"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°49 del 2016
Aggiornamento della settimana -
dal 17 al 23 dicembre 2016 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 6 gennaio 2017
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(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Siria: fermiamo la guerra. La pace è possibile
"Questa guerra è il peggiore inverno per la Siria.
Ma noi sappiamo che dopo l'inverno viene la primavera. Con il vostro
sostegno Caritas in tutto il mondo si è impegnata e ha lavorato per
rendere possibile la pace in Siria. Lo stesso Papa Francesco ha
incoraggiato la nostra campagna «Siria: la pace è possibile», implorando la grazia della conversione dei cuori di quanti hanno la responsabilità del destino di quella martoriata regione.
Mentre
Aleppo, tra tregue annunciate e sempre violate, continua ad essere il
simbolo di una guerra infinita, con queste parole il card. Luis Antonio
Tagle, presidente di Caritas Internationalis nell'imminenza del Santo
Natale ha rilanciato la campagna per la pace in Siria. Come
sottolineato dal card. Tagle anche Papa Francesco in un video per
questa campagna aveva esortato i governi a trovare una soluzione
politica alla guerra e ad agevolare l'accesso agli aiuti umanitari.
video(fonte: Caritas Italiana) LA GUERRA DI ALEPPO NON È SOLO COME VE LA RACCONTANO
di Fulvio Scaglione
C'è molto di più della mera e ipocrita propaganda anti Assad portata avanti dai pacifisti tali solo per convinzione ideologica.
La
battaglia di Aleppo, con le stragi di questi giorni e gli anni
terribili che le hanno precedute, ha segnato tra le altre cose il
collasso del sistema informativo occidentale, ormai quasi incapace di
distinguersi dalla propaganda di parte.
Tutto,
nel racconto occidentale su Aleppo, sa di truffa e inganno. Dalla
pubblicazione senza filtri né verifiche dei dati forniti
dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, fondato e animato da un
oppositore di Bashar al-Assad e mantenuto dal governo inglese, alla
parola “assedio”, usata senza risparmio per Aleppo ma solo negli ultimi
mesi, e mai nei più di tre anni in cui la città era attaccata su tre
lati da ribelli e jihadisti, arrivati anche a occupare il 60 per cento
del territorio urbano.
Ma
questi, se vogliamo, sono piccoli particolari. Il problema vero è il
rifiuto di confrontarsi con una realtà che possiamo sintetizzare così:
quanto è accaduto ad Aleppo in queste settimane non è per nulla
eccezionale. Al contrario, è la norma della guerra contemporanea. Non
ci credete? Allora cominciamo a guardarci intorno. Prendiamo Mosul, la
grande città irachena che da due anni e mezzo è occupata dall’Isis.
...
Per quanto riguarda militari e combattenti vari, le
cifre sono: in settembre, 394 uccisi (208 feriti), in ottobre 672
uccisi (353 feriti), in novembre 1.959 uccisi (e 450 feriti).
Risultato? Tutto bloccato, quindi altre sofferenze per i civili
prigionieri a Mosul e altro tempo regalato all’Isis per continuare a
fortificarsi.
...
Allora
furono proprio i paesi che oggi gridano allo scandalo per le operazioni
di Aleppo a bloccare, all’Onu, le proposte di censura contro Israele. E
Gaza, d’altra parte, non è una perfetta copia dei quartieri est di
Aleppo, quelli attaccati con le bombe dai russi e dai siriani di
Assad?
Ancora.
L’Unicef ci ha fatto sapere che nei primi sei mesi del 2016 in
Afghanistan si è avuto il numero record di vittime civili: 1.601 morti
e 3.565 feriti. Il semestre peggiore dall’invasione anti talebani del
2001. Secondo le stime dell’Onu, il 60 per cento dei civili afghani
cade sotto i colpi dei talebani e degli altri gruppi ribelli e
criminali.
...
La guerra dei nostri tempi, insomma, è questa roba schifosa. Chi
fa finta di credere che in Cecenia e ad Aleppo si siano fatte cose
diverse da quelle accadute altrove, per esempio a Fallujah o a Gaza,
molto semplicemente mente. Tutte le guerre di oggi si combattono sulla pelle dei civili. Tutte.
E
in tutte le guerre gli uomini armati, portino o meno un’uniforme, sono
al più le vittime collaterali. Cosa che politici, militari e terroristi
sanno bene. Dunque la questione vera è evitare il più possibile le guerre, non far finta che ci siano guerre buone e guerre cattive.
