"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°2 del 2018

Aggiornamento della settimana

dal 20 al 26 gennaio 2018

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 2 febbraio 2018

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI





OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 







Viaggio in Cile e Perù

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 7 - Partenza dal Cile e arrivo in Perù

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 8 - Incontro con i popoli dell'Amazzonia: "Voi siete memoria viva della missione che Dio ha affidato a tutti noi: avere cura della casa comune." - Incontro con la popolazione: "Questa non è una terra orfana, è la terra della Madre! Innamoratevi di questa terra Madre de Dios, impegnatevi per essa e custoditela, difendetela."

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 9 - Visita all’Hogar Principito: "Gesù Bambino. Lui è il nostro tesoro, e voi bambini siete il riflesso, e siete anche voi il nostro tesoro, il tesoro di tutti noi, il tesoro più prezioso di cui dobbiamo avere cura... voi siete le stelline che illuminano la notte." - Incontro con le Autorità: "... la corruzione. Quanto male procura... tale “virus” sociale... infetta tutto, e i poveri e la madre terra sono i più danneggiati. ... la corruzione è evitabile ed esige l’impegno di tutti."

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 10 - Messa a Huanchaco: "La fede ci apre ad avere un amore concreto, non di idee, concreto, fatto di opere, di mani tese, di compassione; che sa costruire e ricostruire la speranza quando tutto sembra perduto... Riempite sempre la vostra vita di Vangelo."

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 11 - Incontro con i religiosi: "Le nostre vocazioni avranno sempre quella duplice dimensione: radici nella terra e cuore nel cielo." - Celebrazione Mariana Virgen de la Puerta: "Maria sarà sempre una Madre meticcia, perché nel suo cuore trovano posto tutte le razze, perché l’amore cerca tutti i mezzi per amare ed essere amato."

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 12 - Alle suore di clausura: "La vita di clausura non imprigiona né restringe il cuore, ma piuttosto lo allarga." - Ai vescovi: "Com’è urgente questa visione per noi, pastori del secolo XXI!, ai quali tocca imparare un linguaggio totalmente nuovo com’è quello digitale, per fare un esempio. Conoscere il linguaggio attuale dei nostri giovani, delle nostre famiglie, dei bambini…"

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 13 - Angelus: "il cuore non si può “fotoshoppare”, perché è lì che si gioca l’amore vero, è lì che si gioca la felicità, è lì che mostri quello che sei" - Fuori programma il Battesimo di Danielita - Messa: "Gesù è arrivato fino a noi per impegnarsi nuovamente come un rinnovato antidoto contro la globalizzazione dell’indifferenza. Perché davanti a questo Amore non si può rimanere indifferenti."

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VIAGGIO APOSTOLICO DI PAPA FRANCESCO IN CILE E PERÙ 15-22 GENNAIO 2018 / 14 - Conferenza stampa - Arrivo a Roma - I video dei momenti più intensi del viaggio

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La vicenda del vescovo di Osorno, accusato di aver coperto gli abusi del suo mentore Karadima, ha finito per monopolizzare l'attenzione facendo passare in secondo piano le parole del Pontefice sull'Amazzonia, sulla corruzione e sulla conversione necessaria alla Chiesa

  Andrea Tornielli:   Quei messaggi papali messi in sordina dal caso Barros

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I NOSTRI TEMPI



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Le "baby gang" un fenomeno che ci riguarda?

