"Tempo Perso - Alla ricerca di senso nel quotidiano"




 NEWSLETTER n°38 del 2017

Aggiornamento della settimana

dal 16 al 22 settembre 2017 -

 

Prossima NEWSLETTER prevista per il 29 settembre 2017

 
 




IL VANGELO DELLA DOMENICA 


PREGHIERA DEI FEDELI




OMELIA 


 

 



NOTA

Articoli, riflessioni e commenti proposti vogliono solo essere
un contributo alla riflessione e al dialogo su temi di attualità.

Le posizioni espresse non sempre rappresentano l’opinione di "TEMPO PERSO" sul tema in questione. 







I NOSTRI TEMPI




  (GIA' ANTICIPATI NEL NOSTRO BLOG PIETRE VIVE)


Appello di docenti ed educatori per lo ius soli e lo ius culturae

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La voglia di buone notizie... che arrivino al cuore!!!

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SEGNALATO IN FACEBOOK NELLA NOSTRA PAGINA SOCIALE "QUELLI DELLA VIA"

Camilleri: L'Europa dei muri, dei respingimenti, questa assoluta mancanza di pietà umana verso chi soffre, mi fa repellere!
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"Non ho nemici, ho avversari... che non sono solo italiani, ma sparsi in quell'Europa del cavolo che alza muri, che mette reticolati, che minaccia carri armati al Brennero, tutti quelli che non si rendono conto che ci troviamo di fronte ad un cambiamento totale, proprio secolare della nostra storia. Continuare con i respingimenti, con il non accogliere, questa assoluta mancanza di pietà umana verso chi soffre mi fa proprio repellere"
(Andrea Camilleri, estratto video dell'intervista tratto da Carta Bianca-RaiTre del 12 settembre 2017)


 
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Ci rivolgiamo alle senatrici e ai senatori della Repubblica affinché venga approvata la legge che conceda finalmente la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati non solo per ius soli, ma anche – com’è giusto che sia – per ius culturae. È una legge di civiltà, che supera quel «diritto del sangue» che ancora prevale.

  MICROMEGA:   Filosofi per lo ius soli


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IUS SOLI. Espressione delineante un istituto giuridico, diritto del suolo, per il quale chi nasce nel territorio di uno Stato ne é cittadino e che negli ultimi giorni ha mandato in delirio milioni di italiani, chiamando ad esprimersi chiunque in merito, come fosse da decidere chi far vincere alla casa del Grande Fratello con un Si o No al televoto. Da quando siamo riusciti a far approdare in Senato il ddl 2092 che modifica le disposizioni in materia di cittadinanza, é scoppiato il caos più totale : giornalacci, talk show, tweet, post facebook, foto del profilo pro o contro. Sembra l’Italia di 40 anni fa alle prese con la legge sul divorzio, senza social (ed é in parte stato un bene !).
Tante, forse troppe falsità ed errate informazioni circolano a riguardo, portando a conclusioni affrettate e giudizi inopportuni sulla riforma cittadinanza, a partire proprio dall’espressione stessa, ius soli, con la quale é identificata : per quanto breve, immediato e catalizzatore di attenzione, ius soli non é affatto il giusto modo di chiaramare questa riforma.

 
ULTIMA VOCE: 
  Lo Ius Soli Spiegato Da Ilham Mounssif Di #Italianisenzacittadinanza


La docente insegna nella scuola Parco di Veio dove il 70% degli alunni di altre nazionalità è nato in Italia: "I cinesi sono così integrati che non hanno neanche più il problema della erre. Qui non si fanno differenze, il problema è forse quando i piccoli tornano a casa"

 
Maria Novella De Luca: 
   Annalisa Paris: "Io, maestra dei bimbi stranieri dico che lo Ius soli è già realtà"

