"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
|
NEWSLETTER n°2 del 2017
Aggiornamento della settimana -
dal 7 al 13 gennaio 2017 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 20 gennaio 2017
|
|
||||||||||||
|
|
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA""Non
dobbiamo mai dimenticare l’umanità e soprattutto il fatto che i poveri
aspettano e meritano di essere accolti da noi, ciascuno di noi può fare
qualcosa, anche di piccolo. (Carlo Santoro, della comunità di
Sant’Egidio)
Emergenza freddo, morti 6 clochard. S. Egidio: bisogna fare di più-------------------------------------------------------------- ...
Per i senzatetto anche sacchi a pelo speciali resistenti a temperature
di meno 20 gradi e guanti per il freddo “comprati – aggiunge
l’Elemosiniere – proprio oggi”.
Maltempo. Papa Francesco autorizza apertura no-stop di dormitori e auto per senzatetto-------------------------------------------------------------- "In questi giorni di
tanto freddo penso e vi invito a pensare a tutte le persone che vivono
per strada colpite dal freddo e tante volte dall'indifferenza,
purtroppo alcuni non ce l'hanno fatta. Preghiamo per loro e chiediamo
al Signore di scaldarci il cuore per poterli aiutare" (Papa Francesco,
dopo l'Angelus 08.01.2017)
video-------------------------------------------------------------- Medici senza Frontiere denuncia: Migliaia di persone bloccate al gelo a causa delle politiche europee!
"Dopo essere stati bloccati dalle politiche europee sulla migrazione, migliaia di migranti e rifugiati si trovano costretti al gelo in Grecia e nei Balcani, in ripari per nulla adatti alle rigidi condizioni invernali. La cinica noncuranza delle politiche degli Stati europei, insieme alle temperature glaciali e alla mancanza di preparazione per l’inverno, hanno aggravato una situazione già insostenibile per migliaia di uomini, donne e bambini che cercano protezione in Europa “Le sofferenze patite dai rifugiati in questo gelido inverno in Serbia non sono dovute al fenomeno atmosferico in sé, ma sono una conseguenza delle politiche europee, che invece di garantire la dignità e la salute delle persone, le mettono a repentaglio lasciando circa 2000 persone vulnerabili a dormire al gelo, senza un tetto che li protegga” aggiunge Andrea Contenta, esperto di affari umanitari MSF in Serbia. video-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)13/01/2017 Comunicato Elemosineria Apostolica. Una chiesa del Vaticano aperta per l'emergenza freddo
La
Comunità di Sant’Egidio, a motivo dell’emergenza freddo di questi
giorni, da sabato 7 gennaio scorso ha aperto la chiesa di San Calisto
in Trastevere per dare riparo notturno alle persone di strada che non
hanno altro rifugio, sino a quando permarranno le basse temperature.
La
chiesa e i locali sono in zona extraterritoriale, proprietà della Santa
Sede. La chiesa è un luogo di culto antico, edificato intorno al pozzo
dove fu martirizzato Papa Calisto I, nel 222. L’attuale edificio è del
XVII secolo. È una Rettoria connessa alla Parrocchia di Santa Maria in
Trastevere e affidata alla Comunità di Sant’Egidio, che vi svolge
attività di culto e di catechesi, particolarmente per gli anziani e le
persone con disabilità.
...
Nella chiesa, come appare visibile dalle foto, sono state
spostate le banche per far posto ai letti, ma è rimasto il Santissimo
Sacramento nel tabernacolo.-------------------------------------------- Si moltiplicano le iniziative
delle diocesi italiane per stare accanto ai senza dimora in questi
giorni di gelo. Operatori e volontari, per altro attivi tutto l’anno,
hanno intensificato gli sforzi per far fronte all’emergenza invernale.
AVVENIRE: Le diocesi in campo per l'emergenza geloUn doppio cheeseburger, delle
mele fresche tagliate in busta e una bottiglietta d’acqua. E’ la
composizione dei mille pasti che, dal prossimo 16 gennaio, verranno
distribuiti ai tanti senza fissa dimora che vivono nella zona di San
Pietro e di via della Conciliazione. L’iniziativa nasce dall’accordo
tra l’associazione Medicina Solidale onlus - che già da tempo opera con
un ambulatorio medico sotto il colonnato della Basilica Vaticana e
altre iniziative di volontariato - e il ristorante McDonald’s di Borgo
Pio, in collaborazione con l’Elemosineria Apostolica.
RADIO VATICANA: In arrivo mille pasti per i senza tetto della zona di San Pietro--------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Le ragazze di Chibok.
Il nostro silenzio e la loro audacia
di Marina Corradi
Mille
giorni da quella notte del 14 aprile 2014 a Chibok, nel nord est della
Nigeria, quando un commando di Boko Haram fece irruzione nel dormitorio
di un collegio femminile. L’inferno spezzò il sonno di 276 ragazzine
fra i 12 e i 17 anni. «Urlavano 'Allah akbar', ci minacciarono con le
armi, ci trascinarono via a forza», raccontarono quelle che riuscirono
a scappare. Per le rapite il web si mobilitò: #bringbackourgirls,
ridateci le nostre ragazze, era l’hashtag che fece il giro del mondo.
Ventuno ragazze sono state liberate questo autunno, un paio ancora sono
state ritrovate. Una vagava nella foresta, un bambino di pochi mesi fra
le braccia. Ma in quasi duecento restano prigioniere. Il web, che
sembra nel mostro mondo onnipotente, può poco o nulla nelle foreste in
cui Boko Haram, costola africana del califfato nero jihadista, detta
un’altra feroce legge.
