto questo incarico? Ascoltiamolo ...

 
RADIO VATICANA: 
  Padre Sosa, nuovo superiore dei Gesuiti: inizia una grande sfida



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Lo splendido canto in lingua aramaica eseguito dai membri ortodossi assiri della Chiesa ortodossa ...


Lo splendido canto in lingua aramaica
eseguito dai membri ortodossi assiri 
della Chiesa ortodossa di Georgia
al termine dell’incontro tra Papa Francesco e Ilia II, nella Cattedrale Patriarcale di Svetitskhoveli a Mtskheta, 1 ottobre 2016.
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Guarda anche i post già pubblicati:
  • VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE FRANCESCO IN GEORGIA E AZERBAIJAN - 30 SETTEMBRE (cronaca, foto, testi e video)
  • "L’ultima parola l’ha la misericordia!" - CONFERENZA STAMPA DEL SANTO PADRE DURANTE IL VOLO DI RITORNO DALL'AZERBAIJAN - 2 ottobre 2016 -
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Così San Francesco parla anche all’Italia di oggi di Bruno Forte


Il recente incontro delle religioni per la pace ad Assisi e l’annuale ricorrenza della festa di San Francesco ripropongono in maniera diversa e complementare l’attualità del messaggio di colui che fu definito da Dante “tutto serafico in ardore” (Paradiso, XI, 37), capace di parlare agli uomini d’oggi non meno che a quelli del suo tempo. Significativamente, in un delizioso scritto giovanile intitolato Francesco d’Assisi (1904), Hermann Hesse osservava: “Appare evidente come per parecchi secoli in tutta l’Italia nessun uomo abbia goduto di un amore e di un ossequio così smisurati come il modesto e umile Francesco… Egli aveva sparso a piene mani un buon seme, e quel seme germogliò, crebbe e fiorì”.
Qual è questo seme? Che cosa esso potrebbe offrire all’Italia di oggi? Vorrei rispondere a queste domande soffermandomi su tre aspetti della figura di Francesco, che mi sembra incarnino un messaggio di vita e di speranza particolarmente importante per il nostro oggi: l’amore alla povertà, la scelta di farsi prossimo, specialmente ai più poveri, e il coraggio nel richiamare il valore sanante della misericordia e del perdono.
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Certo, il Santo di Assisi sceglie la povertà non per pauperismo, ma per amore del Cristo povero, con l’intento di vivere il Vangelo che l’ha raggiunto in maniera folgorante nella festa dell’Apostolo Mattia alla Porziuncola: “Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone…” (Mt 10,7-10).
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  Così San Francesco parla anche all’Italia di oggi di Bruno Forte

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Una carezza rimasta nella storia...

SALUTO DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
AI FEDELI PARTECIPANTI 
ALLA FIACCOLATA
IN OCCASIONE DELL'APERTURA
DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II
Giovedì, 11 ottobre 1962
Cari figliuoli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero; qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata, stasera – osservatela in alto! – a guardare a questo spettacolo. 
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 La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato Padre per la volontà di Nostro Signore, ma tutt’insieme: paternità e fraternità e grazia di Dio, tutto, tutto!
Continuiamo, dunque, a volerci bene, a volerci bene così, a volerci bene così, guardandoci così nell’incontro, cogliere quello che ci unisce, lasciar da parte quello - se c’è – qualche cosa che ci può tenere un po’ in difficoltà. 
Niente: Fratres sumus! La luce che splende sopra di noi, che è nei nostri cuori, che è nelle nostre coscienze, è luce di Cristo, il quale veramente vuol dominare, con la Grazia sua, tutte le anime. 
Stamattina è stato uno spettacolo che neppure la Basilica di San Pietro, che ha quattro secoli di storia, non ha mai potuto contemplare.
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Questa sera lo spettacolo offertomi è tale da restare ancora nella mia memoria, come resterà nella vostra. Facciamo onore alla impressione di questa sera. Che siano sempre i nostri sentimenti come ora li esprimiamo davanti al Cielo e davanti alla terra: fede, speranza, carità, amore di Dio, amore dei fratelli; e poi, tutti insieme, aiutati così nella santa pace del Signore, alle opere del bene ! 
Tornando a casa, troverete i bambini; date una carezza ai vostri bambini e dite:“Questa è la carezza del Papa”. Troverete qualche lacrima da asciugare. Fate qualcosa, dite una parola buona. Il Papa è con noi specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza. 
E poi, tutti insieme ci animiamo cantando, sospirando, piangendo, ma sempre sempre pieni di fiducia nel Cristo che ci aiuta e che ci ascolta, continuare e riprendere il nostro cammino.
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LA MISERICORDIA, VOLTO DI DIO, VOLTO DELL’UOMO - HOREB n.2/2016 (n. 74)

