"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°1 del 2017
Aggiornamento della settimana -
dal 24 dicembre 2016 al 6 gennaio 2017 -
Prossima NEWSLETTER prevista per il 13 gennaio 2017
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(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)Autori e interpreti i ragazzi in cura al centro tumori di Milano.
E
stavolta, come dicono nella canzone, non è un film. Tutto vero, il
problema è impedire che la realtà sfratti la fantasia, è trovare una
strada perché il Natale sia Natale e festa anche dentro un ospedale.
video(fonte: Caritas Italiana) Il
brano è scaricabile su iTunes mentre il cd è disponibile in
Istituto: i ricavati andranno all'associazione Bianca Garavaglia che
finanzia i progetti degli adolescenti e la ricerca scientifica in campo
dell'oncologia pediatrica. (fonte: TPI)
-------------------------------------------- “Il no della Chiesa alla mafia
deve essere sempre chiaro”
Intervista a don Luigi Ciotti Si
possono «celebrare messe in forma privata», ma non è accettabile, anzi,
è scandaloso «invitare una comunità a ricordare chi è responsabile di
soprusi». Perché la violenza mai è compatibile col Vangelo. È lapidario
don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera, associazione contro
le mafie: don Michele delle Foglie, parroco di Grumo Appula, in
provincia di Bari, non doveva chiamare a raccolta – addirittura con un
manifesto – la popolazione a una celebrazione a suffragio di Rocco
Sollecito, presunto boss della ’ndrangheta ucciso a maggio in Canada. Don Ciotti, come descrive la decisione di don delle Foglie? «Come monsignor Cacucci, vescovo di Bari-Bitonto». Francesco
Cacucci ha parlato di «grave scandalo». Il parroco si è difeso così:
«Le messe non si celebrano in onore ma a suffragio dei defunti e quanto
più si è peccatori tanto si chiede la misericordia di Dio». Ha ragione
Cacucci? «Nessuno
impedisce di celebrare messe in forma privata. I famigliari hanno tutto
il diritto di pregare per i loro congiunti. Altro conto è invitare
un’intera comunità a ricordare persone responsabili soprusi. La
violenza è incompatibile col Vangelo». E la misericordia? «Il
Papa ha detto: “Più grande è il peccato, maggiore deve essere l’amore
per coloro che si convertono”. Ha messo cioè l’accento sulla
conversione, prodigio del cuore e della coscienza capace di trasformare
il male in bene. Non risulta che in questo caso ci siano stati segni di
conversione, o quantomeno non ci si è richiamati a questo per
giustificare la scelta di una messa celebrata in forma pubblica». ...Ecco,
i pontefici: come si conciliano l’appello di Wojtyla del 1993 -
«Mafiosi convertitevi, una volta verrà il giudizio di Dio» - e la
«scomunica» di Francesco del 2014, con la misericordia divina che non
esclude nessuno, come lo stesso Bergoglio ricorda continuamente? «È
una contraddizione solo apparente. Francesco ci ricorda che “il perdono
di Dio per i nostri peccati non conosce confini”, ma con la stessa
forza ci ricorda che certi peccati ci pongono al di fuori dalla
comunione con Dio, che va ritrovata attraverso la conversione. Le
parole pronunciate il 21 giugno 2014, nella Messa nella Piana di
Sibari, in Calabria, sono in questo senso inequivocabili: “La mafia è
adorazione del male e disprezzo del bene comune (…) Coloro che nella
loro vita percorrono la strada del male, come i mafiosi, non sono in
comunione con Dio, sono scomunicati”». Sono «irrecuperabili»? «La
scomunica non è una condanna definitiva laddove emerge in chi ha
commesso il male l’intenzione sincera, e concreta, di cambiare strada,
diventando una persona che ama Dio attraverso gli uomini e gli uomini
attraverso Dio». (Fonte: Intervista di Domenico Agasso JR, pubblicato su "La Stampa") IL VESCOVO GIUDICA SCANDALOSE LE SCELTE DEL PRETE "...
evidenzio il grave scandalo che questa tua decisione, presa peraltro in
modo arbitrario e senza consultare l’Ordinario Diocesano, sta
provocando.Alla luce di quanto sopra, stante la gravità della situazione creatasi, anche per evitare il “grave pregiudizio per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”, e dovendo tutelare la dignità della Sacra Celebrazione Eucaristica, formalmente Ti vieto di celebrare la S. Messa domani 27 dicembre 2016 alle ore 18,30. ... Leggi il testo integrale della lettera: Lettera dell'Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci a don Michele Delle FoglieServizio TGR Puglia - edizione serale del 27.12.2016 videoVedi tra i post già pubblicati:
ed anche:
-------------------------------------------- CAMERUN
- Viaggio nella foresta equatoriale per celebrare il giubileo
straordinario di questa piccola città, inaugurata nel 1966. Il pensiero va ai sofferenti del mondo intero
All’indomani del Concilio, pochi mesi dopo la sua conclusione, Fontem fu
inaugurata. Verrebbe da parafrasare le parole del profeta: «E tu,
Fontem, la più piccola delle città del Camerun, da te nascerà un
figlio, che dominerà l’Africa». Ero già venuto dieci anni fa, nel 2006,
per vedere una originale esperienza di convivenza che poteva costituire
un punto di riferimento per il superamento dei conflitti etnici e
tribali che hanno devastato in questi ultimi trent’anni l’Africa.
Tutto nasce nel Concilio Vaticano II. Il vescovo di questa area segnata dall’epidemia costante e tragica della malattia del sonno, chiede a Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari,
di inviare alcuni medici per dare una mano ai popoli di quel luogo
minacciato. Una richiesta semplice e diretta, senza tante strategie,
che riceve una risposta altrettanto semplice e diretta. Il Concilio
cambia la vita di un piccolo pezzo del Camerun in modo semplice:
qualche medico per curare i bambini che morivano di devastanti epidemie. La presa in cura dei piccoli, secondo la parola di papa Giovanni XXIII della Chiesa dei poveri.
...
Se
Fontem contiene la cultura della pace e del perdono, Boko Haram
contiene le opere della distruzione nel Nord del Camerun e non solo.
Mentre in Europa crescono gli etnocentrismi e i populismi, con il loro
potere distruttivo, nella grande Africa, sull’onda della ispirazione di
Mandela, nascono queste straordinarie esperienze che non hanno la
pretesa di cambiare la storia, ma di fecondarla in modo nuovo secondo
una saggezza antica e una visione moderna. Se si vuole fecondare la
pace ci vogliono una cultura e una visione di pace, altrimenti saremo
solo moltiplicatori di guerra senza fine. Nel tempo della Terza guerra mondiale a pezzi, solo la pace e il perdono sconfiggono la paura e i conflitti.
Pensavo queste cose nel mio lungo viaggio verso Fontem. Pensavo ad Aleppo e alla sua tragedia. Si è pensato di sconfiggere la Siria con la guerra, a cui molti hanno dato il loro contributo; e invece abbiamo prodotto una tragedia di dimensioni indicibili,
nel numero degli uccisi, nelle distruzioni che hanno devastato tutto.
Si è pensato che la guerra potesse essere guarita dalla guerra, mentre
è vero esattamente il contrario. Quello che abbiamo visto in questi giorni e in queste ore sarà come un giudizio di Dio sui popoli e sui governi del conflitto. Hanno
vinto i grandi interessi politici, militari ed economici, che hanno
schiacciato i bambini innocenti, gli anziani abbandonati, i
disabili, prigionieri tragici della loro disabilità, che non sono stati
capaci di fuggire dalla guerra, tanto meno di lasciare il loro Paese.
Come sempre c’è una gerarchia di morte, che nessuno ha il potere di
evitare nella fuga. ...-------------------------------------------- La nonviolenza: stile di una politica per la pace:
questo messaggio di papa Francesco per la 50a Giornata mondiale della
Pace mi pare che abbia l’importanza di un passo storico. Non è solo una
giusta esortazione alla pace, ma indica la nonviolenza interiore,
attiva e politica come via alla pace. È
anche importante che in un documento di questa levatura la parola sia
scritta unita (nonviolenza) e non staccata (non violenza), per
esprimerne il carattere positivo e non solo negativo. Non si tratta
tanto di non fare violenza, quanto di gestire i conflitti naturali
della vita con forze umane costruttive. Francesco sottolinea il
carattere attivo e costruttivo della linea culturale-morale-politica
nonviolenta.
Nel solco tracciato dai movimenti cristiani e non
... Da virtù personale a carattere della politica
... L’illusione dell’uso delle armi
... Nonviolenza: scelta ponderata e non assoluta
... Gesù leader nonviolento
... Un patrimonio e un impegno per tutte le religioni
... Dalla famiglia al mondo
... Impegno per uno sviluppo umano integrale
... -------------------------------------------- Te deum del cuore
L'anno che va,
il tempo che viene
di Davide Rondoni
E
ora che l’anno finisce, il cuore deve decidere da che parte stare.