...Oggi
in quasi duecento sono ancora prigioniere di questo destino. Delle
ventuno liberate lo scorso autunno, diciotto erano incinte. Quasi tutte
le rapite sono dunque, si può ipotizzare, ormai madri, nel loro
inferno, che dunque è un inferno doppio: madri bambine di bambini
denutriti e malati. Il web adesso, dimentico, tace. È troppo grande il
male di Chibok perchè delle semplici parole, seppure gridate milioni di
volte, possano smuoverlo. Le sole parole imprevedibili in questa
tragedia sono quelle pronunciate dal giornalista freelance italiano
Daniele Bellocchio, recatosi in Nigeria per testimoniarne il dramma e,
dieci giorni fa, intervistato da Radio Vaticana. Bellocchio ha detto di
avere sentito dire da alcune ragazze scampate a Boko Haram: «Noi siamo
anche disposte a perdonare, perché bisogna ricreare una nuova Nigeria,
dimenticando la violenza, e per farlo serve il perdono».
Parole
inaudite, a fronte del male che queste ragazzine hanno subito. La
prigionia di duecento donne bambine e dei loro figli continua. Il mondo
se ne va dimenticando. L’unico fiato di speranza nel regno del buio,
nell’inferno che questi mille giorni africani ci raccontano viene,
incredibilmente, dalla voce di alcune vittime – in un’audacia che ci fa
tremare.
(fonte: AVVENIRE)
Sono
passati mille giorni da quando duecentosettantasei giovani studentesse
furono sequestrate da combattenti del gruppo terrorista Boko Haram a
Chibok, in Nigeria. Alcune decine sono riuscite a fuggire, o in qualche
modo sono state salvate, del resto, invece, ben duecento ragazze, non
si hanno più notizie. Le superstiti hanno rivelato al mondo storie
terribili di soprusi e violenze. Ma dopo l'indignazione di rito
iniziale, l'attenzione è scemata in maniera inesorabile. Era aprile del
2014 e a macchia d'olio i social network si riempirono di cartelli con
su scritto Bring back our girls, "riportiamo indietro le nostre
ragazze". ... Storia delle studentesse rapite da Boko Haram e della memoria corta dell'Occidente Nigeria. Ragazze di Chibok fuggite da Boko Haram: li abbiamo perdonatiPer approfondire vedi anche alcuni dei nostri post precedenti:
-------------------------------------------- 12
gennaio 2017 - È stato firmato oggi al Viminale il Protocollo di intesa
per l’apertura di nuovi corridoi umanitari che permetteranno l’arrivo
in Italia, nei prossimi mesi, di 500 profughi eritrei, somali e
sud-sudanesi, fuggiti dai loro Paesi per i conflitti in corso. A
siglare il “protocollo tecnico” quattro soggetti: la Conferenza
episcopale italiana (che agirà attraverso la Caritas Italiana e la
Fondazione Migrantes) con il segretario generale, monsignor Nunzio
Galantino, e la Comunità di Sant’Egidio con il suo presidente, Marco
Impagliazzo, come promotori; il sottosegretario all’Interno, Domenico
Manzione, e il direttore delle Politiche migratorie della Farnesina,
Cristina Ravaglia, per lo Stato italiano. “Troppo spesso ci troviamo a
piangere le vittime dei naufragi in mare, senza avere il coraggio poi
di provare a cambiare le cose: questo Protocollo consentirà un ingresso
legale e sicuro a donne, uomini e bambini che vivono da anni nei campi
profughi etiopi in condizioni di grande precarietà materiale ed
esistenziale”, dichiara mons. Galantino, che aggiunge: “La Chiesa
italiana si impegna nella realizzazione del progetto facendosene
interamente carico – grazie ai fondi 8 per mille – senza quindi alcun
onere per lo Stato italiano; attraverso le diocesi accompagnerà un
adeguato processo di integrazione ed inclusione nella società italiana”.
... video Servizio TV2000Vedi anche i post già pubblicati:
-------------------------------------------- L’uomo
che vedete nella foto qui sopra si chiama Cedric Herrou e vive a
Breil sur Roya, un villaggio al confine con l’Italia, più
precisamente con l’entroterra di Ventimiglia. È un contadino ed è
sotto processo per avere dato aiuto e ospitalità nei mesi scorsi ad
alcune centinaia di profughi (molti dei quali bambini e bambine)
costretti, visto l’ormai celebre blocco di Ventimiglia, a tentare
clandestinamente il passaggio in cerca di una vita migliore.
È accusato di favoreggiamento e rischia cinque anni di carcere e una sanzione economica pesante. Qualche giorno fa di fronte a un giudice di Nizza ha rivendicato le proprie azioni affermando che è giusto trasgredire le leggi davanti alla disperazione e che continuerà perché “questo è il momento di alzarsi in piedi”. Marco Arturi: Questo è il momento di alzarsi in piedi-------------------------------------------------------------- La sezione Migranti e
Rifugiati del nuovo dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano
Integrale lancia una campagna mediatica si concentrerà sulla situazione
di bambini e adolescenti migranti, rifugiati, sfollati e vittime della
tratta
VATICAN INSIDER: Francesco darà voce ai migranti su Twitter-------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Oggi 9 gennaio 2017, ci ha lasciati il filosofo di origine polacca Zygmunt #Bauman all'età di 92 anni. Era noto in tutto il mondo per essere il teorico della cosiddetta "società liquida", ma non solo.