(fonte: TPI)
-------------------------------------------- A
Napoli, dopo l'abitudine, ormai consolidata nel tempo, del "Caffè
sospeso" per chi non può permetterselo, un'altra bella iniziativa di
grande solidarietà. Affinché a nessun bambino nel giorno di Natale manchi un dono è stata promossa ed avviata con successo la campagna "Giocattolo sospeso" ***** La
cosa più bella ed importante del Natale è unirsi con la propria
famiglia e gli amici ma per i bambini è anche, forse soprattutto, la
gioia di scrivere la letterina a Babbo Natale e scartare i regali sotto
l'albero. Il "Giocattolo Sospeso" è l'iniziativa di carattere solidale
promossa dall'Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli per
permettere a tutti i bambini di vivere la magia del Natale.Chiunque
lo voglia può, come si fa tradizionalmente con il caffè sospeso,
acquistare un gioco da lasciare nei negozi che hanno aderito
all'iniziativa e permettere a chi ne ha bisogno di ritirarlo.
Codice etico
1.
All'atto della donazione sarà rilasciato uno scontrino di cortesia ed
il donatore scriverà il proprio nome sull'apposito registro tenuto in
negozio
2.
Per ritirare il giocattolo sospeso sarà necessario consegnare al
negoziante una fotocopia del proprio documento d'identità in corso di
validità
dal sito del Comune di Napoli Giocattolo Sospeso video-------------------------------------------- Una testa
di Alex Zanotelli
Le
disuguaglianze e il riscaldamento sono le principali sfide del nostro
tempo” – scrive il noto economista francese T. Piketty. Da qui la
necessità di stipulare trattati internazionali che consentano di
rispondere a queste sfide promuovendo un modello di sviluppo
sostenibile. Da questo punto di vista, l’Accordo commerciale tra Canada
e Unione Europea (CETA) è un trattato di altri tempi. E va quindi
respinto”. Piketty,
autore del noto studio Il Capitale del XXI secolo, motiva così questo
suo giudizio sul CETA. “Il trattato è di natura strettamente
commerciale e non contempla alcuna misura vincolante sul piano
monetario o climatico.” … Come
cittadini non possiamo accettare l’approvazione di questi accordi il
CETA, TTIP, TISA che consegnerebbero l’Europa e il mondo alle sole
logiche del mercato. È proprio quanto Papa Francesco bolla con tanta
forza: “L’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione
finanziaria”. Se
vogliamo bloccare questa deriva, dobbiamo fermare ora il CETA che apre
le porte a tutto il resto. Il tempo è breve, febbraio è alle porte. Per
informazioni ulteriori, basta entrare nella rete#stopttipItalia che
porta avanti anche la Campagna contro il CETA. Mobilitiamoci! È
quanto ci invita a fare papa Francesco, che parlando al terzo Congresso
Mondiale dei Movimenti Popolari tenutosi a Roma il novembre scorso ha
detto: “Quando strillate, quando gridate, quando pretendete di indicare
al potere una impostazione più integrale, allora non ci si tollera più
tanto perché state uscendo dalla casella, vi state mettendo sul terreno
delle ‘grandi decisioni’ che alcuni pretendono di monopolizzare in
piccole caste”. Insieme ce la possiamo fare. ... CETA - Una testa di Alex Zanotelli-------------------------------------------- La sfida del Natale
al tempo del terrorismo
di Giuseppe Savagnone
Direttore Ufficio Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo.
Scrittore ed Editorialista.
Possiamo ancora celebrare il Natale? In
un racconto della tradizione ebraica si parla di un discepolo che un
giorno si recò dal proprio rabbi per confessargli di avere la terribile
tentazione di farsi cristiano. «E se fosse davvero venuto?», era la
domanda che lo tormentava.
Il
rabbi era seduto vicino a una piccola finestra, coperta da una tenda.
Non disse nulla ma, con una mano, scostò la tenda e guardò fuori. In
strada c’erano un mendicante cencioso che chiedeva l’elemosina, una
prostituta che aspettava qualche cliente, un uomo che picchiava un
bambino. Lasciò ricadere la tenda e disse: «No, non è venuto».
...
Se
si guarda a questa promessa, non si può non restare increduli davanti
alla fede dei cristiani, espressa nella festa del Natale, secondo cui
il Messia è già venuto nel mondo duemila anni fa. Proprio
in questi giorni la cronaca ci parla di fatti che fanno apparire questa
festa come un’illusione, se non addirittura come un ipocrita
“buonismo”. Possiamo ancora credere nel Natale oggi, dopo quello che è
successo a Berlino? Ma la domanda si può riprendere e moltiplicare:
possiamo ancora credere nel Natale dopo quello che è accaduto ad
Aleppo? dopo le atroci torture agli ostaggi da parte dei membri
dell’Isis a Dacca? dopo la strage di Nizza? dopo quella del Bataclan a
Parigi?