E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it

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DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016


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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Ottobre 2016 - I mezzi di comunicazione al servizio di una cultura dell'incontro

«Spesso mi chiedo: come i mezzi di comunicazione possono mettersi al servizio di una cultura dell'incontro?
Abbiamo bisogno di informazioni che portino alla concordia per il bene dell'umanitù e del pianeta. Unisciti con me in questa richiesta.
Perché i giornalisti nell'esercizio della loro professione siano sempre animati dal rispetto per la verità e da un forte sentimento etico. 
Puoi aiutarmi a diffondere questa intenzione di preghiera?...»
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Vangelo: Lc 17,11-19
La lebbra è una malattia terribile, chiamata "la figlia primogenita della morte"(Gb 18,13) e ritenuta una vera e propria maledizione di Dio, una punizione riservata a coloro che hanno fatto esperienza del peccato e per questo sono divorati, pezzo per pezzo, dalla morte. I lebbrosi sono "cadaveri ambulanti, impuri ed esclusi, obbligati a star fuori dalla comunità dei viventi "(cit.), esseri immondi che rendono immondo tutto quello con cui vengono a contatto. La Samaria e la Galilea, simboli dell'infedeltà e dell'idolatria, sono la cifra di questa impurità generatrice di morte, che impedisce ogni contatto con Dio, con gli uomini e con le cose. Questa è la ragione per cui Gesù attraversa queste due regioni, le taglia in mezzo proprio perché nessun fratello si senta escluso dalla prossimità e dalla tenerezza di Dio, e tutti tragga dietro di sé fino a Gerusalemme dove, sul Golgota, manifesterà al mondo intero il volto misericordioso del Padre. Lebbrosi sono i samaritani e i galilei, lebbrosa è la comunità dei credenti (il numero dieci è il simbolo dell'assemblea sinagogale) perché incapace di vivere la misericordia (17,1-6) lebbrosi siamo tutti perché viviamo visibilmente la stessa morte. 
Il Signore Gesù, venendo a contatto con noi, usandoci misericordia, assume la nostra lebbra divenendo come noi (cfr. Lv 13).
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"Gesù ha «fretta» di guarire l'uomo" di p. Ermes Ronchi - XXVIII Domenica Tempo Ordinario - anno C


Commento
XXVIII Domenica Tempo Ordinario (Anno C)
Letture: 2 Re 5,14-17; Salmo 97; 2 Timoteo 2,8-13; Luca 17, 11-19
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Gesù è in cammino. E come lungo ogni cammino, la lentezza favorisce gli incontri, l'attenzione trasforma ogni incontro in evento.
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Davanti al dolore dell'uomo, appaiono i tre verbi dell'agire di Cristo: vedere, fermarsi, toccare, anche se solo con la carezza della parola. 
Davanti al dolore scatta come un'urgenza, una fretta di bene: non devono soffrire neanche un secondo di più. E mi ricorda un verso bellissimo di Ian Twardowski: affrettiamoci ad amare, le persone se ne vanno così presto! L'amore vero ha sempre fretta. È sempre in ritardo sulla fame di abbracci o di salute.
Andate... ...
Ancora una volta il Vangelo propone un samaritano, uno straniero, un eretico come modello di fede: la tua fede ti ha salvato. La fede che salva non è una professione verbale, non si compone di formule ma di gesti pieni di cuore: il ritorno, il grido di gioia, l'abbraccio che stringe i piedi di Gesù.
Il centro della narrazione è la fede che salva. Tutti e dieci sono guariti. Tutti e dieci hanno creduto alla parola, si sono fidati e si sono messi in cammino. Ma uno solo è salvato. Altro è essere guariti, altro essere salvati. Nella guarigione si chiudono le piaghe, rinasce una pelle di primavera. Nella salvezza ritrovi la sorgente, tu entri in Dio e Dio entra in te, e fiorisce tutta intera la tua vita.
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Amando si impara ad amare - Le opere di misericordia di Egidio Palumbo