Sempre lucide e brillanti le sue analisi. Vero punto di riferimento per decodificare questi tempi così complessi. Grave perdita per tutto il mondo Zygmunt Bauman: "Dialogo al centro dell'educazione: una rivoluzione culturale" (video)------------------------------------------------------------- Sarebbe un errore
imperdonabile racchiudere Zygmunt Bauman soltanto all’interno della
categoria della modernità liquida. Certamente, quell’aggettivo
“liquido” sarà associato per sempre all’opera intellettuale del
sociologo polacco, scomparso ieri novantunenne, ma altrettanto
certamente, da solo, non riesce a esprimere l’itinerario
biografico-culturale di un intellettuale che ha attraversato tutto il
Novecento venendo a contatto diretto con gli orrori del XX secolo
Andrea Possieri: È morto Zygmunt Bauman - Dalla società liquida alle vite di scarto... Questo ci insegna Zygmunt Bauman.
E non importa che non ci sia più, perché le sue parole risuonano tramite noi e sono destinate a non morire, anzi. “Modernità liquida” ( Liquid modernity esce nel 2000) non è lo slogan fortunato di una breve stagione, ma una chiave di lettura acuta, bril- lante, intelligente capace di spiegare perché il nostro mondo è così e non in un altro modo. Spiega come viviamo. Spiega lo sfarinamento della comunità, del partito, del sindacato, della famiglia, anche delle Chiese. Spiega perché sia durissimo compiere scelte definitive, dallo sposarsi al farsi prete, frate o suora Umberto Folena: L'eredità di Bauman. Ormai per tutti la modernità è «liquida»Quando gli facevi una domanda,
o sollevavi una questione, appoggiava la testa alla mano sinistra, la
rovesciava indietro finché gli occhi trovavano la direzione della
risposta. Allora Zygmunt Bauman senza accorgersene incominciava ogni
volta a insegnare: non a rispondere, ma inconsapevolmente a insegnare.
Ezio Mauro: Zygmunt Bauman, l'uomo che non sapeva di insegnare con gli occhiL’ultima volta
che ho incontrato Zygmunt Bauman è stata qui ad Assisi nel settembre
scorso in occasione dell’incontro mondiale delle religioni per la pace
a trent’anni dalla storica iniziativa di Giovanni Paolo II. Di seguito
riporto la conclusione del suo interessantissimo intervento.
Tonio Dell'Olio: La luce in fondo al tunnel di Bauman--------------------------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"LOTTA ALLA MAFIA - Per non
dimenticare il piccolo Giuseppe Di Matteo e i quasi 100 bambini
innocenti uccisi dalla mafia. "A Giuseppe che non ha chiuso gli occhi
perché li ha aperti a noi"
21/mo anniversario dell'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo Una vicenda quella di Giuseppe Di Matteo che sbatte in faccia la ferocia e la mostruosità di cui è capace la mafia. video-------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" Tutte le creature sono lettere d'amore di Dio... (Roland Leonhardt) Al nostro Battesimo, esattamente come al Giordano... (P. Ermes Ronchi) Inizia un altro giorno. Gesù vuol viverlo in me... (Madeleine Delbrel) Le parole insegnano, gli esempi... (Sant'Agostino) Voglio vivere perché tutti i disperati del mondo... (Chiara Amirante) Ogni vita muore se non è toccata... (p. Ermes Ronchi) Una fede che non si fa carico dell'altro... (Silvano Fausti)-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Il 9 gennaio 1984 nasceva Chiara Corbella, oggi avrebbe compiuto 33 anni!!!
Ma
forse dal 2012 per Chiara è più importante un'altra data il 13 Giugno,
giorno in cui è nata in cielo. Aveva 28 anni ed era sposata con Enrico
Petrillo.
Una
coppia normalissima della generazione Wojtyla, cresciuta… in parrocchia
e a pane e Gmg.... così si legge nella sua pagina ufficiale di Facebook Chiara Corbella Petrillo
Nel giorno del suo compleanno vogliamo raccontare a chi ancora non
la conoscesse la sua bellissima storia che, a nostro avviso, è
sicuramente, senza alcuna retorica, la storia di una santa dei nostri
giorni...
Per conoscerla meglio riproponiamo alcuni dei nostri post precedenti su Chiara:
-------------------------------------------- La
religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere
dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente
di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini. L'era
moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le
suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle
persone più anziane. Nei
giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di
Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono
attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato
possibile pubblicare una preghiera in dialetto
siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un
momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere
nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione
appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai
nostri lettori di tutte le regioni italiane. Ci
farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri
lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un
messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it . Vi
chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale,
anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di
corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in
particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a
qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra
informazione riteniate opportuno fornirci). Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere. Preghiere in dialetto
Sardegna
Celeste teśoro 1 - Solo - Celeste teśoro d'eterna allegria dormi vida e coro ripośa e ninnìa Coro - Dormi vida e coro ripośa e ninnìa dormi vida e coro ripośa e ninnìa ... Traduzione: 1 - Solo - Celeste tesoro d'eterna allegria dormi vita e cuore riposa e fa la nanna Coro - Dormi vita e cuore riposa e fa la nanna dormi vita e cuore riposa e fa la nanna Di
questo canto natalizio sardo esistono diverse versioni, ne proponiamo
un'altra su melodia tradizionale con testo di don Giuseppe Pani del 1825
videoSegnalato da Aldo Pintor Segui lo Speciale: Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- Nel
primo videomessaggio del 2017 per le intenzioni di preghiera Papa
Francesco, breve video, realizzato dall’agenzia La Machi con la
collaborazione del Centro Televisivo Vaticano, scorrono immagini di
chiese e di cristiani, religiosi e laici che si impegnano per il
prossimo ed a conclusione il Papa chiede a tutti di impegnarsi
innanzitutto con la preghiera per l’unità del cristiani al servizio del
prossimo.