...
Resta
l’interrogativo per le coscienze più vigili, siano esse credenti o non
credenti: che senso ha oggi festeggiare il Natale, mentre tutto
concorre, con tragica evidenza, a smentirne il significato? Non
siamo costretti anche noi, come il saggio rabbi ebreo, a constatare con
rassegnata tristezza: «No, non è venuto»? E a dare ragione a chi, in
aperta rottura col messaggio cristiano, oggi, per reazione, si appella
ad un crudo realismo e rinnega cinicamente ogni logica di fraternità e
di solidarietà, alzando muri in nome del diritto di autodifesa?
...
Il
silenzio e la povertà che pervadono il Natale, la successiva fuga in
Egitto, indicano piuttosto che Dio stesso si mette dalla parte dei
poveri, dei perseguitati, delle vittime, così che ciò che viene fatto a
loro colpisce Lui. Già da questo punto di vista esso è un terribile
monito nei confronti dei ricchi, dei persecutori e dei violenti.
Ma
il Natale significa anche che nella profondità della storia operano
forze che non fanno rumore – come sono quelle della verità e dell’amore
– e che, a dispetto degli apparenti, momentanei insuccessi, sono
destinate ad avere la meglio. Perché a Natale Dio si è fatto uomo e
ormai Egli stesso garantisce la vittoria finale di ciò che è umano.
Oggi
molti pensano che la storia darà ragione ai terroristi, se non ci
opponiamo ad essi con lo stesso spirito di odio e con lo stesso
disprezzo della differenza tra colpevoli e innocenti. Il Natale ci
sfida a rifiutare questa logica. In realtà, la sola cosa peggiore di un
mondo dove i fanatici dilagano senza pietà è un mondo dove, per
combatterli, noi stessi ci riduciamo a diventare come loro. Duemila
anni fa il Signore delle galassie, assumendo la nostra inerme umanità
nella sua forma più estrema, quella di un neonato infreddolito, ha
preso su di sé la causa dell’uomo e ci ha chiesto di avere anche noi
fiducia in essa. Ed anche in questo difficile momento della nostra
storia, possiamo metterci in ascolto di questo silenzioso messaggio,
oppure ignorarlo, nella fretta di correre di negozio in negozio per
comprare gli ultimi regali.
(fonte: TUTTAVIA)
-------------------------------------------- La
lucida follia omicida ha seminato morte al cuore dell’Europa, in quella
Berlino che nel 1989 era diventata il simbolo della caduta di ogni muro
e della riconciliazione tra due mondi confinanti ma ideologicamente
agli antipodi. E ha colpito in prossimità della festività religiosa più
sentita in occidente, forse l’unica ancora capace di richiamare tutti i
membri di una società secolarizzata a sentimenti di pace e di bontà. Ma
stiamo attenti a leggere la simbolica di questo atto terroristico in
chiave di scontro religioso. L’attentato di Berlino è molto più simile
a quello di Nizza nel luglio scorso – non solo per le modalità di
esecuzione – che non ai tanti perpetrati contro obiettivi
dichiaratamente cristiani. L’attentatore, infatti, ha scelto un luogo e
un momento che garantissero al contempo un numero potenzialmente
elevato di vittime e una forte valenza simbolica, capace di sconvolgere
i sentimenti occidentali: a Nizza i festeggiamenti civili legati alla
laicità per eccellenza, quella rappresentata dalla triade
libertà-fraternità-uguaglianza, patrimonio universale di cui
l’illuminismo e la rivoluzione francese si sono fatti gli araldi per
antonomasia. A Berlino la calamita per l’attentatore non è stato il
Natale in sé, ma la sua commercializzazione diffusa: non certo la
celebrazione del mistero cristiano dell’incarnazione, bensì la sua
riduzione – sovente lamentata anche dagli stessi cristiani – a gioioso
mercato di doni e di regali, di profitti e di buoni sentimenti a basso
prezzo.
Ben
diversi, e quelli sì manifestamente anticristiani, sono stati altri
atti di terrore, altri tragici massacri, come quello contro un inerme
anziano prete francese intento a celebrare messa o le stragi di
cristiani in Egitto compiute all’uscita dei fedeli dalla messa di
Natale o tra le navate di una chiesa durante le celebrazioni liturgiche
in giorno di domenica.