Da HOREB, 
tracce di spiritualità a cura dei Carmelitani, 
anno XXV - 2016 - n. 2 
"La misericordia, volto di Dio, volto dell’uomo"
Nell’indire l’Anno Santo della Misericordia Papa Francesco ha sollecitato ad aprire il cuore e a concentrare l’attenzione sul dramma delle periferie esistenziali che la nostra società crea spesso in modo cinico e perverso. Dentro questo contesto il Papa ci esorta a meditare sulle opere di misericordia corporale e spirituale – cadute da tempo nell’oblio della coscienza credente – e a metterle in pratica come discepoli del Signore: 
«È mio vivo desiderio – scrive il Papa nella Misericordiae vultus al n. 15 – che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporale e spirituale. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre di più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina. […] In ognuno di questi “più piccoli” è presente Cristo stesso. La sua carne diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga… per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura. Non dimentichiamo le parole di san Giovanni della Croce: “Alla sera della vita, saremo giudicati sull’amore ” (Parole di luce e di amore, 57)». 
In questa mia riflessione non intendo commentare le singole opere di misericordia corporale e spirituale – altri l’hanno già fatto con competenza e sapienza, ma concentrare l’attenzione sullo stile umano e di fede, sulla postura esistenziale più corretta che è opportuno assumere quando persone e comunità decidono di offrire l’operosità delle loro mani, della loro mente e del loro cuore per dedicarsi alla cura delle ferite impresse negli impoveriti, negli scartati, nei deboli e negli smarriti della nostra società.
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Diventare fratelli, per grazia
Accostandoci più da vicino alle opere di misericordia, rileviamo che vi è una pagina evangelica che fortemente le ha ispirate: il giudizio universale di Mt 25,31-46. Qui nei vv. 35-36 vengono indicate sei opere di misericordia: «ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi», dove si sente l’eco di altre pagine bibliche dell’Antico e del Nuovo Testamento che enucleano atti similari di realizzazione della misericordia5. Ebbene, se Mt 25,31-46 è stato testo ispirante, di esso non devono sfuggirci alcune particolarità che mirano a plasmare il nostro stile, il nostro modo di essere nel fare misericordia.
Innanzitutto, davanti al Figlio dell’Uomo Crocifisso Risorto, vengono convocati tutti i popoli (v. 32), vale a dire tutta l’umanità e non solo i credenti in lui. I cristiani appartengono a tutta l’ecumene, a tutta la famiglia umana; non sono una élite di privilegiati a cui il Signore riserva un giudizio a parte. Nel Giorno del Giudizio, quando saremo davanti a Lui, noi cristiani verremo giudicati nello stesso modo e assieme a tutte le altre persone umane di questo mondo.
E il giudizio – che a dire il vero inizia già da quaggiù e dal nostro oggi
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  Amando si impara ad amare - Le opere di misericordia  (PDF)

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Don Ernest Simoni, il neo-cardinale che ha commosso Francesco