Il cuore, che è la sede delle decisioni che davvero segnano
l’esistenza, come dice la Bibbia.
E il nostro cuore, adesso che finisce un anno duro e pieno di fatiche, deve decidere: lamento o gratitudine?
È
sempre così. Di fronte a un anno che passa, come di fronte al viso dei
propri figli, o delle persone che ti trovi accanto. Hai mille motivi
per lamentarti, cuore nostro. Mille motivi per dare voce alle ferite.
Alle delusioni. Ai torti subiti. Mille motivi per far parlare la
lingua amara della rivendicazione. O la lingua stanca dell’avvilimento.
Molte
notizie che anche oggi troviamo sui giornali farebbero salire parole
dure dal cuore. Ma come c’è la durezza della pena, c’è anche la
durezza della gioia. La resistenza, la forza della gratitudine. Quella
che proviamo per cose che magari sui giornali non ci finiscono. La
gratitudine per le cose da niente che costellano la nostra vita.
... -------------------------------------------- La
«nonviolenza attiva e creativa» come «stile di vita» è al centro del
messaggio del Papa per la cinquantesima giornata mondiale della pace,
che si celebra il 1° gennaio 2017 e che è stato presentato nella Sala
stampa della Santa Sede lunedì mattina, 12 dicembre.
Segue il testo integrale.
-------------------------------------------- Ci
sono molte buone ragioni perché lo Stato intervenga a sostegno delle
banche. Accanto alla protezione dei piccoli risparmiatori ingannati da
impiegati senza scrupoli e soprattutto da amministratori non
particolarmente competenti, occorre anche evitare un effetto domino
sull'intero sistema creditizio italiano, con conseguenze devastanti
sulla tenuta dell'economia del Paese. Anzi, come è stato osservato da
più parti, nel caso Monte dei Paschi l'intervento è stato troppo
tardivo e preceduto da decisioni pasticciate e inefficaci, che hanno
fatto ulteriormente alzare il prezzo del salvataggio.
In
questa vicenda rimane tuttavia lo sconcerto per l'enorme scarto che c'è
tra i fondi stanziati per questo e precedenti salvataggi più o meno
riusciti, uniti alla inefficacia dei controlli e alla incompetenza
degli "esperti, e l'estrema riluttanza con cui si procede nel campo
delle politiche sociali, che pure dovrebbero essere considerate una
forma indispensabile di investimento (in capitale umano e sociale). Che
si tratti di nidi per la prima infanzia, della diffusione delle scuole
a tempo pieno soprattutto nelle aree più povere ove oggi sono quasi
assenti, dei servizi per le persone non autosufficienti o del contrasto
alla povertà, il refrain ripetuto è che ci sono le norme sull'austerity
da rispettare e che i fondi necessari possono solo derivare da risparmi
e tagli.
Sono
la prima a dire che occorre eliminare gli sprechi e la frammentazione
nelle politiche sociali, cui lo stesso governo Renzi ha contribuito con
la sua politica dei bonus, non in nome del risparmio, ma dell'equità e
dell'efficacia. Tuttavia razionalizzare non basta se le risorse di
partenza sono inadeguate rispetto al bisogno. Non si può non segnalare
l'enormità della differenza tra i 5 miliardi e rotti (sui 20
complessivi del fondo salva banche) destinati a salvaguardare circa
quarantamila piccoli risparmiatori di Mps a fronte del miliardo circa
stanziato in legge di Stabilità per l'istituzione di un Reddito di
inclusione (Rei) per chi si trova in povertà assoluta, un settimo di
quanto sarebbe necessario per portare sopra la soglia della povertà
assoluta il milione e 582 mila famiglie (4 milioni e 598 mila persone)
che attualmente ne sono al di sotto.
... -------------------------------------------- ...
Abbiamo cambiato la vostra gioia in dolore, la vostra letizia in pianto. Che marchio maligno si avverte in queste parole, che odio alla vita. Sempre
gli uomini si sono fatti la guerra e massacrati, ma il gusto di
frantumare il nemico nel momento in cui, indifeso, gioisce, è una vetta
acuminata di male. Dicono, quelli del Califfato, che l’ultima strage è
«vendetta della religione di Dio». A
noi viene in mente un passo del Libro della Sapienza: «Dio non ha
creato la morte, e non gode per la rovina dei viventi». E dunque mai
per noi il sangue può essere «vendetta» di Dio. La conseguenza di un
antico oscuro male che ci segna, sì; ma vendetta di Dio, mai. Il Figlio
del nostro Dio è colui che cambiò a Cana l’acqua in vino, perché la
festa di nozze fosse più piena, e gli invitati attorno alla tavola più
lieti. Il nostro Dio ama la vita, e anche la povera allegria che in
questo mondo gli uomini, a fatica, riescono a celebrare.
Così
come lieti volevano essere l’altra notte uomini e donne in una
discoteca di Istanbul: la ragazzina israeliana 19 enne conquistata dal
basso prezzo di un volo low cost, e la coppia in attesa di sposarsi.
Mentre all’ingresso del locale, Hatice – guardia giurata e ragazza
madre – faceva il suo turno, per mantenere il suo bambino di tre anni.
Hatice, che forse non vedeva l’ora di deporre il fucile e tornare a
casa, dove suo figlio dormiva – di stringerselo nel sonno, nella prima
notte dell’anno. Invece, hanno
«cambiato la loro gioia in dolore». Se ne vantano, con orgoglio, questi
jihadisti. Ma attribuire la «vendetta» a Dio è, nel delirio del
Califfato, la bestemmia più grande.
-------------------------------------------- ...
Il linguaggio esprime il pensiero collettivo, anche quando non ne è consapevole, il linguaggio disegna i rapporti. Non ci rendiamo neanche conto che stiamo usando sempre di più un linguaggio rabbioso e guerresco. Ma ricordiamoci che in guerra la realtà si impoverisce: ci sono solo i nemici da abbattere e gli amici da salvare. Amici che devono pensarla esattamente come noi, altrimenti diventano anche loro immediatamente nemici. Ma la cultura è complessa e problematica. La guerra invece semplifica, taglia, appiattisce, rifiuta le distinzioni, non ammette l’attenzione verso l’altro. La guerra affonda le sue radici nei più arcaici e semplici impulsi di sopravvivenza: uccidere o essere uccisi. Mentre la cultura cerca la comprensione del diverso, la consapevolezza, il senso di responsabilità, il perdono, la gioia di vivere e di amare, la giustizia e le regole di convivenza. Spesso il cambiamento di linguaggio precede un cambiamento di clima sociale e finisce per sfociare in una guerra vera, fatta di bombe, mitragliatrici, strazio e morte. Una forma di resistenza alla guerra annunciata può e deve iniziare proprio dal linguaggio. La riscoperta di parole come creanza, urbanità, cortesia, affidabilità, comprensione, tolleranza. Non sono le parole della debolezza ma della vera forza, quella del pensiero complesso e dell’intelligenza sociale. Torniamo a parlare di idee e non solo di appartenenza. Torniamo a confrontarci sui progetti per il futuro, senza affidarci a quella triste pratica. -------------------------------------------- La colletta dei bimbi del Congo: 238 euro per i coetanei italiani di Flavia Amabile Il
bonifico è arrivato a metà dicembre. Erano 238 euro che avevano
viaggiato dal cuore dell’Africa, con la speranza di dare il proprio
contributo per aiutare le persone colpite dal terremoto. La
cifra era stata inviata da Kingoué, un distretto di trenta villaggi e
quindicimila abitanti nella Repubblica del Congo, ai margini della
foresta pluviale dove non c’è luce né acqua corrente. Nove abitanti su
dieci non hanno stipendio, vivono coltivando manioca, mais, ananas,
oppure allevando mucche, maiali, pecore, capre. A
fine agosto don Ghislain, un sacerdote congolese che conosce l’Italia
per averci studiato, viene a sapere del terremoto. Mostra le immagini
di Amatrice, di Accumuli, Arquata, delle case e dei borghi interi
distrutti ai parrocchiani. Don Ghislain ha una vasta rete di contatti
nel mondo della solidarietà, ha fondato l’associazione Amici Del Congo,
da anni porta nei villaggi di Kingoué aiuti, di lui tutti si fidano e
gli sono riconoscenti. Il
sindaco e il capovillaggio pensano di avviare una raccolta fondi.