Il testo:
Nel
mondo attuale, molti cristiani di diverse Chiese lavorano insieme al
servizio dell'umanità bisognosa, per la difesa della vita umana e della
sua dignità, del creato e contro le ingiustizie.
Questo
desiderio di camminare insieme di collaborare nel servizio e nella
solidarietà nei confronti dei più deboli e di coloro che soffrono è
motivo di gioia per tutti.
Unisci la tua voce
alla mia per pregare perché tutti contribuiscano con la preghiera e la
carità fraterna a ristabilire la piena comunione ecclesiale al servizio
delle sfide dell'umanità.
video-------------------------------------------- Vangelo: Mt 3,13-17
...
Gesù che si mette in fila con i peccatori è l'icona di quel Dio-con-noi che stravolge le attese messianiche di Israele, il sassolino che fa crollare i falsi idoli che di Lui ci siamo fabbricati. Il brano è la sintesi di tutto il Vangelo di Matteo che ci rivela il Mistero d'Amore di Dio offerto agli uomini: la Santissima Trinità. La decisione di Gesù di farsi battezzare sarà anche quella dei credenti, chiamati ad essere immersi nel vissuto del Figlio per divenire, come Lui, immagine dell'Amore del Padre per gli uomini. La scena del Giordano fa da grande inclusione con quella del Golgota (27,45ss): qui Gesù si immerge nell'acqua, là si immergerà nella sua morte; qui si aprono i cieli, là si squarcerà il velo del tempio; qui "riceve lo Spirito Santo e dal Padre viene chiamato Figlio, al Golgota consegnerà il medesimo Spirito a tutti e sarà riconosciuto Figlio di Dio dal fratello più lontano, il centurione, un pagano". Sigillo eterno sulla scelta di Gesù è la voce del Padre, voce che si fa Parola- Evento nella carne di Gesù, il volto vivente di Colui che non ha volto. Ascoltiamo lui. -------------------------------------------- Commento
Battesimo del Signore (Anno A)
Letture: Isaia 42,1-4.6-7; Salmo 28; Atti 10,34-38; Matteo 3,13-17 ...
La scena grandiosa del
battesimo di Gesù, con il cielo squarciato, con il volo ad ali aperte
dello Spirito, con la dichiarazione d'amore di Dio sulle acque, è anche
la scena del mio battesimo, quello del primo giorno e quello
esistenziale, quotidiano.
Ad ogni alba una voce ripete le tre parole del Giordano, e più forte ancora in quelle più ricche di tenebra: figlio mio, mio amore, mia gioia, riserva di coraggio che apre le ali sopra ciascuno di noi, che ci aiuta a spingere verso l'alto, con tutta la forza, qualsiasi cielo oscuro che incontriamo -------------------------------------------- Una
celebrazione significativa, e per certi versi anche emozionante si è
svolta nella Missione “Speranza e Carità” di via Decollati,
l’Arcivescovo mons. Corrado Lorefice ha presieduto il solenne rito
della Dedicazione dell’Altare e la consacrazione della chiesa Casa di
preghiera per tutti i popoli, diretta dal missionario laico Biagio
Conte che ospita centinaia di immigrati. Presente anche i card. Paolo
Romeo e diversi presbiteri, diaconi e rappresentanti delle Istituzioni
che non hanno voluto mancare all’importante appuntamento. La solenne
celebrazione è stata animata dalla corale del duomo di Monreale diretta
dal maestro Marco Intravaja.
... “Abbiamo
realizzato questa chiesa – afferma Biagio Conte – grazie alla
collaborazione di tanti che si sono impegnati giorno e notte. Un
messaggio importante di accoglienza che arriva da Palermo in un momento
difficile per la nostra società.Questo luogo sembra profetizzare la
fratellanza, senza esclusione di nessuno, non più frontiere e muri ma
ponti. Ricordiamoci che nessuno è titolare nemmeno di un metro quadrato
della terra"
L’emozione
di monsignor Lorefice durante il rito è stata percepita da tutti.
“Questo era un luogo simbolo di abbandono e invece questo è quello che
sono capaci di fare gli uomini di fede vera, che fanno diventare il
loro cuore tempio di Dio. Da qui arriva per tutti il messaggio che
dobbiamo fare sul serio. Attraverso la Chiesa di Palermo parte un
appello a tutti i palermitani per realizzare una città dove nessuno si
senta straniero né ospite, ma concittadino e familiare”
... video Servizio TG2000 video Servizio Telesud video Omelia integrale don Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo video Cerimonia integrale-------------------------------------------- La cura che salva
Luoghi dell'infinito, gennaio 2017
di ENZO BIANCHI
1. Un incontro personale
Per
avviare una riflessione sul tema del dialogo in ambito neotestamentario
(e, più in generale, cristiano) non si può non partire dalle
fondamenta: in tutta la sua parabola terrena Gesù è stato un uomo di
dialogo. Leggendo i vangeli, si può constatare che Gesù non consegna
mai a chi incontra una verità astratta, ma instaura una relazione
umana, nella quale il momento dell’incontro è un kairós, un’occasione
unica e irripetibile. Il suo è un comunicare “in situazione” e apre un
dialogo, ma è sempre preceduto da un cammino di abbassamento, di
con-discendenza, che rinnova il cammino di kénosis da lui percorso per
passare dalla forma di Dio alla forma di uomo (cf. Fil 2,6-7). Gesù si
fa viandante assetato al pozzo di Sicar dove incontra la donna
samaritana (cf. Gv 4,5-30); si fa pellegrino sulla strada di Emmaus
dove incontra i due pellegrini (cf. Lc 24,13-35); si fa frequentatore
della tavola dei pubblicani e dei peccatori per poter annunciare loro
la buona notizia (cf. Mc 2,16 e par.; Lc 7,34)…
Gesù
percorre dunque un cammino di abbassamento, si mette in dialogo con
l’interlocutore. Primo effetto dell’incontro con lui è l’interrogarsi
su cosa si cerca e si vuole. Basta ricordare alcune delle numerose
domande che Gesù rivolge a quanti incontra: “Che cosa cercate?” (Gv
1,38); “Donna, chi cerchi?” (Gv 20,15); “Che discorsi state facendo?”