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Liliana Segre nell'80° anniversario delle leggi razziali nominata Senatore a vita

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L'immoralità di chi specula sulla paura di Nunzio Galantino

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Papa Francesco al Forum economico mondiale di Davos: La persona e i suoi diritti al centro dei modelli economici

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"La Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico. ... Dialogare per cercare il bene comune per tutti ... abbiate cura, senza intermittenza, dei poveri e della difesa della vita." Card. Bassetti

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Intervista alla neosenatrice a vita: noi sopravvissuti all'Olocausto stiamo morendo tutti, e presto il mare si chiuderà sopra di noi nell'indifferenza e nella dimenticanza. Come avviene con i migranti

 
TV2000: 
  Shoah, Segre: «Noi testimoni saremo dimenticati come i migranti nel mare»


Tutti gli esseri umani sono dotati dello stesso tipo di Dna. Non esistono razze in senso biologico. Sembrerebbe tutto chiaro, ma purtroppo non lo è

  Dacia Maraini:   La parola «razza» non è innocente

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C'è chi ha fatto grandi numeri, chi meno, ma a livello globale il 2017 ha portato un incremento della ricchezza. Siamo cresciuti, il Pil mondiale è salito.
Dovremmo stare tutti un po' meglio. Non è così perché l'82% di questo aumento è andato a finire solo nelle mani dell'1% della popolazione. I Paperoni mondiali, che la rivista Forbes mette in fila ogni anno. Sono 2.043, ma come mai si era visto nella storia il loro numero aumenta a ritmo esponenziale.
La denuncia arriva da Oxfam...


 
Barbara Ardù: 
  Quell'un per cento che prende tutto

L’82% dell’incremento della ricchezza va all’1% più benestante. E per 3,7 miliardi di persone non c’è nulla. E in Italia? Non va meglio. Nel numero in edicola di Famiglia Cristiana un servizio sul Rapporto pubblicato dalla Ong internazionale Oxfam

 
Luciano Scalettari: 
  POCHI RICCHI EPULONI E TROPPI LAZZARI

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È quanto emerge dal rapporto del Centro internazionale studi sulla famiglia, che ha realizzato oltre 3mila rilevazioni sulle “relazioni familiari nell’era delle reti digitali”. I dati riflettono rapporti sempre più “ibridi”, in cui il contatto diretto tra le persone è integrato, a volte sostituito, da relazioni digitali e da interazioni a distanza. È cambiato così il modo di comunicare tra genitori e figli, grazie alla presenza della tecnologia

 
Filippo Passantino: 
  Genitori e figli su WhatsApp: come cambia la comunicazione in famiglia nell’era delle reti digitali

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La Repubblica Democratica del Congo (Rdc), nel cuore vitale dell’Africa subsahariana, potrebbe essere un autentico paradiso terreste. Crogiuolo di popoli con straordinarie culture ancestrali – quasi 82 milioni gli abitanti divisi in trecento principali etnie –, è un Paese attraversato da immense foreste equatoriali con una vegetazione spontanea che si manifesta, a quelle latitudini, nelle forme più esuberanti, tra cui spiccano i palmizi e i legni più pregiati, quali l’ebano e il mogano. Per non parlare dei suoi grandi fiumi o degli struggenti tramonti che rendono questo vastissimo territorio un concentrato di bellezze paesaggistiche che vanno al di là di ogni fantasia e immaginazione. E cosa dire delle immense ricchezze del sottosuolo che accolgono l’intera gamma dei minerali del nostro pianeta?
Alla prova dei fatti, l’ex Zaire – come si chiamava durante il regime del defunto Mobutu Sese Seko – potrebbe essere davvero un Paese senza problemi, mentre oggi rischia l’implosione, come segnalano le vicende recenti.

  Giulio Albanese:  Congo, un paradiso reso inferno e la nostra colpevole indifferenza

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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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  Gesù è colui che conosce l'infermità in tutta la sua estensione...  (Paolo VI) 
   Fammi conoscere, Signore, le tue vie... (Salmo 24)
  Bestemmiamo contro lo Spirito Santo quando...  (Antonio Savone)
   Più felice fu Maria accogliendo in sè la fede...  (Sant'Agostino)
   In un mondo di disperati, di smarriti, in un universo che...  (Card. Carlo Maria Martini)
  Ogni "sì" a Dio è un passo verso il Cielo... (Papa Francesco)
   Dovete formare un solo coro, prendendo tutti la nota da Dio...  (Salmo 95)