All’inizio sembra un’azione disperata. Per riuscire a raggiungere una
somma consistente vengono coinvolti diversi villaggi. Trascorrono molte
settimane, altre due scosse mettono in ginocchio anche l’Umbria. La
raccolta si intensifica. Ogni domenica a messa qualcuno dà quello che
può. C’è chi non arriva a dieci centesimi e chi riesce a donare anche
15 euro. ... video Servizio TV2000 -------------------------------------------- Sandrine Bakayoko
E' morta mia sorella
di Silvestro Montanaro Sandrine
Bakayoko era una ragazza della Costa d’Avorio, aveva 25 anni. Era
arrivata in Italia nel settembre del 2016 ed era in attesa dell’esito
della sua richiesta d’asilo. È morta per una trombosi polmonare il 2
gennaio mentre si trovava nei bagni del centro di prima accoglienza di
Conetta, un’ex base militare in provincia di Venezia, dove Bakayoko
risiedeva insieme ad altre 1.300 persone. Era
malata da tempo, ma nessuno ha mai mosso un dito per capire le ragioni
del suo male. Sandrine era una tra più di mille in quell'inferno che è
il centro di "accoglienza" di Cona. Un medico una volta alla settimana,
qualche infermiere. Poi, dopo tante denunce qualcosa di più, appena
qualcosa. Sandrine è andata a farsi la doccia. Si è sentita male e
nessuno se ne è accorto in quella bolgia. Quando l'hanno trovata
riversa a terra oramai c'era ben poco da fare. Chi ha visto il suo
povero corpo racconta che il suo viso era solcato da grandi lacrime. E'
morta disperata, sola, a 25 anni. Hanno
già detto che è morta di morte naturale. Seppellita due volte, come
tutti quelli che muoiono ingiustamente ed ai quali non viene resa
giustizia. Sandrine
era ospite di un centro "accoglienza" dello Stato Italiano. In una
struttura seria i suoi malanni non potevano passare inosservati.
Mancavano fondi per assicurare in quel centro assistenza e prevenzione
sanitaria? Assolutamente no. I famosi 47 euro che quei cinici della
Lega raccontano falsamente essere destinati quotidianamente ad ogni
profugo ed immigrato, vanno alle cooperative che gestiscono i centri di
accoglienza. Agli immigrati vanno solo due euro e mezzo, niente altro.
Una marea di soldi, quella che ha fatto ricchi tanti, ad esempio i
protagonisti di Mafia Capitale a Roma, ed ha lasciato profughi ed
immigrati a marcire in strutture da vergogna. ... Leggi anche:
Il centro per migranti di Conetta doveva essere già chiuso-------------------------------------------- ...
L’Italia
nel 2015 ha esportato armi per un valore di oltre 7 miliardi di euro in
paesi in guerra o dove sono violati i diritti umani. Ma
come fanno i nostri governi a parlare di legalità quando agiscono in
maniera così illegale? È la grande Bugia. «La violenza esiste solo con
l’aiuto della Bugia», diceva Don Berrigan, il gesuita nonviolento
americano scomparso lo scorso anno.
È
passato il tempo in cui i buoni possono rimanere in silenzio. E ciò che
sconcerta maggiormente è il silenzio del movimento per la pace davanti
a questi scenari di guerra. Non lo posso accettare. Dobbiamo scendere
in piazza, urlare, gridare, protestare. Forse non riusciamo a parlare
perché il movimento è frammentato. Allora mettiamoci insieme. La
situazione è troppo grave. Per questo dobbiamo avere il coraggio di
violare la legge, di farci arrestare, di andare in prigione. Questo
sarebbe il dovere prima di tutto dei religiosi, dei preti, delle suore:
sull’esempio dei fratelli Berrigan e delle suore domenicane che, negli
Stati Uniti qualche decennio fa, si sono fatti anni di carcere per loro
impegno contro la guerra in Vietnam e la bomba atomica.
Come cristiano mi
fa ancora più male il silenzio dell’episcopato italiano e di larga
parte delle comunità cristiane. Per fortuna papa Francesco parla
chiaro. Nel suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace (1
gennaio) afferma che «essere veri discepoli di Gesù oggi significa
aderire anche alla sua proposta di nonviolenza». E prosegue: «La
nonviolenza praticata con decisione e coerenza ha prodotto risultati
importanti. I successi ottenuti da Gandhi e Khan Abdul Ghaffar Khan
nella liberazione dell’India, e da Martin Luther King contro la
discriminazione razziale…».... A tutti i costruttori di pace, l’augurio di cuore di un buon anno, carico di frutti di pace
-------------------------------------------- Immagini senza speranza che inchiodano le coscienze
Orrore nel Golfo del Bengala come nel Mediterraneo. Il piccolo Mohammed Shohayet,
16 mesi, è morto affogato attraversando il fiume Naf mentre tentava di
fuggire da Myanmar verso il Bangladesh. Con lui sono affogati la madre
e il fratello di tre anni. L’immagine del bimbo birmano esanime con il
volto conficcato nella sabbia grigia ripropone l’orrore per la morte di Aylan Kurdi,
il bimbo curdo di tre anni travolto dalle acque del Mediterraneo nel
settembre 2015 mentre fuggiva dalla Siria in guerra, ritrovato su una
spiaggia turca nei pressi di Bodrum. Le
sagome senza vita di Mohammed e Aylan ci appartengono perché descrivono
tragedie umane che accompagnano il fenomeno delle migrazioni che
investe in maniera crescente l’intero pianeta.
... Lo
sdegno pubblico che accompagnò la diffusione delle immagini di Aylan
Kurdi si è consumato nello spazio di un mattino, lasciando campo libero
su entrambe le sponde del Mediterraneo alla ferocia dei trafficanti di
uomini come al cinismo di chi preferisce voltarsi dall’altra parte, con
le motivazioni più disparate.
...
I
migranti non sono un fenomeno astratto da cui difendersi come se fosse
una sorta di fastidioso diluvio: è un dramma planetario composto da
milioni di singoli individui aggrediti da violenza e povertà fino al
punto di dover affidare ai più pericolosi spostamenti la propria
sopravvivenza.
Conosciamo
Mohammed e Aylan perché abbiamo visto le loro immagini e dobbiamo
essere consapevoli di non poter ignorare che altri come loro, nei
luoghi più distanti e diversi, muoiono nella stessa orrenda
maniera.
Ciò
significa che non potremo dire di non aver saputo quando i
sopravvissuti ci chiederanno dove eravamo, cosa facevamo e perché non
fu possibile rompere il muro dell’indifferenza su una strage di essersi
umani destinata a diventare una macchia terribile sulla coscienza
collettiva.
... Quei
bambini a faccia in giù su una spiaggia o sulla riva di un fiume (o
quelli dilaniati dai bombardamenti in Siria o in Yemen) sono nostri, ci
appartengono, così come appartengono a tutti gli italiani le vittime
del terremoto in Umbria.
Ma
la presa di coscienza di tipo morale non può avvenire senza la
conoscenza. Qui la responsabilità di chi fa informazione è primaria e
indiscutibile. Così come si è cercato di spiegare perché Alan è
annegato vicino alla costa turca oggi è doveroso raccontare le vicende
che hanno portato Mohammed a morire in un fiume che divide la Birmania
dal Bangladesh. Posti lontani, ma dove le tragedie umane non sono poi
così diverse da quelle che vediamo sulle coste del Mediterraneo.
Sono
tragedie che sempre rientrano nella categoria della violazione di
diritti umani, in particolare nella negazione dei diritti delle
minoranze. In
Myanmar, un paese a maggioranza buddista che un tempo si chiamava
Birmania, vivono oltre un milione di musulmani, i Rohingya. Ci vivono
da lungo tempo, ma non vengono riconosciuti come cittadini e li si
considera immigrati privi di diritti. Vengono discriminati e sono
oggetto di una repressione dura e indiscriminata.
...
Birmania, la morte del piccolo Mohammed rompe il silenzio sulla tragedia dei Rohingya-------------------------------------------- SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" slideshow-------------------------------------------------------------- Arte e spiritualità ebraica - LUMI DI CHANUKKAH
TRA STORIA, ARTE E DESIGN a Milano fino all'8 gennaio 2017 (VIDEO) video-------------------------------------------------------------- Il progetto di legge
delle sinistre emiliane è di ridurre in modo facoltativo l’orario da 40
a 32 ore, in modo da lavorare solo e tassativamente 4 giorni la
settimana. Il risultato, secondo i promotori dell'iniziativa,
porterebbe all’azzeramento totale dell’attuale disoccupazione nella
Regione. Ma il taglio allo stipendio in tempi di crisi potrebbe
incidere troppo sull’economia familiare
Simonetta Pagnotti: L'ULTIMA IDEA DI BOLOGNA LA ROSSA: LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI--------------------------------------------------------------- Le regole in base alle
quali il social media decide se pubblicare o censurare i nostri post
rivelano scelte neutrali che hanno l'obiettivo di non comprometterne
l'attività economica.