Il
terrore e la morte seminati a Berlino suscitano allora, assieme
all’orrore, due tipi di riflessioni quanto mai urgenti, l’una
concernente i cittadini europei indistintamente e l’altra
particolarmente cogente per i cristiani.
... E
qui si innesta la riflessione che coinvolge più da vicino i cristiani:
dopo aver a lungo rivendicato le “radici cristiane dell’Europa”, si fa
sempre più urgente l’impegno a discernere tra secolari sedimenti
culturali e istanze radicalmente evangeliche, tra consuetudini che
hanno conservato solo l’esteriorità di un’appartenenza e prassi
quotidiane di carità cristiana, tra immagini oleografiche e
stereotipate e cura concreta per il prossimo e il bisognoso. Nei giorni
precedenti la strage, papa Francesco con candore per nulla ingenuo ebbe
a dire: “Parlo sempre di poveri e di misericordia, ma non è una
malattia!”. Non di malattia si tratta ma di eco schietta del vangelo.
Per un cristiano, infatti, malattia è non vedere i poveri, epidemia è
non usare misericordia, contagio è chiudere il cuore di fronte al
bisognoso. Questa è la risposta che la fede e le opere cristiane
possono dare anche oggi a un’Europa ferita nei suoi sentimenti più
profondi
(Dal sito di Bose. pubblicato su Avvenire)
NON RIUSCIRETE A DIVIDERCI!! BERLINO
- Berlinesi e migranti insieme, per ricordare le vittime dell'attacco
al mercatino di Natale in cui sono state uccise 12 persone e un'altra
cinquantina sono rimaste ferite, e per dare un segnale di unità. Due
cori della città di Berlino si sono ritrovati sul luogo della strage,
nella Breitscheidplatz. Il "Begegnungschor", un coro composto da
rifugiati residenti nella capitale e il coro "Everybody Can Sing Chor"
della Gedaechtniskirche, la Chiesa della Memoria, a due passi dal luogo
della strage. Hanno intonato canti di Natale e alzato striscioni e manifesti con scritto: "Berlino resta unita", oppure "Non riuscirete a dividerci".(Fonte: askanews, 22/12/2016)
video-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"La conduttrice lo ha definito olocausto e ha accusato la comunità internazionale di restare inerme dinnanzi all’orrore. ..
#Aleppo #Lasciamouscireicivili L’accusa della giornalista tv arabo-israeliana: “Ad Aleppo c’è l’olocausto e io mi vergogno”-------------------------------------------------------------- #PrayforBerlin vignetta GIOBANON RIUSCIRETE A DIVIDERCI!!
BERLINO - Berlinesi e migranti insieme, per ricordare le vittime dell'attacco al mercatino di Natale in cui sono state uccise 12 persone e un'altra cinquantina sono rimaste ferite, e per dare un segnale di unità. Due cori della città di Berlino si sono ritrovati sul luogo della strage, nella Breitscheidplatz. Il "Begegnungschor", un coro composto da rifugiati residenti nella capitale e il coro "Everybody Can Sing Chor" della Gedaechtniskirche, la Chiesa della Memoria, a due passi dal luogo della strage. Hanno intonato canti di Natale e alzato striscioni e manifesti con scritto: "Berlino resta unita", oppure "Non riuscirete a dividerci". video-------------------------------------------------------------- #Aleppo #Natale # #Presepe
Vuole che il suo presepe sia... (vignetta GIOBA)-------------------------------------------------------------- Il vescovo maronita di Damasco lancia un nuovo appello per la fine della guerra e racconta il Natale nella travagliata nazione
Paolo Affatato: Samir Nassar : “Il bambino Gesù ha molti compagni in Siria”--------------------------------------------------------------- Sul camion assassino
di Berlino è stato ritrovato un documento che porta sulle
tracce del killer. Sarebbe un tunisino e ora lo stanno cercando. È
anche trapelato il nome ma non lo riportiamo per senso di pudore.