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Henri Antoine Grouès, detto Abbé Pierre (Lione, 5 agosto 1912 – Parigi, 22 gennaio 2007),a diciannove anni entra nel convento di clausura dei Cappuccini, dove rimane per sette anni, studiando filosofia e teologia. Dopo essere stato ordinato sacerdote, nel 1938, inizia un’intensa attività di salvataggio delle vittime della violenza nazista. È in questa occasione che diventa l’Abbé Pierre. Come partigiano darà un grosso contributo alla liberazione della Francia. Qualche anno più tardi, da un incontro con un ergastolano e mancato suicida, che aveva trovato accoglienza a casa sua, nasce l’esperienza di Emmaüs. Il movimento, che ha dato origine a centinaia di comunità sparse in tutto il mondo, mediante il lavoro di recupero e riutilizzo degli scarti, vuole ridare dignità e fiducia ai poveri, i quali diventano essi stessi donatori e provocatori di chi ha e non fa nulla. 
Memorabile il suo appello alla Radio Luxembourg dell'11 febbraio 1954 per donare coperte, tende e generi di conforto a quei numerosi senza tetto che incontravano gravissime e crescenti difficoltà a sopravvivere.


 
Con tutto il denaro del mondo non si fanno gli uomini...

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Il 24 gennaio la Chiesa fa memoria di Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli scrittori cattolici, per ricordarci che ciò che si dice e si scrive deve essere coerente a ciò che si vive. L’Enciclopedia Garzanti lo definisce così: “Elegante predicatore e prosatore alieno dai toni aspri, abile nell’intrecciare immagini e idee”. La gente lo amava perché si sentiva amata da lui.
La vita di Francesco di Sales è stata intensa e breve, vive solo 55 anni (21 agosto 1567 - 28 dicembre 1622), vive un passaggio d’epoca come lo stiamo vivendo noi. È un “uomo ponte” che ha testimoniato la sua fede in un contesto ostile. Davanti ai problemi nuovi che sfidavano la Chiesa e il mondo non ha dato risposte vecchie. Non ha paura. Scrive (si calcola più di 30.000 lettere), predica (in un contesto calvinista) e parla delle cose di Dio nei colloqui personali. 
La sua forza è stata la capacità di accogliere la sua debolezza. Come prete inizia a vivere una serie di sconfitte. Dal pulpito non è ascoltato così decide di pubblicare dei foglietti volanti, simili a dei super tweets del tempo! Li faceva scivolare sotto gli usci delle case o li affiggeva ai muri. 
Ai giornalisti lascia il suo testamento: “Vi garantisco che ogni volta che sono ricorso a repliche pungenti, ho dovuto pentirmene. Gli uomini fanno di più per amore e carità che per severità e rigore”


   Diciamo così: Dio è il pittore, la nostra fede è...
   Bisogna combattere il male col bene...
  
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IL CAMMINO CRISTIANO NELLA FAMIGLIA - HOREB N. 3 del 2017

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"E una notizia percorse la Galilea: un altro mondo è possibile" di p. Ermes Ronchi - III Domenica - Tempo ordinario Anno B

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Si ferma il digiuno di Biagio Conte, ma non il suo impegno "Grazie a voi, grazie per il vostro affetto, ho pregato per tutti ma adottate un povero"

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – 18-25 gennaio 2018 - Terzo giorno


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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – 18-25 gennaio 2018 - Quarto giorno

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – 18-25 gennaio 2018 - Quinto giorno


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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – 18-25 gennaio 2018 - Sesto giorno

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – 18-25 gennaio 2018 - Settimo giorno


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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – 18-25 gennaio 2018 - Ottavo giorno

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Fratel Biagio sospende digiuno, ma la sua missione a fianco dei poveri e dei senzatetto prosegue
(Servizio TG2000 del 19.01.2018)


 
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Riforma nel segno del dialogo e della collegialità per valorizzare la ricchezza della Chiesa italiana. Solo un'introduzione e grande spazio alla discussione. Parla il cardinale presidente Bassetti

