"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°47 del 2016

Aggiornamento della settimana

- dal 3 al 9 dicembre 2016 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 16 dicembre 2016

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI




OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 






Buon Avvento!
Buona attesa, dunque. Il Signore ci dia la grazia di essere  continuamente allerta, in attesa di qualcuno che arrivi, che irrompa nelle nostre case e ci dia da portare un lieto annuncio!
Don Tonino Bello




I NOSTRI TEMPI


(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Aleppo: ucciso Anas, il clown che faceva sorridere i bambini sotto le bombe


È morto Anas al-Basha, 24 anni, ucciso da un missile nei quartieri orientali di Aleppo. Con lui scompare il sorriso di un uomo che, nell'inferno della Siria, creava ogni giorno spazi di speranza
È stato ucciso in un raid ad Aleppo, in Siria, l'attivista che, vestito da clown, portava il sorriso ai bambini traumatizzati della città assediata. Anas al-Basha aveva 24 anni e dirigeva il centro Spazio per la Speranza (Space for Hope). È morto martedì ifacen un attacco missilistico, non è chiaro se del regime di Damasco o dell'alleato russo, sul quartiere assediato di Mashhad, il lato orientale della città. I genitori e il fratello avevano lasciato Aleppo la scorsa estate, ma lui aveva scelto di restare per portare un sorriso ai bambini sotto assedio. Lascia la moglie, che aveva sposato due mesi fa e che resta intrappolata ad Aleppo.
Il post del fratello su Facebook
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L'associazione sospende ogni attività
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Il tweet del fratello
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  video


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La storia di Nicla di Arezzo che accoglie Souleyman Tandia proveniente dal Mali - Accoglienza contagiosa di Tonio Dell’Olio

La storia di Nicla di Arezzo 
che accoglie Souleyman Tandia proveniente dal Mali
Accoglienza contagiosa 
di Tonio Dell’Olio
Nicla di Arezzo abita in una casa di 50 metri quadri con suo figlio adolescente. Nicla è precaria e soffre di una malattia rara. Nicla tempo fa ha conosciuto Souleyman Tandia, 19 anni, proveniente dal Mali che ha ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ma nel frattempo ha completato il periodo di accoglienza nella struttura che lo ospitava. E così Nicla ha deciso di fargli spazio a casa sua aggiungendo un letto nella stanza del figlio che ha accettato di buon grado. E siccome la solidarietà vive di cerchi concentrici, Nicla adesso spera che qualcuno possa offrire a Souleyman un lavoro come contadino o allevatore dal momento che nel suo Paese lavorava in una fattoria. Piccolo segno di un’accoglienza diffusa che oggi in Italia sta funzionando molto meglio delle grandi strutture. Per questo Nicla ha lanciato un appello sui social per accettare vestiti invernali e aiuti per il vitto: “Voglio che il mio gesto sia un piccolissimo passo per sconfiggere la paura del migrante, sono stufa di questo clima di diffidenza, intolleranza e sospetto”. Mettiamoci in gioco, sembra dire, per riscoprire una solidarietà contagiosa.
(Fonte: mosaico dei giorni del 6 dicembre 2016)
  video
Scrive Nicla Peruzzi  su facebook il 23 novembre:
“A distanza ormai di tanti anni sono fiera dei miei studi classici perché hanno saputo inculcarmi valori molto forti, a partire da quello dell’ospitalità che non esiterei a definire il muro maestro della civiltà occidentale.
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Tandia compirà diciannove anni il prossimo 12 dicembre, è in Italia dal 2014 dopo un lungo viaggio di due anni dal Mali fino all’Italia. È partito poco più che bambino, è arrivato ad Arezzo dove ha ottenuto la protezione umanitaria. Io l’ho conosciuto al corso di italiano, cui partecipo come volontaria […] Non so cosa succederà, forse talora non sarà facile la convivenza ma sono sicura che da questa esperienza ne usciremo tutti più “ricchi” nello spirito, più consapevoli del senso della vita e con uno sguardo diverso sul mondo. Di sicuro non più Ciclopi”.
(Fonte: comuneinfo)

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 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

La natività è realizzata dai Frati francescani Cappuccini di Assisi. I bimbi vi possono entrare, così da sentirsi protagonisti ...

 
A Gualdo il “primo Presepio Emozionale” a “grandezza bambini”

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“Mi rifiuto coscientemente di arruolarmi – ha raccontato – Non voglio essere parte di un sistema che occupa le terre palestinesi. Mi rifiuto di proteggere i coloni e di contribuire alla propaganda di Israele costruita ad hoc per convincere le persone ad andare ad abitare in Palestina. A Gerusalemme, per esempio, le case costano tanto, le tasse e le bollette dell’acqua sono care. Nelle colonie, invece, gli appartamenti sono economici, così come tutti i servizi, come l’acqua per l’agricoltura. Dicono alla gente, andiamo e prendiamoci sempre più terra”. ...

  “Rifiuto di servire Israele”. Andrà in carcere

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Israele. Centinaia di donne ebree, cristiane e musulmane manifestano insieme per la pace. 
La marcia delle madri 
Nel nuovo video ufficiale del movimento Women Wage Peace, la cantante israeliana Yael Deckelbaum canta la canzone Prayer of the Mothers, “La preghiera delle Madri".


  video

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Torinese, 43 anni, la metà passati tra Senegal, Mali e Burkina Faso con Lvia. È uno di quelli che fanno “mettere radici” alla cooperazione

  Luciano Scalettari:   NELL’AFRICA DI MARCO «LA VITA È BELLISSIMA»

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A Nauru, repubblica indipendente a Nordest dell'Australia attualmente sono reclusi 755 richiedenti asilo, 150 dei quali bambini....