Spieghiamo: questa storia di documenti ritrovati su macchine usate per gli attentati è roba abusata. Fin dall’11 settembre, da quando il documento di Mohamed Atta fu ritrovato tra le rovine fumanti delle Torri gemelle (l’incendio fu domato solo due mesi dopo), va avanti questa improbabile reiterazione. L'ANTIDIPLOMATICO: Berlino e l'ennesimo passaporto miracolosamente apparso sul luogo del delittoPrima che Fabrizia
abbandonasse noi, è stato il suo Paese ad abbandonarla, forse a
tradirla persino. Con le mille ingiustizie di cui è costellata la vita
di chi cerca un lavoro. Ecco perché, in questa mesta vigilia di Natale,
la ragazza di Sulmona che ha perso la vita in una città che amava è un
po’ la figlia, la sorella, l’ amica di tutti
Antonio Sanfrancesco: CIAO FABRIZIA, FIGLIA DELL'ITALIA MIGLIORE CHE NON S'ARRENDE--------------------------------------------------------------- È
grave, anzi gravissimo quanto espresso dal ministro del lavoro Giuliano
Poletti sui giovani italiani che lasciano il nostro paese e vanno
all’estero.
Michele Schiavone: «No ministro Poletti, non accettiamo le sue scuse»---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Ha un suo fascino la genealogia di Gesù... (Antonio Savone) Maria ha puntato tutto sull'onnipotenza... (Don Tonino Bello) Il primo servizio che si deve al prossimo... (Dietrich Bonhoeffer) O Vergine, cattedrale del silenzio... (David Maria Turoldo) In ogni incontro si tratta di scoprire... (Anselm Grùn) Maria riconosce Dio come Dio e scopre... (Silvano Fausti) Giovanni, ovvero: Dio fa grazia... (Antonio Savone)-------------------------------------------------------------- Buon Compleanno! Nel giorno del compleanno di... Papa Francesco compie 80 anni... (vignetta GIOBA)e a fine giornata per Papa Francesco ecco gli auguri più importanti, quelli che vengono dall'alto...
Buon Compleanno Francesco! ... Torno tra poco. Voglio solo fare velocemente la festa del mio compleanno...! (vignetta) Ma Santo Padre, non è felice... (vignetta GIOBA)-------------------------------------------------------------- ,
che inizia il 16 dicembre e si conclude il 24 dicembre, pur non essendo
"preghiera ufficiale" della Chiesa, è un’antichissima tradizione e
costituisce un momento molto significativo nella vita delle nostre
comunità cristiane che ci permette di approfondire il mistero
dell’incarnazione del Verbo e di celebrare con gioia la solennità del
Santo Natale.
La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 2° giorno - VIVERE PROTESI VERSO IL FUTURO La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 3° giorno - ANDIAMO PER DIRE CON MARIA “ ECCOMI ” La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 4° giorno - ANDIAMO A PIEDI NUDI La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 5° giorno - ANDIAMO VERSO LA "CARA CITTÀ" La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 7° giorno - ANDIAMO PER RICERCARE L'ALTRO NEL VOLTO La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 8° giorno - ANDIAMO PER LA PACE, PER LA FEDE-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere
dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente
di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini. L'era
moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le
suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle
persone più anziane. Nei
giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di
Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono
attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato
possibile pubblicare una preghiera in dialetto
siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un
momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere
nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione
appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai
nostri lettori di tutte le regioni italiane. Ci
farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri
lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un
messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it . Vi
chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale,
anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di
corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in
particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a
qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra
informazione riteniate opportuno fornirci). Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere. Preghiere in dialetto Sardegna Notte de chelu Notte de chelu es custa: d'ogni sinu de allegria si sentit bundare, ca in sa grutta es nadu su Bambinu dai s’inferru pro nos liberare. Es nadu, es nadu, es nadu su Bambinu Enide, enide tottus a l’ammirare enide a l’adorare enide a l’adorare, a l’amare ... Libera traduzione:
Una
notte celestiale è questa che abbonda di segni di allegria, perché
nella grotta è nato il Bambino affinché ci liberi dall’Inferno.
E’ nato il Bambino, venite tutti ad ammirarlo, ad adorarlo, ad amarlo.
...La
canzone natalizia in Lingua Sarda più conosciuta e cantata, soprattutto
dai cori polifonici, è Notte de chelu di Pietro Casu. Egli fu
parroco di Berchidda ma anche uno dei personaggi più importanti nella
scena culturale sarda del primo Novecento. Notte de chelu fu scritta
insieme ad altre canzoni sacre natalizie per la Novena del 1927 con il
contributo di Antonio Sanna che le musicò riprendendo la tradizione
sarda.