 
Giacomo Gambassi: 
Cei, addio alla prolusione. Ecco come cambia il «Parlamentino» dei vescovi

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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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Lettera aperta di mons. Delpini ai diciottenni - Compiere 18 anni deve quindi essere l’occasione per liberarsi da una immagine infantile di Dio, della preghiera, della vita, per leggere nel Vangelo la rivelazione della verità di Dio e della sua volontà e prendere la parola di Dio come lampada per i passi da compiere

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Francesco: ricercare la verità è il miglior antidoto alle fake news - MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 52ma GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI « La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace»

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LE SFIDE DEL PRESENTE La carità, umile e discreta compagna di vita di Bruno Forte

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Biagio Conte: non possiamo lasciare solo chi soffre!
PALERMO - Continua la protesta di Biagio Conte per alzare l'attenzione sul dramma delle persone e delle famiglie senza dimora. Da mercoledì. 10 gennaio 2018 il missionario laico dorme per strada sui cartoni e digiuna, con il sostegno di alcuni volontari.
“Vivo un profondo disagio: non riesco a essere tranquillo, non dormo e non riesco nemmeno a mangiare, sapendo che ancora ad oggi tante persone vivono per strada. Tante famiglie sono sfrattate e non hanno la casa, tante persone non hanno un lavoro. La forte indifferenza e il profondo egoismo ancora oggi è molto diffuso e mi inducono a rispondere al male con bene”.
(Servizio di TGR - Rai Sicilia)

 
video

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L'arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha fatto visita stamattina a Biagio Conte, il missionario laico che ormai da mercoledì scorso vive in strada per sensibilizzare Palermo sulle condizioni dei senzatetto e delle persone più in difficoltà.
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Un nuovo accorato appello agli uomini delle istituzioni e ai cittadini, da parte del missionario laico Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e carità dove accoglie migliaia di senzatetto nelle strutture di via Archirafi e via Decollati, il quale da mercoledì 10 gennaio 2018 notte dorme sotto i portici della posta centrale di via Roma a Palermo. Biagio Conte ha scritto una lettera alla città con la quale invita a non essere distaccati verso i bisogni degli ultimi perché l’indifferenza può uccidere. “Vivo un profondo disagio: non riesco a essere tranquillo, non dormo e non riesco nemmeno a mangiare, sapendo che ancora ad oggi tante persone vivono per strada. Tante famiglie sono sfrattate e non hanno la casa, tante persone non hanno un lavoro. La forte indifferenza e il profondo egoismo ancora oggi è molto diffuso e mi inducono a rispondere al male con bene”.
I numerosi senzatetto, morti negli ultimi mesi in un angolo di strada fino al caso di Amor il pomeriggio di Capodanno, sono la prova che qualcosa non va, che le ingiustizie sociali stanno relegando ai margini uomini soli, famiglie con figli, anziani, nell’indifferenza generale. E lui, fratel Biagio Conte, l’uomo che dai primi anni Novanta raccoglie dalla strada chi non ha più nulla, ha deciso di farsi come loro. Così, ha preso un paio di coperte, la Bibbia, il breviario, ha raccolto per strada un bel cartone robusto e ha sistemato il suo giaciglio di protesta sotto i portici delle Poste centrali di via Roma. Proprio dove qualche anno fa emise l’ultimo respiro Vincenzo, un senza dimora che la Missione Speranza e Carità ha assistito e accompagnato verso la morte, facendogli sentire l’affetto e l’attenzione che per una vita gli erano stati negati. (Servizio TGMED 15.01.2018)

  video

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Al Dicastero per i laici, la famiglia e la vita Bergoglio ha voluto in ruoli chiave due italiane, spose e madri: Linda Ghisoni è diventata sottosegretaria per la sezione laici, Gabriella Gambino è sottosegretaria per la sezione vita. "L'altra metà del cielo" ha sempre più spazio. E responsabilità. I precedenti, a partire dal Concilio.