  Gianluca Schinaia:   L'isola da sogno che l'uomo ha reso inferno per profughi

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Dopo le dichiarazioni del commissario Avramopoulos sull'80% di irregolari che sbarcano in Italia, arrivano le proteste di chi assiste e soccorre i migranti

  Nello Scavo:   Padre Zerai. L'Ue affida ai dittatori il "lavoro sporco" per fermare i migranti

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


 SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

  Una volta che la Parola di Lio è incarnata in noi...  (Madeleine Delbrèl)
  Vieni Signore Gesù e confortaci...  (Marthe Robin)
   Una fede che non si fa carico dell'altro... (Silvano Fausti)
  Eloquente è la parabola della pecorella smarrita... (Giovanni Paolo II)
  Dio, che ama gli umili, i deboli, e i piccoli...  (Helder Camara)
  Venite a me voi tutti che siete... (Mt. 11,28)
  Maria, madre di Gesù, dammi il tuo cuore... (Madre Teresa di Calcutta)
  Alla superficie le acque dei mari ci appaiono agitate...  (Giorgio La Pira)


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Il 5 dicembre 2013 moriva Madiba, così era chiamato colui che può essere considerato il padre della patria post-apartheid, icona mondiale della lotta al razzismo.
Sei minuti e sette secondi di silenzio per Mandela: tutto il Sudafrica il 5 dicembre ogni anno si ferma, per ricordare il Nobel per la pace. Sei minuti e sette secondi, come simbolo dei 67 anni di militanza e di azione politica del leader della lotta anti-apartheid e padre della democrazia sudafricana, che fu rinchiuso per 27 anni nelle carceri del regime razzista della minoranza bianca.

  La morte è inevitabile...
  Un vincitore è spesso un sognatore...
  La pace non è un sogno...
  L'educazione è l'arma più potente...

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Il Tota pulchra è uno degli inni mariani più belli e più noti, almeno nell’Occidente di antica tradizione cristiana. Ciononostante, a causa dell’essere perlopiù assegnato alla solennità dell’Immacolata Concezione, esso è sovente confinato, nell’uso, ai giorni (nove, di solito) che precedono detta solennità.

  video

Il canto della preghiera mariana per eccellenza con la stupenda voce di Frate Alessandro

 
Ave Maria
(video)

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Cristiani, riappropriamoci della figura di Maria - Introduzione alla nuova edizione "Nostra signora degli eretici" saggio del biblista Alberto Maggi

Introduzione alla nuova edizione 
Nostra signora degli eretici 
saggio del biblista Alberto Maggi 
Ogni predica che ho udito sulla Madonna, mi lasciava fredda. Quanto sarei stata volentieri un sacerdote, per predicare sulla Santa Vergine!… Avrei anzitutto mostrato quanto poco sappiamo propriamente sulla sua vita. Non si dovrebbe consentire che si raccontino cose inverosimili su di lei. Una predica sulla Santa Vergine, per portare frutto, dovrebbe mostrare la sua vera vita – come lo lascia intravedere il Vangelo – non una immaginata…
E pur si intuisce bene che la sua vita – a Nazaret e successivamente – dev’essere stata del tutto comune. La Santa Vergine ci viene mostrata irraggiungibile, la si dovrebbe mostrare imitabile, mentre esercita delle virtù nascoste; si dovrebbe dire che essa come noi ha vissuto di fede, lo si dovrebbe documentare con passi tratti dal Vangelo, dove leggiamo: «Ma essi (Maria e Giuseppe) non compresero quel che loro diceva»…
Va bene ed è bello parlare delle sue prerogative e privilegi, ma non ci si deve limitare a questi. Si deve parlare in modo che le persone la possano amare.
Quando, ascoltando una predica sulla Madre di Dio, si è costretti, dall’inizio alla fine, a prendere respiro – tanti sono gli ah! e gli oh! di stupore – ci si stanca ben presto; e questo non porta né all’amore né all’imitazione. Chi sa se – in ultima analisi – più di un’anima venga sospinta da una creatura così superiore, addirittura verso una sorta di estraniazione?
Queste parole risalgono a due secoli fa e sono di Teresa di Lisieux, meglio conosciuta come santa Teresa del bambino Gesù (Derniers entretiens avec ses soeurs, Novissima Verba, Desclée de Brouwer e Cerf, Paris 1971, pp. 389-391). Ho citato questo testo perché se pur è confortante costatare che nella Chiesa esistono persone che in sintonia con lo Spirito che «soffia dove vuole» (Gv 3,8) rifiutano le esagerazioni sulla madre di Gesù che sentono non consone alla propria esperienza di Dio, siamo coscienti che è sempre rischioso parlare o scrivere di Maria, la vergine di Nazaret, moglie di Giuseppe e madre di Gesù, l’Uomo-Dio. Il rischio è quello di esagerarne la figura, divinizzandola per affetto e ammirazione o, al contrario, di sminuirne il ruolo, fino ad annullarlo.
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L’insegnamento del magistero su questo punto è chiaro e netto. Rinnovando la deplorazione di tali deviazioni, afferma che esse «non sono forme in armonia con la fede cattolica e, pertanto, non devono esistere nel culto cattolico» (MC 24.38).
Nel ricercare lo «stile del Vangelo» per una seria inchiesta su «Maria e Nazaret», sono quindi risalito alle fonti: la Scrittura, con particolare attenzione ai Vangeli (compresi quelli Apocrifi), i Padri della Chiesa, il Talmud, gli scritti rabbinici e tutta la letteratura extra-testamentaria dei primi due secoli cristiani; il tutto illuminato dalle indicazioni del magistero espresse dal Concilio Vaticano II nella costituzione Lumen gentium e nei successivi documenti Marialis cultus e Redemptoris mater.
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Con questo libro intendo rivolgermi, pertanto, a quanti anelano a riscoprire la stupenda figura della giovane di Nazaret per amarla, mossi dalla «vera devozione che non consiste né in uno sterile e passeggero sentimento, né in una vana credulità, ma procede dalla fede vera, dalla quale siamo spinti all’imitazione delle sue virtù» (LG 67).
La riscopriremo così nostra sorella nella fede.
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Spero si possa percepire tutto questo leggendo le pagine del libro; si tenga sempre presente l’ottica con cui è stato pensato e scritto: vedere Maria con gli occhi di un abitante di Nazaret, e Gesù con gli occhi di Maria e della sua famiglia. Per questo, durante la stesura del testo, ho cercato di trasfondere il più possibile una mentalità semitica nelle espressioni, avendo cura di far sempre risaltare l’enorme scandalo che, per una persona religiosa dell’epoca, hanno rappresentato la figura di Maria prima e quella di Gesù poi.
Naturalmente era impossibile ricostruire il personaggio Maria con i pochi – seppure preziosi – dati riportati dai vangeli. Ho cercato di inquadrare la madre di Gesù calandola nel contesto culturale dell’epoca, servendomi della letteratura e dei documenti contemporanei, utilizzando di preferenza quelli che riflettono meglio il particolare clima del giudaismo, periodo in cui Maria e Gesù sono vissuti.
Lo scopo di questa ricerca pertanto non è tratteggiare un’impossibile «vita» di Maria o di Gesù, come non è una lettura esegetica dei testi che li riguardano, ma una rilettura della figura della Madre di Dio, non più ridotta a un’icona solo da venerare, ma scoprendola come una persona con cui camminare verso la piena realizzazione del Regno di Dio.
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  Cristiani, riappropriamoci della figura di Maria