Paolo Perazzolo: CODICE ETICO DI FACEBOOK, LA MORALE A MISURA DEL BUSINESSL'arcivescovo
"La guerra divide, la pace unisce". Il rappresentante islamico:
"Camminare insieme". Il messaggio di Bergoglio e la risposta di Merola
Ilaria Venturi: La marcia multireligiosa di Zuppi: "La pace non si fa a pezzi". E il papa ringrazia Bologna--------------------------------------------------------------- "Premiare
il merito non è solo giusto, ma anche conveniente. Perché se un
lavoratore sa che il suo impegno viene riconosciuto, ce la mette tutta
per raggiungere gli obiettivi dell’azienda" spiega l'imprenditore
Giovanni Maria Bellu: Premia i dipendenti con due stipendi in più. E spiega: “E’ normale, sono loro la nostra ricchezza”---------------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA" E' uno stile nuovo di vita... (Carlo Maria Martini)«Non temete: ecco, vi annuncio
una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di
Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per
voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una
mangiatoia». (Lc 2,10-12)
Buon Natale! La festa del Natale è la festa... (don Tonino Bello) I martiri ci hanno insegnato... (card. Francois X. Ngujen Van Thu'n) Buon Natale, fratello mio Gesù... (Don Tonino Bello) Per capire il senso profondo del Natale abbiamo bisogno della Pasqua... (Paolo Curtaz) Si vuole uccidere il Bambino... (p. Vito Dipinto) Anche noi, oggi, come Maria e come Simeone... (Papa Francesco) Preghiera alla Santa Famiglia... (Papa Francesco) Davanti ad ogni famiglia si presenta l'icona... (Papa Francesco) C'è un frammento di Logos in ogni uomo... (Ermes Ronchi) Buon anno... Questo tempo mi è donato da Dio... (Thomas Merton) E' proprio nel segno della benedizione che si apre questo nuovo anno... (Antonio Savone) Auguri di Capodanno... (Raoul Follereau) L'uomo che si mette a servizio è l'unico... (Alberto Maggi) Conosce Gesù veramente chi si lascia strappare... (André Louf) I discepoli cercano una relazione... (Giovanni Berti) All'inizio dell'essere cristiano non c'è... (Benedetto XVI)-------------------------------------------------------------- 1° gennaio - Giornata mondiale della Pace
La pace è un dono che viene dall'alto... (don Tonino Bello) La pace non può regnare tra gli uomini se prima... (Giovanni Paolo II) Per avere una vera pace bisogna... (Paolo VI) La pace è l'unico brano che la Chiesa è abilitata a... (don Tonino Bello)-------------------------------------------------------------- Epifania
Mi spiace, ma quest'anno... (vignetta GIOBA) Una vita senza ricerca... (Socrate)... Il credente “nostalgioso”, spinto dalla sua fede, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il suo Signore. Va in periferia, in frontiera, nei luoghi non evangelizzati, per potersi incontrare col suo Signore; e non lo fa affatto con un atteggiamento di superiorità, lo fa come un mendicante che non può ignorare gli occhi di colui per il quale la Buona Notizia è ancora un terreno da esplorare... (Papa Francesco Omelia Epifania del Signore 06/01/2017) Il credente "nostalgioso"... L'uomo è la stella... (Sant'Agostino);)
Impariamo dai Magi ... (Papa Francesco) O Signore, non ho, come i Magi ... Quest'anno vuole che... (vignetta GIOBA)--------------------------------------------------------------
che inizia il 16 dicembre e si conclude il 24 dicembre, pur non essendo
"preghiera ufficiale" della Chiesa, è un’antichissima tradizione e
costituisce un momento molto significativo nella vita delle nostre
comunità cristiane che ci permette di approfondire il mistero
dell’incarnazione del Verbo e di celebrare con gioia la solennità del
Santo Natale.
La novena di Natale guidati da Don Tonino Bello - 9° giorno - ANDIAMO... SIAMO A BETLEMME!-------------------------------------------------------------- “Hallelujah”, interpretazione da brividi
L'esibizione di una bambina autistica nel coro natalizio della sua scuola diventa un successo sul web e il video dello spettacolo alla scuola “Killard House School” di Donaghadee, cittadina nella contea di Down, in Irlanda del Nord, uno dei più virali di questi giorni. La piccola Kaylee Rodgers era stata scelta per cantare “Hallelujah”, il brano di Leonard Cohen. L’esibizione della bambina di 10 anni, affetta da autismo e da un disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), è stata condivisa migliaia di volte sui social network. Kaylee, riporta Corriere.it riesce a sviluppare fiducia e sicurezza in se stessa proprio grazie al canto. video-------------------------------------------------------------- Palermo, notte di Natale 2016 - Costruiamo la città degli uomini come casa accogliente
I cristiani chiamati a combattere la povertà ogni giorno ... No all'egoismo dei potenti, che pensano solo a conteggiare i beni che utilizzano esclusivamente per loro (don Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo - servizio RAI - TG Sicilia Edizione del 25.12.2016 -19.30) video-------------------------------------------------------------- NATALE 2016 "Nulla
è più bello al mondo del sorgere del sole ...ma noi ci siamo abituati a
tutto. ... Vero Natale a tutti" don Franco Montenegro, cardinale, diocesi di Agrigento
video-------------------------------------------------------------- Testimoni di Cristo.
L’elenco annuale di Fides, senza dubbio incompleto, non riguarda solo i missionari ad gentes, ma tiene conto anche degli operatori pastorali morti in modo violento, tra cui i laici. Inoltre, va precisato che all'elenco provvisorio stilato annualmente dall’agenzia Fides, deve sempre essere aggiunta la lunga lista dei tanti, di cui forse non si avrà mai notizia o di cui non si conoscerà neppure il nome, che in ogni angolo del pianeta soffrono e pagano con la vita la loro fede in Gesù Cristo. Papa Francesco ci ricorda spesso che “Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo”… “i martiri di oggi sono in numero maggiore rispetto a quelli dei primi secoli”. Testimoni di Cristo. 28 operatori pastorali uccisi nel 2016-------------------------------------------------------------- PAPA FRANCESCO: DOBBIAMO ASSUMERE LE RESPONSABILITÀ' CHE ABBIAMO VERSO I NOSTRI GIOVANI, ANZI LA PAROLA GIUSTA E' DEBITO! ..
Guardare il presepe ci sfida ad aiutare i nostri giovani perché non si lascino disilludere davanti alle nostre immaturità, e stimolarli affinché siano capaci di sognare e di lottare per i loro sogni. Capaci di crescere e diventare padri e madri del nostro popolo. Davanti all’anno che finisce, come ci fa bene contemplare il Dio-Bambino! E’ un invito a tornare alle fonti e alle radici della nostra fede... (Papa Francesco, estratto video omelia 31 dicembre 2016. Basilica Vaticana) video-------------------------------------------------------------- L'Epifania una festa ci
guida verso la gioia e la speranza... Abbiamo tanto bisogno di luce,
siamo tutti, come i Magi cercatori di luce, di speranza!! (don Matteo
Zuppi, arcivescovo di Bologna)
video-------------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)La
religiosità popolare di tutte le regioni italiane è ricca di preghiere
dialettali, espressione di una cultura religiosa tramandata oralmente
di generazione in generazione, per lo più dai nonni ai nipotini. L'era
moderna, purtroppo, tende a cancellare questo patrimonio, infatti le
suddette preghiere permangono quasi esclusivamente nei ricordi delle
persone più anziane. Nei
giorni scorsi Padre Gregorio Battaglia, della Fraternità Carmelitana di
Pozzo di Gotto - ME - (che i nostri lettori sicuramente conoscono
attraverso i post da noi pubblicati) ci chiedeva se fosse stato
possibile pubblicare una preghiera in dialetto
siciliano ricordata da una persona anziana che sta attraversando un
momento molto difficile, questa richiesta ci ha stimolati a promuovere
nel periodo di Avvento la pubblicazione di questa forma di devozione
appartenente al nostro patrimonio culturale estendendo l'invito ai
nostri lettori di tutte le regioni italiane. Ci
farebbe molto piacere avere un riscontro positivo da parte dei nostri
lettori, che pertanto invitiamo a inviare il loro contributo o con un
messaggio privato in Facebook nella pagina "Quelli della Via" o scrivendo una email alla casella di posta di "Tempo Perso" tempo-perso@libero.it . Vi
chiediamo cortesemente di indicare, accanto alla versione dialettale,
anche quella in lingua italiana e, nel caso ne foste a conoscenza, di
corredarla di diversi particolari (ad esempio se veniva recitata in
particolari periodi dell'anno o momenti della giornata, o se rivolta a
qualche Santo per chiederne l'intercessione, o a qualunque altra
informazione riteniate opportuno fornirci). Sarà nostra cura selezionare i suggerimenti, verificandone ovviamente i contenuti, e preparare i post ed anche uno Speciale, in continuo aggiornamento, in cui potere rintracciare con facilità tutte le preghiere. Preghiere in dialetto
Sicilia
Notti Santa(Notte Santa) Bammineddu duci, duci, iu ti vegnu ad abbrazzari Portu latti, meli e nuci cammiseddri, panni e ciuri. Bammineddu duci, duci, iu ti vegnu ad adurari Lu me’ cori canta e dici catu si’ lu Salvaturi (Bambinello dolce, dolce, io vengo ad abbracciarti porto latte, miele e noci camiciole, panni e fiori. Il mio cuore canta e dice che tu sei i Salvatore) videoIn
Sicilia molte sono le preghiere ed i canti dedicati a Gesù Bambino come
questo qui proposto; inoltre ci sembra opportuno ricordare l’usanza di
celebrare nei giorni che precedono il Natale la novena
natalizia (a nuvena) che affonda le sue radici in un lontano passato e, ancora oggi, sopravvive in alcuni paesi dell’Isola.