 
Il telegramma del Papa per le vittime dell'incidente ferroviario a Pioltello

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La Cei annuncia l’intenzione di convocare un «incontro di riflessione e di spiritualità» che vedrà insieme le Chiese che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo. Punto di riferimento la «visione profetica di Giorgio La Pira, che era solito definire il Mediterraneo come una sorta di “grande lago di Tiberiade” che accomuna la “triplice famiglia di Abramo”»

  Giorgio Bernardelli:    La Chiesa italiana, il Mediterraneo e l’audacia di La Pira

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È stato reso noto oggi, come da tradizione, il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2018, dal titolo «“La verità vi farà liberi” (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace». A mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione, abbiamo chiesto una prima riflessione sul testo

 
Massimiliano Menichetti: 
  Servono nuove forme di alleanze tra cittadini e istituzioni contro le fake news


Dovere di identità, coraggio di alterità, sincerità delle intenzioni: conferendo il Premio dedicato a Padre Jacques Hamel, l’anziano sacerdote francese martirizzato in Francia nel 2016, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, fornisce le tre linee guida per un buon giornalista.

 
Andrea Gagliarducci: 
   Il Cardinale Parolin per il Premio Hamel, "ecco i tre orientamenti del giornalista"

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Storie di convivenza tra credenti in Cristo e islamici. Viaggio a Dakar alla scoperta dei rapporti amichevoli che legano le due comunità, per le quali l’ospitalità è valore fondamentale

 
Cristina Uguccioni: 
Così in Senegal cristiani e musulmani vivono insieme in pace

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C’è un lungo filo rosso che lega la Gaudium et Spes, la costituzione apostolica attraverso la quale i Padri del Concilio hanno saputo «esprimere una comprensione profondamente rinnovata del Vangelo della famiglia», alla esortazione Amoris laetiti a, frutto di due intense e dibattute stagioni sinodali, ed è l’attenzione della Chiesa alla famiglia, alla sua vocazione, alle sue sfide nella contemporaneità.   
La cattedra inaugurata oggi presso il Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, che prende proprio il nome della quarta costituzione promulgata da Paolo VI, diviene quindi l’emblema di questa «peculiare missione accademica rivolta al matrimonio e alla famiglia», realtà umane che «vennero messe dai Padri conciliari al primo posto tra i problemi contemporanei particolarmente urgenti». Francesco lo scrive in una lettera rivolta a monsignor Vincenzo Paglia, Gran cancelliere dell’Istituto voluto e fondato da Papa Wojtyla nel 1981, e “rifondato” dallo stesso Bergoglio con un Motu proprio del settembre 2017 con il quale ne ha ampliato il campo d’azione. 


  Salvatore Cernuzio:  La Chiesa e le sfide della famiglia, il Papa: “Un cammino da Gaudium et Spes ad Amoris laetitia”

Ampi stralci della lectio magistralis tenuta da padre John O’Malley, all’inaugurazione della Cattedra “Gaudium et spes” del Pontificio Istituto teologico “Giovanni Paolo II” per le Scienze del matrimonio e della famiglia. Il gesuita, docente alla Georgetown University di Washington (D.C), interverrà sul tema: “Attualità della Gaudium et spes a 50 anni dal Concilio Vaticano II”.

  John O' Malley:  In «Gaudium et spes» si rivela l’essenza del Concilio Vaticano II di John O’Malley (pdf)

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 FRANCESCO
 

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20/01/2018:

  Non c'è medicina migliore per curare tante ferite che...

21/01/2018:

  Non perdere tempo a mascherare il tuo cuore...

  Oggi il Signore ti chiama a percorrere con Lui la città...

22/01/2018:


  Grazie a coloro che in molti modi e forme...

23/01/2018:

  La preghiera che purifica, fortifica e illumina...

24/01/2018:

  Nessuna disinformazione è innocua...

  Desidero rivolgere un invito a promuovere un giornalismo di pace...

25/01/2018:

  Pregando, possiamo vederci gli uni gli altri...