(Lc 24,17). A partire da domande come queste, nel dialogo avviene un
vero incontro, un’esperienza condivisa, un parlare e un rispondersi
reciprocamente. Questo è uno dei tratti maggiori dell’educazione alla
fede-fiducia praticata da Gesù: accettare di “svuotarsi” per stare
accanto all’altro; accettare di rinunciare a certi diritti e privilegi
che rischiano di essere un ostacolo, per proporre la fede in modo
credibile. Sì, perché la buona notizia del Vangelo non può risuonare né
esistere senza un’incarnazione concreta, senza che si inscriva nella
vita di uomini e donne.
Occorre
d’altra parte precisare un elemento fondamentale: Gesù nella sua vita
non ha incontrato delle “categorie” di persone, ma è entrato in
relazione con gli uomini e le donne in quanto esseri umani come lui.
Gesù ha cercato di incontrare ciascuno di quelli che venivano a lui e
di andare incontro a quanti sapeva sprovvisti del coraggio o della
forza di avvicinarlo: o essi si facevano vicini a Gesù, oppure egli si
faceva vicino a loro. Gli unici che Gesù non ha mai incontrato, perché
da essi tenuto a distanza, erano i potenti di questo mondo, quelli che
disprezzavano gli altri, che si sentivano incaricati di minacciare… Da
costoro si è tenuto lontano, anzi li ha ammoniti e avvertiti con i
“guai!” (cf. Mt 23,13-32; Lc 6,24-26), li ha chiamati “volpi” (cf. Lc
13,32), “dominatori che si fanno chiamare benefattori dell’umanità”
(cf. Lc 22,25), “guide cieche” (Mt 23,24).
... -------------------------------------------- MESSINA - 7 gennaio 2017
"Ho chiesto a Papa Francesco di mandarci un Vescovo rivoluzionario perché abbiamo bisogno di una grande rivoluzione, d'altronde Cristo ha fatto la grande rivoluzione dell'amore, ed è quello che vogliamo fare e vogliamo continuare; la rivoluzione dell'amore cambia il mondo, stare dalla parte degli ultimi, in questa strada stretta che dobbiamo percorrere senza compromessi e senza padroni e padrini" (Renato Accorinti, Sindaco di Messina) video IL SALUTO DEL SINDACO DI MESSINA INTERVENTO INIZIALE DI MONS. GIOVANNI ACCOLLACarissimi fratelli e sorelle,
cari amici tutti.
Rivolgo
il mio ringraziamento per la presenza e per le parole che mi sono state
rivolte al Sig. Sindaco Prof. Renato Accorinti e a tutte le gentili
autorità civili e militari.
Nel
rispetto delle diverse competenze e dei diversi ruoli, sono sicuro che
il nostro comune intento è di servire la gente, a cominciare dai più
poveri, dai più disagiati.
Sentiamo
questo tempo come un tempo che ci stimola fortemente ad essere
all’altezza di grandi sfide: tra queste, sento urgente la sfida di una
cultura della dignità della persona.
Ancora
una volta, la gente e la Chiesa di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela
si dimostrano accoglienti e vivaci, come ho potuto subito constatare in
questi giorni dai vostri gesti di apprezzamento e di affetto.
Ogni
volta che diciamo “grazie” lo facciamo sapendo che è Dio Padre a farci
sentire la sua paternità, non facendoci mancare i suoi doni di vita. È
a lui, insieme a voi tutti, che desidero elevare la mia preghiera di
ringraziamento e di lode.
Insieme
con voi, vorrei rivolgere poi il mio pensiero filiale e riconoscente al
Santo Padre, Papa Francesco: con uno sguardo di speciale benevolenza,
mi ha ritenuto degno di questo servizio pastorale, che oggi
ufficialmente avvio, con cuore sereno e gioioso, nella santa Chiesa.
... Vengo
a voi come un Pastore che desidera stare tra le sue pecorelle,
custodire quanti stanno nel recinto della Chiesa, raggiungere le
lontane per ricondurle a casa portandole sulle spalle, e accompagnarle
tutte verso i pascoli migliori: i pascoli del Vangelo, della vita
nuova. E poiché so che il cammino può essere faticoso e impegnativo, mi
sono portato nella bisaccia tre cibi spirituali. Per non
dimenticarmene, li ho scelti per il mio stemma episcopale e, in questo
momento, mi piace raccontarveli perché mi aiutiate a farne sempre
memoria.