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Bellissima Preghiera di Papa Francesco all'Immacolata (testo e video)

SOLENNITÀ DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
ATTO DI VENERAZIONE ALL’IMMACOLATA IN PIAZZA DI SPAGNA
PREGHIERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza di Spagna
Giovedì, 8 dicembre 2016
O Maria, Madre nostra Immacolata,
nel giorno della tua festa vengo a Te, 
e non vengo solo:
porto con me tutti coloro che il tuo Figlio mi ha affidato,
in questa Città di Roma e nel mondo intero,
perché Tu li benedica e li salvi dai pericoli.
Ti porto, Madre, i bambini,
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Ti porto, Madre, le famiglie,
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Ti porto, Madre, tutti i lavoratori, uomini e donne,
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Abbiamo bisogno del tuo sguardo immacolato,
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Abbiamo bisogno del tuo cuore immacolato,
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Abbiamo bisogno delle tue mani immacolate,
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Abbiamo bisogno dei tuoi piedi immacolati,
...
Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi
libera da ogni macchia di peccato,
Tu ci ricordi che prima di tutto c’è la grazia di Dio,
c’è l’amore di Gesù Cristo che ha dato la vita per noi,
c’è la forza dello Spirito Santo che tutto rinnova.
Fa’ che non cediamo allo scoraggiamento,
ma, confidando nel tuo costante aiuto,
ci impegniamo a fondo per rinnovare noi stessi,
questa Città e il mondo intero.
Prega per noi, Santa Madre di Dio!
  Video

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La solennità dell’Immacolata Concezione “si inserisce nel contesto dell’Avvento-Natale, congiungendo l’attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre. Maria è la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo quasi plasmata e resa nuova creatura. Già profeticamente adombrata nella promessa fatta ai progenitori della vittoria sul serpente, Maria è la Vergine che concepirà e partorirà un figlio il cui nome sarà Emmanuele“. Così il Messale Romano spiega la liturgia dell’8 dicembre, festa celebrata in Inghilterra e in Normandia già nel secolo XI.

  Fabio Beretta:   COS’E’ L’IMMACOLATA CONCEZIONE

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Religiosità popolare - Preghiere in dialetto - Sicilia: preghiere e rosario dedicati all'Immacolata

La religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini.
L'era moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle persone più anziane. 
Nei giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato possibile  pubblicare una preghiera in dialetto siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai nostri lettori di tutte le regioni italiane.
Ci farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it .
Vi chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale, anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra informazione riteniate opportuno fornirci).
Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere.
Preghiere in dialetto
  Sicilia 
La Madonna Immacolata è la patrona di Palermo e di tutta la Sicilia, la devozione popolare è quindi molto sentita ed a Lei sono dedicati rosari e preghiere.
Rusariu di l’Immaculata Cuncizioni ...
(Rosario dell’Immacolata Concezione)
Preghiere all’Immacolata
Prima preghiera:
Biniditta sia chidd’ura ...
Seconda preghiera: 
Vui sula sacratissima Signura ...
Salve Regina all’Immacolata
Diu vi salvi Riggina ...
Segui lo Speciale:
  Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento

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PRENDERSI CURA DELLA “CASA COMUNE” - HOREB n. 3/2016 (n. 75)


E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it

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DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21) - I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016


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Intenzione di preghiera di Papa Francesco per il mese di Dicembre 2016 - “Perché sia eliminata in ogni parte del mondo la piaga dei bambini-soldato”

Il videomessaggio si apre con l’immagine buia di una persona che indossa un vestito militare e mette in mostra una cintura di proiettili; poi si toglie il fazzoletto che copre il volto e compare un bambino. Seguono immagini pieni di luce con bambini che giocano e vanno a scuola, pieni di gioia.
Il testo:
In questo mondo , che ha sviluppato le tecnologie più sofisticate, 
si vendono armi che finiscono nelle mani dei bambini-soldato.
Dobbiamo fare tutto il possibile perché la dignità dei bambini sia rispettata 
e porre fine a questa forma di schiavitù.
Chiunque tu sia, sei sei commosso come me, ti chiedo di unirti a questa intenzione di preghiera:
Perché sia eliminata in ogni parte del mondo la piaga dei bambini-soldato.
  Video

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Vangelo: Lc 3,1-12
Giovanni Battista è il sigillo profeti, è quell'Elia che deve tornare  "per convertire i cuori dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri "(Ml 3,23-24). E come tutti i profeti egli mantiene viva la Parola e la promessa di Dio, impedendo che i professionisti della religione riducano la fede a mera religiosità, solo ad osservanza di riti e di norme, senza più cuore, senza un briciolo di umanità, priva infine anche della presenza di Dio. Al cuore della fede di Israele c'è la Dabar, la Parola, e "dietro la Parola c'è Colui che parla. Non c'è solo una idea da comprendere o un ordine da eseguire, c'è da stabilire comunione con Colui che nella sua Parola comunica se stesso. Dimenticare questo è cadere nel feticismo: ci si innamora dell'anello e si dimentica lo Sposo "(cit.).
Giovanni rappresenta la rottura con questo tipo di mentalità, sempre presente sia in Israele quanto, purtroppo, nella Chiesa. Egli è figura dell'uomo nuovo che si ciba soltanto della Parola del Signore, di cui le cavallette e il miele selvatico sono simbolo. Egli, come Mosè, guida il popolo a fare un nuovo esodo, questa volta partendo da Gerusalemme e dalla Giudea divenute luoghi di oppressione e di schiavitù, verso il deserto proclamando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
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"Il nuovo Battesimo è l'immersione nel mare di Dio" di p. Ermes Ronchi - II Domenica di Avvento - anno A