... videoSegui lo Speciale: Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento-------------------------------------------- Il Natale non è una favola mielosa
di Alberto Maggi
I VANGELI DEL NATALE
Tanto
scarno e asciutto è quel che scrivono i vangeli riguardo al Natale,
quanto mielosa è diventata la maniera di presentarlo e di viverlo. La
nascita di Gesù è infatti come impiastricciata in una melassa
dolciastra, che rischia di impantanare la verità evangelica in una
bella favola che va a toccare le corde dei sentimenti, ma che poco o
nulla incide nella vita del credente.
Gli
evangelisti non hanno avuto alcuna intenzione di descrivere
minuziosamente la cronaca del giorno, mese e anno sconosciuti, in cui a
Betlemme, è nato un maschietto al quale i genitori hanno posto nome
Gesù, l’ebraico Jeshua (“Il Signore salva”).
Quel
che viene presentato nei vangeli non è una cronaca, ma
un’interpretazione della nascita di Gesù, alla luce della sua morte e
risurrezione, dove i sentimenti vengono fatti tacere per lasciare il
posto solo ai significati. Per
scoprire quali essi siano occorre procedere a un’efficace operazione di
pulizia, per giungere al significato profondo della narrazione
evangelica facendola riemergere da quel cumulo di leggende, tradizioni,
devozioni, folklore, che l’aveva come seppellita. La
luce che emerge dopo l’operazione di restauro è l’annuncio della
realizzazione del progetto di Dio sull’umanità: “E il Verbo si fece
carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14), avveratosi
storicamente in Gesù di Nazareth e proposto, attraverso di lui, a ogni
persona: “A quanti l’hanno accolto ha dato il potere di diventare figli
di Dio” (Gv 1,12).
Ma chi l’ha accolto? Non i capi religiosi, ma i pastori, i pària di Israele, non i pii farisei, ma i magi, gli impuri pagani. Quelli che erano considerati esclusi dal piano di Dio hanno accolto Gesù;
quelli che si ritenevano gli eletti privilegiati hanno rifiutato il
disegno del Signore sull’umanità (“ma i suoi non lo hanno accolto”, Gv
1,11).
Ecco
allora che quei particolari che gli evangelisti hanno inserito nella
loro narrazione, una volta ripuliti da ogni elemento estraneo,
acquistano tutta la loro portata, cominciando dai personaggi. Matteo presenta, una ragazza, Maria ... Il marito, Giuseppe, ...
L’annuncio
della nascita di Gesù, non suscita gioia, ma provoca il panico nella
città santa, Gerusalemme. La venuta del “Dio con noi” (Mt 1,23),
spaventa tutta Gerusalemme ...
Anche
nel vangelo di Luca non sono le persone religiose ad accorrere alla
nascita del salvatore, ma i pària, i disprezzati pastori d’Israele
(“Nessuna condizione di vita è così disprezzata nel mondo come quella
dei pastori”, Midrash Sal. 23). E
saranno i pastori, non i teologi, a far conoscere al mondo la grande
novità che diventerà poi il filo conduttore del vangelo, la “buona
notizia”: quando Dio s’incontra con i peccatori, non li castiga ma li
avvolge con il suo amore (Lc 1,9), perché questo Signore non è attratto
dai meriti delle persone ma dai loro bisogni, ed “è benevolo verso gli
ingrati e i malvagi” (Lc 6,35).
"Il Natale non é il compleanno di Gesù ma ..."
fr. Egidio Palumbo, carmelitano
video-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- -------------------------------------- Vangelo: Mt 1,18-24
"Ho avuto paura"(Gen 3,10). Sono le prime parole che l'uomo rivolge a Dio nel giardino dell'Eden, per questo: "Non temete !" sono le parole che da sempre il Signore ripete a noi uomini quando lui si rivela: a Zaccaria nel Tempio (Lc 1,13), a Maria (1, 30), ai Pastori (Lc 2,10), e adesso a Giuseppe.
"Il Dio Altissimo, creatore del cielo e della terra" (Gen 14,19) compie ciò che mente umana mai avrebbe pensato potesse avverarsi, la sorpresa più incredibile e splendida che una creatura possa mai immaginare: concepire l'inconcepibile, il suo Creatore. Dio entra nella storia, la nostra storia, perché noi possiamo prendere parte alla sua. E lo fa assumendo la nostra carne, la nostra fragilità, affinché noi si possa accogliere la sua vita, così come Lui si palesa: un bambino piccolo, debole, povero. E lo compie colmando Maria della sua Grazia e tenerezza, coinvolgendola totalmente nella sua infinita storia d'amore per l'umanità. Maria è la prima di tutti i credenti, nel suo grembo verginale la Parola increata è divenuta uno di noi. Se allora vogliamo accogliere il Figlio, dobbiamo necessariamente prendere con noi, come Giuseppe, anche lei, Maria. ... -------------------------------------------- Commento
IV Domenica di Avvento (Anno A) Letture: Isaia 7,10-14; Salmo 23; Romani 1,1-7; Matteo 1,18-24 ...
