"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"
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NEWSLETTER n°46 del 2020
Aggiornamento del periodo dal 19 al 23 dicembre 2020
Prossima NEWSLETTER prevista per il 31 dicembre |
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(GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)----------------------------------------------------------------------------------------------SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Per riflettere... Non chiedetevi cosa il vostro Paese possa fare per voi, chiedetevi cosa voi... (John Fitgerald Kennedy)------------------------------------------------------------ Il
suo disarmante sorriso lo regalò a chi sa ancora sorridere, le sue
molte lacrime a chi sa piangere ancora. È la vita stessa che difende la
memoria di chi ha scelto di consacrare l’intera esistenza alla lotta
per poter soffrire ed essere felice, da uguale, con e per gli altri.
Diciassette anni dopo la sua morte, mentre il mondo si unisce, suo
malgrado, travolto da un virus che non conosce confini, l’istigazione
alla rivolta di Dino Frisullo, la stessa per cui nel 1998 fu rinchiuso
nel carcere speciale di Diyarbakir, è più viva che mai. Malgrado le
apparenze. Certo, lo stato di salute dei movimenti cui Dino decise di
consacrare ogni sua più piccola energia, vista dal piccolo e logoro
angolo del mondo in cui riposa il suo corpo, non è affatto esaltante.
In primo luogo, naturalmente, l’antirazzismo, che insieme a pochissimi
altri contribuì a far germogliare in Italia, come racconta qui, molto
da vicino, Annamaria Rivera. E poi la pace, la solidarietà
internazionale, le libertà di pensiero critico, di parola, di movimento
e di azione contro le disuguaglianze e le oppressioni di ogni genere e
classe. Eppure – come Dino ha scritto nella sua poesia testamento (è in
coda all’articolo), destinando ogni sua fibra a nutrire “un albero
grande in piena nuda terra” perché “il mondo con me respiri ancora”, –
quel respiro profondo alimenta la speranza tenace di milioni di
persone. Dai centri di salute autogestiti del Rojava alle moltitudini
che sfidano il gelo del filo spinato europeo sulle rotte balcaniche e
tra i flutti del Mediterraneo, è ogni giorno che il sogno di Dino
rivive e si afferma: un mondo di gente ostinata, indomabile, che
resiste perfino alle torture nei lager libici ma respira ancora e
strenuamente valica i confini della proprietà della terra
Annamaria Rivera: Dino e il respiro del mondo------------------------------------------------------------ Traffico
di esseri umani e grave sfruttamento sono una piaga molto diffusa tra i
pescatori di tutto il mondo. E il Covid-19 ha aggravato la situazione,
come ricordato ieri dal Papa durante l’Angelus. La denuncia di padre
Ciceri dell’Apostolato del mare, la fondazione cattolica al servizio
dei marittimi
Anna Pozzi: Schiavi del mare------------------------------------------------------------ Della situazione
dei giovani, nel tempo del coronavirus, si parla poco. Se lo si fa, è
per denunziare la loro irresponsabilità nel frequentare la movida e nel
creare assembramenti. Ma di quello che stanno vivendo, solo qualche
accenno.
Forse perché si ha l’oscura percezione che dei loro problemi non è responsabile solo la pandemia, ma anche, e forse soprattutto, il modo in cui noi, gli adulti, la stiamo affrontando. Emblematica la nostra incapacità di tenere aperte le scuole. Lo si può capire per i primi mesi, quando tutti siamo stati colti di sorpresa. Giuseppe Savagnone: Scuole chiuse: il prezzo lo pagano i ragazzi----------------------------------------------------------- Mentre
siamo tutti immersi in questo tempo di Natale nel dolore personale e
collettivo della pandemia a cui giustamente sono rivolte tutte le attenzioni e discussioni, non
possiamo passare sotto silenzio una notizia che sembra gravida di
cattivi presagi e pericoli per il futuro. Si tratta del pericolo che
corrono le nostre istituzioni è in modo specifico il Parlamento. Per
due giorni di seguito al Senato abbiamo assistito a un ricorso alla
violenza fisica per impedire che esso adempisse al suo compito e che il
governo mettesse la fiducia sul decreto legge che modificava (senza peraltro ahimé abrogare) i decreti Salvini contro i migranti.