Commento
II Domenica di Avvento (Anno A)
Letture  Isaia 11,1-5; Salmo 71; Romani 15,4-9; Matteo 3, 1-12
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Giovanni il Battista predicava nel deserto della Giudea dicendo: convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino (Mt 3,2).
Gesù cominciò a predicare lo stesso annuncio: convertitevi perché il regno dei cieli è vicino (Mt 4,17). Tutti i profeti hanno gli occhi fissi nel sogno, nel regno dei cieli che è un mondo nuovo intessuto di rapporti buoni e felici. Ne percepiscono il respiro vicino: è possibile, è ormai iniziato. Su quel sogno ci chiedono di osare la vita, ed è la conversione.
Si tratta di tre annunci in uno, e tra tutte la parola più calda di speranza è l'aggettivo «vicino».
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Gesù è l'incarnazione di un Dio che si fa intimo come un pane nella bocca, una parola detta sul cuore, un respiro: infatti vi battezzerà nello Spirito Santo, vi immergerà dentro il mare di Dio, sarete avvolti, intrisi, impregnati della vita stessa di Dio, in ogni vostra fibra.
Convertitevi, ossia osate la vita, mettetela in cammino, e non per eseguire un comando, ma per una bellezza; non per una imposizione da fuori ma per una seduzione. Ciò che converte il freddo in calore non è un ordine dall'alto, ma la vicinanza del fuoco; ciò che toglie le ombre dal cuore non è un obbligo o un divieto, ma una lampada che si accende, un raggio, una stella, uno sguardo. Convertitevi: giratevi verso la luce, perché la luce è già qui.
Conversione, non comando ma opportunità: cambiate lo sguardo con cui vedete gli uomini e le cose, cambiate strada, sopra i miei sentieri il cielo è più vicino e più azzurro, il sole più caldo, il suolo più fertile, e ci sono cento fratelli, e alberi fecondi, e miele.
Conversione significa anche abbandonare tutto ciò che fa male all'uomo, scegliere sempre l'umano contro il disumano. Come fa Gesù: per lui l'unico peccato è il disamore, non la trasgressione di una o molte regole, ma il trasgredire un sogno, il sogno grande di Dio per noi.

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“Io accolgo te nel Signore”: criteri di discernimento dal rito del matrimonio a cura di Egidio Palumbo (VIDEO INTEGRALE)


I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ - 2016 
promossi dalla Fraternità Carmelitana di Barcellona Pozzo di Gotto
DISCERNIMENTO E RESPONSABILITÀ 
“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1Ts 5,21)
30 novembre 20161.
Liturgia, fede e vita
La scelta di individuare nel Rito del Matrimonio alcuni criteri di discernimento essenziali per la vita cristiana delle famiglie, è motivata da una ragione fondamentale. Alla base di ogni libro liturgico della Chiesa vi è l’antico e sapiente adagio patristico: “lex orandi, lex credendi”, ovvero “ciò che si prega, esprime Colui in cui si crede e ciò che è creduto”. Questo significa che nella Liturgia la Chiesa orante esprime la sua fede, la sua relazione con il Dio di Gesù Cristo, Dio credibile e affidabile, e nello stesso tempo esprime la sua rispostadi fede al Dio credibile e affidabile. E se a “lex orandi, lex credendi” aggiungiamo anche “lex vivendi” (“ciò che si tenta di vivere”), allora nella Liturgia la Chiesa orante non solo esprime la sua fede, ma anche il suo vissuto, cioè la fede testimoniata nel vissuto quotidiano dei credenti. E così abbiamo l’adagio completo “lex orandi, lex credendi, lex vivendi”, che mostra, in modo eloquente, lo stretto rapporto tra liturgia, fede e vita.
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  Video integrale

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“In caritate et veritate servire” - Ordinazione episcopale di mons. Giovanni Accolla (Testo e video)

In caritate et veritate servire”
Ordinazione episcopale
di mons. Giovanni Accolla
Basilica santuario 
Madonna delle Lacrime di Siracusa
7 DICEMBRE 2016
Si è tenuta ieri, mercoledì 7 dicembre, nella basilica santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, l’ordinazione episcopale di monsignor Giovanni Accolla, arcivescovo eletto di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela. La celebrazione, si legge in una nota, ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di fedeli provenienti da Messina: “più di 1.300 persone si sono organizzati con diversi pullman, una settantina di sacerdoti e diversi diaconi, la comunità del Seminario e tante altre persone hanno raggiunto Siracusa a piccoli gruppi e con i propri mezzi”.
All’ordinazione episcopale di mons. Accolla hanno preso parte 24 i vescovi, tra cui i cardinali Paolo Romeo e Francesco Montenegro, e i vescovi amministratori apostolici mons. Antonino Raspanti e mons. Benigno Luigi Papa. Mons. Accolla celebrerà la sua prima Messa da vescovo oggi, giorno dell’Immacolata, sempre nella basilica santuario Madonna delle Lacrime, mentre il 7 gennaio farà il suo ingresso nell’arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, dando inizio al suo ministero episcopale.
(Fonte: Sir)
Il motto che ha scelto per il suo ministero episcopale è: “In caritate et veritate servire”. “Qualsiasi percorso comincia ai piedi della croce – ha detto – quindi è necessario vivere in maniera forte la carità e la comunione ecclesiale”.
Al termine della celebrazione eucaristica, prima della benedizione, mons. Accolla ha ringraziato quanti sono intervenuti, i vescovi, le autorità e quanti hanno contribuito alle attività che sono andate anche al di là della funzione.
"E' con la massima incoscienza - ha dichiarato alla stampa - che mi accingo al nuovo e delicato incarico di arcivescovo di Messina". Ma con grande determinazione, umiltà e la volontà di creare la "cultura dell'aggregazione per essere testimoni autentici".
(Fonte: Tempostretto)
  video Servizio TG3
VOGLIO COMUNICARVI LA GIOIA! … 
LA GIOIA DI CHI SI SENTE AMATO 
…Mi piacerebbe potervi comunicare quella gioia che ho appreso io stesso dal Vangelo, vissuta dalla gente, appresa in parrocchia, negli anni di servizio alla Caritas diocesana e negli ultimi anni nella fondazione Sant’Angela Merici. E’ la gioia di chi si sente amato … 
Faccio mie le parole di Papa Francesco pronunciate in occasione del Convegno della Chiesa Italiana a Firenze:
 “Mi piace una Chiesa italiana inquieta! Sempre più vicina agli abbondanti, ai dimenticati e agli imperfetti! “ …
  video Il discorso integrale del vescovo Giovanni Accolla
I NOSTRI AUGURI DI CUORE