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... Se si riesce a sopravvivere alla coltre di retorica motivazionale che fa da tono dominante a tutta la pubblicazione, al paternalismo e all’onnipresenza della “beneficenza borghese” — gli ultimi sono sempre raccontati dal punto di vista del filantropo di turno che va ad aiutarli — il Corriere delle buone notizie contiene anche alcuni reportage ben fatti e interessanti.
Ma la questione è di principio: è davvero compito della stampa farsi megafono di storie e iniziative già coperte ampiamente dalla pubblicità e dalla pubblicistica governativa?
Il compito del giornalismo dovrebbe essere, piuttosto, quello di fare da contrappeso alle narrazioni positive a senso unico: un compito di denuncia, di watchdog, come si usa dire nei paesi anglosassoni. Se si raccontano le “cose brutte” — adattiamoci a questo lessico da quinta elementare — non è per disfattismo, o per fare i gufi, ma per illuminare una parte di realtà sotto-rappresentata e stimolare un miglioramento — che sia soltanto sotto forma di presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica, o di intervento politico vero e proprio. ...


  Sebastian Bentinelli:   Cosa c’è di sbagliato nel Corriere delle buone notizie


Una cattiva notizia è una buona notizia. Le ciniche regole dell’informazione hanno sempre portato il giornalismo a rincorrere e a dare eco alle vicende sociali e ai fatti di cronaca più drammatici e conflittuali. Raccontare la realtà significa invece anche puntare i riflettori sul contributo fondamentale offerto dai corpi intermedi: famiglie, imprese e mondo dell’associazionismo e della cooperazione.
Ribaltare questo piano narrativo è lo scopo di “Buone Notizie - L’impresa del bene”, l’inserto settimanale del Corriere della Sera distribuito gratuitamente ogni martedì. ...


  Marco Guerra:   Il Corriere della sera racconta le 'buone notizie' dell’Italia

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A tutti andrebbe ricordato che, come hanno dichiarato autorevoli rappresentanti tedeschi, quelle bombe vengono costruite dall'azienda tedesca RWM in Italia perché secondo la loro legislazione non sarebbe possibile esportarli verso un Paese in guerra. Per la verità anche da noi. Solo che noi, in nome del diodenaro, diventiamo più disponibili. E intanto in Yemen si muore. 

  Tonio Dell'Olio:   Un Parlamento con le mani insanguinate


L’Italia può continuare a vendere armi alla coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita. Quella che bombarda da oltre 900 giorni lo Yemen causando più della metà degli oltre 10 mila morti tra i civili. L'invio di materiale bellico potrà proseguire finché non ci sarà formalmente un embargo internazionale. Lo ha deciso la Camera

 
Giorgio Beretta: 
  Guerra Yemen: la Camera non ferma vendita armi

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... Come conseguenza quello slogan rozzo «aiutiamoli a casa loro» andrebbe inteso in modo più ampio: non (solo) un modo per tenere i migranti lontano da qui. Se Ayan se ne va in Canada su quale capitale umano potrà contare il suo Paese? Se dalla Siria se ne vanno medici, insegnanti, ingegneri, chi la ricostruirà a guerra finita?

 
Gianpaolo Silvestri: 
   Formazione e inclusione aumentano la sicurezza

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... Osservando oggi alcuni fra i più recenti teatri di conflitto, quello catalano che invoca la secessione attraverso un referendum negato dalle leggi spagnole, quello fra le due Coree, separate da mondi e barriere ideologiche apparentemente insormontabili, quello americano, dove il nuovo presidente ripristina una versione accorciata della Dottrina Monroe all’insegna dello slogan "America First" abbiamo conferma della distanza che intercorre fra l’utopia e la realtà.
Ma abbiamo anche una significativa dimostrazione di come tutto ciò che è divisione, rottura, isolamento porti fatalmente alla discordia, al conflitto, e in ultima analisi alla guerra.
...

 
Giorgio Ferrari: 
  La madre dei conflitti. Ogni radicale divisione reca caos


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Il più alto riconoscimento dell’Acnur, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, assegnato a un docente che è anche negoziatore: ha favorito la liberazione di alcune delle liceali rapite a Chibok

  Stefano Pasta:  Nigeria. Premiato il maestro che insegna ai bimbi a vincere l'incubo Boko Haram


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FEDE E
SPIRITUALITÀ


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  E' sulla sabbia che costruisce chi ascolta e non... (S. Agostino)
  Perdonare è riavviare...   (Hyàcinthe Vulliez)
   Il mondo è in una notte profonda... (Charles De Foucauld)
  Le lacrime esprimono ciò che le parole non possono dire...  (Sorella Roberta di Bose)
  Se noi ascoltiamo lo Spirito Santo, Lui ci insegna... (Papa Francesco)
  Dove c'è misericordia lì c'è Dio...  (S. Ambrogio)
   Il cuore è una ricchezza che non si vende...  (Gustave Flaubert)