... videoSegui lo Speciale: Religiosità popolare - Preghiere in dialetto in continuo aggiornamento-------------------------------------------- 23
dicembre 2016. Nell’ultima predica d’Avvento, il predicatore della Casa
Pontificia si sofferma sulla triplice maternità di Maria: fisica,
metafisica e spirirituale
Il
Natale non è una celebrazione a modo di anniversario (la scelta della
data del 25 Dicembre non è dovuta, sappiamo, a ragioni storiche, ma
simboliche e di contenuto); è una celebrazione a modo di mistero che
esige di essere compresa nel suo significato per noi. San Leone Magno
metteva già in luce il significato mistico del “sacramento della
natività di Cristo”, dicendo che “i figli della Chiesa sono stati
generati con Cristo nella sua nascita, come sono stati crocifissi con
lui nella passione e risuscitati con lui nella risurrezione”... Quarta predica di avvento - INCARNATO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO DA MARIA VERGINEVedi anche:
Terza predica di avvento Seconda predica di avvento Prima predica di avvento-------------------------------------------- Carissimi,
non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale”
senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto
infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti
dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che
qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
... video-------------------------------------------- Proprio
a ridosso del Natale, la Chiesa ci fa celebrare alcune feste di santi
che in qualche modo attestano che cosa ha rappresentato per loro il
fatto che Dio sia sceso sulla terra assumendo la nostra condizione
umana.
A
rileggere il vangelo, non univoca è la risposta di coloro ai quali
viene recato l’annuncio del Natale. Ci sono quelli che rispondono alla
provocazione dell’evento inaudito e vanno a vedere, rendersi conto,
contemplare (i pastori); ci sono quelli che non abbandonano il proprio
posto (scribi); e ci sono coloro che, come Erode ad esempio, si
agitano, sono inquieti, si danno da fare perché avvertono quella
Presenza come una minaccia.
Questo
diverso atteggiamento è trasversale a ogni generazione, anche a quella
di Stefano. Stefano ha nulla dell’eroe; ha, invece, tutti i tratti del
discepolo, di colui che con il racconto della vita e della morte – non
con quello di una definizione – narra cosa ha significato per lui
l’avventura di aver incontrato Gesù Cristo.
Stranissima
costante: tanto Stefano quanto Gesù sono condannati e messi a morte da
uomini religiosi. Nel momento in cui sta per morire Stefano manifesta
come ha segnato la sua vita l’aver conosciuto Gesù: Contemplo i cieli
aperti… Egli ha avuto la grazia di incontrare il Dio dei cieli aperti.
Se tu squarciassi i cieli e scendessi… Così aveva sempre pregato
Israele patendo sulla sua pelle l’esperienza di un cielo chiuso.
... -------------------------------------------- TV2000
porta il telespettatore sui luoghi della Terra Santa che fanno da
cornice alle letture dei Vangeli delle domeniche dall’inizio
dell’Avvento fino a dopo l’Epifania e far “rivivere” la Scrittura
grazie alle immagini, alle parole e alla musica. Con una guida
competente, preparata e interessante come mons. Rodolfo Cetoloni, frate
minore francescano, Vescovo di Grosseto e appassionato esperto dei
luoghi di Terra Santa. A lui, si affiancherà padre Frédéric Manns,
biblista di origini francesi, che introdurrà la location di ogni
puntata, facendoci rivivere la storia, l’arte e la spiritualità del
luogo.
"Oggi per noi è nato il Salvatore", Per noi.
Nella nostra storia, nelle nostre fatiche, nelle nostre oscurità, ma non per condannarci, per giudicarci, per farci sentire lontani ma per dire che Lui é li, nelle nostre grotte, nelle nostre oscurità, per portarvi Luce. ...
video-------------------------------------------- “Vorrei
rendermi presente ovunque in questa famiglia che il Signore mi ha dato,
particolarmente di quelli segnati dalla sofferenza di ogni tipo. Il
Natale è la pienezza della felicità ed io la voglio condividere con
tutti”. E’ il cuore del messaggio di Natale che l’arcivescovo di
Palermo, monsignor Corrado Lorefice, invia all’arcidiocesi. “A Natale
accogliamo la Parola di Dio che si fa carne” e il Natale “ci dice il
mondo con gli occhi di Dio”. Se questo è vero, “allora capiamo che a
Natale Dio vede il mondo con occhi che partono dal basso, anzi lui
stesso viene, scende”, e il messaggio è quello di “un Dio che assume la
nostra condizione umana, in tutto, in tutto, se ne fa carico”. Dio,
prosegue mons. Lorefice, “cii salva, e nello stesso tempo ci coinvolge
in questo suo movimento, assumere altri, fare strada come fa lui con
altri. Il mondo che viene visitato da Dio è un mondo che Dio ama, ed è
un mondo che i cristiani, dunque, devono amare”. Potremo aiutare “a
realizzare questo mondo così come lo vede Dio – si legge ancora nel
messaggio – e il mondo che Dio vuole è un mondo che deve essere
riscattato dal male. Secondo questo movimento: assumere la fatica di
altri, assumere la sofferenza di altri, condividere la gioia perché il
mondo sia sempre di più una casa secondo gli occhi di Dio”. Di qui
l’augurio del presule: “la Parola di Dio sia accolta, porti gioia, ma
soprattutto immetta questo movimento nei nostri cuori di far si che
altri prendano parte al mondo secondo il progetto di Dio”.
Messaggio di Natale di Mons. Corrado Lorefice
videoPalermo, notte di Natale 2016
Costruiamo la città degli uomini
come casa accogliente
I cristiani chiamati a combattere la povertà ogni giorno ...
No all'egoismo dei potenti,
che pensano solo a conteggiare i beni che utilizzano esclusivamente per loro
(don Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo - servizio RAI -TG Sicilia Edizione del 25.12.2016 -19.30)
video-------------------------------------------- La
Chiesa commemora i bambini di Betlemme fatti uccidere da Erode per
eliminare il neonato Gesù. Così simili ai tanti minori violentati da
guerre e manipolazioni scatenate dagli adulti. Papa Francesco ha
parlato diffusamente anche di loro, nell’omelia per la notte di Natale.
Mentre il Patriarca ecumenico Bartolomeo chiede che il 2017 diventi sia
proclamato «Anno della sacralità dell’infanzia»
Oggi la liturgia della Chiesa cattolica fa memoria dei santi innocenti. Sono le vittime della strage degli innocenti, i i bambini sotto i due anni che secondo il Vangelo Erode fece ammazzare nella regione di Betlemme, per essere sicuro di eliminare tra loro anche Gesù, appena nato. La Chiesa li celebra tre giorni dopo il Natale, per sottolineare che la loro vicenda tragica ha un legame misterioso con la promessa di salvezza entrata nel mondo con la nascita di Cristo. Ci
sono tanti santi innocenti anche oggi. Le foto e i filmati dagli
scenari di guerra li mostrano mentre magari giocano tra le macerie
delle loro case o quando riescono a divertirsi perfino tuffandosi nelle
nei crateri creati dalle bombe che si sono riempiti d’acqua, che loro
usano come se fossero piccole piscine.