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"Signore, abbi cura del mio vescovo ..."
Monsignor Giovanni Accolla, arcivescovo eletto di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, nel giorno della sua ordinazione episcopale, avvenuta oggi, 7 dicembre, alle ore 17, a Siracusa, nella basilica del Santuario della Madonna delle Lacrime.

  ... Questa è anche la nostra preghiera per mons. Giovanni Accolla...


VOGLIO COMUNICARVI LA GIOIA! … LA GIOIA DI CHI SI SENTE AMATO 
(S. E. Mons Giovanni Accolla, nel suo primo discorso da Vescovo in occasione della sua ordinazione episcopale, Basilica del Santuario della Madonna delle Lacrime, Siracusa - 07.12,2016, VIDEO INTEGRALE)

  video

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«Lo Spirito Santo è la novità teologica e spirituale più importante del dopo concilio Vaticano II e la sorgente maggiore della speranza della Chiesa». Su questa constatazione il cappuccino padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, ha centrato la sua prima predica di Avvento, tenuta venerdì mattina, 2 dicembre, nella cappella Redemptoris Mater del Palazzo apostolico, alla presenza di Papa Francesco. «Beviamo, sobri, l’ebrezza dello Spirito» il tema scelto per il ciclo di riflessioni. ...

  L'OSSERVATORE ROMANO:  Iniziate in Vaticano le prediche d’Avvento - Il terzo articolo 

“Abbandonarci” allo Spirito Santo, che “dirige tutti” e “non è diretto da nessuno”, “guida” e “non è guidato”. Padre Raniero Cantalamessa prosegue così le riflessioni sull’opera dello Spirito Santo nella vita della Chiesa e del cristiano, soffermandosi in particolare sul significato del discernimento. All’origine, spiega il predicatore della Casa Pontificia, l’espressione indica il dono che permette di distinguere le parole “che vengono dallo Spirito di Cristo” da quelle che provengono da altri spiriti, cioè “dell’uomo”, “demoniaco” o “del mondo”. Con l’evangelista Giovanni il discernimento “comincia ad essere usato in funzione teologica”, come criterio per discernere “le vere dalle false dottrine, l’ortodossia dall’eresia”. ...

  RADIO VATICANA:  Predica d’Avvento. P. Cantalamessa: peccatore è creatura di Dio

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Si è conclusa con una preghiera ecumenica nella cripta di San Nicola la visita del Patriarca ecumenico di Costantinopoli a Bari che ha affidato al Santo la preghiera affinché “possiamo in un giorno non lontano spezzare insieme il Pane di Vita e bere al Calice della Salvezza”.“L’ecumenismo di popolo che viviamo qui a Bari – spiega l'arcivescovo Cacucci - nasce e cresce nel nome di San Nicola perché San Nicola è il Santo ecumenico per eccellenza”. Per questo è importante la decisione presa dalla Conferenza episcopale italiana di rendere obbligatoria la Memoria in tutte le diocesi italiane (finora facoltativa) di San Nicola vescovo (6 dicembre)

  Maria Chiara Biagioni: A Bari l’ecumenismo di popolo in nome di san Nicola

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... “La Chiesa per sapere come deve essere basta che guardi Maria – ha detto l’arcivescovo -. Parlare della bellezza di Maria allora è parlare della bellezza della Chiesa”. Una bellezza, ha proseguito, “che traspare quando si vive la fede col cuore libero e non intimorito da un Dio congelato e col dito puntato; con una fede frizzante e non regolata da noiosi e trascinati ritmi, anche se devoti, che il più delle volte ingabbiano e irrigidiscono”. ..

 
SIR: 
  Cardinale Montenegro: “sogno la nostra Chiesa bella e pronta a offrire a tutti un Dio vivo, imprevedibile e giovane”


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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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Tra città e campagna di ENZO BIANCHI - JESUS, dicembre 2016


JESUS, dicembre 2016
La bisaccia del mendicante
Rubrica di ENZO BIANCHI
Tra città e campagna
Eventi recenti – sia a livello nazionale che europeo ed internazionale – ci hanno invitato a riflettere sulla politica in senso alto, anche a partire dal rapporto tra città e campagna, tra metropoli e aree rurali. A ripensare cioè alla relazione tra la “città”, la polis, e l’insieme della società di cui la politica si deve fare carico. Che cos’è la polis, che ha poi dato il nome alla scienza e all’arte di governare una convivenza civile? È una creazione umana, voluta ed esperita dagli umani nei millenni e che è stata ed è ancora il luogo dell’umanizzazione per eccellenza. È nella polis che gli uomini sono diventati più umani; è nella polis che è fiorita la civiltà, l’arte, il pensiero; è nella città che gli uomini e le donne hanno accresciuto la loro soggettività e hanno saputo intrecciarla in vita comune, dando origine alle istituzioni necessarie per ordinare e difendere la vita, strutturando la democrazia: compito mai definito una volta per tutte e mai portato a termine, ma sempre bisognoso di crescere. Questo cammino di umanizzazione deve proseguire, mostrandosi capace di resistere a ogni tentazione di barbarie, a ogni regressione verso l’animale da cui proveniamo.
Ecco perché quando diciamo “polis” diciamo “politica”, questa responsabilità che nasce dall’appartenenza alla polis intesa innanzitutto come societas e come communitas. Politica, parola che oggi purtroppo, soprattutto per le nuove generazioni, non è più parola significativa e invocata, perché parola intaccata nel suo essere vocazione e servizio, parola che ormai patisce disaffezione e suscita apatia democratica.
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“Pope is pop” è l’omaggio danzante dei detenuti a papa Francesco