Il primo segno, ovvero il primo sostegno spirituale per me e per tutta la nostra Chiesa, è la croce di Cristo...
...Il secondo segno, che sento come un altro indispensabile cibo spirituale, è la barca: questa è simbolo della Chiesa... Il terzo segno – se posso dire così – che mi porto nella bisaccia di vescovo è Maria, la Madre di Gesù... video Servizio TempoStrettoCelebrazione Eucaristica di Inizio Ministero pastorale
Solennità del Battesimo del Signore Omelia di S.E. Mons. Giovanni Accolla
Una
Chiesa che non scopre e non valorizza la propria vocazione profetica al
“SERVIZIO” è una Chiesa che rischia un’amarissima esperienza di
infedeltà che da scandalo.
Il
rinvigorimento della Chiesa di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela
passa attraverso una severa ed umile revisione di vita, nella mitezza e
nella docilità alla chiamata del Signore. Una Chiesa “SERVA di Jahvè”,
con il coraggio di una santa inquietudine, meno formale e più pronta a
sbracciarsi per servire coloro che stanno nelle varie periferie
geografiche: fisiche ed esistenziali. Una chiesa con sentimenti di
umiltà, disinteressata e testimoniante la gioia della comunione con
Dio. Una Chiesa che si lasci inquietare sempre dalla domanda che Gesù
rivolge ai suoi discepoli: “ Voi chi dite che io sia?” (Mt.16,15).
Abbiamo
urgente bisogno di rivelare, con la nostra testimonianza di vita, la
nostra professione di fede, che Gesù è “il Cristo, il Figlio del Dio
vivente”, che Gesù è il Salvatore e il Redentore; la gente ha bisogno
di rigenerarsi alla fiducia, alla speranza.
... Continuare
a vivere l’impegno giubilare della “misericordia” come caratterizzante
l’identità del nostro essere Chiesa. La Chiesa non cessa di essere
Madre di Misericordia. Sarebbe
bello che si rispolverasse l’impegno della Chiesa per gli anni 90
“Evangelizzazione e testimonianza della carità”. Un modo per riscoprire
la sacramentalità della evangelizzazione attraverso la carità.
L’impegno a vivere come “discepoli missionari e testimoni della gioia del Vangelo”.
Come
fecero i servi alle nozze di Cana così facciamo noi: accogliamo
l’esortazione di Maria “ fate quello che vi dirà”, la nostra vita
ecclesiale riprenderà vigore e la gioia di essere vissuta e
testimoniata.
Madonna della Lettera prega per noi. Amen.
video Omelia integrale (Riprese di Sonia Sabato) video Inizio Ministero pastorale integrale--------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Leggiamo con grande tristezza dalla bacheca dell'amico Christian Albini...
Christian RIP...tweet di Enzo Bianchi
Christian Albini ci ha lasciati ora...-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Christian Albini è scomparso
la scorsa notte, all'età di 43 anni, a causa di un male incurabile,
Christian Albini, teologo, insegnante, marito e padre, collaboratore di
varie testate e fautore di una teologia del quotidiano.
A darne la notizia nel suo blog "Sperare per tutti" un semplice ma significativo post... in seguito però rimosso e sostituito da questo avviso...
Invece
su Twitter l'annuncio è stato dato da Enzo Bianchi, priore della
comunità monastica di Bose: "Christian Albini ci ha lasciati ora: era
un vero cristiano, mite, buono, paziente! Per me un amico consonante
sempre!"...Sposato
con Silvia e padre di tre figli dai 4 ai 12 anni, Albini era docente di
religione nelle scuole superiori, responsabile del Centro di
spiritualità della diocesi di Crema, autore di libri di teologia,
autore del blog "SPERARE PER TUTTI" (sottotitolo: INCONTRARSI SENZA CONDANNARSI. SGUARDI SU SOCIETÀ, CULTURA, FEDE, CHIESA...) e collaboratore del mensile Jesus con la rubrica Un popolo chiamato Chiesa.
"La
riflessione teologica in Italia non può continuare a essere una cosa
che interessa solo i preti, anzi, direi una parte piuttosto elitaria
dei preti", ha spiegato in una recente intervista a "Credere" dal
titolo molto eloquente "IL TEOLOGO CON I PIATTI DA LAVARE" "Dovrebbe
invece rientrare a pieno titolo nella comunicazione e nel dibattito
pubblico. Parlare di teologia non vuol dire solo occuparsi di Dio e
della Chiesa ma anche dell`umano. Vedere come la fede in Dio e il
vissuto della Chiesa hanno a che fare con l`esistenza nei suoi aspetti
personali ma anche pubblici e sociali. Penso che l`assenza della
teologia dalla cultura italiana renda entrambe più povere".
Il
titolo del suo blog, "Sperare per tutti", riprende quello dell`ultimo
libro del teologo Hans Urs von Balthasar, nel quale il grande teologo
azzardava la tesi che l`inferno esiste ma si può sperare che sia vuoto
grazie alla misericordia di Dio. "Ma non è solo questione dell`aldilà",
spiegava Albini: "Quel 'tutti' vuol dire avere uno sguardo oltre i
bastioni della Chiesa: davvero c`è un`apertura e un coinvolgimento
universale nella salvezza. E' quanto ci insegnano il concilio Vaticano
II e ora papa Francesco".
Nel suo ultimo post, del quattro gennaio, Solitari nella speranza Christian Albini partiva da un versetto del salmo 4 ...