Non
c’è niente di più umanamente insostenibile del dolore dei bambini. E
non c’è niente di più diabolico del dolore provocato ai bambini. Ne
hanno accennato, nelle loro parole per il Natale, sia Papa Francesco
sia Bartolomeo, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, con una
sincronia eloquente. Il Successore di Pietro, nella omelia della notte
di Natale, guardando al mistero della nascita di Gesù, ha invitato a
lasciarsi interpellare «anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati
in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma
giacciono nelle squallide “mangiatoie di dignità”: nel rifugio
sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una
grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti». I
bambini «che non vengono lasciati nascere», quelli «che piangono perché
nessuno sazia la loro fame», quelli «che non tengono in mano
giocattoli, ma armi».
Il
Patriarca ecumenico Bartolomeo I, nella sua lettera enciclica per il
Natale 2016, ha chiesto di proclamare il 2017 come Anno della sacralità
dell’infanzia.
... -------------------------------------------- "Questa
sera la città di Bologna ha avuto 2 cattedrali, una la sala di aspetto
della stazione dove si sono riuniti i senzatetto e l’altra la Chiesa di
S. Pietro" (don Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna - servizio RAI - TG Emilia Romagna Edizione del 25.12.2016 -19.30)
video video - Natale in Stazione le foto delle S. Messe alla stazione e in cattedraleOmelia S. Messa nella notte di Natale
in Cattedrale, 24 dicembre 2016
"Gloria a Dio
nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama".
Questo è il grido che risuona in questa notte santa che rischiara con
tenera luce la notte degli uomini. Natale non è una bella notizia per
un mondo distratto e dimentico. Non c'è niente di buono nel buio delle
tenebre del mondo, di ogni violenza, dell'indifferenza, del banale
pensare a sé (l'egoismo sdrucciolo che canta il poeta). E c'è un
immenso e dolente bisogno di pace in un mondo che vive i pezzi della
guerra mondiale. Noi siamo usciti proprio di notte perché abbiamo
bisogno di luce, per la nostra vita e per i poveri che sono nella
disperazione. "Il popolo che camminava nelle tenebre" ha bisogno di
vedere questa "grande luce". Gesù nasce di notte perché è la luce nel
buio e perché nessuno sia perduto nell'insignificanza, nel nulla. "Chi
glielo fa fare a Dio di venire in un mondo così cattivo?" mi ha chiesto
un bambino pochi giorni fa. Aveva ragione. Noi ci teniamo alla larga
dei problemi, pensando di stare bene evitandoli, convinti di poterci
salvare prudentemente da soli, sperando che non capiti a noi. Dio ci ama e non può restare lontano. Chi ama non può guardare a distanza! Per questo viene. ... L'amore ci fa vedere in ogni uomo o donna il fratello
... video Omelia integrale in Cattedarle
Omelia S. Messa di Natale Nel carcere della Dozza, 25 dicembre 2016 L'avvento
ci aiuta a trovare le parole per capire ed esprimere quello che
viviamo. Le cose di Dio non stanno nei cieli e basta, ma si uniscono a
quelle nostre, a quelle della terra, così come sono e siamo. Le cose di
Dio ci aiutano a trovare il senso della nostra vita, a volte così
difficile da capire anche per noi. ... Natale
è Dio che sceglie. Infatti nasce. È una scelta, perché così non può più
tornare indietro, non può scomparire, volatilizzarsi come spesso
facciamo noi che restiamo virtuali, non ci leghiamo mai agli altri fino
in fondo e pensiamo si possa staccare e riattaccare come ci piace a
noi. Dio sceglie una volta per sempre. Il suo amore è definitivo. Dio
scommette su di noi. Davvero ci sembra impossibile. Ed è impossibile!
Scommette su di me? Forse non mi conosce, non ha capito chi sono! Anche
il più presuntuoso tra noi sa bene che non merita nulla. Dio scommette
su di noi, mentre spesso, purtroppo, il mondo non solo non scommette ma
ci ricorda continuamente il nostro passato e non ci aiuta a cercare e a
credere nel futuro. ... Natale
dice però una cosa: non ti rassegnare! Io vengo! E la mangiatoia a
Natale è una sola: il mio cuore. Dio si fa deporre lì. Ma è una
mangiatoia!! Lo sa. E si lascia mettere lì perché diventi il luogo più
grande che c'è al mondo. Ecco la vera gioia del Natale. E gioia a Dio
nell'altro dei cieli! Pace in terra agli uomini che egli ama e scommette su di loro perché l'attesa abbia una risposta! Grazie Dio e insegnaci a custodirti dentro la mangiatoia del mio cuore. Grazie: grazie, perché fai tutto questo per me. -------------------------------------------- "Nulla è più bello al mondo del sorgere del sole ...
ma noi ci siamo abituati a tutto. ... Vero Natale a tutti" "Nulla
è più bello al mondo del sorgere del sole" questa frase che ho voluto
stampare su una immagine di auguri appartiene ad un immigrato. Noi
ormai ci siamo abituati a tutto, questo immigrato dopo una notte
passata in mare si sentì rivivere. E credo che é la stessa esperienza
che facciamo noi, ci troviamo in un mare che tante volte è molto
agitato e abbiamo paura di andare a fondo, ma poi c'è il sole che
sorge. E credere insieme al sole che sorge non é sognare inutilmente.
E', come diceva Giorgio La Pira, spingere ancora di più il sole a
sorgere. ...
Se ognuno di noi riesce a fare la sua parte ecco che il sole sorgerà.
Allora gli auguri di un vero Natale li faccio a questa città, la
bellezza di questa terra è esorbitante e penso al contempo a tutte
quelle persone che sono in difficoltà per motivi commerciali,
economici, ai giovani senza speranza, agli ammalati in ospedale dico
loro di credere nella forza di quel bambino. Natale deve diventare la
festa degli adulti perché è un Dio che dà fiducia, è un Dio con cui
avere a che fare, è un Dio che mi fa sentire importante e prezioso.
Ecco perché a Natale nessuno può dire la mia vita è inutile e se per
caso non si dovesse credere in Dio approfittiamo di questo giorno per
credere alla vita. Buon Natale, anzi Vero Natale per tutti”. video«Stupiamoci di Dio che si fa uomo» gli auguri dell’arcivescovo card. Francesco Montenegro Il
Natale torna regolare col suo notorio rituale fatto di commoventi suoni
e canti, di cui, purtroppo, si è impadronita la pubblicità, tanto da
collegarli ai vari prodotti e spingerci – giocando coi nostri
sentimenti – al loro acquisto, contribuendo così a rubare il posto al
protagonista principale, vero motivo della festa: Gesù. Una
volta, infatti, ascoltando “Tu scendi dalle stelle” il pensiero andava
immediatamente al Bambino di Betlemme, oggi invece si associano la
musica e le parole dell’inno a un panettone o a una bottiglia di
spumante. Senza Gesù! ...Ma dire buon Natale non significa fare posto a Gesù nella propria vita? ... Abbiamo
bisogno del Natale, perché abbiamo bisogno di Dio. Di sentirLo vicino
anche se si presenta rivestito della nostra debolezza. Lui solo può ridestare la speranza della vera felicità e la gioia della grandezza della nostra vita. Siamo
troppo grandi per perdere il nostro tempo con un neonato che vagisce
tra le braccia della mamma? Eppure annualmente viene a ripeterci che
per Lui siamo importanti e grandi e a chiederci di cancellare dalla
nostra mente la sensazione dell’inutilità della nostra vita!
Spogliamoci, perciò, di tutte le false proposte e aspettative di
felicità, non vergogniamoci di farci piccoli, avviciniamoci a Lui e
ascoltiamo la Sua proposta di vita nuova. Questo
è il mio augurio per questo Natale: essere capaci di meravigliarci di
quanto in questi giorni si celebra nelle nostre Chiese. Stupirci di Dio
che si fa uomo, del cielo che non è più lontano, di questa terra che
Lui ha scelto come casa e che vuole bella e di tutti, che è venuto a
dichiarare a ciascuno un amore unico e grande, che c’è ancora posto per
la speranza, che nonostante le cadute e i tradimenti ci sono sempre due
braccia aperte e un sorriso di bambino pronti ad accoglierci. Per
questo motivo, anche quest’anno a tutti, credenti e uomini di buona
volontà, più che BUON Natale auguro di cuore un VERO Natale. † don Franco, arcivescovo -------------------------------------------- Un
Natale povero, celebrato alla Stazione Ferroviaria di Napoli (Piazza
Garibaldi) con un centinaio di persone tra cui senza fissa dimora e
migranti. Infatti la Stazione è un punto di riferimento per i senza
fissa dimora e i profughi. Quale luogo migliore per celebrare la
nascita di quel povero Gesù che nasce per strada da due poveri
migranti, Giuseppe e Maria, in cammino, come oggi milioni e milioni di
persone in fuga da guerre e da fame!
Quello che sta accadendo é di una gravità estrema, viviamo dentro un sistema di morte.