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Era il 21 settembre del ‘53. Aveva quasi 17 anni. Un giorno fondamentale nella vita di Jorge Mario Bergoglio. Lo stesso Papa Francesco ha raccontato più volte quel momento cruciale...
"Ma c’è un giorno per me molto importante: il 21 settembre del ‘53. Avevo quasi 17 anni. Era il “Giorno dello studente”, per noi il giorno della Primavera – da voi è il giorno dell’Autunno. Prima di andare alla festa, sono passato nella parrocchia dove andavo, ho trovato un prete, che non conoscevo, e ho sentito la necessità di confessarmi. Questa è stata per me un’esperienza di incontro: ho trovato che qualcuno mi aspettava. Ma non so cosa sia successo, non ricordo, non so proprio perché fosse quel prete là, che non conoscevo, perché avessi sentito questa voglia di confessarmi, ma la verità è che qualcuno m’aspettava. Mi stava aspettando da tempo. Dopo la Confessione ho sentito che qualcosa era cambiato. Io non ero lo stesso. Avevo sentito proprio come una voce, una chiamata: ero convinto che dovessi diventare sacerdote..." http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/may/documents/papa-francesco_20130518_veglia-pentecoste.html

  
... Ringraziamo il giovane Jorge...

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Il 21 settembre 1990 veniva ucciso il giudice Rosario Livatino.
Giovanni Paolo II defini il giudice Rosario Livatino "Martire della giustizia e indirettamente della Fede"
Il 19 luglio 2011 è stato firmato dall'arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, il decreto per l'avvio del processo diocesano di beatificazione, aperto ufficialmente il 21 settembre 2011 nella chiesa di San Domenico di Canicattì
“Infranta da mano vile nell'estate del 2017, questa pietra che rinnova la memoria di Rosario Livatino, uomo giusto qui massacrato il 21 settembre 1990 da sicari mafiosi, viene ricomposta risultando sempre più salda, come la forza morale ispiratrice dei sentimenti cristiani e dell'azione civile di un magistrato caduto da martire di una comunità a lui grata e debitrice per avere illuminato la via del riscatto possibile”.
E’ questo il testo della targa commemorativa scoperta in occasione del 27° anniversario dalla morte del giudice Rosario Livatino. La targa, realizzata per volontà dell' Associazione “Strada degli scrittori” con “Amici del Giudice Livatino”, “Tecnopolis” e Associazione nazionale magistrati, sezione di Agrigento, "sarà un monito a ricordare che la violenza della mafia va combattuta in ogni sua manifestazione, anche la più meramente simbolica ma, soprattutto, sarà un modo per non cancellare il ricordo di un gesto che ferì profondamente le coscienze".
Vedi anche i post (all'interno link ad altri post)
- Oltraggio alla stele di Livatino, cardinale Montenegro: «Offesi e addolorati»
http://pietrevive.blogspot.it/2017/07/oltraggio-alla-stele-di-livatino.html
- Chiesa e Mafia: il no di Wojtyla «ispirato» da Livatino - Testimonianza-rivelazione di don Luigi Ciotti, intervenuto al convegno annuale del settimanale "Nuovo Amico" per ritirare il "Premio giornalistico Valerio Volpini"
http://pietrevive.blogspot.it/2011/11/chiesa-e-mafia-il-no-di-wojtyla.html


  
Il giudice di ogni tempo deve essere...

   Non ci sarà chiesto se siamo stati credenti...