Flash mob dei detenuti del carcere di Ferrara per Papa Francesco e a favore dell'integrazione. A simbolica chiusura del Giubileo dei carcerati, 70 reclusi nella struttura emiliana hanno danzato in onore del Pontefice un ballo collettivo intitolato, con un gioco di parole fonetico, «Pope is pop». «Il Papa - spiega in una nota un detenuto musulmano - ha aperto le porte della Chiesa abbracciando le più diverse culture, accettando ed accogliendo persone dal diverso credo religioso, dimostrandoci che possiamo convivere in armonia sotto lo stesso tetto, nonostante le nostre diversità, proprio come stiamo facendo noi oggi». E con humor ha aggiunto: «Lo ringraziamo perché ci ha regalato 2 ore di evasione...». All'iniziativa hanno preso parte detenuti cattolici, musulmani, ortodossi, diretti dall'ideatore della performance, Igor Nogarotto, che la definisce una «preghiera laica multietnica».
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Dall'articolo del Washington Post: POPE IS POP è un un gruppo spontaneo che si è formato a Roma aperto a piccoli e grandi, a uomini e donne, etero ed omosessuali. Comprende manager e cantautori. Sono italiani, russi, cubani, statunitensi e nell'anno del Giubileo realizza flash mob dedicati a Papa Francesco per le vie, le piazze e le metro capitoline, coinvolgendo turisti di tutto il mondo, con l'intento di 'divulgare' l'anima Pop del Pontefice attraverso i linguaggi di danza e musica.
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IL PAPA E' POP (Testo e Musica di Igor Nogarotto)
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Si è svolto il primo flash mob della storia in un carcere italiano. Detenute europee, asiatiche, africane ed americane hanno danzato tutte insieme in onore di Papa Francesco, attraverso il flash mob intitolato "POPE IS POP"
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La Commissione mista fra la Chiesa Cattolica e il Gran Rabbinato d’Israele si è riunita a Roma dal 28 al 30 novembre scorsi sul tema “Promuovere la pace di fronte alla violenza in nome della religione”. Invitato a introdurre i lavori da parte cattolica, sono partito dalla tesi di Samuel P. Huntington, nel libro Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale(Garzanti, Milano 1997: orig. New York, 1996), che individua la sfida globale dell’immediato futuro nel conflitto delle civiltà, identificate con i grandi mondi religiosi.
Al centro di questa sfida si pongono in particolare Ebraismo, Cristianesimo e Islam, non solo per i loro rapporti storici e culturali, ma anche a motivo dell'alleanza profilatasi fra movimenti antioccidentali e forme di violenza che pretendono di rifarsi alla fede islamica. È legittimo perciò chiedersi a quali condizioni potrà essere corretto e fecondo il rapporto delle culture segnate dal cristianesimo da una parte con Israele, dall'altra con le società e le culture islamiche...


  Bruno Forte:   La riconciliazione religiosa per la pace

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Storie di convivenza tra cristiani e islamici. Viaggio nel quartiere più povero d’Europa, tra i fedeli legati da fiducia reciproca. Parlano suor Valeria Rubin e Narimane Deffas

 
Cristina Uguccioni: 
  Marsiglia: i cattolici, i musulmani e la “catena del bene”

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Un’analisi stringente del cardinale Martini sul modo in cui la fede può e deve essere vissuta per cambiare alla radice le sorti della società

  Carlo Maria Martini:   Martini e il ruolo dei laici: «Santità compito di tutti»

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A seconda della propria posizione, viene indicato l'indirizzo e il nome della chiesa più vicina dove è possibile andare, seguendo il percorso più breve, a confessarsi.

 
AVVENIRE: 
  Spagna, lanciata una App per trovare il confessore più vicino

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Oltre cento bambini, con le loro famiglie, si sono ritrovati domenica 4 dicembre, nella parrocchia di san Francesco di Aleppo per pregare per la pace. Un incontro che vuole diventare punto di ripartenza per chi - e sono tanti in Siria, non solo cristiani - crede  ancora nella pace e nella giustizia. I protagonisti di questa controffensiva sono i più piccoli, i più indifesi, che vivono sulla loro pelle l'emergenza umanitaria che da anni sta colpendo la città martire siriana. Le bombe dei grandi intanto non si fermano, come testimonia il parroco di san Francesco, padre Ibrahim Alsabagh. E la comunità internazionale è bloccata dai veti delle grandi potenze. Aleppo non ha diritto nemmeno a una tregua

  Daniele Rocchi:   La guerra della speranza dei bambini di Aleppo. Le armi della preghiera e del perdono contro le bombe

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 FRANCESCO
 


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03/12/2016:

 
Siamo tutti invitati ad uscire come missionari...

04/12/2016:

  L'Avvento è il tempo per preparare...

05/12/2016:

  Gesù insegna ad andare sempre all'essenziale...

06/12/2016:

  Gesù ha dato senso alla mia vita...

07/12/2016:

  La Chiesa non cesce per roselitismo...

08/12/2016:

  Impariamo dalla Vergine Maria...


09/12/2016:

  Preghiamo per tutte le vittime di genocidio e impegnamoci...