Don Ernest Simoni, il neo-cardinale che ha commosso Francesco
Il Papa ha annunciato la berretta rossa per l’unico sacerdote vivente che è stato testimone della persecuzione nell’Albania comunista proclamatasi «primo Stato ateo al mondo»
Tra i nomi dei nuovi cardinali annunciati da Papa Francesco all’Angelus di domenica 9 ottobre ce n’è uno che attira particolarmente l’attenzione. È quello di un semplice prete che fra qualche giorno compirà 88 anni, l’albanese don Ernest Simoni Troshani. Il 21 settembre 2014, a Tirana, Francesco aveva ascoltato la sua toccante testimonianza e ne era stato profondamente colpito, fino alle lacrime. Aveva abbracciato il sacerdote e gli aveva baciato le mani. Don Simoni, l’unico sacerdote vivente che sia stato testimone della persecuzione del regime di Enver Hoxha, che aveva proclamato l’Albania il «primo Stato ateo al mondo». E aveva perseguitato cristiani cattolici e ortodossi insieme a musulmani e sufi bektashi. 
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Francesco lo aveva ascoltato in silenzio. Poi quando l’anziano sacerdote che ha trascorso 27 anni ai lavori forzati si era inginocchiato davanti a lui, lo aveva risollevato, aveva messo la sua fronte sulla sua fronte e lo aveva abbracciato a lungo, stringendolo a sé. Aveva pianto Papa Bergoglio, anche se non voleva non darlo a vedere e prima di girarsi nuovamente verso i sacerdoti e le religiose che si stringevano attorno a lui nella cattedrale di Tirana, si era tolto gli occhiali asciugandosi gli occhi. 
«Davvero sentire parlare un martire del proprio martirio è forte - aveva detto poco dopo il Papa ai giornalisti sul volo che da Tirana lo riporta a Roma - credo che eravamo tutti commossi per questi testimoni che parlavano con naturalezza e con un’umiltà e sembravano quasi raccontare le storie della vita di un altro». La storia di don Ernest Simoni è raccontata nel libro «Dai lavori forzati all’incontro con Francesco», scritto dal giornalista Mimmo Muolo e pubblicato dalle Edizioni Paoline.
(fonte del testo: Vatican Insider, articolo di Andrea Tornielli del 09/10/2016)
Immagini dal web a cura dello staff di "Quelli della Via"

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Per saperne di più guarda anche:
  • la scheda del libro «Don Ernest Simoni - Dai lavori forzati all’incontro con Francesco»
  • Papa Francesco: viaggio apostolico in Albania (21 settembre 2014) / 2 (cronaca, foto, testi e video)

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Il sole dentro di Carlo Maria Martini

Il sole dentro
di Carlo Maria Martini
Un testo inedito del 1975, sorprendente e di straordinaria freschezza, ritrovato fra le carte di Carlo Maria Martini. Un viaggio meditativo sulla vita dell'anima e la lotta spirituale, proposto dall'allora Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, che sarebbe poi diventato cardinale di Milano.
In questo scritto - recuperato a seguito del lavoro di riordino e archiviazione a cura della Fondazione Martini - si rivela ancora una volta non solo il fine esegeta della Sacra Scrittura e il pastore che sarebbe stato poi grandemente ascoltato negli anni milanesi, ma anche il profondo scrutatore dell'animo umano capace di scandagliare le vanità e le debolezze dell'io nel costante combattimento fra l'opzione fondamentale per il bene e la resa di fronte alla fascinazione del male. Questa sorta di "manuale di vita interiore" aiuta a guardarsi dentro, a individuare le nostre inquietudini, a difendersi dal "morso dello spirito negativo" e ad affrontare quello stato di "desolazione spirituale" sempre in agguato sulla strada di chi vuole seguire il Vangelo; non manca un'instancabile esortazione alla fiducia, soprattutto quando si cade nei tentacoli delle forze oscure del maligno, perché come scrive Martini in queste pagine: "Tornerà il sereno. Dovremo solo attendere il riapparire del sole interiore, della luce dell'anima, con disposizione paziente, risoluta e coraggiosa".
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  L'estratto pubblicato da Avvenire
La prefazione di Enzo Bianchi.
Stare tra voi affinché possiamo insieme gustare il conforto, per mezzo della fede vostra e mia» (Rm 1, 12). Il desiderio espresso dall’apostolo Paolo ai cristiani di Roma è lo stesso che animava quarant’anni fa padre Carlo Maria Martini, allora rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, nel predicare un corso di esercizi sulla lotta spirituale a una comunità di monache carmelitane.
Ed è lo stesso sentimento che abita il lettore nell’accostarsi a queste pagine inedite, letteralmente riemerse da un cassetto dimenticato e proposte con la freschezza del parlato.
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Vivono «come gufi nella notte», così li definì Cristina Saviozzi in un fortunato libro edito da San Paolo, nascosti in appartamenti anonimi all'interno delle nostre città o in masi abbarbicati su montagne difficili da raggiungere. Ma tre giorni fa, in via del tutto eccezionale, hanno scelto di scendere "a valle". E di venire allo scoperto, riunendosi in una casa di ritiro vicino a Firenze, dove hanno partecipato a un convegno dedicato esclusivamente a loro e intitolato: «Vivere in disparte per essere al cuore del mondo».