Ci piace anche riportare quanto scriveva il tre gennaio: Comunicazione importante
Questo
blog è diventato uno strumento di contatto con molti amici. Cercherò di
mantenerlo finché posso, ma devo avvisare che, trovandomi in una
situazione di precarietà e fragilità di salute, gli aggiornamenti
saranno d'ora in poi meno consistenti e sistematici.
A tutti, un caro saluto, Christian Albini
e subito dopo Permanere nella dignità Possiamo
perdere tutto, essere frantumati nel corpo e nello spirito, ma possiamo
permanere nella dignità che è uno dei tratti del nostro essere umani.
Ed infine il suo augurio per questo nuovo anno che ora acquista una nuova luce...
Più luce
Dicono che le ultime parole pronunciate da Goethe prima di morire siano state: "Più luce...".
Alla chiusura di un anno e all'apertura di un altro abbiamo bisogno di più luce.
C'è
luce al principio della creazione. C'è luce nella colonna di fuoco che
accompagna Israele nel deserto. C'è luce alla nascita di Gesù, sul
monte della trasfigurazione e a Pasqua.
Abbiamo bisogno di luce per vedere e andare avanti.
Allora, facciamo nostre le parole di Goethe come preghiera, invocazione, speranza.
Buon 2017.
E noi di Quelli della Via, caro Christian, nel
ringraziarti per tutti gli spunti di riflessione che in questi anni ci
hai sempre donato, siamo certi che tu quella luce ormai l'hai
trovata!
Sono tantissimi i post che in questi anni gli abbiamo dedicato vogliamo riproporne solo qualcuno dei più recenti:
-------------------------------------------- ...
Ricordo bene quando mi propose di pubblicare questo articolo. Voleva che fosse l'inizio di una serie sul tema della malattia, a partire dalla sua storia. Ne aveva già parlato un anno prima in un altro suo post intitolato Il Nulla e la speranza. «Fondamentalmente,
è stato scoprire il mio corpo come non più mio, la mia vita come non
più mia. Con tutti i miei progetti, idee, aspettative, mi sono trovato
a convivere con la minaccia della morte che veniva da dentro di me e
per curarmi a dover aggredire, tagliare, avvelenare, irradiare il mio
stesso corpo... (...). Eppure... Eppure in questi anni ho vissuto, ho
amato e sono stato amato, sono nati due figli, ho sofferto, ho gioito e
ho sbagliato. I
luoghi della malattia sono anche i luoghi della speranza nella cura, ma
soprattutto sono i luoghi dove ho trovato - dentro la piccolezza di un
gesto, un sorriso, una parola - l'umanità di ammalati, medici,
infermieri, preti e persino amicizia. E poi c'è sempre quell'uomo,
Gesù. Se non fosse uomo, veramente uomo, Dio non sarebbe Dio, sarebbe
un falso Dio».
Questo
suo affidare proprio al nostro blog pensieri così intimi mi lasciò
molto sorpreso: non ci conoscevamo nemmeno di persona, neanche dopo ci
è mai capitato di incontrarci dal vivo. Sì, succede anche questo a Vino
Nuovo: si possono costruire rapporti semplicemente incontrandosi tra blogger e stimandosi a vicenda. L'esatto contrario della post-verità, di cui in questi giorni tanto si parla: la rete come relazione vera, come strumento fecondo. Con
Christian era così: era uno dei lettori più attenti di Vino Nuovo, uno
che ci credeva profondamente in questo spazio, un amico che se trovava
qui dentro una parola buona non esitava a farla diventare tesoro per
tutti. Del resto nella rete ci era arrivato ben prima di tutti noi con
il suo blog dal titolo così bello: Sperare per tutti.
... Tante altre cose su chi è stato Christian Albini fuori dalla nostra esperienza di Vino Nuovo le ha scritte ieri Gianni Di Santo in questo bel profilo pubblicato sul sito di Famgilia Cristiana.
Vorrei
però concludere con un altro suo pensiero tratto da un'intervista
radiofonica sulla misericordia che Christian aveva rilasciato appena
una manciata di giorni fa a Fabio Colagrande per Radio Vaticana (e anche questa rilanciata ieri per ricordarlo).
«La
conversione del cristiano nella Chiesa è ancora un qualcosa a cui non
siamo abituati. Pensiamo troppo a convertire gli altri e poco noi
stessi. La misericordia a cui ci richiama il Papa, invece, è
l'imperativo di mettersi in ascolto del Vangelo e convertire, prima di
tutto, noi stessi».
Lo risento con il suo tono pacato di voce ripetere queste parole. Eredità preziosa del suo tempo per vivere.
-------------------------------------------- In
memoria di Christian Albini da anni amico della Comunità di Bose,
pubblichiamo la lettera che fr. Enzo ha indirizzato alla moglie Silvia
e che è stata letta da fr. Guido che, con fr. Ludwig, hanno
rappresentato il priore, i fratelli e le sorelle di Bose ai funerali.
A Silvia Albini Carissima Silvia,
in
quest’ora del passaggio di Christian da questo mondo al Padre scrivo a
te, e scrivo attraverso di te anche ai vostri amatissimi figli Davide,
Michele e Sofia e a tutti coloro che l’hanno conosciuto e amato. Ti
dico innanzitutto la mia commozione, i sentimenti fraterni e i ricordi
numerosi che si accavallano nel cuore e nella mente.