Raniero La Valle: Allarme Parlamento-----------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"(Vangelo Lc 1,5-25) La fede ci fa vedere gli avvenimenti con gli occhi stessi di Dio, fa scoprire... (Chiara Lubich)IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) (Vangelo Lc 1,26-38) Avvento è tempo di Contemplazione. Nella contemplazione sperimentiamo l'infinita bellezza... (Carlo Maria Martini)(Vangelo Lc 1,39-45)
In ogni incontro si tratta di scoprire nell'altro il mistero di Cristo: ognuno porta Cristo in sè... (Anselm Grùn)(Vangelo Lc 1,46-55)
Maria riconosce Dio come Dio, e scopre in sè l'immagine piena di lui. Ognuno, infatti, riceve Dio... (Silvano Fausti) (Vangelo Lc 1,57-66) -------------------------------------------------------------- Ricorrenze / Eventi Papa Francesco oggi ci ha ricordato con un tweet il significato del
presepe... proponiamo la poesia di Trilussa "Er presepio" inserita
nello speciale "Religiosità popolare - Preghiere in dialetto" perché,
pur non essendo una preghiera, può aiutare a riflettere sul vero senso
del preparare il presepio.
Rammentiamo che si deve a Francesco d’Assisi la diffusione del presepe che il santo allestì per la prima volta a Greccio nel 1223. Religiosità popolare - Preghiere in dialetto - Lazio: Er presepio (Il presepio)-------------------------------------------------------------- GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- -------------------------------------------- Il
giudice Rosario Angelo Livatino sarà presto beato. Papa Francesco ha
autorizzato ieri, 21 dicembre, la Congregazione delle cause dei santi a
promulgare il decreto che ne riconosce il martirio «in odio alla fede».
...
Il 21 settembre 1990 il colpo finale che lo uccise ai piedi del Gasena non eliminò soltanto un uomo e neppure soltanto un giudice: uccisero un cristiano doc, un giudice autenticamente cristiano, l’incarnazione di una fede indomita. Questo era Livatino. Era tutto ciò, e molto altro. E continuerà a esserlo, consegnato all’eternità dalla sua testimonianza imperitura di giustizia e di fede vergata con il sangue. Attimi di grandezza umana e spirituale, raggi di luce evangelica nel buio della disumanità. Certe cose possono farle solo i santi o gli eroi: Livatino era l’uno e l’altro. Vincenzo Bertolone: «Picciotti, che cosa vi ho fatto?»--------------------------------------------------------- GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-------------------------------------------- Intenzione
di preghiera per il mese di Dicembre 2020: ... per una vita di preghiera. (Testo e video)
-------------------------------------------- -------------------------------------------- -------------------------------------------- -------------------------------------------- Terza predica di Avvento del Cardinale Raniero Cantalamessa: Natale e il “sacramento” della povertà.
-------------------------------------------- SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"SARA' BEATO IL GIUDICE ROSARIO LIVATINO
L'annuncio dal Vaticano: Papa Francesco pronuncerà il messaggio natalizio e impartirà la benedizione "Urbi et Orbi" al chiuso, dal Palazzo apostolico. Nella biblioteca, invece, gli Angelus dei giorni successivi. Sempre oggi la Santa Sede annuncia: Rosario Livatino, il "giudice ragazzino" assassinato 30 anni fa dalla mafia, sarà beato. (Servizio di Marco Clementi per il TG1 Rai del 22.12.2020) video-------------------------------------------------------------- Le parole di «Fratelli tutti»
Gentilezza è una parola che sta caratterizzando lo stile del Pontefice; vi insiste lui stesso partendo, come di consueto, da un fondamento neotestamentario che smentisce come ciò possa essere un semplice atteggiamento “buonista” inadatto a chi svolge un ministero come quello petrino: «È un modo di trattare gli altri che si manifesta in diverse forme: come gentilezza nel tratto, come attenzione a non ferire con le parole o i gesti, come tentativo di alleviare il peso degli altri. Comprende il “dire parole di incoraggiamento, che confortano, che danno forza, che consolano, che stimolano”, invece di “parole che umiliano, che rattristano, che irritano, che disprezzano”» ( Ft , 223). Edoardo Buroni: Si vis pacem para verbum---------------------------------------------------------- ...