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Alla scuola di Matteo – San Matteo apostolo ed evangelista - di Antonio Savone

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LA RIFORMA DELLA CHIESA, OGGI - HOREB n. 2/2017 (n.77)

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I MERCOLEDÌ DELLA SPIRITUALITÀ 2017 - DON LORENZO MILANI CAPACITÀ DI PAROLA COME CAMMINO DI UMANIZZAZIONE - Il calendario completo degli incontri
Dal 18 Ottobre al 29 Novembre

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Intenzione di preghiera per il mese di settembre 2017: Preghiamo affinché le parrocchie non siano uffici funzionali, ma luoghi di comunicazione della fede e testimonianza della carità. (Testo e video)

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"L'unica misura del perdono è perdonare senza misura" di p. Ermes Ronchi - XIV domenica Tempo Ordinario – Anno A

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Francesco e la Chiesa “viva” aperta a tutti di Bruno Forte

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Scrivo a voi padri, scrivo a voi giovani (1Gv 2,13) La parola di Dio genera gioia piena e vita in abbondanza Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo Lettera pastorale

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“Maschio e femmina Dio li creò” di Enzo Bianchi

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"Bellezza, la strada verso il vero" di Bruno Forte

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Una Chiesa povera: solo un desiderio? di Gregorio Battaglia, carmelitano


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CHIESA E SOCIETA'
Interventi ed opinioni


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ABITARE LE PAROLE / Sviluppo. Far girare le cose di mons. Nunzio Galantino

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Consuelo Cordoba aveva programmato di morire il 29 settembre, ma il Papa l'abbraccia e le dice: «No, tu non lo farai... sei coraggiosa e sei anche bella» e lei ora vuole vivere...

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Diocesi di Messina: Formazione dei laici a pagamento "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date "( Mt 10,8 ) di Santino Coppolino

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Sapessi come è strano vedere l'arcivescovo in bicicletta a Milano di Filippo di Giacomo

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Ingrid Betancourt, l'ex candidata alla presidenza colombiana rapita dalle FARC:
... Uccidere il nemico è un errore, perché mantiene l’essere umano incatenato ai suoi istinti e non alla sua umanità.
Io credo che quello che Papa Francesco ci sta proponendo è un'altra immagine di quello che possiamo essere; possiamo essere un'altra cosa: possiamo essere persone libere, possiamo capire che la riconciliazione dipende non dal fatto che l'altro venga a chiedermi perdono, ma dipende dal fatto che noi stessi cerchiamo l'opportunità di incontrarci e di liberarci dal danno che ci è stato fatto...
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Ingrid Betancourt ha raccontato che, dopo un suo tentativo di fuga, i carcerieri la tenevano incatenata per il collo, come un animale, lì nella foresta. L’odio contro di lei in quei giorni era alla sua massima espressione. Anche quel giorno, sotto il diluvio che si protraeva da ore, a differenza degli altri prigionieri e dei guerriglieri che erano al riparo in capanne, lei venne tenuta lì, incatenata. «Nella foresta non ci sono bagni, ma quando chiesi al mio guardiano se poteva sciogliermi, per lasciarmi andare dietro un albero, come se andassi al bagno, lui mi rispose: “Quello che devi fare puoi farlo qui, davanti a me. Cagna”». 
È stato un momento intenso e davvero drammatico, come drammatico è stato il successivo silenzio, durante il quale Ingrid Betancourt ha cercato le parole per proseguire: «Io ho sofferto per tanti anni, ma in quel momento, la risposta di quell’uomo, una risposta così inutile, così piena di odio, di malvagità, beh in quel momento ho sentito che volevo ucciderlo. Sì, mi sono detta che lo odiavo e volevo ucciderlo. È stata una decisione molto fredda. E questa sensazione, questo pensiero, questo desiderio è diventato un’ossessione per me, che mi ha riempita, quasi affogato. È durata per giorni, e mi chiedevo come potessi ucciderlo. Era così. Finché non ho capito che no, non era vero. Un giorno mi sono svegliata e mi sono detta che io non voglio ucciderlo. Questo è proprio quello che io non voglio. Io non voglio aver vissuto tutto quello che ho vissuto per finire col trasformarmi in un essere che odia, che desidera la morte dell’altro, assetata della morte dell’altro: non mi voglio convertire in quello che sono loro. E questo pensiero mi ha liberato. È stato un pensiero liberatorio perché ho capito che anche con le catene dell’umiliazione, dell’abuso, del dolore, avevo ancora la più importante delle libertà, quella di essere ciò che volevo essere». 
«Io -ha aggiunto Betancourt - credo che oggi in Colombia siamo in un momento simile. E la visita di Papa Francesco ci sta ricordando le altre opzioni che abbiamo: possiamo vivere aggrappati alle nostre vendette, alle nostre leggi, ai nostri valori della guerra: ovviamente quando c’è la guerra uccidere è un valore. Chi uccide il nemico è un eroe. Ma è un errore. È un errore, perché mantiene l’essere umano incatenato ai suoi istinti e non alla sua umanità. Papa Francesco ci sta portando l’immagine di un’altra cosa: che possiamo essere persone libere, e quindi la riconciliazione non deve dipendere dall’altro, che ci deve chiedere perdono, ma da noi, dal fatto che noi stessi cerchiamo di incontrarci e liberarci dal danno che ci è stato fatto. In questo senso tutti noi colombiani e non sono quelli della guerriglia siamo chiamati a cambiare atteggiamento, noi siamo chiamati a incontrarci nella luce dell’umanità». 
(Breve estratto video tratto da "Il Diario di Francesco" TV2000 del 10 settembre 2017)