... L’amicizia
con Christian è stata intensa e forte, ho potuto sperimentare con lui
una grande consonanza e soprattutto conoscere almeno un po’ il suo
animo, di grande sensibilità e bontà: un vero cristiano, mite, buono e
paziente. Le sue parole hanno sempre dato speranza, insegnava a sperare
per tutti, come aveva intitolato il suo blog
... Christian
è un grande dono per tutti, i rapporti di amore da lui vissuti non
andranno perduti e quest’ora si apre al ringraziamento al Signore. Gli
chiedo di continuare ad accompagnarci con la sua preghiera e il suo
volto di tenerezza, certo che è vivente per sempre, ed è più che mai
accanto a noi. Con i fratelli e le sorelle della comunità ti abbraccio
fraternamente: contate sulla nostra amicizia fedele! A presto!
Con affetto profondo, Enzo Bianchi, con i fratelli e le sorelle della comunità di Bose
Vedere oltre.
In ricordo di Christian Albini
di Guido Dotti
* monaco di Bose, direttore delle edizioni Qiqajon
“Vedere
oltre”. Così Christian Albini aveva voluto intitolare il percorso di
riflessioni proposte quest’anno dal Centro di spiritualità della
Diocesi di Crema che dirigeva. E mi aveva chiesto di inaugurarlo il 12
ottobre dialogando con lui su “Vedere più lontano il volto di Dio:
l’Islam”. Non poteva immaginare che un paio di mesi dopo l’improvvisa
recrudescenza del male con cui aveva combattuto anni fa lo avrebbe
portato nel volgere di appena una settimana ad andare oltre e
contemplare faccia a faccia il Signore che aveva tanto cercato.
Christian Albini si è spento nella pace lunedì 9 gennaio, attorniato
dall’amore di sua moglie Silvia, di Davide, Michele e Sofia e di
quanti, vicini e lontani, lo hanno amato. È andato a “vedere oltre”, e
oggi qualcuno sta vedendo la realtà di quaggiù con le cornee che
Christian ha voluto donare come ulteriore, naturale gesto di spossesso. Ma
a guardare e vedere oltre Christian si era abituato da tanto tempo, con
una rara capacità di discernimento di quanto gli accadeva attorno, con
la fraterna naturalezza con cui viveva la sua condizione di uomo, di
cristiano, di padre e poi di insegnante, di teologo, di scrittore, di
quotidiano dispensatore di pensiero attraverso il web, anche qui con
quanta capacità di vedere oltre... -------------------------------------------- JESUS, gennaio 2017
La bisaccia del mendicante
Rubrica di ENZO BIANCHI Fallimento, parola censurata Nell’aria
dei nostri giorni appare a volte, ma è subito rimossa, la paura del
fallimento. Le grandi parole come speranza e fiducia, soprattutto nello
spazio cristiano, sembrano vietare la possibilità di leggere un evento
o la propria vita come un fallimento. Questa mi sembra una malattia
spirituale del nostro tempo: abituati a cercare il successo,
l’approvazione degli altri, impegnati in compiti “buoni” e conformi al
Vangelo, non siamo più capaci di intravedere la possibilità della
debolezza e del conseguente fallimento. Sembra
che noi cristiani abbiamo già “le parole pronte” per impedire di
constatare il fallimento, e quindi di dirlo, e per poterlo vivere non
come un dolore reale, un evento che ci può cogliere nella nostra lunga
vita. Eppure ci dichiariamo discepoli di un maestro, un profeta che ha
conosciuto come esito della vita il fallimento: il rifiuto della gente,
l’abbandono e il tradimento dei suoi discepoli, una morte nella
vergogna di chi è giudicato come uomo nocivo al bene dell’umanità,
addirittura un indemoniato, un pazzo, un uomo falso. È sorprendente, di
conseguenza, che noi cristiani parliamo facilmente e anche sorridendo
di “scandalo della croce” (Gal 5,11), ma senza sentirci intrigati da
esso, senza assolutamente pensare che questa potrebbe essere la sorte
che ci attende. ... -------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"L’Oratorio di Santa
Maria del Sabato - sorto in quello che fu il quartiere ebraico - verrà
affidato in comodato d’uso all’Unione delle Comunità ebraiche per
ridare agli ebrei una casa nel capoluogo siciliano. Il gesto
nell’anniversario dell’espulsione del 1493
Lorefice dona agli ebrei una sinagoga a PalermoDopo oltre 500 anni
dall'espulsione degli ebrei dalla Sicilia, la Chiesa Cattolica concede
alla comunità ebraica di Palermo, a titolo di comodato d'uso gratuito,
parte di un antico complesso composto da chiesa e monastero, costruito
sui resti di una sinagoga medievale. Lo spazio concesso sarà adibito a
sinagoga; i lavori di ristrutturazione necessari a tale riconversione
saranno finanziati dalla Chiesa Cattolica. Protagonisti del gesto di
riconciliazione, l'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e il rabbino
di Palermo Pinhas Punturello
-------------------------------------------------------------- ... Siamo partiti dal
Corano – che agli occhi di molti appare come il testo sacro più
integralistico – per affermare che il dialogo interreligioso in realtà
appartiene all’anima profonda di tutte le religioni, in particolare
delle tre monoteistiche.
Gianfranco Ravasi: Verso una teologia delle religioni---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet 07/01/2017:
Ricordiamo i fratelli e le sorelle dell'Oriente cristiano...08/01/2017:
|
|||||||||||||
|
Sei
interessato a
ricevere la nostra newsletter
ma non sei iscritto ? Iscriversi è facile e gratuito. ISCRIZIONE ALLA NEWSLETTER riceverai la newsletter di
"TEMPO PERSO", ogni settimana, direttamente nella
casella di posta elettronica.
|