26/01/2018:

  La gioia del cristiano non si può comprare...

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«Sono rientrato due giorni fa dal Viaggio Apostolico in Cile e Perù. Ringrazio il Signore perché tutto è andato bene» Papa Francesco Udienza Generale 24/01/2018 (foto, testo e video)

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Un giorno da ricordare per i piccoli bambini malati di tumore dell'associazione Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi, che hanno salutato Papa Francesco in Aula Paolo VI. I bambini sono stati ospitati per un pranzo all'Isola Solidale di Roma, dove i detenuti che qui scontano i domiciliari li hanno accolti e intrattenuti.

  FANPAGE: Il Papa incontra i bimbi malati della Terra dei Fuochi. Poi tutti al pranzo offerto dai detenuti (video)

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Il direttore della «Civiltà Cattolica» spiega in un saggio la strategia della Chiesa in uscita e la logica rivoluzionaria della misericordia

 
Antonio Spadaro: 
«Così Francesco sta cambiando il mondo»

Il pontificato di Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires con antiche radici diffuse in Piemonte, comincia all’insaputa della Chiesa – e forse a conoscenza del destino – il 19 aprile del 2005. Quando il Conclave, riunito dopo l’atroce morte di Giovanni Paolo II, al quarto scrutinio elegge il teologo Joseph Ratzinger che sceglie il nome di Benedetto. I cardinali europei e italiani preferiscono Ratzinger a Bergoglio e la continuità col passato piuttosto che la rivoluzione sudamericana. Il consenso per l’argentino è notevole, si potrebbe sfruttare subito per un incarico apicale in Curia oppure per una collaborazione da vicino con Ratzinger. Per due motivi, però, Bergoglio non viene coinvolto.

 
Fabrizio d'Esposito e Carlo Tecce: 
Francesco lo straniero. "A Roma muoio"

...  Bergoglio parlò della Chiesa mondana, che vive in sé e per se stessa, chiarendo che «questa analisi dovrebbe far luce sui possibili cambiamenti e sulle riforme che devono essere fatte per la salvezza delle anime». Ricordo che prima di concludere il suo breve intervento, l’arcivescovo di Buenos Aires definì l’identikit del futuro Papa dicendo: «Pensando al prossimo Papa, c’è bisogno di un uomo che, dalla contemplazione e dall’adorazione di Gesù Cristo, aiuti la Chiesa a uscire da se stessa verso la periferia esistenziale dell’umanità, in modo da essere madre feconda della “dolce e confortante gioia di evangelizzare”».
E fu in quei giorni che parlammo della necessità di rendere il Vaticano e la Chiesa ancora più collegiali e universali, di come affrontare la piaga delle persecuzioni dei cristiani nel mondo, degli interventi sullo Ior, della riforma della Curia Romana e di tante altre cose (tra massoneria, lobby e Vatileaks). Non posso certo dire cosa è successo all’interno della Sistina, durante il conclave, ma posso raccontare una cosa: quando iniziò a delinearsi la figura dell’arcivescovo di Buenos Aires come possibile nuovo Pontefice, le famose cordate clericali di cui oggi Francesco parla tanto, iniziarono a muoversi per ostacolare il disegno di Dio che stava per realizzarsi. Qualcuno (...) addirittura mise in giro la voce a Santa Marta che Bergoglio fosse ammalato, che fosse senza un polmone. (...)
Fu un vero sollievo: lo Spirito Santo, nonostante gli ostacoli delle cordate, stava soffiando sulla persona giusta! E fu per me una grande emozione vederlo vestito di bianco, quella sera del 13 marzo 2013. 
Da quel giorno tutto è cambiato, e oggi con Francesco (...) sta cambiando anche la conformazione del Collegio cardinalizio (...) che si è aperto ancora di più al mondo...


 
Oscar Andrés Rodrìguez Maradiaga: 
«Quelle voci in Conclave: Bergoglio non ha un polmone. Fui io a chiedergli la verità»

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Discorsi
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