 
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Un terribile terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito ieri la nazione del Messico. E Papa Francesco ha subito fatto arrivare alla nazione colpita il suo affettuoso pensiero in occasione dell’udienza del mercoledì.
“Un terribile terremoto ha colpito il Messico, qui tra voi ci sono molti messicani, il sisma ha causato numerose vittime e danni materiali, in questo momento di dolore manifesto la mia vicinanza a tutta la popolazione messicana. Eleviamo tutti insieme la nostra preghiera chiedo a Dio onnipotente perché accolga nel suo seno quelli che hanno perso la vita e conforti i feriti, le loro famiglie e tutti coloro che sono stati colpiti. Preghiamo anche per i soccorritori che prestano aiuto a tutte le persone colpite”. Infine il Papa si rivolge alla Vergine di Guadalupe, affinché “sia vicina all’amata nazione messicana”.
Ci uniamo alla preghiera di Papa Francesco in vicinanza spirituale a tutti coloro che sono stati colpiti da questa terribile calamità.
Al momento il bilancio è agghiacciante: secondo gli ultimi dati forniti dalla Protezione civile, i morti sono almeno 248, dei quali 117 a Città del Messico, 72 nello Stato di Morelos, 43 in quello di Puebla, 12 nello Stato del Messico, tre in quello di Guerrero e un altro in quello di Oaxaca. Numeri destinati a crescere, dati i numerosi crolli.

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Prosegue il cammino di avvicinamento al Sinodo. Ne parliamo con mons. Fabio Fabene, sottosegretario della Segreteria generale del Sinodo: "I giovani vogliono essere protagonisti nella comunità ecclesiale e credo che questo desiderio possa condurre la Chiesa verso luoghi e spazi che altrimenti le sarebbero difficili da raggiungere. I giovani possono aprire alla Chiesa quei luoghi dove ancora non è arrivata o dove deve essere maggiormente presente"

 
Daniele Rocchi: 
   Verso il Sinodo dei giovani. Mons. Fabene (sottosegretario), “i giovani chiedono una Chiesa che sia casa, famiglia e comunità”


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Francesco lo afferma ricevendo in udienza i direttori pastorale per le migrazioni: garantire una costante aperture verso l’altro 


  Domenico Agasso jr:  Francesco: preoccupa la xenofobia in Europa, c’è anche tra i cattolici

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La storia di suor Infant Tresa, clarissa francescana del Kerala ed insegnante di yoga. Una pratica che – sostiene – non solo non è in contraddizione con la vita da religiosa e col cristianesimo ma aiuta ad essere cattolici migliori

  Ilaria Beretta:  «Il mio yoga recitando il padre nostro»

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 FRANCESCO
 

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16/09/2017:

  Serve un'azione globale per affrontare...

17/09/2017:

  Quanto più Gesù occupa il centro della nostra vita...


18/09/2017:

  Troviamo il coraggio di purificare il nostro cuore...

19/09/2017:

  Lavoriamo insieme per trovare soluzioni concrete...

20/08/2017:


  La speranza è la virtù di un cuore che non si chiude nel buio...


21/09/2017:

  Rivolgo un appello in favore della pace e del disarmo...