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"Dio viene a stabilire la sua signoria nella nostra storia, nell’oggi di ogni giorno, nella nostra vita; e là dove essa viene accolta con fede e umiltà germogliano l’amore, la gioia e la pace." Papa Francesco - Angelus 4 dicembre 2016 (Testo e video)


 ANGELUS 
 4 dicembre 2016
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Nel Vangelo di questa seconda domenica di Avvento risuona l’invito di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2).
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La condizione per entrare a far parte di questo regno è compiere un cambiamento nella nostra vita, cioè convertirci, convertirci ogni giorno, un passo avanti ogni giorno… Si tratta di lasciare le strade, comode ma fuorvianti, degli idoli di questo mondo: il successo a tutti i costi, il potere a scapito dei più deboli, la sete di ricchezze, il piacere a qualsiasi prezzo. E di aprire invece la strada al Signore che viene: Egli non toglie la nostra libertà, ma ci dona la vera felicità. Con la nascita di Gesù a Betlemme, è Dio stesso che prende dimora in mezzo a noi per liberarci dall’egoismo, dal peccato e dalla corruzione, da questi atteggiamenti che sono del diavolo: cercare il successo a tutti i costi; cercare il potere a scapito dei più deboli; avere la sete di ricchezze e cercare il piacere a qualsiasi prezzo.
Il Natale è un giorno di grande gioia anche esteriore, ma è soprattutto un avvenimento religioso per cui è necessaria una preparazione spirituale.
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  video

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La Speranza cristiana - 1. Isaia 40: “Consolate, consolate il mio popolo…” - Papa Francesco, Udienza generale mercoledì 7 dicembre 2016 (testo e video)

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Iniziamo oggi una nuova serie di catechesi, sul tema della speranza cristiana. E’ molto importante, perché la speranza non delude. L’ottimismo delude, la speranza no! Ne abbiamo tanto bisogno, in questi tempi che appaiono oscuri, in cui a volte ci sentiamo smarriti davanti al male e alla violenza che ci circondano, davanti al dolore di tanti nostri fratelli. Ci vuole la speranza! Ci sentiamo smarriti e anche un po’ scoraggiati, perché ci troviamo impotenti e ci sembra che questo buio non debba mai finire.
Ma non bisogna lasciare che la speranza ci abbandoni, perché Dio con il suo amore cammina con noi. “Io spero, perché Dio è accanto a me”: questo possiamo dirlo tutti noi. Ognuno di noi può dire: “Io spero, ho speranza, perché Dio cammina con me”. Cammina e mi porta per mano. Dio non ci lascia soli. Il Signore Gesù ha vinto il male e ci ha aperto la strada della vita.
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La vita è spesso un deserto, è difficile camminare dentro la vita, ma se ci affidiamo a Dio può diventare bella e larga come un’autostrada. Basta non perdere mai la speranza, basta continuare a credere, sempre, nonostante tutto. Quando noi ci troviamo davanti ad un bambino, forse possiamo avere tanti problemi e tante difficoltà, ma ci viene da dentro il sorriso, perché ci troviamo davanti alla speranza: un bambino è una speranza! E così dobbiamo saper vedere nella vita il cammino della speranza che ci porta a trovare Dio, Dio che si è fatto Bambino per noi. E ci farà sorridere, ci darà tutto!
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Sono i piccoli, resi grandi dalla loro fede, i piccoli che sanno continuare a sperare. E la speranza è la virtù dei piccoli. I grandi, i soddisfatti non conoscono la speranza; non sanno cosa sia.
Sono loro i piccoli con Dio, con Gesù che trasformano il deserto dell’esilio, della solitudine disperata, della sofferenza, in una strada piana su cui camminare per andare incontro alla gloria del Signore. E arriviamo al dunque: lasciamoci insegnare la speranza. Attendiamo fiduciosi la venuta del Signore, e qualunque sia il deserto delle nostre vite - ognuno sa in quale deserto cammina - diventerà un giardino fiorito. La speranza non delude!

  video della catechesi

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"Il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi. È il sì più importante della storia ..."" PAPA FRANCESCO - ANGELUS dell'8 dicembre 2016 (Testo e video)

Cari fratelli e sorelle, buona festa!
Le letture dell’odierna Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria presentano due passaggi cruciali nella storia dei rapporti tra uomo e Dio: potremmo dire che ci conducono all’origine del bene e del male. Questi due passaggi ci conducono all’origine del bene e del male.
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Maria risponde alla proposta di Dio dicendo: «Ecco la serva del Signore» (v. 38). Non dice: “Mah, questa volta farò la volontà di Dio, mi rendo disponibile, poi vedrò…”. No. Il suo è un sì pieno, totale, per tutta la vita, senza condizioni. E come il no delle origini aveva chiuso il passaggio dell’uomo a Dio, così il sì di Maria ha aperto la strada a Dio fra noi. È il sì più importante della storia, il sì umile che rovescia il no superbo delle origini, il sì fedele che guarisce la disobbedienza, il sì disponibile che ribalta l’egoismo del peccato.
Anche per ciascuno di noi c’è una storia di salvezza fatta di sì e di no. A volte, però, siamo esperti nei mezzi sì: siamo bravi a far finta di non capire bene ciò che Dio vorrebbe e la coscienza ci suggerisce. Siamo anche furbi e per non dire un no vero e proprio a Dio diciamo: “Scusami, non posso”, “non oggi, penso domani”; “Domani sarò migliore, domani pregherò, farò del bene, domani”. E questa furbizia ci allontana dal sì, ci allontana da Dio e ci porta al no, al no del peccato, al no della mediocrità. Il famoso “sì, ma…”; “sì, Signore, ma….”. Così però chiudiamo la porta al bene, e il male approfitta di questi sì mancati. Ognuno di noi ne ha una collezione dentro. Pensiamoci, ne troveremo tanti di sì mancati. Invece ogni sì pieno a Dio dà origine a una storia nuova: dire sì a Dio è veramente “originale”, è origine, non il peccato, che ci fa vecchi dentro. Avete pensato questo, che il peccato ci invecchia dentro? Ci invecchia presto! Ogni sì a Dio origina storie di salvezza per noi e per gli altri. Come Maria con il proprio sì.
In questo cammino di Avvento, Dio desidera visitarci e attende il nostro sì. Pensiamo: io, oggi, quale sì devo dire a Dio? Pensiamoci, ci farà bene. E troveremo la voce del Signore dentro di Dio, che ci chiede qualcosa, un passo avanti. “Credo in Te, spero in Te, Ti amo; si compia in me la tua volontà di bene”. Questo è il sì. Con generosità e fiducia, come Maria, diciamo oggi, ciascuno di noi, questo sì personale a Dio.
Dopo l'Angelus:
Cari fratelli e sorelle,
ieri un forte terremoto ha colpito l’isola di Sumatra, in Indonesia. Desidero assicurare la mia preghiera per le vittime e per i loro familiari, per i feriti e per quanti hanno perso la casa. Il Signore dia forza alla popolazione e sostenga l’opera di soccorso.
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In questa festa di Maria Immacolata l’Azione Cattolica Italiana vive il rinnovo dell’adesione. Rivolgo un pensiero speciale a tutte le sue associazioni diocesane e parrocchiali. La Vergine benedica l’Azione Cattolica e la renda sempre più scuola di santità e di generoso servizio alla Chiesa e al mondo.
Oggi pomeriggio mi recherò in Piazza di Spagna per rinnovare il tradizionale atto di omaggio e di preghiera ai piedi del monumento all’Immacolata. Dopo andrò a Santa Maria Maggiore a pregare la Salus Populi Romani. Vi chiedo di unirvi spiritualmente a me in questo gesto, che esprime la devozione filiale alla nostra Madre celeste.
A tutti auguro buona festa e buon cammino di Avvento con la guida della Vergine Maria. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!
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«Il messaggio di Gesù arrivava al cuore» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)