 
Paolo Rodari: 
   Il ritorno degli eremiti "Noi, ultimo rifugio per chi cerca ascolto"


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Intimo o pubblico: il rapporto con il divino nei saggi di Heiler e di Florenskij tradotti in Italia 

  Vito Mancuso: Dimmi come preghi e ti dirò chi sei


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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


  (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


La prefazione di Papa Francesco e la riflessione di Benedetto XVI nel libro "Bartholomew Apostle and Visionary" dedicato al patriarca ecumenico Bartolomeo nel venticinquesimo anniversario della sua elezione alla sede di Costantinopoli.


S’intitola "Bartholomew Apostle and Visionary" l’omaggio al Patriarca Ecumenico Bartolomeo contenuto in un volume appena uscito negli Stati Uniti nel venticinquesimo anniversario della sua elezione alla sede di Costantinopoli. Autore del libro è John Chryssavgis, arcidiacono del Trono ecumenico e consulente teologico dell’arcidiocesi greco-ortodossa di America e del Patriarca Ecumenico per le questioni ambientali. Il volume contiene la prefazione di Papa Francesco e la riflessione di Benedetto XVI (di cui riportiamo di seguito il testo) nonché gli interventi di Joe Biden, vicepresidente degli Stati Uniti, del rabbino David Rosen, dell’arcivescovo anglicano Rowan Williams, di Al Gore, dell’antropologa Jane Goodall e del giornalista George Stephanopoulos.
Cammino comune
La prefazione del Papa al libro dedicato a Bartolomeo per il venticinquesimo anniversario dell’elezione nella sede patriarcale di Costantinopoli
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Compagni di viaggio
La riflessione di Benedetto XVI
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  la scheda del libro Bartholomew: Apostle and Visionary (Inglese)

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Le prime cittadine di Madrid, Barcellona e Parigi hanno inviato una lettera ai loro colleghi europei per incoraggiarli a partecipare all’incontro del 9-10 dicembre su questi «nostri fratelli»

 
Jacopo Scaramuzzi: 
 Tre super sindache promuovono un summit sui rifugiati in Vaticano

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Teologi e attivisti per la giustizia climatica riuniti nei giorni scorsi a Ginevra per discutere le strategie in vista della Conferenza del 7-18 novembre
“I cristiani devono guardare alle sfide del cambiamento climatico attraverso la lente della fede e della speranza nell’amore di Dio”. È quanto ha dichiarato il segretario generale del World Council of Churches (Wcc), reverendo Olav Fykse Tveit, durante la riunione del gruppo di lavoro sui cambiamenti climatici cha fa capo alla stessa organizzazione ecumenica. Fkyse Tveit ha sottolineato in particolare l’importanza di affrontare le questioni relative alla giustizia climatica con un impegno spirituale e con una preparazione multidisciplinare collaborativa


  ZENIT:   “Le sfide dei cambi climatici sotto la lente della fede”. Il Wcc verso la Cop22 di Marrakech


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 FRANCESCO
 


SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"


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08/10/2016:

  La Madonna vuole portare a noi tutti...


09/10/2016:

  Noi cristiani abbiamo una Madre...


10/10/2016:

  Non c'è pena valida senza speranza...

11/10/2016:

  Per vivere felici è necessario...


13/10/2016:

  I fanciulli hanno il diritto...

  Nessuno è straniero...

  Affido tutti i minori migranti...

  Viviamo il Vangelo quando...

14/10/2016:

  Dio non smette mai di volere...


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"Voglio veder ridere. Un cristiano non ha alcun motivo per essere triste e ne ha tanti per essere contento" Sant'Ignazio di Loyola.
Questo video, con un simpatico momento dell'incontro di Papa Francesco e il Primate della Chiesa anglicana Justin Welby, è stato pubblicato su Twitter dal direttore della sala stampa vaticana Greg Burke. L'arcivescovo di Canterbury nell'austera Biblioteca privata del Palazzo apostolico, prima del trasferimento nella Sala dei papi per l'incontro ufficiale con i due discorsi sull'ecumenismo, racconta questa barzelletta: "Sai quale è la differenza tra un liturgista e un terrorista? Con il terrorista puoi trattare..." ed entrambi esplodono con una prorompente risata.