Tra
i testimoni d'Avvento, tra coloro che rendono, «testimonianza alla
luce» (Gv 1,7.8) e ci accompagnano al Natale, entra Giuseppe, uomo
giusto che sogna e ama, non parla e agisce.
Prima
che andassero a vivere insieme Maria si trovò incinta. Sorpresa
assoluta della creatura che arriva a concepire l'inconcepibile, il
proprio Creatore. Qualcosa che però strazia il cuore di Giuseppe, che
si sente tradito. Ed entra in crisi: non volendo accusarla
pubblicamente pensò di ripudiarla in segreto. Vive il conflitto tra la
legge di Dio che ribadisce più volte: toglierai di mezzo a te il
peccatore (cfr Deut 22,22) e l'amore per quella giovane donna.
Giuseppe
è innamorato di Maria, non si dà pace, continua a pensare a lei, a
sognarla di notte. Ma basta che la corazza della legge venga appena
incrinata, scalfita dall'amore, che lo Spirito irrompe e agisce.
...
Maria
e Giuseppe, poveri di tutto ma non d'amore, sono aperti al mistero
proprio perché se c'è qualcosa sulla terra che apre la via
all'assoluto, questa cosa è l'amore, luogo privilegiato dove arrivano
angeli. Il cuore è la porta di Dio.
Giuseppe
prende con sé Maria e il bambino, quel figlio che non ha generato, di
cui però sarà vero padre perché lo amerà, lo farà crescere, lo farà
felice, gli insegnerà il mestiere di uomo, e a sognare, e a credere
nell'amore. Giuseppe non ha sogni di immagini, ma sogni di parole. Un
sogno di parole è offerto anche a tutti noi: è il Vangelo. E sono
offerti angeli: in ognuna delle nostre case Dio manda i suoi
messaggeri, come in quella di Maria; invia sogni e progetti, come in
quella di Giuseppe.
...
-------------------------------------------- 22 ottobre 2016
"La parola misericordia é una parola composta da miseria e
cordis(cuore) e non si può capire niente di misericordia se si pensa
solo all'amore di Dio. Per capire la misericordia bisogna creare
un'alleanza tra la mia miseria e Lui che ci mette il cuore nella mia
miseria. Forse l'immagine più bella su cos'è l'alleanza uomo-Dio è
misericordia. Perché la misericordia é possibile a patto che io ci
metto la miseria e Dio ci mette il suo amore . Questo incontro avviene
nella mia miseria. E' per la mia miseria che io sperimento l'amore. Il
mondo ci insegna che noi siamo amabili per le cose che abbiamo, che
siamo amabili per i nostri talenti, che siamo amabili per le nostre
doti, per la nostra parte vincente, il mondo ci insegna questo. Ma
questa non é la logica di Dio. Dio é innamorato della nostra miseria,
non della nostra parte vincente, non é innamorato dei nostri talenti,
infatti li rischia, ce li da e se ne va ... Io posso capire qualcosa di
Dio quando mi sforzo di incontrarlo nella mia miseria...Intervento inserito nell'ambito del convegno "La misericordia al femminile" 22-23 ottobre 2016, Santa Maria degli Angeli Assisi video-------------------------------------------- Quando
si mette in viaggio, Maria ha appena vissuto un’esperienza incredibile.
Nel silenzio della sua casa, un angelo del Signore l’ha visitata per
annunciarle che resterà incinta e darà alla luce “il Figlio
dell’Altissimo.” “Com’è possibile?” ha risposto Maria “Non conosco
uomo.” L’angelo le ha predetto cosa accadrà, e ha comparato l’evento
straordinario con un altro a sua volta prodigioso benché simile a
prodigi già narrati nelle Scritture d’Israele: la gravidanza della
sterile Elisabetta. E Maria ha pronunciato il suo “Eccomi.”
“In quei giorni Maria si mise in viaggio…”
... Ha guardato l’umiltà della sua serva
... VERSO IL NATALE. GRANDI COSE HA FATTO IN ME L’ONNIPOTENTE -------------------------------------------- Il mio papà ha sempre
fatto il presepe, il primo che ricordo quando avevo cinque anni. Si
cominciava il giorno dell’Immacolata Concezione, l’8 di dicembre, e si
finiva una settimana dopo. Sette giorni, proprio come il tempo
impiegato da Dio per creare la terra.