S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
5 dicembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
L'intuito di Maddalena
Con il suo intuito Maddalena ha capito che Gesù voleva “ri-crearla”, non coprire semplicemente i suoi peccati con un’operazione di maquillage: e proprio lei, che ha avuto il coraggio di dare «nome e cognome» ai propri peccati, è stata indicata da Papa Francesco — nell’omelia della messa celebrata lunedì 5 dicembre nella cappella della Casa Santa Marta — come esempio per lasciarsi davvero rinnovare dal Signore nel profondo.
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(fonte: L'Osservatore Romano)
  video

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S. Messa - Cappella della Casa Santa Marta, Vaticano
6 dicembre 2016
inizio 7 a.m. fine 7:45 a.m. 
Papa Francesco:
“Giuda e la pecora smarrita
Il «lieto annuncio del Natale» è che «viene il Signore con la sua potenza», ma soprattutto che quella potenza «sono le sue carezze», la sua «tenerezza». Una tenerezza che, come il buon pastore con le pecore, è per ognuno di noi: Dio non dimentica mai nessuno di noi, neanche se ci fossimo tragicamente «smarriti» come accadde a Giuda il quale, perso nel suo «buio interiore», è in qualche modo il prototipo, l’«icona» della pecorella della parabola evangelica.
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  video

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INTRODUZIONE — Date un’occhiata a questo tweet. Leggetelo perché adesso c’è bisogno di raccontare una storia nei dettagli.
Questa è la descrizione di una vicenda illuminante e che fa capire come funziona in rete la strategia dell’opposizione anti-papale che, pur se piccola è molto rumorosa. Ne hanno dato conto in maniera ampia Andrea Tornielli e Giacomo Galeazzi qui. Questa mia invece è solo la modesta descrizione di un caso concreto di attacco indiretto (di cui sono stato oggetto) ma interessante per capire le dinamiche concrete di un trolling che nasce in ambiti che si definiscono cattolici.
Dunque: date un’occhiata a questo tweet:
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CAPITOLO UNO — Perché la prima regola del manuale anti-Francesco è quella di creare una narrativa, una storia. Ma prima di narrare la storia bisogna raccontare un antefatto costituito da questo tweet. Un antefatto sempre omesso dalla storia dei detrattori del Pontefice, ma fondamentale per capire il vero senso della storia.
L’antefatto è quel tweet appena citato. Che cosa dice? Eccolo in traduzione: “Chi ha bisogno di Gesù quando uno ha Tony Spadaro e @Pontifex? È come Grima Lingua di Verme e Saruman”.
Perché è stato scritto? E che c’entro io? È stato scritto perché ero intervenuto su Twitter alcune volte per dire che Amoris Laetitia è un documento magisteriale di grande importanza.
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CAPITOLO NOVE — Ma le posizioni critiche verso Francesco sono tutte così? Cominciamo a dire che tutti i Papi hanno avuto opposizioni e critiche anche feroci. Basta fare anche adesso un giro in rete per vedere quante volte e con quale aggressività san Giovanni Paolo II ha dovuto subire critiche volgari e pesanti da chi lo riteneva un eretico aperturista. Ho visto un sito che raccoglieva oltre 100 affermazioni ritenute eretiche del Pontefice santo. Quindi niente di nuovo sotto il sole. Ma no, non tutte le posizioni critiche verso Francesco sono così.Alcune sono quelle amate dal Pontefice, cioè sono critiche non polemiche o strumentali, ma che aprono a un dialogo vero e pacato, non provocatorio. Quelle che servono.

  Manuale di cyber-attacco contro Papa Francesco

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Quest’anno Papa Francesco ha scelto per gli auguri natalizi l’immagine della natività di Giotto affrescata nel transetto destro della Basilica inferiore di Assisi nel 1313 circa. L’affermazione biblica che vi appone dietro è quella di Isaia 9,5: ci è stato dato un figlio... il Principe della pace.
È come se ci dicesse che contemplare il mistero natalizio significa cogliere da esso pensieri, sguardi e gesti di pace. Bergoglio ha guardato ad Assisi perché Francesco è stato colui che ha inventato il presepe. 


  Enzo Fortunato:    Il Natale di Francesco, Giotto e Bergoglio


Un abete rosso alto 25 metri proveniente dalle montagne del Trentino, un Presepe formato da 17 figure con la tradizionale “croce di Malta” e il ‘luzzu’, tipica imbarcazione dell’arcipelago maltese. Il Papa esprime la sua riconoscenza per i doni che saranno ammirati in Piazza San Pietro dai pellegrini di tutto il mondo durante l’Avvento e le festività del Natale.
Nel presepe rivediamo il dramma dei migranti di oggi
Il suo commento riguardo al presepe va alla barca posta sulla scena che richiama anche la triste e tragica realtà dei migranti sui barconi diretti verso l’Italia

 
RADIO VATICANA: 
   Papa: nel presepe rivediamo dramma migranti, solidali con i più deboli

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Così il Papa al settimanale belga Tertio. «I preti non abbiano vergogna della tenerezza». I media non cadano nella «coprofilia, che è voler sempre comunicare cose brutte»

  Domenico Agasso Jr:   “L’Europa ha bisogno di leader che vadano avanti”

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