Un
sistema che permette ai 62 uomini più ricchi al mondo di avere
l'equivalente di 3 miliardi e 600 milioni di persone ... e permette
all'1% delle popolazione mondiale, 70 milioni di persone, di avere più
dell 99% delle persone, Questo sistema impoverisce i molti e
arricchisce i pochi: affama e impoverisce. E' assurdo come sistema, per
le profonde diseguaglianze che crea. ...
Questi
70 milioni per andare avanti cosi a comandare hanno bisogno di armi
potentissime, ma come oggi siamo arrivati alla follia di una tale
potenza di armamenti. Per questo si fanno le guerre, per difendere gli
interessi vitali ovunque minacciati. Ecco perchè abbiamo fatto la
guerra in Iraq, costruita tutta su bugie, che è la causa di tutto
questo disastro, che vediamo anche dell'Isis ...
Questo sistema economico-finanziario-militarizzato sta facendo saltare pure l'ecosistema ...
Bisogna cambiare sistema. Per fare questo bisogna cambiare il cuore dell'uomo, ha ragione Papa francesco quando parla di crisi antropologica ... Questo Natale dovrebbe servire che se andiamo avanti così é la morte che ci attende. Dobbiamo cambiare. Siamo invitati a vivere e non a morire ( p. Alex Zanotelli, missionario comboniano) video-------------------------------------------- ...
Intanto il Natale tradizionale continua le sue coreografi e pubblicitarie, i suoi apparati di luci e di regali, i suoi rituali commerciali. Intendiamoci: anche questo aspetto esteriore, in un tempo in cui si tende a cancellare ogni simbolo o memoria religiosa, ha un signi ficato. Tuttavia, con i †flussi ininterrotti e spesso tragici dei rifugiati, con le bombe di Aleppo e le tende dei terremotati non ci si può, da cristiani, impunemente abbandonare a gadget e panettoni, a luminarie e capitoni. È
per questo che abbiamo pensato di riproporre una scena natalizia
evangelica nota ma di solito marginalizzata, quella di Cristo profugo
in Egitto con i suoi genitori. Anni
fa il pittore Renato Guttuso in una delle cappelle del Sacro Monte di
Varese ha voluto raf figurare Maria, Giuseppe e il piccolo Gesù proprio
come una famiglia di profughi del Vicino Oriente, impauriti, costretti
ad abbandonare la loro casa errando nel deserto. Contrariamente
alla gioiosa retorica natalizia, il racconto evangelico della nascita e
infanzia di Cristo nei 48 versetti dei primi due capitoli del Vangelo
di Matteo è, infatti, tutto striato di sofferenze: nasce in una
grotta-stalla, è deposto non in una culla ma in una mangiatoia, si
affaccia subito l’incubo di Erode, è trasferito in terra straniera per
non fi nire sotto la spada che elimina i neonati di Betlemme in quella
che sarà nota come “la strage degli innocenti”.
Già l’ombra della croce si proietta, dunque, sui primi giorni della sua vita
... La
liturgia di questo Natale, con la voce instancabile di papa Francesco,
si trasforma allora in un appello a ritrovare tra i volti spauriti dei
profughi che vediamo scorrere sugli schermi televisivi anche quello del
piccolo Gesù e quelli angosciati di Maria e Giuseppe, e a stendere le
nostre mani per incrociarle con le loro.
GESÙ PROFUGO NEI PROFUGHI DI QUESTI TEMPI-------------------------------------------- È
ben strano il destino che attende il nuovo anno, da sempre tanto
atteso, tanto desiderato, tanto festeggiato. Viene raffigurato come un
bebè, portatore di cose buone, ed è accolto con tanta gioia, ma poi,
per qualche misterioso maleficio, in poco più di trecento giorni il
tenero pargoletto si trasforma in un decrepito vecchio, del quale non
si vede l’ora di sbarazzarsene, cacciato via con risentimento, per non
aver portato la felicità così attesa e sperata. Le frasi più ricorrenti
nell’approssimarsi della fine dell’anno ben esprimono questo stato
d’animo: “Tirasse via a passare quest’anno…”, oppure: “E speriamo che
il nuovo anno sia migliore di questo…”.
E
questo accade ogni fine d’anno. Non si vede l’ora che l’anno termini,
proiettando nel nuovo arrivato tutti quei desideri frustrati che non si
sono realizzati nell’anno vecchio, caricando il nuovo che viene con
tante illusioni che non tarderanno a tramutarsi in cocenti delusioni. E
gli auguri fatti e quelli ricevuti, vengono spazzati via, dimenticati,
lasciando in bocca un amaro disincanto, in attesa di un nuovo anno nel
quale riporre nuovamente le aspettative di sempre.
Forse per non restare ogni volta delusi, bisognerebbe cambiare la prospettiva, e anziché fare gli auguri, essere auguri, farsi augurio per gli altri, non chiedendo cosa l’anno nuovo possa donare, ma impegnandosi a portare qualcosa per renderlo più bello, più umano, come insegna il Nuovo Testamento, per il quale la felicità non è un’utopia, una chimera sempre rincorsa e mai raggiunta, ma una possibilità concreta alla portata di tutti. Infatti la felicità, per Gesù, non consiste in quel che si riceve, ma in quel che si è capaci di donare: “Si è più beati nel dare che nel ricevere” (At 20,35). ... -------------------------------------------- ... I
Magi si presentano come persone insoddisfatte, indignate, perché il
mondo, secondo loro, va in un certo modo che non li soddisfa,
interiormente hanno il desiderio di vedere una novità, che sia
un'apertura, un flash che permetta di sognare diversamente... I magi
sintetizzano tutte le persone che lungo i secoli hanno desiderato
qualcosa di diverso... Ci può essere un futuro diverso?... Il
tempo della grandezza dura pochissimo... la strada della piccolezza,
della povertà è la strada che ci conduce a scoprire la nuova
Gerusalemme... fatta di popoli diversi, di lingue diverse, ma
accomunate da quell'unico amore di Dio che ci raccoglie... Questo è
sogno? è solo fantasia? i Magi dicono "no, è un'intuizione che abbiamo
sentito e ci crediamo, l'abbiamo sperimentato, è Lui la novità!" E viene consegnata a noi questa novità, con Lui si può scrivere una storia nuova!... video-------------------------------------------- ...
Dunque il vangelo dell’Epifania, della manifestazione dell’identità di Gesù alle genti, a quelli che non erano ebrei, figli di Israele, è un vangelo decisivo, che dà alla festa odierna un particolare significato: Gesù è nato Re dei giudei, ma per tutti, e tutti possono andare a lui. In questo racconto di Matteo c’è la storia, ma c’è anche una lettura che l’evangelista fa nella fede. Nasce un bambino in una semplice famiglia formata da un artigiano, Giuseppe, e dalla sua giovane moglie, Maria; nasce in una stalla, riparo per il gregge nella campagna di Betlemme, eppure alcuni uomini da lontano, dall’oriente, o meglio dalla loro sapienza orientata, nella loro ricerca sono portati a vedere in questa semplice nascita il compimento del loro cercare, la pienezza della loro sapienza. Tutti gli umani di ogni tempo e cultura, infatti, hanno in comune soprattutto la ricerca del bene, anche se poi contraddicono questo loro desiderio così impegnativo. In ogni essere umano c’è un anelito al bene, alla vita piena, alla pace, e questo fuoco che abita gli umani li spinge a cercare, a mettersi in cammino, a dichiarare per loro insufficiente la terra che abitano, l’orizzonte consueto. Per questo cammino gli umani cercano e trovano come segnali ciò che possono: il cielo, la terra, il mare e anche le creature animate e inanimate con le quali sanno comunicare. ... Ecco lo scandalo: chi è deputato a conoscere e a osservare ciò che accade non sa, chi è capace di interpretare puntualmente le Scritture in riferimento al Re dei giudei lo annuncia con chiarezza e certezza, eppure in una situazione di radicale accecamento. È così, e ancora oggi avviene così: si possono conoscere le parole di Dio contenute nelle Scritture, si possono citare e spiegare con competenza, si possono addirittura insegnare agli altri, eppure, nel contempo, restare in una situazione di totale cecità o sordità, manifestazioni della sklerokardía, della callosità del cuore… L'Epifania, manifestazione dell'anti-regalità di Gesù-------------------------------------------- Non facciamo neppure in tempo a svuotare il presepe che già sentiamo l’annuncio della Pasqua.
L’Epifania è il racconto della Pasqua in altra chiave.
La Pasqua è la manifestazione della divinità di Gesù Cristo: Lui è il
centro della storia. Verso di Lui convergono le carovane di tutti i
secoli, di tutti i tempi, di tutti i popoli. Cade il velo del tempio e
il Signore si manifesta a tutti i popoli. Le carovane muovono verso di
Lui.