L’eredità di don Roberto Malgesini, ucciso il 15 settembre da uno degli
sbandati a cui spesso aveva aperto la porta, non è solo nella carezza
al povero, nella cura del mendicante o nel pane spezzato di notte sotto
ai portici dell’abitato che scende a valle fino al lago. Il suo lascito
è il «sì» pronunciato ancora per chi suona al citofono dell’antica
canonica di San Rocco.
Vengono qui per ricaricare la batteria dei telefoni. Restano qui per sentirsi come gli altri. ... Nello Scavo: Como, tra gli ultimi degli ultimi amati da don Roberto Malgesini-----------------------------------------------------------
(GIA' ANTICIPATO NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)-----------------------------------------------...
Fin dai primi secoli dell’era cristiana, in prossimità della festa di
Natale scrittori di ogni estrazione etnica e culturale, poeti e
narratori, mossi dalla fede o dal dubbio, non hanno mai cessato di
mescolarsi idealmente alla processione dei pastori per raggiungere la
grotta della Natività, contemplare il Frutto della divina Incarnazione
e tornare a “riferire”, in versi o in pagine di prosa, le loro
emozioni, suggestioni, riflessioni. Per poi condividerle, grazie al
proprio talento letterario, con platee più o meno vaste di lettori,
suscitando uno “stupore” simile a quello di coloro «che udivano le cose
dette dai pastori». Il lungo pellegrinaggio di scrittori-pastori
diretti alla Betlemme dei Vangeli di Matteo e Luca non si è interrotto
neppure nel Novecento delle guerre mondiali, dei genocidi e della
secolarizzazione, neppure in questo primo scorcio del Terzo Millennio
inaugurato da una galoppante globalizzazione messa attualmente in crisi
dal covid-19. ...
Marco Beck: Sessanta modi per dire NataleIl 25 dicembre 1960, in
piazza del Duomo a Milano, intorno al grande albero addobbato, si tiene
la manifestazione nazionale del Natale in piazza: migliaia di
metalmeccanici, i sindacati dicono centomila, in sciopero da mesi,
convergono con le loro famiglie per una manifestazione organizzata
dalla Cgil, con l’adesione della sola Uil perché la Cisl ha deciso di
non partecipare per non urtare la sensibilità dei cattolici.
Quel Natale di sessant’anni fa chiude un anno problematico in Italia, e basterebbe citare la rivolta contro il governo Tambroni, le proteste a Genova, i morti di Reggio Emilia e tutti i contraccolpi e gli squilibri sociali del “miracolo” economico. In particolare, i lavoratori del settore elettromeccanico sono in lotta e inaugurano un decennio che si chiuderà solo con l’autunno caldo del 1969. A Milano dunque, dal palco allestito sotto un grande striscione appeso al colonnato della Galleria, parlano i responsabili nazionali del sindacato. Contemporaneamente, nella cattedrale, l’arcivescovo Giovanni Battista Montini celebra il pontificale di Natale; le grandi navate sono gremite. Gisella Adornato: Montini e il “Natale in piazza” degli operaiForse, per comprendere
meglio il mistero del Natale, dovremmo fare astrazione, almeno per un
certo periodo, da quelle immagini con cui la fantasia ha ammobiliato la
nostra mente e che ricorrono quasi necessariamente quando pronunciamo
questo nome. Si tratta per lo più di immagini prese dal racconto del
Vangelo secondo Luca. Esso ci lascia un’impressione di luminosità e di
serenità: una grande luce compare sulla terra (Lc 2,9), si ode il
cantico di pace di una moltitudine dell’esercito celeste (Lc 2, 13-14),
mentre con i pastori andiamo ad adorare il bambino che è nato (Lc 2,
15) e incontriamo Maria e Giuseppe che contemplano il loro primogenito
(Lc 2, 16).