Giacomo Poretti: Cosa s'impara facendo il presepe---------------------------------------------------------------
SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"IL PONTIFICATO DELLA GIOIA DI PAPA FRANCESCO
Come cristiani dobbiamo essere capaci di proporre orizzonti, strade di felicità! … Noi dobbiamo fare una proposta entusiasmante! .. Noi dobbiamo annunciare al mondo una liberazione, una vita in pienezza, una salvezza!! (Prof. Giuseppe Savagnone) #PapaFrancesco #gioia #liberazione #pienezza #salvezza video-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)P. Pippo Insana con i volontari dell'associazione,
da 30 anni sono autentici testimoni dell'amore di Dio, tangibile e concreto, verso gli uomini scartati e indifesi. 14 dicembre 2016
Barcellona P.G. (ME)
Il
14 dicembre 2016, presso la Casa di Accoglienza e di Solidarietà di
Barcellona P. G., si è tenuto un importante momento di spiritualità
particolarmente significativo essendo quest'anno il XXX
Anniversario dell'Associazione, fondata da p. Pippo Insana il 1°
dicembre 1986.
Con
uno stile sobrio e senza nessun tipo di trionfalismo, ritenuto
fuori luogo, P. Pippo Insana ha fatto memoria del cammino
dell'associazione, l'importante battaglia vinta della chiusura degli
O.P.G. e dei nuovi tanti progetti "in cantiere" per continuare a
percorrere la strada che porta alla restituzione della dignità alle
persone con disagio mentale.
Introduzione di P. Pippo Insana
videoLettura del Vangelo di Matteo, Capitolo 2 video videoDopo un momento di preghiera intenso e partecipato
Intervento di P. Pippo Insana
videoL'incontro si conclude con la consegna della lettera apostolica di Papa Francesco
"Misericordia et misera"
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A colloquio con padre Giuseppe Insana, cappellano dell’OPG di Barcellona Pozzo di Gotto. A cura di Diego Cipriani-------------------------------------------- Aversa. Don Peppe Diana il suo messaggio
torna 25 anni dopo Ripubblicata e distribuita la lettera.
“Per amore del mio popolo” Venticinque
anni dopo ancora non si deve tacere, in nome di un popolo che vuole
risorgere, e sta risorgendo, dalla tirannia della camorra. Nel Natale
1991 gli otto parroci della Forania di Casal di Principe, guidati da
don Peppe Diana, firmarono un forte documento “Per amore del mio
popolo” che venne distribuito in tutte le chiese il 25 dicembre. Un
grido che squarciò paura e silenzi. Quest’anno viene ripubblicato e
verrà consegnato nello stesso giorno ma in tutta la Diocesi di Aversa e
in tutt’Italia grazie all’impegno di tanti giovani dell’Agesci, di
Libera, dei gruppi parrocchiali, delle tante associazioni che
distribuiranno il documento fuori le chiese ma anche nelle piazze e nei
luoghi di incontro e di ritrovo.
Un’iniziativa
della Diocesi, del Comitato don Peppe Diana, dell’Agesci (don Peppe era
capo scout) e di Libera. Lo stesso forte e ancora attualissimo testo,
accompagnato dalle riflessioni del vescovo Angelo Spinillo, di don
Luigi Ciotti, dei responsabili nazionali dell’Agesci e del Comitato che
in questi anni ha unito tanti giovani che hanno raccolto il testimone
del parroco ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. Ieri la
presentazione dell’importante iniziativa. Il vescovo ha parlato del
«grande lavoro fatto dai sacerdoti e dalle associazioni, alcune tra le
quali hanno fatto da eco a questo importante documento ma ne hanno
anche incarnato l’azione, ne hanno fatto cammino di liberazione,
impegno quotidiano».
... Don Peppe Diana il suo messaggio torna 25 anni dopoL'INTERVISTA AL VESCOVO videoNon tacerò - La storia di Don Peppe Diana videoLeggi anche i nostri post già pubblicati:
-------------------------------------------- I Frati Francescani del Rinnovamento parlano della loro ultima produzione musicale
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Andrea Tornielli: Vatileaks, il Papa concede la libertà condizionale a monsignor Vallejo---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 17/12/2016:
Con un tweet Papa Francesco ringrazia tutti coloro che gli hanno fatto gli auguri in occasione del suo 80° compleanno.
Vi ringrazio per il vstro affetto...18/12/2016:
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