E’ il simbolo della nostra vita: carovane di popoli vanno verso di Lui.
...
Il Signore ci dia tanta luce perché anche noi possiamo trovare le piste giuste, le carovaniere giuste che ci portano alla sua casa. La sua Parola, non altra stella, illumini il nostro cammino.
Vostro + don Tonino Bello, Vescovo
-------------------------------------------- E' possibile richiedere copie-saggio gratuite:
CONVENTO DEL CARMINE
98051 BARCELLONA P.G. (ME)
E-mail: horeb.tracce@alice.it
-------------------------------------------- -------------------------------------------- Vangelo: Lc 2,1-14 (Vangelo della notte di Natale)
L'Amore e la misericordia di Dio verso di noi si è finalmente manifestata nella carne del suo Figlio.
Il
Dio infinitamente grande, il Dio Altissimo, Creatore e Signore del
cielo e della terra si è reso visibile in un bimbo indifeso perché noi
lo potessimo accogliere senza timore. La scelta che, come credenti,
siamo chiamati a fare è tra Cesare Augusto e Gesù, tra la potenza
dell'uomo che divinizza se stesso per opprimere e dominare gli altri, e
la fragilità e l'impotenza di Dio che si umanizza restringendosi in un
bambino per salvarci. Riteniamo erroneamente che le caratteristiche di
Dio siano l'onnipotenza, la grandezza e lo splendore (cf. Dn 2,31ss), senza sapere che queste sono le caratteristiche degli idoli, della sua immagine satanica. "Così
come il suo segno di riconoscimento sarà un bambino, così la
caratteristica di Dio è la piccolezza: una piccolezza in grado di
abbattere qualsiasi grandezza, come il sassolino abbatte l'idolo di Dn
2,34"(cit.). La
piccolezza è la norma essenziale per la nostra fede, la porta stretta
che dobbiamo necessariamente attraversare per entrare nel Regno. Il
grande dilemma dell'uomo di ogni tempo è accogliere l'estrema fragilità
di questo Dio che si è fatto solidale con la nostra debolezza, perché
un Dio che viene nel mondo in questo modo si espone inevitabilmente al
rifiuto
...-------------------------------------------- Commento
Natale del Signore (Messa della notte)
Letture: Isaia 9,1-6; Salmo 95; Tito 2,11-14; Luca 2,1-14 ...
Questo per voi il segno:
troverete un bambino: «Tutti vogliono crescere nel mondo, ogni bambino
vuole essere uomo. Ogni uomo vuole essere re. Ogni re vuole essere
“dio”. Solo Dio vuole essere bambino» (Leonardo Boff).
Dio nella piccolezza: è questa la forza dirompente del Natale. L'uomo
vuole salire, comandare, prendere. Dio invece vuole scendere, servire,
dare. È il nuovo ordinamento delle cose e del cuore.
...
Mio Dio, mio Dio
bambino, povero come l'amore, piccolo come un piccolo d'uomo, umile
come la paglia dove sei nato, mio piccolo Dio che impari a vivere
questa nostra stessa vita. Mio Dio incapace di aggredire e di fare del
male, che vivi soltanto se sei amato, insegnami che non c'è altro senso
per noi, non c'è altro destino che diventare come Te.
-------------------------------------------- Vangelo: Lc 2,16-21
Così come fece Maria (1,39) anche i pastori si mettono in cammino 'in fretta' obbedendo
all'invito dell'Angelo. Disprezzati e rifiutati dalla società religiosa
del loro tempo, ritenuti peccatori insalvabili, causa prima insieme a
pubblicani e prostitute del ritardato avvento del Regno, diventano
modelli di fede, ascoltatori e annunciatori del messaggio che è stato
loro dato, simboli della Chiesa nascente. Hanno accolto la Parola, vi
hanno creduto, hanno contemplato e adesso a loro volta la
proclamano.
Come
Maria, a noi non rimane che accogliere stupiti il loro annuncio
serbandolo nel nostro cuore come tesoro prezioso, meditandolo e
confrontandolo "in una crescita continua che fa germinare la Parola". Perché
la contemplazione e la comprensione che abbiamo del Signore avverrà
unicamente attraverso il continuo ascolto del suo Vangelo.
...-------------------------------------------- Commento
Maria santissima Madre di Dio
Letture: Numeri 6, 22-27; Salmo 66; Galati 4,4-7; Luca 2,16-21 ...
Otto giorni dopo Natale, lo stesso racconto di quella notte: Natale non è facile da capire, è una lenta conquista. Ci
disorienta: per la nascita, quella nascita, che divenne nella notte un
passare di voci che raccontavano una storia incredibile. Da
stropicciarsi gli occhi. È venuto il Messia ed è nel giro di poche
fasce, nella ruvida paglia di una mangiatoia. Chi va a cercarlo nei
sacri palazzi non lo trova.
"Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette dai pastori". Riscoprire lo stupore della fede.
Lasciarci incantare almeno da una parola del Signore, stupirci ancora
della mangiatoia e della Croce, di questo mistero di un Dio che sa di
stelle e di latte, di infinito e di casa.
Dimentichiamo
tutta la liturgia senz'anima che presiede a questi giorni: regali,
botti, auguri, sms clonati, luci, per conservare ciò
che vale davvero: la capacità di sorprenderci per la speranza indomita
di Dio nell'uomo e in questa nostra storia barbara e magnifica, per il
suo ricominciare dagli ultimi della fila.
E impariamo da Maria
... -------------------------------------------- Vangelo: Mt 2,1-12
Se Luca ha nei Pastori i primi destinatari dell'annuncio della nascita di Gesù, Matteo ci presenta i Magi o meglio, i Maghi. Gli
uni e gli altri erano considerati come ricettacoli di ogni impurità,
esseri immondi e insalvabili, disprezzati ed emarginati dagli israeliti
che si guardavano bene dal frequentarli.
E' la sconvolgente novità del Vangelo: "Dio non fa preferenza di persona"(At 10,34),
non esclude nessuno dal suo amore, siano essi i rozzi ed animaleschi
pastori o gli scomunicati maghi, per di più pagani. E' questa la Bella/Buona Notizia che questa pagina del Vangelo, nell'occasione della festività della "Epifania del Signore", ci consegna come anticipo di quella che sarà l'intera esistenza di Gesù.
Guidati
allora dalla stella, simbolo di Dio e della sua Parola, sorgiamo anche
noi ponendoci in cammino fin dove la sua Luce ci condurrà: all'incontro
con il Signore Gesù, vera Luce, vera Vita degli uomini (Gv 1,4).
Ma nel tornare a casa nostra proseguiamo, così come fecero i Maghi
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Che davvero sia profonda la convinzione che la nonviolenza è la
sostanza del Vangelo. Se il Vangelo è amore, la violenza è il contrario
dell’amore. Riflettiamo dunque sul fatto che Dio è amore, che Dio è
Nonviolenza e se vogliamo esse buoni cristiani, ma già esseri umani
pieni di speranza, dobbiamo essere persone di nonviolenza.
Auguri ! e arrivederci a Bologna. + Luigi Bettazzi La nonviolenza è la sostanza del Vangelo-------------------------------------------------------------- SPERANZA E ACCOGLIENZA - Bologna, notte di Natale.
"Questa sera la citta di Bologna ha avuto 2 cattedrali, una la sala di aspetto della stazione dove si sono riuniti i senzatetto e l’altra la Chiesa di S. Pietro" (don Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna - servizio RAI - TG Emilia Romagna Edizione del 25.12.2016 -19.30) video-------------------------------------------------------------- |
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| FRANCESCO |
Come per i pastori di Betlemme, possano i nostri occhi...
Cristo è nato per noi, esultiamo...
Nella festa di Santo Stefano ricordiamo...
Il Natale ha soprattutto un sapore di speranza...
Dio, innamorato di noi, ci attira con la sua tenerezza...
Lasciamoci toccare dalla tenerezza che salva...
Santa Famiglia di Nazaret, fa' che tutti riconosciamo...
Al termine di un anno, ricordiamo i giorni...
Affidiamo a Maria Santissima Madre di Dio il nuovo anno...
All'inizio di questo nuovo anno...
Possa la nonviolenza diventare lo stile...
Essere veri discepoli di Gesù oggi significa...
Che siano la carità e la nonviolenza...
Come i Magi, anche noi camminiamo...
video Servizio CTV
video L'omelia integrale
video integrale Natale del Signore - Santa Messa della Notte
video
video
Il sito internet della comunità di Taizé
Ricordo di Frère Roger di Taizé
video della catechesi
il testo integrale
video integrale
video omelia
video integrale
video
video del saluto ai fedeli
video della catechesi
il testo integrale
video integrale
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