  video

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"E’ ipocrita essere cristiano e cacciare via un rifugiato, uno che cerca aiuto, un affamato”
(Papa Francesco - incontro con i partecipanti al pellegrinaggio dei luterani - Aula Paolo VI Giovedì, 13 ottobre 2016)

  

 video

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 Visita di Papa Francesco ai bambini del “Villaggio SOS” di Roma, nel quadro dei “Venerdì della Misericordia”

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  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


La visita del Papa sui luoghi del terremoto - Una foto e una scelta che valgono un mondo

La visita del Papa sui luoghi del terremoto
Una foto e una scelta che valgono un mondo
di Angelo Scelzo
Il Papa, di spalle, solo e sullo sfondo le macerie di Amatrice: se una foto è anche un racconto quella di Francesco nei paesi terremotati parla e narra fino ai dettagli della natura e dello stile di un pontificato. La forza di pietre ridotte in polvere è grande, ed è per questo che dalle rovine di Amatrice lo sguardo non fa fatica ad allargarsi al mondo, e ad altre macerie non di pietra, ma non meno rovinose. 
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Davanti a un panorama di macerie, l’ansia tutta francescana di «riparare la casa» – l’uscio di Amatrice, la porta del mondo – si è manifestata in tutta la sua struggente intensità. ...
Anche di fronte alle macerie di Amatrice, Francesco ha mostrato come una Chiesa che accorre è tutt’altro che un mero organismo da «pronto soccorso». Essa non invade campi, né ad Amatrice («Non sono venuto prima per non dare fastidio») né in ogni altra parte nel mondo. E non ha bisogno di piantare bandiere. La sua casa è l’uomo e dove egli vive. Il Reatino vale il Caucaso, e Lesbo vale Cuba, l’Africa, l’America Latina. Una globalizzazione anche, ma radicalmente diversa. E ancora alla rovescia. Perché la chiesa di papa Francesco, nell’era di internet e nel profluvio delle connessioni, è quella che ha preso a bussare a ogni porta.
Vedi anche i nostri post precedenti:
  • Francesco, l'«amico sacerdote» tra i terremotati del centro Italia. La visita di un umile, buon pastore.
  • "Vi sono vicino... e prego per voi!" - 4 ottobre 2016 - Papa Francesco: parole e gesti tanto attesi... (cronaca, testi e video) - 1
  • «E coraggio, sempre avanti, sempre avanti... Io vi sono vicino, sono con voi» - 4 ottobre 2016 - Papa Francesco: parole e gesti tanto attesi... (cronaca, testi e video) - 2
  • “Il terrore negli occhi dei bambini” di Andrea Tornielli

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Giubileo Mariano: Veglia: "La preghiera del Rosario non ci allontana dalle preoccupazioni della vita; al contrario, ci chiede di incarnarci nella storia di tutti i giorni per saper cogliere i segni della presenza di Cristo in mezzo a noi" - 8/10/2016 (foto, testi e video)

 GIUBILEO MARIANO 
 Veglia 
 8 ottobre 2016
«La Madonna vuole portare a noi tutti il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta il suo amore, la sua pace, la sua gioia». È il tweet lanciato sull’account @Pontifex, con cui il Papa ha aperto, sabato 8 ottobre, il giubileo mariano in Piazza San Pietro. 
Una due-giorni di preghiera e di riflessione alla quale hanno preso parte più di 25.000 fedeli da 55 nazioni. Questo è stato il giubileo mariano celebrato sabato e domenica in Vaticano. Rettori, cappellani e devoti dei principali santuari dei cinque continenti hanno portato i loro gonfaloni insieme con gli stendardi dei comuni di provenienza.
Prologo alla messa di domenica mattina è stata la veglia svoltasi sempre in piazza San Pietro con la recita dei misteri gloriosi del rosario davanti all’immagine della Salus populi Romani. La venerata effige cara a Papa Francesco ha chiuso la suggestiva processione che ha preceduto e accompagnato l’arrivo del Pontefice: 94 delegazioni dei santuari hanno sfilato lungo la piazza portando statue, immagini e vessilli, collocati poi sul sagrato della basilica.
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  video