22/09/2017:

  Il Vangelo invita prima di tutto a rispondere a Dio...


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Oggi il Santo Padre è uscito dal Vaticano per una visita a sorpresa alla Fondazione Santa Lucia, un centro di eccellenza molto conosciuto a Roma, specializzato nella neuro-riabilitazione di pazienti con deficit di movimento e cognitivi, dove vengono trattate patologie derivanti da ictus, lesioni midollari, Parkinson e sclerosi multipla. Il Papa continua così l’esperienza dei “Venerdì della Misericordia”: gesti di vicinanza e di sostegno dedicati ai meno abbienti e ai meno fortunati, che hanno caratterizzato il Giubileo della Misericordia.

  Il Papa visita la Fondazione Santa Lucia e incontra bambini con patologie neurologiche

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«Il perdono di Dio è il segno del suo straripante amore per ciascuno di noi... e vuole offrircelo, ma non lo può fare se chiudiamo il nostro cuore all’amore per gli altri.» Papa Francesco Angelus 17/09/2017 (testo e video)

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«Vivi, ama, sogna, credi. E, con la grazia Dio, non disperare mai.» Papa Francesco Udienza 20/09/2016 (foto, testo e video)

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Papa Francesco ai nuovi vescovi: "Soltanto chi è guidato da Dio ha titolo e autorevolezza per essere proposto come guida degli altri... Il Vescovo non è il “padre padrone” autosufficiente e nemmeno l’impaurito e isolato “pastore solitario”. Il discernimento del Vescovo è sempre un’azione comunitaria, che non prescinde dalla ricchezza del parere dei suoi presbiteri e diaconi, del Popolo di Dio e di tutti coloro che possono offrirgli un contributo utile... Discernere significa pertanto umiltà e obbedienza..."

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Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio di Papa Francesco "Summa familiae cura" per guardare alla famiglia di oggi in tutta la sua complessità di luci e ombre, con uno sguardo di "saggio realismo" e di "intelletto d'amore".

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«Non pregare per i governanti è un peccato» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

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«Gesù guarda con il cuore, ha compassione... si avvicina... restituisce la dignità...» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

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«Lasciamoci guardare da Gesù con quello sguardo misericordioso pieno di amore... è tanto bello incontrare Gesù!» - Papa Francesco - S. Messa Cappella della Casa Santa Marta - (video e testo)

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Papa Francesco alla Commissione Parlamentare antimafia: "La politica autentica sente la lotta alle mafie come una sua priorità, in quanto esse rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone."

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"Fin dal primo giorno desideravo che venisse questo momento del nostro incontro... vorrei abbracciarvi e vorrei piangere con voi..." VIAGGIO APOSTOLICO IN COLOMBIA 6-11 SETTEMBRE 2017 /6 (Cronaca, testi, foto e video)


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... Papa Francesco non ha mai dimenticato la confessione che cambiò la sua vita proprio il giorno della festa di san Matteo, il 21 settembre del 1953, a Buenos Aires. Nato il 17 dicembre del 1936, non aveva ancora compiuto 17 anni.
Austen Ivereigh racconta l’evento nella sua biografia di papa Francesco, “Tempo di misericordia. Vita di Jorge Mario Bergoglio”...

 
ZENIT: 
La chiamata di Jorge Bergoglio, all’età di 16 anni


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 Appare per circa sei minuti, nella parte centrale e alla fine del film. Seduto in una stanza del Vaticano, spiega ai ragazzi protagonisti della pellicola come si fa a conoscere Gesù: «Leggendo il Vangelo, studiando il catechismo, parlando con lui», dice. È la prima volta che un Papa recita se stesso nella parte di un film; l’ha fatto Francesco nel commovente Beyond the Sun, il film prodotto da Andrea Iervolino e presentato questo pomeriggio in anteprima Oltretevere. Avrebbe dovuto essere presente anche papa Bergoglio, ma il terremoto del Messico e la dovuta attenzione da riservare al Paese l’ha costretto a declinare l’invito. Ha recapitato, tuttavia, un messaggio nel quale ha ringraziato per il «coraggio» di una pellicola davvero unica.

  Paolo Rodari:  Papa Francesco al cinema a Natale: interpreta se stesso in 'Beyond the Sun'

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