Tutto questo è vero e fa parte del mistero del Natale. Ma è importante anche ricordare il contesto oscuro in cui tutto ciò avviene. Un viaggio faticoso da Nazaret a Gerusalemme per soddisfare la vanità di un imperatore, le pesanti ripulse ricevute da Giuseppe che cerca un posto dove possa nascere il bambino, il freddo della notte, il disinteresse con cui il mondo accoglie il figlio di Dio che nasce. E su tutto questo grava una pesante cappa di grigiore, di incredulità, di superficialità e di scetticismo, evidenziata nelle gravissime ingiustizie presenti allora nel mondo. Non si può dire che il contesto del primo Natale fosse un contesto di luce e di serenità, ma piuttosto di oscurità, di dolore e anche di disperazione. Carlo Maria Martini: Il Natale di un tempo oscuro----------------------------------------------------------
SEGNALATI IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"Tweet19/12/2020:
L'albero di Natale e il presepe sono segni di speranza, specialmente in questo tempo difficile... La #solidarietà si esprime concretamente nel servizio, che può assumere forme molto diverse...20/12/2020:
In questo tempo difficile, anziché lamentarci di quello che la pandemia ci impedisce di fare, facciamo...21/12/2020:
Gesù non aspetta che diventiamo buoni per amarci, ma si dona gratuitamente a noi. Chi non guarda la crisi alla luce del Vangelo, si limita a fare l'autopsia di unn cadavere...22/12/2020:
La gioiosa attesa della venuta del Salvatore che si è fatto uomo, simile a noi, ricolmi i nostri cuori...23/12/2020:
Se la #pandemia ci ha costretto a stare più distanti, Gesù, nel presepe, ci mostra...---------------------------------------------------------- Papa Francesco dopo la recita dell'Angelus:
"... Il Natale, ormai vicino, sia per ciascuno occasione di rinnovamento interiore, di preghiera, di conversione, di passi avanti nella fede e di fraternità tra noi. Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto a quanti sono nell’indigenza: il fratello che soffre, dovunque si trovi, il fratello che soffre ci appartiene. È Gesù nella mangiatoia: chi soffre è Gesù. Pensiamo un po’ a questo. E il Natale sia una vicinanza a Gesù in questo fratello e in questa sorella. È lì, nel fratello bisognoso, il presepe al quale dobbiamo recarci con solidarietà. Questo è il presepe vivente: il presepe nel quale incontreremo davvero il Redentore nelle persone che hanno bisogno. Camminiamo pertanto verso la Notte Santa e attendiamo il compiersi del mistero della Salvezza. ..." Guardiamoci intorno, guardiamo soprattutto a quanti sono nell'indigenza: il fratello che soffre...---------------------------------------------------------- (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Questi
pre-natalizi sono giorni di appuntamenti tradizionali dei pontefici
che, non raramente, hanno costituito un momento importante di
riflessione e indicazione alla Chiesa, ma non solo ad essa. Quest’anno
è stato certamente così e riflettendo bene si può trovare un filo molto
importante tra quanto detto da Francesco in occasione degli
auguri alla Curia, in occasione dell’Angelus di domenica 20 dicembre e
con il riconoscimento del martirio del giudice Rosario Livatino.
Riccardo Cristiano: Le lezioni pre-natalizie di papa Francesco------------------------------------------------------------
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