Al termine della recita del Santo Rosario il Santo Padre prima della benedizione finale rivolge ai fedeli queste parole:
  testo

  video del discorso
  video integrale

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"Siamo capaci di dire grazie?" - Giubileo Mariano: Messa e Angelus - 9/10/2016 (foto, testi e video)

 GIUBILEO MARIANO 
 9 ottobre 2016 

Decine di migliaia i fedeli presenti questa mattina in Piazza San Pietro per partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco, che ha concluso il Giubileo Mariano.

  testo
  video dell'omelia
 Angelus
  testo
  Annuncio di Concistoro per la creazione di nuovi Cardinali
  video dell'Angelus
  video integrale

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«In un mondo purtroppo colpito dal virus dell’indifferenza, le opere di misericordia sono il miglior antidoto... Se ognuno di noi, ogni giorno, ne fa una di queste, questa sarà una rivoluzione nel mondo! » Papa Francesco Udienza 12/10/2016 (foto, testo e video)

 UDIENZA GENERALE 
 12 ottobre 2016 
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Le Opere di Misericordia corporali e spirituali
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nelle catechesi precedenti ci siamo addentrati poco alla volta nel grande mistero della misericordia di Dio. Abbiamo meditato sull’agire del Padre nell’Antico Testamento e poi, attraverso i racconti evangelici, abbiamo visto come Gesù, nelle sue parole e nei suoi gesti, sia l’incarnazione della Misericordia. Egli, a sua volta, ha insegnato ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi come il Padre» (Lc 6,36). È un impegno che interpella la coscienza e l’azione di ogni cristiano. Infatti, non basta fare esperienza della misericordia di Dio nella propria vita; bisogna che chiunque la riceve ne diventi anche segno e strumento per gli altri. La misericordia, inoltre, non è riservata solo a dei momenti particolari, ma abbraccia tutta la nostra esistenza quotidiana.
Come, dunque, possiamo essere testimoni di misericordia?
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  testo
  video dela catechesi
Saluti:
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APPELLO PER LA SIRIA
Voglio sottolineare e ribadire la mia vicinanza a tutte le vittime del disumano conflitto in Siria. È con un senso di urgenza che rinnovo il mio appello, implorando, con tutta la mia forza, i responsabili, affinché si provveda a un immediato cessate il fuoco, che sia imposto e rispettato almeno per il tempo necessario a consentire l’evacuazione dei civili, soprattutto dei bambini, che sono ancora intrappolati sotto i bombardamenti cruenti.
APPELLO
Domani, 13 ottobre, ricorre la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali, che quest’anno propone il tema: “Ridurre la mortalità”. Infatti i disastri naturali potrebbero essere evitati o quanto meno limitati, poiché i loro effetti sono spesso dovuti a mancanze di cura dell’ambiente da parte dell’uomo. Incoraggio pertanto a unire gli sforzi in modo lungimirante nella tutela della nostra casa comune, promuovendo una cultura di prevenzione, con l’aiuto anche delle nuove conoscenze, riducendo i rischi per le popolazioni più vulnerabili.
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  testo integrale
  video integrale

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Facce toste - "Religione dell’apparire" o "strada dell’umiltà"? Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
11 ottobre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Facce toste - "Religione dell’apparire" o "strada dell’umiltà"?
«Religione dell’apparire» o «strada dell’umiltà»? Nell’omelia della messa celebrata a Santa Marta martedì 11 ottobre, Papa Francesco ha indicato una scelta decisiva per la vita di ogni cristiano: anche nel «fare il bene», infatti, si può incorrere in un pericoloso fraintendimento, che è quello di mettere avanti noi stessi e non «la redenzione che Gesù ci ha dato». L’obiettivo è quello di affermare «la nostra libertà interiore» mostrandoci al mondo come realmente siamo nel nostro cuore, senza facili o furbesche operazioni di «maquillage» esteriore.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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«Ognuno di noi, è stato sognato da Dio come un papà e una mamma sognano il figlio che aspettano» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
13 ottobre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
Un nome da sogno”
Sul documento d’identità di ogni cristiano c’è il nome che Dio ha scelto con la stessa tenerezza di una mamma e un papà che «sognano il loro bambino». E ci sono anche tre caratteristiche irrinunciabili: «benedetto perché scelto, perché perdonato e perché in cammino». Ecco i segni di riconoscimento del cristiano indicati dal Papa nella messa celebrata giovedì mattina, 13 ottobre, nella cappella della Casa Santa Marta.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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Chi vuol capire capisca ... ora che non ci sono più alibi per le ipocrisie di Luis Badilla

Per Papa Francesco, che questa volta non la manda a dire, è ipocrita "dirsi cristiano e cacciare via un rifugiato". Così si è espresso ieri nella Sala Paolo VI nel corso dell'udienza a un gruppo di luterani. 
Ecco le sue parole testuali trascritte dal video: "La malattia, o si può dire anche il peccato, che Gesù condanna di più è l'ipocrisia. E' un atteggiamento ipocrita dirsi cristiano e cacciare via un rifugiato, uno che cerca aiuto, un affamato, un assettato, un ... cacciare via uno che ha bisogno del mio aiuto. Se io mi dico cristiano e faccio questo cose sono un ipocrita".
  video
Poi, il Santo Padre ha aggiunto: i conti non quadrano nel caso di coloro che «vogliono difendere il cristianesimo in Occidente e dall’altra parte sono contro i rifugiati e contro le altre religioni», "è una contraddizione", e cioè un’incoerenza tra fede e vita.
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In passato, il Santo Padre, sempre nell'ambito dei flussi migratori, dei rifugiati e migranti, aveva già smontato l'altra falsità che serpeggia da sempre: voler la pace, a parole, per poi, sottobanco vendere armi per fare la guerra. «C'è sempre l'ipocrisia e per questo ho detto che non è sufficiente parlare di pace, si deve fare la pace. Chi parla soltanto di pace e non fa la pace, è in contraddizione. Chi parla di pace e favorisce la guerra, per esempio con la vendita delle armi, è un ipocrita». (In aereo il 6 giugno 2015, rientrando da Sarajevo). "Per questo bisogna contrastare con fermezza la proliferazione e il traffico delle armi e le loro trame spesso occulte", disse alla cittadinanza di Lesbo lo scorso 16 aprile. 
E sempre ieri nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017, Papa Francesco ha scritto: "«Amate dunque il forestiero, perché anche voi foste forestieri nella terra d’Egitto» (Dt 10,19). Tale fenomeno costituisce un segno dei tempi, un segno che parla dell’opera provvidenziale di Dio nella storia e nella comunità umana in vista della comunione universale. Pur senza misconoscere le problematiche e, spesso, i drammi e le tragedie delle migrazioni, come pure le difficoltà connesse all’accoglienza dignitosa di queste persone, la Chiesa incoraggia a riconoscere il disegno di Dio anche in questo fenomeno, con la certezza che nessuno è straniero nella comunità cristiana, che abbraccia «ogni nazione, razza, popolo e lingua» (Ap 7,9). Ognuno è prezioso, le persone sono più importanti delle cose e il valore di ogni istituzione si misura sul modo in cui tratta la vita e la dignità dell’essere umano, soprattutto in condizioni di vulnerabilità, come nel caso dei minori migranti."
E' ora di essere cristallini e veritieri: chi non vuole i rifugiati e i migranti, posizione legittima, non deve usare il Vangelo e il cristianesimo per dare fondamento alla sua scelta. Deve avere invece il coraggio e l'onestà di esporre le proprie ragioni senza usare la fede religiosa di milioni di cittadini e che ovviamente nulla ha che fare con le loro convinzioni. E' una questione di reputazione e la reputazione è il vero valore aggiunto della credibilità di un politico.
(fonte: Il Sismografo 14/10/2014)
Vedi anche:
  • Francesco pellegrino di pace a Sarajevo 6/6/2015 - Conferenza stampa durante il volo di ritorno a Roma (testo e video)
  • Il messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017
  • Il testo del discorso di Papa Francesco ai partecipanti al Pellegrinaggio dei Luterani (13 ottobre 2016)
  video


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Francesco sorprende ancora. Tre anni e mezzo dopo la decisione di rinunciare ad abitare nell'appartamento papale al terzo piano del palazzo apostolico, chiude un altro appartamento. Quello di Castel Gandolfo,

  Paolo Rodari:    Castel Gandolfo, addio: la rinuncia di Papa Francesco al buen retiro


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